Ma vorrei sapere una cosa

Tutto quello che hai da dire sul signoraggio..
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sandropascucci
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Re: Ma vorrei sapere una cosa

Messaggioda sandropascucci » 17 nov 2009, 14:08

ora tu ti sentirai piccato e risponderai e io risponderò ecc.. fino a che:
1. ti bannerò perché non saprai trattenerti
2. rimarrai con l'amaro in bocca perché non l'hai spuntata e
3. rimarrai ignorante perché hai pensato più a rispondere a me che a studiare..

io 'ste cose già le so.. a me non cambia nulla se tu studi o non studi o se rispondi o non rispondi..

lascia perdere l'orgoglio, lascia perdere la testa calda: stampati il libro di auriti,
qualche articolo e SPEGNI il PC..

questa è l'unica cosa che posso insegnarti.
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Umiltao

Re: Ma vorrei sapere una cosa

Messaggioda Umiltao » 18 nov 2009, 23:16

Continua qui una parte del discorso per chi vuole:
http://www.primit.it/forum/phpBB3/viewtopic.php?f=9&t=282&p=2230#p2230

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Allabalooza

Re: Ma vorrei sapere una cosa

Messaggioda Allabalooza » 3 dic 2009, 21:39

Scusatemi tutti, ma vi devo porre una domanda basilare che avrete sentito mille volte in giro...
Allora la Bankitalia è una s.p.a., le quote di partecipazione appartengono ad altre s.p.a. fin qui ci sono.
alcuni mi dicono che non è una s.p.a. e io posso solo rispondere che lo è invece, non riesco ad andare oltre, non so spiegare perchè è una s.p.a. e quindi mi sto zitto...se qualcuno di voi che mastica di economia mi spiegasse proprio precisamente perchè bankitaia è una s.p.a. mi farebbe un gran favore, perchè io ho provato ad addentrarmi nelle varie legislazioni, ma ci capisco ben poco, poi basta che uno mi fa una domandina così e il mio discorso crolla....

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Allabalooza

Re: Ma vorrei sapere una cosa

Messaggioda Allabalooza » 3 dic 2009, 23:41

Allabalooza ha scritto:Scusatemi tutti, ma vi devo porre una domanda basilare che avrete sentito mille volte in giro...
Allora la Bankitalia è una s.p.a., le quote di partecipazione appartengono ad altre s.p.a. fin qui ci sono.
alcuni mi dicono che non è una s.p.a. e io posso solo rispondere che lo è invece, non riesco ad andare oltre, non so spiegare perchè è una s.p.a. e quindi mi sto zitto...se qualcuno di voi che mastica di economia mi spiegasse proprio precisamente perchè bankitaia è una s.p.a. mi farebbe un gran favore, perchè io ho provato ad addentrarmi nelle varie legislazioni, ma ci capisco ben poco, poi basta che uno mi fa una domandina così e il mio discorso crolla....

Mi rispondo da solo :lol:
http://www.signoraggio.com/signoraggio_diolovole.html
...pfiuu...giusto in tempo :mrgreen: ...se lo avesse letto prima sandro di sicuro mi avrebbe sparato un cruise in casa...mi sono salvato in corner...

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Umiltao

Re: Ma vorrei sapere una cosa

Messaggioda Umiltao » 4 dic 2009, 1:30

Ah, quell' articolo è davvero eccezionale! ;) E' davvero da "aò, sono oltre Pascucci" :P


Però guarda che la questione dell' S.p.a o meno è l' ennesimo falso problema. Ci sono anche molte società statali che sono S.p.a. perchè lo Stato si colloca sul mercato (anche se monopolistico) come qualsiasia altro imprenditore privato.
La disquisizione sull' S.p.a. o meno è solo formale, in realtà giuridicamente la Banca d' Italia è una partecipazione più o meno come erano le c.d. Partecipazioni Statali riassunte nell' Istituto per la Ricostruzione Industriale (IRI). Notare come sia le società dell' IRI che la Banca d' Italia - quest' ultima partecipata al 100% dallo Stato tra il 1936 e il 1992 tramite le BIN - non erano altro che società private statalizzate prima dal Fascismo, seguendo peraltro pedissequamente la moda del tempo alla pari di quasi tutti gli altri Stati che contavano a cavallo tra le due Guerre Mondiali, e successivamente negli Anni 60 dalle pressioni socialiste sugli alleati di governo democristiani e liberali e con l' appoggio esterno del Partito Comunista.
Dopo il 1992 BANALMENTE si procede a vendere e quindi RI-privatizzare una parte delle società dell' IRI per ricavare soldi al fine di ridurre il debito pubblico, oltretutto vendendo tali società a banche e multinazionali (e chi vuoi che compri?) vendendo pure le partecipazioni statali nelle BIN e in altre banche. In pratica, anzichè fare nuovo debito pubblico col Sistema Bancario come era accaduto prima, dal 1992 (in realtà si cominciò qualche anno prima e ad opera degli stessi partiti poi travolti da Tangentopoli) si vendono direttamente i beni dello Stato alle banche e alle finanziarie industriali private (spesso sottocosto), quindi privando lo Stato stesso di strumenti di controspeculazione tariffaria monopolista atte a racimolare sul mercato (di monopolio) moneta per poter monetizzare lo stesso debito pubblico verso le banche (di nuovo).
Come vedi qualsiasi sistema si riesca a escogitare, in assenza di sovranità monetaria non si fa altro che mangiarsi la coda a circolo vizioso, ritrovandoti sempre davanti all' entrata di casa la banca che ti chiede di pagare.

Detto questo i veri problemi sul merito sono i seguenti:

1. la Banca d' Italia fin dalla fondazione e pure durante il periodo di sua totale statalizzazione (1936-1992) opera con contratto stipulato con lo Stato per il servizio di Tesoreria in regime di monopolio accanto a quello classico di emissione monetaria a debito con interesse: hai mai visto una società dello Stato sotto contratto con lo Stato stesso?
2. la Banca d' Italia da sempre paga tasse allo Stato, quindi funziona come una qualsiasi azienda privata;
3. la Banca d Italia da sempre restituisce allo Stato un po' di interessi (signoraggio primario da interessi) sia pagandogli interessi passivi sul conto corrente di Tesoreria (la Banca Centrale non è altro che la banca commerciale dello Stato) sia devolvendogli una parte degli utili netti (dopo avergli pagato le tasse).
4. la Banca d' Italia da sempre compra una parte del debito dello Stato, cioè compra titoli di Stato (solo di seconda mano dalle banche commerciali dal luglio del 1981), quindi dal 1936 al 1992 abbiamo l' ulteriore paradosso di una società dello Stato che compra debiti dello Stato stesso (!!!); fino al novembre 1993 può pure anticipare moneta allo Stato direttamente sul conto corrente di Tesoreria anche se in maniera limitata (di nuovo, che palle...!);
5. le Banche di Interesse Nazionale (BIN) - Credito Italiano, Banco di Roma e Banca Commerciale - dal 1936 al 1992 sono società statalizzate che acquistano direttamente debiti dello Stato (ma bastaaa...!!!) alle aste dei titoli assieme a tutte le altre banche commerciali private e ad altre banche statali come BNL e Monte dei Paschi di Siena, oltre come detto tramite la Banca d' Italia della quale sono partecipanti (sì, ok, abbiamo capito che è roba da dementi, ma così è...!);
6. la Banca d' Italia da sempre è definita come INDIPENDENTE, ovvero a prescindere dalla sua caratteristica pubblica o privata essa MONETARIAMENTE decide ciò che vuole: la politica monetaria in senso generale (quanta moneta emettere ovvero quanto debito comprare, quale tasso di sconto, quale coefficiente di riserva frazionaria, ecc.);

Da queste singolari caratteristiche "societarie" si ricava che la Banca d' Italia è un UNICUM giuridico.
Ma non è certo sola: sono e funzionano identiche a essa tutte le altre Banche Centrali, pubbliche o private che siano.
E sapendo che per esempio la Bundesbank, la Banque de France e la Bank of England sono al 100% statali tuttora da 60 anni, risulta ancora più stridente il perverso rapporto di debito banca di Stato - Stato sopra descritto.
Per cui la Banca Centrale Europea è per buona parte tuttora partecipata da banche statali e lo stesso Mario Draghi auspica da tempo che la stessa Banca d' Italia ritorni a essere statale come quasi tutte le altre Banche Centrali Nazionali che partecipano alla BCE stessa.


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