Bankitalia aiuta l'Abruzzo..

..vediamo se interessa qualcuno..
sandropascucci
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Bankitalia aiuta l'Abruzzo..

Messaggioda sandropascucci » 8 set 2009, 16:38

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Monarchico96

Re: Bankitalia aiuta l'Abruzzo..

Messaggioda Monarchico96 » 4 gen 2010, 14:27

eheheh!!!!Pure se è passato troppo tempo cmq i bankieri ci hanno indebitato di un milione di euro per loro e una esigua cifra un milione di euro da ricevere.
Pero lo hanno fatto per il nostro bene se no se Bankitalia dava alla protezione civle un miliardo noi eravamo indebitati di un miliardo di euro .

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Umiltao

Re: Bankitalia aiuta l'Abruzzo..

Messaggioda Umiltao » 5 gen 2010, 13:38

A' Monarchè...!

Non è detto che Bankitalia abbia emesso a debito quel milione, anzi. Può essere benissimo un costo come quello del suo personale prontamente coperto da uno dei suoi vari ricavi, su tutti il ricavo da signoraggio sugli interessi (per miliardi) maturati sui titoli di Stato che la stessa banca "compra" sul mercato.

Quindi tale "donazione" o "versamento" NON sarà un debito diretto per la collettività creato ad hoc, ma sarà il risultato di una parte del lucro che la banca stessa ottiene da sempre sulla collettività attraverso il debito fisiologico che impone.
Quindi è come se ci mettessimo da soli una tassa di scopo di 1 milione per finanziare questa "donazione" facendola passare attraverso gli interessi incamerati dalla Banca d' Italia.

Invece i salvataggi bancari vengono fatti ANCHE dagli Stati (lo fanno direttamente le Banche Centrali, solitamente) e SOLO attraverso l' indebitamento diretto con le banche stesse (per paradosso), non per 1 milione ma per centinaia di miliardi...!!!

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Monarchico96

Re: Bankitalia aiuta l'Abruzzo..

Messaggioda Monarchico96 » 6 gen 2010, 19:39

okok!Scusa avevo fraiteso! :roll:
Comunque allora se le banche prestano soldi(ricavati ovviamente dal loro sportco lavore ovvero il signoraggio banchiaro) a qualche ente statale o allo stato non ci indebitiamo perchè lo stato non li chiede alla banca centrale per noi a BANKITALIA.

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Karlrex

Re: Bankitalia aiuta l'Abruzzo..

Messaggioda Karlrex » 30 gen 2010, 22:48

Monarchè e tutti gli altri:Studiate qui: http://www.signoraggio.com/ tutto, prima di scrivere e fare domande ovvie..risparmiate tempo nel capire voi e pure noi ;)

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MauroB
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Re: Bankitalia aiuta l'Abruzzo..

Messaggioda MauroB » 3 apr 2011, 13:51

Ferma anche l'economia del disastro
In questo articoloArgomenti: Imprese | Comitato direttivo | Luca Bianchi | Futuris Aquilana | Aldo Mazzadi | Raffaele Colapietra | Inps | Confindustria | Banca d'Italia
..Storia dell'articoloChiudi Questo articolo è stato pubblicato il 03 aprile 2011 alle ore 08:15.

«Ascoltami, Anto'. Se tu fai mettere due euro per visitare il santuario, fanno 40mila d'incasso all'anno. Solo dal Canada, ne arrivano mille. Quelli sono molto devoti», spiega al suo commensale il prete mentre beve un bicchiere di vino rosso. All'altro tavolo, un quarantenne sbrana il piatto di maccheroni alla pecorara e dice a due commensali che annuiscono in silenzio: «Qui non c'è niente da fare. L'ultima fattura ho impiegato sei mesi a incassarla».
All'Aquila, a due anni dal terremoto, è così.
Tutti parlano di soldi. Soldi che dovrebbero esserci, che chissà forse ci sono,
che mannaggia non ci sono.
Il 6 aprile del 2009 il sisma ha distrutto la città. Da allora L'Aquila è sotto una cappa di vetro e di polvere. Immobile. Ferma. Un'immagine antitetica rispetto all'attivismo febbrile dei mesi successivi alla tragedia, quando l'adrenalina della prima ricostruzione evitò agli aquilani di affrontare le rigidità dell'inverno nelle tendopoli.
La crisi economica internazionale non ha aiutato la città a risollevarsi. Ma ci sono cose che c'entrano poco con i mercati internazionali. I fondi erogati per ricostruire L'Aquila, per esempio. «Rappresentano una specie di giallo contabile», dice Luca Bianchi, vicedirettore dello Svimez, che su richiesta del Sole 24 Ore si è esercitato in un calcolo che oggi definisce impossibile. «L'unico elemento sicuro - continua Bianchi - sono gli 1,2 miliardi stanziati sull'emergenza dal Governo, a cui vanno aggiunti i 494 milioni messi a disposizione dall'Unione Europea».
Ci sarebbe poi un'altra cifra compresa fra i 2 e i 4 miliardi in carico al Fas, il fondo che contiene le risorse per il Sud. «Sono miliardi teorici - rileva Bianchi - di cui non si riesce ad appurare il reale utilizzo. Colpisce l'assenza di una cabina di regia in grado di monitorare quante risorse siano davvero finite all'Aquila per la ricostruzione».
Invece, le famiglie dei bambini dell'asilo di suor Daniela sanno bene quanti soldi mancano a casa. «Fino a febbraio abbiamo fatto pagare 90 euro sia per la retta che per la mensa, adesso da marzo siamo tornati a 160, perché i nostri conti non reggevano. Chi non può permetterselo, però, non paga», dice suor Daniela, doppia laurea in teologia e in economia, membro del direttivo di Confindustria L'Aquila.
Suor Daniela, che è responsabile del personale dell'Istituto missionario della dottrina cristiana («Siamo nate nel 1890 qui in città, il terremoto ha distrutto tutto, ma non ce ne siamo andate»), educa nella scuola costruita dalla Protezione civile i bambini degli aquilani e ascolta le preoccupazioni di mamme e papà:
«Le tasse vecchie e nuove,
più i mutui da pagare per le case che ora sono cumuli di pietre».

:roll:

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MauroB
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Re: Bankitalia aiuta l'Abruzzo..

Messaggioda MauroB » 17 giu 2012, 10:39

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Terremoto Abruzzo, i soldi degli Sms imboscati dalle banche


I circa cinque milioni di euro donati dagli italiani per "dare una mano" alla ricostruzione dei luoghi colpiti dal sisma del 2009, sono fermi nei forzieri degli istituti di credito. La Etimos, accusata nei giorni scorsi su alcuni blog di aver gestito direttamente il patrimonio, ci ha sì guadagnato e spiega come li ha spesi
di Emiliano Liuzzi | 16 giugno 2012

Gira e rigira sono finiti alle banche i 5 milioni di euro arrivati via sms dopo il terremoto dell’Aquila sotto forma di donazione. E la loro gestione è stata quella prevista da qualsiasi rapporto bancario: non è bastata la condizione di “terremotato” per ricevere un prestito con cui rimettere in piedi casa o riprendere un’attività commerciale distrutta dal sisma. Per ottenerlo occorreva – occorre ancora oggi – soddisfare anche criteri di “solvibilità”, come ogni prestito. Criteri che, se giudicati abbastanza solidi, hanno consentito l’accesso al credito, da restituire con annessi interessi. I presunti insolvibili sono rimasti solo terremotati. Anche se quei soldi erano stati donati a loro. Il metodo Bertolaso comprendeva anche questo. È accaduto in Abruzzo, appunto, all’indomani del sisma del 2009. Mentre Silvio Berlusconi prometteva casette e “new town”, l’ex numero uno della Protezione civile aveva già deciso che i soldi arrivati attraverso i messaggini dal cellulare non sarebbero stati destinati a chi aveva subito danni, ma a un consorzio finanziario di Padova, l’Etimos, che avrebbe poi usato i fondi per garantire le banche qualora i terremotati avessero chiesto piccoli prestiti. E così è stato. Le donazioni sono confluite in un fondo di garanzia bloccato per 9 anni. Un fondo che dalla Protezione civile, due mesi fa, è stato trasferito alla ragioneria dello Stato. La quale, a sua volta, lo girerà alla Regione Abruzzo. E di quei 5 milioni i terremotati non hanno visto neanche uno spicciolo. Qualcuno ha ottenuto prestiti grazie a quel fondo utilizzato come garanzia, ma ha pagato fior di interessi e continuerà a pagarne. Altri il credito se lo sono visto rifiutare.

L’emergenza
Bertolaso, allora, aveva pieni poteri. Come capo della Protezione civile, come sottosegretario alla presidenza del Consiglio, ma soprattutto nella veste di uomo di fiducia del premier Silvio Berlusconi. I primi soldi che Bertolaso si trovò a gestire furono proprio i quasi 5 milioni donati dagli italiani con un semplice messaggio del cellulare. Ma lui, “moderno” nella sua concezione di Protezione civile, decise che i milioni arrivati da tutta la penisola sarebbero stati destinati al post emergenza e alle banche, non all’emergenza. Questo aspetto non venne specificato al momento della raccolta, ma Bertolaso avevailpoteredidecidere a prescindere. Spedì poi un suo emissario alla Etimos di Padova, consorzio finanziario specializzato nel microcredito, che raccoglie al suo interno, attraverso una fondazione, molti soggetti di tutti i colori, da Caritas a Unipol.

I numeri
Quello che è successo in questi 3 anni è molto trasparente, al contrario della richiesta di donazione via sms che non precisò a nessuno dove sarebbero finiti i soldi. Nemmeno a un ente, la Regione Abruzzo che, paradossalmente, domani potrebbe usare quei soldi per elicotteri o auto blu. La Etimos, accusata nei giorni scorsi su alcuni blog di aver gestito direttamente il patrimonio, ci ha sì guadagnato, ma non fatica ad ammettere come sono stati usati i soldi: dei 5 milioni di fondi pubblici messi a disposizione del progetto dal dipartimento della Protezione civile, 470 mila euro sono stati destinati alle spese di start-up e di gestione del progetto, per un periodo di almeno 9 anni; 4 milioni e 530 mila euro invece la cifra utilizzata come fondo patrimoniale e progressivamente impiegata a garanzia dell’erogazione dei finanziamenti da parte degli istituti di credito aderenti. Intanto sono state 606 le domande di credito ricevute (206 famiglie, 385 imprese, 15 cooperative). Di queste 246 sono state respinte (85 famiglie, 158 imprese, 3 cooperative) mentre 251 sono i crediti erogati da gennaio 2011 a oggi per un totale di 5.126.500 euro (famiglie 89/551mila euro, imprese 153/4 milioni 233mila e 500 euro, cooperative 9/342mila euro). Infine 99 domande sono in valutazione (68 famiglie, 28 imprese, 3 coop).

Gli aiuti e le banche
Al termine dell’operazione quello che è successo è semplice: i soldi che le persone hanno donato sono serviti a poco o a niente. Non sono stati un aiuto per l’emergenza, ma – per decisione di Bertolaso – la fase cosiddetta della post emergenza. Che vuol dire aiuti sì, ma pagati a caro prezzo. Le persone si sono rivolte alle banche (consigliate da Etimos, ovviamente) e qui hanno contrattato il credito. Ma chi con il terremoto è rimasto senza un introito di quei soldi non ha visto un centesimo. Non è stato in grado neppure di prendere il prestito perché giudicato persona a rischio, non in grado di restituire il danaro.

Che fine han fatto gli sms?
I terremotati sono stati praticamente esclusi. Se qualcosa hanno avuto lo hanno restituito con un tasso d’interesse inferiore rispetto agli altri, ma pur sempre pagando gli interessi. Chi ha guadagnato sono le banche, sicuramente, e la Regione Abruzzo che, al termine dei 9 anni stabiliti, si troverà nelle casse 5 milioni di euro in più. Vincolati? Questo non lo sappiamo. Ne disporrà come meglio crede, sono soldi che entreranno nel bilancio.

La posizione di Etimos
Fino a oggi, scoperto il metodo Bertolaso, il consorzio finanziario Etimos si è preso le accuse. Ma il presidente dell’azienda padovana al Fatto Quotidiano spiega che il loro è stato un lavoro pulito e trasparente. “Se qualcuno ha mancato nell’informazione”, dice il presidente Marco Santori, “è stata la Protezione civile che doveva precisare che i soldi erano destinati al post emergenza e non all’aiuto diretto. Noi abbiamo fatto con serietà e il risultato è quello che ci era stato chiesto”.
Da il Fatto Quotidiano del 16 giugno 2012

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Re: Bankitalia aiuta l'Abruzzo..

Messaggioda enricogrosso » 29 lug 2012, 12:07

Riprendo da sopra.

I terremotati che in teoria erano i destinatari di quelle donazioni, ma che secondo le banche non erano “affidabili”, non hanno ricevuto niente, secondo il Fatto.

E comunque, spiega Liuzzi sul Fatto, delle “606 richieste di accesso al credito presentate dagli abruzzesi, 246 sono state respinte (85 famiglie, 158 imprese, 3 cooperative) mentre 251 sono i crediti erogati da gennaio 2011 a oggi, per un totale di 5.126.500 euro”.

Situazione certamente da seguire con attenzione, siccome tu cittadino non sei "affidabile" :oops: gestisco io la tua vita...

Aggiungo link notizia:
http://www.youreporternews.it/2012/terr ... le-banche/
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