Come ci inventammo economisti(dell'ultima ora)

Tutto quello che hai da dire sul signoraggio..
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Karlrex

Come ci inventammo economisti(dell'ultima ora)

Messaggioda Karlrex » 13 nov 2009, 14:59

Ecco l'ultima in senso di appena sfornata teoria passatami da un conoscente non ancora laureato ma a buon punto dopo 11 anni :mrgreen: questo gli ha permesso di studiarne a lungo la questione :lol:
Il DEFICIT o DISAVANZO PUBBLICO è l'eccesso del totale delle uscite rispetto al totale delle entrate percepite, il che succede quando lo stato spende più di quanto incassa.

Lo Stato può finanziare il deficit pubblico con l’emissione di titoli (BOT, CCT,ecc.) oppure stampando moneta.

FINANZIAMENTO DEL DISAVANZO MEDIANTE EMISSIONE DI TITOLI. Per coprire il suo fabbisogno finanziario lo Stato prende a prestito il denaro emettendo titoli (BOT, CCT,ecc.) e vendendoli sul mercato finanziario a individui privati e imprese. Alla scadenza lo Stato restituisce il denaro preso in prestito ai titolari delle obbligazioni e paga loro degli interessi.

Il DEBITO PUBBLICO è appunto il debito dello Stato nei confronti degli obbligazionisti.

FINANZIAMENTO DEL DISAVANZO MEDIANTE EMISSIONE DI MONETA. Lo Stato può finanziare il disavanzo creando moneta. In realtà lo Stato non può creare moneta ma è solo la banca Centrale che può farlo. Ma con la cooperazione della Banca Centrale, il governo di fatto può finanziarsi creando moneta. Esso, infatti, può emettere titoli e chiedere alla banca centrale di acquistarli. La banca centrale paga i titoli con nuova moneta, e il governo a sua volta utilizza questa moneta per finanziare il suo disavanzo. Questo processo è chiamato monetizzazione del debito. Mentre il finanziamento con debito è costoso, il finanziamento con emissione di moneta è, invece, meno costoso o niente affatto costoso. Il costo di tale credito era, infatti, modestissimo, in quanto il tasso di interesse applicato oscillava tra 0,5% e 1%, mentre nel caso di vendita ai privati il tasso si aggira intorno al 4%. In Italia fino al 1981 la banca centrale era, infatti, obbligata in forza di legge ad acquistare Titoli di Stato che non erano stati assorbiti dal mercato. Tale vincolo la rendeva però molto vulnerabile e depotenziava gravemente la sua autonomia nel creare base monetaria. Gli aumenti della base monetaria sono stati infatti all'origine di forti aumenti dei prezzi. Il tasso di inflazione ha raggiunto, tra la fine degli anni Settanta e l'inizio degli anni Ottanta, anche livelli del 20-25% annuo. Generalmente la maggior parte dei paesi di oggi finanzia i disavanzi soprattutto con prestiti e non attraverso creazione di nuova moneta, e questo perché con una continua emissione di moneta si genera inevitabilmente un processo inflazionistico e instabilità nel sistema economico.

IL RUOLO DELLA BANCA CENTRALE
La Banca Centrale può acquistare titoli di stato non solo direttamente ma anche indirettamente dagli individui privati e dalle imprese che li hanno precedentemente acquistati, e rivenderli in un secondo momento. Tutto ciò avviene per tenere sotto controllo il tasso d’interesse e quindi l’inflazione.
Essa dunque quando ritiene opportuno fa diminuire il tasso d’interesse acquistando titoli di stato mediante emissione di nuova moneta, nell’ipotesi contraria procede alla vendita dei titoli di stato.
La moneta infatti è uno strumento essenziale per il funzionamento dell'economia, e spetta alla Banca Centrale regolarne la quantità in circolazione, attraverso l'emissione di moneta a fronte della quale vengono acquistati titoli. Emettere moneta per sanare il deficit è controproducente così come dimostrato dai fenomeni di iperinflazione degli anni passati. Tali decisioni inoltre non possono essere prese dallo Stato perché le misure di politica economica del governo richiedono un iter parlamentare troppo lungo ed è probabile che taluni correttivi giungerebbero con eccessivo ritardo rispetto alla congiuntura economica e pertanto anziché migliorarle le cose potrebbero avere l’effetto di peggiorarle ancora di più.

IL SIGNORAGGIO.
Il termine deriva dal fatto che in passato il diritto di emettere moneta era una preziosa fonte di ricavi per i signori). Tale termine viene utilizzato oggi per indicare i proventi derivanti dall’emissione di moneta. Ci sono due tipi di proventi. Il reddito derivante dall’acquisto e dalla vendita dei titoli. Ad esempio.
La banca centrale emette 100 Euro e li immette sul mercato acquistando titoli per un valore di 100 Euro (con lo scopo di variare i tassi d’interesse). Dopo tot tempo può rivendere questi titoli, precedentemente acquistati, sul mercato per 110 Euro (sempre allo scopo di variare i tassi d’interesse). Il reddito di tale operazione saranno solo 10 Euro. Infatti i banchieri non possono dividersi i 100 Euro perché ciò significherebbe immetterli di nuovo nel mercato provocando cosi una variazione dei tassi d’interesse, del tasso d’inflazione, ecc. compromettendo tutta la stabilità del sistema economico. Inoltre questi redditi sono poi ridistribuiti dalla BCE alle banche centrali nazionali in ragione della rispettiva quota partecipazione (per la Banca d'Italia ad esempio il 12,5%), e i singoli stati nazionali provvedono in seguito a prelevare gran parte di tali redditi dalle banche nazionali tramite il prelievo fiscale.
L’altro tipo di provento è rappresentato dal vantaggio derivante dall’utilizzo del finanziamento del disavanzo mediante emissione di moneta, cioè la differenza tra il costo del debito con l’emissione di titoli e il costo del debito con emissione di moneta.

IL DEBITO PUBBLICO ITALIANO
La causa dell'alto ammontare del debito va ricercata nella politica economica dello stato italiano che va dagli anni '60-70 del 1900 fino agli inizi anni '90. Da fine anni '60, infatti, per rispondere alla crisi sociale di quegli anni, l'Italia si prodigò a costruire uno stato sociale che ancora mancava nel nostro paese. Ma per fare questo si decise di appoggiarsi all'indebitamento senza aumentare le tasse, per non danneggiare la crescita. L'indebitamento, durante tutti gli anni '70, venne mitigato dalla forte inflazione del periodo dovuta alla crisi energetica e, dal 1975, dalla emissione di moneta della Banca d'Italia per pagare i titoli di stato rimasti invenduti nelle aste, con conseguente svalutazione della lira e inflazione. Questo fino al 1981, quando la Banca d'Italia non fu più obbligata a pagare il debito attraverso l'emissione di moneta. Da questo momento in poi, senza né inflazione né emissione di moneta da parte della banca centrale, il debito andò fuori controllo. Una ragione fu la decisione di evitare qualunque significativo aumento di tassazione per non danneggiare la crescita economica: nel 1985 la tassazione media in Italia era del 34,6% del PIL, contro il 41% della media europea e il 45% della Francia. Il debito continuò ad aumentare, autoalimentandosi in una spirale interessi-debito-interessi: dal rapporto debito/PIL del 1981, che era un "normale" 60% (la quota sotto la quale secondo il Trattato di Maastricht dovrebbero rimanere i debiti pubblici europei), si arrivò nel 1994 al 124%. Negli anni '80, infatti, il disavanzo medio fu del 10,7%, contro una media del 4% negli altri paesi europei, con la spesa pubblica passata dal 36% del PIL del 1970 al 50% del 1985. A partire dal 1992 la politica economica in Italia si concentrò principalmente sulla riduzione del disavanzo del bilancio delle amministrazioni pubbliche e sulla riduzione del debito nazionale.
Il titolo è:LA VERITA' SUL SIGNORAGGIO E SUL DEBITO PUBBLICO CONTRO OGNI POSSIBILE BUFALA

I governi italiani che si sono succeduti da allora si sono orientati su tagli alla spesa e adozione di nuove misure per aumentare le entrate. Dal 1991 al 2007 l'Italia ha goduto di un avanzo primario di bilancio, al netto dei pagamenti di interessi. Il disavanzo complessivo della pubblica amministrazione, comprendente gli interessi, è sceso all'1,4% del PIL nel 2000, dal 7% del 1995. L'Italia ha aderito all'Unione economica e monetaria dell'Unione europea (UEM) nel maggio 1998. Nel 2000 il rapporto debito/PIL è già sceso al 110%, ma la diminuzione si prospetta lunga e faticosa, un po' perché la crescita italiana rallenta negli anni '90 fino ad azzerarsi nei primi anni 2000 (ma questo si può dire sia causato anche dal debito, cioè dalla fuoriuscita di capitali dal paese che esso provoca e dall'alta tassazione necessaria per controllarlo, oltre che da un generale rallentamento dei paesi occidentali), un po' perché il debito ha raggiunto una tale dimensione che è già difficile pagare i suoi interessi, e non si può far leva né sulla tassazione, già troppo alta (intorno al 45% del PIL), né su rapidi e significativi tagli della spesa pubblica, fortemente impopolari. La crisi globale che ha colpito il mondo nel 2008 inoltre, ha assestato un altro duro colpo alla finanza pubblica, che si è trovata con meno entrate dovute alla recessione e bassa inflazione, oltre a dover indebitarsi per finanziare provvedimenti anticrisi. Il Fondo Monetario Internazionale infatti, prevede che dal 104% del 2008, si passerà al 109% nel 2009 e al 116% nel 2012, annullando gran parte degli sforzi fatti dal '92 per diminuire il debito.

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micedoni

Re: Come ci inventammo economisti(dell'ultima ora)

Messaggioda micedoni » 13 nov 2009, 16:02

Io penso che un deficit negativo o positivo giochi un ruolo di freno o acceleratore della macchinazione perpetuata tramite il signoraggio.
E' chiaro che in assenza di deficit l'emissione della moneta a debito (comunque "necessaria" ovviamente) viene addolcita dalla crescita del pil e la popolazione bevendo questo veleno addolcito non si accorge del giogo o si ritardano i suoi effetti negativi. In caso di deficit accade che il debito si espande e che gli interessi non possono essere piu pagati fino a raggiungere il punto in cui le banche centrali non emettono piu moneta, ritirano il dovuto causando una pesante recessione.
Se non sbaglio in argentina è successo questo.
In italia, secondo me, è successo proprio questo. In un periodo di forte crescita (diciamo dal '50 all' '80, ma anche '90) sono stati richiesti quantitativi di denaro troppo alti che hanno semplicemente asservito la corruzione a tutti i livelli (dai politici che hanno spianato il campo ai grossi capitalisti fino al 30enne baby pensionato). Il gioco ha retto finche tutto andava bene, finchè c'era qualcuno che produceva ma la realtà era che gia da allora IGB stava fottendoci tutti solo che non ce ne accorgevamo.
Ora siamo nella merda, meno dell'argentina (su cui sono arrivati i tentacoli di FMI) e più della virtuosa germania per esempiuo che per 40 anni non ha richiesto le somme che abbiamo richiesto noi per fare i nostri porci comodi. Questo però incide solo sulla GRAVITA' del problema ma non è IL PROBLEMA. Il problema si chiama signoraggio.

P.s.
Karlrex non è una risposta a te. Serve sempre per me, per entrare nel discorso.:)

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Karlrex

Re: Come ci inventammo economisti(dell'ultima ora)

Messaggioda Karlrex » 13 nov 2009, 16:24

Tranquillo, tra l'altro non è manco mio l'articolo e dopotutto l'ho postato in chiave mooolto ironik come puoi vedere dall'emo :mrgreen:

Francesco Fata
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Re: Come ci inventammo economisti(dell'ultima ora)

Messaggioda Francesco Fata » 13 nov 2009, 17:06

Cominciamo a chiarire nella nostra (vostra) testa alcuni concetti (per ora il primo):

DEFICIT = SALDO NEGATIVO TRA ENTRATE E USCITE

ESEMPIO: USCITE = 1000 - ENTRATE= 900

DEFICIT = 100

1) LO STATO NON FINANZIA CON IL DEBITO SOLTANTO IL DEFICIT DI 100

2) LO STATO INCAMERA DENARO (ENTRATE) EMETTENDO DEBITO (TITOLI) PER 500/600 O ANCHE 900 PER PAGARE LE SUE USCITE

3) LE USCITE DELLO STATO NON SONO SOLO LE SPESE CORRENTI (SCUOLA, SALUTE, STRADE, PONTI ECC.) MA ANCHE "DEBITI SCADUTI (TITOLI)"

4) LO STATO QUINDI CONTRAE DEBITI NUOVI PER PAGARE QUELLI SCADUTI

Mettetelo di default nella vostra testa (può sempre servire)
Voglio troppo bene al popolo per pensare di votare gente che vuole particolarmente bene a se stessa.
Francesco Fata

----Francesco Fata (ex aggiocampà) ----

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Umiltao

Re: Come ci inventammo economisti(dell'ultima ora)

Messaggioda Umiltao » 14 nov 2009, 0:32

Francesco Fata ha scritto:Mettetelo di default nella vostra testa (può sempre servire)

:mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:
Strano, questa parola l' ho già sentita... mi pare parlando di Argentina o altro...


Per un approfondimento definitivo consiglio i due seguenti link della Ragioneria Generale dello Stato, è una semplificazione nonostante possa sembrare complicato ma è ottima!

http://www.rgs.mef.gov.it <- link generale per ogni tipo di ricerca sulla finanza pubblica.

Anno 2008:

- entrate e uscite ORDINARIE di tutte le Pubbliche Amministrazioni
http://www.rgs.mef.gov.it/_Documenti/VERSIONE-I/Finanza-Pu/Relazione-1/2009/Quadri-di-costruzione-dei-conti-consolidati-del-settore-pubblico-risultati-per-il-trie.pdf
pagg. 7 e 8; gli interessi sul Debito Pubblico (quasi 84 milardi) fanno parte delle uscite ordinarie (quasi 790 milardi);

- entrate e uscite "STRAORDINERIE" (così le chiamo io) di tutte le P.A.
http://www.rgs.mef.gov.it/_Documenti/VERSIONE-I/Finanza-Pu/Relazione-1/2009/Debito-del-settore-statale---RUEF-2009.pdf
pagg. 1 e 5.

Notare come il SALDO NEGATIVO - circa 51 milardi - detto anche DEFICIT coincide proprio con la differenza tra titoli emessi (circa 470 miliardi) e titoli rimborsati (circa 418 milardi), quindi occorre emettere una parte di titoli nuovi in più proprio per coprire tale deficit.
Notare come le Pubbliche Amministrazioni siano in attivo di ben 32 miliardi nonostante tutti gli sprechi e disastri che abbiamo - vedasi voce "saldo primario" - e in condizioni fifty fifty destra-sinistra (il 2008 è tremontischioppico), per cui è ancora più stridente il fatto che andiamo in rosso di ben 51 miliardi a causa del fatto che dobbiamo ancora pagare per la gran parte a puri PARASSITI FINANZIARI (Sistema Bancario, finanziarie, speculatori, ecc.) ben 83,8 miliardi di interessi sul debito pubblico.
Ce ne sarebbe un po' di roba per fare investimenti come piace a Nino Galloni "molla la bottiglia" anche senza sovranità monetaria.
Ma come sappiamo: "il banco trae beneficio dall' interesse su tutta la moneta che crea dal nulla".


Le c.d. entrate e uscite "straordinerie" sono proprio quello che ha detto Francesco: rispettivamente titoli nuovi venduti in asta (apertura crediti, ricorso al mercato) e titoli in scadenza da pagare (rimborso del debito).


In soldoni:

TOTALE ENTRATE (attivo) = entrate ordinarie + titoli di debito statali venduti alle aste in cambio di moneta
TOTALE USCITE (passivo) = uscite ordinarie + titoli di debito statali in scadenza da pagare con moneta





Se ne è parlato anche nel thread sulle cagate di Marco Saba: viewtopic.php?f=8&t=231





~~~

Sostituiti i seguenti vecchi link non più funzionanti:
1) http://www.rgs.mef.gov.it/VERSIONE-I/Finanza-Pu/Relazione-1/2009/Quadri-di-costruzione-dei-conti-consolidati-del-settore-pubblico-risultati-per-il-trie.pdf
2) http://www.rgs.mef.gov.it/VERSIONE-I/Finanza-Pu/Relazione-1/2009/Debito-del-settore-statale---RUEF-2009.pdf

con i seguenti nuovi link ora funzionanti:
1') http://www.rgs.mef.gov.it/_Documenti/VERSIONE-I/Finanza-Pu/Relazione-1/2009/Quadri-di-costruzione-dei-conti-consolidati-del-settore-pubblico-risultati-per-il-trie.pdf
2') http://www.rgs.mef.gov.it/_Documenti/VERSIONE-I/Finanza-Pu/Relazione-1/2009/Debito-del-settore-statale---RUEF-2009.pdf.

Sono stati fatti dei cambiamenti nel sito della RGS.
Ultima modifica di Umiltao il 7 ago 2011, 0:09, modificato 1 volta in totale.

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Umiltao

Re: Come ci inventammo economisti(dell'ultima ora)

Messaggioda Umiltao » 14 nov 2009, 0:57

Francesco, tieni presente che questi ragionamenti di base NON si trovano su infernet e la questione del rimborso-emissione di titoli non la caga proprio nessuno NONOSTANTE SIA MACROSCOPICA, per cui porta pazienza :) se qualcuno non è ferrato in materia. Io da autodidatta ho dovuto impazzire per capire cose semplici, ma coperte da una tale coltre di ciarpame proprio ad opera di chi invece dovrebbe spiegare bene tutto (economisti e guru di merda che scorrazzano su infernet)...

Noi siamo qui per cercare di colmare tutte le lacune reciproche.

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Umiltao

Re: Come ci inventammo economisti(dell'ultima ora)

Messaggioda Umiltao » 7 ago 2011, 0:38

Ho riportato i nuovi link corretti in questo post http://www.primit.it/forum/phpBB3/viewtopic.php?p=2103#p2103, come precisato dalle note in rosso inserite in fondo al post stesso.

Per la ricerca dei due link, seguire i seguenti passaggi:
home page della RGS → RUEF, 1º link nel 2º riquadro in basso a destra (Finanza Pubblica) → selezionare l' anno 2009 nella casella di selezione archivio in alto a destra →
→ 1') è il primo link della sezione "ALLEGATI";
    2') è il secondo link della sezione "APPENDICI".

Ovvero:
1. http://www.rgs.mef.gov.it/VERSIONE-I/
2. http://www.rgs.mef.gov.it/VERSIONE-I/Finanza-Pu/Relazione-1/2010/index.html
3. http://www.rgs.mef.gov.it/VERSIONE-I/Finanza-Pu/Relazione-1/2009/
4. 1') http://www.rgs.mef.gov.it/_Documenti/VERSIONE-I/Finanza-Pu/Relazione-1/2009/Quadri-di-costruzione-dei-conti-consolidati-del-settore-pubblico-risultati-per-il-trie.pdf
    2') http://www.rgs.mef.gov.it/_Documenti/VERSIONE-I/Finanza-Pu/Relazione-1/2009/Debito-del-settore-statale---RUEF-2009.pdf


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