Il "servizio del debito"

Tutto quello che hai da dire sul signoraggio..
ps: tu parleresti mai seriamente con un tizio che indossa un passamontagna? Ecco perché devi essere iscritto al Forum per.. (no piangina, tnks)
Avatar utente
Christian Tambasco

Il "servizio del debito"

Messaggioda Christian Tambasco » 8 mar 2010, 16:49

La definizione corrente per sintetizzare elegantemente l'attuale sistema di schiavitù cui sottostiamo è il:"servizio del debito". Così viene chiamato ed è il costo che approssimativamente ogni [S]tato sostiene per il solo fatto di organizzare/sviluppare un'economia fatta di scambi, interni o esteri che siano, poco importa. Questo è lo stato dell'arte ad oggi. Mi sono volutamente soffermato a riflettere sul senso(non-senso) di queste due parole messe assieme e soprattutto applicate a gran parte del sistema umano: "servire il debito".

In alcune realtà segnate da culture differenti dalla nostra, la parola "debito" si traduce con "corda", ed essere indebitati vuol significare avere una corda al collo[0]. Curioso questo fatto, tutto il mondo è paese quando si tratta di esprimere delle verità sotto forma retorica. Dalle mie parti si parla di "cravatta" per simboleggiare il nodo al collo e di "cravattaro" riferito a chi te lo impone, così come "strozzino" e "strozzinaggio", da strozzare, sempre riferibili al debito[1]. Tutti questi termini si rifanno alla stessa immagine, il soffocamento, l'asfissia che oltre alla peculiarità della lenta agonia cui si è sottoposti incorpora anche quella del silenzio in cui avviene, la sofferenza provocata non può essere nemmeno gridata in quanto si è impediti dall'atto stesso che si subisce e il tutto avviene nell'indifferenza, ci si ritrova un'umanità che perde pezzi di se stessa senza nemmeno potersene rendere conto.

Cosa significa in termini pratici ed esistenziali "servire il debito" è intuibile visto che ci si trova di fronte ad uno strumento in grado di generare solamente un qualcosa atto a garantirne la continuità nel tempo e nello spazio: l'interesse. Il debito non nasce per essere estinto bensì per essere "servito", mantenuto, si deve perpetuare. Un soggetto indebitato è facilmente riconoscibile nella sua andatura china, umiliata, perché la prima cosa di cui viene espropriato è la libertà e la seconda è la dignità necessaria per poter rivendicare la libertà perduta, vivere si tra[ri]duce in "sopravvivere nell'ombra" a scapito di concetti espressione di valori, a scapito di un'etica, che sempre più, ci si rende conto essere un lusso dell'uomo libero, un uomo che forse l'umanità deve ancora vedere realizzato, in ambito di specie, e semmai l'avesse conosciuto in un passato remoto, evidentemente si deve essere configurato come incidente storico privo della consapevolezza necessaria per comprendere e afferrare l'essenza dello stato di cui si godeva.

Il "servizio del debito" consiste essenzialmente nell'espropriare l'uomo della sua umanità attraverso l'imposizione dell'interesse e della sua giustificazione filosofico-culturale-economica: lo "sviluppo". Parola, quest'ultima, anch'essa abusata e intesa nel solo senso quantitativo-econometrico. Ma continuare a parlare di "servire il debito" sarebbe veramente un non-senso se lo facessimo solo nell'ottica dello strumento fine a se stesso senza tener conto di chi tale strumento, maneggia, agita minaccioso, perché il "debito" è lo strumento per eccellenza di dominazione dei pochi sui molti, è lo strumento ultimo, evoluzione maxima, per il mantenimento, ampliamento del privilegio.

Sempre attraversando culture continentali differenti, ci si imbatte in un'altra differenza che ritengo fondamentale, quella tra povertà e indebitamento. Ovviamente tale differrenza diviene evidente in quelle culture antiche ancora non permeate dalla concezione dominante della competizione/dominazione la "cultura dei vincitori", l' "arte di vincere senza avere ragione" parafrasando qualcun altro[2], riconducibile e sintetizzabile nella cultura europeista/occidentale. Parliamo di realtà in cui le parole come condivisione, comunità, tribù, famiglia avevano ancora un senso e l'organizzazione e lo sviluppo traevano origine, giustificazione e facevano leva sul carattere sociale dell'essere umano.

In queste culture, realmente esistite, in periodi e luoghi differenti tra loro su tutto il pianeta e sempre più affidate/abbandonate al passato, il povero conservava ancora la dignità umana, la sua era semplicemente una condizione attinente alla sfera materiale facilmente colmabile all'interno della comunità, dalla comunità. Ed ecco emergere che chi si ritrova indebitato acquisisce uno status inferiore a quello del povero. C'è chi [3], a pieno titolo, ha affermato che gran parte dell'umanità versa in una condizione peggiore della bestia, in quanto quest'ultima non ha proprietà, ma nemmeno debito, rilevante, qui, è lo status di libero. Lo stato di povertà, così come l'essere bestie, si configura, quindi, già come lusso per gran parte degli esseri umani.

E' da qui che parte la mia riflessione che, badate bene, non fa un distinguo tra debito pubblico e privato, per me il mondo si divide in coloro che sono in grado di indebitare con il minimo sforzo e coloro che sono indotti a indebitarsi, con ovvia sopraffazione dei primi sui secondi per gli anni presenti e a venire, tanto è vero che ci sono generazioni, compresa la mia, su cui grava un debito la cui emissione trovava a garanzia la generazione stessa. Bisogna rendersi conto che quando si parla di ipotecare il nostro futuro in realtà si commette un'omissione consistente nel non aver menzionato che l'ipoteca grava, non solo sul nostro, ma anche sull'altrui futuro.

Di questo si tratta, di condannare generazioni intere al "servizio del debito", asservite alla logica imposta di un tipo di sviluppo che non hanno avuto modo né di criticare né di concordare e soprattutto si fa maschera di un sistema che altro non è che la prosecuzione di un sistema schiavistico che vede l'uomo sfruttare l'uomo oramai da millenni. In tutto questo non c'è etica, non c'è giustizia, non c'è evoluzione, non c'è civiltà ci si trova dinanzi alla degenerazione dell'essere umano, degenerazione voluta da un lato e miseramente accettata dall'altro, in un mondo in cui, ad oggi, pochi possono dirsi innocenti, un sistema in cui vittime e carnefici, spesso, sono complici. Quanto appena detto ci pone di fronte ad un'ulteriore considerazione che ci toglie qualsiasi alibi volessimo utilizzare per giustificare la nostra inerzia di fronte allo stato delle cose e che ci impone il dovere di prendere posizione perché lo schiavo che non lotta per cambiare la propria condizione merita le catene che porta[4].


Christian Tambasco



[0] in lingua Bamananw, debito si traduce "juru" ovvero "corda". Aminata D. Traorè in "La morsa".

[1] in realtà ci sono altre forme retoriche che definiscono il servizio del debito e che si rifanno all'immagine di deterioramento, effetto devastante e che si realizza nel tempo, lentamente, si pensi ad esempio al termine "usura".

[2] Cheikh H. Kane in "L'ambigua avventura" cit. in "L'Africa in pista" di J.L. Touadì

[3] Giacinto Auriti

[4] Thomas Sankarà in "I discorsi e le idee".


modificato da Christian Tambasco in data 09 marzo 2010, per errori grammaticali presenti nel testo. Di seguito le correzioni:
approssimatamente corretto in approssimativamente
mensionato corretto in menzionato
perchè corretto in perché (tre volte)
origìne corretto in origine
degenarazione corretto in degenerazione

si ringrazia l'utente sandropascucci per la segnalazione
Ultima modifica di Christian Tambasco il 9 mar 2010, 15:42, modificato 2 volte in totale.

sandropascucci
Messaggi: 13459
Iscritto il: 5 ago 2009, 17:22
condivido lo Statuto e il Manifesto:
zona operativa:: Roma-Lazio-Italia
azioni: articoli, manovalanza di piazza, pagamento quota, volantinaggio in proprio, oratore FdEV, costruzione "cose", scrittura articoli, interventi sul WEB, documentazione burocratica, contatti con altre "entità" (associazioni, enti, strutture..)..
Contatta:

Re: Il "servizio del debito"

Messaggioda sandropascucci » 8 mar 2010, 18:09

peccato per approssimativamente perché (3 volte) origine menzionato e degenerazione..
altrimenti poteva essere letto con gusto..
_____________________________________________
sandropascucci : primit.it signoraggio.com
INTERNET AIUTA A RIVOLUZIONARE IL MONDO COME
TRATTENERE IL RESPIRO AIUTA A PESARE MENO SULLA BILANCIA

Avatar utente
Christian Tambasco

Re: Il "servizio del debito"

Messaggioda Christian Tambasco » 8 mar 2010, 20:21

partendo dal presupposto che nasco ignorante e morirò ignorante :ugeek:
aggiungiamoci qualche errore di digito-pressione :roll:
rimane pur sempre il mistero del perchè con la [é] qui c'è da fare un atto elaborato
che suppone anche una certa dose di volontà nel premere "SHIFT+è" (3 volte mica una)
"elaborato" e "atto volontario" nun m'appartengono, il mistero s'infittisce :geek:

:D :D :D
Ciao Christian

Mistero svelato....sono ignorante :D
doppia figuraccia il perché corretto è proprio quello generato da "SHIFT+è"
mi ritiro negli scantinati :oops: :oops: :oops:

sandropascucci
Messaggi: 13459
Iscritto il: 5 ago 2009, 17:22
condivido lo Statuto e il Manifesto:
zona operativa:: Roma-Lazio-Italia
azioni: articoli, manovalanza di piazza, pagamento quota, volantinaggio in proprio, oratore FdEV, costruzione "cose", scrittura articoli, interventi sul WEB, documentazione burocratica, contatti con altre "entità" (associazioni, enti, strutture..)..
Contatta:

Re: Il "servizio del debito"

Messaggioda sandropascucci » 8 mar 2010, 21:38

non capisco perché quando pascucci-UMN parla la gente preferisce rispondere invece che genuflettersi in "grazie-UMN-grazie"
_____________________________________________
sandropascucci : primit.it signoraggio.com
INTERNET AIUTA A RIVOLUZIONARE IL MONDO COME
TRATTENERE IL RESPIRO AIUTA A PESARE MENO SULLA BILANCIA

Avatar utente
Christian Tambasco

Re: Il "servizio del debito"

Messaggioda Christian Tambasco » 9 mar 2010, 8:40

mi dispiace non si sia colta la "gratitudine" nel post ironico la prox volta sarò più esplicito :D

UMN :?: :?: :?:

Ciao Christian

Avatar utente
Karlrex

Re: Il "servizio del debito"

Messaggioda Karlrex » 9 mar 2010, 9:16

Christian Tambasco ha scritto:
UMN :?: :?: :?:

Ciao Christian
BlackRobeWizard.jpg











:lol: :lol: :lol:

sandropascucci
Messaggi: 13459
Iscritto il: 5 ago 2009, 17:22
condivido lo Statuto e il Manifesto:
zona operativa:: Roma-Lazio-Italia
azioni: articoli, manovalanza di piazza, pagamento quota, volantinaggio in proprio, oratore FdEV, costruzione "cose", scrittura articoli, interventi sul WEB, documentazione burocratica, contatti con altre "entità" (associazioni, enti, strutture..)..
Contatta:

Re: Il "servizio del debito"

Messaggioda sandropascucci » 9 mar 2010, 9:56

Christian Tambasco ha scritto:mi dispiace non si sia colta la "gratitudine" nel post ironico la prox volta sarò più esplicito :D

UMN :?: :?: :?:

Ciao Christian


Un Mago Nero
(manco IL.. no.. UN.. ma quanti cazzo ne siamo? bah!)
_____________________________________________
sandropascucci : primit.it signoraggio.com
INTERNET AIUTA A RIVOLUZIONARE IL MONDO COME
TRATTENERE IL RESPIRO AIUTA A PESARE MENO SULLA BILANCIA


Torna a “Libero scambio di opinioni sul SIGNORAGGIO”

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 2 ospiti

cron
Eccetto dove diversamente specificato, i contenuti di questo sito sono liberamente riproducibili purché sia citata e linkata la fonte (sono infatti rilasciati sotto una licenza Creative Commons BY-NC-SA 2.0) Il redattore non e' legalmente responsabile per i pensieri e le affermazioni espresse in questo blog dai visitatori. L'autore non assume alcuna responsabilità nel caso di eventuali errori contenuti negli articoli o di errori in cui fosse incorso nella loro riproduzione sul sito. Tutte le pubblicazioni su questo sito avvengono senza eventuali protezioni di brevetti d'invenzione; inoltre, i nomi coperti da eventuale marchio registrato vengono utilizzati senza tenerne conto. Questo sito non è una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità . Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001 Comunque, Costituzione Italiana - Art. 21: Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. :: SE&O :: Salvo Errori et Omissioni "come scrivono le banche, in calce agli estratti conto, per evitare eventuali future azioni penali".