INFLAZIONE MONETARIA

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Umiltao

INFLAZIONE MONETARIA

Messaggioda Umiltao » 15 dic 2009, 23:27

Come da discussione arenatasi sul vecchio forum http://signoraggio.forumfree.it/?t=37134199#entry305930493

e di fatto richiamato nella recente discussione sulle riforme monetarie http://www.primit.it/forum/phpBB3/viewtopic.php?f=7&t=320#p2678


reintroduco l' argomento "INFLAZIONE MONETARIA", che ricordo è L' UNICO pseudo-espediente con cui la gran parte degli economisti giustificano l' emissione monetaria de il Grasso Bankiere © a moneta-debito dissipativa con interesse, attuata tecnicamente col dare moneta contro titoli di debito fruttiferi A SCADENZA in tutte le possibili forme.



Io farei la distinzione preliminare tra:

1) inflazione all' austriaca, cioè aumento assoluto di massa monetaria;

2) inflazione come perdita di potere d' acquisto del valore della misura;

3) inflazione come perdita di potere d' acquisto dei redditi assoluti.


Inoltre farei la ulteriore distinzione tra:

a) inflazione ai tempi della moneta-debito de IGB;

b) inflazione generata, a riforma monetaria GIA' AVVIATA, dalla moneta-proprietà
- b1: a valore fisso;
- b2: deperibile;
- b3: mista;
- b4: varia ed eventuale;

c) inflazione generata, a riforma monetaria GIA' AVVIATA, dalla moneta-debito riciclativa
- c1: a valore fisso;
- c2: deperibile;
- c3: mista;
- c4: varia ed eventuale.


Spero di non aver dimenticato eventuali casistiche...


Secondo me la legge di Fisher MV = PT, su cui possiamo imbastire la discussione, è conveniente leggerla nel senso di (M - Mt)V = P(T, C, IGB)T

dove:
M = massa monetaria totale
Mt = massa monetaria tesaurizzata
V = velocità di circolazione della massa monetaria
P = livello medio dei prezzi
T = numero di transazioni effettuate
C = livello della concorrenza
IGB = iniezione di costi (pure illegittimi) operata dal Sistema Bancario tramite emissione di moneta-debito-costo sia in valore nominale [*] sia in interessi

L' espressione P(T, C, IGB) significa che P dipende dai 3 fattori tra parentesi, non riporterò l' eventuale formula analitica perchè non ho fatto uno studio matematico sistematico (non sono Samuelson), ma sostanzialmente utilizzerò l' intuito e cercherò di dimostrare quello che dirò in maniera spero abbastanza semplice ma pure realistica. Per la verità alcuni sapranno già la mia visione su pressochè tutti i punti viste le numerose passate discussioni in tema.


Ricordo che per "moneta-debito dissipativa" si intende la moneta emessa attualmente dal Sistema Bancario, ovvero una moneta-debito che, all' atto della sua restituzione da parte del debitore, viene cancellata/distrutta sul valore nominale del prestito - confermando così esplicitamente la sua precedente creazione DAL NULLA - e così il solo interesse viene effettivamente intascato dalla banca una volta detratti tutti i costi sostenuti dalla banca stessa tasse statali comprese (il c.d. utile netto).
Invece per "moneta-debito riciclativa" si intende una moneta-debito che quando viene restituita all' ente emittente NON viene cancellata/distrutta bensì riciclata in qualcosa che può avere sia interesse pubblicistico (spesa pubblica e/o redditi di cittadinanza e/o altro) sia interesse privatistico (Porsche, Rolex, discoteche, cocaina, cataste dellalunafedrighesche di moneta depositata nei paradisi fiscali, ecc. ecc. ecc.), a seconda del tipo e della mission dell' ente emittente stesso.





Intanto posto questo, i miei commenti su ogni aspetto della questione verranno scritti un po' alla volta perchè ho troppe cose da dire e scrivere tutto in un colpo è controproducente.



Ci sarà aspra battaglia, già me la immagino, specialmente qui [*] :twisted: :twisted: :twisted:. A presto! ;)

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dmonax

Re: INFLAZIONE MONETARIA

Messaggioda dmonax » 18 dic 2009, 8:04

Umiltao ha scritto:Come da discussione arenatasi sul vecchio forum http://signoraggio.forumfree.it/?t=37134199#entry305930493


Beh, per rimettere in moto la discussione vi pongo la domanda:
Possiamo considerare come COSTO, e quindi come possibile causa dell'aumento dei prezzi, anche la quota capitale della moneta presa in prestito?

Le opinioni di Francesco e di Vito erano/sono opposte (da quel che ho potuto capire).

Io sarei più propenso a dire di "si", in quanto alla fine la quota capitale è un costo reale: non sarebbe un costo nel caso in cui il prestito rimarrebbe nelle mie tasche, ma se debbo usarlo per la mia attività, allora dovrò con questa attività rifarmi del capitale + interessi.. e quindi scaricare l'intero costo, non solo quello degli interessi, sui prezzi dei miei prodotti.

Sbaglio qualcosa?

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Umiltao

Re: INFLAZIONE MONETARIA

Messaggioda Umiltao » 19 dic 2009, 0:29

Ok, vado subito alla questione costi.


In generale ogni aumento dei costi nell' economia reale genera per definizione inflazione come perdita di potere d' acquisto del valore della misura 2), ovvero le cifre scritte sulla banconota rimangono costanti ma in quel dato momento tale valore della misura non riesce più a comprare quello che comprava un momento prima poichè il livello dei prezzi P è aumentato.
Infatti se il sistema delle imprese nel complesso si vede i costi di produzione aumentati, se non si vuole contrarre gli utili o anche se non si vuole andare in rosso o peggio rimanerci a lungo (succede anche quello) occorre per forza aumentare i prezzi di vendita dei beni/servizi, se al contempo NON si aumenta la produttività.

Attenzione: ciò NON significa necessariamente che ci sia pure un' inflazione come perdita di potere d' acquisto dei redditi assoluti 3): questo avverrebbe se e solo se i redditi assoluti NON aumentano in proporzione (+ x% prezzi = + x% salari).
Quindi se + x% prezzi = + x% salari abbiamo un effetto simile a quello che accadeva fino a metà Anni 80 con la c.d. scala mobile: il potere d' acquisto dei redditi assoluti rimane costante e semplicemente il singolo pezzo monetario perde di potere d' acquisto oppure viene sostituito con uno di cifra stampigliata superiore.

Il caso appena descritto è quello generale, mentre, se si considera il solo costo dato dai salari pagati dalle imprese private (non considero le Pubbliche Amministrazioni per semplicità, ma nel caso della riforma che si sta discutendo nel thread specifico non rientrano perchè esse si autofinanziano emettendo moneta a costo zero), si può vedere che questo costo impatta anch' esso direttamente sulle scelte dell' imprenditore e come tutti gli altri costi quando aumenta (tipo rivendicazioni salariali) non può che contribuire a far aumentare i prezzi.
Da notare come l' implicazione appena detta + salari => + prezzi sia alquanto rara poichè di norma avviene il contrario, ovvero i salari si adeguano ai prezzi aumentati quasi sempre in ritardo (speculazione imprenditoriale). Ma anche in questo caso si ricade sempre nel discorso di prima: + costi => + prezzi. Infatti l' imprenditore, speculando sul prezzo di mercato del bene/servizio da lui prodotto, non fa che aumentare i costi in quanto si decide da solo l' aumento della "paga" sul singolo pezzo di venduto, perciò occorre considerare lo stesso margine di guadagno in aumento come un aumento di costo e quindi pure esso generatore di inflazione come minimo del tipo 2).


Questa appena detta è una semplicissima dimostrazione di come l' inflazione - nel senso di 2) e 3) - sia data dall' aumento dei costi e NON dall' aumento della massa monetaria.

Perciò sono le RICHIESTE di NUOVA MONETA sul mercato dei beni/servizi dovute all' aumento dei costi a causare aumento della massa monetaria tramite nuove emissioni monetarie e perciò a causare inflazione del tipo 1), NON il contrario come piace dire all' Infame Accademia di IGB.




Ora vengo al discorso che hai introdotto tu, dmonax.

Come ho già avuto modo di dire in altri thread, il Sistema Bancario emette moneta e viene in soccorso guarda caso A POSTERIORI alle RICHIESTE di NUOVA MONETA prima dette: infatti, quando i costi sono troppo alti o quando i margini di utile sono troppo bassi per poter permettersi un investimento, gli attori economici (privati, imprese e Pubbliche Amministrazioni) vanno a richiedere la nuova moneta necessaria al Sistema Bancario, perciò NON è il banchiere la causa dell' inflazione del tipo 1) proprio perchè siamo noi ad andare da lui.
Quindi anche da questo punto di vista si conferma quanto detto sopra.

Cosa succede però quando chiamiamo in gioco il banchiere? Accade sfiga vuole che IGB emette moneta SOLO come un DEBITO e caricato ANCHE di interessi, per cui nel sistema economico reale entra una nuova moneta che ha proprio le caratteristiche del COSTO, di qui la definizione di moneta-debito-costo. Perchè...?

Perchè se io devo fare un investimento e ho già da parte capitale ACCUMULATO sufficiente all' investimento stesso, NON mi indebito e semplicemente acquisto il bene/servizio di cui ho bisogno: è la stessa cosa delle imprese che reinvestono gli utili o una parte di essi nella propria attività anzichè conferirli agli azionisti come dividendi.
INVECE se io non ho capitale accumulato sufficiente ad arrangiarmi devo per forza indebitarmi per avere un dato bene/servizio: nel caso dell' impresa la moneta necessaria all' investimento, essendo un debito verso la banca, entra a tutti gli effetti come un NUOVO COSTO e rispetto alla condizione iniziale fa perciò AUMENTARE i costi totali.
L' impresa dovrà RESTITUIRE alla banca il prestito A PEZZI e IN MONETA, perciò dovrà dedicare una parte delle entrate - date per la gran parte dai ricavi dalle vendite di beni/servizi - al pagamento periodico di una quota capitale e di una quota interessi, finchè il debito verrà completamente saldato interessi inclusi. La restituzione del debito e il pagamento degli interessi - quindi NON solo gli interessi - sono un costo supplementare che obbliga l' impresa o a ridurre i propri margini di utile a prezzi costanti o ad aumentare la produttività e le vendite a prezzi costanti o ad aumentare i prezzi se gli stessi non sono sufficienti a garantire sia la restituzione del prestito sia un certo margine di utile finale.

Un' impresa indebitata è perciò simile a un' impresa che paga l' affitto per qualcosa: i costi sono più alti rispetto a un' impresa che sia arrangia da sè o che ha quel qualcosa di sua proprietà.
Di conseguenza è molto probabile che i prezzi delle imprese che pagano affitti di beni/servizi e/o "affiti" di moneta siano più alti rispetto alla media.


Riassumiamo.

Caso A: l' impresa acquista il bene/servizio utilizzando liquidità propria SENZA FAR AUMENTARE I COSTI => prezzi costanti => ZERO INFLAZIONE.

Caso B: l' impresa acquista il bene/servizio utilizzando il debito FACENDO COSI' AUMENTARE I COSTI => prezzi aumentati => INFLAZIONE.


ERGO: IGB crea inflazione EMETTENDO MONETA e NON perchè banalmente la emette facendone così aumentare la massa complessiva, BENSI' perchè emette una MONETA-COSTO che fa AUMENTARE I COSTI dell' economia reale, in maniera INTRINSECA all' atto dell' emissione.

ERGO: DA CHE PULPITO VIENE LA PREDICA SULL' INFLAZIONE, visto che una delle cause principali dell' inflazione è proprio... chi blatera dal pulpito...!!!




Ancora però non riesco a capire perchè per esempio si dice che la quota capitale da restituire non è un costo mentre lo è il solo interesse.

Se non fosse un costo la quota capitale da restituire a IGB significherebbe che IGB REGALA LA MONETA. O no?
Ultima modifica di Umiltao il 19 dic 2009, 1:59, modificato 2 volte in totale.

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Christian Tambasco

Re: INFLAZIONE MONETARIA

Messaggioda Christian Tambasco » 19 dic 2009, 0:45

aggiungiamoci che oggi (almeno un secolo) come oggi la grande impresa campa grazie a veri e propri rubinetti del credito e soffre più o meno a seconda che questi vengano aperti o chiusi (la famosa stretta)....
siamo in pieno caso B da parecchio, ma da parecchio tempo

Ciao Christian

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Umiltao

Re: INFLAZIONE MONETARIA

Messaggioda Umiltao » 19 dic 2009, 0:59

Per adesso concordo con dmonax e Christan.

Attendo anche una replica di Francesco che magari potrebbe farmi cambiare idea (anche definitivamente) sulla quota capitale come costo e in potenza come variabile inflattiva.
Sto già sudando... :( :? :( :? :( :oops:


Da quanto ho detto fin qui però si ricava che anche la moneta-debito riciclativa del punto 3. della riforma monetaria che si sta discutendo nell specifico thread è una moneta-costo e quindi in potenza a effetto inflattivo a riforma già avviata (non tengo conto infatti dei benefici già ricevuti dalla riforma rispetto alla situazione attuale come da punti 1. e 2. e da punto 3. per la mancanza di interesse su OGNI prestito).

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Umiltao

Re: INFLAZIONE MONETARIA

Messaggioda Umiltao » 19 dic 2009, 1:13

Notate soltanto come la differenza tra il post mio - prolisso e stancante - e quello SEMPLICE e CHIARO di dmonax sia causata soltanto dalla paura di sbagliare e di essere rimproverato da qualcuno... :roll:

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Umiltao

Re: INFLAZIONE MONETARIA

Messaggioda Umiltao » 20 dic 2009, 16:42

Il vero punto della questione non è il costo in sè, ma quel costo specifico (quei costi specifici) che da un certo istante in poi costringe (costringono) a far aumentare i prezzi.

Caso A: l' impresa si autofinanzia l' investimento perchè lo ha già incorporato nei suoi margini storici sui suoi prezzi storici, quindi non è necessario incrementare i prezzi proprio perchè non sono stati necessari i nuovi costi iniettati con l' eventuale indebitamento.

Caso B: l' impresa si finanzia col debito proprio perchè non ha margini storici sufficienti a investire, quindi DOPO scatta l' aumento dei prezzi proprio per restituire tale debito.


Come ha già detto Christian sopra, non può che essere preponderante il caso B perchè... il banchiere crea moneta costosa e la concede in un mercato già bloccato dal fatto che:

1. sul mercato c' è rarefazione monetaria mantenuta dal banchiere stesso tramite continue creazioni e distruzioni di moneta;

2. in presenza di rarefazione monetaria l' aumento dei prezzi è impossibile se non rischioso e ANCHE se servisse per ricavare moneta supplementare per gli investimenti: infatti IGB è un vero e proprio salvatore - temporaneo - poichè consente all' impresa di avere IN ANTICIPO sull' aumento dei prezzi la moneta necessaria all' investimento.

3. paradossalmente l' alternativa - l' aumento della produttività che consentirebbe di mantenere i prezzi costanti o addirittura la loro diminuzione grazie a un aumento dei volumi produttivi e spalmatura dei costi fissi su più pezzi - non può che essere essa stessa un costo aggiuntivo e in molti casi ingente poichè obbliga a un generale riassetto dei sistemi produttivi, quindi occorre pure in questo caso ricorrere al debito-costo;

4. il consumatore incrementa il proprio potere d' acquisto generalmente in ritardo rispetto al produttore-distributore di beni/servizi e generalmente il suo potere d' acquisto dipende dallo stesso produttore-distributore: altro paradosso visto che lo stesso consumatore se non consuma non fa nè produrre nè guadagnare al suo datore di lavoro produttore-distributore.
Ultima modifica di Umiltao il 20 dic 2009, 18:04, modificato 1 volta in totale.

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Umiltao

Re: INFLAZIONE MONETARIA

Messaggioda Umiltao » 20 dic 2009, 17:12

Ora un esempio a mio avviso non da poco riguardo il caso A e il caso B.

Le imprese cooperative in Italia hanno sgravi fiscali perchè per statuto devono reinvestire la gran parte degli utili nella propria attività: quindi dovrebbero rimanere all' interno del caso A.
Invece questo non basta perchè in genere i prezzi più bassi rispetto alla media vengono fatti solo per i soci.
E non basta anche perchè le stesse cooperative:
- fanno ricorso al credito;
- acquistano o creano banche;
- sono legate direttamente alla politica politicante, affarista e clientelare.

Francesco Fata
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Re: INFLAZIONE MONETARIA

Messaggioda Francesco Fata » 21 dic 2009, 11:48

Forse a Vito non sembrerà vero....ma in questi ultimi tempi ho riflettuto di più e meglio sulla questione inflazione.
Forse prima non ci avevo dedicato molto tempo ed energie mentali. Devo dire che sulla questione "AUMENTO DEI PREZZI" dovuto dall'intero valore nominale della moneta debito (e non solo dall'interesse) devo fare un po' marcia indietro e riconoscere che hai ragione. Nei miei ragionamenti ero stato fuorviato dall'impostazione spesso troppo "ragionieristica" di certi ragionamenti. Per me era automatico che "essendo solo gli interessi" ad incidere del conto economico di un'impresa (quindi sui costi), di pari passo si devono aumentare i ricavi per pareggiare quei costi. Come? Aumentando i volumi di produzione facendo restare invariati i prezzi del singolo prodotto oppure a produzione invariata aumentando i prezzi.
Ma...teoricamente....questo discorso è anche giusto! Solo che non è l'unico! LA questione "capitale da restituire" gioca un ruolo importante. Tecnicamente è più semplice capirlo nel caso della restituzione del debito pubblico in quanto questo incide direttamente su quel famoso "conto economico" delle imprese. Come? Con la tassazione. Infatti considerando il debito pubblico simile al debito privato, nel primo e facile capire come "anche il capitale" rientri nell'aumento dei prezzi in quanto le tasse da pagare non sono altro che "restituzione non solo di interessi" ma "anche di quota capitale". Come molti sanno "le tasse" incidono sul conto economico di un'impresa ogni anno (quindi ripeto, sui costi) perciò è più facile capire l'incidenza che il debito pubblico ha sull'aumento dei prezzi.
Molto più difficile capire questa relazione nel caso del debito privato di un'impresa in quanto la restituzione di capitale non incide sul conto economico direttamente. Ma indirettamente sì! In che modo? Per il fattore psicologico indotto dal sistema "moneta/debito con interesse" in quanto la rarefazione monetaria creata dall'interesse (non stampato e non presente sul mercato) crea la smania di accaparramento delle risorse monetarie nel modo maggiore e più veloce possibile per evitare di non essere in grado di restituire al "banco" quanto prestato.
Uso la parola "psicologico" in quanto tecnicamente continuo a sostenere che è solo l'interesse (per il debito privato) a generare inflazione mentre anche il capitale (nel caso di debito pubblico/tasse). Se dovessi sostenere tecnicamente il contrario cadrebbe la mia (e forse vostra) convinzione che anche in caso di sovranità monetaria e credito alle imprese senza interesse ci sarebbe inflazione generata dalla restituzione del solo capitale.
Invece ritengo che la "serenità/tranquillità" data dal Reddito di Citt. unito al credito senza interesse possa evitare all'imprenditore quell'effetto "paura" che porta all'indiscriminato aumento dei prezzi. A quel punto l'inflazione sarebbe solo una questione "speculativa".

Ok per ora mi fermo qui. Come vedi Vito, siamo molto più vicini di quanto pensavi! ;)
Voglio troppo bene al popolo per pensare di votare gente che vuole particolarmente bene a se stessa.
Francesco Fata

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Umiltao

Re: INFLAZIONE MONETARIA

Messaggioda Umiltao » 21 dic 2009, 14:20

Ok, benissimo sulla questione del debito pubblico restituito IN PARTE (oltre a una parte degli interessi sul debito pubblico stesso) grazie alle tasse pagate da privati e imprese e quindi impattante direttamente sui costi come da conto economico.
E' da ricordare e sottolineare OGNI volta che si parla di costi e inflazione.

Attenzione però: occorre considetare OGNI costo inflattivo SOLO quando aumenta rispetto a una situazione appena precedente, quindi anche le tasse diventano inflattive se e solo se esse aumentano in valore assoluto.

Ma occorre ricordare ancora un' altra cosa IMPORTANTISSIMA che dà ancora più valore a quanto hai detto, Francesco: lo stock del Debito Pubblico NON è un indicatore inflattivo in sè poichè si ha inflazione attraverso tassazione aumentata:

- sia se il debito pubblico aumenta perchè si devono pagare PIU' interessi sul debito pubblico;
- sia se il debito pubblico diminuisce poichè in tal caso si pagano alla scadenza una maggior quantità di titoli in quanto si estingue definitivamente proprio i titoli che compongono la diminuzione del debito, e ciò non può che essere fatto o con aumento di tasse o con tagli di spesa e quindi in ogni caso con maggiori oneri e disservizi per i privati e le imprese; notare come in questo caso diminuisce pure la quantità di interessi da pagare di un valore pari a quelli che si sarebbero dovuti pagare sulla quota di debito pubblico estinto, ma OVVIAMENTE questa diminuzione di spesa pubblica è MOLTO inferiore al corrispettivo aumento di spesa pubblica per l' estinzione dei titoli sui cui si dovevano pagare quegli interessi: il saldo è negativo (+3 - 100 = - 97) di gran lunga, quindi le tasse aumentano, i costi per privati e imprese aumentano, i prezzi tendono ad aumentare e si ha inflazione, come nell' altro caso.



Sulla quota capitale del debito privato dirò a breve.

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domenico.damico

Re: INFLAZIONE MONETARIA

Messaggioda domenico.damico » 23 dic 2009, 10:28

Un'impresa quando va a chiedere capitale, specie se una grande impresa, valuta la leva finanaziaria.
Cioè si fa due conti in questo senso: quell'investimento mi renderà, esempio, il 6% l'anno.
Se il tasso d'interesse è il 3%, allora sarà "conveniente" per lei indebitarsi (anche con emissione di obbligazioni) anzichè immobilizzare proprie liquidità che invece magari andrà ad investire nel mercato finanziario.

In questo senso IGB riesce a far suonare questa sirena alle orecchie di tanti padroni:
"prenditi i miei soldi, costano poco, il mercato sta tirando, i tuoi soldi invece investili in questo edge founds garantito etc. ".

Come dice Francesco, mi sembra più un fatto psicologico (quando è possibile, cioè in piccoli mercati) l'aumento dei prezzi derivante da quota capitale di terzi (nel sistema IGB-centrico).

Ma dobbiamo anche valutare di quale mercato stiamo parlando; se parliamo del piccolo imprenditore locale, del negozio del paese, o della multinazionale che fa profitti proprio movimentando capitali e giocando sulle scadenze fornitori e sul pronto liquido alla cassa.

Insomma considerare l'inflazione sotto tutti questi punti di vista sembra un tentativo velleitario, perchè sbuca IGB da tutte le parti.
Anche perchè se consideri la quota capitale come costo (non solo psicologico, quando possibile però), non stai portando acqua al mulino degli austriaci e ai libertari? Pensateci bene.

A riforma avviata, con doppia moneta a valore fisso, una solo interna per reddito di cittadinanza e corvèe (e anche tasse ovviamente) e una esterna per l'import/export e per i crediti erogati dallo stato, l'inflazione non dovrebbe essere un problema, perchè nel caso si verificasse, tutte le autorità competenti (i massimi esperti che lavorano con probità per la comunità-stato) saprebbero quali leve muovere perchè attori perfettamente informati (dando per scontata una gestione elettronica/statale dell'emissione monetaria, dell'erogazione del credito, di tutta la circolazione monetaria).

In sostanza l'inflazione è troppo legata al sistema IGB e alle mille sue infiltrazioni in tutte le considerazione, per essere un problema del sistema a riforma avvenuta.
Le energie che si libererebbero senza IGB nel mezzo del sistema, sarebbero troppo importanti per generare inflazione.
Se poi la moneta fosse doppia ( moneta Rdc, corvèe, tasse e moneta import/export, credito e ancora tasse ) ed elettronica, i problemi verrebbero azzerati (in termini di inflazione).

Scusate la commistione di tanti argomenti, cercherò di strutturare qualcosa di più organico.

Francesco Fata
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Re: INFLAZIONE MONETARIA

Messaggioda Francesco Fata » 23 dic 2009, 17:20

domenico.damico ha scritto:A riforma avviata, con doppia moneta a valore fisso, una solo interna per reddito di cittadinanza e corvèe (e anche tasse ovviamente) e una esterna per l'import/export e per i crediti erogati dallo stato, .........


Mi spieghi che vuoi dire per "moneta esterna". Forse "moneta debito"? Se sì, vada per l'import/export, ma cosa c'entrano i crediti erogati dallo stato?
Giusto a margine, perchè questo ad esempio, sarebbe un argomento da trattare in altro 3d.
Voglio troppo bene al popolo per pensare di votare gente che vuole particolarmente bene a se stessa.
Francesco Fata

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domenico.damico

Re: INFLAZIONE MONETARIA

Messaggioda domenico.damico » 23 dic 2009, 23:50

Moneta import/export: moneta convertibile sui mercati esteri, se questi accettassero la riforma (simil-Cuba). Difficile.

e la stessa moneta per il Credito dello Stato: moneta debito senza interesse, per idee/progetti/inziative approvate dai comitati etici.
Questo aspetto nel solco delle cose dette nell'altro 3d...cioè il denaro prestato va restituito.

Ma il circuito Rdc, corvèe, sarebbe nella moneta non convertibile.

Hai ragione Francè che quest'ultimo argomento andrebbe nell'altro 3d, ma certe cose sfuggono alla tastier, come le canzoni a Vasco, con tanta intensitè per dirla alla Arrigo/Vito.

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sergioloy

Re: INFLAZIONE MONETARIA

Messaggioda sergioloy » 19 feb 2010, 23:37

rileggendo.

Umiltao ha scritto:3) inflazione come perdita di potere d' acquisto dei redditi assoluti.


dunque, questo Vito mi sa che è quello che chiamano trade off tra disoccupazione e inflazione. ovvero, vi è una relazione inversamente proporzionale, a maggior disoccupazione, perdono potere contrattuale i lavoratori e dunque i salari calano e di conseguenza i costi/prezzi. viceversa in una situazione di relativa occupazione, si ha un potere contrattuale alto e quindi i salari salgono, e salgono i costi/prezzi. insomma la cosiddetta spirale salari/prezzi di cui hai parlato anche tu.
- una bassa disoccupazione fa aumentare il salario nominale
- a un maggior salario nominale, le imprese aumentano i prezzi: il livello dei prezzi aumenta
- a un maggior livello dei prezzi, i lavoratori chiedono un salario nominale più alto
- questo spinge le imprese ad aumentare i prezzi
- in seguito all’ulteriore aumento dei prezzi, i lavoratori chiedono un aumento ulteriore del salario nominale

è un circolo vizioso.

Umiltao ha scritto:Perciò sono le RICHIESTE di NUOVA MONETA sul mercato dei beni/servizi dovute all' aumento dei costi a causare aumento della massa monetaria tramite nuove emissioni monetarie e perciò a causare inflazione del tipo 1), NON il contrario come piace dire all' Infame Accademia di IGB.


quindi secondo me gli accademici dicono ciò che dici tu, nel caso appunto di trade off disoccupazione/inflazione. aumento dei costi, aumento massa monetaria domandata.

dunque questo tipo di inflazione da punto 3) non dovrebbe essere un problema, dal momento che un reddito di cittadinanza eviterebbe anche un concetto pessimo come quello di potere contrattuale del salario. anche se un reddito di cittadinanza può essere inteso come sussidio di disoccupazione, che dà potere contrattuale, e fa alzare i salari e dunque i prezzi e si torna alla spirale. ma mi sa che questa è la tipica situazione da schema attuale, tocca uscire dagli schemi attuali.

rimane il punto 2). ma a mio avviso ha ragione domenico quando dice che sbuca tha fat banker da tutte le parti, dunque risulta difficile un'analisi dell'ìnflazione.

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Umiltao

Re: INFLAZIONE MONETARIA

Messaggioda Umiltao » 20 feb 2010, 1:12

I circoli viziosi ci sono solo quando la moneta entra come COSTO nei bilanci. E quindi, quando tale moneta è un costo, ogni aumento di moneta diventa un aumento dei costi e quindi si ha un' inflazione come minimo da punto 2).

L' inflazione da punto 1) è una vaccata, come piace dire a Marco Trabanco™.

Gli accademici dicono l' opposto di quello che dico io, cioè dicono che l' inflazione da punti 2) e 3) è causata dall' aumento di massa monetaria. Ciò è FALSO: la realtà è l' esatto contrario in termini di causa-effetto e ho già spiegato prima perchè.

Il fatto che, GUARDA CASO, proprio la moneta-debito di IGB© causi inflazione in quanto una moneta-costo fin dall' origine è la principale prova per cui paradossalmente chi blatera di inflazione per mettere paura è udite udite la causa scatenante della stessa, ovvero IGB© stesso.


Ergo_1: è proprio IGB© con la SUA moneta-debito a causare inflazione da punti 2) e 3), per cui SOLO in questo caso si può dire che l' inflazione del tipo 1) - massa monetaria in aumento - è la causa di quelle del tipo 2) e 3).
Da che pulpito viene la predica...!

Ergo_2: ogni aumento di massa monetaria che NON entri nei bilanci aziendali come costo è la soluzione a TUTTI i problemi: moneta-proprietà per finanziare la spesa pubblica e i redditi di cittadinanza.

Ergo_3: nel caso della riforma monetaria trattata nel thread specifico http://www.primit.it/forum/phpBB3/viewtopic.php?f=7&t=320&start=0 SOLO il settore privato è autoinflattivo - vedi il circolo vizioso prezzi-salari-costi che hai sottolineato pure tu - poichè OGNI investimento e/o spesa rientra per forza come un costo nei bilanci. Il settore pubblico no per il motivo opposto.


Occorre iniziare ad analizzare come entra nei bilanci IGB e come crea inflazione di suo, non è sufficiente descrivere in maniera grossolana. Io ho già detto qualcosa in merito in questo therad. Tra non molto vedo di dire altro e/o di ripetere meglio alcune cose.

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sergioloy

Re: INFLAZIONE MONETARIA

Messaggioda sergioloy » 20 feb 2010, 10:25

ok, continuo a non essere d'accordo su ciò che dicono gli accademici, perchè secondo me l'inflazione 3) la descrivono come la descrivi tu. solo
utilizzate parole differenti. poi in sostanza stiamo dicendo la stessa cosa, a parte quel rapporto di causa effetto.
ora che ho capito meglio il concetto di moneta costo allora si, capisco anche che il settore privato è autoinflattivo anche in caso di moneta proprietà.
quello che ho scritto io voleva essere una precisazione della situazione di ora.
anche perchè non son d'accordo che ogni qualvolta ci sia un aumento dei salari-->prezzi poi vi è domanda di moneta. dunque il nesso tra 1) e 3) non è sempre vero,
secondo me.

hai ragione, sulla necessità di capire l'inflazione in toto, non volevo dire che non va analizzata, solo risulta difficile. perchè a questo punto bisogna
analizzare anche l'inflazione attesa che di per se fa aumentare i salari nelle contrattazioni, e così prezzi ecc. ma magari è la questione psicologica di cui
parlava Francesco, quindi mi sto solo incasinando coi termini!

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Umiltao

Re: INFLAZIONE MONETARIA

Messaggioda Umiltao » 21 feb 2010, 21:20

sergioloy ha scritto:ok, continuo a non essere d'accordo su ciò che dicono gli accademici, perchè secondo me l'inflazione 3) la descrivono come la descrivi tu. solo
utilizzate parole differenti. poi in sostanza stiamo dicendo la stessa cosa, a parte quel rapporto di causa effetto.

:?:

sergioloy ha scritto:ora che ho capito meglio il concetto di moneta costo allora si, capisco anche che il settore privato è autoinflattivo anche in caso di moneta proprietà.

In questo senso devo ancora fare una precisazione importante, ne ho già parlato con altri ma ora non sono in grado di razionalizzare tutto per bene e di rendere tutti partecipi di quello che intendo con moneta-costo, soprattutto per quel che riguarda i bilanci aziandali. Un po' di pazienza ancora che arrivo. ;)

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domenico.damico

Re: INFLAZIONE MONETARIA

Messaggioda domenico.damico » 22 feb 2010, 1:21

Sulla spirale inflattiva del privato, quale migliore esempio della scala mobile che abbiamo avuto in Italia negli anni 80 ?

Salivano i salari e poi i prezzi, e poi i salari e ancora i prezzi.

Nella stessa direzione saliva anche il TUS.

Prendendo invece l'URSS come settore pubblico tipo visto finora... si verificava una CARENZA DI BENI cronica... la moneta c'era, era pubblica, ma non c'era merce da comprare.
L'inflazione era sicuramente assente, ma c'era il fenomeno opposto della mancanza di offerta di beni.

[Come diceva Vito ieri sera, con quello che sperperavano in termini di risorse umane e materiali per fare i sommergibili in TITANIO e per provare ad andare veramente sulla luna (salvo farsi inculare dalla sceneggiata USA...)]

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MrDrago88

Re: INFLAZIONE MONETARIA

Messaggioda MrDrago88 » 11 mag 2010, 20:54

"La scuola economica austriaca si ostina a considerare la moneta metallica come superiore a quella cartacea. I suoi “esperti” non sembrano capire che il vero problema è la contraddizione mezzo di scambio/portavalori, che persiste in ambedue i sistemi. Il fatto che “risparmiatori” e usurai ritirino il denaro dal mercato e lo rilascino solo e quando riescono ad ottenere il tributo conosciuto come “interesse” rende del tutto aleatoria qualunque predizione di inflazione o deflazione. Detto altrimenti, la domanda, sostenuta da denaro, gode di un vantaggio indebito sull’offerta, spalleggiata (se è la parola giusta) dai danni del tempo, passaggi di moda, tarli, umidità, funghi, ratti, ladri e via dicendo. Il che riduce la cosiddetta “legge” della domanda e dell’offerta al rango di pia favola."

[Silvano Borruso - Leggi economiche, etica e paradossi. C'è via d'uscita?]

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Re: INFLAZIONE MONETARIA

Messaggioda SisaAnrango » 15 giu 2010, 14:46

ecco l'UNICA SOLUZIONE ALL'INFLAZIONE MONETARIA :D



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MrDrago88

Re: INFLAZIONE MONETARIA

Messaggioda MrDrago88 » 15 giu 2010, 14:53

"ci sono storie dietro.... che non sto neanche ad addentrarmi"
:?

.........................

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Alessandro Bono

Re: INFLAZIONE MONETARIA

Messaggioda Alessandro Bono » 15 giu 2010, 14:55


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Re: INFLAZIONE MONETARIA

Messaggioda MrDrago88 » 15 giu 2010, 14:57

Avevo pensato anch'io subito a lui!!! :lol:

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marco secchi

Re: INFLAZIONE MONETARIA

Messaggioda marco secchi » 15 giu 2010, 15:00

Almeno ha detto che la moneta è carta straccia.... :lol:

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Alessandro Bono

Re: INFLAZIONE MONETARIA

Messaggioda Alessandro Bono » 15 giu 2010, 15:30

Che non è vero. Presente il valore indotto?

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Alessandro Bono

Re: INFLAZIONE MONETARIA

Messaggioda Alessandro Bono » 15 giu 2010, 15:32

A questo punto diciamo anche che l'oro è solo un sasso. E non ha neanche corso legale.

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Re: INFLAZIONE MONETARIA

Messaggioda marco secchi » 15 giu 2010, 15:38

Sì credo... ma è perchè il valore alla moneta glielo diamo noi o no?

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Re: INFLAZIONE MONETARIA

Messaggioda MrDrago88 » 15 giu 2010, 15:40

Libro consigliato: "Il paese dell'utopia" - di Giacinto Auriti.

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marco secchi

Re: INFLAZIONE MONETARIA

Messaggioda marco secchi » 15 giu 2010, 15:49

Sì l'ho scaricato in pdf... credo allora di aver frainteso la spiegazione data nel libro.
in una parte dice:" In breve il simbolo acquista valore monetario per il semplice fatto che ci si mette d'accordo che lo abbia."
Forse non ho compreso bene questa parte...

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Alessandro Bono

Messaggioda Alessandro Bono » 15 giu 2010, 15:50

La banconota non è carta straccia poiché noi, in quanto collettività, vi induciamo un valore nel momento in cui l'accettiamo come misura del valore.

"La moneta è carta straccia" è solo una frase ad effetto. Come diceva Auriti, se fosse vero bisognerebbe mettere in libertà tutti i ladri di moneta poiché avrebbero rubato...solo carta.

Quando la banca emette e presta sta espropriando la popolazione di un valore che lei stessa crea. Ascolta Alessandro e leggi "Il Paese dell'Utopia". Trovi il pdf gratis su signoraggio.com.

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marco secchi

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Messaggioda marco secchi » 15 giu 2010, 15:55

Alessandro Bono ha scritto:Ascolta Alessandro e leggi "Il Paese dell'Utopia". Trovi il pdf gratis su signoraggio.com.


Sì il libro l'ho già scaricato dal sito.... grazie della spiegazione, avevo capito male.

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lillifata
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Re: INFLAZIONE MONETARIA

Messaggioda lillifata » 16 giu 2010, 8:47

Visto che ci siamo: quanto è inesatto, se lo è, dire che la moneta è come un'unità di misura convenzionale?
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sergioloy

Re: INFLAZIONE MONETARIA

Messaggioda sergioloy » 16 giu 2010, 9:07

non è sbagliato liliana, più che altro però sostituirei valore monetario a moneta.

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marcos

Re: INFLAZIONE MONETARIA

Messaggioda marcos » 19 giu 2010, 19:53

Come tutte le unità di misura è convenzionale, ed è appunto ciò che deve essere: uno strumento comodo, pratico ed efficiente per misurare una grandezza, il valore per l'appunto (che è già convenzionale di per sè).

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Umiltao

Re: INFLAZIONE MONETARIA

Messaggioda Umiltao » 31 dic 2010, 7:38

Aforismi sull' inflazione.

"Dire che il passaggio del potere di emettere moneta dall'attuale Banca Centrale (privata) allo Stato (pubblico) genera inflazione è come dire che fabbricare automobili con motore elettrico, invece che a benzina, genera traffico."
[Sandro Pascucci, 2005]

"La Banca d’ Italia dice che deve combattere l’ inflazione. Che vuol dire combattere l’ inflazione? Rendere la moneta più rara. E’ come dire che il ladro rende al derubato, come corrispettivo del furto, il servizio di fare più rara la moneta nelle sue tasche. Perché fare più rara la moneta è la conseguenza di ogni prelievo, anche di quello che fa il ladro."
[Giacinto Auriti]

"L' attuale Sistema Bancario è un baluardo contro l' inflazione: ti deruba prima col debito per evitare che tu vada dopo al bar da sprovveduto a farti impoverire con l' aumento dei prezzi."
[Vito Zuccato, 2009, aforisma dell' inflazione preventiva]

"Dire che è necessario che il popolo prenda in prestito la moneta e non che se la emetta da solo perché potrebbe creare inflazione è come dire che è necessario togliere l'acqua all'inizio di un acquedotto perché le sue condutture, poi, potrebbero avere qualche falla."
[Francesco Fata, 2010]




Avete notato che i "documentari" e gli "articolo" che girano, specie sulla Repubblica di Weimar, pur non essendo il loro scopo finiscono proprio a descrivere un sistema strutturalmente autoinflattivo (come quello capitalistico), nel quale cioè per definizione i ricavi degli uni sono i costi per gli altri e viceversa?
La moneta emessa da qualunque ente, sia che venga emessa come costo per il prenditore/portatore, sia che venga emessa senza essere essa stessa un costo, una volta iniettata in tale sistema autoinflattivo non può che andare a misurare, a posteriori, costi già preimpostati e già aumentati (anche solo in previsione).
Perciò, chi porta come esempio la Repubblica di Weimar o altri simili per dimostrare che la parsimonia monetaria tipica del Sistema Bancario è necessaria, non fa che confermare il fenomeno dell' inflazione da aumento dei costi per spirale prezzi/salari, non certo il fenomeno dell' inflazione da incremento della massa monetaria che impatta sulla legge della domanda e dell' offerta di beni/servizi, ottenendo il risultato opposto di quello che aveva previsto.

A quanto finora detto va anche aggiunto l' operare di un secondo condizionamento-inculcamento psicologico, oltre a quello dell' inflazione per aumento della massa monetaria: la credenza che il valore sia una dimensione della materia, anziché del tempo.
Infatti non può essere assolutamente trascurata, specie decenni fa, la falsa necessità di essere in ogni istante garantiti dalla copertura aurea al fine di preservare il potere d' acquisto della moneta cartacea.
Ultima modifica di Umiltao il 19 mar 2011, 23:16, modificato 1 volta in totale.

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Re: INFLAZIONE MONETARIA

Messaggioda kasiacolagrossi » 12 gen 2011, 0:58

cioè l'inflazione creano "moneta-costo" e "interessi"?
katarzyna edyta colagrossi

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Re: INFLAZIONE MONETARIA

Messaggioda kasiacolagrossi » 14 gen 2011, 0:31

ok... la risposta è sì... (grazie Vito)

allora visto che questo sistema crea inflazione "per forza" (è corretto dire che diminuisce moneta in circolazione e aumentano beni/servizi insieme con i loro costi sempre aumentati da ciò che alimenta/provoca alla base l'inflazione? perché se è così... opposto sarebbe "tanti" soldi e "pochi" beni/servizi [che già in se è un paradosso])

visto che moneta è di Stato e non deve essere restituita né al 105% né a 100% (tranne i prestiti) in quale Stato potrebbe verificarsi opposto dell'inflazione? nello Stato che non produce nulla... o nello Stato che è dipendente dagli altri Stati che gli chiudono rubinetti sui beni, oppure lo fa lo Stato stesso (chiude rubinetti per ripicca :)) )?
katarzyna edyta colagrossi

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Re: INFLAZIONE MONETARIA

Messaggioda Umiltao » 14 ago 2011, 16:43

Rielaboro e rettifico alcune proposizioni imprecise e sbagli©ate presenti in questo thread.


http://www.primit.it/forum/phpBB3/viewtopic.php?p=3329#p3329
Umiltao ha scritto:Ora vengo al discorso che hai introdotto tu, dmonax.

Come ho già avuto modo di dire in altri thread, il Sistema Bancario emette moneta e viene in soccorso guarda caso A POSTERIORI alle RICHIESTE di NUOVA MONETA prima dette: infatti, quando i costi sono troppo alti o quando i margini di utile sono troppo bassi per poter permettersi un investimento, gli attori economici (privati, imprese e Pubbliche Amministrazioni) vanno a richiedere la nuova moneta necessaria al Sistema Bancario, perciò NON è il banchiere la causa dell' inflazione del tipo 1) proprio perchè siamo noi ad andare da lui.
Quindi anche da questo punto di vista si conferma quanto detto sopra.

Cosa succede però quando chiamiamo in gioco il banchiere? Accade sfiga vuole che IGB emette moneta SOLO come un DEBITO e caricato ANCHE di interessi, per cui nel sistema economico reale entra una nuova moneta che ha proprio le caratteristiche del COSTO, di qui la definizione di moneta-debito-costo. Perchè...?

Perché la moneta prestata deve essere restituita alla scadenza stabilita nel contratto di debito: la restituzione comporta la privazione di moneta da parte del debitore a favore del creditore, e se non è la privazione di moneta è la privazione di altri beni (materiali e immateriali), poiché il debito può essere onorato in qualsiasi modo e con qualsiasi oggetto di valore.
In generale il creditore col credito maturato verso il debitore ottiene sul debitore un diritto di proprietà in valore nominale, quindi non necessariamente legato al valore monetario del bene “moneta” o al valore merceologico di altri beni.
Il Sistema Bancario coi suoi prestiti non fa altro che ANTICIPARE i pagamenti dei costi di funzionamento di Pubbliche Amministrazioni, imprese e privati (come i costi di personale e fornitori), quindi matura contemporaneamente il diritto di proprietà sui rimborsi dei debiti in valore nominale, rimborsi ottenibili come appena detto sia in forma di moneta che in forma di altri beni.
Di conseguenza, Pubbliche Amministrazioni, imprese e privati dovranno pagare i propri costi di funzionamento al Sistema Bancario rimborsando i debiti contratti con esso, poiché i pagamenti a personale e fornitori sono già stati fatti con la moneta dei prestiti.

Per contro, se il Sistema Bancario emettesse moneta senza prestare, la moneta non dovrebbe essere restituita allo stesso e chi la riceve per primo la potrebbe spendere senza avere alcun costo, quindi acquistando qualsiasi cosa a titolo gratuito.

E’ invece il riflesso condizionato di secoli che costringere a concepire un’ economia solo in base al costo, tanto che la stessa moneta è diventata un costo istituzionale-convenzionale.
Ogni cosa ha senso economico solo se ha come corrispettivo il costo.

La contabilità bancaria e aziendale in genere non fa che seguire questo riflesso condizionato.

Ulteriore imbroglio mentale legato a ciò, è la incredibile confusione tra partita di giro e gratuità.
Se la somma algebrica di entrate e uscite è pari a zero, significa che il valore contabile delle entrate è quantitativamente pari al valore contabile delle uscite, ma NON che il costo connesso all’ esercizio economico sia stato a sua volta zero: infatti il costo è diverso da zero ed è pari guarda caso alle uscite.
Solo ciò che viene ricevuto (moneta e altri beni) senza mai pagarne la fornitura è gratuito, ma una partita di giro a saldo zero NON è MAI gratuita proprio perché la sua componente in uscita viene sempre pagata almeno al valore nominale.

Nel caso dei prestiti monetari, l’ interesse NON è il costo connesso ai prestiti, ma un costo AGGIUNTIVO oltre al costo principale dato dai rimborsi dei debiti/prestiti stessi.


http://www.primit.it/forum/phpBB3/viewtopic.php?p=3329#p3329 (continua)
Umiltao ha scritto:Perchè se io devo fare un investimento e ho già da parte capitale ACCUMULATO sufficiente all' investimento stesso, NON mi indebito e semplicemente acquisto il bene/servizio di cui ho bisogno: è la stessa cosa delle imprese che reinvestono gli utili o una parte di essi nella propria attività anzichè conferirli agli azionisti come dividendi.
INVECE se io non ho capitale accumulato sufficiente ad arrangiarmi devo per forza indebitarmi per avere un dato bene/servizio: nel caso dell' impresa la moneta necessaria all' investimento, essendo un debito verso la banca, entra a tutti gli effetti come un NUOVO COSTO e rispetto alla condizione iniziale fa perciò AUMENTARE i costi totali.
L' impresa dovrà RESTITUIRE alla banca il prestito A PEZZI e IN MONETA, perciò dovrà dedicare una parte delle entrate - date per la gran parte dai ricavi dalle vendite di beni/servizi - al pagamento periodico di una quota capitale e di una quota interessi, finchè il debito verrà completamente saldato interessi inclusi. La restituzione del debito e il pagamento degli interessi - quindi NON solo gli interessi - sono un costo supplementare che obbliga l' impresa o a ridurre i propri margini di utile a prezzi costanti o ad aumentare la produttività e le vendite a prezzi costanti o ad aumentare i prezzi se gli stessi non sono sufficienti a garantire sia la restituzione del prestito sia un certo margine di utile finale.

Un' impresa indebitata è perciò simile a un' impresa che paga l' affitto per qualcosa: i costi sono più alti rispetto a un' impresa che sia arrangia da sè o che ha quel qualcosa di sua proprietà.
Di conseguenza è molto probabile che i prezzi delle imprese che pagano affitti di beni/servizi e/o "affiti" di moneta siano più alti rispetto alla media.


Riassumiamo.

Caso A: l' impresa acquista il bene/servizio utilizzando liquidità propria SENZA FAR AUMENTARE I COSTI => prezzi costanti => ZERO INFLAZIONE.

Caso B: l' impresa acquista il bene/servizio utilizzando il debito FACENDO COSI' AUMENTARE I COSTI => prezzi aumentati => INFLAZIONE.


ERGO: IGB crea inflazione EMETTENDO MONETA e NON perchè banalmente la emette facendone così aumentare la massa complessiva, BENSI' perchè emette una MONETA-COSTO che fa AUMENTARE I COSTI dell' economia reale, in maniera INTRINSECA all' atto dell' emissione.

ERGO: DA CHE PULPITO VIENE LA PREDICA SULL' INFLAZIONE, visto che una delle cause principali dell' inflazione è proprio... chi blatera dal pulpito...!!!




Ancora però non riesco a capire perchè per esempio si dice che la quota capitale da restituire non è un costo mentre lo è il solo interesse.

Se non fosse un costo la quota capitale da restituire a IGB significherebbe che IGB REGALA LA MONETA. O no?

E’ ovvio che il Sistema Bancario - ISB® - non regala alcunché e anzi si fa pure pagare gli interessi.

Ho in questi ultimi mesi ampiamente ridiscusso sia da solo che con altri il concetto di moneta-costo sia per il settore pubblico che per il settore privato, ma non sono riuscito a cambiare idea su quanto finora detto a livello generale.

In particolare si può rilevare che in presenza di moneta-costo all’ atto dell’ emissione ogni settore economico non può che essere autoinflattivo, in quanto con la moneta-costo all’ atto dell’ emissione è IMPOSSIBILE concepire una qualche forma di gratuità.
Tant’ è che la moneta già in circolazione non può in alcun modo essere gratuita, visto che di per sé va solo a misurare i costi.
E la cosiddetta gratuità nel senso comune del termine non esiste poiché ogni regalo rappresenta una privazione da parte di qualcuno che ha semplicemente abbuonato il costo del bene di cui si è privato.



C’è a questo punto una importante rettifica da fare in merito ai casi A e B citati riguardo il settore privato.

Quanto ho io© finora espresso sulla differenza di costo dei casi A e B è sbagli©ato poiché per l’ impresa il pagamento di un suo costo di funzionamento (per esempio) come quello per il personale o per i fornitori viene messo SEMPRE in bilancio e SEMPRE come passività, a prescindere da come vengono reperite le risorse monetarie utilizzate per il pagamento del costo stesso.
Tali modalità di reperimento possono essere:

- accantonamento di moneta già effettuato in passato derivante dagli utili storici di impresa, sia se di proprietà diretta dell’ impresa (riserve, utili reinvestiti) sia se nelle disponibilità personali dell’ imprenditore (da dividendi, stipendi di amministrazione e rendite varie);
- aumento del capitale azionario, nel caso delle società di capitali (emissione di nuove azioni che vengono acquistate dall’ imprenditore, dai suoi soci o da altri nuovi soci);
- emissione di obbligazioni, nel caso delle società di capitali;
- prestiti effettuati dal Sistema Bancario creando ad hoc moneta dal nulla;
- prestiti effettuati da altre imprese e da privati che mettono a disposizione il proprio capitale preaccumulato (non creato ad hoc dal nulla).

Perciò contabilmente ogni acquisto da parte dell’ impresa deve essere registrato come costo, cioè al passivo, a prescindere dalla provenienza delle risorse per l’ acquisto.

Questo punto è fondamentale per capire che l’ attuale sistema economico è fisiologicamente AUTOINFLATTIVO: OGNI investimento deve passare obbligatoriamente per un aumento dei costi poiché
1. ogni investimento è un costo e
2. ogni investimento vede una condizione precedente di non investimento e di corrispettiva assenza di costo, quindi i costi aumentano.

Di fronte a tale aumento di costi, l’ unico modo per annullarlo o cercare di annullarlo è l’ aumento della produzione a parità di investimenti-costi (come nell’ economia di scala) e di conseguenza la correlata necessità di aumentare il numero di acquirenti.


Questa rettifica sulle presunte differenze di costo legate a differenti metodi di finanziamento dei pagamenti/investimenti (casi A e B), però, non va certo a discolpa del Sistema Bancario. Anzi. E’ il contrario.

Infatti, una volta rilevato che gli investimenti vengono sempre pagati almeno al valore nominale, risulta che il Sistema Bancario SI ADEGUA al funzionamento di tale economia del costo e CI SI NASCONDE DIETRO, ottenendo in contemporanea:
- il rafforzamento di un’ idea di economia solo come gestione di costi tra individui a circolo vizioso e autoinflattiva (i prezzi degli uni diventano i costi degli altri e viceversa);
- la divinizzazione della moneta concessa all’ emissione solo come corrispettivo del debito e quindi la divinizzazione e l’ indispensabilità del Sistema Bancario;
- la subdola credenza che la moneta sia un costo solo a causa del pagamento degli interessi;
- l’ idea che l’ inflazione da prestiti sia costituita soltanto dall’ aumento dei costi per interessi sui prestiti;
- la definitiva equiparazione della Pubblica Amministrazione all’ impresa privata.





Nota di modifica.
Ho aggiunto «pagamenti dei» in «Il Sistema Bancario coi suoi prestiti non fa altro che ANTICIPARE i [.............] costi di funzionamento di Pubbliche Amministrazioni, imprese e privati...», altrimenti non aveva senso.
Ultima modifica di Umiltao il 16 ago 2011, 22:24, modificato 1 volta in totale.

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Re: INFLAZIONE MONETARIA

Messaggioda Umiltao » 14 ago 2011, 17:04

http://www.primit.it/forum/phpBB3/viewtopic.php?p=3330#p3330
Christian Tambasco ha scritto:aggiungiamoci che oggi (almeno un secolo) come oggi la grande impresa campa grazie a veri e propri rubinetti del credito e soffre più o meno a seconda che questi vengano aperti o chiusi (la famosa stretta)....
siamo in pieno caso B da parecchio, ma da parecchio tempo

Ciao Christian
Vedi rettifica.

http://www.primit.it/forum/phpBB3/viewtopic.php?p=3354#p3354
Umiltao ha scritto:Il vero punto [...] produttore-distributore.
Vedi rettifica.

http://www.primit.it/forum/phpBB3/viewtopic.php?p=3357#p3357
Umiltao ha scritto:Ora un esempio [...] clientelare.
Vedi rettifica.


~~~


http://www.primit.it/forum/phpBB3/viewtopic.php?p=3401#p3401
Umiltao ha scritto:Ma occorre ricordare ancora un' altra cosa IMPORTANTISSIMA che dà ancora più valore a quanto hai detto, Francesco: lo stock del Debito Pubblico NON è un indicatore inflattivo in sè poichè si ha inflazione attraverso tassazione aumentata:

- sia se il debito pubblico aumenta perchè si devono pagare PIU' interessi sul debito pubblico; *
- sia se il debito pubblico diminuisce poichè in tal caso si pagano alla scadenza una maggior quantità di titoli ** in quanto si estingue definitivamente proprio i titoli che compongono la diminuzione del debito, e ciò non può che essere fatto o con aumento di tasse o con tagli di spesa e quindi in ogni caso con maggiori oneri e disservizi per i privati e le imprese; notare come in questo caso diminuisce pure la quantità di interessi da pagare di un valore pari a quelli che si sarebbero dovuti pagare sulla quota di debito pubblico estinto, ma OVVIAMENTE questa diminuzione di spesa pubblica è MOLTO inferiore al corrispettivo aumento di spesa pubblica per l' estinzione dei titoli sui cui si dovevano pagare quegli interessi: il saldo è negativo (+3 - 100 = - 97) di gran lunga, quindi le tasse aumentano, i costi per privati e imprese aumentano, i prezzi tendono ad aumentare e si ha inflazione, come nell' altro caso.

* Non solo. Se il debito pubblico aumenta, aumenta dopo poco tempo anche la quota di rimborso del debito pubblico: aumentano tutti i valori nominali.
Il rimborso del debito pubblico in particolare avviene sempre, sia se il debito aumenta, sia se rimane costante sia, se diminuisce.

** Attenzione, può nascere un equivoco: non si hanno aumento dei costi e inflazione perché in caso di diminuzione del debito pubblico aumenta la quota di debito in scadenza, (che anzi potrebbe rimanere anche costante o diminuire), ma si hanno perché deve aumentare per forza lo stanziamento di risorse da entrate correnti/ordinarie - cioè fiscali - per rimborsare il debito in scadenza, visto che si è deciso di ridurre in valore assoluto e/o in peso le entrate straordinarie per accensione di nuovo debito pubblico.

Non si ha inflazione da indebitamento pubblico solo nel caso di debito costante e di interessi costanti, entrambi in valore assoluto.

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Re: INFLAZIONE MONETARIA

Messaggioda Umiltao » 14 ago 2011, 17:32

http://www.primit.it/forum/phpBB3/viewtopic.php?p=3401#p3401
Umiltao ha scritto:Sulla quota capitale del debito privato dirò a breve.

Vedi rettifica.

Aggiungo, oltre alla rettifica già scritta e senza andare in contraddizione con essa, che il debito privato funziona esattamente nello stesso modo di quello pubblico.

L’ unica differenza è di natura puramente contabile e rappresenta una illusione ottica se a causa della contabilità si crede che la reale dinamica dei pagamenti e dei costi sia differente tra settore pubblico e settore privato.

Mentre nel caso del debito pubblico la quota capitale del nuovo debito pubblico (accensione prestiti) e la quota capitale del debito pubblico da restituire/rimborsare al prestatore (rimborso prestiti) finiscono nel bilancio economico annuale rispettivamente come attività e passività assieme alle classiche voci ordinarie o correnti di entrata (prelievo fiscale) e di uscita (spese per stipendi e fornitori e per interessi sul debito pubblico), nel caso del debito privato la quota di debito che viene annualmente accesa e la quota di debito che viene annualmente rimborsata vengono contabilizzate fuori bilancio annuale (conto economico), ovvero vengono postate al passivo dello stato patrimoniale rispettivamente come aumento e diminuzione del capitale di terzi (prestatori).


Settore Pubblico (entrate correnti principali = prelievo fiscale):

Conto Economico → entrate correnti + accensione prestiti = uscite correnti + rimborso prestiti

Settore Privato (entrate correnti principali = ricavo dalle vendite di merci):

Conto Economico → entrate correnti = uscite correnti + utile netto
Stato Patrimoniale (al passivo) → accensione prestiti - rimborso prestiti = variazione annuale del capitale di terzi


La differenza tra pubblico e privato è proprio un’ illusione ottica solo contabile, poiché nel caso del settore privato il rimborso prestiti avviene guarda caso utilizzando risorse provenienti anche dalle entrate correnti, cioè dai ricavi dalle vendite. Infatti sono i prestatori ad aver finanziato l’ investimento almeno all’ inizio dell’ attività economica, di conseguenza i ricavi dalle vendite servono 1. a rimborsare ai prestatori l’ ANTICIPO da essi ottenuto per pagare i costi di avvio (stipendi e fornitori) e 2. a pagare gli interessi connessi a tale anticipo (chiaramente 1. e 2. sono effettuati per quote in base alle scadenze temporali stabilite in ogni specifico contratto di prestito).

Nel caso del settore privato, il mascheramento contabile di questi flussi di stato patrimoniale per accensione/rimborso prestiti è costituito proprio dall’ aver spostato tali flussi dal conto economico allo stato patrimoniale, cosa che non avviene per il bilancio del settore pubblico.

Inoltre, sempre nel caso del settore privato, ci si illude che i ricavi dalle vendite siano correlati soltanto con le spese per stipendi, fornitori e interessi (e altre tipologie di spesa) perché in conto economico compaiono soltanto tali spese correnti, in molti casi opportunamente ammortate (cioè la singola voce di spesa compare suddivisa in quote annuali, non in blocco in un solo anno).
L’ illusione ottica consiste nel confondere la correlazione implicita ma reale tra voci di bilancio (verità effettiva) con la correlazione esplicita ma falsata tra le stesse voci (verità contabile "a prima vista").

Di conseguenza, la confusione della realtà finanziaria con quello che si legge a prima vista nel bilancio fa dire che la quota capitale in rimborso verso i prestatori non è un costo e quindi in potenza non può generare inflazione per forza, visto che tale costo essendo inesistente non può ovviamente aumentare o far aumentare i costi totali.

Occorre quindi vedere la situazione di bilancio nel complesso, NON considerare il conto economico e lo stato patrimoniale come camere stagne.

Quando finora scritto però vale in generale, non certo solo in casi particolari: è un fatto ordinario che i prestatori - cioè sostanzialmente il Sistema Bancario - intervengono finanziariamente con i prestiti durante ogni fase di vita dell’ azienda, non solo all’ avvio di una attività economica: infatti esistono i c.d. sconti, oltre a mutui, prestiti, anticipi e fidi.
Tutte queste denominazioni rappresentano soltanto forme diverse di indebitamento, a seconda del tipo di contratto stipulato, quindi rientrano nella categoria generale del prestito alla pari dell’ emissione di titoli obbligazionari (di Stato, di altra Pubblica Amministrazione e di società di capitali).
Il settore privato ha quindi bisogno di continuo intervento finanziario del Sistema Bancario, alla pari del settore pubblico.
Perciò, in conclusione, per entrambi i settori in ogni momento le entrate correnti servono ANCHE per rimborsare i prestiti, se non quasi esclusivamente per rimborsare i prestiti, a seconda del peso delle singole voci sul totale e/o a seconda della situazione temporale.

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roberto
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Re: INFLAZIONE MONETARIA

Messaggioda roberto » 8 dic 2012, 17:26

Complimenti per la disamina, però c'è qualcosa che non mi torna..

Premessa:
purtroppo la situazione odierna è questa. Esistono possidenti e meno possidenti, ormai la truffa monetaria ha "de-formato" la vita economica del globo e la distribuzione dei beni è avvenuta iniquamente a causa di un sistema di scambio malato; dunque non possiamo prescindere da questo nei nostri ragionamenti (ho letto in un articolo qui nel sito un passo bellissimo dove si faceva riferimento ad un insegnante che spiega ad una classe come fu inventato il fuoco. Condivido pienamente il concetto, ma ritengo che nella pratica difficilmente esso potrebbe aiutare a sistemare le cose, ad eccezione dell'ipotesi dell'azzeramento dello status quo ante - cosa che difficilmente verrebbe accettata da chiunque è proprietario di qualcosa). Purtroppo l'oggi è il frutto del passato, ed il nostro passato è quello che è.

Trattazione:
se oggi io volessi avviare un'attività imprenditoriale di piccola entità (lasciamo perdere le baggianate, pensiamo ad una piccola-media impresa italiana), non potrei assolutamente farlo. Perchè? Non ho soldi. Ma se io avessi due suoli di 300 mq edificabili potrei venderli e avere i soldi per finanziare l'investimento. I suoli non li ho (non ho neanche un'auto di mia proprietà, figuriamoci i suoli), quindi? Io non ho la possibilità materiale di avviare un'impresa! Per ora posso permettermi di fare solo il dipendente. L'impresa però ci tengo proprio ad aprirla e quindi scelgo di finanziare l'investimento con un prestito; mi rivolgo ad un amico e gli chiedo 20.000 euro. Senza il prestito non avrei mai e poi mai potuto fare niente, purtroppo ero nullatenente; anche su un piano economico strettamente reale, non avrei avuto niente da scambiare in cambio dei fattori produttivi di cui avevo bisogno. Ora, invece, ho i 20.000 euro e posso iniziare l'impresa.
Mi sembra più che giusto che alla scadenza del termine stabilito con il mio amico io restituisca i 20.000 euro. Voi dite di no?! Quei 20.000 euro per me non rappresentano un costo, ma al contrario un'opportunità; l'opportunità di fare qualcosa che altrimenti non avrei potuto fare. Giuridicamente, invece, nelle scritture contabili della mia s.r.l. dovrò indicare come passività i 20.000 euro di cui sono debitore (poniamo che l'obbligazione sia nata ab origine tra l'amico e la società).
Umiliato nel suo tentativo di spiegare il fenomeno inflattivo ricorre al concetto di costo. Per far ciò però passa da una presunzione relativa, e cioè che il comportamento dell'imprenditore sia quello di conteggiare il finanziamento dell'investimento tra i costi di produzione per determinare il prezzo di vendita del bene o servizio offerto. Ho parlato di presunzione relativa poiché agli occhi di tutti noi questo è ciò che avviene di regola, però non è escludibile a priori che possa anche non avvenire. Infatti, tornando all'esempio di me, povero scemo figlio di nessuno (sul piano economico), che voglio iniziare un'impresa, al termine del primo ciclo produttivo mi direi: "perché devo far pagare agli altri il fatto che io abbia avuto la possibilità di fare qualcosa che altrimenti non avrei potuto fare? Poi, comunque, io quei 20.000 euro li ho usati in gran parte per sostenere i costi fissi iniziali (locali, macchinari, ecc...) e per sopportare i costi del ciclo produttivo, quindi li sto già computando nel prezzo finale del bene o servizio, perchè dovrei conteggiarli due volte? No, non è giusto. Restituirò il debito al mio amico risparmiando man mano una quota dei miei profitti, quasi come avrei dovuto fare se per avviare l'attività avessi dovuto lavorare come dipendente ed avessi risparmiato finché non avessi avuto i 20.000 euro". Se dunque l'imprenditore ragionasse secondo equità, quel prestito diventerebbe un opportunità e non un costo, ossia l'opportunità di anticipare la sua vita lavorativa di imprenditore risparmiando poi, ed evitare quella di lavoratore dipendente risparmiando prima. Se invece io volessi fare il furbetto del quartiere (come tutti gli esseri umani tendono a fare, inconsapevoli del fatto che prima o poi, in prima persona o per tramite dei propri discendenti, le malefatte si pagano), mi direi: "Adesso sai che faccio, invece di sacrificarmi rinunciando ad una quota dei profitti per risparmiare e saldare il mio debito, lo faccio pagare all'utenza ri-caricando (perchè conteggiato due volte nella determinazione del prezzo, costo + costo di poter sostenere il costo). In questo caso il discorso di Umiliato troverebbe, come in pratica trova, riscontro.

Alla luce di ciò, quel che lui sostiene è giusto, però, a mio avviso, non può essere assurto a spiegazione scientifica del fenomeno economico-finanziario dell'inflazione. Questo perché dipende da una presunzione relativa (così detta per i motivi di cui sopra) e non da una presunzione assoluta (ad es. come quella dell'utilità decrescente, o della convenienza per l'imprenditore ad aumentare il volume della produzione all'aumentare della domanda in condizioni di non piena occupazione - spiegati con tutta una serie di considerazioni di microeconomia positiva).

Ed io cosa dico in tutto ciò? Io dico che l'inflazione è inevitabile quando si parla di moneta. L'inflazione è il connettore di due universi paralleli, economia reale ed economia finanziaria; ossia mercato dei beni e servizi da una parte e moneta (qualsiasi tipo di quelle conosciute sinora) dall'altro. L'inflazione da costi, come quella monetaria, come quella da contrazione dell'offerta hanno tutte la stessa causa, cioè la fallacia naturalistica di un sistema convenzionale (valore indotto) che vuole gestire un sistema reale (risorse della terra limitate da dividere tra miliardi di individui). Tuttavia questo problema si potrebbe gestire (non risolvere), ma a farlo dovrebbe essere l'autorità pubblica, e non arbitrariamente, ma con un sistema di regole giuridiche elaborate su basi di microeconomia positiva applicata alla politica economica viewtopic.php?f=9&t=2010 + (Misses, Friedman, Menger, in negativo Keynes, ecc...) e macroeconomia normativa viewtopic.php?f=9&t=1998 + (Pareto, Aristotele, Marx, Smith, Marshall, Qsnay, Hawtrey, Socialismo, Comunismo, Liberismo, Religione, Ecologia, ecc..).

Per quanto riguarda quanto è stato detto sugli interessi sono pienamente d'accordo. Aggiungerei che, a prescindere dalle decine e decine di ragioni per cui l'espansione monetaria è da sempre fuori controllo, il saggio d'interesse praticato all'atto dell'emissione è la principale e primordiale causa del fenomeno inflattivo. Una diabolica invenzione di oltre 2500 anni fa, studiata per rendere inevitabile l'indebitamento degli schiavi, poi rielaborata per rendere inevitabile l'espansione della massa monetaria ( = indebitamento dei cittadini).

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Re: INFLAZIONE MONETARIA

Messaggioda Francesco Fata » 12 dic 2012, 19:15

roberto ha scritto:Complimenti per la disamina, però c'è qualcosa che non mi torna..

Premessa:
purtroppo la situazione odierna è questa. Esistono possidenti e meno possidenti, ormai la truffa monetaria ha "de-formato" la vita economica del globo e la distribuzione dei beni è avvenuta iniquamente a causa di un sistema di scambio malato; dunque non possiamo prescindere da questo nei nostri ragionamenti (ho letto in un articolo qui nel sito un passo bellissimo dove si faceva riferimento ad un insegnante che spiega ad una classe come fu inventato il fuoco. Condivido pienamente il concetto, ma ritengo che nella pratica difficilmente esso potrebbe aiutare a sistemare le cose, ad eccezione dell'ipotesi dell'azzeramento dello status quo ante - cosa che difficilmente verrebbe accettata da chiunque è proprietario di qualcosa). Purtroppo l'oggi è il frutto del passato, ed il nostro passato è quello che è.


Ciao Roberto, benvenuto nel Primit. Sono io quello dell'esempio dell'insegnante che spiega l'accensione del fuoco.
Tu pensi che se la popolazione italiana conoscesse seriamente il funzionamento dell'attuale sistema monetario e conoscesse veramente i benefici di una riforma monetaria basata sulla sovranità statale nell'emissione della moneta in più non gravata dall'interesse, sarebbe contraria all'azzeramento dello status quo-ante (come dici tu)?.
Ad esempio: fai un semplice calcolo: metti tra i fattori positivi della tua situazione economico-patrimoniale personale i soldi che hai in tasca o sul tuo libretto o c/c, aggiungici eventuali bot, cct o altri titoli, aggiungici ancora il valore attuale della tua casa di proprietà. Ora al risultato ottenuto toglici eventuali mutui, crediti al consumo, fidi e tutti i tipi di finanziamenti che devi ancora pagare a banche, finanziarie o altri soggetti.
Bene...se sei ancora a credito diciamo che sei a cavallo...se hai ancora un lavoro abbastanza sicuro, sennò sei...a cavalluccio tendente a ciuccio. Se non hai un lavoro...sei nel culo del ciuccio!
Ora...quante persone in Italia pensi che stiano a cavallo e che non vorrebbero più o meno azzerare la situazione "ante"?
Ti preciso che quando parlo di "azzeramento" intendo:
1) Azzeramento dei saldi attivi in euro sui conti correnti, libretti ecc.
2) Annullamento dei titoli di stato in mano ai possessori
3) Annullamento di tutte le cifre pagate e da pagare a tito di interessi su tutti i finanziamenti in essere (per cui se hai fatto un mutuo di 100 + 80 di interessi per 20 anni e hai un debito residuo di 150 avendo già pagato 20 di interessi, non solo non pagherai gli interessi restanti, ma quelli che hai già pagato saranno decurtati dal capitale. Quindi invece di 150 avrai un debito residuo di 70.
4) Accredito sul c/c di ogni cittadino di una cifra calcolata in base alla produzione esistente (se solo fosse calcolata sul pil annuale diviso gli abitanti la cifra pro-capite non si allontanerebbe da circa 40.000 euro). Se in famiglia siete in 4 avrete 160.000 euro.
A tutto ciò aggiungici che lo stato avrebbe la possibilità e il dovere etico di portare la disoccupazione a zero (avendo la possibilità di farlo grazie alla sovranità monetaria) e quindi se non ce l'hai avrai un lavoro.

Lo so sto vaneggiando ma è questo che si dovrebbe fare!

Come vedi non intendo azzerare il debito privato contratto per un proprio bisogno personale (non di tutti) ma che altri (collettività in senso generale) hanno provveduto a realizzare/soddisfare.
Cosa diversa è il debito pubblico, che invece intendo azzerare in quanto è concettualmente e economicamente assurdo e inutile che la collettività debba oltre che lavorare per realizzare un bene/servizio che essa stessa andrà a utilizzare, anche indebitarsi per creare la moneta necessaria per autopagarsi quei beni/servizi per la cui realizzazione hanno lavorato. Roba da far girare la capoccia.
Voglio troppo bene al popolo per pensare di votare gente che vuole particolarmente bene a se stessa.
Francesco Fata

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Re: INFLAZIONE MONETARIA

Messaggioda roberto » 14 dic 2012, 12:15

Francesco Fata ha scritto: Cosa diversa è il debito pubblico, che invece intendo azzerare in quanto è concettualmente e economicamente assurdo e inutile che la collettività debba oltre che lavorare per realizzare un bene/servizio che essa stessa andrà a utilizzare, anche indebitarsi per creare la moneta necessaria per autopagarsi quei beni/servizi per la cui realizzazione hanno lavorato. Roba da far girare la capoccia.
mmm, ora ho compreso meglio... in parole povere la moratoria dei debiti dovrebbe riguardare soltanto i "creditori infami", ossia coloro che hanno prestato denaro o ricevuto dalla BC per prestito di nuova moneta emessa in cambio di garanzia (ipoteche, fideiussioni, ecc.., o peggio, intenti di acquisto di titoli di Stato), oppure derivante dal prodotto del moltiplicatore dei depositi. Idem per gli interessi su tali prestiti. Eh eh eh, condivido, ma quando tu dici di vaneggiare mi fai capire che già sai che sarebbe una rivoluzione epocale di ardua realizzazione; segnerebbe il passaggio dall'homo sapiens sapiens all'homo furbus :) . Ammettiamo di arrivare a poter controllare il potere legislativo ed esecutivo (un primitivo che diventa Presidente del Consiglio con il controllo della maggioranza), sai con cosa ci scontreremmo? Lo schifo della giurisprudenza.
Non sto andando fuori 3d. Ho avuto modo di conoscere l'orientamento assunto dalla giurisprudenza minore e maggiore con diverse sentenze in materia di Signoraggio bancario (anzi è mia intenzione aprire un 3d ad hoc per fare una raccolta di norme e sentenze sul tema), e posso metterci la mano sul fuoco che difronte ad una riforma legislativa del genere, Corte costituzionale, Cassazione, CORTE EUROPEA, chi più ne ha più ne metta, userebbero i principi di diritto pregressi in materia (praticamente solo giurisprudenziali e basati su usi e consuetudini, senza un ben che minimo straccio di norma positiva) per stroncare la svolta. Ci vorrebbe una sentenza delle Sezioni Unite che sancisse una volta per tutte che se la BC ha il potere di creare nuova moneta (emissione) è perché esercita (per delega :ugeek: ) una frazione (forse la più importante) della sovranità popolare, cioè la sovranità monetaria. Su questo presupposto, i proprietari della moneta saremmo noi cittadini e l'unico diritto su di essa dovuto alla BC sarebbe quello della retribuzione del servizio offerto! Dunque dovrebbe essere stigmatizzato una volta per tutte il concetto per cui il cittadino non può essere debitore di ciò di cui era proprietario ancor prima di obbligarsi con l'ente creditizio!!!
Solo dopo ciò sarebbe possibile e giuridicamente inattaccabile una norma di legge sulla moratoria dei debiti come quella da te descritta che, ripeto, io condivido in pieno.

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Re: INFLAZIONE MONETARIA

Messaggioda Luca Mencaroni » 15 dic 2012, 11:45

OT: L'homo sapiens sapiens non esiste e non è mai esistito. Esiste l'homo sapiens. :)

roberto ha scritto:Ci vorrebbe una sentenza [..] che sancisse una volta per tutte che se la BC ha il potere di creare nuova moneta (emissione) è perché esercita (per delega ) una frazione (forse la più importante) della sovranità popolare, cioè la sovranità monetaria.

ma non è già sancita 'sta cosa?
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Re: INFLAZIONE MONETARIA

Messaggioda roberto » 16 dic 2012, 11:28

Luca Mencaroni ha scritto:OT: L'homo sapiens sapiens non esiste e non è mai esistito. Esiste l'homo sapiens. :) Vero? Io ricordavo che esistesse..? Sul tema cmq sono una schiappa quindi dovrei andare a farmi un giro di enciclopedia :oops:

roberto ha scritto:Ci vorrebbe una sentenza [..] che sancisse una volta per tutte che se la BC ha il potere di creare nuova moneta (emissione) è perché esercita (per delega ) una frazione (forse la più importante) della sovranità popolare, cioè la sovranità monetaria.

ma non è già sancita 'sta cosa?
In realtà, indirettamente sì, però non è fatto indicando una fonte normativa positiva, ma le più basse nella gerarchia delle fonti, cioè le consuetudini e gli usi. In tal modo, i volponi, hanno evitata di poter consentire a quei 3-4000 avvocati di avere la pensata di contrarre un contratto di mutuo con una Bcomm, finanziato da quest'ultima per surroga della BC nel finanziamento (ovviamente con moneta da emissione), e poi perdere 5-6 anni in tribunale per dimostrare il debito impossibile poiché già titolari (almeno in parte, ma visto il numero forse anche nella totalità) del diritto interceduto dalla banca.


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