00. Manca solo essere DIO..

http://controbufaladelsignoraggio.primit.it

• in soldoni: le vere bufale che girano in Rete riguardo alla «Bufala del signoraggio»©, ovvero come IGB disinforma tramite giornalisti, giornalai, blogghettini-ini-ini TUTTI insieme appassionatamente intenti al «..E ABBIAMO DIMOSTRATO CHE IL SIGNORAGGIO NON ESISTE/E' UNA BUFALA..»®
• della serie: ridere per restare sani. perché senza negazionisti del signoraggio.. ammettiamolo.. di che ca.zo ridevamo ora noandri?! :)
sandropascucci
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Messaggioda sandropascucci » 19 mar 2014, 22:02

..a dirti che il SIGNORAGGIO è LO MALE DELLO MONNO.

http://www.bankofengland.co.uk/publicat ... 14q102.pdf


"Money creation in the modern economy

By Michael McLeay, Amar Radia and Ryland Thomas of the Bank’s Monetary Analysis Directorate.(1)

• This article explains how the majority of money in the modern economy is created by commercial banks making loans.
• Money creation in practice differs from some popular misconceptions — banks do not act simply as intermediaries, lending out deposits that savers place with them, and nor do they ‘multiply up’ central bank money to create new loans and deposits.
• The amount of money created in the economy ultimately depends on the monetary policy of the central bank. In normal times, this is carried out by setting interest rates. The central bank can also affect the amount of money directly through purchasing assets or ‘quantitative easing’."


"Money creation in reality
Lending creates deposits — broad money determination at the aggregate level

As explained in ‘Money in the modern economy: an introduction’, broad money is a measure of the total amount of money held by households and companies in the economy.

Broad money is made up of bank deposits — which are essentially IOUs from commercial banks to households and companies — and currency — mostly IOUs from the central bank.(4)(5) Of the two types of broad money, bank deposits make up the vast majority — 97% of the amount currently in circulation.(6) And in the modern economy, those bank deposits are mostly created by commercial banks themselves."



"Conclusion

This article has discussed how money is created in the modern economy. Most of the money in circulation is created, not by the printing presses of the Bank of England, but by the commercial banks themselves: banks create money whenever they lend to someone in the economy or buy an asset from consumers. And in contrast to descriptions found in some textbooks, the Bank of England does not directly control the quantity of either base or broad money. The Bank of England is nevertheless still able to influence the amount of money in the economy. It does so in normal times by setting monetary policy — through the interest rate that it pays on reserves held by commercial banks with the Bank of England. More recently, though, with Bank Rate constrained by the effective lower bound, the Bank of England’s asset purchase programme has sought to raise the quantity of broad money in circulation.

This in turn affects the prices and quantities of a range of assets in the economy, including money."
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Re: 00. Manca solo essere DIO..

Messaggioda mr.spyder » 20 mar 2014, 22:40

qualcuno mi ha chiamato?
eccomi!sono d'IO:IL SIGNORAGGIO E' LO MALE DELLO MONNO!
ci vuole tanto a capirlo per ME e la MADONNA?!
che devo fare ancora ? sacrificare un altro figlio?? se volete vi mando Santo così la smette di giocare con l'alcool (lo so questa è criptica!)
Antonio Prezia, detto spyder... anche se non è importante chi sei,ma cosa vuoi fare per cambiare il mondo.

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Re: 00. Manca solo essere DIO..

Messaggioda sandropascucci » 21 mar 2014, 12:32

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• Questo articolo spiega come la maggior parte del denaro nell'economia moderna è creato da banche commerciali concedendo prestiti.

• La creazione di moneta in pratica differisce da alcune idee popolari sbagliate - le banche non agiscono semplicemente come intermediari, prestando i depositi che i risparmiatori ripongono con loro, e né moltiplicano la moneta di banca centrale (Moneta Legale) per creare nuovi prestiti e depositi.

• La quantità di denaro creato in economia dipende in ultima analisi dalla politica monetaria della banca centrale. In tempi normali, ciò avviene impostando i tassi di interesse. La banca centrale può anche influenzare la quantità di denaro direttamente attraverso l'acquisto di beni o di 'quantitative easing'.

===================

Nell'economia moderna, la maggior parte dei soldi assume l’aspetto di depositi bancari .

Ma come si creano quei depositi bancari è spesso frainteso : il metodo principale è attraverso i prestiti concessi dalle banche commerciali.

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Re: 00. Manca solo essere DIO..

Messaggioda Francesco Fata » 21 mar 2014, 16:35

sandropascucci ha scritto:

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[>>]

• Questo articolo spiega come la maggior parte del denaro nell'economia moderna è creato da banche commerciali concedendo prestiti.

• La creazione di moneta in pratica differisce da alcune idee popolari sbagliate - le banche non agiscono semplicemente come intermediari, prestando i depositi che i risparmiatori ripongono presso loro, e né moltiplicano la moneta di banca centrale (Moneta Legale) per creare nuovi prestiti e depositi.

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Ueeee!!! Adesso pure tutte le istituzioni più accreditate e ufficiali, si precipitano a dire (prima il FMI ora la Bank of England) che le banche non sono intermediarie del credito e che non moltiplicano moneta di banca centrale (trattenendo una piccola percentuale e bla bla bla...).
Ora potrei dirvi che ve l'avevo detto già da diversi anni e sono diversi anni che l'ho dimostrato tecnicamente e contabilmente...
Sì, potrei dirvelo ma non ve lo dirò...tant'è che non ve lo dico (mi riferisco chiaramente ai tanti avventori che vengono di soppiatto a sbirciare in questo forum).

L'unica cosa che mi fa incazzare della frase di cui sopra è che fanno passare come "idee popolari" dei concetti (come quello di "le banche sono intermediarie del credito") che ho sempre letto sui libri di scuola, mi sono sempre stati spiegati in quel modo dai "professori". Non li ho certo mai sentiti dal popolino.
Tant'è che ho dovuto sputare sangue (mentale) per dimostrare il contrario.
Voglio troppo bene al popolo per pensare di votare gente che vuole particolarmente bene a se stessa.
Francesco Fata

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Re: 00. Manca solo essere DIO..

Messaggioda sandropascucci » 21 mar 2014, 20:48

io sto preparando una denuncia alle case editrici più prestigiose per aver pubblicato FALSITA' e per aver manipolato la mente di milioni di poveri idioti. io posso dimostrare le conseguenze derivanti dalle letture dei loro testi, cosi irresponsabilmente pubblicati e divulgati. nessun giudice potrà negare, una volta che mi avrà sentito parlare, che i suddetti libri, grossi libri, provocano danni cerebrali irrimediabili in chi li legge. e io l'ho letti, più volte.
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Re: 00. Manca solo essere DIO..

Messaggioda sandropascucci » 15 apr 2014, 14:13

dal FINANCIAL TIMES (che non sarà DIO.. ma diciamo Gesù Cristo?!)

http://www.ft.com/cms/s/0/46a1ce84-bf2a ... abdc0.html

(stili e colori miei)
>
>
April 10, 2014 6:42 pm

Only the ignorant live in fear of hyperinflation
Martin Wolf

By Martin Wolf

Failure to understand the monetary system has made it more difficult for central banks to act

Some years ago I moderated a panel at which a US politician insisted that the Federal Reserve’s money printing would soon cause hyperinflation. Yet today the Fed’s main concern is rather how to get inflation up to its target. Like many others, he failed to understand how the monetary system works.
Unfortunately ignorance is not bliss. It has made it more difficult for central banks to act effectively. Fortunately the Bank of England is providing much needed education. In its most recent Quarterly Bulletin , its staff explain the monetary system. So here are seven fundamental points about how it really works as opposed to how people think it does.

First, banks are not just financial intermediaries. The act of saving does not increase deposits in banks. If your employer pays you, the deposit merely shifts from its account to yours. This does not affect the quantity of money; additional money is instead a byproduct of lending. What makes banks special is that their liabilities are money – a universally acceptable IOU. In the UK, 97 per cent of broad money consists of bank deposits mostly created by such bank lending. Banks really do “print” money. But when customers repay, it is torn up.

Second, the “money multiplier” linking lending to bank reserves is a myth. In the past when bank notes could be freely exchanged for gold, that relationship might have been close. Strict reserve ratios could yet re-establish it. But that is not how banking operates today. In a fiat (or government-made) monetary system, the central bank creates reserves at will. It will then supply the banks with the reserves they need (at a price) to settle payments obligations.
Third, expected risks and rewards determine how much banks lend and so how much money they create. They need to consider how much they have to offer to attract deposits and how profitable and risky any additional lending might be. The state of the economy – itself strongly affected by their collective actions – will govern these judgments. Decisions of non-banks also affect banks directly. If the former refuse to borrow and decide to repay, credit and so money will shrink.
The act of saving does not increase deposits. If your employer pays you, the deposit merely shifts from its account to yours
Fourth, the central bank will influence the decisions of banks by adjusting the price it charges (the interest rate) on extra reserves. That is how monetary policy works in normal times. Since it is the monopoly supplier of bank reserves and since the banks need deposits at the central bank to settle with one another, the central bank can in this way determine the short-term interest rate in the economy. No sane bank would lend at a rate lower than it must pay the central bank, which is the banks’ bank.
Fifth, the authorities can also affect the lending decisions of banks by regulatory means – capital requirements, liquidity requirements, funding rules and so forth. The justification for such regulation is that bank lending creates spillovers or “externalities”. Thus, if many banks lend against the same activity – property purchase, for example – they will raise demand, prices and activity, so justifying yet more lending. Such a cycle might lead – indeed often has led – to a market crash, a financial crisis and a deep recession. The justification for systemic regulation is that it will, or at least should, attenuate these risks.
Sixth, banks do not lend out their reserves, nor do they need to. They do not because non-banks cannot hold accounts at the central bank. They need not because they can create loans on their own. Moreover, banks cannot reduce their aggregate reserves. The central bank can do so by selling assets. The public can do so by shifting from deposits into cash, the only form of central bank money the public is able to hold.
Finally, quantitative easing – the purchase of assets by the central bank – will expand the broad money supply. It does so by replacing, say, government bonds held by the public with bank deposits and in the process expands the reserves of the banks at the central bank. This will increase broad money, other things being equal. But since there is no money multiplier, the impact on the money supply can be – and indeed has recently been – modest. The main impact of QE is on the relative prices of assets. In particular, the policy raises the prices of financial assets and lowers their yield. The justification for this is that at the zero lower bound normal monetary policy is no longer effective. So the central bank tries to lower yields on a wider range of assets.
This is not just academic. Understanding the monetary system is essential. One reason is that it would eliminate unjustified fears of hyperinflation. That might occur if the central bank created too much money. But in recent years the growth of money held by the public has been too slow not too fast. In the absence of a money multiplier, there is no reason for this to change.
A still stronger reason is that subcontracting the job of creating money to private profit-seeking businesses is not the only possible monetary system. It may not be even the best one. Indeed, there is a case for letting the state create money directly. I plan to address such possibilities in a future column.
martin.wolf@ft.com
Twitter: @martinwolf_
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Re: 00. Manca solo essere DIO..

Messaggioda sandropascucci » 15 apr 2014, 15:01

«In primo luogo, le banche non sono soltanto degli intermediari finanziari. L'atto del Risparmio non aumenta i depositi nelle banche. Se il tuo datore di lavoro ti paga, il deposito semplicemente si sposta dal suo conto al tuo. Questo non influisce sulla quantità di moneta; La moneta supplementare è invece una conseguenza dei prestiti. Ciò che rende speciale le banche è che i loro debiti sono moneta - un “IOU” (Io Ti Devo) universalmente accettabile. Nel Regno Unito, il 97 per cento dell'aggregato monetario è costituito da depositi bancari per lo più creati da tali prestiti. Le banche davvero "stampano" moneta. Ma quando i clienti restituiscono (il prestito), essa (la moneta) viene distrutta.» [Martin Wolf/The Financial Times & Bank of England, 2014]

«Nel loro ruolo di intermediari finanziari, le banche commerciali raccolgono fondi dai depositanti per prestarli ai clienti, incanalando le risorse dai risparmiatori ai debitori» [Burda&Wyplosz in "macroeconomia", pag. 254, cap. 9.3.2. "Il ruolo delle banche commerciali nella creazione di moneta", ed. Egea "i manuali", 2006]


«Secondo, che il "moltiplicatore monetario" sia il legame tra i prestiti e le riserve è un mito. In passato, quando le banconote potevano essere scambiate liberamente con l’oro, tale legame era vincolante. Stringenti coefficienti di riserva potrebbero ancora ristabilire questo. Ma il sistema bancario non è così che funziona oggi. In un sistema monetario di tipo “fiat-money” (o moneta legislativa o a corso legale/forzoso), la banca centrale crea riserve a volontà. Quindi fornirà alle banche commerciali le riserve di cui hanno bisogno (ad un prezzo) per estinguere le obbligazioni di pagamento.» [Martin Wolf/ The Financial Times & Bank of England, 2014]

"Che sia obbligatorio o prudenziale, un nesso lega i depositi bancari, che costituiscono le passività della banche commerciali rispetto ai clienti, e le riserve bancarie, che rappresentano una voce attiva per le banche commerciali e una voce passiva per la banca centrale.» [Burda&Wyplosz in "macroeconomia", pag. 257, cap. 9.3.2. "Il moltiplicatore della moneta", ed. Egea "i manuali", 2006]
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Re: 00. Manca solo essere DIO..

Messaggioda sandropascucci » 15 apr 2014, 16:15

cartello per il prossimo tour..
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Re: 00. Manca solo essere DIO..

Messaggioda sandropascucci » 16 apr 2014, 14:05

ora c'è la corsa all'altare del "QUINDI? QUAL E' IL PROBLEMA?",
in versione feisbuk ("EMBE'? QUAL'E' IL PROBLEMA?")
lacorsa01.JPG
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Messaggioda sandropascucci » 28 apr 2014, 10:10

http://vocidallestero.blogspot.it/2014/ ... anche.html
(nell'originale ci sono dei link attivi)

>
>
Martin Wolf: Strappare alle banche private il potere di creare moneta

Martin Wolf sul Financial Times porta avanti la discussione sulla moneta, già iniziata qui, affrontando uno dei maggiori tabù: il potere immenso di creare moneta oggi è concentrato nelle mani del sistema bancario, e la cosa non funziona.

stop banks.jpg
stop banks.jpg (12.1 KiB) Visto 12940 volte


Il gigantesco buco nel cuore delle nostre economie di mercato ha bisogno di essere tappato

Stampare banconote contraffatte è illegale, mentre la creazione di moneta privata non lo è. L'interdipendenza tra lo Stato e le imprese che dispongono di questo potere è la fonte di gran parte dell'instabilità delle nostre economie. Si potrebbe - e si dovrebbe – metterci un freno.

Ho spiegato come funziona due settimane fa (qui tradotto da noi, ndt). Le banche creano depositi come conseguenza dei loro prestiti. Nel Regno Unito, tali depositi costituiscono circa il 97 per cento dell'offerta di moneta. Alcuni obiettano che i depositi non sono soldi, ma solo debiti privati trasferibili. Eppure il pubblico considera i soldi falsi delle banche come denaro elettronico: una fonte sicura di potere d'acquisto.

L'attività bancaria quindi non è una normale attività di mercato, perché fornisce due beni pubblici collegati: la moneta e la rete dei pagamenti. Su un lato dei bilanci delle banche si trovano le attività rischiose; sull'altro, le passività che il pubblico ritiene sicure. Questo è il motivo per cui le banche centrali agiscono come prestatori di ultima istanza e i governi forniscono l'assicurazione dei depositi e le iniezioni di capitale. E' anche il motivo per cui il sistema bancario è fortemente regolamentato. Eppure i cicli del credito sono ancora estremamente destabilizzanti.

Che cosa si deve fare? Una risposta minima lascerebbe questo settore in gran parte inalterato, limitandosi a una regolamentazione più stretta e insistendo sul fatto che una percentuale maggiore del bilancio debba essere finanziata con capitale o con debito credibile per assorbire le perdite. Ho discusso questo approccio la scorsa settimana. Requisiti di capitale più alti sono la raccomandazione fatta da Anat Admati di Stanford e Martin Hellwig dell'Istituto Max Planck, in The Bankers’ New Clothes.

Una risposta massima sarebbe quella di dare allo stato il monopolio nella creazione di moneta. Una delle più importanti proposte in tal senso era quella contenuta nel Piano di Chicago, avanzata negli anni '30, tra gli altri, da un grande economista, Irving Fisher. Il suo punto centrale era il requisito del 100% di riserve sui depositi. Fisher sosteneva che questo avrebbe ridotto notevolmente i cicli economici, messo fine alle corse agli sportelli e ridotto drasticamente il debito pubblico. Uno studio del 2012 dello staff del Fondo Monetario Internazionale suggerisce che questo piano potrebbe funzionare bene.

Idee simili sono giunte da Laurence Kotlikoff della Boston University in Jimmy Stewart is Dead , e da Andrew Jackson e Ben Dyson in Modernising Money. Riporto qui una sommaria descrizione di quest'ultimo sistema.

In primo luogo, lo Stato, non le banche, dovrebbe creare tutta la moneta per le transazioni, così come oggi crea il denaro contante. I clienti terrebbero i propri soldi nei conti correnti, e pagherebbero alle banche una tariffa per la loro gestione.

In secondo luogo, le banche potrebbero offrire dei conti di investimento, che fornirebbero i prestiti. Ma potrebbero prestare solo i soldi effettivamente investiti dai clienti. Sarebbero impediti dal poter creare questi conti dal nulla e così diventerebbero gli intermediari che ora molti credono erroneamente che siano. La titolarità di questi conti non potrebbe essere riassegnata come mezzo di pagamento. I titolari dei conti di investimento sarebbero vulnerabili alle perdite. I regolatori potrebbero imporre su questi conti dei requisiti patrimoniali e altre norme prudenziali.

In terzo luogo, la banca centrale creerebbe nuova moneta quando questa si mostrasse necessaria per promuovere la crescita non inflazionistica. Le decisioni sulla creazione di moneta dovrebbero, come ora, essere prese da un comitato indipendente dal governo.

Infine, il nuovo denaro sarebbe immesso nell'economia in quattro modi possibili: (1) per finanziare la spesa pubblica, in luogo delle imposte o dei prestiti; (2) per effettuare pagamenti diretti ai cittadini; (3) per riscattare debiti esistenti, pubblici o privati; (4) o per fare nuovi prestiti attraverso le banche o altri intermediari. Tutti questi meccanismi potrebbero (e dovrebbero) essere resi trasparenti.

La transizione verso un sistema in cui la creazione di moneta è separata dalla intermediazione finanziaria sarebbe fattibile, anche se complessa. Ma porterebbe enormi vantaggi. Sarebbe possibile aumentare l'offerta di moneta senza incoraggiare le persone a prendere in prestito all'eccesso. Porrebbe fine al "too big to fail" nel settore bancario. Sarebbe anche possibile trasferire il signoraggio - i benefici derivanti dalla creazione di moneta - al pubblico. Nel 2013, per esempio, la sterlina M1 (il denaro dei depositi) era l'80 per cento del prodotto interno lordo. Se la banca centrale decidesse di farla crescere del 5 per cento all'anno, il governo potrebbe avere un deficit fiscale del 4 per cento del PIL, senza prestiti o tasse. La destra potrebbe decidere di tagliare le tasse, la sinistra di aumentare la spesa. La scelta sarebbe politica, come dovrebbe essere.

Gli oppositori sostengono che l'economia morirebbe per mancanza di credito. Una volta ero d'accordo. Ma solo il 10 per cento dei prestiti bancari del Regno Unito ha finanziato gli investimenti delle imprese in settori diversi dalla proprietà immobiliare. Potremmo trovare altri modi per finanziare questo settore.

Il nostro sistema finanziario è così instabile perché prima lo stato gli ha permesso di creare quasi tutta la moneta dell'economia e poi è stato costretto a assicurarlo nell'esercizio di tale funzione. Si tratta di un gigantesco buco nel cuore delle nostre economie di mercato. Potrebbe essere chiuso separando la emissione di moneta, che è giustamente una funzione dello Stato, dalla fornitura di finanziamenti, che è una funzione del settore privato.

Questo non accadrà ora. Ma ricordiamo questa possibilità. Quando la prossima crisi arriverà - e sicuramente arriverà - dobbiamo essere pronti.


cosa vorrà dire con quel "It would also transfer seignorage – the benefits from creating money – to the public." ??
come mai non parla di ufo comunisti & alieni fascisti ??
mistero misterioso..

B
K
P
Sandro Pascucci ha detto...
benvenuti nel mondo del SIGNORAGGIO, l'aggio del signore, il POTERE di chi CREA MONETA.

ora.. dove ALTRO tenterete di guardare, pur di non guardare la VERITA'?!

28/apr/2014 10:07:45
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Messaggioda sandropascucci » 28 apr 2014, 10:24

ovviamente parlavamo di uscire dall'euro e di martin wolf nel 2005..

http://ilsignoraggio.blogspot.it/2005/0 ... leuro.html

ma si sa.. i tempi vanno lenti..
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Messaggioda sandropascucci » 5 mag 2014, 10:07

(stili miei)
>
>
La Bank of England ed il Dottor Stranamore che vuole arrivare al Don.

Posted by Redazione / In Politica / marzo 28, 2014
Di Joseph Halevi (da facebook)

La recentissma pubblicazione dello studio della Bank of England conferma da fonte insospettabile che le banche creano moneta dal nulla (cioe’ non la scavano da qualche miniera, ne’ la pompano da qualche giacimento) prestandola a coloro che hanno piani di investimento o di acquisto di beni di consumo durevoli. Non ci sono quindi vincoli monetari in quanto tali. Analogamente per la Banca Centrale: puo’ convalidare qualsiasi richiesta da parte del Tesoro e puo’ in tutta tranquillita’ monetizzare debito e deficit pubblici. Scuole, ospedali, ferrovie, pensioni, universita’ e ricerca possono essere finanziate senza vincoli di bilancio ma solo reali che dipendono dalle capacita’ produttive esistenti e utilizzabili. E’ ovvio che se all’Istituzione che dovrebbe convalidare i flussi nel circuito monetario, cioe’ la Banca Centrale, viene formalmente proibito di assecondare il processo, il circuito, da qualche parte finira’ per troncarsi.

Nelle banche centrali (certamente negli USA e GB) tutte queste cose erano note da tempo ma non venivano dette. Come durante l’eta’ di Galileo Galilei quando per la navigazione oceanica verso le Americhe la Chiesa permetteva l’uso da parte della Spagna della concezione copernicana della Terra; mentre in Europa, in Italia in particolare, imponeva la visione tolemaica bruciando chi la confutava pubblicamente. Il comportamento delle autorita’ burocratiche dell’UE, non tanto di Mario Draghi, e’ simile a quello della Chiesa durante il periodo galileiano.


continua su: http://www.syloslabini.info/online/la-b ... re-al-don/
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Re: 00. Manca solo essere DIO..

Messaggioda sandropascucci » 20 mag 2014, 12:48

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[>>]

La Banca di Inghilterra e il cuore dell’economia*.

[20.05.2014, di sandropascucci signoraggio.COM e PRIMIT.IT] (r=0)

La Banca di Inghilterra[1] dice che le nozioni accademiche sulla creazione di moneta sono SBAGLIATE.

MINKIA!

verrebbe da dire..

..ma il MONDO[2] non ha così reagito alla cosa. Perché? ‘Mbè.. un po’ perché NESSUNO ne parla, se non noi 4 sfigati sul WEB che ci arrabattiamo col signoraggio et similia, e un po’ perché nessuno capisce effettivamente cosa voglia dire questa cosa qua.

Allora cercherò di fare chiarezza. Con un esempio. Metto le mani avanti dicendo che (a) un esempio è solo un esempio, altrimenti si cade nel paradosso conosciuto come “Il viaggio della macchinina sulla Luna”[3] e che (b) bisogna tener ben presente il punto (a).
Il fatto che, in economia, la Banca Centrale inglese ammetta che la moneta NON è creata dalle banche centrali e che queste NON hanno controllo sulla creazione del 97 percento della moneta in circolazione ha lo stesso IMPATTO che dire, in medicina, che il cuore NON è responsabile della circolazione del sangue ma ne è succube. Ossia il sangue circola in maniera ALTRA da quella che ci dicono i libri di medicina e il cuore batte “di conseguenza” a questa circolazione misteriosamente creata (ma vedremo mica tanto misteriosamente).

Ora, cari Lettori, nel proseguo sostituite mentalmente la parola “MONETA” alla parola “SANGUE” ogni volta che la incontrerete. E’ un esperimento di autoconsapevoleritizzazione:
«Leggi “SANGUE” con gli occhi ma ripeti a voce alta “MONETA”».

E’ un esperimento simpatico, credetemi. Lo chiamano “esperimento della sostituzione”[4].

Se vi dicessero che il SANGUE (moneta) non circola perché il CUORE (banca centrale) batte.. ma per ALTRE ragioni, che per ora, solo per ora, non affrontiamo.. cosa pensereste?

Beh.. molti di Voi, in un ordine forse diverso dal seguente, potrebbero essere portati a chiedersi:

1. Allora mio padre di che stracazzo è morto, dato che all’ospedale mi hanno detto che era morto perché “..il cuore non ce l’ha fatta..”?? [5]
2. Se il cuore NON è il principale gestore della circolazione.. perché il mio dottore mi ha messo a dieta dicendo che “..fa bene al cuore..” ?? [6]
3. Quindi tutti i dottori (ossia professori ed economisti universitari e non solo) sanno cose sbagliate, nella migliore delle ipotesi[7], e ci fanno pure i sapientoni?!
4. Quindi chi comanda realmente, se non il cuore? Quale ORGANO comanda REALMENTE IL mio corpo (IL MIO MONDO)?? [8]
5. Una volta individuata la CAUSA/MOTORE del tutto.. siamo PRONTI al cambiamento? Sappiamo cambiare IL MODO DI INTENDERE il nostro corpo (mondo)??
6. Cosa dire (o dare) a chi dà del complottista a chi studia e (solo dopo aver studiato) denuncia pubblicamente ciò che solo ora, dopo 300 anni, la Bank of England ha il coraggio di denunciare dichiarare bellamente?

In soldoni: nel campo medico succederebbe una rivoluzione inimmaginabile, nel campo monetario non succede una beata mazza. Chiediti perché.

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[1] e non peppino er pizzicagnolo sotto casa mia, con tutto il rispetto per il signor Giuseppe che è una bravissima persona anche se quando apre la serranda me spacca il massello della cucina.. no, dico peppì.. un po’ de grasso o de strutto a ‘ste serande jelovolemodadare o prendono il colesterolo? Ennamo!
[2] noandri
[3] questo paradosso, se usi google, vedrai che non esiste. Lo sto creando ORA!!11!! tra 100 anni sarà sulla bocca di tutti e ne parleranno come di una cosa sempre esistita, ridicolarizzando chi non lo sa. Dice così: «Una maestra chiede a un bambino quanto impiegherebbe una automobilina che va a 100 km orari ad arrivare sulla Luna, sapendo che questa è distante 400.000 Km dalla Terra. Il bambino risponde: MAI. La spiegazione data all’incuriosita maestra è che dalla macchinina esce aria dai finestrini e così il conducente muore e non può compiere il viaggio. Si tratta del paradosso di voler “pretendere” TROPPO da un semplice esempio/tesi/supposizione e estrarre particolari REALI che inficiano la semplicità che l’esempio stesso voleva richiamare/esporre per spiegare un concetto. Si dice anche SFRUGUGLIAMENTO DELL’ESEMPIO PERFETTO.»
[4] ..nun è vero! Lo sto impostando ora io, in questo momento che leggi! Ma tra 100 anni..
[5] L’esperimento della sostituzione ora dovrebbe aver suggerito la lettura alternativa, tipo: “ma allora perché la mia nazione sta morendo se non è per problemi di soldi?”
[6] traduzione: l’austerity è una puttanata inutile e pure dannosa. Ora è chiaro il giochino? Continuate da soli nei prossimi punti, ricollegando l’esempio corrente con il reale quotidiano..
[7] ..senza contare la sindrome di Belmonte (questa esiste davvero! E’ di Galbraith)
[8] vi aiuto: le banche commerciali. La Banca d’Inghilterra lo dice apertamente nella sua ultima uscita/opuscolo, vedi link: “Manca solo essere Dio” viewtopic.php?f=78&t=2209


*Libera traduzione da “The Bank of England and the heart of economy” di Joseph Gascoigne Librado.

[^]

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Re: 00. Manca solo essere DIO..

Messaggioda Francesco Fata » 20 mag 2014, 16:47

E' curioso (qualora tu avessi fatto solo casualmente l'esempio del cuore che subisce la circolazione sanguigna) che in effetti ci sono teorie (tipo quelle del Prof. Ehret) che pongono il cuore come una "valvola" anziché una "pompa", stravolgendo così tutte le conoscenze mediche conosciute finora.
Fosse che fosse che, come ora è stata smentita la teoria di base della creazione di moneta, tra poco non vedremo anche smentire la teoria di base della medicina cardiologica?
Questo porrebbe in essere anche un altro fatto a dir poco sconcertante:
due persone (Pascucci e Ehret) dieteticamente e nutrizionalmente agli antipodi che potrebbero essere incredibilmente accostate grazie a una similitudine tra sangue/moneta e cuore/banca centrale sempre in voga.
:D
Voglio troppo bene al popolo per pensare di votare gente che vuole particolarmente bene a se stessa.
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Re: 00. Manca solo essere DIO..

Messaggioda sandropascucci » 21 mag 2014, 10:24

>> due persone (Pascucci e Ehret) dieteticamente e nutrizionalmente agli antipodi..

:D :D :D

vuoi dire che Ehret non si fa dai 200 ai 300 arrosticini a sera?! ma è matto?!?

:D :D :D
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Re: 00. Manca solo essere DIO..

Messaggioda Francesco Fata » 21 mag 2014, 10:43

Certo che quando ci vedremo per la promessa "arrosticinata" dovrò tener conto di essere di fronte non a un "Ehretista" bensì a un "Ehretico" del pensiero Ehretista! C'è una bella differenza in termini di chili di carne da ordinare! :D
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Re: 00. Manca solo essere DIO..

Messaggioda sandropascucci » 26 feb 2015, 10:53

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Re: 00. Manca solo essere DIO..

Messaggioda sandropascucci » 4 mar 2015, 11:15

dal 2009: «Sei per l'unione? bene, anche io: unisciti A ME» [sandro pascucci, 300 a.c.]

Questa andrebbe in "abbiamo dimostrato che..", forse, ma dato che si parla di Dio..

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Sfatiamo la psicologia del signoraggista con la sindrome di Dio (ARTICOLO DEL 2012 ARCHIVIO)

Sfatiamo la psicologia del signoraggista con la sindrome di Dio

Il signoraggista (erroneamente) è quel tipo che si interessa e combatte coloro che privatamente guadagnano emettendo "moneta debito" prestandola agli stati. Già la prima riflessione che bisogna fare è la seguente che forse è meglio dire anti-signoraggisti, ossia essere contro questo sistema, ma poiché non c'è stata chiarezza fin da subito, succede che per la stampa di regime (ma anche quella non di regime) i signoraggisti di fatto sono gli anti-signoraggisti. Sfatiamo un'altro blocco sopratutto per dei poveri sprovveduti se non ignoranti in materia, in quanto continuano a tacciale di "fascista" chi si occupa di signoraggio, il sol perché sono venuti alla ribalta alcuni autori di ""destra"", uno per tutti Ezra Pound, che ne hanno parlato con un certa "potenza". In oltre la storia recente vuole che la terza internazionale (sinistra!!) prese posizione per non dire fece una "alleanza" a favore degli ebrei, e siccome alcuni banchieri (non tutti) erano ebrei, è stato facile chiudere il cerchio, e fare il sillogismo più stupido del mondo; se parli male dei banchieri privati che emettono moneta (poiché alcuni banchieri sono ebrei e siccome il fascismo ha perseguitato gli ebrei) tu sei fasciata a prescindere senza possibilità di difesa!!!!. Ci sarebbe, in oltre, da dire che la sinistra europea, ma sopratutto quella italiana, in virtù di quella lontana "alleanza" a difesa degli ebrei si è trovata nel tempo di fatto a rinnegare il proprio carisma (difendere il proletariato) e stare dalla parte del "capitalista", ma in questo caso stranamente non è stato fatto nessun sillogismo. La realtà del signoraggio è molto più complessa che non solo la differenza tra "valore intrinseco" e "valore facciale"; l'aggio del signore, purtroppo non conosce limiti e storia (altro che fascismo), già i romani coniavano monete che valevano meno di quanto era indicato sul conio, poi le città stato, le repubbliche marinare, "il 1694 (prima banca), il 1944 (bretton - FMI e BM), il 1971 (fine golden standard), 1981 ( in casa nostra divorzio tra la banca di Italia e ministero del tesoro, il tasso diventava scelta autonoma), 1992 ( in casa nostra la banca d'Italia è privatizzata al 95%) , 1999 (abolizione della Glass-Steagall), l'esperienza Argentina sotto Menem, 2002 la massima "creazione assassina" dell'euro-truffa, in mano agli speculatori, che alla faccia dei principi di uguaglianza ha un costo diverso per le varie nazioni che la vogliono utilizzare (la Grecia 100 euro li compra a 6/7 euro (in aumento), l'Italia a 4/5 euro e la Germania a 1/2 euro); ( fine 2013 crak finale e ritorno alla neolira!!!!). Tornado alla stupida connotazione "politica" del fenomeno "moneta debito" c'è una lunga schiera di intellettuali e politici che hanno affrontato l'argomento, di ogni estrazione politica, sociale e provenienza a comunicare da Thomas Sankara, Abraham Lincoln, James Garfield (giusto per non citare sempre Kennedy) Luis Even, Clifford Hurt Douglas, John Barnes, Karl Marx, Silvio Gesell, Barone Giuseppe Corvaja, John Kennet Galbrigth, Sella di Monte luce, John Perkins, Ferdinando Galliani, Hayek, alcuni Papi tra cui Pio XI, Chavez, ecc, ecc l'elenco è lunghissimo, chiudo l'elenco, con una frase tratta dal libro di Lev Tolstj "l'unico mezzo" (sicuramente un fascista!!! sic) " La terra gli è tolta e viene considerata proprietà di coloro che non la lavorano; in modo che per procurarsi da questa il nutrimento, il contadino deve fare tutto ciò che da lui esigono i proprietari della terra. E se abbandona la terra e si colloca al lavoro nelle officine, nelle fabbriche, allora cade in servitù dei ricchi, deve lavorare per tutta la sua vita, dieci, dodici, quattordici ore al giorno e più, fare per altri un lavoro monotono, noioso e spesso pericoloso per la sua stessa vita. Può egli mettersi a coltivare la terra o a lavorare in proprio, in modo da nutrirsi senza miseria; ma allora non lo si lascia tranquillo, gli si chiedono le imposte e inoltre lo si costringe per tre, quattro, cinque anni a servire nell'esercito, o gli si fanno pagare imposte speciali per l'organizzazione militare. E s'egli vuole trar profitto dalla terra senza pagare per essa, o se si mette in sciopero e vuole impedire agli altri operai di prendere il suo posto, o se rifiuta di pagare le imposte, allora si mandano le truppe contro di lui, viene ferito o ucciso, e colla forza lo si costringe a lavorare e a pagare come prima. " Così vivono i contadini e gli operai del mondo intero, non come uomini, ma come bestie da soma, che sono forzati durante tutta la loro vita a fare non quel ch'è utile a loro, ma ciò che serve ai loro oppressori, e perciò si dà loro quel tanto di nutrimento, di vestiario e di riposo appena necessario, perché essi possano lavorare senza tregua. La minoranza degli uomini, quella che domina il popolo lavoratore, approfittando di tutto quel che questo produce, vive nell'ozio e nel lusso sfrenato, sprecando inutilmente, in modo immorale, il prodotto del lavoro di milioni di operai." Ora basterebbe cambiare qualche parola tipo "terra" con "moneta" e si comprenderebbe la profondità di tale scritto risalente al 1901, dove cambiano i contesti ma non i meccanismi dei "padroni", questo per dire che l'argomento è stato trattato veramente da tutti. Stiamo infatti parlando di "sovranità monetaria" anche se poi le sfaccettature ("moneta debito"- "moneta privata" - "signoraggio" - "moneta sovrana" - "moneta giusta"- "moneta sociale"- "moneta di stato", ecc) portano sempre allo stesso problema di fatto questo è un argomento che non ha colore politico ma interessa l'intero popolo che usa una moneta. Immaginate una impresa che tagli le tavole su misura ma ogni volta che usa il metro per misurare ed il taccuino per "conservare" il "valore della misura", lo deve prendere in affitto e pagare interessi, alla fine chiunque concorderà che forse è meglio avere un metro ed un taccuino di proprietà. Ora una nota con la professione dell'anti-signoraggista, stranamente quando si scopre questa frode che equivale a riconoscersi schiavo, si innesca come una perversione che invade anima e corpo fino ad arrivare alla sindrome di Dio e si pretende di salvare il mondo da soli, senza neanche volere l'aiuto dell'altro. Il personaggio ha acquisito la sindrome dell'anti-signoraggisita con i seguenti sintomi: presuntuoso, anarchico per definizione, vede nemici da per tutto sopratutto in quelli che dicono le stesse sue cose parlandogli addosso. Soprattutto l'ultimo arrivato è il più pericoloso e il più ambizioso, che dopo aver letto un articolo e mezzo,o poco più, decide di fondare la sua "nuova (ennesima ed inutile) associazione" sotto uno slogan più o meno carino e ad effetto, pensa di salvare l'Italia da solo, disconoscendo ed ignorando chi quell'argomento lo tratta da anni e con molta più consapevolezza. Fa analisi su analisi e pretende che la sua analisi sia migliore dell'altro, per questo o quest'altro motivo e poi non ha la minima capacità di organizzare una rete di convergenza e di realizzare una azione collettiva mobilizzante, per il semplice fatto che la "mia" (sua) idea ed il mio "slogan" e più "bello" più "intelligente" e più "profondo". Ma la cosa più grave è che non comprende che c'è un intero sistema globale e mondiale, intrecciato di culture, paradigmi, strutture, interessi, servizi, sistemi che se solo lo volessero cancellerebbero anche i registri su cui è scritta la data di nascita e la memoria di chi lo ha conosciuto. La presunzione di darsi troppa importanza e dimenticarsi in fondo di essere sempre un/settemiliardesimo, con tendenza al ribasso. Il sistema lo creiamo noi ogni giorno con il nostro pensiero ed il sintema prende forza dalle nostre energie, cosi come il potere lo concediamo noi ogni giorno. Basterebbe fare lo sciopero fiscale seriemente oppure che tutti ritirassimo i soldi dalle banche per far saltare il sistema ( ci sarà un motivo per cui vogliono controllare tutto il "loro" denaro imponendo sempre di più la moneta elettronica). Tutto è informazione, la realtà è costruita dall'informazione che noi ci ostiniamo a diluire mentre andrebbe ristretta e sintetizzata. Chi ha capito come funziona il mondo ha l'informazione in mano, quella che plagia e fa convergere, mentre internet, quella che noi "crediamo" di avere in mano, segue il secondo principio della termo dinamica, ossia genera sempre più informazione degradata e va verso la dispersione. La convergenza se arriverà non potrà essere basata su elementi culturali o di informazione (se non per piccoli gruppi che a voler essere ottimisti potranno raggiungere il 10%), ma sarà solo su elementi emozionali (mi pare si chiami Rivolta popolare), in cui colui che strillerà più forte al momento giusto e nel posto giusto guiderà i montoni ormai ridotti alla fame, per poi ricominciare di nuovo l'esperienza della "democrazia sociale" con una "moneta sociale", per sei o sette anni andrà tutto bene fin quando cominceranno le prime infiltrazioni dei parassiti, ed il film sarà proiettato di nuovo per le prossime genrazioni. La nostra limitata ragione essendo costretta a rilevare la realtà nella rappresentazione dello spazio-tempo vede tutto come "lineare" e come "causa ed effetto", ma quel "segmento" benché apparentemente "retto" nello spazio, di fatto fa parte di una grande circolarità del tempo che viene e va da e verso l'infinto dove anche due rette parallele potrebbero in fondo incontrarsi.Giuseppe Turrisi

da: accademiadellaliberta.blogspot.it

Ora.. questa analisi.. CHE IO CONDIVIDO AL 100%, ripeto

AL 100%


dicevo.. questa analisi.. spingerà tal Turrisi a iscriversi al PRIMIT?
(oppure ad aprire una associazione che si occupi esclusivamente di didattica a favore del popolo e, gratis, insegnare e diffondere le informazioni pazientemente raccolte et elaborate con il rilascio di strumenti e materiali didattici da dare in piazza durante tutto l'anno senza guadagnare nulla e senza mostrare il culo alle telecamere o pagare per avere il proprio sito - a sì! dimenticavo che deve fare anche un paio di siti inerenti SOLO all'Argomento - per arrivare primo nelle classifiche di google e puo, ancora, il nostro, NON vendere libri dal contenuto scopiazzato dal web? puo' fare tutto questo senza farci entrare la politica e/o la violenza? se puo' mi disiscrivo IO dal PRIMIT e mi iscrivo da lui, che non si dica che voglio reclutare gente validissima nel PRIMIT, eh!!)
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Messaggioda sandropascucci » 5 apr 2015, 9:18

da: http://www.forexinfo.it/L-Islanda-vuole-attuare-una

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L’Islanda vuole attuare una rivoluzione monetaria e toglie potere alle banche. La ricetta perfetta per risolvere una crisi?
in Notizie Economiche di Vittoria Patanè | 5 Aprile 2015 - 08:58

L'Islanda vuole rivoluzionare il proprio sistema monetario togliendo alle banche commerciali la possibilità di creare denaro ed eliminando le assicurazioni sui depositi. Ecco in cosa consiste la rivoluzione islandese

L’Islanda vuole attuare una rivoluzione monetaria e toglie potere alle banche. La ricetta perfetta per risolvere una crisi?
L’Islanda è sempre stata una sorta di voce dal coro per quanto riguarda il modo di gestire l’economia e la finanza. L’esempio perfetto è il modo in cui ha affrontato l’ultima, gravissima crisi, impedendo de facto per che i cittadini pagassero per errori compiuti dalle banche e dalle Autorità competenti.

Oggi però arriva un’ulteriore iniziativa che mira a mettere in atto una vera e propria rivoluzione monetaria ed economica volta a creare un sistema più stabile ed equilibrato.

Il Governo starebbe infatti studiando una proposta monetaria che prevede di togliere alle banche commerciali il potere di creare moneta e trasferirla alla banca centrale.

Ma c’è di più, perché tra le misure contenute nel documento compare anche la cancellazione dell’assicurazione sui depositi e dei prestiti di riserva frazionaria, considerati meccanismi insalubri alla base delle bolle nate nelle attività creditizie.

Il piano è stato presentato nell’ambito di un disegno di legge del Partito del Progesso, attualmente al potere ed è stato fermato da Frosti Sigurjonsson. Il titolo parla da solo: «Un sistema monetario migliore per l’Islanda». La proposta è stata accolta con favore anche dal primo ministro Sigmundur David Gunnlaugsson, che ha affermato:

«L’esperimento offrirà un contributo importante alle discussioni future, qui e altrove, sulla creazione di moneta e sulle politiche monetarie»
E non poteva che essere così, dato che il testo è stato commissionato dallo stesso premier allo scopo di mandare in soffitta un sistema monetario tanto antico quanto instabile che però è riuscito a superare anche l’ultima crisi finanziaria avvenuta nel 2008.

Secondo i dati diramati dalla banca centrale, dal 1875 ad oggi, l’Islanda è sopravvissuta a «più di 20 tipi diversi di crisi finanziarie», con «sei episodi di crisi finanziarie gravi che si sono ripetuti in media a 15 anni di distanza» l’uno dall’altro.

In tutti i casi si è presentato lo stesso problema: una bolla del credito nata durante un ciclo economico positivo.

Secondo gli esperti, la legge proposta da Sigurjonsson avrebbe però un grande difetto rappresentato dalla responsabilità di un pannello di esperti nella creazione di moneta.

Una caratteristica che offrirebbe ben poche sicurezze. Nonostante ciò, l’iniziativa non può non essere considerata eccellente soprattutto perché prova a risolvere due problemi che si palesano ormai a cadenza regolare: le crisi causate dalle bolle creditizie e i rischi che le banche commerciali corrono in nome dei profitti.

L’assicurazione dei depositi bancari infatti assicura che i soldi arrivino nelle casse degli istituti che offrono rendimenti più alti. Nel caso in cui un deposito viene assicurato, il cliente non si interessa dei rischi. Nello stesso tempo le banche che offrono tassi più alti sui depositi, corrono pericoli maggiori allo scopo di poter ripagare a loro volta gli interessi maturati con i clienti, creando un ciclo vizioso. Cercare di bloccarlo sarà anche un’idea utopistica, ma senza dubbio lodevole.

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Il tuo commento all'articolo:

L’Islanda vuole attuare una rivoluzione monetaria e toglie potere alle banche. La ricetta perfetta per risolvere una crisi?
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L’Islanda vuole rivoluzionare il proprio sistema monetario togliendo alle banche commerciali la possibilità di creare denaro ed eliminando le assicurazioni sui depositi. Ecco in cosa consiste la rivoluzione islandese
Non capisco..

..che problema c'è ad affidare a un "pannello di esperti" la decisione di creare moneta? Non è quanto OGGI fanno i "pannelli di esperti" di Unicredit, San Paolo IMI, BNL e compagnia cantante (quando emettono un mutuo/prestito, ovvero creano dal nulla moneta elettronica - e neanche LEGALE, come solo la BANCONOTA invece può vantare di essere)?? Anzi: il "pannello di esperti" DEVE essere PUBBLICO, ovvero STATALE. Così se le cose vanno male NON SI POTRA' INCOLPARE il c.d. "mercato" e saranno, i politici, FINALMENTE richiamati (inchiodati) alle proprie responsabilità. INCHIODATI non è un termine scelto a caso. Studiate il signoraggio, please.
inviato da sandropascucci il 5 Aprile 2015 alle 09:15
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Messaggioda sandropascucci » 5 apr 2015, 9:39

da: http://www.scribd.com/doc/260617614/Ice ... ary-Reform
o: https://www.documentcloud.org/documents ... eform.html


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1.1 Abstract
This report is a study of monetary problems in Iceland and in what part they may be caused by the current monetary mechanism, the fractional reserve system.

There is indication that the fractional reserve system may have limited the Central Bank's ability to control the money supply while giving banks both the power and incentive to create too much money.

Indeed, commercial banks expanded the money supply nineteen-fold in the fourteen year period that ended with the banking crisis of 2008.

There is also indication that the fractional reserve system may have been a long term contributing factor to various monetary problems in Iceland, including: hyperinflation in the 1980s, chronic inflation, devaluations of the Icelandic Krona (ISK), high interest rates, the government foregoes income from money creation, and growing debt of private and public sectors.

Economists have long been aware of the problematic nature of the fractional reserve system and proposed various reforms. A program for monetary reform by Fisher et al in 1939 received the support of 235 economists from 157 universities and colleges but was not implemented.

This report reviews some of the more frequently mentioned proposals for monetary reform: 100% Reserves, Narrow Banking, Limited Purpose Banking and describes in detail the Sovereign Money proposal.

In a Sovereign Money system, only the central bank, owned by the state, may create money as coin, notes or electronic money.

Commercial banks would be prevented from creating money.

This report describes how such a Sovereign Money system could be implemented and what steps would be required for a successful transition.


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1.2.1

The Central Bank of Iceland is not in control of the money supply

Commercial banks create money when they make loans and delete money when loans are repaid.

The Central Bank of Iceland must provide banks with reserves (money in accounts at the CBI) as needed, in order not to lose control of interest rates or even trigger a liquidity crisis between banks. The Central Bank of Iceland therefore had to create and provide new central bank reserves to accommodate banks as they expanded the money supply nineteen fold between 1994 and 2008.
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Messaggioda sandropascucci » 17 ago 2015, 12:05

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Ecco come funziona il cervellone che protegge l'euro (e perché al Sud viene imposta austerity anche in fasi recessive)

di Vito Lops 16 aprile 2014

A fine maggio si terranno le elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo. Il dibattito politico ed economico si concentra su maggioranze, coalizioni, pro-euro e anti-euro. Delle tecnicalità, quelle che però spesso incidono più di qualsiasi altro aspetto sul futuro dei cittadini, si parla poco.
Ma è bene soffermarvicisi. E quando parliamo di tecnicalità nell'area euro ci riferiamo in particolare al funzionamento del sistema Target2. Alzi la mano chi sa di cosa stiamo parlando. A voi tutti, sinceri che le mani non le avete alzate, è rivolto questo articolo.

Il Target 2 è il sistema di compensazione dei pagamenti tra le banche commerciali e le rispettive banche centrali dei Paesi dell'Eurozona (vi aderiscono anche Danimarca, Bulgaria, Polonia, Lituania e Romania). Con la supervisione finale della Banca centrale europea. E' stato introdotto nel novembre del 2007. Prima c'era il sistema Target, più altre stanze di compensazione (clearing house). Da fine 2007 c'è solo il Target 2, dove Target sta per Trans-European Automated Real-time Gross settlement Express Transfer system.

Ogni pagamento, dall'acquisto di un frigorifero in un centro commerciale all'ordine di una maschera da sub dalla Grecia, passa attraverso questo cervellone elettronico. Una piramide, in cima alla quale c'è la Bce, immediatamente sotto ci sono le banche centrali nazionali (Banca d'Italia, Bundesbank, Banco d'Espana, ecc.). E poi alla base ci sono le banche commerciali.

Per entrare nel cuore di questo cervellone bisogna però conoscere un po' di come viene creata oggi la moneta a livello bancario. Ci sono due tipi di moneta. La prima è creata dalle banche centrali, la seconda è creata dalle banche commerciali.

La prima moneta è creata dalle banche centrali attraverso la semplice immissione di un impulso elettronico su un computer. Si tratta di moneta che non può circolare nell'economia reale ma viene utilizzata in un conto bancario che le banche commerciali devono detenere presso le banche centrali nazionali (dove sono obbligate a tenere delle riserve un apposito "conto riserve"). Anche le banche commerciali emettono moneta attraverso impulsi elettronici e lo fanno nel momento in cui concedono prestiti ai clienti. Ma è importante sapere che nel sistema Target 2 circola solo la moneta delle banche centrali, quella delle riserve bancarie, che serve per i pagamenti interbancari.

Nel "conto corrente riserve" presso la banca centrale deve essere presente una riserva obbligatoria (in % dei depositi o delle obbligazioni emesse dalla banca, viene stabilita dalla Bce come strumento di politica monetaria, viene aumentata quando intende sottrarre liquidità dal sistema per drenare la crescita, o aumentata per ottenere un effetto opposto).

Oltre alla riserva obbligatoria una banca può depositare in questo "conto riserve" presso la banca centrale anche riserve libere, per agevolare le operazioni di pagamenti con altre banche. Di giorno può utilizzare tutte le riserve ma la sera almeno la riserva obbligatoria deve rientrare. La riserva obbligatoria è remunerata al tasso refi, l'eccesso di riserva non viene remunerato.

Prima di procedere dobbiamo imparare questa importante distinzione. I depositi per le banche rappresentano una passività (un debito) mentre i prestiti rappresentano un'attività (un credito). Questo punto è fondamentale per capire il funzionamento del Target 2 e molte scelte politiche che vengono oggi adottate al netto di frasi e comportamenti di facciata da parte di alcuni politici europei.

Cosa succede se un italiano acquista in un centro commerciale un frigorifero venduto da una società tedesca? L'italiano ha il conto corrente presso la banca commerciale A, il tedesco presso la banca commerciale B. Poniamo che il frigorifero costi 1.000 euro. A livello interbancario (e di saldi Target 2) accade questo. La banca commerciale A elimina dal saldo del conto corrente del cliente italiano 1.000 euro ed effettua un bonifico presso la banca commerciale B tedesca che, di conseguenza, aumenta i depositi del cliente (la società che vende frigoriferi) per 1.000 euro.

L'operazione però passa anche attraverso il Target 2 e quindi coinvolge anche la Banca d'Italia, la Bundesbank e la Banca centrale europea e i conti dove sono depositate le riserve obbligatorie. In che modo? Il sistema Target 2 manda un segnale alla Banca d'Italia di "distruggere" (elettronicamente) 1.000 euro di riserve detenute nel "conto riserve" della banca commerciale A (dopodiché la Banca commerciale A ha meno riserve per l'equivalente di 1.000 euro nel conto che ha presso la Banca d'Italia). Allo stesso tempo il sistema Target 2 invia anche un segnale alla Bundesbank dicendo di accreditare 1.000 euro nel "conto riserve" che la Banca commerciale B ha presso la Bundesbank.

Alla fine di questo giro emerge che la banca commerciale B tedesca ha incrementato le riserve nel conto della Bundesbank per 1.000 euro e, contestualmente, la banca commerciale A italiana "vanta" meno riserve per 1.000 euro presso la Banca d'Italia. Tutto compensato, quindi, come una stanza di compensazione funzionante vuole.

Vi ricordate però cosa rappresentano i depositi per una banca? Sono una passività. Quindi a conti fatti la vendita del frigorifero avrà prodotto un accredito sul conto riserve della banca tedesca presso la Bundesbank (e una corrispondente posizione attiva della Buba sul Target) aumentando di fatti le passività della banca commerciale B tedesca presso la Bundesbank mentre avrà liberato la banca commerciale A italiana della passività che aveva presso il conto riserve di Banca d'Italia (aumentando la posizione passiva della Banca d'Italia nel sistema Target 2).

Vi ricordate che i depositi detenuti dalle banche commerciali presso il conto della Banca centrale nazionale sono rappresentati da moneta di banca centrale che non può essere utilizzata nell'economia reale? Bene, questo è un passaggio importante perché questi 1.000 euro di depositi in più sul conto presso la Bundesbank, la banca commerciale B tedesca potrà utilizzarli solo per investire in titoli o per estendere credito ai propri clienti (maggiori sono le riserve più crediti si possono fare perché i crediti sono proporzioni alla riserve secondo il moltiplicatore dei depositi).

Quindi, quando un cittadino compra un frigorifero prodotto da una società straniera si crea un meccanismo per cui ballano le riserve nei "conti riserve" delle banche commerciali presso le banche centrali nazionali, sotto il coordinamento del sistema di compensazione Target 2. A livello bancario, è come se la banca commerciale B tedesca (e di conseguenza il sistema finanziario della Germania) accumulasse un credito nei confronti della banca commerciale A italiana (e di conseguenza sul sistema finanziario italiano) per aver venduto un bene fisico (il frigorifero) che è passato dalla Germania all'Italia. Ne consegue che quando un Paese dell'area è in deficit nella bilancia dei pagamenti (è in debito con l'estero) il meccanismo Target 2 impone automaticamente che questo deficit sia finanziato dal Paese creditore del Target 2. Oppure impone un intervento a sostegno da parte della Banca centrale europea (quello che è stato fatto dalla Bce a partire dal 2010). Perché se il banco salta il creditore resta con il cerino accesso in mano.

Si crea quindi uno squilibrio nei sistemi Target 2 che può essere compensato in due modi:

1) l'Italia vende un bene di pari valore alla Germania creando lo stesso meccanismo al contrario e azzerando i saldi Target 2 tra il sistema finanziario tedesco e quello italiano;
2) la Germania utilizza il surplus di riserve per acquistare titoli italiani
3) interviene la Banca centrale europea erogando liquidità aggiuntiva a favore dell'Italia

Quello che si è verificato fino al 2008 è stata proprio l'opzione numero due. I saldi risultavano in equilibrio, ma in realtà dietro c'era un forte squilibrio perché in buona sostanza la Germania vendeva prodotti al Sud Europa e compensava la posizione creditoria nel sistema Target 2 acquistando titoli di Stato del Sud Europa (Grecia, Italia, ecc.). Il credito Target 2 della Germania determinato dalla vendita del bene fisico veniva compensato dal debito Target 2 determinato dall'acquisto di titoli del Sud Europa.

Dopo lo scoppio della bolla dei mutui subprime il flusso degli acquisti si è interrotto, anzi è stato ancor più aggravato dalle vendite (ricordate quando Deutsche Bank ha venduto 8 miliardi in titoli di Stato italiani in pochissimo tempo?). Questo ha fatto esplodere i saldi Target 2 facendo venire a galla gli squilibri dell'Eurozona con un Paese (la Germania) che vantava crediti superiori a 700 miliardi rispetto al debito dei Paesi del Sud Europa (vicinissimo a quella cifra) speculare.

Ne consegue che l'esistenza stessa dell'Eurozona si fonda oggi su questo sistema di pagamenti attraverso cui oggi transita un controvalore giornaliero di circa 2mila miliardi di euro e che, tecnicamente, non prevede limiti. In caso di crollo del sistema Target 2 – in sostanza se la Germania interrompesse tramite il meccanismo delle riserve Target 2 – di finanziare il deficit dei Paesi del Sud Europa anche per un solo giorno, rischierebbe di crollare l'intero sistema e l'euro stesso.

A patto che non subentri la Bce (come ha fatto) con liquidità che rende meno brusca la correzione delle partite correnti dei Paesi in deficit. Va anche detto – spiega un banchiere che preferisce restare anonimo – che il meccanismo di garanzia dei crediti vantati dal Nord Europa verso il Sud Europa ha come alter ego il meccanismo del collaterale, ossia garanzie tramite titoli governativi. Per essere più precisi più che di acquisti in senso assoluto si tratterebbe di acquisti “repo” (repurchase agreement) ossia pronti contro termine, titoli presi in garanzia fin a quando è in essere il relativo credito.

Come si correggono questi squilibri?

1) I Paesi del Sud Europa in deficit passano da una situazione di deficit a una di surplus di bilancia dei pagamenti
2) I Paesi del Sud Europa vendono Bund tedeschi

La strada dell'austerità e del rigore che è stata finora praticamente imposta (pur in una fase di recessione economica) è quella che è stata praticata (punto 1). Non a caso i Paesi del Sud Europa, pur sperimentando una crescita debole e tassi di disoccupazione a livelli record (soprattutto quella giovanile) stanno riportando il saldo dei conti con l'estero in pareggio o in attivo. Questa sta favorendo un graduale rientro degli squilibri Target 2 e un ridimensionamento dell'enorme credito accumulato dalla Germania nei primi 15 anni dell'Eurozona.

E stanno ritornando flussi di capitale nella periferia dell'Eurozona . Che stanno contribuendo a far migliorare i saldi Target 2. Non a caso Il credito Target 2 della Germania è sceso da oltre 700 sotto i 500 miliardi. Il rinnovato surplus della periferia dell'Eurozona non è però totalmente virtuoso. In molti casi è più figlio di una diminuzione delle importazioni (complice il calo del potere d'acquisto della domanda interna e dell'aumento del tasso di disoccupazione che a loro volta stanno causando un processo di disinflazione/deflazione) che non per un aumento spiccato delle esportazioni (per quanto in alcuni casi rifletta un aumento effettivo della competitività sul fronte export).

È quello che sta accadendo in un percorso lento e doloroso. La Germania cerca così lentamente di rientrare dei propri crediti che continuano ad essere massicci, così come gli irrisolti squilibri nell'Eurozona. Ed è probabilmente questo il motivo per cui l'euro non è crollato quando nel 2011-2012 molti economisti davano per spacciata una deflagrazione dell'Eurozona. In quel periodo è vero gli spread balzavano alle stelle ma l'euro sul mercato dei cambi si manteneva estremamente tonico, segnale che gli investitori non hanno mai creduto fino in fondo al crollo dell'euro. L'allarme finale prima della sua deflagrazione (una improvvisa svalutazione valutaria) non è mai scattato.

«Prima dell'euro avere deficit commerciali troppo grandi era "sanzionato" dalla progressiva svalutazione delle monete nazionali. Un Paese cioè non arrivava mai ad essere un debitore troppo grande perché la svalutazione del cambio raggiustava i conti e gli equilibri competitivi - spiega Marco Fortis, professore di Politiche europee ed internazionali all'Università Cattolica del Sacro Cuore -. Con l'euro invece è successo che gli squilibri si sono gonfiati a dismisura e la Germania se ne è avvantaggiata in modo abnorme portando la sua posizione finanziaria netta sull'estero oltre il 40% del Pil. Finché son stati tempi di vacche grasse a Berlino la situazione ha fatto comodo, poi con la crisi dei debiti sovrani tutto è cambiato ed è iniziato il processo di aggiustamento in modo frenetico. Inoltre, l'improvviso e rapido rientro dei crediti della Germania ha anche avuto un ulteriore obiettivo: andare a finanziare la forte crescita del debito pubblico tedesco tra il 2009 e il 2012. Se non ci fosse stato prima l'accumulo forzato e continuativo di crediti della Germania grazie al tasso di cambio fisso con l'euro, e poi il rapido rientro dei crediti stessi, Berlino non avrebbe potuto finanziare tanto facilmente la rapida crescita del suo debito pubblico».

Capire quindi come funziona il "cervellone dell'euro" (il sistema Target 2) ci aiuta anche a capire che più dei Paesi del Sud, ha interesse tecnico a far restare in piedi l'euro proprio la Germania, il principale creditore finanziario nell'Eurozona. Perché si sa quando un debitore è piccolo è molto fragile, ma quando il debitore è grande rischia di essere più potente del creditore. E questo la Germania lo sa. E probabilmente anche per questo ha insistito sull'applicazione di politiche di austerità nei Paesi del Sud Europa anche in fasi recessive. Per rientrare quanto prima dei crediti.

Segui @VitoLops

fonte: http://www.ilsole24ore.com/art/finanza- ... idABI7vRBB
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Messaggioda sandropascucci » 17 ago 2015, 12:09

sandropascucci ha scritto:..
Per entrare nel cuore di questo cervellone bisogna però conoscere un po' di come viene creata oggi la moneta a livello bancario.

Ci sono due tipi di moneta.

La prima è creata dalle banche centrali, la seconda è creata dalle banche commerciali.

La prima moneta è creata dalle banche centrali attraverso la semplice immissione di un impulso elettronico su un computer.

Si tratta di moneta che non può circolare nell'economia reale ma viene utilizzata in un conto bancario che le banche commerciali devono detenere presso le banche centrali nazionali (dove sono obbligate a tenere delle riserve un apposito "conto riserve").

Anche le banche commerciali emettono moneta attraverso impulsi elettronici e lo fanno nel momento in cui concedono prestiti ai clienti.

Ma è importante sapere che nel sistema Target 2 circola solo la moneta delle banche centrali, quella delle riserve bancarie, che serve per i pagamenti interbancari.
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Messaggioda sandropascucci » 17 ago 2015, 12:14

da presidente PRIMIT: credo quantunque lo tema sia tecnico e viscoso si sia bastantemente addimostrato lo modo de creatio ex nihilo de la moneta da parte delle banche commerciali et centrali
da sandropascucci: chiudiamo il thread e dai.. 'fanculo NON a chi NON capisce ma a chi NON vuole capire cercando fonti autorevoli.
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Messaggioda sandropascucci » 30 set 2015, 17:23

da: http://www.wallstreetitalia.com/article ... ge=1828025
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Banche centrali, prossima mossa tassi negativi e cash fuorilegge

Stampa Invia Commenta (6) di: MERCATI & BORSE | Pubblicato il 30 settembre 2015| Ora 09:29

Per contrastare la fuga dalle banche c'è chi suggerisce l'abolizione dei contanti liquidi.

NEW YORK (WSI) - E' già successo in Svezia e presto la stessa situazione potrebbe verificarsi anche altrove se le condizioni economiche continueranno a essere difficili. Stiamo parlando dei tassi di interesse che vengono portati in territorio negativo. Nel corso dell'ultima riunione di settembre, la Federal Reserve ha confermato i tassi di interesse a zero e ancora non si fida a imporre la prima stretta monetaria negli ultimi nove anni.

Può questa situazione protrarsi all'infinito? Il Telegraph ha provato a dare una risposta, analizzando le conseguenze di un contesto prolungato in cui il costo del denaro rimane sotto zero. Il rischio è che le banche centrali, per assicurarsi che le proprie misure funzioni, finiscano per imporre controlli di capitale e persino arrivare a mettere i contanti fuorilegge.

Il mantenimento ad oltranza dei tassi a zero "provocherebbe inevitabilmente una fuga dei risparmiatori dalle banche". In una situazione come questa, la gente preferirebbe utilizzare contanti invece di tenere i soldi in banca: nell'ultima ipotesi non ci sarebbe nessuna remunerazione sul capitale, ma solo costi legati alla gestione del conto bancario e della carta di credito.

Come fare fronte a una situazione del genere dal punto di vista delle banche centrali? In un contesto del genere non sono escluse misure estreme, come quelle suggerite per esempio da Andy Haldane, membro del Monetary Policy Committee (MPC), in pratica l'organismo britannico della Banca d'Inghilterra equivalente al Fomc americano. Secondo Haldane è possibile che in futuro, proprio per contrastare la fuga dalle banche, siano "messi fuori legge i contanti".

Fonte: The Telegraph


hanno paura.. di cosa? della nostra (er popolino) FUGA DALLE BANCHE?!!?!?!?!uno1!!?
quindi come fuggire di prigione.. da un lager.. e i contanti sono gli unici strumenti che ci renderebbero AUTONOMI da questi Geheime Staatspolizei (che poi tanto "segreti" non sono)..


B
K
P
(in attesa di moderazione)

il contante fa paura: perché? rappresenta solo il 2% della massa monetaria.. eppure fa paura. perché? per due motivi (tre perché i due ne creano un altro): (A) il contante rende autonomi. pago in contanti non ho bisogno di moneta elettronica gestita TOTALMENTE da IGB (il grasso banchiere) - e questo non va bene per il sistema dei banchieri; (B) il contante è "moneta legale" (o "moneta di banca centrale") e rappresenta, ad oggi, un [seppur piccolo] vincolo nella creazione di "moneta bancaria" - o "moneta fiduciaria" (il 98% della massa monetaria globale), creata dalle banche commerciali, dal nulla, senza corrispettivo, ex nihilo, a gratis (per le bCOM) ecc..; (C) sapendo A e B c'è la rivoluzione. il tutto è signoraggio, ovviamente.
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Messaggioda sandropascucci » 6 apr 2016, 15:51

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Messaggioda sandropascucci » 27 apr 2016, 16:45

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Re: 00. Manca solo essere DIO..

Messaggioda sandropascucci » 5 ago 2016, 9:22

This isn’t how the monetary system works at the moment. As long as deposits at private banks can act as money, banks have the power to create an infinite amount of money out of thin air: When they grant a loan, banks just use their computers to increase the customer’s account balance.

It’s only when one bank needs to make payments to another that it requires actual central-bank issued cash, called reserves. Banks can always get more reserves at the central bank, for a price.



Attualmente, il sistema monetario non funziona in questo modo. Finché i depositi presso le banche private possono fungere da denaro, le banche hanno il potere di crearne una quantità infinita dal nulla: quando concedono un prestito, usano semplicemente i loro computer per incrementare il saldo del conto del cliente.

È solo quando una banca deve effettuare dei pagamenti a vantaggio di un’altra banca che necessita di liquidità reale emessa dalla banca centrale, le riserve. Le banche possono sempre aumentare le proprie riserve presso la banca centrale, ma a un prezzo.


direi da 10 e lode. e non è un signoraggista a dirlo ma il Wall Street Journal
da: http://www.wsj.com/articles/the-central ... 1468936751

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ECONOMY CENTRAL BANKS RESEARCH
The Central Bankers’ Bold New Idea: Print Bitcoins

Bank of England economists advocate central banks issue their own digital currency

By JON SINDREU
Updated July 19, 2016 1:56 p.m. ET

When it comes to bitcoin and digital currencies, central banks might be considering the adage: “If you can’t beat them, join them.”

In a research paper published on Monday, economists at the Bank of England advocated that central banks issue their own kind of digital currency. Using the U.S. as a case study, they argued it could give a permanent boost to the economy of around 3%, as well as providing policy makers with more effective tools to tame financial booms and busts.

BOE economists John Barrdear and Michael Kumhof write that “reductions in real interest rates, distortionary taxes, and monetary transaction costs” would boost the economy.

Much like physical cash, digital currencies like bitcoin allow direct payment from one person to another, but they also have all the advantages of bank transfers, because large payments can be made instantaneously across the globe.

But the main appeal of bitcoin isn’t that it’s electronic. In fact, most money already is: Only about 5% of money in the economy is physical cash; the rest is bank deposits.

Rather, a digital currency offers a decentralized way to make payments without needing commercial banks to stand in the middle and record the transaction. Payments are validated by other users in a global network of computers and then updated in a shared record known as the blockchain.

‘I don’t see how banks could compete’
—Peter Stella, former central-banking head of the International Monetary Fund and director of Stellar Consulting LLC
Central banks across the developed world, including the Bank of England and the Bank of Canada, are now studying the potential of this technology. Were central banks to issue digital cash and make it available to the general public, money would exist electronically outside of bank accounts in digital wallets, much as physical bank notes do. This means households and businesses would be able to bypass banks altogether when making payments to one another.

This could trigger a radical reshaping of the financial system.

“Making central bank money widely available could have an impact on deposits held at commercial banks and a knock-on effect on the banking system,” the BOE said in a research paper last year, because the new digital money would be seen as a cheaper and safer alternative.

“I don’t see how banks could compete,” said Peter Stella, former central-banking head of the International Monetary Fund and director of Stellar Consulting LLC.

Many economists would cheer at the prospect of all the money in the economy being issued by the central bank, instead of existing as current accounts or deposits, which are the liabilities of private banks. One of the authors of the BOE digital-currency paper, Mr. Kumhof, in 2012 co-wrote research for the IMF making the case for so-called full-reserve banking. He argued it could boost the U.S. economy by around 10%.

Key figures in American economics, such as Irving Fisher and Milton Friedman, have also advocated full-reserve banking. Under such a system, banks are forced to back every single deposit they issue to their customers with money at the central bank, essentially turning the central bank into the sole creator of money.

This isn’t how the monetary system works at the moment. As long as deposits at private banks can act as money, banks have the power to create an infinite amount of money out of thin air: When they grant a loan, banks just use their computers to increase the customer’s account balance.

It’s only when one bank needs to make payments to another bank that it requires actual central-bank issued cash, called reserves. Banks can always get more reserves at the central bank, for a price.

While this price—the interest rate—can influence how much money private banks create, many economists have long argued this control is too weak, giving birth to financial bubbles.

Proposals to outlaw private-bank money have seen a revival since the financial meltdown in 2008. Iceland is spearheading the charge and studying how to create an alternative system, where all money is created by the central bank.

A central-bank-issued bitcoin would be a means for policy makers to completely control the amount of money in the economy, much like full-reserve banking. That’s not possible right now, because private banks can create money on their own.

For many economists, however, the focus on the quantity of money and who creates it is a mistake. They argue it’s the amount of credit and how it’s used that matters, which means over-optimistic expectations about the future will still bring about a financial bubble.

“It’s the private sector which decides whether actually to accept those terms and conditions and ask the banks to give them the loan,” said Charles Goodhart, a professor at the London School of Economics and former Bank of England rate-setter.

Indeed, the debate dates back to the spat between the Currency School and the Banking School in 19th-century Britain. While the Currency School saw excessive issuance of notes by private banks as the reason for excessive inflation, the Banking School thought the amount of money in circulation was a result of what happened in the economy, instead of a cause.

The idea that controlling the amount of money in the economy will determine economic growth, inflation or credit creation has long appeared false. Since central banks started bond-buying programs in 2008, for example, the amount of central-bank money has exploded, but no inflation has materialized. Experiments to control the quantity of money in the 1980s, inspired by Milton Friedman, also ended in failure, with central banks fully reverting to using interest-rate policy by the 1990s.

Proposals to create a bitcoin-like central bank currency also risk alienating another set of activists: The actual supporters of bitcoin. The whole point of a digital currency, they say, is that it’s money without government.

“The key benefit is decentralization,” said Marco Streng, chief executive at Genesis Mining, a digital-currency company. “The best scenario is where people would not necessarily need to trust the government, they would just need to trust the blockchain.”

Write to Jon Sindreu at jon.sindreu@wsj.com..


una ottima traduziona da: http://www.milanofinanza.it/news/bank-o ... 1714022411


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Bank of England, per rilanciare l'economia ci vuole il bitcoin
The Wall Street Journal Europe
Secondo gli economisti della Banca d'Inghilterra, la creazione di denaro dovrebbe essere consentita non più alle banche private ma solo alle banche centrali tramite la tecnologia blockchain

di Ion Sindreu - traduzione di Giorgia Crespi

Mark Carney
Il governatore della Bank of England

Sul tema bitcoin e valute digitali, le banche centrali potrebbero cominciare a prendere seriamente in considerazione l'adagio Se non puoi batterli, unisciti a loro. In una ricerca pubblicata lunedì scorso, gli economisti della Bank of England caldeggiano agli istituti centrali l’emissione di una propria moneta digitale. Scegliendo gli Stati Uniti come caso di studio sostengono che l’effetto potrebbe essere una spinta costante all'economia di circa il 3%, oltre all’elaborazione di strumenti più efficaci di politica per domare boom e crolli finanziari. John Barrdear e Michael Kumhof della BoE scrivono che "limature in tassi di interesse reali, imposte con effetti distorsivi e costi delle transazioni monetarie" potrebbero rilanciare l'economia.

Proprio come con il contante fisico, le valute digitali sul genere dei bitcoin consentono il pagamento diretto da un soggetto all’altro, ma mantengono anche tutti i vantaggi dei bonifici bancari perché permettono istantaneamente grandi pagamenti in tutto il mondo. Tuttavia, l’attrattiva principale del bitcoin non è il formato elettronico. In realtà, gran parte del denaro già lo è: appena il 5% circa del denaro circolante è fisico; il resto sono depositi bancari. Piuttosto, una moneta digitale offre un sistema decentrato per effettuare pagamenti senza l’intermediazione delle banche commerciali che registrano la transazione. I pagamenti sono convalidati da altri utenti in una rete globale di computer e poi aggiornati in un registro condiviso noto come blockchain.

Le banche centrali delle economie mature, tra cui la Bank of England e la Bank of Canada, stanno studiando le potenzialità di questa tecnologia. Se le banche centrali emettessero denaro virtuale e lo mettessero a disposizione del pubblico, il denaro esisterebbe elettronicamente al di fuori dei conti bancari in portafogli digitali, tanto quanto le banconote fisiche. Questo significa che famiglie e imprese potrebbero bypassare completamente le banche nell’esecuzione dei pagamenti.

A sua volta, questo indurrebbe un rimodellamento radicale del sistema finanziario. "Rendere il denaro delle banche centrali ampiamente disponibile potrebbe indurre un impatto sui depositi presso le banche commerciali e un effetto a catena sul sistema bancario", ipotizzava la BoE in un documento di ricerca dello scorso anno, perché la nuova moneta digitale sarebbe vista come alternativa più economica e più sicura. "Non vedo come le banche possano competere", commenta Peter Stella, ex central-banking head del Fondo monetario internazionale e direttore di Stellar Consulting.

Molti economisti accoglierebbero con favore uno scenario in cui tutto il denaro di un’economia è emesso dalla banca centrale, invece di esistere nella forma di conto corrente o depositi, che sono passività delle banche private. Kumhof, nel 2012 ha collaborato anche a una ricerca per il Fondo monetario internazionale che promuoveva la riserva al 100%, sostenendo che potrebbe stimolare l'economia degli Stati Uniti di circa il 10%.

Anche insigni economisti americani del calibro di Irving Fisher e Milton Friedman hanno propugnato la teoria della riserva bancaria totale. Con questo sistema, le banche sarebbero costrette a supportare ogni singolo deposito rilasciato ai clienti con del denaro presso la banca centrale, trasformando essenzialmente l’istituto centrale nell’unico creatore di denaro.

Attualmente, il sistema monetario non funziona in questo modo. Finché i depositi presso le banche private possono fungere da denaro, le banche hanno il potere di crearne una quantità infinita dal nulla: quando concedono un prestito, usano semplicemente i loro computer per incrementare il saldo del conto del cliente. È solo quando una banca deve effettuare dei pagamenti a vantaggio di un’altra che necessita di liquidità reale emessa dalla banca centrale, le riserve. Le banche possono sempre aumentare le proprie riserve presso la banca centrale, ma a un prezzo.

Per quanto questo prezzo, il tasso di interesse, possa influenzare la quantità di denaro che le banche private producono, molti economisti da tempo valutano questo strumento di controllo troppo debole in quanto lascia aperta la strada a bolle finanziarie.

Dalla crisi del 2008 si è osservato un revival delle proposte di messa al bando del denaro. L’Islanda in testa sta studiando un sistema alternativo in cui sia generato esclusivamente dalla banca centrale.

Un bitcoin emesso dalle banche centrali rappresenterebbe uno strumento di politica monetaria per controllare completamente la quantità di denaro presente nell’economia, un po’ come il full-reserve banking. Al momento si tratta di una via poco percorribile tenendo conto del fatto che le banche private possono creare autonomamente denaro.

Secondo molti economisti, tuttavia, focalizzare l’attenzione sulla quantità di denaro e su chi lo produce è un errore. Ciò conta è l'ammontare del credito e come viene utilizzato. Pertanto, aspettative eccessivamente ottimistiche per il futuro porteranno ancora a una bolla finanziaria. "È il settore privato che decide se accettare tali termini e condizioni, e se rivolgersi alle banche per il prestito", ricorda Charles Goodhart, professore alla London School of Economics ed ex BoE.

Il dibattito risale allo scontro tra la Currency School e la Banking School sorto in Gran Bretagna nel XIX secolo. Mentre la Currency School riteneva l’eccessiva emissione di banconote delle banche private la spiegazione per un'inflazione esagerata, la Banking School affermava che la quantità di denaro in circolazione fosse il risultato di quanto avviene all’interno dell'economia, e non la causa.

L'idea che il controllo della quantità di denaro presente nell'economia determini crescita, inflazione o la creazione di credito appare da tempo inesatta. Da quando le banche centrali hanno avviato i programmi di acquisto di obbligazioni nel 2008, per esempio, la quantità di denaro della banca centrale è cresciuta a dismisura, ma l'inflazione non si è materializzata. Anche gli esperimenti per controllare la quantità di denaro degli anni 80, ispirati a Milton Friedman, si sono rivelati fallimentari e negli anni 90 le banche centrali sono tornate alla politica dei tassi di interesse.

Inoltre, le proposte per la creazione di una valuta delle banche centrali in stile bitcoin rischiano di alienarsi le simpatie di un altro gruppo di attivisti: i veri fautori del bitcoin. Il senso di una moneta digitale, dal loro punto di vista, è l’assenza di un governo. "Il vantaggio principale è il decentramento", spiega Marco Streng, amministratore delegato di Genesis Mining. "Lo scenario migliore è quello in cui la gente non deve necessariamente fidarsi del governo, ma semplicemente del blockchain".

Please click here to read this article in English on The Wall Street Journal http://www.wsj.com/articles/the-central ... od=MFlink1
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Messaggioda sandropascucci » 6 set 2016, 11:45

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KPMG Islanda presenta nuovo rapporto sulla moneta sovrana

5 settembre 2016 05:07 Pubblicato da Ben Dyson

Il 5 settembre, la società di consulenza KPMG ha pubblicato un nuovo rapporto commissionato dal primo ministro dell'Islanda con l'obiettivo di chiarire le caratteristiche principali di un sistema monetario sovrano, come auspicato dal IMMR (International Movement for Monetary Reform - Movimento Internazionale per la Riforma Monetaria - nota del PRIMIT). L'evento lanciato a Reykjavik ha portato in primo piano parole molto favorevoli di Martin Wolf, capo commentatori economici del Financial Times e delle osservazioni del Governatore della Banca Centrale d'Islanda.

Sappiamo che un soggetto viene preso sul serio quando le più grandi società di consulenza del mondo e le imprese di revisione come la KPMG cominciano ad interessarsene. Il movimento di riforma monetaria ha in effetti appena superato questo traguardo questa settimana, dopo che "KPMG Islanda" ha pubblicato un nuovo rapporto intitolato "Emissione di denaro: sistemi monetari alternativi". Il rapporto di 40 pagine (PDF) è stato commissionato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Esso fornisce una panoramica della proposta di denaro sovrano, compresa una sintesi dei più recenti sviluppi politici e il dibattito accademico. Mentre il rapporto è abbastanza accessibile da leggere, non fornisce alcuna raccomandazione su se il denaro sovrano dovrebbe essere attuato o meno.

Scarica il rapporto completo qui.

Tuttavia, ha scatenato un dibattito affascinante durante la conferenza di lancio il Lunedi 5 settembre a Reykjavik. L'evento è iniziato con una breve introduzione di un rappresentante per il primo ministro d'Islanda (che commissionò il report). Poi Sigurvin Sigurjonsson, analista di KPMG e autore principale del rapporto, ha spiegato come il sistema monetario attuale, in cui le banche creano maggior parte dei soldi quando si prestano, è difficile per le banche centrali di controllare. Nel sistema monetario sovrano proposto, tutto il denaro viene creato esclusivamente dalle banche centrali, e la raccolta si sia aggiunto alle finanze del governo e ha trascorso nell'economia reale, o si presta alle banche e altre aziende che si prestano alle imprese nel reale economia.

Ha anche ricoperto alcuni dei principali pubblicazioni sulla moneta sovrana. Ad esempio, la recente Banca d'Inghilterra documento di lavoro su I Macroeconomia della Banca centrale digitale Valute a modelli ctually le implicazioni di una banca centrale ha creato nuovo denaro e di metterlo in economia, con significativi benefici economici. Questo modello non è strettamente un sistema monetario sovrano, ma fornisce qualche informazione sulle potenziali benefici delle banche centrali creano denaro nel pubblico interesse.

Il dibattito accademico in tutto il soggetto è ancora giovane, con poche carte a discutere ampiamente sull'argomento. Il rapporto dice che c'era un consenso sul fatto che i soldi sovrano sarebbe abbassare i livelli di debito pubblico e privato e l'inflazione, ma non c'era incertezza o disaccordo intorno l'impatto sulla liquidità bancaria e del credito, e tassi di interesse. Ci sono anche questioni importanti in tutto il complessità della transizione dal sistema monetario attuale.

Quelle preoccupazioni sono stati al centro dei commenti divisi per Már Guðmundsson, il Governatore della Banca Centrale islandese. Egli "ha accolto molto che abbiamo una profonda discussione sulla politica monetaria", ma ha sottolineato alcune delle preoccupazioni comuni intorno soldi sovrano:

"Il finanziamento monetario per il governo di solito è la principale causa di inflazione galoppante" (che è storicamente sbagliato )
Come fermare l'espansione delle banche ombra? (Questo è già un problema nel sistema attuale.)
Sarebbe un tale riforma sia compatibile con il fatto che l'Islanda è un membro dello Spazio economico europeo (SEE)? (Probabilmente sì.)
Il governatore sembrava essere confuso su alcuni aspetti del denaro sovrano, sostenendo che sarebbe finita trasformazione delle scadenze (il processo di conversione risparmi a breve termine conti in prestiti a lungo termine), che è sbagliato. Ha anche pensato che un sistema monetario sovrano ammonta alla nazionalizzazione dei prestiti, mentre in realtà si privatizza le operazioni di credito, eliminando le reti di sostegno dello stato e di sicurezza che le banche ricevono attualmente.

Il Governatore ha ripetuto la solita linea di banca centrale che essi sono in grado di gestire la creazione di moneta da parte delle banche attraverso una combinazione di tassi di interesse, i requisiti di riserva e le altre politiche. Egli ha sostenuto (correttamente) che le banche islandesi sono ora molto più piccolo e più sicuro rispetto a prima della crisi finanziaria. Inoltre, Guðmundsson ha sostenuto che le proposte di denaro sovrani si concentrano sul problema creazione di moneta, considerando che la crisi finanziaria era in realtà un problema di stabilità finanziaria.

"Questo sistema è un disastro indicibile"

Il FT capo economia commentatore Martin Wolf brillantemente risposto a tutte quelle pretese. Martin Wolf prima sfidato il Governatore dicendo che dal momento che il sistema finanziario è il sistema monetario, è impossibile separare questi due problemi. Inoltre, ha sottolineato molto eloquente che l'attuale sistema non era stabile a tutti. "E 'molto difficile dire che il sistema finanziario ha fatto il suo lavoro di intermediazione per l'economia reale", ha detto. "Questo sistema è un caos indescrivibile e sta andando continuare a essere un disastro indicibile."

"Volete che il vostro denaro sia l'unica cosa che è completamente sicuro quando tutto il resto va all'inferno", ha detto Wolf, ma il design del sistema bancario significa che è impossibile per le banche di fornire questa sicurezza. Si richiede il sostegno del governo - le garanzie della Banca centrale e il Tesoro - per mantenere il sistema di sicurezza, ma queste garanzie sono "un gigantesco fonte di rischio morale".

"C'è una molto molto potente insieme di ragioni per ritenere che lo status quo è intollerabile", ha concluso, prima di sottolineare i meriti di soldi sovrano:

Reclaim signoraggio (i proventi di creazione di denaro) per il bene pubblico
Creazione di un sistema finanziario più stabile
Limitare la capacità delle banche di 'estratto di affitto' (cioè la ricchezza estratto dall'economia piuttosto che generare esso)
Smettere spingendo verso l'alto le bolle dei prezzi delle case
Avere un impatto molto più forte sulla stimolare l'economia che le misure attuali come QE.
I primi passi potrebbero essere denaro digitale e denaro elicottero

Lupo pensa che ci sono forse due misure chiave che potrebbero essere intraprese nel breve periodo. In primo luogo, ha detto qualcosa come 'elicottero soldi' per cui le banche centrali avrebbero distribuire i soldi direttamente ai cittadini era molto probabile che accada. In secondo luogo, le banche centrali potrebbero emettere le proprie valute digitali per fornire una versione sicura di moneta elettronica per i cittadini, insieme con i depositi bancari esistenti. Lupo tuttavia avvertito che una questione chiave è stata l'indipendenza delle banche centrali, che deve essere conservato in un sistema monetario sovrano. Ma dopo tutto, l'indipendenza delle banche centrali è stato pensato come impossibile in passato, quindi non c'è ragione per cui non siamo in grado di modernizzare tali accordi istituzionali con un sistema monetario sovrano.

Pannello-KPMG-report

Allora, chi dovrebbe farlo prima? Il Governatore scherzato sul fatto che, mentre l'Islanda non ha potuto sperimentare un sistema monetario sovrano a causa della sua adesione allo Spazio economico europeo [anche se pensiamo che questo punto non è corretto], il Regno Unito ha appena votato a lasciare l'UE e così dovrebbe essere il primo a sperimentare! MP Frosti Sigurjonsso, che ha creato una prima relazione al PM islandese nel 2014 , in disaccordo con il Governatore: "Noi [Islanda] siamo una delle nazioni più democratiche. Siamo in grado di prendere l'iniziativa, possiamo cambiare il sistema. ", Ha affermato.

Nonostante le sue molte preoccupazioni, il Governatore Guðmundsson ha detto che la banca centrale prenderà il rapporto e esaminare questi problemi in modo più dettagliato. Per discutere pienamente le problematiche legate alla attuale sistema monetario e il sistema monetario sovrano ha suggerito il personale della banca centrale stessa deve bloccare per 3 giorni nei loro uffici, e che avevano bisogno di "un migliaio di pagine di ricerca" per rispondere a tutte le domande.

Tuttavia, potremmo non avere tempo per questo, Lupo sostenuto. Ora siamo oltre il punto di discutere come affrontare l'ultima crisi; la discussione intorno al denaro sovrano è ora di come abbiamo a che fare con la prossima crisi.

Scarica il rapporto completo qui e guardare la registrazione dell'evento qui .

Tags: Islanda
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Questo post è stato scritto da Ben Dyson
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Messaggioda sandropascucci » 6 set 2016, 12:14

nel 2014 :

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21/02/2014
AAA banchiere centrale cercasi. Il governo islandese ha messo un annuncio per trovare candidati alla guida dell’istituto centrale dopo i contrasti con l’attuale governatore Mar Gudmundsson.

È quanto rivela un memorandum dell’Esecutivo sullo statuto della banca centrale. «È stato deciso di pubblicizzare la posizione di governatore come un annuncio aperto», si legge nella nota, secondo quanto riporta la stampa locale. «Questo dà alle autorità maggiore flessibilità in relazione a possibili modifiche allo statuto dell’istituto» aggiunge. Gudmundsson ha fortemente criticato il piano del governo di lanciare il più grande programma di aiuti alle famiglie mai effettuato al mondo, aumentando il prelievo sulle banche e fornendo una moratoria sul pagamento dei mutui.


e nel 2016 'sta ancora lì.. chi comanda quindi? La DEMOCRAZIA o IGB?
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Messaggioda sandropascucci » 22 ago 2017, 9:53

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dossier | n. 18 articoliFree Lunch

L’abc del Qexit, la strada soft per uscire dal quantitative easing
–di Isabella Bufacchi 21 agosto 2017

La Crisi Finanziaria Globale e la Grande Recessione provocate dalla crisi dei subprime nel 2007, dai crac bancari e dalla crisi del debito sovrano europeo nel 2010, sono state come un arresto cardiaco per il mondo finanziario. A contrastarle sono state le quattro principali banche centrali (b.c.) con il QE, il quantitative easing. La Federal Reserve e la Bank of England sono intervenute sulle consistenze, gli stock, mentre la Bce e la Banca del Giappone hanno operato attraverso i flussi (flows) e le consistenze: le quattro sono tutte ancora attive, l'iniezione di liquidità negli Usa e nel Regno Unito è stabile, in Europa e Giappone è in aumento.


ATTUALITÀ 01 luglio 2017
Free Lunch

Non è chiaro come le banche centrali gestiranno la riduzione degli stock, il drenaggio della liquidità introdotta con il QE. La Federal Reserve è la prima ad aver deciso di uscire dal QE, con QEXIT, sollevando molti quesiti.

Stretta “mite” per la politica monetaria
In questo riassunto di un documento in Domanda e Risposta, S&P Global Chief Economist Paul J Sheard risponde in maniera semplice ai principali interrogativi. Questa la loro premessa: il QE è una misura molto mite di allentamento della politica monetaria e quindi anche QEXIT, attraverso la vendita degli assets acquistati o semplicemente non riacquistandone altri quando scadono, dovrebbe risultare in un altrettanto mite stretta di politica monetaria.


EUROPA 17 agosto 2017

Schäuble difende Draghi sul Qe

QEXIT dovrebbe essere un processo con un impatto “innocuo”, spiegano, perché le risorse finanziarie ai privati per assorbire i titoli di stato che non verranno riacquistati dalle banche centrali si trova già nelle riserve che la banca centrale ha creato con il QE. QEXIT e la stretta di politica monetaria che ne consegue quindi non è altro che la restituzione dei titoli di Stato e di altre assets ai privati: questo processo provoca una turbolenza perché i rendimenti vanno in direzione opposta rispetto al QE (che ha soppresso il premio a rischio) e il premio a rischio ritorna al livello di normalità. I timori che QEXIT danneggerà il bilancio delle banche centrali o la loro capacità di fare politica monetaria sono mal riposti: ma la chiave della questione non sta nel bilancio delle banche centrali ma nel bilancio consolidato dello Stato e del suo debito.

Che cosa è il QE?
Il QE è l'operazione di acquisto di asset finanziari da parte della banca centrale con l'obiettivo di allentare la politica monetaria attraverso l'espansione del suo bilancio e la creazione di riserve in eccesso.

Che cosa è QEXIT?
QEXIT ribalta il QE, è il contrario del QE, quindi viene fatto dalle banche centrali dopo il QE per ridurre il bilancio e riportarlo a dimensioni normali.

Qual è la “dimensione normale” del bilancio di una banca centrale?
La richiesta di banconote e l'ammontare della riserva obbligatoria minima.

È giusto utilizzare il termine “exit” per l'uscita o la fine del QE?
Non proprio perché l'uscita dal QE è un processo, non è un evento. Exit in questo caso significa “la fine del QE” o non fare più QE. Il processo di QEXIT sarà molto lungo, BoE, BoJ e Bce impiegheranno anni, non mesi, per iniziare QEXIT.

Perché si parla tanto di QEXIT ora?
È tutto dovuto alla Fed. La Fed ha annunciato che intende ridurre il suo bilancio e riportarlo a dimensioni più normali. Le modalità sono state annunciate al FOMC del 13-14 giugno e al FOMC del 25-26 luglio la Fed ha detto che inizierà questo processo «abbastanza presto». Pensiamo che QEXIT dalla Fed inizierà al FOMC del 19-20 settembre.

Qual è il modo migliore per capire QEXIT?
Per capire QEXIT, che è la riduzione del bilancio della b.c., il primo passo è conoscere bene il bilancio della banca centrale e capire come è stato ampliato con il QE.

Il bilancio della banca centrale è come il bilancio di qualsiasi altra società?
Un po' sì e un po' no. Sì perché come tutti i bilanci ha l'attivo da una parte, a sinistra, e il passivo e il capitale, l'equity dall'altra parte, a destra: e risponde ai criteri di qualsiasi bilancio. Dall'altro lato la risposta è “no” perché la banca centrale è un'istituzione speciale il cui compito principale è la gestione del sistema monetario: la b.c. tiene asset per dare denaro all'economia, e l'attivo è la parte più importante del suo bilancio, e il passivo e il capitale sono meno importanti (a differenza di quello che accade per le società private).

Quali sono le principali componenti del bilancio di una banca centrale?
Gli assets sono uguali a = riserve + banconote + depositi degli stati + capitale. Gli assets di una b.c. sono solitamente i titoli di stato, e i prestiti alle banche con collaterale (di solito titoli di stato). Le riserve (anche chiamate la moneta delle b.c.) sono i depositi delle banche e di altre istituzioni finanziarie presso la b.c. Il tasso d'interesse che la banca centrale applica su questi depositi ha un forte impatto su tutti gli altri tassi d'interesse. Questi elementi, sommati alle banconote, formano la base monetaria. La b.c. è anche il tesoriere dello Stato e quindi lo Stato ha un conto di depositi presso la b.c. e nel bilancio della b.c. transitano le operazioni fiscali. Solitamente il bilancio della banca centrale è consolidato con quello dello stato.

Cosa determina le dimensioni del bilancio della b.c. in tempi normali?
In tempi normali, le dimensioni del bilancio della b.c. e il tasso di crescita del bilancio riflettono la crescita dell'economia. Quando l'economia cresce, la gente chiede più banconote. Il livello della riserva obbligatoria minima è collegato ai depositi presso le banche, e riflette l'attività di erogazione di prestiti delle banche.

E allora, cosa è esattamente il QE?
Il QE è un processo attraverso il quale le b.c. espandono il loro bilancio acquistando assets finanziando questi acquisti con la creazione di riserve (erroneamente si dice “stampare moneta”) con l'obiettivo di allentare le condizioni finanziarie per stimolare la crescita economica. È sbagliato abbinare la crescita del bilancio della b.c. nel QE con la creazione sfrenata di moneta e il conseguente timore dell'impennata dell'inflazione. Questo è per l'appunto il “cane che non ha mai abbaiato” in questi ultimi nove anni di QE. Questo perché nel QE per ogni euro creato e iniettato nel sistema, la b.c. drena un euro in titoli di Stato o altri asset che vengono tolti dal portafoglio dei privati. La b.c. quindi toglie assets dai privati e li sostituisce con le riserve, la moneta. Il portafoglio dei privati di conseguenza viene modificato e così anche i rendimenti e il premio a rischio degli assets: il prezzo sale e il rendimento scende. Il tutto può anche essere visto attraverso il bilancio consolidato dello Stato: diventa una partita di giro, i titoli di Stato sono detenuti dalla b.c. che nel bilancio dello Stato.

Qual è il meccanismo della QEXIT?
Esistono in definitiva due modi di fare QEXIT. La b.c. può decidere di non reinvestire l'incasso dei titoli e degli asset che ha in portafoglio e che scadono. Oppure può vendere gli asset che ha in portafoglio sul mercato, ai privati. La Fed ha annunciato che utilizzerà essenzialmente il primo metodo, ma che ricorrerà alla vendita di asset quando l'entità delle scadenze non sarà tale da poter raggiungere il quantitativo di riduzione mensile preannunciato. La Fed ha stabilito che ridurrà il suo bilancio fino a 6 miliardi di dollari al mese sui titoli di Stato e fino a 4 miliardi al mese sulle cartolarizzazioni di mutui ipotecari Mortgage backed securities. Questi tetti verranno aumentati ogni trimestre rispettivamente degli stessi importi, 6 e 4 miliardi, fino ad arrivare a un tetto massimo mensile rispettivamente di 30 e 20 miliardi.
Un esempio: la Fed vende 10 miliardi di dollari di titoli di Stato Usa. Nel momento in cui li vende, il suo bilancio si riduce di 10 miliardi e anche nelle riserve quei 10 miliardi spariscono perché i privati, per fare quell'acquisto, usano 10 miliardi di riserve.
Questo esempio è ancor più comprensibile nel caso di una banca che acquista i 10 miliardi di Treasuries dalla Fed. La banca si indebita presso la Fed per quell'importo, le riserve scendono ma l'attivo della banca sale di 10 miliardi, quindi il bilancio resta inalterato. Se l'acquisto viene fatto da un hedge fund, il fondo stacca un assegno da 10 miliardi alla Fed e quindi si indebita con la banca di 10 miliardi e quindi il suo deposito presso la banca cala di 10 miliardi e di conseguenza anche le riserve della banca scendono di quella cifra. La moneta è scritta nel lato del passivo del bilancio della b.c. e quando riceve moneta vendendo un asset, la b.c. elimina la voce dal lato del passivo e dell'attivo.
Lo stesso avviene quando la Fed non vende il titolo di Stato ma aspetta che il titolo vada in scadenza e non ne acquista un altro. Il Tesoro Usa a quel punto, nel rifinanziare il titolo scaduto, non vende il nuovo titolo alla Fed ma lo vende al mercato e il mercato utilizza moneta e quindi le riserve si riducono ugualmente.

QEXIT non crea un problema per lo Stato che deve rifinanziare il debito in scadenza?
No perché la liquidità necessaria per comprare i titoli di Stato, durante QEXIT, è già nelle tasche dei privati nella forma delle riserve.

QEXIT vuol dire che la b.c. distrugge moneta, come QE vuol dire che crea moneta, che stampa moneta?
No, le banche centrali non stampano moneta in quel modo, provocando l'inflazione. Sono semmai le banche con un eccesso di erogazione di credito e sono i governi a farlo: i governi finanziano il deficit di bilancio, come stampare moneta emettendo titoli di Stato e questo sì può avere un impatto sull'inflazione. La b.c. acquista quei titoli di Stato con il QE e poi rimette la liquidità sul mercato con QEXIT.

QEXIT porterà a un rialzo dei rendimenti a lungo termine?
Sì. È quello che ci aspettiamo. Il QE ha abbassato quei rendimenti, QEXIT dovrebbe farli salire.

Qual è l'impatto di QEXIT sulla valuta? Un apprezzamento?
Le valute si muovono per tanti motivi. Comunque, l'allentamento della politica monetaria indebolisce la valuta (e quindi anche il QE) mentre la stretta della politica monetaria fa apprezzare la valuta (quindi anche QEXIT), in linea di principio. Le variabili sono tante e quindi la reazione della valuta a QE e QEXIT non è automatica.

Alla fine di QEXIT il bilancio della b.c. tornerà alla dimensione pre-QE?
No. Tornerà a una dimensione “normale” perchè l'entità tende a crescere con la crescita dell'economia.

Le b.c. devono fare QEXIT? Smantellare il QE?
Non devono farlo necessariamente. La b.c. ha due strumenti: allenta la politica monetaria tagliando i tassi o con il QE e restringe la politica monetaria alzando i tassi o con QEXIT. Per arrivare alla stretta della politica monetaria può bastare il rialzo dei tassi a breve senza QEXIT.

La Fed ha fatto bene a preannunciare gli importi di QEXIT?
Sì perché non ci sono precedenti e quindi questo processo deve essere molto trasparente e prevedibile, quanto più possibile.

QEXIT provocherà delle perdite sul bilancio della b.c.?
È possibile che vi siano perdite, in quanto la b.c. ha comprato i bond quando i prezzi erano bassi e i tassi alti e li rivende quando i tassi sono saliti e i prezzi sono scesi (anche se i tassi tendono a risalire prima di QEXIT perché il mercato anticipa l'impatto di questo smantellamento del QE). Tuttavia, la b.c. non è un'istituzione che ha lo scopo di fare profitti ma piuttosto di aiutare l'economia. La perdita è irrilevante, anche nel caso estremo in cui intaccasse il capitale della b.c. Tuttavia, le banche centrali solitamente fanno molti utili, con il signoraggio e altro: questa perdita eventuale sarebbe controbilanciata da profitti di altra natura.


da: ilsole24ore
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Messaggioda sandropascucci » 22 ago 2017, 9:57

ormai (ovviamente) te lo dicono in faccia come funziona la cosa.. tanto tutti sono impegnati a mettere like su fb..

questo parla di banconote più e più volte.. alla faccia di chi dice che "sono anacronistiche"..
e difende (ovviamente) la b.c. dicendo che non stampa moneta ma è lo Stato a farlo con la vendita di titoli.. loro, i banchieri (poverini), non possono far altro che stampare l'equivalente in ero..

cmq un bellissimo articolo, certo per gli iniziati alla Questione.. ma offre spunti per nuovi articoli..
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Re: 00. Manca solo essere DIO..

Messaggioda sandropascucci » 10 nov 2017, 9:41

fonte: http://www.econopoly.ilsole24ore.com

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CATEGORIA: DRAGHI E GNOMI
Come si creano i soldi e cosa farne, spiegato ai bambini

scritto da Francesco Lenzi il 09 Novembre 2017
DRAGHI E GNOMI
Fin da piccolo mi sono sempre chiesto come si creano i soldi. Credo di non essere stato l’unico. Conoscere il modo con il quale si creano queste semplici cose che ci permettono di avere quello che ci piace, quello di cui abbiamo bisogno o semplicemente quello che vogliamo, credo sia un desiderio abbastanza comune.

Una cosa che però anche da piccoli ci viene insegnata è che i soldi non nascono sugli alberi, che occorre guadagnarseli, che occorre “farne di conto”, che non esiste un albero magico dal quale coglierli. Spesso le fiabe ci aiutano a spiegare ai bambini questi concetti. La Volpe diceva a Pinocchio che se avesse fatto una piccola buca nella quale piantare e poi annaffiare il suo zecchino d’oro, “durante la notte, lo zecchino germoglia e fiorisce, e la mattina dopo, di levata, ritornando nel campo, che cosa trovi? Trovi un bell’albero carico di tanti zecchini d’oro, quanti chicchi di grano può avere una bella spiga nel mese di giugno”. Si scopre così che l’albero magico non esiste, che le monete sotterrate in realtà vengono rubate dal gatto e dalla volpe, e che Pinocchio avrebbe fatto molto meglio a far di conto degli zecchini d’oro avuti da Mangiafuoco invece di affidarsi a quei truffatori.

Poi si cresce, si seguono i propri interessi, i propri studi e se, per caso o per scelta, qualcuno avesse modo di frequentare un corso di macroeconomia, si ritroverebbe a studiare qualcosa che molto assomiglia all’albero degli zecchini d’oro di Pinocchio, questa volta però con più formule matematiche e diagrammi. Non ho avuto modo di consultare la recente edizione del Blanchard, ma almeno nel mio vecchio Dornbusch-Fischer, o in edizioni del Blanchard di pochi anni fa, la creazione di moneta, l’offerta di moneta nei sistemi economici, viene spiegata facendo riferimento al principio del moltiplicatore della moneta. La Banca Centrale con le operazioni di mercato aperto immette nel sistema moneta ad alto potenziale (le riserve di Banca Centrale) che magicamente, in funzione del coefficiente di riserva obbligatoria, moltiplica i depositi bancari e la moneta in circolazione nel sistema.

La Banca Centrale, come un novello Pinocchio, può pertanto decidere quanta moneta circola nel sistema semplicemente seminando una piccola percentuale di moneta ad alto potenziale. Da questa semplice assunzione si giunge così non solo agli sviluppi delle teorie tradizionali nelle relazioni moneta-inflazione-tassi interesse, ma anche a valutazioni complottistiche sul signoraggio bancario, sul controllo pubblico della moneta e così via.

Abbandonando però le letture universitarie (o anche quelle complottistiche) e affacciandosi al mondo reale, può capitare di notare che, anche prima della crisi del 2008, esistono vari casi nei quali l’emissione di riserve di Banca Centrale è completamente slegata rispetto alla quantità di moneta in circolazione. Se il caso Giapponese è stato in tal senso precursore, l’avvio dei programmi di Quantitave Easing delle principali Banche Centrali mondiali, ha definitivamente posto una pietra sopra l’esistenza di un moltiplicatore in base al quale le riserve della Banca centrale riescono a creare la moneta che tutti noi utilizziamo.

L’unica forma di moneta che le Banche Centrali riescono a creare è soltanto la moneta cartacea o metallica, quella che abbiamo fisicamente in mano. Questa moneta però rappresenta una minima parte di quella che è effettivamente in circolazione nei sistemi finanziari. La gran parte della moneta in circolazione, quella che generalmente viene utilizzata per fare acquisti, investimenti o semplici trasferimenti è nella forma di deposito bancario. In Italia, ad esempio, la moneta fisicamente in circolazione è inferiore al 10% rispetto al complesso delle attività finanziarie che possono essere utilizzate per effettuare pagamenti (grafico 1).

Grafico 1. Dati ECB Statistical Data Warehouse

immagine1

In quale modo allora si creano i depositi bancari?

Per rispondere a questa domanda, verificato che l’albero magico del moltiplicatore monetario non corrisponde così tanto alla realtà, possiamo andare a vedere cosa hanno scritto a tal proposito le principali Banche Centrali. Fece notizia circa 3 anni fa un lavoro apparso sul bollettino trimestrale della Bank Of England, nel quale si spiegava in modo abbastanza semplice che “ogni volta che una banca eroga un prestito, simultaneamente crea un corrispondente deposito nel conto corrente di colui che ha ricevuto il prestito, creando in tal modo nuova moneta”.

La stessa spiegazione è stata offerta anche dalla BCE, dalla Bundesbank, dalla FED. Se vi sembra una novità, qualcosa che non si trova sui libri di scuola, vi interesserà sapere che circa 130 anni fa Charles F. Dunbar, primo professore del corso di Economia Monetaria all’Università di Harvard, scriveva già come siano i nuovi prestiti erogati dal sistema bancario a creare la nuova moneta, sotto forma di deposito bancario, in circolazione. Le banche non hanno bisogno di nuove riserve, di ricevere nuovi depositi, per poter erogare nuovi prestiti e quindi creare nuova moneta. Attraverso la semplice erogazione del credito, creano allo stesso tempo nuovi depositi (viceversa i clienti, con il pagamento dei prestiti, distruggono depositi).

Se però, da questa semplice scoperta, vi venisse in mente che la moneta si possa creare dal nulla, fino all’infinito e senza alcun rischio, vi consiglio la lettura dei due (qui e qui) recenti post di Frances Coppola a tal proposito. Riepilogano in modo completo come il processo avvenga e come esso sia comunque sottoposto a dei vincoli. Il capitale della Banca è un vincolo. La rischiosità del finanziamento è un vincolo. L’abilità di ripagare il debito è un vincolo. La propensione all’indebitamento è un vincolo. La crescita economica è un vincolo.

L’albero magico della moneta esiste, le banche commerciali sono i rami di questo albero e non serve seminare riserve di Banca Centrale affinché nuova moneta sia creata. Le banche non prestano in base ai depositi ricevuti, ma ne creano di nuovi. Il problema è che la creazione di questa nuova moneta non è senza rischi, né per la banca né per i clienti.

Se Pinocchio avesse voluto ottenere molti più zecchini d’oro, invece che sotterrare i suoi, avrebbe potuto recarsi in banca, chiedere un prestito e ricevere così, se la banca avesse avuto fiducia nella sua capacità di ripagare il prestito, nuove monete.

Il problema però è cosa Pinocchio avrebbe poi fatto con quelle monete.

[^]

F

O

R

U

M



ovviamente il tipo qui cerca di minimizzare, un po' facendo passare l'idea che "in fondo si sapeva" e un po' parlando di "vincoli".. come dire che la droga esiste ma trovarla è un vincolo e lo stupro è sì un male ma vederlo dal vivo è raro e quindi un vincolo, come il fumo fa sì venire il tumore ma comunque il pacchetto di sigarette è chiuso dal cellophane ed è un grosso vincolo.. insomma LO MALE DELLO MONNO ESISTE.. ma non in tutto l'universo, no, solo su questo mondo..

e questo è un vincolo.

che dire della frase finale? un vera chicca: sì, espiantare bulbi oculari a bambini indifesi di 9 anni è una faccenda da approfondire e piena di vincoli ma il problema è "cosa farne di questi secchi pieni di bulbi?"
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