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COLPO DI STATO IN ITALIA: GOVERNISSIMO DI INCAPACI ESCLUDE IL PARLAMENTO DEMOCRATICO AUTOCONFERENDOSI PIENI POTERI PER LA COSIDETTA EMERGENZA COVID-19 FINO AL 2021* http://covid.primit.it
*[vedremo solo a fine luglio se, e quanto, l'intervento del presidente Mattarella (del 21mag2020) risulterà essere stato veramente bloccante o un edulcorato rimando]
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Guido Silvestri: non fare scelte che potremmo rimpiangere amaramente, come lockdown generalizzato

Messaggioda sandropascucci » 1 nov 2020, 9:37

> Guido Silvestri: non fare scelte che potremmo rimpiangere amaramente, come lockdown generalizzato

BRENNO SUL NEW ENGLAND

E' uscito ieri sul New England Journal of Medicine, la Bibbia della ricerca clinica, il primo studio dell'anticorpo monoclonale neutralizzante LY-CoV-555 (alias Brenno :) ).

Risultato principale: se usato ai primi sintomi, riduzione del rischio di finire in ospedale del 72% (da 6.3% a 1.6%). Dai dati preliminari dell'uso insieme a Dodi (LY-CoV-016) -- non in questo articolo -- la riduzione di questo rischio sale ad oltre 85% nei soggetti a rischio (età >65 anni e BMI > 35).

Poi ci sono anche Fede e Luca, cioè i due anticorpi di Regeneron (REGN10933 e REGN10987), quelli dati a Trump, che hanno dato risultati simili, forse anche un po' migliori. Per non parlare di altri in via di sperimentazione, tra cui quelli potentissimi di GSK, previsti per marzo, e i famosi nanocorpi per spray nasale (le "truppe cammellate", per cui ci vorrà più tempo).

Insomma, la cavalleria degli anticorpi sta arrivando, e mentre aspettiamo -- con noi del settore che lavoriamo per farli arrivare in Italia al più presto -- cerchiamo tutti di stare calmi (keep calm and carry-on, come dicevano gli inglesi sotto le bombe di Hitler), e di non fare scelte che potremmo rimpiangere amaramente, come quella di un lockdown generalizzato o di richiudere le scuole.

Nervi saldi, niente panico, usiamo il cervello ed il buon senso. Mostra meno
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Bruno Vespa smonta il CTS: ci mentono da marzo, Richeldi senza pudore

Messaggioda sandropascucci » 3 nov 2020, 18:53

::
https://telegra.ph/Vespa-sui-tamponi-fake-11-03




> Oltre Tv » Bruno Vespa smonta il CTS: ci mentono da marzo, Richeldi senza pudore

Bruno Vespa smonta il CTS: ci mentono da marzo, Richeldi senza pudore
Denise Baldi 3 Novembre 2020

Richeldi bruno vespa porta a porta tamponi
Bruno Vespa a Porta a Porta torna sull’argomento tamponi sul quale è deciso a fare chiarezza: «Ci hanno detto una cosa sbagliata».

Qualche settimana fa avevamo lanciato la notizia sul sospetto che Vespa aveva esternato a Porta a Porta sui tamponi ripetuti sulle stesse persone.

In quell’occasione Bruno Vespa ha ottenuto una risposta molto elusiva da parte del sottosegretario Zampa in evidente difficoltà.

Nella puntata del 22 ottobre il giornalista è tornato all’attacco riproponendo il quesito al dottor Luca Richeldi del Comitato tecnico scientifico.

Tra gli ospiti della puntata, non a caso, era presente Maria Rita Gismondo, direttrice del laboratorio di microbiologia all’Ospedale Sacco di Milano.

Bruno Vespa ha introdotto nuovamente la questione: «Noi avevamo un vecchio sospetto non scientifico ma fondato sull’esperienza. Le persone che vanno a fare il secondo, il terzo, il quarto tampone, ricevono un modulo sempre uguale».

Il dubbio del giornalista era che questi tamponi multipli eseguiti sulle stesse persone fossero conteggiati come “nuovi casi”.

Ha quindi chiesto alla professoressa Gismondo di controllare e la risposta ha dato fondamento al dubbio che Bruno Vespa aveva sollevato.

Richeldi ammette la verità sui tamponi a Bruno Vespa
«La Gismondo ha verificato sull’esperienza del Sacco che effettivamente un 15% dei cosiddetti nuovi casi sono dei casi ripetuti».

Bruno Vespa ha così mostrato una tabella che tiene conto della percentuale: totale “contagiati” 465.736, tamponi ripetuti (-15,5%) 72.187, netto contagiati 393.539.

La professoressa Gismondo ha spiegato che il suo laboratorio ha notato che il numero dei tamponi era superiore al numero di persone che avevano effettuato il test.

«È ovvio, visto che le misure dicono di dover ripetere il tampone se positivo. Allo stesso soggetto possono corrispondere anche due o tre tamponi positivi».

Bruno Vespa si è rivolto al dottor Luca Richeldi, Pneumologo al Policlinico Gemelli di Roma e membro del Cts: «Perché queste cose al Comitato tecnico scientifico non risultano? Perché non ce le dite?»

Richeldi ha cercato di sviare banalizzando il quesito: «Intanto non mi pare che cambi il messaggio generale. La sostanza non cambia». Il giornalista ha ricevuto di nuovo una risposta evasiva e ha sbottato: «Però ditecelo».

Il dottor Richeldi ha cercato di correre ai ripari affermando che questa è un’informazione che l’Istituto Superiore di Sanità e il Ministero conoscono: «Credo che sia stata comunicata entro certi limiti».

Bruno Vespa ha perso la pazienza: «No, noi abbiamo telefonato all’ISS e ci hanno detto “nuovi casi significa nuovi casi” . Quindi ci hanno comunicato una cosa sbagliata e mi dispiace».

Denise Baldi
Perito chimico, appassionata di rimedi naturali e di tutto quello che riguarda la salute in generale.
da: https://www.oltre.tv/bruno-vespa-smonta ... -richeldi/
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Conte e Arcuri hanno mentito sugli ospedali

Messaggioda sandropascucci » 5 nov 2020, 20:07

> Conte e Arcuri hanno mentito sugli ospedali

Sullo stesso argomento:
Francesco Storace 04 novembre 2020a a a
C’è qualcosa di peggio del Dpcm di Conte che doveva entrare in vigore oggi e che solo ieri sera è stato spostato dal premier a domani. È la storia dei drammatici ritardi riguardanti i lavori per mettere a norma gli ospedali da attrezzare contro il Covid. Altro che terapie intensive. Giuseppe Conte, premier fanfarone, e Domenico Arcuri, commissario accentratore e sbrigativo, hanno provocato solo guai per gli ospedali. L’emergenza Covid la combattiamo con i perditempo e se va bene le strutture sanitarie saranno pronte dopo i festeggiamenti di Capodanno (che quindi non ci faranno fare con i lockdown a regioni alterne e le proroghe a cui ci hanno abituato).

È una storia di allucinante burocrazia quella che ruota attorno a un miliardo e trecento milioni di euro che arrivano per un’intesa – anch’essa ricca di complicazioni – con la Banca europea degli investimenti. E siccome si perde tempo – come testimonia la telenovela dell’ultimo Dpcm che doveva entrare in vigore stamane e invece slitta a domani... - arrivano le gole profonde a raccontare dettagli incredibili per i quali basta chiedere conferma ai governatori, che cominciano ad essere stufi di vedersi scaricare, in maniera vergognosa, le responsabilità da parte del governo. Altro che la leale collaborazione invocata da Conte e compagnia. Sono giorni che dalla maggioranza di Palazzo Chigi arrivano bordate sulle Regioni, approfittando del fatto che la gran parte di esse sono a guida centrodestra. E quindi giù botte. Ma i mesi sono passati invano, tra prima e seconda ondata Covid, proprio per colpa della smania di potere dei signori che governano l’Italia. A partire dal bottino. Le gare le hanno gestite lassù, mica hanno delegato le Regioni.

Tutto è cominciato quando il governo – con le migliaia di morti che contavamo a grappoli – si è deciso ad assumere le prime iniziative. Le date sono importanti, successivamente alla proclamazione dello stato di emergenza del 31 gennaio a cui seguì oltre un mese di dolce far niente. La marcia è stata innestata dando vita ad una spirale burocratica infinita. Tutti parlavano già di una seconda ondata autunnale, ma si perdeva tempo per decidere se delegare o no i territori, soprattutto laddove il Covid non aveva ancora fatto il suo massiccio ingresso. Da una parte l’emergenza continua, prorogata con altre due delibere del Consiglio dei ministri a fine luglio e il 7 ottobre. Il 17 marzo arriva il cosiddetto decreto cura Italia. Una marea legislativa con centinaia di articoli e commi. Al numero 122 arriva quello decisivo per gli ospedali. Si istituisce la figura del commissario straordinario per l’emergenza, che 24 ore dopo assume le sembianze del dottor Domenico Arcuri. Ma ci vogliono ben due mesi ancora per parlare di ospedali. È il decreto rilancio quello che varano il 19 maggio. Una incredibile discussione deve aver preceduto la decisione di affidare ad Arcuri persino la realizzazione di reparti e strutture per la lotta al Covid. Anziché affidare i poteri commissariali direttamente ai governatori, li accentrano a Roma e comincia la nuova odissea: gli eletti dal popolo devono rispondere – e pure di corsa – al signore nominato dal premier nominato. Infatti, nel dl rilancio c’è scritto che Arcuri può nominare come suoi delegati presidenti di regione o di province autonome. Le nomine, mentre lui si riserva le gare, arriveranno però ad ottobre. Nel frattempo, le Regioni sono costrette ad un’estenuante trafila burocratica che si conclude a fine agosto con i piani regionali da far approvare prima dal ministero della salute e poi immancabilmente dalla Corte dei Conti. Ad agosto finalmente il sigillo.
Durante tutto questo tempo arriva finalmente settembre con l’accordo maturato con la Banca Europea degli investimenti. E si scopre che non possono essere utilizzate neppure le procedure previste da un nuovo decreto, quello che inneggia alla semplificazione. Altro tempo perso. Poi si arriva ad ottobre e Arcuri delega a procedere con i lavori i presidenti di alcune regioni, in altre direttamente i direttori delle Asl, che così devono rispondere al commissario e contemporaneamente al loro presidente di regione. L’ultima ordinanza – riguardante il Veneto – del 14 ottobre. Per festeggiare i sette mesi passati invano dalla nomina del commissario straordinario.
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Radio Maria: "Il coronavirus è un complotto sotto l'impulso di Satana"

Messaggioda sandropascucci » 15 nov 2020, 18:28

> Radio Maria: "Il coronavirus è un complotto sotto l'impulso di Satana"

Il direttore dell'emittente, don Livio Fanzaga: "Questa epidemia è un progetto del demonio che attraverso menti criminali prepara un colpo di Stato sanitario o massmediatico"
15 NOVEMBRE 2020

La pandemia di coronavirus è effetto di un complotto mondiale delle elites per conquistare, sotto l'impulso di Satana, il mondo entro il 2021. Lo sostiene, parlando dai microfoni della sua emittente, il direttore di Radio Maria, don Livio Fanzaga. "A livello religioso si è già detto che la pandemia non viene da Dio. Dal punto di vista umano non si è voluto approfondire da dove venga, questa epidemia", ha spiegato, "ho insistito sul fatto che la Cina abbia testato un'arma tecnobiologica, che sarebbe proibita, ma la Cina non ha firmato la Convenzione di Ginevra".

Secondo Fanzaga "questa epidemia è un progetto che io ho sempre attribuito al demonio che agisce attraverso menti criminali che l'hanno realizzato con uno scopo ben preciso: creare un passaggio repentino, dopo la preparazione ideologica, politica e mass mediatica, per un colpo di Stato sanitario o massmediatico". Vale a dire "un progetto volto a fiaccare l'umanità, metterla in ginocchio, instaurate una dittatura sanitaria e cibernetica, creando un mondo nuovo che non è più di Dio Creatore, attraverso l'eliminazione di tutti quelli che non dicono sì a questo progetto criminale portato avanti dalle élites mondiali, con complicità magari di qualche Stato." Obiettivo quello di "costruire un mondo nuovo senza Dio. Il mondo di Satana. Dove saremmo tutti degli zombie. È un progetto, non una cosa campata per aria. Vorrebbero realizzarlo entro il 2021, a mio parere". Quanto al neopresidente degli Usa Joe Biden, la sua elezione sarebbe "la ciliegina sulla torta"


fonte Rep.it
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Di cosa si muore

Messaggioda sandropascucci » 19 nov 2020, 7:46

> Di cosa si muore

Il ministero della Salute calcola che negli ultimi otto mesi ci siano stati 43.589 morti di Covid. I dati si riferiscono al periodo 11 marzo-12 novembre.

Abbiamo chiesto all’epidemiologo Stefano Petti di spiegarci quanto incidono questi decessi su tutte le morti.

“Il numero dei decessi totali del 2020, in Italia, sarà disponibile solo fra un paio d’anni. Per capire il peso del Covid sulla mortalità generale possiamo fare riferimento all’ultimo anno utile, che è il 2017. Soltanto i dati relativi al Covid sono aggiornati al 2020, ma è un fatto insolito. Non è mai accaduto, infatti, che si registrassero in tempo reale i morti totali per una determinata causa.

Ma accogliamo questa anomalia. Allo stesso modo accettiamo che nel novero dei decessi Covid ci siano anche i casi probabili, le malattie simil Covid con tampone negativo e i morti con varie patologie gravi (come la demenza, quinta causa di decessi nel mondo o l’ictus) che non sembrano correlate all’infezione e tampone positivo. Qui le tabelle Istat del 2017.

Nel 2017 ci sono stati 646.833 morti. Ma visto che dobbiamo ragionare su 8 mesi calcoliamo i decessi in questo arco di tempo: sono 431.222. Quindi i morti Covid rappresentano il 10,1% di tutti i decessi”.

E il 90% della popolazione di cosa muore?

“Sempre l’Istat ci dice che i decessi per malattie cardiovascolari e per tumori nel 2017 sono stati 231.732 e 179.351. Facendo lo stesso rapporto vediamo che le malattie cardiovascolari rappresentano il 35,8% e i tumori il 27,7% di tutti i decessi. Infarti, ictus e tumori insieme provocano i ⅔ dei decessi in Italia.

In altre parole: per ogni morto di Covid ci sono 3,5 morti di malattie cardiovascolari e 2,7 morti di tumore”.

Si dice però che il 2020 registrerà un aumento della mortalità generale.

“Sì, si parla di una mortalità in eccesso stimata al 30 agosto 2020 del +188%, potremmo arrivare a 680.000 morti l’anno. Il sito our world in data, che è usato dagli epidemiologi in tutto il mondo, da Harvard a Stanford a Oxford, individua anche le cause di questo eccesso…”.

…dovuto al Covid…

“Non solo. Gli studiosi individuano l’eccesso di mortalità soprattutto nel sovraffollamento della sanità pubblica, nel fatto che le risorse sono state dirottate tutte sul Covid a scapito, ad esempio, dei reparti di cardiologia e oncologia. Poi nel fatto che le persone non si recano al pronto soccorso per malattie che non siano Covid trascurando quindi la loro salute…”. Cliccate qui (cercando “Excess mortality for all ages”).

Ma ci sono già i dati?

“Sì, sono stime. La Società Italiana di Cardiologia ha mostrato che gli accessi al pronto soccorso per infarto del miocardio durante il lockdown sono stati dimezzati (meno 48%) e la mortalità per infarto del miocardio non correlata al Covid è triplicata. Cliccate qui”.

Quindi a causa dell’emergenza Covid stanno aumentando i decessi per malattie cardiovascolari?

“Purtroppo sì. Ci hanno detto che grazie al lockdown sono diminuiti gli incidenti stradali, è una buona notizia, anche se dobbiamo aspettare i numeri ufficiali. Intanto possiamo dire che nel 2017 gli incidenti stradali incidevano per lo 0,5% di tutte le morti; che le malattie cardiovascolari e i tumori rappresentavano il 63,5% di tutte le morti e stiamo osservando ora che la Sanità pubblica si sta focalizzando sul 10% delle morti, disinteressandosi del 63,5%. Fra i reparti chiusi o ridotti per dirottare il personale verso il Covid ci sono anche quelli di cardiologia e oncologia. La Federazione degli Ordini degli Infermieri documenta il 40% di ricoveri ospedalieri in meno rispetto al 2019, una riduzione del 36% delle prestazioni specialistiche ambulatoriali e 1,4 milioni di screening oncologici in meno. Cliccate qui”.

Ma questo significa che la percentuale del 63,5% delle morti provocate da infarti e tumori potrebbe aumentare ancora?

“Purtroppo sì. Non ha alcun senso, ma è quello che sta emergendo: nonostante le buone intenzioni del Piano Operativo Regionale per il recupero delle liste di attesa – cliccate qui – per bloccare la causa del 10% dei decessi, si fanno crescere le altre. La spiegazione è che le risorse sono sempre le stesse, si recuperano spostandole da settori già carenti e centrali per la nostra Sanità. Questo modus operandi porterà a registrare morti in eccesso alla fine del 2020 come spiegato dagli statistici di our world in data. Pare assurdo ma all’ OMS se ne accorsero già in aprile…”

In che senso all’OMS se ne accorsero in aprile?

“Nel seguente documento, cliccate il pdf alla quarta pagina, Policy Issues. L’OMS valuta che la risposta alla pandemia avrebbe provocato un aumento della mortalità generale, con peggioramento delle malattie preesistenti, più errori medici e nella gestione delle altre malattie. Insomma, un peggioramento della qualità delle cure”.

Parlando delle sole malattie respiratorie. L’Istat calcola che i morti da malattia respiratoria furono 79.017 nel 2017 pari a 52.678 in otto mesi. In questa voce compaiono le malattie croniche delle basse vie respiratorie ma anche le polmoniti e le influenze. Si tratta di malattie respiratorie infettive, come mai per evitare questi decessi non abbiamo mai fatto un lockdown?

“È giusto chiederselo: come mai? Guardando alla situazione mondiale, il quadro è ancora più evidente. Cliccate qui. Il totale dei decessi nel mondo per Covid reale + presunto, dall’11 gennaio al 13 novembre 2020, è stato di 1.293.105.

I morti totali nel mondo nel 2017 sono stati 55.950.000, nei mesi da febbraio (da quando è comparso il Covid) a novembre sono 41.962.500 e il Covid rappresenta solo il 3,1% di tutti i decessi.

Nel 2017 i decessi per polmoniti sono stati 2.560.000, che diventano 1.920.000 per nove mesi; ma ci sono stati anche 1.180.000 decessi per tubercolosi (computate al di fuori delle polmoniti), che diventano 885.000 in nove mesi.

Quindi ci sono 2,2 morti per polmoniti e tubercolosi per ogni morto di Covid”.

Conclusioni: l’OMS era al corrente del rischio, poi rivelatosi reale, di una crescita dei morti da altre malattie. Tuttavia i governi dei Paesi occidentali si sono concentrati solo sulla nuova infezione, responsabile, nel mondo del 3,1% dei decessi e, in Italia del 10%, relegando tutti dentro casa e danneggiando le economie nazionali. Il Covid è un’ infezione respiratoria che provoca meno della metà dei morti che ogni anno provocano le altre infezioni respiratorie.
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Re: COVID19 - Quando qualcosa stona dal mainstreaming (ex Tira un'arietta) #covid-tiraunarietta.primit.it

Messaggioda Luca Mencaroni » 19 nov 2020, 14:38

Ma l'italiano medio ti risponde che i morti sarebbero stati molti di più del 10% se il governo non avesse imposto le nuove regole e restrizioni..
Non se ne esce
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Graziano Onder: “L’Italia sovrastima i morti da Covid, basta siano positivi”

Messaggioda sandropascucci » 23 nov 2020, 20:46

https://telegra.ph/Onder-ISS---Contiamo ... iati-11-23

> Graziano Onder: “L’Italia sovrastima i morti da Covid, basta siano positivi”

C'è qualcosa che non torna: "Contiamo in maniera diversa rispetto a tutto il resto dell'Europa"

Graziano Onder, responsabile del rapporto dell’Istituto superiore di sanità sulla mortalità da Covid-19, ha dichiarato che i morti causati direttamente dall’epidemia sono molti meno. “Mentre da noi tutti coloro che muoiono e risultano positivi al tampone vengono classificati come decessi da Covid, non è così in altri Paesi”.

Queste le parole di Onder.

E ancora: “A influire sulla mortalità ci sono anche le caratteristiche della nostra popolazione, che per un quarto è composta da ultrasessantacinquenni ed è la più anziana d’Europa“. Il direttore del dipartimento malattie cardiovascolari, endocrino-metaboliche e dell’invecchiamento, come ha riportato La Verità, ha inoltre precisato che nel nostro Paese “il 90% dei morti sono con, e non per Covid. Persone anziane e con più patologie” il cui contagio dal virus ha dato la spinta fatele decisiva.

“Così siamo i peggiori d’Europa”
In questi giorni poi sono state parecchie le voci che si sono elevate per fare chiarezza sul numero dei morti da Coronavirus nel nostro Paese. Secondo la John Hopkins University, in Europa l’Italia è prima per tasso di mortalità, terza nel mondo dopo Iran e Messico. Secondo il virologo Andrea Crisanti , questa incongruenza sarebbe dovuta alla sottostima del reale valore di decessi nel Paese: “Il numero dei contagi che noi identifichiamo ogni giorno coi tamponi, forse è ancora una sottostima del numero reale e comunque non credo questi numeri vadano a calare nel breve periodo, perché purtroppo il numero dei morti riflette il numero delle infezioni precedente di circa due tre settimane”.

Anche l’infettivologo Matteo Bassetti, ospite a “L’Aria che Tira” su La7, aveva dichiarato che in Italia abbiamo sbagliato a contare i morti da Covid. “Abbiamo sbagliato perché abbiamo contato i decessi in maniera diversa rispetto a tutto il resto d’Europa. Vogliamo continuare nell’errore? Da quando abbiamo cambiato la metodologia di conteggio dei decessi noi stiamo drammaticamente decrescendo come letalità ma abbiamo un peccato originale che riguarda marzo-aprile, dove chiunque arrivasse in ospedale con un tampone positivo, anche che aveva un infarto, veniva qualificato come morto per Covid”.
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Trump non ammette la sconfitta ma cede a Biden

Messaggioda sandropascucci » 26 nov 2020, 19:59

L'articolo PER NON DIMENTICARE più bello di sempre..
io penso che Trump a questo se lo va a prendere a casa..

avanti.JPG

> GIOVEDÌ, 26 NOVEMBRE, 2020
Direttore Mauro Del Bue

Trump non ammette la sconfitta ma cede a Biden
DOMENICO MACERI DEL 26 NOVEMBRE 2020
CRONACA

Laura Ingraham, conduttrice di un programma alla Fox News e grande sostenitrice di Donald Trump, ha recentemente accettato l’idea che Joe Biden sia stato eletto, ammettendo che “bisogna vivere nella realtà”. La realtà era già nota da parecchie settimane ma Ingraham e soprattutto Trump non la volevano accettare. Il presidente uscente, infatti, come ha fatto in tanti altri casi, ha tentato del tutto per ribaltare la realtà obiettiva, fabbricandosi una visione personale di vittoria nell’elezione del 2020. Trump è riuscito a mantenere viva questa sua visione con l’aiuto del suo partito, conducendo il Paese vicino a una crisi costituzionale e allo stesso tempo facendoci vedere la fragilità della democrazia americana. Alla fine però, poco a poco, i legislatori statali e locali repubblicani, molto più che quelli federali, si sono resi conto che la democrazia vale più del loro partito e hanno fatto il loro dovere.

Trump da parte sua non ha ancora ammesso la vittoria di Biden ma ha dato il via libera alla transizione, accettando di procedere con le pratiche formali per il trasferimento di fondi federali e le informazioni necessarie alla nuova amministrazione. La sua riluttanza però di accettare la realtà nelle ultime settimane dopo l’elezione ci ha aperto gli occhi al pericolo di un individuo che dava chiari segnali di volersi prendere il potere, mettendo da parte la democrazia che esiste in America da più di tre secoli. Le cifre complete dell’esito elettorale non sono ancora disponibili al 100% ma vi erano già abbastanza dettagli per determinare il vincitore presidenziale.

Trump aveva già preparato il terreno per contestare l’esito durante la campagna elettorale asserendo a destra e manca che i voti per corrispondenza avrebbero truccato l’elezione. Si tratta di una grande falsità ma anche di ipocrisia. Trump sa benissimo che il voto per corrispondenza non gli causa problemi come si vede chiaramente dallo Stato dell’Utah che ha una storia abbastanza lunga di condurre le elezioni quasi completamente per corrispondenza. Nessun broglio in Utah per Trump perché, dopotutto, si tratta di uno Stato affidabilmente “red”, ossia che sempre vota per i repubblicani. Nemmeno vi è stata alcuna critica sulla Florida dove molti elettori anziani votano per corrispondenza, e guarda caso, anche quest’anno ha dato la maggioranza dei suoi consensi al presidente uscente.

Per Trump i brogli sono avvenuti in quegli Stati che lui ha perso, specialmente il Michigan, la Pennsylvania, la Georgia, il Wisconsin, l’Arizona e il Nevada che gli hanno negato la rielezione. Per cercare di ribaltare gli esiti annunciati dai media e poco a poco degli Stati che hanno certificato i risultati, Trump ha continuato la sua campagna di tweet velenosi in cui ha ripetuto (e continua a ripetere) che alla fine lui vincerà. Questo gli è stato utile per mantenere soddisfatta la sua base ma anche per fare richiesta di contributi per le spese legali che dovrebbero condurre alla vittoria. I suoi sostenitori però forse non avranno notato che il 60% di questi contributi possono essere usati anche per saldare i debiti della campagna elettorale invece di pagare gli avvocati assunti da Trump.

Questi avvocati hanno offerto pochissimi successi all’attuale inquilino della Casa Bianca. In caso dopo caso i tentativi legali di Trump hanno fallito in parte per il contenuto fasullo delle denunce ma anche per l’incapacità dei rappresentanti, capitanati da Rudy Giuliani, ex sindaco di New York e grande sostenitore dell’ex tycoon. Giuliani, però, ha lavorato nell’ambito legale come se si trattasse di un reality per le televisioni via cavo e le sue asserzioni si sono squagliate proprio come è successo alla sua tinta di capelli in un video divenuto virale che ha fatto il giro del mondo. A completare il quadro irreale dei suoi sforzi giudiziari è stato l’ovvio complottismo di Sidney Powell, una dei suoi legali, la quale aveva dichiarato che l’elezione era stata truccata mediante il software usato per contare i voti. Secondo Powell, si tratta di un software di origine venezuelana sotto la guida di Hugo Chavez (morto nel 2013!). Queste asserzioni erano troppo esagerate persino per Trump che l’ha licenziata senza però essere preoccupato del modo in cui l’aveva assunta.

Le azioni più pericolose di Trump per ribaltare l’elezione sono state quelle di mettere pressioni sui legislatori statali di dichiarare l’elezione illegale il che permetterebbe agli Stati di scegliere i grandi elettori che eleggono il presidente senza tenere conto del volere dei votanti. In effetti, Trump voleva che si bypassassero i voti dei cittadini per conquistarsi la maggioranza dei voti elettorali. Trump ha avuto successi limitati anche con questa strategia. Il 45esimo presidente si era incontrato alla Casa Bianca con leader repubblicani del Michigan per convincerli a bloccare la certificazione di Biden, vincitore dello Stato. Dopo l’incontro questi sono stati fotografati all’Hotel di Trump di Washington mentre bevevano champagne Dom Perignon, che secondo informazioni, costerebbe 800 dollari a bottiglia. Dei quattro responsabili per la certificazione dell’elezione nel Michigan, vinta da Biden con un margine di 155mila voti, uno dei due repubblicani ha votato con Trump ma l’esito gli è stato sfavorevole.

Nel caso della Georgia, vinta da Biden con un margine di quasi 13mila voti confermati dal riconteggio, Trump aveva messo pressioni sul governatore repubblicano Brian Kemp per bloccare la certificazione per presunta frode elettorale. Kemp si è rifiutato nonostante gli aiuti ricevuti da Trump nella sua elezione a governatore due anni fa.

Non c’è stata frode elettorale nell’elezione del 2020. Lo ha persino confermato la Cybersecurity and Infrastructure Security Agency, un’agenzia del governo federale, diretta da Chris Krebs, il quale era stato nominato da Trump. L’annuncio di Krebs non ha fatto piacere al presidente uscente e lo ha subito subito licenziato come spesso fa con subordinati che lo contraddicono.

Nonostante il fallimento di Trump di ribaltare un’elezione che ha ovviamente perso, il danno fatto alla realtà condivisa e soprattutto alla democrazia americana è grave. Il presidente uscente ha tracciato la strada a futuri politici con simili tendenze autoritarie a seguire il suo esempio. Nel 2020 la democrazia ha vinto ma le azioni di Trump ci hanno rivelato che il sistema politico americano è fragile e un altro leader più abile di lui potrebbe in futuro giungere a esiti molto più pericolosi.

Domenico Maceri
PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California. Alcuni dei suoi articoli hanno vinto premi della National Association of Hispanic Publications
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