COVID19 - Quando c'è da preoccuparsi per il mondo che prospettano, l'orrore che ci aspetta #covid-horror-fest.primit.it

COLPO DI STATO IN ITALIA: GOVERNISSIMO DI INCAPACI ESCLUDE IL PARLAMENTO DEMOCRATICO AUTOCONFERENDOSI PIENI POTERI PER LA COSIDETTA EMERGENZA COVID-19 FINO AL 2021* http://covid.primit.it
*[vedremo solo a fine luglio se, e quanto, l'intervento del presidente Mattarella (del 21mag2020) risulterà essere stato veramente bloccante o un edulcorato rimando]
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Il giornale diretto da una intelligenza artificiale funziona

Messaggioda sandropascucci » 20 ott 2020, 17:19

> 20 ottobre 2020
Il giornale diretto da una intelligenza artificiale funziona

Ci sono molti modi per reagire alla crisi dei giornali, che è iniziata molto prima della pandemia. Ci sono molti modi per farlo ma solo uno funziona. Per capirlo in questo periodo dell'anno è utile andare a vedere come è andato a finire l'Online Journalism Award, che da venti anni è un po' l'Oscar del giornalismo digitale. Se cercate buone pratiche e idee originali, motivi per credere che la carta prima o poi finirà ma il giornalismo quello no, questo premio è un buon posto da dove partire (edit: Repubblica è l'unica testata italiana ad averlo vinto nel 2017, battendo in finale anche il New York Times con questo lavoro multimediale su Francesco Totti realizzato dal Visual Lab).

Quest'anno il premiato più interessante è nella categoria "innovazione tecnologica al servizio del giornalismo". Ha vinto il progetto realizzato da un giornale canadese con quasi due secoli di storia, The Globe and Mail, il cui sito internet da qualche tempo è diretto da una intelligenza artificiale e i lettori non se ne sono mai lamentati, giurano, anzi, non se ne sarebbero nemmeno accorti. Diciamolo meglio: la disposizione del 99 per cento dei contenuti del Globe and Mail è decisa da Sophi, un motore di intelligenza artificiale che la aggiorna in base a quello che i lettori stanno facendo in tempo reale. Può sembrare la fine del giornalismo e la vittoria dei computer, ma può sembrarlo solo ad una lettura molto superficiale.

Sophi infatti non scrive nulla, fa semplicemente - e molto bene - content management, gestione dei contenuti; è stata allenata per alcuni anni proprio dai giornalisti del Globe and Mail a capire quali argomenti sono rilevanti, quali temi non sono adatti alla prima pagina (l'homepage), quando un articolo non recente merita di essere ripescato, e persino quale mix debba esserci nelle foto di ogni schermata in modo da riflettere le diverse etnie del Canada usando un software di riconoscimento facciale. I giornalisti non hanno contribuito a realizzare questo sistema per essere licenziati ma al contrario, per fare un prodotto migliore e al tempo stesso per avere più tempo per fare inchieste o interviste o analisi di qualità. Ovviamente anche al Globe and Mail c'è un vero direttore, che si riserva di scegliere soltanto il post principale: si chiama David Walmsley e ritiene che il compito dei giornalisti sia scovare e scrivere grandi storie, il resto lo possono fare gli algoritmi.

Questa innovazione non arriva per caso. Nel 2015, quando la crisi mordeva, l'editore invece di tagliare o spingere per presunti contenuti virali, ha creato un innovation lab, il Lab351, con il compito di sostenere le migliori innovazioni proposte dai giornalisti stessi; per farlo, oltre ai soldi per ogni progetto, ha assunto ingegneri informatici e analisti di dati. "Devi spendere soldi se vuoi fare dei soldi" è una della frasi che ripetono al Globe and Mail quando raccontano la loro storia di successo. Ma devi spenderli bene. La tecnologia anche nel giornalismo non è un nemico, non è una alternativa agli umani. Usata bene la tecnologia deve ridarci il tempo per tornare ad essere umani.
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Lodi, gesto disperato del titolare di un bar. Aveva 54 anni

Messaggioda sandropascucci » 26 ott 2020, 19:43

> Lodi, gesto disperato del titolare di un bar. Aveva 54 anni
Il bar di corso Roma a Lodi
Lodi, 23 ottobre 2020 - Serranda del bar semi abbassata e titolare 54enne senza vita. Aveva aperto l’attività circa sei mesi fa. Dolore, ieri mattina, a Lodi. Intorno alle 10 è stato dato l’allarme per un commerciante di corso Roma, M.C., di Lodi, barista, trovato senza vita nel suo locale. Si tratterebbe di gesto disperato. Sul posto si sono precipitati gli operatori della Croce rossa locale e dell’automedica, più i vigili del fuoco e la polizia. Ma nulla hanno potuto è stato possibile. E lentamente si sono assiepati fuori i clienti del bar ormai affezionati e affranti.
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Terrorizzata dal Covid si uccide temendo di esser stata contagiata

Messaggioda sandropascucci » 26 ott 2020, 19:49

> Terrorizzata dal Covid si uccide temendo di esser stata contagiata

Insegnante di scuola materna di 45 anni, con un figlio piccolo, era in preda a choc da pandemia

PUBBLICATO IL
10 Settembre 2020

Coronavirus, boom di pazienti in terapia intensiva: i due motivi perché non è come la prima ondata

ROMA. Non ha superato lo choc da pandemia: una donna di 45 anni ieri mattina si è buttata giù dal balcone a Colli Portuensi. Insegnante di scuola materna, con un figlio piccolo, aveva il terrore di aver contratto il Covid-19. Il gesto disperato non pare riconducibile a una forma depressiva, la donna era convinta di essere contagiata e non era riuscita a calmarsi nemmeno con le rassicurazioni del medico e del marito.

Cosa si prova fisicamente quando si è infetti da coronavirus: dal contagio alla guarigione

Il panico, l’idea di non sapere come avrebbe potuto lavorare, l’ha condotta al gesto estremo. La signora, per la quale inizialmente si era ipotizzato un malore, si è lanciata dalla finestra della sua abitazione al quinto piano dopo una notte insonne, durante la quale il compagno ha cercato invano di calmarla. È accaduto alle sette del mattino, il corpo è stato scoperto da un passante che ha dato l’allarme. Quale atto dovuto, il pm ha aperto un fascicolo di istigazione al suicidio.
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Crisi post Covid, ristoratore suicida, il fratello: "L'incertezza lo aveva reso fragile"

Messaggioda sandropascucci » 26 ott 2020, 19:50

> Crisi post Covid, ristoratore suicida, il fratello: "L'incertezza lo aveva reso fragile"

La tragedia di Firenze che ripropone il tema del difficile periodo economico

di ROSSELLA CONTE

Firenze, 24 agosto 2020 - Aveva acquistato il ristorante nel quartiere di Santa Croce poco prima del lockdown. Poi l’emergenza Covid ha frantumato ogni sogno. Doveva pagare un muto consistente, sospeso nei mesi di chiusura, ma a cui doveva far fronte nonostante gli incassi quasi inesistenti. E ha scelto di togliersi la vita. Una tragedia che lascia Firenze sconvolta.

“La nostra è un'azienda sana, prima che scoppiasse l'emergenza sanitaria non avevamo nessuna difficoltà – racconta il fratello del ristoratore alle telecamere di Italia 7 -. Mio padre ha aperto il locale nel 1987 e non abbiamo mai avuto debiti né chiesto prestiti fino a quando non è arrivato il lockdown. Tanto che un mese e mezzo prima della chiusura è stato acquistato il fondo con un leasing d'azienda”.

Per il fratello, “il vero problema è stata l'incertezza del futuro: non sapevano come sarebbe andata. E in questo contesto siamo stati lasciati soli, mio fratello tra l'altro non era abituato a fare debiti, questo penso lo abbia reso più fragile. Noi abbiamo riaperto il ristorante, ci abbiamo provato ma più che altro per dare un servizio”.

In Santa Croce non si parla di altro: davanti al ristorante è stata lasciata una rosa bianca per ricordare l'imprenditore che si è tolto la vita.
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SUICIDIO NEL SALONE, PARRUCCHIERE SI IMPICCA A 50 ANNI. IL GIORNO PRIMA ERA AL MARE CON LA FAMIGLIA

Messaggioda sandropascucci » 26 ott 2020, 19:54

> SUICIDIO NEL SALONE, PARRUCCHIERE SI IMPICCA A 50 ANNI. IL GIORNO PRIMA ERA AL MARE CON LA FAMIGLIA

13 AGOSTO 2020

ERNESTO ACCIARINO
covid-19

Ancora un nuovo suicidio in Italia: questa volta si toglie la vita un parrucchiere del centro. Lo hanno trovato impiccato nel retro del salone: nessuno sospettava nulla.
SUICIDIO IN ITALIA – Una nuova tragedia sconvolge il belpaese: si impicca un parrucchiere in pieno centro. La vicenda accade a Padova, in via San Martino e Solferino.

Un parrucchiere di 50 anni, che lavorava al salone Beauty & Fashion, si è impiccato nel retro del locale.

Il suicidio è avvenuto nella giornata di ieri, intorno alle ore 11 di mattina: l’uomo si era recato al lavoro come ogni giorno, ha aperto lui il locale e ha deciso di farla finita.

A trovare il cadavere è stato un suo collega, ma il povero purtroppo era già deceduto e non c’è stato nulla da fare.

La polizia sta indagando sul caso per chiarire il movente di tale gesto. Ora il corpo è in obitorio.

FONTE: IL MESSAGGERO
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Re: COVID19 - Quando c'è da preoccuparsi per il mondo che prospettano, l'orrore che ci aspetta #covid-horror-fest.primit

Messaggioda sandropascucci » 26 ott 2020, 20:01

> Giovedì 22 Ottobre 2020
Tragedia in centro a Lodi, trovato il corpo senza vita di un uomo

Il rinvenimento all’interno di un magazzino in corso Roma

Tragico ritrovamento in Corso Roma nella mattinata di oggi. Poco dopo le 10 in centro città sono giunti a sirene spiegate Polizia di Stato, ambulanze e vigili del fuoco. Purtroppo però non c’era più niente da fare per l’uomo rinvenuto all’interno di un magazzino privo di vita. Sul posto sono ancora impegnate le forze dell’ordine.


> Trovato impiccato nel bar di Lodi: accusato Conte per la storia di Massimo, cosa si sa sul barista
di Redazione Bufale | Ottobre 26, 2020

Lodi
Trovato impiccato nel bar di Lodi: accusato Conte per la storia di Massimo, cosa si sa sul barista Bufale.net
Sta creando molte polemica la storia di Massimo, un uomo di 54 anni trovato impiccato in un bar di Lodi. Secondo alcune fonti, che non si sono limitate a riportare i fatti di cronaca al momento noti e che, al contempo, sono visibilmente schierate in termini politici, ci sarebbe il Premier Giuseppe Conte con le sue decisioni dietro il folle gesto. In un momento storico così delicato, come abbiamo avuto modo di ribadire stamane a proposito del possibile lockdown già stabilito a partire dal 2 novembre in Italia, sarebbe opportuno mantenere i toni più bassi.

Cosa sappiamo su Massimo, trovato impiccato in un bar di Lodi
Tutti sanno che dopo un suicidio parte il più delle volte un lungo e complesso percorso di indagini, al fine di comprendere le reali motivazioni che hanno portato al gesto estremo. Il caso dell’uomo impiccato di Lodi non sarà certo un’eccezione sotto questo punto di vista, ma dare per scontato che non ci siano le recenti chiusure dietro questa tragica decisione sarebbe un errore. Allo stesso tempo, scrivere che Massimo sia stato ucciso da Conte è ancora più condannabile. Vuol dire fare propaganda dietro un fatto di cronaca così triste. E purtroppo qualcuno è arrivato a tanto.

La notizia dell’uomo trovato impiccato in un bar di Lodi è stata riportata alcuni giorni fa da Il Giorno, che per primo ha reso pubblica la vicenda di Massimo. Il 54enne, infatti, aveva fatto questo investimento circa sei mesi fa secondo la fonte. Di sicuro le chiusure determinate dagli ultimi DPCM, dopo la seconda ondata di contagi Covid, ha dato un duro colpo a tutta la categoria. Indipendentemente dagli aiuti economici che dovrebbero arrivare nelle prossime settimane.

Tuttavia, dare per assodato che siano state la politiche di Conte e dell’attuale governo a portare al ritrovamento di Massimo, impiccato in un bar di Lodi, francamente è troppo. Solo le indagini delle Forze dell’Ordine ci diranno la verità, ma vi assicuriamo che ci vorrà del tempo prima che si possano maturare certezze.


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gli antibufalari avranno uno scontrino lungo km
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Scontri a Milano, lacrimogeni sparati contro i manifestanti, un poliziotto: “Ammazziamoli col fumo”

Messaggioda sandropascucci » 27 ott 2020, 13:10

> Scontri a Milano, lacrimogeni sparati contro i manifestanti, un poliziotto: “Ammazziamoli col fumo”

Tensione palpabile durante la violenta manifestazione di ieri notte a Milano contro le chiusure disposte dall’ultimo Dpcm sull’emergenza Coronavirus. Un poliziotto è rimasto ferito da un oggetto lanciato da uno dei manifestanti che hanno anche scagliato molotov, pietre e bottiglie, danneggiando dehors, un tram e diversi motorini durante il loro corteo non autorizzato. I manifestanti sono stati poi dispersi con lacrimogeni dalla polizia schierata in assetto antisommossa. Un dirigente della polizia di Stato, stando a quanto testimoniato da Fanpage.it, si è rivolto così ai suoi agenti: “Se si avvicinano un’altra volta, avanziamo tutti quanti, spariamo (lacrimogeni, ndr) e cerchiamo di ammazzarli col fumo”.

continua su: https://www.fanpage.it/milano/scontri-a ... -col-fumo/
https://www.fanpage.it/
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Perugia, 13enne con il Covid costretto a dormire in auto per non contagiare la famiglia

Messaggioda sandropascucci » 30 ott 2020, 13:34

> Perugia, 13enne con il Covid costretto a dormire in auto per non contagiare la famiglia

A Perugia un 13enne positivo al Covid è costretto a dormire in auto per non contagiare la famiglia. La loro casa infatti è troppo piccola per garantire l’isolamento del ragazzo. Un piccolo bagno e una stanza dove vivono in cinque: mamma, papà e tre figli. Il padre, disperato, ha chiesto aiuto ai media locali e il suo appello è stato accolto dall’Assessore alle politiche sociali di Perugia. il 13enne verrà trasferito a breve in un hotel di Città di Castello, allestito per i pazienti Covid asintomatici.
ATTUALITÀ 29 OTTOBRE 2020 13:55di Daniela Brucalossi

Un ritratto sociale drammatico dell’emergenza economica e sanitaria causata dalla pandemia. A Perugia un 13enne positivo al Covid è stato costretto a dormire in auto per diverse notti per non contagiare la famiglia. La loro casa infatti è troppo piccola per garantire l’isolamento del ragazzo. Un piccolo bagno e una stanza dove vivono in cinque: mamma, papà e tre figli, il 13enne e i fratellini di 9 e due anni. Il padre Yacine, disperato, ha raccontato ai media locali di aver passato tutte le notti vicino alla macchina per sorvegliare l’adolescente. L'appello dell'uomo però non è rimasto inascoltato: Edi Cicchi, assessore alle politiche sociali del Comune di Perugia, si è attivato per trovare una sistemazione al 13enne. Verrà fatto alloggiare in un hotel di Città di Castello, allestito per i pazienti Covid asintomatici che nella loro abitazione sono impossibilitati a mantenere il distanziamento necessario dai familiari.


Yacine, 47enne di origine algerine ma regolarmente residente in Italia, ha scoperto la positività del figlio per caso, dopo un tampone fatto a causa di un contatto sospetto a scuola. Con il risultato positivo per la famiglia è iniziato il dramma. Fortunatamente il 13enne ha solo sintomi lievi ma le sue condizioni avrebbero potuto aggravarsi continuando a vivere e dormire in auto, esposto alle intemperie e senza le cure necessarie. Il padre, che di mestiere fa l’imbianchino ma da mesi non trova lavoro, non riesce neanche più a pagare l’affitto del monolocale dove vivono: trovare una stanza per il figlio in questo momento sarebbe stato impossibile. Dopo il risultato del tampone, aveva provato a chiamare i carabinieri, la polizia e la Asl ma tutti gli hanno detto di non poterlo aiutare.

Il 47enne ha cercato più volte nel corso degli anni di fare domanda per una casa popolare ma si è sempre trovato di fronte a un rifiuto: gli è stato detto che non aveva i requisiti necessari e che c’erano famiglie più bisognose della sua. “Non voglio soldi. Sono venuto in Italia nel 1995 per farmi una famiglia, trovare un lavoro, una casa e vivere sereno. Non per andare alla Caritas”, ha detto disperato a Il Messaggero.

continua su: https://www.fanpage.it/attualita/perugi ... -famiglia/
https://www.fanpage.it/


le chicche nei commenti:
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Non solo mascherine, “rendere obbligatori visiere e occhiali anti-droplets”

Messaggioda sandropascucci » 30 ott 2020, 13:45

> Non solo mascherine, “rendere obbligatori visiere e occhiali anti-droplets”
30 Ottobre 2020NEWS, Sanità e Salute

“Proteggere gli occhi da Coronavirus è fondamentale. Mentre la protezione di naso e bocca ha trovato piena dignità di riconoscimento, gli occhi sono stati completamente dimenticati nonostante siano una delle tre porte attraverso cui entra il contagio di massa”. Avverte il presidente nazionale della Sis 118 Mario Balzanelli ricordando che “il virus SARS-CoV2 si lega ai recettori ACE ampiamente presenti nella cornea e nelle congiuntive oculari, e all’interno del film lacrimale defluisce nel naso e nella gola scendendo nelle vie aeree fino ad arrivare in un momento successivo nei polmoni”.

Balzanelli cita ben 50 studi scientifici internazionali che lo dimostrano e la stessa esperienza quotidiana sul campo degli operatori del Sistema di Emergenza Territoriale 118 che, utilizzando visiere e mascherine hanno evitato migliaia di infezioni. “Occhiali o visiera permettono quando indossati insieme alle mascherine di stare a distanza ravvicinatissima (anche a meno di mezzo metro) e prolungata, anche di ore di seguito, rispetto ai pazienti Covid-19 positivi“.

Il presidente del 118 auspica che visiere e occhiali anti-droplets vengano resi obbligatori come le mascherine, “dispositivi ovunque disponibili, facilmente reperibili e a bassissimo costo – conclude – da indossare unicamente nelle circostanze in cui non sia possibile mantenere le distanze interpersonali di sicurezza, come in tutti i contesti della mobilità di massa. Come ad esempio sui bus, in metropolitana, in treno, negli ambienti di lavoro e soprattutto, per i nostri ragazzi, stando a scuola, contesti interpretabili quali veri e propri ‘vettori maggiori’ dell’espansione potenzialmente incontrollabile dei contagi”. TiscaliNews


https://telegra.ph/Non-solo-mascherine- ... lets-10-30
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Visco: “L’eccesso di risparmio è un circolo vizioso che blocca la ripresa”t.primit.it

Messaggioda sandropascucci » 30 ott 2020, 14:56

> Visco: “L’eccesso di risparmio è un circolo vizioso che blocca la ripresa”
30 ottobre 2020
DI ELENA SCUDIERI
Tempo di lettura 4 min

Appello di Matterella: “Crisi profonda, il risparmio aiuti la ripartenza”. Gualtieri: “È necessario incanalarlo verso l’economia reale”


Tenere i soldi fermi per paura del futuro mette a rischio il futuro. È questo, in sintesi, l’avvertimento principale emerso dalla Giornata del Risparmio 2020, la prima dopo 95 edizioni a dover fare i conti con una crisi economico-sanitaria senza precedenti, che ha portato gli italiani ad accantonare di più, bloccando consumi e investimenti. Di qui, l’invito unanime a cercare di incanalare il risparmio degli italiani verso l’economia reale, cioè verso la ripartenza del Paese.

Il perdurare della crisi Covid presenta un rischio concreto di innescare nei prossimi mesi un “circolo vizioso” fra meno consumi, aumento del risparmio, “caduta della domanda aggregata e dei redditi, frenando la ripresa”, ha avvertito il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, nel corso dell’evento. “In una fase come quella attuale – ha spiegato -, dominata dall’incertezza e dalla debolezza della congiuntura, l’aumento della propensione al risparmio, se non si accompagna a un’adeguata ripresa degli investimenti e dell’attività produttiva può causare una diminuzione della domanda aggregata e dei redditi, alimentando, a sua volta, una ulteriore crescita delle intenzioni di risparmio per motivi precauzionali e innescando, così, un circolo vizioso”.

Tutto questo quando invece può essere proprio il risparmio il vaccino anti-Covid dell’Italia. “Serve incanalare il risparmio verso economia reale”, ha ribadito infatti il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, che ha sottolineato come appunto una componente importante di questo “non si traduce in investimenti all’economia reale del Paese” mentre emergono “segnali di risparmio precauzionale dovuti alla crisi”, così come evidenziato dalla ricerca annuale Acri-Ipsos. Ma per il ministro un ruolo importante in questo senso lo giocherà la capital market union della Ue.

E un appello a muoversi in questa direzione è arrivato anche dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “Questa Giornata si tiene durante una crisi profonda, che richiede misure urgenti per salvaguardare il presente e, soprattutto, il futuro della nostra società. Il risparmio, tradizionale patrimonio del nostro Paese, la cui tutela è sancita dalla Costituzione , può concorrere alla ripartenza”, ha affermato il capo dello Stato. “La grave situazione economica e le preoccupazioni per la diffusione dei contagi – ha aggiunto – hanno indotto un sensibile aumento del tasso di risparmio di famiglie e imprese. Queste risorse, se adeguatamente utilizzate, potranno contribuire a sostenere una rapida ripresa di consumi e investimenti, una volta domata la pandemia e ridotta l’incertezza sulle prospettive future. È indispensabile creare le condizioni utili a ristabilire un clima di fiducia”.

Clima di fiducia che, in effetti, per ora sembra esser venuto meno. Come infatti ha sottolineato il presidente dell’Acri, Francesco Profumo, nel suo intervento, la crisi Covid pone “seri rischi per la tenuta della coesione sociale del nostro Paese” e, se salta la coesione sociale, è a rischio la tenuta della democrazia”. Ecco perché, secondo Profumo, è necessario “avere cura di quello che è il bene più prezioso della nostra società: i corpi intermedi e il loro ruolo insostituibile di coesione sui territori, che devono essere adeguatamente tutelati e promossi, come appunto le fondazioni di origine bancaria che nei mesi di pandemia hanno messo in campo oltre 130 milioni.

Secondo Profumo “non ci sono più alibi: il Paese che vogliamo consegnare ai nostri figli lo iniziamo a costruire oggi, tutti insieme. Disegnare il futuro presuppone, però, anche risorse adeguate. Queste risorse provengono da diverse fonti, come cercherò di evidenziare in questo mio intervento. Prima tra tutti il risparmio privato, che ha supportato molti italiani nel corso di questi mesi di pandemia, e che, se ben indirizzato può ancora rappresentare un potente volano per la ripresa”, ha concluso.

Oltre alle fondazioni, altro attore protagonista di questa fase di crisi sono state le banche che, secondo il presedente dell’Abi, Antonio Patuelli, “hanno fatto quasi miracoli” lavorando “in notti e festività” per attuare i decreti legge del governo. “Già a fine febbraio, per iniziativa dell’Abi con le altre Confederazioni imprenditoriali e sindacali, le banche hanno avviato una moratoria: le banche in Italia hanno deliberato quasi cento miliardi di prestiti più o meno garantiti a piccole e medie imprese e quasi tre milioni di moratorie per oltre trecento miliardi di euro”, ha ricordato.

Ora, ha tenuto a precisare Patuelli, le banche italiane chiedono alla Bce una modifica dello stop ai dividendi per la crisi Covid per permettere a quegli istituti che “dopo prudenti e lungimiranti accantonamenti, producono utili e possiedono solidi indicatori patrimoniali anche prospettici” di poter distribuire le cedole.


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Sarà denunciato al Prefetto l'alunno che non indosserà la mascherina in classe

Messaggioda sandropascucci » 17 nov 2020, 14:33

> Sarà denunciato al Prefetto l'alunno che non indosserà la mascherina in classe

Lo precisa l'Ufficio scolastico regionale veneto, che prescrive anche di attivare subito la didattica a distanza per gli scolari di elementari e medie in quarantena o isolamento fiduciario
immagine dell'autore
16/11/2020 08:20 | Roberto Grigoletto |

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Sarà denunciato al Prefetto l'alunno che non indosserà la mascherina in classe
TREVISO - Chi rifiuterà di indossare la mascherina in classe dovrà essere segnalato al Prefetto. E’ quanto scrive l’Ufficio scolastico regionale nella nota che ha diffuso per dare risposta agli interrogativi di Dirigenti scolastici, docenti e famiglie sul Dpcm del 3 novembre, l’ultimo (si spera) in ordine di comparizione. Sempre sulle mascherine, la raccomandazione è quella di adoperare quelle di tipo chirurgico ma non è fatto divieto di usare anche quelle di altro tipo, di comunità. Purché si indossino, come detto e come peraltro immediatamente contestato da alcuni genitori che non vogliono neanche pensare ai propri figli imbavagliati per cinque o addirittura sei ore.

Altro aspetto, ancora tutto da chiarire e da normare, riguarda le assenze dalle lezioni degli studenti della scuola superiore: come saranno conteggiate con l'introduzione a pieno regime della didattica digitale integrata? Sarà da considerare valido il solito limite minimo di presenza? Al momento neanche l’Ufficio scolastico regionale sa rispondere. Conferma invece la possibilità per i professori, sempre nella scuola superiore, di insegnare da casa, a meno che nelle loro classi non ci siano studenti con disabilità o con bisogni educativi speciali (Dsa e Bes): in questo caso devono recarsi a scuola e svolgere l’attività in presenza. A scuola devono recarsi anche i docenti delle discipline che prevedono attività laboratoriali o esercitazioni pratiche.

Alle elementari e alle medie invece dovrà essere immediatamente attivata la didattica a distanza quando un alunno viene posto in quarantena o in isolamento fiduciario; seguirà non soltanto le lezioni che i compagni della primaria e della secondaria di primo grado stanno ancora (fascia cromatica permettendo) frequentando in presenza, ma sarà anche interrogato e valutato da casa. Almeno venti ore di insegnamento dovranno poi essere garantite, con attività sincrone e a-sincrone. Mentre tutte le riunioni, dai Consigli di classe, al Collegio docenti, al Consiglio di istituto alle udienze docenti- genitori si svolgeranno con modalità a distanza. E sempre da remoto si voterà, il 20 e il 30 novembre prossimi, per il rinnovo dei Consigli di istituto.



16/11/2020 08:20 | modificato il: 16/11/2020 17:03
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