La politica monetaria non può essere discrezionale e privata

Tutto quello che hai da dire sul signoraggio..
ps: tu parleresti mai seriamente con un tizio che indossa un passamontagna? Ecco perché devi essere iscritto al Forum per.. (no piangina, tnks)
Avatar utente
roberto
Messaggi: 43
Iscritto il: 26 ott 2012, 10:21
condivido lo Statuto e il Manifesto:
zona operativa:: NOZONE
azioni: NOACTION

La politica monetaria non può essere discrezionale e privata

Messaggioda roberto » 1 nov 2012, 4:02

Penso alla “moneta” e la prima cosa che mi viene in mente è la definizione di unità di conto. Ogni volta che leggevo nei testi o che sentivo pronunciare da qualcuno questa dizione rimanevo impressionato; quasi come l’unità di conto fosse un principio cardine della super economia avanzata. Quanta importanza è riuscito a dare Keynes a queste due parole. Ma poi, se ci penso, “unità di conto” mi fa pensare a quando da piccoli giocavamo con i regoli e li contavamo uno ad uno. La grandezza che computavamo con la conta era “il regolo”, gli oggetti a cui assegnavamo ogni numero nel conteggio erano i singoli regoli e il valore nominale di ogni regolo era riferito all’associazione della numerazione araba ad ogni singola unità fisica conteggiata. In quel caso, di tre componenti in gioco – grandezza, oggetti fisici del computo e simboli –, due rappresentavano entità reali – grandezza (intesa come massa disponibile di regoli) e oggetti da computare (intesi come ogni singolo regolo fisicamente indipendente dagli altri) – e la numerazione araba rappresentava invece il termine di computo. La massa totale di regoli era ictu oculi, chiunque si fosse avvicinato avrebbe visto il nostro stesso numero di regoli, nessuno avrebbe potuto variare quel dato di fatto con la bacchetta magica; dov'è che ci potevano imbrogliare? Il numero. Perché? Perché il numero totale di regoli doveva essere espresso con una parola, un disegno, o con un gesto (le dita delle mani), e questi simboli (sonori o visivi) dovevano corrispondere all’applicazione di una convenzione ad uno stato di fatto; all’applicazione di una fattispecie astratta ad una fattispecie concreta, di una cosa immaginaria ad una cosa tangibile, di una finzione ad una realtà, di un nomen ad una res, di una grandezza nominale ad una reale.
Dopo la maturità non ci troviamo più ad amministrare un insieme di pezzi di plastica, ma un insieme di desideri (necessario + voluttuario). Come li identifichiamo questi desideri? Sono cose in grado di farci stare meglio; dunque beni o servizi (gli affetti per fortuna non possono essere né acquisiti, né acquistati). Allora, con quale grandezza possiamo misurare i desideri? L’ “utilità” (desideri = insieme delle utilità di cui vorremmo godere  desideri = sommatoria dei beni e servizi di cui vorremmo godere). Quindi abbiamo un insieme di desideri espresso in utilità. Come quantifichiamo la grandezza indefinita dell’utilità? Applichiamo il regime convenzionale della numerazione araba con un rapporto grandezza/simbolo di un’unità di utilità = un’unità numerica.
Quello fin qui descritto sarebbe il terreno perfetto per una sana economia; purtroppo per noi però la grandezza con cui misuriamo i desideri non è l’utilità ma è la moneta… Dunque, quando eravamo piccoli avevamo a che fare con regoli (unità fisiche), regolo (grandezza di misura), numeri (valore nominale), ed il computo avveniva secondo la convenzione 1 unità fisica = 1 unità nominale; ora abbiamo a che fare con desideri (unità fisiche, o se preferite psicofisiche), moneta (grandezza di misura), numeri (valore nominale), ed il computo avviene secondo la convenzione 1 unità di utilità = ? ? ? ? . . . Ops! C’è un problema. Come faccio a dire che 1 unità di utilità è uguale a un’unità di moneta? Non posso. Perché non posso? Perché mentre con il sistema numerico io sono padrone dei numeri che utilizzo, anche se devo sottostare alla regola convenzionale 1 numero = 1 unità di utilità, con il sistema monetario non sono io a scegliere al momento quante monete servono per computare il mio monte di utilità. Mentre nel caso del sistema numerico l’oggetto del computo è una quantità data dalle regole della natura (totale dei regoli ovvero totale dei desideri di utilità) ed il mezzo di stima è una quantità infinita e da me definibile secondo l’esigenza (i numeri che sono nella nostra mente e che possiamo liberamente esprimere con i simboli o con le parole), nel caso delle monete, l’oggetto del computo è una quantità naturalmente data (monte dei regoli o delle utilità) ed il mezzo di stima è anch’esso una quantità data (non dalla natura ma dalle autorità che gestiscono la politica monetaria). Ecco perché con il sistema monetario mi inceppavo! Ecco perché era così tutto chiaro con i regoli! Avevo cento parallelepipedini di plastica, dunque prendevo dalla mia testolina tutti i numeri dall’1 al 100 e li associavo progressivamente ad ogni unità fisica. Se avessi dovuto computare il valore dei regoli di tutto il mondo non ci sarebbero stati problemi, sarei invecchiato facendo quello, ma avrei preso tutti i numeri dall’1 al 1.374.561.234.345 [] ed il gioco sarebbe stato fatto. Con i desideri di utilità si potrebbe fare lo stesso? Ammesso che fosse possibile determinarli fisicamente sì (ci sarebbe il problema della legge dell’utilità decrescente e dell’utilità ponderata, ma per semplificare immaginiamo che per ognuno di noi ogni bene e servizio fornisca lo stesso grado di utilità e che anche assumendo più dosi del medesimo bene la sua utilità non diminuisca). Con il sistema monetario non potrei mai computare efficacemente 1.374.561.234.345 :lol: nel corso della mia vita poiché se il primo giorno so di avere 1.374.561.234.345 regoli e 1.374.561.234.345 euro, il regime convenzionale del rapporto regoli/euro da me logicamente determinato è 1 regolo = 1 euro; inizio a computare il monte regoli in base al monte monetario di partenza, ma dopo il secondo anno, siccome c’è stata siccità o una guerra (nel caso del signoraggio bancario a favore dello Stato, cioè non alla Keynes, non in deficit), o siccome la BC (cioè chi le comanda e ci stramarcia) ha deciso che è il momento ascendente dell’ennesima fluttuazione ciclica, ci sono 200 miliardi di euro in più. Ora ho 1.374.561.234.345 regoli e 1.574.561.234.345 euro; cavolo il regime convenzionale iniziale di 1 regolo / 1 euro non vale più! Cavolo tutto il computo che ho fatto sinora diventa inutile perché se stabilisco il nuovo rapporto regolo/euro quelli che hanno avuto i regoli in cambio di euro prima di oggi li hanno avuti con una maggiore convenienza rispetto a quelli che li avranno d’ora in poi. Mi sa mi sa che devo risistemare tutti i calcoli e che devo fare attenzione affinché i nuovi 200 miliardi di euro emessi vengano distribuiti a chiunque tranne che a coloro che hanno acquistato i regoli con la vecchia convenzione di 1 ad 1; mi sa che questa cosa sarà impossibile. Ah, dimenticavo che esiste anche il mercato secondario, quindi chi ha ricevuto i regoli quando il loro totale era uguale al totale di euro in circolazione, oggi li potrà rivendere secondo il nuovo rapporto lucrandoci alla grande. Il mercato dei regoli sta impazzendo.. La BC ha il sacrosanto dovere morale e giuridico e cristiano di garantire la stabilità dei mercati dal caos generatosi a causa dei suoi stessi interventi, quindi attua una politica di contrazione del totale di euro in circolazione. :shock: ma io ho quasi finito di risistemare il mio computo del valore dei regoli! Scusate ma così morirò prima di completare il computo dei regoli; non mi potete cambiare le carte in tavola così. Mica quando avete immesso quei 200 miliardi di euro io vi ho comunicato che sono spuntati altri 200 miliardi di regoli; poi, adesso che ormai avevo quasi risistemato la convenzione sul rapporto regoli/euro voi mi ridiminuite gli euro?! E adesso come facciamo a separare quelli che hanno avuto i regoli con il rapporto 1/1, da quelli del rapporto sfasato la prima volta, da quelli che li avranno da domani in poi? E il mercato secondario? Ci sarà ancora più caos.. Qua di sti euro mi sa che non si sta fidando più nessuno.. Dovevano regolare i trasferimenti di regoli tra gli individui e la loro equa distribuzione ab origine e invece hanno creato soltanto incertezza e diffidenza tra gli operatori. Ecco io lo sapevo! Se “Economia” significa regole della natura (concettualmente, letteralmente più o meno), sta moneta che di naturale non ha proprio niente, ma che non è neanche del tutto astratta come invece è la numerazione simbolica, come può adattarsi alla nostra esigenza di operare in un regime convenzionale stabile? Io da oggi a queste condizioni non ci sto più! Continuo soltanto se mi garantite con una normativa ad hoc secondo cui da oggi in poi si determina il monte dei regoli (1.374.561.234.345), si stabilisce un monte di euro aggiungendo uno zerino al valore nominale dei regoli 13.745.612.343.450 e il quantitativo di moneta circolante non aumenta e non diminuisce se non proporzionalmente agli incrementi o ai decrementi del totale di regoli! In questo modo la convenzione iniziale sui rapporti di valore rimarrà sempre coerente con la determinazione logica iniziale del rapporto di valore tra regoli ed euro e tutti saranno più tranquilli e la smetteranno di cercare sempre di prevedere il futuro immobilizzando il presente.


Questa era la mia estrinsecazione banalizzata di ciò che ho capito del monetarismo (Milton Friedman, “The optimun quantity of money and other essay”, Londra, 1969; "The role of monetary policy", in American Economic Review, 1968; “A program for monetary stability”, New York, 1959 – non potevo che banalizzare perché oltre non sarei stato in grado di fare).

Torna a “Libero scambio di opinioni sul SIGNORAGGIO”

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 1 ospite

cron
Eccetto dove diversamente specificato, i contenuti di questo sito sono liberamente riproducibili purché sia citata e linkata la fonte (sono infatti rilasciati sotto una licenza Creative Commons BY-NC-SA 2.0) Il redattore non e' legalmente responsabile per i pensieri e le affermazioni espresse in questo blog dai visitatori. L'autore non assume alcuna responsabilità nel caso di eventuali errori contenuti negli articoli o di errori in cui fosse incorso nella loro riproduzione sul sito. Tutte le pubblicazioni su questo sito avvengono senza eventuali protezioni di brevetti d'invenzione; inoltre, i nomi coperti da eventuale marchio registrato vengono utilizzati senza tenerne conto. Questo sito non è una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità . Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001 Comunque, Costituzione Italiana - Art. 21: Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. :: SE&O :: Salvo Errori et Omissioni "come scrivono le banche, in calce agli estratti conto, per evitare eventuali future azioni penali".