ri-fi-nan-ziaaa-moooooo...

..ovvero le puttanate ufficiali propagandate dal Sistema Mediatico di IGB
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Christian Tambasco

ri-fi-nan-ziaaa-moooooo...

Messaggioda Christian Tambasco » 8 apr 2010, 12:44

fonte ansa

!
Bce: acquisti covered bond a 45,3 mld
Aumenta fondo anti-crisi per rifinanziare prestiti
08 aprile, 10:35

(ANSA) - FRANCOFORTE, 8 APR - La Banca centrale europea e le banche centrali di Eurolandia hanno portato a 45,279 miliardi gli acquisti di covered bond.I Covered bond sono in gran parte emessi dalle banche per rifinanziare prestiti garantiti da mutui o concessi al settore pubblico. La Bce ha detto in passato di aspettarsi che gli acquisti, parte del pacchetto di misure anti-crisi varate dall'Eurotower, raggiungano i 60 miliardi entro giugno.

Francesco Fata
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Re: ri-fi-nan-ziaaa-moooooo...

Messaggioda Francesco Fata » 8 apr 2010, 13:25

Christian Tambasco ha scritto:fonte ansa

[bigbox]Bce: acquisti covered bond a 45,3 mld
Aumenta fondo anti-crisi per rifinanziare prestiti
08 aprile, 10:35

(ANSA) - FRANCOFORTE, 8 APR - ...........
..........I Covered bond sono in gran parte emessi dalle banche per rifinanziare prestiti garantiti da mutui o concessi al settore pubblico[/b].


Mi piacerebbe sapere se nel regolamento che regola questi acquisti, alla parola mutui, segue la parola "ipotecari" o se potrebbero rientrarci anche mutui concessi senza garanzia. Sarebbe una svolta interessante da parte della BCE perchè vorrebbe dire che una banca commerciale, emettendo un covered bond, potrebbe coprire i prestiti fatti senza garanzia, senza avere un cent. di soldi propri o di terzi.
Voglio troppo bene al popolo per pensare di votare gente che vuole particolarmente bene a se stessa.
Francesco Fata

----Francesco Fata (ex aggiocampà) ----

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Karlrex

Re: ri-fi-nan-ziaaa-moooooo...

Messaggioda Karlrex » 20 apr 2010, 9:04

e qui l'utile netto di fine esercizio 2009 :mrgreen:
pure le spese sostenute, mo' me voglio sentì i cazzari alla fotogian che c'hanno da dì :lol:
!
19-04-10
BCE: NEL 2009 UTILE NETTO SALE A 2,25 MLD DA 1,32 MLD NEL 2008


(ASCA) - Roma, 19 apr - La Banca Centrale Europea ha chiuso il 2009 con un utile netto di 2,25 miliardi di euro contro 1,32 miliardi del 2008. E' quanto riporta il bilancio 2009 pubblicato oggi. Per cio' che attiene alle plusvalenze non realizzate imputate a conti di rivalutazione, l'apprezzamento dell'euro nei confronti di dollaro e yen ne ha comportato una diminuzione complessiva di 1,5 miliardi di euro, mentre l'incremento significativo del prezzo dell'oro registrato nel corso dell'anno ha determinato un aumento di 2,0 miliardi di euro.

Nel 2009 gli interessi attivi netti si sono ridotti, passando da 2.381 a 1.547 milioni di euro, in particolare per effetto di due fattori: (a) la diminuzione degli interessi attivi derivanti dall'allocazione delle banconote in euro all'interno dell'Eurosistema, riconducibile soprattutto a un tasso marginale sulle operazioni di rifinanziamento principali dell'Eurosistema mediamente piu' contenuto nel 2009 e (b) il calo degli interessi attivi netti sulle riserve uffi ciali, ascrivibile soprattutto ai piu' modesti tassi di interesse sulle attivita' denominate in dollari statunitensi registrati in media nel corso dello stesso anno.

Nel 2009 gli utili netti realizzati su operazioni finanziarie sono aumentati rispetto all'esercizio precedente, passando da 662 a 1.103 milioni di euro, a causa principalmente: (a) dei piu' elevati utili netti realizzati sulle vendite di titoli effettuate nel 2009 e (b) dei piu' elevati utili realizzati sulle vendite di oro, ascrivibili all'effetto congiunto del signifi cativo rialzo del relativo prezzo e del maggiore volume delle vendite effettuate nel corso dello stesso anno. Rispetto all'esercizio precedente, nel 2009 le spese di amministrazione totali della BCE, inclusi gli ammortamenti, sono aumentate da 388 a 401 milioni di euro.

red-men/mcc/ss

fonte: http://www.asca.it/news-BCE__NEL_2009_U ... ECO-1.html

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Christian Tambasco

Re: ri-fi-nan-ziaaa-moooooo...

Messaggioda Christian Tambasco » 2 lug 2010, 10:42

fonte: ilsole24ore Asta Bce ben oltre le attese, assegnati 111 miliardi di euro

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Asta Bce ben oltre le attese, assegnati 111 miliardi di euro

01 luglio 2010

L'operazione di regolazione della liqudità bancaria (fine tuning) da parte delle Bce é andata ben oltre le attese del mercato. L'Eurotower ha, infatti, collocato 111,23 miliari di euro a 6 giorni al tasso fisso dell'1%. Hanno richiesto e ottenuto i fondi richiesti tutte le 78 banche che hanno partecipato all'operazione. Oggi era un giorno importante per il mercato monetario, in quanto le banche erano chiamate a restituire alla Bce 442 miliardi ricevuti 12 mesi fa. Ieri, nell'operazione di rifinanziamento a 3 mesi, le banche avevano richiesto 131,9 miliardi di euro, un importo decisamente inferiore a quello atteso dal mercato (150-250).

Importo però che il presidente della Bce, Jean Claude Trichet aveva definito "normale". Oggi il mercato si attendeva un fine tuning tra 15 e 70 miliardi, invece ne sono stati allocati ben 113. Conseguentemente, secondo le stime degli operatori, con l'operazione di ieri e quella odierna, l'eccesso di liquidità del sistema bancario é intorno a 130 miliardi, una cifra abbondante e in grado, forse, di allentare alcune pressioni rialziste sui tassi a breve termine.
Analisti, la liquidità resta abbondante. «Il surplus di liquidità nel sistema bancario resta sopra i 100 miliardi di euro - spiega Luca Cazzulani di Unicredit - dissipando i timori di una insufficiente liquidità e l'abbondanza di cash potrebbe contribuire a mantenere bassi i tassi di interesse a breve termine». Dopo queste ultime operazioni di rifinanziamento del sistema bancario le scadenze sulla liquidità fornita dalle Bce si sono però accorciate. «Già dalla prossima settimana - sottolinea Cuzzulani - é in programma l'asta dell'Eurosystem a 7 giorni, che potrebbe registrare richieste per 270 miliardi di euro. Il segnale é chiaro: possiamo contare su abbondante liquidità, ma da restituire su scadenze più corte. Questo rende, in prospettiva, meno stabile, l'attuale surplus di liquidita».
Allegati
20100701AstaBCECalmaAcque.pdf
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20100701BeneAstaBCE.pdf
(132.37 KiB) Scaricato 64 volte

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sergioloy

Re: ri-fi-nan-ziaaa-moooooo...

Messaggioda sergioloy » 13 ago 2010, 10:46

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Allarme per le banche irlandesi e la Bce corre in aiuto comprando i Bond di Dublino

dal sole24ore

I timori sulla tenuta debiti sovrani tornano a farsi sentire sui mercati. Questa volta a preoccupare è l'Irlanda. Lo spread dei tassi d'interesse sul debito irlandese a 10 anni rispetto al bund tedesco si è allargato a 2,88 punti percentuali. Livelli che non si vedevano da circa tre mesi, tempi in cui imperversava la crisi della Grecia.

L'asta dei titoli a 6 mesi di Dublino ha registrato una forte domanda, pari a 3,6 volte l'importo offerto (500 milioni), ma il rendimento è salito al 2,45 per cento. Gli stessi titoli erano stati collocati nell'asta del 22 luglio con un rendimento dell' 1,36 per cento. Anche per i titoli con scadenza a 8 mesi si è registrato una domanda sostenuta, pari 3,1 volte l'importo offerto (500 milioni), ma rendimento in volo al 2,81% da 1,80% della precedente asta del 22 di luglio.

All'asta, secondo l'agenzia Bloomberg, avrebbe partecipato la stessa Banca centrale europea. Secondo due trader che avrebbero assistito alle transazioni l'Eurotower che, con l'aggravarsi della crisi dei debiti sovrani acquista titoli di Stato dei paesi membri, avrebbe comprato titoli con scadenza non superiore ai due anni, anche se in quantità limitate. Una mossa per raffreddare la tensione sul mercato dei titoli di Stato. Ma anche interessata, data la sovraesposizione del sistema creditizio irlandese nei confronti dell'Eurotower.

I timori sulla tenuta dei conti pubblici di Dublino sono tornati alla ribalta dopo che l'Unione europea ha autorizzato uno stanziamento 10 miliardi di euro in favore della Anglo-Irish bank. Che la banca, travolta dalla crisi finanziaria e nazionalizzata nel 2009, non navigasse in buone acque era chiaro. Ma nessuno si aspettava una ricapitalizzazione di questo ammontare. Una cifra che fa salire il conto totale del salvataggio a 24 miliardi e 3 milioni di euro (oltre il 10% del Pil che nel 2009 è stato di 229 miliardi).

Questo ha fatto sospettare che la Anglo Irish, che non ha partecipato agli stress test, abbia più difficoltà del previsto nel rifinanziare il proprio debito. Proprio in queste settimane, esattamente il 9 settembre, andrà in scadenza un bond emesso a dicembre 2008 (nel pieno della tempesta dei mercati). La Anglo Irish dovrà sborsare 4 miliardi e 607 milioni di euro, più della metà delle scadenze 2010.

In generale è tutto il comparto bancario irlandese a soffrire, come già certificato da Moody's che nelle scorse ha tagliato il rating di Dublino. Bank of Ireland ha recentemente comunicato un calo dei profitti del 66 per cento. Le perdite sono più che raddoppiate a causa dei minori tassi di interesse incassati nella vendita di titoli tossici alla National Asset Management Agency, il fondo governativo messo in piedi per sterilizzare gli effetti della crisi.

Nonostante il piano di austerity, varato nei mesi scorsi per sterilizzare la speculazione che aveva colpito pesantemente la Grecia, il deficit irlandese rischia così di salire oltre il 20% del Pil. Questo spiega l'impennata dei rendimenti sui titoli di stato e dei credit default swap (derivati che assicurano sul rischio Paese). Il costo per coprirsi sui bond a cinque anni è salito a 282 punti base. Questo significa che per assicurarsi su 10 milioni di debito irlandese bisognerà sborsare 281mila euro.

Sono lontani i tempi in cui l'Irlanda veniva definita la «tigre celtica», per via della crescita sostenuta (+6% annuo) che la sua economia ha messo a segno tra il 1995 e il 2007. La crisi ha messo a nudo quanto essa fosse drogata da un mercato immobiliare troppo esuberante e banche conniventi. Dal 2007 i prezzi delle case sono scesi del 50% e l'economia è scivolata in una durissima recessione (nel 2009 il Pil è sceso di quasi otto punti percentuali). Il resto lo hanno fatto i salvataggi bancari che hanno fatto esplodere il deficit e costringere il governo a misure draconiane per sfuggire alla speculazione internazionale.


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