[grecia] tira un'arietta [II]..

..ovvero le puttanate ufficiali propagandate dal Sistema Mediatico di IGB
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sergioloy

Re: [grecia] tira un'arietta [II]..

Messaggioda sergioloy » 15 mar 2010, 10:02

!
da Sole24ore del 14 marzo.
Cds, quando la speculazione mette in ginocchio un paese
di Morya Longo


«Pronto? Ciao. A quanto mi quoti la Grecia a 5 anni?» «Ti posso fare 330 punti base». «No, non se ne parla nemmeno, è troppo. Non pago più di 300». «No, 300 è troppo poco. Possiamo fare 315, non meno». «Va bene, ok». «Confermo?». «Va bene, ciao». Non siamo al mercatino delle pulci, né in un Suk arabo. Non stiamo cercando di spuntare la tariffa migliore su un taxi indiano. No: la trattativa avviene al telefono tra due operatori bancari in giacca e cravatta. Due trader, per dirla in inglese: uno sta in Italia e l'altro lavora per una grossa banca americana. Oggetto dell'accordo è un «credit default swap»: un modernissimo contratto derivato che, in questo caso, permette all'operatore italiano di comprare un'assicurazione contro il crack della Grecia nei prossimi cinque anni. A vendere la polizza è il trader dall'altra parte del telefono: se la Grecia finisse in default, sarebbe la sua banca a risarcire la controparte italiana.

Eccolo qui il mastodontico mercato dei cosiddetti «credit default swap», che vale a livello mondiale 31mila miliardi di dollari. Quel mercato che sembra stia mettendo in ginocchio la Grecia e forse l'intera Europa. Chi si immagina qualcosa di sofisticato e di iper-tecnologico si sbaglia di grosso: la compravendita di questi derivati avviene tutta al telefono. Tra operatori che contrattano, esattamente come si può contrattare un prezzo dal pescivendolo. E quando la compravendita viene chiusa, il contratto – che è un moduletto standardizzato di 5 pagine chiamato «Confirmation for use with the credit derivatives phisical settlement matrix» – viene spedito il più delle volte per posta: non con un'e-mail (troppo moderna), ma con una vecchia busta bianca e un vecchio francobollo. Niente cervelloni elettronici, niente tecnologia. Il modernissimo mercato dei «credit default swap» è in fondo agli antipodi della modernità.

Eppure è proprio a causa della sua apparenza vetusta che questo mercato oggi fa paura. Dato che non esiste una Borsa e non esiste una controparte centrale che garantisce il buon fine delle operazioni, nessuno sa esattamente come giri il mercato dei Cds. Si conoscono quotazioni indicative, riportate da provider come Bloomberg, ma nessuno sa quanti volumi di scambi ci siano effettivamente sotto. Si conoscono solo gli ammontari nominali di questi derivati, perché sono contabilizzati (al 90%) da un'istituzione americana che si chiama Dtcc. Ma nulla di più. I grandi broker (JP Morgan, Goldman Sachs, Deutsche Bank, Citigroup, Bank of America e le altre grandi banche mondiali) sanno quanti volumi fanno loro, ma nessuno conosce l'operatività degli altri. Nessuno sa quante telefonate tra trader ci sono state, quanti «Cds» sono stati comprati o venduti. Questo fa paura: l'opacità. Questo desta sospetti di speculazioni, di manipolazioni. Forse le speculazioni sono solo bluff con volumi irrisori (come ha ventilato la Consob tedesca pochi giorni fa), ma dato che nessuno lo sa, la paura dilaga. E contagia altri mercati. Come quello molto più consistente dei titoli di Stato.

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kasiacolagrossi
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Re: [grecia] tira un'arietta [II]..

Messaggioda kasiacolagrossi » 16 mar 2010, 21:37

"Le Monde diplomatique", marzo 2010
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Karlrex

Re: [grecia] tira un'arietta [II]..

Messaggioda Karlrex » 19 mar 2010, 19:42

Niente da fa..malgrado l'ultimatum la Grecia non la prende manco in considerazione l'ipotesi della moneta accreditata ovviamente prendendosi la sovranità monetaria!Come pero' purtroppo mostrano gli eventi anche con l'acqua alla gola nun c'arrivano!!! L'unica uscita pensano sia L'FMI :shock:
!
Ultimatum di Atene alla Ue, altrimenti c'è l'Fmi
di Vittorio Da Rold

18 marzo 2010

Il Fondo monetario ha già concesso 222 miliardi di dollari di salvataggi(mo' così li chiamano)

La Grecia dà una settimana di tempo all'Europa: o il Consiglio dell'Ue di giovedì 25 marzo metterà sul piatto per Atene l'aiuto di 25 miliardi di euro cui ha bisogno, oppure il ricorso all'Fmi diventerà inevitabile. E se le parole pronunciate dal premier George Papandreou al Parlamento europeo suonano come un ultimatum, questo non sembra scalfire la ritrosia di Berlino verso quello che sarebbe il primo salvataggio di un Paese nella storia della zona euro, evento vietato dal Trattato di Maastricht. Anzi la Germania si apre alla possibilità che Atene ricorra all'Fmi, come ha affermato un alto funzionario del governo Merkel, allontanando l'ipotesi di un'intesa europea. L'unione monetaria rischia così di diventare un semplice currency board, un aggancio valutario come fu il serpentone Uem.

La Merkel in vista di importanti elezioni interne non se la sente di sfidare l'impopolarità del salvataggio greco in tempo di crisi e quindi spera che i greci si salvino da soli. Salvataggio comunque difficile anche giuridicamente a causa del Trattato di Maastricht che con la clausola del "no-bailout clause" impedisce ai paesi della zona euro di intervenire per salvare la Grecia. E poi c'è il Fondo monetario di Dominique Strauss-Kahn che ha gestito la crisi con grande professionalità allocando nel periodo della crisi (Settembre '08 - Agosto '09) ben 83,2 miliardi di dollari (di cui il 76% è finito nell'Europa dell'Est.

Una cifra di tutto rispetto che sale a 165 miliardi di dollari se aggiungiamo le Facility Credit lines messe a disposizione di Colombia, Messico e Polonia.
L'ammontare di aiuti è però ben superiore, perché i pacchetti Fmi includono un certo "burden sharing" con altre istituzioni quali Ue e la Banca Mondiale: la cifra in questo caso complessiva di salvataggi arriva a 140 miliardi di dollari (222 miliardi se aggiungiamo le FCL).
Un buon biglietto da visita per Strauss-Kahn, l'uomo che ha salvato il mercato con l'intevento pubblico e che si appresta a candidarsi alle prossime presidenziali in Francia contro Nicolas Sarkozy in grave affanno

fonte: http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLi ... iew=Libero

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Karlrex

Re: [grecia] tira un'arietta [II]..

Messaggioda Karlrex » 20 mar 2010, 10:21

questa è l'ultima, la + grossa ,non riuscire a prendere a prestito dai mercati finanziari, usare la vostra moneta esente da debito no eh? Ah già si fanno gli interessi dei finanzieri -banchieri non del popolo!!

!
Grecia vicina a non poter avere credito
Papandreou chiede pieno sostegno a sindacati e lavoratori
19 marzo, 19:50

Grecia vicina a non poter avere credito (ANSA) - ROMA, 19 MAR - La Grecia e' quasi arrivata sul punto di non essere piu' in grado di prendere soldi in prestito dai mercati finanziari. Lo ha detto il premier Papandreou intervenendo al congresso del sindacato Gsee, esortandolo al tempo stesso ad appoggiare il piano lacrime e sangue varate dal governo per evitare la catastrofe. 'In tutta onesta' con il popolo greco, siamo quasi vicini ad uno scenario che non ci permettera' di prendere piu' soldi in prestito', ha ammonito Papandreou

Fonte: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche ... 32914.html
ecco invece come la dà la reuters(suona meglio)
!
Papandreou:Grecia a un passo da impossibilità emissione prestiti
venerdì 19 marzo 2010 14:49

ATENE (Reuters) - Per il primo ministro greco George Papandreou il paese è ormai a un passo dall'impossibilità di raccogliere finanziamenti.

"In completa onestà nei confronti dei cittadini il governo ha parlato del punto che abbiamo raggiunto - siamo a un passo dall'impossibilità di raccolta" dice il premier in occasione di una conferenza sindacale.

"Siamo stati costretti a prendere le decisioni più difficili mai prese da un governo di questo paese. Dobbiamo evitare di pagare per decenni tassi di interesse a livelli di usura, che condannerebbero il paese a una profonda recessione" aggiunge.

L'esecutivo, continua, è comunque determinato a vincere la lotta contro gli speculatori.

"Ci stiamo sforzando di invertire questo corso... se non facciamo sacrifici oggi il problema aumenterà e non sarà più possibile controllarlo".

"Voglio le parti sociali - soprattutto i lavoratori - con me e non contro di me. Siamo in stato di guerra, una lotta contro interessi speciali sia in Grecia sia all'estero: è una lotta contro gli speculatori e per la trasparenza, in modo che i mercati siano a servizio dei cittadini e non il contrario".

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Karlrex

Re: [grecia] tira un'arietta [II]..

Messaggioda Karlrex » 23 mar 2010, 9:35

ecco che gli economisti fanno da avvocati ed evocano di estendere l'art.143 del trattato di Lisbona all'intera Eurozona.Che menti che abbiamo :mrgreen:
!
22-03-10
GRECIA: GRUPPO DI BRUEGEL, ESTENDERE ART 143 DI LISBONA ALL'EUROZONA


(ASCA) - Roma, 22 mar - Sulla crisi della Grecia intervengono gli economisti del gruppo di Bruegel con una proposta che vorrebbe superare alcuni dei limiti statutari dell'unione monetaria.

Gli economisti Benedicta Marzinotto, Jean Pisani-Ferry e Andre' Sapir propongono di estendere l'articolo 143 del trattato di Lisbona all'Eurozona. L'articolo 143 contempla prestiti a medio termine (Mtfa) ai paesi della Ue fuori dall'Eurozona.

''Questa clausola e' stata poi interpretata come il divieto di salvataggio dei paesi dell'Eurozona'', spiegano gli economisti. L'articolo 143 deriva dal 109 del Trattato di Maastricht, che a sua volta nasce dal 108 del Trattato di Roma (1957), che stabiliva forme di aiuto finanziario (Mfta) ai paesi di quella che allora era la Cee.

Poi, nel 1988, tre anni prima della firma del trattato di Maastricht, fu deciso che l'assistenza finanziaria sarebbe stata in vigore fino alla creazione della moneta unica. Prima della nascita dell'Euro, ne ha usufruito due volte l'Italia (1974-1993) e la Grecia (1991). Successivamente all'Unione monetaria ne hanno beneficiato, proprio in virtu' del 143 del Trattato di Lisbona, paesi Ue ma non dell'Eurozona: Ungheria (2008), Lettonia (2009) e Romania (2009).

Per questo motivo, per gli economisti sarebbe necessario estendere l'articolo 143 non solo alla Ue ma anche all'Eurozona, rendendo possibile l'aiuto finanziario alla Grecia. Un aiuto, spiegano gli economisti, che non sarebbe in contrasto con l'articolo 125 del Trattato di Maastricht ''che proibisce a qualsiasi stato membro dell'aree euro di assumersi le passivita' di un altro paese in difficolta'''.

Con l'estensione dell'articolo 143 del Trattato di Lisbona all'Eurozona si potrebbero infatti fornire prestiti alla Grecia, senza assumerne le passivita' come disposto dall'articolo 125 dal Trattato di Maastricht.

I tre economisti si dicono d'accordo anche a forme di assistenza finanziaria congiunte Ue- Fondo Monetario Internazionale, ''ma a condizione che siano coerenti con le regole dell'unione monetaria''.

http://www.asca.it/news-GRECIA__GRUPPO_ ... ECO-1.html

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Re: [grecia] tira un'arietta [II]..

Messaggioda sandropascucci » 25 mar 2010, 18:55

!
25-03-10
GRECIA: ACCORDO SU SALVATAGGIO PREVEDE PRESTITO DI ''ULTIMA ISTANZA''

(ASCA-Afp)- Bruxelles, 25 mar - L'accordo raggiunto tra Francia e Germania sugli aiuti finanziari alla Grecia prevede un intervento solo ''di ultima istanza'', cosi' una fonte del governo tedesco all'agenzia France-Presse, con una ''sostanziale partecipazione del Fondo Monetario Internazionale''.

Nei fatti l'intervento prenderebbe forma nel caso Atene si trovasse all'ultima spiaggia nel rifinanziamento del proprio debito pubblco. Il fabbisogno di Atene e' stimato intorno ai 50 miliardi per il 2010. L'accordo quindi considera l'intervento finanziario condizionato al verificarsi di precise condizioni. Nei fatti la Ue e il Fondo Monetario diverranno i prestatori di ultima istanza di Atene.

La Germania aveva gia' detto di concepire l'aiuto solo nel caso in cui Atene non riuscisse a rifinanziare il debito pubblico sui mercati internazionali.

''Si tratta di uno schema rappresentato da prestiti bilaterali a cui contribuiranno gli stati membri'' dell'Eurozona, ha spiegato una fonte, ''e il Fondo Monetario Internazionale''.


da: http://www.asca.it/news-GRECIA__ACCORDO ... -ORA-.html

ma tricheco diceva che la BCE non era un PDUI..
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Re: [grecia] tira un'arietta [II]..

Messaggioda Bankster87 » 28 mar 2010, 22:58

Bomba esplode ad Atene
un morto ed una ragazza ferita

ATENE - Un uomo è morto ed una ragazza è stata ferita a causa dell'esplosione di una bomba davanti alla Scuola di formazione dei funzionari ad Atene

http://www.repubblica.it/esteri/2010/03 ... e-2973803/

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Karlrex

Re: [grecia] tira un'arietta [II]..

Messaggioda Karlrex » 6 apr 2010, 10:01

Per la Grecia sta per cadere la mannaia dei tassi ed è scontro..belli sti aiuti europei eh? :mrgreen:
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Grecia: Ft, scontro Germania e Ue
Sul tasso da applicare al prestito
05 aprile, 21:09

Grecia: Ft, scontro Germania e Ue (ANSA) - ROMA, 5 APR - Si delinea un nuovo scontro tra la Germania e gli altri partner dell'Unione Europea sul tasso d'interesse da applicare alla Grecia. Il tasso di interesse riguarda il pacchetto di aiuti varato il mese scorso dai leader europei nei confronti della Grecia. La Germania, scrive il Financial Times, sostiene che Atene dovrebbe pagare sul prestito d'emergenza un interesse tra il 6 e il 6,5%, mentre gli altri membri della Ue sarebbero d'accordo per un interesse compreso tra il 4 e il 4,5%

fonte: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche ... 76567.html

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Karlrex

Re: [grecia] tira un'arietta [II]..

Messaggioda Karlrex » 7 apr 2010, 9:18

Finita pasquetta la grecia si etta(butta via)??siamo al magna la carogna
!
06-04-10
GRECIA: MARTEDI' NERO NEL POKER CON IL MERCATO. DOMANI ARRIVA L'FMI


(ASCA) - Roma, 6 apr - Finita la tregua pasquale, l'interesse dei mercati finanziari e' tornato a concentrarsi sulla Grecia. Per i titoli di stato di Atene una vero martedi' nero, il fuoco alle polveri da due indiscrezioni di stampa.

La prima sull'intenzione del paese di rinegoziare l'accordo raggiunto in ambito Ue con lo scopo di ammorbidire le condizioni poste per l'accesso ai prestiti, in particolare quelli dal Fondo Monetario Internazionale.

La seconda riguardava Eurostat in procinto di rivedere al rialzo le stime su debito e deficit pubblico di Atene.

Due indiscrezioni smentite da Atene, sia dai portavoce del governo e sia dal ministro delle finanze, George Papaconstantinou.

In mezzo il crollo dei titoli pubblici greci e la flessione della borsa (-2%). Il rendimento dei titoli di Stato decennali della Grecia e' salito fino al 7,19%, ben 406 punti base sopra il rendimento dei titoli decennali tedeschi.

Nei fatti, il massimo dal settembre 1998. Poi la retromarcia a quota 6,97%, livelli che comunque lasciano il costo del servizio del debito su livelli molto elevati. Non a caso, il paese ha deciso di raccogliere fondi anche in dollari, tra 5 e 10 miliardi, sperando di ridurre l'oneri legati al pagamento degli interessi. Complessivamente, la Grecia deve raccogliere, da maggio a fine anno, ben 32 miliardi di euro.

Non e' una cifra di poco conto considerando la concorrenza degli altri stati sovrani, anch'essi impegnati a finanziarie deficit crescenti almeno per i prossimi due anni.

Nel 2011 il rapporto debito/pil di paesi industrializzati superera' il 100% del Pil, non era mai accaduto in tempi di pace (dati Bri).

Cosi' nelle sale operative aumenta la sensazione che il mercato possa speculare al ribasso sulla Grecia per vedere ''le carte'' come in una partita a poker. Lo scopo sarebbe quello di costringere Atene a richiedere l'aiuto finanziario di ''ultima istanza'' al Fondo, ma anche di vederre se arriveranno i prestiti bilaterali dai soci dell'Euroclub che, in primis, dovranno farli digerire alla propria opinione pubblica. Non sara' facile vendere la metafisica della solidarieta' europea.

Poi ci sono anche le interpretazioni maliziose, la crisi greca sta indebolendo l'euro, che oramai orbita sui minimi annuali rispetto al dollaro. Si tratta di una buonissima notizia per paesi esportatori dell'Eurozona, che non puntano certo sul piccolissimo mercato greco, oramai destinato alla deflazione a causa delle manovre correttive sui conti pubblici. Quest'anno Atene conta di ridurre il rapporto deficit/pil dal 12,7% al 8,7%. Per ora l'unica cosa certa e' l'avvio della missione degli esperti del Fondo Monetario Internazionale. Si comincia domani, solo assistenza tecnica per migliorare la gestione dei conti pubblici dal lato delle entrate (che dovranno aumentare) e dal lato delle uscite (che dovranno diminuire).

fonte: http://www.asca.it/news-GRECIA__MARTEDI ... ECO-1.html

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Re: [grecia] tira un'arietta [II]..

Messaggioda Karlrex » 8 apr 2010, 9:19

E intanto le banche usano quello che rimane..
!
Grecia, banche chiedono restanti fondi pacchetto aiuti
mercoledì 7 aprile 2010 13:05

ATENE (Reuters) - Le banche greche hanno chiesto l'autorizzazione ad accedere ai restanti fondi del pacchetto di sostegno agli istituti di credito istituito dal governo nel 2008. Lo ha detto il ministro delle Finanze greco George Papaconstantinou.

"Le banche hanno chiesto di usare i restanti fondi del piano di sostegno" ha detto il ministro ai giornalisti.

Attualmente restano circa 17 miliardi di euro dei 28 miliardi messi a disposizione degli istituti dal precedente governo conservatore.

fonte: http://borsaitaliana.it.reuters.com/art ... AI20100407

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Re: [grecia] tira un'arietta [II]..

Messaggioda Karlrex » 8 apr 2010, 10:15

e ovviamente il governo si inchina(a pecora) e che il deficit salga è colpa di altro :?
!
Grecia: deficit 2009 al 12,9%
Premier rassicura mercati ma borsa cede quasi il 3%
07 aprile, 18:06

Grecia: deficit 2009 al 12,9% (ANSA) - ATENE, 7 APR - Il deficit greco per il 2009 aumenta dal 12,7% al 12,9% del Pil a causa della riduzione della crescita economica prevista. Lo ha detto il ministro delle finanze Giorgio Papaconstantinou precisando che gli obiettivi di riduzione del disavanzo per quest'anno restano immutati e non ci sara' bisogno di nuove misure correttive.Il ministro ha anche affermato che le banche greche avranno accesso ai restanti fondi del pacchetto di sostegno agli istituti di credito creati dal governo.

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Re: [grecia] tira un'arietta [II]..

Messaggioda Karlrex » 13 apr 2010, 0:42

preparate a rompe il salvadenaio pure di vostro figlio arrivano gli aiuti :mrgreen:
Ma il regno unito che è magna soltanto? :lol:
!
Economia
Percorso:ANSA.it > Economia > News
Grecia: per aiuto da ogni italiano 92 euro
Il totale messo in campo dai partner di Eurolandia e' 30 miliardi di euro
12 aprile, 20:38

MADRID - La Spagna contribuira' con circa 3,675 miliardi di euro al salvataggio finanziario della Grecia concordato dai leader dell'eurogruppo, se il paese ellenico decidera' di sollecitare l'aiuto, secondo quanto ha confermato oggi il segretario di Stato per l'Unione europea, Diego Lopez Garrido, nel corso di un incontro con i media. La cifra corrisponde alla quota del 12,25% attribuita al paese iberico fra i 15 dell'eurozona dei 30 miliardi di euro in prestiti bilaterali accordati dall'eurogruppo alla Grecia. Ogni spagnolo, in pratica, contribuira' con 80 euro al risanamento finanziario del paese ellenico. La crisi della Grecia costera' invece a ciascun italiano fino a 92 euro. E' quanto si desume dal calcolo dell'entita' dell'onere di 5,5 miliardi che - all'interno del prestito complessivo di 30 miliardi di euro accordato alla Grecia dai paesi dell'area euro - spettera' all'Italia, spalmato su una popolazione di 60 milioni di abitanti. I portoghesi pagheranno invece 77 euro ciascuno (10,6 milioni di abitanti per un ammontare di 775 milioni di euro).
IL CONTRIBUTO DEI PAESI DI EUROLANDIA - Tutti i Paesi della zona euro, salvo ovviamente la Grecia, contribuiranno al piano di aiuti per Atene sotto forma di prestiti bilaterali. Il totale messo in campo dai partner di Eurolandia e' 30 miliardi di euro. Di seguito tutti i contributi.
GERMANIA. Dara' il contributo maggiore: 8,4 miliardi di euro. Con una popolazione di 81,7 milioni, l'aiuto costera' circa 103 euro ad abitante.
FRANCIA. 6,3 miliardi di euro, che per una popolazione di 65,4 milioni comporta un costo pro-capite di 92 euro.
ITALIA. 5,5 miliardi. Per i 60 milioni di italiani, salvare la Grecia significa spendere fino a 92 euro a testa.
SPAGNA. Ha annunciato un impegno di 3,7 miliardi, ovvero 80 euro a testa per i 46,08 milioni di cittadini. OLANDA. 1,8 miliardi messi a disposizione dal governo. Per gli olandesi, 16,5 milioni, si tratta di un sforzo da 109 euro.
BELGIO. 1,1 miliardi di euro, per i 10 milioni circa di abitanti, fanno 110 euro a persona. Per gli altri Paesi di Eurolandia, i contributi sono sotto il miliardo di euro.
L'Austria ne mettera' 0,9 miliardi, il Portogallo 0,8, la Finlandia e l'Irlanda 0,5, la Slovacchia 0,3, la Slovenia 0,2, Cipro e Lussemburgo 0,1 e infine Malta sotto i 100 milioni.

fonte: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche ... 36102.html

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Re: [grecia] tira un'arietta [II]..

Messaggioda Karlrex » 14 apr 2010, 9:57

Nel frattempo gli "avvoltoi" si fanno avanti! La Grecia ovviamente comincia a svendere
!
Edison: interesse privatizzazioni Grecia
Visita ad Atene dell'amministratore delegato Quadrino
13 aprile, 20:34

Edison: interesse privatizzazioni Grecia (ANSA) - ATENE, 13 APR - La Edison ha ribadito di essere interessata ad acquisizioni nel settore energetico greco nel quadro del programma di privatizzazione. E' quanto e' emerso oggi nel corso di una visita ad Atene dell'Ad Umberto Quadrino che ha incontrato i ministri delle finanze Giorgio Papaconstantinou e dell'ambiente e dell'energia Tina Birbilis.

Quest'ultima ha sottolineato la priorita' che il governo greco attribuisce alla realizzazione del gasdotto Itgi cui partecipa la Edison.

fonte: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche ... 80845.html

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Messaggioda sandropascucci » 14 apr 2010, 10:26

stamattina papacosolì ha detto di aver venduto tutti i bot..
e che non prenderà soldi dal FMI né dall'UE..
però a maggio ha altre scadenze, ergo: emissione di altri titoli di debito per farne fronte velocemente..

nun se ne esce.. per pagare Debitox occorre farlo ingrossare e così diventa Debitox+y..







Debitox è un noto usuraio della Gallia nel racconto che sto scrivendo ambientato in un villaggio stile asterix..
 - - - 8< - - - 8< - - - 8< - - - 8< - - - 8< - - -
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Karlrex

Re: [grecia] tira un'arietta [II]..

Messaggioda Karlrex » 20 apr 2010, 9:07

.. e dopo una settimana non solo serve l'intervento dell'Fmi ma pure non basta perchè nel frattempo il fabbisogno si è raddoppiato :shock: altro che arietta, chistu fetu è
!
20-04-10
GRECIA: WEBER, POTREBBERO SERVIRE 80 MILIARDI DI EURO


(ASCA) - Roma, 20 apr - Per il salvataggio della Grecia potrebbe servire una cifra di 80 miliardi di euro. E' quanto ha affermato il presidente della Bundesbank, Axel Weber, in una riunione, secondo quanto riferito dal Wall Street Journal.

Weber avrebbe manifestato che la situazione della Grecia e' in peggioramento e ''i numeri stanno cambiando''. I paesi dell'area euro hanno dato il via libera la scorsa settimana a un pacchetto di finanziamenti a favore della Grecia fino a 30 miliardi di euro ai quali si potranno sommare altri 10 miliardi dal Fondo Monetario internazionale.

fonte: http://www.asca.it/news-GRECIA__WEBER__ ... ECO-1.html

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marcos

Re: [grecia] tira un'arietta [II]..

Messaggioda marcos » 25 apr 2010, 16:43

Eccoli i nuovi numeri "che stanno cambiando" per la Grecia...

::
WASHINGTON - Fare in fretta per la Grecia. Mentre in Europa si discute e in Germania, addirittura, ci si divide tra chi (i conservatori della Csu) propone di cacciare Atene dall'Unione e chi (il governo Merkel) non vuole neanche prendere in considerazione l'ipotesi, il segretario al tesoro americano, Timothy Geithner, ha rivolto un appello a Washington agli europei, al Fondo monetario internazionale e alle autorità di Atene ad "agire velocemente" per risolvere la crisi finanziaria ellenica.

Un messaggio che si collega a quello che emerge dagli incontri di Washington: la Grecia proceda rapidamente con le riforme e il risanamento dei suoi conti e il salvataggio da parte di Europa e Fondo monetario non si farà attendere

Oggi, da Atene, il primo ministro Georges Papandreou ha assicurato che gli esperti europei e del Fondo monetario internazionale non lasceranno affondare il Paese, ma solo dopo che la Grecia "avrà rimesso in ordine" l'economia e ritrovato "la sua credibilità". E ha sottolineato che "a causa del deficit ellenico, sono prima arrivati gli esperti dell'Unione Europea e poi quelli dell'Fmi". "La lotta" del governo è "per riconquistare la nostra autonomia, la nostra libertà, per liberare la Grecia dalla tutela sotto la quale siamo stati posti" a causa delle forze conservatrici, ha continuato il premier, facendo riferimento al governo precedente.

Se Papandreou è in Grecia, il suo ministro delle finanze George Papaconstantinou si trova in missione a Washington e nelle prossime ore dovrà incontrare separatamente il direttore del Fondo, Dominique Strauss-Kahn, lo stesso Geithner e i dirigenti finanziari di Russia e Brasile.


Zavorrata da costi sempre più alti di finanziamento sui mercati la Grecia, dopo sette mesi di tempesta finanziario ha lanciato ieri il suo sos, chiedendo l'attivazione del meccanismo di aiuti internazionali. A disposizione di Atene dovrebbero esserci in totale 45 miliardi di euro, di cui 30 messi sul piatto dai partner dell'eurozona: la quota dell'Italia, decisa dall'Eurogruppo l'11 aprile scorso, sarà di 5,4 miliardi di euro, 90 euro per abitante. La fetta più grossa verrà invece da Berlino che offre 8,4 miliardi euro, 103 euro per ogni tedesco. L'ammontare dell'aiuto che verrà concretamente fornito non è stata ancora deciso e la cifra potrebbe emergere dai negoziati con il fondo monetario internazionale. E' anche possibile che il prestito venga concesso in varie tranche, sulla base dei progressi fatti da Atene nel risanamento dei conti pubblici, sul modello di quanto avviene per i prestiti del Fmi.

E proprio l'idea sborsare una cifra considerevole sta facendo fibrillare i conservatori tedeschi. La Csu chiede che la Grecia venga espulsa dalla zona euro. Un simile passo, "non deve essere considerato un tabù", ha spiegato al settimanale der spiegel Hans Peter Friedrich, capogruppo nel parlamento bavarese del partito cristiano-sociale, gemello della Cdu del cancelliere Angela Merkel.

Immediata la replica del ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble, in un'intervista alla Frankfurter Allgemeine Sonnstagszeitung, rifiuta l'idea che la Grecia possa essere costretta a uscire dall'euro o a una ristrutturazione del debito. In un'altra intervista, questa volta al settimanale tedesco Focus, lo stesso Schaeuble spiega che "gli aiuti smetteranno di arrivare se ci saranno violazioni", se cioè la Grecia non riuscirà a centrare gli obiettivi fiscali fissati dall'Eurogruppo in cambio del prestito da 30 miliardi di euro.

E sugli aiuti finanziari alla Grecia, la stampa francese critica l'atteggiamento della Germania. Serve '''solidarietà europea" per risolvere la crisi di atene. Ma non appena il pacchetto di aiuti viene attivato, la Germania punta i piedì, scrive le Monde. E secondo Liberation l'atteggiamento di Berlino è "incoerente e contraddittorio". Il fatto che anche la Merkel abbia sottolineato che il prestito va sottoposto a condizioni molto precise per spingere Atene a risanare i conti pubblici "finisce per mandare segnali ambigui ai mercati finanziari - scrive Liberation - , invece una chiara dimostrazione di solidarietà europea avrebbe già calmato le acque da tempo".


fonte: http://www.repubblica.it/economia/2010/ ... a-3591124/

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Alberto Prandini

Re: [grecia] tira un'arietta [II]..

Messaggioda Alberto Prandini » 27 apr 2010, 23:58


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dorf

Re: [grecia] tira un'arietta [II]..

Messaggioda dorf » 28 apr 2010, 1:14

per quanto riguarda il caso grecia. leggete pure questo.


GUEST POST! IL CAVALLO DI TROIA!

Qualcuno ha sostenuto che se la Grecia non fosse stata salvata il fantasma di una nuova "Lehman Europea" si sarebbe abbattuto sul vecchio e leggendario continente, dove si sono combattute le più feroci battaglie di tutti i tempi.

Prima ancora di pensare ad un'unione di popoli e civiltà, la comunità europea è nata come un'unione di monete e commerci, evidenziando tutte i suoi limiti, tutti i suoi egoismi. Oggi il cavallo di Troia dell'azzardo morale è stato introdotto in ogni angolo del pianeta, che si tratti di banche o di stati sovrani, il cavallo di troia dell'azzardo perpetrato con la consapevolezza che prima o poi qualcuno ti aiuta o ti salva è una realtà fondamentale in nome della favola del rischio sistemico.

Non vado oltre sulla vicenda greca, e vi lascio in compagnia del nostro Stefano Bassi, grande penna "fondamentale" e del suo blog ILGRANDEBLUFF nel quale da tempo viviseziona ogni angolo nascosto della crisi greca, evidenziandone le incongruenze con la sua vena ironica e pungente.

Dunque il dettagliato meccanismo sarebbe pronto ma...INCREDIBILE A DIRSI... la decisione di attivarlo non è stata ancora presa perchè la Grecia non lo avrebbe ancora richiesto!
Ah ah ah ah!
Meglio di una Barzelletta...anche se al Mercato Anestetizzato basterà ed avanzerà (per ora).
...E' stato però attivato un numero verde 24 ore su 24 così quando Papandreou si degnerà di chiedere...allora gli sarà dato (il prima possibile...).
Insomma ancora niente GRANA: prevale il precendente principio della "pistola sul tavolo"...solo che prima era "una pistola ad acqua" e tutti l'avevano capito....mentre questa volta pare un "pistolone" più credibile...
Grecia, useremo aiuti solo se necessario
....Atene ha ''vinto la battaglia per ottenere un meccanismo europeo di sostegno'' che ora avra' ''condizioni piu' definite''.
Ma nelle intenzioni del suo governo tale meccanismo e' visto come ''una pistola carica sul tavolo'' che sia di avvertimento agli speculatori, e consenta di ridurre i tassi.

I biechi speculatori sono avvertiti: E' VIETATO applicare la "spietata" regola del rapporto rischio/rendimento: a maggiori rischi, maggior rendimento.
Anche se le banche o gli Stati sono in default tecnico, devono comunque avere diritto di accedere al mercato come se fossero sicuri e solvibili alla stregua di Paperon de Paperoni...
E' la nuova moda del "MERCATO" a totale supporto "statale"...e se non bastasse a totale supporto "sovra-statale".
La percezione del RISCHIO è stata anestetizzata, il flight to quality non esiste più...anzi chi investe in ASSETS SICURI con rendimenti da fame è un FESSO patentato a confronto di chi specula su ASSET tecnicamente falliti con ghiotti rendimenti.

Un "dettagliato meccanismo" di Βαιλουτ... è un viaggio che rivela le recenti decisioni della comunità europea in relazione agli interventi di sostegno a favore della Grecia, mentre noi cari italiani, ci ritroviamo con ulteriori 92 euro di debito procapite corrispondenti a circa 5,5 miliardi di onere su una ripartizione percentuale dei famosi 30 miliardi di dollari necessari a sostenere i nostri vicini greci. Nulla da obiettare sulla solidarietà, sempre che prima o poi gli speculatori non vengano a vedere le carte europee, magari visitando qualche altro paese con i loro simpatici veicoli finanziari i famigerati "credit default swap" che qualche illuminato si ostina a ritenere marginali, perchè valgono solo un'infinitesimale pulviscolo atmosferico dell'intero universo finanziario.

E' un po come dire che, se un Davide qualunque con la fionda può abbattere il gigante Golia, è stato un caso unico nella storia.....questa volta è diverso!

da visionare pure questo articolino. zio tremonti. http://lagrandecrisi2009.blogspot.com/
e per finire....http://lagrandecrisi2009.blogspot.com/2 ... mo-di.html


bye DORF

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Christian Tambasco

Re: [grecia] tira un'arietta [II]..

Messaggioda Christian Tambasco » 28 apr 2010, 10:04

fonte ansa: Crisi Grecia: Van Rompuy, negoziato va avanti

interessante, ma la parte finale è speciale :D

!
Crisi Grecia: Van Rompuy, negoziato va avanti
Il presidente stabile dell'Ue: esclusa la ristrutturazione del debito
28 aprile, 09:44

TOKYO - "Le negoziazioni vanno avanti bene". Lo ha detto il presidente stabile dell'Ue, Herman van Rompuy, in merito agli ultimi sviluppi della crisi del debito della Grecia. "Lo scopo - ha aggiunto a Tokyo, dove in giornata si terrà il summit Ue-Giappone - è attivare il piano congiunto che mette insieme Eurogruppo, Bce, Fmi e, ovviamente, il governo greco".

Un portavoce di Van Rompuy ha precisat, sul debito della Grecia, che le trattative sul piano di aiuti "stanno continuando: sono sulla strada giusta e non si tratta della ristrutturazione del debito". In altri termini, non ci sono "questioni" sul debito in relazione al pacchetto finanziario di sostegno in discussione. Van Rompuy, nel suo intervento, ha confermato il summit tra i Paesi dell'area dell'euro "intorno al 10 maggio" per discutere crisi greca. "Come presidente dell'Unione europea, confermo che ho intenzione di convocare una riunione dell'Eurogruppo, con i capi di Stato e di governo, intorno al 10 maggio. Sulla base della relazione che sarà ultimata nei prossimi giorni, i capi di Stato e di governo dovranno decidere consentendo il pagamento degli aiuti attualmente in discussione".

Il ministro delle finanze greco Giorgio Papaconstantinou ha avvertito che entro il 19 maggio è necessario che Atene riceva gli aiuti finanziari promessi da Ue-Fmi non essendo altrimenti in grado di far fronte ai suoi obblighi finanziari sul mercato. Parlando davanti ai deputati del Pasok, Papaconstantinou ha affermato che il 19 maggio sono in scadenza 9 mld di euro ed entro quella data "sarà quindi necessario che il meccanismo sia completato, concordato e sottoscritto e che i fondi inizino ad affluire".

EUROPA PARTE NEGATIVA E ATTENDE ATENE, MALE LISBONA
Dopo lo scivolone di ieri, i mercati azionari europei hanno aperto la seduta in generale calo, ma tentando di arginare le perdite: l'indice Stxe 600, che registra l'andamento dei principali titoli quotati sui listini del Vecchio continente, cede nelle primissime contrattazioni mezzo punto percentuale. Ma diverse piazze, a partire da Stoccolma, sembrano avere voglia di recupero, con Londra che è partita addirittura in leggerissima crescita per poi ripiegare su una perdita contenuta. Deboli Madrid e Milano. In attesa dell'apertura di Atene, posticipata per il fuso orario, molto pesanti i primi scambi a Lisbona, il cui indice dei 20 titoli principali cede in avvio oltre il 5%. Tiene l'Irlanda (-0,21%). Di seguito, gli indici dei titoli guida delle principali Borse europee: - Londra -0,26% - Parigi -0,34% - Francoforte -0,29% - Madrid -0,66% - Milano -0,94% - Amsterdam -0,20% - Stoccolma +0,31% - Zurigo -0,77%

ASIA SCENDE MA CONTIENE CROLLO, PESANTE TOKYO
L'onda del rischio Grecia e Portogallo è arrivata anche sulle Borse asiatiche, che però hanno tentato di contenere il crollo accusato ieri dai mercati europei e da Wall street. L'indice complessivo delle piazze azionarie dell'area del Pacifico è sceso di circa un punto percentuale e mezzo, con Tokyo, che ha chiuso in calo di oltre due punti e mezzo, a guidare i ribassi. Pesanti anche Hong Kong e Singapore, mentre Seul e soprattutto Shanghai hanno limitato le perdite. Il clima della seduta è stato difficile - con i costi dei prodotti finanziari che 'assicurano' i bond dei Paesi della zona saliti fortemente - ma nel finale delle contrattazioni c'é stato qualche segnale di timido recupero. Vendite comunque ingenti sui titoli delle materie prime, mentre nel listino giapponese i cali maggiori sono stati accusati dai gruppi dell'elettronica. Sul mercato azionario australiano, dove sono quotati diversi titoli che spesso anticipano la tendenza delle aperture in Europa, sono crollati i minerari e i gruppi dell'energia, mentre hanno limitato i danni alcune banche, qualche società farmaceutica e dell'alimentare. Di seguito, gli indici dei titoli guida delle principali Borse di Asia e Pacifico: - Tokyo -2,57% - Hong Kong -1,26% - Shanghai -0,72% (seduta in corso) - Taiwan -0,80% - Seul -0,95% - Sidney -1,17% - Singapore -1,48% (seduta in corso) - Mumbay -0,75% (seduta in corso) - Kuala Lumpur -0,46% - Bangkok -0,56% - Giakarta -0,71%

FMI VALUTA AUMENTO DI AIUTI, 10 MLD IN PIU'
I 45 miliardi di euro di aiuti alla Grecia dall'Unione Europea e dal Fondo Monetario Internazionale potrebbero non bastare ad evitare che la crisi del debito di Atene finisca fuori controllo. E per questo il Fondo - riporta il Financial Times citando alcuni fonti sia a Washington sia in Europa - sta valutando un aumento del proprio contributo di 10 miliardi di euro. "Investitori e osservatori si attendono che il pacchetto di aiuti complessivo alla Grecia possa raggiungere - prosegue il Financial Times - i 70 miliardi di euro".

Mentre il caso Grecia si complica con il downgrade a 'spazzatura' deciso dall'agenzia internazionale di rating Standard & Poor's e il ministro delle finanze greco George Papaconstatinou chiede che gli aiuti previsti giungano nelle casse di Atene entro il 19 maggio, quando arriveranno a maturazione 9 miliardi di euro di debito e date le "condizioni proibitive" sarà impossibile per il paese reperire fondi sul mercato, l'Europa si muove. Sarà un vertice straordinario dell'Eurogruppo, che si terrà al più tardi il 10 maggio prossimo, a dover dare il via libera agli aiuti alla Grecia. Questa l'indicazione giunta da Bruxelles al termine di una giornata decisamente 'nera' per i mercati. Durante la quale è emerso chiaramente quanto sia reale il rischio che l'emergenza greca si estende ad altri Paesi, in primo luogo il Portogallo. La riunione straordinaria dei leader dell'Eurogruppo ha un solo precedente: quello dell'ottobre 2008, quando i 16 si incontrarono all'Eliseo per dire ai cittadini europei che i loro depositi nelle banche del Vecchio Continente erano al sicuro dal rischio fallimento.

La Grecia si troverà "in una situazione insostenibile" senza l'aiuto di Ue ed Fmi, ha avvertito il direttore generale del Fondo Dominique Strauss-Kahn. Ma l'ipotesi di un default di Atene o della zona euro "é fuori discussione", è tornato a ripetere il presidente della Bce Jean Claude Trichet. Questa mattina l'allarme contagio era stato rilanciato, nel corso di un intervento all'Europarlamento, dal vicepresidente della Bce Lucas Papademos, secondo il quale la crisi della Grecia va considerata come un chiaro segnale di pericolo davanti al quale i deficit eccessivi, destinati a non migliorare fino al 2013, vanno 'aggrediti' subito e subito va anche varato il piano salva-Atene. La crisi greca "é un campanello d'allarme per tutti i Paesi che hanno problemi simili", ha detto Papademos. La sua crisi di bilancio, ha spiegato, ha insegnato al governo di Atene a capire la necessità di avere finanze sostenibili ed efficienti. Perché è "meglio prevenire che pensare a misure d'intervento per rimediare ai danni", e quindi "i Paesi che hanno problemi di deficit analoghi, devono rimboccarsi le maniche il prima possibile e stimolare la competitività", prima che siano in pericolo fiducia, crescita e stabilità. Il riferimento è, oltre al Portogallo che ha un deficit al 9,4% del pil, anche a Spagna e Irlanda, con deficit rispettivamente all'11,2% e al 14,3%. E se gli economisti ricordano come le situazioni di questi Paesi non siano paragonabili, la previsione della Bce, per chi é fuori con i conti, non è confortante.

"Fino al 2012-2013 non ci sarà nessun miglioramento nei notevoli squilibri di bilancio dei Paesi della zona euro", ha precisato Papademos, ricordando che sui 16 Paesi di Eurolandia, 13 hanno già in corso procedure per deficit eccessivo. E "quest'anno tutti registreranno un disavanzo superiore al 3% di Pil". La crescita nella Ue-16, inoltre, sarà "costante ma moderata" nel corso del 2010, in leggero rafforzamento nel 2011.

STANDARD & POOR'S TAGLIA RATING A 'JUNK' - Standard & Poor's ha tagliato il rating della Grecia a "junk" (spazzatura). Standard & Poor's ha declassato il rating a lungo termine della Grecia a BB+ da BBB+ con outlook negativo. Tagliato anche il rating nel breve termine a B da A-2, lo riferisce la stessa agenzia in una nota.

Il governo greco ha oggi affermato che il nuovo declassamento a BB+ della Grecia da parte di Standard & Poor "non riflette i dati reali dell'economia greca" né i progressi per contenere il deficit. In una dichiarazione il ministero delle finanze assicura che un accordo con Ue-Fmi sull'attivazione degli aiuti "é questione di giorni" e che subito dopo saranno MESSI a disposizione i fondi che consentiranno alla Grecia di continuare a far fronte senza problemi alle sue necessità finanziarie.

DEFICIT 2009 POTREBBE RAGGIUNGERE 14% PIL - Il ministro delle finanze greco Giorgio Papaconstantinou non ha escluso che il deficit del 2009, già corretto da Eurostat al 13,6%, possa raggiungere il 14% del Pil. Papaconstantinou, citato dai media, ha fatto tale dichiarazione oggi davanti al gruppo parlamentare del Pasok dove é intervenuto stamane anche il premier Giorgio Papandreou. Lo stesso Eurostat aveva già ipotizzato possibili nuove correzioni al rialzo, delle quali ha parlato oggi anche il governatore della banca Centrale Provopoulos. Il governatore della Banca di Grecia Giorgio Provopoulos ha oggi indicato di prevedere che la caduta del Pil sarà quest'anno superiore al 2% previsto.

PORTOGALLO SOTTO PRESSIONE, IN RIALZO CDS E SPREAD - Il Portogallo rischia di essere il prossimo paese dell'area euro a soccombere sotto il peso dei debiti, dopo la Grecia. I credit default swaps sul debito del paese Lusitano sono aumentati oggi di 33,5 punti a 344,5 punti mentre il differenziale di rendimento dei titoli di stato a dieci anni rispetto ai corrispondenti bund tedeschi è salito di 34 punti base a 252 punti, segnando i massimi dal 1997, secondo i dati di Bloomberg. Mentre il debito portoghese, pari al 77% del Pil, è in linea con quello della Francia, a preoccupare gli investitori, spiegano gli analisti, è il debito delle imprese e delle famiglie portoghesi che rappresenta il 236% del Pil ed è superiore a quello di Grecia e Italia messe insieme. Al tempo stesso il tasso di risparmio del paese è il quarto più basso tra i paesi dell'Ocse, secondo i dati della stessa organizzazione. "Gli investitori potrebbero liberarsi dei titoli di stato portoghesi per proteggersi da un eventuale default del paese, facendo schizzare i rendimenti dei bond e spingendo Lisbona in quello stesso tunnel dove si trova Atene".

BORSE EUROPEE BRUCIANO 160 MLD - L'effetto Grecia colpisce le borse europee. Nella seduta odierna sono andati in fumo circa 160 miliardi di euro di capitalizzazione dell'indice paneuropeo Stoxx 600 che ha ceduto il 3,13%, con un ribasso accentuato negli ultimi minuti dopo il taglio di S&P al rating della Grecia.

Piazza Affari chiude in decisa flessione. Il Ftse Mib cede il 3,28% a 22.036 punti, mentre il Ftse All Share perde il 3,10% a 22.602 punti. Gli indici hanno accentuato il calo negli ultimi minuti di contrattazione dopo il taglio del rating di Standard & Poor's alla Grecia.

Tonfo in chiusura anche alla Borsa di Parigi. Le preoccupazioni dei mercati sulla crisi greca e sulle difficoltà del Portogallo hanno affondato il Cac 40 del 3,82% sotto quota 3.900 punti.

La Borsa di Londra ha chiuso in forte calo in scia all'allarme sui conti della Grecia. L'indice Ftse 100 ha chiuso a -2,61% a 5.603,52 punti.

Chiusura in forte calo alla Borsa di Francoforte. Il taglio del rating di Grecia e Portogallo ha condizionato i mercati portando il Dax a -2,73% a 6.159,51 punti.

STRAUSS-KAHN, AIUTI O SITUAZIONE INSOSTENIBILE - La Grecia "si troverà in una situazione insostenibile" se il Fondo monetario internazionale e l'Unione Europea non la aiuteranno. Lo ha dichiarato il direttore generale del Fmi Dominique Strauss-Kahn, in un'intervista che sarà pubblicata domani dal quotidiano economico francese La Tribune.

"Non dico che se la aiutiamo sarà facile. Sarà difficile" prosegue Strauss-Kahn, secondo cui "non c'é altra soluzione per uscirne". "Le risorse prestate provengono da contributi di altri Paesi (membri del Fmi) - spiega poi - Se prestiamo alla Grecia, ci sarà anche il contributo di molti Paesi, compresi alcuni Paesi abbastanza poveri". "Creder che basti congedare il medico - conclude Strauss-Kahn - dopo che ha prescritto delle cure sgradevoli, per non essere più malati, sarebbe un'illusione totale".

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domenico.damico

Re: [grecia] tira un'arietta [II]..

Messaggioda domenico.damico » 28 apr 2010, 10:34

!
Il ministro delle finanze: «L'Europa non ci aiuta». Il 10 riunione dei governi della zona euro
Grecia, appello del governo alla Ue
E le Borse europee bruciano 160 miliardi

«Soldi entro 19 maggio». E S&P declassa a «spazzatura» i titoli di Atene. Fmi: possibile aumentare aiuti di 10 miliardi

MILANO - La Grecia non può più rifinanziare sul mercato il suo debito pubblico. L'allarme è stato lanciato dal ministro delle Finanze, George Papaconstantinou, che ha sottolineato che il deficit di bilancio del 2009, già corretto da Eurostat al 13,6%, potrebbe esser ancora rivisto in peggio, «al 14 per cento del Pil». Il presidente della Banca centrale europea, Jean Claude Trichet, non ha voluto commentare l'andamento dei negoziati tra il governo di Atene e Bruxelles, ma ha spiegato che a suo parere un default della Grecia o dell'eurozona «è fuori questione».


AIUTI DALL'FMI - Intanto il Fondo monetario internazionale sta valutando la possibilità di aumentare di 10 miliardi di euro gli aiuti finanziari di 45 miliardi per tenere sotto controllo la crisi del debito di Atene. «Le negoziazioni vanno avanti bene e non c'è alcun dubbio sulla necessità della ristrutturazione del debito - ha indicato il presidente stabile della Ue Herman Van Rompuy -. Lo scopo è attivare il piano congiunto che mette insieme Eurogruppo, Bce, Fmi e, ovviamente, il governo greco». Un portavoce di Van Rompuy ha precisato che le trattative sul piano di aiuti «stanno continuando: sono sulla strada giusta e non si tratta della ristrutturazione del debito». In altri termini, non ci sono «questioni» sul debito in relazione al pacchetto finanziario di sostegno in discussione. I segnali che inducono al pessimismo, tuttavia, non mancano, a partire al declassamento al livello junk, ossia spazzatura, del rating greco da parte di Standard and Poor's: uno status che per il governo ellenico «non corrisponde alla realtà». Per il prossimo 10 maggio è stato inoltre convocato un vertice straordinario dei governi dell'Eurozona che avrà all'ordine del giorno la definizione di politiche di aiuto per la Grecia.

DATA LIMITE IL 19 MAGGIO - Un'altra data fatidica è quella che desta le maggiori preoccupazioni ad Atene ed è quella del 19 maggio, quando andranno a scadenza 9 miliardi di euro di titoli di Stato. Per quella data sarà necessario reperire fondi che il governo greco «non può più» prendere a prestito sul mercato. In questa situazione la Grecia «non è aiutata dall’Europa», ha sottolineato il ministro Papaconstantinou secondo cui «manca chiarezza» sugli aiuti che sono stati richiesti. Martedì i rendimenti sui titoli di stato greci segnano nuovi massimi, oltre il 9,5 per cento, mentre la Borsa di Atene è arrivata a perdere oltre il 6 per cento.

LA RECESSIONE PEGGIORA - Intanto, la Banca centrale di Atene paventa che per l'anno in corso la recessione potrà essere maggiore della contrazione del 2% prevista finora: una «riduzione» del prodotto interno lordo «maggiore» di quella calcolata «è molto probabile alle condizioni attuali, caratterizzate da un alto livello di incertezza», ha affermato il governatore della Banca di Grecia, Georges Provopoulos, spiegando che il calo del Pil è avvenuto principalmente «a causa del forte crollo degli investimenti, ma anche dei consumi privati e delle esportazioni».

ANCHE IL PORTOGALLO DECLASSATO - Nel frattempo, la crisi greca minaccia seriamente di estendersi all'Europa meridionale: Standard and Poor's, una delle principali agenzie di rating, ha declassato il rating del Portogallo per il modo in cui sta gestendo l'elevato debito pubblico e la situazione debole dell'economia. Il rating è stato ora abbassato di due note ed è passato a A- da A+, in pratica quattro note sopra il cosiddetto livello spazzatura (junk). L'outlook sulle prospettive del debito portoghese è negativo. Il rating sovrano della Grecia, cine detti, è invece finito già a livello junk. Il rating è stato tagliato di tre note a BB+. L'outlook resta negativo, il che significa che il rating potrebbe essere ulteriormente declassato

LA BORSA CROLLA - Inevitabili le conseguenze sui mercati finanziari. La Borsa di Atene crolla del 6% e trascina al ribasso i listini del Vecchio Continente. A risentirne maggiormente le Borse dei Paesi considerati più a rischio contagio: Portogallo, su cui si è abbattuto il doppio taglio del rating, e Spagna, dove il tasso di disoccupazione ha superato a marzo la soglia psicologica del 20%. La Borsa di Madrid è scivolata del 4,19%, mentre quella di Lisbona è sprofondata del 5,3%. Chiusura in profondo rosso anche per Milano (-3,1%), Parigi (-3,82%), Francoforte (-2,73%) e Londra (-2,61%). George Papaconstantinou ha affermato che la Grecia non è più in grado di rifinanziare sul mercato il suo debito pubblico, aggiungendo che il deficit di bilancio del 2009 potrebbe essere ancora rivisto in peggio, al 14% del Pil. Complessivamente nella seduta odierna sono andati in fumo circa 160 miliardi di euro di capitalizzazione dell'indice paneuropeo Stoxx 600 che ha ceduto il 3,13%, con un ribasso accentuato negli ultimi minuti dopo il taglio di S&P al rating della Grecia.

LA PALLA ALLA GERMANIA - Mercoledì, nel frattempo, si preannuncia come una giornata fondamentale per la cancelliera tedesca Angela Merkel, che sarà impegnata in una serie di vertici sulla Grecia fino al tardo pomeriggio. Berlino sta predisponendo una legge ad hoc la cui bozza è stata diffusa da Reuters. Il provvedimento è chiamato «Legge per mantenere la stabilità nell'Unione monetaria» e menziona un'agenda informale che prevede una votazione da parte dei Paesi dell'Eurozona entro il 10 maggio. In base alla bozza di legge, il Parlamento greco dovrà votare il 6-7 maggio un programma triennale di austerity. Inoltre il provvedimento stabilisce che i negoziati di Atene con Ue e Fmi si chiudano il 2 maggio. Il ministro delle Finanze tedesco Wolfagang Schaueble assicura che «La Germania non lascerà sola la Grecia». Secondo quanto scrive l'agenzia stampa Dpa, che cita fonti del governo, la Merkel terrà un primo incontro con alcuni ministri dell'esecutivo, tra i quali i ministri del Cancellierato, Ronald Pofalla (Cdu), degli Esteri, Guido Westerwelle (Fdp) e delle Finanze, Wolfgang Schaeuble (Cdu).

AIUTI ITALIANI - Anche il governo italiano è pronto a fare la sua parte per salvare dal default la Grecia: è infatti stato predisposto un decreto legge che dà il via libera agli aiuti in favore del paese ellenico fino a 5,5 miliardi nell'ambito del pacchetto europeo da 30 miliardi. Lo rivelano all'Agi fonti del Tesoro. Secondo quanto si apprende, il provvedimento è pronto e potrebbe quindi essere varato a breve dal Consiglio dei ministri.


FONTE: http://www.corriere.it/economia/10_apri ... aabe.shtml

Ma come...l'Italia sta co le pezze ar culo (ai semafori a chiede l'elemosina), e dà 5,5 mld di euro alla Grecia? E come li dà, a debito? O come pro-quota del FMI? Ma comunque, da dove escono?
Alla fine pure sto fondo del FMI è finanziato a debito.
E alla fine è un fondo di investimento delle banche che ci mettono, tramite gli Stati, fondi garantiti due volte (in questo caso dall'Italia e dalla Grecia).
Ultima modifica di domenico.damico il 28 apr 2010, 10:38, modificato 1 volta in totale.

sandropascucci
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Re: [grecia] tira un'arietta [II]..

Messaggioda sandropascucci » 28 apr 2010, 10:37

Christian Tambasco ha scritto:"Creder che basti congedare il medico - conclude Strauss-Kahn - dopo che ha prescritto delle cure sgradevoli, per non essere più malati, sarebbe un'illusione totale".


forse ma far allontanare, anche temporaneamente, il pederasta mi permetterà di sedermi tranquillo 2 minuti 2.
poi dio provvede..
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Christian Tambasco

Re: [grecia] tira un'arietta [II]..

Messaggioda Christian Tambasco » 28 apr 2010, 10:46

ti si attaccano addosso come le sanguisughe e nun te mollano più

ciao

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marcos

Re: [grecia] tira un'arietta [II]..

Messaggioda marcos » 28 apr 2010, 13:25

Ricordate se la Grecia non ce la farà a riprendersi e tornare a crescere sarà colpa della poca disponibilità tedesca e non del buon cuore dei banchieri...

::
BERLINO - Il presidente della Banca centrale europea Jean-Claude Trichet e il direttore del Fondo monetario internazionale Dominique Strauss-Kahn si sono recati questa mattiba a Berlino per incontrare i leader dei gruppi parlamentari del Bundestag. Faranno pressioni perché la Germania si decida finalmente a dare il via libera definitivo al piano di aiuti alla Grecia, riportando un po' di tranquillità sui mercati.

E di rasserenare i mercati c'è davvero bisogno, visto che stamattina la situazione appare a rischio di avvitamento. I rendimenti dei bond greci hanno raggiunto nuovi record, con il decennale che ha superato l'11% e i titoli a due anni ad uno stratosferico 22%. Ben poco effetto hanno avuto le dichiarazioni del presidente Ue Herman Van Rompuy, secondo cui "non è in discussione una ristrutturazione del debito di Atene" ed anzi ha assicurato che "i negoziati per portare aiuto alla Grecia vanno bene". I mercati hanno prestato più attenzione al fatto che dalla Germania continuano ad arrivare dichiarazioni di scarsa disponibilità, pur se in modo indiretto, come quella del vicemenistro delle Finanze Joerg Asmussen: "Il risanamento delle finanze non è un problema solo tedesco, ci aspettiamo di vedere sforzi simili dai nostri partner europei", ha affermato Asmussen aggiungendo che l'Ue deve inasprire le sanzioni per chi non rispetta le regole sul controllo del deficit.

Intanto la Consib greca ha vietato le vendite allo scoperto in Borsa, mentre il ministro delle Finanze Papaconstantinou si è preoccupato di rassicurare i risparmiatori, nel tentativo di arginare la fuga di capitali. "Nessun problema liquidità per le banche greche e depositi pienamente garantiti dallo Stato", ha assicurato in un'intervista alla tv Mega. Malgrado la tempesta finanziaria, ha spiegato, le banche non hanno problemi a ottenere liquidità, se necessario, sia dal fondo speciale statale di 28 miliardi sia dalla Bce. Ha poi aggiunto che "la Grecia ce la farà, finanzierà il suo debito e tornerà a crescere".


fonte: http://www.repubblica.it/economia/2010/ ... o-3674299/

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dorf

Re: [grecia] tira un'arietta [II]..

Messaggioda dorf » 29 apr 2010, 2:22

"L’attacco contro la Grecia è ormai un caso da manuale con un meccanismo ben oliato: si attaccano i punti deboli della zona Euro, si fanno volare i rendimenti obbligazionari, si gonfiano i CDS e, nel contempo, per contraltare, si valorizza il ruolo di sicurezza della moneta più falsa che ci sia, ossia il Dollaro.
Ma il troppo è troppo: sottoporre a sollecitazioni sempre più ampie un sistema rigido come l’Euro sta celermente conducendo la moneta unica verso il punto di disgregazione. Continuare la speculazione contro l’Euro onde consentire la vendita dei TBills USA è ormai divenuto rischioso come buttare un cerino acceso dentro una pompa di benzina. L'euro è un malato terminale con la cui salute non si può più scherzare, è un giocattolo che si sta rompendo.
L’ultimo attacco speculativo contro la Grecia è stato un atto eroico come un colpo di cannone sparato contro la Croce Rossa. E’ infatti noto come, malgrado dichiarazioni di circostanza e promesse da marinaio, nessun aiuto possa essere seriamente programmato prima del 9 Maggio, ossia la data delle elezioni tedesche. Come conseguenza i rendimenti del titolo biennale greco sono volati fino al record del 11.74% , il differenziale tra il decennale greco e l’analogo tedesco ha raggiunto i 500 punti base, mentre i CDS hanno raggiunto i 634 punti.
Il manuale del perfetto speculatore garantisce che, dopo le elezioni, nell’intervallo tra il 9 Maggio ed il 19 Maggio (quando scade uno stock di 8.5 Miliardi di Euro che la Grecia non è in grado di rimborsare), il salvataggio verrà messo in atto consentendo un sicuro guadagno (in seguito alla vendita dei titoli obbligazionari che saliranno di prezzo), fieno in cascina fino al prossimo attacco (magari contro il Portogallo o l’Irlanda se non addirittura verso i maiali più grossi).
Questa volta il finale non è cosi’ ovvio: ho l’impressione che le cose saranno un poco più complicate. In Germania si ha la seria paura che il prestito alla Grecia sia a fondo perduto: non aiutano certo i rumors di un default pilotato da parte del governo greco in seguito al quale sarebbe garantito il rimborso di solo il 75% di quanto dovuto ai creditori. Economisti tedeschi, ritenendo il bailout della Grecia illegale, promettono un agguerrito ricorso alla Corte Costituzionale e la Merkel (che è una signora sveglia..non per niente è laureata in Fisica) sente sempre di più l’odore di bruciato. Ai posteri l’ardua sentenza.
Ma, a prescindere da come finirà, la cosa importante è che nel frattempo, nella guerra mortale dei titoli sovrani, il padrone degli squali avrà raggiunto il proprio scopo. Infatti l’asta quinquennale di titoli USA (42 miliardi di Dollari di TBills il 28 Aprile) e l’omologa asta dei titoli a sette anni (32 Miliardi il 29 Aprile) si svolgeranno senza particolari problemi: investitori in fuga dalla moneta unica si getteranno sull’amo, attirati dall’esca avvelenata."

Pubblicato da Leon Zingales il 26/04/2010 [http://economiaincrisi.blogspot.com/]


bye DORF

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dorf

Re: [grecia] tira un'arietta [II]..

Messaggioda dorf » 29 apr 2010, 2:24

mercoledì 28 aprile 2010
IL VORTICE CHE RISUCCHIA
A prescindere da quando partirà il piano di salvataggio della Grecia, un fatto è sicuro: trattasi di semplice dilazione poiché il problema si porrà in forma sempre più grave con il passare del tempo. Le condizioni poste dal dalla UE e dal FMI finiranno con lo stringere ancor di più il cappio al collo.
Malgrado quanto dica Perotti sull’editoriale del Sole 24 Ore di Sabato scorso “Tragedia greca senza drammi”, in questo caso tragedia e dramma coincidono: la riduzione della spesa pubblica e l’aumento delle tasse trascinerà in una spirale deflazionistica il paese ellenico. Si hanno seri dubbi che il deficit ed il rapporto debito/PIL possano veramente scendere; gettando liquidità tutto potrà essere posticipato di qualche mese ma i nodi verranno presto al pettine. Il vortice del debito risucchierà senza sosta qualsiasi aiuto senza mai placarsi.


La Grecia farà finta di accettare qualsivoglia piano di lacrime e sangue proposto dalla comunità internazionale salvo poi chiedere umilmente scusa per non poterlo rispettare. La conclusione è piuttosto ovvia: i debiti non saranno onorati, il debito verrà autoridotto ed i creditori potranno attaccarsi al tram.
In altri tempi il paese verrebbe messo alla gogna, al pubblico ludibrio di fronte al consesso degli investitori. Ma il contesto è cambiato: la Grecia non avrà la medesima nomea dell’Argentina nei mercati internazionali. Molto più semplicemente il paese ellenico rappresenterà l’apripista, il fulgido esempio da seguire per coloro che non vorranno (e non potranno) onorare i propri debiti. Dopo la Grecia, l’effetto domino della non solvibilità contagerà innanzitutto in modo repentino molti altri paesi della zona Euro: Irlanda, Portogallo e Spagna e poi si espanderà come un virus inarrestabile fino ai pachidermi: Gran Bretagna ed USA in primis.
Immaginiamo di estrarre calore in una porzione d’acqua con velocità costante. Fino al raggiungimento della temperatura di congelamento non noteremmo alcun significativo cambiamento. Improvvisamente, in prossimità degli zero gradi Celsius, una cascata di eventi termodinamici ci colpirebbe e modifiche strutturali sarebbero istantanei (l’acqua si trasforma in ghiaccio). In prossimità del raggiungimento del punto critico, il tempo scorre molto più velocemente, nel senso che la densità degli eventi termodinamici aumenta esponenzialmente.
L’errore (e direi anche l’orrore) degli economisti classici è credere che in il tempo sia omogeneo. Si sono lanciati generici allarmi sul deterioramento dei conti pubblici, sperando che il tempo giochi a proprio favore consentendo graduali aggiustamenti; ormai il tempo dell’economia non si misura più in anni, tutto sta accelerando. Gli eventi precipitano: il punto critico è vicino e nei prossimi mesi si ballerà parecchio.
Pubblicato da Leon Zingales

BYE dorf

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Christian Tambasco

Re: [grecia] tira un'arietta [II]..

Messaggioda Christian Tambasco » 29 apr 2010, 8:21

fonte: sole24ore il debito greco sarà ristrutturato?

stralci in evidenza (grassetto mio)...

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I mercati e la domanda-tabù: il debito greco sarà ristrutturato?

di Nicola Borzi
28 aprile 2010

Primo passaggio critico: la crisi di liquidità alle porte
Il primo passaggio critico della crisi finanziari greca è costituito dalla gestione dei problemi di liquidità di brevissimo termine. Con 27 miliardi di dollari di debito in scadenza tra aprile e maggio e altri 73 entro fine anno, Atene è totalmente esposta a una crisi di liquidità immediata e a breve termine. Ma il pacchetto di aiuti predisposto dall'Unione Europea – che però si scontra con le obiezioni tedesche - e dal Fondo monetario internazionale è mirato a risolvere solo i problemi di liquidità del 2010.
.......................................................................................
I contraccolpi su titoli pubblici, Borse, banche, cambi e materie prime
In prima fila a subire i contraccolpi di una eventuale ristrutturazione del debito greco sarebbero le banche europee, come già indicato su questo sito ieri. La matrice dei conti della Banca dei regolamenti internazionali mostra che le banche francesi sono esposte direttamente per 75 miliardi di dollari al debito greco, mentre quelle tedesche per 45 miliardi di dollari.

Ma gli istituti di credito sarebbero esposti sia sul lato degli asset (perdite sui portafogli di titoli governativi, che si svaluterebbero) che su quello dei prestiti (sia cross-border che nazionali) e come controparte sul mercato dei derivati.


da un lato NO DEBT=NO MONEY
dall'altro: CHI IL CREDITORE?

aggiungiamo a conferma il fatto che il sistema mira alla sostenibilità del debito (tra una speculazione e l'altra), ovvero a far sì che il debitore possa far fronte al pagamento del "servizio del debito", in quest'ottica leggo e interpreto tutte queste proposte di ristrutturazione.

Ciao

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Christian Tambasco

Re: [grecia] tira un'arietta [II]..

Messaggioda Christian Tambasco » 29 apr 2010, 10:06

la grande fuga...con pacco

fonte: il sole24ore Banche Ue in fuga da Atene

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Banche Ue in fuga da Atene: esposizione tagliata del 29%
di Morya Longo
29 Aprile 2010

Se il destino della Grecia dipendesse dalle banche europee, sarebbero guai seri. Mentre i Governi cercano l'accordo su come salvare il salvabile, gli istituti di credito la loro decisione strategica l'hanno infatti già presa: fuggire da Atene. A gambe levate. Secondo i calcoli del Sole-24 Ore sui dati della Banca internazionale dei regolamenti, negli ultimi tre mesi del 2009 le banche europee hanno infatti mediamente ridotto l'esposizione sulla Grecia del 29%. Dopo lo scoppio in ottobre della crisi, hanno "scaricato" sul mercato 79 miliardi di dollari di debiti targati Atene. Il piede più lesto l'hanno avuto gli svizzeri, che in tre mesi hanno ridotto l'esposizione del 95%. Ma si sono difesi bene anche gli istituti del Belgio (-54%), dell'Austria (-24%) e dell'Italia (-20%). È vero che il debito greco ammonta ad appena 200 miliardi di euro, dunque ci vuole poco per ridurre l'esposizione, ma la fuga da Atene pone comunque due interrogativi. Uno: a chi le banche hanno scaricato i bond greci? Due: se lo stesso trattamento viene ora riservato ad altri Paesi, come Portogallo o Spagna, che impatto ci sarà sui titoli di Stato?
Iniziamo dai dati. Allo stato attuale le banche più esposte sulla Grecia sono quelle francesi (78,8 miliardi a dicembre 2009) e quelle tedesche (45 miliardi). Anche perché gli istituti di entrambi i paesi sono gli unici, in Europa, a non aver abbandonato Atene: quelli tedeschi, addirittura, hanno aumentato la loro esposizione del 4% negli ultimi tre mesi e del 17% nell'intero 2009. Il che ha un sapore paradossale, dato che proprio il governo tedesco è il più freddo su un salvataggio della Grecia. Le banche italiane sono invece minimamente esposte: 6,8 miliardi di dollari a dicembre 2009. Tutti i principali istituti hanno reso noto di avere pochi soldi nello stato ellenico. Il Montepaschi appena 20 milioni di euro, mentre Intesa Sanpaolo è esposto sui paesi Pigs per 1,5 miliardi di euro (solo lo 0,2% del totale attivo), due terzi dei quali sulla Grecia. Minima la presenza di UniCredit, irrisoria quella di Ubi (24 milioni).
Allora qual è il problema? È legato proprio alla fuga delle banche – e degli investitori – dai titoli di Stato di Atene. Questa fuga ha infatti causato l'impennata dei rendimenti su livelli insostenibili, tanto che ora la Grecia non riesce più a rifinanziare (dunque a rimborsare) i suoi debiti. Fin che questo resta un problema greco non succede nulla, ma cosa accadrebbe se la stessa fuga contagiasse altri Paesi come Portogallo e Spagna? E a giudicare dall'impennata dei rendimenti, è verosimile che la fuga da questi paesi sia già in atto. Anche perché da quando la Bce ha ridotto le sue operazioni di rifinanziamento, le speculazioni con i titoli di Stato (carry trade) sono diventate meno convenienti.
Ecco, allora, il problema: quest'anno gli Stati dovranno emettere tantissimi titoli di Stato. Deutsche Bank stima che il fabbisogno di liquidità di Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia e Spagna sfiori, nell'intero 2010, i 900 miliardi di dollari. Così, proprio nell'anno delle grandi emissioni di titoli di Stato, le banche – che tradizionalmente sono i maggiori acquirenti – iniziano a fare retro marcia. Se oltre alla Grecia abbandonassero anche altri paesi, si creerebbe un circolo vizioso: a soffrire sarebbero i governi emittenti, ma anche le stesse banche che hanno i portafogli comunque zeppi di bond governativi sempre più svalutati. Insomma: il cappio degli uni stringerebbe anche il collo degli altri. Ecco perché crollano sia i prezzi dei titoli di Stato sia le azioni delle banche: i loro destini, in un certo senso, sono incrociati. Ecco perché, probabilmente, la fuga non continuerà.

sandropascucci
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Re: [grecia] tira un'arietta [II]..

Messaggioda sandropascucci » 29 apr 2010, 10:16

ma com'è che parlano di dollari? bah..
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ValerioVezzaro

Re: [grecia] tira un'arietta [II]..

Messaggioda ValerioVezzaro » 29 apr 2010, 17:32

articoletto interessante a mio parere..

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La Grecia è spazzatura. Il petrolio e le armi, molto meno...


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Ufficialmente, ce ne sarebbero appena 10 milioni di barili. Una secchiatina, se pensiamo che nella nostra Basilicata le riserve di petrolio ammontano a 900 milioni di barili. Eppure, il petrolio del Mar Egeo è causa di conflitti da oltre vent'anni, da quando nel lontano 1987 si arrivò ad un soffio dalla guerra tra Grecia e Turchia. Da sempre, le due nazioni si contendono il diritto alle esplorazioni nel Mar Egeo dove si sospettano riserve di ben altra entità.

Forse qualcuno ricorda la bella isola di Kastellorizo, dove Salvatores girò il film premio Oscar, Mediterraneo. E' proprio da lì che qualche giorno fa il premier greco ha lanciato il suo appello ufficiale per il bailout alla Grecia da parte dell'UE. Kastellorizo è a un tiro di schioppo dalle rive turche, ed è l'isola da cui i turchi hanno annunciato che riprenderanno le loro esplorazioni sottomarine a caccia di petrolio. I greci, in piena bufera finanziaria, si sono ritrovati a dover dichiarare che non permetteranno mai tutto ciò, che non rinunceranno alla loro sovranità, e che rimetteranno in mare le loro navi esplorative. Una gatta da pelare nel momento sbagliato, o forse nel momento giusto: dipende dal punto di vista. Dal punto di vista turco questo disastro greco rappresenta una bella opportunità di business, e infatti la prossima settimana il primo ministro turco Erdogan se ne va in Grecia con ben 10 dei suoi ministri al seguito, una cosa mai sentita prima. Il limite delle 6 miglia intorno alle isole greche potrebbe alfine rivelarsi un boomerang che si ritorce contro la Grecia, che oggi certo non può dire di no a nessuno.

Ma non c'è solo il petrolio offshore, sul tavolo delle ghiotte opportunità che offre oggi un Paese in ginocchio. Ci sono anche le armi. Mentre con tanta severità la UE punta il dito sui greci spreconi, che dovrebbero tagliare la spesa pubblica e vergognarsi di andare a chiedere quattrini altrui dopo essersi dati alla bella vita, sottobanco i Paesi membri premono ignobilmente affinché la Grecia "compri" la loro benevolenza e le loro elargizioni. Come? Con le armi.

Di tutto ha bisogno il nostro vicino greco, fuorché di armi. Eppure Francia e Germania stanno pressando perché compri caccia e navi da guerra.

Alcuni ufficiali greci raccontano, in via ufficiosa, che Parigi e Berlino stanno usando la leva della crisi per promuovere contratti sulle armi o ricevere pagamenti, proprio mentre la Grecia cerca di ridurre le spese.

Questo è Ekatimerini, supplemento dell'Herald Tribune in Grecia, mica un fogliaccio anarchico.

"Nessuno sta dicendo 'compra le nostre armi oppure non vi aiuteremo', ma la chiara implicazione è che loro saranno molto più amichevoli se faremo ciò che ci chiedono sul fronte degli armamenti", ha dichiarato un consulente del primo ministro su richiesta di anonimato.

La Francia sta spingendo per vendere 6 fregate, 15 elicotteri e 40 caccia top di gamma. (...) La Germania sta pressando Atene al pagamento di un sommergibile elettrico Thissenkrupp.

L'ammontare per la Francia corrisponde a circa 6 miliardi di euro, mentre la Germania (per un sommergibile che non funzionava) chiede oltre 700 milioni.

Nelle tasche di chi andrà, allora, il prestito di 10 miliardi che farà il Fondo Monetario? Il "salvataggio" della Grecia è in realtà una partita di giro, che va a beneficiare i soliti noti?


ecco il link: http://petrolio.blogosfere.it/2010/04/l ... -meno.html

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Christian Tambasco

Re: [grecia] tira un'arietta [II]..

Messaggioda Christian Tambasco » 30 apr 2010, 12:31

qui c'era l'imbarazzo tra metterlo in "lo stato sovrano non conta un cazzo" o qui, ma proseguiamo la linea greca

fonte: sole24ore Papandreou: «Il nostro obiettivo è sopravvivere come nazione» (grassetto mio)

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Papandreou: «Il nostro obiettivo è sopravvivere come nazione».
Tensione in calo sui bond greci

30 aprile 2010

C'è in ballo la stessa «sopravvivenza» della Grecia in quanto «nazione», nelle trattative che Atene sta portando avanti con Unione europea e Fondo monetario internazionale sugli aiuti che ha richiesto. «La sopravvivenza della nazione è la nostra linea rossa», ha affermato il premier George Papandreou, intervenendo oggi in Parlamento: è la questione determinante nelle discussioni. Il premier greco ha legato, d'altra parte, il futuro del paese alle misure economiche che la Grecia deve adottare: «Sono necessarie per proteggere il nostro paese, per la nostra sopravvivenza, per il nostro futuro, affinché possiamo restare in piedi», ha detto Papandreou. Secondo diverse fonti lo sblocco del pacchetto di aiuti alla Grecia dovrebbe arrivare questo fine settimana.

Intanto nel dibattito sull'uscita o meno dei paesi a rischio default dall'Eurozona, il presidente della Commissione europea, Josè Barroso, intervistato dal quotidiano tedesco "Hamburger Abendblatt" si è detto contrario all'introduzione nei trattati europei della possibilità di escludere un paese dall'area euro, un'eventualità di cui si discute molto in Germania e in Europa in questi giorni sulla scorta del caso greco. «I trattati europei non prevedono questa possibilità e sarebbe un errore introdurla», ha spiegato Barroso, attualmente in visita in Cina. «Dobbiamo fare di tutto affinché i membri della zona euro rispettino le regole», ha precisato il presidente della Commissione Ue.

Nel frattempo continuano ad attenuarsi le tensioni sui titoli di stato della Grecia: stamattina i rendimenti sui bond greci a 10 anni sono scesi al 9,059 per cento, contro il 9,040 per cento cui erano calati ieri in serata, laddove in precedenza, nella fase più acuta degli allarmi avevano superato l'11 per cento. In lieve attenuazione anche i rendimenti sui titoli di stato greci a due anni, che avevano subito pressioni ancora più forti dato che i timori dei mercati si concentravano sulle prospettive di solvibilità di breve termine del paese. Stamattina i rendimenti calano al 12,782 per cento, contro il 12,890 per cento di ieri in serata e laddove in precedenza erano arrivati a toccare il 18 per cento.

In calo oggi anche i rendimenti sui bond a 10 anni del Portogallo, un altro paese su cui si concentrano i timori del mercato, stamattina sulla scadenza a 10 anni scendono al 5,427 per cento, dal 5,480 per cento di ieri, e sui 2 anni al 4,27 per cento, dal 4,78 per cento di ieri in serata. Giù anche i tassi sui bond della Spagna a 10 anni, al 4,032 per cento stamattina dal 4,050 di ieri in serata. Nel frattempo l'euro continua a recuperare a 1,3314 dollari, laddove nella fase più alta delle tensioni era calato fino a 1,3115, minimo da inizio aprile 2009.

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ValerioVezzaro

Re: [grecia] tira un'arietta [II]..

Messaggioda ValerioVezzaro » 30 apr 2010, 14:37

Tra pochi giorni saranno tutti di nuovo felici e contenti (o quasi..) come prima :?

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Grecia, piano pronto entro fine settimana

(Teleborsa) - Roma, 30 apr - Il Piano di aiuti per la Grecia sarà pronto al massimo entro il fine settimana. Lo ha detto una fote governativa francese, ma le conferme arrivano anche da altre parti.
Anche il Presidente della Commissione europea, Jose Manuel Barroso, in visita in Cina, ha confermato che i negoziati saranno chiusi a giorni.
Entro domenica dunque dovrebbe essere raggiunto un accordo di massima per il salvataggio del Paese dal default, dopo il rigoroso Piano di austerità annunciato da Atene, che ha un valore di almeno 20 miliardi nell'arco del prossimo biennio.


link: http://finanza.repubblica.it/News_Detta ... odnews=650

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Christian Tambasco

Re: [grecia] tira un'arietta [II]..

Messaggioda Christian Tambasco » 30 apr 2010, 14:39

uhm...i greci? non credo..."stanno per entrare in una valle di lacrime"...

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ValerioVezzaro

Re: [grecia] tira un'arietta [II]..

Messaggioda ValerioVezzaro » 30 apr 2010, 14:48

si si infatti era ironico.. probabilmente mi sono espresso male io :D

comunque qui sotto metto un articolo un pò più sostanzioso che ho trovato ora.. fonte ansa

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Grecia: entro domenica lo sblocco del piano
Papandreou: nostra linea rossa è la sopravvivenza

ATENE - Il premier greco Giorgio Papandreou ha oggi affermato che l'ultima linea di difesa del paese e' ''la sua sopravvivenza''. Rispondendo ad interrogazioni in Parlamento, il premier ha detto ''la sopravvivenza del paese e' la nostra linea rossa''.

BARROSO, PRESTO MISURE DI RIEQUILIBRIO - La Grecia ''prendera' tutte le misure necessarie'' per rimettere ordine nelle sue finanze. Lo ha affermato oggi il presidente della Commissione Europea Jose' Manuel Barroso in una conferenza stampa a Pechino. Barroso, che domani incontrera' il presidente cinese Hu Jintao all' inaugurazione dell' Expo Universale di Shanghai, ha aggiunto che Atene ''ha fatto dei grandi progressi verso la messa a punto di una serie di misure di riequilibrio e di riassestamento''. Secondo Barroso la crisi greca non ha fatto perdere alla Cina la fiducia nell' Ue e nell' euro. ''La Cina - ha detto il presidente che ieri ha incontrato a Pechino il premier Wen Jiabao - conosce e rispetta l' Ue, con la quale ha relazioni fin da quando era composta da nove membri''.
''Il caso della Grecia - ha proseguito - dimostra come oggi tutti siamo interdipendenti e come sia necessario superare gli squilibri nella crescita''. Il presidente della Commissione non ha voluto fare previsioni su possibili problemi nel futuro per Portogallo, Spagna ed Italia. ''Lascio le speculazioni agli speculatori'', ha detto, aggiungendo che la crisi greca indica anche l' urgenza di ''un rafforzamento del coordinamento delle politiche economiche'' dei membri dell' Unione. ''Su questo punto presenteremo presto delle proposte'', ha aggiunto. Barroso ha affermato di aver discusso con i suoi interlocutori cinesi il problema delle valute. ''Ho cercato di chiarire che noi non facciamo pressioni (per la rivalutazione dello yuan cinese), anche a noi piace subire pressioni''. ''Ma oggi commercio, finanza, monete ed investimenti sono collegati e dobbiamo discutere di tutto in uno spirito di collaborazione''. ''Penso - ha concluso - che il messaggio sia stato recepito''.

FONTI ATENE, VICINO ACCORDO SBLOCCO AIUTI - L'accordo tra Atene, il Fondo monetario internazionale e l 'Ue sulle misure di austerita' richieste alla Grecia per sbloccare il piano di aiuti finanziari e' ''molto vicino'' e sara' annunciato ''da qui a domenica'' dal governo greco. Lo ha dichiarato fonti del governo di Atene all'Afp.

TREMONTI, PRONTI A DECRETO, NO PROBLEMI - "Siamo preparati, ben preparati al momento, immediatamente potremmo presentare al Parlamento un decreto. Non abbiamo problemi, anche l'opposizione è a favore a questo tipo di decreto". Lo ha detto, parlando degli aiuti alla Grecia, il ministro dell'Economia Giulio Tremonti nel corso di una conferenza stampa a Berlino con il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble, nell'ambito della conferenza dell'Aspen.
"Sappiamo quali sono i problemi, rispettiamo a capiamo quello che sta facendo il governo tedesco". Lo ha detto il ministro dell'Economia Giulio Tremonti nel corso di una conferenza stampa a Berlino, commentando la posizione del governo tedesco sulla questione degli aiuti alla Grecia. Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, nel corso della conferenza stampa nell'ambito della conferenza Aspen, ha risposto che l'Italia non ha problemi di tipo legislativo nel varare il piano di aiuti. "La Costituzione italiana incorpora l'Unione e dunque è automatico dal punto di vista italiano" poter varare un provvedimento. Riferendo di averne già parlato con il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, Tremonti ha aggiunto: "Noi abbiamo un decreto legge che può immediatamente essere usato. Siamo preparati, ben preparati al momento. Immediatamente - ha aggiunto - potremmo presentare al Parlamento questo provvedimento".

BINI SMAGHI: MIGLIORARE PROCEDURE SOLUZIONE - Bisogna ''migliorare le procedure di risoluzione della crisi'': lo ha detto oggi Lorenzo Bini Smaghi, membro del Comitato esecutivo della Banca centrale europea. ''Abbiamo bisogno di sistemi finanziari che funzionino meglio, dovremmo evitare che questa crisi porti alla rinazionalizzazione dei mercati finanziari'', ha detto Bini Smaghi.

SCHAEUBLE, CONFIDIAMO IN SUCCESSO NEGOZIATI - "I negoziati con Atene non sono ancora terminati, noi pensiamo che molto presto possano arrivare a un successo": lo ha detto oggi il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, nel corso di una conferenza stampa congiunta con il ministro dell'Economia e delle Finanze, Giulio Tremonti.

L'eventuale partecipazione della Germania al piano di aiuti alla Grecia "non avrà ripercussioni sul bilancio" tedesco, ha detto Schaeuble.

ATENE - La Grecia ha ceduto alle pressioni dell'Unione Europea e del Fondo monetario internazionale (Fmi) ed ha accettato, in cambio di aiuti che potrebbero raggiungere i 120 miliardi di euro in tre anni, di imporre nuove "dolorose misure". Che rischiano di scatenare una "esplosione sociale", avvertono i sindacati. Secondo fonti governative e delle rappresentanze dei lavoratori, la nuova stretta dovrebbe consentire ad Atene di ridurre il disavanzo nel 2010 e 2011 di 10 punti percentuali invece dei 7 previsti dal piano iniziale. E ciò grazie a aumenti dell'Iva e nuovi tagli salariali. Informati di questi provvedimenti dal premier Giorgio Papandreou, che li annuncerà pubblicamente domenica, i sindacati del settore privato, Gsee, e pubblico, Adedy le hanno definite "ingiuste" e "unilaterali" ed hanno confermato lo sciopero generale del 5 maggio. La Borsa, prestando più attenzione all'atteso arrivo dei maxi aiuti che al nuovo piano di austerità, si è letteralmente impennata e guidata dalle banche ha guadagnato il 7% recuperando quasi tutte le perdite della settimana.

Il governo socialista, dopo dure trattative, ha dovuto alzare bandiera bianca indicando, per bocca del suo portavoce Giorgio Petalotis, di avere rinunciato a porre paletti difensivi alle richieste dei negoziatori Ue-Fmi. "Nelle attuali condizioni non ci sono più 'linee rosse'" ha detto Petalotis. E ha precisato che le nuove "dolorose misure" includeranno verosimilmente nuovi aumenti dell'Iva su alcolici, sigarette e carburanti, nuovi tagli alle indennità dei dipendenti pubblici, congelamento dei salari nel settore privato, e altri tagli, oltre a quelli già decisi nei mesi scorsi, a tredicesima e quattordicesima.

Oltre alla flessibilizzazione del lavoro e alla liberalizzazione dei limiti sui licenziamenti nel settore privato. Tali misure, secondo fonti sindacali, debbono servire a consentire una riduzione del deficit pari al 10% del Pil nel 2010-2011. Sinora il piano presentato a Bruxelles prevedeva una diminuzione del 4% quest'anno e del 3% nel 2010, per poter arrivare a farlo scendere sotto il 3% nel 2012. Ma da allora il deficit del 2009 è passato dal 12,7% al 13,6% e probabilmente toccherà o sforerà il 14%, mentre sono peggiorate le previsioni sull'andamento dell'economia. Ciò rende necessario rivedere i tagli per poter mantenere l'obiettivo finale. Una raccomandazione al governo di ridurre il deficit nel 2010 di "oltre il 5%" era giunta nei giorni scorsi già dal governatore della Banca di Grecia, Giorgio Provopoulos.

I sindacati hanno reagito duramente all'annuncio di nuove misure, alle quali sono contrari secondo i sondaggi la maggior parte dei Greci. "Comprendiamo la difficile situazione del paese ma non le politiche che vengono attuate" ha detto il leader della Gsee Yannis Panagopoulos. "Le nuove misure sono state decise unilateralmente e contro gli interessi dei lavoratori e quindi risponderemo con la lotta". Ed ha confermato le manifestazioni del primo maggio e lo sciopero generale del 5 maggio, che rischia di trasformarsi nella sfida più difficile per Papandreou.

L'attivazione del piano salva-Grecia sembra oramai imminente e i mercati tirano un sospiro di sollievo. La promessa di Bruxelles è la chiusura dei negoziati con Atene (a cui partecipano Commissione Ue, Bce ed Fmi) "a giorni". Come auspica il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, che ha invitato tutti a "fare presto, per evitare rischi di contagio della crisi greca al resto della zona euro. Il commissario Ue agli affari economici e monetari, Olli Rehn, però ribadisce: l'erogazione degli aiuti sarà fortemente condizionata al rispetto rigoroso degli impegni presi da Atene nel programma pluriennale di risanamento di cui presto - ha assicurato - si conosceranno i dettagli. Un modo, forse, per rassicurare Berlino che - dopo un lungo travaglio e con le elezioni regionali alle porte - ha detto sì al piano.

Una decisione che sarà formalizzata lunedì in un consiglio dei ministri straordinario (la Germania darà 8,4 miliardi per il 2010) e subito dopo dal Parlamento tedesco. E che è stata accolta bene dai mercati, che oggi hanno dato tregua alle Borse europee duramente provate dagli sviluppi degli ultimi giorni. Borse che hanno recuperato terreno - quella di Atene in prima fila con guadagni fino all'8%) - dopo due sedute chiuse in forte ribasso. Tornati su livelli più accettabili anche gli spread tra i titoli di Stato greci e i bund tedeschi.

Nella dichiarazione resa ai giornalisti con l'obiettivo di dare ulteriori rassicurazioni ai mercati, Rehn ha sottolineato come ad Atene si stia lavorando "giorno e notte" per terminare la messa a punto del programma pluriennale di austerity che sarà "di amplissima portata" e permetterà alla Grecia non solo di rimettere in sesto le finanze pubbliche, centrando l'obiettivo di un deficit sotto il 3% entro la fine del 2012, ma anche di riportare l'economia "sulla giusta strada". Il commissario Ue non ha ancora fornito i particolari. Ma da indiscrezioni uscite ad Atene dopo un incontro tra governo e sindacati, la Ue e l'Fmi avrebbero chiesto alla Grecia di ridurre il deficit di 10 punti in due anni (del 4% nel 2010 e del 6% nel 2011) e di assicurare risparmi per 25 miliardi di euro, anche attraverso nuovi tagli a salari e pensioni. Insomma, come ha affermato il portavoce del governo, ci si appresta a nuove "misure dolorose". Il conto alla rovescia per l'attivazione del piano di aiuti, che dovrebbe ammontare almeno a 120 miliardi di euro in tre anni, potrebbe dunque partire già nelle prossime ore. Secondo un calendario di massima - come si vocifera a Bruxelles - il parere comune di Commissione Ue e Bce sulla richiesta di aiuto di Atene e il programma di austerità potrebbe essere pronto per il prossimo fine settimana, probabilmente domenica 2 maggio.

A quel punto i dettagli per il via libera agli aiuti sarebbero messi nel corso di una videoconferenza dei ministri dell'Eurogruppo martedì 4 maggio. Mentre il voto del Parlamento greco sul programma di austerità è previsto tra il 6 e il 7 maggio. A quel punto potrebbe essere convocato (ma non è ancora sicuro) un Eurogruppo a livello dei capi di stato e di governo per l'ok definitivo. In tempo per erogare i prestiti ben prima del 19 maggio, giorno scadranno titoli pubblici per i quali lo Stato greco dovrà pagare 8,5 miliardi di euro.

MOODY'S, RATING SOTTO ESAME, POSSIBILE TAGLIO
Moody's ha deciso di mantenere sotto esame la situazione della Grecia in vista di un possibile ulteriore peggioramento del rating. Lo comunica in una nota l'agenzia di rating, che rimette ogni decisione al piano che la Grecia sta negoziando con Ue, Fondo monetario internazionale e Banca centrale europea. "Se la mobilitazione degli aiuti esterni continuerà ad essere discontinua o se il governo greco non dovesse riuscire a mettere in pratica ambiziosi aggiustamenti nelle sue politiche, questo infliggerebbe al Paese un danno significativo al merito di credito greco".

Pochi giorni fa, Moody's ha bocciato il merito di credito della Grecia portandolo ad 'A3' e minacciando un'ulteriore peggioramento. Moody's - spiega l'analista Sarah Carlson - "prevede di completare il suo esame del rating sovrano greco subito dopo che saranno rivelati i dettagli del programma messo a punto dai paesi dell'euro e dal Fondo monetario internazionale". Nella nota, l'agenzia statunitense spiega che la situazione di liquidità a breve termine della Grecia corre rischi trascurabili "dato l'impegno internazionale volto a mantenere la stabilità nell'area".

Di conseguenza - spiega l'analista - "il giusto riposizionamento del rating greco dovrà essere basato sui fondamentali creditizi di medio termine del Paese". Richiamando la sua posizione precedente, Moody's ricorda che é possibile che il rating greco venga peggiorato di più di un 'gradino': "L'entità di un downgrade - dice Carlson - dipenderà dall'ambiziosità del programma economico e fiscale pluriennale" e dalla probabilità che la Grecia riesca a mettere in atto le riforme che le verranno richieste. Il livello "molto alto" del debito pubblico atteso per Atene "non è insostenibile" secondo l'analista, anche se ci vorrà una stretta al bilancio primario pari al 12% del Pil.


link : http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche ... 75480.html

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dorf

Re: [grecia] tira un'arietta [II]..

Messaggioda dorf » 1 mag 2010, 1:24

la grecia è già finita! cotta! ora tocca al resto della combriccola!!

Come ha scritto in maniera magistrale Enrico Fubini sul Corriere della Sera, cioè qui... http://www.corriere.it/economia/10_apri ... aabe.shtml

l'ombra sinistra di Lehman Brother, l'ombra dell'avvoltoio della finanza mondiale che avvolge la democrazia appare attraverso una vera e propria reincarnazione:

" Se la reincarnazione rientra fra le superstizioni della finanza, a Jean-Claude Trichet e Dominique Strauss-Kahn ieri sarà corso un brivido lungo la schiena. Un senso di dejà vu deve aver assalito quei due dignitari francesi, numeri uno rispettivamente della Banca centrale europea e del Fondo monetario internazionale, quando insieme hanno fatto il loro ingresso sotto la volta di cristallo del Bundestag a Berlino. Si trovavano lì per chiedere denaro per salvare la Grecia e l’euro, ma era come se una regia beffarda li avesse guidati in un perfido remake. Entrambi, in privato, avevano deprecato la gestione del fallimento di Lehman in America un anno e mezzo fa. Ma entrambi ieri hanno rimesso in scena una supplica simile a quella che Henry Paulson e Ben Bernanke presentarono al Congresso di Washington nel settembre del 2008: per l’allora segretario al Tesoro e per il capo della Federal Reserve, si trattava di salvare Wall Street con il sì del Congresso a un pacchetto di aiuti pubblici da 700 miliardi di dollari. "

Qualcuno sottolinea che la Storia non si ripete, ma quando viene sottovalutata si diverte a fare la rima. Oggi più che mai il sequestro della democrazia, il sequestro di governi impauriti e talvolta terrorizzati da parte della presunzione di un rischio sistemico è evidente, evidente nell'azzardo morale con il quale un gruppo di avvoltoi tiene in ostaggio qualsiasi democrazia. Non mi stancherò mai di ripeterlo, anche perchè sia ben chiaro, a coloro che non hanno ancora una chiara consapevolezza di quanto sta accadendo.

Quanto è accaduto in America ed in particolare nella vicenda AIG è qualcosa che va oltre quello che siamo in grado di comprendere. Se oggi qualsiasi governo si rifiutasse di socializzare le perdite tra i suoi contribuenti, verrebbe abbattuto e distrutto da una ondata di vendite e azioni finanziarie combinate che difficilmente potrebbero non essere paragonate ad una dichiarazione di guerra.

Ho come il sospetto che le preoccupazioni di Obama, in relazione alla tragedia greca siano riferite essenzialmente al rischio per il contribuente americano, ovvero ad una eventuale esposizione di quella centrale nucleare di nome AIG, nei confronti dell' area euro e in particolare dei cosidetti PIGS anche se inglesi e americani, ci fanno compagnia degnamente.

Quello che probabilmente riesce difficile da comprendere oggi alla maggior parte degli attori politici è che la Grecia non ha purtroppo alcuna possibilità di rimborsare il proprio debito anche perchè non esiste alcuna possibilità di estinguere un incendio del debito, azionando ulteriori pompe del debito.

Se qualcuno aveva qualche dubbio, su quale delle quattro strade indicate dalla McKinsey e da Kenneth Rogoff e Carmen Reinhart era lecito incamminarsi per assistere ad una naturale ed empirica dinamica di rientro dal debito, oltre all'antica soluzione del tentativo di scatenare inflazione incominci pure a prendere seriamente in considerazione una potenziale ondata di default privati e probabilmente sovrani.

Oltre al potenziale esplosivo di una deflagrazione dell'euro sui sistemi finanziari mondiali, sarei interessato a comprendere sino in fondo la situazione dei paesi dell' Europa dell' EST, paesi di cui ultimamente si parla troppo poco pensando a come è stato finanziato il loro sogno, un segno fondato sul debito tanto per cambiare.

Prosegue Fubini:

" Ora Trichet e Strauss-Kahn vogliono convincere il parlamento tedesco a sbloccare un prestito che arriverà, in tutto, a circa 100 miliardi di euro. Paulson e Bernanke fallirono al loro primo tentativo e l’indice Dow Jones reagì crollando di 770 punti in sole due ore. Per fortuna la storia non sempre si ripete fino all’ultima curva, Trichet e Strauss-Kahn possono ancora centrare il loro obiettivo. Eppure i corsi e ricorsi della storia potrebbero comunque farli riflettere, perché le catastrofi finanziarie americane dei primi dieci anni del secolo rappresentano già una sorta di manuale per l’Europa sugli errori già fatti e quelli assolutamente da evitare. "

Come ho scritto in passato, non sarebbe passato poi molto tempo prima che la finanza ombra venisse a controllare il bluf di un'Europa inesistente, un Europa delle merci e dei capitali, nella cui memoria resterà sempre la grande cicatrice delle più cruente battaglie della storia, storia di popoli, storia di uomini. Si tratta solo di una coesione di facciata, pura finzione.

Infine, per quanto riguarda l'economia, nulla da aggiungere, nella sostanza cambia ben poco, non resta che attendere quello che accadrà quando prima o poi il sostegno governativo verrà a mancare.

Gli ultimi dati relativi alla crescita del PIL, francamente fanno tenerezza pensando all'imponente dose di sostegno monetario e governativo immesso in questa crisi.
Oltre un milione di sussidi di disoccupazione in America potrebbero dissolversi, se il governo non rinnoverà questa tossicodipendenza dell'economia. La media a quattro settimane dei sussidi continua ad aumentare e questo non è altro che un'ulteriore conferma per le parole della Federal Reserve, ovvero un lungo periodo di tassi sostanzialmente a zero.... " Il comitato continua a prevedere che le condizioni economiche tra cui il basso tasso di utilizzo delle risorse, l'inflazione sotto controllo e le sue aspettative stabili, sono tali da giustificare livelli eccezionalmente bassi della politica monetaria per un periodo di tempo prolungato..." Amen!

bye DORF

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Christian Tambasco

Re: [grecia] tira un'arietta [II]..

Messaggioda Christian Tambasco » 1 mag 2010, 8:40

a proposito di Grecia, sentivo dei commenti al lavoro...
...i colleghi mi hanno dovuto portare via perché ero diventato viola...

impiegato_0: "Guarda se non facciamo la fine della Grecia, la Grecia è più vicina di quanto pensiamo"
impiegato_1: battuta "che ce frega, tanto se li famo prestà dalla germania i soldi"
impiegato_0: "sì, ma hai visto a che condizioni, taglio della spesa pubblica e stipendi"
impiegato_1: "purtroppo non si poteva fare altrimenti, o il prestito o il fallimento, che voi fà?! so stati obbligati, che fai fallisci?!"
impiegato_0: "eh già, purtroppo è così"

sembra una vignetta satirica invece è un parte della realtà

si accetta di tutto pur di non ragionare sul significato delle parole...bah viva la comunicazione di massa

Ciao

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Christian Tambasco

Re: [grecia] tira un'arietta [II]..

Messaggioda Christian Tambasco » 1 mag 2010, 8:57

questo articolo è è insieme interessante e tragi-comico, ci mostra "Lo Stato Speculatore" ...
...io mi indebito al 4% con le banche e ti presto al 5% non è fantastico che: "tutto il mondo è una grande banca" oppure "siamo tutti nella stessa banca" oppure "se io usuraio e tu usuraio allora il problema usura non c'è"

fonte: sole24ore Il nodo dei tassi sui prestiti

!
Eurogruppo domenica su Atene
Bini Smaghi: il piano funzionerà
Il nodo dei tassi sui prestiti
di Giuseppe Chiellino
30 aprile 2010

I ministri dell'Eurogruppo si riuniranno domenica prossima in teleconferenza per discutere il piano di salvataggio della Grecia. La conferma, dopo i segnali anticipati ieri, è giunta dal ministro degli Esteri francese, Bernard Kouchner a Shanghai dove si trova insieme al presidente Nicholas Sarkozy per l'inagurazione dell'Expo. La convocazione della riunione è la dimostrazione concreta che l'accordo sul piano è ormai in dirittura d'arrivo.

«Il piano di salvataggio della Grecia sarà approvato, finanziato e funzionerà» ha detto a Berlino Lorenzo Bini Smaghi, membro italiano del consiglio direttivo della Bce, parlando con i giornalisti nell'ambito della conferenza dell'Aspen Institute Italia sul futuro dell'Europa nel mondo del G20. «Non solo il piano funzionerà - ha aggiunto - ma cambierà anche il modo in cui funziona l'economia greca ponendola su un percorso di risanamento fiscale e al tempo stesso di maggiore crescita nel lungo periodo».

Il nodo della remunerazione dei prestiti
Uno dei nodi da sciogliere nelle prossime ore è quello della remunerazione che Atene dovrà garantire sui prestiti dell'eurogruppo, per evitare che proprio i paesi più vulnerabili ci rimettano già in partenza. In base all'accordo raggiunto l'11 aprile scorso dai ministri delle Finanze dell'eurozona, il governo greco dovrà pagare un tasso d'interesse di circa il 5 per cento. La formula di calcolo, mutuata pari pari dal Fondo monetario, è basata sul tasso Euribor a tre mesi per i prestiti a tasso variabile e l'Irs per quelli a tasso fisso. In entrambi i casi è previsto uno spread di 300 punti base. Per le scadenze superiori ai 3 anni si aggiungono altri 100 punti base. A ciò si somma una commissione una tantum di 50 punti base che serve a coprire i costi operativi del prestito. Una fotocopia del meccanismo applicato dal Fmi, commissioni comprese.

Dall'11 aprile, però, molte cose sono accadute. Soprattutto sui mercati finanziari dove si è allargata la forbice tra i rendimenti dei titoli greci (cresciuti con il diffondersi della sfiducia nel confronti di Atene) e i benchmark tedeschi. Così nel prestare denaro ai greci, il paese che - dal punto di vista strettamente finanziario - ci guadagna di più è la Germania che incassa la differenza tra il 5% che verserà la Grecia e ciò che paga al mercato per finanziare il suo debito pubblico sulle scadenze triennali, pari a poco piu' dell'1%. Per l'Italia il guadagno sarà di circa 100 punti base inferiore a quello tedesco. In una condizione opposta si trova il Portogallo che per ottenere dal mercato prestiti a tre anni deve garantire rendimenti intorno al 5,3%: una perdita di una trentina di punti base. Il problema, a quanto risulta, è stato già posto. Vedremo quale sarà l'esito della discussione, tenendo conto anche del fatto che proprio la Germania aveva chiesto di non fare troppi sconti alla Grecia. E questo accadeva quanto sui triennali Atene doveva pagare un premio del 7% circa. Oggi siamo a livelli pari al doppio, quindi lo 'sconto' rispetto al 5% deciso 20 giorni fa è diventato molto più consistente.

L'Italia si prepara a versare 5,5 miliardi
In serata, intanto, il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha confermato in un messaggio ad un sito di iscritti al Pdl che il governo «sta mettendo a punto il decreto legge con il quale l'Italia darà probabilmente cinque miliardi e mezzo di euro alla Grecia per difendere la nostra comune moneta dalla speculazione». L'importo del prestito è proporzionale alla quota di partecipazione di ciascun paese al capitale della Banca centrale europea. Al momento, si fa riferimento ad un importo complessivo di 45 miliardi, di cui due terzi a carico dell'eurogruppo.


Ciao

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ValerioVezzaro

Re: [grecia] tira un'arietta [II]..

Messaggioda ValerioVezzaro » 2 mag 2010, 12:00

Della serie.. "L'impero colpisce ancora".. a quanto pare.. dopo un primo maggio di scontri.. Papandreu ufficializza.. non me lo piglio solo io ma ve lo pigliate anche voi.. anzi.. solo voi.


[bigbox] Grecia, Papandreou: c'è accordo, faremo grandi sacrifici
Papandreou: "Salverò il Paese dalla bancarotta"*
ATENE - Il premier greco Giorgio Papandreou ha annunciato di aver concluso un accordo con l'Ue e il Fmi per "evitare la bancarotta" del paese. Papandreou ha promesso che in cambio dei "grandi sacrifici" che dovranno fare nei prossimi anni, il paese sarà "salvato". "Vi prometto che al termine dei 4 anni del mio mandato di primo ministro, il paese sarà salvato dalla bancarotta" ha detto il capo del governo. Papandreou ha indicato che la Grecia otterrà, in cambio del piano di austerità, aiuti "senza precedenti". E ha spiegato che questi sono stati possibili solo grazie al meccanismo di sostegno congiunto Ue-Fmi. Il ministro delle finanze Giorgio Papaconstantinou deve ora fornire i dettagli del pacchetto di misure di rigore accettate da Atene in cambio dei maxi-aiuti Ue-Fmi. Il premier ha detto che le nuove misure non riguarderanno il settore privato.

Papandreou ha detto di essere pronto a fare qualsiasi cosa "in nome dell'interesse nazionale".

Il pacchetto di prestiti da 100-120 miliardi di euro in tre anni ad un tasso del 5% - ha annunciato il ministro francese dell'Economia Christine Lagarde - sarà erogato "in fretta", hanno detto il cancelliere tedesco Angela Merkel e il presidente Nicolas Sarkozy, dopo una consultazione telefonica proprio sulla Grecia.

E appunto, il premier Giorgio Papandreou ha convocato un consiglio dei ministri straordinario dove annuncerà la conclusione dell'accordo e i dettagli del programma pluriennale concordato per il risanamento dei conti che la Grecia dovrà realizzare per poter usufruire degli aiuti.

Un programma di rigore senza precedenti nella zona euro, che prevede un taglio di 10 punti del deficit nel 2010 e 2011 e 25 miliardi di risparmi, attraverso misure dolorose - come le ha definite lo stesso premier - che vanno da un ulteriore aumento delle tasse al taglio delle tredicesime e delle quattordicesime per gli statali.
Subito dopo l'annuncio di Papandreou, nel pomeriggio si riunirà in via straordinaria l'Eurogruppo a Bruxelles per dare il via libera ufficiale ai prestiti Ue-Fmi. Per l'Italia sarà presente il ministro Giulio Tremonti, che ha già annunciato che il governo ha pronto un decreto legge col quale stanzierà fino a 5,5 miliardi di euro per quest'anno. Dopo l'ok dei ministri dell'Economia, potrebbe già in settimana esserci la cena tra i leader dell'Eurozona - si parla del 7 o dell'8 maggio - per l'ok formale. Intanto Merkel e Sarkozy, determinati ad "agire in fretta" per la Grecia, come hanno fatto sapere dopo il confronto telefonico, hanno annunciato nei prossimi giorni "iniziative" per rafforzare la stabilità la zona euro, agendo in particolare sul meccanismo di sorveglianza e sulla lotta alla speculazione. Per la Merkel, si dovrà anche arrivare a sanzioni più severe per quei Paesi, come la Grecia, che non rispetteranno il Patto di stabilità. Per la cancelliera, sarebbe giusto togliere loro il diritto di voto, almeno temporaneamente.

PRIMO MAGGIO NEL SEGNO DEGLI SCONTRI - Migliaia di persone, non più di 20.000 secondo la polizia, sono sfilate nelle principali vie della capitale greca radunandosi nella centrale piazza Syntagma per celebrare il Primo Maggio ma anche per protestare contro i tagli a salari e pensioni decisi dal governo e contro le nuove tasse che stanno per essere annunciate in cambio di un maxi prestito Ue-Fmi. Nella grande piazza di fronte al Parlamento tutto è filato liscio finché c'é stato un comizio organizzato dal sindacato dei lavorati comunisti Pame. Ma intorno alle 12:00 locali un gruppo di anarchici ha lanciato un paio di potenti petardi contro il ministero delle Finanze, che sorge su un lato della piazza e la polizia in assetto anti-sommossa li ha caricati esplodendo candelotti lacrimogeni. Pochi minuti dopo gli anarchici - dopo aver attaccato a martellate le serrande abbassate l'Hotel Grande Bretagne - hanno cominciato un fitto lancio di sassi e altri oggetti contro i poliziotti e un camioncino della Tv di Stato Ert. Un altro camioncino della Ert era stato assalito e dato alle fiamme un'ora prima davanti alla sede della vecchia Università, in viale Vanizelos. A quel punto è cominciato un confronto che è andato avanti per circa un ora, con un centinaio di anarchici con i volti coperti e armati di grossi bastoni che, dopo aver scagliato alcune bottiglie incendiarie contro la polizia, hanno caricato ma sono stati respinti di nuovo con i lacrimogeni. Il gruppo di anarchici si è quindi allontanato da piazza Syntagma, seguito da vicino dalla polizia, lungo viale Venizelos esplodendo altri petardi, dando fuoco ai cassonetti delle immondizie, distruggendo tutti i cristalli delle fermate degli autobus e quelli delle cabine telefoniche e spaccando molti gradini della chiesa cattolica di San Dionigi per farne pietre da scagliare contro gli agenti. [bigbox]

fonte ansa.. link : http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche ... 75480.html


*ha un che di dichiarazione stile berlusconi.. brrr..

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Bankster87

Re: [grecia] tira un'arietta [II]..

Messaggioda Bankster87 » 3 mag 2010, 18:17



La parte finale è tragicomica....

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ValerioVezzaro

Re: [grecia] tira un'arietta [II]..

Messaggioda ValerioVezzaro » 3 mag 2010, 19:15

è curioso vedere come 50 poliziotti tengono a bada 200 o più manifestanti.. in ogni caso.. tragicomica o meno.. ottima mira il lanciatore di molotov :shock:

sandropascucci
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Re: [grecia] tira un'arietta [II]..

Messaggioda sandropascucci » 3 mag 2010, 20:42

ma il regista chi è?
minuto 1:51 UGUALE!

http://www.youtube.com/watch?v=RyyuYzN3P-w
 - - - 8< - - - 8< - - - 8< - - - 8< - - - 8< - - -
sandropascucci : primit.it signoraggio.com
INTERNET AIUTA A RIVOLUZIONARE IL MONDO COME
TRATTENERE IL RESPIRO AIUTA A PESARE MENO SULLA BILANCIA

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Bankster87

Re: [grecia] tira un'arietta [II]..

Messaggioda Bankster87 » 3 mag 2010, 20:58

Rimanendo sempre in Grecia c'è anche il film "300"....
http://www.youtube.com/watch?v=uJ-vVDI143w

"Questo è debito pubblicoooooooooo!!!!!!!!!!!!!!!!" :lol: :lol:

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marcomulas

Re: [grecia] tira un'arietta [II]..

Messaggioda marcomulas » 3 mag 2010, 21:19

Ecco come il Signor Bini Smaghi (smegmi per gli amici) spiega le cause della crisi in Grecia:

::
La lentezza di Bruxelles e il rigore

Una procedura che avrebbe evitato di scatenare i mercati finanziari e di minare la fiducia nell’euro. All’origine di questi ritardi ci sono stati— non c’è dubbio — incertezze, mancanza di leadership, rigurgiti nazionalistici, procedure inefficaci. Sembra facile, a prima vista, individuare i colpevoli. Se si vuole tuttavia che questa crisi rappresenti l’occasione per rafforzare il processo di integrazione europeo bisogna spingere oltre la riflessione su ciò che è avvenuto, partendo da due spunti.

Il primo è che l’euro non è solo la moneta comune di una unione tra 16 Paesi e oltre 300 milioni di cittadini, ma comporta legami politici ben più stretti di quanto pensassimo. Le difficoltà di un Paese si riflettono direttamente sugli altri, con conseguenze non economiche e finanziarie. Come dimostrano i casi recenti della Lettonia e dell’Ungheria, se la crisi fosse avvenuta in uno degli altri Paesi europei fuori dall’area dell’euro, l’Unione avrebbe partecipato al salvataggio, insieme al Fondo Monetario Internazionale, senza particolari difficoltà. Una crisi all’interno dell’area dell’euro comporta invece dimensioni politiche di ben ampia portata.

In secondo luogo, all’origine della crisi greca non c’è stato solo un problema di bilancio, ma una questione politica fondamentale, che molti hanno sottostimato. Se le difficoltà di bilancio della Grecia fossero state prodotte da un evento esogeno, come un terremoto, la crisi si sarebbe risolta rapidamente. La Commissione europea dispone peraltro di risorse finanziarie ingenti per far fronte ad eventi «fuori dal controllo degli Stati Membri». Gli altri Paesi membri non avrebbero fatto mancare la loro solidarietà. La crisi greca è nata invece da una grave violazione dei principi sottostanti alla costruzione politica europea. Il precedente governo greco aveva infatti più che raddoppiato il deficit pubblico, dal 6% del Prodotto lordo a oltre il 13%, senza dichiararlo, nel 2009— un anno elettorale. In altre parole, la — seppur debole — sorveglianza europea sui bilanci pubblici dei Paesi membri è stata elusa dalla Grecia a fini elettorali interni.

Ci si può chiedere in quale Paese un tale evento non avrebbe innescato una crisi politica di dimensioni paragonabili a quella che è stata vissuta nell’Unione. Non ci si può meravigliare se molti cittadini dell’area dell’euro— una stragrande maggioranza in alcuni Paesi — si siano dichiarati contrari a ripianare i debiti della Grecia. Non ci si può meravigliare se alcuni governi dei Paesi membri, riflettendo il disagio dei propri cittadini, abbiano esitato a lungo prima di dare il loro accordo al sostegno finanziario alla Grecia, e abbiano dato il loro accordo solo in ultima istanza, di fronte alla crisi che si stava generalizzando e condizionato a forti tutele nei confronti di quel Paese. In gioco non era solo la coesione economica e finanziaria dell’Unione, ma soprattutto quella politica.

Quando, alla metà degli anni 70, lo Stato di New York chiese aiuto al governo centrale degli Stati Uniti per far fronte alla montagna di debito accumulato, quest’ultimo si rifiutò fino a quando non fu varato un programma credibile di risanamento. Fu un negoziato lungo e politicamente difficile, che servì però da esempio per gli altri Stati. Anche la lunga crisi europea di queste settimane può servire da esempio per indurre gli altri Stati europei a risanare per tempo i propri bilanci pubblici e all’Europa per dotarsi di procedure e istituzioni più efficienti. Questa crisi può servire anche agli Stati che si vogliono dotare di strutture federali, affinché definiscano meccanismi rigorosi che evitino che lo Stato centrale (cioè le altre regioni) si trovi a dover ripianare i debiti creati a livello regionale.

Lorenzo Bini Smaghi
Membro del Comitato esecutivo della Banca centrale Europea


Dal Corriere della Sera.

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Christian Tambasco

Re: [grecia] tira un'arietta [II]..

Messaggioda Christian Tambasco » 4 mag 2010, 10:28

un articolo di Zingales a proposito di ristrutturazione del debito greco

fonte: sole24ore Una terza via per curare i conti

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Una terza via per curare i conti
di Luigi Zingales
Sabato 01 Maggio 2010

Dicevano che fosse una cospirazione di Wall Street, l'effetto della speculazione perversa di hedge fund senza scrupoli, che la crisi della Grecia fosse solo un'invenzione del mondo finanziario. Oggi la triste realtà sembra emergere. La Grecia non soffre di una crisi di liquidità: è insolvente. Con un deficit di bilancio del 13,6% del Pil, un debito del 115% del Pil, e una crescita attesa che secondo le opinioni più ottimiste è del -2% e secondo quelle più realiste del -4%, la Grecia non ce la fa a pagare i suoi debiti. La stretta fiscale richiesta per ridurre il deficit avrà effetti negativi sulla crescita e quindi sul Pil, finendo per aumentare il peso del debito sul Pil, invece che ridurlo. Senza contare la protesta sociale che sta causando.
L'assistenza richiesta ai partner europei non è un temporaneo sostegno finanziario, ma un aiuto a fondo perduto. Se il 67% dei tedeschi è contrario all'aiuto alla Grecia non è per egoismo. È una posizione sacrosanta di chi capisce che l'aiuto non è ai greci, ma alle banche e assicurazioni francesi e tedesche, esposte con la Grecia per 78 miliardi. Una delle regole fondamentali del mercato è che chi gode dei guadagni debba assumersi anche le perdite. I risparmiatori italiani hanno imparato a loro spese la lezione che titoli di stato ad alto rendimento sono rischiosi.
Quando l'Argentina fece default persero una percentuale rilevante del loro investimento, e non furono indennizzati da alcun soccorso statale. Perché le banche devono essere trattate in maniera diversa?
Mi si dirà che il soccorso è inevitabile; che senza un "bailout" l'Europa precipiterà in una crisi finanziaria profonda, con effetti devastanti sull'economia. È vero che se la Grecia dichiarerà default come ha fatto l'Argentina questo avrebbe effetti devastanti e quindi va evitato. Ma la scelta non è tra un soccorso incondizionato e l'abbandono. Esiste una terza via. Una via che elimina gli effetti devastanti di un default, ma non regala i soldi dei contribuenti alle banche.
La prima regola di questo piano alternativo è un allungamento della maturità del debito greco, spostandone di almeno tre anni la scadenza. Questo consolidamento è di fatto un parziale default, che ridurrebbe il valore del debito di circa il 15-20 per cento. Ha l'effetto di dare alla Grecia il tempo di ristrutturarsi, forzando al tempo stesso i creditori attuali ad assorbire una perdita, invece che trasferirla ai contribuenti.
Senza l'obbligo a breve di fare fronte al debito in scadenza, la Grecia ha bisogno di circa 25 miliardi di euro per finanziare il deficit del 2010. Queste risorse potrebbero essere fornite dal Fondo monetario internazionale con un prestito. Affinché non si tramuti in un sussidio indiretto alle banche internazionali, questo prestito dovrebbe avere priorità nella restituzione rispetto a tutti i debiti esistenti. In aggiunta, come tutti i prestiti dell'Fmi, anche questo dovrebbe essere condizionato a una rigida manovra fiscale, che possibilmente minimizzi gli effetti negativi sull'economia. Ad esempio, un'imposta sulla proprietà immobiliare, difficile da evadere, potrebbe essere una buona nuova fonte di entrate.
Il rischio maggiore di questa manovra sarebbe per le banche greche. Il parziale consolidamento avrebbe un immediato effetto sul valore dei titoli pubblici greci con un impatto immediato sul patrimonio bancario. Mentre le banche francesi e tedesche dovrebbero essere in grado di assorbire il colpo, quelle greche, che secondo uno studio di Barclays detengono 42 miliardi di euro, rischierebbero l'insolvenza. Anche in questo caso, la soluzione non sarebbe un bailout incondizionato, ma un sostegno selettivo. Se le banche greche sono a rischio, l'Fmi potrebbe prenderne controllo, garantendone i depositi e i debiti interbancari, ma spazzando via gli azionisti e, se le perdite lo richiedono, anche gli obbligazionisti. Si tratterebbe di una nazionalizzazione, ma non operata dal governo greco, con i rischi di corruzione e influenza politica che questo comporterebbe, ma da parte dell'Fmi, che si impegnerebbe a riprivatizzare quanto prima, recuperando con questo i possibili costi dell'intervento. L'esborso in caso di intervento non dovrebbe superare i 10 miliardi di euro.
Condizionatamente al raggiungimento degli obiettivi prefissati, il Fondo potrebbe promettere altri 5-10 miliardi di euro per finanziare il debito del 2011, che nel frattempo dovrebbe ridursi al di sotto del 5% del Pil. Questo consentirebbe alla Grecia di raggiungere l'obiettivo di un deficit del 3% nel 2012, che le permetterebbe di riaccedere ai mercati, rifinanziando il debito che agli inizi del 2013 comincerebbe a venire a scadenza.
Si tratta di un piano equo, che penalizza giustamente la Grecia, ma anche i creditori che le hanno concesso credito troppo facilmente. Un piano che protegge l'interesse dei contribuenti. Un piano che non sarà mai non solo attuato, ma tantomeno discusso perché a Francoforte e Parigi, come a Washington nel 2008, i voti non si contano, ma si pesano.


oggi leggo una dichiarazione del Governatore della Banca Centrale Greca (detto er provola),
a proposito della possibilità, sia di uscire dall'euro che di ristrutturare il debito

fonte: ANSA Provopoulos,follia uscita da euro
Ristrutturazione debito greco sarebbe 'atto criminale'


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Grecia:Provopoulos,follia uscita da euro
Ristrutturazione debito greco sarebbe 'atto criminale'

04 maggio, 10:11

(ANSA) - ROMA, 4 MAG - Le voci su un'eventuale uscita della Grecia dall'unione monetaria sono 'pura follia', dice il governatore della Banca Centrale greca. E la ristrutturazione del debito greco - aggiunge George Provopoulos in un'intervista al canale greco Skai, ripresa da Bloomberg - sarebbe un atto 'criminale' perche' spingerebbe gli altri Paesi a non fidarsi piu' di Atene per anni. Secondo il governatore, le banche elleniche sono stabili e sicure con capitali superiori alla media europea.


certo che chiunque può dire e contraddire...bah

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Christian Tambasco

Re: [grecia] tira un'arietta [II]..

Messaggioda Christian Tambasco » 4 mag 2010, 10:50

oggi sono tutti in formissima :lol:

fonte: sole24ore Ristrutturiamo subito il debito

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CRISI DI ATENE / Ristrutturiamo subito il debito
di Pietro Reichlin e Nicola Borri
4 Maggio 2010

Molti sostengono che il salvataggio della Grecia, messo in atto grazie alle nuove linee di credito dai paesi dell'eurozona, è l'unica via per evitare di mettere in pericolo il sistema monetario europeo ed evitare una crisi sistemica. Altri commentatori rovesciano questa analisi. La solidità del nostro sistema monetario potrebbe essere minacciata proprio da una strategia di prestiti a fondo perduto. Quanto al contagio, sembra che nessuna dichiarazione, per quanto autorevole, dei governi e della Banca centrale riesca a fermarlo.

La crisi greca e il contagio a Spagna e Portogallo non sono colpa degli speculatori, delle agenzie di rating o delle reticenze del governo tedesco. Dovremmo riflettere, piuttosto, sul modo in cui le istituzioni politiche europee hanno impostato il problema della responsabilità fiscale dei paesi membri, sin dai tempi della creazione del sistema monetario. In particolare, mentre è necessario imporre il rispetto dei limiti ai disavanzi pubblici con maggiore rigore, non è utile né credibile dichiarare che nessun paese dell'eurozona potrà mai essere insolvente in qualsiasi circostanza. Se crediamo all'Europa come un sistema economico e giuridico integrato, dovremmo cercare di gestire in modo efficiente le situazioni d'insolvenza, accettando, allo stesso tempo, che il debito sovrano sia valutato dai mercati in relazione alle prospettive di crescita e alla sostenibilità dei bilanci dei paesi debitori (e, quindi, alla probabilità che il debito sia ripagato a scadenza). Questo limiterebbe il rischio morale e indurrebbe maggiore responsabilità degli stati e delle banche creditrici nelle scelte finanziarie.

Oggi la Grecia ha poche possibilità di realizzare il consolidamento fiscale e le riforme economiche necessarie per ripagare il debito estero, nonostante le nuove linee di credito concesse. Tassi d'interesse medi del 7% sono un peso insopportabile per un paese che ha prospettive di crescita negative e una spesa pubblica difficilmente comprimibile nell'immediato. È molto probabile che, a breve, si renda necessaria una ristrutturazione, cioè un allungamento delle scadenze, un taglio delle cedole e della consistenza del debito. L'aumento degli spread è dunque fisiologico. Il vero problema è che l'incertezza generata dalla fragilità della Grecia e dal comportamento erratico delle istituzioni e dei governi alimenta i rischi di contagio, minacciando la stabilità del sistema monetario europeo. Non sarebbe meglio allora cercare di eliminare questa incertezza alla radice anticipando la ristrutturazione? È possibile che i costi di una ristrutturazione siano inferiori a quelli causati dalla strategia seguita finora?

Proviamo a fare un po' di conti. La parte di debito greco detenuta all'estero è pari a circa 240 miliardi di euro, in gran parte nei portafogli delle banche europee. Questa cifra rappresenta il valore nominale a scadenza delle obbligazioni in circolazione, e non il valore di mercato. Quest'ultimo è decisamente inferiore, in quanto i mercati prezzano la possibilità di un ripagamento parziale. Se, per semplicità, consideriamo una scadenza media a cinque anni e un rendimento del 7%, il valore di mercato della parte di debito greco detenuta all'estero è pari a circa 175 miliardi. Con un piano di ristrutturazione che equivalga a un taglio del valore nominale delle obbligazioni greche del 30%, la perdita in conto capitale non sarebbe superiore ai 50 miliardi. La stima è sicuramente in eccesso, perché il debito greco non è tutto in mano alle banche europee. In ogni caso, 50 miliardi sono una cifra importante, ma inferiore all'1% del totale degli asset di queste istituzioni.

C'è chi teme che una ristrutturazione del debito greco determinerebbe una crisi sistemica, come nel caso di Lehman Brothers, e un contagio ad altri paesi europei. Tuttavia, il forte aumento del costo del debito di Portogallo e Spagna di questi giorni mostra come i mercati hanno già preso in considerazione la possibilità di ulteriori difficoltà finanziarie in Europa. Un default parziale e immediato della Grecia non può modificare radicalmente in negativo queste aspettative. Al contrario, i mercati avrebbero un precedente in base al quale valutare con maggiore trasparenza il valore del debito degli altri paesi europei, e gli stati più virtuosi sarebbero premiati con un costo di finanziamento più basso.

In sostanza, accettare subito una ristrutturazione del debito, per esempio attraverso l'allungamento della maturità, anziché concedere nuovi crediti (come deciso dai pesi europei in questi giorni) aiuterebbe la Grecia a risolvere i suoi problemi, limiterebbe l'incertezza circa le garanzie implicite sui titoli pubblici emessi dai membri dell'eurozona e potrebbe dare maggiore credibilità al sistema monetario europeo. I creditori sarebbero indubbiamente puniti, ma, in questo modo, si avrebbe una riduzione del rischio morale e della possibilità che, fra qualche anno, ci si trovi di fronte alla necessità di salvare paesi con un debito molto maggiore di quello greco.

Queste valutazioni sono certamente controverse. L'impatto di una ristrutturazione sulle banche greche potrebbe essere grave e innescare una corsa agli sportelli. Eppure, piuttosto che continuare a prestare a fondo perduto, si dovrebbe riflettere sul modo in cui sia possibile affrontare il problema della ristrutturazione del debito con costi minimi per la stabilità del sistema finanziario. Se il crack di Lehman Brothers ha avuto effetti così catastrofici è anche per l'assenza di un meccanismo che potesse gestire in maniera ordinata il fallimento di una grande istituzione finanziaria con posizioni debitorie e creditorie ramificate in tutto il pianeta.
L'Fmi ha già affrontato il problema delle ristrutturazioni dei debiti sovrani con proposte concrete. L'Unione Europea dovrebbe fare altrettanto. I costi delle ristrutturazioni derivano dal fatto che i soggetti coinvolti sono molti, con interessi diversi, incapaci di confrontarsi direttamente tra loro. Si va dalle banche creditrici ai fondi comuni, alle istituzioni finanziarie internazionali, fino ai contribuenti. Alcuni soggetti direttamente coinvolti nei contratti, specialmente se hanno acquistato obbligazioni nei mesi immediatamente precedenti a una crisi e, quindi, a prezzi bassi, hanno interesse a prolungare le negoziazioni (anziché accettare un accordo rapido per un taglio del debito) perché sperano di essere rimborsati più di altri o perché sperano nel salvataggio dei governi a carico dei contribuenti. L'incertezza e l'attesa aumentano i rischi di controparte delle istituzioni finanziarie e ritardano la "ripartenza" del debitore. Basti pensare al caso dell'Argentina, che, dopo la dichiarazione d'insolvenza del 2001 è ancora in in trattativa per ristrutturare circa 18 miliardi di euro di debito in mano a molti piccoli obbligazionisti, in gran parte italiani. Per questa ragione, è dal 2001 che l'Argentina non ha la possibilità di prendere a prestito sui mercati internazionali.

I costi di una ristrutturazione del debito greco potrebbero essere contenuti se alla Bce (o ad altra istituzione sovranazionale) fosse assegnata l'autorità legale per gestire la fase di ristrutturazione ed, eventualmente, le risorse per garantire i depositi delle banche greche: proteggendo il paese insolvente dalle azioni legali dei creditori, imponendo termini e condizioni ai soggetti coinvolti e finanziando le nuove emissioni obbligazionarie in sostituzione di quelle esistenti.

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domenico.damico

Re: [grecia] tira un'arietta [II]..

Messaggioda domenico.damico » 4 mag 2010, 13:18

Le regole si adattano al momento...
panta rei...

!
La Bce accetterà i junk bond greci

FRANCOFORTE - La Banca centrale europea si è arresa ieri all'evidenza. Per un periodo indefinito l'istituto monetario accetterà nelle sue operazioni di rifinanziamento le obbligazioni governative greche, indipendentemente dal rating. La decisione è giunta dopo che nel fine settimana il governo greco, in grave difficoltà finanziaria, ha trovato un accordo con il Fondo monetario internazionale e la Commissione europea sulla progressiva riduzione del deficit pubblico, che nel 2009 è salito al 14% del prodotto interno lordo.

Il consiglio direttivo della Bce ha definito «appropriato» il pacchetto di risanamento che oltre a tagli alla spesa e aumenti delle tasse prevede anche prestiti dell'Fondo monetario e dei paesi membri della zona euro per 110 miliardi di euro. «Questa valutazione positiva e il forte impegno del governo greco a introdurre pienamente il programma di politica economica - ha detto la Bce - sono alla base, da un punto di vista di gestione del rischio, di una sospensione» dei limiti sul debito.

La scelta è l'ultimo tassello di un graduale aggiustamento delle politiche dell'istituto monetario. Nell'ottobre del 2008, la Bce aveva ridotto il rating minimo per molti dei titoli utilizzabili nelle operazioni di rifinanziamento da A- a BBB-. In aprile, la scelta era stata confermata a tempo indeterminato. Il rischio di ulteriori riduzioni del rating del debito greco, a livelli inferiori a BBB-, ha indotto le autorità monetarie a eliminare qualsiasi limite.

La decisione annunciata ieri vale esclusivamente per la Grecia. Nell'accettare il debito greco indipendentemente dal rating, la Bce cambia posizione rispetto al recente passato. Appena qualche mese fa, il presidente Jean-Claude Trichet aveva affermato che l'istituto monetario «non avrebbe cambiato le regole sul collaterale per il bene di un particolare paese». Evidentemente, la situazione è peggiorata drammaticamente nelle ultime settimane.

La decisione della Bce, che ha partecipato alle trattative con Atene, è prima di tutto un atto di fiducia nel programma di risanamento greco. Certo, l'effetto ottico rimane discutibile. Molti commentatori potranno facilmente sostenere che l'inversione a U della Bce non aiuterà la sua credibilità. Eppure, dietro alla scelta delle autorità monetarie si nascondono da un lato la volontà di liberarsi dalla servitù delle agenzie di rating (proprio ieri il cancelliere Angela Merkel ha dato il suo benestare a un ente indipendente europeo) e dall'altro il desiderio di congelare una regola atipica.

La zona euro prevede una moneta unica e bilanci nazionali. Questa struttura ambivalente ha indotto i costituenti negli anni 90 a permettere alle autorità monetarie di rifiutare titoli obbligazionari di un paese membro nel caso non fossero ritenuti sufficientemente credibili. Naturalmente, la scelta è comprensibile, per il modo in cui è nata l'Unione monetaria, ma ha fatto sì che la Bce sia l'unica banca centrale a poter respingere il debito di un proprio stato.

La libera accettazione del debito greco consente alle banche di rifinanziarsi dalla Bce, evitando tensioni sul mercato monetario e problemi ai bilanci bancari. Sostenere in questo frangente le istituzioni greche è indispensabile per evitare un effetto-domino nei Balcani dove le banche elleniche sono molto radicate. Un rimpatrio improvviso delle loro attività nella regione, causa problemi di rifinanziamento, avrebbe un impatto negativo in Romania o in Bulgaria.

L'aggiustamento annunciato ieri rappresenta potenzialmente un ulteriore pericolo per il bilancio dell'istituto monetario, chiamato ad accettare titoli sempre più rischiosi. Per ora, e ammesso che la Bce non debba prendere decisioni simili per altri paesi, l'impatto è limitato. Attualmente i titoli di stato di tutti i paesi della zona euro rappresentano il 12% del collaterale nei pronti contro termine, su un valore totale delle operazioni di rifinanziamento di quasi 800 miliardi di euro.



http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLi ... iew=Libero

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ValerioVezzaro

Re: [grecia] tira un'arietta [II]..

Messaggioda ValerioVezzaro » 4 mag 2010, 13:32

E intanto.. la protesta va avanti.. oggi il primo dei 2 giorni di sciopero nazionale.. con relativa sorpresina.. al tg 2 si sono affrettati a dire che gli striscioni a causa del forte vento si sono girati e sono risultati illeggibili dopo pochissimo tempo.. eeh già :lol:
Allegati
AKROPOLI2.jpg

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Bankster87

Re: [grecia] tira un'arietta [II]..

Messaggioda Bankster87 » 4 mag 2010, 13:37

C'è anche da dire che su Internet girano video come questi....


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ValerioVezzaro

Re: [grecia] tira un'arietta [II]..

Messaggioda ValerioVezzaro » 4 mag 2010, 13:56

La Grecia è un covo di anarchici.. con queste manifestazioni di violenza.. provocate quasi sempre da poliziotti in borghese.. si tenta di screditare l' immagine dei manifestanti.. non solo anarchici.. ma anche comunisti e tutte quelle correnti che gli vanno dietro..

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Bankster87

Re: [grecia] tira un'arietta [II]..

Messaggioda Bankster87 » 4 mag 2010, 16:22

Sicuramente si cerca di screditare la loro immagine... però se i tagli alla spesa pubblica sono devastanti ed a molti il reddito viene abbassato, secondo me finiscono per passare per eroi.
Almeno spero che sia così, anche se la violenza serve a poco... senza dubbio è molto meglio essere astuti

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ValerioVezzaro

Re: [grecia] tira un'arietta [II]..

Messaggioda ValerioVezzaro » 4 mag 2010, 16:56

Sta alla gente decidere se etichettarli come eroi o vandali.. certo è che le masse sono stanche di questa situazione.. sfogarsi così però non è la mossa più intelligente.. potrebbero fare molto di più che dar fuoco a qualche poliziotto.. per quanto mi riguarda.. li appoggio.. anche se ripeto.. si potrebbe fare molto di più.. Papandreu è ancora al governo.. e come lui tutta la cricca composta da politici.. bankieri.. ecc ecc.. riguardo questo.. mi sono fatto un' idea.. IGB di certo non vedrebbe di buon occhio una rivoluzione popolare non manovrata.. quindi.. meglio farli sfogare sui poliziotti e sulle cose.. tanto.. se si danneggia un palazzo lo si rimette apposto.. se si ammazza un poliziotto.. lo si rimpiazza.. l' importante è non varcare quel limite oltre il quale si potrebbe dare inizio ad una rivoluzione e dare un esempio.. uno spunto ad altre persone in altri paesi europei ad agire secondo il modello "Grecia 2010".


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