BCE/€...dove si va?

..ovvero le puttanate ufficiali propagandate dal Sistema Mediatico di IGB
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MauroB
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Re: BCE/€...dove si va?

Messaggioda MauroB » 11 lug 2012, 13:04

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Austerity sta soffocando occupazione, 4,5 milioni di posti a rischio

di: WSI Pubblicato il 11 luglio 2012| Ora 11:07
L’allarme lanciato dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro. Necessario tornare a investire. Investimenti pari all’1% del Pil creerebbero 1,4 milioni di nuovi posti in due anni. Rischio disordini sociali. E sulla riforma italiana...

Fornero ha annunciato che non c'e' nessun rischio per le pensioni, dopo l'allarme sull'incidenza dell'accorpamento Inpdap sui conti Inps.


New York - La dichiarazione arriva direttamente dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) ed è rivolta ai leader europei: le politiche di austerity stanno soffocando la creazione di nuovi posti di lavoro. Ben 3,5 milioni di posti di lavoro sono stati persi dalla crisi finanziaria del 2008 e altri 4,5 milioni sono a rischio.

Il report dell’Ilo mette in evidenza che al momento la disoccupazione dell’Eurozona si attesta all’11%, coinvolgendo 17,4 milioni di persone. L’organizzazione avverte che, se l’Eurozona non cambierà presto le proprie politiche, questo tasso potrà salire nettamente in tutti i paesi dell’Eurozona, "alimentando disordini sociali ed erodendo la fiducia dei cittadini sui governi nazionali, il sistema finanziario e le istituzioni europee".

La disoccupazione giovanile rimane il tasto dolente nell’area. Nel mese di aprile il tasso è balzato al 22%, con l’Italia, il Portogallo e la Slovacchia che hanno assistito a livelli del 30% circa. L’Ilo ha precisato che cresce la consapevolezza secondo cui l’austerità fiscale, intesa come risposta alla crisi dell’Eurozona, non è sufficiente e che tali misure non solo stanno avendo un effetto negativo sulla creazione dei posti di lavoro, ma stanno anche fallendo nello stimolare gli investimenti o la stabilità finanziaria.

E’ dunque cruciale tornare a investire, in quanto – precisa l’Ilo – investimenti nell’Eurozona equivalenti all’1% del Pil dell’area creerebbero 1,4 milioni di nuovi posti di lavoro nell’arco di due anni.

Per quanto riguarda la riforma del lavoro che porta la firma del ministro Elsa Fornero, sono slittati di un anno le indennita' Aspi, cosi' come l'aumento dei contributi per le partite Iva. In sintesi, per il momento, come gia' successo in Estonia, aumenta la flessibilita' in uscita ma la parte relativa alla "security" non e' cambiata di una virgola: la nuova indennita' di disoccupazione e' prevista solo dal 2014.
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http://www.wallstreetitalia.com/article ... schio.aspx

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Re: BCE/€...dove si va?

Messaggioda enricogrosso » 26 lug 2012, 0:00

Tutto rimandato al 2 settembre, da noi invece APPROVATO con ampia maggioranza sia al Senato che alla Camera e nessun ricorso da parte della società civile.

http://www.investireoggi.it/economia/ge ... settembre/
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Re: BCE/€...dove si va?

Messaggioda enricogrosso » 26 lug 2012, 16:28

Mario Draghi rassicura l'Europa e lo spread crolla

"Nessuno uscirà dall'euro. La Bce farà di tutto per salvare la moneta unica. Si arriverà all'unità politica". Il presidente della Bce parla forte e chiaro. E il mercato festeggia

http://economia.panorama.it/eurolandia/ ... ead-crolla
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Re: BCE/€...dove si va?

Messaggioda roberta » 17 ago 2012, 1:08

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Germania: falchi contro Draghi "che ha fatto della Bce il finanziatore di Stati indebitati"

Attaccano Mario Draghi, "ha fatto della Bce un finanziatore di Stati e una bad bank" e chiedono che la Germania conti di più in Bce. Sono i politici tedeschi - sull'Handelsblatt on line - Klaus-Peter Willsch (Cdu) e Frank Schaeffler (Fdp). Rappresentanti del fronte dei "falchi" che si battono perché l'Eurotower non abbia possibilità illimitata di farsi carico dei singoli debiti degli Stati sovrani. Per Willsch "serve una nuova regolamentazione del peso dei voti nelle sedi decisionali Bce in proporzione alle resposabilità".Diritto di veto - "La Germania come creditore principale deve ottenere in tutte le questioni diritto di veto", aggiunge Willsch secondo il quale, con la presidenza di Mario Draghi, la Bce si sarebbe molto allontanata dal suo mandato. "Sotto Draghi la Bce si è trasformata, contro le regole del diritto europeo, in un finanziatore degli Stati e in una Bad Bank", commenta. Della stessa opinione 'l'euroribellé liberale Schaeffler: "Che il voto di Cipro e Malta conti quanto quello tedesco è un errore di costruzione", rileva una delle voci del dissenso tedesco alle politiche europee di salvataggio. Anche secondo l'esponente dell'Fdp è infatti necessaria una riforma del voto all'Eurotower.Regole fin troppo violate - Schaeffler sostiene inoltre che, nei fatti, a partire dal primo pacchetto di aiuti alla Grecia nel 2010, sia già avvenuta una "riforma valutaria silenziosa". "Le regole sussistono sul piano formale, ma nella prassi sono state violate fino a diventare irriconoscibili" aggiunge. Concorda infine con i cosiddetti 'falchi' tedeschi sulla necessità che la Bce faccia un passo indietro, l'esperto del Bilancio della Spd Karsten Schneider: la Banca centrale - chiede - torni al cuore del suo mandato, e cioé la stabiltà dei prezzi nell'eurozona. "In nessun caso dovrebbe assumere il compito del finanziamento statale - conclude - come finora accaduto indirettamente con l'acquisto dei bond".


16 agosto 2012Redazione Tiscali
benvenuti roberta, firenze

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Re: BCE/€...dove si va?

Messaggioda MauroB » 5 set 2012, 12:08

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Euro collasso: ovvero Mario Draghi Creosote

di: WSI Pubblicato il 05 settembre 2012| Ora 06:30
Quando il presidente della Banca Centrale Europea annuncerà domani il piano per monetizzare centinaia di miliardi in bond di Spagna e Italia (cioè altra droga a drogati terminali) il bilancio Bce ingigantirà di un altro trilione di euro. Una follia ai confini della realtà. Ma chi è questo Creosote? Scopritelo dal clip di Monty (riferimento al premier casuale) Python. Alert: il VIDEO potrebbe risultare offensivo (sconsigliata la visione ai deboli di carattere).

http://www.youtube.com/watch?feature=pl ... 29QfOyuZ3Y

Nella giornata di domani Mario Draghi potrebbe, anche se molto probabilmente senza la benedizione della Germania, annunciare in modo vago come la Banca centrale europea abbia intenzione di monetizzare centinaia di miliardi di bond a breve scadenza (inferiore a 3 anni) di Spagna e Italia (secondo la Bce però non si tratta di monetizzazione). Quanto necessario è che i due paesi ammettano di essere insolventi, cosa che paradossalmente non accadrà mai fino a quando la Bce farà tutto quanto in suo potere e decidesse di intervenire nel mercato.

Ma facciamo finta per un momento che Draghi decida di intervenire, e che nel prossimo meeting di politica monetaria del FOMC (Federal Open Market Committee) anche Bernanke proceda a un nuovo programma di acquisti di asset.

Cosa succederà allora? Quali le conseguenze?

Michael Cembalest, a capo global della strategia di investimento per JPMorgan, un’idea chiara se l’è fatta. L’istituto di Francoforte cesserà di essere la Banca centrale europea e diventerà la Banca Creosote europea (come scrive Cembalest nella sua ultima nota). In termini numerici vorrà dire che, una volta monetizzati altri €1 trilione circa di bond, la Bce deterrà qualcosa intorno il 50% del Pil Eurozona.

Una cosa è sicura: se la BCE raggiungesse davvero i livelli previsti nel punto precedente, tutte le altre banche centrali non potrebbero più stare a guardare, e certamente dovrebbero fare lo stesso. In realtà, è ormai quasi sicuro che entro la fine del 2013 metà del Pil dei paesi industrializzati sarà in mano delle proprie banche centrali. E allo stesso tempo è certo che, il fallimento della gestione centrale, porterà questo aggregato di asset a diventare una vera e propria bomba esplosiva.

IL COMMENTO DI MICHAEL CEMBALEST, global head of investment strategy, J.P. Morgan

"Il presidente della Banca centrale europea Mario Draghi ha detto che saranno adottate tutte le misure necessarie per preservare l’Eurozona, e che spread elevati dei bond della periferia (rispetto ai corrispettivi tedeschi) interferiscono con le decisioni di politica monetaria della Bce. Dovrebbe dunque probabilmente intervenire per correggere queste interferenze, acquistando direttamente o prestando ad altri istituti che lo faranno al suo posto".

"Così facendo, i bilanci della Bce dovrebbero con tutta probabilmente aumentare di altri €1 trilione. È pertanto giusto descrivere l’istituto centrale europeo come la Banca Creosoto europea. Non posso entrare nei dettagli di ciò che voglio dire con questo, ma ha a che fare con un personaggio immaginario che si sedette al tavolo per cena e mangiò diversi piatti di cozze, paté de foie gras, caviale, uova, crostate, cosce di rana, un piatto di lepre in salmì con tartufo, pancetta, acciughe e panna, il tutto innaffiato con sei bottiglie di Château Latour, champagne e sei casse di birra. I risultati in questo caso non furono carini da vedere".

"Che ne sarà per Europa? I benefici degli acquisti di bond da parte della Banca centrale europea saranno immediati: i default delle banche e dei governi saranno rimandati, con gli istituti bancari che trarranno vantaggio e maggiori utili grazie a nuovi finanziamenti a buon mercato dalla Bce. Ci sarà un rinnovato senso di ripresa, con i tassi di breve termine spinti forzatamente al ribasso. I mercati tireranno un sospiro di sollievo dopo tante notizie pessime, e gli investitori non dovranno svegliarsi ogni mattina per vedere cosa è successo in Europa ..."

...MA...

... "non abbiamo molti precedenti per capire cosa la Bce possa decidere di fare. Naturalmente, una cosa che teniamo costantemente sotto osservazione è l'inflazione in Germania. Nonostante gli aumenti salariali e i prezzi delle case siano in rialzo per la prima volta dopo parecchio tempo, l’inflazione tedesca nel suo complesso resta al di sotto del 2%".

"Un altro fattore di rischio riguarda possibili perdite per la Bce. Le banche centrali sono in grado di riconoscere le perdite dopo lunghi periodi di tempo, e non devono rivelare né come né quando. Possono anche guadagnare (signoraggio), tramite la differenza dei rendimenti dei titoli che acquistano e il loro costo del denaro (zero). Alla fine, tuttavia, la Bce dovrebbe orchestrare una massiccia rinegoziazione del debito, proprio come i governi cancellano i debiti nei confronti dei paesi in via di sviluppo. Questa soluzione sembra più probabile rispetto a una strategia effettiva di uscita per i suoi acquisti e prestiti. Dopo tutto, ricordiamo perché la BCE sta stampando all’infinito: l'Europa meridionale soffre di un forte deflusso di capitali, il più forte mai registrato dal mondo moderno. Senza la Bce, ci sarebbero probabilmente già stati più default di Stati sovrani e / o inadempienze di varie banche".


http://www.wallstreetitalia.com/article ... osote.aspx

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Re: BCE/€...dove si va?

Messaggioda MauroB » 6 set 2012, 18:16

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Piano anti-spread: 'Acquisto bond illimitati' Un voto contrario. Corrono borse europee

Fmi plaude al piano: 'Pronti a collaborare'. Madrid chiude con il botto a 4,9% differenziale scende sotto la soglia dei 380 punti. Bocciatura di Weidmann (Buba)
06 settembre, 18:10

Draghi, acquisti bond per sopravvivenza euro
Acquisti illimitati, ma condizionati alle riforme e agli impegni concordati. E' la decisione presa oggi dalla Banca centrale europea, che ha definito le modalità del programma di acquisto di bond dei Paesi in difficoltà. Lo ha annunciato il presidente Mario Draghi al termine della riunione del direttivo dell'Eurotower. Ci sono molte differenze con i programmi precedenti che ci fanno pensare che questa volta funzionerà", ha affermato il presidente.

BCE - L'impegno dei governi alle riforme e la realizzazione dei programmi concordati sono elementi "necessari" perché la Bce possa intervenire sui bond. Gli acquisti dei titoli di Stato da parte dell'Eurotower non avranno "limiti quantitativi ex ante", saranno sulla parte breve della curva dei rendimenti e verranno sterilizzati. La "dimensione" degli acquisti sarà "adeguata al conseguimento degli obiettivi", ha spiegato Draghi, precisando che per quantità delle transazioni monetario "non ci sono limiti" e che il piano si riferisce ai titoli di Stato con scadenza tra uno e tre anni. Le azioni di acquisto saranno però interrotte in caso di mancato rispetto degli accordi da parte dei paesi. La Bce ha deciso inoltre di ampliare le garanzie che le banche possono fornire in cambio di liquidità.

"L'acquisto diretto di bond è previsto dall'articolo 18 dello statuto" della Bce, ha puntualizzato Draghi. "Se il fondo monetario internazionale volesse partecipare ai programmi" di finanziamento sarebbe "più che benvenuto", ha aggiunto.

Il voto sulle decisioni della Bce "non è stato unanime" e "c'é stato un voto in dissenso: sta a voi indovinare chi", ha detto Draghi ai giornalisti. "Il voto di oggi mostra che non solo gli ex membri della lira ma anche gli altri, con decisione quasi unanime", sono a favore degli acquisti di bond. "Non credo a questa caricatura di una cosa italiana".

"Le attese d'inflazione sono fermamente sotto controllo" e "la crescita economica si attende rimanga debole" con "un potenziale di rischio per la crescita". Lo ha detto il presidente della Bce. "Dobbiamo difendere l'integrità della politica monetaria dell'EUrozona", ha aggiunto, introducendo il programma di acquisto dei bond. "Faremo tutto il necessario per l'euro che è irreversibile".

La Banca Centrale Europea nella riunione odierna a Francoforte ha lasciato i tassi invariati allo 0,75%. Francoforte ha lasciato invariati anche il tasso marginale all'1,5% e quello sui depositi a zero.

La Bce rivede in peggio le stime di crescita dell'eurozona nel 2012 e 2013. Quest'anno il Pil di Eurolandia segnerà una variazione compresa tra -0,6% e -0,2% contro la stima di giugno compresa tra -0,5% e +0,3%. L'anno prossimo il Pil registrerà -0,4% e +1,4% contro la precedente stima di una crescita fra 0% e +2%.

Lo spread tra il Btp e il Bund tedesco cala a 374 punti base. Il tasso sul decennale è in discesa al 5,29%

MERCATI - Borse europee in volata nel finale di seduta con lo Stoxx 600 che segna un più 3 per cento. Migliori tra tutte Milano e Madrid che guadagnano, rispettivamente, il 4,2 e il 4,8 per cento. A guidare i rialzi in Piazza Affari sono le banche con la Bpm che segna un +10,2 per cento

La Spagna ha venduto bond con scadenza 2014, 2015 e 2016 per 3,5 mld, obiettivo massimo, con tassi in calo. Domanda buona ma in discesa rispetto alle aste precedenti. Il tasso medio del biennale è sceso al 2,798% dal 4,706% (giugno), quello del triennale è calato al 3,676% dal 5,086% (luglio), quello al 2016 cala al 4,603% dal 5,971%.

La Francia ha collocato sul mercato titoli a 10 anni con scadenza aprile 2022 per complessivi 3 miliardi di euro con tassi ai minimi dal 1999. Il rendimento del decennale francese è sceso al 2,21% dal 2,53% dell'asta precedente.


Il Fondo Monetario Internazionale apprezza fortemente le azioni della Bce. Lo ha annunciato, secondo quanto riporta Bloomberg, lo stesso Fmi precisando di esser pronto a collaborare

MERKEL - "La Bce agisce in modo indipendente, nel quadro del suo mandato". Lo ha detto, secondo quanto riporta Bllomberg tv, la cancelliera tedesca Angela Merkel, al termine dell'incontro alla Moncloa con il premier spagnolo Mariano Rajoy.

"Tutte le misure che servono la stabilità monetaria, come quelle della Bce, non possono sostituire le azioni politiche", ha aggiunto.

"Non posso dire quando gli interessi sui titoli di Stato siano troppo alti, ma so solo che quelli tedeschi al momento sono molto, molto bassi, mentre altri sono molto alti. E questo, insieme alla concorrenzialità, potrebbe porre questioni sistemiche rilevanti", ha affermato la cancelliera tedesca.

NAPOLITANO - "Su Draghi mi aspetto delle buone cose". Lo ha detto il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, parlando con la stampa della riunione a Francoforte del direttivo della Bce.


http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche ... 26071.html

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Re: BCE/€...dove si va?

Messaggioda MauroB » 7 set 2012, 14:11

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Monti: 'Evitato tracollo Italia ed Europa. Niente patrimoniale'

di: WSI-TMNEWS Pubblicato il 07 settembre 2012| Ora 12:33

«Grandi sacrifici ma abbiamo schivato precipizio». «Il governo non intende varare una patrimoniale perché tra le prime misure approvate rientrano proprio una serie di provvedimenti che insistono sui patrimoni». E sull'evasione: «È guerra di civiltà».

Il presidente del Consiglio Mario Monti. Non è questo il momento di abbassare le tasse, dice in una intervista.


ROMA - Alcune delle «espressioni di critica che vengono rivolte all'azione del governo, in parte le condivido io stesso o meglio: le condividerei se dimenticassi per un momento quale era, e tuttora in parte è, la sfida che ci siamo trovati ad affrontare». Lo dice il premier Mario Monti nel suo intervento alla Fiera del Levante a Bari: «Credo che molte delle cose che sono state fatte abbiano sofferto di angustia, ma prese tutte insieme hanno permesso di evitare che l'Italia avesse un tracollo forse per lungo tempo irreversibile e con essa l'Europa».

LA GUERRA DI CIVILTA' - «Abbiamo intrapreso una guerra di civiltà contro l'evasione fiscale e altre cose che sarebbe riduttivo da considerare fenomeni economici e finanziari ma minano la fiducia verso il vicino, verso il lontano e verso lo Stato».

LA CRESCITA - Il premier si è espresso anche sulla mancata crescita del Paese: «La crescita, e non lo dico in maniera ironica, è l'obiettivo centrale del mio governo e non si realizza senza interventi radicali». «Questi interventi radicali, aggiunge, non sono stati fatti nella misura necessaria per decenni e abbiamo dovuto concentrare il loro avvio in poco tempo». Poi il presidente del Consiglio ha precisato: «Su un certo assistenzialismo nefasto voglio essere chiaro: la crescita non nasce nel Mezzogiorno o in qualsiasi altro punto nel mondo con i soldi pubblici pompati in un tubo da cui esce una cosa che si chiama crescita».

IL DISEGNO DI LEGGE - Contro la corruzione «alcuni provvedimenti sono necessari e saranno conclusi», ha precisato Monti che ha assicurato come il governo andrà fino in fondo nell'approvazione del ddl anti-corruzione.

Roma - Aumenterà ancora la tassazione o sarà possibile ridurla come chiedono ancora i sindacati e le imprese? "Il governo non ha attualmente allo studio un provvedimento di questo genere. Il carico fiscale sulle persone fisiche e sulle imprese in Italia è senz'altro eccessivo, ma in questo momento l'attenzione per il riequilibrio della finanza pubblica non può essere allentata". Lo ha detto alla Gazzetta del Mezzogiorno il premier Mario Monti.

"Fin dall'inizio del suo mandato il governo, con il costante ed essenziale appoggio del Parlamento, pur avendo dovuto fronteggiare una grave emergenza, ha avviato riforme strutturali dell'economia e dello Stato che renderanno possibile conseguire un bilancio strutturalmente in pareggio (condizione per uno sviluppo economico e sociale sostenibile) pur con minori imposte. Un fisco meno gravoso è una sacrosanta esigenza per i contribuenti onesti. Renderlo concretamente possibile, senza fare promesse irrealizzabili, è un obiettivo tra i più importanti per il Governo", ha rilevato Monti.

"Ma prima che la politica di risanamento e di riforma venga consolidata, se possibile anche con radici che ne rendano probabile la prosecuzione con i governi che verranno - ha concluso il premier - iniziare a distribuirne i benefici (ad esempio riducendo l'Irpef) sarebbe prematuro. Quando una tale prospettiva verrà delineata e sarà considerata credibile anche dai mercati, ipotesi di un minore carico fiscale saranno non solo auspicabili, ma concretamente realizzabili".

Sulla riforma elettorale: "Il Presidente Napolitano più volte ha sollecitato i partiti politici a fare questo passo importante prima della conclusione della legislatura. E' un auspicio al quale anche io mi associo. Tutto ciò che rende stabile e matura la vita democratica e, quindi, anche una riforma della legge elettorale può rappresentare un segnale importante per i mercati finanziari".

"In un'ultima analisi tanto più è solida la roccia su cui cresce l'Italia tanto meno i mercati ci attaccheranno. In fondo è quello che abbiamo cercato di fare fino ad oggi con la messa in sicurezza dei conti pubblici e con le politiche di sviluppo che stiamo approntando per l'ultima parte della legislatura", ha sottolineato.

Continuando: "Il governo non intende varare una patrimoniale perché tra le prime misure approvate rientrano proprio una serie di provvedimenti che insistono sui patrimoni, penso all'Imu sulla casa, l'imposta di bollo su tutte le attività finanziarie detenute in Italia e all'estero nonché su quelle scudate e sui beni di lusso, come le imbarcazioni di grandi dimensione, le auto pregiate, i beni immobili all'estero, gli aeromobili privati".

E' l'evasione fiscale rappresenta il vero "cancro da estirpare". "Tutto questo rientra in una strategia di una lotta all'evasione e all'elusione fiscale che è il vero cancro che stiamo cercando di estirpare in un paese dove oltre 120 miliardi di euro sfuggono ancora oggi al fisco", ha concluso.

Infine, cosa manca per ridurre lo spread? "Ha già detto bene il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco che l'Italia ha almeno 200 punti di spread in più dovuti ad un mercato 'drogato'. I nostri fondamentali sono solidi, siamo con le riforme messe in campo uno dei paesi più virtuosi. Per il resto mi auguro che le conclusioni del Consiglio europeo del 28-29 giugno scorso per quanto riguarda le misure per la stabilità della zona euro possano andare in porto presto".

Quanto alla manovra di bilancio di fine anno, il presidente del Consiglio ha assicurato: "Continueremo a portare avanti le tre direttive che fino ad oggi hanno contraddistinto l'azione del governo: disciplina di bilancio, riforme strutturali per la crescita, equità sociale. Dobbiamo porre le basi affinché chi verrà dopo di noi trovi un paese già indirizzato sulla strade delle riforme e della coesione sociale".


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Re: BCE/€...dove si va?

Messaggioda MauroB » 11 set 2012, 2:31

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Debito pubblico globale: buco mostruoso, verso i $50 trilioni
di: WSI Pubblicato il 10 settembre 2012| Ora 11:05

Ecco il contatore con l'aggiornamento, ogni secondo, dell'ammontare globale di tutti i debiti dei governi del mondo (in dollari). Conta qualcosa? Ma che senso ha questa cifra immensa?

Un mondo zavorrato dai debiti. Non solo Europa.

New York - Il debito globale cresce ogni secondo che passa. Esattamente, per ogni secondo che trascorre, c'è qualche nazione nel mondo che vede aumentare l'ammontare di debiti che deve onorare. L'Economist riporta una sorta di orologio o contatore del debito mondiale, che viene aggiornato in continuazione (a settembre 2012). Il colpo d'occhio fa paura: il debito pubblico globale corrisponde a un buco mostruoso, sopra i $48 trilioni (48mila miliardi) di dollari, in crescita accelerata verso i $50 trilioni.

clicca per l'aggiornamento http://www.economist.com/content/global_debt_clock

In realtà questo orologio esiste fisicamente nel caso degli Stati Uniti, esattamente a Times Square, a New York, dove tutti possono vedere in tempo reale a che livelli e con che ritmi sta crescendo il debito federale americano.

"E' importante"? Scrive l'Economist. "Dopo tutto, i governi sono debitori verso i loro propri cittadini, non verso i marziani". Ma "il valore in aumento è importante per due ragioni. La prima è che quando aumentano più velocemente della produzione economica (così come è stato nel corso degli ultimi anni), i debiti governativi più elevati implicano che lo stato deve interferire nell'economia in misura maggiore, imponendo maggiori tasse in futuro.

Secondo fattore, il debito deve essere rifinanziato a intervalli regolari. Questo crea un test di popolarità ricorrente per i singoli governi. E se fallisce quel voto, così come è accaduto per i vari governi dell'Eurozona, il paese in questione (e i suoi vicini) possono scivolare nella crisi.


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Re: BCE/€...dove si va?

Messaggioda Huro Chan » 11 set 2012, 9:26

Paradossalmente le indiicazioni di debito minore sono in Africa..
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'Il denaro è un'allucinazione collettiva.'
[F.Battiato]

‘Who controls energy controls whole continents, who controls food controls people, who controls money can control the entire world’. [H. Kissinger]

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Re: BCE/€...dove si va?

Messaggioda MauroB » 18 set 2012, 21:30

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Marc Faber: "Politiche della Fed distruggeranno il mondo"

di: WSI Pubblicato il 18 settembre 2012| Ora 09:03

Letteralmente. Il guru degli investimenti attacca i banchieri centrali del mondo. "I miei asset ne gioveranno, ma come cittadino responsabile devo dirvi la verita' che tutti sanno".
Marc Faber, investitore, analista e imprenditore svizzero, per il suo pessimismo soprannominato anche "Dottor Catastrofe" (Dr. Doom).


New York - Le politiche di allentamento monetario varate da Ben Bernanke e dagli altri banchieri centrali del mondo "distruggeranno letteralmente il mondo" facendo sgonfiare la crescita economia globale, che accelerera' prima di affondare.

Sono le ultime dichiarazioni dell'investitore senza peli sulla lingua Marc Faber, autore del "Gloom Boom & Doom Report" anche soprannominato "Dottor Catastrofe" (Dr. Doom) per le sue previsioni solitamente pessimiste.

La settimana scorsa la Fed ha annunciato che acquistera' 40 miliardi di dollari al mese di titoli pubblici e asset legasti ai mutui dalle banche, uno strumento che iniettera' altra liquidita' nel sistema finanziario, tenendo bassi i tassi di interesse.

Lo scopo e' incoraggiare gli investimenti e le assunzioni, ma i critici di queste tecniche monetarie accomodanti pongono l'accento sul fatto che si tratti di denaro virtuale e quindi droga momentanea che rischia di creare una bolla, senza migliorare i fondamentali dell'economia reale, seminando i semi dell'inflazione.

Le politiche straordinarie di questo tipo tendono infatti a indebolire il dollaro e spingere in rialzo i titoli azionari. Ma liquidare il debito con l'inflazione non aiutera' la classe americana media e non aumentera' la domanda per beni e servizi che scarseggiano nell'economia.

"L'errore e' credere che questi soldi andranno all'uomo della strada. Non lo faranno. Andranno all'ecconomia Mayfair e faranno crescere i prezzi di Warhols. Sono molto contento. Molto bene Fed. Congratulazioni Signor Bernanke, Sono veramente felice", ha detto ieri l'investitore, imprenditore e analista svizzero all'emittente di Bloomberg.

"I miei asset ne gioveranno, ma come cittadino responsabile devo dirvi la verita' che tutti sanno: le politiche della Fed e delle altre banche centrali distruggeranno il mondo".


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Re: BCE/€...dove si va?

Messaggioda MauroB » 2 ott 2012, 22:25

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Bce: i 17 trilioni mancanti

di: WSI Pubblicato il 02 ottobre 2012| Ora 16:42

I conti non tornano. E di molto. I dati del bilancio della Banca di Francoforte dovrebbero far suonare il campanello d'allarme per chiunque abbia intenzione di investire in Europa.

New York - I dati su asset e passivita' della Bce dovrebbero suonare il campanello d'allarme per chiunque abbia intenzione di investire in Eruopa.

Alla fine del primo trimestre di quest'anno, l'istituto guidato da Mario Draghi aveva 16 mila e 304 miliardi di euro in asset e 17 mila e 334 miliardi di euro in passivita'. Oltre mille trilioni la differenza. Ma non e' questo il punto.

Quando si guarda al bilancio consolidato delle sue finanze, si scopre che le cifre che l'istituto fa circolare in giro sono per un partitario di 3,240 trilioni di euro. Ma dove sono allora tutti quegli asset e passivita' mancanti? Si parla di cifre astronomiche, piu' grandi di tutti i Pil d'Europa.

Probabilmente la Bce non tiene conto di quei prestiti, cartolarizzazioni e collaterali che appartengono ai singoli governi o banche nazionali. Il problema e' che nemmeno loro li considerano.

Quando una nazione comunica il rapporto tra debito e Pil, e' risaputo che non vengono inclusi nei calcoli le passivita' contingenti e i bond e il debito regionale garantiti dal governo.

Ma 17 trilioni di euro di asset e di passivita' mancanti (22 trilioni di dollari) sono completamente sfuggiti al radar. Non e' dato sapere quali siano le nazioni che hanno generato questi elementi, cosi' come non si puo' sapere con esattezza quale sia il rapporto tra debito e Pil reale degli stati membri. Nessuno ne da' conto. Tuttavia e' lecito immaginare che i numeri sarebbero molto piu' grandi. Uscirebbero dal riquadro dei grafici.

E chissa' come sarebbero i bilanci dell'area euro, se si tenesse conto di queste cifre. Asset e debiti reali che sono stati trasformati in cash dalla Bce e che falsificano anche le cifre della massa monetaria.

A questo punto rimane da chiedersi solo una cosa: "Quando compriamo bond europei, sono forse questi gli asset in cui investiamo i soldi nostri o dei nostri clienti?" Forse varrebbe la pena pensarci due volte, prime di investire nel debito dell'Eurozona.

sandropascucci
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Re: BCE/€...dove si va?

Messaggioda sandropascucci » 3 ott 2012, 10:00

«Siamo in una botte di ferro.. cosparsi di dolcissimo miele.. con chiodi piantati da fuori.. ed ecco un discesa.. 3..2..1.. VIA!» [sandropascucci, 2012]
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Re: BCE/€...dove si va?

Messaggioda sandropascucci » 3 ott 2012, 10:05

mi ritrovo scritto, nel mio librettino nero con elastico consumato, una nota di parecchio tempo fa:
"quando compro un bot, mettiamo da 1000 euro, mi privo della moneta equivalente. la banca, a parte le spese solite, sfrutta in qualche modo il "valore nominale" del bot da me acquistato? tra le attività ha "titoli".. sono "suoi"? se acquisisce la proprietà delle banconote forse aquisisce anche quella dei bot?"

era una riflessione grezza, istintiva.. secondo me ci saranno cazzi amarissimi a rivedere 'sti bilanci in ottica "diversa"
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Re: BCE/€...dove si va?

Messaggioda MauroB » 12 ott 2012, 13:24

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Fmi: debito al top da 2a guerra mondiale

Lagarde, in economie avanzate rapporto su pil circa a 110%
12 ottobre, 12:48salta direttamente al contenuto dell'articolo
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(ANSA) - TOKYO, 12 OTT - Il rapporto debito-pil nelle economie avanzate ha ormai raggiunto ''il livello piu' alto dalla seconda guerra mondiale''. Lo afferma Christine Lagarde d.g. Fmi aprendo l'assemblea del Fondo. ''Forse il piu' grande ostacolo'' alla crescita ''sara' il pesante debito pubblico nelle economie avanzate stimato a circa il 110%''.

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche ... 19530.html

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Re: BCE/€...dove si va?

Messaggioda MauroB » 15 ott 2012, 14:20

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Svizzera: esercito in allerta per prepararsi a crollo area euro

di: WSI Pubblicato il 15 ottobre 2012| Ora 12:02
Con le manifestazioni anti-austerity che si stanno diffondendo in tutta l'Europa meridionale, da Atene a Madrid passando per Lisbona, l'enclave nota per la sua neutralita' ha preso precauzioni estreme.
Wall Street Italia aveva anticipato l'evento gia' in settembre.

New York - La Svizzera ha lanciato una serie di esercitazioni militari per rispondere all'instabilita' sociale e civile in Europa, provocata dalla crisi del debito della moneta unica.

L'operazione "Stabilo Due" e' stata annunciata in settembre e ha l'obiettivo di testare la rapidita' con cui l'esercito e' in grado di rispondere in caso di diramazione delle proteste e dei flussi migratori.

Lo stato non e' membro dell'Unione Europea e nemmeno del blocco a 17 dell'area euro.

Il quotidiano svizzero tedesco Der Sonntag ha scritto che le esercitazioni si sono svolte in settembre intorno alle zone di rischio individuate in una cartina dallo staff dell'esercito dove si teme che si possano tenere scontri tra 'fazioni rivali' e dove la Svizzera teme si rechino i rifugiati provenienti da Grecia, Italia, Spagna, Francia e Portogallo.

Il ministero della Difesa non esclude il dispiegamento di truppe militari nei prossimi anni per sedare eventuali proteste che potrebbero svolgersi nel piccolo ricco paese, circondato da stati indebitati in recessione.

"Non e' da escludere che le conseguenze della crisi finanziaria in Svizzera possano portare a protestere e scontri violenti anche qui", ha riferito all'emittene CNBC un portavoce del ministero della Difesa elvetico.

In una anticipazione in antemprima pubblicata in giugno Wall Street Italia sotto il titolo di "La Svizzera si prepara allo scenario peggiore", si avvertiva gia' dei preparativi presi dal paradiso fiscale in caso di disgregazione dell'Eurozona.

Sul piano economico Berna, che fa affari con gran parte dell'Europa, e' pronta a tutto pur di evitare che l'euro sprofondi sotto quota 1,20 franchi svizzeri.

http://www.wallstreetitalia.com/article ... -euro.aspx

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Re: BCE/€...dove si va?

Messaggioda sandropascucci » 15 ott 2012, 18:19

trattasi di bufala? se si chiama Stabilo Due credo che sia previsto anche un Tre.. come fosse una operazione periodica, una esercitazione classica che i militari fanno quando si annoiano e vogliono togliere le ragnatele dai loro giocattoli..
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Re: BCE/€...dove si va?

Messaggioda MauroB » 24 ott 2012, 22:41

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Report shock dalla Germania. Peggiora recessione in Europa. Debito Italia record al 126,1%

di: WSI Pubblicato il 24 ottobre 2012| Ora 11:35
L'Ifo tedesco è precipitato al minimo in più di due anni, calando per il sesto mese consecitivo. L'indice PMI Composite dell'Eurozona (grafico) al minimo in 40 mesi. Le politiche di austerity stanno uccidendo la regione. Sale al 126,1% del Pil il debito pubblico dell'Italia. Peggio di noi solo la Grecia.

Milano - Una raffica di dati macroeconomici negativi scuote l'Europa, appena reduce dal tonfo della vigilia di Wall Street e alle prese con il problema della crisi dei debiti sovrani. Shock dall'Ifo della Germania, l'indice che misura la fiducia delle imprese tedesche, che a ottobre registra un calo inatteso, attestandosi al minimo in più di due anni e mezzo: esattamente a 100 punti, contro i 101,5 punti attesi.

Ma le cattive notizie non finiscono qui. I numeri sul comparto manifatturiero in Europa sono anch'essi da brivido e non fanno altro che indicare quanto gli economisti vanno ripetendo da mesi, se non da anni. L'Europa sta morendo di austerity. Di fatto l'indice Markit Eurozone PMI Composite Output index, stando ai dati preliminari, ha segnato una flessione per il terzo mese consecutivo, scendendo dai 46,1 di settembre ai 45,8 punti di ottobre. Si tratta del minimo in ben 40 mesi.

Anche in questo caso si è messa in evidenza la performance deludente della Germania, che ha visto il proprio indice manifatturiero scendere a 45,7 punti dai 47,4 punti precedenti; l'indice dei servizi è rallentato invece da 49,7 punti a 49,3 punti.

"L'Eurozona è sprofondata ulteriormente nella crisi all'inizio del quarto trimestre - afferma Markit con un comunicato - con la produzione cumulativa dei settori manifatturiero e terziario in calo al tasso più rapido dal giugno del 2009".

"I numeri di oggi rappresentano una sorpresa negativa e rafforzano le preoccupazioni di chi ritiene che il rallentamento dell'economia, nella regione, stia peggiorando - ha commentato Martin van Vliet, economista presso ING ad Amsterdarm - Qualsiasi ritorno a una crescita positiva, l'anno prossimo, sarà probabilmente lenta e graduale e rimarrà dipendente da eventuali progressi relativi alla risoluzione della crisi dei debiti".

Peggiora intanto la situazione del debito pubblico dell'Italia che, stando ai dati Eurostat, è salito nel secondo trimestre al 126,1%, secondo soltanto alla Grecia (150,3%). Il debito pubblico complessivo dell'Eurozona, ha precisato l'istituto, si è attestato al 90%, mentre quello dell'Europa a 27 stati membri all'84,9%. Dopo l'Italia, seguono Portogallo (117,5%) e Irlanda (111,5%). I paesi con il debito pubblico più basso sono Estonia (7,3%), Bulgaria (16,5%) e Lussemburgo (20,9%).

http://www.wallstreetitalia.com/article ... ge=1449759

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Re: BCE/€...dove si va?

Messaggioda roberta » 25 ott 2012, 0:29

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LA SVOLTA DEL FMI: MENO AUSTERITY, PIU’ TEMPO NEI SALVATAGGI
Il Fondo monetario annuncia che le politiche di salvataggio dei Paesi in crisi devono essere meno austere: gli effetti dei tagli alla spesa pubblica imposti sinora sono più recessivi di quanto si credesse. Una svolta epocale, finalmente.
L’11 ottobre scorso, a Tokyo, si è consumata una rivoluzione copernicana: il direttore del Fondo Monetario Internazionale Christine Lagarde ha chiesto ai Paesi dell’Eurozona di accordare più tempo agli Stati in crisi nell’applicazione dei programmi di rigore. In particolare il Fmi è favorevole a concedere due anni in più alla Grecia per il risanamento dei conti pubblici rispetto ai tempi previsti nel piano di salvataggio; la stessa elasticità, poi, andrebbe concessa anche alla Spagna per il rientro entro parametri di bilancio più virtuosi.
La Lagarde ha ammesso in modo inequivocabile che l’austerità indebolisce i Paesi cui viene meccanicisticamente applicata: in un contesto economico mondiale debole, il rapido risanamento dei conti pubblici a prescindere pesa sulla ripresa a breve termine, riducendo le entrate fiscali e quindi peggiorando ulteriormente il disavanzo. Pertanto il Fmi osserva che l’aumento del debito a livello mondiale è dovuto anche alla presenza del circolo vizioso risanamento/recessione indotta. L’enfasi, secondo Washington, andrebbe posta non più solo sul consolidamento fiscale (il rigore a tutti i costi), ma sul bilanciamento tra consolidamento e crescita. Questo ragionamento porta il Fmi alla conclusione che senza sforzi per far ripartire strutturalmente la crescita l’intera economia globale è in pericolo.
In pratica la crisi economica globale è riuscita in un’impresa epocale: far abbandonare al Fmi la ultradecennale ortodossia estrema in materia di austerity, con una virata a centottanta gradi verso politiche macroeconomiche meno inutilmente severe e tese alla ricerca di una maggiore efficacia concreta. Se alle dichiarazioni seguiranno i fatti, il mondo potrebbe essere all’alba di un nuovo, promettente realismo economico: chiaramente non aiuti incondizionati ai Paesi in difficoltà, quanto una sensata elasticità nell’applicazione degli interventi di sostegno internazionale. Può sembrare strano che sia proprio il Fmi, sino ad oggi il fautore più feroce dell’austerità fiscale, a sostenere che di eccessivo rigore uno Stato può morire: in realtà un processo di analisi critica era in corso da tempo all’interno del Fondo, avviato dal precedente direttore Dominique Strauss-Kahn.
IL MOLTIPLICATORE FISCALE
Le nuove convinzioni del Fmi si basano su analisi dettagliate, che mostrano come gli effetti depressivi dell’austerità possono essere devastanti sulla crescita, molto più di quanto ipotizzato in precedenza. Washington ha realizzato uno studio, pubblicato nell’ultimo World Economic Outlook (link http://www.imf.org/external/pubs/ft/weo ... f/text.pdf, da pagina 41), da cui si evince che i piani di austerità fiscale hanno un impatto negativo sulla crescita sinora sottostimato (e di molto): analizzando 28 economie dallo scoppio della crisi (2008) in poi è emerso, dati alla mano, che il tasso di crescita è stato inferiore alle aspettative (o, meglio, la contrazione maggiore delle aspettative).
La spiegazione sta nell’impatto del cosiddetto moltiplicatore fiscale, ovvero il rapporto fra un cambiamento nel deficit pubblico e la crescita dell’economia. Un esempio: se uno Stato riduce (deve ridurre) il deficit pubblico di 100, il Pil scende di 50 con un moltiplicatore a 0,5, scende di 150 se il moltiplicatore è 1,5.
Finora i modelli econometrici utilizzati dalle istituzioni internazionali quantificavano (in modo assiomatico) il valore del moltiplicatore fiscale a 0,5: a ogni punto percentuale di riduzione del deficit corrisponde mezzo punto di minor crescita del Pil. Anche la Commissione Ue fonda i suoi interventi su tale presupposto: i programmi di aggiustamento dei Paesi in difficoltà e le previsioni di crescita derivano dal moltiplicatore a 0,5.
Il Fondo, sotto la guida del capo economista Olivier Blanchard, ha verificato che in base alle evidenze empiriche il moltiplicatore si colloca in realtà fra 0,9 e 1,7: in sostanza il Fmi si è accorto (con enorme e grave ritardo, riteniamo noi di Economy2050) che gli aggiustamenti fiscali hanno un effetto depressivo sull’economia molto superiore a quanto ritenuto in passato. Se ad ogni punto percentuale di minor spesa pubblica il Pil si contrae dell’1,5%, succede che il bilancio non si risana mai perché il Pil minore a sua volta riduce le entrate fiscali e crea disoccupazione. Pertanto, la sottostima sistematica del moltiplicatore fiscale ha indotto effetti negativi imprevisti per effetto delle politiche economiche fondate esclusivamente sui tagli di bilancio nel breve termine, innescando sistematicamente una spirale negativa tagli di bilancio-recessione.
Non si tratta di discorsi astratti, ma della impostazione (sinora dogmatica, più che scientifica) che sta dietro agli interventi di salvataggio internazionale: concetti che possono fare la differenza fra la cancellazione di migliaia di posti di lavoro o meno, fra il rilancio dell’economia di un Paese o la condanna al duraturo impoverimento senza possibilità di redenzione. Ricordiamo come l’Argentina rifiutò il salvataggio del Fmi, preferendo emarginarsi finanziariamente dalla comunità internazionale piuttosto che adottare lo standard economico del Fondo. I sacrifici e la contrazione brutale dell’economia ci furono subito dopo il default, ma, trascorsi due anni, nel decennio successivo l’economia di Buenos Aires è stata quella a maggior crescita a livello mondiale. La Grecia, sottoposta all’ortodossia austera del soccorso internazionale, oggi è in una contrazione economica che dura da oltre quattro anni e sembra non avere fine.
L’INFLUENZA DELLA CRISI ECONOMICA MONDIALE
I risultati del paper del Fmi sono probabilmente influenzati anche dall’attuale contesto economico: la grande recessione è in corso da anni, i tassi d’interesse sono vicini allo zero da tempo, i fattori produttivi sono sostanzialmente inutilizzati (il dato più evidente è l’alta disoccupazione, che sta diventando strutturale), il modello di crescita basato su consumi sempre in ascesa è in crisi, le strette interrelazioni economiche fra i Paesi (globalizzazione) fanno sì che la crisi si estenda ovunque con facilità. In condizioni normali, una politica fiscale recessiva ha un naturale bilanciamento nella politica monetaria espansiva; ma se la politica monetaria è già espansiva (come oggi lo è da tempo nelle economie avanzate), essa non può mitigare gli effetti della contrazione del bilancio pubblico e quindi contenere l’impatto negativo del moltiplicatore fiscale.
Il modello econometrico (peraltro in gran parte basato sull’esperienza relativa a casi isolati e specifici) costruito nel corso dei lunghi anni di crescita mondiale elevata si rivela oggi sempre più pericolosamente inadeguato.
LE CONSEGUENZE TRATTE DAL FMI
Lo studio precisa che le conclusioni non sono definitive, ma il Fmi ne trae comunque due conseguenze sostanziali.
• Innanzitutto che la politica fiscale da applicare nei Paesi in crisi deve essere impostata con un orizzonte di medio termine, in modo credibile e dettagliato. Secondo Blanchard il risanamento dei conti deve essere “una maratona, non uno sprint. Ci vogliono molti anni. È molto importante avere un piano credibile per il medio termine perché così si può procedere più lentamente all’inizio”. Insomma, il nuovo verbo è la gradualità nell’aggiustamento dei bilanci pubblici per non strangolare l’economia: ridurre i deficit in tempi molto stretti è controproducente, in quanto aggiunge ulteriori danni a quelli endogeni che hanno generato la crisi del Paese soccorso.
• La seconda implicazione dello studio è la necessità di concentrare l’attenzione sugli obiettivi strutturali di bilancio, depurandolo dagli effetti del ciclo economico e delle misure una tantum, e non più su target nominali. Questo punto, di puro buon senso, è stato inserito anche nelle recenti riformulazioni dei Trattati europei (fiscal compact) , che hanno previsto il pareggio strutturale di bilancio al netto di eventi che comportino spese non strutturali (come può essere un terremoto o, più frequentemente, una fase depressa del ciclo economico). Secondo Blanchard “concentrarsi sugli obiettivi strutturali e non su quelli nominali implica che, se la crescita risulta peggiore del previsto, il Paese non è costretto ad adottare ulteriori restrizioni fiscali che peggiorano la situazione”. Queste dichiarazioni portano alla mente l’esempio della Grecia, dove si è innescato un circolo vizioso fra tagli di bilancio e caduta del Pil senza soluzione di continuità e senza alcuna possibilità di essere spezzato seguendo l’ortodossia economica attuale. Stesso rischio sta correndo oggi la Spagna, che appare all’inizio di un avvitamento su sé stessa molto simile a quello percorso dalla Grecia.
La virata del Fmi potrebbe avere importanti conseguenze pratiche proprio in Europa, dove tre Paesi contemporaneamente stanno applicando severi programmi di austerità (e due se ne aggiungeranno entro breve



http://www.economy2050.it/svolta-fmi-me ... alvataggi/

ora c'hanno il moltiplicatore fiscale...
benvenuti roberta, firenze

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Re: BCE/€...dove si va?

Messaggioda MauroB » 7 nov 2012, 23:29

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La finanza è allegra nei palazzi dell'Ue. Nel 2011 sprechi a non finire

di: WSI Pubblicato il 07 novembre 2012| Ora 12:06

In un anno buttate 89 miliardi di sterline. Per il 18esimo anno consecutivo corte dei conti europea non certifica il bilancio. Da Gran Bretagna ondata di scetticismo sulla bontà di rimanere ancorati al progetto euro.

Bruxelles - L'Europa arranca. Sotto il peso della crisi del debito non scricchiolano però i palazzi scintillanti dell'Unione europea a Bruxelles. Lì, nel cuore pulsante del Belgio, dove si respira ancora a pieni polmoni il progetto dell'euro, i fondi di milioni di cittadini continuano ad essere spesi in maniera allegra. Sono ben 89 i miliardi di sterline che i burocrati di Bruxelles hanno scoperto essere stati sprecati l'anno scorso. Visto i tempi che corrono, anche il premier inglese David Cameron e la Cancelliera tedesca Angela Merkel sono impalliditi.

Nella relazione di ieri, la Corte dei conti europea ha ammesso che nel 2011 sono stati ancora "troppi i casi di fondi comunitari impiegati in modo non ottimale". Ha così confermato che il tasso di errore di spesa, in taluni casi di frodi, è peggiorato: è salito a quota 3,9% dal precedente 3,7% del 2010. Addirittura nei programmi che attengono le problematiche ambientali, il tasso di errore raggiunge il picco del 7,7 per cento. Così decidere di non apporre il sigillo di bilancio in buona salute sul bilancio comunitario è stato un passo quasi obbligato per la Corte dei conti.

Da Oltre Manica si è levata una nuova ondata di euroscetticismo, con il Commissario europeo al bilancio, il polacco Janusz Lewandowski, ha cercato di correre ai ripari: "Non è più il momento di finanziare in questo modo progetti in Europa", ha detto. Che sia necessario attuare un maggiore sforzo di controllo e anche di recupero dei fondi che sono stati elargiti non in conformità con quanto realmente previsto da Bruxelles, lo ha riconosciuto anche Algirdas Šemeta, commissario europeo per la lotta alle frodi.

Tra i casi più scottanti sui cui i commissari vogliono vederci chiaro uno è anche in Lombardia: sono stati assegnati milioni di sterline mesi fa. Sulla carta sarebbe dovuta essere costruita una fattoria. Nella realtà oggi lì c'è una casa privata. Come dire: qualcosa non quadra.

http://www.wallstreetitalia.com/article ... inire.aspx

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Re: BCE/€...dove si va?

Messaggioda MauroB » 21 nov 2012, 1:06

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Notizie > Europa

Il Fondo salva-Stati scivola sul downgrade francese e rischia di perdere la tripla A: sospesa asta a tre anni

Cronologia articolo20 novembre 2012
Argomenti: Rating | Efsf | Francia | Stati Membri | Moody's | Hollande | Christophe Frankel

Il fondo salva stati Efsf ha momentaneamente sospeso un'emissione di titoli a 3 anni che si sarebbe dovuta concludere nel pomeriggio. La decisione è stata presa dopo che Moody's ha tagliato il rating della Francia da AAA a AA+. Poiché il rating dell'Efsf dipende da quello dei Paesi membri, la perdita dello status di tripla A da parte della Francia significa che il livello di garanzie su cui può contare il fondo non è più adeguato. La Francia è azionista al 21,83% dell'Efsf, alle spalle della sola Germania che incide al 29,07%.

Prima di tornare sul mercato del debito con la nuova emissione, dunque, l'Efsf dovrà essere in grado di poter disporre di ulteriori garanzie. Questa mattina il fondo aveva collocato, nonostante il downgrade della Francia, bond a 6 mesi registrando tassi in ulteriore ribasso.

«Il timing del bond a 3 anni è al momento condizionato a una questione relativa alle garanzie del fondo - ha spiegato il cfo e vice ceo dell'Efsf, Christophe Frankel, in una dichiarazione via email - Sebbene l'emissione avesse già registrato un forte interesse con domande superiori ai 3 miliardi di euro, e in linea con le guidance iniziali di prezzo, l'Efsf non é al momento nella condizione di procedere fino a che non verrà risolto questo aspetto tecnico».

Poiché il rating a breve termine dell'Efsf non è stato impattato dalla decisione di Moody's (che ha ridotto il rating a lungo della Francia, non quello a breve), l'Efsf ha potuto portare a termine questa mattina il collocamento dei titoli a sei mesi. «Questo - ha detto Frankel - dimostra come l'Efsf continui a beneficiare di un forte sostegno da parte del mercato anche dopo il downgrade sovrano della Francia». Riguardo all'emissione a tre anni, conclude Frankel, l'Efsf intende procedere con il suo collocamento non appena «sarà in grado di soddisfare i requisiti in termini di garanzie previsti dalla sua carta costitutiva».

Secondo alcuni economisti, il rating dello stesso Efsf potrebbe tuttavia essere tagliato nel corso delle prossime ore proprio a seguito della misura presa nei confronti della Francia in quanto il numero dei suoi garanti con triplo A è diminuito.

Intanto il presidente francese Hollande ha dichiarato, dopo il taglio del rating, che bisogna «mantenere la rotta» della politica seguita sino a ora «e capire che abbiano ogni interesse a risanare i nostri conti pubblici». «Dobbiamo tenerne conto - ha detto Hollande parlando al Congresso dei sindaci - seguire la nostra linea politica, mantenere la rotta e comprendere che abbiamo ogni interesse a risanare i nostri conti pubblici e a migliorare la nostra competitività». «È ciò che ci permette oggi di avere dei tassi di interesse come non li abbiamo avuti in questi anni di crisi del debito sovrano», ha aggiunto Hollande che ha sottolineato come oggi sul mercato secondario lo spread con i bund tedeschi sono rimasti invariati. Bisogna «mantenere la rotta» della politica seguita sino ad ora «e capire che abbiano ogni interesse a risanare i nostri conti pubblici».

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/ ... d=AbvRhr4G


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