COVID19 - Quando cercano di tornare indietro dopo mesi di fuffa

COLPO DI STATO IN ITALIA: GOVERNISSIMO DI INCAPACI ESCLUDE IL PARLAMENTO DEMOCRATICO AUTOCONFERENDOSI PIENI POTERI PER LA COSIDETTA EMERGENZA COVID-19 FINO AL 2021* http://covid.primit.it
*[vedremo solo a fine luglio se, e quanto, l'intervento del presidente Mattarella (del 21mag2020) risulterà essere stato veramente bloccante o un edulcorato rimando]
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COVID19 - Quando cercano di tornare indietro dopo mesi di fuffa

Messaggioda sandropascucci » 19 mag 2020, 8:52

"HANNO RASCHIATO FONDO DEL BARILE: A OTTOBRE CI SARÀ LA RESA DEI CONTI PER IL GOVERNO" ► Antonellis

Codice: Seleziona tutto

da https://www.youtube.com/watch?v=GIWOX4T-Ouc




> Sandro Pascucci
sei in una torre d'avorio con 14 odalische ed ettolitri di champagne e piste innevate (ma non di neve naturale) per dire che in Italia non c'è stato (e ancora c'è) uno STATO DI POLIZIA. e il peggio arriverà con i controlli a tappeto negli esercizi commerciali che stanno tentando di tornare in attività.


> Sandro Pascucci
"si sarebbero beccati la multa..". già c'è, quindi, chi cerca di sminuire il lavaggio di cervello e le misure di terrorismo a cui la popolazione (pecora, per carità, lo sappiamo bene ormai) è stata, ed è, sottoposta dal sempre complice mainstream. Post it per questi signori che, ancora in pieno regime di costrizione, negano e/o sminuiscono ciò che è la totale repressione applicata dal governosauro in carica (decché?)
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Guardie civiche, Lamorgese e Guerini sconfessano il piano: “Si rischiano abusi"

Messaggioda sandropascucci » 26 mag 2020, 7:47

> Guardie civiche, Lamorgese e Guerini sconfessano il piano: “Si rischiano abusi"
25 MAGGIO 2020

Il ministro dell’Interno all’attacco: chi vaglierà la fedina penale di questi assistenti? Il premier: non conoscevo i dettagli
DI TOMMASO CIRIACO

ROMA — Domenica, sul tardi. Luciana Lamorgese scopre dal tg della sera che sta per nascere l’esercito di sessantamila «assistenti civici». È sconcertata. Non ne sa nulla. Prende il telefono, invia un sms a Giuseppe Conte. «Presidente — scrive — ho appreso di questa iniziativa dalla tv. Ho il dovere di segnalarti molte criticità che non vanno sottovalutate». Il premier capisce subito che sta per esplodere una bomba nel cuore del governo..

2020covid-lamorgese-vigilantes.JPG


Ma possiamo fidarci di un governo che si perde pezzi per strada, che non sa cosa si stia facendo sul territorio, che si "informa" dalla TV?
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Assistenti civici, sì di palazzo Chigi: saranno volontari non retribuiti, non incaricati di pubblico servizio

Messaggioda sandropascucci » 26 mag 2020, 7:52

> da: https://www.corriere.it/politica/20_mag ... a61e.shtml

Assistenti civici, sì di palazzo Chigi: saranno volontari non retribuiti, non incaricati di pubblico servizio
L’irritazione della ministra Lamorgese: «Mai consultati, non potranno gravare su prefetti e questori»

di Fiorenza Sarzanini

Assistenti civici, sì di palazzo Chigi: saranno volontari non retribuiti, non incaricati di pubblico servizio

Chi recluta gli assistenti civici? E quali sono le regole di ingaggio? Ruota intorno a questi due interrogativi l’irritazione della ministra Luciana Lamorgese per l’annuncio del ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia sul reclutamento di 60mila assistenti civici per effettuare i controlli sulla movida. Dal Viminale filtra la nota per specificare che «le decisioni sono state assunte, senza preventiva consultazione del ministero dell’Interno» e soprattutto per chiarire che «la loro istituzione non dovrà comportare compiti aggiuntivi per le prefetture e per le forze di polizia già quotidianamente impegnate nei controlli sul territorio». Ma in serata arriva il via libera da palazzo Chigi: l’iniziativa va avanti e a breve saranno messi a punto i dettagli-

«Volontari, non retribuiti»
Una nota di palazzo Chigi, scaturita da un vertice a cui hanno partecipato i ministri interessati a partire da Boccia e Lamorgese, chiarisce che l’arruolamento degli assistenti civici «mira, per il tramite della Protezione civile, a soddisfare la richiesta di Anci di potersi avvalere, per tutta la durata dell’emergenza sanitaria, di soggetti chiamati ad espletare, gratuitamente, prestazioni di volontariato». I volontari, inoltre non avranno la veste di «incaricati di pubblico servizio» e dunque non avranno compiti assimilabili in alcun modo a quelli di un corpo di polizia.

I dubbi sulla scelta e le verifiche
Al Viminale si era ragionato su due aspetti in particolare . Il primo riguarda la scelta di queste persone che dovrebbero andare tra la gente in strada e nelle zone della movida per evitare gli assembramenti. Nell’annuncio fatto da Boccia l’idea era quella di “invitare” le persone a rispettare le norme di distanziamento e indossare la mascherina e soltanto se questo non accade chiamare le forze dell’ordine. Adesso - spiegano al ministero dell’Interno - bisognerà però scoprire chi si occuperà di verificare che non abbiano precedenti penali o siano sottoposti a misure di prevenzione. Dunque che siano idonei a svolgere un compito così delicato.

Compiti, addestramento, ruoli: i nodi problematici
Il secondo aspetto riguardava le “regole di ingaggio”. Per effettuare controlli in strada bisogna infatti essere incaricati di pubblico servizio. Ed è proprio questo il problema più delicato posto dalla ministra Lamorgese: che cosa devono fare questi assistenti? Chi li addestrerà? Che ruolo possono avere se dovessero trovarsi in una situazione delicata o addirittura in una rissa, oppure aggrediti da un cittadino? La nota di palazzo Chigi sembra aver ora superato questo punto anche se i compiti degli assistenti saranno a questo punto molto «minimali» .

25 maggio 2020 (modifica il 25 maggio 2020 | 21:27)
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ORA CHE SPARLANO DI COSTITUZIONE CAPIAMO IL PERCHE' DELLE MASCHERINE

Messaggioda sandropascucci » 28 mag 2020, 10:12

ORA CHE SPARLANO DI COSTITUZIONE CAPIAMO IL PERCHE' DELLA MASCHERINA
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Re: COVID19 - Quando cercano di tornare indietro

Messaggioda sandropascucci » 29 mag 2020, 13:49

da: https://www.repubblica.it/salute/medici ... P3-S4.4-T1

> I guanti anti-Covid sono utili? L’infettivologo: “Meglio un gel igienizzante”
Li usiamo da mesi, li sopportiamo sempre meno e spesso finiamo per maneggiarli maldestramente. Ma servono?

di IRMA D'ARIA
29 maggio 2020

MAI uscire senza mascherina. I guanti - invece - sono necessari? Con la ripresa della vita normale e le temperature in aumento, girare in città con naso e bocca chiusi è già difficile ma i guanti rischiano di essere ancora più fastidiosi. Anche perché servono davvero o sono un'inutile (quando non dannosa) tortura per le nostre mani?

Il rischio della contaminazione crociata
Proprio come le mani, anche i guanti si sporcano e ci danno l'illusione di essere più protetti ma non è detto che sia così. Molto dipende dal modo in cui li utilizziamo. Come ha spiegato molto bene in un video una ex infermiera del pronto soccorso di Saginaw, nel Michigan, dopo aver notato che molte persone al supermercato indossavano i guanti, come precauzione per evitare il contagio da coronavirus. In un video ha deciso di dimostrare quanto sia facile e veloce diffondere germi. "Stavo dipingendo in giro per casa ed ho pensato che la vernice sarebbe stata un mezzo perfetto da usare per spiegare come avviene la contaminazione incrociata", ha detto la ex infermiera.

Nel suo video, simula di andare al supermercato e immerge le dita in un piatto di vernice per rappresentare il virus sulle sue mani a causa del contatto con alcuni oggetti contaminati. Il risultato finale dimostra quanto velocemente si possa diffondere il virus anche se si indossano dei guanti. "In effetti, l'unico presidio di sicurezza veramente indispensabile è la mascherina chirurgica", chiarisce Claudio Mastroianni, vice-presidente della Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (Simit) e ordinario di malattie infettive alla Sapienza di Roma. "I guanti non sono indispensabili, ma servono solo in determinate situazioni e quando ci si trova in luoghi chiusi e molto affollati".

Al ristorante
Facciamo degli esempi pratici: al ristorante i guanti vanno indossati? Molte persone si rifiutano di pensare che per poter mangiare fuori sia meglio mettere i guanti, ma per il personale - che è obbligato a indossarli insieme alla mascherina - può essere diverso: "I camerieri che devono pulire i tavoli hanno l'obbligo di mettere i guanti ma dovrebbero cambiarli se poi devono servire delle pietanze", spiega Mastroianni che aggiunge: "I guanti andrebbero sempre messi se ci sono delle lesioni sulla cute come, per esempio, un eczema".

Sui mezzi pubblici
In metropolitana o sugli autobus? "In questi casi - prosegue l'infettivologo - può essere utile indossare i guanti perché le persone che hanno toccato maniglie o sedili sono tante e non possiamo sapere se tutte hanno rispettato la regola dell'igienizzazione delle mani".

Al supermercato
Stesso discorso quando si va al supermercato tanto più che li consegnano all'ingresso come regola per poter fare la spesa: "In realtà anche prima del coronavirus i guanti andavano indossati per poter prendere frutta e verdura ma in pochi rispettavano la regola", fa notare Mastroianni. "Ora l'attenzione è maggiore e i guanti vanno tenuti sempre anche per evitare di toccare il carrello su cui in tanti hanno appoggiato le mani prima di noi".

E in palestra?
Essendo un luogo di comunità, potrebbe aver senso indossarli. "Le persone che si allenano sudano e respirano più affannosamente e quindi goccioline di sudore o droplets potrebbero finire sugli attrezzi. Da questo punto di vista, sarebbe utile indossarli ma certo allenarsi con i guanti di lattice non è molto invogliante: meglio lavarsi bene le mani e igienizzarle con un disinfettante".

Più importante lavare le mani
Insomma, che concludiamo? "I guanti non sono un dispositivo determinante come mezzo per evitare il contagio. In altre parole, si può anche dimenticare perché si può uscire senza mentre la mascherina non può mancare", conclude Mastroianni che chiarisce: "Comunque, dopo aver tolto i guanti bisogna lavarsi lo stesso le mani. Quindi, l'ideale è portarsi dietro il gel igienizzante da usare frequentemente dopo aver toccato oggetti diversi". Ma i guanti si possono riutilizzare magari disinfettandoli come si fa con le mascherine? "Pulire i guanti è molto più difficile", spiega l'infettivologo. "Ecco perché non vanno riutilizzati ma eliminati cercando di farne un uso intelligente per evitare di avere problemi di smaltimento. Per esempio, mettere i guanti di lattice per andare a fare la spesa è uno spreco inutile".

L'appello dei medici in Lombardia
Sull'uso dei guanti si è espresso anche il Gruppo "Medici, Odontoiatri, Operatori Sanitari e Socio Sanitari (M.O.O.S.S) uniti contro il Covid-19" che ha chiesto alla giunta della Regione Lombardia di rivedere la norma che obbliga i cittadini a indossare i guanti sui mezzi pubblici. "I guanti non proteggono dal Covid-19 ma offrono una falsa idea di sicurezza, pertanto se usati non correttamente rischiano di trasformarsi in un veicolo del virus anziché in una barriera. Per non parlare dell'impatto che avrebbero sull'ambiente e sulla sanità pubblica e privata: un uso massivo ed improprio dei guanti di lattice o di gomma tra la popolazione potrebbe infatti causare problemi di approvvigionamento di questi dispositivi di protezione individuale agli operatori sanitari: gli unici che ne hanno davvero bisogno per espletare in sicurezza la propria missione".
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Il dietrofront di Azzolina: "Niente gabbie di plexiglass in classe"

Messaggioda sandropascucci » 8 giu 2020, 20:59

> Il dietrofront di Azzolina: "Niente gabbie di plexiglass in classe"

La ministra della scuola: "Mai parlato di ragazzi chiusi in cabine di sicurezza. Vogliamo tornare alla normalità e lo faremo trovando il giusto bilanciamento tra due diritti sacrosanti, quello all'istruzione e quello alla salute"

08 giugno 2020

Retromarcia, dietrofront. Niente scatole di plexiglass attorno ai banchi degli alunni alla riapertura delle scuole a settembre, assicura la ministra Azzolina dopo giorni in cui se ne dibatte, in cui appaiono foto, disegni, ipotesi. Dopo che nelle interviste aveva parlato di qualcosa di molto, molto simile: "A seconda dello stato del virus, per dare sicurezza agli studenti si potranno prevedere "pannelli in plexiglass nelle aule a compartimentare i banchi" .

Parole che avevano provocato proteste, contestazioni, anche tra gli stessi assessori di diversi comuni italiani, da Milano al sindaco di Bologna.

Ora la nuova visione, molto diversa. "Nessuno del Comitato tecnico-scientifico, e tanto meno qui al Ministero - dice la ministra Lucia Azzolina - ha mai immaginato di chiudere gli studenti dentro cabine di sicurezza. Ho visto immagini surreali di ragazzi chiusi dentro a strutture simili a gabbie.Questa è disinformazione. Nessuno ha mai pensato a cose del genere. Semmai sono due anni che parlo del problema delle classi pollaio. E oggi finalmente tutti si accorgono del numero di alunni nelle classi delle scuole italiane. Siamo al lavoro, giorno e notte, per riportare gli studenti a scuola con le giuste misure di sicurezza. Senza eccessi, senza forzature. Vogliamo tornare alla normalità e lo faremo trovando il giusto bilanciamento tra due diritti sacrosanti, quello all'istruzione e quello alla salute".

estratto da Repubblica.it
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Oms, molto raro che un asintomatico trasmetta il virus

Messaggioda sandropascucci » 9 giu 2020, 12:14

> Oms, molto raro che un asintomatico trasmetta il virus

Secondo, Maria Van Kerkhove, direttore del team tecnico dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms): "Dai dati che abbiamo, sembra ancora raro che una persona asintomatica contagi un altro individuo". "Abbiamo diversi rapporti di Paesi che stanno monitorando contatti molto dettagliati. Seguono casi asintomatici, i contatti continuano e finora non si trova alcuna trasmissione secondaria. E' molto raro, e in gran parte non è pubblicato nella bibliografia", ha aggiunto. "Siamo costantemente alla ricerca di questi dati e stiamo cercando di ottenere maggiori informazioni dai Paesi per rispondere davvero a questa domanda", ha confermato.


da: https://www.repubblica.it/esteri/2020/0 ... P5-S1.4-T1
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Coronavirus, Oms: per uscire dall’isolamento non serve più il doppio tampone negativo. Speranza: “Approfondire nuove lin

Messaggioda sandropascucci » 22 giu 2020, 16:45

> Coronavirus, Oms: per uscire dall’isolamento non serve più il doppio tampone negativo.

Speranza: “Approfondire nuove linee guida”

I criteri, aggiornati al 27 maggio, prevedono per gli asintomatici dieci giorni in isolamento e per i sintomatici un periodo della stessa durata minima al quale si aggiungono altri tre giorni senza febbre o difficoltà respiratorie. Il ministro della Salute al Comitato tecnico scientifico: "Potrebbero incidere sulle disposizioni in vigore in Italia"

di F. Q. | 21 GIUGNO 2020

Cambiano le linee guida dell’Oms: per uscire dall’autoisolamento, qualora si fosse risultati positivi e al di là della gravità dell’infezione, non serve più un doppio tampone negativo a distanza di almeno 24 ore, oltre alla guarigione clinica. Bastano soltanto 3 giorni senza sintomi. Chi è sintomatico deve quindi rimanere a casa per almeno 10 giorni dal test positivo ai quali si aggiungono tre giorni senza sintomi febbrili o respiratori, mentre gli asintomatici basta che rimangano isolati per dieci giorni. La quarantena, dunque, dipende dalla durata dei sintomi. Se una persona ha sintomi per 14 giorni, spiega il Corriere della Sera, resterà in casa per 14 giorni + 3, se invece ha sintomi per 30 giorni allora potrà uscire di casa dopo 30 giorni + 3.

nota mia: ESATTAMENTE COME QUALSIASI ALTRA INFLUENZA! Stai male? Mettiti a letto. Finito di star male fatti 3 giorni di CONVALESCENZA.

“I criteri aggiornati – specifica l’Oms – riflettono i recenti risultati secondo cui i pazienti i cui sintomi si sono risolti possono ancora risultare positivi per il virus SarsCoV2 mediante tampone RT-PCR per molte settimane. Nonostante questo risultato positivo del test, è improbabile che siano infettivi e pertanto che siano in grado di trasmettere il virus a un’altra persona”. Il ministro della Salute, Roberto Speranza, in una lettera al Comitato Tecnico Scientifico (Cts) chiede di approfondire le nuove linee guida perché potrebbero incidere sulle disposizioni in vigore in Italia, “fermo restando – aggiunge – il principio di massima precauzione che ci ha guidato finora”.

Il cambiamento dei criteri dell’Organizzazione mondiale della Sanità – aggiornati al 27 maggio – sollevano perplessità circa i casi di persone che, ad esempio, dopo due tamponi negativi ne registrano uno positivo o di persone che a uno o due mesi dall’inizio dell’infezione non si sono ancora negativizzate. “Questi esami li stiamo inviando a laboratori specializzati per capire se si tratta di un residuo di Rna non vitale”, spiega al Corriere l’epidemiologo Pier Luigi Lopalco.

Marcello Tirani, epidemiologo della direzione Welfare della Regione Lombardia aggiunge inoltre che i dati di questi giorni “certificano che di media un tampone su due oggi risulta debolmente positivo“, cioè con bassa carica virale. “Restiamo prudenti per non trasmettere messaggi che potrebbero suonare come un liberi tutti ed essere fraintesi – ha spiegato al Corriere -. Non possiamo dire con certezza che non lo siano in termini assoluti, ma in gran parte sì”, ha detto spiegando se è d’accordo con chi considera queste persone non più contagiose. “Resta un problema di fondo: difficile fare un confronto scientifico tra i casi dell’inizio e di oggi – prosegue -. Se a marzo si facevano 100 tamponi al quinto giorno della persona malata, adesso in molti casi se ne fanno altrettanti al 40esimo giorno: la carica virale è scesa di parecchio”. Inoltre “il tampone cerca pezzettini di Rna del virus. Ora spesso trova un virus morto. Questo lo sappiamo per test che abbiamo fatto a Pavia, seminandolo su terreno di cultura per vedere se cresce. La gran parte di questi non cresce. Quello che il tampone rileva in molti casi è materiale abortivo del virus”.
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