Dopo la crisi il denaro conta di più

..ovvero le puttanate ufficiali propagandate dal Sistema Mediatico di IGB
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Karlrex

Dopo la crisi il denaro conta di più

Messaggioda Karlrex » 24 feb 2010, 10:28

Adesso pure i sondaggi , come se nn bastassero quelli di Porta a Porta(a minkia)!
Anche se simbolo viene ripetuto + volte la gente si fissa su ricchezza!
Alla fine sono i 90 enni quelli che hanno capito il vero Valore :mrgreen:

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Cina, Giappone e Corea del Sud sono i Paesi dove si inseguono di più i soldi
Dopo la crisi il denaro «conta» di più
La pensa così il 65 per cento delle persone intervistate in un sondaggio mondiale realizzato da Reuters/Ipsos.


MILANO – Qualcuno ipotizzava che la crisi avrebbe portato un ritorno ai valori autentici e magari anche alla fine del mondo consumista e capitalista o comunque a un cambio di paradigma. Niente di più falso. Semplicemente e prevedibilmente ora che i quattrini mancano, per la legge economica dell’utilità marginale crescente (e poi decrescente), se ne sente il bisogno più che mai. Insomma la loro rarità ne amplifica il valore e il bisogno di denaro porta ad attribuirgli ancora più importanza. Così la pensa una buona parte del mondo, mentre un’altra cospicua parte dell’umanità (anche se un po’ inferiore) vede i soldi come sinonimo di realizzazione individuale.

DALLA CRISI IN POI – Lo sottolinea un sondaggio mondiale promosso da Reuters in collaborazione con Ipsos che ha coinvolto 24mila individui provenienti da 23 Paesi e in cui si è cercato di stabilite il valore soggettivo che le persone attribuiscono al denaro dalla crisi in poi. L'attenzione al denaro è più che mai consistente da quando è scoppiata la crisi per i tre quarti degli intervistati e in particolare per il 65 per cento degli uomini e il 64 per cento delle donne. Lo scarto nella percezione dei soldi come segnale di affermazione è invece maggiore tra maschi e femmine, con il 47 per cento degli uomini e il 40 per cento delle donne che considera le banconote il segno del successo di una persona.

I PAESI PIU’ MATERIALISTI – Corea del Sud, Cina, Giappone e India: sono questi i Paesi dove il soldo è più venerato. Il 69 per cento della popolazione delle prime due nazioni lo considera la cartina di tornasole della realizzazione personale, e della stessa idea è il 67 per cento della popolazione indiana e il 63 per cento dei giapponesi. In generale il 43 per cento della popolazione mondiale pensa che successo faccia rima con ricchezza, ma non sono d’accordo con questo pensiero il 73 per cento della popolazione del Canada, seguito dalla Svezia, dal Messico e dall’Olanda che, insieme alla Gran Bretagna e alla Germania, si aggiudicano il riconoscimento di Paesi più indifferenti al fascino delle banconote.

GIOVANI E IDEALI – Interessante è anche scorporare i dati per segmenti anagrafici. La media mondiale suggerisce che per il 71 per cento degli under 35 il denaro è diventato più importante, mentre la pensa allo stesso modo il 61 per cento della fascia di età tra i 35 e i 54 anni e il 52 per cento degli over 55. E anche per quanto riguarda la visione dei soldi come simbolo di successo il trend è simile, con il 48 per cento dei ragazzi sotto i 35 anni che la pensa così, seguito dal 40 per cento del segmento 35-54 e dal 35 per cento di coloro che hanno superato i 55 anni.

CONCLUSIONI – Tirando le somme si può dire che gli ideali sono un lusso e che in tempi di vacche magre si stanno comprensibilmente spegnendo. L’altro dato è una considerazione sempre più simile dei soldi da parte di uomini e donne, anche se continuano a esistere vistose differenze di genere nella visione del denaro come simbolo di valore individuale. Infine va sottolineato come non sia più la gioventù l’età dei grandi ideali. Scorrendo le statistiche pare che siano proprio i giovanissimi ad avere il chiodo fisso del denaro e a interpretarlo come segno di valore. Mentre paradossalmente i più idealisti sono gli anziani.

Emanuela Di Pasqua
23 febbraio 2010

fonte: http://www.corriere.it/economia/10_febb ... aabe.shtml

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LorenzoLenzi

Re: Dopo la crisi il denaro conta di più

Messaggioda LorenzoLenzi » 24 feb 2010, 11:26

Della serie IGB non ne sbaglia una . . . :evil:

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Christian Tambasco

Re: Dopo la crisi il denaro conta di più

Messaggioda Christian Tambasco » 5 ott 2010, 15:57

fonte: la gazzetta del mezzogiorno Laureato lucano lavora in Svizzera come cavia umana

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Laureato lucano lavora in Svizzera come cavia umana
di MASSIMO BRANCATI

POTENZA - Una vita da precario. Tre mesi qui, due mesi là, un contratto a progetto per pochi spiccioli. La laurea in Lettere e filosofia non gli crea le opportunità che sperava. E così il potentino R. S., 34 anni, per evitare di sprofondare nella depressione del disoccupato («che - dice - non ha santi in paradiso») ha deciso di «affittare il suo corpo». Niente a che vedere con il sesso. Si mette a disposizione delle case farmaceutiche per testare nuove molecole e nuovi farmaci. È quel che si dice una «cavia umana».

Dal 2006 R. S. trascorre quindici, venti giorni all’anno in una clinica della Svizzera a ingurgitare pillole, sciroppi o a provare unguenti. Tra un test e l’altro trova pure il tempo di godersi massaggi, beauty farm, piatti prelibati e una piscina hollywoodiana all’interno della clinica stessa. «Mi trattano con i guanti bianchi. E poi mi pagano bene», dice il potentino. Le cifre? Si va da 250 euro a 600 euro al giorno. Dipende dall’importanza della sperimentazione. E, forse, anche dalla sua pericolosità. R. S., però, non teme contraccolpi per la sua salute. È tranquillo e benedice il giorno in cui ha colto questa occasione: «Ho parenti in Svizzera e quando sono andati a trovarli ho letto un annuncio della facoltà di Medicina che cercava persone disposte a entrare nello staff di un’importante casa farmaceutica. Mi sono presentato, consapevole di trovarmi di fronte a una scelta difficile».

Al primo incontro lo hanno letteralmente rivoltato come un calzino con un’accurata visita medica: «In questo modo - racconta - hanno escluso problemi di salute e mi hanno arruolato». La prima sperimentazione ha riguardato un principio attivo utilizzato per la cura della gastrite: «Non ho avuto particolari reazioni - dice R. S. - e così sono andato avanti anno dopo anno. Paura? No, perché sono in mano a scienziati, medici, seri professionisti. Le persone da sottoporre alle terapie vengono scelte in base al grado di tollerabilità al farmaco. E sono attentamente monitorate. È chiaro che, tanto per fare un esempio, a un volontario non verrano mai dati antitumorali con elevati effetti tossici collaterali».

Ma come si diventa una «cavia umana»? «Bisogna - sottolinea R. S. - semplicemente essere un soggetto in buona salute e non avere problemi psicologici. L'aspirante volontario, inoltre, deve essere disposto a firmare un contratto in cui si specificano diritti, doveri e rischi. È una prassi. C’è, però, anche un’altra strada. Oltre alle persone sane che, in cambio di soldi, assumono le nuove molecole sviluppate in laboratorio affinché ne sia valutata l’efficacia, ci sono persone già malate che si offrono gratuitamente per alimentare una speranza. E questo, in genere, avviene quando ci si trova di fronte a malattie gravi e ritenute incur abili».

R. S. tornerà in Svizzera a novembre. Un’altra «vacanza» sulle Alpi a colpi di pillole e beveroni dal contenuto «top secret»: «Mi hanno già chiamato per un nuovo test. Se fosse per me - sottolinea - ne farei due all’anno, così metterei da parte un bel gruzzoletto. Ma non è possibile. Occorrono almeno sei, otto mesi di disintossicazione per presentarsi di nuovo in clinica».

Cosa non si fa per i soldi: «Che male c’è - conclude R. S. -. Dopo tutto non sto mica vendendo un rene o un occhio. E corro meno rischi di chi assume un’aspirina e non sa di esserne allergico».


c'è poco da scandalizzarsi non è niente di diverso di quanto fanno atleti professionisti che ingurgitano GH piuttosto che EPO o altre sostanze dannose e dopanti che riportano tra le contro-indicazioni "potrebbe causare la morte" e tutto per fama, soldi...ecc...TUTTO segue la logica di MERCATO quindi TUTTO è potenzialmente MERCE

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LorenzoLenzi

Re: Dopo la crisi il denaro conta di più

Messaggioda LorenzoLenzi » 5 ott 2010, 20:43

:evil: cosa si fà per vendere l' ultimo gratta e vinci alla vecchina in bolletta...
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Al bar si paga con le lire Me lo chiedono i clienti
Cesena, 30 settembre 2010 - Ottobre
da sempre l’ultimo giorno del mese si celebra la giornata del risparmio, diventerà il mese delle lire per un bar-tabaccheria del popoloso quartiere di San Mauro in Valle, l’Hemingway Café in via Pistoia, nella zona delle cosiddette Torri, gli imponenti condominii. L’attività è gestita a partire dal 2005 da Agostino Alvisi.


Com’è nata l’idea di riesumare le lire?


'Magari penseranno che voglio farmi pubblicità con una trovata originale, ma non è così: molti clienti del quartiere, specie anziani, mi hanno chiesto a più riprese in questi anni se potevano pagare in lire visto che avevano cassette di spiccioli da smaltire, che possono essere cambiate solo andando alla filiale più vicina della Banca d’Italia, a Forlì'.


Ma non è conveniente spostarsi per cambiare gli spiccioli.


'Infatti: mettersi in auto o prendere il treno per andare a Forlì non valeva la candela e quindi molti clienti hanno continuato a tenere il piccolo gruzzolo nel cassetto. Allora mi sono deciso e ho fatto stampare un volantino in cui annunciamo che da domani al 31 ottobre si potrà pagare anche in lire'.

Certo che riconvertire i prezzi in euro in lire sarà un bell’impazzimento...


'Da far venire i capelli dritti, ma i bar-tabacchi sono da sempre esercizi di vicinato che svolgono anche una funzione sociale nel quartiere. Poi è ovvio che il commerciante si muove anche per legittimo interesse e so bene che in questo modo si possono fidelizzare i clienti'.


La sua attività risente della contrazione dei consumi?


'Certo, ed è normale in un periodo in cui tutti tirano la cinghia: forse lo avvertiamo più al bar che in tabaccheria. Magari a certi anziani al minimo di pensione ma anche a famiglie in difficoltà è una piccola manna dal cielo poter utilizzare sino all’ultima moneta da 50 lire'.


E se arriva la vecchietta che senza comprar nulla le dà le monete chiedendole di far da banca?


'Come posso mandarla via? Tanto poi in banca dovrò andare a cambiare il danaro'.


Dalla Confcommercio cesenate, che ha creato dodici consigli di quartiere formati da commercianti anche nell’ottica di valorizzare i negozi come presidi sociali del territorio, arriva intanto il plauso all’iniziativa e l’invito ad emularla. 'Alvisi è nostro socio, ma la sua è una iniziativa autonoma — dice il direttore Giorgio Piastra —. Essendo un’idea molto indovinata e che pienamente riflette il nostro impegno a valorizzare il ruolo anche sociale del commercio come associazione possiamo proporla a tutti i negozianti radicati anche in altri quartieri'.


Andrea Alessandrini


Fonte: http://www.ilrestodelcarlino.it/cesena/ ... lire.shtml


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