Analisi verosimile su Grillo (dal Web)

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Analisi verosimile su Grillo (dal Web)

Messaggioda wallace » 6 mar 2013, 18:18

Riporto un articolo scritto dall'Avv. Paolo Franceschetti, una delle persone che in Italia si stanno battendo per far conoscere e denunciare i poteri massonici deviati che da anni controllano e governano il Paese, nel silenzio dell'occulto, all'oscuro della gente perchè all 'oscuro dei media, che pure controllano come la politica e la finanza.

Il Movimento 5 stelle è uno dei pezzi di questa realtà e questo spiega molte cose.
Lo dice anche Leo Lyon Zagami, un illuminato dissociato.

Franceschetti sottolinea come Grillo e la Casaleggio siano parte integrante del sistema che ha fagocitato l'Italia negli ultimi decenni portandola allo sfascio.

Secondo Franceschetti infatti "L’accusa più seria mossa al movimento di Grillo – ma taciuta dalla stampa – è quella di essere appoggiato dalla massoneria degli Illuminati di Giuliano Di Bernardo.
.... Il problema del movimento di Beppe Grillo. Le parole che non ti ho mai detto.
.... In sostanza Grillo sta facendo quello che hanno fatto fino ad oggi i politici che lui critica: non spiega cosa è quella massoneria degli Illuminati che c’è dietro a lui e alla Casaleggio, non lo spiegherà mai, e la maggior parte dei grillini non se lo domanderà neanche; il che è esattamente quello che è successo nella storia politica dell’Europa da sempre.
Dal punto di vista programmatico non propone invece proprio quelle cose che porterebbero ad un radicale cambiamento del sistema; il che è quello che succede da sempre e che sempre succederà.
... Purtroppo la facciata ridipinta a nuovo impedisce di vedere quello che c’è sotto".

Detto questo, c'è da chiedersi che senso abbia crederci e sostenerlo investendo in una rivoluzione che non si farà mai, mentre un senso la forza lavoro degli attivisti e il consenso degli elettori ce l'hanno.
E' la ri-legittimazione dei poteri di sempre, più pericolosi che mai vista l'accelerazione che i piani criminali del Nuovo Ordine Mondiale cui concorrono sta avendo nell'ulitmo periodo.
Grazie a Monti, ai partiti storici e ora e anche a Grillo e Casaleggio.

E' un'informazione che chi supporta il Movimento-partito , se non ha ancora, deve avere, per poter decidere consapevolmente da che parte stare:

se continuare a lavorare (aumentandone il poter) per i massoni della Loggia di Di Bernardo. per le lobbies e banche di Sassoon e dell'Aspen Institute di Bilderberg, tutte facenti capo al Nuovo Ordine Mondiale e al piano criminale degli Illuminati a danno e padroni-tiranni del popolo,

o fare obiezione di coscienza, (come alcuni hanno fatto) mettendosi dalla parte della democrazia, dell'onestà. e di un futuro migliore e consapevole per i cittadini liberi.

Ovviamente una via di mezzo non è possibile., soprattutto quando si porta un marchio di proprietà di uno che ha già deciso da che parte stare.

Fonte: http://paolofranceschetti.blogspot.it/2 ... telle.html
scritto dall'Avv. Paolo Franceschetti



MARTEDÌ 26 GIUGNO 2012

Le accuse mosse al movimento di Grillo.

In un recente post apparso sul suo sito www.beppegrillo.it, Beppe Grillo commenta alcune delle accuse che gli vengono mosse, con un tono decisamente arrabbiato, minacciando di querelare chi lo criticherà con argomenti falsi, in modo da “colpirne uno per educarne cento”.Analizziamo i punti di cui Grillo si lamenta, affiancandoli da un commento lampo, per poi vedere quali sono i problemi reali del Movimento 5 Stelle.

1. Grillo avrebbe uno yacht. Menzogna o no, non mi pare che avere uno yacht sia un problema. Anzi, direi che è un problema che vorrei anche io, perché adoro il mare, l’acqua e il sole.

2. Grillo fa pubblicità a Forza Nuova. Embè? Direi io. Forza Nuova è uno dei pochi movimenti che fanno proposte politiche sensate e che si occupano di temi scottanti e scomodi: massoneria, banche, pedofilia internazionale.

3. Grillo sarebbe un massone. Questa non è una critica, in quanto massone non è sinonimo di delinquente. Molti massoni sono brave persone.

4. Grillo ha preso i rimborsi elettorali. Anche se fosse (ma credo non lo sia), è un diritto che la legge concede, quindi non sarebbe motivo di critica.

5. I consiglieri regionali del M5S si intascano i soldi. Messa così l’accusa è un po’ generica, e peraltro non sarebbe una critica a Grillo ma al singolo consigliere.

Alle accuse che Grillo si autoriconosce, ne aggiungo altre che sento regolarmente in giro:

6. Grillo è un comico: se la politica è affidata ad un comico vuol dire che siamo alla frutta. In realtà i comici, per essere tali, devono essere persone intelligenti, al contrario di molti politici nostrani che sono persone poco intelligenti, incolte, amorali, quindi ben venga un comico in politica. Inoltre alcuni politici sono dei comici involontari; ben venga allora un comico che si dà alla politica, piuttosto che dei politici che si danno alla comicità involontaria. Tra l’altro, parlando di comici, esisteva un comico straordinario che era Bill Hicks, che facendo ridere diceva cose importanti e profonde, ma purtroppo – come capita spesso agli artisti troppo impegnati (vedi Rino Gaetano, De Andrè, M. Jackson – è morto precocemente (di cancro).

7. Grillo è demagogo e populista. Il problema non è se le cose che dice siano demagogiche o populiste; la domanda è un’altra ed è: ciò che dice Grillo è sostanzialmente corretto? E la risposta è sì.

L’accusa più seria mossa al movimento di Grillo – ma taciuta dalla stampa – è quella di essere appoggiato dalla massoneria degli Illuminati di Giuliano Di Bernardo.L’informazione è tratta dal libro di Leo Zagami, “Le Confessioni di un Illuminato - Volume 2”, ma so che è corretta perché corrisponde alle informazioni che avevo anche io prima di Zagami, per altri canali e con altri criteri.
Secondo Zagami la Casaleggio Associati, che è la società che si occupa delle strategie di rete di Grillo, è una filiazione diretta della Gran Loggia degli Illuminati di Di Bernardo. E nella Casaleggio figurerebbero come soci anche personaggi legati alla massoneria cinese.

Bene. Io voglio essere generoso. Neanche l’essere legati alla Gran Loggia degli Illuminati (che pure è la massoneria attualmente più potente, perché si avvale delle migliori e più raffinate menti che ha l’Italia) è un problema di per sé. Credo infatti che occorra entrare in un’epoca in cui sia necessario lasciare dietro di noi le etichette massone, fascista, comunista, cattolico, ebreo, nazista, ricco, povero.Lo sfascio dell’economia mondiale infatti travolgerà tutti, ricchi, poveri, ebrei, massoni, cattolici, e quindi occorre ragionare con criteri diversi.

Il problema del movimento di Beppe Grillo. Le parole che non ti ho mai detto.

Il problema di Grillo non sta in ciò che Grillo è o nelle persone che ha dietro. Quello che dice Grillo e quello che ha detto fino ad oggi è infinitamente più corretto delle cose che hanno detto i politici di casa nostra; nel suo blog era ed è difficile trovare argomenti non condivisibili o criticabili, o addirittura falsi; il suo progetto politico (scaricabile a questo indirizzo: http://www.beppegrillo.it/iniziative/mo ... Stelle.pdf) è addirittura – almeno per me – condivisibile quasi al 100 per cento. Siamo quindi un bel passo avanti rispetto a ciò che dicono e hanno detto fino ad oggi i nostri politici per professione, i quali generalmente dicono cose false, e nei migliori dei casi a fronte di problemi concreti rispondono con una supercazzola incomprensibile.

Il problema del Movimento 5 Stelle è un altro, ed è dato in primis da ciò che Grillo non dice; secondariamente è dato dal modo in cui dice le cose.

Mi spiego.

Grillo non dice che il problema della politica è che fino ad oggi alcuni poteri occulti, massoneria e Chiesa cattolica in primis, hanno tagliato trasversalmente i partiti e le ideologie per far perseguire alle élite economiche e finanziarie un progetto di dominio globale del mondo, che si è tradotto nella crisi finanziaria mondiale che stiamo attraversando.

Quindi, per logica conseguenza, non spiega come intende superare questo ostacolo, e come si colloca la sua contiguità alla massoneria di Di Bernardo.
Proprio per questo Grillo dovrebbe spiegare come pensa di uscire da un disastro politico ed economico voluto e perseguito dalle élite massoniche al potere, facendosi appoggiare da un’obbedienza massonica di recente creazione come quella di Di Bernardo; in altre parole Grillo dovrebbe spiegare come si collocano la Gran Loggia degli Illuminati e il suo movimento relativamente al progetto massonico del New World Order (Nuovo ordine mondiale), che è il fine ultimo perseguito da quei poteri che ci stanno portando allo sfascio.Ma ovviamente questo non verrà mai fatto perché, in linea generale, dal blog di Grillo tutto ciò che riguarda poteri occulti e massoneria è sistematicamente bannato.

Altra cosa che Grillo non dice è che la crisi finanziaria potrebbe essere cancellata in un soffio se lo stato uscisse dall’Euro e dalla UE, si riappropriasse del potere di battere moneta togliendolo alle banche, e regolasse direttamente la moneta.
Quello che Grillo non dice è anche che chiunque cercasse di portare avanti un progetto politico del genere farebbe la fine di Haider in Carinzia, o di Bossi (prima con la malattia, poi con la scoperta dell’acqua calda che il figlio usufruiva un po’ troppo generosamente dei soldi del partito, cosa che tra l’altro fanno regolarmente tutti i politici da secoli); e non dice che se un parlamento e un governo decidessero di votare una cosa del genere ci ritroveremmo i carri armati e gli aerei della Nato davanti a Palazzo Chigi.
Nel programma politico del Movimento 5 Stelle si trovano quindi idee condivisibili ma di minima importanza per la società, come gli incentivi alle piste ciclabili (progetto per gran parte inattuabile a causa dei dislivelli tipici della maggior parte delle città italiane) ma non un solo cenno al problema della moneta e della proprietà della Banca d’Italia, come non un solo cenno all’uscita dell’Italia dall’UE e dall’Euro.

Non solo nel programma economico di Grillo non compaiono accenni al problema della moneta, ma non compare neanche alcuna misura preventiva contro quello che sarà il problema più grosso che ci troveremo ad affrontare tra pochi mesi: la distruzione della nostra moneta e della nostra economia a tutto vantaggio dell’economia cinese che – scientemente e in modo programmatico – i nostri politici stanno facendo lievitare, evitando accuratamente alle aziende cinesi controlli fiscali, doganali e amministrativi.

Nella parte del suo progetto relativa all’istruzione, compaiono idee innovative (innovative per l’Italia, perché in altre nazioni le adottano da sempre), come la valutazione dei docenti effettuata dagli stessi studenti, ma non si fa un solo cenno al vero cancro della cultura attuale: il sistematico occultamento di tutto ciò che non era in linea col pensiero dominante della Chiesa cattolica e il sistematico occultamento dell’importanza dello scontro tra Chiesa e Massoneria nella cultura ufficiale.
Manca quindi un progetto che comprenda anche materie come lo studio delle religioni (inclusi soprattutto vangeli apocrifi, i testi di Mauro Biglino e Zecharia Sitchin, studio delle altre religioni) nonché lo studio della massoneria e della sua influenza nella storia degli ultimi 20 secoli dell’Occidente. I programmi scolastici dei primi anni di scuola dovrebbero poi essere incentrati sulle materie più importanti per lo sviluppo dell’individuo (religione e spiritualità, psicologia, educazione fisica, educazione civica con tutto quanto ne consegue, ovverosia funzionamento del governo, del parlamento, il concetto di società, stato, ecc.; cioè esattamente tutto quello che oggi non viene insegnato, o viene insegnato poco e male, con insegnanti incompetenti e con pochi mezzi). Al bambino deve essere insegnato che la cosa più importante da capire e imparare è il senso della vita e della morte, la comprensione di noi stessi in relazione alla società, e la comprensione dei meccanismi sociali. La matematica, la storia, la geografia, la letteratura, sono gusci vuoti che non servono a nulla se la persona non è dotata di una spiccata spiritualità e non ha capito il senso della vita. Questo concetto lo riprenderò in un prossimo articolo e sarà oggetto di approfondimento.In breve qui mi limito a dire che una persona che sappia tutta la letteratura, che conosca tutte le lingue e la matematica, che sia un giurista esperto e plurilaureato, avrà sprecato la sua vita se è infelice e depresso e non riesce a trasmettere felicità ai propri figli e a chi gli sta intorno. Al contrario, se anche una persona non sappia nulla di matematica, storia, letteratura, e non sia mai andata a scuola, ma conosca il senso della vita e sappia trasmetterlo ai suoi figli insegnando loro ad essere felici, sarà comunque una grande persona.Per imparare la storia, la matematica, le lingue, la letteratura, c’è sempre tempo e lo si può fare in qualsiasi momento della vita.Per imparare a conoscere se stessi e comprendere il senso della vita e della morte, può essere un giorno tardi perché più si è adulti e più la mente è troppo fossilizzata per aprirsi a nuove visioni della realtà.Questo concetto potremmo anche esprimerlo in altro modo. Essendo la società la somma di tutte le persone – noi compresi – non ci sarà alcun cambiamento finché si pretenderà di cambiare la società dall’alto, senza prevedere modalità di cambiamento dal basso che partano dall’individuo, e finché non metteremo in discussione noi stessi.E, dal mio punto di vista, nessun punto del programma del Movimento 5 Stelle prevede qualcosa che possa produrre un reale cambiamento dal basso. Più o meno è come se ad una casa pericolante e in procinto di crollare si decidesse di dare una mano di pittura e di coprire le crepe con dello stucco: la casa crollerà e verrà distrutta alla stessa velocità, solo che gli occupanti penseranno di vivere in una casa nuova e saranno anche tranquilli.

Infine, quello che è sbagliato in Grillo è la carica di violenza che porta con sé, che in un momento delicato come quello che stiamo attraversando e come quello che attraverseremo, è decisamente pericolosa.Grillo infatti si esprime con enfasi, in modo divertente, ma lo fa caricando di odio e rabbia (in parte legittimi, per carità) le platee; il suo linguaggio, seppure divertente (Pisapippa, lo Psiconano, Cancronesi, ecc.) è idoneo a fomentare violenza e competitività in un momento in cui ci sarebbe bisogno di maggiore riflessione sui valori che fino ad oggi sono stati i pilastri della nostra società.Il sospetto insomma è che il movimento di Grillo serva solo a canalizzare lo scontento della maggior parte degli italiani, di quegli italiani che hanno capito che destra e sinistra sono solo contenitori diversi che hanno al loro interno però gli stessi identici ingredienti, pompando il tasso di aggressività di chi aderisce al movimento, e aumentando quindi il rischio di disordini, sommosse e manifestazioni di piazza, che è esattamente ciò che vogliono coloro che stanno al potere.

Il suo progetto politico trascura solo alcuni punti, ma si tratta proprio di quei punti che fanno comodo al sistema per mantenere lo status quo.

In sostanza Grillo sta facendo quello che hanno fatto fino ad oggi i politici che lui critica: non spiega cosa è quella massoneria degli Illuminati che c’è dietro a lui e alla Casaleggio, non lo spiegherà mai, e la maggior parte dei grillini non se lo domanderà neanche; il che è esattamente quello che è successo nella storia politica dell’Europa da sempre.

Dal punto di vista programmatico non propone invece proprio quelle cose che porterebbero ad un radicale cambiamento del sistema; il che è quello che succede da sempre e che sempre succederà.

La maggior parte dei grillini sono persone in buona fede, impegnate nella società, con ottime idee politiche e sociali, animate da un sincero desiderio di cambiamento del mondo in cui viviamo; probabilmente, allo stato attuale della nostra politica, sono le persone migliori che possiamo incontrare.

Le cose che invece sono assolutamente identiche al passato sono due: il leader e il programma. Purtroppo la facciata ridipinta a nuovo impedisce di vedere quello che c’è sotto.

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Re: Analisi verosimile su Grillo (dal Web)

Messaggioda ivanopino » 6 mar 2013, 21:11

sei fuori tema, ci sono apposite sezioni dedicate al caso grillo (vedi "area utenti&associazioni>sandro pascucci>...").
inoltre non vedo la fonte del secondo articolo

ps: ma sei riuscito a staccare il mouse dall'indice alla fine?
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Re: Analisi verosimile su Grillo (dal Web)

Messaggioda wallace » 7 mar 2013, 0:51

Gianniii......

ma lo hai finito di leggere l'articolo?

è assolutamente in linea con quanto avevo letto sulla sezione del Primit dedicata a Grillo.


Leggi l'ultima parte...il senso dell'articolo è: accusare Grillo di: fascismo, massoneria, comunismo e tutte le altre offese/calunnie ricevute,
non serve ad altro che a nascondere i temi da lui taciuti: sovranità monetaria, internazionalismo finanziario (o NWO o globalizzazione...chiamiamola come vogliamo), e il sistema partitico italiano che è stato attraversato trasversalmente, specie negli ultimi 30 anni, da Chiesa cattolica e logge massonico per mezzo incredibili fonti di liquidità (emessa a debito) provenienti dal sistema bancario che si è assicurato la fedeltà della politica proprio attraverso la "corruzione monetaria".

P.S.: l'indice l'ho staccato, anzi ho cliccato solo una volta e non ho idea di come sia possibile. E' successo anche l'altra volta, ho informato l'amministratore del problema.

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Re: Analisi verosimile su Grillo (dal Web)

Messaggioda wallace » 7 mar 2013, 0:56

ho Giova,

credo intendessi che sarebbe stato piu' opportuno pubblicare l'articolo nella sezione di Grillo...verò, sarebbe stato piu' opportuno.

Il secondo articolo? a quale articolo ti riferisci?

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Re: Analisi verosimile su Grillo (dal Web)

Messaggioda Huro Chan » 9 mar 2013, 10:07

Giova? Gianni?..Ivano, si riferisce a te?
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Re: Analisi verosimile su Grillo (dal Web)

Messaggioda wallace » 9 mar 2013, 21:19

credo proprio di si

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Re: Analisi verosimile su Grillo (dal Web)

Messaggioda sandropascucci » 11 mar 2013, 10:46

franceschetti è amico intimo di nemici del PRIMIT.
non è che sia una fonte limpidissima..
inoltre non credo ci sia qualcosa che ci sfugge riguardo alla figura di grill0: sa del signoraggio e non ne parla. è più che sufficiente. è proprio l'ALTRO che è in più e depista.
come diceva quello? ah, sì: "beppE grill0, l'amico intimo di banchieri"
non credo ci sia cosa peggiore al mondo. se sei, poi, un massone, un pedofilo, un mangia vecchietti, uno che scorreggia in ascensore.. beh.. è tutto MINORE.
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Re: Analisi verosimile su Grillo (dal Web)

Messaggioda ivanopino » 11 mar 2013, 14:29

wallace ha scritto:credo intendessi che sarebbe stato piu' opportuno pubblicare l'articolo nella sezione di Grillo...

sì, quando scrivevo >>ci sono apposite sezioni dedicate al caso grillo (vedi "area utenti&associazioni>sandro pascucci>...")<< intendevo dire proprio quello...
wallace ha scritto:Il secondo articolo? a quale articolo ti riferisci?

ho rivisto, errore mio.
Huro Chan ha scritto:Giova? Gianni?..Ivano, si riferisce a te?

sì...
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Re: Analisi verosimile su Grillo (dal Web)

Messaggioda wallace » 12 mar 2013, 2:30

Credo che i fini ultimi di Grillo, sebbene sia anch'io piuttosto scettico, non si possano ancora individuare in maniera definitiva, ne tantomeno credo si possa negare che nel bene o nel male abbia acceso una speranza per milioni di persone, in larga parte manipolate ma in parte anche no.
E' il fenomeno Grillo in se che mi preoccupa molto, soprattutto i grulli e il grullismo. Alcune parole che lo stesso Grillo pronuncia in un'intervista online sono a dir poco inquietanti: "si fidano di me quindi l'informazione che gli passo è meno importante del fatto che gliela stia dando io, così l'informazione stessa passa in secondo piano"... e crei delle pecore ce lo aggiungo io, anche se è banale.

Da un lato voglio sperare che almeno in una parte del movimento si possa sviluppare una reale coscienza sulla tematica del signoraggio, dall'altro mi sembra un fenomeno alla Berlusconi che scende in campo per dare un colpo di spugna a tangentopoli e le stragi mafiose della stagione 92-93; sembra quella finta aria di cambiamento che il "sistema" prova a disseminare quando il ciclo economico termina, la crescita si blocca, i crediti pure e inizia la raccolta del credito( per le banche) che l'ha sostenuta (+ interesse) provocando disoccupazione,tasse alte, speculazione, suicidi e "carneficine" sociali di ogni genere... A quel punto arriva il "nuovo" che raccoglie la rabbia popolare, Lentamente riprende un nuovo ciclo economico (basato su ulteriore debito,cementificazione e deturpazione dell'ambiente) e nel giro di 10-15 anni saremo allo stesso punto di oggi.

Un mio amico che aveva problemi finanziari abbastanza seri ed urgenti, ha preso in prestito 20.000 euro e dovrà restituirne in 6 anni 34.000. Non è usura questa? mi chiedo come mai siano ancora cosi' pochi quelli che si rendono conto che stiamo vivendo una dittatura bancaria a colpi di austerità, disoccupazione e soprattutto disperazione. O forse ha ragione chi dice che in fondo in Italia una buona parte della popolazione è riuscita ad approfittare del sistema e gli sta bene così? ormai è tutto cosi' chiaro, riascoltato oggi il "celebre" discorso di Craxi assume un significato di valore assoluto: "non da oggi ma fin dalla prima repubblica i partiti hanno avuto accesso a fonti di finanziamento, lecito o illecito, facilmente accessibili e illimitate a cui tutti hanno attinto...e chi volesse sostenere il contrario si alzi e lo faccia ma presto o tardi i fatti lo dichiarerebbero spergiuro". Ovviamente nessuno si alzo!

Sono convinto che faranno un governo Pd-Monti e che tante leggi le faranno insieme al PDL. Il M5S avrà l'alibi di non avere i numeri per opporsi alle leggi....però almeno adesso sono li...no? diamogli tempo! e cosi' ingenui sognatori aspetteranno altri 15 anni in attesa del nuovo "santone", quando la allora troppo logora classe politica avrà nuovamente bisogno di essere sostituita e il popolo inferocito avrà bisogno di nuovo guru a cui delegare i suoi sogni di libertà..
Cmq ricordate, Pd+Monti con appoggio esterno del PDL.

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Re: Analisi verosimile su Grillo (dal Web)

Messaggioda sandropascucci » 12 mar 2013, 9:46

wallace ha scritto:Cmq ricordate, Pd+Monti con appoggio esterno del PDL.


ma cos'è, l'angolino del mago zurlino? per poi dire: "l'avevo detto" ?
fare previsioni ora ha l'arroganza pari a dire che pioverà o non pioverà in inverno, ma anche in estate.
prima o poi piove. sempre. anche a dallas. anche un orologio rotto segna due volte al giorno l'ora esatta.
ma soprattutto: che c'azzecca col signoraggio?

«il benessere sociale è impermeabile a qualsiasi governo politico, almeno fino a quando non ci sarà un [movimento] politico che dichiari fuorilegge la creazione dal nulla di moneta da parte di privati» [sandropascucci, 2013]

«ricordate» [sandropascucci, 2013]
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Re: Analisi verosimile su Grillo (dal Web)

Messaggioda wallace » 13 mar 2013, 19:31

E' riaffermare che i politici hanno si una sudditanza ne confronti dei banchieri ma a causa dei privilegi ottenuti. In teoria nessuno gli proibirebbe di dichiarare, tramite legge, la proprietà popolare della moneta. Non lo fanno perché ormai l'unico modo che hanno per "sopravvivere" è raccogliersi insieme intorno al padrone che li paga....ma che ormai forse si è stancato di una tale mancanza di "professionalità" nel truffare la collettività ed ha deciso di puntare su un altro "cavallo".

"La responsabilità politica sulla questione ed i privilegi ottenuti dai parlamentari sono complementari alla ferocia della parsimonia usuraria del sistema bancario"
Anonimo 2013

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Re: Analisi verosimile su Grillo (dal Web)

Messaggioda sandropascucci » 14 mar 2013, 9:07

i politici stanno zitti altrimenti non mangiano? che scoop!
sono messi lì apposta. dov'è la notizia? i privilegi sono la paga contrattata con IGB. bah.
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Re: Analisi verosimile su Grillo (dal Web)

Messaggioda ivanopino » 14 mar 2013, 11:57

E' un antefatto che diamo per scontato. Se conosci le regole del gioco non puoi vederla diversamente. Un poeta lo diceva mezzo secolo fa ("politici camerieri dei banchieri", E.Pound).
Anche il popolo inconsapevole (eccetto il popolo grillino) sa che i politici devono sottostare ai "poteri forti", si sa che possono solo sistemare se stessi, parenti e amici.
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Re: Analisi verosimile su Grillo (dal Web)

Messaggioda wallace » 15 mar 2013, 0:46

la notizia è rendersi conto che noi siamo il 2, forse il 5% della popolazione. Relazionarsi con chi continua a dormire o a coltivare speranze andando a votare, credo sia il piu' delle volte difficile se non impossibile.. come riuscire a catturare l'attenzione di chi continua a votare,specie di chi è spinto da buoni propositi, sul signoraggio. Voglio dire..li fuori abbiamo 1 terzo di grillini, un terzo di pd ed un terzo di pdl. Sicuramente non fa notizia perchè dovedamo aspettarcelo, non è certo un problema che è nato oggi..ma l' Italia se n'è andata completamente a puttane, e l'incapacità di poter fare qualcosa che sia veramente incisivo rimane l'amarezza piu' grande.

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Re: Analisi verosimile su Grillo (dal Web)

Messaggioda wallace » 15 mar 2013, 0:53

Poi....in una prospettiva di presa di coscienza collettiva, come si dovrebbe procedere? non dovremmo forse eleggere un Parlamento che abbia la volontà di fare un disegno di legge? e quando lo eleggeremo un Parlamento cosi' avanti di questo passo'?

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Re: Analisi verosimile su Grillo (dal Web)

Messaggioda sandropascucci » 15 mar 2013, 9:48

lo sapevamo che cambiare il mondo presentava qualche difficoltà, sai?
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Re: Analisi verosimile su Grillo (dal Web)

Messaggioda wallace » 15 mar 2013, 10:42

Mago Zurlino, previsioni arroganti, che scoop, dov'è la notizia, banale, hai fatto la scoperta dell'acqua calda..

..uno vuole far finta di non volerci vedere provocazioni ma alla terza che devo pensà?

stavo commentando l'ennesimo scempio elettorale, rimarcando alcuni concetti. Dov'è il problema? magari l'articolo lo legge un grillino meno acritico del solito e cambia idea. Non devo convincere Sandro Pascucci.

C'è libertà d'espressione nel Forum? o vogliamo aprire un'altra polemica?

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Re: Analisi verosimile su Grillo (dal Web)

Messaggioda sandropascucci » 15 mar 2013, 10:50

se tu sei libero di dire A io sono libero di dire CHE PALLE A.
accettalo.

ps: un grillino non cambia idea. è grillino. non ha idee.
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Re: Analisi verosimile su Grillo (dal Web)

Messaggioda wallace » 15 mar 2013, 10:57

Dai, detta così è accettabile. Sottolineo che davo per scontato che tu, Ivano e qualcun'altro non avevano certo bisogno delle suddette considerazioni, era un dialogo trasversale tra chi sa, chi non sa e vorrebbe sapere, chi non sa e non vuole neanche sapere.

Non tutti non cambiano, non tutti non hanno idee. Su questo credo che dovremmo riflettere se vogliamo attirare l'attenzione sul tema principale, la moneta emessa a debito

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Re: Analisi verosimile su Grillo (dal Web)

Messaggioda sandropascucci » 15 mar 2013, 11:03

quando il 25% degli italiani è UFFICIALMENTE convinto [dall'amico dei banchieri] che 70 milioni di risparmio [gli stipendi di TUTTI i politici] siano più importanti di 70 MILIARDI di interesse sul debito pubblico.. che vuoi sperare ancora?
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Re: Analisi verosimile su Grillo (dal Web)

Messaggioda ivanopino » 15 mar 2013, 11:12

wallace ha scritto:la notizia è rendersi conto che noi siamo il 2, forse il 5% della popolazione. Relazionarsi con chi continua a dormire o a coltivare speranze andando a votare, credo sia il piu' delle volte difficile se non impossibile.. come riuscire a catturare l'attenzione di chi continua a votare,specie di chi è spinto da buoni propositi, sul signoraggio. Voglio dire..li fuori abbiamo 1 terzo di grillini, un terzo di pd ed un terzo di pdl. Sicuramente non fa notizia perchè dovedamo aspettarcelo, non è certo un problema che è nato oggi..ma l' Italia se n'è andata completamente a puttane, e l'incapacità di poter fare qualcosa che sia veramente incisivo rimane l'amarezza piu' grande.


Ti ricordo che il partito delle astensioni è al 25 %, quindi c'è un quarto di popolazione che non reputa utile andare a votare, cosa non distante dalle nostre posizioni (e sono circa 8.000.000). Fuori abbiamo un 1/4 di grillini, 1/4 di pdlini, 1/4 di pdini.
Limitare il problema alla situazione italiana è una scusante. Siamo di fronte ad un crollo economico globale, vero che i P.I.I.G.S. stanno andando giù a picco (magari qualche guru dell'alta finanza bancaria ha deciso così, mentre si è puntato al rilancio dei B.R.I.C.), ma non vedo scenari tanto diversi altrove. Pensa che direbbe un cittadino del Burkina Faso vedendoci lamentare col tenore di vita che mediamente abbiamo ancora in Italia...
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Re: Analisi verosimile su Grillo (dal Web)

Messaggioda Huro Chan » 27 mar 2013, 22:48

!
"LE TECNICHE CON CUI GRILLO E CASALEGGIO PRENDERANNO IL POTERE SENZA CHE NEMMENO VE NE ACCORGIATE"

La maggior parte delle volte l’informazione italiana reagisce ai fenomeni politici con la prontezza di riflessi di un elefante sotto ketamina e la profonda sensibilità sociale di una ereditiera multimilionaria che adotta un bambino indiano scegliendolo attraverso un torneo dove degli infanti si sfidano a morte con dei coltelli ricavati dai loro biberon di vetro.

Avviso alla Endemol: è un format registrato. Ripeto: è un format registrato

È così che si spiega l’analisi del movimento 5 stelle a cui ci hanno abituato molti quotidiani. In una prima fase è stato ridicolizzato, poi ignorato e infine osannato e interpretato grossolanamente all’indomani delle elezioni. Il mantra più diffuso è stato : “Grillo ha vinto a grazie a internet”

Sottotesto: dove posso firmare per diventare uno di voi? Ho un ipad e scrivo editoriali sul Corsera

Un’affermazione che sconta tutta l’arteriosclerosi e l’arretratezza di analisi della classe intellettuale italiana, questi soloni che da quarant’anni scrivono le stesse cose e non solo non hanno visto arrivare Grillo ma quando è arrivato non l’hanno neanche capito.

Continua a leggere→


http://www.quitthedoner.com/?p=1452&cpa ... mment-4924
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Re: Analisi verosimile su Grillo (dal Web)

Messaggioda mr.spyder » 28 mar 2013, 23:05

lo riporto integralmente perché vale la pena leggerlo (e anche per salvarlo da eventuali sparizioni future...)
!
LE TECNICHE CON CUI GRILLO E CASALEGGIO PRENDERANNO IL POTERE SENZA CHE NEMMENO VE NE ACCORGIATE
Pubblicato il 22 marzo 2013 da admin

La maggior parte delle volte l’informazione italiana reagisce ai fenomeni politici con la prontezza di riflessi di un elefante sotto ketamina e la profonda sensibilità sociale di una ereditiera multimilionaria che adotta un bambino indiano scegliendolo attraverso un torneo dove degli infanti si sfidano a morte con dei coltelli ricavati dai loro biberon di vetro.
Avviso alla Endemol: è un format registrato. Ripeto: è un format registrato

È così che si spiega l’analisi del movimento 5 stelle a cui ci hanno abituato molti quotidiani. In una prima fase è stato ridicolizzato, poi ignorato e infine osannato e interpretato grossolanamente all’indomani delle elezioni. Il mantra più diffuso è stato : “Grillo ha vinto a grazie a internet”
Sottotesto: dove posso firmare per diventare uno di voi? Ho un ipad e scrivo editoriali sul Corsera

Un’affermazione che sconta tutta l’arteriosclerosi e l’arretratezza di analisi della classe intellettuale italiana, questi soloni che da quarant’anni scrivono le stesse cose e non solo non hanno visto arrivare Grillo ma quando è arrivato non l’hanno neanche capito.

Grillo ha usato internet in una maniera che ricalca i meccanismi dei vecchi media, la televisione in primis, e solo chi non ha idea di cosa sia realmente internet può non rendersi conto dell’enorme fraintendimento .

Non è un caso che la maggior parte dei grillini siano il genere di persone che non sapendo usare il navigatore girano quaranta minuti attorno a casa tua prima di trovare la strada (true story). Altri ancora sono quel genere di persona che cerca “google” nella barra di ricerca di Google. Qualcuno dovrebbe insegnargli come fare
“No, non vi dirò come fare se prima non stracciate la tessera del m5s”
“Quit colpito dalla tua magniloquenza la straccerei anche ma non c’è nessuna tessera, solo una schermata di iscrizione al blog di Grillo sul computer”
“E allora straccia lo schermo!”

L’idea di internet che ha Grillo è esattamente quella che può avere un sessantenne italiano medio: un posto dove se sei già diventato famoso urlando cazzate sui Rai Uno poi puoi scrivere altre cazzate e trovare qualcuno abbastanza scemo da crederti e eleggerti a nuova divinità pre-colombiana a cui offrire in dono il cadavere squartato della democrazia. Senza contraddittorio, senza confronto perché i giornalisti sono Kaastaaaa.
Una specie di canale 5 con meno fregna e in streaming sul tuo smartphone. O come la chiama Casaleggio: La rivoluzione

Così come per Grillo per un sacco di vecchi che l’hanno votato tutta la conoscenza del mezzo internet inizia e finisce con il concetto “internet è una figata, i giovani lo sanno usare, grazie a lui finiranno le guerre nel mondo e D’Alema non avrà mai più una barca a vela perché gliela cancelliamo con le imail”

Non è così semplice.

Grillo però non si pone il problema perché sa benissimo di usare il mezzo come fosse un canale televisivo. Una comunicazione dall’alto senza repliche di sorta. In tanti anni non ha risposto sul suo blog a un solo commento ma anzi il giorno successivo al voto sui presidenti di Camera e Senato secondo il Corriere ne sono spariti 2250.
È la democrazia diretta baby!

La comunicazione di Grillo è profetica, contraddittoria, autoritaria e spettacolare ma di una spettacolarità drammaticamente anni 80, è drive-in su you tube con il grillino medio al posto di Has Fidanken.

L’errore diffuso è credere che cambiando il mezzo tecnico cambi automaticamente il tipo di comunicazione in atto.

Un errore che per altro Grillo fa di tutto per alimentare parlando di democrazia diretta e di piattaforme per il liquid feedback di cui ad oggi guarda un po’ non c’è traccia e se mai un giorno dovessero finalmente arrivare online non ci sono dubbi che sarebbero di proprietà della famiglia Grillo o della Casaleggio associati.
“Ehi ma la trasparenza è importante!”
“Per gli altri”

Intendiamoci internet non è un luogo perfetto che Grillo ha sovvertito per i suoi diabolici scopi, il web ha un milione di difetti e qualche pregio, un po’ come quella fidanzatina che avevi alle superiori che ti uccideva sì di pompini ma poi ti costringeva ad andare alla manifestazioni e ascoltare La banda Bardò.
Cristo

Il punto che sfugge a tutti quegli editorialisti che hanno scoperto il suo potere il 26 febbraio è che se Grillo non fosse stato già famoso grazie alla televisione il suo blog non sarebbe andato da nessuna parte. La rete è piena di pazzi furiosi che bestemmiano contro Odino e le obliteratrici degli autobus al soldo della trilaterale ma, eccetto quelli che fanno stragi sulle isole norvegesi, nessuno di loro diventa famoso né prende il 25% alle elezioni.

Grillo sfrutta la sua fama pregressa per usare internet come megafono. È l’equivalente politico & populista di quei comici che vanno a Zelig a fare canzoni sulle scorregge e la stagione dopo recitano il Macbeth a teatro spiegando che è una tagliente critica della società contemporanea dello spettacolo.

Che poi quello di Grillo fosse un esilio dalla tv vera è un’altra fandonia. Quante volte è apparso negli anni a Striscia la notizia? Quante volte da Santoro?

Quelli cosa sono? Il chioschetto che vende limonate in fondo alla strada o due dei programmi più visti della tv italiana?

L’illusione riesce molto bene perché ogni volta è apparso in filmati pre-registrati senza contraddittorio, riuscendo così in un doppio intento:

Dire quello che gli pare senza dover rispondere a una domanda che fosse una

Continuare a fare la figura del perseguitato proprio mentre usava la televisione per i propri scopi

In questo bisogna dire che Casaleggio è stato geniale, l’ho già detto ma lo ripeto: quando non mette le dita nella presa della corrente per sistemarsi capelli, l’uomo sa fare il suo lavoro. Per semplicità di realizzazione e furbizia sembra Hitler che passa dal Belgio mentre i francesi ( il Pd) lo aspettano sulla linea Maginot
Bersani “Sicuri che ci siano giaguari nella Ruhr?”
D’Alema “Si sono quelli con la coda”

Giuliano Santoro in “Un Grillo qualunque” (Castelvecchi), libro che tra l’altro consiglio a tutti gli interessati al fenomeno politico Grillo, parla del legame fra Antonio Ricci e l’ex comico genovese. Un legame che la dice lunga sulla formazione e sulle tecniche affabulatorie di Grillo. Se andiamo ad analizzarli in termini foucaultiani fra il discorso di Striscia e quello di Grillo troviamo analogie notevoli.

Entrambi se la prendono con dei colpevoli minori

Ricci: I ladruncoli, gli imbonitori i truffatori degli anziani

Grillo: la Kasta, ovvero una classe politica[1] già ampiamente delegittimata e spogliata dei propri poteri dal mercato e dagli organismi economici e finanziari transnazionali

La loro caccia alle streghe permette ai veri responsabili di continuare indisturbati il loro lavoro

Ricci: Berlusconi

Grillo: le multinazionali, gli organismi finanziari globali

Il puntare tutta l’attenzione su piccoli problemi locali non legati fra di loro favorisce la destrutturazione del conflitto sociale in micro-scontri che impediscono una visione complessiva delle problematiche
“Ora che ho il cassonetto per la raccolta differenziata mi spieghi che cazzo ci butto dentro che non ho i soldi per fare la spesa?”
“Buone intenzioni”



Entrambi privano il linguaggio di significato nel momento in cui lo piegano ai loro interessi tramite gesti e parole senza senso o l’uso ipnotico di tormentoni

Ricci:

Bene bene bene, bene bene, bene bene

E allora??? E allooooora??? Eh eh eh

Che roba! Che roba!

So’ stanco, so’ stufo!

E su e giù e tric e trac!

Non ce la fa, non ce la fa!

Fu-Fu dance

Ma che meraviglia!

Sono ragaaaazzi! ( non a caso frase usata anche per giustificare i senatori m5s che hanno votato Grasso come presidente della camera )

Grillo:

Vaffaculo!

Sono tutti mortiii!

Sono finiti!

Devono andare a casa!

Sono zombie

Sono la Kaaasta

Apriremo il parlamento come una scatola di tonno

La passeggiata lungo la spiaggia a volto coperto

Il segno dei soldi entrando al Quirinale

Nella retorica di Ricci manca l’opposizione verbale contro un nemico, perché questa viene praticata fisicamente attraverso gli inseguimenti di inviati buffi, i tapiri e il Gabibbo. Tutti mezzi che servono anche a delegittimare l’obbiettivo dicendo “ Non sei nemmeno degno di una persecuzione come si deve”
Un po’ come quando da ragazzino mi cacciarono dal gruppo dei teppisti della scuola facendomi notificare l’escusione da Mirko Imposimato, un secchione con gli occhiali a cui per l’occasione imposero di vestirsi da Sailor moon. Oggi Mirko si chiama Latesha e non potendo diventare deputato di rifondazione sogna almeno di vincere l’isola dei famosi.

Uguale invece è la ritualizzazione delle parole che le svuota del loro significato e costituisce una comunità nel momento in cui crea un nuovo senso a cui bisogna essere iniziati dal rito comunicativo stesso ( la trasmissione tv, il comizio o il video su you tube). In questo modo le parole diventano pura arma evocativa. Un’arma capace di aprirsi un varco profondo verso il livello emozionale dell’audience, bypassando totalmente il livello razionale. Lo scopo è chiaro:

Ricci: Conquistare l’audience infondendogli un senso di comunità e immotivata simpatia che favorisca la ricezione acritica della pubblicità

Grillo: Generare rabbia e incanalarla in consenso elettorale attraverso il monopolio dell’offerta politica antisistema .

IL RUOLO STRATEGICO DEL MITO DI INTERNET NELLA NARRAZIONE DI GRILLO/CASALEGGIO

Casaleggio sfrutta dunque internet per impostare una comunicazione top-down sul modello della televisione di Striscia la notizia. Questo però non significa che non conosca l’ambiente in cui si muove e non sfrutti al meglio le sue caratteristiche . Il web 2.0, quello dei grandi brand di internet, è infatti un luogo in cui molti meccanismi della comunicazione della tv “compartecipata” ( quella di Striscia, dei reality e dei concorsi) sono estremizzati non certo eliminati. È soprattutto su questo che lavora Casaleggio ma, come dire, non è il solo ad averlo capito. Al di là del fetiscimo della rete chi se ne occupa sa che il mito di internet terra libera e uguale è, appunto, un mito.

La comunicazione di Grillo percorre cioè le linee di continuità fra il mezzo televisione commerciale e il web 2.0 ( che non si esaurisce solo in questo ma è soprattutto questo) sfruttando al tempo stesso il mito comune, diffuso e contrario, che internet sia sempre democratico e progressista.

Lo stesso mito faceva si che Steve Jobs dosse considerato una specie di santone hippie (chiedere agli operai della Fox Conn) o il proprietario di Amazon un brillante imprenditore moderno. (un’interessante e nota trattazione del tema del feticismo tecnologico l’ha svolta tempo fa Wu ming 1 e la trovate qui )

Lo stesso mito permette di coltivare l’utopia della democrazia diretta telematica a discapito di ogni evidenza contraria. Dell’insostenibilità della concezione di internet come luogo magico dove si realizza la democrazia totale ho già parlato ampiamente nelle 5 buone ragioni.

Qui si tratta invece di capire come la narrazione di Casaleggio proprio mentre sfrutta e alimenta la doxa su internet pulito, democratico, ugualitario e antisistema, in realtà conosce approfonditamente e utilizza per i suoi scopi le reali caratteristiche del web 2.0

L’ambiente internet nella realtà: gerarchizzato, emozionale, infinito

Oltre all’aspetto strutturale dietro la produzione della rete e dei device necessari a fruirne (che riproduce quando non esaspera le ben note dinamiche capitaliste) nemmeno al suo interno la rete è buona, pura e totalmente democratica. I grandi social network sono un luogo dove le gerarchie sono reali e solide ma “non dichiarate”.

MERCATO E GERARCHIE OCCULTE DENTRO INTERNET
“Se mi fai un bocchino ti ritwitto. Ho 20mila follower”
“Zip!”

Ora mi infilo gli occhialini e vi faccio alcuni esempi

1. Le pagine Fb. Una pagina ha quanto più valore quanti più like possiede. I like si possono ottenere portando dentro il sistema la propria notorietà oppure creandosela ex-novo all’interno del sito. O magari mischiando le due cose.

Le dinamiche in questi casi sono infinite e meriterebbero un libro intero, basti dire che di solito la complessità, per usare un eufemismo, non viene premiata.

Quello che conta in questo discorso però è che esiste anche un’altra possibilità per aumentare la propria visibilità:

Pagare la pubblicità a Zuckerberg

Che in ultima analisi è l’unico motivo per cui Facebook esiste. Si paga per arrivare ad avere più fan nel mondo virtuale di Facebook. S’introduce così una variabile economica ( che a ben guardare è la regola) nel magico mondo liberato di internet.

Ma come! Vuoi dire che tu pagando con la tua pagina “Ermeneutica gadameriana applicata ai conflitti interetnici africani” potresti avere più fan dalla mia pagina “Ventenni prosperose con bikini al limite della censura” ?
Teoricamente sì
( Dove per “teoricamente” s’intende: se hai un miliardo di dollari da buttare nel cesso)

Già questo sarebbe di per sé allucinante e contraddirebbe la credenza popolare che descrive la rete come un paradiso virtuale dalle mille e una qualità morali dove tutti hanno le stesse chance. Aggiungiamoci il dato di fatto che su Facebook si lavora gratis per l’utile economico dell’azienda. Tutti gli utenti di Facebook producono dati, informazioni, intrattenimento che poi il sito utilizza come merce da rivendere agli inserzionisti o per mantenere gli utenti stessi collegati. Il tutto mentre nella pagina del log in del sito c’è scritto

“È gratis e lo rimarrà per sempre”
Grazie al cazzo!

2. Twitter passa per essere un social network molto democratico ma basta iscriversi per capire non lo è affatto. Un utente sconosciuto a meno che non passi la vita online a rompere i coglioni agli utenti con molti follower come un uccellino sulla schiena di un rinoceronte, rimarrà sempre con un numero limitatissimo di follower. Le twitter-star sono quasi sempre persone che erano già famose prima di entrare nel mondo dei cinguettii virtuali o che quantomeno appartengono a organizzazioni note.

La visione di un web orizzontale dove le persone esprimono le proprie opinioni alla pari e con le stesse possibilità di essere ascoltate è un mito tanto diffuso quanto menzognero.

Internet ha al suo interno delle gerarchie solidissime ma, appunto, spesso occulte. Alcune fra queste disuguaglianze sono il risultato del funzionamento segreto di siti come Google, Twitter o Facebook. Questi siti sono delle Black box come li chiama Evgeny Morozov, un ricercatore di Stanford che da tempo studia l’argomento, di cui non conosciamo gli algoritmi che ci consegnano risultati di ricerca o ci suggeriscono nuovi amici o profili da seguire. Meccanismi che influenzano enormemente il nostro modo di fruire internet e, attraverso l’uso della rete, il mondo. Non credo che ci possa essere alcun legittimo dubbio che quali che siano i meccanismi di funzionamento di questi brand multinazionali essi debbano seguire la logica dell’aumento del profitto e non certo quella della libera circolazione d’idee.

Internet 2.0 è insomma un luogo profondamente segnato dalle logiche mercato, dalle gerarchie che derivano da esso o che vengono importate dal mondo extra rete.

Tutto il contrario di un piano orizzontale su cui costruire la tanto mitizzata democrazia diretta.

Oltre ad essere occultamente e massicciamente gerarchicizzato l’ambiente internet ha anche un’altra fondamentale caratteristica “politica”

IL RUOLO DELLE EMOZIONI NEL WEB 2.0
“Ti ho fatto la torta a forma di cuore perché non mi hai messo “mi piace” sulla foto?”
“Perché non ti amo più”
“Mi stai lasciando?”
“Peggio, ti sto cancellando dagli amici”

Internet è un’ambiente profondamente emozionale. Sui social network si pratica una perpetua e inarrestabile pornografia del sé. La maggior parte degli utenti cercano una versione minore e casalinga della “fama” a cui la società dello spettacolo ci ha abituato ad ambire da quando siamo nati. Si tratta di contraddistinguersi all’interno della propria rete di contatti o quantomeno mostrarsi persone belle, affascinanti, brillanti scaltre o anche semplicemente fortunate. Ed ecco milioni di foto di vacanze, di cena luculliane, sbronze da Animal House ecc ecc. Anche quando il messaggio è apparentemente negativo il senso è: non è interessante la mia vita?
Nella maggior parte dei casi la risposta è: “Per un cazzo”

Facebook è la versione web del reality show dove il narcisismo travalica molto in fretta in esibizionismo. In un ambiente del genere non solo le tracce della propria vita personale ma anche ogni contenuto o informazione che l’utente sceglie di veicolare hanno un alto significato emozionale. Questo perché servono a definire l’identità all’interno della comunità virtuale.

Si condivide soprattutto quello che sentiamo rappresentativo nel profondo.
Ecco perché nessuno condivide mai video di Bersani

Ed ecco perché le contrapposizioni forti funzionano tanto bene in rete, il conflitto, o meglio la sua rappresentazione ultra semplificata, libera emozioni e ci definisce nella comunità.

Questo ad esempio è stato il motivo per cui il mio post “5 buone ragioni per non votare Beppe Grillo” ha raggiunto la cifra record in Italia di 170mila like quando un post di grillo non va oltre i 20mila. Ha fornito al momento giusto una strutturata analisi di contro-informazione in un ambiente estremamente egemonizzato dalla narrazione di Casaleggio. Una grande reazione ad un grande nemico.
Bersani prendi appunti!

Un numero enorme di persone ha deciso di esprimere pubblicamente la propria contrarietà al progetto autoritario grillino utilizzando un’analisi che andasse oltre il patetico “I grillini hanno le loro ragioni ma Grillo no, per cui votate Bersani/Berlusconi/Casini/Monti” un leitmotiv senza speranza di successo che per mesi ha riempito gli editoriali dei quotidiani italiani. C’era un buco di analisi più ampio di quello di puttana prossima alla pensione e il mio post è stato usato per riempirlo, così come sono stati usati in misura minore quelli dei Wu Ming che in chiave non satirica hanno efficacemente sostenuto tesi molto simili alle mie sul loro blog e in seguito sui molti media che li hanno interpellati
Nota bene: dopo i 5 motivi (letti da quasi mezzo milione di persone) ho ricevuto centinaia di mail di lettori ma nemmeno una richiesta dai media mainstrem, ennesima testimonianza della persistenza delle gerarchie extra-rete sulla rete. Meglio così, preferisco non apparire in video: nessuno crederebbe che un trentenne così sexy possa essere anche un analista attendibile

Quando condividiamo un’informazione su Facebook in realtà condividiamo un modo di vedere le cose un po’ come, dagli anni novanta in poi, quando compriamo un paio di scarpe di ginnastica non compriamo un indumento ma un mondo costruito attraverso il marketing.

In questo ambiente altamente emozionale la narrazione manichea di Grillo & Casaleggio (noi gente per bene vs Kaaasta ) di cui mi sono occupato ne i Populismi di destra funziona alla grande come marcatore di alterità rispetto a tutto quello che è incomprensibile e, proprio a causa del mistero che avvolge la sua natura, malvagio.

La comunicazione grillina prima di dividere il mondo in male e bene compie un lavoro di sintesi dell’informazione. La figura carismatica di Grillo processa il mare magnum di notizie e nozioni che il mondo produce ogni minuto, gli dà una forma urlata, semplificata e accattivante pronta per essere diffusa in modo virale sulle ali delle emozioni che intercetta e rinfocola, in primis la rabbia verso cioè che non si capisce ma si percepisce come ostile.

Di fronte alla minaccia dell’ignoto le primissime reazioni sono due: l’immobilismo dettato dalla paura oppure una reazione aggressiva, istintiva e fuori misura, diretta verso non si sa bene chi. Un po’ l’atteggiamento di Begbie nei romanzi di Irvine Welsh, non capisce una sega di quello che sta succedendo ma è incazzato e pericoloso come una bestia feroce. Risultato: se ti capita sulla strada al momento sbagliato finisci in ospedale ma se sai come prenderlo lo tiri scemo come vuoi. Grillo è esattamente quello che tira scemo i Begbie italiani. S’inserisce nell’esplosione di ostilità, la rinfocola e poi incanala queste forze emotive all’interno della sua macchina per generare consenso politico.

La terza reazione ovvero la problematizzazione razionale della minaccia ( con i suoi molteplici esiti possibili, anche molto diversi fra loro) a questo punto è diventata irraggiungibile. Sconta il peso delle cose complesse e complicate. In ultima analisi costa fatica. E chi vuole fare fatica?
“Non lo so, prova a cercarlo su wikipedia”



Lo sterminato mare di internet e la necessità di una sintesi

L’atto di sintesi emozionale dall’apparato aziendale Grillo-Casaleggio s’innesta su un’altra caratteristica chiave dell’ambiente internet, il suo essere tendenzialmente infinito. Il web è un luogo popolato da una quantità d’informazioni talmente enorme che nessun singolo uomo potrà mai maneggiarle nella loro totalità anche se dedicasse l’intera vita a questo compito.

Così come L’Angelus Novus di Benjamin non può mai smettere di essere soffiato via dal vento della storia, l’uomo contemporaneo non potrà riuscire a leggere tutti i tweet, tutti le condivisioni fb o le notizie in rete prima di essere sommerso da un’altra ondata di tweet, condivisioni e notizie online. La sua condizione esistenziale è quindi l’angoscia di essere superato dai fatti e dalla loro complessità proprio mentre di fronte a una crisi che intacca nel profondo il suo stile di vita è alla spasmodica ricerca di risposte.

Grillo le fornisce, si pone come sciamano in grado di leggere l’infinito molteplice e restituire semplici forme operative che se applicate alla lettera e senza discuterle promettono un futuro migliore.

Come? Non si sa.

Perché? Nemmeno.

Queste domande sono tutte annullate da una narrazione in cui la colpa di tutto è sempre dell’altro ovvero della kasta, una categoria in cui può finire dentro chiunque
Tranne lui e Casaleggio che sono milionari ma dalla parte della gggente ovviamente


L’INDIVIDUALISMO E L’ODIO PER L’ALTRO

Il mattone con cui Grillo costruisce la propria chiesa

È da notare come questo metodo di definizione del sé attraverso il conflitto sia sì un archetipo senza tempo ma assuma maggiore efficacia e una rinnovata violenza per effetto della sempre crescente individualizzazione della società. L’ego è al centro del centrifugo rito laico del marketing e della pratica incessante del consumo, ogni desiderio diventa così accettabile nella misura in cui abbiamo i soldi per soddisfarlo. Un’impostazione ultra-individualista in cui è sempre più facile per l’altro scivolare sul piano del nemico, essere vissuto come un ostacolo o, nella migliore delle ipotesi, come un mezzo per la propria realizzazione economica. L’altro perde così caratteristiche umane e assume quelle dell’orda indefinita e ostile da combattere o sfruttare.

Uno dei più grandi successi del discorso neo-liberista è essere riusciti a spostare il concetto di comunità/gruppo verso l’esterno e connotarlo negativamente. È quasi sempre l’altro che si coalizza contro i legittimi desideri di autoaffermazione dell’individuo. L’azione positiva è individuale e la reazione negativa è sempre sociale. È ad esempio attraverso un meccanismo di questo tipo che un qualsiasi dipendente pubblico, anche uno spazzino o un guidatore del tram, può diventare KASTA superando agevolmente ogni evidenza della ragione.

L’obiezione facile qui sarebbe sostenere che un movimento come quello di Beppe Grillo è invece un movimento collettivo. Ma non è così ed è proprio questo il punto di volta di tutta la costruzione politica di Grillo/Casaleggio.

Non c’è nessun movimento collettivo, si tratta di un prodotto di marketing aziendale fatto e finito che convoglia milioni di cittadini presi singolarmente, nelle loro individualità incazzate, direttamente nel corpo magico del capo.

(Un uomo al megafono e gli altri ad urlare alla finestra, chiusi dentro le loro case. Sidney Lumet 1976. Beppe non sei neanche originale)

Nel M5s non ci sono strutture intermedie, non ci sono sezioni, non ci sono dirigenti, non ci sono altri pensatori al di fuori di Casaleggio. Tutto si svolge sul sito di Grillo, il simbolo è registrato. Non esiste una dialettica interna né organismo di consultazione a livello nazionale. Non serve perché interromperebbe il flusso di emozione che scorre fra il seguace e il corpo del capo che diventa una specie di edizione contemporanea del leviatano di Hobbes. In lui le volontà dei grillini si sciolgono e assumono forza in vista dell’obbiettivo finale.

Il cittadino riceve il verbo ( la sintesi mediatica operata da Grillo e il suo apparato) e convinto della sua bontà cede la sua sovranità al capo profetico affinché esso possa combattere anche per lui contro Il nemico, la kasta.

L’altro che assume ogni colpa

In questa lotta, il leviatano Grillo è sollevato da ogni responsabilità perché è nel suo corpo profetico che il mistero si ricompone e la realtà acquista di nuovo senso.

Non è un caso che da sempre Grillo nei suoi spettacoli e nei suoi comizi scenda in mezzo alla gente, la tocchi. Quella è la potente rappresentazione fisica del rapporto emozionale che lega il seguace al corpo del capo, un rapporto che va oltre la razionalità ed è un misto perverso di amore, ammirazione, odio per l’altro, invidia, rivalsa, speranza, in un miscuglio indistricabile di sentimenti che dominano la ragione e la lasciano stuprata nel bagno di un autogrill alla periferia del cervello.

È Grillo l’uomo che ha indicato la via e lui è l’uomo ( o l’oltre-uomo) che possiede il segreto per sconfiggere il nemico e riportare l’ordine naturale delle cose, corrotto dal nemico. Chiunque esso sia.

Il rapporto non può che essere diretto, fra il seguace e Beppe, anche se lui dal vivo Beppe non l’ha visto mai. Nelle sue capacità stra-ordinarie si scioglie come neve al sole l’idea che la democrazia sia un obbiettivo posto alla fine di un percorso di cooperazione fra persone tra loro diverse ma con pari dignità. Nella narrazione grillina invece racconta che chi segue il capo, e solo chi lo segue, raggiungerà l’obbiettivo della democrazia diretta.

Attenzione però che date queste premesse la logica conseguenza è che la democrazia diretta non possa essere nient’altro che la volontà del capo stessa.

Cosa confermata ogni volta che sul tavolo si trova una decisione importante. È sempre il capo carismatico che dopo aver simulato il rito di ascolto della rete (procedura che sarà sicuramente perfezionata dal punto di vista dello spettacolo e diventerà sempre più opaca da quello della trasparenza) trae le sue conseguenze liberamente, seguito mimeticamente dalla folla senza volto dei seguaci indistinguibili che acclamano la sua bontà in vista degli “scopi superiori”.

Questo è il vero significato del motto orwelliano “uno vale uno”.

Il sottotesto mancante è “quindi un cazzo”

Questa apparente contraddizione è linfa vitale che scorre nel rapporto fra sostenitore e corpo del capo, l’atto di negare l’evidenza rinsalda l’unione morbosa fra il profeta infallibile e il numerino perso nella massa di numerini che appaltano i loro desideri profondi e le loro aspirazioni irrealizzabili al suo corpo magico.

Grillo: “A Parma l’inceneritore non si farà mai, causa neoplasie”

Pizzarotti firma per l’inceneritore.

Risultato: Grillo ne esce più forte di prima, perché ha sconfitto la logica, ha ucciso la coerenza e il suo urlo adesso si artiglia ancora di più nel profondo nel cuore del seguace che per amore del capo ha tradito la sua coscienza. Adesso il suo desiderio di un fine superiore mette a tacere la voce della ragione. Il trucco è che la posta in gioco è sempre troppo alta e una dopo l’altro si inventaranno mille distinguo, giustificazioni e abdicazioni della razionalità che renderanno la statua del capo ancora più grande e rilucente, finché alla fine non rimarrà che quella e l’amore per lei .

In cambio Grillo fornisce risposte semplici e rassicuranti, è il capo profetico che sussume su di sé la complessità del mondo per restituirla riappacificata in modo bambinesco .

“Eliminiamo il ristretto gruppo dei cattivoni della Kasta e ogni contrasto sarà appianato” è un messaggio che molto prima di essere politico in senso operativo è un modo di vedere il mondo.

(Grillo con il suo più grande amore)

FARSI MEDIA E CREARE UNA VISIONE DEL MONDO vs RINCORRERE L’AVVERSARIO

Da comico-giornalista d’inchiesta a leader politico ovvero come far scomparire il conflitto d’interessi informativo con un colpo di bacchetta magica moralista

Grillo è uno che per molti anni ha fatto intrattenimento travestito da contro-informazione. Dall’incontro con Casaleggio in poi è passato a fare politica travestita da controinformazione. Da clown si è fatto media e poi da media è diventato politico.
Con un curriculum del genere all’Adecco ti riderebbero in faccia. Gli italiani invece ti mandano in parlamento.
È la meritocrazia

Berlusconi sui suoi media aveva stuoli di giornalisti asserviti a libro paga, Grillo è andato oltre ha saltato il confine e si è fatto media lui stesso, occultando così il conflitto d’interessi fra le due funzioni. Un po’ quello che succedeva al protagonista di Macno di Andrea De Carlo.

Ovviamente il passaggio non è mai stato dichiarato apertamente e l’apparato d’informazione grillino ha continuato a funzionare a spron battuto senza che a nessuno venisse in mente di chiedere conto della legittimità e della credibilità di un’operazione di questo genere. Qui la questione è ancora una volta emotiva: i giornalisti sono kasta/Grillo è onesto e lotta insieme a noi.

Da un punto di vista analitico quello che ci interessa in questa sede è che essendo un media prima ancora che un politico Grillo e il suo staff hanno elaborato una gigantesca operazione di rappresentazione del reale, filtrando e strutturando le notizie secondo le loro esigenze. Prima erano di spettacolo e poi sono diventate politiche . Questo perversa fusione del piano politico con quello giornalistico gli ha permesso di portarsi dietro un cospicuo patrimonio di credibilità, quella che i politici italiani non hanno più e non solo per colpa di Grillo.

Per fare solo un esempio di questo valore strategico: un certo elettorato di sinistra è confluito nel m5s anche perché subisce ancora a livello inconscio la fascinazione per il Grillo pre-Casaleggio, quello che negli spettacoli se la prendeva con le multinazionali e diceva che i politici non contavano un cazzo e che si sarebbero potuti pagare anche 3 volte tanto a patto che facessero il loro lavoro.
Ma pensa un po’!

Anche qui Lumet è arrivato prima, ecco l’incontro fra Grillo e Casaleggio:

Ottenuta una credibilità morale di fronte al pubblico (nonostante tutti gli errori e le bufale che ha propagato negli anni[2]) Grillo e i suoi adepti hanno speso questo capitale entrando a pie pari in politica con l’aura dei cavalieri senza macchia e senza paura. Quanto sia arrogante e poco credibile una posizione di questo tipo diventa evidente ogni volta che un membro del m5s esterna per sbaglio a un giornalista o partecipa a uno dei loro monologhi stampa senza contraddittorio pardon: ai loro esercizi di democrazia diretta in streaming.

Mischiando il giornalismo sensazionalista con la politica Grillo&Casaleggio hanno ottenuto due obbiettivi strategici

1. Delegittimare il giornalismo italiano definendolo di default come schiavo dei politici, impresa a dire il vero non delle più ardue, ma non di meno non del tutto corretta. Esistono infatti bravi giornalisti anche in Italia. Quello che conta però è che in questo modo ora il m5s, diversamente da Berlusconi, può permettersi di rifiutare ogni contraddittorio democratico con la spavalderia morale di chi si sente dalla parte del giusto. Il fatto che le informazioni veicolate dall’apparato grillino siano selezionate per gli scopi politici del m5s passa invece sempre sotto silenzio

2. Dettare le priorità dell’agenda politica all’opinione pubblica attraverso il discorso bipolare ggente per bene vs casta che, come detto, ho trattato più approfonditamente in Populismi di destra.

Al di là dei contenuti narrativi un altro fatto che conta è che Grillo e Casaleggio hanno messo in piedi una narrazione emotiva e anti-istituzionale pensata per avere successo non sul breve ma sul medio periodo. Sono andati oltre nella programmazione del loro marketing elettorale rispetto al cortissimo respiro che da trent’anni affligge la sinistra italiana e la sua immutabile (a dispetto di un’ineguagliabile serie fallimenti catastrofici) classe dirigente priva di idee e di visione del mondo.

Attenzione però! Non è il progetto politico di Grillo e Casaleggio ad avere un ampio respiro: a parte un appello sotto traccia ai principi neoliberisti ( guarda un po’ proprio quelli che hanno generato la crisi) manca infatti di ogni consistenza pragmatica e analitica. Trincerandosi dietro il feticcio della democrazia diretta non ha neppure un vero programma ( vedi sempre le 5 buone ragioni )

Quello che è ottimamente pensata è invece la strategia comunicativa ai fini della presa del potere. L’unico vero scopo della macchina di consenso grillina. Una strategia di ampio respiro nel momento in cui manipola il modo di vedere il mondo dei cittadini. Un effetto ampiamente conseguito e visibile nel dibattito politico in cui le altre forze politiche di un Paese al centro della profonda e forse insanabile crisi dell’occidente e con oltre 2mila miliardi di euro di debito, si trovano in una gigantesca illusione di massa costrette a dibattere della riduzione di 2mila euro dello stipendio dei parlamentari e delle caramelle alla Camera.

Se tutto questo vi suona surreale come dovrebbe è perché siete fuori dal condizionamento emotivo operato dalla propaganda di Grillo/Casaleggio

Vedere le altre forze politiche che rincorrono i temi del m5s , i neo presidenti di Camera e Senato che si tagliano lo stipendio mentre il paese attende risposte sui problemi reali, è uno spettacolo penoso. Uno spettacolo penoso che più di tutti gli altri da la misura dell’enorme potere che Grillo & Casaleggio si ritrovano nelle mani.

L’incapacità delle forze di centro sinistra di capire l’errore che compiono nell’inseguire l’agenda grillina è la stessa di cui hanno fatto mostra negli anni del berlusconismo.

Non riescono (o non vogliono) capire che fra l’originale e la copia sbiadita l’elettore sceglierà sempre l’originale. Il centrosinistra rimane ingessato da lotte feudali al suo interno che si fanno più aspre mano a mano che il terreno da contendersi diventa minore. II risultato è un incapacità sempre più imbarazzante di proporre una serie e strutturata visione del mondo alternativa.

LA NATURA DI FIUME SOTTERRANEO DEL GRILLISMO E I VANTAGGI A LUNGO TERMINE DI FARSI PROMOTORI DI UNA VISIONE DEL MONDO

Proprio dalla capacità di creare visione del mondo deriva il successo e l’andamento elettorale simile a quello di fiume sotterraneo del movimento 5 stelle. Un partito che propone una definita (seppure grezzamente) e apparentemente innovativa visione del mondo ha infatti bisogno di tempo per affermarsi ma se il suo approccio alle cose riesce a intercettare i sentimenti profondi dell’elettorato, allora l’energia del suo consenso emergerà dalla terra in modo dirompente con una forza che molti analisti non saranno riusciti a prevedere perché concentrati solo sulla superficie delle cose e non sui movimenti in atto nel sottosuolo.

Il fenomeno m5s cresce anche dopo le elezioni perché ha dietro di sé l’inerzia del fiume sotterraneo che molto prima di emergere alla luce del sole si è ingrossato nelle cavità della terra.

Fuori di metafora: il grillismo si è strutturato nelle forme conoscitive dei cittadini molto prima che nelle loro scelte elettorali. È esattamente questo che significa “costruire una visione del mondo” e quando un fiume di questo tipo è lanciato non c’è rametto D’Alema o papera Bersani che lo possano fermare.

La visione del mondo che Grillo e Casaleggio sono riusciti a radicare è il mantra autoassolutorio e semplicistico “é tutta colpa della casta”

Cancellando così di colpo le responsabilità macro economiche, le speculazioni finanziarie globali o tecniche come quelle del sandwich olandese con cui le multinazionali si auto-riducono il carico fiscale a danno degli stati sovrani dove operano, sottraendo così enormi risorse alla popolazione, generando danni economici in una misura infinitamente superiore ai famigerati “costi della politica”.
Ho come l’impressione che questo post non finirà in cima ai risultati di Google…

(immagine tratta da http://www.tomshw.it&#41;

Ma allora perchè Beppe non ne parla?

Perché Grillo è un neoliberista 2.0. Popolino friendly ma in realtà tale quale ai peggiori neo-liberisti a cui c’eravamo abitutati dal duo Reagan-Tacher in poi.

Grillo è la maschera sorridente e sfanculante del potere finanziario. Non a caso il M5s ha delle idee ultra liberiste anche sulla scuola come spiega Girolamo di Michele qui.

E ancora: non è certo un caso che il movimento 5 stelle generi tanto entusiasmo negli operatori finanziari come Goldman Sachs, presso gli imprenditori come Del Vecchio o scaldi gli animi dell’ambasciata americana, noto covo di attivisti antisistema
Perchè Grillo è dalla parte della ggente!

Tutte contraddizioni evidentissime ma assorbite nel culto del capo che così aumenta il suo potere. Il meccanismo è semplice e nei prossimi mesi lo vedrete in azione su base quotidiana.

Quello che potrebbe contrastare un fenomeno di questo tipo sarebbe un fiume di uguale o maggiore forza, che nasca dalla compartecipazione profonda delle persone a un progetto politico antagonista, in grado di proporre un’analisi (più) credibile della realtà. Aggiungo che se questa vuole essere un’analisi di sinistra deve anche riuscire ad integrare all’interno di meccanismi comunicativi efficaci (NIENTE CAZZO DI GIAGUARI!) anche un imprescindibile elemento di complessità analitica senza la quale ha già fallito la sua missione in partenza. Ecco magari non proprio 30mila battute come questo post ma nemmeno un “Vaffanculo”.



[1] in realtà è una categoria ancora più ampia come vedremo più avanti

[2] L’Aids è una bufala, la cura Di Bella funziona, la Bio washball funziona meglio del detersivo
Antonio Prezia, detto spyder... anche se non è importante chi sei,ma cosa vuoi fare per cambiare il mondo.


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