LA BUFALA DEI BITCOIN

raccolta delle menzogne del SistemaIGB
sandropascucci
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Re: LA BUFALA DEI BITCOIN

Messaggioda sandropascucci » 15 nov 2017, 9:46

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Re: LA BUFALA DEI BITCOIN

Messaggioda sandropascucci » 16 nov 2017, 11:52

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[>>]

Il BITCOIN non è moneta.

https://goo.gl/4zk1Du
E’ un oggetto di speculazione, questo sì, come un quadro, un francobollo, un rene, un bulbo di tulipano o oculare. Analizziamo chi interviene in una compra/vendita, ossia il compratore e il venditore: nessuno venderà mai un bene reale a 1 BTC che OGGI vale (ad es.) 100 EURO perché DOMANI i casi potrebbero essere due:

(A) 1 BTC potrebbe valere 10 EURO (o ZERO!), quindi il bene sarebbe stato svenduto (se vendo una casa oggi per comprarmi una bella barca domani potrei non fare in tempo, perché potrei trovarmi con fondi insufficienti o addirittura ZERO);

(B) se esiste (come oggi 2017) un trend rialzista che vede moltiplicare il valore (teorico) da 1 a 10 a 100 (e per qualcuno a 1000 volte).. ebbene.. dove lo troverei un compratore così fesso da cedermi la sua gallina dalle uovo d’oro? Chi mai si priverebbe di 1 BTC OGGI per comprare un bicchiere di latte quando DOMANI può (potrebbe) comprarcisivibicidiefgi la mucca (e DOPODOMANI l’intera stalla)??

Questo solo sul piano psico-logico, che è quello che guida tutte le faccende umane, ossia che spinge le azioni degli uomini (ovviamente i grillini agiscono per altri istinti, tipicamente noti come “a casaccio” o “idiotamente”).

Sul piano tecnico, poi, si sa che: su 100 BTC esistenti circa 80 non sono mai (MAI) stati movimentati, cioè sono stati minati (creati la prima volta) e risiedono in un wallet e lì restano parcheggiati e dei 20 restanti ben 10 sono stati movimentati una (UNA) sola volta (probabilmente da uno speculatore verso un nuovo pollo e tale transazione ha determinato il trend rialzista), i restanti 10 sono usati per droga, armi o una birra-che-fa-fiki da 14enni webbettiani; l’energia per minare ha un costo maggiore dell’estratto (è come comprare un piccone di 3 kg di oro col manico in madreperla per minare.. 3 kg di oro, sic!!); le spese accessorie fanno guadagnare miliardi VERI (x quanto vera può essere la moneta oggi in circolazione -> vedi SIGNORAGGIO) alle piattaforme gestori/trasformatrici (come nella corsa all’oro si arricchiva più chi vendeva pale e setacci che il minatore stesso); data l’energia occorrente c’è il discorso dell’ecologia e blablabla..; è vero che il controllo non è nelle mani delle banche centrali (ad oggi..) ma è anche vero che non è neppure nelle mani del popolo; il fatto che ci siano pubblicità* che inneggiano all’uso di BTC non vuol dire che ciò sia REALE (realistico): per ogni annuncio basta approfondire un attimo e scoprire la FUFFA (quando non TRUFFA) che c’è dietro (case in vendita, automobili, cibo, merci e servizi, stipendi, bancomat = tutta FUFFA per 14enni da web che, come tutti i 14enni, si sentono padroni del proprio destino.. poi.. la mattina.. “mamma dove sono le mutande pulite?!”); ecc..

La risposta a questo breve post sarà: "eccone un altro che non ha capito niente di ciò che critica". la mia risposta è: "ecchine n'andro che non ha capito la critica perché il fatto di essere criticato lo ha messo in crisi". poi seguiranno gli insulti, le minacce, i link a interviste video tipo "signor oste è buono il suo vino?" e paradossalmente altri link a video dove l'oste stesso dice "no, però.. tu compralo, mica devi berlo.. devi solo rivenderlo" (sic!)

Per ogni link pro BITCOIN potrei trovarne 100 controBTC, per ogni pubblicità a favore potrei trovare una ragione tecnica, psicologica, umana, matematica o semplicemente pratica che la smentisce.. l'ho fatto, qui e altrove, e lo farò.. solo una chicca: accettate che il BITCOIN è come beppE grill0: non è una soluzione, ma una causa di prossime sventure maggiori di quelle che è stato chiamato a risolvere.

Poi.. della "BLOCKCHAIN" (che NON E' BITCOIN) possiamo parlarne (e le Banche Centrali e soprattutto Commerciali già ne stanno approfittando).

*hai notato che l'immagine che accompagna un articolo riguardante bitcoin è al 90% una B grande (il logo BITCOIN) impressa su una moneta d'oro? Chiediti perché.. vabbè nun c'arrivi, te lo dico io: perché per quanto desiderino, i bitconiani, fare i fighetti con la MODERNITA', con la TECNOLOGIA, con la MATEMATICA (algoritmi, formule, numeri primi, chiavi pubbliche, hash, hardware wallet, ecc..) ebbene NEPPURE LORO riescono a trovare un modo per catturare polli se non rivolgendosi al Dio-ORO, che da 10.000 anni muove la fantasia dell'essere umano (a torto o a ragione, non importa la mia idea a riguardo dell'oro ma la LORO falsità e manipolazione nelle loro stesse pubblicità adescatrici)

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da: http://disq.us/p/1nugmtb
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Re: LA BUFALA DEI BITCOIN

Messaggioda sandropascucci » 19 nov 2017, 19:17

https://talks.money.it/t/bitcoin-ha-sfo ... cato/15350

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MooD
Potesti avere ragione, potresti avere torto… siamo in una fase ancora iniziale del mercato delle cripto e della tecnologia blockchain.

Sicuramente ad oggi bitcoin è la realtà che sta portando più visibilità e soldi a questo mondo. Poi che in futuro mantenga le sue promesse come valuta la vedo difficile ma avrà comunque fatto il suo lavoro a favore della tecnologia blockchain nel suo complesso.

Circa la questione mining/energia la fai un po’ superficiale. Chi mina in perdita lo fa perché si aspetta comunque un aumento del valore in futuro (per ora i fatti gli dando ragione) e circa lo spreco di milioni di macchine che slava o gli stessi dati ed eseguono gli stessi processi è qualcosa di scandaloso in termini ecologisti ma anche l’elemento che può garantire la non controllabilità di una blockchain da un singolo attore.

Quello che penso è che sia comunque un fenomeno interessante da osservare e certamente anche per speculazione (ad oggi), sull’avere ragione Dovremmo un po’ tutti ridimensionarci: la palla
Di cristallo non cenl’ha Nessuno.

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Lightning sandropascucci
complimenti sandro per il tuo post

Sono piuttosto freddo nei confronti del bitcoin, mi sembra di rivedere la bolla del 2000 sulle società .com al nasdaq però anche allora in mezzo a tutta quella speculazione sono usciti veri gioielli.

Il principale pezzo da novanta è il concetto della blockchain che a tendere probabilmente rivoluzionerà l’intero mondo bancario in modo molto pesante cambiando di molto gli attuali modelli di business del settore soprattutto delle banche d’affari .

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sandropascucci MooD
la questione non è avere ragione o torto o indovinare il futuro ma cosa è giusto e cosa sbagliato. se una realtà si afferma non è detto che sia perché giusta o intelligente o migliore (la storia la scrivono i vincitori). la domanda che dobbiamo porci (senza offesa per i suini) è: il bitcoin risolve il problema del potere delle banche centrali indipendenti dal governo (che in teoria sarebbe la democrazia)? no. il BTC risolve il problema sociale della creazione dal nulla di moneta fittizia da parte delle banche commerciali? NO. il BTC è un gioco per pochi sfruttatori su polli in colonnati alla prossima bolla. la storia, come dici tu, saprà dirci solo quanto e quali saranno i danni. a posteriori, ovviamente. da (pseudo)informatico mi interessa di più la blockchain, come un telematico (ad esempio) è più interessato al TCP/IP che al sito porno che su di esso viaggia.

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MooD
Mah, sei concentrato su alcuni aspetti specifici ma l’argomento è molto più vasto.

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sandropascucci
l’argomento è sempre e solo uno: il signoraggio, ovvero il predominio di chi (dal nulla) crea moneta su chi è costretto ad usarla. ora è in voga questo bitcoin, spacciato come moneta ma che moneta (graziaddio) non è. il resto sono curiosità tecniche, voglia di protagonismo e la solita speculazione (che poi si ritorce su colui che si sente “ferrato” in materia).

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MooD
Vabè… il signoraggio… serviva il bitcoin per resuscitarvi :joy::joy:

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MooD Lightning
Mentre sei freddo continua a crescere a 2 cifre su base settimanale. Datti una scaldata :slight_smile:

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sandropascucci
complimentoni!! ottime argomentazioni le tue:

il dileggio
1a. di cattivo gusto (parli di morte e resurrezione, brr…)
1b. di scarsa intelligenza (pensare che un argomento come il signoraggio possa veramente morire…)
dimostri che non pensi al BITCOIN come moneta ma come investimento (e già ho detto su questo, anticipandoti)
altro? ah, sì: il fatto che pensi che il signoraggio sia morto è perché non ne sentivi più parlare e quindi, per i tipi come te, questo vuol dire che non è una cosa vera/reale/attuale… ed ecco spiegato perché, invece, il BTC ti prende tanto: perché è sulla bocca di tutti (ora). ripeto: complimentoni!!

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Re: LA BUFALA DEI BITCOIN

Messaggioda sandropascucci » 26 nov 2017, 10:40

>
>
Peperoni che crescono in blockchain come i Bitcoin
–Leopoldo Gasbarro Domenica 26 Novembre 2017

Immaginate di poter mangiare prodotti freschi, a km zero, o di riceverli a casa vostra, direttamente dal campo dove sono stati prodotti. Immaginate di poter risparmiare denaro e mangiare cibi più sani grazie ad un confronto continuo con gli agricoltori-produttori. Immaginate di conoscere esattamente come e dove sia stato coltivato il prodotto che state consumando… E se tutto questo fosse possibile tramite qualsiasi dispositivo connesso ad internet, in qualsiasi momento e in qualsiasi parte del mondo? Come potrebbero cambiare le nostre vite da consumatori? È così che l’agricoltura diventa 4.0 e lo fa passando dalla tecnologia Blockchain.

L ’idea rivoluzionaria è di Demeter.life una start-up tutta Made in Italy che, utilizzando la propria piattaforma, garantisce una connessione mondiale diretta e controllata tra il coltivatore e il consumatore finale. Demeter.life, infatti ha l’obiettivo di creare un rapporto diretto tra consumatori e agricoltori in ogni parte del mondo, permettendo “l’affitto” di una porzione di terreno chiamata “micro-campo”, coltivata direttamente dall’agricoltore su indicazioni del cliente che poi è libero di scegliere se ritirare direttamente i prodotti o farseli spedire una volta pronti.

Tutto il processo produttivo è garantito e certificato attraverso la “Blockchain”, tecnologia famosa per aver dato i natali al Bitcoin. Proprio grazie a questa piattaforma, così come avviene per le cripto-valute, è possibile immagazzinare informazioni online su “ledger” (una specie di libro contabile) senza che queste siano manipolabili. In questo modo qualsiasi operazione effettuata dal produttore sul proprio “micro-campo” è consultabile in tutti i suoi dettagli ed offre informazioni particolareggiate sui processi di coltivazione eseguite, garantendo, al tempo stesso, completa tracciabilità e alta qualità dei prodotti, cosa totalmente impensabile nelle dinamiche produttive odierne.

Grazie all'idea di Demeter-Life si potranno avere prodotti di qualità superiore, in grado di migliorare gli standard alimentari di coloro che ne fruiscono e si potranno averli ad un prezzo inferiore rispetto agli standard attuali. Allo stesso tempo, si potrà garantire un compenso adeguato per gli agricoltori. Insomma nel processo vincono tutti.

L'innovativo progetto non si ferma al concept appena descritto ma lancia anche una cripto-valuta chiamata DMT (Demeter Token), grazie alla quale è possibile acquistare tutti i servizi disponibili sulla piattaforma di Demeter.life. La nuova cripto-valuta sarà indispensabile proprio per assicurare e certificare tutti i passaggi sulla “Blockchain” e garantire la tracciabilità e la trasparenza di cui si è già parlato. Al momento,, e fino al 18 Dicembre, è in corso una ICO (Initial Coin Offer) attraverso la quale è possibile acquistare DMT in cambio di Ethereum (ETH), e partecipare, così, allo sviluppo della piattaforma. (Per partecipare basta cliccare sul link https://demeter.life/index_ita.html e una volta sulla pagina scaricare la guida). Chiusa la ICO i DMT saranno scambiabili su exchange specializzati o utilizzati come metodo di pagamento sulla piattaforma.

Ad avere l’idea di utilizzare la nuova tecnologia “Blockchain”, applicata alla tracciabilità della catena produttiva e assicurare una maggior qualità dei prodotti agro-alimentari, sono stati due giovani imprenditori Italiani, Marco Mettimano, per anni in Cina nel settore investimenti, e Luigi Tonti, titolare di un’azienda Agricola nel nord della Puglia. A completare il team, Arianna Vulpiani, già fondatrice del progetto alimentare BioFarm Orto.

Nato a Roma, BioFarm Orto permette ai consumatori di raccogliere direttamente sul campo gli ortaggi coltivati dall’azienda stessa. In pratica è anche da lì che nasce l'idea del “micro-orto”, in questo caso, però, sono i consumatori a trasformarsi in raccoglitori, a “ritirare”, direttamente dalla pianta, una volta maturi, gli ortaggi cresciuti sullo spazio di terra noleggiato. Tradizione e tecnologia che vanno a braccetto, quindi. Il nuovo, la tecnologia “Blockchain”, ancorato al più antico dei richiami ancestrali: la terra ed i suo prodotti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
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Re: LA BUFALA DEI BITCOIN

Messaggioda sandropascucci » 26 nov 2017, 15:41

da: https://www.hdblog.it/2017/11/26/Bitcoi ... ri-valore/

Aldo Donati • un'ora fa
Bitcoin: la perfetta dimostrazione del fatto che è nella natura umana volersi fare del male, e parecchio, con le proprie stesse mani (o idee).


bg Aldo Donati • 40 minuti fa
Provi a fare un bonifico ad una banca neozelandese e veda se le riesce in 10 minuti, di Domenica, a mezzanotte, da casa sua e al costo di 10 centesimi. Bitcoin è la moneta di internet, risolve molti problemi di liquidità, è paritario, non ha enti centrali che lo emettono, non è censurabile, non conosce confini nazionali o istituzioni. Sta spopolando in Grecia, Venezuela e Zimbabwe per ovvii motivi...


Sandro Pascucci bg • un minuto fa
la vera domanda è: ma quanti siete al mondo che di domenica notte avete la vitale urgenza di fare un bonifico in Nuova Zelanda? Stiamo producendo miliardi di CO2 e gonfiando la più grande bolla finanziaria degli ultimi 2 milioni di anni per non aspettare le 9 del lunedì? Che poi.. io dico.. tu intanto accendi il PC e ordina il bonifico normale.. quello in automatico parte in 3 secondi lunedì mattina, eh!! Se poi Pablo Escobar ti ha ordinato un pagamento entro la mezzanotte e dieci allora hai ragione e mi scuso per non essere sensibile al tuo problema commerciale. Vedi Guzzanti e l'aborigeno..
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Messaggioda sandropascucci » 26 nov 2017, 15:51

da: http://disq.us/p/1o3a2wu

Gupi Sandro Pascucci • 18 minuti fa
Ma accontentarsi di guadagnare qualcosa no?
Tante parole per???


Sandro Pascucci Gupi • un minuto fa
..per essere chiari, ad esempio. Tu ne hai usate 10 e mi chiedo cosa vuoi dire..
ps: se ti sei stancato colpa tua, potevi fermarti ai canonici 162 caratteri..
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Messaggioda sandropascucci » 26 nov 2017, 18:40

da: http://disq.us/p/1o3exce

bg Sandro Pascucci • 7 minuti fa
Ha detto benissimo: un bitcoin è come un quadro di valore: tutti si chiedono come mai valga tanto quando tutti sono in grado di dipingere spesso anche "meglio" di Picasso in persona. Chi ha una minima idea del perchè un Picasso vale milioni e una fotografia fatta con la macchinetta che è 1000 volte "meglio" vale 0 capisce il perchè un bitcoin vale 9000 dollari. Gli altri no. Rispondo alla sua domanda del "chi mai spenderebbe bitcoin oggi quando domani valgono di più?" Le stesse persone che risparmiano e mettono da parte euro sapendo benissimo che domani l'euro vale di meno :-)

Sandro Pascucci bg • alcuni secondi fa
..chi risparmia non compra bitcoin, data la natura del "risparmio". chi investe in bitcoin non lo spende, lo mette in portafoglio (altrimenti che investimento sarebbe?). quindi bitcoin è un investimento e non una moneta. se smettessero di acclamarlo come moneta salva popolo saremmo tutti più liberi, liberi di trovare una soluzione VERA al problema del mondo, invece di sorriderci beoti l'un l'altro con un hardwallet in mano felici di aver comprato un caffè nel centro di Berlino (o così raccontiamo nel webspaio)..
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Messaggioda sandropascucci » 26 nov 2017, 19:03

da: http://disq.us/p/1o3bblm

Lucagildo Sandro Pascucci • 3 ore fa
Bel discorso, mi è piaciuto!
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comatrix Lucagildo • 2 ore fa
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Maledetto Sandro Pascucci • 3 ore fa
Sinceramente? Parole buttate al vento, molte delle cose che hai detto sono più che altro dicerie o imprecisioni, dici che non ha senso vendere bitcoin e poi dici che solo il 20% viene usato, non tieni conto dell fatto che i BTC vengono usati per comprare anche altre valute che in molti casi hanno incrementi maggiori nel breve periodo; anche il ragionamento sull'energia lascia il tempo che trova: se fosse un rendimento negativo perché la gente lo farebbe?
Tra l'altro non prendi in considerazione anche tutte le altre crypto che comunque influiscono anche sull'utilizzo dei BTC

P.s. il ragionamento sull'oro fa veramente ridere, in quanto si sta parlando di valute e quindi monete, sbaglio o anche le nostre monete sono dorate?
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Morricone Andrea Sandro Pascucci • 16 ore fa
Siamo in una fase di transizione. Per adesso ancora ovviamente il Bitcoin è oggetto di speculazione per la gran parte. Ma quando diventerà (adesso sta diventando) un qualcosa di diffuso tra la popolazione "normale", inizierà a circolare esattamente come circolavano un tempo le monete d oro. Anche l oro un tempo aumentava valore col tempo ma la gente usava ugualmente le monete d oro o di argento o altri metalli preziosi. La differenza è che oggi la moneta perde valore grazie alle banche ed al signoraggio. Il Bitcoin se. Fosse adottato sarebbe un ritorno al passato coi mezzi tecnici moderni.

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Sandro Pascucci Morricone Andrea • alcuni secondi fa
se c'è un orco che mangia bambini con gli occhi azzurri non dobbiamo smettere di fare bambini con gli occhi azzurri magari uccidendoli noi alla nascita o nascondendoli per sempre alla vita (segregandoli in casa) o alterando le gravidanze delle madri con farmaci (chimica) o facendo operazioni chirurgiche appena nati o impedendo a tutti gli adulti potenzialmente portatori del gene di incontrarsi. la soluzione è uccidere l'orco (prima magari capiamo perché ha questa abitudine alimentare, magari è curabile.. lo dico solo perché sono sempre un po' restio ad eliminare una specie sul pianeta.. vabbè..). la moneta FIAT ha dei grossi vantaggi, che la moneta oro non ha. il signoraggio è l'orco e noi per evitare di affrontare il problema creiamo un altro orco. che bravi!!

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Sandro Pascucci Maledetto • 3 ore fa
è vero, sono parole al vento.. CON TE. quello che dico sono statistiche, non mie interpretazioni. che cosa non ti torna su ciò che sostengo come logica (fosse pure la mia personale) che non ha senso vendere e la statistica del 20%? semmai è una conferma alla (mia) deduzione (discutibile). e anche tu confermi che le transazioni effettuate in btc non sono neanche nel mondo reale per beni e servizi reali ma in altri criptomercati, grazie, mi hai dato una mano! certo che è un rendimento negativo ma l'energia elettrica in diversi casi è un costo occultato (i bimbiminkia, le grandi aziende di hardware minatore..) o soppesato come "temporaneo" o "necessario" o sperano, semplicemente in una vendita buona per ripagare almeno la bolletta. sulle monete d'oro della pubblicità non hai capito, semplicemente.

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Maledetto Sandro Pascucci • un'ora fa
Il ragionamento del 20% l'hai introdotto dicendo che i BTC non vengono usati nonostante prima tu abbia detto che se valgono così tanto non andrebbero spesi, quindi secondo te dovrebbe essere spesa la maggior parte di quel che si guadagna? Te i tuoi soldi(al netto di tasse, bollette&co.) li tieni in banca oppure li spendi tenendo solo il minimo indispensabile per il mese dopo? Non so te ma io li tengo da parte quelli di cui non ho bisogno in modo da poterli usare più avanti.
Mentre per le transazioni non ho mai detto che esistono solo sugli exchange, bensì esistono diversi store e negozi fisici che accettano BTC(la stessa amazon sta valutando l'adozione come metodo di pagamento, il Giappone la riconosce come moneta corrente), in Italia si vedono poco ma parliamo di uno stato in cui non sempre sono accettate le carte di credito.
Per i consumi anche qua ti correggo, chiunque faccia un investimenti deve tener conto dei costi e quindi anche dei consumi, tutte le aziende che fanno mining a livelli grandi si trovano in nazioni in cui la corrente si paga poco o niente(0,03/4 al kWh contro i nostri 0,29) o usano energia rinnovabile(non ricordo se fosse proprio genesis mining o un suo concorrente che ha riesumato una centrale geotermica islandese solo per la sua farm), le aziende ed i minatori che possiedono grandi numeri tengono ben conto dei consumi in quanto sono gran parte della spesa che devono mantenere
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Sandro Pascucci Maledetto • un'ora fa
quindi mi dai ragione quando ti dico che i costi energetici sono sottostimati dal punto di vista economico (sorgenti a prezzi minori per le Corps e quindi dislivello per i privati) e ignorati dal punto di vista ecologico (CO2 prodotta e atteggiamento predatorio di risorse naturali quindi). per il resto: non ho detto quello sulle percentuali, rileggi. io ho detto due cose: 1. la logica non farebbe usare il btc come moneta (vedi sopra) e 2. ho detto (ho riportato le statistiche) che proprio NESSUNO crede nel bitcoin come moneta (oltre a ragioni MIE di logica) e lo testimonia il fatto che NON è usato come moneta neanche dai sostenitori stessi (che sono semplici speculatori).

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Maledetto Sandro Pascucci • 37 minuti fa
Non penso tu sappia cosa voglia dire sottostimati, senza contare che i costi inferiori per le aziende è una cosa che esiste da sempre in quanto un contatore normale non regge i volumi necessari per una farm ma qualsiasi azienda(anche un condominio volendo) hanno contratti differenti da quelli per singoli privati dovuti ai diversi consumi, mentre "l'atteggiamento predatorio per le risorse naturali" fa al quanto ridere, visto che è un'ottima spinta per il passaggio alle energie rinnovabili(i pochi minerali italiani si sono convertiti velocemente al solare per avere un profitto e questo lo vedo come cosa positiva)
Mentre per la questione del BTC come moneta anche qui è falsa come cosa, in quanto tanta gente sta già provando a sperimentare questa cosa che però si è diffusa solo nell'ultimo anno(nonostante esistano solo dal 2008 i BTC sono esplosi solo nell'ultimo anno ma la crescita è stata esponenziale) e quindi ancora abbastanza limitata in molti stati come il nostro, senza contare che i BTC hanno il problema delle fee co gli acquisti di piccola entità e per questo il mercato delle crypto si sta differenziando per sopperire a questo problema abbastanza velocemente, ma esistono dei siti o community simili a siti come subito o eBay in cui tutte le vendite avvengono tramite crypto(e sto parlando a livello italiano non estero dove ci sono tantissime alternative che accettano queste monete)
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Sandro Pascucci Maledetto • 29 minuti fa
fai bene a sottostimare la mia capacità di comprendere il termine sottostimati, davvero sai? e anche la tua risata sul depredare la Terra è incalcolabile sul permettermi una stima della tua etica.

grazie per lo spiegone tecnostorico sui contatori (ma a che serve? non era oggetto di discussione).

esponenziale è anche 1 - 2 - 4- 400 ma essendo 9 miliardi.. capisci che.. però scusa.. che volevi veramente dirmi? perché non si è capito..

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Maledetto Sandro Pascucci • 11 minuti fa
Allora, facciamo punto per punto:
1 sottostimare: considerare inferiore, in quanto i consumi sono quelli che determinano se realmente si parla di profitto non vengono per niente sottostimati, anzi sono l'aspetto più importante quando si valuta un investimento nel mining
2 depredare la Terra? Ma se ti ho parlato di energia rinnovabile che quindi NON usa sostanze fossili ed è sostrnibile per il pianeta?(solare, eolico o geotermico)
3 a che serve la storia dei contatori? Semplice la rete normale di una casa non regge i volumi necessari per minare seriamente e richiede quindi impianti più potenti che vengono offerti solo a chi ne ha reale bisogno(si parla di consumi anche 2 volte superiori a quelli di una casa normale 24/7)
4 se non sai cosa sia una crescita esponenziale non è un mio problema, se in meno di un anno(quello appena passato) il valore del mercato(quindi non della valuta ma degli scambi che la coinvolgono) è aumentato di quasi 1 volte rispetto a quello scorso, direi che c'è molto interesse anche nell'usare come valuta, in quanto il suo valore è determinato dagli scambi che la coinvolgono, se non venisse scambiata non avrebbe valore

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Sandro Pascucci Maledetto • 2 minuti fa
Tieni duro, questo commento deve ancora essere approvato da HDblog Community.
1. che colpo di fortuna! era proprio quello che sapevo io! e tu che dicevi che non ne sapevo veramente il concetto! tse!
2. certo, quanto siamo etici: abbiamo bisogno di più energia per fare soldi: ok, eccoti un pannello solare. oh che ecominatore ora! (non ti chiedo le prove né le cifre né la SEMPLICE CONCRETEZZA di quello che dici.. magari con uno o due esempi perché il discorso di dipingere di ecologico il processo di mining e magari ringraziare pure mi pare molto imbarazzante). è come dotare un boia di una corda di canapa e non di nylon per il suo lavoro;
3. quindi (e tre.. ah, ecco perché è in questo posto nella lista!) avevo ragione: conviene minare se sei a casa con mamma e papà che pagano la bolletta o se sei in ufficio alle spalle del capo o se sei una farm con cntratto agevolato, ergo: il costo energia è SOTTOSTIMATO nei discorsi che fate su quanto è bello il bitcoin;
4. quindi dire che una valuta è interessante è perché altri la trovano interessante? a quando i panini con la merda?

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Roman Pierce Sandro Pascucci • un'ora fa
Sul fatto che il bitcoin è diventato puro strumento speculativo ti posso dare anche ragione, ma resta l'unica parte sensata del tuo commento , il resto è poco veritiero. Ci vogliono 30 secondi per sapere se conviene o no minare il bitcoin, ci sono una quantità di siti sproporzionata che fa il calcolo per te, e indovina un po, conviene...
Inoltre ci sono tante persone, come hai bene sottolineato che non convertono subito i propri bitcoin in fiat, perché tenerli conviene ancora di più. Siete praticamente gli stessi che dicevano non conviene 3-4 anni fa eppure chi ha continuato a minare si è fatto un gruzzolo di monete che ora valgono un bel po.

La parte del consumo si risolve in un attimo facendo il passaggio da POW a POS se sai di che parlo. Ethereum ad esempio passerà a POS nel giro di un paio d'anni, come anche tante altre crypto.

Tu hai considerato solo il bitcoin ma ci sono tante altre crypto che insieme valgono quasi 300 MLD di $.

Bitcoin non va bene per i pagamenti perché ha FEE troppo alte e perché il tempo impiegato per una transazione è troppo lungo.

Prendiamo pero IOTA, un giorno potrebbe benissimo sostituire i metodi di pagamento odierni, transazioni veloci a costo 0.

Nel complesso i tuoi commenti mi sanno tanto di frustrazione e disinformazione.
1
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Sandro Pascucci Roman Pierce • un'ora fa
ma se mi hai dato ragione su tutto?! :D :D :D

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comatrix Sandro Pascucci • 2 ore fa
Sandro Pascucci ha scritto
per ogni annuncio basta approfondire un attimo e scoprire la FUFFA (quando non TRUFFA) che c’è dietro (case in vendita, automobili, cibo, merci e servizi, stipendi, bancomat = tutta FUFFA per 14enni da web che, come tutti i 14enni, si sentono padroni del proprio destino.. poi.. la mattina.. “mamma dove sono le mutande pulite?!”); ecc..
E qui meriti gli applausi, davvero

Miniatura

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Sandro Pascucci Sandro Pascucci • 3 ore fa
per precisare: l'energia elettrica è ancora un fattore che ha due aspetti di cui quello scritto in bolletta rappresenta solo una faccia. l'altra è l'ecologia. tu staresti chiuso in una cabina con un generatore a benzina acceso 24h che dà corrente alle tue telefonate gratuite?

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Re: LA BUFALA DEI BITCOIN

Messaggioda sandropascucci » 27 nov 2017, 17:24

:

:

RatoneraCoin

[26112017: di sandropascucci – PRIMIT.it e signoraggio.COM]
https://goo.gl/w2BsbD

La Blockchain usata per creare bitcoin è una trappola, meccanicamente parlando. Una vera e propria “ratonera”. Forse il suo impiego tecnico – della sola e pura Blockchain - può ancora essere sfruttato propriamente come registro diffuso[1] ma per quanto riguarda la parte finanziaria è un’arma di distruzione di massa, pure annunciata. Basta guardare il suo meccanismo, nel caso bitcoin.

La transazione avvenuta tra due utenti (es. A paga B) necessita di essere convalidata, altrimenti A e B non possono vantare la piena disponibilità dei rispettivi fondi reali post-transazione. Un po' come occorre attendere il conteggio (compensazioni interbancarie) tra due banche coinvolte in una transazione tra i rispettivi clienti, che si sono scambiati un pagamento, tramite bonifico. Fino a che tali conteggi non sono effettuati i saldi dei due clienti non sono "disponibili" ma "contabili".

Queste convalide avvengono con un processo di calcolo matematico molto esoso in termini di elaborazione[2].

Infatti tale transazione, insieme ad altre, andrà a costituire un “blocco” (ogni 10 minuti) e chi, tra i nodi della rete Bitcoin, completerà per primo la convalida dell’intero blocco, rendendolo “confirmed”, otterrà una ricompensa per il lavoro fatto - in bitcoin ovviamente.

In precedenza venivano pagati 50 BTC ma è previsto un dimezzamento (“halving”) del premio ogni 4 anni. Dal luglio 2016 è quindi scesa a 12,5 BTC.

Sappiamo che l’algoritmo Bitcoin prevede un massimo di 21 milioni di pezzi che possono essere estratti (minati) dal monte totale e che la maggior parte (75% ?) è stata già estratta.

Cosa vuol dire questo, per la logica? Due cose..

UNO:

Che nessuno sarà ricompensato (pagato) con nuovi bitcoin dopo l’ultimo bitcoin estratto (fase “attività mineraria zero”).

Ma le convalide saranno sempre necessarie, al fine di tenere in vita la Blockchain.. quindi.. chi lo farà aggratise? Nessuno ovviamente[3].

Eppure la certificazione dei blocchi è ciò che rende possibile il loro “concatenamento”, tramite un dato particolare di un blocco chiamato “hash”, che è inserito nel blocco corrente e in quello precedente.


000000000000000000a092a3569e1f10c7881b7554ff03fbbaf74736c3ae1041


Trovare questo "hash" è una questione semplice ma complessa al contempo. E' questo che richiede potenza di calcolo. E' semplice poiché in realtà l'hash stesso si trova facilmente ma dato che deve avere un certo "formato" (come nell'esempio deve iniziare con determinati zeri) allora deve essere calcolato tramite svariati tentativi (inserendo nel calcolo un numero variabile, detto "nonce"). E' complesso ma è anche ciò che rende possibile il concatenamento [vedi box: Chi trova un hash trova un tesoro]. Questo concatenamento, una volta "chiuso" un blocco ed avvenuta la “saldatura”, crea la Blockchain stessa (permette la crescita del "ramo") e garantisce la sua sicurezza dal punto di vista di future manipolazioni post-convalida (e impedisce così, tra le altre cose, di spendere due volte la stessa moneta). Ogni ramo è replicato per ogni nodo della rete Bitcoin, rendendo così virtualmente impossibile manipolazioni sul singolo ramo. Questa è l'idea di base del "registro distribuito" (distributed ledger).

In effetti esiste un campo “fees” (credo provenga dal napoletano) nel blocco delle transazioni da convalidare ma fino ad oggi è stato pressoché vuoto, o meglio “a zero”, ossia le “commissioni” di convalida non sono state applicate, essendo i controllori/convalidatori (minatori) interessanti alla sola e appagante[4] estrazione automatica auto-premiante per ogni blocco di transazioni certificato.

Quindi, de facto, da “domani” le commissioni di transazione aumenteranno, alla faccia di chi sostiene il bitcoin come GRATUITO nelle transazioni.

Chiamiamo questa cosa in modo criptico con un termine nuovo: TRUFFA.

Ma c’è un aspetto, di nuovo meramente LOGICO, da analizzare prima di questa ennesima SPUTTANATA dei costi nascosti, ed è questo: c’è chi diventerà ricco con i bitcoin.. ok.. buon per lui.. gente si arricchisce come può, da sempre e sempre sarà.. ma la domanda è: nessuno si accorge che GIA’ esiste quel ricco furbacchione?

DUE:

C’è già, matematicamente parlando, qualcuno in giro (proprio ora) con un wallet in cui risiedono diversi MILIONI di bitcoin. Di quei 21 milioni massimi possibili.. beh.. 16 milioni sono fuori ed alcuni milioni sono nelle mani di poche persone, forse uno, ed è COLUI che negli anni scorsi “minava” col PC di casa, a colpi di 50 BTC a “confirmed”, per qualche giorno o settimana di fila, quando le transazioni erano poche ma sufficienti ad alimentare il processo e ancora veloci da eseguire, in fila indiana, cospicue, redditizie creatrici di paghetta facile, “easy money”. Magari autocreate, a tavolino. A che compra da B. Tu che compri da tuo fratello la bicicletta usata (da te stesso mentre porti in giro tuo fratello!).

Parliamo di centinaia, migliaia e poi milioni di bitcoin, che sono GIA’ stati “estratti” e sono in mano a pochissimi. Non mi sorprenderebbe che un paio di milioni di BTC (ma perché non 5 o 6?), li abbia “Nakamoto” stesso (che sia un singolo o una società ancora nascosta o un team di furbacchioni). E’ come logica più che ovvio e matematicamente quasi scontato che sia così. Riflettici, caro lettore infervorato dal nuovo giochino.

Una persona crea una mucca (Blockchain) dal latte miracoloso.. ma vuoi che i primi giorni non se la tenga in casa per riempirsi anche la vasca da bagno prima di lasciarla in giro, tra affamati zombies intellettivi che sgomiteranno per attaccarsi alle tettone gonfie, sapendo pure che presto il latte finirà (21 milioni di litri)?

Poi possiamo analizzare il futuro di quanti restano con il bitcoin in mano, dopo la grande svendita che “Nakamoto” stesso scatenerà poco prima della fine della disponibilità, come ad esempio i costi di commissione sempre maggiori, per mantenere in vita la Blockchain certificatrice di sicurezza delle transazioni che vi viaggiano sopra.

Io non terrei le mie risorse accese ad eseguire calcoli sempre più complessi, ammesso che qualcuno sappia come si comporterà la Blockchain all’emissione del suo 21milionesimo bitcoin.

Si spegnerà? Si autodistruggerà? Farà una pernacchia? Scorreggerà? O continuerà a funzionare? Se, nel peggiore dei casi, continuerà a funzionare: basterà sottostare al pizzo sempre più esorbitante dei controllori che di fatto determineranno le velocità di convalida (più sono più è veloce il sistema a convalidare) e quindi la sopravvivenza di anni di informazioni?

Se sparisse oggi, il bitcoin e la sua Blockchain.. poco male.. 4 birre perse, qualche fucile, 10 bombe a mano, un po’ di coca, qualche politico corrotto.. cavoli loro, e di chi ci ha creduto.. ma se affidiamo a questa tecnologia l’acquisto della nostra casa? O i pagamenti delle pensioni? O il commercio al dettaglio?

E parlando dei bitcoin in circolazione, in quell’epoca in cui un singolo bitcoin varrà 194 mila dollari (tanto si aspettano che varrà il proprio beniamino, i possessori dello stesso): sarà un po’ come girare con auto d’epoca, impauriti che qualcuno possa danneggiarla e non avere pezzi di ricambio originali. Il bitcoin come l’oro? VERO! Ma sappiamo cosa questo comporta: si faranno avanti degli enti che ti diranno: non girare con quel pezzo di oro.. noi te lo custodiamo.. ti rilasciamo una nota di banco che attesta che quel pezzo è tuo e ti diranno che quei pezzi di carta hanno potere di acquisto.. mhmm..

Chiameremo questi enti con nomi criptici, ad esempio.. EHCNAB.

IN SOLDONI: il sistema Blockchain promette a sempre più gente sempre meno guadagno per elaborare sempre più informazioni in un regime di concorrenza sempre più agguerrito nel consegnare il risultato in un tempo sempre più ristretto.

Sarà come il volo del fuco, che si sbatte per arrivare sempre più in alto, per farsi una regina (che intanto se ne fa a decine di altri fuchi) e lo attende una morta certa dopo l’accoppiamento, se e quando avviene 'sto miracolo. Per gli altri c’è la morte comunque, poiché le guardiane della regina li attendono al varco per ucciderli, data la loro inutilità post-volo nuziale.

Studiare il signoraggio, invece? No?
Meglio investire nel PonziChain, eh?!

Furbacchione tu!!

--------------------
[1] ad esempio per un catasto finalmente moderno e gratuito?
[2] quindi il tuo PC a casa farà molta ma molta fatica a raggiungere il risultato, povero illuso che lo lasci acceso H24 sperando di diventare miliardario.. quando arriverà la bolletta del tuo fornitore di energia saranno guai, fermo restando che non devi lamentarti se nell’atmosfera ci sarà così tanto inquinamento in più, per la maggiore richiesta di produzione di tale energia extra
[3] ormai chi è interessato al bitcoin come moneta è morto e sepolto, circolano solo spietati ed esaltati speculatori che se ne fregano del mezzo di pagamento e della possibilità di questo registro distribuito.. questi vogliono li sòrdi, mica carrammelle!
[4] psicologicamente, basta leggere un po’ nei forum di questi debosciati
[5] quindi con mammamilamiliardi di dollari, dato che oggi 26 novembre 2017 il BTC viene scambiato a 9700 dollari ed entro questa settimana, magari stasera o domani mattina, “varrà” 10mila dollari

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Re: LA BUFALA DEI BITCOIN

Messaggioda sandropascucci » 28 nov 2017, 0:04

:

:

La TRUFFA dei BITCOINiani
o di chi li sostiene usando la manipolazione del consenso popolare.

[28.11.2017: di sandropascucci, PRIMIT.it e signoraggio.COM]
https://goo.gl/gW4cqS

Come ormai tutti sappiamo lo tsunami BITCOIN sta ritirando le acque dalle spiagge. Le persone accorrono, felici chi del maggior spazio sul bagnasciuga, chi di trovare una collanina persa lo scorso anno e chi porta i bambini a vedere i pescetti che agonizzano saltando sui fianchi dalle branchie annaspanti e dall'uocchi-tànt' O-O e la bocca che fa "mpa, mpa, mpa". Nessuno ascolta 4 pescatori del posto che avvisano di allontanarsi e qualcuno li deride pure quando questi prendono e sfanculando tutti si ritirano in montagna o comunque nella collina più alta della zona.

Perché la ggente è strana, Enze''..
..e crede che lo tsunami sia il momento in cui una montagna d'acqua ti si riversa sopra.. ma lo tsunami è iniziato.. PRIMA.

Non c'è sito che non parli bene di bitcoin (a parte questo PRIMIT.it).

Ogni sito web ha la sua paginettina-ina-ina in cui appare un articolettino-ino-ino che inneggia al dioCoin.

Alcuni non si accontentano di sciorinare quann'èbell' u bitcoinne, uà.. e ci aggiungono un po' di colore.

Su http://www.24businessreport.com/news/it ... index.html, ad esempio, compare un articolo che alcuni (io) definiscono "strappalacrime da pentimento", ossia di quei ragionamenti filosofici quantistici del tipo: "quanto sarebbe oggi A se fosse stato ieri B".

Titolo: SE AVESSI INVESTITO 5€ IN BITCOIN 7 ANNI FA, OGGI AVRESTI UNA FORTUNA DI 4,4 MILIONI DI EURO

Sono tutti tesi, 'sti compari, a correggerti dal tuo insano pensiero tipicamente da sopravvissuto del tipo: «ma che mingghia ci entro a ffare in un mercato che è già in bolla?!».

Ué! Lo vuoi capire o no che non c'entra nulla quello che pensi tu con quello che devi fare perché quello che devi fare fa comodo a qualcuno.. lo capiscsti, àh?!

GUARDA QUESTI GIOVANI!! TALIAAAAAAA:
2017 omniCoin commenti utenti italiano.jpg


CHE SONO? DDROGATI? EXTRACOMUNITARI NEGRI? NAAAAAAA! E' GGENTE PPEBBENE CHE CI METTE LA FACCIA!

TALIA QA'! CHIUSTU TE PARE NA FACCIA DA GALERA? E' NU PICCIOTTO BELLU, BRAVU, STUDIOSE..
E' L'AUTORE DEL PEZZO:
2017 omniCoin autore italiano.jpg


CHE C'E'.. MIIIIIIII.. NUN TE FIDASTI?! MA CHE TE PARE CHE C'E' GGENTE CHE STA SUL WEB, CON TANTO DI TESTATA E FIRMA E LAUREA CHE VOLE FOTTERE A VVUSIA?! MA STIAMO SANTIANDO?!

a proposito di santi.. di chiesa.. io sono cresciuto a croci e fessi.. l'ultimo dei commentatori.. quel Mauro De Luca.. il cognome non mi è nuovo.. ma più che il cognome la faccia.. somiglia un po' a questa:
2017 omniCoin falso blake.jpg

accidenti se non sembrerebbe lui!
ma alejandro è un altro:
2017 omniCoin vero ale.jpg

e poi 'sto De Luca ce l'ha la faccia da brava persona.. sembra un prete.. e la gente di chiesa, si sa, no?
ma dove l'ho visto?
2017 omniCoin religioso blake.jpg

sì che è lui! è un religioso, tra le altre cose.. sentivo un legame
(con le altre cose)
2017 omniCoin vero blake.jpg


MA CHE MINKIA VUOI INSINUARE?! SICURAMENTE UN ERRORE DI SBAGLIO IE'..
PER UNA FOTO SBAGLIATA TUTTA STA CAMMURRIA STIAMO FACENNU?

mhmm.. una foto.. l'ultima.. e certo che son questioni delicate.. le cose vanno fatte dal principio.. allora prendiamo la prima.. com'è che si chiama quello? fa niente.. ho già visto quella maglia:
2017 omniCoin profilo maglia arancio.jpg


ooppss..

SENTI.. LASCIAMO PERDERE; BABBENE?! SIAMO IN ITALIA, SI SA..
MAGARI IL SITO E' FATTO MALE.. MICA SIAMO AMEREGANI, NO?!

che bella idea! vediamo in inglese se c'è qualcosa!
2017 omniCoin commenti utenti inglese.jpg
2017 omniCoin autore inglese.jpg


MIIII BABBENE CON TIA NUN SI POLE RAGGGIONARE!!!

SEMPRE RAGGGGIONE VVVOSSIA C'HA!!!

ORA AL MONDO C'E' UNA CORRENTE CHE INVESTE SUL WEB PER MANIPOLARE E GUIDARE LE POSSIBBILI SCELTE DE OGNIUNO DE NOANDRI.. MANCO FOSSIMO BESTIE DA SOMA O DA MUGGNERE!!

COMPLOTTARO SEI!!

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Re: LA BUFALA DEI BITCOIN

Messaggioda sandropascucci » 28 nov 2017, 13:08

2017 truffa 01.JPG
2017 truffa 02.JPG


2017 truffa 03.JPG
2017 truffa 03.JPG (17.19 KiB) Visto 2211 volte
2017 truffa 04.JPG
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Re: LA BUFALA DEI BITCOIN

Messaggioda sandropascucci » 28 nov 2017, 13:10

a quanto pare non sono l'unico malato:
https://www.quintup.com/bitcoin-code-review-scam/
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Re: LA BUFALA DEI BITCOIN

Messaggioda sandropascucci » 29 nov 2017, 8:33

:

:

ANCHE SU REPUBBLICA.IT LA TRUFFA DEI BITCOINiani

(29112017, di sandropascucci per signoraggio.COM)
https://goo.gl/RZ55Ak

oggi su Repubblica.it appare l'annuncio del solito Kim "lanciamissile" eblablabla.. come se ci interessasse qualcosa di queste testate atomiche che potrebbero estinguere il genere umano! A noi interessa solo di Bitcoin e grazziaddio ne troviamo una pubblicità a fine pagina:

2017 truffa 08.JPG


seguiamo il link e c'è un articolo dettagliato su come diventare miliardari, mica giggionate! C'è tanto di autore!

2017 truffa 05.JPG


Ricordavo di aver visto questo visino, circa 3 anni fa in una pubblicità che mi era passata davanti agli occhi 2 secondi mentre un tizio nella metro, di spalle, guardava sul suo cellulare, che aveva un display di 4,7':

2017 truffa 06.JPG


però la tipa rappresentata aveva un vestito con dei bordi strani ma soprattutto lo sfondo lo avevo già visto 11 anni fa mentre ero ricoverato in prognosi riservata per una contusione alla testa in un ospedale di Hong Kong.. l'immagine era apparsa sul monitor in sala di attesa al primo piano e anche se io ero in terapia intensiva al 12mo piano l'avevo visto riflesso nei vetri del grattacielo di fronte. Perché? Perché pioveva, ovvio.. ma che domande sono?!

2017 truffa 07.JPG


Insomma, capisco che Repubblica non può controllare tutti i suoi annunci.. mhmm.. o forse DOVREBBE?!
Io, sul mio sito, anche se pagante, un cliente retail lo controllerei..
METTI CHE STO PUBBLICIZZANDO UNA TRUFFA..

no?!

Ovviamente da bravo cittadino ho segnalato la cosa..

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Re: LA BUFALA DEI BITCOIN

Messaggioda roberta » 29 nov 2017, 23:02

Turchia: 'Bitcoin contrario all'Islam'
!
di Ansa

(ANSA) - ISTANBUL, 29 NOV - Il Bitcoin "non è appropriato" all'Islam. A bocciare la criptovaluta secondo i principi musulmani è la Direzione per gli affari religiosi della Turchia (Diyanet), massima autorità islamica del Paese. La dichiarazione è giunta in risposta a un quesito sulla legittimità dell'acquisto di Bitcoin per scopi di investimento da parte dei fedeli musulmani. "Giunti a questo punto, l'acquisto e la vendita di valute digitali non sono appropriati secondo la religione per il fatto che sono aperte a speculazioni rispetto al loro valore e possono facilmente essere impiegate in attività illegali come il riciclaggio di denaro. Sono inoltre prive di controllo e supervisione statale", è stata la risposta della Diyanet.

29 novembre 2017

pure loro lo dicono
benvenuti roberta, firenze

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Re: LA BUFALA DEI BITCOIN

Messaggioda sandropascucci » 8 dic 2017, 14:11

:

:

LA GRANDE TRUFFA DELLE CRIPTOVALUTE.

Chi cerca BITCOIN in Rete si imbatte sicuramente in una sequenza di truffe senza fine.
Ad esempio i RIPPLE.

2017 ripple 02.JPG


Articolo divulgatico ACCHIAPPAPOLLAME, con tanto di AUTORE:

2017 ripple 01.JPG


Peccato che quel tizio sia un attore, la cui foto:
2017 ripple 03.JPG

compare un po' ovunque nel Web:
2017 ripple 04.JPG

Ma di chi è il sito in questione?
2017 ripple 05.JPG

E chi è questa tipa? vediamo..
2017 ripple 06.JPG

2017 ripple 07.JPG

2017 ripple 08.JPG

Ha molti siti..
2017 ripple 09.JPG
2017 ripple 09.JPG (28.06 KiB) Visto 1984 volte

OPPSS!!
Technorati?!
Vi ricordate chi si èfatto GROSSO nel mondo perché era in testa alla classifica TECHNORATI (e questo voleva dire essere SEGUITI e quindi GIUSTI)?
Esatto!
2017 ripple 11.JPG
2017 ripple 12.JPG

Poi la storia prosegue:
2017 ripple 10.JPG
2017 ripple 13.JPG
2017 ripple 13.JPG (35.63 KiB) Visto 1984 volte


In soldoni: 4 personaggi che VEICOLANO notizie, opinioni, idee, informazioni ecc.. alla luce di sua Onestà il WEB.

Approfondiremo la questione..

:

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Re: LA BUFALA DEI BITCOIN

Messaggioda sandropascucci » 8 dic 2017, 15:17

:

:

La cosa comincia a farsi più chiara (dipende dai punti di vista)..

Eravamo a Gugliotti Eleonora -> Sandra Mignuzzi

Continuiamo:

2017 ripple 14.JPG


Gugliotti Eleonora -> Sandra Mignuzzi -> nogod.it
(Policoro è comune con tutti i nomi)
Su nogod.it ci sono articoli di tutte le salse e colori e sapori.
Questo è uno dei tanti:
2017 ripple 15.JPG

L'autore tale Zaghor. Sullo stesso sito c'è la mail: zaghor82@yahoo.it.
Grazie a questo indirizzo arriviamo qui:
http://www.giorgiotave.it/forum/link-e- ... 1-pr6.html
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[Vendo] Pacchetti di guest post da pr 1 a pr6

Dopo il grande successo riscosso su altri forum ho deciso di aprire i miei servizi anche al forum GT. In rete esistono numerose testimonianze di chi ha provato questo servizio e in privato posso fornire url delle discussioni.
Si tratta di un network privato di blog selezionato in base al domain rank e url rank molto alti, i blog hanno anche page rank spesso elevato ma chi fa seo sa che il page rank è solo uno dei tanti fattori da tenere in considerazione.

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n.3 blog pr6
n.1 blog pr5
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Prezzi:
Io reputo i blog uguali dato che non guardo il page rank ma altri fattori quindi farò prezzi uguali per tutti i blog.

Il prezzo per un articolo 15 euro con articolo scritto da voi, per siti di forex o casinò il prezzo è di 25 euro.
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2) n.5 guest post su blog a scelta qualsiasi page rank tema forex prezzo 80 euro con articoli scritti da voi, per questo servizio non fornisco testi.
3) n.5 guest post su blog a scelta qualsiasi page rank tema casinò prezzo 100 euro con articoli scritti da voi, per questo servizio non fornisco testi.
4) n.10 guest post su blog a scelta qualsiasi page rank argomenti generali (non forex e casinò) prezzo 100 euro con articoli scritti da voi, 125 euro con articoli scritti da me.
5) n.10 guest post su blog a scelta qualsiasi page rank tema forex prezzo 145 euro articoli scritti da voi, con articoli scritti da me (lunghezza 600 parole) prezzo 195 euro.
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Info aggiuntive:
Il page rank dei blog in questione è reale infatti ricevono backlink da pagine con elevato page rank quindi non sono pr fake, gonfiati o camuffati.
Si tratta di domini recuperati in scadenza e scelti con cura in base alle caratteristiche, gli stessi domini hanno affrontato un asta in quanto erano molto richiesti per ovvi motivi.

I testi:
I testi devono avere una lunghezza minima di 300 parole e non devono essere scritti come recensioni di siti web o comunicati stampa, i testi devono essere naturali e dare un'informazione utile al lettore. Il backlink deve risultare come un approfondimento del testo.

Metodi di pagamento accettati:
Paypal
Bonifico bancario
Contatti:
zaghor82 @ yahoo.it
Skype: zaghor82


Questo zaghor è ovviamente uno conosciuto, già incontrato:
2017 ripple 16.JPG

esatto Carlo De Giorgio
2017 ripple 18.JPG

e la Supernova srl:
2017 ripple 17.JPG




(prosegue..)

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Re: LA BUFALA DEI BITCOIN

Messaggioda sandropascucci » 12 dic 2017, 12:04

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Le balene dei bitcoin, mille utenti controllano il mercato
Potrebbero manipolarne il prezzo attraverso qualche telefonata; ma le criptovalute nascondono molti altri rischi
AFP

Pubblicato il 12/12/2017

ANDREA DANIELE SIGNORELLI
Secondo le stime della rivista specializzata Cointelegraph, l’anonimo inventore dei Bitcoin (noto con lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto) possiederebbe un milione delle più note tra le criptovalute. Considerando i tassi attuali, significa che colui che nel 2009 ha dato via alla rivoluzione delle monete digitali detiene un miliardo e 300 milioni di euro in bitcoin. Una cifra che certifica come Nakamoto sia, con tutta probabilità, la più grande tra le cosiddette “balene”: le mille persone che, secondo quanto riportato dalla società di analisi AQR Capital Management, posseggono il 40% di tutti i bitcoin a oggi esistenti.

Una tale concentrazione di ricchezza nasconde non pochi rischi per i piccoli investitori: una mossa delle “balene” sul mercato può far salire o precipitare il prezzo della criptovaluta nel giro di pochi minuti. Quel che è peggio, è che questi grandi investitori potrebbero organizzarsi tra loro senza troppe difficoltà: «Volendo, possono coordinare le loro mosse o anticiparle a un ristretto gruppo di persone», si legge su Bloomberg. «La maggior parte dei principali proprietari di bitcoin si conosce ed è legato l’un l’altro fin dai tempi in cui le criptomonete venivano ancora derise».

Mettersi d’accordo per fare acquisti improvvisi, gonfiando il prezzo per poi rivendere di colpo, non solo è estremamente semplice e remunerativo, ma non sarebbe nemmeno illegale, dal momento che la legislazione sulle criptovalute è ancora confusa e cambia da moneta a moneta (a seconda del modo in cui è progettata e del suo utilizzo). In alcuni casi, sono le piattaforme di compravendita a sostituirsi alla legge: Bittrex, per esempio, ha avvisato i clienti che i loro account potrebbero essere sospesi se venissero colti nell’organizzare attività di questo genere.

A rendere tutto ancora più complesso è la natura stessa dei bitcoin: una moneta che non ha valore intrinseco e che si è ormai trasformata in un bene quasi esclusivamente speculativo, caratterizzato da fortissime oscillazioni del prezzo. Tutto ciò non significa che le altre criptovalute siano più sicure: secondo il responsabile della ricerca di Blockchain Capital, Spencer Bogart, i bitcoin sono comunque la moneta digitale più distribuita: i primi 100 utenti posseggono infatti il 17,3% del totale; contro il 40% degli ether (la moneta alla base di Ethereum) e una quota che sale fino al 90% nel caso di altre realtà minori.

L’eccessiva concentrazione nelle mani di poche persone non è l’unico rischio che si cela dietro i bitcoin e le altre monete digitali. Prima di tutto, sono molti gli analisti che ritengono questo mercato una bolla che potrebbe scoppiare da un momento all’altro; mentre con il passare del tempo si fanno largo i timori che riguardano l’eccessiva concentrazione dei “minatori” (gli utenti che risolvono equazioni per via informatica creando nuovi bitcoin). A oggi, i primi quattro gruppi professionali dediti al mining detengono oltre il 50% della capacità di calcolo della blockchain (il software alla base delle criptomonete), il che consentirebbe loro, in teoria, di prenderne il controllo e manometterne il registro.

Infine, non si può ignorare il problema che i bitcoin hanno in termini di sostenibilità: si calcola infatti che il consumo energetico necessario alla produzione di questa moneta sia attualmente pari a quello del Marocco e che nel giro di un paio d’anni potrebbe superare quello degli Stati Uniti. Le criptomonete saranno anche un grande amico degli speculatori, ma potrebbero presto rivelarsi un pericoloso nemico dell’ambiente.
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Re: LA BUFALA DEI BITCOIN

Messaggioda sandropascucci » 15 dic 2017, 8:32

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PRIMO PIANO
I 7 motivi tecnici che faranno tornare i Bitcoin sotto i 100$
Scritto da Luca Di Leo il 15 dicembre 2017

Le criptovalute sono l’argomento più caldo di quest’anno e lo saranno ancora per molti altri a venire. Il re indiscusso delle monete digitali è senza dubbio il Bitcoin. Creato nel lontano 2009 da un anonimo inventore conosciuto solo con lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto, è rimasto lontano dai radar del grande pubblico per quasi dieci anni. Dopo un breve picco di popolarità nel 2013 a causa dello scandalo di Mt Gox nel quale furono trafugati dalle casse dell’exchange più di 100.000 bitcoin. E’ tornato in auge ad inizio 2017 dopo lo sfondamento di quota 1000$, da lì non si è più fermato e ha macinato una performance di oltre il 1700%, ovvero ogni euro investito il primo Gennaio 2017 ora, Dicembre 2017, vale più di 17.

Bitcoin si basa su una tecnologia rivoluzionaria chiamata Blockchain. Una particolare tipologia di database crittografico distribuito composto da nodi deputati ad approvare le transazioni aggiungendo nuovi blocchi alla catena. Sulla base della tecnologia Blockchain sono state create molte altre criptovalute modificando i parametri di funzionamento e le caratteristiche degli algoritmi crittografici con lo scopo di migliorare la scalabilità o la sicurezza della rete distribuita.

L’obbiettivo di Bitcoin, a detta del suo stesso creatore Satoshi Nakamoto, è

“[Bitcoin] è completamente decentralizzato, senza alcun server centrale o intermediari perchè tutto è basato su prove crittografiche al posto della fiducia. […] la storia delle valute tradizionali è piena di violazioni di fiducia [da parte delle banche centrali]. […] [le banche] prestano [denaro] ad ondate andando a formare bolle di credito con una minuscola frazione a garanzia dei prestiti. Dobbiamo fidarci di loro riguardo alla nostra privacy, e al fatto di non permettere ai ladri di identità di svuotare i nostri conti. Le loro ingenti commissioni sulle transazioni rendono impossibili i micropagamenti.“

Purtroppo non è tutto rose e fiori. Come ogni nuova tecnologia presenta diversi problemi di gioventù. L’esplosione mediatica dell’ultimo ha da un lato aumentato la popolarità della criptovaluta ma dall’altro ha amplificato alcuni problemi di scalabilità che stanno diventando sempre più critici.

1) Throughput
Massimo teorico di 7 transazioni al secondo contro le effettive 200 di PayPal e le 2000 di Visa. Questo numero è talmente basso che il MemPool, l’insieme delle transazioni inviate e non confermate, è arrivato ad una dimensione ingestibile.

2) Tempo di approvazione delle transazioni
E’ necessario da un minimo di 30 minuti alle 6 ore per approvare una transazione. Per svuotare il MemPool alla velocità attuale della rete Bitcoin, pari ad un blocco ogni 10 minuti, sarebbero necessari più di 100 blocchi ovvero 1000 minuti, quasi 17 ore. Senza considerare le nuove transazioni in arrivo, questa latenza vanifica completamente l’utilizzo del Bitcoin come mezzo per i velocizzare i micropagamenti.

3) Dimensione blockchain
Per verificare l’ammissibilità di una transazionene, ogni full node ha bisogno di avere a disposizione l’intera blockchain, a partire dal “genesis block” (iniziale) al più recente. La dimensione complessiva della blockchain aumenta nel tempo con l’aggiunta di nuovi blocchi. Per l’esattezza aumenta di 1Mb ogni 10 minuti, 6Mb ogni ora, 144Mb al giorno e più di 52Gb all’anno. L’idea iniziale di Satoshi Nakamoto di una rete completamente distribuita in cui il consenso e la validazione delle transazioni avvenissero in modo democratico è nella pratica irrealizzabile. Vorrebbe dire che ogni utilizzatore di bitcoin dovrebbe portarsi dietro l’intera blockchain nell’ordine di centinaia di gigabyte per partecipare attivamente alla rete.

4) Commissioni
Per dare una priorità alle transazioni è possibile allegare una commissione. In momenti di oscillazione della potenza di calcolo e durante le ore di punta, le commissioni per una conferma sotto i 30 minuti possono arrivare nell’ordine dei dollari. Questo vanifica completamente l’utilizzo di Bitcoin per i micropagamenti.

5) Centralizzazione
I nodi che si occupano di aggiungere i blocchi alla rete sono detti “miners”. Il miner che riesce ad aggiungere il blocco alla catena riceve una ricompensa. Per aumentare la probabilità di trovare un blocco, i miners si riuniscono in consorzi detti “pool”, nei quali non importa chi trova il blocco perchè la ricompensa viene divisa tra i partecipanti al pool in proporzione alla potenza di calcolo fornita. Il problema è che i 4 pool più grandi comprendono più del 50% della potenza di calcolo dell’intera rete e la Cina da sola arriva a più del 70%. Se un miner (o un pool) raggiunge il 50% +1 della potenza di calcolo è in grado di effettuare un attacco alla rete Bitcoin chiamato “majority attack” o “51% attack”. Se va a buon fine, l’attaccante potrà fare “double spending”, cioè spendere più volte i bitcoin che possiede senza che la blockchain lo fermi. Questo provocherebbe una istantanea perdita di fiducia nella criptovaluta che avrebbe conseguenze molto gravi sul prezzo.

6) Liquidità
Bitcoin è uno strumento OTC (Over The Counter) non regolamentato, non esiste una prezzo o una piazza “ufficiale” di scambio. Sono stati lanciati due futures dal CBOE e dal CME che sono “cash settled”, ovvero rappresentano in valore monetario l’equivalente di una certa quantità di criptovaluta senza veramente possederla. Le vere piazze di scambio di Bitcoin, e di criptovalute in genere, sono gli exchange. Il più famoso exchange è Bitfinex che comprende circa 1/3 del volume di scambio globale. Il controvalore complessivo degli scambi di bitcoin si attesta intorno ai 2.5 miliardi di dollari. Per confronto, è circa 2/3 del controvalore degli scambi di Apple (AAPL) e circa pari a quello di Facebook (FB) o Microsoft (MSFT). Se fosse quotato al Nasdaq, Bitcoin avrebbe una capitalizzazione di poco al di sotto dei 300 miliardi di dollari.

A causa della frammentazione in 16 exchange diversi, i book di negoziazione sono poco profondi. Un ordine a mercato nell’ordine delle decine di milioni di dollari può innescare un effetto valanga che provocherebbe una forte oscillazione al ribasso del prezzo di Bitcoin, anche a doppia cifra.

7) Tragedy of the commons
I miners ricevono una ricompensa per ogni blocco che aggiungono alla catena. Nel tempo questa ricompensa diminuisce, in particolare si dimezza ogni 4 anni a partire dal 2009. Oltre a questa ricompensa, i miners ricevono le commissioni di tutte le transazioni presenti nel blocco. La “tragedy of the commons” è uno scenario di fallimento di mercato quando la ricompensa per il mining si riduce notevolmente e le commissioni non riescono a compensare. A queI punto i miners si sposteranno su criptovalute più profittevoli abbandonando in massa Bitcoin.


Bitcoin rappresenta una rivoluzione tecnologica di difficile comprensione, la cosa certa è che la tecnologia Blockchain è in grado di aprire nuove strade e nuovi modi di intendere il concetto di “fiducia”. L’implementazione corrente di Bitcoin presenta diversi problemi che sono al centro del dibattito all’interno della community, una cosa è certa: così com’è Bitcoin potrebbe crollare da un momento all’altro. Una bolla sui mercati finanziari si crea in anni di crescita con il progressivo allontanamento dai fondamentali e scoppia nel giro di poche settimane. Se Bitcoin ci ha messo pochi mesi a decuplicare il proprio valore è meglio prepararsi ad un crash che darà solo poche ore di scampo a chi avrà in mano questi bit digitali.
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Re: LA BUFALA DEI BITCOIN

Messaggioda sandropascucci » 29 dic 2017, 11:47

da: intermarketandmore.finanza.com

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BITCOIN: la fine del sogno
Scritto il 28 dicembre 2017 alle 14:01 da Marco Dal Prà


Bitcoin con il mese di dicembre ha perso lo scopo per il quale era stato concepito originariamente, cioè entrare in concorrenza con il denaro contante emesso dagli Stati. Sembra impossibile, ma questo software è ormai diventato terreno di investimenti e anche di importi rilevanti. Qualcuno potrebbe incolpare di questo avvenimento i mercati finanziari, ma invece la colpa non è né degli speculatori professionisti né degli investitori dell’ultimo minuto. La colpa è tutta degli sviluppatori del software, dei programmatori del team “Bitcoin Core“. Un vero e proprio autogol. Soprattutto per i developer che si sentivano come dei supereroi inattaccabili.

Qualcuno ha sottovalutato la velocità di azione che hanno i mercati. O meglio ha semplicemente trascurato l’azione umana.
Ma vediamo cosa è successo.



Dicembre 2017
Mettiamo subito le mani avanti : qui non si parla delle vicissitudini finanziarie delle criptovalute. L’andamento altalenante delle “monete matematiche” riempie già a sufficienza giornali, blog e siti specializzati; inoltre nel grafico storico di bitcoin contro dollaro dal 2009 a oggi sono già presenti sufficienti alti e bassi che gli addetti ai lavori ne possono scrivere più di un libro.
Vorrei invece analizzare un problema tecnico di bitcoin accaduto durante il mese di Dicembre che ritengo fondamentale per il suo futuro : è l’aumento vertiginoso dei costi delle commissioni, cioè quanto è necessario pagare per ottenere una transazione; costi che all’inizio della storia valevano quasi nulla, qualche centesimo di dollaro.
Siete pronti a pagare 55$ per un bonifico o per una “strisciata” con la carta di credito ?
Ecco con bitcoin siamo arrivati a queste cifre, ma anche maggiori.
Vediamo perché.

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2 birre pagate in Bitcoin : che siano le ultime ?

Democrazia Monetaria
Ricordo che bitcoin funziona come una banca nella quale gli utenti si scambiano denaro virtuale tramite una sorta di “bonifici”, soltanto che il database è duplicato su migliaia di PC (nodi), ma senza che uno sia più importante degli altri. Cioè non esiste una autorità centrale che ne coordina il funzionamento.

Il software Bitcoin oggi è in esecuzione in circa 12.000 PC sparsi in tutto il mondo , ognuno dei quali conserva anche una copia della Blockchain, ossia il database di tutte le transazioni, che essendo organizzato per blocchi, assomiglia ad un registro contabile, dove ogni blocco rappresenta virtualmente una pagina.

Si dice anche che bitcoin usa la tecnologia del registro distribuito (DLT).

Ebbene, con questa architettura ogni eventuale aggiornamento del software deve trovare d’accordo tutti, altrimenti si creerebbe una scissione con due monete “diverse” : quella dei nodi con il software vecchio e quella dei nodi con il software nuovo. Monete che andrebbero ognuna per la sua strada.

Questo episodio, che nel gergo si chiama FORK, cioè biforcazione, è alla base di un problema che io chiamo “democrazia monetaria”, un qualcosa che gli esperti di Diritto non avevano mai affrontato prima di bitcoin.

Un problema trascurabile sulla criptovaluta Ethereum, perché c’è un leader (il giovanissimo Vitalik Buterin) che con il suo team decide quale evoluzione dare alla moneta. Come accade anche in altre criptovalute come Zcash o Stellar.

Invece, Satoshi Nakamoto, lo sconosciuto ideatore di bitcoin, è scomparso nel nulla lasciando la nave senza capitano. Le decisioni vengono quindi prese a maggioranza cercando di ottenere almeno un 80% del consenso (dei nodi), proprio per evitare il sopra citato FORK.

E, data la natura umana, questo risultato “elettorale” è molto difficile da raggiungere.



Stato di Fatto
Attualmente l’ultima release di bitcoin, detta “Bitcoin Core”, è la versione 0.15.1; è quella che sta funzionando in questo momento nei nodi, i quali procedono raggruppando le transazioni, cioè i pagamenti, in blocchi che vengono “vidimati” ogni 10 minuti.
Un blocco, come si diceva poco fa, è assimilabile ad una pagina di un registro contabile nella quale sono scritte le operazioni con relativo mittente e destinatario. Soltanto che ogni blocco non può occupare oltre 1 MegaByte.
Con questo limite, in ogni blocco si riescono a “caricare” mediamente 2000 pagamenti, ma dato che viene emesso un nuovo blocco ogni 10 minuti, significa che bitcoin può gestire al massimo circa 3 pagamenti al secondo.
E’ un limite che la comunità di sviluppatori ha inserito nel software in tempi remoti, anche se non era stato imposto dall’ideatore nel celebre PDF “Bitcoin: A Peer-to-Peer Electronic Cash System” (LINK QUI https://bitcoin.org/bitcoin.pdf ).



La Banca è Stretta
Ai primi tempi, cioè dal 2009 e negli anni seguenti, il valore di 3 transazioni al secondo poteva essere anche enorme, visto che funzionava per…. 4 amici al bar, ma se si vuole portare bitcoin ai livelli di una applicazione reale/commerciale, soprattutto tenendo conto che gli utenti bitcoin sono sparsi su tutto il pianeta, quindi sono potenzialmente milioni, si tratta di un numero “ridicolo” .
Tanto per fare un confrontato, un circuito di carte di credito come ad esempio VISA o MASTERCARD, può fare oltre 50.000 operazioni al secondo.
La conseguenza, sempre più evidente dal 2015 in avanti, è che le operazioni attesa di essere approvate sono sempre maggiori, causando un “intasamento” della MEMPOOL, la memoria dove appunto i pagamenti impartiti dagli utenti aspettano di essere inserite in un blocco.
Se volete vedere come si riempie la Mempool Bitcoin in tempo reale, guardate QUESTO LINK.



Confronto Serrato
Da qualche anno nella comunità di sviluppatori si sta dibattendo sulle modalità di togliere questo limite, oppure elevarlo, oppure modificare bitcoin in modo da aumentarne le prestazioni per arrivare a quanto necessita il mercato reale.
Per certi versi si deve passare dall’attuale versione, quasi prototipale, ad una versione “industriale”; è la questione che viene denominata “scaling”, cioè potenziamento.
Purtroppo dopo mesi (o meglio anni) di dibattiti, la comunità non ha trovato ancora un accordo, soprattutto a causa di alcuni irriducibili che per motivi ideologici o economici, votano sempre contro tutte le soluzioni che sono state proposte.
Purtroppo ci sono sviluppatori che ritengono bitcoin intoccabile, come dogma, pertanto formano uno “zoccolo duro” che non si riesce a smuovere. Se non fosse vero potrebbe essere una barzelletta.
Non mi dilungo a raccontare tutta la storia, che altri conoscono meglio di me (vedi Link alla fine), fatto sta che qualcuno si è “scocciato” di tutto questo rimandare ed ha proseguito per un’altra strada creando delle nuove versioni di bitcoin, diverse dalla versione originale, detta “core”.
Si è cioè verificato il già citato FORK, cioè la scissione tra i nodi che mantengono il database bitcoin, facendo nascere delle vere e proprie nuove criptovalute, come ad esempio : Bitcoin Cash (ad Agosto 2017) e Bitcoin Gold (a fine ottobre).
Un terzo… è previsto per il 28 Dicembre 2017 (Bitcoin Segwit 2X) !


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Grafico Bitcoin BTCUSD di Tradingview

Arrivano gli elefanti
Torniamo ora ai giorni nostri, in particolare all’annuncio fatto ai primi di Novembre dell’arrivo alla borsa di Wall Street (anzi, al CME di Chicago) dei bitcoin futures, cioè degli strumenti finanziari fatti per “scommettere” sul valore futuro.

Questa notizia ha per certi versi sdoganato le criptovalute nel mondo della finanza reale, scatenando una corsa all’acquisto.

Soltanto che bitcoin e le criptovalute in generale non sono attualmente accessibili attraverso i canali tradizionali; è necessario iscriversi nei portali specializzati che si occupano di acquistare e vendere bitcoin.

Tanto per fare un esempio l’exchange “Coinbase”, che ha sede a San Francisco, in Novembre avrebbe ricevuto oltre 100.000 nuove iscrizioni al giorno (notizia nei link alla fine).

Questo boom di nuovi utenti, oltre ad aver comportato l’aumento del prezzo del bitcoin, ha “intasato” la blockchain di transazioni dovute agli utenti che spostano bitcoin, tipicamente dall’exchange al proprio wallet e viceversa.

Soltanto che la blockchain di bitcoin era già intasata già questa estate… figurarsi cos’è successo da novembre.



Fine della Birra al bar
Con Novembre e Dicembre bitcoin ha visto un crescendo di operazioni tanto da oltrepassare i 10 Miliardi di dollari movimentati complessivamente al giorno, un numero stratosferico.

Un numero 100 volte maggiore di quanto avveniva a Gennaio, che dimostra palesemente la presenza di grossi “investitori”.

Ma molti di questi non acquistano bitcoin per “parcheggiarli”, ma al contrario per fare speculazione e arbitraggio, cioè attività di compravendita che richiedono tempi molto rapidi. Rapportata alla Blockchain, questa esigenza si tramuta nella necessità di veder convalidate le transazioni più rapidamente possibile, cioè nel blocco che sta per essere emesso.

Pertanto, cosa fanno questi operatori finanziari per essere sicuri che la propria transazione venga vidimata prima possibile ?

Pur di saltare la coda, fanno a gara a chi offre di più.

E’ come se in banca fosse possibile scegliere quanti soldi pagare per un bonifico. Vedrete che lo speculatore che deve spostare 50.000 Dollari non si fa problemi ad offrirne 100.

In questo modo accade che chi vuole usare bitcoin per pagare lo spuntino al bar resta tagliato fuori, perché per pagare 5 Euro dovrebbe anche spendere ulteriori 30 Euro di commissioni (o più) per vedere inserita la propria transazione in un blocco.E’ praticamente la fine di bitcoin come strumento di pagamento.Lo ha sottolineato, in un post su Twitter, anche Erik Voorhees, amministratore delegato di Shapeshift, azienda Svizzera che si occupa dello scambio tra criptovalute, molto nota a livello mondiale.

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Erik Voorhees su Twitter



E’un autogol pazzesco che si sono fatti gli sviluppatori “fondamentalisti” che non vogliono sentir parlare di modificare il software Bitcoin Core, l’attuale erede dei quanto aveva proposto Satoshi Nakamoto.

Ora potrà succedere solo una cosa : i piccoli utenti scapperanno verso criptovalute alternative, ed il testimone del documento di Nakamoto lo prenderà qualcun altro.



Situazione Assurda
Con l’aumento delle commissioni, si è venuta a creare oggi una situazione assurda.

Succede cioè che chi ha nel proprio wallet piccole cifre, rischia di non poterle più usare.

Il motivo è paradossale, ma già oggi un utente potrebbe trovarsi nella condizione in cui la commissione da pagare per spostare i propri bitcoin sia maggiore del valore del pagamento.

Che senso ha avere nella APP del Cellulare cifre come 0,010 bitcoin (150$) se poi sono necessari 0,011 bitcoin per pagare le commissioni per qualunque movimentazione ?

Nessuna, perchè il wallet non impartisce il pagamento se i fondi non sono sufficienti a coprire anche le spese delle commissioni ! Queste cifre rischiano di finire nel folto cumulo di bitcoin “perduti” o comunque non più movimentati.

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Ho volutamente fatto un esempio eccessivo, ma già cifre intorno ai 30 dollari oggi non sono utilizzabili. Quindi cosa succederà domani se entreranno in questa criptovaluta investitori ancora più grandi di quelli di questi giorni ?



Colpa dei Minatori
Qualcuno sta già accusando i minatori di “avidità”, ma è un errore. Chi lo dice non conosce il funzionamento della blockchain e di bitcoin.

I minatori sono coloro che vidimano i blocchi mediante calcoli matematici, operazione per la quale sono richieste risorse hardware molto potenti (spesso ne hanno capannoni pieni).

I minatori sicuramente sorridono di tutta questa “beneficenza”, ma sono gli utenti ad offrire queste cifre per ciascuna transazione; lo fanno di loro spontanea iniziativa, per assicurarsi il posto.

Per questa situazione i minatori non possono che ringraziare l’ottusità degli sviluppatori bitcoin core, che hanno creato un sistema troppo stretto.

Non è altro che la legge della domanda e dell’offerta : i blocchi sono rari e tutti si affannano a offrire di più per entrarci.



Altre iniziative in forse
Purtroppo i problemi non finiscono qui.

Ricordo infatti che il database di bitcoin (la Blockchain) non è utilizzato solo per effettuare pagamenti ma anche per offrire svariati servizi. Ad esempio per tenere traccia indelebile della fornitura di prodotti, oppure per offrire ai cittadini una carta di identità digitale con la gestione dei dati personali, come ad esempio “CIVIC”, ecc…

Questi servizi, se prima costavano 10 centesimi di dollaro a transazione, oggi hanno costi molto più impegnativi se non anche proibitivi. Le software house dovranno quindi scegliere tra aspettare una revisione del software bitcoin, ad esempio Segwit2x annunciato durante una conferenza a New York la primavera scorsa ma mai attuato, oppure passare a soluzioni più radicali, come ad esempio migrare i loro software su altre piattaforme, come Bitcoin Cash, Litecoin o Ethereum.

Con lo svantaggio che talvolta le altre criptovalute utilizzano linguaggi di programmazione diversi.

Come avete capito è un bel caos. Altro che i poteri forti che manovrano bitcoin; qui si paga lo scotto di aver voluto usare su scala “industriale” un software che nei fatti è ancora in stato prototipale. O meglio, che qualcuno ha volutamente tenere in piccola scala.



Cosa succederà domani ?
La sfera di cristallo ancora non la abbiamo, quindi provo a presentare qualche scenario su quali possibili pieghe potrebbe prendere la vicenda.

Primo Scenario : Nuova Release del Software
La prima soluzione al problema dei blocchi intasati e dei costi alti delle commissioni (nel gergo, fee), è che il team di sviluppo “bitcoin core” pubblichi rapidamente una nuova release del software, aumentando il quantitativo di operazioni processabili da Bitcoin, portandole ad esempio da 3 a 10-15 al secondo.

Un numero sufficiente per guadagnare qualche mese per poi attuare soluzioni strutturali di maggior portata.

Si scarica la MEMPOOL dell’attuale sovraccarico e scendono i costi delle transazioni. Ma per quanto ? Per sostenere le operazioni che arrivano nella Blockchain dal mondo “reale” bisogna infatti quantomeno centuplicare le attuali 3 operazioni al secondo, con soluzioni tecnologiche molto più impegnative, sia a livello computazionale che a livello di traffico.

Una soluzione esiste ed è in corso di test, si chiama Bitcoin Lightning Network, ma non sembra molto accettata da tutta la comunità, nè di utenti nè di sviluppatori, soprattutto per la presenza ingombrante della software house Blockstream, che stride con il concetto Open Source di Bitcoin. Ricordo comunque che l’aggiornamento del software, come detto prima, richiede un largo consenso (prima tra gli sviluppatori e poi della maggioranza dei nodi). Cosa che fino a ieri non è mai stata raggiunta.

Consenso che per il quale ci potrebbero volere 2-3 mesi, un tempo che i piccoli utenti non possono permettersi di aspettare.

In poche parole questo scenario non è impossibile ma ha una strada molto impervia. Aggiungo infine una considerazione: non ho sentito nessuna benché minima “voce di corridoio” che segnala accordi tra le parti per un qualsiasi tipo di scaling.

Potrei anche sbagliare, ma con questi elementi vedo il primo scenario piuttosto improbabile.



Secondo Scenario : Bitcoin spazio per Grandi Capitali
La seconda ipotesi, che ritengo più probabile, è che dal punto di vista tecnico non succeda “nulla” (quantomeno in tempi brevi), come al solito !
Significa che continuerà quanto sta succedendo ora, ossia avremo la blockchain intasata.
E significa che bitcoin “core” continuerà ad essere usato anche dai mercati finanziari, come è successo da Novembre.

Solamente che, per fare posto all’entrata delle balene, i pesci piccoli dovranno uscire.
Ossia, visto il costo elevato delle transazioni in bitcoin, i piccoli utenti tenderanno a spostarsi verso altre criptovalute meno costose e magari anche più veloci, come ad esempio Bitcoin Cash, Ehereum, Litecoin ed altre.
Naturalmente questa è la mia opinione, che può anche essere sbagliata.
Ma è suffragata dai grafici delle operazioni giornaliere che avvengono su queste piattaforme : ad esempio Ethereum ne registra 1 milione, contro bitcoin che è fermo a 300.000 (appunto il limite massimo).



Conclusione
Per i fondamentalisti bitcoin gli avvenimenti di dicembre sono la fine del dogma intoccabile. Il loro sogno doveva sostituire i contanti, invece sta diventando uno strumento finanziario.

Un sogno che sta diventando un incubo: bitcoin, software nato per contestare le banche… sta diventando uno strumento che potrebbe restare ad uso esclusivo dei grandi player della finanza mondiale !

Per fortuna che il mondo open source delle criptovalute è attivo e reattivo.

Il testimone della criptovaluta-contante, infatti, sta già passando ad altri, prime tra tutti Bitcoin Cash ed Ethereum, ma gli inseguitori sono agguerriti e pronti a con altre soluzioni tecnologiche.

Basta dare un’occhiata a COINMARKETCAP per rendersene conto.

Bitcoin Core era il software deputato a rappresentare l’idea di Satoshi Nakamoto di una valuta elettronica decentrata sostitutiva del denaro contante, ma questo ruolo sta passando di mano. E a meno di improbabili colpi di scena, succederà piuttosto rapidamente.

Poco male, i nuovi arrivati si avvantaggiano dall’avere implementato tecnologie di quasi 10 anni successive.

Buone criptovalute a tutti





Link Utili
Mappa mondiale con la dislocazione dei “Bitcoin Core Full Nodes” : Qui il Link alla Mappa

In questo LINK potete vedere l’aumento del costo delle transazioni.

La storia di Bitcoin e dei Fork nell’ottimo blog di ALBERTO DE LUIGI

Il grafico storico del numero di pagamenti in attesa nella Mempool di Bicoin potete VEDERLO QUI.

ZeroHedge – Articolo relativo all’exchange Coinbase

http://www.zerohedge.com/news/2017-11-0 ... rs-one-day

Bitcoin Core, Download della versione 0.15.1 ;

Il Repository mondiale dei software Open Source : Github.com ( LINK ).
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Re: LA BUFALA DEI BITCOIN

Messaggioda sandropascucci » 29 dic 2017, 11:51

da: www.aldogiannuli.it

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Bitcoin è arrivato lo scoppio della bolla? Ragioniamo
Scritto da Aldo Giannuli. Postato in Le analisi

Avevo pensato questo pezzo un paio di settimane fa, prima dello scivolone del Bitcoin ( -40%) e mi sembra istruttivo riproporlo prima di due considerazioni finali sul perché non credo che questo sia ancora lo sgonfiamento della bolla. Che verrà. A.G.

E’ una tranquilla mattinata di dicembre. Bussano alla porta, il padrone di casa va ad aprire e si trova davanti un personaggio con tuta da motociclista nera, casco che copre tutto il viso e con vetro oscurato, che non si presenta e dice: “Signore le non mi conosce, ma come mi chiamo non ha importanza.


Se lei mi dà tutti i soldi che ha in casa, io fra un mese le do un interesse del 400%, garantito da questo sofisticatissimo algoritmo di cui le dò copia” e gli porge un foglio con su scritta una complicatissima formula matematica che il padrone di casa assolutamente non è in grado di capire, però sa che tutti i suoi vicini di condominio hanno investito ed effettivamente hanno ricevuto gli interessi pattuiti, precisi al centesimo e nel giorno stabilito, senza sgarrare di 1 ora. Va nel suo studio, apre la cassaforte, prende tutto il liquido che vi è contenuto e lo consegna allo sconosciuto, che firma una ricevuta con una X.
Interrompiamo qui il racconto.

Credo che di fronte a questa scena, tutti gli spettatori riderebbero della dabbenaggine del padrone di casa, che ancora una volta, casca nel trucco del sistema Ponzi, ormai vecchio come il cucco. Si pagano gli interessi con il denaro dello stesso depositante e con quello dei successivi investitori, poi, quando la raccolta ha raggiunto livelli considerevoli, si “brucia il paglione” e chi si è visto si è visto.

Ebbene, è esattamente quello che sta accadendo in tutto il mondo per la febbre da bitcoin: ormai la somma investita supera i 300 miliardi di dollari, il prezzo della moneta virtuale continua a crescere nonostante abbia raggiunto i 1.500 dollari.

Ma nessuno sa chi sia il titolare (o i titolari) delle varie società di emittenza, il mitico algoritmo alla base dell’altrettanto mitica moneta non si capisce cosa sia e se tutte le emittenti usino lo stesso o diversi algoritmi, non esiste un sottostante della presunta moneta ecc. ma tutti investono, convinti di fare un buon affare. Chi abbagliato dalle dichiarazioni di presunti economisti che cianciano di un bitcoin destinato a raggiungere quotazioni stratosferiche (si parla di milioni di dollari al pezzo, quando questa diverrà la moneta di scambio mondiale), chi, più smaliziatamente, cerca di cavalcare l’onda deciso a scendervi in tempo prima che la bolla si sgonfi, ma portandosi a casa lauti guadagni.

Ragioniamo: questo fenomeno ha tutte le caratteristiche di una bolla speculativa destinata (come tutte le bolle speculative) ad esplodere lasciando a terra morti e feriti. Come è giusto che sia, perché se uno è tanto imbecille da cascarci è giusto che venga punito. Ma, mi direte, quelli che investono con il calcolo di scendere dalla giostra prima che tutto affondi, non sono imbecilli ma calcolatori. Vi spiego perché sono i più cretini di tutti. Va da sé che, come in ogni bolla speculativa, c’è una piccola percentuale di gente che ci fa davvero i soldi o perché hanno calcolato giusto il momento in cui scendere (ma questi sono una piccolissima percentuale della piccola percentuale di quelli a cui è andata bene) o (ed è la quasi totalità dei casi) perché hanno avuto la fortuna di non spingersi troppo oltre. Come in ogni lotteria, c’è sempre qualche fortunato estratto che ci fa casualmente un po’ di soldi, ma, nella maggior parte dei casi, quelli “che scendono in tempo dalla bolla” sono gente del mestiere che ha accesso ad informazioni riservate e, pertanto, calcola in tempo quando defilarsi. La quasi totalità dei dilettanti sono presuntuosi destinati all’inferno.

Questo perché le bolle non possono che esplodere, prima o poi, perché sono pensate proprio per questo: c’è qualcuno che emette un titoli di debito, lo gonfia intenzionalmente, per poi guadagnarci su quanto la bolla si sgonfierà. Ed è proprio dell’azione che il valore cresca su sé stesso senza alcun rapporto con il valore reale e il profitto sta proprio in questo, esattamente come in un qualsiasi gioco d’azzardo.

Quindi, siamo di fronte alla più classica truffa finanziaria, ma, questa volta, abbiamo fatto un passo avanti nella creduloneria: acquisiamo titoli di credito da perfetti sconosciuti. Prima, è accaduto molte volte che si acquistassero titoli-spazzatura, ma, almeno, li si acquistava da qualche ente noto, con un indirizzo certo o da un operatore con un nome e cognome che, per di più, ci concedeva almeno un pezzo di carta intestata con una firma. Qui siamo alla perfezione della truffa, roba da teatro dell’assurdo: un signor-non-si-sa-chi ci vende qualcosa che, per di più è una cosa altamente immateriale, che ha come unica documentazione un segnale elettronico altamente volatile. Se, per una ragione qualsiasi, ti si distrugge l’hard disk o c0’è un attacco hacker, tu non hai più niente in mano. Ma, soprattutto, se il signor-non-si-sa-chi sparisce, tu non hai nemmeno a chi rivolgerti o chi citare in giudizio. In questo ballo in maschera, l’unica cosa certa è che un certo numero di persona si sono private di una certa quantità di denaro. Punto e basta.

Quello che perfeziona la truffa, paradossalmente, è proprio questa assenza del soggetto che emette il titolo: la gente ci crede perché non c’è un finanziere che garantisce il suo titolo di debito, ma l’oggettività di un algoritmo che, per definizione, non può che essere esatto (anche se noi, posto che riuscissimo ad averlo, non sapremmo a leggerlo e verificarlo) e passa attraverso la tecnologia più moderna. Quel che dimostra una volta di più che l’ideologia (intesa nel senso deteriore di visione rovesciata del mondo) può affermarsi in qualsiasi campo: anche la matematica e la tecnologia possono alimentare ideologie ugualmente ingannevoli come quelle politiche o religiose.

Alla base c’è pur sempre il sogno infantile di essere oggetti di miracolo, di guadagnare un destino vasto ed importante senza alcuno sforzo. O, se preferite e, più modestamente, “di svoltare la vita senza lavoro”. E questa trappola funziona sempre, oggi una volta di più.

Ed ora veniamo all’oggi ed al crollo del bitcoin di questi giorni: siamo allo sgonfiamento della bolla. Può darsi, magari perché si è inciampati in un imprevisto o perché qualche bambino dispettoso ha bucato la bolla prima del progettato, ma non mi sembra il caso. E’ possibile, invece che, si tratti si una flessione in qualche modo programmata, per “ricomperare” a buon mercato titoli di debito già emessi per poi ripartire. Credo che i 300 miliardi di dollari di cui si parla siano ancora troppo pochi e che chi ha progettato questa mega bolla abbia ben altre ambizioni. Vedremo, per ora dilettiamoci ad osservare l’eterno spettacolo della credulità popolare. Non c’è niente da fare: l’unica soluzione è istituire il reato di truffa passiva. Ne riparleremo.

Aldo Giannuli
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Re: LA BUFALA DEI BITCOIN

Messaggioda mr.spyder » 1 gen 2018, 18:34

chi, più smaliziatamente, cerca di cavalcare l’onda deciso a scendervi in tempo prima che la bolla si sgonfi, ma portandosi a casa lauti guadagni.

...forse voleva dire "profitti"...
...il "guadagno" è altro!
Antonio Prezia, detto spyder... anche se non è importante chi sei,ma cosa vuoi fare per cambiare il mondo.

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Re: LA BUFALA DEI BITCOIN

Messaggioda sandropascucci » 4 gen 2018, 9:27

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04 gennaio 2018 06:00

CHIASSO - Si allunga qualche ombra, o affiora quanto meno più di un interrogativo, sull'iniziativa da poco avviata dal Municipio di Chiasso nel campo delle criptovalute. A sollevare dubbi e perplessità sono in particolare due aspetti del progetto illustrato la scorsa estate ed esecutivo dalle prossime settimane con l'apertura di un conto tramite cui i contribuenti della cittadina di confine potranno pagare in valuta Bitcoin le imposte comunali fino ad un importo massimo di 250 franchi. Da un lato, potrebbe suscitare polemiche la presenza di un personaggio assai discusso nel gruppo di imprenditori ed informatici col quale l'Esecutivo chiassese ha sviluppato la proposta. A Palazzo civico è infatti stato ricevuto, tra gli altri, Oliver Camponovo. All'epoca dell'incontro, il 42.enne ex fiduciario ed ex municipale PLR di Chiasso condannato settimana scorsa da una Corte federale a 3 anni di detenzione per avere favorito il riciclaggio di denaro proveniente da traffici illeciti di una cosca della 'ndrangheta era da tempo sotto inchiesta. Ma il Municipio di Chiasso, attraverso il sindaco Bruno Arrigoni, si difende.
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Re: LA BUFALA DEI BITCOIN

Messaggioda sandropascucci » 6 gen 2018, 19:07

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Zugo apre alle fatture in Bitcoin, solo 40 le transazioni
La città dall'estate 2016 permette di pagare con la nota criptovaluta, ma sono in pochi ad approfittarne - "Più di quanto ci aspettassimo" risponde l'amministrazione
05gennaio201815:00
ZUGO - Dal luglio 2016, da quando cioè il comune di Zugo permette ai suoi cittadini di pagare in Bitcoin le fatture dell'ufficio controllo abitanti, sono state 40 le transazioni effettuate con la criptovaluta. La Città non ha tuttavia tratto alcun profitto sui cambi.

La possibilità di pagare in Bitcoin, limitata ad importi fino ai 200 franchi, è stata introdotta per testare la nuova tecnologia. L'amministrazione cittadina non vuole speculare e tutti gli importi nella criptovaluta vengono immediatamente cambiati in franchi attraverso una ditta specializzata, ha detto oggi all'ats un responsabile del comune.

Quaranta transazioni in Bitcoin possono sembrare poche, ma sono di più di quanto previsto, ha aggiunto il responsabile. Tenendo conto dell'evoluzione del corso del Bitcoin, il comune avrebbe potuto guadagnare fino a 200'000 franchi. Con la conversione automatica la Città di Zugo - che grazie all'insediamento di società che sfruttano la tecnologia blockchain viene anche chiamata "Crypto Valley" - si è voluta difendere da un possibile crollo del corso.


CVD: nessuno usa il btc per moneta.. ma la domanda è: se A paga B tot_bitcoin di tasse e B, per ragioni etiche o anche strategiche, chiede alla società PIPPEX di convertire IMMEDIATAMENTE questi tot_bitcoin in valuta corrente (franchi, nell'esempio).. non è che (1) è inutile parlare di bitcoin come moneta (dato che viene convertita immediatamente, no? che senso pratico d'uso ha?) e (2) sta società PIPPEX ci lucra?
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Re: LA BUFALA DEI BITCOIN

Messaggioda sandropascucci » 6 gen 2018, 19:09

>
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BLOCCATE MOLTE CARTE VISA IN BITCOIN
in Attualità di Marco Cavicchioli 5 gennaio 2018
Bitcoin VisaTempo fa vi avevamo segnalato l’esistenza di molte carte di debito alimentate a Bitcoin che giravano sul normale circuito Visa.

E’ di oggi invece la notizia che molte di queste carte hanno sospeso il servizio.

Infatti diversi fornitori di carte di debito prepagate in criptovalute hanno bruscamente il servizio sospeso: le società interessate sono Bitwala, Cryptopay, Wirex e TenX (ma ce ne sarebbero anche delle altre), ed hanno fatto sapere via Twitter che la sospensione è dovuta alla società emittente della carte che agisce per conto di Visa Europe (che sarebbe Wavecrest, di Gibilterra).

Alcuni utenti di altre carte di debito bitcoin hanno ricevuto un’email da Wavecrest con la quale venivano informati che tutte le carte di debito Wavecrest sarebbero state chiuse con effetto immediato, e che i fondi degli utenti sarebbero al sicuro sui propri wallet.

Il giornalista del The Daily Beast, Joseph Cox, ha affermato che secondo una dichiarazione di Visa Europe l’azione sarebbe stata intrapresa a causa di “non conformità” di Wavecrest alle normative di adesione di Visa.

Per ora non ci sono altre informazioni a riguardo, ma pare che il problema potrebbe affliggere anche le più conosciute BitPay e Xapo.
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Re: LA BUFALA DEI BITCOIN

Messaggioda sandropascucci » 9 gen 2018, 14:41

>
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8 gennaio 2018
Microsoft rimuove Bitcoin come opzione di pagamento a causa della sua instabilità
Scritto da: Tonyxx85 in News

Era la fine del 2014 quando Microsoft ha deciso di accettare Bitcoin, una delle criptovalute più note al gran pubblico, come opzione di pagamento per tutti i propri contenuti digitali negli Stati Uniti (Microsoft aggiunge Bitcoin come opzione di pagamento per l’acquisto di contenuti digitali (in USA)).
BleepingComputer, parlando con Microsoft, ha scoperto che la casa di Redmond ha deciso di interrompere il supporto al Bitcoin come metodo di pagamento per contenuti digitali, la causa sarebbe da imputare all’instabilità di questa valuta (già in passato Microsoft aveva interrotto momentaneamente il supporto a Bitcoin).

Una scelta simile a quella fatta da Steam (info qui) che proprio lo scorso mese ha deciso di non supportare più Bitcoin a causa della sua “volatilità e di costi di transazioni sempre più elevati”.
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Re: LA BUFALA DEI BITCOIN

Messaggioda sandropascucci » 20 gen 2018, 19:46

>
>
Bitcoin Creato dal governo degli Stati Uniti, afferma Natalya Kaspersky
Natalya Kaspersky, nota per il suo ruolo principale nella fondazione di Kaspersky Labs, ha presentato alcune interessanti affermazioni su Bitcoin in un'università a San Pietroburgo.
autore di Miguel Gomez , 19 gennaio

La ricerca dell'elusivo e misterioso Satoshi Nakamoto è finita, se si credesse Natalya Kaspersky - ex CEO di Kaspersky Labs e attuale CEO di InfoWatch.

Durante un discorso tenuto all'Università ITMO di San Pietroburgo, Kaspersky ha dichiarato che il governo degli Stati Uniti è dietro la creazione di Bitcoin e che il paese sta utilizzando la criptovaluta in collaborazione con altre agenzie di intelligence.

Possiamo vedere la sua dichiarazione in una delle diapositive che ha mostrato agli studenti nella sua presentazione:

"Bitcoin è un progetto di agenzie di intelligence americane, che è stato progettato per fornire finanziamenti rapidi per le attività di intelligence statunitensi, britanniche e canadesi in diversi paesi. [La tecnologia] è "privatizzata", proprio come internet, GPS e TOR. In effetti, è "Dollar 2.0". Il suo tasso è controllato dai proprietari degli scambi ".

In effetti, il routing della cipolla (noto colloquialmente come TOR) è nato con il finanziamento del governo federale statunitense, attraverso DARPA.

Tuttavia, non abbiamo prove concrete del fatto che Bitcoin sia stato creato con i soldi del governo degli Stati Uniti.

Durante il suo discorso, Kaspersky ha anche affermato che Satoshi Nakamoto è semplicemente un soprannome per un gruppo di crittografi americani.

Oltre ai suoi commenti su Bitcoin, possiamo vedere cosa ha da dire su eBay (nella stessa diapositiva):

"Il sito web di eBay (e il suo sistema di pagamento PayPal) - Monopolista del commercio mondiale attraverso Internet. Accordi o maggiori tasse per la Russia, per violare l'equilibrio economico e la logistica delle imprese ".

In un'altra diapositiva, spiega che gli smartphone non sono gadget personali, ma dispositivi destinati a spiare i loro proprietari.

Un'applicazione torcia per il proprio telefono con oltre 50 milioni di installazioni, afferma, chiede il permesso di accedere a vari pezzi di informazioni personali.

"L'utente nel 99% dei casi è d'accordo su tutto".

Le persone hanno speculato per anni sull'identità di Satoshi Nakamoto.

Abbiamo pensato di aver sentito tutto quando un ex stagista di SpaceX ha detto che potrebbe essere l'Elon Musk , ma Natalya Kaspersky sta facendo una richiesta ancora più audace.
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Re: LA BUFALA DEI BITCOIN

Messaggioda sandropascucci » 21 gen 2018, 20:01

da: http://formiche.net/2018/01/21/geopolit ... o-bitcoin/
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Il valore geopolitico e finanziario dei Bitcoin
Giancarlo Elia Valori

Il valore geopolitico e finanziario dei Bitcoin
Le criptomonete sono basate su un meccanismo simile a quello delle vendite on line, il peer-to-peer, ma hanno un peso non solo economico. L'analisi di Giancarlo Elia Valori
Il Bitcoin, e le altre “criptomonete”, Ethereum e Litcoin, ma ci sono in arrivo altre 33 valute on line, sono un fenomeno nuovissimo nel mercato delle valute.

Oggi, siamo tutti nel regime della moneta detta “fiat”, ovvero quella a corso legale, che è una valuta non coperta da riserve auree o meno, una moneta la quale viene sempre e comunque accettata da tutti.

Ed è quindi a corso forzoso, come le prime “lire” del Regno d’Italia.

Cioè, si tratta di una moneta che non è convertibile, allo sportello della Banca di Emissione, con l’equivalente valore, al momento, in oro o in altre valute forti.

Il fiat money è stabile in quanto è controllato, quasi giorno per giorno, con la richiesta di valuta da parte del sistema economico.

Se c’è eccesso di moneta offerta, si parla di inflazione.

È infatti questo il vero significato del fin troppo noto concetto di “inflazione”, non la semplicistica “crescita dei prezzi”.

Che, al massimo, può essere un indicatore della crescita eccessiva dell’offerta di moneta, non una causa.

L’accettazione del dollaro, del Franco francese o svizzero, dell’Euro, del Rublo o di qualsiasi altra valuta (ma per la divisa russa, in effetti, il discorso sarebbe un po’ diverso) è sempre obbligatoria per legge.

E quindi è obbligatorio anche il signoraggio, ovvero l’atto di magia legale con cui ogni banca di emissione stabilisce che una piccola striscia vale100 euro nominali; e che costa però solo 3 centesimi di Euro, come puro costo di produzione per l’Istituto di emissione.

La differenza tra costo di produzione (più costi fissi come macchinario, stipendi al personale, tasse) e valore facciale è, appunto, il signoraggio.

Che non va comunque demonizzato, come fanno alcuni teorici che, aderendo allo stupido dogma linguistico contemporaneo, vengono definiti “radicali”.

L’alternativa possibile è, ragionevolmente, la moneta a valore intrinseco, come quelle medievali, tanto oro fuso e marchiato per quanto c’è scritto sul recto o sul verso; ma spesso il Sovrano “tosava” le monete o fondeva oro e argento con metalli non monetari, come il rame (anche se gli USA lo utilizzeranno in futuro) o addirittura il bronzo.

Era un “signoraggio”, ma, come diremmo oggi, “con rilievi penali”.

La scena primitiva, per usare una formula di Sigmund Freud, nasce dallo “Smithsonian Agreement”del 1971.

Era quello l’accordo americano voluto da Nixon dal 15 Agosto di quello stesso anno, l’Agreement firmato nel Museo omonimo di Washington (oggi chiude alla 17) che venne siglato da quello che oggi definiremmo G7, con il quale si certificava la cessazione dell’obbligo, da parte della FED, di pagare oro fino al rapporto fisso di 35 Usd l’oncia.

È la fine della moneta basata sull’oro, il “fiat money” che si sgancia dalla moneta intrinseca, che arriva dopo la verifica, da parte degli alleati, che la divisa americana è gravemente sopravvalutata.

Spese per la guerra del Vietnam, per la conclusione del ciclo johnsoniano della Great Society, la crisi stessa dei prodotti Usa sui mercati europei, sono tutti elementi che portano prima De Gaulle a chiedere, senza tanti complimenti, il pagamento dei debiti americani in oro o in monete forti, poi tanti altri alleati riottosi a mettere in atto barriere non tariffarie contro i prodotti Usa.

Detto in maniera più brutale, Nixon scarica sui suoi alleati dell’Accordo di Bretton Woods la superinflazione americana, che gli europei pagheranno dovendo comprare dollari fortemente sopravvalutati per compiere i loro commerci internazionali.

Come disse in quegli anni John Connolly, governatore della FED, ai suoi colleghi europei: “il dollaro è la nostra moneta e il vostro problema”.

In altri termini, le criptovalute nascono da questo lungo processo storico.

La moneta basata sul Nulla, il punto di arrivo postmoderno della valuta disincarnata.

E che viene creduta buona perché tutti lo fanno, una trasposizione finanziaria dei “vestiti nuovi dell’imperatore”, la favola di Andersen.

La ricorderete tutti: lui, l’imperatore, crede che i vestiti siano invisibili per chi non li sa apprezzare, ma bellissimi per gli elegantoni intelligenti.

Il ministro è costretto a dire che sono meravigliosi, ma è solo un bambino che si accorge che “il Re è nudo”.

Capiterà lo stesso all’equilibrio monetario contemporaneo, ma non sarà certo un bambino che toglierà le evangeliche croste dagli occhi ai banchieri e a tutti noi.

Quindi, oggi le banche creano denaro, che è obbligatorio ritenere valido, con un fiat, ovvero ex nihilo, dal Vuoto di Valore. O dal loro debito, o anche da quello dello Stato.

Basta emettere titoli che abbiano un altro nome.

Che cos’è il denaro? È quindi, oggi, ciò che l’Auctoritas decide sia tale.

O, per essere esatti, il circolante emesso oggi dagli istituti bancari, centrali o meno, che non è basato sui depositi dei risparmiatori, o sulle previsioni di rientro dei crediti, ma è solo il segno di un debito, la scrittura di una “promessa di saldo” che viene però spesa immediatamente.

E quindi viene confermata nel suo Valore. Il Valore è nel passaggio, nel salto da una divisa a un’altra o da essa a un bene reale.

Naturalmente le banche lucrano ancora interessi sul circolante, da qualsiasi fonte esso provenga.

Il Bitcoin non è però una moneta come le altre, garantita dal diritto interno e dagli accordi interbancari.

La criptomoneta è basata su un meccanismo del tipo di quello delle vendite on line, il peer-to-peer, che viene progressivamente accettato da tutti quelli che operano, qui ed ora, con il Bitcoin.

Se quindi l’offerta finale di bitcoin è definita, come sempre accade, la nostra valuta internet è completamente volatile.

E allora non può essere certo una unità di conto.

Bitcoin varia allora, programmaticamente, con il variare della domanda. Il suo corso, nell’anno scorso è aumentato infatti di 47 volte.

Il perché è semplice: è una offerta monetaria che si adatta alla domanda, ma è anche in grado di fermarsi per creare delle rendite da Bitcoin sufficientemente lunghe, tali da attirare l’investitore medio.

In questo gennaio 2018 siamo a circa 900 dollari di valore della criptovaluta, valore che probabilmente aumenterà quando la moneta internettiana sarà, molto probabilmente, accettata dalle grandi catene commerciali.

Se si tratta di una valuta che influenza il mercato adattandosi alle richieste dei compratori (o diminuendo artificiosamente, in un attimo, l’offerta) gli unici che possono trarre vantaggio sono i Grandi Stati, le Organizzazioni Criminali Internazionali o le nuove reti delle Banche globali.

Non mi si venga a raccontare che il piccolo investitore di Grand Rapids o di Varese determina il primo “peer-to-peer” che fa scattare, ripetuto, la catena.

Altra favola, come quella della magica crescita del penny depositato nella banca londinese, che cresce a dismisura fino a cifre immense; favola che si trova nel film legato alla figura di Mary Poppins.

Ovvero, la prevista crescita automatica dei fondi in Bitcoin, dai 10 Euro fino a milioni di milioni, come le stelle.

Nulla è infatti più vicino al mondo di Andersen o dei Fratelli Grimm di certa pessima finanza.

E se, la pongo solo come domanda, la criptovaluta non fosse altro che uno “Schema Ponzi” elettronico?

Ricorderete che il Ponzi Scheme, dove gli interessi, notevoli, concessi ai corresponsori di capitale, attirati appunto dal tasso che viene promesso, vengono pagati con i capitali freschi dei nuovi investitori.

Un dato che colpisce infatti è che la produzione di bitcoin, chiamiamola così, è talvolta resa artificialmente bassa perché molti sono coloro che lo vogliono comprare.

Una Banca di Emissione à la carte.

I molti che sono in fila per comprare bitcoin sperano infatti che aumenti di valore, ma dopo che sono riusciti a comprarlo.

Una self fulfilling profecy. Una profezia che si autorealizza.

Un meccanismo che è, appunto, quello dello Schema Ponzi.

E, come dicono i migliori consulenti di Wall Street, mai seguire la scia degli altri, della massa degli investitori, Don’t follow the crowd.

Il bitcoin è quindi una “bolla”. Una bolla, probabilmente, destinata a durare, ma comunque una bolla.

Nata nel 2016. Guarda caso. L’anno primario, mentre tutti fanno riferimento al 2009, in cui la produzione di carta-moneta non bastava più, i debiti da saldare erano immensi, mentre l’Occidente sta entrando nella sua crisi più buia dopo quella del 1929.

E l’innesco, il panico bancario e il laissez faire ignaro della Presidenza Usa, erano gli stessi in entrambi i casi.

Due crisi, la vecchia e la nuova, appunto, nate negli Usa e poi “scaricate” sul resto dell’Occidente.

Due crisi che hanno avuto bisogno, per rientrare, nel primo caso, delle spese immani per sostenere il secondo conflitto mondiale, a poco valse lo stimolo rooseveltiano.

Nel secondo caso, ben più vicino a noi, la crisi scoccata con il caso dei subprime, che ha avuto bisogno di iniezioni di liquidità ancora maggiori del crack del 1929, iniezioni che non sono ancora cessate.

Qui l’uscita è garantita, per ora, dalla creazione dal nulla della maggiore massa di moneta della storia umana, anche per mezzo della Rete internet.

E le monete informatiche hanno infatti permesso di creare valore di scambio, valori puramente finanziari che hanno fortemente contribuito a moltiplicare la liquidità mondiale in collaborazione con le valute standard, che sono cadute sui mercati a pioggia, con l’helicopter money, distribuiti dai governatori Usa e poi da quello della BCE, ma certo in proporzioni decisamente minori rispetto al suo collega di Washington.

D’altra parte, quando c’è una crisi di liquidità, una crisi da eccesso di debiti, ogni banca di emissione stampa carta, o meglio crea moneta a partire da titoli di debito. Non c’è un’altra soluzione.

Il Valore contemporaneo nasce dalla padronanza di un Nome e dalla dissociazione artificiale tra questo e un Nuovo Nome.

La presenza poi delle criptovalute solo in rete e con un sistema che ricalca il peer to peer delle normali vendite on line ha comunque permesso il furto sistematico, da parte degli hacker, del 14% di tutte le criptovalute presenti nel mercato-mondo.

Un furto che vale 1,2 miliardi di Usd, con almeno 200 milioni di Usd di ricavi.

Tra meno di dieci anni la tecnologia che genera bitcoin diverrà però vulnerabile gli attacchi informatici sferrati dai computer quantistici, che diverranno in quel periodo più diffusi di quanto non lo siano oggi.

Gli attacchi alle monete virtuali sono già costati ai governi e alle società private che li possiedono ben 113 miliardi di dollari di fatturato.

Ma chi è che gonfia, oggi, il valore del bitcoin, valore più che raddoppiato rispetto al gennaio 2017, un valore che oggi oscilla intorno al 125%?

La causa principale è la Cina. Pechino è ormai la piazza n.1 per lo scambio di criptovalute, nel mondo.

La Cina movimentava da sola l’80% del bitcoin già nel 2015.

Oggi, le prime 4 tra le 32 principali piattaforme di scambio di queste nuove valute scambiano soprattutto yuan.

Una di queste piattaforme ha aperto una stazione di mining, l’operazione di “creazione” di bitcoin, che è fortemente energivora, alle pendici del Tibet, dove l’energia elettrica è molta e a basso costo.

Ogni volta che lo yuan si svaluta, il bitcoin si rivaluta, perché vi sono tantissimi cinesi che realizzano i loro capitali per poter evitare il controllo da parte del governo, e quindi comprano bitcoin.

Lo yuan si sta svalutando, la fuga dei capitali dalla Cina è costante. E lo strumento è spesso la conversione delle masse di yuan in bitcoin.

E se la moneta elettronica servisse proprio come strumento di “guerra indiretta” contro Pechino?

Peraltro, l’attuale crescita di Wall Street e di alcune altre Borse europee è avvenuta con denaro a credito, preso a tasso zero, che è stato fornito ai maggiori investitori dalle banche centrali.

Altra probabile risposta per giustificare la crescita del bitcoin.

E se le monete virtuali fossero state create per evitare la corsa tradizionale degli investitori verso l’oro, il “residuo tribale”, come lo chiamava Keynes; e quindi non far crescere il corso del dollaro, manovrato oggi al ribasso?

Il 15 gennaio scorso, peraltro, una delle banche quotate a Wall Street tra le più operative nel mercato dei bitcoin ha cessato di cambiare le criptovalute in valute “tradizionali” ma, soprattutto in dollari.

L’inizio della caduta del valore del bitcoin, ma il mantenimento della liquidità dei mercati, per evitare che converga verso l’oro, in particolare, o in valute forti europee o, peggio, verso i mercati finanziari cinesi o russi.

Ecco: il bitcoin è una pseudomoneta che serve a comandare la volatilità e la direzione dei mercati finanziari globali, a mantenerla artificiosamente alta, oltre ad evitare che alcune monete diventino “piene”, come il Franco Svizzero.

Nel 2018 si terrà infatti in tutta la Confederazione Elvetica un referendum popolare sulla moneta, appunto “piena”, ovvero su un Franco Svizzero creato dalla banca di emissione nazionale e non dalle banche internazionali.

“Veri Franchi sui nostri conti”. Solo la banca centrale di Berna può creare, all’occorrenza, denaro elettronico.

Sono questi gli obiettivi di chi ha proposto il referendum.

Speriamo bene, chi ha quasi inventato la finanza moderna, i mercanti svizzeri del medioevo, nesso tra porti italiani e grandi mercati centroeuropei) oggi si accorge dei pericoli della creazione di valore dal nulla, il meccanismo faustiano (e oscuramente maligno) che presiede oggi alla magica, alchemica trasformazione dei debiti delle banche e degli Stati in crediti per i privati.

Speriamo, lo ripeto, che il mondo finanziario rinsavisca, appena in tempo.

21/01/2018



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Sandro Pascucci • un minuto fa
Tieni duro, questo commento deve ancora essere approvato da Formiche.
Quindi il problema è sempre lo stesso problema di sempre: signoraggio, ovvero..

«il signoraggio è il potere di vita e di morte che ha sul popolo colui che (1) emette moneta in (2) regime di monopolio e con (3) il supporto del corso forzoso in (4) una società inconsapevole. si elimina la schiavitù cambiando uno dei quattro punti. la buona notizia è che puoi scegliere il punto che vuoi. io ho scelto il (4) perché era il più facile..» [sandro pascucci, 2008]

oggi il bitcoin ha illuso il povero diavolo (spinto dalla cupidigia) che "stavolta tocca a me arricchirmi". ma non ha funzionato, se non per 4 persone ogni milione.


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Sandro Pascucci • alcuni secondi fa
Tieni duro, questo commento deve ancora essere approvato da Formiche.
..e so che non pubblicherete ma so che leggerete questo, quindi vi chiedo:

dato che, parole vostre: "E quindi è obbligatorio anche il signoraggio, ovvero l’atto di magia legale con cui ogni banca di emissione stabilisce che una piccola striscia vale 100 euro nominali; e che costa però solo 3 centesimi di Euro, come puro costo di produzione per l’Istituto di emissione.La differenza tra costo di produzione (più costi fissi come macchinario, stipendi al personale, tasse) e valore facciale è, appunto, il signoraggio."

com'è che, sempre parole vostre: "Che non va comunque demonizzato, come fanno alcuni teorici che, aderendo allo stupido dogma linguistico contemporaneo, vengono definiti “radicali." ??

Usate le parole del più sempliciotto dei signoraggisti MA non ne volete sapere di essere dalla "sua" parte?

eh, l'egocentrismo.. ossia "una cosa è A solo se lo dico io (io io io) e se la dici tu non è A ma Z".
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Re: LA BUFALA DEI BITCOIN

Messaggioda sandropascucci » 21 gen 2018, 20:04

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Il 97% di tutti i Bitcoin esistenti è in mano al 4% degli indirizzi
Frank Chaparro 18 ORE 1672

Un uomo passa di fianco a un tabellone digitale che mostra i tassi di cambio di varie criptovalute compresi i bitcoin (in alto a sinistra) presso un’agenzia di cambio di criptovalute a Seoul. Thomson Reuters
In un messaggio di ampio respiro su criptovalute e blockchain, Credit Suisse ha approfondito il tema della concentrazione della ricchezza nell’ambito del Bitcoin
Secondo la banca, “Il 97% di tutti i Bitcoin esistenti è in mano al 4% degli indirizzi”
Il Bitcoin è l’ennesimo giocattolo riservato all’1% della popolazione mondiale?


È un argomento che gli analisti della banca svizzera Credit Suisse hanno approfondito in un lungo messaggio su criptovalute e blockchain inviato ai clienti pochi giorni fa.

“La concentrazione della ricchezza in mano a un ristretto gruppo di indirizzi – a prescindere dal fatto che corrispondano a individui o ad agenzie di cambio – significa che una manciata di attori fondamentali possano avere un’enorme influenza sul mercato dei Bitcoin”, ha scritto la banca.


Credit Suisse
Questi “hodlers”, come vengono chiamati nel mondo delle criptovalute, tengono stretti i propri Bitcoin come se fosse una questione di vita o di morte. Di conseguenza la ricchezza presente nell’ecosistema ha raggiunto una forte concentrazione.

Leggi anche: Bitcoin: truffa o nuovo Eldorado? Tutto quello che sappiamo sulla criptovaluta che sta facendo impazzire il mondo

Secondo la banca il 97% di tutti i Bitcoin esistenti è in mano al 4% di tutti gli indirizzi Bitcoin (o chiavi pubbliche). Per dare un’idea delle proporzioni, l’1% più ricco della popolazione mondiale possiede circa la metà della ricchezza esistente nell’intero pianeta, in base a un’analisi condotta dalla stessa Credit Suisse a novembre.

La banca ha affermato che tale concentrazione della ricchezza porta a pensare che il Bitcoin sia impiegato come deposito di valore, in modo simile all’oro.

“A quanto pare, percentuali significative dei Bitcoin e di altre criptovalute sono conservate come beni preziosi, il che limita gravemente il flusso e la disponibilità delle valute digitali”, sempre secondo la banca.

Leggi anche: Alcune persone mettono a rischio la casa e i risparmi per comprare Bitcoin

Il 2017 è stato un anno “vertiginoso” per gli investitori esposti al Bitcoin. Questa criptovaluta infuocata ha segnato a dicembre il record storico, raggiungendo un valore di quasi 20mila dollari e ha chiuso l’anno in rialzo del 1300%.

Quanto alla capitalizzazione di borsa del Bitcoin, è salita da 15,6 miliardi di dollari all’inizio del 2017, al livello record di oltre 320 miliardi di dollari a dicembre, in base a dati forniti da CoinMarketCap.com.
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Re: LA BUFALA DEI BITCOIN

Messaggioda sandropascucci » 21 gen 2018, 20:15

da: https://assodigitale.it/tesi-choc-bitco ... a-cia-mi5/
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Home » Criptovalute » La tesi choc: Bitcoin creati dal governo Usa per finanziare missioni segrete di CIA e MI5
La tesi choc: Bitcoin creati dal governo Usa per finanziare missioni segrete di CIA e MI5
VALENTINA DE SANTIS


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Sandro Pascucci • 2 minuti fa
wow! che sorpresone! mai avrei creduto che.. davvero!! io pensavo fossimo di fronte alla piena presa di consapevolezza da parte del popolino che finalmente aveva sgamato il segreto del signoraggio delle banche commerciali e centrali e si stava dotando di una sua moneta democratica e libera.. non era così, quindi? naaa.. ma che mi dici mai?!
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Re: LA BUFALA DEI BITCOIN

Messaggioda sandropascucci » 21 gen 2018, 20:16

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Price Manipulation in the Bitcoin Ecosystem

http://weis2017.econinfosec.org/wp-cont ... per_21.pdf

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Price Manipulation in the Bitcoin Ecosystem
Neil Gandal
Berglas School of Economics
Tel Aviv University, Israel
gandal@post.tau.ac.il
JT Hamrick
Tandy School of Computer Science
The University of Tulsa, USA
jth563@utulsa.edu
Tyler Moore
Tandy School of Computer Science
The University of Tulsa, USA
tyler-moore@utulsa.edu
Tali Oberman
Berglas School of Economics
Tel Aviv University, Israel
otalika@yahoo.com
Abstract
We identify and analyze the impact of suspicious trading activity (STA) on the
Mt. Gox Bitcoin currency exchange between February and November 2013. We discuss
two distinct STA periods in which approximately 600,000 bitcoins (BTC) valued at
$188 million were acquired by agents who did not pay for the bitcoins. During the
second period, the USD-BTC exchange rate rose by an average of $20 at Mt. Gox on
days when suspicious trades took place, compared to a slight decline on days without
suspicious activity. Based on rigorous analysis with extensive robustness checks, we
conclude that the suspicious trading activity caused the unprecedented spike in the
USD-BTC exchange rate in late 2013, when the rate jumped from around $150 to
more than $1,000 in two months.
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Re: LA BUFALA DEI BITCOIN

Messaggioda sandropascucci » 26 gen 2018, 9:07

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Pagare in bitcoin? Stripe ci rinuncia
La nota piattaforma di pagamento abbandona la criptomoneta perché non più usata dai suoi clienti, a causa dei costi delle commissioni e dei tempi di conferma. Ma Stripe non è la sola azienda ad avere dubbi
REUTERS

Pubblicato il 24/01/2018
Ultima modifica il 24/01/2018 alle ore 18:38
CAROLA FREDIANI
Addio bitcoin, o almeno arrivederci per un po’. Una delle società del settore pagamenti digitali che più aveva creduto sulla regina delle criptomonete fa un passo indietro e annuncia che da aprile ne terminerà il supporto. Stiamo parlando di Stripe, piattaforma per ricevere pagamenti online in varie modalità e valute (concorrente di PayPal), che ha tra i suoi clienti catene di negozi come Target, servizi privati di trasporto come Lyft, aziende di consegna prodotti a domicilio quali Deliveroo, e che ha stretto accordi con Twitter e Facebook.

“Bitcoin meno utile per i pagamenti”

Dal 2014 Stripe aveva introdotto anche la possibilità di accettare transazioni in bitcoin. Ieri però ha pubblicato un post in cui annuncia di rinunciare alla criptomoneta. “Nell’ultimo anno o due, raggiunti i limiti di dimensione dei blocchi, Bitcoin è diventata più un asset che un mezzo di scambio”, si legge sul blog aziendale. Pur senza discutere le decisioni prese, prosegue il comunicato, resta il fatto che “Bitcoin sia diventata meno utile per i pagamenti. I tempi di conferma delle transazioni sono aumentati significativamente”; “le commissioni sono cresciute moltissimo”. “Per una normale transazione in Bitcoin, è comune trovarsi una commissione di decine di dollari”.

Per tutti questi motivi, Stripe dice di aver visto una perdita di interesse verso l’uso della criptomoneta da parte dei propri clienti. “Ci sono sempre meno casi in cui ha senso accettare o pagare bitcoin”. Di qui, la decisione di abbandonare il supporto alla valuta digitale dal 23 aprile 2018.

Quelli di Stripe addolciscono la pillola, specificando di rimanere ottimisti e interessati alle criptovalute in generale. Citano Ethereum, Bitcoin Cash, Litecoin e “altre varianti di Bitcoin”, che potrebbero diventare popolari mantenendo basse sia le commissioni sia i tempi di conferma. “La stessa Bitcoin potrebbe diventare di nuovo un valido mezzo di pagamento in futuro”. “Ci interessa quello che sta avvenendo con Lightning”, aggiungono, riferendosi a una tecnologia (Lightning Network) con cui molti sperano di risolvere gli attuali problemi di congestione del network bitcoin e che è ancora in fase di test. L’idea è - semplificata al massimo - di ridurre la quantità di messaggi/transazioni che devono essere processati dalla rete bitcoin, creando canali di pagamento separati. Ma il suo esito è ancora incerto.

Altri ripensamenti

Stripe non è l’unica azienda ad avere avuto ripensamenti su questo fronte. Lo scorso dicembre Steam, piattaforma di videogame online, ha rinunciato a bitcoin come mezzo di pagamento a causa della sua volatilità e delle commissioni alte - passate da 0,20 a 20 dollari, da quando l’avevano adottato ad allora spiegava il blog aziendale.

A inizio gennaio anche Microsoft aveva sospeso i pagamenti in bitcoin per l’acquisto di giochi e app online sempre in ragione della volatilità della moneta. Tuttavia, dopo qualche giorno, ha comunicato di accettare di nuovo la valuta digitale, che aveva adottato nel 2014.

Come se non bastasse, nello stesso periodo, una conferenza su bitcoin organizzata a Miami comunicava, negli ultimi giorni di vendita dei biglietti, di chiudere i pagamenti in bitcoin a causa delle difficoltà burocratiche nella gestione dei pagamenti. “Magari il prossimo anno ci sarà più unità nella comunità sulla questione di come scalare, e l’adozione globale diverrà una realtà”, si augurava il comunicato della North American Bitcoin Conference.
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Re: LA BUFALA DEI BITCOIN

Messaggioda sandropascucci » 29 gen 2018, 9:14

ekkienandro!!11!!

da: https://www.ilbitcoin.news/le-criptoval ... gnoraggio/

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LE CRIPTOVALUTE E LA DEMOCRATIZZAZIONE DEL SIGNORAGGIO
in Approfondimenti di Marco Cavicchioli 27 gennaio 2018

signoraggio

Signoraggio: cosa significa? Significa che chi emette una moneta ci guadagna (cosa praticamente ovvia)!

Storicamente il signoraggio è un diritto che gli Stati hanno riservato per sè, perchè per ragioni tecniche in passato solo gli Stati potevano garantire un’emissione “corretta” di moneta (anche se poi invece molti non lo hanno fatto).
Tanto che è vietato dalla legge emettere una propria moneta… E nell’area Euro il divieto è esplicito: solo la BCE è autorizzata ad emettere moneta.

Ma questo divieto si basa fondamentalmente sulla difesa del monopolio statale dell’emissione di moneta (oltre che sul fatto che con le vecchie monete fisiche la contraffazione era fin troppo semplice, ed il divieto di emettere moneta era pertanto pressochè obbligatorio).

Tuttavia anche prima dell’avvento delle monete digitali si discuteva già di questo monopolio: fu il premio nobel Friedrich von Hayek, con il su libro “La Denazionalizzazione del Denaro“, a sostenere che al posto di Stati che emettono valute nazionali, il cui uso è imposto per legge a tutti i propri membri, anche i privati dovrebbero essere autorizzati ad emettere proprie monete.

Tralasciando (per ora) il discorso sull’utilità – o meno – di togliere agli Stati questo monopolio, concentriamoci sul signoraggio. Ebbene, chiunque emetta moneta esercita signoraggio: ovvero può guadagnare emettendola!

Le criptovalute decentralizzate come Bitcoin non solo risolvono completamente il problema della falsificazione (che ad esempio per quanto riguarda Bitcoin è pressochè impossibile), ma democratizzano anche il signoraggio!
Infatti Bitcoin non è emesso da nessun singolo soggetto, quindi nessuno ha il monopolio del signoraggio di Bitcoin (e questo vale per tutte le criptovalute per le quali il mining è aperto a tutti). Tecnicamente il signoraggio di Bitcoin è distribuito, ovvero va volta per volta al miner che riesce a convalidare un blocco.

E’ vero tuttavia che ultimamente i miners che riescono effettivamente a minare non sono molti, però molti di essi in realtà sono pool che mettono insieme la potenza di calcolo di molti utenti che si spartiscono gli eventuali proventi derivanti dal signoraggio. Ed a questi pool teoricamente chiunque può partecipare!

Pertanto Bitcoin ha democratizzato il signoraggio, anche se in proporzione alla potenza di calcolo che si riesce a mettere a disposizione del sistema (senza contare il costo dell’energia elettrica, che complica notevolmente le cose).

Alla luce di ciò possiamo affermare che il monopolio statale dell’emissione di moneta (finalmente) può essere messo in discussione. Ovvero possiamo immaginare che la cosiddetta “Hayek Money” non solo sia oramai realtà, ma vada anche considerata accettabile e forse addirittura preferibile. Infatti i danni provocati in passato da Stati che hanno emesso moneta in modo scorretto (per usare un eufemismo), solo per poter approfittare del signoraggio (vedi ad esempio il Venezuela), sono tanti e tali che un sistema basato sulla democratizzazione del signoraggio sembra essere decisamente molto, molto meglio! A patto che una moneta decentralizzata, con signoraggio distribuito, rimanga tale.

PS: non tutte le criptovalute sono create su queste logiche. Ce ne sono anche di non decentralizzate, con il signoraggio nelle mani di un unico soggetto emittente (come tuttavia aveva già previsto anche Hayek), ma almeno Bitcoin è così.


peccato che non riesca ad inserire un commento.. gli scriverò una mail.
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Re: LA BUFALA DEI BITCOIN

Messaggioda sandropascucci » 5 feb 2018, 9:52

un mito1!11!

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Inventa un bitcoin truffa, lo dichiara, e la gente lo compra lo stesso
Di Leonardo Masnata - 3 febbraio 2018

Così accecati dal sogno di fare soldi facili da non vedere il cartello “Attenzione, truffa”. Ci sarebbe da ridere se le conseguenze non fossero anche drammatiche, nella corsa al bitcoin, la moneta virtuale che dopo aver garantito guadagni stratosferici ai primi investitori ha fatto un grosso tonfo, dimezzando il suo valore a partire da dicembre. A dimostrare l’assenza di cautela dei piccoli investitori in criptovalute, a cui il Salvagente ha dedicato un lungo speciale nel numero di febbraio, la storia di una bufala riuscitissima, riportata dal sito Usa Techweez,basata su un classico della truffa: lo “schema Ponzi”, la vendita piramidale che si basa sulla fregatura rifilata a chi sta sotto nell’ordine di acquisto.

Il precedente
Nel 2014, scrive Techweez, uno sviluppatore furbo aveva creato una criptovaluta chiamandola giustamente PonziCoin. L’idea era quella di operare come un vero e proprio piano piramidale, in cui i primi investitori avevano bisogno di invitare più persone a investire in questa moneta per fare soldi. L’inventore scomparve con circa 7mila dollari in criptomonete, che sono circa 2,2 milioni nel valore di oggi, senza dare alcun pagamento a nessuno.

La truffa dichiarata
“Le persone non imparano mai” commenta il sito specializzato Usa, e per dimostrarlo, uno sviluppatore di San Francisco, Rishab Hegde , ha “scherzosamente” costruito una criptovaluta basata su Ethereum, chiamandola PonziCoin – un esatto copione di ciò che accadde nel 2014. Rishab Hedge è andato oltre: ha avvertito gli investitori sulla moneta che si trattava di uno schema di Ponzi, “Il primo schema di Ponzi legittimo del mondo”, recita la pagina di destinazione della moneta. Lo sviluppatore aggiunge anche ulteriori avvertimenti nella sezione Domande frequenti:“È una truffa? Sì, è una truffa come il 99% degli ICO, ma è più trasparente a riguardo” e ancora “potresti perdere fino al 75% del tuo investimento. C’è anche una possibilità che il contratto finisca i soldi o venga violato, nel qual caso potresti perdere tutto il tuo investimento”.

Abboccano lo stesso
Nonostante gli avvertimenti, lo sviluppatore incoraggia gli investitori a comprare la moneta dicendo loro di pensare al Lambos (Lamborghini) che presto possederanno. E incredibilmente le persone hanno effettivamente investito nello schema Ponzi. Forse con la speranza di essere i primi investitori e incassare prima che tutto crollasse. Dopo circa 8 ore, PonziCoin aveva attirato l’attenzione e la piattaforma aveva raccolto circa 250 monete Ether (valutate a più di 250mila dollari). Dopo pochi giorni un aggiornamento sul sito web riportava: “E’ diventato pazzesco, mi scuso ma non venderemo più PonziCoin su questo sito perché era uno scherzo. Non posso rescindere il contratto ma non venderò le monete che possiedo”. Techweez ha concluso amaramente: “Ogni volta che iniziamo ad avere fiducia nell’umanità, la gente va avanti e ci dimostra che ci sbagliamo dimostrando che ci saranno sempre degli sciocchi più grandi là fuori”.
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