La Tunisia e i Diktat del FMI

..ovvero le puttanate ufficiali propagandate dal Sistema Mediatico di IGB
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LorenzoLenzi

La Tunisia e i Diktat del FMI

Messaggioda LorenzoLenzi » 26 gen 2011, 3:11

!
La Tunisia e i Diktat del FMI: come la politica economica provoca povertà e disoccupazione in tutto il mondo Articolo di Michel Chossudovsky - Global research, 20 gennaio 2011 - sul vero volto del dittatore a Tunisi



Buona lettura:


Il generale Zine el Abidine Ben Ali, l'ex presidente deposto della Tunisia è definito dai media occidentali, in coro, come un dittatore.


Il movimento di protesta tunisino è descritto distrattamente come l'effetto di un regime antidemocratico e autoritario, che sfida le norme della "comunità internazionale".


Ma Ben Ali non era un "dittatore". I dittatori decidono e comandano. Ben Ali era un servo degli interessi economci occidentali, un fedele burattino politico che obbediva agli ordini, con il sostegno attivo della comunità internazionale.


L'ingerenza straniera negli affari interni della Tunisia non è menzionata nei report dei media. Gli aumenti dei prezzi alimentari nion erano "imposti" dal governmo di Ben Ali. Erano imposti da Wall Street e dal FMI.


Il ruolo del governo di Ben Ali è stato di far rispettare la micidiale ricetta economica del FMI, che in un periodo di oltre 20 anni ha portato al risultato di destabilizzare la economia nazionale e impoverire la popolazione tunisina.


Ben Ali come capo di stato non ha deciso nulla di sostanziale. La sovranità nazionale era già perduta. Nel 1987, al culmine della crisi del debito, il governo di sinistra di Habib Bourguiba è stato sostituito da un nuovo regime, fortemente impegnato sulle riforme del "libero mercato".La gestione macroeconomica sotto la guida del FMI era oramai nelle mani dei creditori esteri della Tunisia. Nel corso degli ultimi 23 anni, la politica economica e sociale della Tunisia è stata dettata dal "Washington Consensus".


Ben Ali rimase al potere, perché il suo governo obbediva ed attuava in maniera efficace il diktat del FMI, al servizio sia degli USA che della Unione europea.


Questo modello è stato seguito in numerosi paesi.


La continuità delle micidiali riforme del FMI richiede una "sostituzione" del regime. L'instaurazione di un burattino politico assicura l'attuazione del programma neoliberista, creando le condizioni per l'eventuale destituzione di un governo corrotto e impopolare che venga rappresentato come causa dell'impoverimento di un'intera popolazione.


Il movimento di protesta


Non sono Wall Street e le istituzioni finanziarie internazionali con sede a Washington, ad essere il bersaglio diretto del movimento di protesta. L'esplosione sociale si è rivolta contro il governo piuttosto che contro l'ingerenza delle potenze straniere nella conduzione della politica di governo.

Dall'inizio, le proteste non sono partite da un movimento politico organizzato contro l'imposizione delle riforme neoliberiste.
Inoltre, vi sono indicazioni che il movimento di protesta sia stato manipolato al fine di creare il caos sociale, e insieme garantire la continuità politica. Ci sono rapporti non confermati di atti di repressione e di intimidazione da parte di milizie armate nelle principali aree urbane.

La questione importante è come si evolverà la crisi? Come sarà affrontato dal popolo tunisino il più grave problema dell'ingerenza straniera?
Dal punto di vista di Washington e Bruxelles, il regime autoritario impopolare è aspramente criticato allo scopo di sostituirlo con un nuovo governo fantoccio. Le elezioni sono previste sotto la supervisione della cosiddetta comunità internazionale, con i candidati pre-selezionati.


Se questo processo di cambiamento di regime viene effettuato per conto degli interessi stranieri, il nuovo governo dovrà senza dubbio garantire la continuità della politica neoliberista, che è servita a impoverire la popolazione tunisina.
Il governo ad interim guidato dal presidente incaricato Fouad Mebazza è attualmente in una situazione di stallo, con una feroce opposizione proveniente dal movimento sindacale (UGTT). Mebazza ha promesso di "rompere con il passato", senza peraltro precisare se ciò significhi l'abrogazione delle riforme economiche neoliberiste.

Cenni storici


I media in coro hanno presentato la crisi in Tunisia come una questione di politica interna, senza una visione storica. La presunzione è che con la rimozione del "dittatore"e la instaurazione di un governo regolarmente eletto, la crisi sociale finirà per essere risolta.

La prima "rivolta del pane" in Tunisia risale al 1984. Il movimento di protesta del gennaio 1984 è stato motivato da un aumento del 100 per cento del prezzo del pane. Questo ricaro era stato chiesto dal FMI nel quadro del programma di aggiustamento strutturale (SAP) della Tunisia . L'eliminazione dei sussidi alimentari era di fatto una condizione del contratto di prestito con il FMI.

Il Presidente Habib Bourguiba, che aveva svolto un ruolo storico nella liberazione del suo paese dal colonialismo francese, dichiarò lo stato di emergenza in risposta ai disordini:

Mentre risuonavano gli spari, le truppe della polizia e dell'esercito in jeep e blindati occupavano la città per sedare la "rivolta del pane". La dimostrazione di forza infine produsse una calma inquieta, ma solo dopo che più di 50 manifestanti e passanti erano stati uccisi. Poi, in una drammatica trasmissione radiotelevisiva di cinque minuti, Bourguiba annunciò che avrebbe riportato indietro l'aumento dei prezzi. (Tunisia: Bourguiba Lets Them Eat Bread - TIME, gennaio 1984)
In seguito alla ritrattazione del presidente Bourguiba, l'impennata del prezzo del pane fu invertita. Bourguiba licenziò il suo ministro degli Interni e rifiutò di rispettare le richieste del Washington Consensus.
L'agenda neoliberista comunque aveva sortito i suoi effetti, portando all'inflazione galoppante e alla disoccupazione di massa. Tre anni dopo, Bourguiba e il suo governo furono rimossi in un colpo di stato incruento "per motivi di incompetenza", portando all'insediamento del presidente generale Zine el Abidine Ben Ali nel novembre 1987. Questo colpo di Stato non era diretto contro Bourguiba, era destinato a smantellare in modo permanente la struttura politica nazionalista inizialmente istituita a metà degli anni '50, per poter così privatizzare i beni dello Stato.
Il colpo di stato militare, non solo segnò la fine del nazionalismo post-coloniale che era stato guidato da Bourguiba, ma contribuì anche a indebolire il ruolo della Francia. Il governo di Ben Ali era allineato a Washington piuttosto che a Parigi.


Pochi mesi dopo l'insediamento di Ben Ali' a presidente del paese, venne firmato un accordo importante con il FMI. Fu raggiunto anche un accordo con Bruxelles sull'istituzione di un regime di libero scambio con l'UE. Un ampio programma di privatizzazioni fu messo sotto il controllo della Banca Mondiale e del FMI. Con paghe orarie dell'ordine di 0.75 euro all'ora, la Tunisia diventò inoltre una sacca di manodopera a buon mercato per l'Unione Europea.


Chi è il dittatore?


Una revisione dei documenti del FMI suggerisce che dall'instaurazione di Ben Ali' nel 1987 ad oggi, il suo governo si era attenuto fedelmente alle condizioni del FMI- Banca mondiale, compreso il licenziamento dei lavoratori del settore pubblico, l'eliminazione dei controlli sui prezzi dei beni di consumo essenziali e l'attuazione di un ampio programma di privatizzazioni. La sospensione delle barriere commerciali ordinata dalla banca mondiale portò ad un'ondata di fallimenti.
A seguito di queste dislocazioni dell'economia nazionale, le rimesse degli operai tunisini dall' Unione Europea divennero una fonte sempre più importante di valuta estera. Ci sono circa 650.000 tunisini che vivono oltremare. Le rimesse totali degli emigranti nel 2010 sono state dell'ordine di US$ 1.960 miliardi di USD, in aumento del 57 per cento rispetto al 2003. Una grande parte di queste rimesse in valuta sono usate per servire il debito estero del paese.
L'aumento speculativo nei prezzi mondiali degli alimenti.


Nel settembre 2010, è stata raggiunta un'intesa fra Tunisi ed il FMI, che raccomandava la rimozione delle ultime sovvenzioni come mezzo per realizzare l'equilibrio fiscale:

Il rigore fiscale rimane una priorità assoluta per le autorità [tunisine], che sentono l'esigenza nel 2010 di continuare con una politica fiscale rigorosa nel contesto internazionale corrente. Gli sforzi sostenuti nell'ultima decade per abbassare il livello del debito pubblico non dovrebbero essere compromessi da una politica fiscale troppo lassista. Le autorità sono impegnate a controllare saldamente le spese correnti, comprese le sovvenzioni… http://www.imf.org/external/pubs/ft/scr ... r10282.pdf


Vale la pena notare che l'insistenza del FMI sull'austerità fiscale e la rimozione delle sovvenzioni hanno coinciso cronologicamente con un nuovo aumento nei prezzi degli alimenti sui mercati di Londra, di New York e di Chicago. Questi aumenti dei prezzi sono in gran parte il risultato di operazioni speculative da parte di importanti interessi finanziari e corporativi del settore dell'agribusiness. Sono il risultato di un'autentica manipolazione (non di penuria), e hanno impoverito la gente a livello globale. La corsa nei prezzi degli alimenti costituisce una nuova fase del processo dell'impoverimento globale.


"I media hanno fuorviato l'opinione pubblica sulle cause di questi aumenti dei prezzi, fissando l'attenzione quasi esclusivamente sugli aumenti dei costi di produzione, il clima ed altri fattori che riducono l'offerta e che potrebbero contribuire ad accrescere il prezzo degli alimenti.
Anche se questi fattori possono entrare in gioco, sono di importanza limitata nella spiegazione dell'aumento impressionante e drammatico nei prezzi dei beni. Essi sono in gran parte il risultato di manipolazioni del mercato. Sono in gran parte attribuibili alle operazioni speculative sui mercati delle merci. I prezzi del grano sono stati amplificati artificialmente da speculazioni su grande scala nei mercati a termine di Chicago e di New York. …


La speculazione sul grano, il riso o il mais, si può fare senza nessuno scambio reale di merci. Le istituzioni che speculano nel mercato del grano non sono necessariamente coinvolte nella vendita o nella reale consegna del grano.

Le transazioni possono usare i fondi indicizzati sulle materie prime che sono scommesse sul movimento rialzista o ribassista dei prezzi dei beni. Una "put option" è una scommessa sul ribasso del prezzo, una "call option" è una scommessa sul rialzo. Con manipolazioni concordate, gli investitori istituzionali e le istituzioni finanziarie possono far salire il prezzo e quindi scommettere su un movimento rialzista di una materia prima in particolare.

La speculazione genera la volatilità del mercato. A sua volta, l'instabilità che ne risulta incoraggia l' ulteriore attività speculativa.

I profitti sono realizzati quando il prezzo sale. Per contro, se lo speculatore gioca al ribasso, vendendo sull mercato, guadagnerà quando il prezzo sprofonda.
Questo recente rialzo speculativo nei prezzi degli alimenti è stato causa di una carestia su scala mondiale senza precedenti" (Michel Chossudovsky, http://www.globalresearch.ca/index.php? ... =8877)


Dal 2006 al 2008, c'è stato un drammatico rialzo nei prezzi di tutte le importanti materie prime alimentari, compreso riso, grano e mais. Il prezzo del riso è triplicato nell'arco di cinque anni, da circa 600 $ la tonnellata nel 2003 a più di 1800 $ la tonnellata nel maggio 2008. (Michel Chossudovsky, http://www.globalresearch.ca/index.php? ... a&aid=9191 , per ulteriori particolari, si veda Michel Chossudovsky, http://globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=20425 )


Il recente rialzo nel prezzo del grano rientra in un aumento del 32 per cento dell' indice composito dei prezzi degli alimenti della FAO registrato nella seconda metà del 2010.


"I prezzi in ascesa dello zucchero, del grano e dei semi oleosi hanno portato a un record nei prezzi mondiali degli alimenti a dicembre, superando i livelli del 2008 quando il costo del cibo ha fatto scoppiare tumulti nel mondo e lanciare avvertimenti sui prezzi entrati in "zona pericolosa".
Un indice mensile delle Nazioni Unite a dicembre superava il picco mensile precedente - del giugno 2008 - per raggiungere il livello più elevato dal 1990. Pubblicato dall'Organizzazione per l'alimentazione e l'agricoltura con sede a Roma (la FAO), l'indice riporta i prezzi di un paniere di cereali, semi oleosi, latticini, carne e zucchero, aumentato per sei mesi consecutivi"; (The Guardian, 5 gennaio 2011)


Amara ironia: in un contesto di aumento dei prezzi degli alimenti, il FMI suggerisce la rimozione delle sovvenzioni allo scopo di raggiungere l'obiettivo dell' austerità fiscale.


Manipolazione dei dati su povertà e disoccupazione

Un'atmosfera di disperazione sociale prevale, le vite della gente sono distrutte. Mentre il movimento di protesta in Tunisia è visibilmente il risultato diretto di un impoverimento totale, la banca mondiale sostiene che i livelli di povertà sono stati ridotti dalle riforme di liberalizzazione del mercato adottate dal governo del Ben Ali.


Secondo il rapporto sul paese della Banca Mondiale, il governo tunisino (con il supporto delle istituzioni di Bretton Woods) è stato fondamentale nel ridurre i livelli di povertà al 7 per cento (inferiore sostanzialmente a quello registrato negli Stati Uniti e nell'UE):


La Tunisia ha realizzato notevoli progressi nell'equità dello sviluppo, nel combattere la povertà e nel raggiungimento di buoni indicatori sociali. Ha riportato un tasso di crescita medio del 5 per cento in questi ultimi 20 anni, con un aumento constante nel reddito pro capite e un aumento corrispondente nel benessere della popolazione che registra un livello di povertà del 7%, fra i più bassi nella regione.
L'aumento constante nel reddito pro capite è stato il motore principale per la riduzione della povertà. … Le strade nelle aree rurali sono state particolarmente importanti nell'aiutare i poveri di queste aree a collegarsi ai mercati ed ai servizi urbani. I programmi sulle abitazioni hanno migliorato il livello di vita dei poveri ed inoltre hanno reso disponibile il reddito risparmiato per la spesa in alimenti e articoli non-alimentari, con impatti positivi di attenuazione della povertà. I sussidi alimentari, destinati ai poveri, anche se non in maniera ottimale, hanno tuttavia aiutato i poveri urbani. (Banca mondiale - Tunisia - Country Brief)


Queste stime sulla povertà, senza accennare ad alcuna "analisi" economica e sociale, sono autentiche montature. Presentano il libero mercato come il motore di un'attenuazione della povertà. L'impalcatura analitica della Banca Mondiale è usata per giustificare un processo di "repressione" economica che è stato applicato universalmente in più di 150 pæsi in via di sviluppo.


Con il 7 per cento della popolazione che vive nella povertà (come suggerito dalla "stima" della banca mondiale) e il 93 per cento della popolazione coi bisogni fondamentali soddisfatti in termini di alimenti, abitazione, salute e formazione, non ci sarebbe stata crisi sociale in Tunisia.


La Banca Mondiale è attivamente impegnata nella manipolazione dei dati e nella distorsione della difficile situazione sociale della popolazione tunisina.


Il tasso di disoccupazione ufficiale è al 14 per cento, ma il livello reale di disoccupazione è molto più alto. La disoccupazione giovanile registrata è dell'ordine del 30 per cento. I Servizi Sociali, compreso la sanità e la formazione sono sprofondate nell'urto delle misure di austerità economica della Banca Mondiale e del FMI .


Più in generale, "la dura realtà economica e sociale che sta alla base dell'intervento del FMI consiste nei prezzi degli alimenti in ascesa, carestie a livello locale, licenziamenti massicci degli operai urbani e degli impiegati pubblici, e distruzione dei programmi sociali. Il potere di acquisto interno è sprofondato, ospedali e scuole sono stati chiusi, a centinaia di milioni di bambini è stato negato il diritto all'istruzione primaria."; (Michel Chossudovsky, Global Famine, op cit.)

Fonte:http://vocidallestero.blogspot.com/2011/01/la-tunisia-e-i-diktat-del-fmi-come-la.html

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domenico.damico

Re: La Tunisia e i Diktat del FMI

Messaggioda domenico.damico » 26 gen 2011, 13:15

Sembra in atto un progetto di de-stabilizzazione di tutta l'area medirerranea:

Italia: Fini, Ruby e varie puttanate, con governo paralizzato da mesi e crisi economica, culturale, sociale in atto.
Spagna: crisi economico sociale su vasta scala
Grecia: crisi economico sociale su vastissima scala
Turchia: governo filo islamico, con forti tensioni interne
Libano: rivolte, vuoto di potere
Israele - Palestina: le solite, più aggravamento della situazione dei palestinesi
Egitto: rivolte, manifestazioni, mubarak in difficoltà
Tunisia: vuoto di potere e rivolte
Algeria: rivolte e crisi in divenire
Libia: situazione in apparenza più tranquilla.

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Re: La Tunisia e i Diktat del FMI

Messaggioda sandropascucci » 26 gen 2011, 13:17

senza contare che a Capri non ti puoi più avvicinare
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Re: La Tunisia e i Diktat del FMI

Messaggioda domenico.damico » 26 gen 2011, 13:42

...sempre il solito complottista...

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jena

Re: La Tunisia e i Diktat del FMI

Messaggioda jena » 9 feb 2011, 17:48

::
Libia: Gheddafi preoccupato per la giornata di protesta del 17 febbraio
Riunioni con giornalisti e capi locali per depotenziare la «Giornata della collera»

MILANO - Il vento rivoluzionario nordafricano sta per interessare anche la Libia, Paese che finora era rimasto immune dell'ondata di proteste che ha travolto la Tunisia e sta seriamente minacciando il regime di Mubarak in Egitto. Secondo il quotidiano AlSharq Al-Awsat, il principale quotidiano arabo internazionale con sede a Londra, gruppi libici di opposizione hanno proclamato tramite internet il 17 febbraio «Giornata della collera», destando forti preoccupazioni nel colonnello Muhammar Gheddafi.

SCOMPIGLIO - Secondo quanto riferisce il giornale, l'appello lanciato in rete per una protesta popolare ha creato scompiglio nel governo di Tripoli. Per correre ai ripari, da tre giorni Gheddafi convocherebbe giornalisti e attivisti politici per fare il punto della situazione. In particolare, nel corso di un incontro con alcuni giornalisti locali, secondo quanto riferisce il sito del giornale Libya al-Youm, Gheddafi «ha espresso preoccupazioni per la protesta, paventando i rischi connessi a una situazione di caos che potrebbe scatenarsi nel Paese».


STUDENTI - È la prima volte che le autorità libiche mostrano segni di preoccupazione per una possibile rivolta. A scendere in piazza il 17 febbraio saranno in modo particolare gli studenti. È a loro infatti che si è rivolto Gheddafi nelle sue riunioni, criticando con forza anche Al-Jazeera per aver incitato, a suo giudizio, alla ribellione in Egitto. Commentando quanto accaduto di recente al Cairo, il colonnello avrebbe affermato: «È sbagliato prendersela con Mubarak, che è un uomo povero, non ha neanche i soldi per i suoi vestiti e più volte lo abbiamo aiutato. Quanto sta accadendo in Egitto è tutta opera dei servizi segreti israeliani».


http://www.corriere.it/esteri/11_febbra ... 6ba6.shtml

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Re: La Tunisia e i Diktat del FMI

Messaggioda domenico.damico » 21 feb 2011, 15:00

Aggiorno...

Italia: Fini, Ruby e varie puttanate, con governo paralizzato da mesi e crisi economica, culturale, sociale in atto. ----- > Processi al Presidente del Consiglio: conflitto di potere con il potere giudiziario. Acque confuse e molto agitate.
Spagna: crisi economico sociale su vasta scala
Grecia: crisi economico sociale su vastissima scala
Turchia: governo filo islamico, con forti tensioni interne
Libano: rivolte, vuoto di potere
Israele - Palestina: le solite, più aggravamento della situazione dei palestinesi
Egitto: rivolte, manifestazioni, mubarak in difficoltà ----> Mubarak si dimette/muore. Esercito al potere fino a prossime elezioni. Apparente calma.
Tunisia: vuoto di potere e rivolte. -----> Ben Alì destituito e probabilmente morto. Nuovo goveno contestato e nuove vigorose proteste.
Algeria: rivolte e crisi in divenire. -----> Proteste sempre più importanti.
Libia: situazione in apparenza più tranquilla. ------> Esplosioni di rivolte e proteste. Centinaia di morti. Gheddafi in fuga.
Marocco: ----- > Proteste per una nuova costituzione e per togliere poteri al re.

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Re: La Tunisia e i Diktat del FMI

Messaggioda MauroB » 22 feb 2011, 21:23

Una nave lanciamissili salpa da Taranto. Massima allerta nella base aerea di Gioia del Colle
di Vincenzo Del GiudiceCronologia articolo22 febbraio 2011
Questo articolo è stato pubblicato il 22 febbraio 2011 alle ore 19:44.
:o
Prosegue la massima allerta nella caserma di Gioia del Colle e all'arsenale di Taranto. Dalla provincia ionica è in partenza un cacciatorpediniere lanciamissili diretto verso le acque internazionali in prossimità delle coste libiche. Da Gioia del Colle invece una coppia di Eurofighter è già pronta alla difesa aerea. La crisi libica si avvicina sempre di più all'Italia, tanto che già da lunedì la tensione è aumentata in maniera sensibile. A salpare da Taranto sarà la nave della marina militare Francesco Mimbelli, unità multiruolo con un equipaggio di circa 400 persone, specializzata nella difesa dello spazio aereo.

Perché l'aeronautica italiana ha i radar puntati e i caccia intercettori F-16 pronti al decollo (di Gianandrea Gaiani)

Intanto, continua il pattugliamento di due corvette della Marina, la "Chimera" e la "Fenice", nel Canale di Sicilia. I loro compiti sono quotidianamente la vigilanza dell'accordo sulla pesca firmato con la Tunisia e il controllo dei flussi migratori, ma da ieri l'attenzione è massima soprattutto per il controllo del prevedibile esodo dalle coste nordafricane
:o :shock: :?

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Re: La Tunisia e i Diktat del FMI

Messaggioda MauroB » 22 feb 2011, 21:36

Economia Percorso:ANSA.it > Economia > News Unicredit valutera' diritti voto libici
Lo afferma in una nota il presidente, Dieter Rampl
22 febbraio, 19:57 :o

Guarda la foto1 di 1 (ANSA) - MILANO, 22 FEB - 'In ogni caso, la decisione circa l'esercizio del voto da parte degli azionisti libici, quanto dovuta, si fondera' sulla piu' attenta valutazione dei fatti da parte della banca''. Lo afferma il presidente di Unicredit Dieter Rampl riguardo all'ipotesi di congelare al 5% il diritto di voto dei soci di Tripoli.

:D :D :D :D
dilemma...:
mica sara che comincia a rosica il culo a qualcuno?? :?:
o sara un altro colpo gobbo del sistema igb?? :?:
ma... :? ...mistero della fede....

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Re: La Tunisia e i Diktat del FMI

Messaggioda [marS] » 23 feb 2011, 12:20

domenico.damico ha scritto:Aggiorno...

Italia: Fini, Ruby e varie puttanate, con governo paralizzato da mesi e crisi economica, culturale, sociale in atto. ----- > Processi al Presidente del Consiglio: conflitto di potere con il potere giudiziario. Acque confuse e molto agitate.
Spagna: crisi economico sociale su vasta scala
Grecia: crisi economico sociale su vastissima scala
Turchia: governo filo islamico, con forti tensioni interne
Libano: rivolte, vuoto di potere
Israele - Palestina: le solite, più aggravamento della situazione dei palestinesi
Egitto: rivolte, manifestazioni, mubarak in difficoltà ----> Mubarak si dimette/muore. Esercito al potere fino a prossime elezioni. Apparente calma.
Tunisia: vuoto di potere e rivolte. -----> Ben Alì destituito e probabilmente morto. Nuovo goveno contestato e nuove vigorose proteste.
Algeria: rivolte e crisi in divenire. -----> Proteste sempre più importanti.
Libia: situazione in apparenza più tranquilla. ------> Esplosioni di rivolte e proteste. Centinaia di morti. Gheddafi in fuga.
Marocco: ----- > Proteste per una nuova costituzione e per togliere poteri al re.


Anche l'Albania...
La situazione adesso sembra tranquilla ma anche lì, secondo me, cercano
di cambiare pupazzo.
Cmq. uno spreco di 'energia' per tutta la gente in piazza... Lottano per un pupazzo diverso senza capire che è il Sistema che è da cambiare.
Forse sono fasi che dobbiamo passare per poi imparare...

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domenico.damico

Re: La Tunisia e i Diktat del FMI

Messaggioda domenico.damico » 23 feb 2011, 15:56

vitampropatriamexsponimus...

giusto per capire... come mai questo nickname?

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Re: La Tunisia e i Diktat del FMI

Messaggioda MauroB » 23 feb 2011, 21:12

vitam pro patriam esponimus=esponiamo la nostra vita per la patria
uno dei tanti motti delle forze armate (fuculieri)

Con queste parole nel cuore ho giurato fedelta alla nostra Bandiera,alla nostra Costituzione.

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Re: La Tunisia e i Diktat del FMI

Messaggioda sandropascucci » 23 feb 2011, 21:17

vitampropatriamexsponimus ha scritto:vitam pro patriam esponimus=esponiamo la nostra vita per la patria
uno dei tanti motti delle forze armate (fuculieri)

Con queste parole nel cuore ho giurato fedelta alla nostra Bandiera,alla nostra Costituzione.


quindi sei un fuculiere.. fai i fuchi.. mhmm..
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sergioloy

Re: La Tunisia e i Diktat del FMI

Messaggioda sergioloy » 23 feb 2011, 21:19

vitampropatriamexsponimus ha scritto:vitam pro patriam esponimus=esponiamo la nostra vita per la patria
uno dei tanti motti delle forze armate (fuculieri)

Con queste parole nel cuore ho giurato fedelta alla nostra Bandiera,alla nostra Costituzione.


dio ti benedica.

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Re: La Tunisia e i Diktat del FMI

Messaggioda MauroB » 23 feb 2011, 21:48

Grazie.. :D ..che di questi tempi ce n'è sempre di bisogno...... :D ...
Ma che soprattutto benedica tutto questo mondo malato di ipocrisia e indifferenza .....

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Re: La Tunisia e i Diktat del FMI

Messaggioda sandropascucci » 23 feb 2011, 21:50

considerando che dio non esiste..
stiamo in ottime mani direi..
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Re: La Tunisia e i Diktat del FMI

Messaggioda MauroB » 23 feb 2011, 22:45

:?: :?
Noi conosciamo veramente tutte le prove storiche..?
Ma quando affermiamo che Nerone è vissuto, lo diciamo perchè conosciamo realmente le prove storiche o solo perchè abbiamo avuto fiducia (fede) nel professore che a scuola ci ha insegnato così?

Quando prendiamo delle medicine, lo facciamo perchè abbiamo provato personalmente e scientificamente con le nostre mani che funzionano, o perchè abbiamo avuto fiducia (fede) nel medico che ce l’ha prescritte?

Il punto pero è un altro;
che risultato abbiamo ottenuto prendendo le medicine che ci ha prescritto il medico?
Se siamo guariti la nostra fede è stata ben riposta,....
altrimenti no.

Se una medicina mi ha guarito o no lo posso constatare sulla mia pelle..
Se Dio esiste o no non lo posso constatare ...
Quando e se sarà.. potrò affermare con certezza ...

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[marS]

Re: La Tunisia e i Diktat del FMI

Messaggioda [marS] » 23 feb 2011, 22:50

vitampropatriamexsponimus ha scritto:vitam pro patriam esponimus=esponiamo la nostra vita per la patria


E' più fico in latino.
Come la Chiesa, che dice minchiate... ma in latino, che acchiappa di più.

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Re: La Tunisia e i Diktat del FMI

Messaggioda domenico.damico » 24 feb 2011, 12:17

vitampropatriamexsponimus ha scritto:vitam pro patriam esponimus=esponiamo la nostra vita per la patria
uno dei tanti motti delle forze armate (fuculieri)

Con queste parole nel cuore ho giurato fedelta alla nostra Bandiera,alla nostra Costituzione.


E tu credi in queste parole?

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Umiltao

Re: La Tunisia e i Diktat del FMI

Messaggioda Umiltao » 24 feb 2011, 14:14



Io© sì™.
E tu?©

:)

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domenico.damico

Re: La Tunisia e i Diktat del FMI

Messaggioda domenico.damico » 24 feb 2011, 14:23

ma ESPONI TUTTA LA TUA VITA PER LA PATRIA o solo un pezzetto?

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Umiltao

Re: La Tunisia e i Diktat del FMI

Messaggioda Umiltao » 26 feb 2011, 15:53

Domenico, tutta™ la vita con gli interessi in aggiunta, ovviamente. E tu?©

~~~

vitampropatria ex ponimus, se sei davvero pro Patria, dove
Patria = Comunità degli individui residenti (almeno) sul suolo definito convenzionalmente come "Italia",
leggi qui© ::COME CREARE UNA FIERA DELLE VERITA' NELLA PROPRIA CITTA':: e procedi a esporre la tua vita per la Patria nella tua città ORA!™.


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Re: La Tunisia e i Diktat del FMI

Messaggioda kasiacolagrossi » 27 feb 2011, 20:01

siete OT (:
katarzyna edyta colagrossi


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Umiltao

Re: La Tunisia e i Diktat del FMI

Messaggioda Umiltao » 2 mar 2011, 13:44

Umiltao ha scritto:vitampropatria ex ponimus, se sei davvero pro Patria, dove
Patria = Comunità degli individui residenti (almeno) sul suolo definito convenzionalmente come "Italia",
leggi qui© ::COME CREARE UNA FIERA DELLE VERITA' NELLA PROPRIA CITTA':: e procedi a esporre la tua vita per la Patria nella tua città ORA!™.
Quoto.






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sandropascucci
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Re: La Tunisia e i Diktat del FMI

Messaggioda sandropascucci » 2 mar 2011, 14:30

quindi potremmo dirci vitamproveritaexponimus ?
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Re: La Tunisia e i Diktat del FMI

Messaggioda domenico.damico » 2 mar 2011, 14:59

...proveritate è meglio...

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Re: La Tunisia e i Diktat del FMI

Messaggioda sandropascucci » 2 mar 2011, 15:13

ovvius..
io dicere solum pe' dicere..
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Re: La Tunisia e i Diktat del FMI

Messaggioda Umiltao » 2 mar 2011, 20:17

kasiacolagrossi ha scritto:siete OT (: ← uff..©
Quoto [diciamo che ti è andata bene, Kasia].

sandropascucci ha scritto:quindi potremmo dirci vitamproveritaexponimus ?
Boh... non lo so. Comunque quoto.

Umiltao ha scritto:
Umiltao ha scritto:vitampropatria ex pon imus o, se sei davvero pro Patria, dove
Patria = Comunità degli individui residenti (almeno) sul suolo definito convenzionalmente come "Italia",
leggi qui© ::COME TU-DIO CREI UNA FIERA DELLE VERITA' NELLA TUA CITTA':: e procedi a esporre la tua vita per la Patria nella tua città ORA!™.







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Quoto pure io 'sta roba.

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Re: La Tunisia e i Diktat del FMI

Messaggioda Umiltao » 4 mar 2011, 20:46

http://www.primit.it/forum/phpBB3/viewtopic.php?p=27432#p27432

Ma se Dio esiste, perché non organizza una Fiera delle Verità ORA!™...???

:?: :( :?:

Perché il Soprannaturale non aiutò Giacinto Auriti a suo tempo? Posso ben capire che non aiuti i cattivi™ del Primit (di cui alcuni atei o satanisti o mangiabambini dal luglio del 1981), ma almeno il devoto Don Giacinto...

bah..©

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Re: La Tunisia e i Diktat del FMI

Messaggioda mr.spyder » 7 mar 2011, 13:00

è il mistero della fede!....almeno non conduce raz degan... :mrgreen:
Antonio Prezia, detto spyder... anche se non è importante chi sei,ma cosa vuoi fare per cambiare il mondo.

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Umiltao

Re: La Tunisia e i Diktat del FMI

Messaggioda Umiltao » 17 mar 2011, 17:29

Umiltao ha scritto:
Umiltao ha scritto:
Umiltao ha scritto:vitampropatria ex pon imus o, se sei davvero pro Patria, dove
Patria = Comunità degli individui residenti (almeno) sul suolo definito convenzionalmente come "Italia",
leggi qui© ::COME TU-DIO CREI UNA FIERA DELLE VERITA' NELLA TUA CITTA':: e procedi a esporre la tua vita per la Patria nella tua città ORA!™.
Quoto.
Quoto pure io 'sta roba.
Stra-quoto!!!™

Anche perché oggi è il 150º Anniversario dell' Unità d' Italia.

                        

                        

                        

                        

                        

                        

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domenico.damico

Re: La Tunisia e i Diktat del FMI

Messaggioda domenico.damico » 28 mar 2011, 12:42

Aggiorno...

Italia: Fini, Ruby e varie puttanate, con governo paralizzato da mesi e crisi economica, culturale, sociale in atto. ----- > Processi al Presidente del Consiglio: conflitto di potere con il potere giudiziario. Acque confuse e molto agitate.
Spagna: crisi economico sociale su vasta scala
Grecia: crisi economico sociale su vastissima scala
Turchia: governo filo islamico, con forti tensioni interne
Libano: rivolte, vuoto di potere
Israele - Palestina: le solite, più aggravamento della situazione dei palestinesi
Egitto: rivolte, manifestazioni, mubarak in difficoltà ----> Mubarak si dimette/muore. Esercito al potere fino a prossime elezioni. Apparente calma forzata.
Tunisia: vuoto di potere e rivolte. -----> Ben Alì destituito e probabilmente morto. Nuovo goveno contestato e nuove vigorose proteste.
Algeria: rivolte e crisi in divenire. -----> Proteste sempre più importanti.
Libia: situazione in apparenza più tranquilla. ------> Esplosioni di rivolte e proteste. Centinaia di morti. Gheddafi in fuga. ------> Bombardamento delle forze occidentali come supporto agli insorti, per mettere le mani sul petrolio.
Marocco: ----- > Proteste per una nuova costituzione e per togliere poteri al re.[/quote]
Siria: rivolte di piazza contro il partito Ba'th , al potere da 50 anni. L'esercito spara sulla folla e e uccide decine di persone.
Giordania: rivolte di piazza. Anche qui l'esercito spara e uccide.

Ieri Tremonti, ospite di "in mezz'ora", programma di rai3 della annunziata, ha lasciato intendere che queste rivolte erano previste, anche se non con precisione per quanto riguarda i modi e i tempi.
La cosa più importante che ha detto però è la previsione di medio-breve termine: cioè che tutta questa ondata di "rivolte" arriverà in Asia e nello specifico in Cina.

Si è fatto anche riferimento al nuovo assetto del G20, ormai desueto secondo lui, perché privo di rappresentanti del mondo africano e arabo.
Interessante anche l'idea secondo la quale l'ordine mondiale made in Usa (intendendo il potere finanziario/bancario anglosassone) sia al tramonto e andrà ripensato tutto l'assetto di potere mondiale.
La discussione è stata interessante, sia per i contenuti, che per la forma che del dialogo fra i due personaggi, in teoria molto distanti per cultura politica, ma in realtà molto vicini e concilianti fra loro. D'altronde entrambi sono nel comitato esecutivo di Aspen Istitute... http://www.aspeninstitute.it/istituto/c ... -esecutivo

Osservando in presa diretta quello che succede e alla luce di queste dichiarazioni, sembra quindi in atto una manovra ad ampio raggio per arrivare alla Cina, passando per il petrolio del mondo arabo, senza usare troppe bombe, fucili, navi e soldati etc.

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sergioloy

Re: La Tunisia e i Diktat del FMI

Messaggioda sergioloy » 29 mar 2011, 22:08

::
Al Signor Mustapha Kamel Nabli, Governatore della nostra Banca centrale (BCT)

Signor Governatore,
il 21 gennaio 2011, durante la conferenza stampa che avete tenuto in qualità di Governatore della Banca Centrale della Tunisia (BCT) poco dopo il vostro arrivo da Washington, dove ricoprivate la carica di direttore della sezione Medio Oriente/ Nord Africa alla Banca Mondiale, avete dichiarato che: “ La Tunisia farà fronte ai suoi debiti entro le scadenze, attingendo alle risorse dello Stato”, debito che ammonta a 1120 milioni di dinari.

Noi, tunisini e tunisine riuniti davanti alla nostra banca centrale in questo giorno di gloria:

considerando che la Tunisia ha la priorità di mobilitare tutte le sue risorse finanziarie per affrontare le necessità più urgenti, in particolare: l'estrema povertà, l'indennizzo ai disoccupati, il miglioramento della situazione materiale dei lavoratori, etc.;

considerando l'eccezionalità della situazione che sta attraversando il nostro paese e gli enormi bisogni sociali;

considerando la norma giuridica dello stato di necessità che, permettendo agli Stati che si trovino in grandi difficoltà economiche di sospendere unilateralmente il pagamento dei loro debiti (con il congelamento degli interessi), consente di dare priorità ai bisogni della popolazione;

considerando l'esempio dell'Argentina che, scegliendo di sospendere unilateralmente il rimborso del debito pubblico tra il 2001 e il 2005 per non sacrificare i bisogni del suo popolo, è riuscita a riprendere la crescita economica grazie a questa moratoria;

considerando che l'ex dittatore, il suo governo e il suo parlamento, che avevano scelto di pagare il debito sono stati tutti cacciati dalla rivoluzione del popolo tunisino, le loro decisioni risultano ormai nulle e insussistenti;

dal momento che, durante la medesima conferenza stampa, avete dichiarato di esercitare le vostre funzioni sotto l'autorità del Presidente della Repubblica e che dovete rendere conto solo a lui;

dal momento che, infine, dopo il 15 marzo 2011, il mandato dell'attuale Presidente della Repubblica non ha più alcun fondamento legale;

in conseguenza di tutto ciò, la vostra decisione di pagare il debito di 1120 dinari, prevista dalla legge n°2010-58, del 17 dicembre 2010, nell'ambito della legge finanziaria del 2011, non ha alcun fondamento legale. Essa dovrà inoltre essere sanzionata con procedimenti penali o civili, in quanto si tratta di atti ostili al popolo. Invece di pagare il debito del dittatore con i soldi del popolo, vi informiamo che richiediamo al potere giudiziario di intervenire, affinché faccia rimpatriare i soldi illegalmente acquisiti da Ben Ali e dai suoi sodali e che hanno depositato in banche estere.

Considerando inoltre l'appello dei parlamentari europei (ancora in corso), che chiede la sospensione immediata del rimborso dei crediti europei nei confronti della Tunisia (con il congelamento degli interessi) e una revisione degli stessi per identificare la parte illegittima, che non ha recato profitto al popolo tunisino e che deve essere annullata senza condizioni;

noi vi chiediamo di decretare immediatamente una moratoria unilaterale sul debito pubblico della Tunisia (con il congelamento degli interessi), per la durata della revisione del suddetto debito. Una significativa parte del debito, infatti, è stata ereditata da Ben Ali e assume, di conseguenza, la qualifica giuridica di “debito odioso”. Secondo la dottrina del “debito odioso”, riconosciuta dal diritto internazionale: “Se un potere dispotico contrae un debito non per i bisogni e neppure nell'interesse del popolo, ma per rafforzare il suo potere dispotico, per reprimere la popolazione che lo combatte, etc., questo debito diviene odioso per la popolazione di tutto lo Stato. (…) Questo debito non è obbligatorio per la nazione. Si tratta di un debito di regime, un debito personale del potere che l'ha contratto e, di conseguenza, decade con la sconfitta del suddetto potere.” Secondo questa dottrina, accordando prestiti alla dittatura di Ben Ali, i creditori “hanno commesso un atto ostile nei confronti del popolo”; non possono quindi pensare che la popolazione liberatasi da un potere dispotico si assuma i “debiti odiosi”, che sono debiti personali di quel potere”.

La revisione, che dovrà riguardare l'intero debito pubblico della Tunisia e unire rappresentanti della società civile tunisina e internazionale, così come avvenne sotto il governo ecuadoriano nel 2007-2008, permetterà di far luce sulla destinazione dei fondi presi in prestito, le circostanze che riguardano la conclusione dei contratti dei prestiti, la loro contropartita (le condizionali) e conseguenze ambientali, sociali ed economiche. La revisione permetterà inoltre di identificare la parte illegittima del debito tunisino, che dovrà quindi essere delegittimato, ma anche di evitare che si formino nuovi cicli di indebitamento illegittimo e insostenibile, responsabilizzando i creditori e il futuro governo tunisino. La ricchezza del popolo tunisino deve essere restituita al suo legittimo proprietario: il popolo tunisino stesso. Lui solo ha il diritto di stabilirne l'uso, per metterla al servizio delle legittime aspirazioni, di cui la rivoluzione si è fatta portatrice.

Distinti saluti

I cittadini tunisini

Firmatari:
Raid Attac/CADMT della Tunisia
Union des Diplômés de l’université Chômeurs (Unione dei laureati disoccupati)

Fonte: www.cadtm.org
Link: http://www.cadtm.org/Lettre-au-gouverneur-de-la-Banque
21.03.2011

Traduzione per www.comedonchisciotte.org acura di ILARIA CABIB

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Re: La Tunisia e i Diktat del FMI

Messaggioda sandropascucci » 29 mar 2011, 22:58

c'è un refuso: 1.120 milioni
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