[Italia] tira un'arietta..

..ovvero le puttanate ufficiali propagandate dal Sistema Mediatico di IGB
Avatar utente
MauroB
Messaggi: 432
Iscritto il: 12 feb 2011, 13:34
condivido lo Statuto e il Manifesto:
zona operativa:: Pistoia
azioni: volantinaggio in proprio
Località: pistoia

Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda MauroB » 13 ott 2011, 19:35

ANSA.it > Economia > News

!
Bankitalia, 'Pensare reintrodurre Ici, forte crescita tasse locali'

Via Nazionale: 'Pensare a ritorno imposta'. Milano cede il 3,71%, Unicredit il 12% e Intesa 8%
13 ottobre, 19:20
Associate
Bce: paesi vulnerabili, pronti a manovre

ROMA - Il peso della tassazione in Italia è elevato soprattutto sul lavoro". Lo ha detto Daniele Franco capo della ricerca economica di Bankitalia in audizione al Senato. Nel 2010 la pressione, ha detto, è stata superiore in Italia di quasi 3 punti rispetto alla media degli altri paesi dell'area euro e di 5,5 punti a quella del Regno Unito.

BANKITALIA, PENSARE A REINTRODUZIONE ICI - "Sarebbe necessaria una riflessione sull'opportunità di reintrodurre l'abitazione principale fra gli immobili soggetti a imposta, in particolare l'Ici". Lo ha detto Daniele Franco capo della ricerca economia di Bankitalia in audizione al Senato.

"L'esenzione dell'Ici dalle abitazione principali - ha aggiunto Franco - costituisce nel confronto internazionale un'anomalia del nostro ordinamento tributario ed espone al rischio di trasferire una parte rilevante dell'onere dell'imposta su esercizi commerciali e studi professionali o sui proprietari di seconde case".

BANKITALIA, FORTE CRESCITA TASSE LOCALI TRA 2000-2010 - "Oltre un quinto delle entrate tributarie è di competenza delle amministrazioni locali. La loro quota di entrate è stata pari a oltre il 22 per cento tra il 2000 e il 2010". Lo ha detto il capo della ricerca economica di Bankitalia Daniele Franco. Quota "in forte crescita rispetto alla media registrata negli anni novanta (oltre il 12%)". In prospettiva, ha aggiunto, il paniere e il peso delle entrate decentrate sono destinati a "ulteriore incremento" con l'attuazione del federalismo fiscale.

BORSA MILANO: CHIUSURA IN FORTE CALO, FTSE MIB -3,71% - Seduta ampiamente negativa per Piazza Affari: l'indice Ftse Mib ha chiuso in perdita del 3,71% a 15.894 punti.

CROLLO BANCHE, UNICREDIT -12%, INTESA -8% - Dopo molte sedute in recupero, giornata nera per le banche in Piazza Affari, che hanno portato la Borsa di Milano a essere chiaramente le peggiore in Europa: al termine di diversi passaggi in asta di volatilità, Unicredit ha chiuso in calo del 12,10% a 0,92 euro, Banco popolare dell'8,96%, Intesa SanPaolo dell'8,15% a quota 1,28.

SPREAD BTP-BUND DI NUOVO SOPRA 370 PUNTI - Lo spread tra il Btp decennale e l'analogo Bund tedesco si riporta sopra la soglia dei 370 punti base a 371. Il rendimento del titolo italiano sale al 5,82%.

BCE: ALLARME CRESCITA, PAESI SIANO PRONTI A MANOVRE BIS - 'In questi tempi difficili e' essenziale assicurare moderazione in termini sia di margini di profitto che di salari''. Lo rileva la Banca centrale europea nel bollettino mensile, notando anche che ''due agenzie di rating hanno declassato l'Italia''.

Nell'ultimo mese lo spread sui Btp italiani si e' riavvicinato ''ai livelli osservati in agosto, prima che la Bce decidesse di riattivare il Programma per il mercato dei titoli finanziari''. Lo osserva la Bce nel bollettino mensile, notando anche che ''due agenzie di rating hanno declassato l'Italia''.

I Paesi dell'area euro che hanno ricevuto il salvataggio Ue-Fmi e quelli ''particolarmente vulnerabili'' alle condizioni dei mercati devono essere ''pronti ad adottare eventuali misure aggiuntive''. Lo scrive la Banca centrale europea nel bollettino mensile.

Il coinvolgimento del settore privato nella risoluzione della crisi di alcuni Paesi, ossia la condivisione degli oneri fra settore pubblico e investitori, ''potrebbe mettere a repentaglio la stabilita' finanziaria dell'intera area valutaria''. Lo scrive la Banca centrale europea mentre, a livello intergovernativo, si fa strada l'ipotesi di imporre alle banche perdite piu' pesanti di quanto pensato finora nella ristrutturazione greca.

DRAGHI, AGIRE CON RAPIDITA' - ''Occorre agire con rapidita'. E' stato perso gia' troppo tempo''. Lo dice il governatore di Bankitalia Mario Draghi secondo cui ''e' necessario che i decreti attuativi (della manovra di risanamento ndr) siano promulgati senza indugio, soprattutto quelli con riferimento alla riduzione permanente della spesa corrente''.

''E' importante che ci convinciamo che la salvezza e il rilancio dell'economia italiana possono venire solo dagli italiani''. 'Senza aggredire alla radice il problema della crescita lo stesso risanamento della finanza pubblica e' a repentaglio''. E' quanto afferma il governatore della Banca d'Italia Mario Draghi secondo cui ''non bastano'' gli interventi realizzati nella scorsa estate che avviano 'la finanza pubblica su una maggiore sostenibilita'''. Solo i Paesi che si assumono le proprie responsabilita', e quelle dell'Italia sono oggi particolarmente rilevanti, e che mantengono con rigore gli impegni presi, sono partner credibili'' dell'Ue. Lo afferma il governatore di Bankitalia Mario Draghi secondo cui arrivera' ''una fase di ulteriore condivisione di doveri'.

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche ... 54579.html

Avatar utente
MauroB
Messaggi: 432
Iscritto il: 12 feb 2011, 13:34
condivido lo Statuto e il Manifesto:
zona operativa:: Pistoia
azioni: volantinaggio in proprio
Località: pistoia

Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda MauroB » 14 ott 2011, 23:28

!
Anche alla luce di quanto richiesto dalla lettera della Bce in tema di riduzione del debito, spiega che o si interveniva con «nuove tassazioni» o con «tagli alla spesa». E dopo aver dovuto «dolorosamente aumentato di un punto l'Iva» ora, aveva avvertito: «é il momento di trasferire i tagli in ciascun dicastero»


traduzione:

IGB: fai così e cosà, capito?
PAESE SOVRANO: zi badrone!

Avatar utente
MauroB
Messaggi: 432
Iscritto il: 12 feb 2011, 13:34
condivido lo Statuto e il Manifesto:
zona operativa:: Pistoia
azioni: volantinaggio in proprio
Località: pistoia

Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda MauroB » 17 ott 2011, 12:08

!
Caritas: crescono i nuovi poveri, +13,8%

Anche con casa e lavoro, record al Sud con +74%
17 ottobre, 11:24

(ANSA) - ROMA, 17 OTT - In aumento i 'nuovi poveri', italiani che pur risiedendo in una casa e possedendo un lavoro rientrano fra le persone con disagi economici importanti. Dal 2007 al 2010 sono aumentati del 13,8%; al Mezzogiorno l'aumento e' arrivato al 74%. Lo afferma il rapporto Caritas-Fondazione Zancan.

Il fenomeno dei 'nuovi poveri' prende sempre piu' forma negli anni. Si tratta di persone che risiedono stabilmente in una casa, lavorano e vivono in un nucleo familiare. Fra i nuovi poveri ci sono i giovani

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche ... 36912.html

Avatar utente
MauroB
Messaggi: 432
Iscritto il: 12 feb 2011, 13:34
condivido lo Statuto e il Manifesto:
zona operativa:: Pistoia
azioni: volantinaggio in proprio
Località: pistoia

Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda MauroB » 19 ott 2011, 0:55

!
Per S&P la crisi finanziaria italiana «non è facilmente reversibile»

Antonio Vanuzzo

L’agenzia di rating Standard & Poor’s ha declassato il suo giudizio su 24 banche italiane, che dovranno sopportare costi di rifinanziamento interbancario sempre crescenti per via del rischio-Paese. La nuova tegola di S&P è arrivata a poche ore dalla lettera di banchieri, assicuratori e imprenditori, indirizzata a Berlusconi, per chiedere un’accelerazione del Decreto Sviluppo. La risposta del premier, «i soldi non ci sono», non suona rassicurante né per Roma né per Bruxelles.

Per Silvio Berlusconi non ci sono soldi per il Decreto Sviluppo

Finanza
18 ottobre 2011 - 19:25
«Non crediamo che il difficile clima operativo sia transitorio o facilmente reversibile». È questo il giudizio di Standard & Poor’s, che ha declassato il sistema bancario italiano ancora una volta. «I costi di finanziamento degli istituti di credito e delle società resteranno considerevolmente alti rispetto agli altri Paesi dell’Eurozona», nonostante le misure adottate dal governo per ridurre l’indebitamento della pubblica amministrazione e spingere la crescita. Per questo, l’agenzia di rating ritiene le banche debbano spingere sull’acceleratore per mettere in atto quei piani di ricapitalizzazione richiesti dal mercato.

«La redditività delle banche italiane potrebbe ulteriormente diminuire nei prossimi due anni, data la probabile crescita dei costi di rifinanziamento, della volatilità sui mercati e data la riduzione delle prospettive di crescita. Riteniamo inoltre che il rallentamento della crescita economica italiana nel 2012 non consenta miglioramenti nella qualità degli attivi bancari, e generi ulteriori tensioni nel loro merito creditorio», si legge ancora nel comunicato, a cui è seguito un peggioramento del giudizio per 24 banche, tra cui Ubi, Montepaschi di Siena, Bper, Banco popolare, Banca popolare di Milano. Scampato pericolo, invece, per Intesa Sanpaolo, Unicredit e Mediobanca, sulle quali il voto dell’agenzia newyorkese è rimasto invariato.

La tegola di S&P è arrivata a poche ore di distanza dalla lettera congiunta, inviata dalle associazioni di banche, assicurazioni, imprese e cooperative (Abi, Ania, Alleanza delle Cooperative italiane, Confindustria e Rete Imprese Italia), indirizzata al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, avente ad oggetto il famigerato Decreto Sviluppo, un contenitore per ora privo di contenuti. «L’Italia ha mezzi, risorse, intelligenze, per risalire la china ma il tempo è scaduto. È […] di fondamentale importanza che il Decreto Sviluppo contenga misure strutturali, concrete e credibili, che diano un chiaro segnale di inversione di marcia, in assenza rischierebbero di essere vanificati gli sforzi fatti fino ad oggi in ordine alla tenuta dei conti pubblici», scrivono banchieri, imprenditori e assicuratori. «Il ritardo che stiamo accumulando sul fronte del rilancio della crescita e della credibilità sta costando moltissimo in termini di occupazione, valore dei beni e dei risparmi delle famiglie, investimenti e valore delle imprese», specificano, offrendosi poi come interlocutori per individuare le misure necessarie a far ripartire il Paese.

La risposta di Berlusconi non si è fatta attendere: «Stiamo riflettendo, soldi non ce ne sono, stiamo cercando di inventarci qualcosa», ha dichiarato, specificando poi di non avere fretta per il varo del decreto, che deve essere «convincente». Stasera stessa è in programma un meeting con i ministri per definirne le linee guida, ma sulle tempistiche regna ancora l’incertezza. Prima viene la Legge di Stabilità, approvata tre giorni fa dal Consiglio dei Ministri, ma che deve essere ancora calendarizzata dalla Camera.

Parole non troppo rassicuranti per i mercati. Oggi, il Ftse Mib ha chiuso di poco sopra la parità, 0,35%, dopo la debacle di ieri, mentre i Cds, derivati che fungono da assicurazioni contro il rischio default di un debitore, sui Btp italiani quinquennali sono risaliti a 451punti base sugli schermi di Markit. Significa che il rischio-Paese rimane elevato. Secondo un’analisi odierna di George Magnus, economista di Ubs, il debito pubblico italiano e francese non sono mai stati così elevati dall’introduzione della moneta unica, mentre il differenziale di rendimento tra i titoli transalpini e tedeschi continua a crescere, un’altra prima assoluta dal 2001, dopo che Moody’s ha messo sotto osservazione il giudizio tripla A di Parigi.

Stamani, un’analisi del Financial Times stimava che, anche qualora il fondo salva-Stati Efsf fosse in grado di garantire emissioni fino a 726 miliardi di euro, sarebbero comunque insufficienti a garantire un quarto dei bond a scadenza italiani e spagnoli, che ammontano rispettivamente a 303 e 155 miliardi di euro nel 2012, 174 e 122 nel 2013, e 135 e 110 nel 2014. Il tempo stringe, i soldi non ci sono. Un quadro inquietante per la terza economia d’Europa.
.

Leggi il resto: http://www.linkiesta.it/la-crisi-finanz ... z1bB19eh00

Avatar utente
MauroB
Messaggi: 432
Iscritto il: 12 feb 2011, 13:34
condivido lo Statuto e il Manifesto:
zona operativa:: Pistoia
azioni: volantinaggio in proprio
Località: pistoia

Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda MauroB » 21 ott 2011, 12:32

!
Crisi: S&P, se peggiora taglio Italia

Francia perderebbe tripla A. 47 banche in difficolta'
21 ottobre, 11:36
(ANSA) - ROMA, 21 OTT - Se le conseguenze dell'attuale crisi del debito in Europa si dovessero rivelare ''violente'', con un impatto significativo sull'economia, l'Italia potrebbe subire un abbassamento di due livelli del suo rating, e la Francia perdere la 'tripla A'. Lo rivela uno studio di Standard & Poor's, basato su due scenari pessimisti sull'evoluzione della situazione nel vecchio continente. In un contesto negativo si segnalerebbero anche difficolta' per 47 banche.


http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche ... 22323.html

Avatar utente
MauroB
Messaggi: 432
Iscritto il: 12 feb 2011, 13:34
condivido lo Statuto e il Manifesto:
zona operativa:: Pistoia
azioni: volantinaggio in proprio
Località: pistoia

Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda MauroB » 25 ott 2011, 14:09

!
Governo: Bossi avverte, rischio crisi. 'Lettera Bce una fucilata'

Colle: 'Ora misure sviluppo'. Senatur: 'No riforma pensioni o gente ci ammazza'. Poi attacca Draghi
25 ottobre, 13:44

La bozza del dl sviluppo

NAPOLITANO, SIAMO TUTTI IN STESSA BARCA NELLA TEMPESTA - "Siamo, oggi più che mai, nella stessa barca in un mare in tempesta. Ciascun paese deve fare la sua parte e dobbiamo garantirci reciprocamente l'indispensabile solidarietà. Per l'Italia è il momento di definire - in materia di sviluppo e di riforme strutturali - le 'nuove decisioni di grande importanza' annunciate ieri nella dichiarazione ufficiale del Presidente del Consiglio". Lo afferma in una nota il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

NAPOLITANO, ANNUNCI PREMIER SU SVILUPPO SIANO DEFINITI - "Gli sforzi già avviati e gli elementi positivi della nostra situazione sono stati certamente già illustrati a Bruxelles. Ma dobbiamo compiere tutte le scelte necessarie per ridurre il rischio a cui sono esposti nei mercati finanziari i titoli del nostro debito pubblico, rendere più credibile il nostro impegno ad abbattere tale debito e a rilanciare la crescita economica", ha detto ancora Napolitano.

NAPOLITANO, OK SFORZI ITALIA, RENDERLI PIU'CREDIBILI - Dopo gli sforzi già avviati, Napolitano ha aggiunto che "dobbiamo compiere tutte le scelte necessarie per ridurre il rischio a cui sono esposti nei mercati finanziari i titoli del nostro debito pubblico, rendere più credibile il nostro impegno ad abbattere tale debito".

NAPOLITANO, NESSUNO AVANZI PRETESE DA COMMISSARIAMENTO - "Nessuno minaccia l'indipendenza del nostro paese o è in grado di avanzare pretese da commissario. Ma da 60 anni abbiamo scelto - traendone grandissimi benefici - di accettare limitazioni alla nostra sovranità, in condizioni di parità con gli altri Stati", afferma ancora in una nota il presidente della Repubblica.
"Parlando domani al Collegio d'Europa di Bruges - si legge nella nota di Napolitano - ribadirò il profondo, convinto attaccamento dell'Italia alla storica conquista dell'Euro e alla causa dell'unità europea. Questo, e nessun altro, è il punto di riferimento e di forza anche per il nostro paese di fronte alla crisi che oggi colpisce finanziariamente e minaccia economicamente l'intero continente". Spiegando che nessuno minaccia o possa avanzare pretese di commissariamento sull'Italia, il Capo dello Stato ha ricordato che l'adesione all'Europa ha comportato "limitazioni alla nostra sovranità in condizioni di parità con gli altri Stati" e che è stato fatto "per costruire un'Europa unita, delegando le istituzioni della Comunità e quindi dell'Unione a parlare a nome dei governi e dei popoli europei".
................continua su ansa.it.....................


http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche ... 38647.html

Avatar utente
kasiacolagrossi
Messaggi: 2454
Iscritto il: 12 dic 2009, 14:28
condivido lo Statuto e il Manifesto:
zona operativa:: Roma e provincia
azioni: volantinaggio in proprio, grafica , costruzione e/o progettazione dei supporti, manovalanza di piazza,
Località: Castel Madama (RM)

Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda kasiacolagrossi » 6 nov 2011, 14:42

http://it.notizie.yahoo.com/berlusconi- ... 00202.html

!
Quanto alle misure anticrisi inserite nel maxiemendamento alla legge di Stabilità, assicura, ''saranno approvate entro fine novembre''. Quindi conferma la richiesta di fiducia sul provvedimento. ''Con l'attuale architettura istituzionale italiana, che è fatta per rendere difficili le decisioni, io credo che il ricorso alla fiducia sia una fatto quasi obbligatorio e quindi continueremo a porre la fiducia. Sul ddl stabilità metteremo la fiducia'', spiega Berlusconi.
''Non siamo preoccupati - continua il presidente del Consiglio accanto al quale, in conferenza stampa, siede il ministro dell'Economia Giulio Tremonti -. Forse abbiamo sbagliato in passato nel ritenere che la nostra economia potesse sostenere facilmente questo debito. Ma richiamati alla necessità di ridurre il debito, ci siamo subito impegnati per il pareggio di bilancio nel 2013, continueremo con decisione in questa direzione. La nostra economia e il sistema bancario sono solidi''.
''Mi sembra che in Italia non ci sia una forte crisi - continua il premier -. La vita in Italia è la vita di un Paese benestante, i consumi non sono diminuiti, per gli aerei si riesce a fatica a prenotare un posto, i ristoranti sono pieni''. Mentre l'impoverimento delle famiglie italiane è ''colpa del cambio lira-euro che è stato fatto da quel governo e che noi da sempre abbiamo ritenuto incongruo e penalizzante per l'Italia''. Il premier ritiene poi che ''sia una moda passeggera il fatto che i mercati si avventano sui titoli del debito'' italiano.


capito mi hai? :roll:
katarzyna edyta colagrossi

mr.spyder
Messaggi: 2435
Iscritto il: 9 ago 2009, 10:14
condivido lo Statuto e il Manifesto:
zona operativa:: palermo - messina
azioni: volantinaggio,donazioni,
organizzazione eventi,sbus,
idee,manovalanza,
condivisione beni e servizi
fra PRIMITivi o volenterosi
a consapevolizzarsi sullla
moneta debito
Località: palermo - messina

Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda mr.spyder » 7 nov 2011, 13:38

!
Crisi: Germania, Italia puo' vendere oro
Provocazione del presidente commissione Europa del Bundestag
07 novembre, 10:43
Il presidente della commissione parlamentare per l'Europa del parlamento tedesco, Gunther Krichbaum, ha prospettato per l'Italia la vendita di parte delle riserve d'oro per abbassare il debito pubblico.

''Attraverso una vendita l'Italia potrebbe, considerato alto valore (dell'oro), ridurre sensibilmente il suo debito'', ha detto in un'intervista al quotidiano Rheinischen Post il politico della Cdu, il partito cristianodemocratico della cancelliera Angela Merkel.

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche ... 00857.html
Antonio Prezia, detto spyder... anche se non è importante chi sei,ma cosa vuoi fare per cambiare il mondo.

mr.spyder
Messaggi: 2435
Iscritto il: 9 ago 2009, 10:14
condivido lo Statuto e il Manifesto:
zona operativa:: palermo - messina
azioni: volantinaggio,donazioni,
organizzazione eventi,sbus,
idee,manovalanza,
condivisione beni e servizi
fra PRIMITivi o volenterosi
a consapevolizzarsi sullla
moneta debito
Località: palermo - messina

Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda mr.spyder » 7 nov 2011, 13:48

sempre dal sito ANSA:
!
crisi: spread btp-bund record
In apertura dei mercati obbligazionari
07 novembre, 08:48
crisi: spread btp-bund record (ANSA) - ROMA, 7 NOV - Decolla lo spread tra il Btp e il bund tedesco all'apertura dei mercati obbligazionari salendo a quota 467 punti base, segnando un nuovo record storico dall'introduzione dell'euro. E anche il rendimento del decennale italiano aggiorna il record schizzando al 6,46%.

!
Bce: sta comprando titoli stato italiani
Francoforte sta acquistando BTp
07 novembre, 10:04
Bce: sta comprando titoli stato italiani (ANSA) - ROMA, 7 NOV - Intervento della Banca Centrale Europea sui titoli di Stato italiani. Francoforte sta infatti acquistando Btp.

!
Crisi: spread btp-bund a 488 punti
Rendimento decennale oscilla al 6,65%
07 novembre, 13:11
Antonio Prezia, detto spyder... anche se non è importante chi sei,ma cosa vuoi fare per cambiare il mondo.

sandropascucci
Messaggi: 12962
Iscritto il: 5 ago 2009, 17:22
condivido lo Statuto e il Manifesto:
zona operativa:: Roma-Lazio-Italia
azioni: articoli, manovalanza di piazza, pagamento quota, volantinaggio in proprio, oratore FdEV, costruzione "cose", scrittura articoli, interventi sul WEB, documentazione burocratica, contatti con altre "entità" (associazioni, enti, strutture..)..
Contatta:

Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda sandropascucci » 7 nov 2011, 13:53

lo come? ora si puo' ??
jack leccastivali diceva di no!?
 - - - 8< - - - 8< - - - 8< - - - 8< - - - 8< - - -
sandropascucci : primit.it signoraggio.com
INTERNET AIUTA A RIVOLUZIONARE IL MONDO COME
TRATTENERE IL RESPIRO AIUTA A PESARE MENO SULLA BILANCIA

mr.spyder
Messaggi: 2435
Iscritto il: 9 ago 2009, 10:14
condivido lo Statuto e il Manifesto:
zona operativa:: palermo - messina
azioni: volantinaggio,donazioni,
organizzazione eventi,sbus,
idee,manovalanza,
condivisione beni e servizi
fra PRIMITivi o volenterosi
a consapevolizzarsi sullla
moneta debito
Località: palermo - messina

Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda mr.spyder » 7 nov 2011, 17:39

!
07 novembre, 16:34
Crisi:tassi Btp record a 5 e 2 anni sul mercato secondario quinquennale al 6,57%
(ANSA) - ROMA, 7 NOV - Insieme al Btp decennale sono sotto tensione anche i tioli di Stato a cinque anni e due anni. Sul mercato secondario l'interesse del Btp quinquennale è a livelli record, attestandosi al 6,57%, mentre il titolo biennale paga un rendimento del 6%.

!
Crisi:Ackerman,Roma metta a posto conti
E' un paese ricco, soluzione a portata di mano
07 novembre, 17:00
(ANSA) - ROMA, 7 NOV - L'attuale presidente di Deutsche Bank, Joseph Ackermann, ha invitato l'Italia a mettere a posto i propri conti. ''L'Italia e' un Paese ricco'', ha detto il banchiere svizzero ieri sera in un'intervista al canale televisivo pubblico Ard, che ha la soluzione dei propri problemi a portata di mano. Ackermann ha poi messo in guardia da un'eventuale uscita della Grecia dell'euro: ''E' una possibilita' cui non si dovrebbe affatto pensare. Avrebbe conseguenze drammatiche''.

la soluzione è a portata di mano,MA DI CHI E' QUESTA MANO???....DI IGB FORSE...

!
07 novembre, 17:06
(ANSA) - ROMA, 7 NOV - I credit-default swap sull'Italia, i contratti derivati con cui ci si protegge dal rischio default, sono in rialzo a 517 punti sulla piattaforma Cma. Lo riferisce Bloomberg.
Antonio Prezia, detto spyder... anche se non è importante chi sei,ma cosa vuoi fare per cambiare il mondo.

Avatar utente
kasiacolagrossi
Messaggi: 2454
Iscritto il: 12 dic 2009, 14:28
condivido lo Statuto e il Manifesto:
zona operativa:: Roma e provincia
azioni: volantinaggio in proprio, grafica , costruzione e/o progettazione dei supporti, manovalanza di piazza,
Località: Castel Madama (RM)

Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda kasiacolagrossi » 7 nov 2011, 21:07

katarzyna edyta colagrossi

Avatar utente
lillifata
Messaggi: 623
Iscritto il: 21 ago 2009, 9:09
condivido lo Statuto e il Manifesto:
zona operativa:: Sicilia
azioni: manovalanza di piazza, volantinaggio in proprio, costruzione cose.
Località: Caltagirone CT

Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda lillifata » 9 nov 2011, 7:48

http://informarexresistere.fr/2011/11/0 ... z1dBiSXumP


!
Il Venezuela, una lezione per l’occidente in crisi

Dal 14 febbraio 2011 il Venezuela è ufficialmente il paese con la maggiore riserva petrolifera accertata del mondo, con 296,5 miliardi di barili. Quel giorno sono stati pubblicati nella Gazzetta Ufficiale del Venezuela, (n. 39.615) i risultati delle indagini condotti, per anni, da un gruppo di società internazionali chiamate ad accertare le effettive riserve petrolifere del Venezuela.
Il Venezuela, un paese ricco di risorse
Di Attilio Folliero
http://attiliofolliero.wordpress.com

Per decenni le grandi multinazionali del petrolio, dell’oro e degli altri settori hanno operato in Venezuela come se le risorse fossero di loro proprietà, pagando allo stato cifre irrisorie. Tutto ciò è stato possibile perchè i governi di turno che si sono succeduti in Venezuela fin dall’inizio del XX secolo, con poche eccezioni, erano dei burattini nelle mani delle stesse multinazionali, ovvero governi imposti dalle stesse multinazionali; questi governi in cambio del potere, che esercitavano spesso in maniera dittatoriale riservavano alle multinazionali il diritto di sfruttamento delle risorse del paese.
Questi governi, quando non erano delle dittature, ma assumevano la parvenza di una democracia, come nel caso del quarantennio della IV Republica (1961-1998) erano nei fatti delle dittature ed agivano indisturbati come spietate dittature, in cui era presente ogni sorta di violazione umana (stragi, persecuzioni, sparizioni, torture, arresti indiscriminati ed assassinato degli avversari politci erano all’ordine del giorno) grazie all’appoggio che ricevevano dagli Stati Uniti e dalle altre potenze interessate alle risorse del Venezuela.
I pochi governi, le eccezioni di cui sopra, che hanno cercato di ribellarsi a questo stato di fatto sono stati immediatamente fatti fuori; è il caso di Cipriano Castro vittima di un colpo di stato da parte di Juan Vicente Gomez o Carlos Delgado Chalbaud, ucciso dopo aver preso il potere mediante un colpo di stato.

Ovviamente, mentre le grandi multinazionali e le oligarchie che dirigevano il paese si arricchivano, la maggioranza del popolo si impoveriva.
Negli ultimi decenni del XX secolo le grandi multinazionali non contente di poter sfruttare le risorse del Venezuela, pagando percentuali irrisorie (dell’ordine dell’1%) aspirano al pieno possesso.
La storia del Venezuela ed in generale dell’America Latina, può essere vista come uno specchio di quello che sta per accadere in Grecia, in Italia, in Europa. Tutto quello che è successo in Venezuela si sta replicando in Europa; l’unica cosa che potrà cambiare sarà l’intensità con cui si daranno gli avvenimenti. Di qui l’enorme importanza di conoscere la storia e gli avvenimenti del Venezuela, tra i quali spicca la questione dell’oro venezuelano.

Comprendere Il debito pubblico

Le grandi multinazionali come avrebbero mai potuto impossessarsi non solo di fatto, ma anche legalmente delle grandi risorse del Venezuela? Semplice: attraverso il processo di privatizzazione. Pe poter procedere alla privatizazione delle risorse del paese e delle grandi imprese statali era però necesario trovare una scusa. E la scusa arriva dalla presenza di un enorme debito pubblico.
Il debito pubblico non è qualcosa che nasce spontaneo, ma si crea a proposito. Invitiamo a tal fine a leggere il capitolo XXIV de “Il capitale” di Carlo Marx.
Una volta creato il debito pubblico e diventato talmente alto, praticamente impagabile, il governo del paese altamente indebitato deve procedere alla vendita delle risorse del paese o meglio svenderle obbligatoriamente a prezzi stracciati (de galina flaca, per dirla alla venezuelana).
Il debito pubblico ha una duplice funzione al servizio del capitale. In Italia, ad esempio, nessun privato, neppure il più ricco e potente, avrebbe mai potuto creare la capillare infrastruttura ferroviaria di migliaia di chilometri che caratterizza le Ferrovie dello Stato, o l’infrastruttura telefonica della Telecom, due grandi imprese che in mano privata possono assicurare profitti enormi. Ci riesce lo stato, proprio grazie alla possibilità di creare debito pubblico, quindi costruendo queste grandi imprese attraendo i capitali necessari.

Una volta costruite queste grandi imprese, il privato riesce ad impossessarsene attraverso due stratagemmi: da un lato si affida la gestione di queste grandi imprese a “manager di fiducia del grande capitale” che portano queste imprese al bordo del fallimento, facendole apparire come imprese che non danno alcun utile allo stato e che sarebbe meglio liberarsene; insomma si creano “carrozzoni” come l’IRI, in Italia o la PDVSA e la CANTV durante la IV Repubblica in Venezuela.
Per creare carrozzoni, imprese che danno solo perdite non è difficile, essendo sufficiente, ad esempio, aumentare spropositatamente il numero degli addetti; in questo modo i gestori, nominati dai politici di turno, con l’assunzione indiscriminata, oltre a creare clienterismo político che pemette di conservarli nel potere (dato che gli assunti li appoggeranno nelle future elezioni), contribuiscono a creare imprese perennemente in perdita, i cui bilanci annualmente vengono ripianati dallo stato, contribuendo anche ad aumentare il debito pubblico; dall’altro lato la classe politica al potere fa di tutto per far crescere il debito pubblico.

Una volta che il debito pubblico ha raggiunto livelli tali, in cui i soli interessi sul debito assorbono gran parte del bilancio, lo stato è costretto a vendere i propri beni, o meglio a svendere i propri “carrozzoni”, che apparendo appunto come imprese che non danno utili debbono necessariamente essere vendute a prezzi decisamente inferiori.
Questa storia, che si è compiuta pienamente in America Latina e in Venezuela si sta ripetendo in Europa.

La stagione delle privatizzazioni in Venezuela, in Italia e in Europa
Il Venezuela paese ricco di risorse – come abbiamo visto – grazie all’azione dei politici di turno, è costretto ad indebitarsi con il Fondo Monetario Internazionale ed è spinto a farlo precisamente per poter avere la scusa per procedere alle privatizzazioni, ovvero procedere alla svendita delle grandi imprese dello stato, tra le quali la più importante è PDVSA, la statale petrolífera.
Da un lato, dunque, i politici al governo in Venezuela indebitano il paese, dall’altro lato i gestori delle imprese pubbliche, nominati dalla stessa oligarchia che gestisce il paese, si incaricano di farle apparire come dei “carrozzoni” di cui è meglio liberrasi. Una volta che il debito ha raggiunto livelli impagabili, i governi di turno procedono alla privatizzazione delle grandi imprese come la CANTV, SIDOR, VIASA ed altre importanti imprese pubbliche venezuelane; ovviamente si avvia anche il processo di privatizzazione di PDVSA, la più importante di tutte.
Fin qua, la storia italiana procede sostanzialmente come quella che ha vissuto il Venezuela. In Italia si è già superata la fase della creazione artificiale del debito pubblico, quindi si sta procedendo alla svendita degli attivi. Lo stato italiano possiede grandi imprese o quote sostanziali di imprese già privatizzate: ENI, ENEL, Finmeccanica, Ferrovie, Poste, imprese municipalizzate dell’acqua, dell’energia, dei rifuti, dei trasporti; tutte imprese molto appettibili dal grande capitale internazionale. A queste ricchezze si aggiunge un’altra, che noi abbiamo indicato come il vero obiettivo primario dell’attacco all’Italia (1), ovvero il suo oro. L’Italia ha riserve auree per 2.451,80 tonnellate ed è il paese con la terza maggior reserva riserva di oro al mondo, dopo USA e Germania.

I governi che si alterneranno adesso in Italia, con la scusa della necessità di far fronte all’ingente debito pubblico, procederanno alla svendita di tutti gli attivi del paese. Lo stesso sta succedendo in molti paesi dell’Unione Europea, dalla Grecia, alla Spagna, al Portogallo, a Cipro, all’Irlanda.

Bisogna aggiungere che la crescita del debito pubblico è stata voluta anche dalla Unione Europea e dal Banco Centrale Europeo (BCE); a capo delle istituzioni europee si sono alternati i rappresentanti del grande capitale internazionale; ad esempio, alla testa del BCE è stato recentemente nominato proprio l’italiano Mario Draghi, uomo Goldman Sachs, già a capo della Banca d’Italia e principale artefice, assieme a Romano Prodi, Giuliano Amato e Carlo Azeglio Ciampi della prima ondata di privatizzazioni in Italia.
L’Unione Europea avendo imposto non la regola del pareggio del bilancio, ma la possibilità di sforare del 3% all’anno, ha creato i presupposti per l’aumento del debito pubblico; infatti in dieci anni, gli Stati nella più ottimistica delle ipotesi hanno accumulato debiti equivalenti al 30%. Inoltre, molti stati non avendo ritenuto tale regola come tassativa sono andati anche oltre: l’Italia, in alcuni anni, ha sforato il 5%, la Grecia il 10% ed oltre. Ovviamente le istituzioni europee non potevano non sapere, ma questo importava poco, perchè in fin dei conti lo scopo era l’indebitamento dei paesi.

Quali saranno le conseguenze?
Le conseguenze le possiamo vedere studiando la storia dell’America Latina ed in particolare del Venezuela.
Una volta ottenuti i prestiti, il Venezuela è stato costretto ad applicare una rigida ricetta imposta dai creditori, ovvero dal FMI. La ricetta oltre alla privatizzazione delle imprese statali, prevedeva forti tagli alla spesa pubblica, incremento delle tasse e di tutte le imposte, liberalizzazione ed incremento delle tariffe dei servizi pubblici, anche di quelli esssenziali, incremento dell’età pensionabile, licenziamento e riduzione del pubblico impiego, riduzione di salari e pensioni. La riduzione dei salari e delle pensioni arrivò ad essere dell’80%/90%. In realtà l’operazione fu molto più subdola che il semplice taglio netto, dato che si decise per il blocco degli stipendi e delle pensioni; quando una società è altamente inflazionata, come quella venezuelana, con tassi annui fra l’80% ed il 100%, bloccare i salari per vari anni di seguito ha determinato di fatto una svalutazione dei salari e delle pensioni fino al 90%.
Le conseguenze sul piano sociale della ricetta del Fondo Monetario Internazionale sono sotto gli occhi di tutti e basta appunto analizzare la storia dell’America Latina, dall’Argentina, alla Bolivia, all’Ecuador, al Venezuela, senza dimenticare il Brasile e tutti gli altri paesi del continente americano. In ognuno, le conseguenze sono state le stesse, anche se l’intensità è stata differente: la maggioranza della popolazione cade nella miseria ed inevitabilemente esplode; le esplosioni sociali portano alla repressione, ovviamente.

In Venezuela l’esplosione sociale arriva il 27 febbraio del 1989, quando la miseria e la fame in cui era precipitata la maggioranza della popolazione costringono, tra l’altro, all’assalto dei negozi per poter mangiare. La reazione del potere fu brutale, disumana: la repressione condotta dalla polizia e dall’esercito, il cui Ministro della Difesa, di origine italiana, Italo del Valle Alliegri, solo in questi ultimi mesi è stato inciminato per violazione dei diritti umani, in due giorni provoca migliaia di morti; il numero non è mai stato accertato.

In questi mesi di crisi, stiamo assistendo all’applicazione della stessa ricetta in Grecia e negli altri stati europei, Italia compresa. Queste misure condurranno inevitabilmente all’impoverimento di grosse fasce della popolazione e conseguentemente alle esplosioni sociali ed alla inevitabile repressione.
Trattandosi di popoli, gli europei, che hanno conosciuto un altro livello di vita, è pensabile che difficilmente accetteranno di tornare alla miseria di un tempo e quindi esploderanno in una maniera ancora più virulenta e pensiamo che la situazione possa sfociare in dittatura; dato che la repressione non si addice alla democrazia, la necessità di apllicare una forte repressione potrebbe costringere i detentori del potere ad imboccare la strade della dittatura.

La cessione dell’oro ed il fallimento del settore finanziario in Venezuela

A questo punto è necessario parlare di una vicenda molto particolare che ha riguardato il Venezuela e che accomuna ancora di più la attuale situazione italiana al paese caraibico. Abbiamo visto che l’Italia possiede una enorme quantità di oro, sotto forma di riserva internazionale, ben 2.451,80 tonnellate. Tra i grandi furti subiti dal Venezuela, ai tempi della IV Repubblica, vi fu proprio quello dell’oro.
L’azione di indebitamento del paese, in Venezuela fu portata avanti dai governi di Jaime Lusichi (1984-1989) e di Carlos Andres Perez (1989-1993), i quali non solo indebitarono il paese con il Fondo Monetario Internazionale, ma impegnarono anche tutto l’oro dello stato; infatti, per poter ottenere i prestiti, non solod ebbono applicare una rigida ricetta, ma sono anche costretti a dare in garanzia 211 tonnellate di oro. Questa enorme quantità di oro, consegnata a garanzia dei prestiti, viene inviata e conservata in banche di differenti paesi del mondo: il 59,9% in Svizzera, il 17,9% in Inghilterra, l’11,3% negli Stati Uniti, il 6,4% in Francia; il resto in altri paesi.

Anche in Italia, esattamente come nella Venezuela degli anni ottanta e novanta, c’è chi parla della necessità di impegnare l’oro (nota 1).
Come abbiamo visto la politica neoliberale dei governi venezuelani conduce all’indebitamento, quindi alle privatizzazioni, alla diffusione della miseria, alle esplosioni sociali ed alla conseguente repressione. La situazione economica del Venezuela, dopo la brutale repressione del 27 febbraio 1989, continua a peggiorare, fino alla crisi del settore finanziario. Il fallimento di oltre la metà delle istituzioni finanziarie del paese (banche, assicurazioni e finanziarie in genere) ariva nel 1994. E’ questo un altro elemento di profonda similitudine con la attuale crisi europea ed italiana.

Oggi, la maggior parte delle imprese del settore finanziario italiano (banche e assicurazioni) è in profonda crisi ed al bordo del fallimento, con un svalutazione enorme rispetto al 09/10/2007 e con un forte indebitamento.

Nella tabella riportiamo i dati delle principali istituzioni finanziarie italiane e di alcune europee e statunitensi. Si nota la forte svalutazione di molte imprese (per alcune superiore al 90%) ed il forte indebitamento. La situazione non è molto differente per le multinazionali europee e statunitensi prese in considerazione.
(Cliccare sull’immagine per ingrandire)
La crisi del Venezuela e la rivoluzione pacifica di Hugo Chávez
La forte crisi del Venezuela, con il pacchettazzo neoliberale, le principali imprese privatizzate e l’impresa petrolífera al bordo del fallimento ed in via di privatizazione, sfocia dunque nella rivolta popolare del 27 febbraio 1989 che prende il nome di Caracazo, repressa dai militari. Il malcontento, però serpeggia anche tra le forze militari, che finisce per trasformarsi in aperta ribellione contro il governo dalla facciata democratica, ma profundamente dittatoriale nei fatti.
Il 4 di febbraio del 1992 gruppi di militari al comando di Hugo Chávez si ribellano, tentando di spodestare il “tiranno” Carlos Andres Perez. La ribellione fallisce ed i militari ribelli finiscono in carcere.
Hugo Chávez, però, entra a pieno titolo nelle simpatie del popolo, essendo la prima volta che un militare agisce in favore dei poveri e cerca di rovesciare il governo per vendicare la repressione del 27 febbraio (Caracazo). Una frase in particolare, pronunciata da Chávez mentre è portato in carcere e trasmessa da tutte le televisioni venezuelane, lo rende famoso e popolare: “Il nostro tentativo non è riuscito, per adesso … “; una frase che arriva al popolo come segnale di speranza per il futuro. Por ahora, per adesso è andata cosi, per adesso abbiamo fallito, ma ci saranno altre opportunità. Automaticamente nell’immaginario collettivo, Hugo Chávez diventa il punto di riferimento per futuri cambiamenti e la speranza di un intero popolo.

Il 27 di novembre dello stesso anno si ha una nuova ribellione militare; anche questa non ottiene il successo ed i militari finiscono in carcere.

Le ribellioni del popolo e dei militari, anche se falliscono, stanno a indicare che la crisi del Venezuela è destinata a sfociare in una rivoluzione.
La crisi economica dopo aver travolto anche il sistema bancario, che – come abbiamo visto – porta al fallimento di oltre la metà delle imrpese del settore, finisce per travolgere l’intero sistema político.
Hugo Chávez, dopo aver passato due anni di carcere viene indultato dal neo presidente, Rafael Caldera, che in pratica è stato eletto in virtù della sua promessa elettorale di liberare i militari ribelli. Mantiene la promessa, Chavez esce dal carcere fonda un movimento político ed alla successiva elezione, nel 1998, si presenta come candidato con un programa totalmente rivoluzionario. Viene eletto ed inizia quel proceso di trasformazione della società che porterà il Venezuela lontano dal neoliberismo ed alla rinazionalizzazione di tutte le imprese strategiche precedentemente privatizzate (banche, telefonía, imprese minerarie); ovviamente la principale impresa del paese, la statale PDVSA, che durante la IV Repubblica non dava utili e stava per essere privatizzata si riprende e comincia a fornire grandi utili al paese.

Tra le varie azioni portate in porto dal governo di Hugo Chávez è quella di aver pagato tutti i debiti del paese, chiudendo definitivamente con il Fondo Monetario Internazionale. Rimane aperto ancora un contenzioso con le grandi banche internazionali. Il governo ha ormai pagato tutti i debiti, ma le 211 tonnellate di oro date in garanzia al FMI, sono ancora in mano ai banchieri internazionali. Pertanto, recentemente il governo ha chiesto alle banche presso cui è custodito l’oro venezuelano di restituirlo.

L’oro è un prodotto altamente strategico e con il possibile fallimento dell’Euro ed il possibile tracollo del dollaro, l’oro avrà un ruolo sempre più importante. In virtù della crescente importanza che assumerà l’oro, il governo venezuela ad agosto ha annunciato anche la nazionalizzazione di tutte le attività connesse all’estrazione dell’oro. Dicevamo all’inizio di questo nostro lavoro, che il Venezuela è un paese ricco di risorse, tra le quali appunto, abbonda l’oro.

Il Venezuela, oggi non è tra i grandi produttori di oro, ruolo che vede al primo posto la Cina seguita dal Sudafrica, eppure è uno dei paesi con la maggiore presenza di questo minerale; è sufficiente considerare che in Venezuela si trova una delle miniere d’oro più grandi del mondo: “Las Cristinas” con riserve d’oro stimate per oltre 500 tonnellate.
Fino ad ora, le attività connesse all’estrazione dell’oro erano affidate in concessione ai privati, in particolare alle grandi multinazionali del settore. In base alle attuali leggi, le multinazionali erano obbligate a vendere al Banco Centrale del Venezuela la metà dell’oro estratto, mentre l’altra metà rimaneva proprietà dell’impresa esrattrice.

Il Governo, ritenendo che l’oro assumerà un ruolo strategico crescente ha deciso di nazionalizzare anche le attività di estrazione e gestirle direttamente al fine di poter conservare tutto l’oro estratto.
In Italia, invece i rappresentati del partito che molto presto subentrerà all’attuale moribondo governo di Silvio Berlusconi, pensano – come annunciano pubblicamente in una lettera al Sole24Ore – di utilizzare le ingenti riserve aurifere italiane come garanzia per ottenere europrestiti, ossia pensano di continuare ad attuare fedelmente il programma intrapreso dai governi della IV repubblica in Venezuela.

E’ evidente che la storica lezione dell’America Latina ed in particolare del Venezuela, non ha insegnato assolutamente niente ai politici italiani ed europei. Inevitabilmente, la strada intrapresa dall’Europa e dai suoi politici, tutti burattini al servicio del grande capitale, esattamente come era in Venezuela, condurrà alla miseria degli europei ed alla inevitabile esplosione sociale, con la inevitabile repressione; le esplosioni sociali potrebbero convincere – e lo ripetiamo – i detentori del potere ad intraprendere la strada della dittatura.

In conclusione, la lezione del Venezuela ci insegna che le attuali politiche neoliberali condurranno alla miseria ed alle esplosioni sociali; quello che non possiamo prevedere è se la reazione del popolo sfocerà in una rivoluzione, in un grande cambiamento, o porterà ad una feroce dittatura.

http://www.vocidallastrada.com/2011/11/ ... dente.html



Tratto da: Il Venezuela, una lezione per l’occidente in crisi | Informare per Resistere http://informarexresistere.fr/2011/11/0 ... z1dBjTcnvD
- Nel tempo dell'inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario!
liliana sgarlata

mr.spyder
Messaggi: 2435
Iscritto il: 9 ago 2009, 10:14
condivido lo Statuto e il Manifesto:
zona operativa:: palermo - messina
azioni: volantinaggio,donazioni,
organizzazione eventi,sbus,
idee,manovalanza,
condivisione beni e servizi
fra PRIMITivi o volenterosi
a consapevolizzarsi sullla
moneta debito
Località: palermo - messina

Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda mr.spyder » 9 nov 2011, 12:53

link originale del post riportato sopra qui: http://attiliofolliero.wordpress.com/20 ... -in-crisi/
ps:facciamo attenzione a queste cose please...
Antonio Prezia, detto spyder... anche se non è importante chi sei,ma cosa vuoi fare per cambiare il mondo.

sandropascucci
Messaggi: 12962
Iscritto il: 5 ago 2009, 17:22
condivido lo Statuto e il Manifesto:
zona operativa:: Roma-Lazio-Italia
azioni: articoli, manovalanza di piazza, pagamento quota, volantinaggio in proprio, oratore FdEV, costruzione "cose", scrittura articoli, interventi sul WEB, documentazione burocratica, contatti con altre "entità" (associazioni, enti, strutture..)..
Contatta:

Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda sandropascucci » 9 nov 2011, 17:14

parla uno che linka sandi..
 - - - 8< - - - 8< - - - 8< - - - 8< - - - 8< - - -
sandropascucci : primit.it signoraggio.com
INTERNET AIUTA A RIVOLUZIONARE IL MONDO COME
TRATTENERE IL RESPIRO AIUTA A PESARE MENO SULLA BILANCIA

mr.spyder
Messaggi: 2435
Iscritto il: 9 ago 2009, 10:14
condivido lo Statuto e il Manifesto:
zona operativa:: palermo - messina
azioni: volantinaggio,donazioni,
organizzazione eventi,sbus,
idee,manovalanza,
condivisione beni e servizi
fra PRIMITivi o volenterosi
a consapevolizzarsi sullla
moneta debito
Località: palermo - messina

Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda mr.spyder » 9 nov 2011, 18:37

sandropascucci ha scritto:parla uno che linka sandi..

anche io (ora) mi sto chiedendo perché l'ho linkato...sto ancora cercando una risposta....
era nella sezione "tanto per ridere"....
probabilmente volevo linkare altro ma devo aver scazzato coi vari ctrl+c /ctrl+v (anche perché non vedo cosa ci fosse da ridere in quel thread,ma qualche cazzata da quel sito la rimedi sempre...infatti ho modificato il post.
chiedo scusa :oops:
Antonio Prezia, detto spyder... anche se non è importante chi sei,ma cosa vuoi fare per cambiare il mondo.

mulodetrieste
Messaggi: 143
Iscritto il: 9 ott 2009, 15:46
condivido lo Statuto e il Manifesto:
zona operativa:: Trieste
azioni: manovalanza di piazza, volantinaggio in proprio, pagamento quota
Località: Trieste

Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda mulodetrieste » 10 nov 2011, 11:37

""...cosa pensi sia meglio prelevare i soldi dal conto corrente??, i programmi TV, i giornali, non fanno altro che dire che bisogna pagare, sacrificare...""
questa è la domanda che ho ricevuto oggi da un amico...

l'arietta sta aumentando..???
Non fa parte delle attribuzioni e delle responsabilità di un giornale
dare le garanzie che tutto ciò che viene pubblicato non serva un
qualche interesse.... Edward L. Bernays


Uroš Tul

mr.spyder
Messaggi: 2435
Iscritto il: 9 ago 2009, 10:14
condivido lo Statuto e il Manifesto:
zona operativa:: palermo - messina
azioni: volantinaggio,donazioni,
organizzazione eventi,sbus,
idee,manovalanza,
condivisione beni e servizi
fra PRIMITivi o volenterosi
a consapevolizzarsi sullla
moneta debito
Località: palermo - messina

Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda mr.spyder » 10 nov 2011, 19:56

...dagli stessi che hanno ricostruito l'elenco dei soci di bankitalia:
http://www.famigliacristiana.it/informa ... 10729.aspx
(neretto mio)
!
E il Colle scelse Super Mario
Il presidente Napolitano spariglia tutti i giochi nominando senatore Mario Monti. La biografia di un economista che ha il prestigio per placare i mercati.
09/11/2011

Mario Monti ha titoli accademici e meriti in sovrabbondanza per essere nominato dal Capo dello Stato senatore a vita. Ma è chiaro che la decisione a sorpresa del presidente Napolitano, che sconvolge la scena in una giornata di per sé già molto convulsa e, è dettata da motivazioni che vanno ben oltre l’onore del laticlavio.

Con una procedura d’urgenza inedita nella storia della Prima e della Seconda Repubblica, il Colle ha messo il sigillo sul suo candidato alla presidenza del Consiglio dopo l’abbandono di Berlusconi. Un segnale forte, inequivocabile, una prova di forza inconsueta, che rompe gli schemi, adottata con gli strumenti che gli sono concessi dalla Costituzione. In un momento cruciale per il Paese, nella bufera della speculazione finanziaria, con lo spread ai massimi.

Il nome di Monti circola da settimane. Sarà quasi certamente lui l’uomo designato dal Presidente per gestire l’emergenza economica. Una mossa, quella del Colle, che prende in contropiede Berlusconi e parte della Lega, contrari a un Governo tecnico o di larghe intese e convinti di andare ad elezioni. Giocata proprio al Senato, una delle due camere in cui Berlusconi e la Lega si sentono più forti.

Dire Mario Monti significa dire euro. Nato il 19 marzo del 1943 a Varese, dal 1995 al 1999 è stato membro della Commissione Europea, responsabile di mercato interno, servizi finanziari e integrazione finanziaria, dogane e questioni fiscali. Poi è divenuto commissario alla concorrenza, guadagnandosi il titolo di “Super Mario”.E’ un economista di rango ed è stato per lungo tempo rettore della Bocconi. Come editorialista del Corriere della sera ha difeso più volte, attraverso articoli scritti con un prosa cesariana, la moneta unica. Sua la metafora riferita a un “podestà straniero” che rischia di dettare le regole al governo italiano.

Monti ha tutte le carte in regola per rassicurare i mercati e sconfiggere il leviatano della speculazione, liberandoci dal podestà. Il Centrosinistra ha plaudito alla mossa del Colle. Ora non resta che verificare la rilevanza dello smottamento già in atto dal Pdl verso un governo di salute pubblica guidato dall’economista varesino. Sotto l’egida di Napolitano.


quindi stiamo tranquilli?!...siamo a posto?...ci pensa super mario...
Antonio Prezia, detto spyder... anche se non è importante chi sei,ma cosa vuoi fare per cambiare il mondo.

Avatar utente
lillifata
Messaggi: 623
Iscritto il: 21 ago 2009, 9:09
condivido lo Statuto e il Manifesto:
zona operativa:: Sicilia
azioni: manovalanza di piazza, volantinaggio in proprio, costruzione cose.
Località: Caltagirone CT

Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda lillifata » 14 nov 2011, 19:15

http://sollevazione.blogspot.com/2011/1 ... fault.html

!
IL DEFAULT

E' un disastro ma è il male minore

di Guido Viale*

Di quale crescita parliamo? Di rilanciare la produzione di suv, lavatrici e navi da guerra, o di tav, mose e ponti? Le ricette che hanno ucciso la Grecia ci preciterebbero nel baratro. Una polemica con Felice Roberto Pizzuti «Un default azzererebbe il risparmio che i singoli cittadini/lavoratori, direttamente o indirettamente, hanno affidato allo stato, anche a fini pensionistici (...). Riguarderebbe anche le istituzioni del welfare, cioè il sistema pensionistico obbligatorio, gli ammortizzatori sociali e l'assistenza, il sistema sanitario nazionale, l'istruzione (...). Si estenderebbe alle banche e sarebbero colpiti anche i singoli correntisti (...). Priverebbe il sistema produttivo non solo del risparmio nazionale, ma anche del suo sistema bancario, con l'effetto di estendere la crisi all'economia reale (occupazione, consumi, prestazioni sociali, ecc) (...). Genererebbe seri rischi di altri fallimenti a catena nell'economia europea e mondiale. L'euro e la stessa Unione europea avrebbero molte difficoltà a sopravvivere (...). Bisognerebbe mettere in conto inevitabili reazioni, rivalse e un grave deterioramento delle relazioni internazionali (...). Sarebbe poi pressoché impossibile praticare politiche autonome che privilegiassero obiettivi sociali e ambientali».

Queste frasi, estratte da un articolo di Felice Roberto Pizzuti sul manifesto del 4 novembre, vorrebbero scongiurare il rischio di un default; e persino diffidare dal parlarne troppo, per paura che l'idea si diffonda per contagio. L'autore non sembra rendersi conto che quello che prospetta come conseguenza di una scelta politica per lui da evitare (blocco del welfare, paralisi di scuola e sanità, contrazione del circuito economico, disoccupazione, isolamento internazionale, azzeramento delle politiche ambientali, ecc.) non è molto diverso da quello che succede in Grecia con le misure imposte dalla cosiddetta troika. O dalla strada che l'Italia è destinata a percorrere se darà attuazione alle prescrizioni di Draghi e Trichet. Tutti sanno che la Grecia non si risolleverà per anni dallo stato di prostrazione economica e civile a cui la condannano quelle misure: la aspetta come minimo un «ventennio perso», come quello che il Fmi aveva imposto ai paesi dell'America latina alla fine del secolo scorso - e dal quale si sono risollevati solo quando ne hanno rigettato le prescrizioni. Che l'Italia abbia molto da imparare da quelle vicende è comprovato dalla loro somiglianze con la nostra situazione: ci accomunano la «tutela» del Fmi, una politica deflazionistica e la corsa alla privatizzazione, cioè all'esproprio per «conto terzi», dei servizi pubblici e dei beni comuni: misure da cui non è mai nato alcuno «sviluppo»; ma ci accomunano anche altri indicatori da «Terzo mondo»: la concentrazione della ricchezza nelle mani di pochi - e soprattutto di grandi multinazionali basate all'estero - il dilagare dalle corruzione; una classe dirigente priva di autonomia e di orgoglio; il controllo, il servilismo e l'ipocrisia di tutti, o quasi, i mezzi di informazione; le fughe dei capitali (protetti dagli scudi fiscali); un'espansione urbana incontrollata; il degrado del territorio e persino la sua militarizzazione per imporre alla popolazione qualche grande opera devastante (invece della cura dei territori con mille piccole opere gestite da chi vi ha un interesse diretto).

Quando il governo che succederà a Berlusconi avrà fatto l'inventario, se mai avrà il coraggio e la capacità di farlo, di questi 17 anni della sua egemonia - esercitata sia dal governo che dall'opposizione - si troverà di fronte un deserto: uno «spirito civico» devastato in tutti i gangli dell'apparato istituzionale e in tutte le strutture imprenditoriali (corruzione ed evasione fiscale hanno ben lavorato...); un razzismo di stato ormai consolidato, che rende improbo ricreare le condizioni di una convivenza civile; scuola, università e ricerca alle corde; un tessuto industriale ridotto ai minimi termini da chiusure, delocalizzazioni, lavoro nero; tre dei maggiori gruppi industriali (Fiat, Finmeccanica e Fincantieri) in via di smantellamento, e impegnati a «recuperare» produttività con licenziamenti, chiusure e ritmi di lavoro insostenibili; le maggiori catene distributive in mani estere, a fare acquisti lontano dai produttori italiani; un'agricoltura che non esiste più; e pochi settori che ancora esportano, ma ormai incapaci di fare da traino al sistema. Che cosa significa «crescita» in queste condizioni? E di che crescita si parla? Tornare a produrre tante automobili Fiat (suv, soprattutto), portando via quote di mercato a Volkswagen? O tanti elettrodomestici Merloni a spese di Elettrolux? O tante navi da guerra, missili e carri armati in Fincantieri e Finmeccanica? O tante arance commercializzate da mafia e 'ndrangheta? O tanti visitatori stranieri nei nostri musei chiusi e dissestati o nei nostri alberghi formato rapina? O tanti Tav e Ponti e Mose da affidare in concessione, sacrificando la salvaguardia del territorio? O tanti palazzi, e uffici, e condomìni formato Ligresti sui terreni che l'expo avrà «liberato» dall'agricoltura? E può esserci una «crescita» dell'economia italiana, e tale da rimettere in sesto i conti, in un contesto in cui tutti i paesi dell'Occidente, e in parte anche quelli emergenti, prevedono un rallentamento, una stasi o un arretramento della loro? E perché chi continua a vedere nel ritorno alla crescita «la soluzione» non affronta mai queste questioni? Che sono in realtà quelle di una radicale conversione ecologica dell'apparato produttivo, degli stili di vita, della cultura.

È il pensiero unico, la fiducia nei «mercati», la convinzione che «non c'è alternativa», a spingere tutti a pensare che, una volta rimesso in moto il motore (con il taglio della spesa, delle pensioni, dei salari, dell'occupazione, dei servizi pubblici, della ricerca, dell'istruzione e, magari, con qualche miliardo da iniettare in un piano, possibilmente europeo, di «Grandi opere») il mercato, anzi, «i mercati», ci faranno ritrovare la strada della crescita. E a esentare tutti, quindi, dal pensare che cosa occorra veramente per promuovere, stabilizzare e qualificare l'occupazione, salvare il tessuto industriale, le professionalità e le competenze ancora esistenti, restituire fertilità ai suoli e sostenibilità all'assetto idrogeologico; contribuire a salvare il pianeta Terra dagli imminenti sconvolgimenti climatici. La crisi finanziaria ha distolto le menti da questi problemi - soprattutto dall'ultimo, che è il più grande e urgente: non solo in Italia ma in tutto il mondo che fa della crescita il suo feticcio: tanto che a Durban, dove sta per aprirsi la Cop 17, ultima occasione per prendere impegni contro il riscaldamento della Terra, non si concluderà, per l'ennesima volta, niente. Perché il problema, ora, è evitare il default. Ma che cosa significa?

La Grecia è in default conclamato: in base ai criteri delle agenzie di rating, il dimezzamento - o anche solo la riduzione del 20 per cento - del valore dei suoi bond configura un default. Ma nessuno lo dice, altrimenti le banche, soprattutto statunitensi, che hanno emesso Cds (cioè assicurazioni senza copertura) sul debito greco dovrebbero mettere mano al portafoglio. E neanche chi avrebbe titolo al rimborso si fa avanti: verosimilmente per paura che venga scoperchiata la pentola dei debiti insolubili che bollono nella finanza europea e mondiale. Perché a essere ben instradate sulla via di un default non sono solo Grecia, Italia, o gli altri Pigs; è tutto il sistema finanziario mondiale a ritrovarsi di nuovo sull'orlo di un baratro, in una catena che stringe indissolubilmente banche e stati, stati e banche. E allora, perché dovremmo «impiccarci» per rimandare un disastro che riguarda tutti?

Certo un default non si può affrontare a cuor leggero: parlare di «diritto al default» è come invocare un «diritto al disastro». Perché un default è un disastro. Ma imboccare quella strada potrebbe evitare disastri maggiori (come aprire una chiusa e allagare un territorio per evitare danni molto più gravi a valle); soprattutto se si cerca di farlo per via negoziale. C'è un punto di forza nel fatto che un default italiano incontrollato «genererebbe - come scrive Pizzuti - seri rischi di altri fallimenti a catena nell'economia europea e mondiale. L'euro e la stessa Unione europea avrebbero molte difficoltà a sopravvivere». D'altra parte, si può cercare di dosare il danno. Le soluzioni oggetto di un negoziato sono tante; e non tutte si escludono tra loro: moratoria sul pagamento degli interessi, prolungamento delle scadenze del rimborso; dimezzamento del valore dei bond (come in Grecia; ma prima di imboccare la strada senza ritorno di Papandreou); azzeramento del debito con franchigia fino a una soglia data - come per i conti correnti delle banche fallite - riduzione selettiva per tipologia di creditore; sterilizzazione di una quota di debito di tutti i paesi dell'eurozona con i fatidici eurobond (ma senza finanziarli con nuovo debito; bisogna cominciare a sgonfiare la bolla della finanza mondiale); ecc.

Tutto è meglio della deriva di rimpiazzare Berlusconi per portare a termine quello che lui non ha saputo o voluto fare: cioè assumere la lettera di Draghi (ormai senza Trichet) come programma di governo. Che è un po' come mettersi nelle mani di Goldman Sachs. Certo, parlare di cose del genere oggi è quasi impossibile; anche perché non ci sono economisti impegnati sul merito tecnico - e sulla valutazione delle conseguenze economiche - delle diverse opzioni. Ma un grande audit sul debito pubblico italiano, sulle sue origini, i suoi detentori, le conseguenze di un default selettivo, potrebbe sopperire a questa debolezza. E rilanciare un vero dibattito - oggi inesistente per via dei «vincoli» finanziari - sul «che fare?». Un punto imprescindibile di un programma di governo: per l'Italia e per l'Europa.
liliana sgarlata

sandropascucci
Messaggi: 12962
Iscritto il: 5 ago 2009, 17:22
condivido lo Statuto e il Manifesto:
zona operativa:: Roma-Lazio-Italia
azioni: articoli, manovalanza di piazza, pagamento quota, volantinaggio in proprio, oratore FdEV, costruzione "cose", scrittura articoli, interventi sul WEB, documentazione burocratica, contatti con altre "entità" (associazioni, enti, strutture..)..
Contatta:

Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda sandropascucci » 14 nov 2011, 20:21

ma 'sti qua hanno una paresi che non riescono a pronunciare la parolina magggica?

sovranita' monetaria
 - - - 8< - - - 8< - - - 8< - - - 8< - - - 8< - - -
sandropascucci : primit.it signoraggio.com
INTERNET AIUTA A RIVOLUZIONARE IL MONDO COME
TRATTENERE IL RESPIRO AIUTA A PESARE MENO SULLA BILANCIA

ivanopino
Messaggi: 1415
Iscritto il: 10 ago 2009, 13:53
condivido lo Statuto e il Manifesto:
zona operativa:: Sicilia
azioni: contatti con altre "entità" (enti pubblici, associazioni, ecc.), ricerca sedi fisiche, allestimento di mostre, volantinaggio, oratore FdV, documentazione burocratica
Località: RG Sicilia

Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda ivanopino » 16 nov 2011, 13:39

Aggiornamento in real time:
Mentre ancora il Mari&Monti borbotta in tv, ha già dato la lista dei ministri (fumata bianca, ormai si utilizzano le opportune allocuzioni sacre).
-egli stesso all'Economia
-Passera (Intesa San Paolo) allo Sviluppo economico e alle Infrastrutture e trasporti
...
L'economia come prevedibile direttamente in mano ai banchieri insomma
Ivano Pino

sandropascucci
Messaggi: 12962
Iscritto il: 5 ago 2009, 17:22
condivido lo Statuto e il Manifesto:
zona operativa:: Roma-Lazio-Italia
azioni: articoli, manovalanza di piazza, pagamento quota, volantinaggio in proprio, oratore FdEV, costruzione "cose", scrittura articoli, interventi sul WEB, documentazione burocratica, contatti con altre "entità" (associazioni, enti, strutture..)..
Contatta:

Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda sandropascucci » 16 nov 2011, 14:07

allora io voglio il fu pacciani alle pari opportunità..
 - - - 8< - - - 8< - - - 8< - - - 8< - - - 8< - - -
sandropascucci : primit.it signoraggio.com
INTERNET AIUTA A RIVOLUZIONARE IL MONDO COME
TRATTENERE IL RESPIRO AIUTA A PESARE MENO SULLA BILANCIA

mr.spyder
Messaggi: 2435
Iscritto il: 9 ago 2009, 10:14
condivido lo Statuto e il Manifesto:
zona operativa:: palermo - messina
azioni: volantinaggio,donazioni,
organizzazione eventi,sbus,
idee,manovalanza,
condivisione beni e servizi
fra PRIMITivi o volenterosi
a consapevolizzarsi sullla
moneta debito
Località: palermo - messina

Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda mr.spyder » 20 nov 2011, 16:24

cambiare il capitano della nave navigando in un oceano di debiti,non porterà a un approdo sicuro (per il popolo intendo).
Antonio Prezia, detto spyder... anche se non è importante chi sei,ma cosa vuoi fare per cambiare il mondo.

mr.spyder
Messaggi: 2435
Iscritto il: 9 ago 2009, 10:14
condivido lo Statuto e il Manifesto:
zona operativa:: palermo - messina
azioni: volantinaggio,donazioni,
organizzazione eventi,sbus,
idee,manovalanza,
condivisione beni e servizi
fra PRIMITivi o volenterosi
a consapevolizzarsi sullla
moneta debito
Località: palermo - messina

Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda mr.spyder » 21 nov 2011, 17:13

!
Economia
Percorso:ANSA.it > Economia > News
Bankitalia, crescono sofferenze: +40% anno a 102 mld
Prestiti a rischio restituzione a settembre 2010 erano 72,9 miliardi

19 novembre, 16:18

Cgia: quest'anno tredicesime piu' 'leggere'

Bankitalia, crescono sofferenze: +40% anno a 102 mld

ROMA - Quasi 30 miliardi di euro in piu' in un anno: a tanto ammontano le sofferenze per le banche italiane, passate dai 72,9 miliardi di fine settembre 2010 ai 102 miliardi di fine settembre 2011. In termini percentuali l'incremento e' del 39,9%. E' quanto emerge dalle statistiche contenute nel supplemento 'Moneta e banche' della Banca d'Italia.

Si tratta, in sostanza, di prestiti la cui riscossione non è certa da parte della banca erogatrice. Il peso più consistente (oltre la metà del totale) risulta a carico delle società non finanziarie, ossia le imprese, a cui risultano iscritti 66,6 miliardi a fine settembre 2011 (dai 47,6 miliardi a settembre 2010, +39,9%); in evidente difficoltà le famiglie consumatrici con 24 miliardi (dai 16,4 miliardi di un anno prima, +46,3%) e infine le famiglie produttrici con 9,9 miliardi (7,8 miliardi a fine settembre 2010, +16,2%). In totale, nello stesso periodo i prestiti risultano in leggero aumento (+3,6%), passando da 1.914 miliardi di fine settembre 2010 a 1.984 miliardi di fine settembre 2011, evidenziando così un netto scarto fra il boom registrato dalle sofferenze e la timida crescita del credito erogato.

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche ... 19023.html
Antonio Prezia, detto spyder... anche se non è importante chi sei,ma cosa vuoi fare per cambiare il mondo.

mr.spyder
Messaggi: 2435
Iscritto il: 9 ago 2009, 10:14
condivido lo Statuto e il Manifesto:
zona operativa:: palermo - messina
azioni: volantinaggio,donazioni,
organizzazione eventi,sbus,
idee,manovalanza,
condivisione beni e servizi
fra PRIMITivi o volenterosi
a consapevolizzarsi sullla
moneta debito
Località: palermo - messina

Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda mr.spyder » 21 nov 2011, 17:20

!
Acquisti Bond Bce settimana su a 8 mld
Anche oggi Eurotower compra titoli italiani

21 novembre, 17:11

Acquisti Bond Bce settimana su a 8 mld (ANSA) - ROMA, 21 NOV - Gli acquisti settimanali di titoli di Stato da parte della Banca centrale europea sono saliti a 7,99 miliardi di euro nei sette giorni al 18 novembre, contro i 4,48 miliardi dei sette giorni precedenti.

Lo riferisce la Bce. Anche oggi - come riferiscono alcuni operatori - l'Eurotower starebbe comprando titoli di Stato italiani per abbassare i rendimenti.

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche ... 26433.html

MA DOVE SONO TUTTI I SIGNORAGGISTI E GLI ANTISIGNORAGGISTI CHE SOSTENGONO CHE LA BCE NON PUO' COMPRARE DIRETTAMENTE<<-(errore mio) TITOLI DI STATO?

da qui: http://www.ecb.int/ecb/educational/fact ... 12.it.html (aggiornato gennaio 2011)
!
Interviene sui mercati dei cambi: le operazioni condotte dalla BCE sui mercati dei cambi, se necessario congiuntamente con singole BCN, implicano l’acquisto e/o la vendita di titoli.


anche perché è indipendente:

dal sito della BCE:http://www.ecb.int/ecb/orga/independence/html/index.it.html
!
Indipendenza politica

L’indipendenza della BCE favorisce il mantenimento della stabilità dei prezzi. Ciò trova conferma in analisi teoriche e riscontri empirici* di ampia portata riguardo all’indipendenza delle banche centrali.

L’indipendenza della BCE è sancita dal Trattato e dallo Statuto nel quadro istituzionale della politica monetaria unica.
Implicazioni pratiche

Né la BCE, né le BCN, né i membri dei rispettivi organi decisionali possono sollecitare o accettare istruzioni dalle istituzioni o dagli organi dell’Unione europea, dai governi degli Stati membri o da qualsiasi altro organismo.

Le istituzioni e gli organi dell’UE nonché i governi degli Stati membri sono tenuti a rispettare tale principio e a non cercare di influenzare i membri degli organi decisionali della BCE (articolo 130 del Trattato).
Altre disposizioni

La gestione finanziaria della BCE è tenuta distinta da quella dell’UE. La Banca dispone di un bilancio proprio, e il suo capitale è sottoscritto e versato dalle BCN dell’area dell’euro.


*chevvordì???

addendum:ho interpretato male io inserendo la parola "direttamente" . la nota ANSA non dice questo,anche se c'è chi vorrebbe "rimuovere" questo "ostacolo": viewtopic.php?p=35020#p35020 (soffiata di un terminator...)
Ultima modifica di mr.spyder il 24 nov 2011, 10:52, modificato 6 volte in totale.
Antonio Prezia, detto spyder... anche se non è importante chi sei,ma cosa vuoi fare per cambiare il mondo.

mr.spyder
Messaggi: 2435
Iscritto il: 9 ago 2009, 10:14
condivido lo Statuto e il Manifesto:
zona operativa:: palermo - messina
azioni: volantinaggio,donazioni,
organizzazione eventi,sbus,
idee,manovalanza,
condivisione beni e servizi
fra PRIMITivi o volenterosi
a consapevolizzarsi sullla
moneta debito
Località: palermo - messina

Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda mr.spyder » 21 nov 2011, 17:23

!
Bce: Csu critica gestione 'italiana'
bocciati acquisti bond
21 novembre, 17:09
Bce: Csu critica gestione 'italiana' (ANSA) - ROMA, 21 NOV - Il segretario generale del partito tedesco Csu, Alexande Dobrindt, critica la gestione ''italiana'' del neopresidente della Bce Mario Draghi, mettendo in guardia da quello che potrebbe diventare ''il piu' costoso presidente Bce di tutti i tempi''.

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche ... 27121.html
Antonio Prezia, detto spyder... anche se non è importante chi sei,ma cosa vuoi fare per cambiare il mondo.

mr.spyder
Messaggi: 2435
Iscritto il: 9 ago 2009, 10:14
condivido lo Statuto e il Manifesto:
zona operativa:: palermo - messina
azioni: volantinaggio,donazioni,
organizzazione eventi,sbus,
idee,manovalanza,
condivisione beni e servizi
fra PRIMITivi o volenterosi
a consapevolizzarsi sullla
moneta debito
Località: palermo - messina

Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda mr.spyder » 21 nov 2011, 17:39

!
Milano in forte calo. Spread oscilla attorno a 480
Europa in affanno, Wall Street sotto pressione. L'indice d'area cede oltre due punti e mezzo

21 novembre, 17:09

Milano in forte calo. Spread oscilla attorno a 480

MILANO - Piazza Affari sprofonda. Il Ftse Mib cede il 4,12% a 14.605 punti. Exor cede il 6,28%, Lottomatica il 7,13%, Bpm il 6,4%, FonSai il il 5,62%.

Borse europee in affanno con Wall Street sotto pressione. L'indice d'area cede oltre due punti e mezzo percentuali. A pesare sul vecchio Continente il 'no' di Berlino agli Eurobond e l'allerta di Moody's sulla Francia con Parigi che cede il 2,6%. Molto male anche Francoforte (-2,7%), Madrid (-2,39%) e Londra (-2,05%). A livello settoriale sono sferzate dalle vendite, piu' di altri, auto (-3,6%), materie prime (-5,1%) e costruzioni (-3,08%).
SPREAD BTP-BUND OSCILLA INTORNO AI 480 PUNTI BASE - Continua ad oscillare intorno ai 480 punti base lo spread tra il Btp e il bund tedesco. Il differenziale tra i due titoli segna 479,4 punti alle 15.30. Il rendimento del decennale si attesta 6,68%. Si restringe a 156 punti la forbice Francia-Germania, mentre lo spread della Spagna sale a 468 punti.

EURO CALA SOTTO 1,35 DOLLARI A 1,3457 - Euro in calo sui mercati valutari, trascinato al ribasso dalla crisi dei debiti sovrani. La moneta unica scivola sotto quota 1,35 dollari a 1,3457.

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche ... 83080.html
Antonio Prezia, detto spyder... anche se non è importante chi sei,ma cosa vuoi fare per cambiare il mondo.

Avatar utente
kasiacolagrossi
Messaggi: 2454
Iscritto il: 12 dic 2009, 14:28
condivido lo Statuto e il Manifesto:
zona operativa:: Roma e provincia
azioni: volantinaggio in proprio, grafica , costruzione e/o progettazione dei supporti, manovalanza di piazza,
Località: Castel Madama (RM)

Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda kasiacolagrossi » 22 nov 2011, 22:04

katarzyna edyta colagrossi

Avatar utente
kasiacolagrossi
Messaggi: 2454
Iscritto il: 12 dic 2009, 14:28
condivido lo Statuto e il Manifesto:
zona operativa:: Roma e provincia
azioni: volantinaggio in proprio, grafica , costruzione e/o progettazione dei supporti, manovalanza di piazza,
Località: Castel Madama (RM)

Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda kasiacolagrossi » 23 nov 2011, 10:43

katarzyna edyta colagrossi

mr.spyder
Messaggi: 2435
Iscritto il: 9 ago 2009, 10:14
condivido lo Statuto e il Manifesto:
zona operativa:: palermo - messina
azioni: volantinaggio,donazioni,
organizzazione eventi,sbus,
idee,manovalanza,
condivisione beni e servizi
fra PRIMITivi o volenterosi
a consapevolizzarsi sullla
moneta debito
Località: palermo - messina

Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda mr.spyder » 23 nov 2011, 23:48

kasiacolagrossi ha scritto:http://video.ak.fbcdn.net/cfs-ak-ash4/350018/669/2029096102140_29672.mp4


ooopsss... http://www.youtube.com/watch?v=fnoOvZND ... h_response

coincidenza,è sicuramente una coincidenza...
NO!complottista,...fermati!,..il video è di un anno fa.
Antonio Prezia, detto spyder... anche se non è importante chi sei,ma cosa vuoi fare per cambiare il mondo.

Avatar utente
kasiacolagrossi
Messaggi: 2454
Iscritto il: 12 dic 2009, 14:28
condivido lo Statuto e il Manifesto:
zona operativa:: Roma e provincia
azioni: volantinaggio in proprio, grafica , costruzione e/o progettazione dei supporti, manovalanza di piazza,
Località: Castel Madama (RM)

Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda kasiacolagrossi » 25 nov 2011, 16:02

http://wyborcza.biz/biznes/1,100896,107 ... yzsze.html

!
Włochy pod ścianą. Oprocentowanie obligacji najwyższe od 1997

pcyl, Bloomberg 25.11.2011 aktualizacja: 2011-11-25 14:15

Oprocentowanie sześciomiesięcznych obligacji w wysokości 6,504 proc. jest prawie dwa razy wyższe niż 26 października, kiedy papiery wyceniono na 3,535 proc. To zarazem najwyższe oprocentowanie włoskich obligacji od sierpnia 1997 r.

W środę włoski premier Mario Monti wraz z kanclerz Niemiec Angelą Merkel i prezydentem Francji Nicolasem Sarkozym zaapelowali o zwiększenie współpracy finansowej wewnątrz Unii Europejskiej. Merkel ponownie wykluczyła możliwość pogłębiania zadłużenia strefy euro. Kanclerz nie zgadza się także na zwiększenie roli Europejskiego Banku Centralnego w walce z kryzysem. EBC skupuje włoskie i hiszpańskie papiery wartościowe od 8 sierpnia, by powstrzymać rosnące koszty zadłużenia zewnętrznego.

Rentowność włoskich dziesięcioletnich obligacji wzrosła po aukcji o 19 pkt bazowych i wyniosła 7,3 proc. Włosi pod presją europejskich decydentów naciskających na rozwiązania przyspieszające zakończenie kryzysu zmuszeni byli zapłacić najwięcej od 14 lat. Roczne papiery wystawione na aukcji 10 listopada oprocentowane były na 6,087, pięcioletnie obligacje sprzedane 14 listopada wyceniono na 6,29 proc.


- Gwałtowny wzrost kosztów zadłużenia nie będzie miał trwałego wpływu na dług Włoch, nawet biorąc pod uwagę fakt, że włoski skarb państwa przygotowuje się do sprzedaży w przyszłym roku obligacji i bonów skarbowych o wartości 440 mld euro - powiedziała w czwartek Maria Cannata, dyrektor odpowiedzialna w resorcie za sprawy długu publicznego. - Kwoty wydają się wygórowane, ale takie nie są, nawet jeżeli sytuacja komplikuje się, a inwestorzy wykazują obawy przed zmiennością rynków - powiedziała Cannata na konferencji w Mediolanie.

Termin wykupu obligacji przez włoskie państwo upływa 1 lutego. Rzym będzie musiał wtedy zapłacić 26 mld euro za papiery sprzedane przed dziesięcioma laty.




::
Italia al muro. Gli interessi sulle obbligazioni più alti dal 1997

pcyl, Bloomberg 25/11/2011 aggiornamento: 2011/11/25 14:15

Tasso di interessi dei BOT (a scadenza di 6 mesi) nella misura di 6,504 per cento. E' quasi due volte superiore del 26 ottobre, quando i titoli sono stati valutati a 3,535 per cento. E' anche il più alto tasso di obbligazioni italiane dall'agosto 1997

Mercoledì scorso, il Primo Ministro italiano, Mario Monti, insieme con il cancelliere tedesco Angela Merkel e il presidente francese Nicolas Sarkozy ha chiesto una maggiore cooperazione finanziaria all'interno dell'Unione europea. Merkel ha nuovamente escluso la possibilità di aumentare debito della zona euro. Il Cancelliere si oppone altresì ad accrescere il ruolo della Banca centrale europea per combattere la crisi. BCE acquista titoli italiani e spagnoli dall'8 agosto, per fermare l'aumento dei costi del debito estero.



La redditività BTP (10 anni) è aumentata dopo l'asta di 19 punti base e si fermò al 7,3 per cento. Italiani sotto pressione da parte dei politici europei, che premono sulla soluzione che accelera la fine della crisi, sono stati costretti a pagare di più da 14 anni. Titoli annuali messi all'asta il 10 novembre erano a 6,087 interesse, obbligazioni quinquennali vendute il 14 novembre sono state stimata a 6,29 per cento.


- Il rapido aumento del costo di indebitamento non avrà un impatto duraturo sul debito d'Italia, anche tenendo conto del fatto che il Tesoro italiano si appresta a vendere nel prossimo anno obbligazioni e di buoni del tesoro di valore € 440.000.000.000 (440 mld) - ha detto il giovedì, Maria Cannata, direttore responsabile del reparto responsabile del debito pubblico. - Gli importi sembrano eccessivi, ma non lo sono, anche se la situazione diventasse più complicata, e gli investitori mostrassero paura davanti ai cambiamenti del mercato - ha detto Cannata in una conferenza a Milano.

La data di scadenza del riscatto delle obbligazioni da parte dello Stato italiano è il 1 febbraio. Poi Roma dovrà pagare 26 miliardi per i titoli venduti dieci anni fa.
katarzyna edyta colagrossi

Avatar utente
kasiacolagrossi
Messaggi: 2454
Iscritto il: 12 dic 2009, 14:28
condivido lo Statuto e il Manifesto:
zona operativa:: Roma e provincia
azioni: volantinaggio in proprio, grafica , costruzione e/o progettazione dei supporti, manovalanza di piazza,
Località: Castel Madama (RM)

Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda kasiacolagrossi » 26 nov 2011, 17:49

http://it.notizie.yahoo.com/riduzione-d ... -anni.html

!
Riduzione dei privilegi, ma tra parecchi anni
Il Consiglio di Presidenza del Senato ha abolito all’unanimità gli assegni vitalizi ai parlamentari ma l'effetto per le casse dello stato si vedrà tra molto tempo


Primo passo, nell’Italia in crisi, verso la riduzione dei privilegi della politica: il Consiglio di Presidenza del Senato ha abolito all’unanimità gli assegni vitalizi ai parlamentari. Attenzione, però: la misura – già approvata dall’ufficio di presidenza di Montecitorio lo scorso 21 luglio – riguarderà solo i futuri eletti. Entrerà infatti in vigore a partire dalla prossima legislatura. Con un rischio: che i benefici del provvedimento sulle casse dello Stato si vedranno solo tra parecchi anni, forse una ventina.

Restano infatti pensionati d’oro a carico dello Stato sia gli ex parlamentari (che già prendono il vitalizio) sia quelli in carica (che, trascorsi almeno cinque anni effettivi in Aula, maturano il diritto di averlo). E se questa legislatura arriverà al termine naturale del 2013, i politici di Montecitorio e Palazzo Madama avranno in ogni caso salvo l’assegno.

Intanto, sono allo studio soluzioni per il “dopo”: i politici potranno essere inquadrati o in un sistema contributivo tradizionale (per cui il mandato da parlamentare diventerebbe assimilabile a un vero e proprio lavoro) oppure con la forma di rendita assicurativa. In entrambi i casi, sarebbe cura dell’onorevole versarsi i contributi. L’ex parlamentare vedrebbe decadere il suo privilegio di maturare una sorta di pensione con solo cinque anni di lavoro sulle spalle. Il diritto a ricevere il vitalizio, finora, decorre dal 65esimo anno di età. L’assegno va da un minimo del 20% a un massimo dell’60 dell’indennità parlamentare.


mo' voglio vedere chi si candida :lol:
katarzyna edyta colagrossi

Avatar utente
kasiacolagrossi
Messaggi: 2454
Iscritto il: 12 dic 2009, 14:28
condivido lo Statuto e il Manifesto:
zona operativa:: Roma e provincia
azioni: volantinaggio in proprio, grafica , costruzione e/o progettazione dei supporti, manovalanza di piazza,
Località: Castel Madama (RM)

Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda kasiacolagrossi » 26 nov 2011, 17:51

e vai con il tango...

http://it.notizie.yahoo.com/pensioni-fo ... AM-;_ylv=3

!
Pensioni, Fornero: riforma già fatta, ma è possibile accelerare
Reuters – gio 24 nov 2011

ROMA (Reuters) - L'Italia ha già messo mano al sistema previdenziale ma è possibile imprimere una accelerazione alla attuazione delle norme già in vigore.
Lo ha detto il neo ministro del Welfare, Elsa Fornero, in un collegamento nel corso dell'assemblea del Cna.
"La riforma [delle pensioni] è stata largamente già fatta ma i tempi possono essere ulteriormente accelerati", ha detto Fornero.
Il presidente del consiglio Mario Monti, nell'illustrare le linee programmatiche del suo governo, ha detto che l'età per il pensionamento di vecchiaia in Italia è in linea con quello degli altri Paesi europei, lasciando però spazio ad altri aggiustamenti in termini di disparità e privilegi.
Fornero, esperta di previdenza, si è sempre detta favorevole alla introduzione del sistema contributivo pro-rata (a partire cioè dalla entrata in vigore della norma) come elemento per ridurre la disparità fra chi lascia il lavoro con il sistema retributivo e i lavoratori più giovani che invece ricevono l'assegno sulla base dei contributi versati, dunque un assegno inferiore.
Allo studio anche un sistema di incentivi e disincentivi per chi decide di lasciare il lavoro prevedendo una forchetta per l'anzianità fra i 62-63 anni e i 68-70.

(Redazione Roma, reutersitaly@thomsonreuters.com, +39 06 85224245, Reuters Messaging: francesca.piscioneri.reuters.com@reuters.net) Sul sito http://www.reuters.com altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su http://www.twitter.com/reuters_italia
katarzyna edyta colagrossi

Avatar utente
melynu
Messaggi: 45
Iscritto il: 14 set 2010, 14:31
condivido lo Statuto e il Manifesto:
zona operativa:: nozone
azioni: pagamento quota,volantinaggio,interventi sul web,discussioni in loco a tema.

Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda melynu » 28 nov 2011, 23:19

ora s'inizia:
ENI. Assalto alla “golden share”
giovedì, novembre 24, 2011

Com’era
prevedibile è scattato l’assalto all’ENI che, dai tempi di Mattei fino
alle recenti scelte sul gas russo, è una spina nel fianco delle “sette
sorelle” angloamericane dello sfruttamento petrolifero ed ha garantito
un peso geopolitico, anche se minimo, al nostro paese.

Che lo
smantellamento della politica energetica autonoma sarebbe stato uno
degli obiettivi privilegiati del Governo “Golpman” Sachs era scontato,
ma che Monti lo abbia messo come prioritario in agenda è decisamente
spudorato. Fra Russia e Medio Oriente, però, la posizione statunitense
è sempre più difficile e diviene urgente, quindi, sbarazzarsi del
controllo statale sull’ENI.

Prima di procedere alla svendita il fuoco
si è concentrato sulla “golden share”, meccanismo che permette al
governo di controllare la società e di metterla al servizio degli
interessi nazionali. Una volta regolato questo problema, che la rende
meno appetibile da parte delle “sette sorelle”, si potrà finalmente
procedere allo smantellamento della politica energetica italiana. A
prezzi di saldo.

(fm)
sara" solo il primo dei beni italiani svenduti.
mario melinu

Avatar utente
melynu
Messaggi: 45
Iscritto il: 14 set 2010, 14:31
condivido lo Statuto e il Manifesto:
zona operativa:: nozone
azioni: pagamento quota,volantinaggio,interventi sul web,discussioni in loco a tema.

Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda melynu » 28 nov 2011, 23:29

in Crisi, Economia, Editoriali Valerio Lo Monaco, Europa
Grandi manovre
sull'Italia. E sull'Europa
domenica, novembre 27, 2011

Rumor: il piano
di salvataggio dell'Fmi per il nostro Paese. Come volevasi dimostrare,
come Irlanda, Portogallo e Grecia. Più in là: il piano di salvataggio
delle Banche per il crollo dell'Euro. Tutto previsto, e tutto
puntualmente verificato.

Ora la domanda è: perché, a questo punto,
accettare i sacrifici che ci imporrà Monti visto che il destino è
segnato?

Che buoni, che bravi: ci concedono il prestito al solo 5-6%,
invece del 7, o l'8% come i Mercati per acquistare i nostri titoli di
Stato. Pare tra 400 e 600 miliardi, per "dare tempo" a Monti di mettere
in pratica le misure "impressionanti" (Merkel dixit) annunciate onde
mettere in ginocchio definitivamente, e in catene all'Fmi, il nostro
Paese. Questo il piano che pare sia stato preparato dal Fondo Monetario
Internazionale per l'Italia. Cioè, per l'Europa, come vedremo. Lo
riporta per primo Maurizio Molinari su La Stampa (e quindi la pletora
di media del nostro Paese). Molinari da sempre è un ottimo
corrispondente dagli Usa, beninteso, dunque anche se al momento è
l'unica fonte, ci sentiamo in grado di riconoscergli accuratezza. In
ogni caso, anche fossero solo "congetture", il discorso è tutt'altro
che peregrino.

È evidente, infatti, che "aiutando" il nostro Paese si
voglia cercare di frenare la disfatta dell'Euro, praticamente dietro
l'angolo, e ancora di più, in definitiva, le problematiche legate a
quelle Banche, soprattutto statunitensi, che sono piene di titoli del
Vecchio Continente (di questo parlammo a suo tempo - tempo non sospetto
- in una puntata di Noi Nel Mezzo).

Nei suoi tailleur e foularini
inamidati, Christine Lagarde, direttore dell'Fmi, pare stia pensando
proprio agli aiuti per l'Italia, e il tutto mentre al di là dell'Oceano
le Banche di Wall Strett stanno già pensando all'atterraggio di
emergenza nel caso in cui l'Europa intera, a un certo punto, sia
costretta di fatto a dichiarare default.

Perché di questo si tratta:
come abbiamo sempre scritto, nel momento in cui uno Stato non può far
fronte ai propri impegni economici, ed è costretto ad accettare degli
"aiuti", è di fatto in default. Come un malato attaccato a un cuore
artificiale. E se l'80% dei Paesi dell'Europa è in questo stato, non è
che il malato, nel suo complesso, possa dichiararsi in salute.

La
stessa parabola, pur differente nei particolari ma identica nella
sostanza, di ciò che è successo a Irlanda, Portogallo e Grecia, ora
tocca dunque all'Italia. Ma siccome l'Italia è un Paese con un peso
economico, e anche dal punto di vista psicologico, ben differente dagli
altri, dover accettare gli aiuti, e soprattuto andare incontro
fatalmente a ciò che è accaduto per esempio in Grecia, ha effetti anche
a livello europeo.

Dunque le Banche si preparano, mentre i mercati è
già un pezzo che ci stanno sbranando.

A quanti in Italia - e sono i
più - non hanno mai voluto neanche prendere in considerazione la
possibilità di un default del nostro Paese adesso la realtà sbatte in
faccia violentemente. Anche se la maggior parte, imperterrita,
continuerà a mettere in atto tutte le auto-difese, consciamente o meno,
per evitare di accettare la situazione per quella che è.

Ad ogni modo,
anche se per il momento non confermate, le notizie vanno tutte nella
medesima direzione: si pensa ad aiuti anche per l'Italia, malgrado le
riforme imminenti di Monti, e si pensa al dopo Euro (quanto meno al
dopo di "questo" Euro). L'antidemocratico piano di revisione dei
trattati a due, che aleggia dalle parti di Francia e Germania, va letto
anche in questo caso nel medesimo senso.

I due Stati pensano di
cambiare le regole arbitrariamente e di imporle di fatto agli altri
Stati europei. Chi non accetterà tali nuove regole - in pratica il
commissariamento degli Stati stessi - sarà di fatto messo fuori. Era
evidente che pensare a degli Eurobond comuni ove non vi è una
situazione fiscale comune fosse una sciocchezza. Dunque delle due
l'una: o si cede definitivamente e per ogni aspetto la sovranità
nazionale all'Europa, oppure ognun per sé. Ma il fatto di dover
accettare questa cosa perché imposta dai tedeschi e dai francesi rende
ancora più indigeribile il tutto.

Le notizie in merito a queste tre
cose - aiuti dell'Fmi, piano di atterraggio per le Banche Usa e nuovo
trattato "Merkozy" - si rincorrono di ora in ora, o meglio si
rincorrono i rumors e le voci. Come facciamo sempre, e deontologia
professionale impone, prima di un commento specifico le notizie vanno
confermate. E così faremo. Ma non serve attendere per comprendere la
situazione nel suo complesso. Basta, come sempre, allontanarsi un po' e
cercare di vedere il tutto nel suo insieme. Con l'Italia sotto attacco,
e gli altri Piigs praticamente già bombardati e in sostanza annientati,
in Europa al momento rimangono solo la Francia e la Germania. E per di
più entrambi questi Paesi, soprattutto il primo ma anche il secondo,
non sembrano affatto in ottima salute come vogliono far credere.

Sta
insomma "scoppiando l'ultima bolla", ovvero quella dei debiti sovrani,
di cui parlammo, per quanto ci riguarda, già a maggio del 2009 sul
mensile (qui).

Ora chi scommetterebbe ancora sull'Europa? Su questa
Europa monetaria di cartapesta? Imposta a forza, quasi ovunque senza
referendum, privando gli Stati della propria sovranità - soprattutto
monetaria - e mettendoli alla mercé di un ectoplasma finanziario,
questa Europa costruita a tavolino sta facendo la fine che era lecito
aspettarsi. Quella fine di cui parlarono, inascoltati, i pochi
intellettuali e commentatori ribelli naturalmente epurati da qualsiasi
media e attenzione pubblica. Per un semplice motivo: avevano ragione.


Dannatamente ragione.

Valerio Lo Monaco
mario melinu

Avatar utente
kasiacolagrossi
Messaggi: 2454
Iscritto il: 12 dic 2009, 14:28
condivido lo Statuto e il Manifesto:
zona operativa:: Roma e provincia
azioni: volantinaggio in proprio, grafica , costruzione e/o progettazione dei supporti, manovalanza di piazza,
Località: Castel Madama (RM)

Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda kasiacolagrossi » 30 nov 2011, 10:04

!
Italia,documento Rehn:subito manovra 11 mld per pareggio in 2013

martedì, 29 novembre 2011 - 8:09

In Italia il rischio di default può aumentare rapidamente in assenza di risposte adeguate e, per raggiungere il requisito fondamentale del pareggio di bilancio nel 2013, il governo deve varare subito una manovra da 11 miliardi di euro.

Lo dice - secondo quanto riportato da La Repubblica - il documento sull'Italia che il commissario agli Affari economici Olli Rehn presenterà oggi all'Eurogruppo.

La Repubblica citando il documento, di cui riporta solo alcuni virgolettati, dice che Rehn chiede tra gli altri anche un provvedimento per la lotta all'evasione e lo spostamento della tassazione dal reddito ai consumi e alle proprietà. Inoltre, sulle pensioni chiede la sospensione dell'indicizzazione automatica degli assegni all'indice dei prezzi, tranne che per gli assegni più bassi, in caso di crescita negativa. Chiede per il mercato del lavoro di eliminare le rigidità.

Sul sito www.reuters.com altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia
katarzyna edyta colagrossi

Avatar utente
melynu
Messaggi: 45
Iscritto il: 14 set 2010, 14:31
condivido lo Statuto e il Manifesto:
zona operativa:: nozone
azioni: pagamento quota,volantinaggio,interventi sul web,discussioni in loco a tema.

Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda melynu » 30 nov 2011, 23:08

mi stanno tutti sulle palle i giornali italiani,fra virgolette,importanti ma LA REPUBBLICA lo considero tra i piu'infidi.
in questi giorni hanno fatto capire alla gente che fosse conveniente acquistare titoli dello stato per il loro alto tasso di rendimento e per il non pagamento delle comissioni:BTP-DAY.alla pari dei banchieri che convincono i vecchietti (sono giorni che spargo la voce a quelli del paese di non dare ascolto al direttore o l'impiegato di turno che come immaginavo c'hanno provato)i giornali sono delle vere e proprie associazioni a delinquere.
il loro compito dovrebbe esere quello di informare ,di dire:
state attenti ,l'investimento è pericoloso anzi è un non investimento.diciamola per intero è una grande inculata.come la si puo'chiamare il trasferire un debito da una tasca a un'altra IN QUESTO MOMENTO.
mario melinu

mr.spyder
Messaggi: 2435
Iscritto il: 9 ago 2009, 10:14
condivido lo Statuto e il Manifesto:
zona operativa:: palermo - messina
azioni: volantinaggio,donazioni,
organizzazione eventi,sbus,
idee,manovalanza,
condivisione beni e servizi
fra PRIMITivi o volenterosi
a consapevolizzarsi sullla
moneta debito
Località: palermo - messina

Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda mr.spyder » 1 dic 2011, 13:26

!
Passera,rischiamo tornare in recessione
siamo in un momento difficile

01 dicembre, 12:27

Passera,rischiamo tornare in recessione (ANSA) - ROMA, 1 DIC - ''Siamo in un momento molto difficile.

Stiamo rischiando sicuramente di rientrare in recessione''. Lo ha detto il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, spiegando che le ragioni sono ''esterne''.


...mmmm come ogni passera è "criptico"....
Antonio Prezia, detto spyder... anche se non è importante chi sei,ma cosa vuoi fare per cambiare il mondo.

Avatar utente
melynu
Messaggi: 45
Iscritto il: 14 set 2010, 14:31
condivido lo Statuto e il Manifesto:
zona operativa:: nozone
azioni: pagamento quota,volantinaggio,interventi sul web,discussioni in loco a tema.

Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda melynu » 1 dic 2011, 14:28

a proposito di BTP DAY:
le banche stanno dando debiti senza fare pagare commissioni.io ho un'offerta migliore:vi faccio pagare solo le commissioni e vi regalo i miei debiti.
mario melinu

sandropascucci
Messaggi: 12962
Iscritto il: 5 ago 2009, 17:22
condivido lo Statuto e il Manifesto:
zona operativa:: Roma-Lazio-Italia
azioni: articoli, manovalanza di piazza, pagamento quota, volantinaggio in proprio, oratore FdEV, costruzione "cose", scrittura articoli, interventi sul WEB, documentazione burocratica, contatti con altre "entità" (associazioni, enti, strutture..)..
Contatta:

Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda sandropascucci » 1 dic 2011, 15:51

certo che corrado passera ministro nun se po' senti', aò!
 - - - 8< - - - 8< - - - 8< - - - 8< - - - 8< - - -
sandropascucci : primit.it signoraggio.com
INTERNET AIUTA A RIVOLUZIONARE IL MONDO COME
TRATTENERE IL RESPIRO AIUTA A PESARE MENO SULLA BILANCIA

mr.spyder
Messaggi: 2435
Iscritto il: 9 ago 2009, 10:14
condivido lo Statuto e il Manifesto:
zona operativa:: palermo - messina
azioni: volantinaggio,donazioni,
organizzazione eventi,sbus,
idee,manovalanza,
condivisione beni e servizi
fra PRIMITivi o volenterosi
a consapevolizzarsi sullla
moneta debito
Località: palermo - messina

Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda mr.spyder » 7 dic 2011, 17:51

!
Finmeccanica:Fitch taglia rating a'bbb-'
L'outlook e' negativo

07 dicembre, 17:07
Finmeccanica:Fitch taglia rating a'bbb-' (ANSA) - MILANO, 7 DIC - Fitch ha abbassato il rating di Finmeccanica da 'BBB' a 'BBB-'. L'outlook (prospettive) e' negativo. Lo comunica l'agenzia in una nota.

un altro paio di sforbiciate e poi se la possono comprare per trenta denari...CHE SCHIFO!
Antonio Prezia, detto spyder... anche se non è importante chi sei,ma cosa vuoi fare per cambiare il mondo.

Avatar utente
kasiacolagrossi
Messaggi: 2454
Iscritto il: 12 dic 2009, 14:28
condivido lo Statuto e il Manifesto:
zona operativa:: Roma e provincia
azioni: volantinaggio in proprio, grafica , costruzione e/o progettazione dei supporti, manovalanza di piazza,
Località: Castel Madama (RM)

Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda kasiacolagrossi » 7 dic 2011, 20:45

katarzyna edyta colagrossi

Avatar utente
kasiacolagrossi
Messaggi: 2454
Iscritto il: 12 dic 2009, 14:28
condivido lo Statuto e il Manifesto:
zona operativa:: Roma e provincia
azioni: volantinaggio in proprio, grafica , costruzione e/o progettazione dei supporti, manovalanza di piazza,
Località: Castel Madama (RM)

Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda kasiacolagrossi » 7 dic 2011, 21:28

katarzyna edyta colagrossi

Avatar utente
MauroB
Messaggi: 432
Iscritto il: 12 feb 2011, 13:34
condivido lo Statuto e il Manifesto:
zona operativa:: Pistoia
azioni: volantinaggio in proprio
Località: pistoia

Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda MauroB » 8 dic 2011, 10:57

!
Norme e Tributi > Fisco

Dal primo gennaio tutti i movimenti bancari saranno tracciati dal fisco

articoli di Marco Mobili e Luca Dello IacovoCronologia articolo7 dicembre 2011


Argomenti: Fisco | Agenzia Entrate | Poste Spa | Guardia di Finanza

Movimenti bancari tracciati dal fisco

di Marco Mobili
ROMA. Contribuenti messi a nudo davanti al Fisco. Con il pacchetto anti-evasione del decreto salva-Italia, l'amministrazione finanziaria potrà fare una vera e propria radiografia a tutti i cittadini per poi sottoporre a controllo quelli con indici di rischio più elevato.
Oltre a conoscerne i "guadagni" con le dichiarazioni dei redditi e, tra non molto, le loro capacità di spesa con il nuovo accertamento sintetico/redditometro, dal prossimo 1° gennaio il Fisco avrà piena visione di tutte le movimentazioni che interessano i rapporti intrattenuti con gli intermediari finanziari.

Ma cosa prevede esattamente l'articolo 11 della manovra? Come evidenziato sul Sole 24 Ore di lunedì scorso, dal 1° gennaio 2012 tutti gli operatori finanziari saranno obbligati a comunicare all'anagrafe tributaria periodicamente tutte le movimentazioni che hanno interessato i rapporti finanziari intrattenuti con i contribuenti e ogni altra informazione relativa a questi rapporti necessaria ai fini dei controlli fiscali.
E come prevede lo stesso decreto che disciplina l'anagrafe tributaria (Dpr 605/73), dovranno essere comunicati le movimentazioni di ogni soggetto che intrattenga con l'intermediario finanziario, la banca o le Poste Spa, qualsiasi rapporto, o effettui, per conto proprio ovvero per conto o a nome di terzi, qualsiasi operazione di natura finanziaria.
Per conoscere i dettagli delle comunicazioni degli operatori finanziari si dovrà attendere un apposito provvedimento delle Entrate, che sarà concertato con le associazioni di categoria. In quell'occasione, come dispone lo stesso decreto salva-Italia, l'obbligo di comunicazione potrà essere esteso anche a ulteriori informazioni relative ai rapporti necessarie all'amministrazione per attivare i controlli.
L'obiettivo dichiarato dalla stessa disposizione del decreto legge n. 201/11, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale di ieri, è quello di consentire all'agenzia delle Entrate di potere utilizzare i dati delle comunicazioni fornite dagli operatori per l'individuazione dei contribuenti a maggior rischio di evasione su cui contrar le proprie strategie anti-evasione. Salta così la misura approvata non più tardi dell'agosto scorso che consentiva alle Entrate di potere ottenere comunicazioni bancarie "selettive".

Va detto che, ai fini degli accertamenti, la procedura di innesco per attivare l'indagine finanziaria - ed applicare al contribuente le presunzioni stabilite dalle specifiche norme di legge - non cambia. Sarà necessaria, infatti, l'apposita autorizzazione delle direzioni regionali o dei comandi della Guardia di Finanza. Ma è altrettanto vero che d'ora in poi l'amministrazione finanziaria, come detto, potrà conoscere nei dettagli lo stato della situazione finanziaria del contribuente e le sue specifiche movimentazioni, così da inserirlo tra i soggetti da andare a controllare.La norma sull'obbligo periodico delle comunicazioni va letta in abbinata anche alle altre disposizioni anti-evasione e che completano la schermatura del contribuente sulle sue movimentazioni finanziarie: da una parte c'è la tracciabilità sopra i 1.000 euro per i pagamenti tra privati e dall'altra l'indagine finanziaria "d'ufficio" nel regime di trasparenza per i soggetti non congrui agli studi di settore.

Il nuovo regime di "trasparenza", infatti, prevede che, per i soggetti che non risultano in linea con gli studi di settore, verranno effettuati degli specifici controlli, articolati su tutto il territorio e tenendo conto delle apposite informazioni presenti nella specifica sezione dell'anagrafe tributaria. Sempre nei confronti dei "non congrui", viene stabilito che se gli stessi risultano anche "non coerenti" rispetto ai risultati degli indicatori degli studi, i controlli verranno effettuati prioritariamente con l'utilizzo dei poteri istruttori propri delle indagini finanziarie.

Come evidenziato su Il Sole 24 Ore di ieri, la norma sembra rivolgersi però anche ai soggetti che non aderiscono al nuovo regime di trasparenza, ma che rientrano semplicemente nel campo di applicazione degli studi. Insomma, un utilizzo delle movimentazioni finanziarie a tutto campo.

Avatar utente
MauroB
Messaggi: 432
Iscritto il: 12 feb 2011, 13:34
condivido lo Statuto e il Manifesto:
zona operativa:: Pistoia
azioni: volantinaggio in proprio
Località: pistoia

Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda MauroB » 8 dic 2011, 11:10

!
S&P mette sotto osservazione il rating di diverse banche italiane tra cui i "big" Intesa e UniCredit
Cronologia articolo8 dicembre 2011
articoli correlati
S&P's, sotto osservazione 15 Paesi di Eurolandia. A rischio le 6 triple A, comprese Germania e Francia

In questo articolo
Argomenti: Dagong | Banca Popolare di Vicenza | Banco Popolare | Mediobanca | Banca Nazionale del Lavoro | Intesa Sanpaolo | Ubi Banca | Banca Mps | Veneto Banca

Standard & Poor's ha messo sotto osservazione con implicazioni negative i rating di diverse banche italiane, tra cui Cassa Depositi prestiti, Unicredit, Intesa Sanpaolo, Banca Mps, Ubi Banca, Bnl, Mediobanca, Banco Popolare, Popolare di Vicenza, Veneto Banca. Abbassato da "BBB+" a "BBB" e messo sotto osservazione il rating di Banca Carige e Bpm. Standard & Poor's ha annunciato ieri di aver messo sotto osservazione il rating di alcuni grandi gruppi bancari europei. Anche la stessa tripla A dell'Unione europea è a rischio.

Sempre sul fronte "rating" si segnala il downgrade del debito francese da parte dell'agenzia di valutazione cinese Dagong che ha abbassato la nota di merito ad 'A+' da 'Aa-'. Questa decisione, hanno spiegato gli esperti, riflette la debolezza della crescita economica del Paese e il suo sempre più elevato indebitamento pubblico. E ancora, sottolinea una nota, «a causa di problemi strutturali sul fronte interno, l'economia francese dimostra una vitalità inferiore e la sua competitività internazionale continua a deteriorarsi. A medio termine la crescita resterà debole».

Dagong arriva prima delle altre grandi agenzie internazionali nel correggere la propria valutazione sul rischio Paese della Francia. S&P ha recentemente minacciato di togliere ai transalpini la massima valutazione, "Aaa". Dagong ieri ha tagliato il giudizio anche sull'Italia a "BBB" da "A-".

Avatar utente
kasiacolagrossi
Messaggi: 2454
Iscritto il: 12 dic 2009, 14:28
condivido lo Statuto e il Manifesto:
zona operativa:: Roma e provincia
azioni: volantinaggio in proprio, grafica , costruzione e/o progettazione dei supporti, manovalanza di piazza,
Località: Castel Madama (RM)

Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda kasiacolagrossi » 8 dic 2011, 14:25

direttamente il governo tecnico sotto osservazione...
katarzyna edyta colagrossi

sandropascucci
Messaggi: 12962
Iscritto il: 5 ago 2009, 17:22
condivido lo Statuto e il Manifesto:
zona operativa:: Roma-Lazio-Italia
azioni: articoli, manovalanza di piazza, pagamento quota, volantinaggio in proprio, oratore FdEV, costruzione "cose", scrittura articoli, interventi sul WEB, documentazione burocratica, contatti con altre "entità" (associazioni, enti, strutture..)..
Contatta:

Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda sandropascucci » 13 dic 2011, 20:38

EURO: BOSSI, UNA VOLTA FINITO PADANIA SI FARA' LA SUA MONETA
ASCA – lun 12 dic 2011

(ASCA) - Milano, 12 dic - ''Una volta finito l'Euro, la Padania non tornera' alla Lira ma si fara' una sua moneta. Mica dovremo continuare a mantenere tutti questi farabutti''.
Questa la previsione del leader della Lega Nord, Umberto Bossi, sul futuro dell'Euro e in particolare su quello della Padania. Secondo Bossi, che ha parlato a margine di un convegno sulla sanita' a Milano, del cosiddetto Fondo salva Stati allo studio delle autorita' europee ''non se ne fara' niente'', perche' ''non esiste un fondo che possa salvare gli Stati'' dato anche che ''nessuno ci ha ancora messo i soldi''. Ed e' soprattutto per questo che, a giudizio di Bossi, ''la guerra dell'euro l'ha persa l'Italia e l'ha vinta la Padania''.
 - - - 8< - - - 8< - - - 8< - - - 8< - - - 8< - - -
sandropascucci : primit.it signoraggio.com
INTERNET AIUTA A RIVOLUZIONARE IL MONDO COME
TRATTENERE IL RESPIRO AIUTA A PESARE MENO SULLA BILANCIA

sandropascucci
Messaggi: 12962
Iscritto il: 5 ago 2009, 17:22
condivido lo Statuto e il Manifesto:
zona operativa:: Roma-Lazio-Italia
azioni: articoli, manovalanza di piazza, pagamento quota, volantinaggio in proprio, oratore FdEV, costruzione "cose", scrittura articoli, interventi sul WEB, documentazione burocratica, contatti con altre "entità" (associazioni, enti, strutture..)..
Contatta:

Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda sandropascucci » 13 dic 2011, 23:11

MANOVRA: IDV, GOVERNO INTRODUCE PRELIEVO FORZOSO SU CONTI CORRENTI
ASCA – 4 ore fa - primit

(ASCA) - Roma, 13 dic -''Trenta milioni d'italiani pagheranno un balzello di 34 euro all'anno.. Dopo giorni di attesa, abbiamo ottenuto il tanto sospirato emendamento del governo, che ci rende chiaro cio' che temevamo.

Le mani dello Stato andranno direttamente a toccare i conti correnti degli italiani, con una sorta di prelievo forzoso mascherato su tutti i conti correnti bancari e postali superiori ai 5mila euro di media giacenza. Verra' colpito allo stesso modo chi ha in banca o alla posta 5mila euro come chi ce ne ha 100 mila o piu'''. Lo dichiara in una nota Antonio Borghesi, vicepresidente dell'Italia dei Valori alla Camera, che aggiunge: ''Alla fine un pensionato dovra' destinare una buona fetta del suo aumento di pensione in bollo''.
 - - - 8< - - - 8< - - - 8< - - - 8< - - - 8< - - -
sandropascucci : primit.it signoraggio.com
INTERNET AIUTA A RIVOLUZIONARE IL MONDO COME
TRATTENERE IL RESPIRO AIUTA A PESARE MENO SULLA BILANCIA

Avatar utente
MauroB
Messaggi: 432
Iscritto il: 12 feb 2011, 13:34
condivido lo Statuto e il Manifesto:
zona operativa:: Pistoia
azioni: volantinaggio in proprio
Località: pistoia

Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda MauroB » 14 dic 2011, 18:40

!
Confermata la missione degli ispettori Fmi in Italia. Blanchard sul patto Ue: troppo rigore e poca crescita
Cronologia articolo14 dicembre 2011

Argomenti: Olivier Blanchard | Fmi | Antonio Spilimbergo | CFR | Stati Uniti d'America | Simonetta Nardin | Husain Aasim | Italia
Come anticipato dal Sole 24 Ore, una missione del Fondo Monetario Internazionale sarà a Roma la prossima settimana per avviare le discussioni con il nuovo governo sulle politiche economiche dell'Italia. Lo ha spiegato Simonetta Nardin, portavoce del Fmi in una nota. I delegati del fondo FMI incontreranno le nuove autorità, «per essere messi al corrente degli ultimi sviluppi in materia di conti pubblici e per discutere delle modalità delle future missioni». Il team comprenderà fra gli altri il vicedirettore del Fondo, Aasim Husain, e il consigliere Antonio Spilimbergo del dipartimento europeo dell'istituzione di Washington.

Sulla crisi dell'Eurozona peraltro ha parlato anche il capo economista Olivier Blanchard, intervenendo a un incontro a New York organizzato dal Council on Foreign Relations. L'Eurozona ha la capacità di contenere la sua crisi del debito prima che si trasformi in una crisi di solvibilità ha detto.
Tuttavia l'incapacità dimostrata sino ad ora dalle autorità europee nel trovare soluzioni efficaci può avere un impatto sugli Stati Uniti e «sul mondo intero».
Il prossimo anno in Europa non sarà molto bello» ha detto Blanchard secondo cui il consolidamento fiscale in corso costituirà un forte peso alla crescita e c'é molta incertezza su quello che questo significherà per il resto del mondo. Secondo Blanchard si rischia di porre eccessiva enfasi sui programmi di riduzione dei costi a scapito della crescita.


http://www.ilsole24ore.com/art/finanza- ... d=AaVvpGUE

Avatar utente
MauroB
Messaggi: 432
Iscritto il: 12 feb 2011, 13:34
condivido lo Statuto e il Manifesto:
zona operativa:: Pistoia
azioni: volantinaggio in proprio
Località: pistoia

Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda MauroB » 15 dic 2011, 23:23

!
Borgoricco, imprenditore edile si suicida per debiti
PadovaOggi » Cronaca di Redazione 19/11/2011

Il suicidio nella sede dell'azienda di famiglia. A togliersi la vita un imprenditore di 52 anni. Il corpo è stato trovato ieri mattina da un dipendente. In un biglietto le ragioni del tragico gesto, legato a problemi economici

Non riusciva a far fronte ai gravi problemi economici che negli ultimi tempi gli toglievano il sonno. Così, in poche righe, ha spiegato in un biglietto indirizzato ai familiari le ragioni del proprio tragico gesto, chiedendo perdono.

IL suicidio. Protagonista un imprenditore edile 52enne di Borgoricco che, sopraffatto dai debiti accumulati con l'azienda, ha deciso di farla finita impiccandosi alla benna di una macchina per la movimentazione terra nella sede della ditta di famiglia. A trovare l'impresario, ieri mattina, è stato un dipendente.


http://www.padovaoggi.it/cronaca/suicid ... edile.html

!
Giovanni Schiavon morto suicida, titolare della Eurostrade di Vigonza a Padova
PadovaOggi » Cronaca
di Redazione 12/12/2011

Vigonza, impresario edile si spara nell'ufficio dell'azienda
A togliersi la vita dopo essersi puntato la pistola alla testa è Giovanni Schiavon, 59 anni, titolare della Eurostrade 90 di Peraga. In un biglietto le ragioni del gesto: una situazione debitoria pesante dell'azienda a fronte di ritardi nella riscossione di pagamenti per lavori pubblici eseguiti

"Scusate, non ce la faccio più". Queste le parole che chiudono il biglietto di addio di Giovanni Schiavon, il secondo imprenditore edile che, nell'arco dell'ultimo mese, dopo il caso del titolare di un'azienda di Borgoricco, ha deciso di togliersi la vita a causa dei problemi economici della propria attività.

IL SUICIDIO. L'uomo, 59 anni, sposato e padre di due figli, era titolare da 25 anni della EuroStrade 90 snc in via Andreon a Peraga di Vigonza. Molto conosciuto nel padovano per la sua serietà, la sua ditta edile era apprezzata per l'affidabilità e precisione nella realizzazione dei lavori di asfaltatura e scavi fognari. Opere spesso connesse ad appalti pubblici. Schiavon si è sparato in testa oggi, lunedì 12 dicembre. A trovarlo, già esanime nel suo ufficio, una dipendente. Accanto, il breve biglietto di spiegazioni indirizzato alla famiglia.

LA CRISI AZIENDALE. All'origine del gesto estremo ci sarebbe una situazione debitoria pesante dell'azienda. Il meccanismo - come è stato ricostruito dai carabinieri che indagano sulla vicenda - si è inceppato circa un anno fa, quando i pagamenti da parte dei clienti, già in ritardo, si sono fermati. Così era scattata la cassa integrazione per sette dei dipendenti. Schiavon avrebbe cercato inutilmente di riscuotere crediti pare per 200mila euro che vantava e che sperava potessero risollevare le sorti della sua azienda. Le banche gli avrebbero anche chiesto di rientrare dalle linee di finanziamento aperte e, di mese in mese, avrebbe visto slittare in avanti la date dei pagamenti dei lavori fatti anche a favore di Enti locali. Terminate le ultime commesse, sarebbe stato un Natale di cassa integrazione anche per gli altri dipendenti, con i soldi in cassa per pagare stipendi e tredicesime ridotti al lumicino.


http://www.padovaoggi.it/cronaca/giovan ... adova.html


Torna a “Era scritto sul giornale”

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 1 ospite

cron
Eccetto dove diversamente specificato, i contenuti di questo sito sono liberamente riproducibili purché sia citata e linkata la fonte (sono infatti rilasciati sotto una licenza Creative Commons BY-NC-SA 2.0) Il redattore non e' legalmente responsabile per i pensieri e le affermazioni espresse in questo blog dai visitatori. L'autore non assume alcuna responsabilità nel caso di eventuali errori contenuti negli articoli o di errori in cui fosse incorso nella loro riproduzione sul sito. Tutte le pubblicazioni su questo sito avvengono senza eventuali protezioni di brevetti d'invenzione; inoltre, i nomi coperti da eventuale marchio registrato vengono utilizzati senza tenerne conto. Questo sito non è una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità . Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001 Comunque, Costituzione Italiana - Art. 21: Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. :: SE&O :: Salvo Errori et Omissioni "come scrivono le banche, in calce agli estratti conto, per evitare eventuali future azioni penali".