COVID: ORA BASTA

COLPO DI STATO IN ITALIA: GOVERNISSIMO DI INCAPACI ESCLUDE IL PARLAMENTO DEMOCRATICO AUTOCONFERENDOSI PIENI POTERI PER LA COSIDETTA EMERGENZA COVID-19 FINO AL 2021* http://covid.primit.it
*[vedremo solo a fine luglio se, e quanto, l'intervento del presidente Mattarella (del 21mag2020) risulterà essere stato veramente bloccante o un edulcorato rimando]
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COVID: ORA BASTA

Messaggioda sandropascucci » 22 ott 2020, 12:02

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COVID: ORA BASTA
http://www.signoraggio.com/video/COVID% ... 0BASTA.mp4

vaffanculo a Youtube:




> YouTube
Buongiorno Sandro Pascucci,
Purtroppo, in seguito a un esame svolto dal nostro team, abbiamo riscontrato che i tuoi contenuti violano le Norme della community. Abbiamo rimosso i seguenti contenuti da YouTube:
Video: COVID: ORA BASTA
Warning
Sappiamo che questo potrebbe rattristarti, ma per noi è importante che YouTube sia un luogo sicuro per tutti. Se i contenuti violano le nostre norme, verranno rimossi. Se ritieni che sia stato commesso un errore, puoi presentare ricorso e chiedere un riesame dei tuoi contenuti. Continua a leggere per scoprire ulteriori dettagli.
Perché i tuoi contenuti hanno violato la norma
YouTube non tollera contenuti che diffondano disinformazione in ambito medico, in contraddizione con le informazioni fornite su COVID-19 dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) o dalle autorità sanitarie locali. Sono compresi metodi per prevenire, curare o diagnosticare COVID-19, oltre ai relativi metodi di trasmissione. Scopri ulteriori informazioni qui.
Qual è l'impatto sul tuo canale
Di recente hai ricevuto un avviso relativo ai contenuti sul tuo canale. Non riceverai un altro avvertimento, ma abbiamo rimosso i contenuti in questione da YouTube.
Passaggi successivi
Vogliamo aiutarti a rimanere su YouTube, perciò ti invitiamo a procedere nel seguente modo:
• Assicurati di aver compreso le Norme della community di YouTube e le nozioni di base sugli avvertimenti.
• Esamina i tuoi contenuti sulla base di tali norme. Dopodiché, se ritieni che sia stato commesso un errore, faccelo sapere. Puoi presentare ricorso contro questa decisione qui.
Cordiali saluti,
Il team di YouTube
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NON C'E' ALTRO DA FARE - Michael J. Matt (SUL GRANDE RESET)

Messaggioda sandropascucci » 24 ott 2020, 14:42

NON C'E' ALTRO DA FARE - Michael J. Matt (SUL GRANDE RESET)
https://youtu.be/T93IDWnThKA
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QUANDO L'INCOMPETENZA SALVA VITE UMANE (TRAILER) DE PIERRO: sì a sparare su manifestanti napoletani

Messaggioda sandropascucci » 24 ott 2020, 14:43

QUANDO L'INCOMPETENZA SALVA VITE UMANE (TRAILER) DE PIERRO: sì a sparare su manifestanti napoletani
https://youtu.be/SkDg6_eLLzk

QUANDO L'INCOMPETENZA SALVA VITE UMANE (COMPLETO) DE PIERRO: sì a sparare su manifestanti napoletani
https://peertube.it/videos/watch/ff0317 ... e148a49f89
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Re: COVID: ORA BASTA

Messaggioda sandropascucci » 27 ott 2020, 8:50

::
Caro dottore, caro infermiere, carissimi del personale sanitario tutti,
sarete certamente in contatto con il virus lì dentro, ma avete idea di cosa succede qua fuori? Avete idea di cosa generino talune Vostre esternazioni? Sul piano emotivo, coscienziale, politico ed economico?
Magari pensate di trovarVi, al momento, in una occasione favorevole per palesare e manifestare tanti dissapori professionali o di struttura vissuti fino ad ora verso il mondo politico, verso il governo, verso lo Stato, verso la società.
Le Vostre parole riportate spesso, quasi quotidianamente, sui giornali e in TV sono dure, taglienti, pericolose. Socialmente pericolose.
Spero non cadiate nella facile trappola della rivendicazione polemica offertaVi dal ruolo, sia medico che mediatico, che ora è su di Voi focalizzato.
Spero non crediate veramente tutti che sia accettabile sentirsi colpevolizzati per le proprie idee, pena NON ESSERE CURATI, come apparso già più volte sui media, in relazione ad una pacata, convinta e documentata manifestazione di dubbio o di chiarimento sul virus stesso, sulla sua esistenza, modalità di contagio, pericolosità acclamata versus realtà misurata.
Spero siano pochi tra Voi che mirano ad alterare la veridicità dei fatti e numeri, su letti occupati e uso delle strutture pubbliche, come ricoveri effettivi per effettiva esigenza, sia in ospedalizzazione in corsia che in sale di terapia intensiva, ma anche sull’uso delle ambulanze per corse a vuoto con sirene spiegate, al fine di tenere alto lo stress tra la popolazione.
Spero non ci sia nessuno tra Voi che veda i moduli di ricovero come un menù economico da sfruttare, con gli occhi a forma di dollaro, mentre pensa a rimborsi per malato a posto letto.
Spero non alimentiate la guerra tra poveri, l’odio tra classi.
Pochi tra Voi, ma ai punti giusti della macchina organizzativa e autori di quanto sopra, porterebbero alla micidiale evaporazione della fiducia che tutto il Popolo ha sempre avuto nella classe medica.
Vi esorto a non cedere all’inganno del governo, dell’EGO, della frustrazione, della vendetta.
Vi esorto a non offrire cibo al mostro della disinformazione, rendendolo più forte.
Vi esorto a dichiarare cosa effettivamente stia succedendo lì dentro, dove Vi siete rinchiusi, con i militari fuori “per questioni di sicurezza”.
Vi prego di comunicare a tutti quanti ricoverati avete, di che natura, con che patologie, che disponibilità di risorse avete e di cosa avete bisogno.
In maniera diretta, chiara, sincera. Non parlatemi di “privacy”, non voglio la foto del paziente con nome e cognome e via di casa.
Non siate, anche Voi, strumento di manipolazione sociale in mano al politico incompetente, che ha prima distrutto la Sanità, rubandosi soldi lì destinati e poi incolpa i cittadini che Vi fanno ricorso, dopo averli ipnotizzati con informazioni terroristiche. Magari da Voi, più o meno volontariamente, più o meno consapevolmente, fornite.
Il politico ADOPERA le Vostre parole, i Vostri numeri, per sottomettere il Popolo.
Aiutate i Popolo, fornendo la Verità.
Anche perché.. Lei viene sempre fuori alla fine.
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La ciliegina truffaldina sulla torta avvelenata dei tamponi

Messaggioda sandropascucci » 28 ott 2020, 23:34

https://telegra.ph/La-ciliegina-truffal ... poni-10-30

> La ciliegina truffaldina sulla torta avvelenata dei tamponi

Stefano Scoglio
Oggi alle ore 13:16 · 6 minuti per la lettura ·

Credo di aver abbondantemente dimostrato che i tamponi Covid sono del tutto inaffidabili, e servono solo per mantenere in piedi la tragica farsa degli asintomatici positivi che proroga all’infinito questa devastante falsa pandemia. Ma oggi ho scoperto un nuovo elemento di questa vera e propria truffa, la scelta di ridurre la positività al tampone al rilevamento di uno solo dei 3 geni che definirebbero il SARS-Cov 2.
Sapete anche che, pur sostenendo che il virus non è mai stato isolato e non esiste prova della sua patogenicità, cerco sempre di trovare le contraddizioni all’interno dell’impianto ufficiale che sostiene la narrativa pandemica. Ed è facendo questo che ho scoperto quest’ulteriore tassello della truffa. Altri magari l’avevano già scoperto. In effetti, sono stati allertato inizialmente da una dichiarazione del Prof. Palù, riportata proprio nell’articolo de La Verità che ha parlato anche di me e della nostra denuncia contro i tamponi:
“Se si usa un kit di tamponi che amplifica un solo gene, come si fa oggi per velocizzare, si amplifica la sensibilità con il rischio di falsi positivi.”
Quando ho letto questa frase mi si è acceso un campanello di allarme. Ma è solo quando mi è capitato per mano un certificato di un tampone Covid, che ho capito. Questo è il certificato:

123020535_10219370445714052_1236983598725078782_n.jpg

Come vedete, il test ha cercato 3 geni, il gene E, il gene RdRp e il gene N. Si tratta di 3 geni che sarebbero tutti e 3 caratterizzanti il SARS-Cov 2. Dunque, se il virus fosse presente, dovrebbero essere trovati tutti e 3, perché se il virus è integro, l’unico caso in cui può avere un ruolo patogeno e infettare, è chiaro che il test deve trovare tutti e 3 i geni che lo compongono. Se ne trova solo uno, o è un test negativo, oppure deve ammettere che del virus ce n’è solo un pezzo.
E in effetti, all’inizio era così: eri positivo solo se il test rilevava tiutti e tre i geni. Ma, come spiega lo stesso certificato, tutto è cambiato nell’Aprile scorso:
”dal 02/04/2020, in accordo con il centro coordinatire regionale, la rilevazione anche di un singolo gene target di SARS-Cov2 viene interpretata come esame POSITIVO”.
Quindi, se si fosse mantenuto l’approccio originario, quasi sicuramente la massa di positivi asintomatici che abbiamo oggi non ci sarebbe stata. Invece, con questo cambio in corso d’opera, improvvisamente basta rilevare un solo gene dei 3, per essere dichiarati positivi!
E come ho spiegato nel mio documento sui tamponi, la necessità di rilevare tuti e tre i geni diventa evidente quando si guarda alla scarsa specificità di ciascun gene. Sotto vediamo le sequenze geniche della equipe tedesca di Drosten, colui che ha fatto il test-tampone dichiaratamente solo al computer, senza avere nessun virus fisico a disposizione. Si tratta comunque di un test-tampone tra i più diffusi in Europa:

122996503_10219370645519047_6043331471029300631_o.jpg

Come si vede, il tampone di Drosten utilizza tutti e 3 i geni: E, N e RdRP. Ma se confrontiamo la sequenza genica del SARS-Cov 2 con quella del SARS-Cov originario (al penultimo posto nella lista), vediamo che:
- il gene E del SARS-Cov 2 è identico al 100% a quello del SARS-Cov1, e probabilmente a quello di tutti i SARS coronavirus (nella penultima riga non ci sono variazioni di lettere);
- Il gene N ha una sola variazione, una C invece di una T, al 15° posto della sequenza del Reverse primer. Questa è una variazione di appena 1/64esimo, ovvero di appena l’1.5%. Le possibilità di confusione e cross-reattività (rilevare un SARS virus diverso dal SARS-Cov2) è molto elevata.
- Il gene RdRP è l’unico che ha 5 variazioni su 64, di nuovo non una grande differenza, anche se meglio degli altri due.
Quindi, in base alla nuova diposizione secondo cui un solo gene è sufficiente, se il gene che si rileva è il gene E, il test non dovrebbe avere nessun valore, dato che si tatta di un gene aspecifico, ovvero proprio di tutti i coronavirus; e invece, oggi, se ti rilevano il gene E, sei positivo, con tutte le conseguenze del caso.
Se, come in questo caso, ti trovano solo il gene N, il rischio di cross-reattività, cioè che il test reagisca ad altri virus o particlle virali, è molto alto, dato che il gene N ha solo un nucleotide di differenza su 64, quindi basta un niente (specie se si considera che si insiste sempre sulla mutevolezza del virus), per “beccare” un virus diverso , magari del tutto innocuo (da cui l’asintomaticità). Quindi, anche qui, col solo gene N, si è quasi certi di risultare positivi a qualsiasi particella simil-virale, come spiegano alcuni ricercatori che hanno valutato la cross-reattività dei test tampone:
““…abbiamo trovato che solo uno di loro (il gene RdRP-SARSr-P2) è quasi specifico per il nuovo coronavirus, mentre le altre “sonde” (sequenze geniche) rilevano anche altri tipi di coronavirus. Sotto questo aspetto, i risultati con falsi positivi possono ampliarsi in rapporto al Covid-19”. (Kakhki RK et al, COVID-19 target: A specific target for novel coronavirus detection, Gene Reports 20 (2020) 100740).
Quindi, per concludere, anche se ritengo che non ci sia nessun virus patogeno, è chiaro che, ponendosi dal punto di vista di chi crede a questo super-patogeno SARS-Cov2, data la sua “forza” patogenica, non dovrebbe essere difficile trovare tutti e 3 i geni indicati come costitutivi del virus. E allora, perché si è deciso che per la positività è sufficiente trovarne 1 solo? Palù, diplomatico, afferma che è stato per velocizzare le cose; io, che come Andreotti ritengo che a pensar male si può far peccato ma spesso ci si prende, penso che abbiano fatto questa decisiva modifica perché quando hanno visto che i morti causati dalle terapie sbagliate di Marzo stavano iniziando a scemare, e c’era bisogno di tenere altro il livello di guardia coi positivi, per quanto asintomatici, hanno stabilito una procedura che garantisse di trovare quanti più positivi possibile, per quanto asintomatici, che è quello che è successo e sta continuando a succedere.
Ora, io faccio appello a tutti coloro che, in buona fede, credono al virus super-patogeno: OK, ma non si dovrebbe far sì che tale virus venga rilevato in modo corretto, e senza trucchi?
E a questo proposito, si guardi l’altra affermazione contenuta nel certificato Covid:
“Rilevata positività con valori di CT > 35. Si ricorda che tale condizione, in più del 95% dei casi, non è associata a presenza di infettività.”
Questo significa che l’unico gene rilevato, come se non bastasse la sua aspecificità e cross-reattività, è stati rilevato con un numero di cicli di PCR superiore a 35, il che, a detta di tutti gli esperti seri di PCR, genera risultati non affidabili, e generalmente “spazzatura”. Almeno, in questo laboratorio, hanno scritto che il positivo in questione non è infettivo; ma pensate che ciò venga riportate nelle terroristiche statistiche nazionali?


da: https://www.facebook.com/notes/stefano- ... 348431620/
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NORIMBERGA-19

Messaggioda sandropascucci » 28 ott 2020, 23:43

***NORIMBERGA-19***

https://youtu.be/3vpZQ0LU0M8
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ARRENDETEVI

Messaggioda sandropascucci » 1 nov 2020, 21:09

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VIRUS POLITICO p09 - IL COVID E' UN FILM DI POLISTIROLO - CI VEDIAMO A NORIMBERGARe: COVID: ORA BASTA

Messaggioda sandropascucci » 2 nov 2020, 11:15

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Re: COVID: ORA BASTA

Messaggioda Luca Mencaroni » 2 nov 2020, 21:20

:lol: :lol: chiaramente, tra l'altro, "la mummia" la nastrano così, all'aria aperta... Ce manca solo che arriva uno dietro che se ciula lo scooter :lol: :lol:

:lol: :lol: quando hai detto della parrucca me stavo pisciando sotto :lol:

Ridemo per nun piagne..
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Re: COVID: ORA BASTA

Messaggioda Trian 3 » 3 nov 2020, 0:26

Se ci fosse una nuova Norimberga sarebe quella di un' altra linea spazio-temporale, c'e' piu' ozono qui . c'e un'energia piu' ordinata e non e' meno di quella dell'altra linea dove si moriva in effetti per lo smog in Europa

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15 e 16 NOVEMBRE 2020: TUTTI A MONTECITORIO

Messaggioda sandropascucci » 3 nov 2020, 11:50

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GIUDICE DI NORIMBERGA

Messaggioda sandropascucci » 3 nov 2020, 11:51

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Re: COVID: ORA BASTA

Messaggioda Trian 3 » 5 nov 2020, 11:14

A Montecitoreio mancano in ordine di importanza fino a prova contraria il papa e il sindaco di Roma

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ONDA SU ONDA

Messaggioda sandropascucci » 5 nov 2020, 12:51

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TROJAN - inoculare senza la o

Messaggioda sandropascucci » 14 nov 2020, 12:53

[ Riproduci file Quicktime ] trojan.mp4 [ 5.19 MiB | Visto 4337 volte ]



TROJAN - inoculare senza la o
https://youtu.be/9UvkOj3-u7o


https://telegra.ph/TROJAN-11-14
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Papà ammazzato per malasanità nascosta da procedure COVID

Messaggioda sandropascucci » 17 nov 2020, 14:34

Papà ammazzato per malasanità nascosta da procedure COVID
https://youtu.be/jJU8CQyVmOI
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LA RAPINA

Messaggioda sandropascucci » 17 nov 2020, 14:34

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Una risata vi seppellirà.. ma per sicurezza..

Messaggioda sandropascucci » 17 nov 2020, 14:35

Una risata vi seppellirà.. ma per sicurezza..
https://youtu.be/Xt2RGGpB3_M
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Trova il negazionista

Messaggioda sandropascucci » 1 dic 2020, 21:29

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https://youtu.be/sv9Yg1uOVrg
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I DATI IRPEF 2018

Messaggioda sandropascucci » 4 dic 2020, 19:38

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#DOMANI A NORIMBERGA

Messaggioda sandropascucci » 8 dic 2020, 14:47

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Re: COVID: ORA BASTA

Messaggioda sandropascucci » 8 dic 2020, 15:41

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Beata gioventu', finalmente.
di sandropascucci 20201208

Sono quasi sotto casa dei miei anziani nonni. Vivono in montagna, da soli. Ho fatto 1250 Km per venirli a trovare, rischiando un controllo da DPCM. All’ultima curva vedo la casa, vedo già mia nonna, sul terrazzo, che riconosce la macchina e mi saluta. Sorrido, felice. Ma a 200 metri c’è una pattuglia. In un istante elaboro: se mi fermano c’è la multa, per aver infranto il DPCM. Viaggio in auto, che mio nonno mi ha regalato pagandola euro 1.000, tutti i suoi risparmi di contadino, per la festa del mio 18ino. Essere in macchina rappresenta un’aggravante. Da euro 3.000. Apro lo sportello e 'sti cazzi mi lancio. L’auto prosegue dritta, vola giù per una scarpata, si ribalta, si incendia ed esplode. Io mi rialzo e mi pulisco dalla polvere. Devo avere un ginocchio rotto ma faccio finta di nulla mentre il capopattuglia mi viene incontro e mi chiede se fossi alla guida dell’auto. Quale auto, mentre mi metto la mascherina faccio da pocker io, quella che mi ha quasi investito? Gia’, dice quello, mentre una colonna di fumo nero e odore di gomma bruciata si alza nell’aria del pomeriggio natalizio. Mia nonna è scesa di corsa, preoccupata. Poi vede i mitra, i giubbotti antiproiettile e capisce: sono tornati i nazisti. Tira dritta, non guardandomi nemmeno in viso. Lo sbirro ci guarda. Intima l’ALT! Mia nonna si gira. Io gelo. Lei conosce questo ragazzo? Mai visto in vita mia fa quella vecchia. Io mi infilo le mani in tasca e cercando di non zoppicare troppo mi avvio verso la piazza del paese. Gli sbirri sembrano soddisfatti. Un altro nucleo familiare salvato dal COVID19, penseranno. Mio nonno sta scendendo dal trattore. Ha la roncola in mano, quella da bosco, la Gianna. Come quella volta nel ‘44. Cala da nord. Mia nonna lo vede e porta la mano alla falcetta per l’insalata che ha sotto la gonna. Torna indietro verso la pattuglia, che soddisfatta si rolla una sigaretta.

Ora sono cazzi per tutti.
Finalmente.

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VACCINI COVID ALTERANO IL DNA UMANO

Messaggioda sandropascucci » 9 dic 2020, 14:10

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La storia segreta della campagna ombra che ha salvato le elezioni del 2020

Messaggioda sandropascucci » 5 feb 2021, 21:46

La storia di un tizio che spara contro la portiera di un'auto e di un uomo che, vestendosi di fretta in casa sua al 4to piano e riempiendo il portafoglio di banconote, si precipita giù per le scale e si frappone tra la pallottola e l'auto, usando le ultime energie per concedere il portafoglio all'uomo con la pistola fumante, che, incredulo, fugge via per non imbarazzare i parenti del donatore.
Rapina? Beh.. se la vuoi raccontarla così..



La storia segreta della campagna ombra che ha salvato le elezioni del 2020

Illustrazione di Ryan Olbrysh per TIME
DI MOLLY BALL
4 FEBBRAIO 2021 05:40 EST
Una cosa strana è successa subito dopo le elezioni del 3 novembre: niente.

La nazione era pronta per il caos. I gruppi liberali avevano giurato di scendere in piazza, pianificando centinaia di proteste in tutto il paese. Le milizie di destra si stavano cingendo per la battaglia. In un sondaggio prima del giorno delle elezioni, il 75% degli americani ha espresso preoccupazione per la violenza.

Invece, calò un silenzio inquietante. Poiché il presidente Trump si è rifiutato di ammettere, la risposta non è stata un'azione di massa ma i grilli. Quando le organizzazioni dei media hanno indetto la corsa per Joe Biden il 7 novembre, è esploso invece il giubilo, mentre le persone hanno affollato le città degli Stati Uniti per celebrare il processo democratico che ha portato alla cacciata di Trump.

Una seconda cosa strana è accaduta tra i tentativi di Trump di invertire il risultato: l'America aziendale si è rivolta contro di lui. Centinaia di importanti leader aziendali, molti dei quali avevano sostenuto la candidatura di Trump e sostenuto le sue politiche, lo hanno invitato a concedere. Per il presidente, qualcosa non andava. "E 'stato tutto molto, molto strano", ha detto Trump il 2 dicembre. "Pochi giorni dopo le elezioni, abbiamo assistito a uno sforzo orchestrato per ungere il vincitore, anche se molti stati chiave erano ancora in fase di conteggio".

In un certo senso, Trump aveva ragione.

C'era una cospirazione che si stava svolgendo dietro le quinte, che ha sia limitato le proteste che coordinato la resistenza dei CEO. Entrambe le sorprese furono il risultato di un'alleanza informale tra attivisti di sinistra e titani del business. Il patto è stato formalizzato in una dichiarazione congiunta concisa e poco notata della Camera di Commercio degli Stati Uniti e dell'AFL-CIO, pubblicata il giorno delle elezioni. Entrambe le parti arriverebbero a vederlo come una sorta di patto implicito - ispirato alle massicce, a volte distruttive proteste di giustizia razziale dell'estate - in cui le forze del lavoro si univano alle forze del capitale per mantenere la pace e opporsi all'assalto di Trump alla democrazia .

La stretta di mano tra affari e lavoro è stata solo una delle componenti di una vasta campagna trasversale per proteggere le elezioni: uno straordinario sforzo ombra dedicato non a vincere il voto ma a garantire che fosse libero ed equo, credibile e incorrotto. Per più di un anno, una coalizione di agenti liberamente organizzata si affrettò a sostenere le istituzioni americane mentre venivano attaccate simultaneamente da una pandemia spietata e da un presidente incline all'autocrazia. Sebbene gran parte di questa attività si sia svolta a sinistra, è stata separata dalla campagna di Biden e ha attraversato le linee ideologiche, con contributi cruciali da parte di attori apartitici e conservatori. Lo scenario che gli attivisti ombra cercavano disperatamente di fermare non era una vittoria di Trump. È stata un'elezione così disastrosa che non è stato possibile discernere alcun risultato,

Il loro lavoro ha toccato ogni aspetto delle elezioni. Hanno convinto gli stati a cambiare i sistemi di voto e le leggi e hanno contribuito a garantire centinaia di milioni di finanziamenti pubblici e privati. Hanno respinto le cause per la soppressione degli elettori, reclutato eserciti di lavoratori del sondaggio e hanno convinto milioni di persone a votare per posta per la prima volta. Hanno spinto con successo le società di social media a prendere una linea più dura contro la disinformazione e hanno utilizzato strategie basate sui dati per combattere le diffamazioni virali. Hanno eseguito campagne nazionali di sensibilizzazione del pubblico che hanno aiutato gli americani a capire come si sarebbe svolto il conteggio dei voti per giorni o settimane, impedendo alle teorie del complotto di Trump e alle false affermazioni di vittoria di ottenere più trazione. Dopo il giorno delle elezioni, hanno monitorato ogni punto di pressione per garantire che Trump non potesse ribaltare il risultato.

Perché Trump ei suoi alleati stavano conducendo la propria campagna per rovinare le elezioni. Il presidente ha passato mesi a insistere sul fatto che le votazioni per corrispondenza fossero un complotto democratico e che le elezioni sarebbero state "truccate". I suoi scagnozzi a livello statale hanno cercato di bloccarne l'uso, mentre i suoi avvocati hanno portato dozzine di azioni false per rendere più difficile il voto - un'intensificazione dell'eredità del GOP di tattiche repressive. Prima delle elezioni, Trump ha complottato per bloccare un conteggio legittimo dei voti. E ha trascorso i mesi successivi al 3 novembre cercando di rubare le elezioni che aveva perso - con cause legali e teorie del complotto, pressioni sui funzionari statali e locali, e infine convocando il suo esercito di sostenitori alla manifestazione del 6 gennaio che si è conclusa con violenza mortale al Campidoglio.

Gli attivisti per la democrazia guardavano con allarme. "Ogni settimana, ci siamo sentiti come se fossimo in una lotta per cercare di portare a termine queste elezioni senza che il paese attraversasse un vero e pericoloso momento di disfacimento", afferma l'ex rappresentante del GOP Zach Wamp, un sostenitore di Trump che ha contribuito a coordinare una protezione elettorale bipartisan consiglio. "Possiamo guardare indietro e dire che questa cosa è andata abbastanza bene, ma a settembre e ottobre non era affatto chiaro che sarebbe stato così".

Biden fans in Philadelphia after the race was called on Nov. 7
I fan di Biden a Filadelfia dopo la gara sono stati convocati il ​​7 novembre Michelle Gustafson per TIME
Questa è la storia nascosta della cospirazione per salvare le elezioni del 2020, basata sull'accesso ai meccanismi interni del gruppo, documenti mai visti prima e interviste con dozzine di persone coinvolte da tutto lo spettro politico. È la storia di una campagna senza precedenti, creativa e determinata il cui successo rivela anche quanto la nazione sia vicina al disastro. "Ogni tentativo di interferire con il corretto esito delle elezioni è stato sconfitto", afferma Ian Bassin, co-fondatore di Protect Democracy, un gruppo di difesa dello stato di diritto indipendente. “Ma è estremamente importante per il Paese capire che non è successo accidentalmente. Il sistema non ha funzionato magicamente. La democrazia non è autoesecuzione ".

Ecco perché i partecipanti vogliono che la storia segreta delle elezioni del 2020 sia raccontata, anche se suona come un sogno di febbre paranoica: una cabala ben finanziata di persone potenti, che spaziano tra industrie e ideologie, che lavorano insieme dietro le quinte per influenzare le percezioni, cambiare le regole e leggi, dirigere la copertura dei media e controllare il flusso di informazioni. Non stavano truccando le elezioni; lo stavano fortificando. E credono che il pubblico abbia bisogno di capire la fragilità del sistema per garantire che la democrazia in America duri.

L'ARCHITETTO
A un certo punto, nell'autunno del 2019, Mike Podhorzer si convinse che le elezioni erano dirette al disastro e determinato a proteggerle.

Questo non era il suo solito compito. Per quasi un quarto di secolo, Podhorzer, consigliere senior del presidente dell'AFL-CIO, la più grande federazione sindacale della nazione, ha schierato le ultime tattiche e dati per aiutare i suoi candidati favoriti a vincere le elezioni. Senza pretese e professore, non è il tipo di "stratega politico" geloso che si fa vedere nelle notizie via cavo. Tra gli addetti ai lavori democratici, è conosciuto come il mago dietro alcuni dei più grandi progressi nella tecnologia politica negli ultimi decenni. Un gruppo di strateghi liberali che ha riunito nei primi anni 2000 ha portato alla creazione dell'Analyst Institute, un'azienda segreta che applica metodi scientifici alle campagne politiche. È stato anche coinvolto nella fondazione di Catalist, la principale società di dati progressivi.

Le infinite chiacchiere a Washington sulla "strategia politica", ritiene Podhorzer, hanno poco a che fare con il modo in cui il cambiamento viene realmente realizzato. "La mia opinione di base sulla politica è che è tutto abbastanza ovvio se non ci si pensa troppo o si inghiotte l'intera struttura prevalente", ha scritto una volta. "Dopodiché, identifica incessantemente le tue supposizioni e sfidale." Podhorzer applica questo approccio a tutto: quando ha allenato la squadra della Little League di suo figlio ormai adulto nei sobborghi di Washington, ha addestrato i ragazzi a non dondolare al massimo dei tiri, una tattica che ha fatto infuriare sia i genitori dei loro avversari che quelli serie di campionati.

L'elezione di Trump nel 2016 - attribuita in parte alla sua forza insolita tra il tipo di elettori bianchi colletti blu che una volta dominava l'AFL-CIO - ha spinto Podhorzer a mettere in discussione le sue ipotesi sul comportamento degli elettori. Iniziò a far circolare promemoria settimanali per lo scricchiolio di numeri a una piccola cerchia di alleati e ad ospitare sessioni di strategia a Washington. Ma quando iniziò a preoccuparsi delle elezioni stesse, non voleva sembrare paranoico. È stato solo dopo mesi di ricerche che ha introdotto le sue preoccupazioni nella sua newsletter nell'ottobre 2019. I soliti strumenti di dati, analisi e sondaggi non sarebbero stati sufficienti in una situazione in cui lo stesso presidente stava cercando di interrompere le elezioni, ha scritto. "La maggior parte della nostra pianificazione ci porta attraverso il giorno delle elezioni", ha osservato. "Ma non siamo preparati per i due risultati più probabili" - Trump perde e si rifiuta di concedere, e Trump che ha vinto l'Electoral College (nonostante abbia perso il voto popolare) corrompendo il processo di voto negli stati chiave. "Abbiamo un disperato bisogno di 'squadra rossa' sistematicamente queste elezioni in modo da poter anticipare e pianificare il peggio che sappiamo arriverà sulla nostra strada".

Si è scoperto che Podhorzer non era l'unico a pensare in questi termini. Iniziò a sentire altre persone desiderose di unire le forze. Il Fight Back Table, una coalizione di organizzazioni di "resistenza", aveva iniziato a pianificare lo scenario attorno al potenziale per un'elezione contestata, riunendo attivisti liberali a livello locale e nazionale in quella che chiamavano Democracy Defense Coalition. Le organizzazioni per i diritti di voto e per i diritti civili lanciavano allarmi. Un gruppo di ex funzionari eletti stava ricercando poteri di emergenza che temevano Trump potesse sfruttare. Proteggere la democrazia stava mettendo insieme una task force bipartisan per la crisi elettorale. "Si è scoperto che una volta che l'hai detto ad alta voce, la gente era d'accordo", dice Podhorzer, "e ha iniziato a creare slancio".

Ha trascorso mesi riflettendo su scenari e parlando con esperti. Non è stato difficile trovare liberali che vedessero Trump come un pericoloso dittatore, ma Podhorzer è stato attento a evitare l'isteria. Quello che voleva sapere non era come stava morendo la democrazia americana, ma come poteva essere mantenuta in vita. La principale differenza tra gli Stati Uniti e i paesi che hanno perso il controllo sulla democrazia, ha concluso, era che il sistema elettorale decentralizzato americano non poteva essere truccato in un colpo solo. Ciò ha rappresentato un'opportunità per sostenerlo.

L'ALLEANZA
Il 3 marzo, Podhorzer ha redatto una nota riservata di tre pagine intitolata "Minacce alle elezioni del 2020". "Trump ha chiarito che questa non sarà un'elezione corretta e che rifiuterà qualsiasi cosa tranne la sua rielezione come 'falsa' e truccata", ha scritto. "Il 3 novembre, se i media dovessero riferire diversamente, utilizzerà il sistema di informazione di destra per stabilire la sua narrativa e incitare i suoi sostenitori a protestare". Il promemoria delinea quattro categorie di sfide: attacchi agli elettori, attacchi all'amministrazione elettorale, attacchi agli avversari politici di Trump e "sforzi per invertire i risultati delle elezioni".

Poi COVID-19 è esploso al culmine della stagione delle elezioni primarie. I normali metodi di voto non erano più sicuri per gli elettori o per i volontari per lo più anziani che normalmente lavorano nei seggi elettorali. Ma i disaccordi politici, intensificati dalla crociata di Trump contro il voto per corrispondenza, hanno impedito ad alcuni stati di rendere più facile votare per assenti e per le giurisdizioni di contare quei voti in modo tempestivo. Ne seguì il caos. L'Ohio ha interrotto il voto di persona per le primarie, portando a una minima affluenza alle urne. Una carenza di lavoratori elettorali a Milwaukee, dove si concentra la pesante popolazione nera democratica del Wisconsin, ha lasciato solo cinque seggi aperti, in calo rispetto ai 182. A New York, il conteggio dei voti ha richiesto più di un mese.

All'improvviso, il potenziale per un crollo di novembre era evidente. Nel suo appartamento nella periferia di Washington, Podhorzer iniziò a lavorare dal suo laptop al tavolo della cucina, tenendo riunioni Zoom back-to-back per ore al giorno con la sua rete di contatti attraverso l'universo progressista: il movimento operaio; la sinistra istituzionale, come Planned Parenthood e Greenpeace; gruppi di resistenza come Indivisible e MoveOn; esperti di dati e strateghi progressisti, rappresentanti di donatori e fondazioni, organizzatori di base a livello statale, attivisti per la giustizia razziale e altri.

Ad aprile, Podhorzer ha iniziato a ospitare uno Zoom settimanale di 2 ore e mezzo. Era strutturato attorno a una serie di presentazioni rapide di cinque minuti su tutto ciò su cui funzionavano gli annunci, dalla messaggistica alla strategia legale. Gli incontri solo su invito attirarono presto centinaia, creando una rara base di conoscenza condivisa per il movimento progressista e irritabile. "A rischio di parlare di spazzatura della sinistra, non c'è molta buona condivisione delle informazioni", dice Anat Shenker-Osorio, un caro amico di Podhorzer la cui guida alla messaggistica testata dai sondaggi ha modellato l'approccio del gruppo. "C'è un sacco di sindrome non inventata qui, in cui le persone non considereranno una buona idea se non l'hanno inventata."

Gli incontri divennero il centro galattico per una costellazione di agenti in tutta la sinistra che condividevano obiettivi sovrapposti ma di solito non lavoravano insieme. Il gruppo non aveva nome, leader e nessuna gerarchia, ma manteneva sincronizzati i diversi attori. "Pod ha svolto un ruolo fondamentale dietro le quinte nel mantenere in comunicazione e allineati diversi elementi dell'infrastruttura del movimento", afferma Maurice Mitchell, direttore nazionale del Working Families Party. “Hai lo spazio contenzioso, lo spazio organizzativo, i politici si sono concentrati solo sulla W e le loro strategie non sono sempre allineate. Ha permesso a questo ecosistema di lavorare insieme ".

Proteggere le elezioni richiederebbe uno sforzo di portata senza precedenti. Con l'avanzare del 2020, si è esteso al Congresso, alla Silicon Valley e alle case statali della nazione. Ha tratto energia dalle proteste per la giustizia razziale dell'estate, molti dei cui leader erano una parte fondamentale dell'alleanza liberale. E alla fine è arrivato al di là del corridoio, nel mondo dei repubblicani scettici di Trump inorriditi dai suoi attacchi alla democrazia.

GARANTIRE IL VOTO
Il primo compito è stato la revisione delle scarse infrastrutture elettorali americane, nel mezzo di una pandemia. Per le migliaia di funzionari locali, per lo più apartitici, che amministrano le elezioni, il bisogno più urgente era il denaro. Avevano bisogno di dispositivi di protezione come maschere, guanti e disinfettante per le mani. Dovevano pagare le cartoline per far sapere alle persone che potevano votare per assente o, in alcuni stati, per spedire le schede a tutti gli elettori. Avevano bisogno di personale aggiuntivo e scanner per elaborare le schede.

A marzo, gli attivisti hanno fatto appello al Congresso per indirizzare i fondi per i sussidi COVID all'amministrazione delle elezioni. Guidate dalla Leadership Conference on Civil and Human Rights, più di 150 organizzazioni hanno firmato una lettera a ogni membro del Congresso che chiedeva 2 miliardi di dollari in finanziamenti per le elezioni. Ha avuto un certo successo: il CARES Act, approvato alla fine del mese, conteneva 400 milioni di dollari in sovvenzioni agli amministratori delle elezioni statali. Ma la prossima tranche di aiuti umanitari non si è aggiunta a quel numero. Non sarebbe bastato.

La filantropia privata è entrata nella breccia. Un assortimento di fondazioni ha contribuito con decine di milioni di finanziamenti per l'amministrazione elettorale. L'iniziativa Chan Zuckerberg ha incassato 300 milioni di dollari. "È stato un fallimento a livello federale che 2.500 funzionari elettorali locali siano stati costretti a richiedere sovvenzioni filantropiche per soddisfare i loro bisogni", afferma Amber McReynolds, un ex funzionario elettorale di Denver che dirige il National Vote at Home Institute.

L'organizzazione di McReynolds di due anni è diventata un centro di smistamento per una nazione che fatica ad adattarsi. L'istituto ha fornito ai segretari di stato di entrambe le parti consigli tecnici su tutto, dai fornitori da utilizzare a come individuare le caselle di posta. I funzionari locali sono le fonti più affidabili di informazioni sulle elezioni, ma pochi possono permettersi un addetto stampa, quindi l'istituto ha distribuito kit di strumenti di comunicazione. In una presentazione al gruppo di Podhorzer, McReynolds ha dettagliato l'importanza delle schede assenti per accorciare le linee nei seggi elettorali e prevenire una crisi elettorale.

Il lavoro dell'istituto ha aiutato 37 stati e DC a rafforzare il voto per corrispondenza. Ma non varrebbe molto se le persone non ne approfittassero. Parte della sfida era logistica: ogni stato ha regole diverse per quando e come le schede dovrebbero essere richieste e restituite. Il Centro di partecipazione degli elettori, che in un anno normale avrebbe schierato i procacciatori porta a porta per ottenere il voto, ha invece condotto dei focus group ad aprile e maggio per scoprire cosa avrebbe spinto le persone a votare per posta. In agosto e settembre ha inviato domande di voto a 15 milioni di persone negli stati chiave, 4,6 milioni delle quali le hanno restituite. Nelle mailing e negli annunci digitali, il gruppo ha esortato le persone a non aspettare il giorno delle elezioni. "Tutto il lavoro che abbiamo svolto per 17 anni è stato costruito per questo momento di portare la democrazia alle porte delle persone", afferma Tom Lopach, CEO del centro.

Lo sforzo ha dovuto superare l'accresciuto scetticismo in alcune comunità. Molti elettori neri hanno preferito esercitare il proprio diritto di voto di persona o non si fidavano della posta. I gruppi nazionali per i diritti civili hanno lavorato con le organizzazioni locali per spargere la voce che questo era il modo migliore per garantire il conteggio dei voti. A Filadelfia, ad esempio, i sostenitori hanno distribuito "kit di sicurezza per il voto" contenenti maschere, disinfettante per le mani e opuscoli informativi. "Dovevamo trasmettere il messaggio che questo è sicuro, affidabile e ci si può fidare", afferma Hannah Fried di All Voting Is Local.

Allo stesso tempo, gli avvocati democratici hanno combattuto un'ondata storica di contenziosi pre-elettorali. La pandemia ha intensificato il solito groviglio delle parti nei tribunali. Ma gli avvocati hanno notato anche qualcos'altro. "Il contenzioso portato dalla campagna Trump, di un pezzo con la più ampia campagna per seminare dubbi sul voto per corrispondenza, stava facendo nuove affermazioni e utilizzando teorie che nessun tribunale ha mai accettato", afferma Wendy Weiser, esperta di diritti di voto presso il Brennan Center per la giustizia alla NYU. "Hanno un aspetto più simile a cause legali progettate per inviare un messaggio piuttosto che ottenere un risultato legale".

Alla fine, quasi la metà dell'elettorato ha votato per posta nel 2020, praticamente una rivoluzione nel modo in cui le persone votano. Circa un quarto ha votato in anticipo di persona. Solo un quarto degli elettori ha votato in modo tradizionale: di persona il giorno delle elezioni.

LA DIFESA DELLA DISINFORMAZIONE
I cattivi attori che diffondono false informazioni non sono una novità. Per decenni, le campagne hanno affrontato qualsiasi cosa, dalle chiamate anonime che affermavano che le elezioni erano state riprogrammate ai volantini che diffondevano brutte calunnie sulle famiglie dei candidati. Ma le bugie e le teorie cospirative di Trump, la forza virale dei social media e il coinvolgimento di ficcanaso stranieri hanno reso la disinformazione una minaccia più ampia e profonda al voto del 2020.

Laura Quinn, una veterana operativa progressista che ha co-fondato Catalist, ha iniziato a studiare questo problema alcuni anni fa. Ha pilotato un progetto segreto e senza nome, di cui non ha mai discusso pubblicamente prima, che tracciava la disinformazione online e ha cercato di capire come combatterla. Un componente stava rintracciando bugie pericolose che altrimenti avrebbero potuto diffondersi inosservate. I ricercatori hanno quindi fornito informazioni agli attivisti o ai media per rintracciare le fonti ed esporle.

L'aspetto più importante della ricerca di Quinn, tuttavia, era che il coinvolgimento con contenuti tossici non faceva che peggiorare le cose. "Quando vieni attaccato, l'istinto è quello di respingere, richiamare, dire: 'Questo non è vero'", dice Quinn. "Ma maggiore è il coinvolgimento di qualcosa, più le piattaforme lo potenziano. L'algoritmo lo legge come, 'Oh, questo è popolare; le persone ne vogliono di più. ""

La soluzione, ha concluso, è stata quella di fare pressione sulle piattaforme per far rispettare le loro regole, sia rimuovendo contenuti o account che diffondono disinformazione, sia controllandoli in modo più aggressivo. "Le piattaforme hanno politiche contro alcuni tipi di comportamenti maligni, ma non le hanno applicate", dice.

La ricerca di Quinn ha fornito munizioni ai sostenitori che spingono le piattaforme di social media a prendere una linea più dura. Nel novembre 2019, Mark Zuckerberg ha invitato nove leader dei diritti civili a cena a casa sua, dove lo hanno avvertito del pericolo delle falsità legate alle elezioni che si stavano già diffondendo incontrollate. "Ci sono voluti spinte, sollecitazioni, conversazioni, brainstorming, tutto questo per arrivare a un punto in cui siamo finiti con regole e applicazione più rigorose", afferma Vanita Gupta, presidente e CEO della Leadership Conference on Civil and Human Rights, che ha partecipato la cena e ha anche incontrato il CEO di Twitter Jack Dorsey e altri. (Gupta è stata nominata procuratore generale associato dal presidente Biden.) “È stata una lotta, ma siamo arrivati ​​al punto in cui hanno capito il problema. Era abbastanza? Probabilmente no. È stato più tardi di quanto volevamo? Sì.

DIFFONDERE LA PAROLA
Oltre a combattere le cattive informazioni, c'era la necessità di spiegare un processo elettorale in rapida evoluzione. Era fondamentale per gli elettori capire che, nonostante quello che diceva Trump, i voti per corrispondenza non erano suscettibili di frode e che sarebbe stato normale se alcuni stati non avessero finito di contare i voti la notte delle elezioni.

Dick Gephardt, l'ex leader democratico della Camera diventato un potente lobbista, ha guidato una coalizione. "Volevamo ottenere un gruppo davvero bipartisan di ex funzionari eletti, segretari di gabinetto, leader militari e così via, finalizzato principalmente a inviare messaggi al pubblico ma anche a parlare con funzionari locali: i segretari di stato, i procuratori generali, i governatori che sarebbero l'occhio del ciclone - per far loro sapere che volevamo aiutare ", dice Gephardt, che ha lavorato con i suoi contatti nel settore privato per mettere $ 20 milioni dietro lo sforzo.

Wamp, l'ex membro del Congresso del GOP, ha lavorato attraverso il gruppo di riforma apartitica Issue One per radunare i repubblicani. "Abbiamo pensato di dover portare un elemento di unità bipartisan attorno a ciò che costituisce un'elezione libera ed eque", dice Wamp. I 22 democratici e i 22 repubblicani del Consiglio nazionale per l'integrità elettorale si sono incontrati su Zoom almeno una volta alla settimana. Hanno pubblicato annunci in sei stati, rilasciato dichiarazioni, scritto articoli e avvertito i funzionari locali di potenziali problemi. "Avevamo rabbiosi sostenitori di Trump che hanno accettato di far parte del consiglio sulla base dell'idea che questo fosse onesto", dice Wamp. Questo sarà altrettanto importante, ha detto loro, per convincere i liberali quando Trump vincerà. "In qualunque modo tagli, resteremo uniti."

Il Voting Rights Lab e IntoAction hanno creato meme e grafici specifici dello stato, diffusi tramite e-mail, testo, Twitter, Facebook, Instagram e TikTok, sollecitando che ogni voto venga conteggiato. Insieme, sono stati visualizzati più di 1 miliardo di volte. La task force elettorale di Protect Democracy ha pubblicato rapporti e tenuto briefing con i media con esperti di alto profilo in tutto lo spettro politico, con conseguente copertura diffusa di potenziali problemi elettorali e controllo dei fatti sulle false affermazioni di Trump. I sondaggi di monitoraggio dell'organizzazione hanno rilevato che il messaggio veniva ascoltato: la percentuale di pubblico che non si aspettava di conoscere il vincitore la notte delle elezioni è gradualmente aumentata fino a quando, alla fine di ottobre, ha superato il 70%. La maggioranza credeva anche che un conteggio prolungato non fosse un segno di problemi. "Sapevamo esattamente cosa avrebbe fatto Trump: avrebbe cercato di utilizzare il fatto che i democratici hanno votato per posta e i repubblicani hanno votato di persona per far sembrare che fosse in vantaggio, rivendicare la vittoria, dire che i voti per corrispondenza erano fraudolenti e cercare di farli scartare ", dice Protect Bassin della democrazia. Stabilire le aspettative del pubblico in anticipo ha aiutato a ridurre quelle bugie.

Amber McReynolds, Zach Wamp and Maurice Mitchell
Amber McReynolds, Zach Wamp e Maurice Mitchell Rachel Woolf per TIME; Erik Schelzig, AP / Shutterstock; Holly Pickett, The New York Times / Redux
L'alleanza ha preso una serie comune di temi dalla ricerca Shenker-Osorio presentata a Podhorzer's Zooms. Gli studi hanno dimostrato che quando le persone pensano che il loro voto non valga o temono che sia una seccatura, è molto meno probabile che partecipi. Durante la stagione elettorale, i membri del gruppo di Podhorzer hanno ridotto al minimo gli episodi di intimidazione degli elettori e hanno represso la crescente isteria liberale sul previsto rifiuto di Trump di concedere. Non volevano amplificare le false affermazioni coinvolgendole o rimandare le persone al voto suggerendo un gioco truccato. "Quando dici:" Queste affermazioni di frode sono false ", ciò che la gente sente è" frode "", afferma Shenker-Osorio. "Quello che abbiamo visto nella nostra ricerca pre-elettorale è stato che qualsiasi cosa che riaffermasse il potere di Trump o lo considerasse un autoritario diminuiva il desiderio delle persone di votare".

Podhorzer, nel frattempo, stava avvertendo tutti quelli che sapeva che i sondaggi stavano sottovalutando il sostegno di Trump. I dati che ha condiviso con le organizzazioni dei media che avrebbero definito le elezioni sono stati "tremendamente utili" per capire cosa stava succedendo mentre i voti arrivavano, secondo un membro dell'unità politica di una grande rete che ha parlato con Podhorzer prima del giorno delle elezioni. La maggior parte degli analisti aveva riconosciuto che ci sarebbe stato un "cambiamento blu" nei campi di battaglia chiave - l'ondata di voti verso i Democratici, guidata dai conteggi delle schede per posta - ma non avevano compreso quanto meglio avrebbe fatto Trump il giorno delle elezioni . "Essere in grado di documentare quanto grande sarebbe stata l'ondata di assenti e la varianza per stato era essenziale", dice l'analista.

POTERE DELLE PERSONE
La rivolta per la giustizia razziale scatenata dall'omicidio di George Floyd a maggio non era principalmente un movimento politico. Gli organizzatori che hanno contribuito a guidarlo hanno voluto sfruttare il suo slancio per le elezioni senza permettere che fosse cooptato dai politici. Molti di questi organizzatori facevano parte della rete di Podhorzer, dagli attivisti negli stati del campo di battaglia che hanno collaborato con la Democracy Defense Coalition alle organizzazioni con ruoli di primo piano nel Movimento per le vite nere.

Il modo migliore per garantire che le voci delle persone fossero ascoltate, decisero, era proteggere la loro capacità di voto. "Abbiamo iniziato a pensare a un programma che integrasse la tradizionale area di protezione elettorale, ma non ci siamo nemmeno basati sul chiamare la polizia", ​​dice Nelini Stamp, direttore organizzativo nazionale del Working Families Party. Hanno creato una forza di "difensori delle elezioni" che, a differenza dei tradizionali osservatori dei sondaggi, sono stati addestrati alle tecniche di riduzione dell'escalation. Durante le votazioni anticipate e il giorno delle elezioni, hanno circondato le file di elettori nelle aree urbane con uno sforzo di "gioia alle urne" che ha trasformato l'atto di votare in una festa di strada. Gli organizzatori neri hanno anche reclutato migliaia di lavoratori del sondaggio per garantire che i seggi restassero aperti nelle loro comunità.

La rivolta estiva aveva dimostrato che il potere delle persone poteva avere un impatto enorme. Gli attivisti hanno iniziato a prepararsi a riprendere le manifestazioni se Trump avesse tentato di rubare le elezioni. "Gli americani pianificano proteste diffuse se Trump interferisce con le elezioni", ha riferito Reuters a ottobre, una delle tante storie del genere. Più di 150 gruppi liberali, dalla Marcia delle Donne al Sierra Club a Color of Change, da Democrats.com ai Democratic Socialists of America, si sono uniti alla coalizione "Protect the Results". Il sito web del gruppo, ora defunto, aveva una mappa che elencava 400 manifestazioni postelettorali programmate, da attivare tramite messaggio di testo non appena il 4 novembre. Per fermare il colpo di stato che temevano, la sinistra era pronta ad inondare le strade.

BEDFELLOWS STRANI
Circa una settimana prima del giorno delle elezioni, Podhorzer ha ricevuto un messaggio inaspettato: la Camera di Commercio degli Stati Uniti voleva parlare.

L'AFL-CIO e la Camera hanno una lunga storia di antagonismo. Sebbene nessuna delle due organizzazioni sia esplicitamente di parte, l'influente lobby degli affari ha investito centinaia di milioni di dollari nelle campagne repubblicane, proprio come i sindacati della nazione convogliano centinaia di milioni verso i Democratici. Da una parte c'è il lavoro, dall'altra il management, bloccato in un'eterna lotta per il potere e le risorse.

Ma dietro le quinte, la comunità imprenditoriale era impegnata nelle sue ansiose discussioni su come si sarebbero svolte le elezioni e le sue conseguenze. Le proteste per la giustizia razziale dell'estate avevano inviato un segnale anche agli imprenditori: il potenziale di disordine civile che sconvolge l'economia. "Con le tensioni alle stelle, c'era molta preoccupazione per i disordini intorno alle elezioni, o un fallimento nel nostro modo normale di gestire le elezioni controverse", afferma Neil Bradley, vice presidente esecutivo e chief policy officer della Camera. Queste preoccupazioni avevano portato la Camera a rilasciare una dichiarazione pre-elettorale con il Business Roundtable, un gruppo di amministratori delegati con sede a Washington, nonché associazioni di produttori, grossisti e dettaglianti, chiedendo pazienza e fiducia durante il conteggio dei voti.

Ma Bradley voleva inviare un messaggio più ampio e bipartisan. Ha contattato Podhorzer, tramite un intermediario che entrambi gli uomini hanno rifiutato di nominare. Concordando sul fatto che la loro improbabile alleanza sarebbe stata potente, hanno iniziato a discutere una dichiarazione comune in cui si impegnava l'impegno condiviso delle loro organizzazioni per un'elezione eque e pacifica. Hanno scelto attentamente le loro parole e hanno programmato il rilascio della dichiarazione per ottenere il massimo impatto. Mentre veniva finalizzato, i leader cristiani hanno segnalato il loro interesse ad aderire, ampliando ulteriormente la sua portata.

La dichiarazione è stata rilasciata il giorno delle elezioni, sotto i nomi del CEO della Camera Thomas Donohue, del presidente dell'AFL-CIO Richard Trumka e dei capi della National Association of Evangelicals e della National African American Clergy Network. "È fondamentale che i funzionari elettorali abbiano lo spazio e il tempo per contare ogni voto in conformità con le leggi applicabili", ha affermato. "Chiediamo ai media, ai candidati e al popolo americano di esercitare pazienza con il processo e fiducia nel nostro sistema, anche se richiede più tempo del solito". I gruppi hanno aggiunto: "Anche se potremmo non essere sempre d'accordo sui risultati desiderati su e giù per la votazione, siamo uniti nel nostro appello affinché il processo democratico americano proceda senza violenza, intimidazione o qualsiasi altra tattica che ci renda più deboli come nazione".

MOSTRARSI, IN PIEDI
La notte delle elezioni è iniziata con la disperazione di molti democratici. Trump era in anticipo sui sondaggi pre-elettorali, vincendo facilmente Florida, Ohio e Texas e mantenendo Michigan, Wisconsin e Pennsylvania troppo vicini per chiamare. Ma Podhorzer era imperturbabile quando gli ho parlato quella sera: i ritorni erano esattamente in linea con il suo modello. Aveva avvertito per settimane che l'affluenza alle urne di Trump era in aumento. Man mano che i numeri gocciolavano, poteva dire che finché tutti i voti fossero stati contati, Trump avrebbe perso.

L'alleanza liberale si è riunita per una chiamata Zoom delle 23:00. Centinaia si sono uniti; molti stavano andando fuori di testa. "Era davvero importante per me e il team in quel momento aiutare le persone a radicare ciò che sapevamo già essere vero", afferma Angela Peoples, direttrice della Democracy Defense Coalition. Podhorzer ha presentato i dati per mostrare al gruppo che la vittoria era in mano.

Mentre parlava, Fox News ha sorpreso tutti chiamando l'Arizona per Biden. La campagna di sensibilizzazione del pubblico aveva funzionato: i conduttori televisivi si facevano in quattro per consigliare cautela e inquadrare accuratamente il conteggio dei voti. La domanda quindi è diventata cosa fare dopo.

La conversazione che ne è seguita è stata difficile, guidata dagli attivisti incaricati della strategia di protesta. "Volevamo essere consapevoli di quando era il momento giusto per chiamare a spostare masse di persone in strada", dice Peoples. Per quanto desiderosi di dare prova di forza, la mobilitazione immediata potrebbe ritorcersi contro e mettere a rischio le persone. Le proteste che si sono trasformate in scontri violenti avrebbero fornito a Trump un pretesto per inviare agenti o truppe federali come aveva fatto durante l'estate. E invece di elevare le lamentele di Trump continuando a combatterlo, l'alleanza ha voluto inviare il messaggio che il popolo aveva parlato.

Quindi la parola si sparse: fermati. Protect the Results ha annunciato che "oggi non attiverà l'intera rete di mobilitazione nazionale, ma resta pronta ad attivarsi se necessario". Su Twitter, i progressisti indignati si chiedevano cosa stesse succedendo. Perché nessuno stava cercando di fermare il colpo di stato di Trump? Dov'erano tutte le proteste?

Podhorzer attribuisce agli attivisti il ​​merito della loro moderazione. “Avevano passato così tanto tempo a prepararsi per scendere in strada mercoledì. Ma l'hanno fatto ", dice. “Da mercoledì a venerdì, non c'è stato un singolo incidente tra Antifa e Proud Boys come tutti si aspettavano. E quando ciò non si è concretizzato, non credo che la campagna di Trump avesse un piano di riserva ".

Gli attivisti hanno riorientato le proteste di Protect the Results verso un fine settimana di festa. "Contrasta la loro disinformazione con la nostra fiducia e preparati a festeggiare", si legge nella guida ai messaggi che Shenker-Osorio ha presentato all'alleanza liberale venerdì 6 novembre. "Dichiara e rafforza la nostra vittoria. Vibe: fiducioso, lungimirante, unificato, NON passivo, ansioso. " Gli elettori, non i candidati, sarebbero i protagonisti della storia.

Il giorno di celebrazione programmato è coinciso con le elezioni indette il 7 novembre. Attivisti che ballano per le strade di Filadelfia hanno fatto saltare Beyoncé durante un tentativo di conferenza stampa per la campagna di Trump; La prossima conferenza dei Trumpers era programmata per il Four Seasons Total Landscaping fuori dal centro città, che gli attivisti ritengono non sia stata una coincidenza. "La gente di Filadelfia possedeva le strade di Filadelfia", canta Mitchell del Working Families Party. "Li abbiamo resi ridicoli mettendo a confronto la nostra gioiosa celebrazione della democrazia con il loro spettacolo di clown".

I voti erano stati contati. Trump aveva perso. Ma la battaglia non era finita.

I CINQUE PASSI VERSO LA VITTORIA
Nelle presentazioni di Podhorzer, vincere il voto è stato solo il primo passo per vincere le elezioni. Dopodiché è arrivato vincere il conteggio, vincere la certificazione, vincere il Collegio elettorale e vincere la transizione - passaggi che normalmente sono formalità ma che sapeva Trump avrebbe visto come opportunità di interruzione. In nessun luogo ciò sarebbe più evidente che nel Michigan, dove la pressione di Trump sui repubblicani locali è arrivata pericolosamente vicino al lavoro e dove le forze liberali e conservatrici a favore della democrazia si sono unite per contrastarla.

Erano circa le 22:00 della notte delle elezioni a Detroit quando una raffica di messaggi illuminò il telefono di Art Reyes III. Un autobus carico di osservatori elettorali repubblicani era arrivato al Centro TCF, dove si stavano contando i voti. Stavano affollando i tavoli per il conteggio dei voti, rifiutandosi di indossare maschere, disturbando i lavoratori per lo più neri. Reyes, un nativo di Flint che guida We the People Michigan, se lo aspettava. Per mesi, i gruppi conservatori hanno seminato sospetti sulla frode elettorale urbana. “Il linguaggio era: 'Ruberanno le elezioni; ci saranno frodi a Detroit, "molto prima che si esprimesse il voto", dice Reyes.

Trump supporters seek to disrupt the vote count at Detroit’s TCF Center on Nov. 4
I sostenitori di Trump cercano di interrompere il conteggio dei voti al TCF Center di Detroit il 4 novembre Elaine Cromie - Getty Images
Si è fatto strada verso l'arena e ha inviato messaggi alla sua rete. In 45 minuti erano arrivate dozzine di rinforzi. Quando sono entrati nell'arena per fornire un contrappeso agli osservatori del GOP all'interno, Reyes ha preso i loro numeri di cellulare e li ha aggiunti a un'enorme catena di testo. Attiviste per la giustizia razziale di Detroit Will Breathe hanno lavorato a fianco delle donne suburbane di Fems for Dems e funzionari eletti locali. Reyes se ne andò alle 3 del mattino, consegnando la catena di testo a un attivista disabile.

Mentre tracciavano le fasi del processo di certificazione elettorale, gli attivisti hanno stabilito una strategia per mettere in primo piano il diritto delle persone di decidere, chiedendo che le loro voci fossero ascoltate e richiamando l'attenzione sulle implicazioni razziali della privazione del diritto di voto dei Detroit neri. Hanno inondato la riunione di certificazione del 17 novembre della contea di Wayne con testimonianze sul messaggio; nonostante un tweet di Trump, i membri del consiglio repubblicano hanno certificato i voti di Detroit.

Le commissioni elettorali erano un punto di pressione; un altro erano le legislature controllate dal GOP, che Trump riteneva potessero dichiarare nulle le elezioni e nominare i propri elettori. E così il presidente ha invitato i leader del GOP della legislatura del Michigan, il presidente della Camera Lee Chatfield e il leader della maggioranza del Senato Mike Shirkey, a Washington il 20 novembre.

È stato un momento pericoloso. Se Chatfield e Shirkey accettassero di eseguire gli ordini di Trump, i repubblicani di altri stati potrebbero essere vittime di bullismo in modo simile. "Ero preoccupato che le cose sarebbero diventate strane", dice Jeff Timmer, un ex presidente del GOP del Michigan diventato attivista anti-Trump. Norm Eisen lo descrive come "il momento più spaventoso" dell'intera elezione.

I difensori della democrazia hanno lanciato una stampa a tutto campo. I contatti locali di Protect Democracy hanno ricercato le motivazioni personali e politiche dei legislatori. Il primo numero ha pubblicato annunci televisivi a Lansing. Bradley della Camera ha tenuto sotto stretto controllo il processo. Wamp, l'ex membro del Congresso repubblicano, ha chiamato il suo ex collega Mike Rogers, che ha scritto un editoriale per i giornali di Detroit esortando i funzionari a onorare la volontà degli elettori. Tre ex governatori del Michigan, i repubblicani John Engler e Rick Snyder e la democratica Jennifer Granholm, hanno chiesto congiuntamente che i voti elettorali del Michigan siano liberati dalle pressioni della Casa Bianca. Engler, un ex capo della Business Roundtable, ha telefonato a donatori influenti e colleghi anziani statisti del GOP che potevano fare pressioni private sui legislatori.

Le forze pro-democrazia si sono scontrate con un GOP del Michigan trumpificato controllato dagli alleati di Ronna McDaniel, presidente del Comitato Nazionale Repubblicano, e Betsy DeVos, l'ex Segretario dell'Istruzione e membro di una famiglia miliardaria di donatori del GOP. In una chiamata con la sua squadra il 18 novembre, Bassin ha sfogato che la pressione della sua squadra non era all'altezza di ciò che Trump poteva offrire. "Ovviamente cercherà di offrire loro qualcosa", ricorda di aver pensato Bassin. "Capo della Space Force! Ambasciatore ovunque! Non possiamo competere con quello offrendo carote. Abbiamo bisogno di un bastone. "

Se Trump dovesse offrire qualcosa in cambio di un favore personale, ciò costituirebbe probabilmente una corruzione, ragionò Bassin. Telefonò a Richard Primus, un professore di diritto presso l'Università del Michigan, per vedere se Primus era d'accordo e avrebbe fatto l'argomento pubblicamente. Primus ha detto che pensava che l'incontro in sé fosse inappropriato e si è messo a lavorare su un editoriale per Politico avvertendo che il procuratore generale dello stato - un democratico - non avrebbe avuto altra scelta che indagare. Quando il pezzo è stato pubblicato il 19 novembre, il direttore delle comunicazioni del procuratore generale lo ha twittato. Protect Democracy ha presto saputo che i legislatori avevano in programma di portare gli avvocati all'incontro con Trump il giorno successivo.

Gli attivisti di Reyes hanno analizzato gli orari dei voli e si sono riversati negli aeroporti su entrambe le estremità del viaggio di Shirkey a Washington, per sottolineare che i legislatori erano sotto controllo. Dopo l'incontro, la coppia ha annunciato di aver fatto pressioni sul presidente per fornire sollievo COVID ai loro elettori e lo hanno informato che non vedevano alcun ruolo nel processo elettorale. Poi sono andati a bere qualcosa all'hotel Trump in Pennsylvania Avenue. Un artista di strada ha proiettato le sue immagini all'esterno dell'edificio insieme alle parole THE WORLD IS WATCHING.

Ciò ha lasciato un ultimo passo: la commissione statale, composta da due democratici e due repubblicani. Un repubblicano, un Trumper impiegato dall'organizzazione senza scopo di lucro della famiglia DeVos, non avrebbe dovuto votare per la certificazione. L'altro repubblicano nel consiglio era un avvocato poco conosciuto di nome Aaron Van Langevelde. Non ha inviato segnali su ciò che aveva intenzione di fare, lasciando tutti con il filo del rasoio.

Quando l'incontro è iniziato, gli attivisti di Reyes hanno inondato il live streaming e hanno riempito Twitter con il loro hashtag, #alleyesonmi. Un tabellone abituato a presenze a una cifra si è improvvisamente rivolto a migliaia di spettatori. In ore di testimonianza, gli attivisti hanno sottolineato il loro messaggio di rispetto dei desideri degli elettori e di affermazione della democrazia, piuttosto che rimproverare i funzionari. Van Langevelde ha subito segnalato che avrebbe seguito il precedente. Il voto è stato 3-0 per certificare; l'altro repubblicano si è astenuto.

Dopo di che, il domino è caduto. La Pennsylvania, il Wisconsin e il resto degli stati hanno certificato i propri elettori. I funzionari repubblicani in Arizona e Georgia hanno resistito al bullismo di Trump. E il collegio elettorale ha votato nei tempi previsti il ​​14 dicembre.

COME SIAMO VICINI
C'era un'ultima pietra miliare nella mente di Podhorzer: il 6 gennaio. Il giorno in cui il Congresso si sarebbe riunito per calcolare il conteggio elettorale, Trump convocò i suoi sostenitori a Washington DC per una manifestazione.

Con loro grande sorpresa, le migliaia di persone che hanno risposto alla sua chiamata non sono state accolte praticamente da nessuna contro-dimostrazione. Per preservare la sicurezza e garantire che non potessero essere incolpati per alcun caos, l'attivista di sinistra ha "scoraggiato strenuamente l'attività di controcorrente", mi ha scritto Podhorzer la mattina del 6 gennaio, con un'emoji a dita incrociate.

Trump si è rivolto alla folla quel pomeriggio, spacciando la menzogna che i legislatori o il vicepresidente Mike Pence potrebbero rifiutare i voti elettorali degli stati. Ha detto loro di andare in Campidoglio e "combattere come un inferno". Poi è tornato alla Casa Bianca mentre saccheggiavano l'edificio. Mentre i legislatori sono fuggiti per salvarsi la vita ei suoi sostenitori sono stati uccisi e calpestati, Trump ha elogiato i rivoltosi come "molto speciali".

Fu il suo ultimo attacco alla democrazia e, ancora una volta, fallì. Rinunciando, gli attivisti per la democrazia hanno sconfitto i loro nemici. "Abbiamo vinto con la pelle dei nostri denti, onestamente, e questo è un punto importante per la gente con cui sedersi", afferma Peoples della Democracy Defense Coalition. “C'è un impulso da parte di alcuni a dire che gli elettori hanno deciso e la democrazia ha vinto. Ma è un errore pensare che questo ciclo elettorale sia stato una dimostrazione di forza per la democrazia. Mostra quanto sia vulnerabile la democrazia ".

I membri dell'alleanza per proteggere le elezioni si sono separati. La Democracy Defense Coalition è stata sciolta, anche se il tavolo Fight Back continua a vivere. Protect Democracy e i sostenitori del buon governo hanno rivolto la loro attenzione a pressanti riforme al Congresso. Gli attivisti di sinistra stanno facendo pressioni sui democratici appena autorizzati a ricordare gli elettori che li hanno messi lì, mentre i gruppi per i diritti civili sono in guardia contro ulteriori attacchi al voto. I leader aziendali hanno denunciato l'attacco del 6 gennaio e alcuni dicono che non doneranno più ai legislatori che si sono rifiutati di certificare la vittoria di Biden. Podhorzer ei suoi alleati stanno ancora tenendo le loro sessioni di strategia Zoom, valutando le opinioni degli elettori e sviluppando nuovi messaggi. E Trump è in Florida, di fronte al suo secondo impeachment,

Mentre riportavo questo articolo a novembre e dicembre, ho sentito diverse affermazioni su chi dovrebbe ottenere il merito per aver contrastato il complotto di Trump. I liberali hanno sostenuto che il ruolo del potere popolare dal basso non dovrebbe essere trascurato, in particolare i contributi delle persone di colore e degli attivisti locali. Altri hanno sottolineato l'eroismo di funzionari del GOP come Van Langevelde e il segretario di stato della Georgia Brad Raffensperger, che ha resistito a Trump a un costo considerevole. La verità è che nessuno dei due probabilmente avrebbe potuto avere successo senza l'altro. "È sbalorditivo quanto ci siamo avvicinati, quanto sia fragile tutto questo", afferma Timmer, ex presidente del GOP del Michigan. «È come quando Wile E. Coyote scappa dalla scogliera: se non guardi in basso, non cadi. La nostra democrazia sopravvive solo se tutti crediamo e non guardiamo in basso ".

Alla fine ha vinto la democrazia. La volontà del popolo ha prevalso. Ma è assurdo, in retrospettiva, che questo sia ciò che è servito per organizzare un'elezione negli Stati Uniti d'America.

- Con la segnalazione di LESLIE DICKSTEIN, MARIAH ESPADA e SIMMONE SHAH

Correzione aggiunta, 4 febbraio: la versione originale di questa storia riportava in modo errato il nome dell'organizzazione di Norm Eisen. È il Voter Protection Program, non il Voter Protection Project.

Questo appare nel numero del 15 febbraio 2021 di TIME.

https://time.com/5936036/secret-2020-election-campaign/



Ecco perché i partecipanti vogliono che la storia segreta delle elezioni del 2020 sia raccontata, anche se suona come un sogno di febbre paranoica: una cabala ben finanziata di persone potenti, che spaziano tra industrie e ideologie, che lavorano insieme dietro le quinte per influenzare le percezioni, cambiare le regole e leggi, dirigere la copertura dei media e controllare il flusso di informazioni. Non stavano truccando le elezioni; lo stavano fortificando. E credono che il pubblico abbia bisogno di capire la fragilità del sistema per garantire che la democrazia in America duri.

LO STANNO DICENDO APERTAMENTE. «TI HO STUPRATO PER IL TUO BENE». PUNTO. E' TUTTO QUI. CHI CREDE IN QUESTO VUOL DIRE CHE "AMA IL GRANDE FRATELLO" (1984) E ALLORA HA RAGIONE CHI VUOLE SPOPOLARE IL MONDO PERCHE' PIENO DI COJONI.

ANCORA: Il loro lavoro ha toccato ogni aspetto delle elezioni. Hanno convinto gli stati a cambiare i sistemi di voto e le leggi e hanno contribuito a garantire centinaia di milioni di finanziamenti pubblici e privati. Hanno respinto le cause per la soppressione degli elettori, reclutato eserciti di lavoratori del sondaggio e hanno convinto milioni di persone a votare per posta per la prima volta. Hanno spinto con successo le società di social media a prendere una linea più dura contro la disinformazione e hanno utilizzato strategie basate sui dati per combattere le diffamazioni virali. Hanno eseguito campagne nazionali di sensibilizzazione del pubblico che hanno aiutato gli americani a capire come si sarebbe svolto il conteggio dei voti per giorni o settimane, impedendo alle teorie del complotto di Trump e alle false affermazioni di vittoria di ottenere più trazione. Dopo il giorno delle elezioni, hanno monitorato ogni punto di pressione per garantire che Trump non potesse ribaltare il risultato.

SEMPRE PIU' CHIARAMENTE:
La rivolta estiva aveva dimostrato che il potere delle persone poteva avere un impatto enorme. Gli attivisti hanno iniziato a prepararsi a riprendere le manifestazioni se Trump avesse tentato di rubare le elezioni. "Gli americani pianificano proteste diffuse se Trump interferisce con le elezioni", ha riferito Reuters a ottobre, una delle tante storie del genere. Più di 150 gruppi liberali, dalla Marcia delle Donne al Sierra Club a Color of Change, da Democrats.com ai Democratic Socialists of America, si sono uniti alla coalizione "Protect the Results". Il sito web del gruppo, ora defunto, aveva una mappa che elencava 400 manifestazioni postelettorali programmate, da attivare tramite messaggio di testo non appena il 4 novembre. Per fermare il colpo di stato che temevano, la sinistra era pronta ad inondare le strade.

IL RIBALTAMENTO DELLA REALTA'
Trump si è rivolto alla folla quel pomeriggio, spacciando la menzogna che i legislatori o il vicepresidente Mike Pence potrebbero rifiutare i voti elettorali degli stati. Ha detto loro di andare in Campidoglio e "combattere come un inferno". Poi è tornato alla Casa Bianca mentre saccheggiavano l'edificio. Mentre i legislatori sono fuggiti per salvarsi la vita ei suoi sostenitori sono stati uccisi e calpestati, Trump ha elogiato i rivoltosi come "molto speciali".

LA CONFESSIONE IN UN PERIODO, IN TRE FRASI: A DUE FALSITA' SI AGGIUNGE L'UNICA VERITA'.
Alla fine ha vinto la democrazia. La volontà del popolo ha prevalso. Ma è assurdo, in retrospettiva, che questo sia ciò che è servito per organizzare un'elezione negli Stati Uniti d'America.
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Delingpole: le elezioni presidenziali non sono state "truccate"; Era "fortificato", afferma Time Magazine

Messaggioda sandropascucci » 6 feb 2021, 21:34

Delingpole: le elezioni presidenziali non sono state "truccate"; Era "fortificato", afferma Time Magazine

JAMES DELINGPOLE5 febbraio 2021 3:00

Time ha pubblicato un articolo esplicativo che offre una visione affascinante di come sono state vinte le elezioni presidenziali. Si intitola "La storia segreta della campagna ombra che ha salvato le elezioni del 2020".

La parte affascinante è ciò che ci dice sulla sfacciataggine della sinistra in generale e del corrotto e mendace MSM in particolare: ora stanno accennando fortemente che hanno imbrogliato ma vogliono che tu sappia che va tutto bene perché non lo stavano facendo distruggere la democrazia ma preservarla e rafforzarla.

Ecco il paragrafo chiave:

Ecco perché i partecipanti vogliono che la storia segreta delle elezioni del 2020 sia raccontata, anche se suona come un sogno di febbre paranoica: una cabala ben finanziata di persone potenti, che spaziano tra industrie e ideologie, che lavorano insieme dietro le quinte per influenzare le percezioni, cambiare le regole e leggi, dirigere la copertura dei media e controllare il flusso di informazioni. Non stavano truccando le elezioni; lo stavano fortificando. E credono che il pubblico abbia bisogno di capire la fragilità del sistema per garantire che la democrazia in America duri.


Vedi cosa hanno appena fatto lì?

I Democratici (ei loro simpatizzanti) non hanno truccato le elezioni. L'hanno rafforzato assicurandosi che vinse la persona giusta piuttosto che quella sbagliata, indipendentemente da ciò che quei fastidiosi elettori avrebbero potuto volere erroneamente.

Potrebbe avere qualcosa a che fare, ti chiedi, con l'imminente processo di impeachment del presidente Trump?

Il mio sospetto che il pezzo del Time sia sia un attacco preventivo che un esercizio di limitazione del danno. Anticipa la possibilità che Trump fornirà prove a sostegno della sua affermazione che le elezioni sono state "rubate".

Questa prova sarà molto più difficile da spazzolare sotto il tappeto al Senato.

Mi viene in mente un vecchio articolo del Times (di Londra), che descriveva il processo mediante il quale i progetti politici vengono portati avanti di nascosto.

All'inizio si nega l'esistenza di un nuovo piano radicale; si ammette poi che esiste ma i ministri giurano ciecamente che non è nemmeno nell'agenda politica; si nota poi che potrebbe essere all'ordine del giorno ma non è una proposta seria; successivamente si ammette che si tratta di una proposta seria ma che non sarà mai attuata; dopodiché si riconosce che sarà implementato ma in una forma così diluita da non fare alcuna differenza per la vita della gente comune; a un certo punto si è finalmente riconosciuto che ha fatto una tale differenza, ma si è sempre saputo che lo sarebbe stato e agli elettori è stato detto fin dall'inizio.


Questo è dove siamo diretti ora con le elezioni "rubate". Gli editorialisti che ci hanno assicurato allegramente che l'elezione era a posto possono ora iniziare a perfezionare la loro posizione.

"OK, quindi forse è stato truccato", inizieranno a concedere. «Ma non è sempre così con le elezioni? E comunque ora è un affare fatto. "

Scusa, colpa mia: l'uso della parola "truccato" è stato un completo lapsus.

Quello che volevo dire è che le elezioni presidenziali sono state "fortificate". E cosa c'è che non va in questo, eh?

https://www.breitbart.com/politics/2021 ... -magazine/

altro approfondimento:
https://www.breitbart.com/politics/2021 ... -election/
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Dems riproduce Trump al processo di impeach. ma taglia la parte «far sentire la tua voce pacificamente e patriotticament

Messaggioda sandropascucci » 10 feb 2021, 0:20

ALLA MERDA DEI DEMONIACI NON C'E' LIMITE. MANIPOLATO IL VIDEO MOSTRATO AL SENATO MARTEDI' 09 FEBBRAIO E TAGLIATA LA PARTE IN CUI TRUMP ESORTA TUTTI ALLA PACE E AL PATRIOTTISMO.
=========
Dems riproduce le osservazioni di Trump al processo di impeachment, ma lascia fuori la chiamata a «far sentire la tua voce pacificamente e patriotticamente»

Senato degli Stati Uniti
KRISTINA WONG 9 febbraio 2021

I Democratici hanno riprodotto un video ingannevolmente modificato del discorso dell'ex presidente Donald Trump il 6 gennaio 2020, all'inizio del processo di impeachment martedì, tralasciando il suo appello ai sostenitori di "far sentire pacificamente e patriotticamente le vostre voci".

Il video mostra Trump che dice: "Stiamo andando a scendere e io sarò lì con te. Andremo a piedi ... al Campidoglio. "

Il video poi si interrompe ai sostenitori che urlano: "Prendiamo il Campidoglio!" e "Andiamo in Campidoglio!" Quindi tocca le persone che cercano di superare le barriere di recinzione, e poi a una parte precedente del discorso di Trump in cui esorta i sostenitori a "combattere come l'inferno".

Il video dice poi: "Il presidente Trump termina il suo discorso e invita la sua folla a spostarsi verso il Campidoglio".

Poi mostra Trump che dice:

Quindi cammineremo lungo Pennsylvania Avenue, io amo Pennsylvania Avenue, e andremo al Campidoglio, e proveremo a dare ... ai nostri repubblicani, i deboli perché i forti non hanno bisogno di nessuno dei nostri aiuto, proviamo, proveremo a dare loro il tipo di orgoglio e audacia di cui hanno bisogno per riprendersi il nostro paese. Quindi camminiamo lungo Pennsylvania Avenue.

Poi va ai manifestanti che si scontrano violentemente con la polizia, ai manifestanti che fanno breccia nel Campidoglio e ad alcuni canti "Combatti per Trump!"

Il video è stato modificato per far sembrare che Trump avesse esortato i sostenitori ad andare e violare violentemente il Campidoglio.

Tuttavia, da nessuna parte nelle sue osservazioni Trump ha incoraggiato la violenza e ha persino invitato i sostenitori a far sentire la loro voce "pacificamente".

Egli ha detto:

Ora spetta al Congresso affrontare questo grave assalto alla nostra democrazia. E dopo questo, scendiamo e io sarò lì con te. Scendiamo, scendiamo. Chiunque tu voglia, ma penso che proprio qui, andremo a piedi fino al Campidoglio - e faremo il tifo per i nostri coraggiosi senatori e membri del Congresso e probabilmente non faremo il tifo così tanto per alcuni di loro. Perché non riprenderai mai il nostro paese con debolezza. Devi mostrare forza e devi essere forte. Siamo giunti a chiedere al Congresso di fare la cosa giusta e di contare solo gli elettori che sono stati legittimamente iscritti. Legalmente previsto.

So che presto tutti qui marceranno verso il Campidoglio per far sentire pacificamente e patriotticamente le vostre voci. Oggi vedremo se i repubblicani sono forti per l'integrità delle nostre elezioni. Ma che siano o meno forti per il nostro paese, il nostro paese. Il nostro paese è sotto assedio da molto tempo. Molto più lungo di questo periodo di quattro anni.


Quindi faremo - cammineremo lungo Pennsylvania Avenue, io amo Pennsylvania Avenue, e andremo al Campidoglio, e proveremo a dare - i Democratici sono senza speranza, non votano mai per niente, no anche un voto, ma proveremo a dare ai nostri repubblicani, i deboli perché i forti non hanno bisogno del nostro aiuto, ci proveremo, proveremo a dare loro il tipo di orgoglio e audacia di cui hanno bisogno per riprenderci il nostro paese. Quindi camminiamo lungo Pennsylvania Avenue.

Voglio ringraziarvi tutti. Dio benedica te e Dio benedica l'America. Grazie a tutti per essere qui. Questo è incredibile.

https://www.breitbart.com/politics/2021 ... ces-heard/
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Impeachment senza prove: Trump sotto processo per emozioni negative. Benvenuti nella “giustizia emozionale”

Messaggioda sandropascucci » 11 feb 2021, 9:15

Impeachment senza prove: Trump sotto processo per emozioni negative. Benvenuti nella “giustizia emozionale”

Avatar di Stefano Magni, in Esteri, Quotidiano, del 11 Feb 2021, 05:00

L’impeachment a Donald Trump batte due record in uno. È il primo processo del genere a un presidente che non è più in carica. Ed è il più veloce in assoluto. Sul primo punto, il Senato è stato chiamato a votare martedì 9 febbraio ed ha stabilito, a maggioranza semplice (tutti i Democratici e 6 Repubblicani) che il processo a un ex presidente, benché senza precedenti, è costituzionale. Sul secondo punto, invece, resta il mistero. Come hanno fatto, i Democratici, ad acquisire tutte le prove necessarie in meno di un mese? Perché considerando che Trump è sospettato di istigazione alla rivolta del 6 gennaio, che si è conclusa con l’assalto dei suoi supporters al Campidoglio, un accusatore deve trovare, come minimo, le prove che dimostrino la responsabilità del presidente nella pianificazione e conduzione dell’azione.

Per chiunque ricordi i precedenti processi di impeachment, a Nixon nel 1974 e poi allo stesso Trump nel 2019, l’indagine, la raccolta di prove inoppugnabili, la convocazione e l’audizione dei testimoni, sono percorsi lunghi. Nel caso del processo a Trump nel 2019, già i tempi si erano accorciati enormemente perché la raccolta di prove non c’era stata, ma solo l’audizione di testimoni delle sue telefonate al presidente dell’Ucraina, oggetto dell’impeachment. L’accusa era abuso di potere, per aver fatto pressioni sul presidente Zelensky, al fine di spingerlo ad indagare su Hunter Biden, figlio dell’attuale inquilino della Casa Bianca. L’impeachment si era fermato in Senato, non solo perché la maggioranza era repubblicana, ma anche per la fragilità dell’impianto dell’accusa. La seconda volta che Trump finisce sotto impeachment ci sono ancora meno testimonianze e nessuna prova. Però si gioca sulle emozioni. Questa è la vera novità: considerare l’emozione, negativa in questo caso, come corpo del reato.

Nella principale arringa dell’accusa, il deputato democratico Jamie Raskin narra una storia ricca di ricordi e dettagli personali, come il figlio morto il giorno prima dell’assalto al Campidoglio, la figlia presente con lui e costretta a ripararsi al momento dell’assalto, i colleghi che inviano messaggi di addio ai parenti perché temevano di morire, il rumore dei pugni dei rivoltosi sulla porta “come un rullo di tamburo, non lo dimenticherò mai”. La sua arringa si interrompe per la commozione, aumentando il pathos. Il resto è retorica: citazioni di Lincoln e richiami all’unità e appelli contro la violenza della piazza. Ma c’è una prova contro il presidente? Il discorso di Raskin fa il paio con la testimonianza della deputata Alexandria Ocasio Cortez, che su Instagram, rivolgendosi ad un enorme seguito online, ha narrato la sua cronaca dell’assalto al Campidoglio, definendosi una “sopravvissuta” traumatizzata. Il dibattito, dopo questa testimonianza, si è concentrato sulle circostanze: Ocasio Cortez non era al Campidoglio, dunque la sua è un’esperienza indiretta. Ma il punto è, ancora: è una prova contro il presidente?

Nei video mostrati dai Democratici si vedono cose già note, solo montate in modo relativamente inedito. Le cose già note: il discorso di Trump, che arringa la folla e le scene dell’assalto al Campidoglio. Montate in modo (relativamente) inedito: il video alterna le parole di Trump con le scene di assalto, per dimostrare come gli slogan urlati dai manifestanti fossero ispirati dalle stesse parole di Trump. E come Trump, nei suoi tweet dopo l’assalto, non fosse genuinamente “pentito”. Ma è una prova, questa? Trump ha ordinato ai suoi di attaccare il Campidoglio? No. Non c’è alcun ordine di assalto, né viene dimostrata alcuna pianificazione. Trump ha esplicitamente condannato l’assalto al Campidoglio. Il giorno stesso aveva invitato i suoi supporters a tornare a casa e rispettare legge e ordine. Li aveva anche invitati a marciare verso il Campidoglio, vero. Ma tantissime manifestazioni, di sinistra soprattutto, si sono concluse con una marcia sotto al Campidoglio, fermandosi di fronte alla sede del potere legislativo. Eppure si processa la sua “intenzione” inespressa. Anzi, l’emozione, la vibrazione negativa, che è stata provocata dalle sue parole, dal suo tono di voce, dal suo atteggiamento, dalla sua ostinazione a non accettare l’esito di un’elezione che ritiene truccata.

E come sorprendersi? La vittoria di Trump è stata salutata da manifestanti democratici traumatizzati dall’esito elettorale, curati in sessioni di terapia dell’urlo primordiale (primal scream), studenti che hanno avuto il permesso di saltare gli esami sempre perché traumatizzati dall’esito elettorale e corsi universitari annullati per lo stesso motivo: permettere agli studenti e a i professori di riprendersi dallo shock. L’ex presidente repubblicano parrebbe l’incarnazione di una fobia della sinistra, quindi si giudica sulle emozioni (fino all’infarto) che provocano i suoi discorsi o la sua stessa esistenza.

La questione non riguarda solo Trump. Tutta la campagna di denunce di aggressioni sessuali, MeeToo, si basava su pochissime prove e moltissime emozioni soggettive. La stessa Alexandria Ocasio Cortez ha denunciato di aver subito molestie sessuali, ma senza mostrare prove e senza neppure l’intenzione di portare il suo aggressore di fronte a un giudice. È un atteggiamento: si stigmatizza la situazione e la categoria generica degli aggressori (il maschio) anche se non è dimostrabile uno stupro (per cui servirebbe anche una prova medica). Tante carriere distrutte dalla campagna MeeToo erano di persone perfettamente innocenti. Uno sguardo di troppo, una parola di troppo e tuttora si rischia una denuncia per molestie.

E la giustizia emozionale, fatta di sentimenti soggettivi, da anni si sta estendendo a tutti i campi delle interazioni sociali. Basti vedere i nomi dei nuovi reati, che paiono concepiti da psicologi più che da giuristi: l’omofobia (paura dell’omosessuale), estesa a omotransfobia (paura dell’omosessuale e del trans), l’islamofobia (paura dell’Islam e dei musulmani), sono tutti psico-reati nel vero senso del termine e sono assolutamente arbitrari. Non solo non sono dimostrabili, non solo sono superflui per condannare atti di aggressione, che sono già puniti dalla legge. Ma non sono neppure dimostrabili psicologicamente. Non c’è neppure uno psichiatra di regime, come usava in Unione Sovietica, che ti diagnostica una fobia per i musulmani o per i gay, prima della condanna. E poi, da quando, in Occidente, si condanna qualcuno per una malattia mentale? In ambito giudiziario non ci si è mai posti realmente il problema. E quindi adesso si giudica, sulla base di emozioni, anche il presidente.

Ma solo in una direzione. Perché è incredibile constatare come unicamente a destra ci siano i portatori sani di odio. A sinistra ci sono le vittime. Se Black Lives Matter e Antifa devastano interi quartieri, lo fanno per amore interraziale e giustizia sociale? Secondo l’attuale pensiero, lo fanno perché oggettivamente vittime di un “razzismo sistemico”, anche se sono ricchi studenti bianchi, o avvocati armati di molotov, che parteggiano per la causa. Anche loro sono oggettivamente “vittime”. Se invece sei un veterano che spara per difendere tuo padre da un’aggressione, sei colpevole, e un linciaggio organizzato online e dal vivo ti può spingere al suicidio. Ma non sei vittima, ma portatore sano di odio. È la nuova lotta di classe contro gli “odiatori”, condotta dalle “vittime”, si bada alle categorie collettive, come in tutte le lotte di classe, non certo alla responsabilità individuale.

Quindi perché stupirsi che Trump, adesso, sia processato senza prove? Ha suscitato emozioni negative per quattro anni, la sua stessa esistenza istiga alla violenza, è un portatore sano di odio, le sue parole sono da intendersi come una dichiarazione di guerra alla democrazia e vanno rimosse dai social network, prima ancora che processate in Congresso. Tutte le violenze di questi ultimi otto mesi, che siano state commesse dalla sinistra molto più che dalla destra, sono comunque imputabili alla sua retorica “divisiva”. È questo che va sotto processo, non altro.


per link originali: http://www.atlanticoquotidiano.it/quoti ... mozionale/
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PERCHE'

Messaggioda sandropascucci » 11 feb 2021, 19:18

io non vedo fare la domanda di base: «PERCHE'?».
perché mai Trump avrebbe dovuto far assaltare il Campidoglio da 4 sfigati con bandiere ed estintori? cosa ne avrebbe ottenuto? se anche avesse urlato l'ordine "andate dentro e uccidete tutti".. cosa ne sarebbe venuto a suo vantaggio? proclamava una dittatura? aveva il comando dell'esercito, di ogni forza armata: perché mandare un cornuto urlante e 4 zozzoni dentro il simbolo del potere politico americano? come contava di uscirne? dicono, i demoniaci, che ha lanciato l'invasione, dicono che ha organizzato prima la cosa (se l'ha organizzata allora non serviva istigare nessuno, bastava dare un nulla osta.. vabbe'), dicono che la democrazia è stata violata.. ma nessuno chiede PERCHE' avrebbe agito in questo modo, con questi tempi e con questi personaggi bizzarri? PERCHE' nessuno chiede PERCHE'??
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VORREI CHE QUESTO VIDEO LO VEDESSERO 60 MILIONI DI ITALIANI

Messaggioda sandropascucci » 12 mag 2021, 11:46

VORREI CHE QUESTO VIDEO LO VEDESSERO 60 MILIONI DI ITALIANI
edmondoviselli Published January 6, 2021 138,347 Views

https://rumble.com/vchdiy-vorrei-che-qu ... liani.html
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Re: COVID: ORA BASTA

Messaggioda sandropascucci » 17 lug 2021, 11:02

Ciclo macina ossa
17.07.2021 di sandropascucci, primit.it signoraggio.com
Mi fanno un po' pena sti ragazzi. Sempre col cellulare in mano ma la testa piena di cazzate. Hanno confuso l'efficienza di una app con il suo reale impiego, inquadrato in una analisi di libertà individuale. Liberi di prenotare un posto al teatro con un click (o "tap") ma obbligati, per usufruirne, ad essere bucati. Da un ago di un vaccino o uno stelo di un tampone o un cazzo in culo di un ministro sadico bastardo. Bucati come un biglietto, che nello stesso momento riceve una validazione ma anche un atto irrimediabile di deturpazione. E quindi destinato ad essere buttato. Il loro futuro è stato vidimato,ancora prima di essere stato goduto. Potranno spostarsi, sì, unicamente alle condizioni espresse sul titolo di viaggio, ovvero con museruola e un liquido dalla chimica sconosciuta nelle vene, per sempre. Neanche il Governissimo conosce la composizione del siero sperimentale, eppure obbliga a iniettarlo a giovani di 12 anni. l'INPS, all'altro spettro della fascia di età, ringrazia per la moria di migliaia di stipendiati, ormai inutili consumatori sociali (non sono parole mie) e ricevitori di pensioni costosissime per lo Stato. Il presidente della Repubblica guarda in atteggiamento irritante per la forma ebete assunta. Poveri giovani, che saranno poi poveri vecchi, tra pochissimo. E il ciclo macina ossa si compie. Fino all'ultimo respiro.
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