Un caso per tutti

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MrDrago88

Un caso per tutti

Messaggioda MrDrago88 » 2 mar 2010, 0:03

Per spiegare ciò che succede veramente dietro le quinte della c.d. economia di libero mercato può essere preso ad esempio un eloquente caso giudiziario americano; Nel 1969 una giuria del Minnesota (USA) si trovò a decidere la causa intentata dalla “First National Bank of Montgomery ” contro Jerome Daly portando alla luce alcuni dei retroscena più salienti del c.d. signoraggio bancario. La banca chiedeva il pignoramento della casa dell’imputato in quanto su di essa gravava una ipoteca di 14.000 dollari. Ma cionostante Jerome Daly presentò opposizione al provvedimento esecutivo sulla base del fatto l’istituto di credito non aveva mai versato alcun effettivo corrispettivo di quel debito. Il “corrispettivo” infatti (ovvero la cosa scambiata) è un elemento essenziale per la validità di un contratto e J. Daly che era un avvocato lo sapeva bene. Egli sosteneva pertanto che la banca non aveva scambiato vero denaro per il suo prestito e che quindi sia il negozio giuridico che l’ipoteca erano da ritenersi nulli. Gli atti processuali furono verbalizzati dal giudice ausiliario Bill Drexler nel massimo dello stupore per l’apparente assurdità della teoria difensiva avanzata dall’imputato. Ma quando venne chiamato a testimoniare il signor Morgan , ovvero il presidente della banca in questione, la causa cominciò a prendere una direzione inaspettata. Tutti i presenti in aula rimasero sorpresi quando Morgan ammise candidamente che la banca creava abitualmente “dal nulla” il denaro per i propri prestiti e che si trattava di una procedura bancaria standard. E a quel punto fu lo stesso giudice Martin Mahoney a commentare: “A me sembra un imbroglio ” tra i cenni d’assenso dei giurati. Nel suo memorandum, il giudice Mahoney affermò inoltre quanto segue: “Il querelante ha ammesso che, in collaborazione con la Federal Reserve Bank di Minneapolis, … l’intera somma di 14.000 dollari in denaro alla base del presunto diritto di credito vantato fu creata nei propri registri con annotazioni contabili e che questa era il corrispettivo utilizzato sia per avvalorare la distinta datata 8 maggio 1964 che l’Ipoteca emessa nella stessa data. Come se non bastasse il signor Morgan riconobbe che non esisteva alcuna legge o statuto degli Stati Uniti che gli avesse concesso il diritto di farlo. Il giudice sentenziò quindi che affinchè la distinta in questione potesse ottenere validità legale occorreva l’esistenza di un legittimo corrispettivo a suo fondamento.

Grazie al coraggio e alla correttezza espressa da tutti i membri dell’organo giudicante la corte respinse così la richiesta di pignoramento da parte della banca e l’imputato conservò la propria abitazione. La vittoria di Daily però era sestinata ad avere implicazioni enormi anche nel disvelamento pubblico dei meccanismi che regolano la scandalosa truffa del signoraggio. Inutile quindi aggiungere che il giudice Mahoney morì sei mesi dopo il processo in un misterioso incidente. Da allora sono passati circa quarant’anni e qualche breccia nell’informazione di regime è stata aperta. Più di qualcuno ha cominciato ormai a comprendere che i banchieri estendono il credito senza alcun reale corrispettivo e che pertanto i loro prestiti (se la giustizia non fosse al loro servizio) dovrebbero essere dichiarati giuridicamente nulli. Se lo facessimo l’impero dell’elite finanziaria globale crollerebbe nel giro di pochi giorni ed è quindi chiaro che non ci permetteranno di farlo. Questo è il motivo per cui dal giorno di quella storica sentenza nessun canale d’informazione di livello nazionale e nessun giudice o politico ha più osato smascherare i poteri forti. Successivamente alla clamorosa sentenza del caso Daily molti altri imputati hanno tentato di evitare le inadempienze sul prestito utilizzando lo stesso modello di difesa ma con scarsi risultati. Ed ecco infatti cosa ebbe ad affermare un giudice in via non ufficiale: “Se vi lascio fare questo – a voi e chiunque altro – farebbe crollare l’intero sistema … non posso permettervi di andare a curiosare dietro il bancone … non andremo dietro al sipario !”. Di tanto in tanto però qualcuno rompe il silenzio e quando si tratta di personaggi molto in vista le loro dichiarazioni tornano a far tremare le banche.




Di Marco Pizzuti

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Umiltao

Re: Un caso per tutti

Messaggioda Umiltao » 2 mar 2010, 0:08

Eccolo qui! Bravo! ;) Quello di cui parlava Laura a Padova.

Come dire "un RFID per tutti".

Roba da home page.
A ennesima conferma del fatto che tutto il Sistema-IGB© e i libri e le dichiarazioni di economisti e banchieri sono la Fiera dell' Autosputtanamento e del Falso Problema. Basta leggere.

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mugiwara-laura caselli

Re: Un caso per tutti

Messaggioda mugiwara-laura caselli » 2 mar 2010, 12:42

Si si Umiltao.. E' lui!!
Grazie mille draghetto per averlo recuperato (io non lo trovavo più).. ;)

sandropascucci
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Re: Un caso per tutti

Messaggioda sandropascucci » 2 mar 2010, 12:48

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Re: Un caso per tutti

Messaggioda sandropascucci » 2 mar 2010, 12:52

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mugiwara-laura caselli

Re: Un caso per tutti

Messaggioda mugiwara-laura caselli » 2 mar 2010, 13:06

Promemoria personale: "Quando non ricordo DOVE ho letto un articolo, PRIMA controlla su signoraggio.com (quasi sicuramente si trova lì)" :D

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sergioloy

Re: Un caso per tutti

Messaggioda sergioloy » 3 mar 2010, 13:26

MrDrago88 ha scritto:Più di qualcuno ha cominciato ormai a comprendere che i banchieri estendono il credito senza alcun reale corrispettivo e che pertanto i loro prestiti (se la giustizia non fosse al loro servizio) dovrebbero essere dichiarati giuridicamente nulli.


ma questo lo fanno sin dalla nascita. ovvero 400 anni fa. dalla banca di amsterdam.


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