ne resterà soltanto uno!

..ovvero le puttanate ufficiali propagandate dal Sistema Mediatico di IGB
sandropascucci
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ne resterà soltanto uno!

Messaggioda sandropascucci » 15 dic 2009, 21:57

dopo "Alla fine ne resterà soltanto uno [di loro..] parte I"
e "Alla fine ne resterà soltanto uno [di loro..] parte II"

Unicredit,ok a progetto Banca Unica
martedì, 15 dicembre 2009 - 20:55 CET

(ANSA) - MILANO, 15 DIC (Francoforte: 864407 - notizie) - Il cda di Unicredit (Milano: UCG.MI - notizie) ha approvato l'avvio del progetto di riorganizzazione societaria che portera' alla creazione della 'banca unica'.Lo comunica l'istituto di Piazza Cordusio con una nota. Il progetto e' stato denominato da Unicredit 'Insieme per i clienti'.
L'intento e' quello di razionalizzare al meglio i vari settori di attivita'.
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Karlrex

Re: ne resterà soltanto uno!

Messaggioda Karlrex » 16 dic 2009, 10:07

Qui il link per integrare e con maggior spiegazioni quanto già esposto da Sandro:
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLi ... iew=Libero

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Re: ne resterà soltanto uno!

Messaggioda sandropascucci » 3 ott 2015, 7:49

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Finanza e Mercati In primo piano
Le banche d’affari studiano il dossier Intesa-UniCredit-Mps

di Alessandro Graziani con un commento di Alessandro Plateroti2 Ottobre 2015
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Argomenti: Federico Ghizzoni | Carlo Messina | Borsa Valori | Bce | Claudio Costamagna | CDP | Banca d'Italia | Intesa Sanpaolo | Fusioni e Acquisizioni



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C’è un dossier di maxi-fusione bancaria, poche pagine preparate da una banca d’affari, che negli ultimi giorni gira sui tavoli dell’alta finanza. Il dossier disegna una maxi-operazione societaria che coinvolgerebbe le tre maggiori banche italiane: UniCredit, Intesa e Mps. Chi lo ha visionato, stando alle indiscrezioni, parla di un progetto iniziale di fusione tramite scambio azionario tra UniCredit e Intesa Sanpaolo.

Con un possibile successivo scorporo della parte italiana di UniCredit, che poi sarebbe apportata a Mps. L’ipotesi - categoricamente smentita ieri sera sia da Intesa che da UniCredit, non è stato possibile avere un commento da Mps - appare vicina alla fantafinanza, eppure nelle ultime ore il tam tam sull’esistenza del progetto si è fatta insistente e ha iniziato a circolare sia a Milano che a Roma. Come era già accaduto nel 2012 quando, si disse allora, tra gli autori del progetto vi era Claudio Costamagna, all’epoca banchiere d’affari e da poche settimane neo presidente della Cassa Depositi e Prestiti.

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Che chance ha di andare in porto il progetto che, ufficialmente, nessuno dice di conoscere? I piani strategici sia di UniCredit che di Intesa Sanpaolo sono noti da tempo: esclusa ogni crescita ulteriore in Italia. Ed escluso qualsiasi interesse per un’aggregazione con Mps. Sia il ceo di Intesa Sanpaolo Carlo Messina che quello di UniCredit Federico Ghizzoni sono stati chiari su questo punto, anche in occasione dei recenti incontri con gli investitori istituzionali che rappresentano oltre il 50% del capitale.

Una combinazione tra le due banche, guardando solo alle sovrapposizioni territoriali dei due «campioni nazionali» (e ancor prima dell’inevitabile scrutinio dell’Antitrust), porterebbe alla eliminazione di almeno 2000 sportelli con pesanti ricadute occupazionali stimabili in 20-25.000 tagli tra filiali, corporate center e personale delle direzioni generali. Le ricadute peggiori, però, potrebbero riguardare il sistema del credito alle imprese. La fusione tra Intesa e UniCredit porterebbe alla creazione di un soggetto che, unendo in una sola entità le esposizioni creditizie, farebbe superare i limiti consentiti dalla Vigilanza. E difficilmente il surplus di credito da gestire potrebbe essere «assorbito» con facilità dalle banche piccole e medie, alle prese con i requisiti di capitale imposti da Bankitalia e soprattutto Bce.

Dal punto di vista societario, non è chiaro in che modo sarebbe «smembrato» UniCredit senza un’adeguata remunerazione per i suoi azionisti. In teoria, secondo gli estensori del dossier, Intesa Sanpaolo dovrebbe beneficiare del conferimento della rete estera di UniCredit. Ma anche per Intesa Sanpaolo, che non ha alcun piano nuovo di crescita a est, l’operazione potrebbe essere ad alto rischio perchè - con la maxi-crescita dimensionale - rientrerebbe nella categoria delle Sifi e dunque si troverebbe a dover affrontare coefficienti di capitale più elevati, mangiandosi gran parte del «buffer» positivo cumulato in anni di buona gestione. Come si vede, nessuno ha apparente interesse a portare avanti un progetto che - a parte risolvere (forse) il nodo dell’aggregazione che Bce continua a pretendere per Mps - sembra rientrare nella fantafinanza. E a forte rischio di bocciatura dei mercati. Eppure il dossier circola.

da: http://www.ilsole24ore.com/art/finanza- ... fresh_ce=1
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Re: ne resterà soltanto uno!

Messaggioda Francesco Fata » 5 ott 2015, 11:58

"Eppure il dossier circola"

Ma va! Ooohhh!!! Stupore!
Un progetto che sarebbe bocciato dai mercati...continua a circolare? Come mai?
Ma 'sti articoli chi li fa? Paperino?

Nessuno che faccia capire quella "famosa" differenza (che provo a far capire da anni) tra "banca unica" (e chiaramente radicata sul territorio) e una pluralità di banche diverse in termini di capacità di erogazione dei prestiti SENZA IL RICORSO A RIFINANZIAMENTI DELLA BANCA CENTRALE.

Questi stanno ancora a parlare di convenienza economica (che cmq sarebe di almeno 2/3 miliardi di €uro all'anno in costi di gestione - e non è poco-)
senza parlare della vera convenienza che sta nella capacità di prestare moneta elettronica senza mai andare in rosso nella stanza di compensazione e quindi senza mai avere necessità di chiedere base monetaria alla banca centrale).
Voglio troppo bene al popolo per pensare di votare gente che vuole particolarmente bene a se stessa.
Francesco Fata

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Re: ne resterà soltanto uno!

Messaggioda sandropascucci » 5 ott 2015, 16:09

"Con un possibile successivo scorporo della parte italiana di UniCredit,"

lo come?! c'è una parte "straniera" in una banca italiana (padrona di quasi metà di BankitaliaSpA) ??
magari BLACKROCK se la magna e risputa il pelo, indigesto?
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