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COLPO DI STATO IN ITALIA: GOVERNISSIMO DI INCAPACI ESCLUDE IL PARLAMENTO DEMOCRATICO AUTOCONFERENDOSI PIENI POTERI PER LA COSIDETTA EMERGENZA COVID-19 FINO AL 2021* http://covid.primit.it
*[vedremo solo a fine luglio se, e quanto, l'intervento del presidente Mattarella (del 21mag2020) risulterà essere stato veramente bloccante o un edulcorato rimando]
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Guido Silvestri: non fare scelte che potremmo rimpiangere amaramente, come lockdown generalizzato

Messaggioda sandropascucci » 1 nov 2020, 9:37

> Guido Silvestri: non fare scelte che potremmo rimpiangere amaramente, come lockdown generalizzato

BRENNO SUL NEW ENGLAND

E' uscito ieri sul New England Journal of Medicine, la Bibbia della ricerca clinica, il primo studio dell'anticorpo monoclonale neutralizzante LY-CoV-555 (alias Brenno :) ).

Risultato principale: se usato ai primi sintomi, riduzione del rischio di finire in ospedale del 72% (da 6.3% a 1.6%). Dai dati preliminari dell'uso insieme a Dodi (LY-CoV-016) -- non in questo articolo -- la riduzione di questo rischio sale ad oltre 85% nei soggetti a rischio (età >65 anni e BMI > 35).

Poi ci sono anche Fede e Luca, cioè i due anticorpi di Regeneron (REGN10933 e REGN10987), quelli dati a Trump, che hanno dato risultati simili, forse anche un po' migliori. Per non parlare di altri in via di sperimentazione, tra cui quelli potentissimi di GSK, previsti per marzo, e i famosi nanocorpi per spray nasale (le "truppe cammellate", per cui ci vorrà più tempo).

Insomma, la cavalleria degli anticorpi sta arrivando, e mentre aspettiamo -- con noi del settore che lavoriamo per farli arrivare in Italia al più presto -- cerchiamo tutti di stare calmi (keep calm and carry-on, come dicevano gli inglesi sotto le bombe di Hitler), e di non fare scelte che potremmo rimpiangere amaramente, come quella di un lockdown generalizzato o di richiudere le scuole.

Nervi saldi, niente panico, usiamo il cervello ed il buon senso. Mostra meno
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Bruno Vespa smonta il CTS: ci mentono da marzo, Richeldi senza pudore

Messaggioda sandropascucci » 3 nov 2020, 18:53

::
https://telegra.ph/Vespa-sui-tamponi-fake-11-03




> Oltre Tv » Bruno Vespa smonta il CTS: ci mentono da marzo, Richeldi senza pudore

Bruno Vespa smonta il CTS: ci mentono da marzo, Richeldi senza pudore
Denise Baldi 3 Novembre 2020

Richeldi bruno vespa porta a porta tamponi
Bruno Vespa a Porta a Porta torna sull’argomento tamponi sul quale è deciso a fare chiarezza: «Ci hanno detto una cosa sbagliata».

Qualche settimana fa avevamo lanciato la notizia sul sospetto che Vespa aveva esternato a Porta a Porta sui tamponi ripetuti sulle stesse persone.

In quell’occasione Bruno Vespa ha ottenuto una risposta molto elusiva da parte del sottosegretario Zampa in evidente difficoltà.

Nella puntata del 22 ottobre il giornalista è tornato all’attacco riproponendo il quesito al dottor Luca Richeldi del Comitato tecnico scientifico.

Tra gli ospiti della puntata, non a caso, era presente Maria Rita Gismondo, direttrice del laboratorio di microbiologia all’Ospedale Sacco di Milano.

Bruno Vespa ha introdotto nuovamente la questione: «Noi avevamo un vecchio sospetto non scientifico ma fondato sull’esperienza. Le persone che vanno a fare il secondo, il terzo, il quarto tampone, ricevono un modulo sempre uguale».

Il dubbio del giornalista era che questi tamponi multipli eseguiti sulle stesse persone fossero conteggiati come “nuovi casi”.

Ha quindi chiesto alla professoressa Gismondo di controllare e la risposta ha dato fondamento al dubbio che Bruno Vespa aveva sollevato.

Richeldi ammette la verità sui tamponi a Bruno Vespa
«La Gismondo ha verificato sull’esperienza del Sacco che effettivamente un 15% dei cosiddetti nuovi casi sono dei casi ripetuti».

Bruno Vespa ha così mostrato una tabella che tiene conto della percentuale: totale “contagiati” 465.736, tamponi ripetuti (-15,5%) 72.187, netto contagiati 393.539.

La professoressa Gismondo ha spiegato che il suo laboratorio ha notato che il numero dei tamponi era superiore al numero di persone che avevano effettuato il test.

«È ovvio, visto che le misure dicono di dover ripetere il tampone se positivo. Allo stesso soggetto possono corrispondere anche due o tre tamponi positivi».

Bruno Vespa si è rivolto al dottor Luca Richeldi, Pneumologo al Policlinico Gemelli di Roma e membro del Cts: «Perché queste cose al Comitato tecnico scientifico non risultano? Perché non ce le dite?»

Richeldi ha cercato di sviare banalizzando il quesito: «Intanto non mi pare che cambi il messaggio generale. La sostanza non cambia». Il giornalista ha ricevuto di nuovo una risposta evasiva e ha sbottato: «Però ditecelo».

Il dottor Richeldi ha cercato di correre ai ripari affermando che questa è un’informazione che l’Istituto Superiore di Sanità e il Ministero conoscono: «Credo che sia stata comunicata entro certi limiti».

Bruno Vespa ha perso la pazienza: «No, noi abbiamo telefonato all’ISS e ci hanno detto “nuovi casi significa nuovi casi” . Quindi ci hanno comunicato una cosa sbagliata e mi dispiace».

Denise Baldi
Perito chimico, appassionata di rimedi naturali e di tutto quello che riguarda la salute in generale.
da: https://www.oltre.tv/bruno-vespa-smonta ... -richeldi/
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Conte e Arcuri hanno mentito sugli ospedali

Messaggioda sandropascucci » 5 nov 2020, 20:07

> Conte e Arcuri hanno mentito sugli ospedali

Sullo stesso argomento:
Francesco Storace 04 novembre 2020a a a
C’è qualcosa di peggio del Dpcm di Conte che doveva entrare in vigore oggi e che solo ieri sera è stato spostato dal premier a domani. È la storia dei drammatici ritardi riguardanti i lavori per mettere a norma gli ospedali da attrezzare contro il Covid. Altro che terapie intensive. Giuseppe Conte, premier fanfarone, e Domenico Arcuri, commissario accentratore e sbrigativo, hanno provocato solo guai per gli ospedali. L’emergenza Covid la combattiamo con i perditempo e se va bene le strutture sanitarie saranno pronte dopo i festeggiamenti di Capodanno (che quindi non ci faranno fare con i lockdown a regioni alterne e le proroghe a cui ci hanno abituato).

È una storia di allucinante burocrazia quella che ruota attorno a un miliardo e trecento milioni di euro che arrivano per un’intesa – anch’essa ricca di complicazioni – con la Banca europea degli investimenti. E siccome si perde tempo – come testimonia la telenovela dell’ultimo Dpcm che doveva entrare in vigore stamane e invece slitta a domani... - arrivano le gole profonde a raccontare dettagli incredibili per i quali basta chiedere conferma ai governatori, che cominciano ad essere stufi di vedersi scaricare, in maniera vergognosa, le responsabilità da parte del governo. Altro che la leale collaborazione invocata da Conte e compagnia. Sono giorni che dalla maggioranza di Palazzo Chigi arrivano bordate sulle Regioni, approfittando del fatto che la gran parte di esse sono a guida centrodestra. E quindi giù botte. Ma i mesi sono passati invano, tra prima e seconda ondata Covid, proprio per colpa della smania di potere dei signori che governano l’Italia. A partire dal bottino. Le gare le hanno gestite lassù, mica hanno delegato le Regioni.

Tutto è cominciato quando il governo – con le migliaia di morti che contavamo a grappoli – si è deciso ad assumere le prime iniziative. Le date sono importanti, successivamente alla proclamazione dello stato di emergenza del 31 gennaio a cui seguì oltre un mese di dolce far niente. La marcia è stata innestata dando vita ad una spirale burocratica infinita. Tutti parlavano già di una seconda ondata autunnale, ma si perdeva tempo per decidere se delegare o no i territori, soprattutto laddove il Covid non aveva ancora fatto il suo massiccio ingresso. Da una parte l’emergenza continua, prorogata con altre due delibere del Consiglio dei ministri a fine luglio e il 7 ottobre. Il 17 marzo arriva il cosiddetto decreto cura Italia. Una marea legislativa con centinaia di articoli e commi. Al numero 122 arriva quello decisivo per gli ospedali. Si istituisce la figura del commissario straordinario per l’emergenza, che 24 ore dopo assume le sembianze del dottor Domenico Arcuri. Ma ci vogliono ben due mesi ancora per parlare di ospedali. È il decreto rilancio quello che varano il 19 maggio. Una incredibile discussione deve aver preceduto la decisione di affidare ad Arcuri persino la realizzazione di reparti e strutture per la lotta al Covid. Anziché affidare i poteri commissariali direttamente ai governatori, li accentrano a Roma e comincia la nuova odissea: gli eletti dal popolo devono rispondere – e pure di corsa – al signore nominato dal premier nominato. Infatti, nel dl rilancio c’è scritto che Arcuri può nominare come suoi delegati presidenti di regione o di province autonome. Le nomine, mentre lui si riserva le gare, arriveranno però ad ottobre. Nel frattempo, le Regioni sono costrette ad un’estenuante trafila burocratica che si conclude a fine agosto con i piani regionali da far approvare prima dal ministero della salute e poi immancabilmente dalla Corte dei Conti. Ad agosto finalmente il sigillo.
Durante tutto questo tempo arriva finalmente settembre con l’accordo maturato con la Banca Europea degli investimenti. E si scopre che non possono essere utilizzate neppure le procedure previste da un nuovo decreto, quello che inneggia alla semplificazione. Altro tempo perso. Poi si arriva ad ottobre e Arcuri delega a procedere con i lavori i presidenti di alcune regioni, in altre direttamente i direttori delle Asl, che così devono rispondere al commissario e contemporaneamente al loro presidente di regione. L’ultima ordinanza – riguardante il Veneto – del 14 ottobre. Per festeggiare i sette mesi passati invano dalla nomina del commissario straordinario.
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Radio Maria: "Il coronavirus è un complotto sotto l'impulso di Satana"

Messaggioda sandropascucci » 15 nov 2020, 18:28

> Radio Maria: "Il coronavirus è un complotto sotto l'impulso di Satana"

Il direttore dell'emittente, don Livio Fanzaga: "Questa epidemia è un progetto del demonio che attraverso menti criminali prepara un colpo di Stato sanitario o massmediatico"
15 NOVEMBRE 2020

La pandemia di coronavirus è effetto di un complotto mondiale delle elites per conquistare, sotto l'impulso di Satana, il mondo entro il 2021. Lo sostiene, parlando dai microfoni della sua emittente, il direttore di Radio Maria, don Livio Fanzaga. "A livello religioso si è già detto che la pandemia non viene da Dio. Dal punto di vista umano non si è voluto approfondire da dove venga, questa epidemia", ha spiegato, "ho insistito sul fatto che la Cina abbia testato un'arma tecnobiologica, che sarebbe proibita, ma la Cina non ha firmato la Convenzione di Ginevra".

Secondo Fanzaga "questa epidemia è un progetto che io ho sempre attribuito al demonio che agisce attraverso menti criminali che l'hanno realizzato con uno scopo ben preciso: creare un passaggio repentino, dopo la preparazione ideologica, politica e mass mediatica, per un colpo di Stato sanitario o massmediatico". Vale a dire "un progetto volto a fiaccare l'umanità, metterla in ginocchio, instaurate una dittatura sanitaria e cibernetica, creando un mondo nuovo che non è più di Dio Creatore, attraverso l'eliminazione di tutti quelli che non dicono sì a questo progetto criminale portato avanti dalle élites mondiali, con complicità magari di qualche Stato." Obiettivo quello di "costruire un mondo nuovo senza Dio. Il mondo di Satana. Dove saremmo tutti degli zombie. È un progetto, non una cosa campata per aria. Vorrebbero realizzarlo entro il 2021, a mio parere". Quanto al neopresidente degli Usa Joe Biden, la sua elezione sarebbe "la ciliegina sulla torta"


fonte Rep.it
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Di cosa si muore

Messaggioda sandropascucci » 19 nov 2020, 7:46

> Di cosa si muore

Il ministero della Salute calcola che negli ultimi otto mesi ci siano stati 43.589 morti di Covid. I dati si riferiscono al periodo 11 marzo-12 novembre.

Abbiamo chiesto all’epidemiologo Stefano Petti di spiegarci quanto incidono questi decessi su tutte le morti.

“Il numero dei decessi totali del 2020, in Italia, sarà disponibile solo fra un paio d’anni. Per capire il peso del Covid sulla mortalità generale possiamo fare riferimento all’ultimo anno utile, che è il 2017. Soltanto i dati relativi al Covid sono aggiornati al 2020, ma è un fatto insolito. Non è mai accaduto, infatti, che si registrassero in tempo reale i morti totali per una determinata causa.

Ma accogliamo questa anomalia. Allo stesso modo accettiamo che nel novero dei decessi Covid ci siano anche i casi probabili, le malattie simil Covid con tampone negativo e i morti con varie patologie gravi (come la demenza, quinta causa di decessi nel mondo o l’ictus) che non sembrano correlate all’infezione e tampone positivo. Qui le tabelle Istat del 2017.

Nel 2017 ci sono stati 646.833 morti. Ma visto che dobbiamo ragionare su 8 mesi calcoliamo i decessi in questo arco di tempo: sono 431.222. Quindi i morti Covid rappresentano il 10,1% di tutti i decessi”.

E il 90% della popolazione di cosa muore?

“Sempre l’Istat ci dice che i decessi per malattie cardiovascolari e per tumori nel 2017 sono stati 231.732 e 179.351. Facendo lo stesso rapporto vediamo che le malattie cardiovascolari rappresentano il 35,8% e i tumori il 27,7% di tutti i decessi. Infarti, ictus e tumori insieme provocano i ⅔ dei decessi in Italia.

In altre parole: per ogni morto di Covid ci sono 3,5 morti di malattie cardiovascolari e 2,7 morti di tumore”.

Si dice però che il 2020 registrerà un aumento della mortalità generale.

“Sì, si parla di una mortalità in eccesso stimata al 30 agosto 2020 del +188%, potremmo arrivare a 680.000 morti l’anno. Il sito our world in data, che è usato dagli epidemiologi in tutto il mondo, da Harvard a Stanford a Oxford, individua anche le cause di questo eccesso…”.

…dovuto al Covid…

“Non solo. Gli studiosi individuano l’eccesso di mortalità soprattutto nel sovraffollamento della sanità pubblica, nel fatto che le risorse sono state dirottate tutte sul Covid a scapito, ad esempio, dei reparti di cardiologia e oncologia. Poi nel fatto che le persone non si recano al pronto soccorso per malattie che non siano Covid trascurando quindi la loro salute…”. Cliccate qui (cercando “Excess mortality for all ages”).

Ma ci sono già i dati?

“Sì, sono stime. La Società Italiana di Cardiologia ha mostrato che gli accessi al pronto soccorso per infarto del miocardio durante il lockdown sono stati dimezzati (meno 48%) e la mortalità per infarto del miocardio non correlata al Covid è triplicata. Cliccate qui”.

Quindi a causa dell’emergenza Covid stanno aumentando i decessi per malattie cardiovascolari?

“Purtroppo sì. Ci hanno detto che grazie al lockdown sono diminuiti gli incidenti stradali, è una buona notizia, anche se dobbiamo aspettare i numeri ufficiali. Intanto possiamo dire che nel 2017 gli incidenti stradali incidevano per lo 0,5% di tutte le morti; che le malattie cardiovascolari e i tumori rappresentavano il 63,5% di tutte le morti e stiamo osservando ora che la Sanità pubblica si sta focalizzando sul 10% delle morti, disinteressandosi del 63,5%. Fra i reparti chiusi o ridotti per dirottare il personale verso il Covid ci sono anche quelli di cardiologia e oncologia. La Federazione degli Ordini degli Infermieri documenta il 40% di ricoveri ospedalieri in meno rispetto al 2019, una riduzione del 36% delle prestazioni specialistiche ambulatoriali e 1,4 milioni di screening oncologici in meno. Cliccate qui”.

Ma questo significa che la percentuale del 63,5% delle morti provocate da infarti e tumori potrebbe aumentare ancora?

“Purtroppo sì. Non ha alcun senso, ma è quello che sta emergendo: nonostante le buone intenzioni del Piano Operativo Regionale per il recupero delle liste di attesa – cliccate qui – per bloccare la causa del 10% dei decessi, si fanno crescere le altre. La spiegazione è che le risorse sono sempre le stesse, si recuperano spostandole da settori già carenti e centrali per la nostra Sanità. Questo modus operandi porterà a registrare morti in eccesso alla fine del 2020 come spiegato dagli statistici di our world in data. Pare assurdo ma all’ OMS se ne accorsero già in aprile…”

In che senso all’OMS se ne accorsero in aprile?

“Nel seguente documento, cliccate il pdf alla quarta pagina, Policy Issues. L’OMS valuta che la risposta alla pandemia avrebbe provocato un aumento della mortalità generale, con peggioramento delle malattie preesistenti, più errori medici e nella gestione delle altre malattie. Insomma, un peggioramento della qualità delle cure”.

Parlando delle sole malattie respiratorie. L’Istat calcola che i morti da malattia respiratoria furono 79.017 nel 2017 pari a 52.678 in otto mesi. In questa voce compaiono le malattie croniche delle basse vie respiratorie ma anche le polmoniti e le influenze. Si tratta di malattie respiratorie infettive, come mai per evitare questi decessi non abbiamo mai fatto un lockdown?

“È giusto chiederselo: come mai? Guardando alla situazione mondiale, il quadro è ancora più evidente. Cliccate qui. Il totale dei decessi nel mondo per Covid reale + presunto, dall’11 gennaio al 13 novembre 2020, è stato di 1.293.105.

I morti totali nel mondo nel 2017 sono stati 55.950.000, nei mesi da febbraio (da quando è comparso il Covid) a novembre sono 41.962.500 e il Covid rappresenta solo il 3,1% di tutti i decessi.

Nel 2017 i decessi per polmoniti sono stati 2.560.000, che diventano 1.920.000 per nove mesi; ma ci sono stati anche 1.180.000 decessi per tubercolosi (computate al di fuori delle polmoniti), che diventano 885.000 in nove mesi.

Quindi ci sono 2,2 morti per polmoniti e tubercolosi per ogni morto di Covid”.

Conclusioni: l’OMS era al corrente del rischio, poi rivelatosi reale, di una crescita dei morti da altre malattie. Tuttavia i governi dei Paesi occidentali si sono concentrati solo sulla nuova infezione, responsabile, nel mondo del 3,1% dei decessi e, in Italia del 10%, relegando tutti dentro casa e danneggiando le economie nazionali. Il Covid è un’ infezione respiratoria che provoca meno della metà dei morti che ogni anno provocano le altre infezioni respiratorie.
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Re: COVID19 - Quando qualcosa stona dal mainstreaming (ex Tira un'arietta) #covid-tiraunarietta.primit.it

Messaggioda Luca Mencaroni » 19 nov 2020, 14:38

Ma l'italiano medio ti risponde che i morti sarebbero stati molti di più del 10% se il governo non avesse imposto le nuove regole e restrizioni..
Non se ne esce
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Graziano Onder: “L’Italia sovrastima i morti da Covid, basta siano positivi”

Messaggioda sandropascucci » 23 nov 2020, 20:46

https://telegra.ph/Onder-ISS---Contiamo ... iati-11-23

> Graziano Onder: “L’Italia sovrastima i morti da Covid, basta siano positivi”

C'è qualcosa che non torna: "Contiamo in maniera diversa rispetto a tutto il resto dell'Europa"

Graziano Onder, responsabile del rapporto dell’Istituto superiore di sanità sulla mortalità da Covid-19, ha dichiarato che i morti causati direttamente dall’epidemia sono molti meno. “Mentre da noi tutti coloro che muoiono e risultano positivi al tampone vengono classificati come decessi da Covid, non è così in altri Paesi”.

Queste le parole di Onder.

E ancora: “A influire sulla mortalità ci sono anche le caratteristiche della nostra popolazione, che per un quarto è composta da ultrasessantacinquenni ed è la più anziana d’Europa“. Il direttore del dipartimento malattie cardiovascolari, endocrino-metaboliche e dell’invecchiamento, come ha riportato La Verità, ha inoltre precisato che nel nostro Paese “il 90% dei morti sono con, e non per Covid. Persone anziane e con più patologie” il cui contagio dal virus ha dato la spinta fatele decisiva.

“Così siamo i peggiori d’Europa”
In questi giorni poi sono state parecchie le voci che si sono elevate per fare chiarezza sul numero dei morti da Coronavirus nel nostro Paese. Secondo la John Hopkins University, in Europa l’Italia è prima per tasso di mortalità, terza nel mondo dopo Iran e Messico. Secondo il virologo Andrea Crisanti , questa incongruenza sarebbe dovuta alla sottostima del reale valore di decessi nel Paese: “Il numero dei contagi che noi identifichiamo ogni giorno coi tamponi, forse è ancora una sottostima del numero reale e comunque non credo questi numeri vadano a calare nel breve periodo, perché purtroppo il numero dei morti riflette il numero delle infezioni precedente di circa due tre settimane”.

Anche l’infettivologo Matteo Bassetti, ospite a “L’Aria che Tira” su La7, aveva dichiarato che in Italia abbiamo sbagliato a contare i morti da Covid. “Abbiamo sbagliato perché abbiamo contato i decessi in maniera diversa rispetto a tutto il resto d’Europa. Vogliamo continuare nell’errore? Da quando abbiamo cambiato la metodologia di conteggio dei decessi noi stiamo drammaticamente decrescendo come letalità ma abbiamo un peccato originale che riguarda marzo-aprile, dove chiunque arrivasse in ospedale con un tampone positivo, anche che aveva un infarto, veniva qualificato come morto per Covid”.
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Trump non ammette la sconfitta ma cede a Biden

Messaggioda sandropascucci » 26 nov 2020, 19:59

L'articolo PER NON DIMENTICARE più bello di sempre..
io penso che Trump a questo se lo va a prendere a casa..

avanti.JPG

> GIOVEDÌ, 26 NOVEMBRE, 2020
Direttore Mauro Del Bue

Trump non ammette la sconfitta ma cede a Biden
DOMENICO MACERI DEL 26 NOVEMBRE 2020
CRONACA

Laura Ingraham, conduttrice di un programma alla Fox News e grande sostenitrice di Donald Trump, ha recentemente accettato l’idea che Joe Biden sia stato eletto, ammettendo che “bisogna vivere nella realtà”. La realtà era già nota da parecchie settimane ma Ingraham e soprattutto Trump non la volevano accettare. Il presidente uscente, infatti, come ha fatto in tanti altri casi, ha tentato del tutto per ribaltare la realtà obiettiva, fabbricandosi una visione personale di vittoria nell’elezione del 2020. Trump è riuscito a mantenere viva questa sua visione con l’aiuto del suo partito, conducendo il Paese vicino a una crisi costituzionale e allo stesso tempo facendoci vedere la fragilità della democrazia americana. Alla fine però, poco a poco, i legislatori statali e locali repubblicani, molto più che quelli federali, si sono resi conto che la democrazia vale più del loro partito e hanno fatto il loro dovere.

Trump da parte sua non ha ancora ammesso la vittoria di Biden ma ha dato il via libera alla transizione, accettando di procedere con le pratiche formali per il trasferimento di fondi federali e le informazioni necessarie alla nuova amministrazione. La sua riluttanza però di accettare la realtà nelle ultime settimane dopo l’elezione ci ha aperto gli occhi al pericolo di un individuo che dava chiari segnali di volersi prendere il potere, mettendo da parte la democrazia che esiste in America da più di tre secoli. Le cifre complete dell’esito elettorale non sono ancora disponibili al 100% ma vi erano già abbastanza dettagli per determinare il vincitore presidenziale.

Trump aveva già preparato il terreno per contestare l’esito durante la campagna elettorale asserendo a destra e manca che i voti per corrispondenza avrebbero truccato l’elezione. Si tratta di una grande falsità ma anche di ipocrisia. Trump sa benissimo che il voto per corrispondenza non gli causa problemi come si vede chiaramente dallo Stato dell’Utah che ha una storia abbastanza lunga di condurre le elezioni quasi completamente per corrispondenza. Nessun broglio in Utah per Trump perché, dopotutto, si tratta di uno Stato affidabilmente “red”, ossia che sempre vota per i repubblicani. Nemmeno vi è stata alcuna critica sulla Florida dove molti elettori anziani votano per corrispondenza, e guarda caso, anche quest’anno ha dato la maggioranza dei suoi consensi al presidente uscente.

Per Trump i brogli sono avvenuti in quegli Stati che lui ha perso, specialmente il Michigan, la Pennsylvania, la Georgia, il Wisconsin, l’Arizona e il Nevada che gli hanno negato la rielezione. Per cercare di ribaltare gli esiti annunciati dai media e poco a poco degli Stati che hanno certificato i risultati, Trump ha continuato la sua campagna di tweet velenosi in cui ha ripetuto (e continua a ripetere) che alla fine lui vincerà. Questo gli è stato utile per mantenere soddisfatta la sua base ma anche per fare richiesta di contributi per le spese legali che dovrebbero condurre alla vittoria. I suoi sostenitori però forse non avranno notato che il 60% di questi contributi possono essere usati anche per saldare i debiti della campagna elettorale invece di pagare gli avvocati assunti da Trump.

Questi avvocati hanno offerto pochissimi successi all’attuale inquilino della Casa Bianca. In caso dopo caso i tentativi legali di Trump hanno fallito in parte per il contenuto fasullo delle denunce ma anche per l’incapacità dei rappresentanti, capitanati da Rudy Giuliani, ex sindaco di New York e grande sostenitore dell’ex tycoon. Giuliani, però, ha lavorato nell’ambito legale come se si trattasse di un reality per le televisioni via cavo e le sue asserzioni si sono squagliate proprio come è successo alla sua tinta di capelli in un video divenuto virale che ha fatto il giro del mondo. A completare il quadro irreale dei suoi sforzi giudiziari è stato l’ovvio complottismo di Sidney Powell, una dei suoi legali, la quale aveva dichiarato che l’elezione era stata truccata mediante il software usato per contare i voti. Secondo Powell, si tratta di un software di origine venezuelana sotto la guida di Hugo Chavez (morto nel 2013!). Queste asserzioni erano troppo esagerate persino per Trump che l’ha licenziata senza però essere preoccupato del modo in cui l’aveva assunta.

Le azioni più pericolose di Trump per ribaltare l’elezione sono state quelle di mettere pressioni sui legislatori statali di dichiarare l’elezione illegale il che permetterebbe agli Stati di scegliere i grandi elettori che eleggono il presidente senza tenere conto del volere dei votanti. In effetti, Trump voleva che si bypassassero i voti dei cittadini per conquistarsi la maggioranza dei voti elettorali. Trump ha avuto successi limitati anche con questa strategia. Il 45esimo presidente si era incontrato alla Casa Bianca con leader repubblicani del Michigan per convincerli a bloccare la certificazione di Biden, vincitore dello Stato. Dopo l’incontro questi sono stati fotografati all’Hotel di Trump di Washington mentre bevevano champagne Dom Perignon, che secondo informazioni, costerebbe 800 dollari a bottiglia. Dei quattro responsabili per la certificazione dell’elezione nel Michigan, vinta da Biden con un margine di 155mila voti, uno dei due repubblicani ha votato con Trump ma l’esito gli è stato sfavorevole.

Nel caso della Georgia, vinta da Biden con un margine di quasi 13mila voti confermati dal riconteggio, Trump aveva messo pressioni sul governatore repubblicano Brian Kemp per bloccare la certificazione per presunta frode elettorale. Kemp si è rifiutato nonostante gli aiuti ricevuti da Trump nella sua elezione a governatore due anni fa.

Non c’è stata frode elettorale nell’elezione del 2020. Lo ha persino confermato la Cybersecurity and Infrastructure Security Agency, un’agenzia del governo federale, diretta da Chris Krebs, il quale era stato nominato da Trump. L’annuncio di Krebs non ha fatto piacere al presidente uscente e lo ha subito subito licenziato come spesso fa con subordinati che lo contraddicono.

Nonostante il fallimento di Trump di ribaltare un’elezione che ha ovviamente perso, il danno fatto alla realtà condivisa e soprattutto alla democrazia americana è grave. Il presidente uscente ha tracciato la strada a futuri politici con simili tendenze autoritarie a seguire il suo esempio. Nel 2020 la democrazia ha vinto ma le azioni di Trump ci hanno rivelato che il sistema politico americano è fragile e un altro leader più abile di lui potrebbe in futuro giungere a esiti molto più pericolosi.

Domenico Maceri
PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California. Alcuni dei suoi articoli hanno vinto premi della National Association of Hispanic Publications
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Francia, il governo riscrive l'articolo della legge sulla sicurezza contestato in piazza

Messaggioda sandropascucci » 2 dic 2020, 14:55

> Francia, il governo riscrive l'articolo della legge sulla sicurezza contestato in piazza

La misura nota come "Articolo 24", avrebbe posto drastici limiti alla possibilità per la stampa di transmettere immagini di poliziotti in servizio. Le proteste contro la riforma avevano portato in piazza sabato scorso decine di migliaia di francesi
30 NOVEMBRE 2020

Il contestatissimo articolo 24 della nuova legge sulla sicurezza francese sarà sospeso e completamente riscritto dalla maggioranza parlamentare. Lo ha dichiarato l'ex ministro dell'Interno Christophe Castaner, capogruppo all'Assemblea Nazionale di En Marche, il partito del presidente Emmanuel Macron.
La protesta contro "articolo 24"
La misura nota come "Articolo 24", parte di una legge sulla "sicurezza globale", avrebbe posto drastici limiti alla possibilità della stampa di diffondere immagini degli agenti delle forze dell'ordine in servizio. Le proteste contro la riforma avevano portato in piazza sabato scorso decine di migliaia di francesi.

Le manifestazioni si erano risolte in scontri con la polizia con decine di arresti e feriti, in un clima di tensione aggravato dal pestaggio di un produttore musicale di origini africane per mano di quattro poliziotti.

"Riscrittura totale del testo"
"Non si tratta né di un ritiro né di una sospensione, ma di una riscrittura totale del testo" ha martellato Castaner, parlando di "una proposta che faremo al governo". Questa nuova bozza "sarà realizzata come parte di uno sforzo collettivo dai tre gruppi della maggioranza" (LREM, Agir e MoDem), ha aggiunto.

Da lunedì sera "incontreremo il presidente del Consiglio e i membri del governo interessati per un primo scambio", ha detto. "Possiamo quindi in questo quadro e nell'ambito delle nostre rispettive prerogative costituzionali, discutere la legge e il calendario".

Macron aveva già riunito a mezzogiorno il primo ministro Jean Castex, i ministri ei capi dei gruppi parlamentari della maggioranza all'Eliseo su questioni di sovranità, polizia e sicurezza. Per Castaner "l'obiettivo è semplice: rafforzare la sicurezza delle forze dell'ordine" ma anche "garantire il diritto fondamentale alla libera informazione". "L'equilibrio che abbiamo cercato su questo articolo 24 non è stato percepito in modo unanime, e ne prendiamo atto", ha aggiunto Castaner.

"Quando un tale malinteso continua a intensificarsi su un argomento così fondamentale, abbiamo il dovere di interrogarci collettivamente", ha spiegato Castaner durante una conferenza stampa all'Assemblée Nationale.
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CORTE SUPREMA PORTOGALLO TAMPONE PCR NON LEGALE

Messaggioda sandropascucci » 3 dic 2020, 9:32

> CORTE SUPREMA PORTOGALLO TAMPONE PCR NON LEGALE (I)
November 17, 2020

Sentenze TRL

Sentenza della Corte d'appello di Lisbona

Processi: 1783 / 20.7T8PDL.L1-3

Reporter: MARGARIDA RAMOS DE ALMEIDA

Descrittori: HABEAS CORPUS
INTERESSE NELL'ATTIVAZIONE DEI TEST SARS-COV-2 RT-PCR
PRIVACY DELLA DETENZIONE ILLEGALE

Documento numero.: RL

Data dell'accordo: 11/11/2020

Voto: UNANIMITÀ

Testo intero: S

Testo parziale: N

Mezzo procedurale:RISORSE CRIMINALI

Decisione:Fornitura negata

Sommario:

I. L'ARS non può presentare ricorso contro una decisione che ha ordinato il rilascio immediato di quattro persone, a causa di detenzione illegale, nell'ambito di un caso di habeas corpus (art. 220 als. C) ed) del CP Penal), chiedendo la convalida del confinamento obbligatorio per i richiedenti, per essere portatori del virus SARS-CoV-2 (A….) e per essere sotto sorveglianza attiva, a causa di esposizione ad alto rischio, decretato dalle autorità sanitarie (B…, C…. e D… ..) per non avere legittimità o interesse ad agire.

II. La richiesta formulata risulterebbe inoltre manifestamente infondata perché:

A. La prescrizione e la diagnosi sono atti medici, sotto l'esclusiva responsabilità di un medico, iscritto all'Ordine dei Medici (Regolamento n. 698/2019, del 5.9).

Pertanto, la prescrizione di metodi diagnostici ausiliari (come nel caso dei test per l'individuazione di un'infezione virale), nonché la diagnosi dell'esistenza di una malattia, in relazione a ciascuna persona, è una questione che non può essere eseguita per legge , Delibera, Decreto, Regolamento o qualsiasi altro modo normativo , trattandosi di atti che il nostro ordinamento riserva alla competenza esclusiva di un medico, assicurandosi che, nel consigliare il suo paziente, cerchi sempre di ottenere il suo consenso informato ( 1 dell'articolo 6 della Dichiarazione Universale su Bioetica e Diritti Umani).

B. Nel caso in esame, non vi sono indicazioni o prove che tale diagnosi sia stata effettivamente eseguita da un professionista qualificato ai sensi della legge e che avesse agito in conformità con le buone pratiche mediche. Infatti, dai fatti dati per scontati risulta che nessuno dei ricorrenti è stato nemmeno visitato da un medico, il che è francamente inspiegabile, vista la presunta gravità dell'infezione.

C. L'unico elemento che appare nei fatti provati, a questo proposito, è l'esecuzione dei test RT-PCR, uno dei quali ha presentato un risultato positivo in relazione a uno dei richiedenti.

D. Alla luce delle attuali prove scientifiche, questo test non è di per sé in grado di determinare, oltre ogni ragionevole dubbio, che tale positività corrisponda, di fatto, all'infezione di una persona con il virus SARS-CoV-2, per diversi motivi. , di cui ne evidenziamo due (a cui si aggiunge la questione del gold standard, che, per la sua specificità, non affronteremo nemmeno):

Per questa affidabilità dipende dal numero di cicli che compongono il test;

Per questa affidabilità dipende dalla quantità di carica virale presente.

III . Qualsiasi diagnosi o qualsiasi atto di sorveglianza sanitaria (come nel caso della determinazione dell'esistenza di infezione virale e ad alto rischio di esposizione, che sono inclusi in questi concetti)eseguita senza la preventiva osservazione medica dei pazienti e senza l'intervento di un medico arruolato nell'OM (che ha proceduto alla valutazione dei loro segni e sintomi, nonché degli esami che hanno ritenuto adeguati alla loro condizione), viola il Regolamento n. 698/2019, del 5.9 , nonché le disposizioni dell'articolo 97 dello Statuto dell'Ordem dos Médicos, essendo passibile di configurare il reato di usurpazione di funzioni, p. e p. dall'articolo 358 lett. b), di C. Penal.

IV. Qualsiasi persona o entità che emetta un ordine, il cui contenuto porta alla privazione della libertà fisica, deambulatoria, della libertà degli altri (qualunque sia la nomenclatura che questo ordine assume: reclusione, isolamento, quarantena, protezione profilattica, sorveglianza sanitaria, ecc.), che non rientra nelle disposizioni di legge, ovvero nelle disposizioni dell'articolo 27 del CRP , effettuerà una detenzione illegale , perché disposta da un ente incompetente e perché motivata da un fatto per il quale la legge non lo consente.


continua su:
https://telegra.ph/TAMPONE-PCR-NON-LEGALE-11-17
https://telegra.ph/TAMPONE-PCR-NON-LEGALE-II-11-17
https://telegra.ph/TAMPONE-PCR-NON-LEGALE-III-11-17
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Giudici portoghesi che hanno contestato l'affidabilità dei test Covid a rischio di essere disciplinati

Messaggioda sandropascucci » 3 dic 2020, 9:33

https://telegra.ph/Giudici-portoghesi-c ... nati-12-03

> Notizie dal Portogallo
TAGS Coronavirus

Giudici portoghesi che hanno contestato l'affidabilità dei test Covid a rischio di essere disciplinati
Di Natasha Donn -28 novembre 2020

Due giudici della corte d'appello di Lisbona rischiano di essere "disciplinati" per una sentenza di 34 pagine in cui hanno giustificato le loro ragioni per aver liberato quattro turisti tedeschi dalla reclusione nelle Azzorre (clicca qui) .

Il 2 dicembre (mercoledì) il Consiglio superiore della magistratura (SCM) "apprezzerà" la questione (in altre parole, decidendo se i due giudici debbano essere "disciplinati").

Il movimento dei social media Juristas Pela Verdade ha organizzato una protesta davanti all'edificio SCM a Lisbona dalle 9 del mattino di quel giorno, descrivendo la situazione come "un tentativo di distruggere lo stato di diritto in Portogallo".

Può sembrare una `` questione accademica '' ma va al cuore della crisi attuale: il fatto che una narrazione ufficiale sembra essere l'unica `` consentita '', anche per i membri della magistratura che hanno studiato pareri scientifici in ordine decidere sui ricorsi.

In questo caso, il ricorso è stato presentato da ARS dos Açores - autorità sanitaria regionale che non è d'accordo con un tribunale di grado inferiore che ha concesso un atto di Habeas corpus depositato da quattro turisti tedeschi detenuti in un hotel perché uno di loro si era registrato positivo a seguito di una PCR di routine test. Nessuno dei turisti ha mostrato alcun sintomo di Covid-19, ma è stato tenuto in isolamento nel proprio hotel per più di 10 giorni.

I giudici - Margarida Ramos de Almeida e Ana Paramés - si sono impegnati molto per valutare se esistessero o meno motivi legali per la reclusione forzata dei turisti. Hanno deciso che non c'erano.

Era illegale per ARS dos Açores trattenere i tedeschi fuori dal contesto di uno stato di emergenza - che all'epoca non era in vigore (agosto) - e le deliberazioni dei giudici in numerose pagine spiegavano minuziosamente la forma in cui erano arrivati le loro conclusioni.

In questo contesto, i giudici hanno affermato che non si poteva fare affidamento sul test PCR per fornire una lettura accurata.

Il loro ragionamento nasceva dal fatto che l'affidabilità dipende sempre dal numero di cicli (amplificazioni) coinvolti nel test - di cui nessuno sembrava essere certo.

Citando una ricerca pubblicata sull'Oxford Academic, i giudici hanno spiegato che il numero di amplificazioni utilizzate in molti laboratori europei significava che un test PCR positivo potrebbe, in teoria, avere un tasso di fallibilità del 97%.

Questo non era qualcosa che i giudici "inventavano": stavano citando da ricerche pubblicate. In realtà hanno citato due fonti che suggeriscono che il "metodo di test PCR gold standard" era aperto alla registrazione di falsi positivi.

Jornal de Notícias ha dato seguito alla decisione suggerendo che il CSM "comprende" che i giudici non avrebbero dovuto giungere alla decisione raggiunta.

Gli "specialisti" hanno accusato i legislatori di avere torto e di essere irresponsabili - e ora siamo al punto in cui i vari pareri specialistici devono essere soppesati dal CSM rispetto a quelli offerti da due giudici della corte d'appello.

Secondo Juristas pela Verdade in un post che delinea la protesta di mercoledì, la decisione dei giudici “è caduta come una bomba sulla narrativa ufficiale, sulla base della quale migliaia di portoghesi sono stati condannati agli arresti domiciliari”.

E vede l'intervento del CSM come “una inaccettabile interferenza di un ramo amministrativo in un organo sovrano del potere giudiziario, finalizzato al controllo di quest'ultimo in quello che può essere definito solo un violento colpo allo Stato di diritto”.

Dice il movimento, il messaggio agli altri tribunali è forte e chiaro "le conseguenze possono sorgere se decidono nella direzione opposta alla narrazione ufficiale".

Per i cittadini, "significa che non possono contare sull'indipendenza dei tribunali o dei giudici".

Secondo Juristas pela Verdade, la valutazione di questa situazione da parte dei giudici non era "sbagliata" né "irresponsabile", era "brillante e coraggiosa". E per questo motivo il movimento sta chiedendo a quante più persone possibile di manifestare fuori dall'edificio del CSM mercoledì prossimo.

"I tribunali sono l'ultima roccaforte per difendere i nostri diritti prima dell'interruzione", afferma il post che è stato condiviso centinaia di volte e ha ricevuto numerosi commenti positivi.

State sintonizzati.

natasha.donn@algarveresident.com...
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Covid, Bertolaso: "La chiamano emergenza ma è incompetenza"

Messaggioda sandropascucci » 5 dic 2020, 9:12

> Covid, Bertolaso: "La chiamano emergenza ma è incompetenza"
webinfo@adnkronos.com
ven 4 dicembre 2020, 9:51 AM CET·1 minuto per la lettura

"Ecco fatto: segregati in casa per tutte le feste, anziani abbandonati, turismo demolito, nazioni confinanti strapiene di sciatori, decessi fra i più alti del mondo, e lo saranno ancora per settimane. Tutto questo perché il Governo non è stato in grado di gestire la seconda ondata che loro stessi avevano previsto. Continuano a chiamarla emergenza, a quasi un anno dall’inizio della pandemia. Chiamiamola con il giusto nome: incompetenza". Così Guido Bertolaso, ex capo della Protezione Civile, commenta in un post su Facebook la situazione in Italia, all'indomani della firma del nuovo Dpcm con le misure anti-Covid.

"Strillate per i morti negli Usa? Il rapporto di popolazione fra noi e gli americani è di 5,5. I nostri 993 che abbiamo perso ieri fanno in proporzione 5.461 - sottolinea - poco più del 50% degli Usa!! Lo sapete quanti giorni di scuola hanno fatto i liceali della Campania dal 4 marzo scorso ad oggi? 14. I Covid hospital della Fiera di Milano e di Civitanova Marche sono pieni da settimane (purtroppo), ma erano inutili giusto?".

"Il presidente del Consiglio continua a fare conferenze a reti unificate senza contraddittorio, ignorando l’esistenza del Parlamento e omettendo di usare - rimarca Bertolaso - l’unica parola che dovrebbe pronunciare: scusateci".
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L'AUTOCERTIFICAZIONE RIGUARDA IL PASSATO, NON IL FUTURO

Messaggioda sandropascucci » 15 dic 2020, 17:31

https://telegra.ph/LAUTOCERTIFICAZIONE- ... TURO-12-15

> L'AUTOCERTIFICAZIONE RIGUARDA IL PASSATO, NON IL FUTURO
sandropascucci
December 15, 2020

Falsità in autocertificazione e divieti di spostamento causa Covid-19: l’attestazione della propria intenzione di recarsi in un determinato luogo o di svolgere una determinata attività non rientrano nell’ambito di operatività dell’art. 483 c.p.

14 Dicembre 2020 Redazione Giurisprudenza Penale

Tribunale di Milano, Giudice per le Indagini Preliminari, 16 novembre 2020

Giudice dott. Roberto Crepaldi

In tema di falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico (art. 483 c.p.), segnaliamo ai lettori la sentenza con cui il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Milano si è pronunciato sulla possibilità di far rientrare nell’ambito di operatività della fattispecie l’ipotesi di falsità in autocertificazione, con specifico riferimento alle attestazioni circa le proprie intenzioni di recarsi in un determinato luogo o di svolgere una determinata attività.

Oggetto di valutazione era, in particolare, la condotta di un imputato – al quale veniva contestata la fattispecie di cui all’art. 76 DPR 445/2000 in riferimento all’art. 483 c.p. – che, in sede di autodichiarazione resa ai sensi degli artt. 46 e 47 DPR 445/2000 e consegnata ai Carabinieri nell’ambito dei controlli sul rispetto delle misure di contenimento COVID-19, aveva riferito una circostanza (ossia il fatto che lo stesso si stava recando presso un collega per ritirare dei pezzi di ricambio) poi rivelatasi non vera a seguito di accertamenti svolti dalla polizia giudiziaria.

Sebbene «non vi siano dubbi circa il fatto che l’intenzione dichiarata dall’imputato nel modulo di autocertificazione non abbia trovato riscontro nei successivi accertamenti della Polizia giudiziaria» – si legge nella sentenza – «va, tuttavia, escluso che tale falsità integri gli estremi del delitto di cui all’imputazione, in quanto l’art. 483 c.p. incrimina esclusivamente il privato che attesti al pubblico ufficiale “fatti dei quali l’atto è destinato a provare la verità”».

Dopo aver richiamato l’orientamento giurisprudenziale secondo cui «sono estranei all’ambito di applicazione dell’art. 483 c.p. le dichiarazioni che non riguardino “fatti” di cui può essere attestata la verità hic et nunc ma che si rivelino mere manifestazioni di volontà, intenzioni o propositi», il Giudice ha osservato come tale conclusione appaia confermata nel caso di specie:

– dal dato testuale, «giacché la nozione di “fatto” non può che essere riferita a qualcosa che già è accaduto ed è perciò, già in quel preciso istante, suscettibile di un accertamento, a differenza della intenzione, la cui corrispondenza con la realtà è verificabile solo ex post»;

– sotto il profilo teleologico, «giacché la norma è finalizzata ad incriminare la dichiarazione falsa del privato al p.u. in relazione alla sua attitudine probatoria, attitudine che evidentemente non può essere riferita ad un evento non ancora accaduto»;

– in un’ottica sistematica, «dalla stessa normativa in tema di autocertificazioni, all’interno della quale i “fatti” sono indicati, quale oggetto di possibile dichiarazione probante del privato, insieme agli stati e alle qualità personali, vale a dire a caratteristiche del soggetto già presenti al momento della dichiarazione».

Ne discende – si legge nel provvedimento – che «mentre l’affermazione nel modulo di autocertificazione da parte del privato di una situazione passata (si pensi alla dichiarazione di essersi recato in ospedale ovvero al supermercato) potrà integrare gli estremi del delitto de quo, la semplice attestazione della propria intenzione di recarsi in un determinato luogo o di svolgere una certa attività non può essere ricompresa nell’ambito applicativo della norma incriminatrice, non rientrando nel novero dei “fatti dei quali l’atto è destinato a provare la verità”».

Come recentemente osservato da autorevole dottrina – conclude la sentenza – «il nostro ordinamento non incrimina qualunque dichiarazione falsa resa ad un pubblico ufficiale o ad un incaricato di un pubblico servizio ma costruisce i reati di falso secondo una sistematica casistica: ne consegue che il rilievo della falsa dichiarazione è legato all’individuazione di una specifica norma che dia rilevanza al contesto e alla singola dichiarazione»; ne consegue, «per le ragioni appena espresse, che la dichiarazione di una mera intenzione nell’ambito di un modulo di autocertificazione non può rientrare nell’ambito applicativo dell’art. 483 c.p., limitato ai soli “fatti” già occorsi».

Sul medesimo tema rinviamo agli articoli di M.Grimaldi, Covid-19: la tutela penale dal contagio, in Giurisprudenza Penale Web, 2020, 4 e F. Lombardi, Covid-19, misure di contenimento e reati di falso: aspetti problematici dell’autodichiarazione, in Giurisprudenza Penale Web, 2020, 3.
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La censura globale avanza. Twitter cancellerà le informazioni sui vaccini Covid che non sono di loro gradimento

Messaggioda sandropascucci » 17 dic 2020, 20:51

> La censura globale avanza. Twitter cancellerà le informazioni sui vaccini Covid che non sono di loro gradimento
"Chi diavolo ti ha scelto per decidere cosa possono riferire i media e cosa gli americani hanno il diritto di sentire?", Ha detto Ted Cruz al CEO di Twitter Jack Dorsey.

Pablo Ferrer 17/12/20 17:27

Twitter ha annunciato questo giovedì che a partire dalla prossima settimana sarà molto vigile ed eliminerà i tweet che contengono "narrazioni dannose, false o fuorvianti" sui vaccini contro il coronavirus. A partire dal 2021, rafforzerà anche la censura segnalando messaggi contenenti informazioni "potenzialmente fuorvianti", "voci prive di fondamento, affermazioni contestate, nonché informazioni incomplete o fuori contesto" sui vaccini.

Insomma: Twitter diventa, insieme a Facebook , il grande censore dell'umanità, qualcosa di molto serio e leggermente irritante.

Perché, come ha detto il repubblicano Ted Cruz al CEO di Twitter, "Chi diavolo ha scelto te per decidere cosa possono riferire i media e cosa hanno il diritto di sentire gli americani?"

Questo è molto grave perché attacca direttamente la libertà di informazione e di opinione, uno dei pilastri delle società libere in tutto il mondo. E non dobbiamo perdere di vista il fatto che il coronavirus è solo la scusa e la punta di diamante per censurare chiunque non sia d'accordo con i postulati del potere globale e della religione universale che il Nuovo Ordine Mondiale (NWO) cerca di attuare . Quali sono questi postulati? L'ideologia di genere, uguaglianza e cambiamento climatico.

da: https://www.hispanidad.com/confidencial ... 8_102.html
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L’80% dei decessi nei bollettini covid non è causato dal coronavirus

Messaggioda sandropascucci » 5 gen 2021, 13:44

> STOP ALLARMISMI
L’80% dei decessi nei bollettini covid non è causato dal coronavirus
Ecco con quale metodologia le Asl confezionano il conteggio quotidiano dei morti. Come approcciare quei dati nel modo giusto, senza allarmarsi

di Matteo Bernabè - 30 Agosto 2020 - 7:00 Stampa Invia notizia 2 min

MASSA-CARRARA – Sono sempre di più i decessi che finiscono nei bollettini quotidiani del coronavirus ma la cui causa di morte, in realtà, non è il coronavirus. Per capirci di più abbiamo interpellato l’Asl Toscana Nord Ovest e, in particolare, la direttrice di zona delle Apuane, Monica Guglielmi, la quale ci ha spiegato molto chiaramente che «nel bollettino vengono inseriti tutti i positivi al tampone e precisiamo sempre che i dati debbono essere validati dall’Istituto Superiore di Sanità».

Detto in altri termini, se una persona finisce in un elenco “covid” perché trovata positiva attraverso il tampone – sintomatica o asintomatica che sia – e perde la vita anche per cause lontanissime dal covid – come un infarto o per malattie pregresse come il cancro – questo decesso rientra all’interno del bollettino covid. «Si tratta di disposizioni nazionali a cui tutte le Asl si sono adeguate» specifica Sirio Del Grande, dell’ufficio stampa dell’Asl Tno. «Per ogni decesso poi – aggiunge – sarà poi l’Iss a confermare se, effettivamente, la causa della morte è stata o no il virus Sars-Cov2».

Spesso – per non dire sempre – in questo triste periodo abbiamo visto titoli di giornali del tipo «il covid fa un’altra vittima…». A questo proposito dobbiamo aggiungere un dato per certi versi clamoroso, se pensiamo che la fattispecie descritta sopra non è un’eccezione, bensì la regola. Secondo quanto ci ha comunicato una fonte sanitaria che ogni giorno ha a che fare con questi dati, l’80% (ottanta per cento) dei decessi che oggi finiscono nel bollettino covid non sono morti a causa del coronavirus. Quindi solo il 20% dei decessi che ogni giorno vengono inseriti nel bollettino sarebbero causati dal virus.

Qualcuno, giustamente, alla luce di questi dati penserà che sia una cosa assurda. Legittimo e comprensibile. L’importante è conoscere con quale metodologia vengono realizzati i bollettini quotidiani e di conseguenza approcciare quei dati nel modo giusto. Senza allarmarsi. Senza allarmismi.
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Corte costituzionale: il decreto 1217 per lo stato di eccezione è incostituzionale

Messaggioda sandropascucci » 15 gen 2021, 10:08

> Corte costituzionale: il decreto 1217 per lo stato di eccezione è incostituzionale

Il 21 dicembre il governo nazionale ha decretato un nuovo stato di eccezione che durerà 30 giorni.

Foto Segretario alla Comunicazione

Redazione Elcomercio.com

Nella notte di questo 2 gennaio 2021, la Corte costituzionale ha pubblicato la sua risoluzione sul nuovo stato di eccezione dichiarato dal presidente Lenín Moreno il 21 dicembre. La plenaria della Corte , che si è riunito in un modo straordinario il 27 dicembre 2020, con voto a maggioranza, ha dichiarato l'incostituzionalità del decreto esecutivo 1217 , del 21 dicembre "concludendo che non si conformi alle norme costituzionali". Con Decreto 1217 Moreno dichiarava lo stato di eccezione per calamità pubblica su tutto il territorio nazionale, per il grave aumento del contagio di covid-19 , dovuto ad agglomerati nonché per esposizione ad una mutazione con maggiore virulenza importata dal UK. In un comunicato, la Corte indica che “... non è indifferente alle conseguenze della capacità di risposta del sistema sanitario pubblico se il trend di ospedalizzazione continua ad aumentare, né alla gravità dei possibili effetti della nuova mutazione del virus, a cui fa riferimento il decreto in questione ”; tuttavia, ha sottolineato che "... non spetta a lui determinare le misure di politica pubblica necessarie per affrontare le conseguenze della pandemia [ma] deve concentrarsi sulla giustificazione e le ragioni offerte [nel decreto]". Successivamente, la dichiarazione della Corte costituzionale: "Parere n. 7-20-EE / 20: Parere di costituzionalità del decreto esecutivo n. 1217 di uno stato di eccezione dovuto a calamità pubblica La Plenaria della Corte Costituzionale, in seduta straordinaria del 27 dicembre 2020, a maggioranza dei voti, ha dichiarato l'incostituzionalità del Decreto Dirigenziale n. 1217 del 21 dicembre 2020, con il quale il Presidente della Repubblica ha dichiarato lo “Stato di eccezione per calamità pubblica su tutto il territorio nazionale, per il grave aumento del contagio di COVID -19, per agglomerati oltre che per esposizione ad una mutazione a maggiore virulenza importata dal Regno Unito, al fine di contenere l'espansione del coronavirus e delle sue conseguenze negative sulla salute pubblica ”, per aver concluso che non era conforme alle norme costituzionali. La Corte ha affermato che “… non è indifferente alle conseguenze della capacità di risposta del sistema sanitario pubblico se il trend di ricovero continua ad aumentare o alla gravità dei possibili effetti della nuova mutazione del virus, a cui fa riferimento al decreto in questione ”; tuttavia, ha sottolineato che "... non spetta a lui determinare allora sono le misure di ordine pubblico necessarie per affrontare le conseguenze della pandemia [ma] deve concentrarsi sulla giustificazione e le ragioni offerte [nel decreto]". Secondo la Corte, lo stato di eccezione è previsto per situazioni straordinarie non risolvibili dall'ordinario ordinamento giuridico e istituzionale. Senza trascurare la gravità delle conseguenze della pandemia a cui si riferisce il decreto, ha sottolineato che queste sono caratterizzate dalla loro durata indefinita. Per questo motivo, un regime concepito per essere temporaneo ed eccezionale non può essere sostenuto per tutta la durata della pandemia e delle sue conseguenze. Nell'esame del decreto, la Corte costituzionale ha considerato quanto segue: Ha rilevato che il Presidente della Repubblica ha basato lo stato di eccezione su un possibile rischio futuro e non su uno attuale, senza la base di informazioni sufficienti, chiare e specifiche. Poiché gli stati di eccezione operano di fronte a circostanze attuali e determinate, l'onere della prova non è stato soddisfatto per giustificare l'effettivo verificarsi degli eventi. Ha ribadito di essere consapevole della gravità della pandemia e del suo enorme impatto sui diritti alla vita, alla salute, tra gli altri. Tuttavia, per costituire una calamità pubblica, i fatti in cui è giustificato lo stato di eccezione devono essere non solo gravi, ma anche imprevedibili e inopportuni. La Corte ha ritenuto che, dopo oltre nove mesi di pandemia in Ecuador e nel mondo, una tale situazione avesse cessato di essere imprevista o soprannaturale. Di conseguenza, ha concluso che i fatti costitutivi della dichiarazione non costituivano la causa della pubblica calamità invocata nel decreto. Inoltre, ha ricordato di aver precedentemente avvertito che "non ammetterà una nuova dichiarazione sugli stessi fatti che hanno stabilito la calamità pubblica in due precedenti occasioni con i rispettivi rinnovi". Analizzando questa nuova dichiarazione, la Corte ha verificato che, in generale, il decreto si basa sugli stessi fatti delle due precedenti occasioni. Di conseguenza, ha stabilito che non avrebbe ammesso una nuova dichiarazione basata sugli stessi fatti. Né ha verificato che i fatti che hanno portato alla dichiarazione non possano essere superati attraverso il regime costituzionale ordinario. Ha sottolineato che lo stato di eccezione è stato previsto per circostanze straordinarie, quindi, a suo avviso, il governo dovrebbe affrontare questa situazione attraverso le misure del regime legale ordinario. Ha ricordato che, senza ricorrere a uno stato di eccezione, è possibile adottare i provvedimenti decretati. Pertanto, a parere della Corte, lo stato di eccezione non è giustificato a tal fine. Infine, ha verificato il mancato rispetto dei principi di necessità e proporzionalità che dovrebbero disciplinare la temporalità e la territorialità della dichiarazione di stato di eccezione, per cui ha concluso che la dichiarazione non rispettava i limiti temporali e spaziali stabiliti dalla Costituzione. . Per quanto precede, la Corte ha deliberato: 1. Dichiarare incostituzionale il decreto n. 1217. 2. Ricorda al Presidente della Repubblica e alle Autorità competenti che i provvedimenti di cui al Decreto n. 1217, volti ad evitare folle e riunioni di massa nonché a prevenire i possibili rischi della nuova variante del COVID-19 individuati Nel Regno Unito possono essere adottati in base ai poteri del regime costituzionale ordinario, anche dal COE, come di fatto è avvenuto, senza che sia necessario ricorrere ai poteri straordinari autorizzati in stato di emergenza. 3. Di fronte ai possibili rischi della nuova variante del COVID-19, la Corte ha ribadito l'appello al Governo nazionale a rafforzare, in maniera coordinata, i meccanismi di prevenzione disponibili in regime ordinario ”.

Este contenido ha sido publicado originalmente por Diario EL COMERCIO en la siguiente dirección:
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Il Consiglio di Stato boccia il governo: “Dubbi sulla costituzionalità dei Dpcm”

Messaggioda sandropascucci » 18 gen 2021, 19:53

> Il Consiglio di Stato boccia il governo: “Dubbi sulla costituzionalità dei Dpcm”
18 Gennaio 2021, 13:24

I Dpcm tanto cari al governo Conte, che ne ha fatto ormai un marchio di fabbrica del proprio operato, sollevato “profili di incostituzionalità” per quali urge un chiarimento. A dirlo non sono più soltanto gli italiani, che da tempo puntano il dito contro le misure adottate dall’esecutivo giallorosso e che impediscono a intere famiglie di lavorare, ma anche il Consiglio di Stato, che si è espresso in maniera accogliendo i ricorsi presentati da alcuni cittadini in merito alle restrizioni imposte per contrastare la pandemia, che hanno finito per mettere in ginocchio chi da un anno, ormai, non riesce più a portare avanti la propria attività.

Il Consiglio di Stato boccia il governo: "Dubbi di costituzionalità sui Dpcm"
Come spiega La Verità, il il Consiglio di Stato, organo d’appello dei tribunali amministrativi regionali, ha così accolto i ricorsi presentati dal proprietario di una palestra, da un ristoratore e dal genitore di uno studente delle superiori, tutti presentati dall’avvocata di Bologna Silvia Marzot. Con una ordinanza che, nei fatti, supporta le argomentazioni di chi ha deciso di ribellarsi alle restrizioni. Il tribunale amministrativo regionale aveva rigettato la sua richiesta a dicembre. Il 15 gennaio il Consiglio di Stato ha invece accolto l’istanza dell’avvocato Marzot e ha rinviato la questione al Tar, chiamato a decidere in tempi brevissimi, il 10 febbraio o comunque alla prima udienza utile.

Il Consiglio di Stato boccia il governo: "Dubbi di costituzionalità sui Dpcm"
Una decisione dalla portata tutt’altro che irrilevante. Il Consiglio di Stato ha infatti accolto un ricorso in cui si chiede la sospensione dei Dpcm e dello stato di emergenza. Per la prima volta, dunque, si mettono seriamente in discussione le misure governative adottate per affrontare l’emergenza sanitaria e presentate in questi mesi ai cittadini come sacrifici necessari per uscire dalla crisi. E a farlo, si badi bene, è un organo giurisdizionale a farlo.

Il Consiglio di Stato boccia il governo: "Dubbi di costituzionalità sui Dpcm"
“Sarà il Tar a decidere se dichiarare illegittimi i dpcm, compreso quello attuale, o addirittura rinviare tutto alla Corte costituzionale”, ha detto Silvia Marzot a La Verità . Aggiungendo poi: “Ricordo che la stessa Marta Cartabia disse che non esistono diritti speciali in momenti speciali”.
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Il giudice condanna il ministero: "Deve pubblicare il piano segreto"

Messaggioda sandropascucci » 23 gen 2021, 12:12

> Il giudice condanna il ministero: "Deve pubblicare il piano segreto"
Colpo di scena al Tar del Lazio. Accolto il ricorso di FdI: il dicastero di Speranza dovrà pubblicare il "piano segreto"


Giuseppe De Lorenzo - Ven, 22/01/2021 - 17:34

Il "piano segreto" non dovrà più essere tale. Il Tar accoglie il ricorso presentato dai deputati FdI Galeazzo Bignami e Marcello Gemmato e ordina al ministero della Salute di "consegnare entro 30 giorni" dalla sentenza "il documento da essi chiesto".

Cioè il "Piano anti-Covid" approvato dal Cts a marzo e ancora mai ufficialmente reso noto dal dicastero guidato da Roberto Speranza. Si tratta di una sentenza attesa, che segue un'intensa battaglia legale. E che arriva in un giorno simbolico: il 22 gennaio di un anno fa, infatti, Speranza dava il via alla task force sul coronavirus da cui trae origine proprio il "piano segreto".

Come ricostruito nel Libro nero del coronavirus, tutto inizia attorno a quel tavolo quando gli esperti si accorgono che il piano pandemico nazionale, mai aggiornato, non basta ad affrontare l'emergenza. Si decide così di avviare alcuni studi, grazie anche alla collaborazione della Fondazione Kessler. Il 12 febbraio Stefano Merler presenta i suoi calcoli al Comitato Tecnico Scientifico: all'interno ci sono scenari drammatici in caso di approdo del virus in Italia. Si ipotizzano migliaia di contagi, altrettanti morti, il rischio di saturare le terapie intensive. Il Cts, come emerge dai verbali, crea un gruppo di lavoro per mettere a punto un "Piano nazionale sanitario in risposta a un’eventuale emergenza pandemica da Covid-19". La prima bozza viene presentata a Speranza il 20 febbraio a mezzo slide. Mancano poche ore a Codogno. Poi il lavoro viene più volte analizzato e infine approvato dal Cts il 2 marzo, che ne dispone da riservatezza. Nessuno, soprattutto i media, deve vedere i numeri contenuti in quel "Piano".

Il resto è una storia fatta di silenzi, smentite e piste false. Quando il Direttore Generale della programmazione sanitaria, Andrea Urbani, ne rivela l'esistenza in una improvvida intervista, tutti vorrebbero ottenerne una copia. Nessuno però sembra averlo: il ministero e Speranza lo derubricano a studio, e a chi lo domanda viene inviato solo lo studio di Merler. Così ad agosto Bignami e Gemmato fanno un accesso agli atti, non ottengono risposta, e si rivolgono al Tar con l'aiuto dell'avvocato Silvia Marzot. È l'inizio della battaglia legale. In aula il ministero, rappresentato dall'Avvocatura dello Stato, si difende con forza. Si opone al ricorso. Fa le sue deduzioni. Ma alla fine perde.

"In nome del popolo italiano" la sezione terza quater del Tar del Lazio ha emesso la sua sentenza, smontando le tesi difensive dell'Avvocatura. Il ministero aveva provato ad affermare che il documento richiesto dai ricorrenti fosse lo studio di Merler (poi depositato al Tar) e che, in pratica, Urbani e i giornalisti avessero solo fatto un po' di confusione. "Detto documento - aveva messo a verbale - non è un Piano pandemico approvato con atto formale", né "un atto elaborato da una P.A., né è detenuto dal Ministero'". Il dicastero di Speranza ne sarebbe "venuto a conoscenza" solo il 12 febbraio, ma "non era ad esso diretto né è stato acquisito, essendo in possesso di un altro organo della Pa". In pratica: noi non ne sappiamo nulla, se lo volete bussate alla Presidenza del Consiglio.

Peccato che lo studio Merler non sia il "piano segreto" citato da Urbani. Lo dicono le inchieste del Giornale.it e quanto contenuto nel Libro nero del coronavirus (leggi qui). Quello che i deputati vogliono è infatti il "Piano nazionale di emergenza" seguito dagli esperti nei momenti più bui dell'emergenza Covid. Per i giudici, visto che lo studio di Merler viene illustrato il 12 febbraio mentre il "piano segreto", Urbani dixit, era già pronto da metà di gennaio, il ministero non "può sostenere" che siano lo stesso documento. Deve esistere un altro "Piano", come "dichiarato in modo inequivocabile" da Urbani nell'intervista "mai smentita né dall'interessato né, tanto meno, dal ministero". Per i giudici è inoltre "irrilevante" se il "piano" non è mai "sfociato in un vero e proprio provvedimento applicativo": esiste, e va mostrato. Per questo il ministero lo dovrà trasmettere ai deputati entro 30 giorni.

"Gli effetti di questa sentenza sono importantissimi - dice al Giornale.it Bignami - Intanto i giudici del Tar del Lazio dicono chiaro e tondo che il ministero ha di fatto mentito quando diceva che non c’era alcun piano di contrasto alla pandemia a gennaio. Il Piano c’era e risaliva a ben prima del paziente 1 e della prima zona rossa. Il governo consapevolmente lo ha nascosto e taciuto". Perché? "Le conseguenze di questa scelta sono state drammatiche - continua il deputato - Ad esempio le comunità locali, non avendo notizia di quel piano, hanno organizzato iniziative come "Bergamo non si ferma", "Milano non si ferma" e così via che hanno avuto un effetto amplificatore nella diffusione. Il tutto violando la regolamentazione sanitaria internazionale che impone invece piena trasparenza, quella che il Governo non ha avuto ed ora è certificato da una Sentenza. Adesso vogliamo vedere questo documento perché siamo certi che li scopriremo molte cose e capiremo perché il governo ne negava l’esistenza".
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Messaggioda Luca Mencaroni » 26 gen 2021, 10:49

Arrestato primario a Montichiari per la morte di due pazienti Covid

LOMBARDIA
25 gen 2021 - 08:27
Nel marzo scorso, durante la fase più acuta della pandemia, l'uomo avrebbe intenzionalmente somministrato a pazienti affetti da Covid farmaci a effetto anestetico e bloccante neuromuscolare causandone la morte

Il primario facente funzione del pronto soccorso dell'ospedale di Montichiari (Brescia) è stato arrestato e messo ai domiciliari dai carabinieri del Nas di Brescia con l'accusa di omicidio volontario. Nel marzo scorso, durante la fase più acuta della pandemia, il dottor C. M. avrebbe intenzionalmente somministrato a pazienti affetti da Covid farmaci a effetto anestetico e bloccante neuromuscolare causando la morte di due persone, di 61 e 80 anni.

L'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari è stata emessa dal gip del tribunale di Brescia, su richiesta della Procura, perché secondo il magistrato sussiste il rischio di reiterazione del reato e di inquinamento probatorio.

L'ospedale di Montichiari è collegato agli Spedali civili di Brescia. Al momento non si registrano reazioni da parte dei vertici della struttura.

Le intercettazioni: "Io non ci sto, questo è pazzo"
"Io non ci sto ad uccidere pazienti solo perché vuole liberare dei letti", scrive in un messaggio WhatsApp ad un collega un infermiere dell'ospedale. "Io non ci sto, questo è pazzo" risponde il collega parlando della decisione del medico di far preparare due farmaci che solitamente si utilizzano prima di intubare un paziente.

Le indagini
Grazie anche ad accertamenti tecnici di medicina legale disposti dall'autorità giudiziaria, spiega una nota, sono state analizzate le cartelle cliniche di numerosi pazienti morti in quel periodo per coronavirus, riscontrando in alcuni casi un repentino, e non facilmente spiegabile, aggravamento delle condizioni di salute.

Tre salme sono state esumate per essere sottoposte ad indagini di natura autoptica e tossicologica. Indagini che hanno rilevato, in un caso, la presenza nei tessuti di un farmaco anestetico e miorilassante comunemente usato nelle procedure di intubazione e sedazione del malato che, se utilizzato al di fuori di specifici procedure e dosaggi, può determinare la morte del paziente.

Inoltre, nelle cartelle cliniche dei deceduti oggetto di verifica, spiegano gli investigatori, non compare la somministrazione di quei medicinali facendo ipotizzare a carico dell'indagato anche il reato di falso in atto pubblico.

Intanto la Procura di Brescia ha individuato due consulenti tecnici incaricati dell'autopsia sui pazienti deceduti e delle analisi di sangue e tessuti. Si tratta di due professionisti veneti, il medico legale Antonello Cirnelli, consulente in molte inchieste delle procure del Nordest, e della dottoressa Donata Favretto, chimica, responsabile del laboratorio di medicina legale dell'Università di Padova. Compito dei due consulenti è stabilire il nesso di causa-effetto tra i farmaci e la causa del decesso di due pazienti.

https://tg24.sky.it/milano/2021/01/25/b ... enti-covid
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Ucciso il presidente della Tanzania

Messaggioda sandropascucci » 18 mar 2021, 7:38

tanzania01.JPG


BREAKING - TANZANIAN PRESIDENT MURDERED BY THE NWO!

President John Magufuli of Tanzania went missing a few days ago and now the fake news main stream media is saying he died from covid-19. He was the only world leader who fully exposed the entire pandemic

BREAKING - PRESIDENTE TANZANIANO ASSASSINATO DAL NWO!

Il presidente della Tanzania John Magufuli è scomparso pochi giorni fa e ora i media principali delle fake news dicono che è morto a causa del covid-19. Era l'unico leader mondiale che ha rivelato completamente l'intera pandemia
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Il presidente della Tanzania scomparso dichiarato morto di "malattia cardiaca" tra le voci sul coronavirus

Messaggioda sandropascucci » 18 mar 2021, 7:41

Il presidente della Tanzania scomparso dichiarato morto di "malattia cardiaca" tra le voci sul coronavirus

GABRIELLE REYES 17 marzo 2021 3:44
Il presidente della Tanzania John Magufuli è morto all'età di 61 anni per una malattia cardiaca, ha detto mercoledì il vicepresidente della Tanzania Samia Suluhu Hassan.

"Cari tanzaniani, è triste annunciare che oggi 17 marzo 2021 intorno alle 18:00 abbiamo perso il nostro coraggioso leader, il presidente John Magufuli, morto di malattie cardiache all'ospedale Mzena di Dar es Salaam dove stava ricevendo cure", Vicepresidente Samia Suluhu Hassan ha detto durante una trasmissione televisiva di stato il 17 marzo. La Tanzania entrerà ora in un periodo di lutto nazionale di due settimane per Magufuli, ha aggiunto il vicepresidente.

Magufuli è stata ammessa al Jakaya Kikwete Cardiac Institute di Dar es Salaam, in Tanzania, il 6 marzo, ha detto Hassan durante il suo discorso mercoledì. La rivelazione mette a tacere settimane di voci sulla scomparsa di Magufuli da quasi tre settimane dall'opinione pubblica da quando è stato visto l'ultima volta il 27 febbraio a Dar es Salaam durante una cerimonia alla Tanzanian State House. Il rifiuto iniziale del governo della Tanzania di commentare il luogo in cui si trovava il presidente ha alimentato la speculazione che si fosse ammalato, con alcuni che sostenevano che avesse contratto il coronavirus cinese.

Il vicepresidente Hassan è sembrato fare riferimenti criptici alla malattia di Magufuli lunedì durante un discorso che ha segnato il lancio di un progetto governativo a Tanga, una città nel nord-est della Tanzania.

"È normale che il corpo di una persona sia indisposto e contragga l'influenza o sviluppi la febbre", ha detto Hassan il 15 marzo, senza chiarire a chi si riferiva. Allo stesso modo, il vicepresidente ha riconosciuto "voci che circolano" in Tanzania durante il suo discorso, senza specificare a quali voci si riferisse o cosa affermassero.

“Come tanzaniani, dobbiamo lavorare insieme, essere uniti e costruire la nostra nazione. La maggior parte delle voci che senti non provengono dalla Tanzania… provengono da fuori del paese. Ti chiedo di ignorarli. Se si tratta di preghiere, pregate, ma tutto sommato dovremmo rimanere uniti e portare avanti la Tanzania. Siamo al sicuro ", ha detto Hassan.

Il 12 marzo il primo ministro tanzaniano Kassim Majaliwa ha affermato che Magufuli era "al sicuro" e stava lavorando mentre esortava i tanzaniani a "ignorare le fake news" riguardanti lo stato di salute del presidente.

"Il primo ministro ha chiesto ai tanzaniani di essere calmi perché il presidente John Magufuli è al sicuro e sta facendo il suo lavoro", ha detto Majaliwa citando la Tanzania Broadcasting Corporation .

Negli ultimi giorni le forze di sicurezza tanzaniane hanno arrestato almeno quattro persone per presunta diffusione di “false informazioni” sulla salute di Magufuli sui social media, a dimostrazione del desiderio del governo di reprimere le speculazioni che circondano il capo dello stato.

La morte di Magufuli mercoledì arriva solo cinque mesi dopo aver vinto un secondo mandato quinquennale come presidente della Tanzania in ottobre in un'elezione contestata. Magufuli è stato eletto presidente della Tanzania per la prima volta nel 2015 dopo che il partito al governo di sinistra del paese, Chama Cha Mapinduzi, lo ha scelto per succedere all'ex presidente della Tanzania Jakaya Kikwete. L'ex parlamentare è stato soprannominato "The Bulldozer" per il suo stile di leadership aggressivo, che lo ha visto portare avanti politiche che difendeva nonostante l'opposizione delle fazioni governative.

Le politiche di Magufli che circondano la pandemia di coronavirus cinese - che includevano il rifiuto totale di costringere i tanzaniani a chiudersi a chiave o di indossare maschere sanitarie e l' approvazione di rimedi alternativi per il coronavirus, come la preghiera e l'inalazione di vapore - hanno contribuito a fervide speculazioni nelle ultime settimane il presidente aveva contratto il coronavirus durante la sua scomparsa dagli occhi del pubblico.
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