COVID19 - Quando qualcosa stona dal mainstreaming (ex Tira un'arietta) #covid-tiraunarietta.primit.it

COLPO DI STATO IN ITALIA: GOVERNISSIMO DI INCAPACI ESCLUDE IL PARLAMENTO DEMOCRATICO AUTOCONFERENDOSI PIENI POTERI PER LA COSIDETTA EMERGENZA COVID-19 FINO AL 2021* http://covid.primit.it
*[vedremo solo a fine luglio se, e quanto, l'intervento del presidente Mattarella (del 21mag2020) risulterà essere stato veramente bloccante o un edulcorato rimando]
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COVID19 - Quando qualcosa stona dal mainstreaming (ex Tira un'arietta) #covid-tiraunarietta.primit.it

Messaggioda sandropascucci » 21 mag 2020, 10:56

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Re: COVID19: Tira un'arietta.. TANZANIA

Messaggioda sandropascucci » 21 mag 2020, 10:58

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https://www.nigrizia.it/notizia/tanzania-magufuli-sovrasta-il-covid-19


Iniziative che fanno discutere
Tanzania, Magufuli sovrasta il Covid-19

Le politiche negazioniste e nazionaliste del presidente tanzaniano impediscono al resto del mondo di conoscere la reale portata della diffusione del virus nel paese. Intanto, per promuovere il turismo, il paese riapre ai voli aerei internazionali

20 Maggio 2020 14:40

Antonella Sinopoli

«La nostra economia viene prima della lotta al Covid-19». Sono parole di John Pombe Magufuli, presidente della Tanzania, soprannominato, non a caso “il bulldozer”. Parole pronunciate nel corso di una cerimonia religiosa nella chiesa luterana evangelica di Chato, sua città natale. Ed è così che, dal 18 maggio, è stato riaperto lo spazio aereo. Almeno nelle intenzioni.

A comunicarlo il ministro dei trasporti e della comunicazione, Isack Kamwelwe, e quello delle risorse naturali e del turismo, Hamisi Kigwangalla. «Se ai controlli in arrivo la temperatura dei viaggiatori risulterà normale non saranno costretti alla quarantena e saranno liberi di visitare il nostro meraviglioso paese e tutto quello che può offrire» ha detto Magufuli nel corso del suo discorso, riportato da un quotidiano locale.

Allertata dunque l’autorità per l’aviazione civile, affinché vengano implementate una serie di misure di controllo e di sicurezza. Ora bisognerà vedere come reagiranno le compagnie aeree che, il 25 marzo, avevano interrotto tutti i voli per lo scalo di Dar Es Salaam, ma anche gli altri paesi che sono sulla stessa rotta internazionale, come Nairobi ed Entebbe. Intanto lo scalo Julius Nyerere rimane funzionante solo per i voli interni.

Turismo e commercio settori vitali

Certo, il turismo è una fonte importantissima per l’economia del paese. Lo scorso anno ha portato 2.526 miliardi di dollari nelle casse dello Stato e, contrariamente alle pessimistiche previsioni dovute alla pandemia, il ministro Kigwangalla ha presentato una previsione di crescita nel 2020 di 2.6 miliardi di dollari e un numero di visitatori pari a 1.867 milioni. Condizioni, ha aggiunto, che potrebbero creare 623mila nuovi posti di lavoro.

La vita deve andare avanti, ha detto il presidente, che ha assicurato che i turisti continueranno ad affollare spiagge e parchi del paese. «I voli di alcune compagnie sono già tutti prenotati fino ad agosto» ha detto, assicurando che il paese li sta «aspettando a braccia aperte».

Insomma, secondo il capo di Stato, bisogna agire subito per evitare il tracollo economico e agire anche per prevenire la penuria di cibo e altri generi di prima necessità che se per ora non mostra ancora segni tragici, potrà farlo il prossimo anno, qualora le frontiere, anche quelle terrestri, rimangano chiuse a lungo. La Tanzania da questo punto di vista è particolarmente toccata, visto che confina con otto Stati. Una condizione geografica che è anche il suo punto di forza, soprattutto considerando l’accesso al mare.

Secondo la Banca mondiale, solo l’area portuale di Dar es Salaam rappresenta la porta d’ingresso per il 90% del commercio tanzaniano ma è anche la via di accesso ai paesi confinanti che non hanno sbocchi sul mare: Malawi, Zambia, Burundi, Rwanda, Uganda e Repubblica democratica del Congo.

È attraverso i porti della Tanzania, infatti, che i paesi vicini importano il petrolio, ma anche altri beni e materiali industriali e di vario consumo. Allo stesso modo, il porto tanzaniano viene usato da questi paesi per le proprie esportazioni.

Blackout dell’informazione

In ogni caso, le azioni e le posizioni prese in queste ultime settimane dal presidente Magufuli sono state, a dir poco, bizzarre. E criticate non solo da esponenti dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), ma anche dai leader di altre nazioni africane. Dal dichiarare il Covid-19 un “virus satanico” al chiedere alla popolazione di affidarsi alle preghiere che sarebbero bastate a risolvere il problema, all’accusare la comunità internazionale (dunque l’Oms) di avere esagerato la crisi.

Intanto, il paese sembra – e questo nonostante non abbia mai chiusi i propri confini terrestri – tagliato fuori, anche dalle notizie. Se non ci fosse Internet (e non tutti hanno accesso alla rete) la popolazione non avrebbe informazioni.

Ce lo conferma padre Francesco Bernardi, missionario della Consolata in Tanzania: «Sono tre settimane che i tanzaniani sono tenuti all’oscuro. Questo è in linea con la politica del presidente Magufuli, il quale privilegia l’economia del paese alla salute della popolazione».

E quando parliamo di atteggiamenti a dir poco bizzarri di Magufuli, ci riferiamo anche alla trovata di sottoporre ad analisi campioni di capra, olio per auto, papaia… «Abbiano scoperto – ha dichiarato poi il presidente, in seguito ai presunti risultati dei test – che alcuni elementi sono positivi al coronavirus. Siamo di fronte a fatti strani. Non possiamo fidarci delle informazioni dei cosiddetti esperti».

Affermazioni che nel paese sono circolate a tutti i livelli della comunità, come ricorda il padre missionario, che sottolinea anche quanto tali “stranezze” oltre a diventare un pericolo per la popolazione, di fatto «blindano nell’oscurità il coronavirus». Al momento gli ospedali governativi, continua padre Bernardi, ospitano solo 183 affetti di Covid-19.

Rimedi fai da te

«I contagiati preferiscono andare altrove, giacché in ospedale non trovano adeguata assistenza. E ospedali privati, come l’Aga Khan, sono un lusso per pochissimi. L’uomo della strada resta in casa propria curandosi con bevande al limone e tangawizi (ginger o zenzero in lingua kiswaili) o decotti tradizionali di erbe». Ecco, le erbe, zenzero in primis. È a queste che il presidente tanzaniano ha affidato la sorte dei propri cittadini.

Fra la gente però si alternano sentimenti di «rassegnazione o fatalismo» e anche l’uso delle mascherine, che nelle prime settimane era obbligatorio, è molto diminuito. Soprattutto nelle città, ci racconta padre Bernardi, «che sono anche le più esposte alla diffusione del virus». Paura? «Sì, anche quella è tanta».

Anche se poi, a leggere i commenti sulle pagine social del presidente, si scoprono cittadini che plaudono alle iniziative del loro leader. Sono commenti scritti, per la maggior parte, in kiswahili. Dopotutto lo stesso presidente usa la lingua locale, non solo su Facebook e Twitter, ma anche nei discorsi ufficiali. Cosa accadrà dunque ora che è stata ufficialmente dichiarata la volontà di aprire l’aeroporto ai voli internazionali?

Isolamento internazionale

Se il presidente assicura che frotte di turisti sono già in attesa di visitare la Tanzania, l’ambasciata americana, per fare un esempio, informa i suoi cittadini dell’alto rischio di contrarre il coronavirus nel paese, visto che gli ultimi dati forniti dal governo risalgono al 29 aprile.

E il timore di movimenti sconsiderati e che le misure di apertura siano ancora premature, lo dimostrano anche paesi come il Kenya o lo Zambia che, nonostante la Tanzania abbia tenuto aperte le frontiere hanno invece tenuto bloccate le proprie verso e da il paese confinante. Nei giorni scorsi proprio il Kenya ha impedito l’ingresso nel paese di 182 persone trovate positive al virus, provenienti dalla Tanzania.

Intanto Magufuli sta decidendo di proclamare altri tre giorni di thanksgiving (ringraziamento) «affinché le preghiere possano continuare a tenere lontano il virus». Peccato che nessuno sappia a quanto corrisponda il calo di casi di Covid che rivendica. Semmai fosse vera questa sbandierata diminuzione della virulenza dell’epidemia nel paese.
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Re: COVID19: Tira un'arietta..

Messaggioda sandropascucci » 21 mag 2020, 11:08

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https://www.africanews.com/2020/05/06/tanzania-how-can-goat-papaya-pawpaw-test-positive-to-corona-morning-call/


Tanzania: capra, zampa di zampa, test jackfruit positivo per coronavirus [Morning Call]

Ultimo aggiornamento: 06/05 - 14:00
THE MORNING CALL

C'è stato un licenziamento top e controverso in Tanzania. Il capo del laboratorio sanitario nazionale responsabile del test del coronavirus è stato sospeso, un giorno dopo che il presidente John Magufuli ha messo in dubbio l'accuratezza dei test.

Domenica il presidente Magufuli, che ha costantemente minimizzato l'effetto del virus, ha scioccato il mondo quando ha detto che animali, frutta e olio per veicoli erano stati segretamente testati in laboratorio. Ora, leggi alcune delle cose specifiche che ha detto che sono state testate. Una papaia, una quaglia e una capra. Tutti quelli che dice sono stati trovati positivi per Covid-19.

Magufuli mise in dubbio la credibilità delle attrezzature e dei tecnici di laboratorio e mise in discussione i dati ufficiali sulla pandemia. Ha chiesto un'indagine su quello che sospettava essere un "gioco sporco" in laboratorio. Da dove i kit erano stati importati, però, non avrebbe detto. Quindi, il direttore del laboratorio qui Nyambura Moremi è stato licenziato. E 'stato formato un comitato di 10 persone per indagare sulle operazioni del laboratorio, incluso il processo di raccolta e test dei campioni. Attualmente, cioè, a partire dal 5 maggio, la Tanzania ha circa 480 casi Covid-19 di cui 16 morti.

Ora c'è molto di cui parlare in questa storia e in generale sull'approccio della Tanzania al coronavirus. Questa mattina daremo una rapida occhiata alla sospensione del direttore del laboratorio. Con Jerry Bambi c'è Fatma Karume, un'attivista per i diritti umani di Dar es Salam
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Presidente de Tanzania denuncia graves irregularidades en gestión del Coronavirus.

Messaggioda sandropascucci » 21 mag 2020, 11:16

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https://www.youtube.com/watch?v=6mQMXKrL58k


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GUBBIO (ITALY) tira un'arietta..

Messaggioda sandropascucci » 22 mag 2020, 10:07

> Ceri, pugno duro di Stirati sugli assembramenti: "Denunce, quarantena obbligatoria e Daspo dalle famiglie ceraiole"

Cronaca / Gubbio
Ceri, pugno duro di Stirati sugli assembramenti: "Denunce, quarantena obbligatoria e Daspo dalle famiglie ceraiole"
Il sindaco invoca rigore e propone provvedimenti esemplari come per gli ultras che si macchiano di violenza: "Hanno infangato tutta la città"

[..]
Ceri, pugno duro di Stirati sugli assembramenti: "Denunce, quarantena obbligatoria e Daspo dalle famiglie ceraiole"
„Da qui la dura presa di posizione: “Occorre agire duramente nei confronti di chi si è macchiato di questi comportamenti. Alcuni vigili sono stati insultati e aggrediti – ha detto Stirati – Per questo agiremo con fermezza e abbiamo chiesto alla Procura della Repubblica di andare fino in fondo in maniera drastica. Nessun velo, neanche se tra i facinorosi ci fossero dipendenti comunali o familiari”. “
[..]


Potrebbe interessarti: https://www.perugiatoday.it/cronaca/cer ... ubbio.html



> Negativi tamponi dopo assembramenti Gubbio
Coletto, situazione sotto controllo e risultati fanno sperare

PERUGIA
21 maggio 2020 11:20

(ANSA) - PERUGIA, 21 MAG - Sono risultati tutti negativi ai test sierologici e al tampone molecolare per il Covid cittadini di Gubbio identificati in agli assembramenti avvenuti nelle strade il 15 maggio nonostante fosse stata annullata proprio per l'epidemia di coronavirus la corsa dei Ceri per celebrare il patrono Sant'Ubaldo. L'esito degli esami è stato reso noto dall'assessore regionale alla Salute, Luca Coletto.
"Fortunatamente - afferma l'assessore - al momento la situazione a Gubbio è sotto controllo e i risultati dello screening lasciano ben sperare. Ad ogni modo, è importante far presente ancora una volta a tutti i cittadini che il rispetto delle regole, prima tra tutte proprio quella del distanziamento sociale, non può essere assolutamente trascurato visto che, in momenti di emergenza sanitaria, comportamenti sbagliati mettono a rischio la salute di tutta la comunità". (ANSA).
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Coronavirus, Corbellini: "Sì è scatenato il panico. Ma non è come le altre pandemie"

Messaggioda sandropascucci » 22 mag 2020, 10:17

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https://www.quotidiano.net/cronaca/coronavirus-pandemia-corbellini-1.5160466


Pubblicato il 22 maggio 2020
Coronavirus, Corbellini: "Sì è scatenato il panico. Ma non è come le altre pandemie"
Lo storico della medicina: questa è stata l’epidemia più mediatica della storia. "Troppi tuttologi, ansia eccessiva. La Spagnola provocò 50 milioni di morti, l’Aids è già a 35"

di LOREDANA DEL NINNO

Roma, 22 maggio 2020 - È stato i l virus più mediatizzato di sempre. E la sovrabbondanza di notizie ha generato un grande allarme per la pandemia di Covid, che fa registrare al momento conseguenze inferiori rispetto a contagi globali precedenti. "È mancata da parte degli scienziati una comunicazione intellettualmente onesta", esordisce Gilberto Corbellini, epistemologo e docente di Storia della medicina alla Sapienza di Roma.

Professore, cosa non ha funzionato?
"Numerosi esperti, chiamati a commentare i fatti, non hanno voluto ammettere la loro ignoranza e che non esistono ancora da un punto di vista scientifico elementi sufficienti a suffragare ipotesi sul futuro andamento dell’epidemia. Pretendendo poi di dare risposte convincenti alle domande che circolano in questo momento: sparirà con il caldo?Tornerà questo autunno? E così via. Basterebbe dire ’non sappiamo e comunque si deve procedere con grande prudenza’, rifuggendo dalla ribalta".

C’è dell’altro?
"Molti scienziati si sono rincorsi da un’intervista all’altra, esponendo ciascuno la propria opinione, divergente da quella di altri colleghi. Tutti volevano esprimere un parere su questioni di cui non erano competenti: i clinici sui modelli matematici, gli epidemiologi sui virus, i virologi sull’immunità, gli immunologi sulla clinica della malattia".

Quali sono state le conseguenze?
"Il flusso di informazioni, spesso in contrasto tra loro, ha accresciuto ansia e confusione. Si è diffusa una paura ingiustificata sulla scia dell’emotività. Ciascuno ha tratto dalla mole di informazioni diffuse quello che voleva trarre: gli ottimisti avranno creduto alle ipotesi più confortanti, i pessimisti si saranno lasciati abbattere ancora di più dalle notizie e dalle immagini terribili che sono circolate per un certo periodo. Niente però di aderente alla realtà".

Come se ne esce?
"Restituendo alla pandemia la sua autentica dimensione: non sappiamo ancora nulla sul tasso di letalità di Covid che, già risulta inferiore alle prime stime e cercando di essere realisti. La Spagnola uccise almeno 50milioni di persone e l’ Hiv ne ha già uccisi 35milioni. Non ci sono elementi per pensare che si tratti di una minaccia equivalente. Questo virus ha sicuramente contagiato più soggetti di quelli stimati. È ragionevole aspettarsi una frenata anche per il fatto che il nostro comportamento e l’approccio medico alla malattia sono cambiati".

Molti hanno paragonato l’epidemia di Coronavirus alla Spagnola del secolo scorso.
"Niente di più sbagliato, ogni epidemia ha la sua ecologia. A quell’epoca l’età media era inferiore all’attuale e il morbo uccideva soprattutto la popolazione dai 20 ai 40 anni. Non c’erano la conoscenze scientifiche che ora ci hanno consentito di sequenziare il virus dopo 8 giorni dalla scoperta e porteranno prima o poi a una cura o al vaccino. Probabilmente se Covid-19 fosse scoppiato allora non sarebbe passato alla storia e sarebbe stato confuso con un’influenza, con complicazioni fatali per gli anziani, che non avrebbero avuto a disposizione le macchine per la terapia intensiva".

È lecito ora abbassare la guardia?
"Assolutamente no per i motivi che ho esposto. Bisogna mettere in campo la responsabilità individuale, senza pensare che il pericolo sia passato, ma nemmeno cadendo in preda a paure paralizzanti. C’è bisogno di far ripartire l’economia e di tornare a una vita sociale decente. Se c’è una cosa di cui si può star certi è che questo virus non rappresenta una minaccia per la specie umana come qualcuno ha detto".


OOPPSS..
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Alicia Erazo parla del diktat di Mattarella a Conte: "sventato il colpo di Stato".

Messaggioda sandropascucci » 23 mag 2020, 11:51

Alicia Erazo parla del diktat di Mattarella a Conte: "sventato il colpo di Stato".

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https://www.youtube.com/watch?v=IbT1rL7v2Sg


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AVV. POLACCO CONFERMA: MATTARELLA HA SVENTATO IL COLPO DI STATO DI CONTE GRAZIE AL POPOLO E ALL'ONU!

Messaggioda sandropascucci » 23 mag 2020, 12:04

AVV. POLACCO CONFERMA: MATTARELLA HA SVENTATO IL COLPO DI STATO DI CONTE GRAZIE AL POPOLO E ALL'ONU!

https://www.youtube.com/watch?v=tuivHHjvYQs

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Diego Fusaro - Grazie al virus stanno per togliere il contante. Ecco il piano segreto (24.5.2020)

Messaggioda sandropascucci » 24 mag 2020, 7:58

Diego Fusaro - Grazie al virus stanno per togliere il contante. Ecco il piano segreto (24.5.2020)

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https://www.youtube.com/watch?v=O72hdAh5muM




Sandro Pascucci
Si chiama signoraggio bancario. La "moneta contante" è l'unica moneta LEGALE. L'altra moneta, quella "bancaria", NON è legale, non ha POTERE LIBERATORIO. Viene creata dal nulla, ex-nihilo, da parte de Il Grasso Bankiere, ossia il complesso bancario privato sovranazionale. Senza "moneta contante" le banche commerciali avranno POTERE ASSOLUTO. Studiate, ora che tempo ce n'è.
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Diego Fusaro - Grazie al virus stanno per togliere il contante. Ecco il piano segreto (24.5.2020)

Messaggioda sandropascucci » 24 mag 2020, 9:24

2020covid-fusaro-videocontante.JPG


2020covid-fusaro-videocontante02.JPG


::
OOPPSS..


riapparso.. con nuovo upload..


2020covid-fusaro-videocontante03.JPG


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https://www.youtube.com/watch?v=ouohGL--ODo


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Radio Radio: "L'UE ci darà quattro soldi per la sanità, poi ci chiederà riforme e tagli alla sanità" ► MALVEZZI

Messaggioda sandropascucci » 24 mag 2020, 22:08

https://www.youtube.com/watch?v=8PBNHo1 ... 92lpMRI50V

"L'UE ci darà quattro soldi per la sanità, poi ci chiederà riforme e tagli alla sanità" ► MALVEZZI
22.035 visualizzazioni•24 mag 2020



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Si chiama signoraggio bancario. La "moneta contante" è l'unica moneta LEGALE. L'altra moneta, quella "bancaria", NON è legale, non ha POTERE LIBERATORIO. Viene creata dal nulla, ex-nihilo, da parte de Il Grasso Bankiere, ossia il complesso bancario privato sovranazionale. Senza "moneta contante" le banche commerciali avranno POTERE ASSOLUTO. Studiate, ora che tempo ce n'è.

Frederick Asante
La moneta contante se non e’ associata a nessun bene prezioso e’ creata dal nulla anche essa...


Danilo Brancaleone
Non facciamo confusione. Il reddito da signoraggio è l’interesse che la banca centrale incassa sul denaro che crea (dal nulla) e presta alle banche commerciali. Il reddito da signoraggio viene redistribuito dalla BCE ai rispettivi paesi e quindi non è affatto un problema come i cialtroni complottisti ripetono. Semmai tu hai descritto la riserva frazionaria, quella sì che può essere ritenuta immorale. Ovvero il fatto che una banca commerciale a fronte di un deposito molto limitato (se non sbaglio 2% nell’eurozona) può emettere il restante 98% dal nulla sotto forma di moneta elettronica. Naturalmente incassando gli interessi sull’aria fritta creata.


Sandro Pascucci
@Frederick Asante La moneta è una convenzione sociale. Ha valore perché il popolo la accetta in pagamento "legale", ovvero ha potere liberatorio. Che sia di carta o in oro non importa. Anche l'oro ha valore solo per convenzione, del resto. Se un popolo ha consapevolezza di questo allora puo' stampare moneta "cartacea" e il LIBERO impiego che ne fara' lo renderà sovrano. Ora invece ti indebiti per avere  "moneta bancaria" creata da banchieri privati.


Sandro Pascucci
@Danilo Brancaleone Non iniziamo ad insultare altrimenti sarò costretto a mandarti a ca_gare, in legittima risposta, e il discorso interessante si abbrevierebbe alquanto, concordi? La riserva frazionaria che indichi è una bufala da scuola media. Non c'è raccolta [di risparmio] prima dell'emissione di nuovi depositi, ossia di prestito bancario privato. Lo afferma senza problemi la Banca di Inghilterra (usa Google o segui il mio logo).  Tradotto: non è reale la storiella del 100-2=98 ecc.. Inoltre, il redditto da signoraggio, come dice la tua wikipedia, non ha nulla a che vedere con la realtà. Qui parliamo di SOVRANITA' MONETARIA, non di calcoli da commercialisti (e comunque, a stare al tuo gioco, ciò che viene "ridistribuito" è al netto delle spese della B.C. ossia tolti il LUCRO del mondo "banca centrale" - che è il 99% del vero signoraggio-da-commercialista che indichi, perciò sempre di rapina si tratta). Dare del complottista a chi ti parla di signoraggio è come dare del cialtrone oggi a chi dice che questa pandemia è una farsa. Ragionaci, prima di rispondere.
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Il figlio del presidente della Tanzania si riprende da COVID-19

Messaggioda sandropascucci » 26 mag 2020, 11:26

> Tanzanian president's son recovers from COVID-19
Il figlio del presidente della Tanzania si riprende da COVID-19

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Il numero di persone infette dal coronavirus è calato considerevolmente in Tanzania. È una notizia deliziosa che il presidente della Tanzania John Magufuli spera di annunciare questa domenica. Magufuli dichiarò che uno dei suoi figli aveva contratto il coronavirus, ma ora si era ripreso. "Mentre parlo qui ora, uno dei miei figli si è appena ripreso dalla malattia del virus corona, e questo dopo che sono stati messi in quarantena e hanno usato l'inalazione di vapore, hanno preso limoni e zenzero", ha detto. John Magufuli than ... LEGGI TUTTO:

https://www.africanews.com/2020/05/22/t ... -covid-19/


> Il numero di persone infette dal coronavirus è calato considerevolmente in Tanzania. È una notizia deliziosa che il presidente della Tanzania John Magufuli spera di annunciare questa domenica.

Magufuli dichiarò che uno dei suoi figli aveva contratto il coronavirus, ma ora si era ripreso.

"Mentre parlo qui ora, uno dei miei figli si è appena ripreso dalla malattia del virus corona, e questo dopo che sono stati messi in quarantena e hanno usato l'inalazione di vapore, hanno preso limoni e zenzero", ha detto.


Il governo di Magufuli è stato criticato per la sua mancanza di trasparenza riguardo ai dati COVID -19.
L'ultimo aggiornamento ufficiale è stato il 29 aprile. Ha riportato 480 casi, di cui 16 morti.
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Re: COVID19 - Tira un'arietta..

Messaggioda sandropascucci » 27 mag 2020, 13:13

SARA CUNIAL ► "Voi amanti del debito e del signoraggio presto farete i conti con il popolo sovrano!"

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«Noi denunceremo, vogliamo giustizia per i morti di Covid-19»

Messaggioda sandropascucci » 28 mag 2020, 9:34

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https://www.giornaledibrescia.it/brescia-e-hinterland/noi-denunceremo-vogliamo-giustizia-per-i-morti-di-covid-19-1.3482319


L'INIZIATIVA
«Noi denunceremo, vogliamo giustizia per i morti di Covid-19»
BRESCIA E HINTERLAND
Oggi, 08:05


«Mio papà si chiamava Osvaldo, era in buono stato di salute e compiva sessantadue anni mentre dava consenso ad essere intubato e trasferito nel reparto di rianimazione dell’Ospedale di Chiari. È deceduto il 10 Aprile a causa del Sars-CoV-2 che l’ha sconfitto in quindici giorni».

È una delle testimonianze che si trovano sul sito del comitato Noi denunceremo, nato per raccogliere le testimonianze e, per l’appunto, le denunce di chi ha perso un familiare o più in generale una persona amata a causa del coronavirus. Il gruppo è nato a Bergamo, la zona più colpita dalla pandemia, ma ha rapidamente raccolto adesioni anche nella nostra provincia.

«I bresciani sono una montagna e sono tutti incazzati - dice Luca Fusco, responsabile del comitato -. Sono arrivati in un secondo momento rispetto ai bergamaschi, ma continuano ad aumentare».

Fusco spiega di avere iniziato con una semplice pagina Facebook: «È stato mio figlio a spingermi a farlo, dopo la morte di mio padre. L’idea era di ricordare chi non c’era più, era come se stessimo facendo un funerale collettivo. Poi sono arrivate le storie, tutte uguali: niente cure a casa, pochi posti in ospedale per i casi gravi, persone che si sentivano abbandonate».

Superata la fase di sfogo e condivisione, il passo successivo è stato quello di organizzare un gruppo di lavoro per raccogliere le denunce. Ci sono una decina di avvocati che stanno seguendo i casi, coordinati dalla legale Consuelo Locati, e altrettante persone, spiega Fusco, che raccolgono e vagliano le segnalazioni.

«Chi vuole può passare dal comitato per presentare gli esposti, l’assistenza legale è completamente gratuita. Voglio chiarire che noi non puntiamo il dito contro il singolo medico o il singolo infermiere, secondo me sono anche loro vittime in questa storia. Presentiamo esposti in cui si raccontano le storie delle persone morte, da cui i magistrati possono partire per fare chiarezza».

Sul sito le storie sono raccolte in tre filoni: ciò che è accaduto negli ospedali, le morti nelle Rsa e la mancanza di accertamenti tra i malati a casa e i loro familiari, in una sezione intitolata significativamente «Nessun tampone». Ci sono già «almeno 150 denunce pronte», prosegue Fusco. L’idea è di depositarle tutte assieme alla Procura di Bergamo: «Confidiamo nel fatto che anche la Procura di Brescia si interessi a questi casi». Fusco, che di mestiere fa il commercialista e che ribadisce di non avere interessi economici nella vicenda, ma di volere solo verità e giustizia, sa che un’iniziativa del genere può anche risolversi in nulla. «In Italia sappiamo tutti che ci sono inchieste che partono e poi a un certo punto si fermano, penso a Ustica ma è solo un esempio. Stavolta però parliamo di migliaia di morti, quindicimila solo in Lombardia, non si possono certo nascondere. Ci sono responsabilità di gestione nelle strutture, a livello comunale, a livello regionale e a livello statale che vanno chiarite. Non ne facciamo una questione politica di questo o quello schieramento. Le assicuro una cosa: faremo di tutto perché venga fatta giustizia».
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Noi Denunceremo - Verità e giustizia per le vittime di Covid-19 https://www.noidenunceremo.it/

Messaggioda sandropascucci » 28 mag 2020, 9:38

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https://www.noidenunceremo.it/

Noi Denunceremo - Verità e giustizia per le vittime di Covid-19

Il Comitato Noi Denunceremo – Verità e giustizia per le vittime di Covid-19 nasce per un bisogno di giustizia e di verità, per dare pace ai nostri morti che non hanno potuto avere una degna sepoltura Chi ha sbagliato dovrà rispondere alle nostre domande e assumersi le proprie responsabilità.

Denunceremo e chiederemo Giustizia.
Fai la tua parte, solo insieme possiamo!
Iscriviti ora al comitato Noi Denunceremo – Verità e giustizia per le vittime di Covid-19


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Covid, un gruppo di medici al governo: "Revocare i provvedimenti prudenziali, mancano i presupposti

Messaggioda sandropascucci » 29 mag 2020, 13:21

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da: https://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/covid-un-gruppo-di-medici-al-governo-revocare-i-provvedimenti-prudenziali-mancano-i-presupposti-di-fatto_18845601-202002a.shtml


> 29 MAGGIO 2020 09:38
Covid, un gruppo di medici al governo: "Revocare i provvedimenti prudenziali, mancano i presupposti di fatto"

Gli esperti hanno inviato unʼistanza in autotutela in cui chiedono contezza delle delibere alla luce delle evidenze sullʼepidemia che si è rivelata "una forma influenzale non più grave di altri coronavirus"

"Il governo revochi i provvedimenti di contenimento emessi sulla base di uno stato di emergenza di cui oggi non sussistano dei presupposti di fatto che ne giustifichino l'applicazione".

E' la richiesta posta da un gruppo di medici che ha inviato un'istanza in autotutela al governo.
Nel documento vengono smontati i "punti della narrativa allarmistica sul coronavirus" attraverso prove documentali e l'esperienza sul campo, e viene chiesto al governo di giustificare le scelte fatte sulla base delle osservazioni di "esperti" di cui, secondo gli autori dell'istanza, non si conoscono né l'autorevolezza e né l'esperienza ("ci potrebbero essere conflitti d'interesse"). I medici inoltre criticano la misura che obbliga a usare le mascherine: "Indossarle per ore fa male, tra i rischi l'ipercapnia e sovrainfezioni da microorganismi".

Persiste un numero di divieti che non trova legittimazione scientifica
L'istanza è stata firmata da Pasquale Mario Bacco, Antonietta Gatti, Mariano Amici, Carmela Rescigno, Fabio Milani, Maria Grazia Dondini. Nell'atto i camici bianchi evidenziano come sia paradossale che "tutt’oggi, nonostante un quadro sanitario nettamente positivo, persista un numero impressionante di obblighi e divieti che non trova alcuna legittimazione scientifica e tantomeno giuridica". Dall'altra parte, spiegano, permane "una regolamentazione confusa, contraddittoria e priva di giustificazione per chi ha un quotidiano e diretto riscontro con la situazione dei pazienti".

Basta diramare notizie allarmanti
I medici sono convinti che "in primo luogo sia necessario chiarire in modo univoco, chiaro e scientificamente credibile che il Covid-19 ha dimostrato di essere una forma influenzale non più grave degli altri coronavirus stagionali: nonostante l’Oms abbia dichiarato l’emergenza pandemica l’11 marzo, le cifre ufficiali dei deceduti, dei contagiati e dei guariti contraddicono la definizione stessa di 'pandemia' - scrivono -. Occorre dare informazioni corrette e fornire criteri di comprensione dei dati reali, evitando che i media diffondano notizie allarmanti, a nostro parere assolutamente ingiustificate. La banalizzazione statistica dei decessi è la sintesi di una comunicazione istituzionale che ha impedito, per tutta l’emergenza e ancora oggi, di avere una chiara sintesi della situazione, portando a un circolo vizioso in termini di provvedimenti sanitari e di impatto sociale".

La verità sulle vittime.
Gli esperti si chiedono perché continuare con i "bollettini di guerra" giornalieri senza analizzare affondo i dati, che in questo modo creano solo un allarmismo "infondato sotto il profilo clinico ed epidemiologico". Come dichiara l'Istituto Superiore di Sanità, l'identikit delle vittime continua a essere quello dell'inizio dell'epidemia: l'età media è di 80 anni, in prevalenza sono uomini e con gravi patologie pregresse. Se nei comunicati quotidiani si dessero solamente "i deceduti per Covid, e solo Covid, quale sarebbe lo scostamento dalla medie ufficiali negli anni precedenti per patologie analoghe?", osservano.

I tamponi non sono strumenti affidabili
I medici, inoltre si chiedono, "quali siano i reali motivi per cui in alcune zone del Nord Italia si è registrata una diffusione tanto abnorme e una letalità tanto più alta rispetto ad altre zone del Paese, persino limitrofe". Nell'istanza si parla anche di tamponi, che non sono uno strumento affidabile poiché ci sono stati "falsi positivi" e "falsi negativi" e "di conseguenza, le percentuali ricavate dal numero dei tamponi vanno interpretate e spiegate tanto agli operatori sanitari quanto ai media e alla popolazione, evitando inutili allarmismi". E' stato il professore Ricciardi, consigliere del ministero della Salute, a dire che "oggi in tutto il mondo abbiamo test non perfetti dal punto di vista della sensibilità perché messi a punto in poco tempo e devono essere perfezionati. Quindi c’è un’ampia possibilità di sovrastimare le positività".

Perché non sono stati presi in considerazione i rilievi di medici sul campo
E dunque necessario chiarire, sottolineano, "quali sia il motivo per cui si è deciso di non tenere in considerazione gli studi e i rilievi di medici e specialisti impegnati sul campo, privilegiando l’impostazione opinabile degli 'esperti' anche laddove contraddetta da casi documentati; anche il ricorso all’uso dei ventilatori polmonari pare quantomeno controverso", dato che si è trattato nella maggior parte dei casi di tromboembolie polmonari e non di polmoniti.

Perché impedire le autopsie?
Un'altra domanda che non trova risposte, argomentano, è "per quale motivo si siano impediti gli esami autoptici, che si sono invece rivelati, quando effettuati, una fonte insostituibile di preziosissime informazioni e che hanno consentito di scoprire che la causa principale dei decessi non era la virulenza della patologia, ma una sua errata cura".

Perché i malati nelle Rsa e perché mantenere ancora le distanze ove non necessario
E poi "per quale motivo si siano date disposizioni, su indicazione dell’Oms, di trasferire i pazienti anziani nelle Rsa, con le conseguenze ben note" e "per quale motivo si continui ostinatamente a 'minacciare' futuri, possibili scenari di inasprimento delle misure di contenimento, come se l’epidemiologia dipendesse solo dalla mancata ottemperanza di disposizioni sanitarie la cui efficacia è quantomeno dubbia: nessuna evidenza scientifica permette di affermare che in questo stadio dell’epidemia sia ancora necessario mantenere le distanze di sicurezza, usare mascherine, indossare guanti oltre a curare l’igiene delle mani". Uso della mascherina che viene fortemente criticato per i danni collaterali che ne comporta.

Pronto l'esposto in caso di una mancata risposta
Infine, concludono gli esperti, "confidiamo, in spirito di sincera collaborazione, di ricevere una risposta a queste nostre osservazioni, la qual cosa consentirà di porre fine alle pericolose speculazioni di chi, dinanzi a tanto dilettantismo, solleva il dubbio che il Covid-19 venga utilizzato per secondi fini". Nel caso in cui il governo e le altre autorità interpellate non dovessero dare risposta entro i termini prestabiliti dalla legge i medici procederanno con un esposto.
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La Corte dei Conti spiega la crisi della sanità: privilegiati i grandi ospedali, territorio indifeso

Messaggioda sandropascucci » 30 mag 2020, 16:50

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da: https://www.repubblica.it/cronaca/2020/05/30/news/la_corte_dei_conti_spiega_la_crisi_della_sanita_privilegiati_i_grandi_ospedali_territorio_indifeso-258012441


> La Corte dei Conti spiega la crisi della sanità: privilegiati i grandi ospedali, territorio indifeso

L'analisi contenuta nel Rapporto sul coordinamento della finanza pubblica. La popolazione italiana rimasta senza protezioni adeguate di fronte all'emergenza Covid. Le conseguenze della "fuga" dei medici dall'Italia per mancanza di posti e bassi stipendi
30 maggio 2020

ROMA - L'analisi della Corte dei Conti sui sistema sanitario italiano è chiara: la concentrazione delle cure nei grandi ospedali verificatasi negli ultimi anni e il conseguente impoverimento del sistema di assistenza sul territorio, divenuto sempre meno efficace, ha lasciato la popolazione italiana "senza protezioni adeguate" di fronte all'emergenza Covid. L'approfondimento sulla sanità da parte dell'organo dello Stato è contenuto nell'ultimo Rapporto sul coordinamento della finanza pubblica.

La crisi sanitaria, spiega la Corte, ha messo in luce anche, e soprattutto, i rischi insiti nel ritardo con cui ci si è mossi per rafforzare le strutture territoriali, a fronte del forte sforzo operato per il recupero di più elevati livelli di efficienza e di appropriatezza nell'utilizzo delle strutture di ricovero.

"Se aveva sicuramente una sua giustificazione a tutela della salute dei cittadini la concentrazione delle cure ospedaliere in grandi strutture specializzate riducendo quelle minori che, per numero di casi e per disponibilità di tecnologie, non garantivano adeguati risultati di cura, la mancanza di un efficace sistema di assistenza sul territorio ha lasciato la popolazione senza protezioni adeguate, sottolineano i magistrati contabili.

Se fino ad ora tali carenze si erano scaricate non senza problemi sulle famiglie, contando sulle risorse economiche private e su una assistenza spesso basata su manodopera con bassa qualificazione sociosanitaria (badanti), finendo per incidere sul particolare individuale, esse hanno finito per rappresentare una debolezza anche dal punto di vista della difesa complessiva del sistema quando si è presentata una sfida nuova e sconosciuta".

A giudizio della Corte, è infatti "sempre più evidente che una adeguata rete di assistenza sul territorio non è solo una questione di civiltà a fronte delle difficoltà del singolo e delle persone con disabilità e cronicità, ma rappresenta l'unico strumento di difesa per affrontare e contenere con rapidità fenomeni come quello che stiamo combattendo. L'insufficienza delle risorse destinate al territorio ha reso più tardivo e ha fatto trovare disarmato il primo fronte che doveva potersi opporre al dilagare della malattia e che si è trovato esso stesso coinvolto nelle difficoltà della popolazione, pagando un prezzo in termini di vite molto alto".

Una attenzione a questi temi si è vista nell'ultima legge di bilancio con la previsione di fondi per l'acquisto di attrezzature per gli ambulatori di medicina generale, "ma essa dovrà essere comunque implementata superata la crisi, così come risorse saranno necessarie per gli investimenti diretti a riportare le strutture sanitarie ad efficienza".

La Corte dei Conti ha poi evidenziato la "fuga" di medici dall'Italia per mancanza di posti e bassi stipendi. E' quella dei medici italiani, in cerca di fortuna all'estero. In base ai dati Ocse negli ultimi 8 anni, sono oltre 9.000 i medici formatisi in Italia che sono andati a lavorare all'estero. Regno Unito, Germania, Svizzera e Francia sono i mercati che più degli altri hanno rappresentato una soluzione "alle legittime esigenze di occupazione e adeguata retribuzione quando non soddisfatte dal settore privato nazionale".

Una condizione che, sottolineano i magistrati contabili, "pur deponendo a favore della qualità del sistema formativo nazionale, rischia di rendere le misure assunte per l'incremento delle specializzazioni poco efficaci, se non accompagnate da un sistema di incentivi che consenta di contrastare efficacemente le distorsioni evidenziate".
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Assembrati e senza mascherine: saranno denunciati i gilet arancioni in protesta a Milano. Sala: "Irresponsabili"

Messaggioda sandropascucci » 30 mag 2020, 17:33

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da: https://milano.repubblica.it/cronaca/2020/05/30/news/coronavirus_gilet_arancioni_piazza_duomo_milano_generale_pappalardo-258000539/


> Assembrati e senza mascherine: saranno denunciati i gilet arancioni in protesta a Milano. Sala: "Irresponsabili"

Con il leader del movimento, l'ex generale Pappalardo, centinaia di persone, in contemporanea anche in altre piazze italiane. Chi verrà identificato dalle immagini sarà multato per la violazione delle regole anticovid
di ILARIA CARRA

Qualche centinaio di persone radunate in piazza Duomo a Milano senza alcuna distanza di sicurezza e, in molti casi, senza mascherine o con le mascherine abbassate. Una situazione limite, su cui la questura sta già lavorando: sia gli organizzatori sia i manifestanti verranno identificati tramite le immagini e saranno denunciati per la violazione del decreto in materia di restrizioni anticovid.

Sono eloquenti le immagini della manifestazione milanese - che si è svolta in contemporanea con altre piazza italiane - dei 'gilet arancioni', il movimento di protesta guidato dall'ex generale dei carabinieri Antonio Pappalardo che chiede, tra le altre cose, la fine del governo Conte, l'avvio di un nuovo governo nazionale e il "ritorno alla lira italica". Un presidio che ha radunato qualche centinaio di persone sabato mattina in piazza Duomo. Pappalardo al microfono, all'interno di uno spazio di sicurezza creato da alcune persone che facevano da security, e centinaia di persone accalcate oltre le transenne provvisorie.

Nessun distanziamento come impongono le norme anti coronavirus, tantissime mascherine abbassate o del tutto mancanti (e in Lombardia, tra l'altro, la mascherina è obbligatoria).

2020 covid sala 01.PNG
2020 covid sala 01.PNG (16.6 KiB) Visto 2189 volte


Il sindaco Beppe Sala tuona contro la trasgressione delle regole sanitarie: "Ho chiesto al prefetto di denunciare gli organizzatori della manifestazione dei cosiddetti 'gilet arancioni': è un atto di irresponsabilità in una città come Milano che così faticosamente sta cercando di uscire dalla difficile situazione in cui si trova".
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La procura di Bergamo dopo l'audizione di Fontana e Gallera: "Spettava al governo istituire la zona rossa.

Messaggioda sandropascucci » 31 mag 2020, 10:07

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da: https://milano.repubblica.it/cronaca/2020/05/30/news/coronavirus_inchiesta_bergamo_zona_rossa_morti_rsa_ospedale_alzano_fontana_gallera-257985024/


> La procura di Bergamo dopo l'audizione di Fontana e Gallera: "Spettava al governo istituire la zona rossa. I cittadini chiedono giustizia"La procura di Bergamo dopo l'audizione di Fontana e Gallera: "Spettava al governo istituire la zona rossa. I cittadini chiedono giustizia"

Governatore e assessore al Welfare sentiti come persone informate sui fatti. Il ministro Boccia: "Zona rossa ad Alzano e Nembro poteva essere istituita anche da Regione"
30 maggio 2020

"Vi è da parte della popolazione bergamasca richiesta di giustizia e vi è il dovere nostro di accertare i fatti facendo la massima chiarezza su di essi, la cui valutazione sarà operata con particolare attenzione tenuto conto di tutte le particolarità della delicata situazione": è con una nota che ieri sera la procuratrice facente funzione di Bergamo Maria Cristina Rota ha risposto alle critiche, indirettamente e senza citare alcuno, di chi - come ha fatto il segretario della Lega Matteo Salvini - aveva definito 'vergognosa' la decisione della procura di Bergamo di convocare in procura come persona informata sui fatti il governatore lombardo Attilio Fontana. Per chiedere a lui, come già era stato fatto il giorno prima con l'assessore al Welfare Giulio Gallera, di ricostruire cosa è avvenuto nella Bergamasca in questi mesi, tra mancata istituzione di una zona rossa ad Alzano Lombardo e Nembro, decisioni sulle rsa e sull'ospedale di Alzano.

Ma è la stessa procuratrice, a sera, a dire ai microfoni della Rai che l'istituzione della zona rossa nella Bergamasca avrebbe dovuto essere "una decisione governativa, da quel che ci risulta". E' la versione che hanno ribadito sia Fontana che Gallera, che pure avrebbe detto ai pm di aver capito solo in un secondo momento che anche la Regione avrebbe potuto farlo. Ed è quest'ultima versione quella invece confermata dal ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia ieri: "Anche la Regione poteva istituire la zona rossa, come previsto dalla legge: l'articolo 32 della legge 23 dicembre 1978 numero 833, richiamato anche dall'articolo 3, comma2, del dl 6/2020, dà anche alle regioni la possibilità di istituire la zona rossa".

Fontana, sentito per circa due ore, in procura mentre fuori era in corso la contestazione di un piccolo gruppo di antagonisti, ha toccato anche gli altri temi dell'indagine: da quanto si è appreso, avrebbe fornito chiarimenti sul caso del Pronto soccorso dell'ospedale di Alzano e negato di aver ricevuto "pressioni" dal mondo economico sempre in merito alla mancata creazione della zona rossa. In più gli sarebbero state poste domande sulle delibere regionali relative alle Rsa. I molti decessi avvenuti nelle strutture per gli anziani è uno dei capitoli su cui si indaga. Nei prossimi giorni è attesa la testimonianza del presidente della Confindustria Lombarda Marco Bonometti. Le indagini stanno andando avanti "serrate" e potrebbero portare a convocare come testimoni pure esponenti del governo o, ipotesi prematura, a uno stralcio di una loro tranche per essere trasmessa per competenza ad un'altra procura.


E' la versione che hanno ribadito sia Fontana che Gallera, che pure avrebbe detto ai pm di aver capito solo in un secondo momento che anche la Regione avrebbe potuto farlo.
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Coronavirus, protesta sotto la Regione Lombardia dei 'coinvolti': "Dimissioni per Fontana e Gallera"

Messaggioda sandropascucci » 31 mag 2020, 10:10

Coronavirus, protesta sotto la Regione Lombardia dei 'coinvolti': "Dimissioni per Fontana e Gallera"

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"21 milioni di euro per curare 25 pazienti": Milano e i dubbi sull'ospedale anti-Covid in Fiera

Messaggioda sandropascucci » 1 giu 2020, 10:31

https://video.repubblica.it/dossier/cor ... P4-S1.8-T1

> "21 milioni di euro per curare 25 pazienti": Milano e i dubbi sull'ospedale anti-Covid in Fiera

Ventuno milioni di euro per venticinque pazienti curati in tutto: al momento è questo il bilancio del reparto di terapia intensiva anti-Covid gestito dall'Ospedale Policlinico alla Fiera di Milano e realizzato durante la pandemia grazie alle donazioni di tantissimi privati. Un progetto che, nonostante una presentazione in pompa magna da parte dei vertici della Regione, si è attirato sin dall'inizio tantissime critiche: dai dubbi tecnici di luminari della medicina come il professor Luciano Gattinoni (uno dei nomi più importanti dell'Anestesia e Rianimazione a livello mondiale, a lungo primario del Policlinico, di cui è stato anche direttore scientifico) all'esposto alla magistratura presentato dal sindacato di base Adl Cobas che chiede ai giudici di valutare eventuali sprechi, dall'amarezza dell'avvocato Giuseppe La Scala, che si è definito "un pirla" per aver finanziato il progetto, alle accuse politiche di esponenti di opposizione di +Europa e Pd in Consiglio Regionale, che hanno denunciato pressioni politiche della Giunta lombarda affinché gli ospedali trasferissero pazienti Covid nella nuova struttura. "Ma se non ci sono malati dobbiamo lamentarci? Io sono contento che il territorio lombardo abbia reagito meglio del previsto e i nuovi posti in terapia intensiva siano stati poco utilizzati. I soldi sono stati spesi nel migliore dei modi. L'ospedale non sarà smantellato e sarà un baluardo nella difesa dal Coronavirus in caso di ritorno della malattia", assicura l'assessore regionale al Bilancio Davide Caparini, l'unico protagonista dell'operazione ad accettare un'intervista: il presidente della Regione Attilio Fontana, l'assessore alla Sanità Giulio Gallera, Guido Bertolaso, i vertici del Policlinico e quelli della Fiera hanno invece rifiutato di rispondere alle domande sul tema.

Servizio di Antonio Nasso



il presidente della Regione Attilio Fontana, l'assessore alla Sanità Giulio Gallera, Guido Bertolaso, i vertici del Policlinico e quelli della Fiera hanno invece rifiutato di rispondere alle domande sul tema.
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Sudafrica, tribunale dichiara "incostituzionali" le misure di lockdown

Messaggioda sandropascucci » 3 giu 2020, 15:17

https://www.repubblica.it/esteri/2020/06/03/news/sudafrica_incostituzionali_le_misure_di_lockdown-258322213/


> Sudafrica, tribunale dichiara "incostituzionali" le misure di lockdown
(ansa)
L'Alta Corte della provincia di Gauteng ha bocciato i regolamenti severissimi imposti dal governo di Ramaphosa contro la pandemia, ma ha concesso due settimane per modificarli

03 giugno 2020

PRETORIA - Le regole della clausura imposte dal governo sudafricano per affrontare il contagio del coronavirus sono "incostituzionali e non valide". Lo ha sancito la sezione della Corte costituzionale per la provincia di Gauteng (che include Pretoria e Johannesburg), esaminando il ricorso presentato da un gruppo della comunità, Liberty Fighters Network. I giudici hanno quindi bocciato le misure indicate dalla ministra Nkosazana Dlamini-Zuma, responsabile della Gestione cooperativa e degli Affari tradizionali, e annunciate dal presidente Cyril Ramaphosa.

"I regolamenti non sono razionalmente collegati all’obiettivo di rallentare il tasso di infezione o di limitare la sua diffusione", ha stabilito il tribunale, sospendendo però l’entrata in vigore della sentenza per 14 giorni, così da dare al governo il tempo di rivedere il regolamento. L’esecutivo ha preso l’impegno di "rivedere, modificare e ripubblicare i regolamenti", ma ha sottolineato che per il momento le misure rimarranno in vigore.

Con trentamila casi confermati e 700 morti, il Sudafrica è colpito in pieno dall’epidemia. Il paese, scrive il sito della Bbc, ha reagito imponendo misure di contenimento del coronavirus fra le più severe al mondo. Il primo maggio, dopo un mese di blocco, il livello di allarme è sceso dal livello 5 al livello 4, per poi calare ancora al livello 3 il primo giugno. Dopo due mesi di regime asciutto, le vendite di alcolici sono riprese questa settimana, mentre è ancora sospesa la vendita di sigarette e tabacco. Tutti gli incontri, tranne i funerali e per lavoro, sono ancora vietati. È vietato viaggiare tra le province e i voli internazionali sono cancellati ad eccezione di quei cittadini rimpatriati.
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I sospetti sulla morte del presidente del Burundi

Messaggioda sandropascucci » 28 giu 2020, 8:02

> I sospetti sulla morte del presidente del Burundi
Francesca Sibani, giornalista di Internazionale
10 giugno 2020

Il 9 giugno il governo del Burundi ha annunciato la morte del presidente Pierre Nkurunziza, 55 anni, per un infarto. Nel comunicato si legge che Nkurunziza si è sentito male sabato scorso a una partita di pallavolo e, dopo un miglioramento la domenica, ha avuto un attacco cardiaco che gli è costato la vita nella giornata di lunedì.

[..]

La sua morte inaspettata – l’ex presidente burundese era uno sportivo e non aveva avuto problemi di salute – ha fatto emergere subito dei dubbi sulla reale causa del decesso. Come ha scritto su Twitter il giornalista sudafricano Simon Allison, “il grande interrogativo è se il presidente uscente del Burundi sia morto di covid-19 (e se le autorità lo ammetteranno). Il Burundi ha praticamente ignorato il virus, e ha perfino espulso dal paese i rappresentanti dell’Oms. Secondo alcuni articoli la moglie di Nkurunziza era positiva al covid-19”.

“Nkurunziza non ha imposto nessuna misura di contenimento in questo paese povero e piccolo, lasciando che gli eventi sportivi e i comizi della campagna elettorale si svolgessero come se nulla fosse”, scrive Jason Burke sul Guardian. Anche Burke ricorda che a fine maggio sui giornali keniani erano uscite notizie sul ricovero in ospedale a Nairobi di Denise Nkurunziza, la first lady burundese, per covid-19. “Le autorità in Burundi sono state accusate di aver deliberatamente minimizzato la minaccia della pandemia”, che nel paese ha contagiato, secondo i dati ufficiali, 83 persone, di cui una è morta.

[--]

da: https://www.internazionale.it/notizie/f ... nkurunziza


83 contagiati.. 1 morto.. e ora, tra una popolazione di oltre 10milioni di persone.. un secondo morto.. il presidente stesso.. io non vedo nulla di sospetto.. al funerale solo due donne portano la mascherina, presumo siano la moglie e figlie (la moglie è ufficialmente positiva al COVID e per precauzione indossa la mascherina).. ma altre migliaia di persone non la portano.. nessuno la porta.. quindi ora siamo a una svolta: o tra 14 giorni son tutti malati/morti o è una bufala questa pericolosità del virus e questo tizio l'hanno ammazzato.


ADD 28.06.2020
50 casi attivi e un morto
da: https://statistichecoronavirus.it/stati ... s-burundi/
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Covid-19: «rivelazioni» e conferme di giugno

Messaggioda sandropascucci » 1 lug 2020, 15:22

> :!: :!: :!: Covid-19: «rivelazioni» e conferme di giugno
di Marinella Correggia

Intorno al Covid-19 si susseguono da mesi colpi di scena, rivelazioni e successive rettifiche. Grande è la confusione sotto il cielo. Ma non siamo ai tempi di Mao e quindi la situazione non è affatto eccellente. Cerchiamo di collegare alcuni puntini

covid e soldi 11. Oms: «Il contagio da parte di asintomatici è molto raro»…anzi «non sappiamo». Maria Van Kerkhove, direttrice del team tecnico dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per la risposta al coronavirus (1), lunedì 8 giugno osa affermare: «Ci sono casi di persone infettate che sono asintomatiche, ma i paesi che stanno monitorando in modo dettagliato i contatti non stanno trovando da questi casi una trasmissione secondaria». Gli «esperti di salute pubblica» insorgono, capitanati dall’Harvard Global Health Institute. E così l’Oms aggiusta il tiro il giorno dopo: «La maggioranza dei casi di trasmissione che conosciamo si verifica, con le droplets, da parte di chi ha sintomi. Ma ci sono persone che non sviluppano sintomi, e non abbiamo ancora risposta sulla questione di quanti infettati non abbiano sintomi». Alcune ricerche stimano la probabilità di infezioni da asintomatici (e più spesso pre-sintomatici) con modelli probabilistici, senza documentare direttamente la trasmissione. Comunque la frase rivelatrice dell’esperta dell’Oms è: «Per ogni risposta che troviamo alle domande, ne sorgono altre dieci». La risposta è sempre: dipende (dalle circostanze): un luogo chiuso affollato e in una zona ad alta carica virale è un caso specifico, non generalizzabile (vedi ai punti 10 e 12).



E a proposito dei modelli probabilistici..

2. «Falliti i modelli epidemiologici, meglio non usarli più nelle decisioni politiche». Il virologo Guido Silvestri, ribadendo – sulla sua rubrica social Pillole di ottimismo – quanto aveva già affermato circa il fallimento dei modelli matematici nel prevedere l’andamento reale dell’epidemia, spiega (2):

«Oggi è il fatidico 8 giugno. Quello che, se non stavamo attenti, avremmo avuto 151mila malati in terapia intensiva. Invece sono 286. E dopo 34 e 20 giorni dalle “aperture” di maggio, non c’è alcun segno di quel disastroso ritorno della pandemia dato per scontato dagli autori dei modelli matematici sugli effetti della fase 2». Dunque, «credo sia giusto verso i cittadini italiani (…) ammettere questo fatto e promettere che tali modelli non saranno più usati per prendere decisioni politiche, ad esempio per le scuole.» Cita poi il caso della Florida, «Stato dal lockdown minimo, la mortalità per 100mila abitanti è 12,6» (in Italia è cinque volte tanto). Ecco quindi che «i dati della Georgia e della Florida dimostrano ancora una volta come i modelli epidemiologici, che al contempo postulano un massiccio effetto positivo dei lockdown e non tengono conto del fattore climatico-stagionale, non spiegano l’andamento della pandemia in modo universalmente valido, e come tali non dovrebbero essere usati per guidare le scelte della politica». Insomma l’impalcatura scientifico-epidemiologica dell’argomento politico a favore dei lockdown e delle chiusure delle scuole solleva perplessità.



Eppure continuano…

3. I «se» dell’Imperial College. Una volta si diceva che la storia non si fa con i «se». Ma pare che per le previsioni epidemiologiche si faccia eccezione. Tanto, come verificare? Sui modelli teorici si basa anche lo studio condotto dall’Imperial College di Londra pubblicato da Nature (3) circa l’impatto, rispetto al Covid-19 in Europa, degli «interventi non farmaceutici», ovvero i blocchi delle attività, il confinamento o lockdown (impropriamente detti «quarantena» soprattutto in America latina) e la chiusura delle scuole. Riferendosi all’impatto delle restrizioni in undici paesi dell’Europa occidentale, gli autori ritengono che queste misure senza precedenti abbiano salvato oltre tre milioni di vite (630.000 in Italia). Va però detto che diversi paesi extra Ue che non hanno adottato un lockdown hanno avuto molto più successo degli europei. Il dibattito sulla migliore strategia anti pandemia non finirà mai…

L’Imperial sostiene che «solo una piccola proporzione della popolazione britannica ha contratto l’infezione e quindi siamo solo all’inizio della pandemia» (e in media negli undici paesi avrebbe il virus solo il 3-4% della popolazione), dunque l’allentamento delle misure è rischioso. Senza lockdown invece, proseguono gli autori, l’epidemia sarebbe quasi conclusa perché i contagiati (per usare l’evocativo termine in voga in Italia) sarebbero moltissimi, il 70% della popolazione.

Va detto però che i modelli previsionali matematici dell’Imperial College riguardo al Covid-19 spesso non hanno azzeccato (e del resto già in occasione di epidemie precedenti, avevano sbagliato di tanto) (4). Numerose sono state le critiche sul modello retto da Neil Ferguson (il capo dell’equipe dell’Imperial ha dovuto dimettersi da consigliere del governo perché per incontrarsi con la sua amica aveva violato il lockdown tanto caldeggiato). Lo scorso marzo il team di Ferguson prevedeva per l’Italia oltre mezzo milione di morti se non fosse preso alcun provvedimento e 283 mila decessi applicando, come di fatto è stato fatto, il blocco e il confinamento. E’ andata molto diversamente. Stessi errori, anzi di più, per il Regno unito. In un paper dagli effetti esplosivi sulle politiche di Oltremanica, l’Imperial aveva previsto il 16 marzo (5) che in caso di inazione politica ci sarebbero stati 2,2 milioni di morti negli Stati uniti e fino a 510.000 nel Regno Unito (e in caso di misure di sola «mitigazione» i morti sarebbero stati rispettivamente un milione e 260.000). Pochi giorni dopo aver convinto a misure drastiche i governi britannico, statunitense e francese, il team di Ferguson è passato a esagerare per difetto (6)affermando sempre in marzo: «Il numero di morti nel Regno unito per Covid o per il suo impatto su altre patologie pregresse non dovrebbe superare i 20.000» e anzi potrebbe «essere di gran lunga inferiore». E invece, al 9 giugno, i morti fra i sudditi di Sua maestà sono molti di più, secondo le statistiche ufficiali fornite dal governo all’Oms: 40.597 (7). Si sono rivelate sbagliate anche le previsioni d’aprile dell’Ihme (Institute for Health Metrics and Evaluation) di Seattle: il prossimo agosto, l’Italia avrebbe raggiunto i 20.300 morti, la Spagna 19.000, la Francia 15.000, gli Stati uniti 81.000. Tutti questi paesi sono già ben oltre (8)



Comunque, clinicamente parlando

4. «Clinicamente il Sars-CoV-2 non esiste più. Niente seconda ondata». Il mese di giugno inizia con la tempesta scatenata da questa affermazione di Alberto Zangrillo, primario di anestesia e rianimazione del San Raffaele di Milano. A Mezz’ora in più su Rai 3 ha dichiarato: «Il Coronavirus è sparito, qualcuno vuole terrorizzare il paese». E in una successiva intervista: «Chi dice che ci sarà una seconda ondata in autunno, dice cose che non hanno senso dal punto di vista scientifico. L’evidenza ci dice che la cosa sta prendendo piega positiva. Prepariamoci a rivivere e riprendere in mano il nostro futuro» (9). Una constatazione sostenuta da Matteo Bassetti direttore del San Martino di Genova: «Concordo da medico e francamente sono colpito che ci siano così tante persone che la pensano diversamente, forse sono persone che i malati non li vedono. La realtà dei fatti mostra che ogni giorno il numero delle persone in terapia intensiva decresce…non arrivano più i malati, o arrivano solo dai focolai: Rsa o personale sanitario che ha assistito malati nelle Rsa. Poi se mi si dice che occorre l’evidenza scientifica per dimostrare che virus è mutato, va bene. Ma non si neghi l’evidenza clinica. I numeri, della Protezione civile, sono questi». D’accordo anche Fabrizio Pregliasco, epidemiologo dell’Istituto Galeazzi di Milano, si è espresso nello stesso senso «Ci siamo confrontati con Zangrillo ed è un’evidenza, ha ragione, ma dobbiamo restare vigili e prudenti perché di questo virus si scoprono sempre cose nuove. Ora siamo in grado di gestirlo meglio rispetto al passato» (10).



Davvero non ha più la stessa faccia il famoso virus con le spine…

5. Quasi settemila mutazioni del Sars-CoV-2. Secondo quanto riportato in un recente studio, sarebbero più di 6.800 le mutazioni comparse nel genoma del coronavirus durante la sua corsa intorno al mondo (11): tra quelle più comuni, non ne è stata trovata alcuna che ne abbia aumentato la contagiosità, mentre la maggior parte potrebbe addirittura aver penalizzato il virus. Il più delle volte questi cambiamenti non sarebbero nati come risultato dell’adattamento del virus all’uomo, ma sarebbero stati indotti proprio dai meccanismi di difesa immunitaria delle persone infettate.



Lo si era già constatato agli inizi di maggio…

6. …Ma allora che senso ha rincorrere il vaccino? Già oltre un mese fa, Massimo Clementi, direttore del laboratorio di virologia del San Raffaele di Milano, intervistato dal Corriere della Sera affermava: «L’infezione non sfocia più nella fase gravissima, la cosiddetta “tempesta di citochine (…) sono in forte calo i pazienti che hanno bisogno di ospedalizzazione, l’epidemia c’è ancora ma dal punto di vista clinico si sta svuotando. La malattia si è modificata o si sta modificando». E anche: «Il coronavirus ha perso la sua potenza.(…) Ci aspettiamo che questo nuovo coronavirus possa pian piano diventare innocuo, come i suoi ‘cugini’ responsabili del raffreddore». Del resto, «conosciamo altri 6 coronavirus umani, 4 ci infettano da sempre”. Quello con cui abbiamo a che fare da qualche mese potrebbe, se continua così, modificare il suo profilo clinico di rischio e adattarsi all’ospite, cambiando geneticamente». E le dichiarazioni in questo senso erano già tante agli inizi di maggio (12). Attenzione! Questo potrebbe minare l’idea del vaccino! E allora…ecco l’intervento dell’ex virologa (definizione sua) Ilaria Capua (13): «E’ un patogeno che si manifesta in maniera diversa a seconda di diversi fattori, e le manifestazioni cliniche sono molto più gravi quando non c’è una cura». La differenza fondamentale starebbe nell’organizzazione, sanitaria e sociale, messa in piedi negli ultimi mesi: «Credo che in realtà sia migliorato tutto il sistema. Ma da ex virologa vi dico che quando si dice che il virus è indebolito, questo non è proprio corretto. Il genoma del virus non è cambiato, quindi non possiamo dire questa cosa. Così come non posso dire che è diventato più aggressivo».



Intanto Oltralpe uno studio politico rivela che…

7. Francia: primo – deludente – bilancio sulla macroniana «ricetta di guerra». Secondo uno studio francese (14), «I dati empirici disponibili suggeriscono che la politica francese non abbia avuto effetto sulla dinamica dell’epidemia né sulla mortalità finale, molto pesante (…) A livello mondiale, i paesi che hanno ottenuto i migliori risultati di fronte all’epidemia hanno riposto fiducia nei medici e nei cittadini» e puntato su: prevenzione (protezione specifica delle persone a rischio), individuazione dei casi (soprattutto fra il personale sanitario), separazione degli ammalati e cure precoci, spesso con trattamenti simili a quelli vietati in Francia». Qui è chiaro il riferimento all’idrossiclorochina.



E a proposito di cure boicottate…

8. La figuraccia di Lancet e dell’Oms contro l’idrossiclorochina. Prescritta in Cina, Stati uniti, Brasile, India, nella maggior parte dei paesi africani, in Medioriente e in certi paesi europei (15) (16), l’idrossiclorochina viene demonizzata in Francia. A fine maggio poi la (ex) prestigiosa rivista medica The Lancet pubblica uno studio che dimostrerebbe l’inefficacia e gli effetti indesiderati (a livello cardiocircolatorio) del medicinale. E l’Oms interrompe subito la sperimentazione (Solidarity) di trattamento del Covid-9 a base di idrossiclorochina iniziata il 28 marzo con l’ausilio di 400 ospedali di 35 diversi paesi su 3500 infettati. A questo punto, duecento scienziati di tutto il mondo sottoscrivono una lettera aperta che indica molti errori in una ricerca affidatasi ai dati, non verificabili, di una compagnia (Surgisphere) (17). Così di corsa la rivista ritratta il contenuto dell’articolo (18) e l’Oms… ritratta l’interruzione.



Sempre a proposito di cure boicottate vs vaccini

9. Plasma o Big Pharma? Scrive Leopoldo Salmaso, specialista in malattie infettive, che ha lavorato molto in quelle che egli chiama le vere epidemie, in Africa: «Su una cosa paiono tutti d’accordo: che sul virus SARS-CoV-2 e sulla associata sindrome CoViD-19 si sa poco». E «anche i medici più competenti e dediti al malato, come Giuseppe De Donno con la plasmaterapia, contano ben poco nel confronto coi “baroni” accademici e con gli intrallazzatori politici. Contano ancor meno nel confronto con Big Pharma che non intende assolutamente mollare il boccone multi triliardario di un vaccino che, per definizione, sarà ancor meno efficace di quelli anti influenzali» (19). In realtà il 12 giugno il capo delle emergenze dell’Oms, Mike Ryan dichiara: «Dobbiamo imparare a convivere col virus. Speriamo di trovare un vaccino efficace, ma non è garantito che questo accada. I governi di tutto il mondo devono trovare un equilibrio tra il controllo del virus e le conseguenze sociali ed economiche delle misure».



Tutto mentre l’epidemia, in Italia…

10. Perché l’epidemia si è spenta in Italia? Il virologo Giulio Tarro, autore – con Francesco Santoianni – del libro appena pubblicato Covid, il virus della paura, ripete quel che diceva già a marzo: «Gli italiani contagiati da Sars-Cov-2 erano già milioni e non le poche migliaia che annunciava il Governo. Se lo si ammettesse, sconfessando quello che i vari esperti supinamente accettavano, forse, potrebbero dare un’altra spiegazione dello spegnersi dell’epidemia; e cioè che il virus non trova più persone da infettare, risultando queste immunizzate» (20). Per questo, secondo il virologo, mascherine e distanziamento sociale allo stato attuale dei fatti non servono più, perché il virus Sars-CoV-2…«secondo uno studio fatto a Singapore chi ha avuto la prima Sars ne 2003 ha sviluppato un’immunità cellulare tale da renderlo immune al virus attuale (…) Questo sta a dimostrare che il Sars-CoV-2 è in gran parte identico al beta-coronavirus della prima Sars e quindi avrà il suo stesso decorso» (21). Scomparirà.



In attesa, finalmente una parola «dall’alto» sui guanti «antivirus»

11. Oms: «No ai guanti, nemmeno al supermercato». Piccola soddisfazione per chi aveva sempre predicato (e praticato) il rifiuto dei guanti di lattice monouso. Un danno doppio, per la salute e per l’ambiente. Gli italiani li hanno usati dovunque nei mesi scorsi: chi spontaneamente, chi credendoli obbligatori (perfino, ad esempio, per via di messaggi mal formulati sui treni pendolari delle Fs!). Ebbene l’Oms si sente finalmente in dovere di intervenire (22): «No ai guanti, nemmeno al supermercato, usarli può aumentare il rischio di infezione, dal momento che può portare all’auto-contaminazione o alla trasmissione ad altri quando si toccano le superfici contaminate e quindi il viso». Oltretutto, uno studio condotto ormai due mesi fa in Germania nel circondario di Heinsberg, fra i principali focolai di infezione del paese, e guidato dall’Istituto di virologia dell’università di Bonn, ha trovato che l’epidemia si diffonde quando le persone sono a distanza ravvicinata per un periodo di tempo abbastanza lungo (come le feste dopo sci verificatesi nelle località alpine, uno dei centri di irradiazione in Germania). Dunque, il contatto con gli oggetti è molto improbabile: (23) «per prendersi il virus in questo bisogna che qualcuno tossisca nella sua mano, tocchi immediatamente il pomello di una porta e subito dopo qualcun altro dovrebbe afferrare lo stesso pomello e toccarsi la faccia» (…) «il principale veicolo di trasmissione è la saliva che un individuo può trasmettere agli altri tossendo, starnutendo o parlando a distanza ravvicinata» (…) Il Sars-CoV-2 viaggia attraverso l droplet, le goccioline emesse dalla bocca delle persone già infette, ma il virologo Christian Drosten dell’ospedale Charité di Berlino sottolinea che il virus non resiste molto all’asciutto e quindi il sole vero modo di contrarlo è “inalare il droplet”» (le famose goccioline).



Invece sull’uso di micidiali disinfettanti a tutto spiano la parola era già stata detta!

12. Paura del contagio da superfici: stop ai disinfettanti e sanificazioni dappertutto! Insomma, «infettarsi raccogliendo il virus da una superficie richiede una sequenza di improbabili eccessive, sfortunatissime, rare combinazioni», ha spiegato l’epidemiologo Donato Greco, per 30 anni a capo del Laboratorio di Epidemiologia dell’Istituto superiore di sanità, poi direttore generale della Prevenzione al ministero della Salute dal 2004 al 2008, bocciando senza appello le «sanificazioni, con tanto di marziani in tuta bianca “armati’” di idro-fucili nebulizzatori, l’uso di disinfettanti chimici, spesso nocivi per la salute, l’uso dei guanti di lattice, per non parlare di pratiche quali l’imbustamento imposto ai parrucchieri di borse o effetti personali del cliente»(24). Appunto bisogna distinguere fra l’ambiente sanitario e gli altri ambienti.

Del resto «l’Organizzazione mondiale della sanità nella sua ultima guida, oltre a riconoscere (25) che la trasmissione del virus per Covid-19 non è stata definitivamente collegata a superfici ambientali contaminate negli studi disponibili», offre diverse raccomandazioni per gli spazi extra sanitari: «Negli spazi interni non è raccomandata l’applicazione di disinfettanti spray». Dovremmo informarci sui prodotti che vengono utilizzati nei vari ambienti che frequentiamo.

E, sempre per l’Oms, «la fumigazione di spazi esterni, come strade e luoghi adibiti a mercato, non è raccomandata per uccidere il virus responsabile del Covid-19 o altri patogeni perché il disinfettante è disattivato dalla materia organica che è impossibile da rimuovere completamente. Ancora meno efficace lo spray su aree porose». Inoltre, «le strade non sono considerate serbatoi di infezione per il Covid-19». Oltretutto, «spargere disinfettanti spray, anche all’aperto, può essere pericoloso per la salute umana».

Insomma le aree esterne richiedono generalmente una normale pulizia ordinaria (secondo le regole pre-esistenti) e non richiedono disinfezione. Invece si è assistito al massiccio uso, all’aperto e negli spazi chiusi, di micidiali aerosol disinfettanti distribuiti da persone in tute spaziali. Fino a quando si andrà avanti con disinfezioni e le sanificazioni dove basterebbero acqua e sapone o altri detergenti anche naturali?

Molte persone passavano con la varechina o simili qualunque prodotto entrasse in casa, anche i contenitori degli alimenti, e la stessa ortofrutta.



Per non tacere della problematica «mascherine»

13. Nuove rivelazioni sul «il primo talismano usa e getta della storia»? Quella fra virgolette è la definizione data dal sito Wu Ming, in un compendio sul Covid, da leggere assolutamente (26). Soprattutto in Italia, dove le persone tuttora portano le mascherine anche all’aperto e in solitudine. Su una presunta svolta dell’Oms, ecco un chiarimento di Guido Silvestri: «Ecco quello che dice in realtà l’Oms: 1. Non c’è evidenza scientifica (dagli studi sul Covid-19 e presso persone sane) che l’uso universale delle mascherine previene l’infezione con virus respiratori, Covid-19 compreso.2. L’uso non è raccomandato sempre per tutti, ma solo in situazioni specifiche e come parte di un approccio più ampio per frenare la trasmissione». Ecco quali sono le situazioni, dal sito dell’Oms stessa (27): «Spazi dove non si possono mantenere le altre misure di contenimento come il distanziamento, i test, l’isolamento, per esempio attività lavorative, negozi, incontri sociali di massa, scuole, chiese, moschee… Persone che vivono in situazioni affollate, compresi i campi di rifugiati, di sfollati, gli slum… Mezzi di trasporto… Attività a contatto con il pubblico». Quindi quando il distanziamento è possibile, la mascherina non occorre. Poi, esistono le lavabili (e si possono anche autoprodurre), per evitare sprechi e rifiuti.

L’Oms dice anche dei probabili svantaggi dell’uso delle mascherine da parte di persone in salute; fra questi: «Autocontaminazione se le mascherine non vengono cambiate quando umide o sporche, il che crea condizioni favorevoli ai microrganismi» (ed è abbastanza impossibile che non si inumidiscano in pochissimo tempo…); difficoltà di respirazione e mal di testa; possibili lesioni alla pelle e dermatiti se indossate per molte ore; falso senso di sicurezza; problemi nella gestione dei rifiuti e rischi per l’ambiente; problemi di comunicazione per i disabili uditivi; difficoltà per persone con disabilità mentali, asma, malattie respiratorie croniche». Si pensi poi a chi fa un lavoro pesante o comunque è costretto a indossare la mascherina otto ore al giorno. Infine, l’Oms liquida in una riga un gigantesco problema che riguarda molte aree del mondo e non solo nella stagione estiva: la fatica di indossare il dispositivo quando si vive (e peggio si lavora) «in ambienti caldi e umidi».

La fatica di vivere aumenta. Per quanto tempo ancora?



Altri drammi nascosti.

14. Moriranno per altro (ma non ci sarà nessuna conta dei morti). Nessuno mette in dubbio che fra i sottoprodotti della crisi da Covid-19 ci sia – a livello planetario e in Italia – un’emergenza sanitaria extra-Covid-19 (28). La paura del Covid-19 ha fatto sì che il numero di accessi in pronto soccorso per ischemie e infarti sia calato significativamente, con un aumento delle morti per arresto cardiaco non solo in Italia ma anche all’estero. Negli ultimi mesi, la maggior parte degli interventi chirurgici sono stati rimandati (28 milioni nel mondo, secondo una stima apparsa sulle colonne del British Journal of Surgery), per permettere al personale sanitario di affrontare la fase più critica della pandemia. Nella sola Italia, durante i mesi dell’emergenza gli ospedali sono stati occupati a curare i malati di Covid-19, rinviando mezzo milione di interventi chirurgici e milioni di visite specialistiche, ha affermato Pierluigi Marini, presidente dell’Associazione chirurghi ospedalieri italiani e primario al San Camillo di Roma. Si stima siano 3 milioni i pazienti che hanno bisogno di una visita cardiologica e 12 milioni quelli che devono ancora fare un esame radiologico perché non si sono potuti presentare a marzo, aprile e maggio. Le operazioni oncologiche, invece, sono calate del 50%: una cifra altissima, se si conta che «in Italia abbiamo circa mille nuovi casi di cancro al giorno», spiega Marini, aggiungendo che «le conseguenze di questo accumulo sono spaventose». Chissà se qualcuno cercherà di calcolarle».

Un tweet ha suscitato commozione e reazione in Argentina negli ultimi giorni. Il noto attore Marcelo Mazzarello scriveva il 7 giugno: «Mio papà è morto due giorni fa a casa mia. L’ho portato a casa, in clinica era disidratato, denutrito e trattato con un eccesso di farmaci. La pandemia è diventata una scusa per abbandonare pazienti che non avevano il Covid. Sono morti che nelle statistiche non figurano. Sono i morti della dittatura sanitaria» (29). In una video intervista a cura di Alfredo Leuco di Todo Noticias, pochi giorni dopo (30) Marcelo ha articolato la sua denuncia.



Eppure c’è chi gongola.

15. Incassi e (d’ora in poi) silenzio (forse). L’Italia ha riposto fiducia in virologi dai pareri drastici ma contrastanti; e remunerati benissimo. Roberto Burioni, virologo virale, principale artefice della narrazione urbi et orbi in Italia, dichiara l’intenzione di entrare in modalità silenziosa fino a ottobre. Frutto forse dell’inchiesta del settimanale L’Espresso a proposito dei suoi lauti guadagni per le connessioni con Big Pharma e altre generose companies, come la Ferrari?

E allora davvero l’Italia, con i suoi numerosissimi morti malgrado il blocco, è stata un modello internazionale per la tutela della salute?

Note
1) https://www.statnews.com/2020/06/09/who ... d-covid-19.
2) https://www.orizzontescuola.it/a-decide ... o-fallito/
3) https://www.nature.com/articles/s41586-020-2405-7
4) http://www.quotidianosanita.it/studi-e- ... 85096&fr=n
5) https://web.archive.org/web/20200503102 ... 3-2020.pdf
6) https://web.archive.org/web/20200512112 ... -predicts/
7) https://www.who.int/docs/default-source ... 72fa1b16_2
8) https://www.theguardian.com/world/2020/ ... t-so-wrong
9) https://www.youtube.com/watch?v=NPk43BlWNzg
10) https://www.weboggi.it/Cronaca/il-coron ... zungrillo/
11) https://www.dottnet.it/articolo/31063/c ... kg=1&cnt=3
12) https://emigrazione-notizie.org/?p=31567
13) (https://www-fanpage-it.cdn.ampproject.org/v/s/www.fanpage.it/attualita/la-virologa-capua-ecco-perche-clinicamente-il-covid-19-non-esiste-piu/amp/?amp_js_v=0.1#referrer=https%3A%2F%2Fwww.google.com&amp_tf=Da%20%251%24s&ampshare=https%3A%2F%2Fwww.fanpage.it%2Fattualita%2Fla-virologa-capua-ecco-perche-clinicamente-il-covid-19-non-esiste-piu%2F):
14) https://www.revuepolitique.fr/covid-19- ... lepidemie/
15) https://blogs.mediapart.fr/laurent-mucc ... llectuelle
16) https://cambiailmondo.org/2020/06/05/co ... o-vaccini/
17) https://www.repubblica.it/salute/medici ... 258854721/
18) https://www.thelancet.com/journals/lanc ... 36(20)31324-6/fulltext
19) https://comedonchisciotte.org/covid-19- ... i-chilosa/
20) https://www.lantidiplomatico.it/dettnew ... 119_35436/
21) Giulio Tarro: “Il Sars-CoV-2 sparirà come la prima Sars. Ecco lo studio scie ntifico che lo dimostra, Fondazionenenni.blog
22) https://it.notizie.yahoo.com/coronaviru ... 08945.html
23. “ll coronavirus non si prende al supermercato. Studio tedesco ridimensiona il rischio contagio da oggetti, il messaggero 19 aprile 2020.
24) https://www.scienzainrete.it/articolo/s ... 2020-05-19 e https://www.adnkronos.com/fatti/cronaca ... refresh_ce
25) https://www.who.int/publications/i/item ... f-covid-19 (Cleaning and disinfection of environmental surfaces in the context of Covid-19 Who Interim guidance)
26) Wu Ming https://www.wumingfoundation.com/giap/2 ... lla-tutto/
27) Who, Advice on the use of masks in the context of Covid-19 – World Health Organization.
28) https://it.notizie.yahoo.com/sanita-con ... 30703.html
29) https://twitter.com/mazzamazzarello/sta ... 3187791872
30) https://www.youtube.com/watch?v=qkTb_Y89imk

da: https://sinistrainrete.info/societa/180 ... iugno.html
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A Belgrado passo indietro sul coprifuoco

Messaggioda sandropascucci » 10 lug 2020, 9:29

> SERBIA 09.07.2020 - 15:57 | LETTO 2'482
A Belgrado passo indietro sul coprifuoco
L'annuncio della misura aveva fatto scoppiare proteste di piazza. La premier: «Per quelle ci sarà tempo».

Fonte Ats

elaborata da Dario Ornaghi
Giornalista

BELGRADO - L'unità di crisi serba per l'emergenza covid-19 ha annunciato nuove misure restrittive per la capitale Belgrado. Esse, però, non prevedono la reintroduzione del coprifuoco per l'intera durata del fine settimana come aveva prospettato il presidente Aleksandar Vučić scatenando le manifestazioni antigovernative e le proteste di piazza degli ultimi due giorni.

Come ha dichiarato la prima ministra Ana Brnabić, le misure per la capitale serba sono tre: divieto assoluto di raduno con più di dieci persone sia al chiuso che all'aperto; ristoranti, bar, caffè e negozi dovranno indicare con precisione la quantità di persone consentite al loro interno, nel rispetto della formula di una persona per quattro metri quadrati; chiusura dei locali al chiuso dalle 21 alle 6 e di quelli con spazi all'aperto dalle 23. Quest'ultima misura riguarda anche negozi e centri commerciali.

La premier ha sottolineato che l'idea attuale è quella d'intervenire non con misure a livello nazionale ma caso per caso a seconda delle situazioni più critiche e instabili sul piano epidemiologico. Sono una ventina le località dove è stata dichiara la 'situazione di emergenza' per una nuova ondata d'infezioni. A Belgrado si registra la situazione epidemiologica più critica, con forte aumento dei contagi, ospedali pieni e un progressivo incremento dei pazienti in terapia intensiva.

Purtroppo, ha osservato Brnabić, le manifestazioni di protesta e gli scontri di piazza degli ultimi due giorni avranno di sicuro conseguenze negative in fatto di nuovi contagi e andranno a incidere pesantemente sulla situazione già molto critica del sistema sanitario, sotto forte pressione per l'alto numero di ricoveri nelle ultime settimane. Per questo la prima ministra ha lanciato un appello a soprassedere, per ora, a proteste e manifestazioni di piazza: «Cerchiamo prima di sconfiggere il coronavirus, per le proteste ci sarà tempo», ha affermato.

da: https://www.tio.ch/dal-mondo/attualita/ ... uoco-serba



> Proteste in Serbia: Vucic ritira il blocco e accusa interferenze straniere
PUBBLICATO IL 9 LUGLIO 2020 ALLE 9:54 IN BALCANI SERBIA

In seguito all’ondata di proteste scatenatasi nella notte del 7 luglio, a causa delle dichiarazioni del presidente serbo, Aleksandar Vucic, di voler reintrodurre un blocco totale nella città di Belgrado per contenere il picco di infezioni di coronavirus, il presidente ha ritrattato la propria decisione.

Originariamente, in una conferenza stampa tenuta il giorno prima delle manifestazioni, il 6 luglio, Vucic aveva annunciato di voler ristabilire il coprifuoco nella capitale dalle 18:00 alle 5:00 del 13 luglio, aggiungendo anche che i raduni all’aperto sarebbero stati limitati a un massimo di cinque persone a partire dall’8 luglio.

Tuttavia, le proteste di migliaia di cittadini, riunitisi davanti al Parlamento di Belgrado, hanno portato a una rivalutazione della posizione del presidente serbo. In particolare, in tale occasione, la polizia ha sparato gas lacrimogeni e colpito i manifestanti, mentre questi ultimi hanno risposto lanciando pietre e bottiglie contro gli ufficiali, alcuni chiedendo le dimissioni di Vucic.

Gli scontri hanno lasciato feriti 17 manifestanti e 43 poliziotti, e altri 23 manifestanti sono stati arrestati, secondo il direttore della polizia serba, Vladmir Rebic.

Parallelamente, l’8 luglio, il presidente serbo, ha accusato i servizi segreti stranieri di nascondersi dietro le proteste di “manifestanti di destra e pro-fascisti”, non precisando il nome di specifiche agenzie di intelligence, e ha sostenuto la gestione della situazione da parte della polizia. “Non permetteremo mai la destabilizzazione della Serbia dall’interno e dall’esterno”, ha affermato Vucic.

Sebbene le manifestazioni fossero iniziate come raduni pacifici e spontanei in cui i partecipanti indossavano le mascherine e rispettavano il distanziamento sociale, la situazione ha subito una violenta escalation quando un gruppo di estrema destra si è unito, e si è introdotto nell’edificio del Parlamento nazionale.

Secondo Vucic, tali persone erano estremisti, e la loro protesta non era contro le nuove misure, ma contro i migranti, un accordo con il Kosovo, la rete 5G e il governo stesso. “Ieri sera, anche se alcuni hanno cercato di giustificarlo con la storia del coronavirus, abbiamo assistito a una protesta politica aggressiva non molto tempo dopo l’inizio delle proteste. Illegale, non annunciato alla polizia, di fronte a tutti i documenti legali”, ha dichiarato il presidente.

La Serbia, che conta una popolazione di circa 7 milioni di persone, ha riportato 17.076 casi di coronavirus e 341 decessi, secondo le statistiche della Johns Hopkins University. Tuttavia, nell’ultimo periodo si è verificato un picco di infezioni e, soltanto nella giornata del 7 luglio sono stati registrati 299 casi e 13 morti.

I critici del presidente serbo lo hanno accusato di aver revocato le precedenti misure di restrizione soltanto per tenere le elezioni parlamentari lo scorso 21 giugno, vinte poi dal Partito Progressista Serbo (SNS) di Vucic, cosa che quest’ultimo ha negato.

Durante la campagna, il SNS ha organizzato raduni in cui le persone non indossavano mascherine protettive, e non osservavano le misure di distanziamento sociale. Inoltre, alcuni funzionari superiori del partito, incluso il consigliere del presidente, hanno contratto il virus dopo aver celebrato la vittoria elettorale in una piccola stanza, senza indossare maschere facciali.

Da parte loro, i partiti dell’opposizione hanno boicottato le elezioni, accusando Vucic di aver sfruttato le misure restrittive messe in atto per arginare la pandemia per rafforzare quello che definiscono un “governo autocratico”, e invitando i propri elettori a non recarsi alle urne, sostenendo che le votazioni non fossero né eque né libere. Tuttavia, i dati sull’affluenza hanno rivelato l’insuccesso della campagna di opposizione, dato che il tasso di partecipazione è stato soltanto lievemente inferiore rispetto alla norma, ovvero di poco inferiore al 50%.

L’opposizione incolpa altresì il presidente per l’aumento delle infezioni di Covid-19, in quanto il governo ha permesso che le partite sportive, le festività religiose, i partiti e le riunioni private riprendessero dopo aver revocato le restrizioni di emergenza lo scorso 6 maggio.

da: https://sicurezzainternazionale.luiss.i ... straniere/



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Re: COVID19 - Quando qualcosa stona dal mainstreaming (ex Tira un'arietta) #covid-tiraunarietta.primit.it

Messaggioda sandropascucci » 26 lug 2020, 8:58

> Nicola Bizzi
Aboliamo la Protezione Civile, ricettacolo di ogni corruzione e cavallo di troia del Nuovo Ordine Mondiale
IERI · TUTTI
Il 23 Luglio i giornali hanno pubblicato finalmente una buona notizia: tre giudici amministrativi del TAR del Lazio, Mariangela Caminiti, Ines Simona Immacolata Pisano e Lucia Gizzi, hanno emesso una sentenza che impone alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e al Dipartimento della Protezione Civile di rendere pubblici i verbali del Comitato Tecnico Scientifico (CTS) in base a cui il Governo Conte avrebbe preso tutte le decisioni più importanti per mettere in scena lo “Stato d’Emergenza”, il lockdown, l’arbitraria sospensione dei diritti civili dei cittadini sanciti dalla Costituzione e tutte le orwelliane misure repressive che ben conosciamo e che abbiamo sperimentato sulla nostra pelle negli ultimi mesi, dal “distanziamento sociale” alle museruole. Atti e verbali che erano stati secretati, peraltro senza alcuna oggettiva giustificazione e la cui lettura o conoscenza è stata fino ad oggi preclusa e negata non solo ai parlamentari, ma addirittura agli stessi membri del Governo, come ha più volte lamentato il vice-ministro della Salute Pierpaolo Sileri.
Tutto questo avviene mentre ci avviciniamo al 31 Luglio, giorno che (almeno formalmente) dovrebbe sancire la fine dello Stato d’Emergenza imposto da Conte all’Italia e agli Italiani lo scorso Gennaio. Stato d’Emergenza che, nonostante la sempre più massiccia levata di scudi da parte di centinaia di illustri medici, giuristi, costituzionalisti, docenti universitari e intellettuali, tenteranno fino all’ultimo di prorogare, non certo per motivi “sanitari”, ma per coprire i loro misfatti, per evitare che vadano in fumo affari milionari e per continuare a governare a copi di DPCM, nel totale silenzio del Quirinale e delle cosiddette “opposizioni”.
Lo scorso mese il Presidente della Bielorussia Aljaksandr Lukashenko, che notoriamente si è sempre rifiutato di adottare nel suo paese alcuna misura di emergenza, di lockdown o di “distanziamento sociale”, ha dichiarato in una conferenza stampa di aver ricevuto una cospicua offerta in denaro (92 milioni di Dollari) da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, affinché facesse “come in Italia”. Offerta che, dopo il secco no di Lukashenko, sarebbe stata in poche settimane addirittura decuplicata: ben 900 milioni di Dollari, questa volta offerti dal Fondo Monetario Internazionale, accompagnati dalla medesima richiesta: chiudere tutto e fare “come in Italia”. So, da fonti di intelligence, che simili offerte sono state fatte a molti altri paesi europei e non solo europei. E so anche che molti capi di Stato o di Governo, tra cui il Presidente della Serbia Aleksandar Vučić, non hanno esitato un attimo ad accettarle. La logica quindi vuole che anche l’Italia (che, come ben sappiamo, in tutta questa sceneggiata ha sempre avuto il ruolo di modello-pilota) potrebbe aver avuto una lauta offerta in tal senso e, ben conoscendo la mentalità dei nostri politicanti, dubito fortemente che non sia stata accettata. Peraltro questa ipotesi potrebbe spiegare dove e come il Governo Conte abbia reperito le risorse destinate (probabilmente già all’inizio dell’anno) al potenziamento delle forze dell’ordine per garantire la tenuta e la riuscita del lockdown.
Mi auguro sinceramente che fra gli atti e i verbali secretati che il TAR del Lazio ha ordinato di rendere pubblici si possa presto trovare la risposta a questo e a molti altri nodi irrisolti, come ad esempio la folle e inconcepibile direttiva che “sconsigliava” le autopsie.
È invece di oggi, anche se passata sotto traccia dai principali giornali, una notizia a dir poco clamorosa. Una notizia che in un paese normale avrebbe fatto cadere molte teste se non lo stesso Governo: grazie alla coraggiosa presa di posizione della Commissione Covid dell’Accademia Nazionale dei Lincei e all’insistenza del dott. Alberto Zangrillo, è finalmente emerso quello che molti già sospettavano: le tabelle della Protezione Civile su cui per mesi si sono basati i quotidiani bollettini di guerra televisivi che hanno tenuti inchiodati davanti al teleschermo milioni di Italiani erano poco più che un mero gioco di fantasia. “Elaborazioni in assenza di dati” sono state infatti tecnicamente definite. Nemmeno, quindi, delle proiezioni del tipo di quelle politiche o elettorali, che almeno una riconduzione ad una certa realtà numerica oggettiva, seppur in maniera approssimativa, possono avere. Tradotto dal politichese, quei numeri erano un solenne imbroglio senza alcun fondamento, utile solo per generare un clima di terrore.
Secondo quanto ha dichiarato Giorgio Parisi, Presidente dell’Accademia dei Lincei, solo la sedicente “comunità scientifica” (leggasi il Comitato Tecnico Scientifico voluto da Conte) ha accesso ai dati autentici, ai veri numeri: «Ignoriamo quando e quante siano venute a mancare le persone per Covid. Quanti siano i contagi effettivi, per quanti giorni siano state ricoverate le persone, il reale quadro clinico di ognuna di esse. Vi ricorderete che i numeri non tornavano mai, sia nel confronto con gli altri anni, sia con il numero delle vittime rispetto al 2015, che in quell’anno furono oltre 50.000, 15.000 più di oggi, senza che bloccassero il Paese. Ci sarà un ridimensionamento di questa storia oscura, ma una cosa la possiamo già dire, che il Governo, dunque il Paese, è stato subordinato alla volontà, a questo punto potremo definirla, fraudolenta del Comitato Scientifico, per mezzo della Protezione Civile. Qui c'è di mezzo l’Istituto Superiore della Sanità. Devono spiegarci perché in Francia, Germania, Spagna, Gran Bretagna, per rimanere ai Paesi demograficamente più importanti, i dati sono di pubblico dominio e qui in Italia, no.
È finita? Macché! Il ministro Speranza che avrebbe dovuto spiegare il perché di questa situazione e della colpevole mancata informazione sui dati effettivi dei morti, contagiati, reale pericolosità del virus, ha risposto che dobbiamo chiedere all’Istituto Superiore della Sanità. Ma nemmeno da militare, dove i barili veri ce li scaricavamo addosso e si facevano i muscoli, mi è capitato di ascoltare una risposta del genere. Ma come! Blocchi l’Italia sei mesi, e non è finita, dei quali, tre, in lock down, e ci vieni a dire che dobbiamo chiedere lumi alla banda Brusaferro? Milioni di Italiani sono alla fame e altri milioni stanno boccheggiando e tu Ministro della Salute ci dici tra le righe che non c’entri nulla? Ma che razza di Paese siamo diventati!».
Dichiarazioni molto forti, queste del Prof. Giorgio Parisi, peraltro uno dei più autorevoli fisici di livello mondiale, che inchiodano la Protezione Civile alle proprie responsabilità e ci impongono un’adeguata riflessione. Una riflessione sull’Italia e sugli Italiani.
È indubbiamente uno strano popolo quello Italiano. Un popolo talmente lobotomizzato e plasmato da decenni di condizionamento ideologico al punto tale da indignarsi a comando e a fasi alterne, come se fosse un interruttore o un trasformatore elettrico anziché una comunità di teste pensanti. A fasi alterne, perché gli Italiani negli ultimi vent’anni sono stati capaci di indignarsi e di scendere in piazza contro le ingiustizie e il malfunzionamento dello Stato soltanto quando al timone del Paese è stato il centro-destra, per poi foderarsi gli occhi di prosciutto e accettare tacitamente e supinamente qualsiasi sopruso quando a governare era invece la sinistra.
Nel 2010, tanto per fare un esempio, mentre a governare era Silvio Berlusconi, per mesi le prime pagine dei giornali riportarono gli scandali in cui venne coinvolta la Protezione Civile, all’epoca guidata da Bertolaso. Tanto che anche il sociologo Stefano Allievi, in un suo articolo intitolato Ritratto della peggior Italia (scandali della Protezione Civile), il 17 Febbraio dello stesso anno sul quotidiano Il Piccolo scriveva: «La palude melmosa in cui si sta trasformando la success story di Guido Bertolaso e della sua creatura, la amata e odiata Protezione Civile, è di per sé una parabola civile che andrebbe meditata. Già il fatto che una meritoria istituzione pubblica, in cui il volontariato di molti Italiani dà il meglio di sé, stesse per trasformarsi in SpA, è una inquietante metafora del nostro tempo. Ma la storia che emerge non è una storia nuova. Gli intrecci tra politica e affari, e tra malapolitica e malaffare, che anche questa storia ci mostra, sono in continuità con troppe altre storie del passato. E le intercettazioni ricordano quelle tra i furbetti del quartierino, e tante altre inchieste di questa Italia triste e vilipesa. Linguaggio da caserma, favori sessuali, allusioni, parolacce, meschinità e postulanti, ‘nani e ballerine’ e tanti altri grotteschi personaggi dell’arte, e poi soldi, tanti soldi, naturalmente pubblici, e tanta fame di arraffarli: tanti, maledetti e subito. Fino alla parodia del ‘tengo famiglia’ fatto di stipendi stratosferici dati ad ‘apprendisti’ inutili e incapaci ma opportunamente ‘figli di’, e la presenza di ingombranti cognati: mancano, per ora, le mogli devote e le madri protettive, ma non disperiamo.
Non è un’Italia nuova, quella che emerge da questo triste affaire: è l’Italia eterna e peggiore. Una società immobile, in cui le cricche al potere sono sempre quelle, gli uomini che decidono sempre gli stessi, gli intrecci e gli affari sempre i soliti, e solita la modalità di condurli. Ma con un peggioramento sostanziale. In passato c’è stata almeno la scusa di chi ‘rubava per il partito’, e il problema del finanziamento dei costi della politica, con lo scambio tra favori e tangenti, era posto come tale. E pur essendo diventato sistema, era considerato patologia.
Oggi questo andazzo è diventato fisiologia. Nessuno si scandalizza più, e in meno c’è anche la giustificazione politica, i valori alti che nascondono la bassa pratica amministrativa. Tutto si fa solo per denaro, e senza scuse ulteriori, senza alibi. In maniera impudica e perfino naif. Perché così va il mondo e non c’è alternativa».
Ma tutti, come sempre purtroppo accade, guardavano il dito che indicava la Luna e la Luna neanche la vedevano. Tutti si limitavano a indignarsi per le “ruberie” e gli scandaletti di nani e ballerine (soprattutto se emergevano durante i governi del centro-destra), senza considerare nel complesso l’orrendo mostro tentacolare che tali scandali e ruberie generava e, ancora oggi più che mai, continua a generare. Gli Italiani, purtroppo, non sono mai riusciti ad avere una visione d’insieme, ad ampio spettro e libera da pregiudizi ideologici. Se solo ieri, infatti, si indignavano per le ruberie ed i favori sessuali attribuiti a Guido Bertolaso e alla “sua” Protezione Civile, oggi tacciono miserevolmente di fronte alle spudorate menzogne e agli inganni della stessa Protezione Civile, che, da carrozzone di consulenze e tangenti che è sempre stato, si è ormai trasformata in un vero e proprio strumento di repressione al servizio di quegli stessi poteri sovranazionali che tengono in pugno e dirigono il peggior Governo della storia dell’Italia repubblicana.
Sarebbe forse superfluo ricordare agli Italiani che lo “Stato di Emergenza” non esiste nella nostra Carta Costituzionale, ma la sua eventuale applicazione è prevista da una legge ordinaria, precisamente la legge n. 225 del 24 Febbraio 1992 inerente all’istituzione del Servizio Nazionale della Protezione Civile. E qui si apre la diga dell’ignoranza sulla sua applicazione, ma la cosa più grave è che lo “stato di eccezione” è applicabile prevalentemente quando precede una guerra. Gli “addetti ai lavori” questo lo sanno, e lo sanno molto bene.
La legge n. 225 istituì il Servizio Nazionale di Protezione Civile, conferendo a questo ente prerogative e funzioni che precedentemente erano esercitate in modo sostanziale, solo a livello istituzionale, dall’Esercito Italiano e dal Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. consentendo così anche ai “privati” ed agli enti locali di partecipare alle attività necessarie in caso di emergenze e calamità. Ma, come mi suggeriva questa mattina Keli Anand, quando si scopre che con il potere attribuito alla Protezione Civile un ristretto gruppo di personaggi eterodiretti impedisce di funzionare alla Corte Costituzionale, togliendo ogni controllo su esecutivo e finanze di uno Stato con il pretesto di una “emergenza”, questa manovra del “Covid” così realizzata si manifesta per quello che è: un golpe orchestrato con accordi taciti da parte di poteri che cercano disperatamente fondi per mandare avanti il loro piano.
A mio parere, quindi, la Protezione Civile, da ricettacolo della peggiore corruzione italiota si è ormai trasformata in un vero e proprio cavallo di Troia del Nuovo Ordine Mondiale e di quei poteri sovranazionali che vogliono la distruzione finale dell’Italia e il pieno e totale asservimento politico-economico-sanitario del nostro Popolo.
Se in Parlamento esistesse ancora un’”opposizione”, uno dei principali suoi obiettivi dovrebbe essere proprio l’abrogazione della legge n. 225 del 24 Febbraio 1992, la chiusura del Servizio Nazionale di Protezione Civile e la riconsegna delle sue prerogative e dei suoi compiti all’Esercito. Il problema è che nell’Italia del 2020 l’”opposizione” non esiste più.
da: https://m.facebook.com/notes/nicola-biz ... 039375487/
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megacorteo a Berlino

Messaggioda sandropascucci » 1 ago 2020, 19:07

> BERLINO - Il nemico ha molte teste: le multinazionali del farmaco, il governo repressivo, Bill Gates, ovviamente la stampa bugiarda. Ma soprattutto è lo spettro di una vaccinazione forzata a spaventare la gente arrivata da tutta la Germania per dire "no" alle misure anti-contagio. Fra cartelli, spille, striscioni e bandiere, migliaia di manifestanti, tra cui molto negazionisti, si sono dati appuntamento (con poche mascherine) sotto la Colonna della Vittoria, che gli organizzatori del raduno dal palco chiamano Colonna della Libertà.

Se non fosse per l'età media non più verde, sarebbe quasi un happening, con musica e aria di festa. Ogni tanto dagli altoparlanti arriva il richiamo al distanziamento imposto dalla legge, con toni poco entusiasti e scarsa adesione. Poi si diffondono slogan, richiami al tifo quasi calcistico, ma anche dichiarazioni politiche senza tema di esagerazione. "Abbiamo avuto 500mila richieste di partecipazione, oggi siamo 800mila", dichiara uno speaker particolarmente ottimista: secondo le stime della polizia, a metà giornata si resta sotto i 20mila. Comunque troppi e troppo vicini per le autorità che hanno ordinato alla polizia di bloccare la manifestazione. Dopo alcune ore, le forze di sicurezza sono arrivate sul posto e con gli altoparlanti hanno imposto lo scioglimento del corteo, che non è riuscito così ad attraversare il lungo viale che taglia il parco. La polizia di Berlino ha riferito che avvierà un'azione legale contro gli organizzatori per "mancato rispetto delle norme igieniche".

Ma al di là del folklore, ieri la Germania ha sfiorato i mille nuovi contagiati. L'ipotesi di una stretta nelle misure sanitarie è realistica, ed è condivisa.
dal nostro inviato GIAMPAOLO CADALANU
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Coronavirus, infettivologo francese: "Giovani contagiatevi per essere immuni a settembre"

Messaggioda sandropascucci » 2 ago 2020, 19:45

> Coronavirus, infettivologo francese: "Giovani contagiatevi per essere immuni a settembre"

Eric Caumes, del più importante ospedale parigino, propone: niente mascherine. Punta all'immunità di gregge per i ragazzi che così potrebbero infettarsi durante l'estate. Evitando però contatti con genitori e nonni

02 agosto 2020
Arriva dalla Francia la proposta di arrivare ad un'immunità di gregge, ma solo per i giovani, invitandoli al contagio per ritrovarsi all'apertura delle scuole immunizzati. Il tutto tenendoli però nel frattempo a distanza di sicurezza dai familiari più adulti. Un'idea che fa discutere, applicabile forse più facilmente nei paesi nordici dove i giovani vivono vite separate giù da teenagers, ma di più complicata attuazione in Italia dove moltissimi passano le vacanze estive in famiglia, e spesso dai nonni, tra i più fragili e colpiti dalla pandemia.

Per il professor Eric Caumes, noto infettivologo del più importante ospedale parigino, il Pitié Salpêtrière, è infatti ora di cambiare strategia per la lotta al Covid-19 "prima di andare a sbattere". Primario del reparto malattie infettive, pensa a una sorta di "immunità di gregge" per i giovani, che potrebbero contaminarsi durante l'estate evitando i contatti con i familiari. Ma arrivando alla riapertura delle scuole già immunizzati.

Il professor Caumes spiega che ormai il virus in Francia "circola in diversi luoghi" del Paese, "probabilmente a causa delle vacanze che ne hanno favorito la propagazione nelle zone turistiche. Le autorità, purtroppo - ammette - non riescono più a controllare certi focolai. Esploderà in diversi punti contemporaneamente". Per lui, la rapidità di reazione delle strutture sanitarie nell'effettuare test è insufficiente: "il problema è che corriamo sempre dietro all'epidemia invece di anticiparla. Questo virus è chiaramente troppo intelligente per gli europei, a parte i tedeschi".

Il problema dell'alto numero di giovani infettati in quest'ultimo periodo è "delicato" per il prof. Caumes: "Non possiamo imporre loro la mascherina ovunque e vietare di riunirsi, soprattutto in piena estate. Forse non sarà politicamente corretto, ma io sono sempre più convinto che bisogna lasciare che si contaminino fra loro, a condizione che non abbiano contatti con i genitori e i nonni. Altrimenti i giovani saranno un serbatoio di contagio e ci ritroveremo con un'epidemia ingestibile. Lasciandoli che si contagino fra loro, parteciperanno all'immunità di gregge e al rientro a scuola sarà più efficace nelle scuole e nelle università. Anche se ciò avrà conseguenze perché anche i giovani possono avere forme gravi".
da: https://www.repubblica.it/salute/2020/0 ... P1-S2.4-T1
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Coronavirus, le multe per il mancato rispetto dei DPCM durante il lockdown sono illegittime.

Messaggioda sandropascucci » 2 ago 2020, 20:21

> Coronavirus, le multe per il mancato rispetto dei DPCM durante il lockdown sono illegittime. “Violati 3 articoli della Costituzione”: la sentenza del Giudice di Pace di Frosinone

Coronavirus, sono illegittime e quindi non dovranno essere pagate le multe per il mancato rispetto dei DPCM durante il lockdown
1 Agosto 2020 11:13 | Rocco Fabio Musolino

Era abbastanza evidente che le norme decretate dal Governo italiano durante il lockdown fossero eccessivamente restrittive delle libertà individuali, dei diritti dell’uomo e palesemente incostituzionali. Adesso arriva la conferma ufficiale. Le sanzioni per il mancato rispetto dei DPCM ed in particolare del divieto di spostamento dei cittadini elevate dalle forze dell’ordine durante il lockdown sono illegittime. Lo ha stabilito il Giudice di Pace di Frosinone, Est. Manganiello, con Sentenza n. 516/2020 del 15 luglio 2020, depositata il 29 luglio 2020, annullando un verbale elevato dalla Polizia Stradale di Frosinone l’11 aprile 2020. La sentenza, che fa giurisprudenza, entra proprio nel merito della illegittimità della dichiarazione dello stato di emergenza per violazione degli articoli 95 e 78 della costituzione e della illegittimità dei DPCM del governo Conte per violazione dell’articolo 13 della costituzione.

da: http://www.strettoweb.com/2020/08/coron ... e/1043191/
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Lockdown, il giudice smonta Conte: è un abuso

Messaggioda sandropascucci » 3 ago 2020, 8:04

> Lockdown, il giudice smonta Conte: è un abuso

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lockdown governo conte giudice di pace frosinone

Sullo stesso argomento:
Francesco Storace 01 agosto 2020

C’è un giudice (di pace) a Frosinone. Lo scorso 15 luglio, ma si è saputo solo nelle ultime ore, si sono affermati con nettezza i confini dell’azione di governo nella gestione della pandemia. Il lockdown inteso come reclusione obbligatoria degli italiani è un abuso, le sanzioni una prepotenza e lo stesso stato di emergenza è ben oltre i limiti fissati dalla Costituzione.

Sarà pure solamente un giudice di pace il dottor Emilio Manganiello, ma la sua decisione – per ora riguardante un solo ricorso a Frosinone contro una sanzione amministrativa legata ai dpcm di Conte – non può certo lasciare insensibile il legislatore. Se il premier dovesse avere ancora intenzione di lasciarci di nuovo dentro le mura di casa, ci sarebbero argomenti consistenti per rovesciare ogni prepotenza istituzionale.


Leggi la sentenza sul lockdown: "La libertà personale è inviolabile"


L’11 aprile il signor C.C. veniva multato in terra ciociara. Aveva violato l’obbligo di restare in casa vigente a quel tempo. Con il suo avvocato, Giuseppe Cosimato, ha presentato un ricorso giudicato fondato e non dovrà pagare la sanzione.

A meno che la prefettura - contumace all’udienza - non faccia ricorso per conto del governo, la sentenza potrebbe fare scuola. Il ricorso con le motivazioni proposte dall’avvocato Cosimato è stato accolto e il giudice di pace si è anche risparmiato la Corte Costituzionale perché né la delibera del Consiglio dei ministri del 31 gennaio sullo stato di emergenza, né la raffica di Dpcm varati in solitaria da Conte, sono leggi. Sono semplicemente atti amministrativi e il giudice può disapplicarli.

Motivo? In nessuna parte della Costituzione esiste lo stato di emergenza come potere conferito al governo per motivi sanitari. Ci si può ricorrere solo per terremoti, incendi, alluvioni, valanghe. Oppure, per inquinamento. Né tantomeno può farlo da solo il presidente del Consiglio dei ministri.

Osserva il distratto: va bene, ma poi hanno sanato tutto con il decreto legge che ha assorbito lo stato d’emergenza e i dpcm che infatti si sono impegnati a non tirare più fuori dai cassetti di Conte.

Ma la decisione del giudice di pace va oltre e riguarda un fodnamento della Costituzione che sta all’articolo 13 della Carta. «La libertà personale è inviolabile. Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell'autorità giudiziaria».

Ne discende che il governo ha abusato dei suoi poteri. E non è certo un decreto legge che può sostituire il giudice nel costringere gli italiani a restare rinchiusi in casa. Lo può decidere, appunto, solo un «atto motivato dell'autorità giudiziaria».

Per ora, quella multa nel frusinate da non pagare è l’unica conseguenza pratica, anche perché fu comminata prima delle «sanatorie» per decreto. Ma se dovesse essere presentato un ricorso avverso la decisione del dottor Manganiello, esso avrebbe sede in tribunale. E se qualcuno dovesse eccepire la questione di costituzionalità, ne vedremmo delle belle di fronte a quelle appaiono come inoppugnabili considerazioni del giudice interpellato.

Quando il governo ha dichiarato lo stato di emergenza, ha fatto riferimento a norme che non lo prevedono per motivi di ordine sanitario. Che non potevano autorizzarlo proprio perché la Costituzione è chiara in proposito. Così come nessuna legge potrà mai dare al premier il potere di non far uscire di casa i cittadini. La libertà di circolazione - scrive il giudice - «non può essere confusa con la libertà personale: i limiti della libertà di circolazione attengono a luoghi specifici il cui accesso può essere precluso, perché, ad esempio, pericolosi; quando invece il divieto di spostamento non riguarda i luoghi, ma le persone, allora la limitazione si configura come limitazione della libertà personale».

E spiega ancora meglio più avanti: «Nell’ordinamento giuridico italiano, l’ordine di rimanere nella propria abitazione non può essere imposto dal legislatore, ma solo dall’autorità giudiziaria con atto motivato».

Altrimenti, ci si muove nel solco delle misure adottate «in Stati non democratici, come la Cina». Che hanno «un ordinamento costituzionale autoritario giuridicamente incompatibile con il nostro ordinamento costituzionale, fondato su garanzie individuali inviolabili, ignote agli ordinamenti autoritari, e agli esperti sanitari di quei paesi e del nostro, in quanto non competenti in diritto costituzionale».

Se a tutto questo aggiungiamo il segreto di Stato opposto da Conte persino ai verbali delle riunioni del Comitato tecnico scientifico a cui si riferiva per i suoi decreti personali e illegittimi, c’è abbondante materiale per sollecitare un pronunciamento chiaro e definitivo nello stesso Parlamento. Qui in gioco non c’è più lo sfrenato esibizionismo del premier, ma i diritti di ciascun cittadino che sono scolpiti nella Carta Costituzionale. Lo stesso articolo 32 sul diritto alla salute e al massimo può obbligare un trattamento sanitario. Non gli arresti domiciliari.
da: https://www.iltempo.it/politica/2020/08 ... -24066875/
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Napoli, inchiesta sui Covid hospital: perquisizioni e 4 indagati, ci sono anche fedelissimi di De Luca

Messaggioda sandropascucci » 4 ago 2020, 12:21

> Napoli, inchiesta sui Covid hospital: perquisizioni e 4 indagati, ci sono anche fedelissimi di De Luca

I pm al lavoro, al setaccio mail e chat sui cellulari. Perquisita anche la dirigente dell'unità di crisi Santaniello

di DARIO DEL PORTO
04 agosto 2020

La realizzazione dei Covid hospital prefabbricati completi di 72 posti letto in terapia intensiva a Napoli, Salerno e Caserta aveva rappresentato uno dei momenti centrali della strategia messa in campo dal presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca contro l'emergenza coronavirus, tanto che l'inizio dei lavori era stato accompagnato dagli applausi dei cittadini del quartiere Ponticelli affacciati ai balconi nei giorni più duri del lockdown.

Ma adesso sulla gara da oltre 15 milioni di euro aggiudicata dalla centrale regionale per gli acquisti Soresa con la procedura di somma urgenza consentita dalla legge alla società padovana Med ("Manufactoring engineering & developmentas srl") non soffia solo il vento della polemica politica, alimentato dall'approssimarsi delle elezioni di settembre e dalle accuse di sprechi e ritardi, ma indaga anche la magistratura.

Con tre giorni di attività investigativa praticamente ininterrotta scattata nel fine settimana, la Procura di Napoli ha disposto perquisizioni e sequestri di computer, tablet e cellulari. Il manager dell'Asl Napoli 1 Ciro Verdoliva, il consigliere regionale Luca Cascone, molto vicino a De Luca , e l'ingegnera Roberta Santaniello, componente dell'Unità di crisi regionale e del gabinetto della giunta per la Protezione Civile, sono stati perquisiti su disposizione dei pm Mariella Di Mauro e Simone De Roxas, che con il procuratore aggiunto Giuseppe Lucantonio coordinano le indagini dei carabinieri del Reparto operativo.
Coronavirus, il timelapse del Covid center di Napoli in costruzione a Ponticelli

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Nel decreto, i pm ipotizzano i reati di concorso in turbativa d'asta e frode in pubbliche forniture. Il punto di partenza sono le presunte "criticità" ipotizzate "in relazione alle procedure di aggiudicazione e di esecuzione" dei lavori per la realizzazione dell'ospedale modulare di Ponticelli. Ma si indaga anche con riferimento "alle altre gare indette nel periodo dell'emergenza". Dunque i magistrati vogliono ripercorrere tutto il percorso tracciato durante le cento giornate del Covid-19

Non è stata disposta la perquisizione nei confronti del presidente della Soresa Corrado Cuccurullo, ma il suo computer d'ufficio è sotto sequestro. Il consigliere regionale Cascone è finito sotto i riflettori per aver messo in contatto durante la fase più acuta dell'emergenza la Soresa con possibili fornitori di mascherine, ventilatori polmonari e altro materiale ritenuto utile ad affrontare l'epidemia, pur non ricoprendo formalmente alcun ruolo in seno all'unità di crisi.

Circostanza pacificamente ammessa dal consigliere regionale, che ha spiegato di essersi mosso al solo scopo di contribuire a titolo personale ad affrontare una situazione senza precedenti e ha chiesto attraverso il suo legale, l'avvocato Cecchino Cacciatore, di essere interrogato per chiarire la sua posizione. Ribadisce di aver agito in maniera trasparente e con il solo obiettivo di tutelare i cittadini dalla diffusione del virus il manager Verdoliva, difeso dall'avvocato Giuseppe Fusco.

Napoli, bandiere e clacson per i moduli del Covid center: la gente urla "vinceremo"

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L'avvocato Raffaele Bizzarro, legale della dottoressa Santaniello, afferma: "La mia cliente è un po' amareggiata, ma serena, tranquilla e come sempre fiduciosa nell'operato della giustizia". Assistito dall'avvocato Gabriele De Juliis, anche Cuccurullo si dice pronto a fornire tutti i chiarimenti necessari per dimostrare di aver agito con la massima trasparenza.

Agli atti i magistrati hanno allegato gli esposti, ben cinque, presentati dall'ex assessore regionale di centrodestra destra Marcello Taglialatela, presidente dell'associazione Campo Sud. Altri filoni della stessa inchiesta stanno prendendo in esame l'esecuzione dell'opera, i subappalti, l'affidamento di lavori dell'importo di 700 mila euro per la preparazione dell'area nei pressi dell'Ospedale del Mare alla Siram del gruppo Veolia (un cui dirigente, Crescenzo De Stasio, è stato di recente coinvolto in un'inchiesta per corruzione in Sicilia) e i presunti ritardi nella fornitura dei ventilatori, indispensabili per il funzionamento della terapia intensiva, circostanza quest'ultima contestata dalla Soresa alla Med, che invece respinge ogni responsabilità, considerandola riconducibile a "cause di forza maggiore" collegate alle difficoltà di approvvigionamento internazionali. Un lavoro ad ampio raggio che non si ferma neanche nella stagione estiva: negli uffici della Procura continuano a sfilare i testimoni.

da: https://www.repubblica.it/cronaca/2020/ ... P2-S1.8-T1
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Re: COVID19 - Quando qualcosa stona dal mainstreaming (ex Tira un'arietta) #covid-tiraunarietta.primit.it

Messaggioda sandropascucci » 27 ago 2020, 10:38

I TEST PCR COVID19 SONO SCIENTIFICAMENTE PRIVI DI SIGNIFICATO
26 Agosto 2020 da Redazione 5 commenti

Sebbene tutto il mondo si affidi alla RT-PCR per “diagnosticare” l’infezione da Sars-Cov-2, la scienza è chiara: non sono adatte allo scopo

Introduzione e sommario

Le misure di blocco e le misure igieniche in tutto il mondo si basano sul numero di casi e sui tassi di mortalità creati dai cosiddetti test SARS-CoV-2 RT-PCR utilizzati per identificare i pazienti “positivi”, per cui “positivo” è di solito equiparato a “infetto”.

Ma osservando attentamente i fatti, la conclusione è che questi test PCR sono privi di significato come strumento diagnostico per determinare una presunta infezione da un presunto nuovo virus chiamato SARS-CoV-2.

Mantra “Test, test, test…” infondato.
Alla conferenza stampa su COVID-19 del 16 marzo 2020 [https://www.who.int/dg/speeches/detail/who-director-general-s-opening-remarks-at-the-media-briefing-on-covid-19—16-march-2020], il direttore generale dell’OMS, il dottore Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha detto:

“Abbiamo un semplice messaggio per tutti i paesi: test, test, test.” [nota editoriale: Ghebreyesus non è un medico; il suo dottorato è in scienze politiche

Il messaggio è stato diffuso attraverso i titoli dei giornali di tutto il mondo, per esempio da Reuters [https://www.reuters.com/article/us-healthcare-coronavirus-who/test-test-test-who-chiefs-coronavirus-message-to-world-idUSKBN2132S4] e dalla BBC [https://www.bbc.com/news/av/world-51916707/who-head-our-key-message-is-test-test-test].

Ancora il 3 maggio, il moderatore della rivista Heute – una delle più importanti riviste di attualità della televisione tedesca – ha trasmesso al suo pubblico il mantra del dogma della corona con le parole ammonitrici:
“Test, test, test — questo è il credo del momento, ed è l’unico modo per capire veramente quanto il coronavirus si stia diffondendo.”

Ciò indica che la convinzione della validità dei test PCR è talmente forte che equivale a una religione che tollera praticamente nessuna contraddizione.

Ma è noto che le religioni riguardano la fede e non i fatti scientifici. E come ha detto Walter Lippmann, il due volte vincitore del Premio Pulitzer e forse il giornalista più influente del XX secolo [https://www.foreignaffairs.com/reviews/review-essay/walter-lippmann-and-american-century]:

“Quando tutti pensano allo stesso modo, nessuno pensa molto.”
Quindi, per cominciare, è davvero notevole che il professore Kary Mullis, l’inventore della tecnologia della reazione a catena della polimerasi (PCR), non la pensasse allo stesso modo. La sua invenzione gli valse il premio Nobel per la chimica nel 1993.

Purtroppo, Mullis è morto l’anno scorso all’età di 74 anni, ma non c’è dubbio che il biochimico considerasse la PCR inappropriata per individuare un’infezione virale. [https://uncoverdc.com/2020/04/07/was-the-covid-19-test-meant-to-detect-a-virus/]

Il motivo è che l’uso previsto della PCR era, ed è tuttora, quello di applicarla come tecnica di produzione, essendo in grado di replicare milioni e miliardi di volte le sequenze di DNA, e non come strumento diagnostico per individuare i virus.

Come dichiarare le pandemie virali basate sui test PCR possa finire in un disastro è stato descritto da Gina Kolata nel suo articolo del New York Times del 2007: “Faith in Quick Test Leads to Epidemic That Wasn’t” [la fede nei test rapidi porta ad un’epidemia che non esisteva] [https://www.nytimes.com/2007/01/22/health/22whoop.html]

Mancanza di un valido gold standard
Inoltre, vale la pena ricordare che i test PCR utilizzati per identificare i cosiddetti pazienti COVID-19 presumibilmente infettati da quello che viene chiamato SARS-CoV-2 non hanno un valido gold standard con cui confrontarli.

Questo è un punto fondamentale. I test devono essere valutati per determinare la loro precisione — in senso stretto la loro “sensibilità” e “specificità”[1] — mediante il confronto con un “gold standard”, ovvero il metodo più accurato disponibile.

Ad esempio, per un test di gravidanza il gold standard sarebbe la gravidanza stessa. Ma come ha affermato lo specialista australiano delle malattie infettive Sanjaya Senanayake, per esempio, in un’intervista alla ABC TV [https://vimeo.com/417500646] in una risposta alla domanda “Quanto è accurato il test [COVID-19]?”:

“Se avessimo un nuovo test per rilevare [il batterio] lo stafilococco dorato nel sangue, avremmo già le emocolture, questo è il nostro gold standard che usiamo da decenni, e potremmo confrontare questo nuovo test con questo. Ma per COVID-19 non abbiamo un test gold standard.”

Jessica C. Watson dell’Università di Bristol lo conferma. Nel suo articolo “Interpreting a COVID-19 Test Result” [https://www.bmj.com/content/369/bmj.m1808] [Interpretando il risultato di un test COVID-19], pubblicato recentemente sul British Medical Journal, scrive che c’è una “mancanza di un ‘gold standard’ chiaro per il test COVID-19.”

Ma invece di classificare i test come inadatti per il rilevamento della SARS-CoV-2 e la diagnosi COVID-19, o invece di sottolineare che solo un virus, provato attraverso l’isolamento e la purificazione, può essere un solido gold standard, Watson sostiene in tutta serietà che, “pragmaticamente,” la stessa diagnosi COVID-19, includendo anche i test PCR, “può essere il migliore ‘gold standard’ disponibile.” Ma questo non è scientificamente valido.

A parte il fatto che è assolutamente assurdo fare il stesso test PCR come parte del gold standard per valutare il test PCR, non ci sono sintomi specifici distintivi per la COVID-19, come ci è stato concesso anche da persone come Thomas Löscher, ex capo del Dipartimento di Infezione e Medicina Tropicale dell’Università di Monaco di Baviera e membro dell’Associazione Federale degli Internisti Tedeschi[2].

E se non ci sono sintomi specifici distintivi per il COVID-19, la diagnosi del COVID-19 — contrariamente a quanto affermato da Watson — non può essere adatta a servire da valido gold standard.

Inoltre, gli “esperti” come Watson trascurano il fatto che solo l’isolamento del virus, cioè una prova inequivocabile del virus, può essere il gold standard.

Ecco perché ho chiesto a Watson come la diagnosi di COVID-19 “possa essere il miglior gold standard disponibile”, se non ci sono sintomi specifici distintivi per COVID-19, e anche se il virus stesso, cioè l’isolamento del virus, non sarebbe il miglior gold standard disponibile/possibile. Ma non ha ancora risposto a queste domande — nonostante le molteplici richieste. E non ha ancora risposto al nostro post di risposta rapida sul suo articolo in cui affrontiamo esattamente gli stessi punti, anche se ci ha scritto il 2 giugno: “Cercherò di pubblicare una risposta più tardi questa settimana, quando ne avrò la possibilità.” [https://www.bmj.com/content/369/bmj.m1808/rr-15]


Test di prevenzione Covid-19
Nessuna prova che l’RNA sia di origine virale
Ora la domanda è: cosa è necessario prima di tutto per l’isolamento/prova del virus? Per questo dobbiamo sapere da dove proviene l’RNA per il quale sono calibrati i test PCR.

Libri di testo (ad es, White/Fenner, Medical Virology, 1986, p. 9) affermano, così come i principali ricercatori di virus come Luc Montagnier o Dominic Dwyer, che la purificazione delle particelle — cioè la separazione di un oggetto da tutto ciò che non è quell’oggetto, come ad esempio il premio Nobel Marie Curie ha purificato 100 mg di cloruro di radio nel 1898 estraendolo da tonnellate di pechblenda — è un prerequisito essenziale per provare l’esistenza di un virus, e quindi per dimostrare che l’RNA dalla particella in questione proviene da un nuovo virus.

La ragione di ciò è che la PCR è estremamente sensibile, il che significa che è in grado di rilevare anche i più piccoli pezzi di DNA o RNA — ma non è in grado di determinare la provenienza di queste particelle. Questo deve essere determinato in anticipo.

E poiché i test PCR sono calibrati per sequenze di geni (in questo caso sequenze di RNA perché si ritiene che la SARS-CoV-2 sia un virus RNA), dobbiamo sapere che questi frammenti di gene fanno parte del virus cercato. E per saperlo, è necessario eseguire un corretto isolamento e una corretta purificazione del presunto virus.

Per questo motivo, abbiamo chiesto alle équipe scientifiche dei documenti pertinenti a cui si fa riferimento nel contesto della SARS-CoV-2 di provare se le foto al microscopio elettronico raffigurate nei loro esperimenti in vitro mostrano virus purificati.

Ma non un solo team ha potuto rispondere a questa domanda con un “sì” – e nota bene: nessuno ha detto che la purificazione non fosse un passo necessario. Abbiamo ottenuto solo risposte del tipo “No, non abbiamo ottenuto una micrografia elettronica che mostrasse il grado di purificazione” (vedi sotto).

Abbiamo chiesto a diversi autori di queste ricerche la domanda: “Le vostre micrografie elettroniche mostrano il virus purificato?” Hanno dato le seguenti risposte:

Studio 1: Leo L. M. Poon; Malik Peiris. “Emergence of a novel human coronavirus threatening human health”
[L’emergere di un nuovo coronavirus umano che minaccia la salute umana], Nature Medicine, marzo 2020
Autore rispondente: Malik Peiris
Data: 12 maggio 2020
Risposta: “L’immagine è il virus che germoglia da una cellula infetta. Non è un virus purificato.”

Studio 2: Myung-Guk Han et al. “Identification of Coronavirus Isolated from a Patient in Korea with COVID-19”,
[“Identificazione del Coronavirus isolato da un paziente in Corea con COVID-19”], Osong Public Health and Research Perspectives, febbraio 2020.
Autore rispondente: Myung-Guk Han
Data: 6 maggio 2020
Risposta: “Non abbiamo potuto stimare il grado di purificazione perché non purifichiamo e concentriamo il virus coltivato nelle cellule.”

Studio 3: Wan Beom Park et al., “Virus Isolation from the First Patient with SARS-CoV-2 in Korea”,
[“Isolamento del virus dal primo paziente con SARS-CoV-2 in Corea”], Journal of Korean Medical Science, 24 febbraio 2020
Autore rispondente: Wan Beom Park
Data: 19 marzo 2020
Risposta: “Non abbiamo ottenuto un micrografo elettronico che mostri il grado di purificazione.”

Studio 4: Na Zhu et al., “A Novel Coronavirus from Patients with Pneumonia in China”, [“Un nuovo Coronavirus da Pazienti con polmonite in Cina”], 2019, New England Journal of Medicine, 20 febbraio 2020
Autore rispondente: Wenjie Tan
Data: 18 marzo 2020
Risposta: “Mostriamo un’immagine di particelle di virus sedimentate, non purificate.”

Per quanto riguarda i documenti citati è chiaro che ciò che viene mostrato nelle micrografie elettroniche (EM) è il risultato finale dell’esperimento, il che significa che non c’è nessun altro risultato da cui potrebbero aver fatto EM.

Vale a dire, se gli autori di questi studi ammettono che i loro EM pubblicati non mostrano particelle purificate, allora sicuramente non possiedono particelle purificate dichiarate come virali. In questo contesto, va notato che alcuni ricercatori usano il termine “isolamento” nei loro lavori, ma le procedure ivi descritte non rappresentano un vero e proprio processo di isolamento (purificazione). Di conseguenza, in questo contesto il termine “isolamento” è usato in modo improprio.

Così, gli autori di quattro dei principali articoli dell’inizio del 2020 che sostengono la scoperta di un nuovo coronavirus ammettono di non aver avuto alcuna prova che l’origine del genoma del virus fosse costituita da particelle virali o detriti cellulari, puri o impuri, o particelle di qualsiasi tipo. In altre parole, l’esistenza di SARS-CoV-2 RNA si basa sulla fede, non sui fatti.

Abbiamo anche contattato il dottor Charles Calisher, che è un esperto virologo. Nel 2001, Science ha pubblicato un “appassionato appello… alle giovani generazioni” da parte di diversi veterani virologi, tra cui Calisher, dicendo questo:

“[i moderni metodi di rilevamento dei virus come] l’elegante reazione a catena della polimerasi […] dicono poco o niente su come un virus si moltiplica, quali animali lo trasportano, [o] come fa ammalare le persone. È come cercare di dire se qualcuno ha l’alito cattivo guardando le sue impronte digitali”[3].

Ed è per questo che abbiamo chiesto al dottor Calisher se conosce un solo documento in cui la SARS-CoV-2 è stata isolata e finalmente realmente purificata. La sua risposta:

“Non conosco nessuna pubblicazione del genere. Ne ho tenuta d’occhio una”[4].


Charles H. Calisher, professor emeritus in the Department of Microbiology, Immunology and Pathology at CSU.
Questo significa in realtà che non si può concludere che le sequenze del gene RNA, che gli scienziati hanno prelevato dai campioni di tessuto preparati negli studi in vitro menzionati e per i quali i test PCR sono finalmente “calibrati”, appartengano ad un virus specifico – in questo caso la SARS-CoV-2.

Inoltre, non vi è alcuna prova scientifica che quelle sequenze di RNA siano l’agente causale di quello che viene chiamato COVID-19.

Per stabilire un nesso causale, in un modo o nell’altro, cioè al di là dell’isolamento e della purificazione del virus, sarebbe stato assolutamente necessario effettuare un esperimento che soddisfacesse i quattro postulati di Koch. Ma non esiste un esperimento del genere, come Amory Devereux e Rosemary Frei hanno recentemente rivelato per Off Guardian. [https://off-guardian.org/2020/06/09/scientists-have-utterly-failed-to-prove-that-the-coronavirus-fulfills-kochs-postulates/]

La necessità di adempiere a questi postulati riguardo alla SARS-CoV-2 è dimostrata anche dal fatto che sono stati fatti dei tentativi per realizzarli. Ma anche i ricercatori che sostengono di averlo fatto, in realtà, non ci sono riusciti.

Un esempio è uno studio pubblicato su Nature il 7 maggio. [https://www.nature.com/articles/s41586-020-2312-y_reference.pdf] Questa prova, oltre ad altre procedure che rendono lo studio non valido, non ha soddisfatto nessuno dei postulati.

Ad esempio, i presunti topi da laboratorio “infetti” non hanno mostrato sintomi clinici rilevanti chiaramente attribuibili alla polmonite, che secondo il terzo postulato dovrebbe effettivamente verificarsi se un virus pericoloso e potenzialmente mortale fosse realmente all’opera. E le leggere setole e la perdita di peso, che sono state osservate temporaneamente negli animali, sono trascurabili, non solo perché potrebbero essere state causate dalla procedura stessa, ma anche perché il peso è tornato di nuovo normale.

Inoltre, nessun animale è morto, tranne quelli che hanno ucciso per eseguire le autopsie. E non dimentichiamolo: Questi esperimenti avrebbero dovuto essere fatti prima di sviluppare un test, il che non è il caso.

Rivelando che nessuno dei principali rappresentanti tedeschi della teoria ufficiale sulla SARS-Cov-2/COVID-19 — l’Istituto Robert Koch (RKI), Alexander S. Kekulé (Università di Halle), Hartmut Hengel e Ralf Bartenschlager (Società tedesca di virologia), il già citato Thomas Löscher, Ulrich Dirnagl (Charité Berlin) o Georg Bornkamm (virologo e professore emerito dell’Helmholtz-Zentrum di Monaco) — ha potuto rispondere alla seguente domanda che ho inviato loro:

“Se le particelle che si dichiarano essere SARS-CoV-2 non sono state purificate, come si vuole essere sicuri che le sequenze del gene RNA di queste particelle appartengano a un nuovo virus specifico?”

In particolare, se ci sono studi che dimostrano che sostanze come gli antibiotici che vengono aggiunti alle provette negli esperimenti in vitro effettuati per il rilevamento del virus possono “stressare” la coltura cellulare in modo che si formino nuove sequenze di geni non rilevabili in precedenza [https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5557920/pdf/41598_2017_Article_8392.pdf] — un aspetto su cui la premio Nobel Barbara McClintock ha già richiamato l’attenzione nella sua conferenza Nobel nel 1983.[https://www.nobelprize.org/uploads/2018/06/mcclintock-lecture.pdf]”

Non deve passare inosservato il fatto che abbiamo finalmente ottenuto che il Charité — il datore di lavoro di Christian Drosten, il virologo più influente della Germania nei confronti di COVID-19, consulente del governo tedesco e co-sviluppatore del test PCR che è stato il primo ad essere “accettato” (non convalidato!) [https://www.who.int/emergencies/diseases/novel-coronavirus-2019/technical-guidance/laboratory-guidance] dall’OMS in tutto il mondo — risponda alle domande sull’argomento.

Ma non abbiamo avuto risposte fino al 18 giugno 2020, dopo mesi di mancata risposta. Alla fine ci siamo riusciti solo con l’aiuto dell’avvocato berlinese Viviane Fischer.

Per quanto riguarda la nostra domanda “La Charité si è convinta che sia stata effettuata un’adeguata purificazione delle particelle?”, la Charité ammette di non aver utilizzato particelle purificate.

E anche se affermano che “i virologi del Charité sono sicuri che stanno testando il virus”, nel loro documento (Corman et al.) [https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6988269/pdf/eurosurv-25-3-5.pdf] affermano:

“L’RNA è stato estratto da campioni clinici con il sistema MagNA Pure 96 (Roche, Penzberg, Germania) e da supernatanti di colture cellulari con il mini kit di RNA virale (QIAGEN, Hilden, Germania)”.

Il che significa che hanno appena ipotizzato che l’RNA fosse virale.

Per inciso, il documento di Corman et al., pubblicato il 23 gennaio 2020, non è stato nemmeno sottoposto a un vero e proprio processo di peer review, né le procedure ivi delineate sono state accompagnate da controlli – anche se è solo attraverso queste due cose che il lavoro scientifico diventa davvero solido.

Irrazionali i risultati dei test
E’ anche certo che non possiamo conoscere il tasso di falsi positivi dei test PCR senza un test diffuso su persone che certamente non hanno il virus, provato con un metodo che è indipendente dal test (avendo un solido gold standard).

Non c’è quindi da stupirsi che ci siano diversi documenti che illustrano risultati di test irrazionali.

Ad esempio, già a febbraio l’autorità sanitaria della provincia cinese del Guangdong ha riferito che le persone si sono completamente ristabilite dalla malattia accusata di COVID-19, hanno iniziato a fare il test “negativo”, per poi risultare di nuovo “positivo”. [https://www.zmescience.com/science/a-startling-number-of-coronavirus-patients-get-reinfected]

Un mese dopo, un articolo pubblicato sul Journal of Medical Virology ha mostrato che 29 dei 610 pazienti di un ospedale di Wuhan avevano da 3 a 6 risultati di test che oscillavano tra “negativo”, “positivo” e “dubbio”. [https://onlinelibrary.wiley.com/doi/full/10.1002/jmv.25786]

Un terzo esempio è uno studio di Singapore in cui i test sono stati effettuati quasi quotidianamente su 18 pazienti e la maggioranza è passata da “positivo” a “negativo” a “positivo” almeno una volta, e fino a cinque volte in un paziente. [https://jamanetwork.com/journals/jama/fullarticle/2762688]


Test obbligatori per il Covid 19
Anche Wang Chen, presidente dell’Accademia cinese delle scienze mediche, ha ammesso in febbraio che i test PCR sono “accurati solo al 30-50 per cento” [https://www.scmp.com/tech/science-research/article/3049858/race-diagnose-treat-coronavirus-patients-constrained-shortage] ; mentre Sin Hang Lee del Milford Molecular Diagnostics Laboratory ha inviato una lettera al team di risposta al coronavirus dell’OMS [https://childrenshealthdefense.org/wp-content/uploads/04-30-20-Letter-to-WHO-and-Dr.-Fauci.pdf] e ad Anthony S. Fauci il 22 marzo 2020, dicendo questo:

“È stato ampiamente riportato dai social media che i kit di test RT-qPCR [Reverse Transcriptase quantitative PCR] utilizzati per rilevare l’RNA SARS-CoV-2 in campioni umani stanno generando molti risultati falsi positivi e non sono abbastanza sensibili per rilevare alcuni casi positivi reali”.

In altre parole, anche se ipotizziamo teoricamente che questi test PCR possano davvero rilevare un’infezione virale, i test sarebbero praticamente inutili, e causerebbero solo uno spavento infondato tra le persone “positive” testate.

Questo diventa evidente anche considerando il valore predittivo positivo (PPV).

Il PPV indica la probabilità che una persona con un risultato positivo del test sia veramente “positiva” (cioè che abbia il presunto virus), e dipende da due fattori: la prevalenza del virus nella popolazione generale e la specificità del test, cioè la percentuale di persone senza malattia in cui il test è correttamente “negativo” (un test con una specificità del 95% dà un risultato positivo in 5 persone su 100 non infette).

A parità di specificità, maggiore è la prevalenza, maggiore è il PPV.

In questo contesto, il 12 giugno 2020 la rivista Deutsches Ärzteblat ha pubblicato un articolo in cui il PPV è stato calcolato con tre diversi scenari di prevalenza [https://www.aerzteblatt.de/archiv/214370/PCR-Tests-auf-SARS-CoV-2-Ergebnisse-richtig-interpretieren].

I risultati devono, ovviamente, essere visti in modo molto critico, in primo luogo perché non è possibile calcolare la specificità senza un gold standard solido, come indicato, e in secondo luogo perché i calcoli dell’articolo si basano sulla specificità determinata nello studio da Jessica Watson, che è potenzialmente inutile, come già detto.

Ma se si fa un’astrazione, supponendo che la specificità sottostante del 95% sia corretta e che ne conosciamo la prevalenza, anche la rivista medica tradizionale Deutsches Ärzteblatt riferisce che i cosiddetti test SARS-CoV-2 RT-PCR possono avere un PPV “sorprendentemente basso”.

In uno dei tre scenari, calcolando con una prevalenza ipotizzata del 3%, il PPV era solo del 30%, il che significa che il 70% delle persone testate “positive” non sono affatto “positive”. Eppure “sono prescritti per la quarantena”, come nota criticamente anche l’Ärzteblatt.

In un secondo scenario dell’articolo della rivista, si ipotizza una prevalenza del 20 per cento. In questo caso generano un PPV del 78 per cento, il che significa che il 22 per cento dei test “positivi” sono falsi “positivi”.

Questo significherebbe: Se prendiamo i circa 9 milioni di persone che attualmente sono considerate “positive” in tutto il mondo – supponendo che i veri “positivi” abbiano davvero un’infezione virale – otterremmo quasi 2 milioni di falsi “positivi”.

Tutto ciò è dovuto al fatto che il CDC e la FDA, per esempio, ammettono nei loro fascicoli che i cosiddetti “test SARS-CoV-2 RT-PCR” non sono adatti per la diagnosi della SARS-CoV-2.

Nel file “CDC 2019-Novel Coronavirus (2019-nCoV) Real-Time RT-PCR Diagnostic Panel” [https://www.fda.gov/media/134922/download] del 30 marzo 2020, per esempio, si dice:

“Il rilevamento dell’RNA virale può non indicare la presenza di virus infettivi o che il 2019-nCoV è l’agente causale dei sintomi clinici”.

E..:

“Questo test non può escludere malattie causate da altri agenti patogeni batterici o virali”.

E la FDA lo ammette [https://www.fda.gov/media/136151/download]:

“i risultati positivi […] non escludono l’infezione batterica o la coinfezione con altri virus. L’agente individuato potrebbe non essere la causa definitiva della malattia”.

Evidentemente, nei manuali di istruzioni dei test PCR possiamo anche leggere che non sono intesi come test diagnostici, come per esempio in quelli di Altona Diagnostics [https://altona-diagnostics.com/files/public/Content%20Homepage/-%2002%20RealStar/INS%20-%20RUO%20-%20EN/RealStar%20SARS-CoV-2%20RT-PCR%20Kit%201.0_WEB_RUO_EN-S02.pdf] e Creative Diagnostics[5].

Per citarne un altro, nell’annuncio del prodotto dei Saggi Modulari LightMix prodotti da TIB Molbiol – che sono stati sviluppati con il protocollo Corman et al. e distribuiti da Roche [http://technical-support.roche.com/_layouts/net.pid/Download.aspx?documentID=1cca7ff9-388a-ea11-fa90-005056a772fd&fileName=TP00886v2&extension=pdf&mimeType=application%2Fpdf&inline=False] possiamo leggere:

“Questi test non sono destinati ad essere utilizzati come aiuto nella diagnosi di infezione da coronavirus”.

E..:

“Solo per uso di ricerca. Non per l’uso in procedure diagnostiche”.

Dove sono le prove che i test possono misurare la “carica virale”?
C’è anche motivo di concludere che il test PCR di Roche e di altri non è in grado di rilevare i geni target [https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6988269/pdf/eurosurv-25-3-5.pdf].

Inoltre, nelle descrizioni dei prodotti [https://www.fda.gov/media/136049/download] dei test RT-qPCR per la SARS-COV-2 si dice che sono test “qualitativi”[https://www.creative-diagnostics.com/sars-cov-2-coronavirus-multiplex-rt-qpcr-kit-277854-457.htm] , contrariamente al fatto che la “q” in “qPCR” sta per “quantitativo”. E se questi test non sono test “quantitativi”, non mostrano quante particelle virali ci sono nel corpo.

Questo è cruciale perché, per poter anche solo cominciare a parlare di malattia reale nel mondo reale non solo in laboratorio, il paziente avrebbe bisogno di avere milioni e milioni di particelle virali che si replichino attivamente nel suo corpo.

Vale a dire, il CDC, l’OMS, l’FDA, o l’RKI possono affermare che i test possono misurare la cosiddetta “carica virale” [https://virologie-ccm.charite.de/fileadmin/user_upload/microsites/m_cc05/virologie-ccm/dateien_upload/Weitere_Dateien/Charite_SARS-CoV-2_viral_load_2020-06-02.pdf], cioè quante particelle virali sono presenti nel corpo. “Ma questo non è mai stato provato. È uno scandalo enorme”, come sottolinea il giornalista Jon Rappoport [https://blog.nomorefakenews.com/2020/04/08/corona-creating-illusion-of-pandemic-through-diagnostic-test/].

Questo non solo perché il termine “carica virale” è un inganno. Se si pone la domanda “cos’è la carica virale” a una cena, la gente pensa che si tratti di virus che circolano nel sangue. Sono sorpresi di sapere che in realtà si tratta di molecole di RNA.

Inoltre, per dimostrare al di là di ogni dubbio che la PCR può misurare quanto una persona è “appesantita” da un virus che causa la malattia, si sarebbe dovuto effettuare il seguente esperimento (che non è ancora avvenuto):

Si prendono, diciamo, qualche centinaio o addirittura migliaia di persone e si prelevano campioni di tessuto da loro. Assicurarsi che le persone che prelevano i campioni non eseguano il test. I tester non sapranno mai chi sono i pazienti e in quali condizioni si trovano. I tester eseguono la PCR sui campioni di tessuto. In ogni caso, dicono quale virus hanno trovato e quanto ne hanno trovato. Poi, per esempio, nei pazienti 29, 86, 199, 272 e 293 hanno trovato gran parte di quello che sostengono essere un virus. Ora noi togliamo il cieco a quei pazienti. Dovrebbero essere tutti malati, perché hanno così tanti virus che si replicano nel loro corpo. Ma sono davvero malati – o sono in forma smagliante?

Con l’aiuto della suddetta avvocatessa Viviane Fischer, ho finalmente convinto la Charité a rispondere anche alla domanda se il test sviluppato da Corman et al. — il cosiddetto “Drosten PCR test” [https://www.who.int/docs/default-source/coronaviruse/protocol-v2-1.pdf] —- sia un test quantitativo.

Ma il Charité non era disposto a rispondere “sì” a questa domanda. Invece, il Charité ha scritto:

“Se è coinvolta la RT-PCR in tempo reale, per quanto ne sa il Charité nella maggior parte dei casi questi sono […] limitati alla rilevazione qualitativa”.

Inoltre, il “Drosten PCR test” utilizza il test del E-gene non specifico come test preliminare [https://www.who.int/docs/default-source/coronaviruse/protocol-v2
Secondo Corman et al., il test dell’E-gene è in grado di rilevare tutti i virus asiatici, mentre gli altri test in entrambi i test dovrebbero essere più specifici per le sequenze etichettate “SARS-CoV-2”.

Oltre al discutibile scopo di avere un test preliminare o un test di conferma che possa rilevare tutti i virus asiatici, all’inizio di aprile l’OMS ha cambiato l’algoritmo, raccomandando che da quel momento in poi un test possa essere considerato “positivo” anche se solo il test del gene E (che probabilmente rileverà tutti i virus asiatici!) dà un risultato “positivo” [https://web.archive.org/web/20200417112824/http:/www.labor-augsburg-mvz.de/de/aktuelles/coronavirus].

Ciò significa che un risultato del test non specifico confermato viene ufficialmente venduto come specifico.

Questo cambiamento di algoritmo ha aumentato i numeri di “caso”. I test che utilizzano il test del gene E sono prodotti ad esempio da Roche [https://diagnostics.roche.com/global/en/products/params/cobas-sars-cov-2-test.html], TIB Molbiol [https://www.rapidmicrobiology.com/news/roche-distribute-tib-molbiol-wuhan-coronavirus-assays-for-rnap-envelope-and-nucleocapid-genes], e R-Biopharm [https://clinical.r-biopharm.com/wp-content/uploads/sites/3/2020/02/pg6815ruo_ridagene_sars-cov-2-ruo_en_2020-02-12_final.pdf].

Elevati valori di CQ rendono i risultati dei test ancora più insignificanti
Un altro problema essenziale è che molti test PCR hanno un valore di “quantificazione del ciclo” (Cq) superiore a 35, ed alcuni, incluso il “test PCR di Drosten”, hanno addirittura un Cq di 45.

Il valore Cq specifica quanti cicli di replicazione del DNA sono necessari per rilevare un segnale reale da campioni biologici.

“Valori Cq superiori a 40 sono sospetti a causa della bassa efficienza implicita e generalmente non dovrebbero essere riportati”, come dice nelle linee guida MIQE [https://www.gene-quantification.de/miqe-bustin-et-al-clin-chem-2009.pdf] .

MIQE sta per “Minimum Information for Publication of Quantitative Real-Time PCR Experiments”, un insieme di linee guida che descrivono le informazioni minime necessarie per la valutazione delle pubblicazioni sulla PCR in tempo reale, chiamata anche PCR quantitativa, o qPCR.

L’inventore stesso, Kary Mullis, ha accettato, quando ha dichiarato [https://books.google.de/books?id=Z5jwZ2rbVe8C&pg=PA8&lpg=PA8&dq=mullis+If+you+have+to+go+more+than+40+cycles+to+amplify+a+single-copy+gene,+there+is+something+seriously+wrong+with+your+PCR&source=bl&ots=IAOUJm-S7E&sig=ACfU3U0_lUu2J2K0HPhch_nFHoYtFwVKhg&hl=de&sa=X&ved=2ahUKEwjsqoOLi47qAhXIR5oKHcCdDMMQ6AEwAHoECAYQAQ#v=onepage&q=mullis%20If%20you%20have%20to%20go%20more%20than%2040%20cycles%20to%20amplify%20a%20single-copy%20gene%2C%20there%20is%20something%20seriously%20wrong%20with%20your%20PCR&f=false] :

“Se si devono effettuare più di 40 cicli per amplificare un gene a copia singola, c’è qualcosa di gravemente sbagliato nella PCR”.

Le linee guida MIQE sono state sviluppate sotto l’egida di Stephen A. Bustin [https://aru.ac.uk/people/stephen-bustin] , professore di Medicina Molecolare, esperto di PCR quantitativa di fama mondiale e autore del libro A-Z di PCR quantitativa che è stato chiamato “la bibbia della qPCR” [https://en.wikipedia.org/wiki/Stephen_Bustin].

In una recente intervista in podcast [https://mcdn.podbean.com/mf/download/sja5pv/TIM_041420.mp3] Bustin sottolinea che “l’uso di tali tagli arbitrari di Cq non è ideale, perché possono essere troppo bassi (eliminando i risultati validi) o troppo alti (aumentando i falsi risultati “positivi”)”.

E, secondo lui, un Cq da 20 a 30 dovrebbe essere mirato, e c’è preoccupazione riguardo all’affidabilità dei risultati per ogni Cq oltre i 35.

Se il valore di Cq diventa troppo alto, diventa difficile distinguere il segnale reale dallo sfondo, per esempio a causa delle reazioni dei primer e delle sonde fluorescenti, e quindi c’è una maggiore probabilità di falsi positivi.

Inoltre, tra gli altri fattori che possono alterare il risultato, prima di iniziare con la PCR vera e propria, nel caso in cui si cerchi un presunto virus RNA come la SARS-CoV-2, l’RNA deve essere convertito in DNA complementare (cDNA) con l’enzima Transcriptasi inversa, e quindi la “RT” all’inizio della “PCR” o “qPCR”.

Ma questo processo di trasformazione è “ampiamente riconosciuto come inefficiente e variabile”, come hanno sottolineato Jessica Schwaber del Centro per la Commercializzazione della Medicina Rigenerativa di Toronto e due colleghi di ricerca in un documento del 2019 [https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6374950/pdf/main.pdf].

Bustin riconosce i problemi della PCR in modo comparabile.

Ad esempio, ha sottolineato il problema che nel corso del processo di conversione (da RNA a cDNA) la quantità di DNA ottenuta con lo stesso materiale di base di RNA può variare ampiamente, anche di un fattore 10 (vedi sopra l’intervista).

Considerando che le sequenze di DNA vengono raddoppiate ad ogni ciclo, anche una minima variazione viene ingrandita e può quindi alterare il risultato, annichilendo l’attendibile valore informativo del test.

Com’è possibile, quindi, che chi sostiene che i test PCR siano molto significativi per la cosiddetta diagnosi COVID-19, non si rende conto delle fondamentali inadeguatezze di questi test, anche se si trova a doversi confrontare con domande sulla loro validità?

Certo, gli apologeti dell’ipotesi del romanzo coronavirus avrebbero dovuto occuparsi di queste domande prima di lanciare i test sul mercato e mettere praticamente tutto il mondo sotto chiave, anche perché sono domande che vengono subito in mente a chiunque abbia anche solo una scintilla di comprensione scientifica.

Emerge così inevitabilmente il pensiero che gli interessi finanziari e politici giocano un ruolo decisivo per questa ignoranza degli obblighi scientifici. NB, l’OMS, ad esempio, ha legami finanziari con le aziende farmaceutiche, come ha dimostrato il British Medical Journal nel 2010 [https://childrenshealthdefense.org/wp-content/uploads/Godlee-2010-Conflicts-of-interest-and-pandemic-flu.pdf].

E gli esperti criticano [https://www.globalresearch.ca/can-we-trust-who/5708576?utm_campaign=magnet&utm_source=article_page&utm_medium=related_articles] “che la famigerata corruzione e i conflitti di interesse dell’OMS sono continuati, anzi sono cresciuti” da allora. Anche il CDC, per prendere un altro grande giocatore, non è ovviamente migliore [https://childrenshealthdefense.org/cdc-who/].

Infine, le ragioni e i possibili motivi rimangono speculativi, e molti dei soggetti coinvolti agiscono sicuramente in buona fede; ma la scienza è chiara: i numeri generati da questi test RT-PCR non giustificano minimamente la paura di persone che sono state testate “positive” e l’imposizione di misure di blocco che fanno sprofondare innumerevoli persone nella povertà e nella disperazione o addirittura le spingono al suicidio.

E un risultato “positivo” può avere gravi conseguenze anche per i pazienti, perché in tal caso tutti i fattori non virali vengono esclusi dalla diagnosi e i pazienti vengono trattati con farmaci altamente tossici e intubazioni invasive. Soprattutto per le persone anziane e per i pazienti con condizioni preesistenti tale trattamento può essere fatale, come abbiamo sottolineato nell’articolo “Fatal Therapie” [https://www.rubikon.news/artikel/fatale-therapie] .

Senza dubbio gli eventuali tassi di mortalità in eccesso sono causati dalla terapia e dalle misure di blocco, mentre le statistiche dei decessi “COVID-19” comprendono anche pazienti morti per una serie di malattie, ridefinite come COVID-19 solo a causa di un risultato “positivo” del test il cui valore non potrebbe essere più dubbio.

Addendum: Ringraziamo Eleni Papadopulos-Eleopulos e Val Turner in particolare che hanno dato un prezioso contributo alla realizzazione di questo articolo.

Torsten Engelbrecht è un premiato giornalista e autore di Amburgo, Germania. Nel 2006 è stato coautore di Virus-Mania con il dottor Klaus Kohnlein e nel 2009 ha vinto il premio tedesco Alternate Media Award. Ha scritto anche per Rubikon, Süddeutsche Zeitung, Financial Times Deutschland e molti altri.

Konstantin Demeter è un fotografo freelance e un ricercatore indipendente. Insieme al giornalista Torsten Engelbrecht ha pubblicato articoli sulla crisi “COVID-19” sulla rivista online Rubikon, oltre a contributi sul sistema monetario, la geopolitica e i media su giornali svizzeri italiani.

Note

1] La sensibilità è definita come la proporzione di pazienti con malattia in cui il test è positivo; e la specificità è definita come la proporzione di pazienti senza malattia in cui il test è negativo.

[2] E-mail del Prof. Thomas Löscher del 6 marzo 2020

[3] Martin Enserink. Virologia: La vecchia guardia esorta i virologi a tornare alle basi, Science, 6 luglio 2001, p. 24

[4] E-mail di Charles Calisher del 10 maggio 2020

[5] Diagnostica creativa, SARS-CoV-2 Coronavirus Multiplex RT-qPCR-Kit di Coronavirus

Fonte: Global Research

Traduzione: Massimo Strumia

da: https://www.controinformazione.info/i-t ... ent-108383
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#COVID: Epico discorso di R.F. #Kennedy Jr alla manifestazione di #Berlino del 29.08.2020 SUB ITA

Messaggioda sandropascucci » 30 ago 2020, 21:54

#COVID: Epico discorso di R.F. #Kennedy Jr alla manifestazione di #Berlino del 29.08.2020 SUB ITA

https://www.youtube.com/watch?v=kdhAgy_nZqk

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Strasburgo boccia le mascherine all'aperto

Messaggioda sandropascucci » 3 set 2020, 15:13

> A Strasburgo bocciato decreto sulle mascherine all'aperto
Il Tar di Strasburgo ha bocciato il decreto del prefetto che impone di indossare 24 ore su 24 la mascherina all'aperto e le impone di riscriverlo "entro lunedì", ma evidenzia reali necessità per densità di folla durante certe fasce orarie o in certi comuni o quartieri. Il provvedimento deve essere "rimodulato" e differenziato, in quanto - afferma il Tar - quello generalizzato (mascherine sempre e ovunque per tutti) è "una grave violazione della libertà personale e di circolazione". La decisione ha fatto scalpore e stamattina analoghi ricorsi sono stati presentati da avvocati a nome di associazioni e semplici cittadini a Parigi, Lione e Nizza.
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La quercetina contro il CoronavirusLa quercetina contro il Coronavirus

Messaggioda sandropascucci » 3 set 2020, 15:17

> La quercetina contro il CoronavirusLa quercetina contro il Coronavirus
Secondo uno studio internazionale, per l'Italia il Cnr, la molecola di origine naturale inibisce Sars-Cov-2. E' presenta in abbondanza in vegetali comuni

03 settembre 2020
Dalla natura la speranza di una nuova arma contro Covid-19. Uno studio internazionale al quale ha partecipato l'Istituto di nanotecnologia del Consiglio nazionale delle ricerche, il Cnr-Nanotec di Cosenza, suggerisce come la quercetina - un composto di origine naturale - funzioni da inibitore specifico del Sars-CoV-2. La sostanza mostra infatti un'azione destabilizzante sulla 3CLpro, una delle proteine chiave per la replicazione del patogeno. Lo studio, supportato dalla Fundación hna spagnola, è stato pubblicato su International Journal of Biological Macromolecules.

Insieme alla ricerca di un vaccino efficace, lo sviluppo di farmaci antivirali specifici per il coronavirus responsabile della Covid-19 è un altro grosso filone di studi che il mondo della scienza ha avviato per vincere il nemico pandemico. Anche perché in molti casi - come l'Hiv - hanno consentito di tenere perfettamente sotto controllo la malattia. Il nuovo lavoro - condotto da Bruno Rizzuti del Cnr-Nanotec con un gruppo di ricercatori di Zaragoza e Madrid - dimostra che la quercetina, bloccando l'attività enzimatica di 3CLpro, risulta "letale" per Sars-CoV-2.

"Le simulazioni al calcolatore hanno dimostrato che la quercetina si lega esattamente nel sito attivo della proteina 3CLpro, impedendole di svolgere correttamente la sua funzione - afferma Rizzuti, autore della parte computazionale dello studio - già adesso questa molecola è alla pari dei migliori antivirali a disposizione contro il coronavirus, nessuno dei quali è tuttavia approvato come farmaco. La quercetina ha una serie di proprietà originali e interessanti dal punto di vista farmacologico: è presente in abbondanza in vegetali comuni come capperi, cipolla rossa e radicchio ed è nota per le sue proprietà anti-ossidanti, anti-infiammatorie, anti-allergiche, anti-proliferative. Sono note anche le sue proprietà farmacocinetiche ed è ottimamente tollerata dall’uomo".

Inoltre la quercetina può essere facilmente modificata per sviluppare una molecola di sintesi ancora più potente, grazie alle piccole dimensioni e ai particolari gruppi funzionali presenti nella sua struttura chimica. Poiché non può essere brevettata, chiunque può usarla come punto di partenza per nuove ricerche. “Lo studio parte da una caratterizzazione sperimentale di 3CLpro, la proteasi principale di SARS-CoV-2”, precisa Olga Abian, dell’Università di Zaragoza e prima autrice della pubblicazione: “Questa proteina ha una struttura dimerica, formata da due sub-unità identiche, dotate ciascuna di un sito attivo fondamentale per la sua attività biologica. In una prima fase del lavoro è stata studiata, con varie tecniche sperimentali, la sensibilità a varie condizioni di temperatura e pH: un risultato importante perché molti gruppi stanno lavorando su 3CLpro come possibile bersaglio farmacologico, in virtù del fatto che è fortemente conservata in tutti i tipi di coronavirus. Per questa proteina sono già segnalate in letteratura molecole che fungono da inibitori, ma non utilizzabili come farmaci a causa dei loro effetti collaterali”.

“La parte più interessante di questo lavoro è lo screening sperimentale eseguito su 150 composti, grazie a cui la quercetina è stata individuata come molecola attiva su 3CLpro”, conclude Adrian Velazquez-Campoy dell’Università di Zaragoza, che ha diretto il gruppo di ricerca e ha già lavorato alla ricerca di farmaci inibitori della proteina per il virus SARS originario che causò l’epidemia del 2003. “La quercetina riduce l’attività enzimatica di 3CLpro grazie al suo effetto destabilizzante sulla proteina. Ovviamente contiamo si trovi un vaccino, ma i farmaci saranno comunque necessari per le persone già infette e per chi non può essere sottoposto a vaccinazione. La ricerca di nuove molecole mira quindi a somministrare una combinazione di differenti composti, per minimizzare la resistenza ai farmaci e lo sviluppo di nuovi ceppi virali”.
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Studio smonta i test sierologici rapidi, "Sono inaffidabili"

Messaggioda sandropascucci » 8 set 2020, 9:00

> Studio smonta i test sierologici rapidi, "Sono inaffidabili"
02 SETTEMBRE 2020 - 21:45

Keystone / Angelo Carconi
I test sierologici rapidi per la ricerca di anticorpi contro il coronavirus attualmente a disposizione in Svizzera sono per la maggior parte inaffidabili. È la conclusione cui è giunto uno studio condotto dal Politecnico federale di Zurigo su mandato della Croce Rossa Svizzera.

Solo uno sugli undici test rapidi esaminati dai ricercatori federali è infatti risultato idoneo. Altri cinque sono stati considerati attendibili solo in combinazione con un secondo esame, da effettuarsi in caso di positività.

Il vantaggio di queste analisi, che offrono risultati in uno spazio temporale ridotto dai 10 ai 30 minuti, è dato dal fatto che consentono di testare numerosi gruppi di persone. Ma per essere realmente efficaci, individuando i soggetti che hanno sviluppato una risposta immunitaria contro il sars-cov2 anche in assenza di sintomi, devono essere attendibili e questo costituisce un limite per molti di loro.


Test rapido della Roche
Intanto, nell'ambito diagnostico, Roche ha annunciato a Basilea che a fine mese sarà commercializzato in Europa (e successivamente negli USA) un test rapido con tampone nasale che fornirà risultati entro soli 15 minuti.

Il gruppo elvetico promette un alto grado di affidabilità per il suo prodotto, che non richiede passaggi in laboratorio. Inizialmente saranno disponibili 40 milioni di preparati al mese, indica la multinazionale farmaceutica, ma la produzione è destinata a raddoppiare in breve tempo.

Per contenere la diffusione del Covid-19, sottolinea un comunicato, è necessario che siano disponibili strumenti di verifica che forniscano risposte veloci a medici e pazienti, soprattutto con l'approssimarsi della stagione influenzale nell'emisfero nord.

tvsvizzera/ats/spal con RSI (TG del 2.9.2020)
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Vaccinazione antinfluenzale obbligatoria? Il TAR la boccia in Calabria

Messaggioda sandropascucci » 17 set 2020, 10:28

> Vaccinazione antinfluenzale obbligatoria? Il TAR lo boccia in Calabria

Vaccinazione antinfluenzale
Redazione
17/09/2020 Italia, Lazio


“Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria (Sezione Prima), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie per quanto di ragione e, per l’effetto, annulla l’ordinanza del
Presidente della Regione Calabria del 27 maggio 2020, n. 47, nella parte in cui è stato disposto l’obbligo di vaccinazione antinfluenzale per le seguenti categorie di persone: “a) Soggetti di età ≥ 65 anni: l’obbligo decorre dal 15 settembre 2020, o dalla data di compimento dei 65 anni, se successiva, previa acquisizione della disponibilità dei vaccini. b) Medici e personale sanitario, sociosanitario di assistenza, operatori di servizio delle strutture di assistenza, anche se volontario. Così deciso in Catanzaro nella camera di consiglio del giorno 9 settembre 2020 con l’intervento dei magistrati, seguono i nomi dei Magistrati”.

Così il Tribunale Amministrativo ha posto fine alla querelle che ha suscitato non poche preoccupazioni ai cittadini della Calabria, ma anche a quelli del Lazio in quanto Zingaretti, presidente della Regione Lazio e Segretario del PD, aveva emanato un provvedimento analogo di obbligatorietà inerente la vaccinazione antinfluenzale, pubblicato in data 17/04/2020 – BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO – N. 46.

Tra le varie, i Giudici hanno rilevato che : I) “ Il provvedimento si porrebbe in contrasto con l’art. 32, comma 2 Cost, che vieta l’introduzione di trattamenti sanitari obbligatori attraverso un provvedimento amministrativo e violerebbe altresì il riparto di competenze tra Stato e Regioni, giacché l’obbligo vaccinale potrebbe essere introdotto solo dallo Stato. Il provvedimento sarebbe pertanto nullo per difetto assoluto di attribuzione.”

II) Il Presidente della Regione Calabria avrebbe emanato il provvedimento in assenza dei presupposti richiesti sia dall’art. 32, comma 3 l. 23 dicembre 1978, n. 833, sia dall’art. 50 d.lgs. 18 agosto 2000 n. 267.
Innanzitutto, essendo il provvedimento volto a contrastare l’epidemia di Covid-19, di carattere pandemico, la competenza non potrebbe che spettare al livello centrale di governo. In secondo luogo, imponendo il rovvedimento l’obbligo di vaccinazione a partire dal mese di settembre 2020, ancherebbe il requisito di indifferibilità necessario per un provvedimento contingente.
III) Ancora, vi sarebbe un difetto di competenza ai sensi della normativa emergenziale in materia di contrasto al COVID-19, e in particolare all’art. 3 d.l. 25 marzo 2020, n. 19, conv. con mod. con l. 22 maggio 2020, n. 35, che attribuisce alle Regioni il potere di assumere provvedimenti più restrittivi solo in caso di aggravamento del rischio epidemiologico e nelle more dell’intervento statale.

IV) Infine, vi sarebbe un evidente difetto di istruttoria, non essendo sufficientemente verificata l’efficacia della vaccinazione antinfluenzale in ottica di lotta all’epidemia di COVID-19.”

Il Tribunale spiega che : “All’accoglimento dell’odierno ricorso, dunque, non potrà essere ricondotto alcun significato diverso dall’affermazione che non spetta alle Regioni, ma eventualmente solo allo Stato, l’imposizione di un qualsivoglia obbligo vaccinale.

– Invero, è noto che l’art. 32, comma 2 stabilisce che nessuno può essere obbligato a un determinato
trattamento sanitario se non per disposizione di legge.
La Corte costituzione è stata chiamata in più occasioni, anche di recente, a occuparsi della questione della compatibilità dell’obbligatorietà delle vaccinazioni con il principio appena ricordato.
5.1. – L’insegnamento continuamente ribadito (Corte cost. 22 giugno1990, n. 307; Corte cost. 23 giugno 1994, n. 258; Corte cost. 18 gennaio 2018, n. 5) è nel senso che la legge impositiva di un trattamento sanitario non è incompatibile con l’art. 32 Cost.: se il trattamento è diretto non solo a migliorare o a preservare lo stato di salute di chi vi è assoggettato, ma anche a preservare lo stato di salute degli altri; se si prevede che esso non incida negativamente sullo stato di salute di colui che è obbligato, salvo che per quelle sole conseguenze che appaiano normali e, pertanto, tollerabili; e se, nell’ipotesi di danno ulteriore, sia prevista comunque la corresponsione di una equa indennità in favore del danneggiato, e ciò a prescindere dalla parallela tutela risarcitoria.

I valori costituzionali coinvolti nella problematica delle vaccinazioni, come si vede, sono molteplici e il loro ottemperamento è compito del legislatore, il quale ha discrezionalità nella scelta delle modalità attraverso le quali assicurare una prevenzione efficace dalle malattie infettive, potendo egli selezionare talora la tecnica della raccomandazione, talaltra quella dell’obbligo, nonché, nel secondo caso, calibrare variamente le misure, anche sanzionatorie, volte a garantire l’effettività dell’obbligo.

Questa discrezionalità deve essere esercitata alla luce delle diverse condizioni sanitarie ed epidemiologiche, accertate dalle autorità preposte (Corte cost. 14 dicembre 2017, n. 268), e delle acquisizioni, sempre in
evoluzione, della ricerca medica, che debbono guidare il legislatore nell’esercizio delle sue scelte in materia (Corte cost. 25 giugno 2002, n. 282).

5.2. – Dunque, le vaccinazioni obbligatorie, così come tutti i trattamenti sanitari, sono coperti di riserva statale, che, a sua volta, è connessa al principio di eguaglianza previsto dall’art. 3 Cost. (Corte cost., 6
giugno 2019, n. 137).

Siamo consapevoli che la querelle vedrà coinvolta ancora una volta, Governo e Corte Costituzionale, anche perché altrimenti sarebbe inspiegabile la spesa approvata e messa in bilancio dalla Regione Lazio, per
volere del Suo Presidente che impone ha stanziato, con determina del 24 aprile 2020, n. G04812, pubblicata il 07/05/2020 – BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO – N. 59 la somma di : € 116.087.500,00 euro esente IVA e, segnatamente, pari a € 87.649.000,00 senza IVA per la fornitura
occorrente alla Regione Lazio e pari a € 28.438.500,00 senza IVA per la fornitura occorrente alla Regione Calabria. Inerente: 12 mesi per i vaccini antinfluenzali (lotti nn. 1, 2, 3, 6, 7, 8) e- 36 mesi per i vaccini
antipneumococcici (lotti 4, 5, 9, 10): determinato sulla base di un flusso di rilevazione regionale della Regione Lazio e della Regione Calabria.

Una cifra che pone troppi interrogativi dal momento che è enormemente superiore agli stanziamenti effettuati negli anni precedenti e considerato che il costo del Vaccino nell’anno 2019/2010 era di € 8,40 come prezzo di riferimento al pubblico, infatti è come se si dovessero acquistare 13.819.940 dosi, senza contare gli sconti riservati alle regioni che superano il 50%.
13.819.940 di dosi a prezzo pubblico su una popolazione complessiva di : Lazio, 5.879.082 e Calabria, 1.947.131 per un totale di :7.826.213 abitanti ( dati ISTAT aggiornati al 31/12/2018). La gara è stata già aggiudicata.


Ettore Lembo

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SPAGNA: bocciate le norme esagerate

Messaggioda sandropascucci » 8 ott 2020, 13:15

> Il tribunale di Madrid respinge le misure disposte dalla Salute per ledere i diritti fondamentali
Madrid
08/10/2020 11: 36h.

La decisione presume che le misure rientrino nel campo di applicazione della Comunità di Madrid
La Comunità di Madrid si aspettava di conoscere questa decisione prima di iniziare a imporre ammende per applicare le nuove misure
La decisione può essere appellata alla Corte Suprema

Il TSJ di Madrid ha negato, poiché sono lesi diritti e libertà fondamentali , la ratifica delle misure concordate nella terza sezione dell'Ordine del Ministero della Salute della Comunità di Madrid, che stabilisce misure preventive in alcune comuni della regione in esecuzione dell'Ordine del Ministro della Salute che approva azioni coordinate in sanità pubblica.

Ciò significa che la chiusura perimetrale a Madrid e ad altre dieci città con più di 100.000 abitanti e che non entreranno in vigore le multe che non avevano ancora iniziato ad essere inflitte.

L'ordinanza, che potete consultare qui , ammette un ricorso alla Corte Suprema, quindi sono ancora da vedere i nuovi movimenti attorno a quest'ordinanza, che nei giorni scorsi ha provocato un duro confronto tra il Governo centrale e la Comunità di Madrid. Per ora il ministro della Salute ha annunciato "misure legali".

I magistrati valutano che le misure che limitano i diritti fondamentali "costituiscono un'interferenza dei poteri pubblici nei diritti fondamentali dei cittadini senza autorizzazione legale a tutelarli, cioè non autorizzati dai loro rappresentanti nelle Cortes Generali, quindi non lo sono può essere ratificato ”.

Nella loro memoria, i magistrati sottolineano che " i diritti fondamentali che la Costituzione attribuisce ai cittadini non possono essere pregiudicati da alcuna ingerenza non autorizzata dello Stato da parte dei loro rappresentanti attraverso una disposizione a rango di Legge, che soddisfa le condizioni minime sufficienti richieste dai requisiti certezza del diritto e certezza del diritto.

"Crisi sanitaria senza precedenti", ma ..
"La Camera - conclude l'ordinanza - è consapevole della gravità della crisi sanitaria senza precedenti , che le autorità pubbliche stanno affrontando e di cui soffre la nostra società", tuttavia, i giudici ritengono che i canali con cui dovrebbero essere adottati "Misure immediate ed efficaci" devono passare attraverso altri canali legali, se vogliono "delimitare, modulare, limitare e persino sospendere i diritti fondamentali delle persone".

Il governo di Madrid ha chiesto alla camera controversa-amministrativa del tribunale di chiarire se le nuove restrizioni fossero conformi alla legge. Il ministro della Giustizia, Enrique López, ha spiegato che fino a quando non avranno l'approvazione dei giudici, nessuna multa sarà inflitta a coloro che violano i nuovi limiti, che interessano la capitale e gli altri nove comuni più popolati della comunità.

Negazione inaspettata
Sul tavolo della Corte suprema c'era la richiesta di ratifica richiesta dalla Comunità di Madrid, che è sempre necessaria.

A favore della ratifica ha pesato la lettera della Procura della Comunità di Madrid che informava a favore della ratifica delle misure perché " adeguate ai criteri di proporzionalità e necessità" .

Inoltre, il TSJ aveva già respinto la sospensione, con mezzi urgenti e fino a quando non ci fosse una decisione sostanziale, del provvedimento richiesto dal gruppo parlamentare Vox nell'Assemblea di Madrid , richiesta che anche quelli di Abascal hanno avanzato prima dell'Audizione Nazionale e che ha subito la stessa sorte, quella negativa.

Per questo in pochi hanno contato su questo rifiuto che suppone una nuova oscillazione delle misure per fermare la seconda ondata di coronavirus, anche se alcuni avvocati avevano avvertito dei problemi che l'ordinanza sanitaria potrebbe trovare in tribunale , come ha raccolto il NIUS.
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La giustizia non approva le misure per limitare la mobilità a Madrid

Messaggioda sandropascucci » 8 ott 2020, 13:18

> La giustizia non approva le misure per limitare la mobilità a Madrid

La Corte Superiore di Giustizia di Madrid ritiene che le misure sanitarie violino la libertà di movimento, e suppongono "un'interferenza dei poteri pubblici nei diritti fondamentali dei cittadini senza autorizzazione legale a proteggerli, cioè non autorizzata dai loro rappresentanti in I tribunali generali ".

MADRID 08/10/2020 11:42 AGGIORNATO: 08/10/2020 12:40 PUBBLICO

La Corte Superiore di Giustizia di Madrid (TSJM) ha rifiutato di ratificare le limitazioni alla mobilità nella Comunità di Madrid disposte dal Ministero della Salute in conformità con l'accordo del Consiglio Interterritoriale della Salute per la chiusura perimetrale della città di Madrid e di nove comuni di Madrid con più di 100.000 abitanti.

Il motivo principale utilizzato da questo tribunale è che implicano una restrizione ai diritti fondamentali dei cittadini, come la libertà di movimento, una misura che può essere approvata solo dalle Cortes Generali.

La Sanità ha ordinato al governo regionale di adottare queste misure in conformità con l'accordo adottato dal Consiglio Interterritoriale della Salute, con l'assistenza del Ministro Salvador Illa e dei rappresentanti delle comunità autonome con poteri in materia.

Le misure erano state pubblicate dal Ministero della Salute di Madrid nella Gazzetta Ufficiale di detta comunità autonoma (BOCM) e erano in attesa di essere ratificate dal TSJ di Madrid, in particolare dalla sua camera controversa-amministrativa.

La Corte Suprema di Madrid analizza il quadro giuridico di queste misure e conclude che sono adottate sotto la protezione di una legge, -Legge 16/2003 sulla coesione e la qualità del Sistema Sanitario Nazionale, e in particolare il suo articolo 65-, che " un'autorizzazione legale per l'istituzione di misure restrittive dei diritti fondamentali ".

Per questo motivo costituiscono "un'ingerenza dei poteri pubblici nei diritti fondamentali dei cittadini senza un'autorizzazione legale che lo tuteli, cioè non autorizzata dai loro rappresentanti nelle Cortes Generali ".

La regola non è stata modificata dopo la fine dello stato di allarme
"R t è sorprendente che nello scenario di salute" descritto nel regio decreto 21/2020, recante misure urgenti prima della covid-19 dopo la fine dello stato di allarme, " non è una riforma consentirebbe di affrontare il nostro quadro normativo più in linea con Confessa la necessità di combattere efficacemente la pandemia e affrontare la grave crisi sanitaria che il Paese sta subendo, nonostante il consenso dottrinale esistente sul fatto che l'attuale regolamentazione degli strumenti normativi che consentono la limitazione dei diritti fondamentali, al fine di tutelare l'integrità fisica ( Articolo 15 CE) e salute (articolo 43 CE), intimamente connessi tra loro, lo è certamente carente e bisognoso di chiarimenti ", osserva l'ordine.

Concorso delle Cortes Generales
"Nel nostro ordinamento costituzionale -spiegano i sei magistrati che hanno composto questa corte- corrisponde ai rappresentanti dei cittadini nelle Cortes Generales, sotto la riserva di legge prevista dagli articoli 81.1 e 53.1
CE [Costituzione spagnola], la delimitazione e la modulazione dei diritti fondamentali delle persone, nel rispetto dei requisiti di proporzionalità, certezza e prevedibilità e, comunque, nel rispetto del loro contenuto essenziale ".

In altre parole, i diritti fondamentali che la Costituzione attribuisce ai cittadini non possono essere pregiudicati da alcuna interferenza statale non autorizzata da parte dei loro rappresentanti attraverso una disposizione a rango di Legge, che soddisfa le condizioni minime sufficienti richieste dai requisiti di
certezza del diritto. e certezza del diritto. Questo è un bilancio necessario perché questa Camera, la cui funzione è amministrare la giustizia, sia soggetta solo allo Stato di diritto ", spiegano i magistrati.

Necessità di un'azione immediata ed efficace
“La Camera - conclude l'auto - è consapevole della gravità della crisi sanitaria senza precedenti, che i poteri pubblici stanno affrontando e di cui soffre la nostra società, già verificata l'11 marzo 2020 , quando l'Organizzazione mondiale della sanità ha portato la situazione di emergenza sanitaria pubblica causata "dal Covid-19" a una pandemia internazionale. È anche il caso della necessità di adottare misure immediate ed efficaci di vario genere per tutelare la salute dei cittadini, contenere la diffusione della malattia e rafforzare il Sistema Sanitario Nazionale, che potrebbe comprendere misure limitative dei diritti fondamentali di maggiore o minore entità. gamma più breve ".

"Per questo", aggiungono, "il nostro sistema costituzionale articola strumenti giuridici di diversa natura che offrono diversi canali legali per definire, modulare, restringere e persino sospendere i diritti fondamentali delle persone, nel rispetto delle garanzie costituzionali".

L'ordinanza non è definitiva e può essere impugnata dinanzi alla Terza Sezione della Corte Suprema.

La mancata ratifica delle misure restrittive adottate per la Comunità di Madrid arriva alla vigilia del lungo weekend della Fiesta del Pilar, quando è comune per migliaia di madrileni andare in vacanza in seconde case o sulle montagne vicino alla capitale.
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Il TSJM ritiene insufficiente la legge utilizzata dalla Sanità per limitare i diritti fondamentali

Messaggioda sandropascucci » 8 ott 2020, 13:24

> Diretto |
La giustizia abbatte la reclusione di Madrid ordinata da Illa

Il TSJM ritiene insufficiente la legge utilizzata dalla Sanità per limitare i diritti fondamentali
Angeli Vázquez / Madrid 08.10.2020 | 11:50

L'Ottava Sezione della Camera contenzioso-amministrativa della Corte superiore di giustizia di Madrid non ratifica le misure concordate nell'Ordine del Ministero della Salute di Madrid per confinare alcuni comuni della regione in conformità con l'ordine del Ministro della Salute che ha approvato azioni coordinate in sanità pubblica. Il TSJM ritiene che l'articolo con cui il governo di Isabel Díaz Ayuso giustifica le misure, indipendentemente dal fatto che siano appropriate per combattere la pandemia , non ha forza sufficiente per limitare i diritti fondamentali.

I magistrati spiegano che "il quadro giuridico differisce sostanzialmente da quello che è stato oggetto di analisi", quando ha ratificato il confinamento concordato dalla Comunità di Madrid delle 37 zone sanitarie di Madrid, a cui ne sono state successivamente aggiunte altre otto, perché in questa occasione il Governo di Isabel Díaz Ayuso ha agito per "mandato obbligatorio del ministro della Salute con cui si approva la dichiarazione di azioni coordinate in sanità pubblica per rispondere a situazioni di particolare rischio dovuto alla trasmissione incontrollata di infezioni provocate" dal covid.

L'ordinanza spiega che la Sanità, sotto la tutela dell'articolo 65 della Legge di Coesione e Qualità del Sistema Sanitario Nazionale, ha emesso l'ordinanza che vincola tutte le comunità autonome, ma, secondo il giudice, tale legge "non contiene un'autorizzazione legale a l'istituzione di misure restrittive dei diritti fondamentali ". Pertanto, il TSJM rifiuta di ratificare le misure concordate, a differenza di quanto ha fatto con le misure decise direttamente dalla Comunità di Madrid.

Dipende se esiste un'autorizzazione legale

La risoluzione chiarisce che le misure sono adottate solo sotto la protezione di tale articolo 65. "Pertanto, la ratifica delle misure sanitarie che limitano i diritti fondamentali dipenderà dal giudizio che tale autorizzazione legale merita", spiega. La sua analisi si concentra su questo a prescindere dal fatto che "le misure restrittive di questo diritto fondamentale fossero necessarie e adeguate a prevenire la diffusione della malattia in una situazione pandemica come quella attuale".

Ricorda che "è stata accettata la possibilità che dalla legge organica, e anche dalla legge ordinaria, sia consentita l' adozione di misure concrete che limitino l'esercizio di alcuni diritti fondamentali , con le precisazioni fatte circa l'ambito accettabile di interferenza dell'uno e dell'altro in il diritto fondamentale, senza la necessità di ricorrere all'eccezione costituzionale che implica la dichiarazione di uno stato di allarme e purché tale limitazione sia sufficientemente limitata nella corrispondente disposizione giuridica di delega in termini di ipotesi e finalità che persegue, in modo che è vero e prevedibile, ed è giustificato nella tutela di altri beni o diritti costituzionali ".

Senza riformare il quadro normativo
"Colpisce - afferma la vettura - che a fronte dello scenario sanitario descritto , non sia stata affrontata , nonostante le confessate esigenze, una riforma del nostro quadro normativo più in linea con le confessate esigenze al consenso dottrinale esistente che l'attuale disciplina degli strumenti normativi che consentono la limitazione dei diritti fondamentali, al fine di tutelare l'integrità fisica (articolo 15 CE) e la salute (articolo 43 CE), intimamente connesse tra loro, è certamente carente e bisognoso di chiarimenti ".

Secondo l'ordinanza, quando tale articolo 65 è stato modificato nel mese di giugno, sono state "rese chiare le ragioni che giustificano la modifica normativa che essa comporta e l'obiettivo che persegue, consistente nel garantire un adeguato coordinamento tra le autorità sanitarie e nel rafforzare il funzionamento del sistema nel suo complesso. sistema sanitario nazionale, a fronte di crisi sanitarie, tralasciando la sua finalità quella di autorizzare provvedimenti che limitino la libertà di movimento, come dimostra il fatto che li associa ripetutamente alla dichiarazione di stato di allarme ".

"La conseguenza di un tale apprezzamento - hanno valutato i magistrati - è che le misure limitative dei diritti fondamentali stabilite dal Ministero della Salute, semplicemente in esecuzione dell'ordine" della Salute, "costituiscono un'interferenza dei poteri pubblici nei diritti fondamentali della cittadini senza autorizzazione legale a proteggerla, cioè non autorizzati dai loro rappresentanti nelle Cortes Generali, quindi non può essere ratificata ".

Secondo i giudici, "i diritti fondamentali che la Costituzione attribuisce ai cittadini non possono essere pregiudicati da alcuna interferenza statale non autorizzata da parte dei loro rappresentanti attraverso una disposizione con forza di legge, che soddisfa le condizioni minime sufficienti richieste dai requisiti di sicurezza giuridica e certezza del diritto ".

La Camera è consapevole della gravità della crisi sanitaria senza precedenti, che i poteri pubblici stanno affrontando e di cui soffre la nostra società, già verificata l'11 marzo 2020, quando l' Organizzazione mondiale della sanità ha sollevato la situazione di emergenza dalla salute pubblica provocata dal covid-19 alla pandemia internazionale. C'è anche la necessità di adottare misure immediate ed efficaci di vario genere per tutelare la salute dei cittadini, contenere la diffusione della malattia e rafforzare il Sistema Sanitario Nazionale, Tra le quali potrebbero figurare misure di limitazione dei diritti fondamentali di maggiore o minore portata ", spiega il TSJM.

"Per questo, il nostro sistema costituzionale articola strumenti legali di diversa natura che offrono diversi canali legali per delimitare, modulare, limitare e persino sospendere i diritti fondamentali delle persone, nel rispetto delle garanzie costituzionali", che ritiene che non si verifichi con l'articolo 65 usato.
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CRIMINI VERSO L'UMANITA'

Messaggioda sandropascucci » 10 ott 2020, 11:57

> Video: "Crimes Against Humanity": The German Corona Investigation. "The PCR Pandemic"
Trascrizione completa
Di Reiner Fuellmich
Global Research, 7 ottobre 2020
Reiner Fuellmich 3 ottobre 2020
Regione: Europa
Tema: diritto e giustizia , disinformazione dei media
Stampa 969 43 55 1919

Il comitato investigativo tedesco della Corona ha raccolto la testimonianza di un gran numero di scienziati ed esperti internazionali dal 10 luglio 2020.

Scorri verso il basso per visualizzare il video e la trascrizione completa di D r. Presentazione di Reiner Fuellmich .

.







Le loro conclusioni sono le seguenti:



La crisi della corona deve essere ribattezzata "Corona Scandal"
È:
Il più grande caso di responsabilità civile mai
Il più grande crimine contro l'umanità mai commesso
I responsabili devono essere:
Penalmente perseguito per crimini contro l'umanità
Citato in giudizio per danni civili
Deceduti
Non esiste un eccesso di mortalità in nessun paese
La mortalità da virus corona è uguale all'influenza stagionale
Il 94% dei decessi a Bergamo è stato causato dal trasferimento di malati in case di cura dove hanno contagiato anziani con un sistema immunitario debole
Medici e ospedali di tutto il mondo sono stati pagati per dichiarare vittime decedute di Covid-19
Le autopsie hanno mostrato:
Decessi quasi tutti causati da gravi condizioni preesistenti
Quasi tutti i morti erano persone molto anziane
Svezia (nessun blocco) e Gran Bretagna (blocco rigoroso) hanno statistiche comparabili sulla malattia e sulla mortalità
Gli stati degli Stati Uniti con e senza blocchi hanno statistiche comparabili sulle malattie e sulla mortalità
Salute
Gli ospedali rimangono vuoti e alcuni rischiano il fallimento
Le popolazioni hanno l'immunità delle cellule T da precedenti ondate di influenza
L'immunità della mandria richiede solo il 15-25% di infezione della popolazione ed è già raggiunta
Solo quando una persona ha sintomi può un'infezione essere contagiosa
Test:
Molti scienziati chiamano questa una pandemia da test PCR, non una pandemia corona
Persone molto sane e non infettive possono risultare positive
La probabilità di falsi positivi è dell'89-94% o quasi certa
Il Prof. Drosten ha sviluppato il suo test PCR da un vecchio virus della SARS senza aver mai visto il vero virus Wuhan dalla Cina
Il test PCR non si basa su fatti scientifici rispetto alle infezioni
I test PCR sono inutili per la rilevazione delle infezioni
Un test PCR positivo non significa che sia presente un'infezione o che sia stato trovato un virus intatto
L'amplificazione dei campioni su 35 cicli non è affidabile, ma l'OMS ha raccomandato 45 cicli
Illegalità:
Il governo tedesco ha bloccato, ha imposto l'allontanamento sociale / indossare la maschera sulla base di un'unica opinione
Il blocco è stato imposto quando il virus si stava già ritirando
I blocchi erano basati su infezioni inesistenti
L'ex presidente della corte costituzionale federale tedesca dubitava della costituzionalità delle misure corona
L'ex giudice della corte suprema del Regno Unito Lord Sumption ha concluso che non vi era alcuna base fattuale per il panico e nessuna base giuridica per le misure della corona
Il tedesco RKI (equivalente CDC) ha raccomandato di non eseguire autopsie
Le misure Corona non hanno una base fattuale o giuridica sufficiente, sono incostituzionali e devono essere abrogate immediatamente
Nessuno scienziato serio dà alcuna validità ai falsi modelli di computer del famigerato Neil Ferguson che avvertono di milioni di morti
I media mainstream non sono riusciti completamente a riportare i fatti reali della cosiddetta pandemia
La democrazia rischia di essere sostituita da modelli totalitari fascisti
Drosten (del test PCR), Tedros dell'OMS e altri hanno commesso crimini contro l'umanità come definito nel Codice penale internazionale
I politici possono evitare di litigare con ciarlatani e criminali avviando la discussione scientifica pubblica attesa da tempo
Cospirazione:
I politici ei media mainstream hanno deliberatamente spinto le popolazioni al panico
I bambini sono stati calcolatamente fatti sentire responsabili "per la morte dolorosa e torturata dei loro genitori e nonni se non seguono le regole Corona"
Il test PCR senza speranza viene utilizzato per creare paura e non per diagnosticare
Non si può parlare di una seconda ondata
Lesioni e danni:
Prove di giganteschi danni sanitari ed economici alle popolazioni
Le misure anti-corona hanno:
Ha ucciso innumerevoli persone
Ha distrutto innumerevoli aziende e individui in tutto il mondo
I bambini vengono portati via dai loro genitori
I bambini sono traumatizzati in massa
Sono previsti fallimenti nelle piccole e medie imprese
Ricorso:
Una azione legale collettiva deve essere presentata negli Stati Uniti o in Canada, con tutte le parti interessate nel mondo che hanno l'opportunità di aderire
Le aziende e i lavoratori autonomi devono essere risarciti per i danni
Trascrizione completa

Ciao. Sono Reiner Fuellmich e da 26 anni sono iscritto all'Ordine degli Avvocati in Germania e in California. Ho praticato la legge principalmente come avvocato di prova contro società fraudolente come Deutsche Bank, precedentemente una delle banche più grandi e rispettate del mondo, oggi una delle organizzazioni criminali più tossiche al mondo; VW, una delle case automobilistiche più grandi e rispettate al mondo, oggi nota per la sua gigantesca frode sul diesel; e Kuehne e Nagel, la più grande compagnia di navigazione del mondo. Li stiamo facendo causa in un caso di corruzione da molti milioni di dollari.

Sono anche uno dei quattro membri del comitato investigativo tedesco della Corona. Dal 10 luglio 2020, questo Comitato ha ascoltato un gran numero di testimonianze di scienziati ed esperti internazionali per trovare risposte alle domande sulla crisi della corona, che sempre più persone in tutto il mondo chiedono. Tutti i suddetti casi di corruzione e frode commessi dalle multinazionali tedesche impallidiscono di fronte all'entità dei danni che la crisi della corona ha causato e continua a provocare.

Questa crisi della corona, secondo quanto sappiamo oggi, deve essere ribattezzata “Scandalo Corona” e i responsabili di essa devono essere perseguiti penalmente e citati in giudizio per danni civili. A livello politico, bisogna fare di tutto per assicurarsi che nessuno si troverà mai più in una posizione di potere tale da poter frodare l'umanità o tentare di manipolarci con i suoi programmi corrotti. E per questo motivo ora vi spiegherò come e dove una rete internazionale di avvocati discuterà questo più grande caso di illecito civile di sempre, lo scandalo della frode corona, che nel frattempo si è trasformato in probabilmente il più grande crimine contro l'umanità mai commesso.



I crimini contro l'umanità sono stati definiti per la prima volta in connessione con i processi di Norimberga dopo la seconda guerra mondiale, cioè quando hanno affrontato i principali criminali di guerra del Terzo Reich. I crimini contro l'umanità sono oggi regolamentati nella sezione 7 del codice penale internazionale. Le tre principali domande a cui rispondere nel contesto di un approccio giudiziario allo scandalo corona sono:

C'è una pandemia corona o c'è solo una pandemia da test PCR? In particolare, un risultato positivo del test PCR significa che la persona testata è infetta da Covid-19 o non significa assolutamente nulla in relazione all'infezione da Covid-19?
Le cosiddette misure anti-corona, come il blocco, le maschere facciali obbligatorie, l'allontanamento sociale e le norme di quarantena, servono a proteggere la popolazione mondiale dalla corona, o queste misure servono solo a far prendere dal panico le persone in modo che credano senza fare domande - che le loro vite sono in pericolo, in modo che alla fine le industrie farmaceutiche e tecnologiche possano generare enormi profitti dalla vendita di test PCR, test antigeni e anticorpi e vaccini, nonché dalla raccolta delle nostre impronte genetiche?
È vero che il governo tedesco ha subito massicce pressioni, più di ogni altro paese, dai principali protagonisti di questa cosiddetta pandemia corona, il signor Drosten, virologo dell'ospedale di beneficenza di Berlino; Sig. Wieler, veterinario e capo dell'equivalente tedesco del CDC, l'RKI; e il Sig. Tedros, Capo dell'Organizzazione Mondiale della Sanità o OMS; perché la Germania è conosciuta come un paese particolarmente disciplinato e doveva quindi diventare un modello per il resto del mondo per la sua stretta e, naturalmente, riuscita adesione alle misure corona?
Le risposte a queste tre domande sono urgentemente necessarie perché il presunto nuovo e altamente pericoloso coronavirus non ha causato alcun eccesso di mortalità in nessuna parte del mondo, e certamente non qui in Germania. Ma le misure anti-corona, la cui unica base sono i risultati del test PCR, che a loro volta sono tutti basati sul test tedesco di Drosten, hanno nel frattempo causato la perdita di innumerevoli vite umane e hanno distrutto l'esistenza economica di innumerevoli aziende e privati ​​in tutto il mondo. In Australia, ad esempio, le persone vengono gettate in prigione se non indossano una maschera o se non la indossano correttamente, come ritenuto dalle autorità. Nelle Filippine, le persone che non indossano una maschera o non la indossano correttamente, in questo senso, vengono colpite alla testa.

Permettetemi innanzitutto di fornirvi una sintesi dei fatti così come si presentano oggi. La cosa più importante in una causa legale è stabilire i fatti, ovvero scoprire cosa è realmente accaduto. Questo perché l'applicazione della legge dipende sempre dai fatti in questione. Se voglio perseguire qualcuno per frode, non posso farlo presentando i fatti di un incidente stradale. Allora cosa è successo qui riguardo alla presunta pandemia della corona?

I fatti di seguito riportati sono, in larga misura, il risultato del lavoro del Comitato Investigativo Corona. Questo Comitato è stato fondato il 10 luglio 2020 da quattro avvocati al fine di determinare, ascoltando le testimonianze di esperti internazionali e altri esperti:

Quanto è veramente pericoloso il virus?
Qual è il significato di un test PCR positivo?
Quali danni collaterali sono stati causati dalle misure corona, sia rispetto alla salute della popolazione mondiale, sia rispetto all'economia mondiale?
Vorrei iniziare con un po 'di informazioni di base. Cosa è successo a maggio 2019 e poi all'inizio del 2020? E cosa è successo 12 anni prima con l'influenza suina, di cui molti di voi potrebbero essersi dimenticati? Nel maggio 2019, il più forte dei due partiti che governano la Germania in una grande coalizione, la CDU, ha tenuto un Congresso sulla salute globale, apparentemente su istigazione di importanti attori dell'industria farmaceutica e dell'industria tecnologica. A questo Congresso, i soliti sospetti, si potrebbe dire, hanno tenuto i loro discorsi. C'erano Angela Merkel e il segretario alla sanità tedesco, Jens Spahn. Ma c'erano anche altre persone, che non ci si aspetterebbe necessariamente di essere presenti a un simile incontro: il professor Drosten, virologo dell'ospedale Charite di Berlino; Il professor Wieler, veterinario e capo del RKI, l'equivalente tedesco del CDC; così come il signor Tedros, filosofo e capo dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS). Tutti hanno tenuto discorsi lì. Erano presenti e hanno tenuto discorsi anche i principali lobbisti dei due maggiori fondi sanitari del mondo, vale a dire la Bill and Melinda Gates Foundation e il Wellcome Trust. Meno di un anno dopo, queste stesse persone hanno chiamato i colpi nella proclamazione della pandemia corona mondiale, si sono assicurati che i test PCR di massa fossero utilizzati per dimostrare le infezioni di massa con Covid-19 in tutto il mondo, e ora stanno spingendo affinché i vaccini siano inventato e venduto in tutto il mondo.

T HESE infezioni, o meglio i risultati positivi che i test PCR consegnati, a sua volta è diventata la giustificazione per lockdowns in tutto il mondo, distanziamento sociale e maschere per il viso obbligatori. È importante notare a questo punto che la definizione di pandemia è stata modificata 12 anni prima. Fino ad allora, una pandemia era considerata una malattia che si diffuse in tutto il mondo e che portò a molte malattie gravi e decessi. All'improvviso, e per ragioni mai spiegate, doveva essere solo una malattia mondiale. Molte malattie gravi e molte morti non erano più necessarie per annunciare una pandemia. A causa di questo cambiamento, l'OMS, che è strettamente intrecciata con l'industria farmaceutica globale, è stata in grado di dichiarare la pandemia di influenza suina nel 2009, con il risultato che i vaccini sono stati prodotti e venduti in tutto il mondo sulla base di contratti che sono stati tenuti segreti fino a oggi.

Questi vaccini si sono rivelati completamente inutili perché l'influenza suina alla fine si è rivelata una lieve influenza e non è mai diventata la terribile piaga che l'industria farmaceutica e le sue università affiliate continuavano ad annunciare che si sarebbe trasformata, con milioni di morti che sarebbero accadute se le persone non sono stato vaccinato. Questi vaccini hanno portato anche a gravi problemi di salute. Circa 700 bambini in Europa si sono ammalati incurabilmente di narcolessia e ora sono gravemente disabili per sempre. I vaccini acquistati con milioni di soldi dei contribuenti dovevano essere distrutti con ancora più soldi dei contribuenti. Già allora, durante l'influenza suina, il virologo tedesco Drosten era uno di quelli che suscitava il panico nella popolazione, ripetendo più e più volte che l'influenza suina avrebbe fatto molte centinaia di migliaia, addirittura milioni di morti in tutto il mondo. Alla fine,

Avanti veloce a marzo del 2020, quando il Bundestag tedesco ha annunciato una situazione epidemica di importanza nazionale, che è l'equivalente tedesco di una pandemia nel marzo del 2020 e, sulla base di ciò, il blocco con la sospensione di tutti i diritti costituzionali essenziali per un imprevedibile volta, c'era una sola opinione su cui il governo federale in Germania ha basato la sua decisione. In una oltraggiosa violazione del principio universalmente accettato “ audiatur et altera pars ”, il che significa che bisogna ascoltare anche l'altra parte, l'unica persona che hanno ascoltato era il signor Drosten.

Quella è proprio la persona le cui orribili prognosi da panico si erano rivelate catastroficamente false 12 anni prima. Lo sappiamo perché ce ne ha parlato un informatore di nome David Sieber, membro del Partito dei Verdi. Lo ha fatto per la prima volta il 29 agosto 2020 a Berlino, nel contesto di un evento a cui ha preso parte anche Robert F. Kennedy, Jr., e in cui entrambi gli uomini hanno tenuto discorsi. E lo ha fatto in seguito in una delle sessioni del nostro Comitato Corona.

Il motivo per cui lo ha fatto è che era diventato sempre più scettico riguardo alla narrativa ufficiale propagata dai politici e dai media mainstream. Aveva quindi intrapreso uno sforzo per scoprire le opinioni di altri scienziati e le aveva trovate su Internet. Lì, si rese conto che c'erano un certo numero di scienziati molto rinomati che avevano un'opinione completamente diversa, che contraddiceva le orribili prognosi del signor Drosten. Presumevano - e ancora presumono - che non vi fosse alcuna malattia che andasse oltre la gravità dell'influenza stagionale, che la popolazione avesse già acquisito l'immunità ai linfociti T o crociati contro questo presunto nuovo virus e che non vi fosse quindi alcun motivo per eventuali misure speciali, e certamente non per le vaccinazioni.

Questi scienziati includono il professor John Ioannidis della Stanford University in California, specialista in statistica ed epidemiologia, nonché in sanità pubblica, e allo stesso tempo lo scienziato più quotato al mondo; Il professor Michael Levitt, vincitore del premio Nobel per la chimica e anche biofisico alla Stanford University; i professori tedeschi Kary Mölling, Sucharit Bhakti, Klud Wittkowski, nonché Stefan Homburg; e ora molti, molti più scienziati e medici in tutto il mondo, incluso il dottor Mike Yeadon. Il dottor Mike Yeadon è l'ex vicepresidente e direttore scientifico di Pfizer, una delle più grandi aziende farmaceutiche del mondo. Parlerò di lui ancora un po 'più tardi.

Al momento non stiamo misurando l'incidenza delle malattie da Coronavirus, ma l'attività degli specialisti che le cercano
Alla fine di marzo, all'inizio dell'aprile 2020, il signor Sieber si è rivolto alla leadership del suo partito dei Verdi con le conoscenze che aveva accumulato e ha suggerito che presentassero queste altre opinioni scientifiche al pubblico e spiegassero che, contrariamente a Mr. Nelle profezie del giorno del giudizio di Drosten, non c'era motivo per il pubblico di farsi prendere dal panico. Per inciso, Lord Sumption, che ha servito come giudice presso la corte suprema britannica dal 2012 al 2018, aveva fatto la stessa cosa nello stesso momento ed era giunto alla stessa conclusione: che non c'erano basi fattuali per il panico e no base giuridica per le misure corona. Allo stesso modo, l'ex presidente della Corte costituzionale federale tedesca ha espresso - anche se con maggiore cautela - seri dubbi sulla costituzionalità delle misure della corona. Ma invece di prendere nota di queste altre opinioni e discuterne con David Sieber, la leadership del Partito dei Verdi ha dichiarato che i messaggi di panico del signor Drosten erano abbastanza buoni per il Partito dei Verdi. Ricorda, non sono un membro della coalizione di governo; sono l'opposizione. Tuttavia, questo era abbastanza per loro, così come era stato abbastanza buono per il governo federale come base per la sua decisione di blocco, hanno detto. Successivamente, il Partito dei Verdi la leadership ha definito David Sieber un teorico della cospirazione, senza aver mai considerato il contenuto delle sue informazioni, e poi lo ha privato dei suoi mandati.

Diamo ora uno sguardo alla situazione attuale relativa alla pericolosità del virus, alla completa inutilità dei test PCR per la rilevazione delle infezioni e ai blocchi basati su infezioni inesistenti. Nel frattempo, sappiamo che i sistemi sanitari non hanno mai rischiato di essere sopraffatti dal Covid-19. Al contrario, molti ospedali rimangono vuoti fino ad oggi e alcuni sono ora in bancarotta. La nave ospedale Comfort, che all'epoca era ancorata a New York e avrebbe potuto ospitare un migliaio di pazienti, non ha mai ospitato più di una ventina di pazienti. Non c'era nessun eccesso di mortalità. Studi condotti dal professor Ioannidis e altri hanno dimostrato che la mortalità della corona è equivalente a quella dell'influenza stagionale. Anche le foto di Bergamo e New York che servivano a dimostrare al mondo che il panico serviva si sono rivelate volutamente fuorvianti.

Poi, è trapelato il cosiddetto "Panic Paper", scritto dal Dipartimento degli Interni tedesco. Il suo contenuto riservato mostra senza ombra di dubbio che, in effetti, la popolazione è stata deliberatamente spinta al panico dai politici e dai media mainstream. Le dichiarazioni irresponsabili di accompagnamento del capo della RKI - ricordate il CDC [tedesco] - il signor Wieler, che ripetutamente ed eccitato ha annunciato che le misure della corona devono essere seguite incondizionatamente dalla popolazione senza che loro facciano domande, dimostrano che ha seguito il script testualmente. Nelle sue dichiarazioni pubbliche continuava ad annunciare che la situazione era molto grave e minacciosa, sebbene i dati compilati dal suo stesso Istituto dimostrassero l'esatto contrario.

Tra le altre cose, il “Panic Paper” chiede che i bambini si sentano responsabili - e cito - “per la dolorosa morte torturata dei loro genitori e nonni se non seguono le regole della corona”, cioè se lo fanno non lavarsi le mani costantemente e non stare lontano dai nonni. Una precisazione: a Bergamo la stragrande maggioranza dei decessi, per l'esattezza il 94%, si è rivelata non il risultato del Covid-19, ma piuttosto la conseguenza della decisione del governo di trasferire i malati, malati probabilmente di raffreddore o l'influenza stagionale, dagli ospedali alle case di cura per fare posto negli ospedali a tutti i malati Covid, che alla fine non sono mai arrivati. Lì, nelle case di cura, hanno poi infettato anziani con un sistema immunitario gravemente indebolito, di solito a causa di condizioni mediche preesistenti. Inoltre, una vaccinazione antinfluenzale, precedentemente somministrata, aveva ulteriormente indebolito il sistema immunitario delle persone nelle case di cura. A New York, solo alcuni, ma di gran lunga non tutti gli ospedali sono stati sopraffatti. Molte persone, la maggior parte delle quali erano di nuovo anziane e avevano gravi condizioni mediche preesistenti, e la maggior parte delle quali, se non fosse stato per il panico, sarebbe rimasta a casa per riprendersi, corse agli ospedali. Lì, molti di loro sono stati vittime di infezioni nosocomiali (o infezioni nosocomiali) da un lato, e di casi di negligenza dall'altro, ad esempio, essendo stati indossati un respiratore anziché ricevere ossigeno attraverso una maschera di ossigeno. Ancora una volta, per chiarire: il Covid-19, questo è lo stato delle cose attuale, è una malattia pericolosa, proprio come l'influenza stagionale è una malattia pericolosa. E, naturalmente, Covid-19,

Tuttavia, come hanno dimostrato le autopsie, che sono state eseguite in Germania in particolare, dallo scienziato forense Professor Klaus Püschel ad Amburgo, i decessi da lui esaminati erano stati quasi tutti causati da gravi condizioni preesistenti, e quasi tutte le persone che avevano morirono erano morti molto in tarda età, proprio come in Italia, nel senso che avevano vissuto oltre la loro aspettativa di vita media.

In questo contesto, va anche menzionato quanto segue: il tedesco RKI - cioè ancora una volta l'equivalente del CDC - aveva inizialmente, stranamente, raccomandato che non venissero eseguite le autopsie. E ci sono numerosi rapporti credibili secondo cui medici e ospedali in tutto il mondo erano stati pagati per aver dichiarato una persona deceduta vittima di Covid-19 piuttosto che scrivere la vera causa della morte sul certificato di morte, ad esempio un attacco di cuore o una ferita da arma da fuoco. Senza le autopsie, non avremmo mai saputo che la stragrande maggioranza delle presunte vittime del Covid-19 era morta per malattie completamente diverse, ma non per Covid-19. L'affermazione che il blocco fosse necessario perché c'erano così tante infezioni diverse da SARS-COV-2 e perché i sistemi sanitari sarebbero stati sopraffatti è sbagliata per tre motivi,

R. Il blocco è stato imposto quando il virus si stava già ritirando. Quando è stato imposto il blocco, i presunti tassi di infezione stavano già diminuendo di nuovo.

B. Esiste già una protezione dal virus a causa dell'immunità dei linfociti T o crociati. A parte il blocco sopra menzionato che viene imposto quando i tassi di infezione erano già in calo, esiste anche l'immunità dei linfociti T o crociati nella popolazione generale contro i virus corona contenuti in ogni influenza o ondata influenzale. Questo è vero, anche se questa volta era al lavoro un ceppo leggermente diverso del coronavirus. E questo perché il sistema immunitario del corpo ricorda ogni virus che abbia mai combattuto in passato e da questa esperienza riconosce anche un presunto nuovo, ma ancora simile, ceppo del virus della famiglia corona. Per inciso, è così che è stato inventato il test PCR per il rilevamento di un'infezione dall'ormai famigerato professor Drosten.

All'inizio di gennaio del 2020, sulla base di questa conoscenza di base, Drosten ha sviluppato il suo test PCR, che presumibilmente rileva un'infezione da SARS-COV-2, senza aver mai visto il vero virus Wuhan dalla Cina, solo dopo aver imparato da i social media riportano che stava succedendo qualcosa a Wuhan, ha iniziato ad armeggiare sul suo computer con quello che sarebbe diventato il suo test PCR corona. Per questo, ha usato un vecchio virus della SARS, sperando che fosse sufficientemente simile al presunto nuovo ceppo del coronavirus trovato a Wuhan. Quindi, ha inviato il risultato del suo armeggiare con il computer in Cina per determinare se le vittime del presunto nuovo coronavirus sono risultate positive. Loro fecero.

E questo è bastato all'Organizzazione Mondiale della Sanità per lanciare l'allarme pandemico e raccomandare l'uso mondiale del test Drosten PCR per il rilevamento delle infezioni con il virus ora chiamato SARS-COV-2. L'opinione e il consiglio di Drosten erano - questo va sottolineato ancora una volta - l'unica fonte per il governo tedesco quando ha annunciato il blocco, le regole per l'allontanamento sociale e l'obbligo di indossare maschere. E - questo va anche sottolineato ancora una volta - la Germania apparentemente è diventata il centro di pressioni particolarmente massicce da parte dell'industria farmaceutica e tecnologica perché il mondo, con riferimento ai tedeschi presumibilmente disciplinati, dovrebbe fare come fanno i tedeschi per sopravvivere alla pandemia.

C. E questa è la parte più importante della nostra ricerca dei fatti: il test PCR viene utilizzato sulla base di false dichiarazioni, NON sulla base di fatti scientifici rispetto alle infezioni. Nel frattempo, abbiamo appreso che questi test PCR, contrariamente alle affermazioni dei signori Drosten, Wieler e dell'OMS, NON danno alcuna indicazione di un'infezione da alcun virus, per non parlare di un'infezione da SARS-COV-2. Non solo i test PCR non sono espressamente approvati per scopi diagnostici, come è correttamente notato sui foglietti illustrativi forniti con questi test, e come l'inventore del test PCR, Kary Mullis, ha ripetutamente sottolineato. Invece, sono semplicemente incapaci di diagnosticare alcuna malattia. Cioè: contrariamente alle affermazioni di Drosten, Wieler e dell'OMS, che hanno fatto sin dalla proclamazione della pandemia, un risultato positivo del test PCR non significa che sia presente un'infezione. Se qualcuno risulta positivo, NON significa che sia stato infettato da qualcosa, per non parlare del virus contagioso SARS-COV-2.

Anche il CDC degli Stati Uniti, anche questa istituzione è d'accordo con questo, e cito direttamente da pagina 38 di una delle sue pubblicazioni sul coronavirus e sui test PCR, datata 13 luglio 2020. Il primo punto elenco dice:

"Il rilevamento dell'RNA virale potrebbe non indicare la presenza di virus infettivi o che il 2019 nCOV [nuovo coronavirus ] è l'agente eziologico dei sintomi clinici ".

Il secondo punto dell'elenco dice:

" Le prestazioni di questo test non sono state stabilite per il monitoraggio del trattamento dell'infezione da nCOV 2019 ". Il terzo punto dell'elenco dice: " Questo test non può escludere malattie causate da altri patogeni batterici o virali ".

Non è ancora chiaro se ci sia mai stato un isolamento scientificamente corretto del virus Wuhan , in modo che nessuno sappia esattamente cosa stiamo cercando quando lo testiamo, soprattutto perché questo virus, proprio come i virus influenzali, muta rapidamente. I tamponi PCR prendono una o due sequenze di una molecola che sono invisibili all'occhio umano e quindi necessitano di essere amplificate in molti cicli per renderla visibile . Tutto ciò che supera i 35 cicli è - come riportato dal New York Times e altri - considerato completamente inaffidabile e scientificamente ingiustificabile. Tuttavia, il test di Drosten, così come i test raccomandati dall'OMS che hanno seguito il suo esempio, sono impostati su 45 cicli.Ciò può essere dovuto al desiderio di produrre il maggior numero possibile di risultati positivi e quindi fornire la base per il falso presupposto che sia stato rilevato un gran numero di infezioni?

Il test non è in grado di distinguere la materia inattiva e quella riproduttiva. Ciò significa che può verificarsi un risultato positivo perché il test rileva, ad esempio, un frammento di detriti, un frammento di una molecola, che non può segnalare nient'altro che che il sistema immunitario della persona testata ha vinto una battaglia con un comune raffreddore nel passato. Anche lo stesso Drosten dichiarò in un'intervista a una rivista economica tedesca nel 2014, a quel tempo riguardante il presunto rilevamento di un'infezione da virus MERS, presumibilmente con l'aiuto del test PCR, che questi test PCR sono così altamente sensibili che anche molto persone sane e non infettive possono risultare positive. A quel tempo, divenne anche molto consapevole del potente ruolo di un media di panico e paura, come vedrai alla fine della seguente citazione. Ha detto allora, in questa intervista: “ Se, per esempio, un tale agente patogeno corre sulla mucosa nasale di un'infermiera per un giorno o giù di lì senza che lei si ammali o si accorga di nulla, allora è improvvisamente un caso di MERS. Ciò potrebbe anche spiegare l'esplosione del numero di casi in Arabia Saudita. Inoltre, i media hanno trasformato questo in una sensazione incredibile ".

Ha dimenticato questo? O lo sta deliberatamente nascondendo nel contesto della corona perché la corona è un'opportunità di business molto redditizia per l'industria farmaceutica nel suo complesso? E per il signor Alford Lund, suo coautore in molti studi e anche produttore di test PCR. A mio avviso, è del tutto inverosimile che nel 2020 abbia dimenticato ciò che sapeva sui test PCR e abbia detto alla rivista economica nel 2014.

In breve, questo test non può rilevare alcuna infezione, contrariamente a tutte le false affermazioni che affermano che può. Un'infezione, una cosiddetta infezione "calda", richiede che il virus, o meglio un frammento di una molecola che può essere un virus, non si trovi solo da qualche parte, ad esempio, nella gola di una persona senza causare alcun danno - sarebbe un'infezione "fredda". Piuttosto, un'infezione "calda" richiede che il virus penetri nelle cellule, si replichi lì e provochi sintomi come mal di testa o mal di gola. Solo allora una persona è realmente infetta nel senso di un'infezione “calda”, perché solo allora una persona è contagiosa, cioè in grado di infettare gli altri. Fino ad allora, è completamente innocuo sia per l'ospite che per tutte le altre persone con cui l'ospite entra in contatto.

Ancora una volta, ciò significa che i risultati positivi dei test, contrariamente a tutte le altre affermazioni di Drosten, Wieler o dell'OMS , non significano nulla rispetto alle infezioni, come sa anche il CDC, come citato sopra.

Nel frattempo, un certo numero di scienziati altamente rispettati in tutto il mondo presume che non ci sia mai stata una pandemia corona, ma solo una pandemia di test PCR . Questa è la conclusione raggiunta da molti scienziati tedeschi, come i professori Bhakti, Reiss, Mölling, Hockertz, Walach e molti altri, tra cui il già citato professor John Ioannidis e il premio Nobel, il professor Michael Levitt della Stanford University.

L'opinione più recente è quella del già citato Dr. Mike Yeadon , ex Vicepresidente e Chief Science Officer di Pfizer, che ha ricoperto questa posizione per 16 anni. Lui ei suoi coautori, tutti noti scienziati, hanno pubblicato un articolo scientifico nel settembre del 2020 e ha scritto un corrispondente articolo sulla rivista il 20 settembre 2020. Tra le altre cose, lui e loro affermano - e cito:

“ Stiamo basando la nostra politica del governo, la nostra politica economica e la politica di limitazione dei diritti fondamentali, presumibilmente su dati e ipotesi completamente sbagliati sul coronavirus. Se non fosse per i risultati dei test che vengono costantemente riportati dai media, la pandemia sarebbe finita perché non è successo davvero nulla. Certo, ci sono alcuni gravi casi individuali di malattia, ma ce ne sono anche alcuni in ogni epidemia di influenza. C'è stata una vera ondata di malattie a marzo e aprile, ma da allora tutto è tornato alla normalità. Solo i risultati positivi aumentano e affondano selvaggiamente ancora e ancora, a seconda di quanti test vengono effettuati. Ma i veri casi di malattia sono finiti. Non si può parlare di una seconda ondata. Il presunto nuovo ceppo del coronavirus è ... "

- continua il dottor Yeadon -

“... solo nuovo in quanto è un nuovo tipo del virus corona noto da tempo. Ci sono almeno quattro coronavirus che sono endemici e causano alcuni dei comuni raffreddori che sperimentiamo, specialmente in inverno. Hanno tutti una sorprendente somiglianza di sequenza con il coronavirus e, poiché il sistema immunitario umano riconosce la somiglianza con il virus che ora è stato presumibilmente scoperto di recente, un'immunità delle cellule T esiste da tempo a questo riguardo. Il 30% della popolazione ne aveva questa prima ancora che apparisse il presunto nuovo virus . Pertanto, è sufficiente per la cosiddetta immunità di gregge che dal 15 al 25% della popolazione sia infettato dal presunto nuovo coronavirus per fermare l'ulteriore diffusione del virus. E questo è stato a lungo il caso . "

Per quanto riguarda gli importantissimi test PCR, Yeadon scrive, in un pezzo intitolato " Bugie, bugie dannate e statistiche sulla salute: il pericolo mortale dei falsi positivi ", datato 20 settembre 2020, e cito

" La probabilità che un caso apparentemente positivo sia un falso positivo è compresa tra l'89 e il 94%, o quasi una certezza ."

Il dottor Yeadon, in accordo con i professori di immunologia Kamera dalla Germania, Kappel dai Paesi Bassi e Cahill dall'Irlanda, così come il microbiologo Dr Arve dall'Austria, che hanno tutti testimoniato davanti al Comitato tedesco della Corona, sottolinea esplicitamente che un test positivo non significa che sia stato trovato un virus intatto.

Gli autori spiegano che ciò che effettivamente misura il test PCR è - e cito:

" Semplicemente la presenza di sequenze di RNA parziali presenti nel virus intatto, che potrebbe essere un pezzo di virus morto, che non può far ammalare il soggetto, non può essere trasmesso e non può far ammalare nessun altro ".

A causa della totale inadeguatezza del test per l'individuazione di malattie infettive - risultato positivo a capre, pecore, papaia e persino ali di pollo - il professor Carl Heneghan di Oxford, direttore del Center for Evidence-Based Medicine, scrive che il virus Covid non scomparirebbe se questa pratica di prova dovesse essere continuata, ma sarebbe sempre falsamente rilevata in gran parte di ciò che viene testato. I blocchi, come hanno scoperto Yeadon ei suoi colleghi, non funzionano. La Svezia, con il suo approccio laissez-faire, e la Gran Bretagna, con il suo rigoroso blocco, ad esempio, hanno statistiche di malattia e mortalità completamente comparabili. Lo stesso è stato trovato dagli scienziati statunitensi riguardo ai diversi stati degli Stati Uniti. Non fa differenza per l'incidenza della malattia se uno stato attua o meno un blocco.

Riguardo all'ormai famigerato professor Neil Ferguson dell'Imperial College di Londra e ai suoi modelli di computer completamente falsi che avvertono di milioni di morti, dice che - e cito: " Nessuno scienziato serio dà alcuna validità al modello di Ferguson". Indica con disprezzo appena velato - cito ancora:

" È importante che tu lo sappia, la maggior parte degli scienziati non accetta che ..." - cioè il modello di Ferguson - " aveva anche vagamente ragione. Ma il governo è ancora legato al modello . " Ferguson ha previsto 40mila decessi per corona in Svezia entro maggio e 100mila entro giugno, ma è rimasta a 5.800 che, secondo le autorità svedesi, equivale a una lieve influenza. Se i test PCR non fossero stati utilizzati come strumento diagnostico per le infezioni corona, non ci sarebbe stata una pandemia e non ci sarebbero stati blocchi, ma tutto sarebbe stato percepito come un'onda di influenza media o leggera, concludono questi scienziati. Il dottor Yeadon nel suo pezzo, " Bugie, dannate bugie e statistiche sulla salute: il pericolo mortale dei falsi positivi, scrive:"Questo test è fatalmente difettoso e deve essere immediatamente ritirato e mai più utilizzato in questo contesto, a meno che non venga dimostrato che è stato risolto . " E, verso la fine di quell'articolo, " ho spiegato come un test diagnostico che funziona senza speranza è stato e continua ad essere utilizzato, non per la diagnosi della malattia, ma sembra solo creare paura ".

Ora diamo uno sguardo alla situazione attuale per quanto riguarda i gravi danni causati dai blocchi e da altre misure. Un altro documento dettagliato, scritto da un funzionario tedesco del Dipartimento degli Interni, responsabile della valutazione dei rischi e della protezione della popolazione dai rischi, è trapelato di recente. Ora è chiamato il documento "False Alarm". Questo documento giunge alla conclusione che c'erano e non ci sono prove sufficienti per gravi rischi per la salute per la popolazione come affermato da Drosten, Wieler e l'OMS, ma - dice l'autore - ci sono molte prove delle misure della corona che causano gigantesche danni sanitari ed economici alla popolazione, che poi descrive in dettaglio in questo articolo. Questo, conclude, porterà a richieste di risarcimento danni molto elevate, di cui il governo sarà ritenuto responsabile.

Sempre più scienziati, ma anche avvocati, riconoscono che, come risultato del deliberato panico e delle misure corona abilitate da questo panico, la democrazia corre il grande pericolo di essere sostituita da modelli totalitari fascisti. Come ho già accennato sopra, in Australia, le persone che non indossano le maschere, che sempre più studi dimostrano, sono pericolose per la salute, o che presumibilmente non le indossano correttamente, vengono arrestate, ammanettate e gettate in prigione. Nelle Filippine corrono il rischio di essere fucilati, ma anche in Germania e in altri paesi precedentemente civilizzati, i bambini vengono portati via dai genitori se non rispettano i regolamenti di quarantena, i regolamenti sulla distanza e i regolamenti sull'uso della maschera. Secondo psicologi e psicoterapeuti che hanno testimoniato davanti al Comitato Corona, i bambini sono traumatizzati in massa, con le peggiori conseguenze psicologiche ancora da aspettarsi a medio e lungo termine. Nella sola Germania, i fallimenti dovrebbero colpire in autunno le piccole e medie imprese, che costituiscono la spina dorsale dell'economia. Ciò si tradurrà in perdite fiscali incalcolabili e trasferimenti di denaro di sicurezza sociale incalcolabili ea lungo termine per - tra le altre cose - sussidi di disoccupazione.

Dal momento che, nel frattempo, praticamente tutti stanno iniziando a comprendere il pieno impatto devastante delle misure corona completamente infondate, mi asterrò dal dettagliarlo ulteriormente.

Consentitemi ora di fornirvi un riepilogo delle conseguenze legali. La parte più difficile del lavoro di un avvocato è sempre quella di stabilire i fatti veri, non l'applicazione delle norme legali a questi fatti. Purtroppo, un avvocato tedesco non impara questo a scuola di legge, ma i suoi omologhi anglo-americane fare ottenere la formazione necessaria per questo a loroscuole di diritto. E probabilmente per questo, ma anche per la ben più marcata indipendenza della magistratura angloamericana, la legge della prova angloamericana è molto più efficace nella pratica di quella tedesca. Un tribunale può decidere correttamente una controversia legale solo se ha precedentemente determinato correttamente i fatti, il che non è possibile senza esaminare tutte le prove. Ed è per questo che la legge della prova è così importante. Sulla base dei fatti sopra sintetizzati, in particolare quelli accertati con l'ausilio del lavoro del German Corona Committee, la valutazione giuridica è in realtà semplice. È semplice per tutti i sistemi giuridici civili, indipendentemente dal fatto che questi sistemi legali siano basati sul diritto civile, che segue più da vicino il diritto romano, o se si basano sul diritto comune anglo-americano,

Diamo prima uno sguardo all'incostituzionalità delle misure. Diversi professori di diritto tedesco, tra cui i professori Kingreen, Morswig, Jungbluth e Vosgerau, si sono dichiarati, sia in perizie scritte che in interviste, in linea con i seri dubbi espressi dall'ex presidente della Corte costituzionale federale riguardo alla costituzionalità della le misure corona, che queste misure - le misure corona - sono prive di una base fattuale sufficiente, e anche senza una base giuridica sufficiente, e sono quindi incostituzionali e devono essere abrogate immediatamente. Di recente, un giudice, Thorsten Schleif è il suo nome, ha dichiarato pubblicamente che la magistratura tedesca, proprio come il pubblico in generale, è stata così presa dal panico da non essere più in grado di amministrare la giustizia in modo corretto. Dice che i tribunali - e cito - “hanno agitato fin troppo rapidamente attraverso misure coercitive che, per milioni di persone in tutta la Germania, rappresentano massicce sospensioni dei loro diritti costituzionali. Sottolinea che i cittadini tedeschi - cito ancora - “stanno attualmente vivendo la più grave violazione dei loro diritti costituzionali dalla fondazione della Repubblica federale di Germania nel 1949”. Per contenere la pandemia della corona, i governi federali e statali sono intervenuti, dice, in maniera massiccia e in parte minacciando l'esistenza stessa del Paese, come garantito dai diritti costituzionali del popolo. Sottolinea che i cittadini tedeschi - cito ancora - “stanno attualmente vivendo la più grave violazione dei loro diritti costituzionali dalla fondazione della Repubblica federale di Germania nel 1949”. Per contenere la pandemia della corona, i governi federali e statali sono intervenuti, dice, in maniera massiccia e in parte minacciando l'esistenza stessa del Paese, come garantito dai diritti costituzionali del popolo. Sottolinea che i cittadini tedeschi - cito ancora - “stanno attualmente vivendo la più grave violazione dei loro diritti costituzionali dalla fondazione della Repubblica federale di Germania nel 1949”. Per contenere la pandemia della corona, i governi federali e statali sono intervenuti, dice, in maniera massiccia e in parte minacciando l'esistenza stessa del Paese, come garantito dai diritti costituzionali del popolo.

E la frode, l'inflizione intenzionale di danni e i crimini contro l'umanità?

In base alle norme del diritto penale, l' affermazione di fatti falsi relativi ai test PCR o dichiarazioni intenzionali errate , come è stato commesso dai signori Drosten, Wieler e OMS, nonché dall'OMS, può soloessere valutato come frode. In base alle norme del diritto civile, ciò si traduce in inflizione intenzionale di danni. Il professore tedesco di diritto civile, Martin Schwab, sostiene questa scoperta in interviste pubbliche. In un'opinione legale completa di circa 180 pagine, si è familiarizzato con l'argomento come nessun altro studioso di diritto ha fatto finora e, in particolare, ha fornito un resoconto dettagliato del completo fallimento dei media mainstream nel riportare il vero fatti di questa cosiddetta pandemia. I signori Drosten, Wieler e Tedros dell'OMS sapevano tutti, in base alla loro esperienza o all'esperienza delle loro istituzioni, che i test PCR non possono fornire alcuna informazione sulle infezioni, ma hanno affermato più e più volte al pubblico che possono, con le loro controparti in tutto il mondo che lo ripetono.pericolo molto grave per la salute, come dimostrano sempre più studi indipendenti e dichiarazioni di esperti. Secondo le norme del diritto civile, tutti coloro che sono stati danneggiati da questi blocchi indotti dal test PCR hanno diritto a ricevere il pieno risarcimento per le loro perdite. In particolare, esiste un dovere di risarcimento, ovvero un obbligo di risarcimento dei danni per la perdita di profitti subita dalle aziende e dai lavoratori autonomi a seguito del blocco e di altre misure.

Nel frattempo, tuttavia, le misure anti-corona hanno causato e continuano a causare danni così devastanti alla salute e all'economia della popolazione mondiale che i crimini commessi dai signori Drosten, Wieler e l'OMS devono essere legalmente qualificati come crimini effettivi contro umanità , come definita nella sezione 7 del codice penale internazionale.

Come possiamo fare qualcosa? Cosa possiamo fare? Ebbene, la class action è la via migliore per i danni compensativi e per le conseguenze politiche. La cosiddetta class action è basata sulla legge inglese ed esiste oggi negli Stati Uniti e in Canada. Consente a un tribunale di consentire che un reclamo per danni sia processato come azione collettiva su richiesta di un attore se:

Come risultato di un evento che induce danni ...
Un gran numero di persone subisce lo stesso tipo di danno.
Formulato in modo diverso, un giudice può consentire che una causa legale collettiva vada avanti se questioni comuni di diritto e di fatto costituiscono la componente vitale della causa. Qui, le domande comuni di diritto e di fatto ruotano attorno ai blocchi basati sui test PCR mondiali e alle loro conseguenze. Proprio come le autovetture diesel VW erano prodotti funzionanti, ma erano difettosi a causa di un cosiddetto dispositivo di sconfitta perché non erano conformi agli standard sulle emissioni, così anche i test PCR - che sono prodotti perfettamente buoni in altri contesti - lo sono prodotti difettosi quando si tratta di diagnosi di infezioni. Ora, se una società americana o canadese o un individuo americano o canadese decide di citare in giudizio queste persone negli Stati Uniti o in Canada per danni, il tribunale chiamato a risolvere questa controversia può, su richiesta,

Se ciò accadrà, tutte le parti interessate nel mondo ne saranno informate tramite pubblicazioni sui media tradizionali e avranno così l'opportunità di partecipare a questa azione collettiva entro un certo periodo di tempo, che verrà stabilito dal tribunale. Va sottolineato che nessuno deve partecipare alla class action, ma ogni parte lesa può aderire alla classe.

Il vantaggio della class action è che è necessario un solo processo , vale a dire per provare la denuncia di un attore rappresentativo che è interessato in un modo tipico di tutti gli altri nella classe. Questo è, in primo luogo, più economico e, in secondo luogo, più veloce di centinaia di migliaia o più cause legali individuali. In terzo luogo, impone un onere minore ai tribunali. In quarto luogo, di regola consente un esame delle accuse molto più preciso di quanto sarebbe possibile nel contesto di centinaia di migliaia, o più probabilmente in questo contesto corona, anche milioni di singole cause legali.

In particolare, è applicabile la consolidata e provata legge anglo-americana delle prove, con la sua scoperta preliminare al processo. Ciò richiede che tutte le prove rilevanti per la determinazione della causa siano messe sul tavolo. Contrariamente alla situazione tipica delle cause tedesche con squilibrio strutturale, cioè cause che coinvolgono da un lato un consumatore e dall'altro una potente società, il rifiuto o addirittura la distruzione delle prove non è senza conseguenze; piuttosto la parte che nega o addirittura distrugge le prove perde la causa secondo queste regole sulle prove.

Qui in Germania, un gruppo di avvocati di responsabilità civile si è riunito per aiutare i loro clienti a recuperare i danni. Hanno fornito tutte le informazioni ei moduli rilevanti per i querelanti tedeschi sia per stimare quanto danno hanno subito sia per unirsi al gruppo o alla classe di querelanti che in seguito si uniranno alla class action quando si svolgerà in Canada o negli Stati Uniti. Inizialmente, questo gruppo di avvocati aveva considerato di raccogliere e gestire anche le richieste di risarcimento danni di altri attori non tedeschi, ma ciò si è rivelato ingestibile.

Tuttavia, attraverso una rete internazionale di avvocati, che si amplia di giorno in giorno, il gruppo di avvocati tedeschi fornisce gratuitamente a tutti i colleghi di tutti gli altri paesi tutte le informazioni pertinenti, comprese le opinioni degli esperti e le testimonianze di esperti che dimostrano che i test PCR non sono in grado di rilevare le infezioni. Inoltre forniscono loro tutte le informazioni rilevanti su come possono preparare e raggruppare le richieste di risarcimento danni dei loro clienti in modo che, anche loro, possano far valere le richieste di risarcimento dei loro clienti, nei tribunali del loro paese di origine o all'interno il quadro della class action, come spiegato sopra.

Questi fatti scandalosi della corona, raccolti per lo più dal Comitato Corona e riassunti sopra, sono gli stessi fatti che presto si dimostreranno veri in un tribunale o in molti tribunali in tutto il mondo.

Questi sono i fatti che toglieranno le maschere dai volti di tutti i responsabili di questi crimini. Ai politici che credono a quelle persone corrotte, questi fatti sono qui offerti come un'ancora di salvezza che può aiutarti a riadattare la tua linea di condotta e iniziare la discussione scientifica pubblica attesa da tempo, e non andare giù con quei ciarlatani e criminali.

Grazie.

*

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Le libertà personali non si limitano con atti amministrativi ma con le leggi

Messaggioda sandropascucci » 16 ott 2020, 19:03

> Le libertà personali non si limitano con atti amministrativi ma con le leggi

L’emergenza sanitaria in atto ha dimostrato la fragilità del nostro sistema costituzionale e, in particolare, delle garanzie che i Padri costituenti avevano voluto scrivere a difesa delle libertà civili. Il Governo ha deciso di avocare a sé ogni competenza, utilizzando impropriamente lo strumento del decreto legge. Tutto questo è stato fatto in ragione di uno stato di emergenza dichiarato dal Consiglio dei Ministri il 31 gennaio 2020, pur essendo noto che la nostra Carta costituzionale non prevede l’emergenza quale presupposto per derogare allo Stato di diritto. Ad entrare in crisi è stato innanzitutto il principio di divisione dei Poteri.

La centralità del ruolo del Parlamento è stata sacrificata in forza della necessità ed urgenza dei provvedimenti da adottare. Il Potere esecutivo ha deciso di arrogarsi ogni decisione in materia, adottando decreti legge che hanno attribuito al Presidente del Consiglio il potere di integrarli ed attuarli in vista del fine del contenimento dell’epidemia coronavirus. E’ stato posto in discussione anche il principio di competenza sia a livello centrale, sia a livello locale. Il Decreto del Presidente del Consiglio è divenuto dunque una fonte strumentalizzata, dotato di un’efficacia tale da poter comprimere diritti costituzionalmente garantiti e da prevalere sui provvedimenti emessi dai singoli Ministri e sulle ordinanze emesse dagli enti territoriali. Non è stato rispettato neppure il principio di gerarchia delle fonti.

La libertà individuale gode di una protezione totale stante la riserva assoluta di legge ( rinforzata), che impone al legislatore una descrizione precisa dei “casi” e dei “modi” di qualsiasi restrizione alla stessa. A sua tutela è pure prevista una riserva di giurisdizione. Anche la libertà di circolazione è garantita da una riserva di legge rinforzata; sono diritti soggettivi perfetti poi quelli di riunione, di associazione, di libertà di culto. Solo una legge statale può limitare tali fondamentali libertà, e non certo una fonte secondaria governativa, e addirittura monocratica, quale il Decreto del Presidente del Consiglio.

Ma anche accettando la possibilità dell’utilizzo della decretazione d‘ urgenza non c’è stato il rispetto del principio di tassatività: i due decreti legge adottati dal Governo hanno solo genericamente descritto i casi di possibile restrizione delle libertà civili, delegando ad un componente del Potere esecutivo, il Presidente del Consiglio dei Ministri, la titolarità di scelta sia del tipo di misura da adottare ( i “casi”) sia del grado di intensità ( i “modi”). L’estrema genericità dei decreti legge contrasta poi con la Legge n. 400/ 1988, che richiede, per il rispetto dell’art. 77 Cost., l’emanazione di misure di immediata applicazione, con contenuto specifico ed omogeneo.

In sintesi, sono state applicate pesanti restrizioni alle libertà individuali ( la libertà personale, la libertà di circolazione, la libertà di riunione, la libertà di culto), per il tramite di atti amministrativi ( decreti ed ordinanze), in assenza di una puntuale disciplina legislativa e violando il principio di diversificazione delle competenze amministrative. Il fatto poi che le restrizioni in questione siano avvenute appunto sulla base di atti amministrativi, le ha sottratte ad ogni forma di controllo preventivo e successivo.

Tali provvedimenti, infatti, sono stati adottati dal Potere esecutivo in piena autonomia e senza una verifica da parte del Parlamento né un controllo del Presidente della Repubblica ( previsto sugli atti aventi forza di legge e sui regolamenti governativi). La necessità che sia un atto avente forza di legge a limitare le libertà civili è del resto coerente con il nostro sistema di garanzie costituzionali: solo le leggi ( ed atti equiparati ad esse) e non gli atti amministrativi ( quali sono i decreti e le ordinanze) sono sottoponibili a giudizio di costituzionalità di fronte alla Corte Costituzionale, unico organo competente a controllare la conformità alla Costituzione degli atti legislativi, anche sotto il profilo della loro proporzionalità ed adeguatezza.

E’ mancata dunque qualsiasi verifica della conformità del mezzo ( misure restrittive) con il fine ( tutela della salute) nell’ottica di un bilanciamento con altri diritti cui la Costituzione riserva invece il grado più elevato di tutela: nessun controllo amministrativo, nessun passaggio parlamentare, nessuna verifica costituzionale. In conclusione gli scriventi ritengono che il fine non giustifica i mezzi. L’emergenza non può giustificare l’alterazione dei rapporti tra i poteri dello Stato e dello Stato con gli altri enti territoriali. Quando sono in gioco i diritti di libertà, allora l’alterazione delle garanzie costituzionali non riveste solo un aspetto formale, perché incide direttamente sulla tutela sostanziale di quei diritti che la Costituzione vorrebbe inviolabili. A meno che non si voglia incidere sulla forma dello Stato di diritto e infine sulla stessa forma di governo.

( seguono oltre 80 firme di avvocati, docenti e costituzionalisti)

da: ildubbio.news
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Covid-19, l’Avv. Luca Di Carlo denuncia per democidio il Governo italiano alla Corte penale internazionale

Messaggioda sandropascucci » 16 ott 2020, 21:33

> Agenpress

Covid-19, l’Avv. Luca Di Carlo denuncia per democidio il Governo italiano alla Corte penale internazionale

La denuncia avviene appena dopo quanto statuito dalla Corte di Strasburgo che impone all’Italia il rispetto della Convenzione Europea dei diritti inviolabili dell’uomo

16 Ottobre 2020236

AgenPress. L’Avvocato Luca Di Carlo, estremo difensore dei diritti umani, denuncia le responsabilità personali degli amministratori del legislativo, dell’esecutivo e del giudiziario dello Stato Italiano alla Corte penale internazionale per il crimine di democidio. Al legale si sono uniti anche illustri giuristi, avvocati, ed ex magistrati.

Nella denuncia dell’Avvocato si legge: “La libertà del Governo reprime la libertà del popolo sovrano Italiano accentrando tutti i poteri e disponendo delle forze pubbliche”. “E’ un governo non eletto dal popolo sovrano che accentra il potere e sancisce la fine della democrazia “Finché l’umanità sarà sempre più divisa ci saranno padroni sempre più uniti. Lo stato di diritto si fonda sulla legalità-legittimità costituzionale da parte di chi rappresenta le istituzioni in modo da garantire il rispetto della legalità. La separazione dei poteri legislativo, esecutivo e giudiziario è uno dei principi giuridici fondamentali dello Stato di diritto e della democrazia liberale ed oggi hanno perso l’originaria funzione”.

“Oggi assistiamo – continua il legale – alla riduzione dell’indipendenza e dell’unità dello Stato con la conseguente mutazione della Costituzione formale e della forma di Governo. La giurisdizione sovranazionale della Corte Penale deve farsi garante dei diritti nel territorio italiano. Ormai appare che lo stato di polizia ha trasformato le forze dell’ordine in forze di repressione.

Nella denuncia si trascrive anche l’estratto del resoconto della commissione delle Nazioni Unite sulla Sicurezza degli esseri umani statuisce che la: “Sicurezza significa proteggere le libertà fondamentali. Significa proteggere le persone dalle più diffuse minacce e situazioni critiche e pervasive, facendo leva sui loro punti di forza e le loro aspirazioni. Significa anche che la creazione di sistemi che siano in grado di dare alla gente la base su cui edificare la propria sopravvivenza, la dignità e la vita”.
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Porta a porta, Vespa può far crollare tutto: «Ho un sospetto sui nuovi casi»

Messaggioda sandropascucci » 17 ott 2020, 12:34

> Porta a porta, Vespa può far crollare tutto: «Ho un sospetto sui nuovi casi»

Redazione Oltre Tv 16 Ottobre 2020

Nella puntata di Porta a Porta di ieri sera Bruno Vespa ha lanciato un sospetto sul conteggio dei nuovi casi positivi ma il sottosegretario Zampa ha cambiato discorso senza rispondere.

Ieri sera, nella trasmissione condotta da Bruno Vespa, erano ospiti l’immunologo Alberto Mantovani, il ministro Beatrice Lorenzin, Simona Ventura e il sottosegretario alla Salute Sandra Zampa (Pd).

Ovviamente l’argomento più discusso della serata di Porta a Porta è stato l’emergenza sanitaria, sotto vari aspetti.

Mentre stavano parlando dei nuovi casi, Bruno Vespa è intervenuto con una domanda molto interessante riguardante i tamponi multipli sulle stesse persone.

«A proposito del numero dei tamponi, ci dicono sempre “nuovi casi”. Però noi sappiamo che quando vanno a fare il tampone, e sono tanti che vanno a fare anche il secondo e il terzo, danno loro di nuovo il modulo come la prima volta. Ho il sospetto che quello sia considerato ogni volta un nuovo caso».

Il dubbio del padrone di casa di Porta a Porta effettivamente è legittimo. Per Bruno Vespa sarebbe più corretto diversificare la modulistica per non inserire nella statistica i risultati di tamponi multipli della stessa persona.

Nonostante il quesito di Vespa fosse molto chiaro, il sottosegretario alla Salute Sandra Zampa ha dato una risposta totalmente fuorviante, senza rispondere minimamente nel merito.

«Non ci sarà più come le ho detto perché il tampone d’ora in avanti è uno». Una risposta un po’ vaga perché non è chiaro a cosa si riferisse. Cosa non ci sarà più?

Infatti Vespa ha riproposto il quesito incalzando il sottosegretario: «Però certe volte ho due tamponi positivi e devi aspettare di avere quello negativo».

Porta a Porta: la non risposta del sottosegretario a Bruno Vespa
Il quesito è semplice: se una stessa persona ha più tamponi positivi, tutti i tamponi positivi sono conteggiati nelle statistiche come nuovi casi?

Il sottosegretario non ha risposto e ha continuato a descrivere le nuove procedure che hanno snellito l’iter per i contagiati e i contatti. Poi ha parlato del problema legato alla burocrazia e alla privacy. Ma la risposta alla domanda di Vespa?

Dato il modo in cui è stata evasa la questione, è lecito pensare che Vespa abbia ragione e che quindi ci troviamo di fronte all’ennesima assurdità. O a una vera e propria truffa.

In pratica, se Vespa avesse colto il segno, quando una persona risulta positiva, viene contata, giustamente, come un nuovo positivo.

Essendo positiva, a quella stessa persona sarà rifatto un tampone per constatare che sia guarita. Se il secondo tampone risultasse nuovamente positivo, la stessa persona verrebbe nuovamente contata come un altro nuovo positivo.

A personaggi come Ibrahimovic hanno fatto un tampone al giorno. Considerando che è risultato positivo il 24 settembre ed è “guarito” il 9 ottobre, avrà avuto una dozzina di tamponi positivi.

Se Vespa avesse ragione, una singola persona, almeno in questo caso, sarebbe stata calcolata come dodici nuovi positivi!

Speriamo che il sottosegretario o chi per lei smentisca quanto prima ciò che ieri Vespa ha lasciato intendere perché si tratterebbe di un vero e proprio imbroglio delle istituzioni.


ovviamente non ho la minima fiducia in vespa.. ma va segnalata.
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Coronavirus, Tamponi: la domanda di Vespa imbarazza il Ministero

Messaggioda sandropascucci » 17 ott 2020, 12:44

> Coronavirus, Tamponi: la domanda di Vespa imbarazza il Ministero
Da Giovanni Bernardi -17/10/2020

Un passaggio della trasmissione Porta a Porta sta facendo molto discutere, e getta un’ombra sulla gestione del Coronavirus e sul conteggio dei tamponi.

Il giornalista Bruno Vespa, storico conduttore della trasmissione Rai Porta a Porta – photo web source
In questo spezzone di puntata, il conduttore e giornalista Bruno Vespa rivolge una domanda al Sottosegretario di Stato al Ministero della Salute Sandra Zampa. Ma non riceve alcuna risposta, il che fa molto insospettire i telespettatori e quando hanno seguito la trasmissione in streaming.

La domanda di Vespa non ha avuto risposta dal sottosegretario
Vespa, in maniera più che legittima, chiede al sottosegretario spiegazioni sul conteggio dei nuovi casi positivi. In quel momento erano presenti in studio numerose personalità del mondo politico e accademico. Tra questi, l’immunologo Alberto Mantovani, il ministro Beatrice Lorenzin, Simona Ventura, e infine il sottosegretario Zampa, del Partito Democratico.

Il tema della trasmissione era la pandemia e la gestione dell’emergenza sanitaria da parte delle istituzioni italiane. La domanda riguarda i tamponi multipli sulle stesse persone. Ci si chiede: visto che per accertare la positività o la negatività di un individuo l’Asl deve effettuare diversi tamponi, come si fa a distinguere il numero delle persone a cui vengono effettuati i test con il numero invece dei test, che è l’unico che confluisce nei dati?

La trasmissione Porta a Porta in cui la domanda di Vespa è rimasta inevasa – photo web source
Vespa: “ho il sospetto che i tamponi vengano considerati più volte…”

“A proposito del numero dei tamponi, ci dicono sempre nuovi casi”, dice Vespa. “Però noi sappiamo che quando vanno a fare il tampone, e sono tanti che vanno a fare anche il secondo e il terzo, danno loro di nuovo il modulo come la prima volta. Ho il sospetto che quello sia considerato ogni volta un nuovo caso”.

La domanda, effettivamente centrata, sembra però cadere nel vuoto. Il sottosegretario alla Salute dà l’impressione di non avere risposta. Effettivamente, bisognerebbe giustamente, al fine del conteggio dei test e dei positivi, diversificare i moduli che vengono sottoposti a chi effettua il tampone. E fare inserire dati utili per avere un conteggio realistico e non ripetere più volte lo stesso caso.

Ogni positivo viene sottoposto a più tamponi. Come sono contati?
Se nella statistica infatti vengono inseriti i risultati di tamponi multipli della stessa persona, il conteggio è tutto sbagliato e irreale. Ma la risposta della deputata del Pd è del tutto sviante. “Non ci sarà più come le ho detto perché il tampone d’ora in avanti è uno”, risponde. Se in futuro non ci sarà più, significa che fino ad oggi è stato così?

La sottosegretaria alla salute del Pd Sandra Zampa – photo web source
“Però certe volte ho due tamponi positivi e devi aspettare di avere quello negativo”, incalza Vespa. La questione è: due tamponi positivi alla stessa persona, sono conteggiati come due nuovi casi di positivi? Il dubbio di chi guardava la trasmissione è che effettivamente vadano così le cose. E dimostrano o scarsa competenza e capacità di analisi dei dati da parte delle istituzioni pubbliche. Oppure malafede, con dati gonfiati ad arte per interessi di qualcuno, ma di certo non in onore alla verità di quanto sta accadendo.

Se fosse così, il numero dei positivi diminuirebbe drasticamente

Alle persone positive, infatti, necessariamente viene rifatto il test per vedere se è guarito. E se risulta di nuovo positivo, viene fatto più volte finché non guarisce. Personaggi famosi ripetono il test in continuazione. Il calciatore Ibrahimovic ha spiegato che dal 24 settembre al 9 ottobre ha fatto un tampone al giorno. Ovvero sedici volte. Il suo caso è rientrato nel conteggio dei nuovi positivi come un nuovo caso, o come dodici nuovi casi?

A quel punto significherebbe che bisognerebbe dividere il totale dei nuovi positivi per altrettante volte. E il numero risulterebbe di molto inferiore.

Giovanni Bernardi
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La “mussolinizzazione” della Presidenza del Consiglio: risparmiateci un climax di Dpcm dal balcone di Piazza Venezia

Messaggioda sandropascucci » 19 ott 2020, 11:20

> La “mussolinizzazione” della Presidenza del Consiglio: risparmiateci un climax di Dpcm dal balcone di Piazza Venezia

Avatar di Marco Faraci, in Politica, Quotidiano, del 19 Ott 2020, 03:50

Ci siamo di nuovo. Arriva il Dpcm e torna in tv il nostro premier Giuseppe Conte.

Sono state emanate le nuove misure per far fronte a questa nuova fase della pandemia. Ebbene se queste sono le misure, facciamocele andare bene. Non solo noi cittadini, ma anche voi signori del Governo. Fatevele andare bene.

Perché se le avete emanate, lo avrete sicuramente fatto a ragione veduta, sulla base non solo dei dati attuali, ma di tutto ciò che dalle tendenze attuali si può estrapolare per il futuro.

Non dobbiamo insegnarvi certo, signori del Governo, che gli effetti di questi provvedimenti non si vedranno per un paio di settimane e che in questo periodo i casi rilevati continueranno ad aumentare secondo la stessa curva.

Inoltre, per quanto severe e penalizzanti per molte attività economiche, queste misure non rappresentano un lockdown, come lo abbiamo conosciuto in primavera. Non dobbiamo certo spiegarvi noi, signori del Governo, che quindi la diffusione del virus continuerà a crescere anche dopo.

Tutto questo lo sapete e ne avete senza dubbio tenuto conto. Siamo tutti d’accordo, quindi – noi cittadini e voi Signori del governo – che quanto è stato predisposto rappresenta un equilibrio sostenibile in futuro e che non ci saranno necessità di ulteriori giri di vite.

Perché se fosse necessario un regime più duro è chiaro che ce lo avreste detto oggi. Non avrebbe alcun senso che aspettaste che i casi divenissero cinque o dieci volte quelli attuali per applicare misure di contenimento che sarebbero più efficaci se introdotte subito.

Va da sé, signor presidente del Consiglio e signori del Governo, che ci rivediamo a maggio, quando torna la bella stagione, e che di qui ad allora non ci aspettiamo altri Dpcm che riducano ulteriormente la libertà personale e la libertà economica. Nei prossimi mesi ci aspettiamo solamente, nel caso, misure di efficientamento sanitario.

Abbiamo capito bene, vero?
Non è che tra poco esce un altro Dpcm? Non è che ci ritroviamo nuovamente in un “film” in cui l’intero Paese attende costantemente il capo del Governo affacciarsi da Piazza Venezia, per dirci, ogni pochi giorni, a chi dobbiamo stavolta “spezzare le reni”? Se ai ristoratori, se ai baristi, se ai parrucchieri, se agli insegnanti di fitness, se ai professionisti dello spettacolo, se ai piccoli commercianti, se alle famiglie che celebrano i compleanni, se ai “runner”.

Perché è questa “mussolinizzazione” della presidenza del Consiglio che è la vera “distopia”. E’ di questa rituale celebrazione del “comando” che dobbiamo avere paura – di questa valenza profetica e salvifica del Governo, di questa ebbrezza data dal potere conferito a pochi uomini di decidere sulla vita e sul lavoro di tutti, di distruggere oppure di risparmiare “generosamente”.

Ci rivediamo a maggio, vero, Signori del governo?
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Guerra (Oms): Con lockdown rivolte armate

Messaggioda sandropascucci » 23 ott 2020, 19:45

> Guerra (Oms): Con lockdown rivolte armate
Pubblicato il: 23/10/2020 08:52

“È un palliativo per non chiudere tutto. Servono anche per limitare l'utilizzo di alcol e altre sostanze che rilassano i freni inibitori esponendo a rischi i giovani”. Lo dice, intervistato da, Il Fatto Quotidiano, il professor Ranieri Guerra, rappresentante dell'Organizzazione mondiale della sanità nel Comitato tecnico scientifico a supporto del governo a proposito dell’efficacia dei cosiddetti coprifuoco. E alla domanda: ritiene che un lockdown, generalizzato non sia più una strada percorribile? Il professore risponde: “Dobbiamo evitarlo perché provocherebbe rivolte armate. Le persone sono state sfinite dai tre mesi di lockdown. Purtroppo poi in estate hanno abbassato troppo la guardia incoraggiate anche da colleghi che non capisco bene che lavoro facciano. Adesso bisogna, però, fare anche una valutazione sullo stato di salute mentale di tutti e dei nostri figli”.
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