L'Abi, banche e finanze islamiche

..ovvero le puttanate ufficiali propagandate dal Sistema Mediatico di IGB
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Karlrex

L'Abi, banche e finanze islamiche

Messaggioda Karlrex » 17 mar 2010, 8:58

Come fregare i capitali islamici..poteva essere l'articolo, dato che chi ne sà almeno un po' il sistema-economico-sociale islamico differisce totalmente da quello occidentale per diversi aspetti e da un certo punto di vista molto + etico(no interessi,no partita doppia ect).Leggete questo articolo che la dice tutta :mrgreen: :

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ITALIA
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L'Abi studia come attrarre
l'irresistibile finanza islamica
di Claudio Tucci
16 marzo 2010
La finanza islamica vale oggi tra gli 800 e 1.200 miliardi di euro, l'1% circa degli asset bancari mondiali. Con un stima al rialzo, visto che le banche islamiche, da quando sono nate, sono cresciute a un tasso del 15%-20%, e secondo le ultime stime , in prospettiva, aumenteranno del 30%-40 per cento.

A parlare è il responsabile del settore Crediti dell'Abi, Raffaele Rinaldi, nel corso di un convegno organizzato da banca Ubae, a Palazzo Altieri, su istituti di credito e finanza islamica. "Si tratta ancora - ha spiegato Rinaldi - di un settore di nicchia", ma caratterizzato da consistenti "eccessi di risparmi" e da potenzialità in costante crescita: "Se il prezzo del petrolio - ha detto - si assestasse a 50 euro al barile, nel 2020, la richiesta finanziaria dei Paesi del Golfo Persico sarebbe di circa 5 trilioni di euro". Senza considerare, poi, ha aggiunto, che, attualmente, solo il 36% delle attività bancarie dei Paesi islamici si rifanno alle regole della Sharia.

L'Italia, quindi, ha proseguito Rinaldi, deve guardare con interesse al mondo islamico, come stanno facendo Paesi "più agguerriti di noi", come Gran Bretagna, Germania e Francia, che si sono già mossi per intavolare rapporti istituzionali con i Paesi islamici. "Come Abi - ha sottolineato - studieremo la questione e proporremo al Governo le opportune modifiche normative che consentano di incrementare l'export, attrarre investimenti e permettere, se lo vorranno, alle banche islamiche di operare liberamente in Italia".

Parlando invece delle difficoltà di aprire una banca islamica in Italia (per questioni fiscali e di incompatibilità normativa) Biagio Matranga, advisor to the bord di banca Ubae, ha suggerito una soluzione percorribile, nell'immediato. "Penso - ha detto - alla possibilità di offrire alcuni prodotti finanziari Islamic compliant attraverso l'intermediazione delle banche italiane". Uno strumento giuridico adatto, ha proseguito Rinaldi, è il leasing, "che potrebbe - ha detto - agevolare il disco verde di Bankitalia". Più complessa, invece, ha proseguito, l'ipotesi di una banca retail islamica, per i numerosi problemi di natura regolamentare e legata alle strutture di vigilanza.

Meglio, piuttosto, puntare su una banca d'investimento islamica, che permetta di raccogliere risparmio nei Paesi di fede musulmana con prodotti rispondenti alla Sharia, utilizzando poi queste risorse per finanziare imprese italiane. Si tratta di un opzione fattibile, ha spiegato Rinaldi, che prevede due partner: uno arabo e uno italiano. "In questo modo però - ha concluso - non si solleverebbero neppure grandi problemi sul fronte normativo e delle autorizzazioni da parte di Palazzo Koch".

Matranga ha ricordato infine alcune peculiarità della finanza islamica. "Un modo etico di fare affari", dove gli interessi sono considerati usura, i prodotti derivati sono banditi e la banca condivide con il proprio cliente rischi e profitti. Un sistema che può smuovere anche forti interessi economici: come motore, ha aggiunto, del processo di internazionalizzazione dei capitali in Italia, attraverso, per esempio, operazioni di project financing. Oltre ovviamente a venire incontro alle esigenze (di integrazione) del milione e 200mila immigrati islamici residenti in Italia (stime Caritas 2008), che avrebbero interesse a utilizzare strumenti conformi alla propria cultura.

fonte: http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLi ... iew=Libero

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Karlrex

Re: L'Abi, banche e finanze islamiche

Messaggioda Karlrex » 17 mar 2010, 9:04

Il precedente articolo segue quest'altro di qualche tempo fa..sarà per questo che l'Abi si sta interessando sempre +?? :twisted:
Un modo per saperne di + sulle regole islamiche e magari trarci "altri" collegamenti..

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MONDO
ILSOLE24ORE.COM > Notizie Mondo ARCHIVIO
Finanza, le banche islamiche non conoscono crisi
Asset cresciuti negli ultimi 6 mesi del 20% e raggiunti i 500 miliardi di dollari di patrimonializzazione. Aumentano in Europa le banche rispettose dei principi coranici e, proprio nel momento in cui il mondo finanziario
occidentale è in ginocchio per gli effetti della crisi dei mutui subprime, la finanza islamica dimostra così una vitalitá senza precedenti. Tanto che, se nel 2007 sono stati emessi 206 bond per quasi 47 miliardi di dollari da questi istituti, nel 2008 la cifra si è ulteriormente incrementata di altri 10 miliardi.
A rilevarlo è «World & Pleasure», il mensile dedicato al mondo del business e del lusso che ha registrato come le obbligazioni e i fondi fedeli ai principi coranici stiano crescendo in modo esponenziale. Le obbligazioni islamiche, denominate sukuk, crescono di giorno in giorno.
Il primo bond fu emesso nel 1990, il secondo 10 anni dopo nel 2000. Quell'anno sono state realizzate solo 3 emissioni, per un totale di 366 milioni di dollari. Tre anni dopo sono aumentate a 37, per un ammontare di 5,7 miliardi, e nel 2006 sono stati emessi 199 bond, per un valore di 27,17 miliardi, saliti nel 2007 a quota 206 per complessivi 47 miliardi di dollari. Nel primo trimestre del 2008 sono invece stati emessi 44 bond per 2,3 miliardi. Una crescita analoga è stata registrata per i fondi, dato che attualmente ne esistono 410, quasi 100 in più rispetto a quelli esistenti solo 4 mesi fa. Ma oltre al volume delle transazioni, a crescere a vista d'occhio è anche il numero delle banche islamiche osserva «World & Pleasure». Perfino la National Bank of Kuwait, una delle maggiori del Medio Oriente, ha annunciato il progetto di aprire una banca islamica in Svizzera in partnership con una istituzione Saudita. Nel Paese elvetico esistono giá altre 2 banche islamiche, che si sommano alle 4 presenti in Gran Bretagna e alle 5 operative negli Usa. E mentre si espandono in Occidente, le banche islamiche sono in crescita anche nei Paesi Arabi. È il caso della Siria dove, solo nel mese di marzo del 2008, sono state autorizzate dalla Syrian Commission of Financial Markets and Securities 2 nuove banche private, che salgono così a 11. Tra queste la Audi Bank Syria, una delle prime istituzioni non statali, che ha chiuso il 2007 con un attivo di bilancio pari a 758 milioni di dollari.
Le prospettive di crescita per i prossimi 5 anni della finanza Sharia compatibile sono stimate oltre il 15% annuo, il doppio rispetto a quelli della finanza tradizionale. Anche perchè, entro i prossimi 5 anni, l'islamic banking sará regolato uniformemente in tutta l'area Euro, così un nuovo importante canale europeo verrá aperto per la finanza internazionale, creando un ruolo chiave nei rapporti tra le istituzioni finanziarie islamiche e quelle occidentali. Ed i numeri del fenomeno finanziario-religioso parlano da soli. Come ha rilevato «Wolrd & Pleasure», 1.400 miliardi di dollari è la cifra stimata nel 2010 dei capitali amministrati dai servizi finanziari che osservano le regole coraniche sulla gestione dei capitali e 300 miliardi di dollari la capitalizzazione annua di Borsa dei titoli conformi alla Sharia sui mercati mobiliari dei Paesi islamici. E non solo. Sono 70 gli indici azionari compilati sulla base della compatibilitá con la norma coranica e 300 le istituzioni finanziarie presenti in 65 Paesi che osservano la Sharia.
Ma quali sono le regole della finanza islamica? Gli strumenti finanziari islamico-osservanti sono prodotti che non prevedano la corresponsione di Riba (interessi) ed escludano comportamenti economici di Gharar (irragionevole incertezza), di Maisir (speculazione) e di Haram (ciò che è esplicitamente proibito dal Corano). Le regole ruotano tutte intorno al divieto della Riba, proibita perchè non può esservi guadagno deciso a priori e senza rischio: quindi si spartiscono gli utili, ma non si remunera il denaro. È anche proibita la Gharar, termine che sta ad indicare il trarre vantaggio dalla mancanza di informazioni altrui, ed è proibito tra l'altro stipulare un contratto legandolo ad eventi ignoti. nella finananza sharia-compatibile è altamente incoraggiata la Mudaraba, una sorta di venture capitalism ante litteram, dove chi fornisce il capitale corre il rischio di perdite se l'affare va male e chi partecipa con il lavoro corre il rischio di lavorare senza guadagni. Escluso invece il rischio di finire sommerso dai debiti.

Altri Link utili per "saperne" ancora:
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLi ... &correlato
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http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLi ... &correlato

fonte: http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLi ... &correlato

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Re: L'Abi, banche e finanze islamiche

Messaggioda sandropascucci » 17 mar 2010, 9:10

traduzione:

aò! bada che questi ce spaccheno er culo!
nun tanto ora che so' l'unoxcento e contabirmente nun contano un cazzo
(e pure aumentassero del centoxcento nun sarebbero che caccole pel giro mondiale de sordi)
ma che spaccheranno un domani che con la loro semplice presenza
quarcuno se po' arrivà a domandà: come l'interesse è usura?
come condivideno li rischi come noiandri? come sarebbe a d' che reinvestono in opere morali?
che cazzo vòrdì morale aò?!? io sò occidentale, che cazzo ne sò!??
 - - - 8< - - - 8< - - - 8< - - - 8< - - - 8< - - -
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Re: L'Abi, banche e finanze islamiche

Messaggioda lillifata » 17 mar 2010, 9:21

::
E poi, secondo un rapporto dell'agenzia di rating Moody's, rischi notevoli potrebbero venire dalla credenza, molto diffusa, che le banche islamiche finanzino direttamente o indirettamente organizzazioni terroristiche.

(dal penultimo link).

Ah, ma perchè le banche occidentali, invece...chissà...
liliana sgarlata

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Re: L'Abi, banche e finanze islamiche

Messaggioda kasiacolagrossi » 8 mar 2011, 13:41

katarzyna edyta colagrossi


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