Perché le banche falliscono

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MrDrago88

Perché le banche falliscono

Messaggioda MrDrago88 » 17 lug 2010, 3:36

ARTICOLO IMPORTANTE:
(dal blog di Alessandro Bono)

::
PERCHE' LE BANCHE FALLISCONO


Durante la crisi finanziaria che stiamo vivendo abbiamo avuto modo di assistere al fallimento di diverse banche, fenomeno che si ripeterà sicuramente entro la fine dell'anno. Si tratta di qualcosa a cui non siamo abituati, un evento che mostra tutta la fragilità del sistema economico che abbiamo costruito. Come è possibile che, nonostante tutti i privilegi derivanti dalla possibilità di emettere moneta, un istituto creditizio possa crollare? Questa eventualità pare così remota che l'unica spiegazione che riusciamo a dare consiste nell'attribuire la responsabilità dell'accaduto ad una cattiva gestione, all'eccesso di avidità dimostrato da chi ha avuto il potere ed ha dimostrato di non saperlo gestire.

Non è così.

Il collasso del sistema bancario è una conseguenza logica ed inevitabile delle regole che sono alla base del mercato. Certo, anche la cattiva gestione ha contribuito, ma ha solo reso più rapido il raggiungimento di un punto di arrivo già stabilito. Vediamo di spiegare perché.

Supponiamo di trovarci in un'economia dove non esiste ancora denaro ed in cui sono presenti due banche (per comodità banca A e banca B). Tre cittadini hanno bisogno di liquidità, due si recheno alla banca A mentre il terzo va alla banca B. Tutti e tre gli individui richiedono 100€ da restituire nell'arco di un anno. Le banche concedono prestiti al medesimo tasso di interesse, supponiamo il 20%.

Contabilmente la banca A, avendo concesso due prestiti, è più ricca. I crediti che può vantare sono per lei delle attività sulla base delle quali può effettuare altre transazioni impegnandosi per il futuro. Quello che non viene considerato è che il debito contratto dai tre cittadini è inestinguibile nella sua totalità. A fronte di una circolazione di 100€ a testa, infatti, c'è da saldare un debito di 120€. La truffa risiede nel fatto che i 20€ di interesse non sono mai stati creati ma vengono ugualmente richiesti.

Nell'arco di un anno i tre cittadini hanno lavorato per guadagnare qualcosa ed essere in grado di saldare il debito contratto alla sua scadenza. Il meccanismo richiede che se qualcuno riesce a pagare lo potrà fare solo attingendo alla liquidità derivante dai prestiti contratti dagli altri. E' quindi impossibile che tutti restituiscano il dovuto. Guardatela da questo punto di vista, il debito totale è di 360€ mentre l'ammontare del denaro circolante è 300€. E' chiaro che c'è un problema.

Mettiamo che il cittadino che si era rivolto alla banca B sia stato più bravo e sia riuscito a far fruttare i 100€ che gli erano stati prestati. Supponiamo che alla fine dell'anno, grazie a degli investimenti oculati, sia riuscito a raggiungere la cifra di 120€. Alla restituzione del debito non avrà guadagnato nulla, ma la sua situazione è comunque più rosea di quella dei due clienti della banca A. Per amore di semplicità immaginiamo una distribuzione equa delle perdite. Per far sì che il cliente della banca B ottenga i 20€ di interessi devono aver entrambe perso 10€ del prestito originale. Questo è dovuto al fatto che solo le banche hanno la possibilità di immettere nuovo denaro in circolazione. Non esiste altro modo.

Torniamo all'esempio. Finito l'anno la situazione è la seguente: la banca B ha ottenuto la restituzione del prestito, mentre la banca A si ritrova con due clienti che a fronte di un debito di 120€ oggi ne hanno solo 90 e che quindi sono insolventi. Se, come era stato ipotizzato, la banca A aveva stretto altri patti sulla base dei prestiti stipulati, l'insolvenza dei clienti diventa quella dell'istituto.

Ecco come fallisce una banca. Non è stata colpa di una cattiva gestione. Era l'unico risultato possibile. Nella migliore delle ipotesi, supponendo che tutti e tre i clienti siano riusciti a difendere il loro capitale, nessuno sarebbe riuscito a ripagare gli interessi e l'insolvenza sarebbe stata un problema di entrambe gli istituti. Il risultato finale è la centralizzazione (attraverso fusioni o nazionalizzazioni) del sistema bancario.

Ci hanno detto che una delle cause della crisi in Italia è il fatto che si è bloccato il credito interbancario, cioè le banche non prendono più soldi in prestito da altri istituti bancari. Questo avviene perché non ritengono che tali enti possano onorare il debito.

Non si fidano più. Ora sapete perché.

La soluzione è stata trovata nell'intervento dello Stato che si è fatto garante di questo tipo di debito, assumendosene il rischio. Mi sorge una domanda: è lecito parlare di rischio insolvenza o sarebbe più adeguato constatare che di certezza si tratta?

Nei prossimi post darò la mia opinione sulle conseguenze che scaturiranno dalla scelta di intervento pubblico che tutti i paesi occidentali hanno deciso di adottare.

ErSandro



fonte: http://truffadimatrix.blogspot.com/2008 ... scono.html

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Alessandro Bono

Re: Perché le banche falliscono

Messaggioda Alessandro Bono » 17 lug 2010, 10:55

Aspè...Questa è roba vecchia (ancora mi firmavo ErSandro...). Sono ancora in linea con quello che avevo scritto, ma penso che possa essere detto meglio. Magari questa è la giusta sede per ragionarci insieme.

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marcos

Re: Perché le banche falliscono

Messaggioda marcos » 17 lug 2010, 11:10

C'è comunque da dire che le banche falliscono "contabilmente", nel senso che non è il fallimento di un'attività lavoratica che non raggiunge un livello di produttività o di vendita adeguato per coprire i costi.
Di per sè la banca non perde nulla perchè nulla di reale e di suo ha mai investito, funzionando con la logica del prestare senz'alcunchè togliere.

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Umiltao

Re: Perché le banche falliscono

Messaggioda Umiltao » 17 lug 2010, 18:08

In soldoni, le banche falliscono - sempre senza dare e fare alcunché se non digitare, stampare e movimentare mezzi di pagamento (moneta) - perché:

- incamerano in bilancio l' insolvenza e le perdite di valore di terzi sul mercato;
- subiscono perdite per "fuga di capitali" via bonifici (in uscita) e via mancate restituzioni (in entrata) della clientela.

Arrivate a una certa soglia di insolvenza decisa per legge, cioè a un certo livello di incapacità nel saldare i propri debiti, scatta il fallimento.

Sostanzialmente una banca deve far figurare di funzionare come ogni altra azienda di produzione: all' attivo di stato patrimoniale accanto e/o al posto delle immobilizzazioni materiali (tipiche dell' azienda di produzione) stanno i crediti verso la clientela e le obbligazioni emesse da terzi, mentre al passivo di stato patrimoniale accanto e/o al posto delle obbligazioni emesse dall' azienda e del capitale di terzi (idem) sta la moneta emessa dalla banca.

Ovvero la banca addebita a terzi un proprio debito.
Pratica permessa soltanto agli enti autorizzati a emettere mezzi di pagamento, come le aziende bancarie.

Francesco Fata
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Re: Perché le banche falliscono

Messaggioda Francesco Fata » 19 lug 2010, 10:25

Umiltao ha scritto:In soldoni, le banche falliscono - sempre senza dare e fare alcunché se non digitare, stampare e movimentare mezzi di pagamento (moneta) - perché:

- incamerano in bilancio l' insolvenza e le perdite di valore di terzi sul mercato;
- subiscono perdite per "fuga di capitali" via bonifici (in uscita) e via mancate restituzioni (in entrata) della clientela.



Non mi è molto chiaro.
A mi parere occorre distinguere sempre il prestito fatto:
1) con garanzia reale o di lavoro (busta paga e similia)
2) senza garanzie di cui al punto 1)

Dal punto di vista della quota capitale, i prestiti del punto 1) non potranno generare mai fallimenti (a meno che il cliente non paghi neanche l'interesse che in parte remunera i costi di gestione)
Le mancate restituzioni dei prestiti di cui al punto 2) invece possono generare fallimenti in quanto è la banca che dovrà in qualche modo rimettere i soldi e imputare a costo i soldi rimessi.
Nel caso del punto 1) la banca ha la possibilità di stornare (registrare al contrario) i rispettivi conti di credito verso il cliente e debito verso il cliente (vedasi la prima registrazione contabile del mio studio sulla riserva frazionaria).
Voglio troppo bene al popolo per pensare di votare gente che vuole particolarmente bene a se stessa.
Francesco Fata

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Alessandro Bono

Re: Perché le banche falliscono

Messaggioda Alessandro Bono » 19 lug 2010, 11:37

Aggiungo che quello che "nominalmente" è un caso 1) spesso si rivela "intrinsecamente" un caso 2).

Un esempio è il caso sub-prime. Vedi anche come in Italia molte banche accettino come garanzia buste paga palesamente false (chiudono un occhio...) pur di concedere mutui a lavoratori precari o che, altrimenti, non avrebbero comunque accesso ad un credito sufficiente all'acquisto della prima casa.

Non solo, quando ad ottenere un finanziamento è un'impresa, le garanzie vengono spesso calcolate basandosi su ciò che è dichiarato nel bilancio (qualcuno ha detto "contabilità creativa"?).

Banca: "Sicurosicurosicuro che riesci a pagare?"
Imprenditore: "Guarda, se non ti fidi garantisco con ciò che io stesso dichiaro di avere su questo pezzo di carta."
Banca: "Quand'è così, come dirti di no..."

Lo scopo dell'articolo, comunque, era solo quello di sottolineare come il fallimento (contabile) di qualche banca durante i perdiodi di crisi sia comunque inevitabile. Come scrivevo in passato, se noi siamo debitori di un debito inestinguibile, il sistema bancario è creditore di un credito inesigibile (nel complesso).

Poi, è chiaro che il fallimento di una banca non è come il fallimento di un negozio di alimentari. Mentre nel secondo caso l'attività chiude e, probabilmente, ne aprirà una completamente differente (un negozio di informatica, una cartoleria, una banca...), nel caso di fallimento bancario arriva un'altra banca che acquisisce la vecchia clientela e, di norma, non cambia neanche la sede fisica delle filiali.

Un po' come quando fallisce uno stato. Mica il giorno dopo c'è un'altra nazione al suo posto, eppure la dinamica del debito eterno fa sì che ci sia sempre qualcuno che dichiara bancarotta...fino al prossimo giro di giostra.

In più si tratta di un bel paravento. Quante volte vi siete sentiti dire:
"Quello che dici è impossibile! Se le banche sono così potenti, come mai falliscono?"

Si prende l'agnello sacrificale che si accollerà formalmente i peccati dell'intero sistema e il popolo avrà la sua vittima da bruciare sul rogo in un processo catartico quanto inutile (vedi caso Murdoch).

Francesco Fata
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Re: Perché le banche falliscono

Messaggioda Francesco Fata » 19 lug 2010, 12:11

Alessandro Bono ha scritto:Aggiungo che quello che "nominalmente" è un caso 1) spesso si rivela "intrinsecamente" un caso 2).

Un esempio è il caso sub-prime. Vedi anche come in Italia molte banche accettino come garanzia buste paga palesamente false (chiudono un occhio...) pur di concedere mutui a lavoratori precari o che, altrimenti, non avrebbero comunque accesso ad un credito sufficiente all'acquisto della prima casa.

Non solo, quando ad ottenere un finanziamento è un'impresa, le garanzie vengono spesso calcolate basandosi su ciò che è dichiarato nel bilancio (qualcuno ha detto "contabilità creativa"?).

Banca: "Sicurosicurosicuro che riesci a pagare?"
Imprenditore: "Guarda, se non ti fidi garantisco con ciò che io stesso dichiaro di avere su questo pezzo di carta."
Banca: "Quand'è così, come dirti di no..."


Sarebbe preferibile ragionare sulle certezze che abbiamo.
Il falso esiste per carità, ma noi dobbiamo lavorare con quello che abbiamo e sappiamo di ufficiale. Per cui il caso della busta paga falsa è giusto catalogarlo come un caso 1) che diventa caso 2).
Ma l'altro esempio che hai fatto (il bilancio che garantisce), direi che non rientra assolutamente come un caso 1). Parte direttamente come caso 2) in quanto non basta la chiusura di un occhio a far scattare la garanzia (che deve essere reale-pegno/ipoteca) che fungerà da credito utilizzabile dalla banca per pagare il finanziamento concesso. Le procedure bancarie sono chiare.

Poi:
Alessandro Bono ha scritto:Lo scopo dell'articolo, comunque, era solo quello di sottolineare come il fallimento (contabile) di qualche banca durante i perdiodi di crisi sia comunque inevitabile. Come scrivevo in passato, se noi siamo debitori di un debito inestinguibile, il sistema bancario è creditore di un credito inesigibile (nel complesso).


su questo non ci sono dubbi, ma sappiamo che l'inesigibilità del debito complessivo è data dagli interessi non creati oltre che dalla quota capitale rimborsata periodicamente ma non reimmessa in circolo con nuovi debiti.
Voglio troppo bene al popolo per pensare di votare gente che vuole particolarmente bene a se stessa.
Francesco Fata

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Alessandro Bono

Re: Perché le banche falliscono

Messaggioda Alessandro Bono » 19 lug 2010, 12:34

Il secondo esempio nasce più che altro da un'esperienza personale. Ho visto una banca concedere finanziamenti ad una società moribonda sulla base di un magazzino dichiarato e valorizzato dalla società stessa.

Ovviamente, del dichiarato esisteva ben poco e la valorizzazione era stata effettuata in modo...fantasioso.

Non ci vedo troppa differenza rispetto alla falsificazione di una busta paga, anche se capisco che si tratta di due casi concettualmente differenti.

Non si può dire, infatti, che la banca fosse proprio all'oscuro di tutto, diciamo che in quel momento le faceva comodo concedere il finanziamento (intrallazzi di politica locale, con il benestare delle organizzazioni sindacali...).

Ovviamente il tutto con la connivenza della società di revisione contabile. Verificava che le virgole fossero al posto giusto e poi non si accorgeva che svariati milioni di attivi del bilancio semplicemente non esistevano e che la società sarebbe già dovuta essere in piena procedura concorsuale.

Così, a occhio, mi è sembrato un modo di procedere abbastanza diffuso.

Comunque è chiaro che si tratta, semmai, di aggravanti quando il "reato" principale è e resta l'applicazione dell'interesse sulla creazione di nuova moneta.

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Umiltao

Re: Perché le banche falliscono

Messaggioda Umiltao » 19 lug 2010, 12:43

Francesco, manca un lungo discorso sulla stanza di compensazione e sulla distruzione di moneta da [continuare a] fare qui: viewtopic.php?f=9&t=216

Abbiamo iniziato a farlo a Padova in tua assenza e si basava sostanzialmente su questo: se la moneta viene distrutta automaticamente all' atto della restituzione della singola quota [omissis].

[...]

:P

[...]

Questo discorso [omissis] è collegato perfettamente con quanto ho appena scritto in questo thread in soldoni.
Contano anche le restituzioni di moneta dalla clientela alla singola banca così come le uscite per bonifici della clientela dalla singola banca, a prescindere dal discorso garanzie.

Inoltre non si può non dimenticare che ogni titolo obbligazionario ha un suo corso. Infatti esistono anche i c.d. titoli tossici.

Se certi titoli non diventassero tossici - cioè che perdono valore, per una serie di motivi sia di formule che di giochi di mercato - sarebbe tutto una farsa.

[...]

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MrDrago88

Re: Perché le banche falliscono

Messaggioda MrDrago88 » 19 lug 2010, 13:08

Praticamente si riduce tutto a una competizione tra gli istituti di credito stessi...
Una banca fallisce a favore di un 'altra, essendo creditrice di un debito insolvente, generato (sempre) dall'insieme del sistema bancario...(perché un'altra banca dovrà essere ripagata)
Ovviamente l'esempio nell'articolo di Alessandro è troppo semplificato perché i fattori in gioco sono troppi, ma dal principio non ci si scappa.

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Umiltao

Re: Perché le banche falliscono

Messaggioda Umiltao » 19 lug 2010, 13:15

Sì.

E in base a quanto detto da Francesco in caso di sofferenze generalizzate si salva meglio anche chi fa meno "subprime" possibili, ovvero meno prestiti senza solide garanzie possibili.

Francesco Fata
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Re: Perché le banche falliscono

Messaggioda Francesco Fata » 19 lug 2010, 15:46

Alessandro Bono ha scritto:Il secondo esempio nasce più che altro da un'esperienza personale. Ho visto una banca concedere finanziamenti ad una società moribonda sulla base di un magazzino dichiarato e valorizzato dalla società stessa.

Ovviamente, del dichiarato esisteva ben poco e la valorizzazione era stata effettuata in modo...fantasioso.

Non ci vedo troppa differenza rispetto alla falsificazione di una busta paga, anche se capisco che si tratta di due casi concettualmente differenti.


Parlando parlando, sorgono dubbi (ma si dissipano anche).
Chiariamo. La valorizzazione del magazzino di cui tu parli in cosa consisteva? C'era un capannone su cui è stata accesa un'ipoteca?
Dubito che la risposta sia "sì"!
In questo caso si tratta di un finanziamento senza garanzia reale (caso 2) in cui la banca certamente può concederti il finanziamento, ma esso non rientra in quel famoso metodo di concesssione che da anni spiego in quel mio 3d. Esso è un finanziamento fatto a rischio e pericolo della banca.
Per questo dico che parte già come caso 2).
La busta paga (falsificata con la banca che se la beve senza fare opportuni controlli per distrazione o connivenza) genera di per sè il credito (per la banca) nella stanza di compensazione quindi parte come caso 1). Alla scoperta dell'inghippo diventa caso 2). Spero di aver chiarito.
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Re: Perché le banche falliscono

Messaggioda Alessandro Bono » 19 lug 2010, 15:52

Sì, è chiaro. In questo caso la "garanzia" (termine che ho usato in modo improprio) non c'è, ma esiste solo un giudizio di "buon pagatore" basato su di un finto benessere creato ad arte sopravvalutando le reali condizioni della società.

Sicuramente caso 2).

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Re: Perché le banche falliscono

Messaggioda Francesco Fata » 19 lug 2010, 16:48

Umiltao ha scritto:Francesco, manca un lungo discorso sulla stanza di compensazione e sulla distruzione di moneta da [continuare a] fare qui: viewtopic.php?f=9&t=216

Abbiamo iniziato a farlo a Padova in tua assenza e si basava sostanzialmente su questo: se la moneta viene distrutta automaticamente all' atto della restituzione della singola quota [omissis].

[...]


Non dubito che la risposta sia stata sì.
Voglio troppo bene al popolo per pensare di votare gente che vuole particolarmente bene a se stessa.
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Umiltao

Re: Perché le banche falliscono

Messaggioda Umiltao » 19 lug 2010, 21:33

Invece è «no». :twisted:

«No» nel senso di «non subito». E poi ti pare che proprio io possa negare la distruzione di moneta, dato che ne faccio una ragione di vita?

Se IGB© alternativamente o insieme:

- ha già le garanzie in attivo di stato patrimoniale e/o nei conti d' ordine sui prestiti effettuati
- distrugge istantaneamente la moneta all' atto della restituzione della quota capitale

non avrebbe alcun senso né una data tempistica della restituzione né la restituzione stessa.
Poichè in questo caso per IGB© sarebbe come maneggiare aria fritta (un mio post in proposito: viewtopic.php?p=11071#p11071 ).

Oltre a questo fatto di semplice logica, vi è la questione finora mai spiegata del conto corrente della banca commerciale presso se stessa [omissis, per ora non rientra nemmeno nelle mie competenze...].

Possiamo anche rimanere su questo thread a parlare di distruzione-compensazione-garanzia, poiché tale trio delle meraviglie di IGB© è perfettamente collegato con l' eventualità di fallimento di IGB© stesso.

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domenico.damico

Re: Perché le banche falliscono

Messaggioda domenico.damico » 20 lug 2010, 12:32

Importante in questo senso è il tempo di riciclo del capitale (e quindi del procastinarsi della sua distruzione).

Esempio:

una volta il debito pubblico italiano aveva una vita media di circa 1,2 anni.
Ora invece è stata allungata a 7 anni (e la Cannata si fa vanto di questa cosa...)

I mutui: prima si concedevano a 20 al massimo; ora si arriva anche a 40 anni.
A seconda del tipo di ammortamento, il rientro del capitale ( e quindi il tempo di espansione della massa monetaria) si allunga considerevolmente.

Data per scontata la distruzione al rientro, il tempo di latitanza del capitale creato - cioè del suo tempo di vita - influisce in maniera decisiva sulla variabile massa monetaria circolante.

E' una leva ulteriore in mano ad IGB, e non è affatto di poco conto.


p.s.

fatevi due calcoli con un mutuo a 30 anni di 200mila euro, ammortamento francese.
Dopo 15 anni avete rimborsato circa 65 mila euro di capitale (ne rimangono 135mila) e avete già pagato 124mila euro di interessi.

http://www.buonconsiglio.com/free?servi ... e=RECREATE
Allegati
Dimostrazione ammortamento.xls
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