L'ottimismo tecnico non percepito dal mercato.

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ciottabenni

L'ottimismo tecnico non percepito dal mercato.

Messaggioda ciottabenni » 4 nov 2009, 7:37

...La tesi che ha preso piede nel dibattito pubblico in questi ultimi mesi è che il debito pubblico di un Paese non vada misurato solo in percentuale sul Pil, ma riparametrato anche in ragione del debito privato esistente nello stesso Paese.
Poiché il tasso d’indebitamento delle famiglie italiane è tra i più bassi nei Paesi Ocse – pari a un terzo di quelle della “formica” Germania –, mentre il tasso di patrimonializzazione è tra i più elevati – al 2007 secondo il World Institute for Development Economics Research dell’Università ONU a Helsinki eravamo 22esimi al mondo per reddito procapite a parità di potere d’acquisto, ma ottavi per ricchezza procapite davanti a Francia, Germania e Paesi scandinavi, e secondi solo al Giappone per ricchezza mediana per adulto, con il che si indica anche il minor grado di dispersione della ricchezza cioè la minor diseguaglianza sociale quanto a patrimonio – studiosi come Marco Fortis da mesi ripetono che in realtà la mera cifra del debito pubblico fa apparire l’Italia come più malata di quanto non sia davvero, nel contesto internazionale post Lehman (per chi volesse approfondire, qui la recensione del libro di Fortis edito dal Mulino). Se a quello delle famiglie aggiungiamo il debito delle imprese, comunque stiamo meglio di Stati Uniti, Giappone, Regno Unito, Olanda eccetera, sostengono i riparametratori. Non hanno convinto il mercato, però. Almeno sinora, il mercato la pensa diversamente. E poiché è il mercato, a valutare quanto ”rischiano” i debiti e dunque quanto pagano d’interessi, forse bisogna tenerne conto. Ne deve tenere conto sicuramente la politica. Purtroppo, per il mercato stiamo messi parecchio peggio del Giappone.
Cerchiamo di capire che cosa può voler dire. Per avere una misura di come il mercato “pesa” il debito sovrano dei diversi Paesi, basta dare un occhio alle graduatorie che molti osservatori finanziari aggiornano giornalmente, sull’andamento dei Credit Default Swaps sui debiti pubblici. Qui per esempio quello stilato da Markit. Come vedete, alla chiusura dei mercati di venerdì scorso l’Italia aveva un stima di default sui suoi titoli sovrani a cinque anni pari a un sovrappremio-rischio da pagare di 74 punti base, rispetto ai 56 del Giappone, 48 del Regno Unito, 22 della Francia, 21 degli Stati Uniti, e 19 della Germania. Potrà piacerci o meno, ma questa è la stima del mercato. Ricordo a tutti che la stima del debito pubblico giapponese del FMI è pari al 218% del Pil quest’anno, al 227% l’anno prossimo, al 246% nel 2104. Ricordo ancora che, vent’anni di stagnazione seguita da bassa crescita, il tasso di risparmio dei giapponesi è sceso dal 15% del reddito disponibile a neanche il 2%*, attualmente meno della metà di quello degli americani, noti come pessimi risparmiatori amando consumare il più possibile. Ricordo infine che quest’anno il maxi fondo previdenziale pubblico giapponese – che detiene 1,4 migliaia di miliardi di dollari di asset – è divenuto, da compratore che era, venditore netto di titoli pubblici giapponesi, dovendo iniziare a fronteggiare deficit previdenziali sempre maggiori**. E che infine ormai il Tesoro giapponese ha preso a far campagna pubblicitaria dei propri prodotti addirittura sui taxi, di fronte al rischio che le aste di titoli pubblici non registrino il sold out.
I tassi d’interesse reale sono saliti di 300 punti base in un anno, a seguito del peggiorare delle tensioni sul debito pubblico. E ciò aggrava le condizioni della deflazione giapponese e la contrazione del Pil, fa apprezzare lo yen e dunque penalizza brutalmente le esportazioni***. Di che cosa è figlio tutto ciò in Giappone[b]* [/b]di che cosa dovrebbe tener conto il politico italiano, visto che il mercato ci giudica – giusto o sbagliato che sia – in condizioni ancora più preoccupanti di quelle giapponesi? Di vent’anni di spesa pubblica condotta a Tokyo a briglia sciolta, senza che la crescita abbia ripreso mai. Vi pare che ne siano consapevoli, i politici italiani?

Da:http://www.chicago-blog.it/


*,**,*** * Che con i titoli speculati ai danni anche degli stessi speculatori nei mercati speculativi gonfiati dalla bolla speculativa, adesso possono semplicemente pulircerserculo!!!

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Re: L'ottimismo tecnico non percepito dal mercato.

Messaggioda ivanopino » 9 dic 2009, 19:32

ciottabenni ha scritto:Ricordo a tutti che la stima del debito pubblico giapponese del FMI è pari al 218% del Pil quest’anno, al 227% l’anno prossimo, al 246% nel 2104.

Non mi sembra una stima possiile ;)
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Re: L'ottimismo tecnico non percepito dal mercato.

Messaggioda sandropascucci » 9 dic 2009, 21:44

e nel 3892?

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