[grecia] tira un'arietta [II]..

..ovvero le puttanate ufficiali propagandate dal Sistema Mediatico di IGB
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MauroB
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Re: [grecia] tira un'arietta [II]..

Messaggioda MauroB » 17 mar 2012, 0:36

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Grecia: sistema sanitario allo sfacelo, tornano aids e malaria

di: WSI Pubblicato il 16 marzo 2012| Ora 12:20
Gruppi di medici e infermieri si scontrano con poliziotti in tenuta da sommossa all'esterno del ministero della Salute a maggio dell'anno scorso.

Atene - Donne senzatetto incinte lasciate in strada, i resti nel patume che diventato il pasto principale della giornata, studenti costretti a fare la fila ai centri di sussistenza per bisognosi e ora anche la diffusione di malattie gravi, ma che sarebbero tranquillamente curabili in un sistema sanitario funzionante.

I tagli ai servizi sanitari in Grecia, hanno spinto il sistema sociale e dell'health care ellenico sull'orlo del collasso, aumentando al contempo i casi di malaria e Aids nella nazione indebitata.

Il tasso di incidenza delle due malattie infettive tra i tossicodipendenti e tra soggetti che fanno uso di droghe per iniezione e' balzato dell'1,25% nei primi 10 mesi del 2011 rispetto all'anno prima.

A lanciare l'allarme e' la divisione greca di Medici Senza Frontiere, secondo cui la malaria, per la prima volta da quando al potere c'erano i colonnelli, e' diventata endemica nella parte meridionale del paese, ovvero una malattia infettiva costantemente presente. La dittatura dei colonnelli e' caduta negli Anni 70.

Reveka Papadopoulos, numero uno dell'organizzazione ellenica, ha sottolineato che in seguito ai tagli alla salute, compresi tagli al personale e diruzione del 40% dei finanziamenti agli ospedali, i servizi sociali "sono in una situazione molto difficile, se non in uno stato di sfacelo", precisando che sono segnali chiari di un sistema che non ce la fa piu'.

I tagli pesanti, orizzontali e "ciechi" hanno coinciso con un aumento del 24% della domanda per servizi ospedalieri, spiega Papadopoulos, "in gran parte perche' la gente non si puo' piu' permettere di ricorrere ai sistemi di assistenza privata. L'intero sistema si sta deteriorando".

Ieri il Fondo Monetario Internazionale ha accordato un nuovo pacchetto di aiuti da €28 miliardi, che fara' parte di un piano straordinario di finanziamenti pari a €130 miliardi complessivi. Atene ne ha un disperato bisogno per riuscire a ripagare i debiti e poter conservare i suoi servizi sociali. Ma se questo e' il prezzo da pagare, sarebbe meglio ricorrere al default del debito sovrano.


http://www.wallstreetitalia.com/article ... laria.aspx

Huro Chan
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Re: [grecia] tira un'arietta [II]..

Messaggioda Huro Chan » 20 mar 2012, 12:33

!
Jon Henley, The Guardian

La volontà di andare oltre la rabbia verso la creatività è alla guida di una forte economia di baratto in alcuni luoghi

Nelle ultime settimane Theodoros Mavridis ha comprato uova fresche, tsipourou (la grappa locale: attenzione), frutta, olive, olio d'oliva, marmellata e sapone. Ha anche avuto qualche consulenza legale, ed ha apprezzato i servizi di un ragioniere che lo ha aiutato a riempire la sua dichiarazione dei redditi.

Niente di tutto ciò gli è costato un euro, perché aveva fatto in precedenza un po' di lavori elettrici – la riparazione di un televisore, mettere a posto una luce messa male - per alcuni degli 800 e rotti membri di una rete di scambio in rapida crescita nella città portuale di Volos, a metà strada tra Atene e Salonicco.

In cambio del suo lavoro, Mavridis ha ricevuto un certo numero di Unità Locali Alternative (note come TEMS in greco) sul suo account di rete on-line. In cambio delle uova, l'olio d'oliva, consulenza fiscale e il resto, ha trasferito i TEMS sui conti di altre persone.

"E' un modo più facile, più diretto di scambio di beni e servizi", ha detto Bernhardt Koppold, un omeopata e agopuntore di origine tedesca di Volos che è un membro attivo del network. "E 'anche un modo di dimostrare solidarietà concreta - di costruire relazioni".

Aveva appena trattato Maria McCarthy, un insegnante di inglese che ha vissuto e lavorato in città per 20 anni. La consultazione era la sua prima operazione con i TEMS, e ha usato uno dei buoni disponibili per le persone che non hanno ancora, o non possono creare, un account online.

"Ho già scambiato direttamente con un paio di famiglie, prevalentemente insegnamenti di inglese per baby sitter" ha detto McCarthy. "E' ancora un network giovane, ma sta crescendo molto rapidamente. Chiaramente, più lo usi più utile diviene. "

Tems è stato installato ed è funzionante da appena 18 mesi, ha detto Maria Choupis, uno dei suoi membri fondatori. Spinte dai tagli salariali sempre più drastici e dagli aumenti delle tasse, si calcola che ora ci sono circa 15 reti del genere attive intorno alla Grecia piu' altre pianificate. "Sono piu' strutture sociali che economiche", ha detto. "Esse favoriscono la fiducia e il sostegno reciproco."


Il network è attualmente occupato a trasformare un edificio in disuso di proprietà dell'università di Volos in uno spazio per lo scambio e il baratto permanente. Essa ospiterà, a partire dal mese prossimo, un mercato in cui i soci possono incontrarsi e scambiare senza contanti. Molti mercati all'aperto di grande successo si sono svolti per tutta l'estate scorsa, ha detto Choupis, finché il tempo non è stato troppo freddo.

"Sono occasioni molto gioiose," ha detto. "E 'molto liberatorio non usare i soldi." In un mercato, ha detto, si avvicinò una donna che era venuta con tre grandi vassoi di dolci fatti in casa e li stava vendendo come l'unità di una torta. "Le ho chiesto: 'Pensa che basta? Dopo tutto, lei ha avuto il costo degli ingredienti, l'elettricità per cucinare ... '

"Mi rispose: 'Aspetta finché il mercato non è finito', e alla fine ha avuto tre diversi tipi di frutta, due bottiglie da un litro di olio d'oliva, saponi, fagioli, una dozzina di uova e un sacco di yogurt. 'Se avessi comprato tutto questo al supermercato,' disse, 'mi sarebbe costato molto più di quanto costa fare questi dolci.' "

Cio' che governa il sistema è stato progettato per garantire continuità alle TEMS in modo "da circolare, e lavorare duro come una valuta", ha dichiarato Christos Pappionannou, un ingegnere meccanico che gestisce il sito della rete utilizzando software open-source.

Nessuno può detenere più di 1.200 TEMS nel conto ", così la gente non si avvia all' accaparramento, una volta raggiunto il limite è necessario iniziare a utilizzarle."

E nessuno deve debiti per più di 300, così la gente "non può entrare in debito, e deve iniziare ad offrire qualcosa".

Le aziende che fanno parte della rete sono autorizzatiea fare operazioni in parte in TEMS, e in parte in euro, la maggior parte offrono uno scambio 50/50.

"Riconosciamo che hanno i loro costi fissi, devono pagare un affitto e le bollette in euro", ha detto Pappionannou. "Si potrebbe dire che il loro 'profitto' potrebbe essere preso in Tems, da reinvestire nella rete".

Choupis ha detto che pensa che la rete crescerebbe ancora più rapidamente se la gente non fosse così "congelata, in uno stato di paura. E 'come se fossero stati colpiti alla testa con un mattone: hanno le vertigini. E sono cauti, stanno ancora pensando: 'Ho bisogno di euro, come faccio a pagare le bollette?' Ma non appena la gente vede quanto si possa fare senza denaro, si convincono".

Il parlamento greco ha recentemente approvato una legge che incoraggia "forme alternative di imprenditorialità e di sviluppo locale", comprese le reti di scambio come Volos, dando loro uno status ufficiale ai fini fiscali senza scopo di lucro.

Choupis ha detto che c'è uno stato d'animo in Grecia, la volontà di "andare oltre la rabbia verso la creatività".

"Non si è poveri quando non si hanno soldi," disse, "si è poveri quando non si ha niente da offrire -. Tranne che per gli anziani e i malati, verso cui dovremmo essere tutti generosi".


http://www.rawstory.com/rs/2012/03/16/g ... ht-economy
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Messaggioda Huro Chan » 20 mar 2012, 12:51

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Messaggioda sandropascucci » 20 mar 2012, 13:14

bel link!

da: http://www.stro-ca.org/en/why

simuove.png


"Le idee, la conoscenza, l'arte, l'ospitalità e viaggio sono cose che per loro natura dovrebbero essere internazionali. Tuttavia, si deve lasciare che i prodotti sono di produzione locale fino a quando è ragionevolmente possibile, e, soprattutto, lasciare che il finanziamento è prevalentemente nazionale ". John Maynard Keynes, economista

"Chiunque crede che la crescita esponenziale possa continuare all'infinito, è un pazzo o un economista". Kenneth Boulding, Economista
(trad. google)
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Messaggioda sandropascucci » 20 mar 2012, 13:24

andiamo a trans..

Iniziazione» Progetti
puntoTRANSacciones
puntoTRANSacciones (PTA) è una società creata nel 2008 con il sostegno delle ONG salvadoregni FUSAI e alcuni investitori privati, con particolare attenzione sociale.

pTa promuove la creazione di un circuito di scambio multilaterale di imprese e consumatori, attraverso una piattaforma tecnologica, tempestivi servizi finanziari e consulenti aziendali altamente qualificati e impegnata nello sviluppo di MPMI in El Salvador.

Le aziende aderenti piattaforma acquistare tra di loro senza pagare in contanti, ma cancellando i loro acquisti con la vendita di propri prodotti o servizi in transazioni commerciali di Internet sono espressi in trans, il pagamento interno mediante PTA (1 equivalente TRANS a 1 USD). Le aziende coinvolte hanno accesso al credito a condizioni favorevoli in TRANS. Il TRANS non sono convertibili in denaro che assicura che il potere d'acquisto che scorre all'interno della rete, generando maggiori opportunità di business tra i partner.
Per il sistema di pagamento TRANS utilizza una piattaforma tecnologia simile al banking online, sviluppato da STRO ( Cyclos) e metodi di pagamento online, cellulare (online e SMS), carta, ecc.

Dal 2010, ha costruito una rete di consumatori (clubTRANS), che offre linee di credito al consumo in TRANS a condizioni molto competitive e altri benefici commerciali.

Il progetto mira a promuovere le vendite e le opzioni di finanziamento per le Piccole e Medie Imprese a San Salvador e incoraggiare i consumatori ad orientare i loro acquisti verso questa nicchia di mercato.
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Messaggioda Huro Chan » 20 mar 2012, 13:38

Anche il link al saggio di Bernard (no, non Barnard!!) Lietaer sembra interessante..

"In questo articolo, Bernard Lietaer, Robert e Sally Ulanowicz Goerner discutono le carenze degli approcci tradizionali alla gestione delle crisi bancarie (ad esempio la nazionalizzazione di attività problematiche), e spiega perché queste in genere falliscono nell' affrontare le cause sistemiche. Gli autori sostengono che una soluzione migliore potrebbe comportare l'adozione di monete complementari, e l'accettazione del governo di queste valute per il parziale pagamento delle imposte in un periodo in cui le banche non sono in grado di finanziare completamente l'economia reale."

http://www.lietaer.com/2010/02/managinthebankingcrisis/
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Messaggioda sandropascucci » 20 mar 2012, 13:41

> Gli autori sostengono che una soluzione migliore potrebbe comportare l'adozione di monete complementari, e l'accettazione del governo di queste valute per il parziale pagamento delle imposte in un periodo in cui le banche non sono in grado di finanziare completamente l'economia reale.

see.. crédece tu!
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Re: [grecia] tira un'arietta [II]..

Messaggioda MauroB » 5 apr 2012, 19:45

>
>
La crisi

Grecia, scontri in piazza
dopo suicidio pensionato

L'uomo si è tolto la vita in piazza Syntagma, davanti al Parlamento greco. In serata, manifestazione spontanea sfociata poi in disordini quando sono intervenuti gli agenti di polizia per chiudere la strada davanti al palazzo del governo

ATENE - Alcuni dimostranti si sono scontrati Ieri sera con gli agenti di polizia ad Atene, al termine di una manifestazione spontanea per il suicidio di un pensionato a piazza Syntagma. Il 77enne si è ucciso ieri mattina davanti al Parlamento, nella piazza che per due anni è stata l'epicentro delle proteste contro le misure di austerità adottate dal governo per scongiurare il fallimento del paese.

Secondo quanto riferito dai media, l'uomo avrebbe lasciato un biglietto in cui accusa il governo di averlo ridotto in povertà e lo paragona agli occupanti nazisti del 1941. Il premier Lucas Papademos ha definito una "tragedia" quanto avvenuto, quindi ha invitato governo e cittadini, "in questi momenti difficili per la nostra società, a sostenere quanti sono disperati".

Ieri, circa 1.000 persone si sono radunate nella piazza davanti al Parlamento, dove sono stati depositati fiori, candele e messaggi sotto un albero di cipresso. La polizia è quindi intervenuta per chiudere la strada di fronte al Parlamento e le violenze sono scoppiate con il lancio di molotov contro gli agenti, che hanno risposto con gas lacrimogeni.

Depressione e suicidi sono in aumento in Grecia a causa della crisi che ha fatto aumentare il tasso di disoccupazione e tagliare stipendi e pensione.
(05 aprile 2012)


http://www.repubblica.it/esteri/2012/04 ... 81429/?rss

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Re: [grecia] tira un'arietta [II]..

Messaggioda MauroB » 10 apr 2012, 21:28

>
>
Grecia: quasi mezzo milione di bambini denutriti per la crisi

di: WSI Pubblicato il 10 aprile 2012| Ora 10:52

Per soglia di poverta' si intende il reddito minimo che una famiglia di 4 persone guadagna al mese per pagare affitto e generi di prima necessita'.
Roma - Sono ormai 439.000 i bambini che in Grecia vivono al di sotto della soglia di poverta': malnutriti, debilitati e in condizioni malsane capita che svengano a scuola. I genitori, disperati, li mandano a lavorare.
Questa la fotografia del 20,1% delle famiglie in un paese ellenico tramortito dalla crisi del debito sovrano e dalle misure di austerita' imposte dal governo e dalle autorita' della Troika (Fmi, Bce e Ue) per scongiurare un default.
Secondo il rapporto redatto dall'Unicef e ripreso dalle agenzie italiane, degli 11,2 milioni di greci, due milioni e 800 mila non hanno abbastanza per vivere. Questo significa solo una cosa: un greco su quattro e' in condizioni di indigenza e se la crisi peggiora Atene rischia di avere fino al 30% della popolazione in condizioni di poverta'.
Per soglia di poverta' si considera il reddito minimo che una famiglia di quattro persone tipo deve guadagnare ogni mese per pagare affitto e generi di prima necessità, come alimenti, trasporti, vestiario e istruzione.
Ma i dati non finiscono di sorprendere, in negativo: 400.000 nuclei familiari sono rimasti con un reddito pari a zero, perche' nessuno dei componenti ha piu' un lavoro, mentre oltre 60.000 famiglie non sono piu' in grado di pagare i debiti contratti con le banche.
Intanto nel Sud Italia spunta un problema altrettanto grave legato a poverta' e istruzione: "oltre un milione di minori" sarebbero a rischio secondo "Fondazione con il Sud" e "Save the Children", che hanno pertanto deciso di costituire una rete per promuovere interventi in questa direzione.
Le due organizzazionei incontreranno oggi il Ministro Barca e il sottosegretario Rossi Doria per avviare un confronto costruttivo a partire dai dati drammatici su poverta' e dispersione scolastica nel Mezzogiorno.


http://www.wallstreetitalia.com/article ... crisi.aspx

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Messaggioda kasiacolagrossi » 26 apr 2012, 13:40

!
La dracma rischia di uccidere l'Euro

Scritto da Fabrizio Arnhold | Yahoo! Finanza – mar 24 apr 2012 15:58 CEST


L’incubo della fine dell’euro spaventa Eurolandia. Si tratta pur sempre di una possibilità remota, ma per la prima volta è stata messa, nero su bianco, dalla Banca Europea d’investimenti. La Bei, infatti, ha inserito una clausola per i negoziati per un finanziamento da 70 milioni di euro alla società Ppc (Public Power Corporation, colosso elettrico ellenico), che prevede l’obbligo di rinegoziare in caso di reintroduzione della dracma, come riportato dal quotidiano greco Kathimerin.
E’ giusto sottolineare che il ritorno alla moneta nazionale greca è un’ipotesi estrema e lontana. Certo. Ma è pur vero che questa forma di “tutela” da parte delle Bei crea un certo imbarazzo tra tutti Paesi membri dell’Unione europea. Notizie che possono minare la stabilità della valuta unica – senza contare il clima di assoluta incertezza dei mercati –e che rischiano di acuire la crisi della già traballante economia ellenica. Fa un certo effetto che a inserire questa clausola sia la Banca Europea d’investimenti, la banca comunitaria creata nel 1957, il cui capitale sociale è sottoscritto da tutti gli stati membri Ue. L’istituto di credito provvede a finanziamenti (sotto forma di prestiti agevolati) per promuovere lo sviluppo dell’Unione. In buona sostanza diventa un valido aiuto economico per le economie depresse. La Bei, tra l’altro, ha già previsto un totale di 600 milioni di euro entro il 2013, precisamente 1,4 miliardi di euro entro il 2015, da erogare come aiuti per il Paese in difficoltà.
La Banca, sempre secondo quanto riportato dal giornale Kathimerin e confermato da fonti interne all’istituto, ha previsto la clausola di rinegoziazione a fronte dell’investimento a favore, come detto, della Public Power Corporation per la realizzazione di una nuova centrale a gas a Megalopoli, nel Peloponneso. Un evento, è ben precisato nelle carte, che può avvenire sia per la fuoriuscita della Grecia dall’eurozona, sia nell’ipotesi di un collasso dell’Unione Monetaria. Ed è proprio l’eventualità di un crack dell’intero sistema euro a creare un certo allarmismo. Come se non bastasse, la Bei è pronta ad introdurre lo stesso trattamento, con tanto di postille contrattuali, per tutti i Paesi sotto programma di aiuti: Portogallo e Irlanda. Con la facoltà di estenderlo a tutti i Paesi dell’Eurozona.
Niente paura, però: Bruxelles continua a rassicurare i mercati. “L’Unione Europea e la comunità Internazionale hanno preso tutte le misure necessarie affinché non ci sia pericolo che la Grecia possa lasciare l’euro o che l’Unione monetaria possa disfarsi”, è stato il commento di Amadeu Altafaj, portavoce del commissario agli Affari economici e monetari Olli Rehn. Anche se qualche timore questa scelta della Bei lo ha creato. “Non c’è niente di strano, si tratta di clausole normali nel mondo bancario che prevedono che i prestiti debbano essere ripagati nella moneta in cui sono stati emessi o equivalente”, ha dichiarato un portavoce dell’istituto di credito, come riportato da Linkiesta. Ma qualcosa di insolito, a dire il vero, rimane. In caso di irregolarità del rimborso, infatti, il foro competente scelto dalla Bei è quello britannico. Una particolarità, senza dubbio, come quella che riguarda i Trattati dell’Unione Europea che fissano con precisione i parametri per entrare nell’euro, ma neanche una parola su come uscirne.
Ad ogni modo, se lo Stato greco dovesse fallire e, di conseguenza, abbandonare l’euro, si verificherebbe un autentico cataclisma. “Non morirebbe nessuno se la Grecia uscisse dall’euro”, aveva detto il commissario alle Nuove tecnologie, l’olandese Neelie Kroes, in un’intervista al quotidiano De Volkskrant di febbraio. “Atene è e resterà nell’Eurozona, perché i costi di un suo addio sarebbero molto più alti di quelli che si dovrebbero sostenere con il suo salvataggio”, è stata l’immediata risposta di José Manuel Barroso, presidente della Commissione. Di certo c’è che dell’eventuale uscita di Atene da Eurolandia, se n’è parlato e molto negli ultimi mesi. Le conseguenze di questo scenario sarebbero l’inevitabile tonfo sui mercati, la perdita di valore dei bond pubblici (con pericolose ricadute anche su quelli privati), un uragano speculativo che investirebbe le banche, determinando il cosiddetto “credit crunch” con una stretta al credito enorme. Il contagio andrebbe a colpire anche gli Stati periferici con il concreto rischio di una fuga di investimenti e si potrebbe assistere alla fine della moneta unica. Il condizionale, fortunatamente, è assolutamente d’obbligo.


http://it.finance.yahoo.com/notizie/la- ... AM-;_ylv=3
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Re: [grecia] tira un'arietta [II]..

Messaggioda kasiacolagrossi » 19 mag 2012, 7:58

!
Atene, si stampa già la dracma
Voto dei greci sull'euro. Giallo


Immagine


Mentre a Bruxelles stanno lavorando su uno scenario d'emergenza nel caso in cui la Grecia esca dall'euro, De La Rue, la società britannica che stampa banconote per oltre 150 Paesi al mondo, ha messo al lavoro i propri dipendenti su piani eventuali per stampare di nuovo la dracma e non farsi trovare impreparata nel caso si verifichi lo scenario peggiore. Intanto in Spagna, di fronte alla grave crisi delle banche iberiche, il governo nominerà revisori contabili indipendenti per esaminare la situazione creditizia, dando mandato a Goldman Sachs di fare una valutazione su Bankia, la quarta banca del Paese appena nazionalizzata

"VOTO IN GRECIA E REFERENDUM SULL'EURO" - La cancelliera tedesca, Merkel, durante una conversazione telefonica con il presidente greco Carolos Papoulias, avrebbe suggerito di accompagnare le prossime elezioni politiche in Grecia a un referendum per chiedere ai cittadini se desiderino o meno restare nell'eurozona. Ma da Berlino smentiscono...

Nella foto la copertina dell'Economist (la Grecia brucia l'euro) sulla crisi ellenica


http://affaritaliani.libero.it/?refresh_ce
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Messaggioda MauroB » 22 mag 2012, 16:09

>
>
Grecia: un altro accordo segreto, complice la Bce

di: WSI Pubblicato il 22 maggio 2012| Ora 07:48

Non c’è stato alcun annuncio ufficiale. Non sono state rese pubbliche condizioni e termini. Ma le banche elleniche avrebbero ricevuto in segreto €100 miliardi dalla banca centrale di Atene, con il benestare della Bce di Mario Draghi.

Gli istituti ellenici avrebbero ricevuto in segreto €100 miliardi dalla banca centrale del proprio paese, con il benestare della Bce.

Atene - Non c’è stato alcun annuncio ufficiale. Non sono stati pubblicati termini e condizioni. Ma il sistema bancario greco avrebbe beneficiato di €100 miliardi di liquidità d’emergenza messa in circolo dalla propria banca centrale. Operazione approvata in segreto direttamente dai piani alti della Banca centrale europea, stando a quanto scrive il Financial Times. L’eventuale uscita della Grecia dall’Eurozona porterebbe immediatamente la Bce alla decisione di staccare la spina.

L’utilizzo intensivo di forme alternative di liquidità (emergency liquidity assistance, ELA) è stato ad ora lo strumento più utilizzato (in segreto) per fornire assistenza alle banche dei paesi più deboli, a sua volta per l’Irlanda, ora per la Grecia, dando alla Bce un potere non indifferente nel decidere le sorti dei vari paesi europei.

Uno strumento che la Banca centrale europea utilizza in segreto, anche perché, come sottolinea Luc Coene, Governatore della Banca centrale del Belgio, "non bisogna dire dove si trova la situazione di emergenza, altrimenti non si fa che peggiorare le cose".

Secondo le stime degli analisti di Barclays, l’ammontare di fondi ELA ora in circolazione dovrebbe eccedere i €140 miliardi, con €96 miliardi per la Grecia, €41 miliardi per l’Irlanda, e €4 miliardi Cipro. Visto il rischio per l’inflazione, un ammontare in eccesso ai €500 miliardi richiederebbe l’approvazione dei 23 Governatori del consiglio Bce.

Sebbene il rischio ricada sulle singole banche centrali, in caso di uscita di un paese dall’Eurozona le conseguenze coinvolgerebbero tutti.


http://www.wallstreetitalia.com/article ... a-bce.aspx

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Re: [grecia] tira un'arietta [II]..

Messaggioda enricogrosso » 26 lug 2012, 15:25

Con la Grecia potremo anche fermarci qui.
“Il mondo non ricompensa onestà e indipendenza,bensì obbedienza e servilismo”
Enrico Grosso

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Re: [grecia] tira un'arietta [II]..

Messaggioda MauroB » 19 set 2012, 22:12

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Grecia, ecco le richieste ufficiali della troika a Samaras

Gli emissari di Ue, Bce e Fmi mettono nero su bianco quello che si aspettano da Atene per elargire la tranche da 31 miliardi di euro che servirà a far sopravvivere il Paese solo per altri pochi mesi: 12 miliardi di tagli a stipendi, pensioni e ospedali. Fasce deboli sempre più colpite. Governo verso la spaccatura

di Francesco De Palo | 19 settembre 2012

Ulteriori tagli orizzontali su stipendi, indennità e sanità, altri licenziamenti nel pubblico impiego per elargire la tranche da 31 miliardi di euro che servirà a far sopravvivere la Grecia solo per altri pochi mesi, in attesa del prossimo prestito. Gli emissari della troika in questi giorni ad Atene scoprono le carte e mettono nero su bianco le richieste al governo Samaras.

Il primo ministro dovrà prima sottoporre il dettaglio del piano ai partiti che compongono la sua anomala maggioranza (il Pasok di Venizelos e il Dimar di Kouvellis accanto ai suoi conservatori di Nea Dimokratia) per poi essere ricevuto venerdì a Roma da Mario Monti per una sorta di “benedizione” finale prima del voto nel parlamento ateniese, previsto la prossima settimana. Una missione non priva di difficoltà come dimostra la direzione nazionale del Pasok di ieri sera, in cui si sono manifestate posizioni contrastanti che potrebbero precludere anche a non pochi franchi tiratori.

Quasi dodici i miliardi di euro di altri tagli chiesti dagli emissari di Fmi, Ue e Bce, distribuiti in otto miliardi in tagli a pensioni e salari oltre, più licenziamenti nel pubblico e meno denari per sanità e welfare. Ecco il dettaglio: aumento dell’età generale pensionabile dagli attuali 65 anni a 67; riduzione della pensione principale e ausiliaria di 1.000 euro; abolizione di tredicesima e quattordicesima nel settore pubblico; tagli alle indennità extra stipendio per i pubblici impiegati; aumento delle tariffe minime per le assicurazioni e per accedere ai fondi pensione; riduzione dei parametri per la concessione dell’invalidità; taglio delle indennità per i lavoratori stagionali (indennità disoccupazione per settori turistici, edilizio); riduzione delle patologie per ottenere benefici; introduzione di criteri più severi per la concessione degli assegni familiari; riduzione della spesa farmaceutica all’interno dei fondi di assicurazione; riduzione dei finanziamenti per le spese di gestione degli ospedali pubblici; aumento per l’assicurazione sanitaria degli agricoltori; limitazione delle esenzioni (immobili e reddito criteri).

Intanto in occasione della direzione nazionale del Pasok di ieri sono emerse le diverse anime del partito guidato da Evangelos Venizelos. Non tutti i deputati, pur convergendo sulla drammaticità dei conti ellenici e sulla necessità di proseguire sulla strada del rigore, si sono detti certi di votare “sì” a questo ulteriore pacchetti di misure con gli impliciti effetti sociali. I trentatré parlamentari hanno chiesto a Venizelos un incontro supplementare per discutere nel merito l’insieme delle richieste della troika. La direzione di ieri, osservano alcuni commentatori, ha solo rinviato di pochi giorni un potenziale conflitto interno al partito che potrebbe ripercuotersi sul voto finale.

Dai socialisti si fa notare come continuando su questa direzione si indebolirebbero ulteriormente le fasce deboli, con rischi concreti nei bisogni basilari come la salute. Posizione condivisa da molti deputati della Sinistra Democartica del Dimar. Da un lato c’è chi come il deputato Chrysohoidis, secondo cui questo è un ulteriore passo per la Grecia che vuole cambiare radicalmente e in meglio, dall’altro la spina nel fianco di Venizelos di chiama Loverdos, che annuncia come la mossa del capo del Pasok di abbassare la testa alle nuove drastiche misure nasconda la sua volontà di perseguire strategie personali e senza una ricaduta per la collettività.

Contro Venizelos, che chiedeva di interrompere gli scioperi in atto da ieri perché paralizzano il paese, si scaglia oggi anche il presidente dell’Unione dei giudici e dei pubblici ministeri Thanou Christofilos secondo cui chi appoggia il governo dovrebbe evitare di provocare chi in questo momento subisce una riduzione salariale di più del 50% e che costituiscono una violazione dell’articolo 88 della Costituzione, che esplicitamente protegge la remunerazione degli ufficiali giudiziari. Incrociano le braccia oggi anche i medici ospedalieri (garantendo solo le emergenze da codice rosso), come quelli del nosocomio di Arta dove da ieri mancano ufficialmente siringhe e garze.

Infine arrivano nell’Egeo gli echi dell’intervista del leader del Syriza, Alexis Tsipras, al Journal of Argentina, (dal titolo “L’uomo che fa tremare l’euro”) in cui il 37enne all’opposizione di Samaras dice che “l’euro è diventato una prigione per i popoli d’Europa” e sostiene che non vi è alcuna contraddizione tra l’essere a sinistra e sostenere l’euro, in quanto il problema non è l’euro, ma le politiche che seguono. E avverte che la Grecia potrebbe diventare presto la polveriera d’Europa.

Twitter@FDepalo

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/09 ... ni/357128/

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Re: [grecia] tira un'arietta [II]..

Messaggioda MauroB » 19 ott 2012, 0:26

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Europa spaccata, lotta Merkel-Hollande. Atene in piazza, un morto

di: WSI-La Stampa Pubblicato il 18 ottobre 2012| Ora 14:45

Violenti scontri al parlamento greco nel giorno dello sciopero generale. Parte l'ennesimo vertice Ue, fiducia a zero. Cancelliera: 'Diritto di ingerenza sui bilanci'. Presidente francese: 'Non prevalgano ragioni elettorali'. Un uomo si da' fuoco al Quirinale: e' in gravi condizioni ma non rischia la vita.

ROMA - Sono da poco cominciati i lavori del Vertice Ue a Bruxelles, incentrati sull'Unione bancaria e la supervisione unica delle banche e le prospettive future dell'Eurozona. Prima dell'avvio del vertice, il premier Monti ha incontrato in bilaterale il presidente francese Hollande che ha poi visto la cancelliera tedesca Merkel.

Tensione nella centralissima piazza Syntagma ad Atene, dove manifestanti incappucciati hanno lanciato molotov contro i poliziotti dispiegati di fronte e ai lati del Parlamento. Gli agenti in tenuta antisommossa hanno reagito sparando lacrimogeni. Sulla piazza sono convenuti migliaia di dimostranti che hanno aderito allo sciopero generale indetto dai due maggiori sindacati contro le nuove misure di austerità richieste dalla troika e che il governo si accinge a varare.

Dopo i tafferugli si contano diversi feriti e un morto. Si tratta di un lavoratore marittimo stroncato da un infarto durante gli scontri. L'uomo era iscritto al Pame, il sindacato vicino al Partito comunista di Grecia (Kke). Per questo motivo, appresa la notizia, il Kke ha deciso di far tenere un minuto di raccoglimento in sua memoria nel corso della manifestazione.

Angela Merkel ha espresso sostegno alla proposta sul supercommissario di Wolfgang Schaeuble oggi al Bundestag: la Germania è favorevole a che si faccia un passo avanti nell'Europa - ha detto - e si accordi "un effettivo diritto di ingerenza sui bilanci nazionali" al commissario europeo della moneta. Berlino aspetta la Troika, "non voglio anticipare il rapporto, ma ripeto quello che ho detto ad Atene: io mi auguro che la Grecia resti nell'eurozona". Lo ha detto Angela Merkel parlando al Bundestag prima del vertice a Bruxelles.

In questo spirito, ha spiegato la cancelliera; aspettiamo il rapporto. Merkel ha poi lanciato l'idea di un nuovo fondo, "ricavato per esempio dalla tobin tax", per investire in specifici progetti nei paesi membri. Potrebbe essere questo un nuovo strumento di solidarietà, ha detto la Merkel. "Ci sono stati molto progressi in Spagna, in Portogallo e anche in Grecia", ha aggiunto. "I Paesi si muovono con molte riforme sulla giusta strada". "L'Unione europea deve continuare a svilupparsi, questo è inevitabile".

Ma al vertice di oggi e domani "non saranno prese decisioni concrete". Solo le basi per le decisioni di dicembre, ha anticipato Angela Merkel da Berlino. La vigilanza bancaria europea dovrà essere "efficiente e indipendente, la Bce avrà un ruolo centrale. E la qualità viene prima della velocità", ha ribadito Merkel. "Non basta la sola decisione sulla vigilanza europea - ha aggiunto - per la ricapitalizzazione diretta delle banche". "Abbiamo bisogno di soluzioni che ci vincolino senza seppellire i parlamenti nazionali, la sovranità nazionale, il principio di sussidiarietà e la legittimità democratica", ha detto Merkel parlando delle prossime mosse per rafforzare l'Ue.

HOLLANDE A MERKEL, NON PREVALGANO RAGIONI ELETTORALI - Il presidente francese Francois Hollande ha detto di capire "le ragioni elettorali" di Angela Merkel, che avrà le elezioni nel settembre del 2013, ma ha ricordato alla cancelliera tedesca che Francia e Germania "hanno una responsabilità comune: quella di fare uscire la zona dell'euro dalla crisi".

Ai giornalisti che al suo arrivo al Vertice gli chiedevano le ragioni dell'accelerazione della Francia e della frenata della Germania, Hollande ha risposto: "ragioni elettorali: noi usciamo dal nostro periodo elettorale, mentre la Germania ha il suo proprio appuntamento nel settembre del 2013".

"Posso capire - ha aggiunto Hollande - ma noi abbiamo una responsabilità comune che è di fare uscire la zona dell'euro dalla crisi. Ci siamo quasi, ma la migliore strada per farcela del tutto è rispettare le decisioni che abbiamo preso insieme".

"Non è ancora tempo per aprire un nuovo Trattato" aggiunge Hollande, rispondendo a chi gli chiedeva delle richieste della Germania di creare un 'supercommissario' con potere di veto sui bilanci nazionali.

STEINBRUECK ATTACCA MERKEL, HAI 'MOBBIZZATO' ATENE - L'accusa sferrata ad Angela Merkel, nel primo discorso elettorale in qualità di 'sfidante ufficiale', è di aver fatto "mobbing su Atene". Peer Steinbrueck, candidato dell'Spd alle federali del 2013, prende la parola subito dopo la cancelliera nel Bundestag per attaccarla duramente nel giorno del vertice europeo: "E' stato un errore fare mobbing sulla Grecia con la Sua coalizione di governo", ha detto rivolgendosi a lei. "La Germania non è mai stata così isolata in Europa come oggi", ha detto.

BARROSO: UE PRONTA DA AGIRE SE SPAGNA CHIEDE - "La Commissione europea è pronta ad agire se ci sarà una richiesta" di aiuti da parte della Spagna. Lo ha affermato il presidente dell'esecutivo comunitario José Barroso, ricordando, insieme al presidente Ue Herman Van Rompuy, che "spetta al governo spagnolo decidere". "Non sono contento dei progressi fatti finora" sull'attuazione delle misure per la crescita, per cui serve un "ulteriore senso d'urgenza" e più "sforzi" da parte degli stati membri dell'Ue. Lo ha sottolineato il presidente della Commissione Ue José Barroso al termine del summit tripartito con le parti sociali.

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Roma - Proprio nel giorno in cui Angela Merkel ha ribadito il ribadito il concetto secondo cui l'Unione Europea deve essere in grado di porre il proprio veto ai bilanci dei paesi in difficolta', violenti scontri sono scoppiati ad Atene durante la manifestazione per lo sciopero generale indetta dai due principali sindacati ellenici.

Lo sciopero e' stato indetto per protestare contro i nuovi tagli decisi dal governo per ottenere la nuova rata del prestito internazionale senza il quale il debito del paese farebbe default nel giro di poche settimane. Dai resoconti pare che oltre 30 mila persone si siano radunate in piazza Syntagma, davanti al Parlamento.

La polizia anti-sommossa ha sparato lacrimogeni per disperdere centinaia di black bloc che avevano scagliato bottiglie incendiarie nei pressi di Piazza Syntagma. Durante la manifestazione avrebbe perso la vita un 66enne, mentre altre quattro persone sarebbero rimaste ferite, dei quali uno in gravi condizioni. Lo ha riferito il sito internet Newsit.Gr., in quanto è ancora in corso l’astensione dal lavoro dei giornalisti che aderiscono allo sciopero generale indetto oggi dai due maggiori sindacati ellenici.

Secondo stime della polizia 25 mila greci sono scesi in piazza, in voluta concomitanza con il vertice europeo che si riunisce a Bruxelles. I lavoratori greci - ma anche i disoccupati e i pensionati - con a capo i loro sindacalisti protestano contro il nuovo pacchetto di austerità richiesto dai creditori internazionali del Paese in cambio della tranche di aiuti da 31,5 miliardi di euro. Le manifestazioni hanno provocato un forte rallentamento dei servizi pubblici anche a causa della nuova decisione allo sciopero generale, il quarto da inizio anno, invocato dai sindacati contro le misure del governo. Non funziona alcuna linea ferroviaria, compresi i collegamenti con gli aeroporti, e sono bloccati anche i traghetti.

Allo sciopero odierno (il quarto dall’inizio dell’anno) proclamato dai due maggiori sindacati greci - Gsee e Adedy, che raggruppano rispettivamente gli impiegati del settore privato e di quello pubblico - aderiscono i liberi professionisti, i commercianti, i medici ospedalieri, i dipendenti delle banche e degli Enti previdenziali, gli impiegati nelle imprese a partecipazione statale e i marittimi. Quindi anche i traghetti da e per le isole resteranno all’ancora nei porti.

Gli avvocati sono in sciopero da tre giorni mentre i giornalisti e gli addetti ai mezzi d’informazione, che hanno scioperato dalle 06:00 di ieri mattina sino alla stessa ora di stamani, si asterranno dal lavoro dalle 11:00 fino alle 15.00 di oggi. I mezzi di trasporto pubblici resteranno fermi per tutta la giornata ad eccezione dei treni urbani che funzioneranno regolarmente dopo le 09:00 sino alle 21:00 per facilitare gli spostamenti di coloro che vogliono partecipare alle manifestazioni, mentre i taxi resteranno fermi dalle 08:00 sino alle 17:00. Anche i controllori di volo si asterranno dal lavoro per tre ore e dalle 10:00 alle 13:00 nessun aereo decollerà o atterrerà negli aeroporti della Grecia.

Nel corso della giornata sono previste una serie di dimostrazioni in tutte le grandi città del Paese. Nella capitale, come di consueto, sono in programma due manifestazioni separate: una per le 11:00 nella piazza di Pediou tou Areos, organizzata da Gsee e Adedy, e una alle 10:30 nella centralissima piazza Omonia, organizzata dal Pame, il sindacato vicino al Partito Comunista di Grecia. Questa mattina la cancelliera tedesca, parlando al Bundestag prima del vertice europeo, ha ricordato che la situazione in Grecia è «tutt’altro che facile», «ma c’è una forte voglia di cambiamento».

Intanto in Italia un uomo si è dato fuoco davanti al Quirinale dopo essersi cosparso di liquido infiammabile versa in gravi condizioni ma non è in pericolo di vita: è stato infatti trasportato in codice rosso al Centro grandi ustionati dell'ospedale Sant'Eugenio con ustioni di terzo grado su gambe e mani e di secondo grado su torace e collo.

A Bruxelles sta andando in scena una due giorni del Summit Ue. Il presidente francese Francois Hollande incontrerà la cancelliera tedesca Angela Merkel prima dell'inizio del vertice europeo, che si terrà questo pomeriggio e domani nella capitale belga.

Hollande avrà anche un colloquio bilaterale con il presidente del Consiglio Mario Monti, oggi, prima dell'inizio del vertice Ue. Lo riferiscono a France Presse fonti diplomatiche francesi, secondo le quali i due leader si vedranno nel palazzo del Consiglio europeo verso le 16.30.

In mattinata la Cancelliera tedesca ha annunciato l'idea di creare un altro fondo ancora, per investire nei progetti specifici degli stati membri. "Sarebbe fatale rallentare gli sforzi dopo il piano Bce".

Merkel ha aggiunto che l'Ue deve poter porre veto sui bilanci degli stati e che non intende concedere piu' di 100 miliardi di euro di aiuti alla Spagna.

http://www.wallstreetitalia.com/article ... morto.aspx

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Re: [grecia] tira un'arietta [II]..

Messaggioda MauroB » 1 nov 2012, 11:18

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Grecia: situazione debito fuori controllo, speranze azzerate

di: WSI Pubblicato il 01 novembre 2012| Ora 10:45

L'anno prossimo il Prodotto interno lordo del Paese scenderà del 4,5%, non del 3,8% come indicato in precedenza. E' a causa della recessione che nuovamente i conti di Atene saranno messi a dura prova. Il debito pubblico salirà dal 179,3% al 189,1%. In forse la terza tranche di aiuti

Atene - Ancora una volta la Grecia si scopre in crisi. Nonostante le rassicurazioni dell'esecutivo del premier Samaras, le ultime previsioni di crescita per la Cenerentola d'Europa raccontano un'altra verità. L'anno prossimo il Prodotto interno lordo del Paese scenderà del 4,5%, non del 3,8% come indicato in precedenza. E chiedersi il perché dell'ennesima disfatta porta sempre le stesse risposte: è a causa della recessione che nuovamente i conti di Atene saranno messi a dura prova. Un dato su tutti per fotografare la situazione è quello del debito pubblico, che salirà dal 179,3% al 189,1%.

Neanche il Fondo monetario internazionale si aspettava questa debacle. Le peggiori stime di Washington avevano messo in conto che toccasse al massimo quota 171%. "Non è esattamente una sorpresa, ma è quanto basta per suscitare il dibattito sul futuro finanziamento della Grecia", ha cercato di gettare acqua sul fuoco un funzionario greco. Ma in realtà c'è poco da rifletterci sopra, soprattutto a Berlino dove le posizioni sembrano essere già definite.

"Non ci sono le condizioni per il versamento della tranche di aiuti alla Grecia", ha indicato il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, al termine della riunione dell'Eurogruppo in teleconferenza. Ha definito ''ambiziosa'' la tempistica prevista per il pagamento, osservando che "il governo greco deve compiere ancora una serie di passi prima che la Troika possa certificare entro il 12 novembre che tutte le condizioni sono state rispettate". Che siano quelli per stritolare il Paese del tutto?

http://www.wallstreetitalia.com/article ... erate.aspx

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Re: [grecia] tira un'arietta [II]..

Messaggioda MauroB » 8 nov 2012, 18:47

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Grecia: approvate le misure di austerity, Atene brucia

di: WSI Pubblicato il 08 novembre 2012| Ora 07:49
L'approvazione è passata al Parlamento con una manciata di voti al di sopra della maggioranza minima richiesta. Caos nella capitale, lanci molotov e per la prima volta la polizia usa cannoni ad acqua contro i dimostranti. Cori di insulti della gente che protesta: "maiali, maiali". Disoccupazione schizza al 25,4%.

Con 153 voti a favore il Parlamento greco ha approvato poco dopo la mezzanotte locale il pacchetto di misure di austerity.

Il contenuto di questo articolo, pubblicato da La Stampa - che ringraziamo - esprime il pensiero dell' autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

Roma - Lo spettro della manifestazione di febbraio, quando Atene era stata messa a ferro e fuoco dai manifestanti cacciati da Syntagma, si materializza subito. Già alle sei di pomeriggio, un’ora dopo l’inizio della manifestazione, dal lato nord della piazza scendono minacciosi due enormi camion con gli idranti. Qui in Grecia non si vedevano da anni. La piazza è piena in attesa del voto di mezzanotte, quello che dovrebbe dare il via libera a nuovi, pesanti tagli a pensioni e stipendi da 13,5 miliardi di euro.

Poco prima, davanti alle transenne che delimitano la facciata principale del Parlamento, è andata in scena la solita dinamica che incendia le piazze. Ragazzi incappucciati e attrezzatissimi - maschere antigas, caschi, bastoni, molotov e il marmo sradicato dai gradini degli alberghi intorno a Syntagma - cominciano a lanciare oggetti, persino i mandarini degli alberi affianco del Parlamento, e a intonare cori di insulti contro la polizia, "maiali, maiali".

La reazione non si fa attendere. Al primo lacrimogeno si leva un boato arrabbiato tra la folla, poi comincia il fuggi fuggi generale. Gli idranti cominciano ad avanzare verso la piazza e non si limitano affatto a spegnere le molotov lanciate dai ragazzi: sparano il getto ad altezza d’uomo. I sibili dei lacrimogeni si moltiplicano. Tempo un’ora e Syntagma è immersa in una enorme nuvola bianca. È svuotata. L’aria è irrespirabile. Resiste solo chi ha le maschere antigas - ormai le vendono ovunque qui ad Atene - o i fazzoletti impregnati di Maalox. In più, comincia a piovere. Alle nove di sera la grande piazza quadrata davanti al Parlamento è sotto il diluvio. A mezzanotte non c’è più nessuno.

La maggior parte degli ottantamila venuti a protestare contro l’ennesima stangata è arrivata nel primo pomeriggio, ha srotolato gli striscioni e si è unita alle canzoni partigiane cretesi sparate da qualche altoparlante o ha intonato slogan contro il governo. Molti sono al di là della rabbia, sono disperati. Nico Drakotos, 33 anni, non sa come andare avanti. Regge assieme ad altri uno striscione che dice "basta con l’austerità" - ha moglie e un figlio ma non percepisce lo stipendio da settembre. "Mi sono rimasti 15 euro sul conto in banca, come faccio a dare da mangiare a mio figlio?". Accanto a lui, Caterina Terina, 34 anni e una laurea in ingegneria. Fa parte di quel 25% di greci disoccupati e sta pensando di emigrare in un paese arabo: "Lì c’è tanta richiesta di ingegneri".

È "molto arrabbiata con il governo" ma una delle cose che la preoccupano di più è il successo crescente dei neonazisti di Alba dorata. Lei abita vicino a Agios Pandaleimonas, il quartiere dove il partito di Michaliolakos ha un grande seguito. "I miei vicini di casa - racconta - pensano che siano innocui, anzi, che facciano del bene al popolo. È questo il pericolo: che crescano i movimenti antidemocratici. Sta già succedendo."

Qualche metro più su, in Parlamento, si consuma il rito del "voto unico" su un provvedimento da 600 pagine che chiede nuovi sacrifici a un popolo letteralmente stremato da cinque anni di recessione. Il voto è sul filo del rasoio, il pacchetto passa a mezzanotte con 153 sì su 300 e sette deputati "disobbedienti" espulsi.

Popolazione greca stremata. Dati allarmanti sullo stato di salute del lavoro, con il tasso di disoccupazione salito al massimo del 25,4%.

La maggioranza del governo Samaras si è letteralmente liquefatta sotto la pressione della piazza e dell’impopolarità crescente. Oltre ai deputati che hanno votato contro del Pasok e di Nuova democrazia, i rappresentanti del partner di minoranza della coalizione, la Sinistra democratica di Fotis Kouvelis, si sono astenuti - e fino all’ultimo il leader del Pasok Evangelos Venizelos ha tentato di frenare l’emorragia del suo partito per evitare che la quota dei ’sì’ scivolasse sotto la quota pericolosa dei 154. Ma è evidente che con questa maggioranza anche il governo Samaras, eletto appena a giugno, non avrà vita lunga.

Il pacchetto votato ieri notte contiene l’innalzamento dell’età pensionabile da 65 a 67 anni e una sforbiciata agli assegni previdenziali del 10% per quelli tra 1.500 e 2.000 euro, quelli sopra questa cifra del 15%. I cosiddetti "stipendi speciali" dei militari, dei magistrati e dei medici saranno decurtati tra il 2 e il 30%.

Agli impiegati delle aziende controllate dallo Stato toccherà lo stesso destino – tagli tra il 30 e il 35%. Duemila statali saranno messi in mobilità e avranno la busta paga decurtata del 25% per un anno, in attesa di capire se saranno trasferiti o cacciati. Altri 6.250 subiranno lo stesso destino nel corso dell’anno prossimo. Il blocco del turn over in vigore dal 2010 sarà prolungato al 2016. Il pacchetto di misure prevede anche una deregolamentazione di 14 professioni e la liberalizzazione di alcuni settori.

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Roma - Con 153 voti a favore il Parlamento greco ha approvato poco dopo la mezzanotte locale l'atteso pacchetto di misure di austerità considerato dalla troika (Ue, Bce e Fmi) indispensabile per concedere alla Grecia un'altra tranche di aiuti da 31,5 miliardi di euro e salvare il Paese dal fallimento.

Il pacchetto di austerità - come previsto - è passato con pochissimi voti al di sopra della maggioranza minima che è di 151 voti sui 300 seggi del Parlamento. I voti contrari sono stati 128 e gli astenuti 18. In aula erano presenti 299 deputati.

Intanto scene di guerriglia urbana si sono verificate nel centro di Atene per protestare contro le nuove misure di austerità, con lanci di molotov, lacrimogeni e, per la prima volta, i cannoni ad acqua della polizia contro i dimostranti.

In un Paese paralizzato per il secondo giorno consecutivo da uno sciopero generale, quasi 100.000 greci sotto una pioggia a tratti battente hanno invaso la centrale piazza ateniese di Syntagma, davanti al Parlamento, protestando a gran voce contro la quasi certa approvazione prevista in nottata del pacchetto di misure di austerità volute dalla troika (Ue, Bce e Fmi) (ANSA)

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Re: [grecia] tira un'arietta [II]..

Messaggioda Huro Chan » 22 apr 2013, 15:53

Spero sia una bufala:

::
Quando leggerete questo post penserete ad un pesce di aprile in ritardo o ad uno scherzo di dubbio gusto. E invece no è tutto vero, la Grecia sta preparando campi militari (o meglio campi di concentramento) per confinare i “debitori dello stato”. come noto centinaia di migliaia di Greci hanno esportato capitali o li hanno trasformati in contanti (e metalli preziosi) in questi 4 anni, in pratica si sono spossessati del loro patrimonio in Grecia in modo da affrontare la bancarotta. Risultato: ci sono centinaia di migliaia di Greci che devono soldi allo Stato ma che risultano insolventi e non hanno patrimonio aggredibile dallo Stato Greco.
La Soluzione Finale Greca: Il campo di concentramento per i debitori!
Il Governo Greco sta adattando un campo di addestramento militare vicino alla prefettura di Attica per “ospitare” i Greci insolventi! L’idea è quella di creare delle quasi-prigioni ovvero luoghi non così duri come la prigione (su questo è legittimo qualche dubbio) ma che comunque limitano la libertà dei cittadini.
Dovete sapere che a Febbraio scorso in Grecia è entrata in vigore una legge che impone il carcere per i debitori dello stato:
Debts and Prison Penalties
Un debitore (dello Stato) che ha come debito;
5,000 euro può andare in prigione fino a 12 mesi
10,000+ euro – almeno 6 mesi
50,000+ euro – almeno un anno
150,000+ euro – almeno 3 anni
Oppure può decidere di rateizzare in 48 mesi, ma se salta una rata arriva la camionetta delle SS ooops volevo dire della polizia per portarti al campo di concentramento.
Formalmente il campo di concentramento vicino ad Attica viene costruito per offrire una “prigione più umana” ai debitori dello Stato, separandoli da assassini, spacciatori, stupratori, pedofili…. io però avrei qualche dubbio che ci sarà differenza anzi.
Non fatevi illusioni, Presto in Italia. Delocalizzate anche voi stessi se potete.
Da KeepTaking in Greece - traduzione a cura di N. Forcheri

Gradualmente, la Grecia scivola nella versione 21 secolo del sinistro e oscuro mondo di Charles Dickens: famiglie che bruciano la legna per scaldarsi, lavoratori che lavorano per niente, … e ciliegina sulla torta greca, prossimamente prigioni per gli insolventi! Quanto abbiamo riferito a gennaio diventa realtà: prigioni fiscali! Il governo cerca un campo militare per trasformarlo in prigione degli insolventi, nei confronti di fisco o di enti sociali, ad esempio.
Tuttavia, le condizioni di detenzione non saranno dure come quelle della prigione di Marshalsea dove ha passato molto tempo Willam Dorrit .

I detenuti debitori della Moderna Grecia, che devono allo Stato oltre 5000 euro, “vivranno in condizioni umane”, come riferito dal vice ministro della Giustizia al Parlamento martedì scorso.
“Lo Stato sta ricercando un campo militare entro i limiti della prefettura di Attica per ospitare i debitori di Stato che devono scontare una pena detentita” ha detto il vice ministro della Giustizia Kostas Karagounis ai deputati aggiungendo che la prigione speciale per i debitori offrirà condizioni di vita migliori, più umane.
Si, il fattore umano sarà che non saranno detenuti insieme ad assassini, spacciatori di droga e ladri.
Il progetto di costruzione delle prigioni fiscali è inevitabile dopo le decisioni pertinenti e le circolari emanate dal Ministero delle Finanze. A febbraio scorso il ministero ha deciso di imporre pene detentive ai debitori che devono allo Stato oltre 5,000 euro. I debitori avranno la possibilità di pagare i debiti in rate, entro 4 mesi, prima di essere messi dietro le sbarre.
Il Ministero delle Finanze apparentemente considera le pene detentive come l’unico modo per costringere il piccolo diavolo in bancarotta a “dare allo Stato quello che appartiene allo Stato” foss’anche la tassa di emergenza sulla proprietà, la tassa di solidarietà e quella sul commercio, e altre tasse sul reddito che ammontino in totale a 5000 euro di debito, in due anni, inclusi gli interessi.

Debiti e Pene Detentive
Un debitore che deve:
5,000 euro, rischia una pena dententiva di massimo 12 mesi
10,000+ euro – almeno 6 mesi
50,000+ euro – almeno 1 anno
150,000+ euro – almeno 3 anni

Naturalmente lo Stato preferisce giungere a un accordo di massimo 48 rate in modo che i debitori possano pagare gradualmente le somme che devono.
Ma se non possono pagare? Se non hanno beni che lo Stato possa confiscare? Possono passare vari mesi nelle cosiddette prigioni fiscali e godere di condizioni umane….
In compagnia di pesci grossi, come uomini di affari che devono allo Stato vari milioni di euro o miliardi! Come l’uomo arrestato giovedì per un presunto debito allo Stato di 6,3 miliardi di euro, secondo quanto riferito da un media greco ……

Fonte: http://www.stampalibera.com/?p=62342
- http://www.rischiocalcolato.it/2013/04/ ... stato.html
Tag: carceri, crisi, diritti civili, Grecia, povertá


http://www.nocensura.com/2013/04/grecia ... r-gli.html
Arturo Tobia - Berlino

'Il denaro è un'allucinazione collettiva.'
[F.Battiato]

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Re: [grecia] tira un'arietta [II]..

Messaggioda roberta » 24 apr 2013, 0:21

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Re: [grecia] tira un'arietta [II]..

Messaggioda ivanopino » 30 apr 2013, 18:09

creano denaro dal nulla e te lo prestano, ma non ti danno la possibilità di ripagare il debito per l'anemia monetaria e occupazionale, ergo tu finisci in galera...tanto vale metterti direttamente dentro, senza tutte ste' scuse, no?
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Re: [grecia] tira un'arietta [II]..

Messaggioda Huro Chan » 1 mag 2013, 5:19

siam giá tutti dentro.
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Re: [grecia] tira un'arietta [II]..

Messaggioda Huro Chan » 1 mag 2013, 5:20

però, le differenze possono essere ancora molto palpabili. é su questo che la gente "casca".
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Re: [grecia] tira un'arietta [II]..

Messaggioda mr.spyder » 28 gen 2015, 16:52

!
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2015-01-27/alle-finanze-falco-varoufakis-economista-accidentale-103043.shtml?rlabs=2

Grecia, chi è il falco Yanis Varoufakis, il nuovo ministro delle Finanze che tratterà con l’Europa

di Michele Pignatelli27 gennaio 2015Commenti (39)


Si definisce un «economista accidentale», approdato all’insegnamento dell’economia dopo aver studiato matematica e statistica, ed è l’espressione della linea dura di Syriza contro l’austerity imposta ad Atene dai creditori internazionali. Probabilmente già oggi Yanis Varoufakis - 53 anni, uno degli accademici che Alexis Tsipras ha chiamato dalle loro sedi universitarie all’estero per andare a costituire il nucleo della futura squadra di governo - giurerà da ministro delle Finanze, come ha confermato lui stesso in un’intervista radiofonica a un’emittente irlandese.

Sarà dunque Varoufakis, doppia nazionalità greca e australiana, l’interlocutore con cui leader e istituzioni europee andranno a trattare la rinegoziazione del debito. E la trattativa non si annuncia facile. Basta scorrere interviste e prese di posizione pregresse del professore, ex consigliere di George Papandreou, oggi docente di Economia alla texana Lyndon Johnson University di Austin e autore di volumi sulla crisi finanziaria e sulla teoria dei giochi oltre che di una “Modest Proposal” per l’uscita dalla crisi dell’eurozona, scritta con gli economisti Stuart Holland e James K. Galbraith.
articoli correlati

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Grecia, ecco la lista dei ministri. Alla destra la Difesa. Merkel: «Auguri a Tsipras»

«Distruggeremo le basi su cui hanno costruito, decennio dopo decennio, un sistema che succhia l’energia e il potere economico da ogni altro membro della società», dichiarò non molto tempo fa alla televisione britannica. Quanto alle politiche di austerity collegate ai salvataggi dei Paesi in crisi dell’Eurozona, Varoufakis le ha definite «waterboarding fiscale» che rischia di trasformare l’Europa in «un riformatorio vittoriano», mentre in campagna elettorale ha promesso di annientare le oligarchie greche. Sono come un «teologo ateo nascosto in un monastero medievale» ha detto a proposito delle sue posizioni contro la teoria economica convenzionale che prevede, in risposta alla crisi, rigore di bilancio e riforme strutturali liberiste.

Tuttavia il prossimo ministro delle Finanze, vera e propria eminenza grigia di alcune delle più note posizioni di Syriza, pur ritenendo un errore l’ingresso di Atene nell’Eurozona, non parla oggi di uscire dall’unione monetaria, ma sostiene che l’Europa deve cambiare radicalmente il suo approccio alla crisi. E, nell’intervista concessa oggi, inizia a rassicurare i partner: «Come ministro delle Finanze, posso assicurarvi che non andrò all’Eurogruppo cercando una soluzione che sia buona solo per il contribuente greco e cattiva per l’irlandese, lo slovacco, il tedesco, il francese e l’italiano».
Antonio Prezia, detto spyder... anche se non è importante chi sei,ma cosa vuoi fare per cambiare il mondo.

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Re: [grecia] tira un'arietta [II]..

Messaggioda sandropascucci » 13 feb 2015, 10:41

da: ilcignonero.info
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>
di Urbano Reviglio Economia, Esteri12/02/2015

L’asso nella manica di Varoufakis, e forse anche dell’Italia

Il nuovo governo Greco sta stimolando un dibattito a livello Europeo contro l'austerità ma senza un largo appoggio delle sinistre europee. Se i negoziati dovessero fallire, tra le varie prospettive c'è un'interessante progetto del ministro delle Finanze Greco Yanis Varoufakis: quello di rifinanziare il debito attraverso una nuova moneta statale parallela all'euro e basata sull'algoritmo dei Bitcoin. E non è l'unico progetto alternativo, per non dire rivoluzionario

Niente. Non c’è niente da fare. La Merkel non cede di un millimetro. Nel braccio di ferro tra Grecia e Troika i margini di compromesso sembrano chiudersi irrimediabilmente. Così, mentre i negoziati vanno avanti, muro contro muro, per uscire dall’impasse il nuovo governo greco sta esaminando un’originale soluzione: una nuova moneta statale “parallela” all’euro. Il nuovo eclettico ministro delle finanze Varoufakis propone infatti di introdurre in Grecia quelli che ha chiamato “FT-coins”, basandosi su un sistema di criptovalute simile a quello dei Bitcoin. Sul suo famoso blog un anno fa scriveva:

“Il problema è: c’è qualcosa che i paesi della periferia europea possono fare per respirare e per avviare una azione autonoma che può muovere Berlino, Francoforte e Bruxelles? La risposta è: sì. Possono creare il loro proprio sistema di pagamento denominato in euro e basato sulle tasse che riscuoteranno. Chiamiamo questo sistema FT che sta per Future Taxes, tasse future” (…) “FT può essere gestito da un algoritmo (con criteri oggettivi e automatici, ndr) da una autorità indipendente neutra e non governativa. L’ammontare totale della moneta fiscale può essere fissato in anticipo, proprio come è la moneta virtuale Bitcoin, in relazione a variabili oggettive al di fuori del controllo governativo, per esempio il PIL nominale”. Il grande vantaggio di un sistema come questo è che esso crea:

• una fonte di liquidità per i governi che si pone al di fuori dei circuiti di mercato dei titoli di Stato, che non coinvolge le banche, e che scavalca i vincoli imposti da Bruxelles e dalle varie Troike
• una fonte nazionale di euro che è perfettamente legale nel contesto dei trattati dell’Unione Europea, e che può essere utilizzato a favore membri più deboli della società e per reperire i finanziamenti per gli indispensabili lavori pubblici
• un meccanismo che permette ai contribuenti di ridurre il loro carico fiscale
• un sistema di pagamento libero e trasparente fuori dal sistema bancario, che può essere monitorato insieme da ogni cittadino (e non cittadino) che vi partecipa”.

Dovrebbe funzionare più o meno così: si compra 1 FT per 1000 euro da un sito del governo. Nel contratto il tesoro nazionale si impegna a riscattare i 1000 euro in qualsiasi momento e di accettare quel FT dopo due anni per estinguere pagamenti in tasse pari a 1.500 euro. Ogni anno il tesoro ne emette di nuovi per sostituire gli estinti, con l’impegno a non far superare agli FT un valore pari al 10% del Pil, ovvero circa 25 miliardi di euro. Uno stimolo considerevole per l’economia greca.

Non si tratta di un progetto isolato ed irrealizzabile. Per esempio, l’Ecuador è stato il primo Stato al mondo a emettere valuta digitale annunciando lo scorso dicembre il Sistema de Dinero Electrónico, che verrà implementato entro fine mese. La nuova moneta, che viene emessa dalla Banca Centrale dell’Ecuador (proprio come vorrebbe Varoufakis), verrebbe usata per pagare determinati servizi e per scambiarsi denaro. Secondo alcuni economisti, l’intenzione del governo ecuadoregno sarebbe invece quella di abbandonare gradualmente il dollaro, adottato dopo il default del 2000, ma l’esecutivo smentisce questa versione dei fatti. D’altra parte altri osservatori insistono che tale progetto potrebbe in teoria consentire alla Banca Centrale del Paese di emettere nuova valuta non direttamente legata alle riserve in dollari.

Certo, in Europa la realizzazione di un progetto del genere non è affatto scontata ma l’idea esiste ed è attualmente allo studio del governo greco. Secondo alcuni, la manovra potrebbe essere avviata in due tempi per non turbare troppo le nevrotiche istituzioni europee e i divini mercati. Probabilmente il tentativo del nuovo governo greco sarà di proporre prima lo swap, cioè l’alleggerimento del debito pubblico, per cercare di risolvere i problemi con i creditori esteri, poi Tsipras potrebbe introdurre i FT, o altri tipi analoghi di moneta fiscale, per rilanciare l’economia, e avviare finalmente un New Deal per aumentare l’occupazione.

Da uno scetticismo pressoché totale all’inizio, a un certo grado di apertura sul sistema Bitcoin. Qualche anno fa Varoufakis considerava i bitcoin un miraggio «matematicamente ineccepibile» ma che può «diventare un incubo per tutti». L’assenza di controllo centrale è sempre stata considerata un grosso rischio, così come la promessa di tornare ad un passato vergine delle valuta, orizzontale, autogestita, svincolata dalla politica delle banche centrali non sembra declinabile in una società industriale avanzata. Tuttavia ha sempre apprezzato la filosofia di Bitcoin: Il peer-to-peer, l’ orizzontalità, la fiducia reciproca e l’assenza di «leviatani monetari». Poi, col tempo, si è ricreduto perchè dietro Bitcoin c’è quello che il ministro ha definito «un meraviglioso algoritmo», l’idea più geniale del XXI secolo, «dello stesso genio di Einstein o Von Neumann». Gli economisti «ancora non hanno capito il potenziale della criptovaluta» ha detto varoufakis in un’intervista all’Abc a marzo 2014. Tant’è che avrebbe iniziato a scriverci un libro ma poi è stato chiamato dal governo di Tsipras.

In sostanza, l’unico modo per evitare i difetti della criptovaluta sarebbe proprio la creazione di una banca centrale di Bitcoin che ne regoli emissioni e apprezzamento. Ma perchè proprio il Bitcoin? “Perché il suo algoritmo è perfetto per ricreare fiducia tra cittadino e stato. I cittadini devono essere certi che lo stato non chiederà tasse più alte in futuro. E possono esserlo se lui compra le tasse in anticipo oggi» spiega Varoufakis. «In sintesi» conclude nel suo post, “se Bitcoin è troppo deflazionistico per natura per fare in modo che agisca come valuta alternativa all’euro o al dollaro, il suo algoritmo può essere usato per creare nelle nazioni un sistema di pagamenti elettronici in euro che li aiutino, nel medio periodo, a superare le pressioni deflazionistiche dell’Eurozona”.

Questa proposta di creare moneta fiscale ha un respiro internazionale. Questi Titoli di Stato, o “quasi-moneta”, hanno un valore fiscale simile ai “Certificati di Credito Fiscale” (CCF) proposti recentemente nell’appello tutto italiano “Helicopter Money per l’Italia: uscire dalla crisi con l’emissione di moneta statale/fiscale complementare all’euro”, firmato da autorevoli personalità come Luciano Gallino (Sociologo), Biagio Bossone (ex Presidente della Banca Centrale della Repubblica di San Marino), Marco Cattaneo, Guido Ortona, Stefano Sylos Labini, e altri. Anche i CCF, analogamente ai Ft, sono Titoli statali di credito che durano due anni e sono validi per pagare qualsiasi tipo futuro di impegno finanziario verso la pubblica amministrazione (tasse statali e locali, contributi, multe, etc.). Questi Titoli verrebbero distribuiti gratuitamente dallo stato ai lavoratori e alle imprese, e sarebbero immediatamente convertibili in euro. Essi potrebbero garantire immediatamente ai cittadini e alle imprese un forte potere d’acquisto. Nell’appello si legge: “La nostra moneta fiscale ha un doppio vantaggio: da una parte rende più flessibile l’euro, introducendo (quasi) monete nazionali, e così “riforma” il sistema rigido della moneta unica, rendendolo duttile; dall’altro lato, di fronte al possibile (o probabile) caos dell’implosione dell’eurozona, la moneta fiscale prepara l’alternativa all’euro, cioè una moneta nazionale. Ciò significherebbe recuperare un minimo di sovranità monetaria di fronte alle politiche suicide della UE.”

Non è la prima volta che progetti del genere vengono proposti, e poi realizzati. Negli anni ‘30 in Germania il ministro del Tesoro nazista Hjalmar Schacht creò i Mefo-Bond, una quasi-moneta nazionale convertibile in marchi. L’asso nella manica di Hitler si potrebbe dire. In pochi anni, infatti, nonostante i vincoli internazionali, Schacht rimise in forze l’economia tedesca, combattè la deflazione portando il paese fuori dalla crisi, “semplicemente” creando e distribuendo gratuitamente moneta a favore dei lavoratori e delle imprese.

Ora, dal momento che l’architettura dell’euro-marco nata a Maastricht è intrinsecamente deflattiva, è sempre più chiaro che occorre che lo stato emetta autonomamente uno strumento monetario in grado di fare crescere l’economia. E siccome il Quantitative Easing annunciato dalla BCE probabilmente non ha il potenziale sufficiente per rilanciare l’economia reale e creare occupazione questi progetti rappresentano soluzioni alternative e concrete.

Se per superare le crisi di liquidità John Maynard Keynes proponeva ironicamente di estrarre denaro “scavando buche e poi coprendole”, Milton Friedman proponeva di lanciare denaro da un’elicottero. Ma il concetto è lo stesso: per superare le crisi deflattive occorre emettere nuova moneta, che è proprio ciò che il governo tedesco e la Bundesbank non vogliono. Questo tipo di distribuzione gratuita di moneta fiscale è definita dalla scienza economica proprio come “helicopter money”, si tratta cioè di una manovra di distribuzione diretta, massiccia e gratuita di moneta, anche se in questo caso dall’elicottero dello stato non verrebbero gettate monete con valore legale (perché sono monopolio della BCE) ma crediti fiscali ad uso differito.

L’aspetto più interessante è che la creazione di CCF e dei FT non si pone fuori dai trattati europei perché non rompe il monopolio della BCE perchè sono titoli di stato, non genera debiti – perché produce un aumento del PIL in grado di recuperare le mancate entrate fiscali altrimenti dovute all’emissione dei crediti fiscali – e perché opera nel campo fiscale che è ancora di piena sovranità degli stati europei. Ovviamente, è molto difficile che il tema entrerà nel dibattito pubblico e raccoglierà sufficiente consenso politico per realizzare uno dei progetti. Con nuova moneta, e rilanciando la domanda, però, si potrebbe davvero uscire dalla trappola della liquidità e creare le condizioni per la ripresa economica. Il rischio è rimanere soffocati dalla deflazione e dall’austerità.



Per approfondire:

La proposta di Varoufakis qui

Manifesto/appello italiano qui

Articolo sui CCF su Micromega qui

La moneta digitale dell’Ecuador qui

I mefo-bond nazisti qui
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Re: [grecia] tira un'arietta [II]..

Messaggioda sandropascucci » 23 feb 2015, 8:11

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Re: [grecia] tira un'arietta [II]..

Messaggioda sandropascucci » 23 feb 2015, 19:52

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Deposit outflows from Greece's banks rose last week to around 3 billion euros, according to JP Morgan estimates, ahead of Friday's last-minute aid extension agreement with the country's euro zone creditors.

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A Greek (L) and a European flag flutter outside the Greek embassy in Brussels February 19, 2015. REUTERS/Yves Herman
ENLARGECAPTION
LONDON: Deposit outflows from Greece's banks rose last week to around 3 billion euros, according to JP Morgan estimates, ahead of Friday's last-minute aid extension agreement with the country's euro zone creditors.

The 50 percent increase in the pace of outflows from the prior week's 2 billion euros meant Greek banks were on track to run out of collateral for new loans in eight weeks as opposed to 14 the week before, JP Morgan said.

This is based on its calculation that of a maximum 108 billion euros of financing available from the European Central Bank and Greek central bank, Greek banks have already used up 85 billion euros, leaving them with 23 billion euros if needed.

Hard data on Greek bank deposit flows come with a long time lag, meaning estimates are the most up-to-date guides.

Outflows apparently accelerated during last week.

They totaled more than 1 billion euros over Wednesday and Thursday, three senior banking sources told Reuters on Friday, and about 1 billion euros on Friday alone, another senior banker said.

Greece is discussing a list of reforms including measures to tackle tax evasion and corruption with international partners to ensure it is accepted. Approval will secure the financial lifeline outlined on Friday.

Total bank deposit outflows this year, which JP Morgan estimates by using a proxy of Greek demand for money market funds overseas, stand at around 25 billion euros - equivalent to more than 3 billion per week.

Outflows rose in the run-up to the Jan 25 election that brought the current government into office, dipping thereafter before rising again as the deadline for a debt deal neared.

(Reporting by Jamie McGeever; editing by John Stonestreet)

- Reuters
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Messaggioda Trian 3 » 27 feb 2015, 21:19

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Messaggioda Trian 3 » 27 feb 2015, 21:19

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Re: [grecia] tira un'arietta [II]..

Messaggioda Trian 3 » 27 feb 2015, 21:22

Mi riferisco al commento di Giovanni Robustelli a pag.1, scusate.

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Messaggioda sandropascucci » 28 feb 2015, 13:15

cioè scrivi dopo 5 anni e 5 pagine? ?
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Messaggioda sandropascucci » 6 lug 2015, 9:55

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Grecia, Varoufakis si dimette: "Lascio per aiutare Tsipras nella trattativa"

Il ministro delle Finanze sul suo blog: "Alcuni partner preferiscono una mia 'assenza' dai loro vertici. Porterò con orgoglio il disgusto dei creditori nei miei confronti". Tusk convoca per domani una riunione dei leader dell'Eurozona

di G. BALESTRERI e R. RICCIARDI

MILANO - La testa di Yanis Varoufakis per far ripartire la trattative: il giorno dopo la vittoria del no al referendum greco sulla proposta di accordo da parte dei creditori, il ministro delle Finanze di Atene annuncia a sorpresa le sue dimissioni. "Me ne vado - scrive sul suo blog - per aiutare Tsipras nella trattativa". Un negoziato che riparte a fatica dopo il radicalizzarsi della posizione ellenica, anche se il premier Alexis Tsipras ha subito detto di interpretare la vittoria alle urne come un mandato rafforzato a stringere un accordo con i creditori. Ferve il lavoro in tutte le cancellerie, con i vertici delle istituzioni europee in contatto e il fiato sospeso per le decisioni della Bce, che deve scegliere se confermare o meno la liquidità d'emergenza alle banche greche: senza il cordone con l'Eurotower, sono praticamente spacciate. Domani è previsto un vertice Ue, convocato dal presidente del Consiglio, Donald Tusk.

da: http://www.repubblica.it/economia/2015/ ... 33839/?rss
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Messaggioda sandropascucci » 7 lug 2015, 12:24

opss..

>
>
Tra moneta unica e dracma: la Grecia riscopre il "pagherò"
Si chiama Iou ed è l'acronimo di "I owe you", cioè "Ho un debito con te". Potrebbe essere la valuta parallela della Grecia in attesa di capire se resterà nell'euro. Lo ha ipotizzato l'ex ministro Varoufakis, ma gli economisti sono scettici: "Funziona solo per brevi periodi"

di EUGENIO OCCORSIO
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07 luglio 2015

Tra moneta unica e dracma: la Grecia riscopre il "pagherò"
(reuters)
I OWE YOU significa "ti pagherò". Potrebbe essere l'ultimo disperato tentativo di Atene per evitare l'estromissione della moneta unica ma al tempo stesso rappresentare l'anticamera della Grexit. L'acronimo (peraltro improprio però è quello utilizzato), è Iou, un'altra sigla con cui dovremo prendere familiarità, come Ela o Efsf (fondo salvastati). Gli Iou sono una sorta di cambiale da usare come valuta parallela: ieri è stato Yanis Varoufakis, nello stesso comunicato in cui annunciava le sue dimissioni, a prospettarne l'introduzione se la Bce non allargherà gli emergency liquidity agreement (appunto gli Ela). Ipotesi tutta da verificare: è l'unico modo per approvvigionarsi di valuta "vera", dopodiché gli euro finiscono ed entrano in funzione gli Iou.

Ma è una soluzione "troppo rischiosa ", spiega l'economista Rainer Masera, già ministro del Bilancio. "Una moneta ha bisogno di una banca centrale, di un livello controllato, di una programmazione, tutte cose inesistenti". Il modo per introdurli nel sistema economico sarebbe quello di usarli per pagare le pensioni e gli stipendi pubblici, scrive la Barclays in un report emesso la notte del referendum. "A quel punto gli intestatari li userebbero per saldare le loro, di obbligazioni verso lo Stato: tasse, multe, diritti".

Nascerebbe così un mercato secondario dagli esiti però quanto mai oscuri, destinato al solo uso interno. "Un sogno autarchico che non fa i conti con i trattati istitutivi dell'euro dove si legge chiaramente che quando si dà valore legale a questi titoli, per esempio per pagare le tasse, si violano le regole", taglia corto Lorenzo Bini Smaghi, che ha vissuto dal board della Bce lo scoppio della crisi greca.


ma attenzione!! un illustre banchiere, Rainer Masera, dice che no: "troppo rischiosa "
ok.. sei tu il buon pastore.. spiegaci: "Una moneta ha bisogno di una banca centrale, di un livello controllato, di una programmazione, tutte cose inesistenti".

machecrist'madonn!!



Attualmente è Preside della Facoltà di Economia e Professore Ordinario di Politica Economica presso l'Università degli Studi "Guglielmo Marconi",[1] membro del comitato scientifico dell'Università Europea di Roma,[2] della direzione scientifica della Rivista Trimestrale di Diritto dell'Economia[3], della Commissione Consultiva Bilancio e Patrimonio di Fondazione Roma, del Comitato Scientifico di Assonebb e dell'Istituto Nazionale dei Revisori Legali.

Ha svolto attività di insegnamento presso l’Università di Oxford, l’Università di Basilea, l’Università La Sapienza di Roma, l’Università di Bergamo, la SDA Bocconi School of Management di Milano, l’Università Luiss Guido Carli di Roma, l'Università Sciences Po di Parigi e l'Università degli Studi Guglielmo Marconi di Roma.

Dal 1971 al 1975 è stato Executive Officer della Banca dei Regolamenti Internazionali di Basilea.

Dal 1975 al 1988 è stato Capo del Servizio Studi e Direttore Centrale della Ricerca Economica della Banca d'Italia.

Dal 1988 al 1998 è stato Direttore Generale dell'Istituto Mobiliare Italiano.

Dal 1998 al 2004 è stato Amministratore Delegato e Presidente del Gruppo SanPaoloIMI di Torino.

Dal 2004 al 2007 è stato Presidente di Rete Ferroviaria Italiana e Senior Director di Mercer Oliver Wyman.

Dal 2007 al 2008 è stato Chairman of Financial Institutions Group di Lehman Brothers Italia.

Nel 2007 è stato nominato tra i 5 saggi del Gruppo ad alto livello della Commissione europea per la revisione del processo Lamfalussy (IIMG).

Dal 2005 al 2012 è stato Capo della Delegazione Italiana della Commissione Intergovernativa per la Nuova Linea Ferroviaria Torino-Lione.

Nel 2009 è stato nominato Membro del Gruppo de Larosiére per la revisione della regolamentazione finanziaria in Europa.

Dal 2001 al 2013 è stato Membro Esperto del CdA della Banca Europea per gli Investimenti.

A fine luglio 2013 è stato nominato Presidente di Banca Marche: si è dimesso il 14 ottobre dello stesso anno per il mancato apporto di capitale del mondo imprenditoriale locale. La banca è stata successivamente commissariata.

Dal 1995 al 1996 è stato Ministro del bilancio e della programmazione economica nel governo di Lamberto Dini.


il nipote di IGB!!
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Re: [grecia] tira un'arietta [II]..

Messaggioda sandropascucci » 7 lug 2015, 12:42

qui ci sono cosette che merdapedia non riporta:

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>
• Stefano Como 6 maggio 1944. Economista. Banchiere. Manager. Dal 2007 al 2008 managing director e chairman del Gruppo istituzioni finanziarie per l’Italia dell’americana Lehman Brothers (una delle più antiche banche d’investimento del mondo, fondata a New York nel 1850). Ex presidente della commissione intergovernativa per la TavTorino-Lione (si è dimesso il 17 luglio 2012). Ex presidente di Banca Marche (lasciò l’incarico nell’ottobre 2013, dopo pochi mesi di mandato). Preside di Economia all’Università telematica Guglielmo Marconi.
• Iniziò ad occuparsi di istituzioni finanziarie nel 1971, anno in cui entrò a far parte della Banca per i regolamenti internazionali di Basilea. Nel 1975 approdò in Banca d’Italia, di cui divenne il più giovane direttore centrale. Ministro del Bilancio e della programmazione economica del governo Dini (1995-1996), dal 1988 al 1998 ricoprì il ruolo di direttore generale dell’Istituto mobiliare italiano e, in occasione della fusione tra l’istituto bancario San Paolo di Torino e l’Imi, fu nominato amministratore delegato della nuova banca, di cui assunse la presidenza tra il 2001 e il 2004. Poi presidente di Rete ferroviaria italiana (2004-2007).
• Nel 2002 è stato nominato cavaliere del Lavoro.
• Tra gli indagati per il crac della Cirio, venne prosciolto nel settembre 2007.
• «L’Università di Cambridge, la Bankitalia, la Banca dei Regolamenti internazionali, l’Unione europea quando si chiamava ancora Cee, la Luiss e anche il gruppo Bildelberg, l’associazione transnazionale che dal 1954 ha visto tra gli iscritti i veri potenti della Terra. Rainer Stefano Masera è uomo di grandi relazioni prima internazionali e poi italiane. Stimato e anche temuto per le sue grandi capacità di muoversi nelle acque spesso agitate del mondo creditizio italiano. Capace di vincere battaglie dure contro ossi altrettanto duri» (Federico Monga).
• Collaboratore di Renato Brunetta per ideare «lo scudo anti-spread» (Enrico Marro) [Cds 7/7/2013].
• Baby-pensionato: riceve 18 mila euro al mese da quando si è congedato dal lavoro a 44 anni [Enrico Marro, Cds 26/4/2011].
• Sposato con Giovanna Aveta, due figli.

da: http://cinquantamila.corriere.it/storyT ... ERA+Rainer
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Re: [grecia] tira un'arietta [II]..

Messaggioda sandropascucci » 7 lug 2015, 12:50

però sono carini!! e affettuosissimi (tra loandri):

da: http://www.fondazionecapriglione.luiss. ... age860.htm

>
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FRANCESCO CAPRIGLIONE è professore ordinario di “Diritto degli intermediari e dei mercati finanziari” nell’Università LUISS G. Carli di Roma.
Ha insegnato per incarico di supplenza “Diritto degli intermediari finanziari” nell’Università di Bari. E’ stato dal 1991 al 1997 direttore del Corso di perfezionamento in “Finanza ed economia degli intermediari e dei mercati” presso la Scuola di Management della LUISS G.Carli di Roma.
È consigliere di amministrazione dell’Ufficio Italiano dei Cambi (oggi di Bankitalia).

È consigliere dell’Istituto dell’Enciclopedia della banca e della borsa (maddai?!).

Dal 1962 al 1990 ha fatto parte della Consulenza Legale della Banca d’Italia nella quale ha ricoperto il grado di condirettore centrale.
Fa parte della Direzione della rivista Banca, borsa e titoli di credito, nonchè dei “Quaderni di mondo bancario”. Fa parte dell’Editorial Board dell’European Business Law Review, edita da Kluwer Law. E’ membro del Comitato scientifico delle seguenti riviste: Mondo bancario, La nuova giurisprudenza civile commentata. Ha fatto parte del Comitato di coordinamento dei “Quaderni di ricerca giuridica” della Consulenza Legale della Banca d’Italia, nonchè del Comitato scientifico delle seguenti riviste: Rivista di diritto ed economia valutaria, Rivista della cooperazione, Cooperazione di credito.


questa fondazione ha tra i suoi "soci" anche il nostro Masera!

>
>
Direzione Scientifica
Francesco Capriglione - Direttore responsabile
Guido Alpa
Mads Andenas
Antonella Antonucci
Rainer Masera
Roger McCormick
Fabio Merusi
Giancarlo Montedoro
Christoph G. Paulus



e il buon francesco scrive prefazioni per i libri di Masera!!

da: https://www.mulino.it/isbn/9788815113795

>
>
RAINER MASERA
La corporate governance nelle banche
Per "corporate governance" s'intende l'insieme di strumenti, metodi, assetti organizzativi, nonché il quadro normativo, sulla base dei quali l'impresa determina e persegue i propri obiettivi, governa il complesso delle relazioni tra il management della società, il consiglio di amministrazione, gli azionisti e gli altri "stakeholder" e, infine, monitora le proprie performance. Nel settore bancario la corporate governance influisce sulle modalità con cui le banche fissano gli obiettivi aziendali (in primo luogo redditività e creazione di valore), su quelle con cui sono gestite le operazioni correnti, applicati i principi di sana e prudente gestione e le vigenti normative, tutelati gli interessi degli azionisti e degli altri soggetti che, a vario titolo, intrattengono rapporti con la società. In questa originale e sistematica ricognizione, basata su un approccio interdisciplinare - economico, aziendale, giuridico - si offre un'analisi complessiva della corporate governance nelle imprese bancarie, con particolare riferimento alla normativa e all'esperienza italiana.

Indice: Prefazione, di F. Capriglione. - Introduzione. - I. La corporate governance e la regolazione finanziaria. - II. La disciplina della corporate governance nelle imprese bancarie. - III. Governo societario e performance bancaria. - Conclusioni. - Appendici. - Glossario. - Riferimenti bibliografici.

Rainer Masera è docente di Economia degli intermediari finanziari presso la Facoltà di Economia della Luiss Guido Carli di Roma; insegna presso i corsi organizzati dalla SDA Bocconi di Milano; è stato direttore centrale per la ricerca economica della Banca d'Italia, amministratore delegato e presidente del Gruppo San Paolo-IMI; attualmente è membro esperto del CDA della Banca Europea degli Investimenti; presidente di Rete Ferroviaria Italiana; "strategic senior advisor" di Mercer Oliver Wyman.
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Re: [grecia] tira un'arietta [II]..

Messaggioda sandropascucci » 7 lug 2015, 12:54

Assai più ricco l’assegno del professor Rainer Stefano Masera, oggi preside della facoltà di economia del­l’Università Marconi di Roma. Nel ’95 come ministro del Bi­lancio nel governo Dini, quello del ribaltone, partecipò alla ri­forma che ha reso più severe le norme per i pensionati: severi­tà di cui, per altro, non si trova traccia nell’assegno che l’Inps versa ogni mese al super baby pensionato Masera: 18.413 eu­ro lordi al mese. Ma il fatto sin­golare è che il professor Mase­ra, che oggi ha 66 anni, prende il vitalizio da quando ne aveva 44, cioè da 22 anni.

Esistono baby pensionati famosi?
Sì e sono anche molti e spesso politicamente scomodi. Antonio Di Pietro, leader dell’Idv, andato in pensione da magistrato a 44 anni (oggi ne ha 60), e che incassa 2.644 euro lordi al mese. La moglie di Umberto Bossi, Manuela Marrone, sposata con il leader della rivolta contro Roma Ladrona, è andata in pensione come insegnante a 39 anni. Su di lei si è scatenata l’ultima lite alla Camera. Tra i politici c’è anche Leoluca Orlando, ex sindaco di Palermo e oggi portavoce dell’Idv che è andato in pensione a 42 anni. E persino Adriano Celentano non si è tirato indietro: è in pensione dal 1988 a 50 anni. A livelli diversi, anche come rendite percepite, l’ex vicedirettore generale della Banca d’Italia, Mario Sarcinelli. Quando compì 48 anni decise di lasciare la Banca d’Italia, di cui era arrivato a ricoprire il ruolo di vicedirettore generale. Un’ottimo incarico che si è riflesso sulla pensione: 15 mila euro al mese per 24 anni di lavoro senza che questo impedisca di continuare a ottenere incarichi e stipendi mensili. Un percorso simile quello di Rainer Masera, andato in pensione a 44 anni, dopo una carriera in Banca d’Italia per diventare presidente dell’Imi, l’Istituto Mobiliare Italiano. Da allora lo Stato gli versa 18mila euro al mese.

Granata nella rissa
Il banchiere d\'oro: in pen¬sione a 44 anni (prende 18mila euro). Assai più ricco l\'assegno del professor Rainer Stefano Masera, oggi preside della facoltà di economia del¬l\'Università Marconi di Roma. Nel \'95 come ministro del Bi¬lancio nel governo Dini, quello del ribaltone, partecipò alla ri¬forma che ha reso più severe le norme per i pensionati: severi¬tà di cui, per altro, non si trova traccia nell\'assegno che l\'Inps versa ogni mese al super baby pensionato Masera: 18.413 eu¬ro lordi al mese.
Ma il fatto sin¬golare è che il professor Mase¬ra, che oggi ha 66 anni, prende il vitalizio da quando ne aveva 44, cioè da 22 anni: correva l\'an¬no 1988, il Muro di Berlino era ancora in piedi, Massimo Ra¬nieri vinceva il festival di Sanre¬mo. E Masera, dal canto suo, la¬sciava la Banca d\'Italia per as¬sumere una serie infinita di al¬tri incarichi privati e pubblici (ministero compreso). Del re¬sto uno che ha 44 anni può mi¬ca fare il pensionato anche se ha una pensione che arriva a 18mila euro al mese?

fonte: google
http://www.dirstat.it/Archivio/2011/nov ... chiamo.pdf
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Re: [grecia] tira un'arietta [II]..

Messaggioda sandropascucci » 7 lug 2015, 12:56

eh, sì!!

"..una moneta ha bisogno di una banca centrale, di un livello controllato, di una programmazione.."

[banchiere Masera, 2015]
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Messaggioda sandropascucci » 5 ago 2015, 15:15

http://it.advfn.com/mondo/grecia

http://it.advfn.com/mercati/ASE/ETE/quotazione
Quotazione Azioni National Bank (CR) -25,96%

http://it.advfn.com/mercati/ASE/ALPHA/quotazione
Quotazione Azioni Alpha Bank A.E (CR) -29,56%

http://it.advfn.com/mercati/ASE/EUROB/quotazione
Quotazione Azioni Eurobank Ergasias (CR) -28,17%

http://it.advfn.com/mercati/ASE/TPEIR/quotazione
Quotazione Azioni Piraeus Bank (CR) -29,59%
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Messaggioda sandropascucci » 20 ago 2015, 9:12

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TSIPRAS FA RIPARTIRE LE PRIVATIZZAZIONI PREVISTE DALL'ACCORDO CON I CREDITORI GRECIA: VENDUTI ALLA GERMANIA14 AEROPORTI PER 1,23 MILIARDI DI EURO

Formalizzato sulla Gazzetta ufficiale il decreto per la cessione della gestione di 14 aeroporti regionali aggiudicati al consorzio tedesco guidato da Fraport (società che gestisce l'aeroporto di Francoforte).

Madrid dice sì agli aiuti Tweet Primo ministro greco, Alexis Tsipras Grecia, bollette elettricità non pagate per 2 miliardi: morosi cittadini, grandi imprese e Stato Piano di aiuti alla Grecia.

Mercoledì il voto del Parlamento tedesco Grecia, il Parlamento approva il terzo piano di aiuti. Tsipras: "Senza intesa crisi infinita" Grecia, si accelera sulle privatizzazioni. Attesa per il voto del Parlamento 18 agosto 2015 E' stato formalizzato sulla Gazzetta ufficiale il decreto per la cessione della gestione di 14 aeroporti regionali al consorzio tedesco guidato da Fraport (società che gestisce l'aeroporto di Francoforte). Il governo Tsipras ha sbloccato il piano di privatizzazioni che dovrebbe tendenzialmente garantire 50 miliardi di euro alle casse di Atene. Con questa operazione restano in mano pubblica, per il momento, altri 30 aeroporti regionali, ma con minore appeal rispetto a quelli delle principali mete turistiche. L'operazione era stata già definita nel novembre dell'anno scorso ma poi dopo le elezioni di gennaio il governo Tsipras aveva bloccato tutte le privatizzazioni. Fraport con la stessa offerta si è di nuovo aggiudicata la vendita degli aeroporti regionali che era ripartita a giugno con un nuovo bando di gara. La società tedesca pagherà 1,23 miliardi di euro e, per la durata dei 40 anni della concessione, verserà annualmente 22,9 milioni nelle casse dello Stato greco. Con questi importi la Fraport gestirà così i 14 aeroporti regionali, tra cui gli scali di Corfù, Rodi, Mikonos e Santorini che lo scorso anno hanno registrato un traffico di 22 milioni di passeggeri con una crescita del 19%. Un terzo del flusso avviene con l'aeroporto di Francoforte e lo sanno bene i dirigenti della società tedesca visto che oltre il 50% del capitale della società aeroportuale è detenuto dalla Città di Francoforte e dallo Stato dell'Assia. Questa non è la prima privatizzazione realizzata da Tsipras. In aprile la società greco-turca Opap si era aggiudicata per 40,5 milioni di euro la concessione per 20 anni delle scommesse ippiche. Tsipras e il nuovo ministro delle Finanze, in contrapposizione con l'ala più estremista della maggioranza, stanno cercando di accelerare sulle privatizzazioni riconsiderando le vecchie operazioni che erano state avviate e, alcune, definite dal precedente esecutivo. L'agenzia pubblica per le privatizzazioni Hradf (Hellenic Republic Asset development fund) ha così fissato il calendario delle prossime operazioni che, escludendo l'eventuale cessione di quote delle banche pubbliche, tra il 2015 e il 2017 farà entrare nelle casse di Atene 6,4 miliardi di euro. Entro ottobre quindi dovranno arrivare le offerte per il Porto del Pireo che ha registrato il forte interesse dei cinesi di Cosco, già in possesso di una concessione, dal 2009, di un terminal del porto greco. Entro dicembre dovranno arrivare le offerte per la società ferroviaria Trainose e per la società di servizi Rosco mentre entro febbraio quelle relative al porto di Salonicco, il secondo del Paese. Ancora da definire invece il timing per la privatizzazione dell'operatore elettrico Admie. Deve essere ancora definita la lista dei beni che dovranno confluire nel fondo da 50 miliardi. Un'operazione non facile e decisamente ambiziosa, considerando che lo Stato greco possiede solo i 30 aeroporti regionali non interessati dalle principali mete turistiche, numerosi immobili e pochissime isole. Secondo gli analisti della Royal Bank of Scotland la sostenibilità del debito greco può migliorare ma difficilmente potrà tornare a livelli sostenibili e in linea con le stime del FMI. "Secondo le nostre stime occorrerebbe una proroga della scadenza a lungo termine di almeno 30 anni" e definiscono "una buona notizia" l'intenzione di mettere sul tavolo dei negoziati una possibile dilazione di 60 anni delle scadenze del debito greco. Madrid dice sì agli aiuti Il Parlamento di Madrid ha approvato a larga maggioranza il terzo pacchetto di aiuti alla Grecia. Il voto non era obbligatorio in base alla legge spagnola, ma il governo conservatore di Mariano Rajoy ha voluto sfruttare questa occasione per difendere la sua politica economica di rigore e attaccare "il canto delle sirene del populismo" di Podemos, la nuova formazione politica molto vicina al partito Syriza di Tsipras. "L'importante è che la Grecia rimanga nell'euro", ha detto il ministro dell'Economia, Luis de Guindos, parlando a nome del governo. Il suo messaggio, con un occhio rivolto alle elezioni di novembre, è stato chiaro. A suo parere, non vi sono scorciatoie per superare la crisi economica, mentre "le politiche adottate dal governo greco hanno avuto un impatto molto negativo" sul Pil. "Il canto delle sirene del populismo genera miraggi, aspettative incompiute, frustrazione e scontento sociale", ha avvertito. Fitch alza rating a CCC L'agenzia Fitch alza il rating della Grecia a 'CCC' da 'CC'. Lo afferma Fitch in una nota, sottolineando che l'upgrade è legato ai migliori rapporti con i creditori. Il rischio di una 'Grexit' sarebbe elevato se i rapporti fra la Grecia e i creditori dovessero interrompersi. - See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/artico ... 4901d.html
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Re: [grecia] tira un'arietta [II]..

Messaggioda sandropascucci » 20 ago 2015, 14:45

o' greco devi morire!!

ROMA (WSI) - Dopo aver ottenuto 13 miliardi di euro dal Fondo dell'Eurozona ESM, la Grecia ha rimborsato la tranche di debito che doveva onorare verso la Bce, per un valore di 3,2 miliardi di euro.
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Re: [grecia] tira un'arietta [II]..

Messaggioda roberta » 20 ago 2015, 22:43

E' quasi panico...
benvenuti roberta, firenze

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Messaggioda sandropascucci » 21 ago 2015, 8:27

no, perché? ci pensa lui!

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Grecia, Tsipras si dimette e chiede le elezioni. Primi aiuti dall'EsmGrecia, Tsipras si dimette e chiede le elezioni. Primi aiuti dall'Esm

Il premier punterebbe ad andare alle urne il 20 settembre. Intanto il meccanismo europeo di stabilità ha dato il via libera al terzo programma di salvataggio, con una prima tranche da 26 miliardi già approvata. La metà di questi è già stata accreditata ad Atene, che li ha subito impiegati per rimborsare la Bce (3,2 miliardi) e il prestito ponte dell'Eurogruppo del mese scorso (7,16 miliardi)

20 agosto 2015

MILANO - "Andrò dal presidente della Repubblica a presentare le dimissioni. Il popolo deve prendere il potere. Voi dovete decidere se siamo riusciti a portare avanti il Paese e se siamo in grado di far uscire il Paese dalla crisi. Voi deciderete con il vostro voto chi è in grado di dare speranza. Deciderete chi sarà capace di fare i cambiamenti necessari". Incassata la prima tranche di finanziamenti internazionali e rimborsati i creditori, il premier Alexis Tsipras annuncia in Tv le dimissioni e la richiesta di elezioni anticipate.

L'accordo sottoscritto dal governo greco e dai creditori sul nuovo piano di aiuti "non è quello che volevamo ma era il migliore che potessimo ottenere date le circostanze", ha aggiunto Tsipras. "Oggi questa difficile fase di negoziati è finalmente finita", "siamo obbligati a rispettare l'accordo ma combatteremo per mitigarne le conseguenze avverse". "Dobbiamo combattere ancora tanto contro la corruzione, contro l'evasione, contro l'oligarchia". "Ho la coscienza a posto, in questi mesi ho combattuto per il mio popolo". "Vogliamo un forte mandato, un governo stabile e la solidarietà con la società che vuole le riforme in senso progressista". "Abbiamo portato il caso greco in tutto il mondo. Siamo stati da esempio per altri popoli. L'Europa non è più la stessa dopo questi mesi" perché "l'idea di porre fine alle misure di austerità sta prendendo piede e noi, la Grecia, abbiamo avuto un ruolo molto importante in queste nuove idee e saremo sempre al primo posto".

L'attesa per le elezioni. Le date probabili per le elezioni sono il 13 o il 20 di settembre. La seconda data, riferiscono fonti di governo, sarebbe quella auspicata dal premier, che dopo un incontro con i vertici del partito sarebbe pronto al passo indietro, per il quale si attende un annuncio in Tv. Il motivo dell'anticipazione del voto risiede nella frattura interna alla maggioranza di Syriza, con una buona parte del partito di sinistra radicale che si è opposto alle trattative e agli accordi con la ex Troika. Il premier, Alexis Tsipras, sta soppesando l'opportunità di andare alle elezioni anticipate, in quanto gli elettori non hanno ancora scontato il peso di alcune nuove misure d'austerità. In ogni caso, l'appuntamento con le urne è ormai inevitabile. Con le elezioni anticipate, la Grecia potrebbe avere, anche solo se per quattro settimane, il suo primo premier donna, la presidente della Corte Suprema Vassiliki Thanou-Christophilou. La legge greca infatti prevede - riporta il sito GreekReporter - che per convocare le elezioni anticipate il premier si dimetta e il magisrao che guida il massimo organismo giuridico del Paese guidi il governo provvisorio.
Tsipras, le tappe di un mandato vissuto di corsa
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Le prime tranche di aiuti. Il conto corrente di Atene si è intanto gonfiato (per pochi minuti) di 13 miliardi, provenienti dall'Esm, il meccanismo europeo di stabilità. Questa mattina, iI board del fondo ha infatti approvato la prima tranche di aiuti finanziari alla Grecia, pari a 26 miliardi di euro. Il consiglio di amministrazione dell'Esm ha deciso di stanziare immediatamente, per oggi, proprio 13 miliardi di euro. Questa decisione, segue quella assunta ieri sera sempre dall'Esm, con cui si è dato il via libera alla proposta di aiuti finanziari ad Atene, secondo i termini dell'accordo di Facility agreement (Ffa), che prevede fino a 86 miliardi in tre anni. Determinante, per sbloccare il piano, il via libera incassato dai Parlamenti nazionali nelle scorse ore, Germania inclusa.

Tsipras ha anche scritto al presidente del Parlamento europeo Martin Schulz, per chiedere che al posto dell'ex Troika ("le 3 istituzioni") le istituzioni addette a monitorare i passi di Atene diventino 5. Il premier ellenico, scrive la Bild, vorrebbe che Bce, Fmi e Commissione Ue fossero a questo punto affiancate dall'Esm e dal Parlamento europeo, che "potrà garantire, come unica istituzione europea votata direttamente, che una politica economica e sociale europea sia legittimata democraticamente".

I 13 miliardi stanziati oggi dall'Esm fanno parte di una 'sotto-tranche' di 16 miliardi, al servizio di necessità di finanziamento del bilancio e del debito. I restanti 3 miliardi di questa sub-tranche saranno al più tardi erogati entro fine novembre, una volta che la Grecia avrà completato le principali azioni aggiuntive. La seconda sub-tranche da 10 miliardi, che sarà erogata dall'Esm attraverso obbligazioni a tasso variabile, è destinata a sostenere potenziali ricapitalizzazioni bancarie o risoluzioni. Su questa seconda sub-tranche, il cda dell'organismo deve ancora dare la sua approvazione finale.

Il mandato dell'Esm, inaugurato nell'ottobre del 2012 e con una potenza di fuoco fino a 500 miliardi di intervento, è proprio quello di prevenire la stabilità nell'Eurozona, dando assistenza finanziaria a chi aderisce a un programma condiviso con i creditori europei. Gli azionisti dell'Esm sono proprio i 19 Stati che costituiscono l'area della moneta unica, che hanno sottoscritto capitale per circa 700 miliardi di euro: 80 pagati e 620 pronti ad esser stanziati.

Il giro dei soldi, servono per i rimborsi. Come ricostruito da Repubblica, però, gran parte dei denari proveniente dall'Esm è destinata a restare ben poco in Grecia e - soprattutto - nelle dirette disponibilità dei greci. Una storia che si ripete, visto che dei 240 miliardi stanziati nei due primi salvataggi, solo 11,7 - come ha calcolato il think tank Macropolis - sono rimasti davvero a disposizione del governo per alleviare la crisi del Paese. Sempre oggi, infatti, Atene ha rimborsato alla Bce i 3,4 miliardi dovuti (3,2 miliardi di capitale e 200 milioni di interessi) e con scadenza odierna. In mattinata, inoltre, è partito anche il rimborso dei 7,16 miliardi di prestito ponte che era stato staccato dall'Eurogruppo per permettere ad Atene, il mese scorso, di onorare una doppia scadenza di nuovo verso la Bce e verso il Fondo monetario internazionale.


questo mi sembra come Prodi. arriva, sfascia e se ne va..
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Re: [grecia] tira un'arietta [II]..

Messaggioda mr.spyder » 8 gen 2017, 20:48

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Grecia, inchiesta su maxibuco creato da Novartis. Spunta nome governatore Banca centrale

Perquisita l'abitazione privata Yanis Stournaras, ex ministro delle Finanze con Papademos. Secondo gli inquirenti si spendevano milioni di euro per pubblicare messaggi sociali che potevano essere trasmessi a titolo gratuito. Gli investigatori ipotizzano che quelle somme provenissero dalla multinazionale e finissero in tasca ai politici
di Francesco De Palo | 8 gennaio 2017

Chi si cela dietro lo scandalo Novartis? Se lo chiedono a caratteri cubitali solo due magazine ellenici in edicola sabato 7 gennaio, mentre gli altri media preferiscono concentrarsi sulla neve e sulla durata del governo Tsipras. Uno scandalo pari a quello della Lista Lagarde degli illustri evasori ellenici e a quello Siemens legato alle tangenti per le telecomunicazioni e per le forniture di armi. E intanto si allarga in Grecia l’inchiesta della procura statunitense sul presunto maxi buco da 80 miliardi di euro creato sui conti pubblici greci dalla multinazionale elvetica Novartis, che riguarda 4000 persone tra medici e manager della casa farmaceutica.

E nel caso spunta il nome dell’attuale governatore della Banca di Grecia, Yanis Stournaras, già ministro delle Finanze durante la crisi del 2012 sotto il governo tecnico guidato da Lukas Papademos e in quello successivo di larghe intese con il conservatore pro troika Antonis Samaras. Si apprende che è stata perquisita l’abitazione privata del banchiere lo scorso settembre nell’ambito dell’inchiesta condotta dal Centro ellenico per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie (Hcdcp), per via di una società collegata a sua moglie, Stavroula Nikolopoulou Stournara. In quell’occasione furono sequestrati pc, documenti e dossier relativi alle attività della società di Nikolopoulou Stournara e ai suoi rapporti con la Hcdcp. Secondo gli inquirenti si spendevano somme superiori a 2 milioni di euro per pubblicare messaggi sociali per informare il pubblico sui problemi di salute (come ad esempio l’influenza stagionale) che invece sarebbero potuti essere trasmessi a titolo gratuito come messaggi di servizio pubblico. Al vaglio degli investigatori, l’ipotesi che quei denari provenissero dalla Novartis e finissero in tasca ai politici.

Tra l’altro in occasione del vertice Bilderberg del 2009, che si tenne proprio ad Atene, erano presenti oltre a svariati capi di Stato e manager di varie multinazionali (e ad Alexis Papahelas, direttore del quotidiano Kathimerinì), anche l’allora Ceo della Novartis, lo svizzero Daniel Vasella e il professor Stournaras che sarebbe diventato ministro tre anni dopo, ma che era già noto alla finanza mondiale per aver materialmente condotto il passaggio dalla dracma all’euro nel gennaio del 2001.

Intanto Yannis Natsis, Policy Coordinator presso la European Public Health Alliance, ha dichiarato non solo che le accuse di corruzione dimostrano che l’industria farmaceutica ancora una volta abusa del suo strapotere ma che, nonostante la Grecia potrebbe essere descritta come un paese in bancarotta, numerosi medicinali con prezzi esorbitanti, soprattutto quelli oncologici, sono ancora pienamente rimborsati dallo Stato: con profitti fiume per le multinazionali. E osserva: “I medici in Grecia hanno sistematicamente evitato di criticare i prezzi elevati richiesti dall’industria”. Un’accusa pesante su cui la procura americana ha acceso un faro da alcuni mesi, dopo che due top manager della Novartis avevano passato mail sensibili sui presunti illeciti commessi in svariati Paesi, anche in Grecia, a proposito degli accordi conclusi con i ministeri della Sanità e dopo il tentato suicidio il giorno di Capodanno di un alto dirigente della Novartis, che aveva minacciato di buttarsi nel vuoto dalla terrazza dell’Hilton di Atene se non avesse parlato con il procuratore Capo che sta seguendo l’inchiesta. Il 44enne dopo l’episodio è stato trasferito in una struttura segreta.

In Grecia intanto non mancano indiscrezioni e possibili nuove piste per uno scandalo che rischia di mescolarsi con le trattative sul debito del Paese. Kostas Vaxevanis, il giornalista che venne arrestato e processato nel 2012 perché per primo aveva pubblicato i nomi della Lista Lagarde, politici e industriali che avevano portato in Svizzera decine di miliardi scoperti alle rivelazioni di Hervè Falciani, oggi scrive che nel caso Novartis sarebbe coinvolto direttamente anche un ex premier greco che avrebbe dato il via libera alla multinazionale elvetica per chiudere un accordo milionario nonostante il passivo insostenibile per le casse dello Stato.

Per contro il magazine Proto Thema, in un’altra inchiesta, punta il dito contro l’ex speaker del governo, Olga Gerovasili, coinvolta in un altro caso di conflitto di interessi e violazione della costituzione greca, che ne ha determinato l’allontanamento dall’esecutivo: era socia di una società di servizi medici in affari con lo Stato e contemporaneamente deputata e portavoce dell’esecutivo Tsipras.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/01 ... e/3301330/
Antonio Prezia, detto spyder... anche se non è importante chi sei,ma cosa vuoi fare per cambiare il mondo.


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