[Italia] tira un'arietta..

..ovvero le puttanate ufficiali propagandate dal Sistema Mediatico di IGB
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MauroB
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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda MauroB » 27 mar 2012, 23:18

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Finanza e Mercati > In primo piano

L'Ocse: la crisi non è ancora finita. Italia e Germania riducano le tutele sul lavoro

all'interno videoanalisi di Riccardo SorrentinoCronologia articolo27 marzo 2012
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Argomenti: Scienza | Pil | Ocse | Italia | Bce | Portogallo | Spagna | Slovenia | Germania

L'Italia deve ridurre le tutele sul lavoro, raccomanda l'Ocse. Ma è in buona compagnia: tra i numerosi Paesi elencati in un rapporto pubblicato oggi dall'Ocse compare infatti perfino la Germania, che in questi giorni viene spesso presa a modello per la riforma del mercato del lavoro di cui tanto si discute in Italia.

Nello studio di oggi l'Ocse ha riproposto l'elenco di raccomandazioni avanzate ai vari paesi dell'area euro pubblicate nei mesi passati. E sul mercato del lavoro l'Italia compare in quella che chiede appunto di «ridurre le tutele», assieme a Germania, Francia, Spagna, Lussemburgo, Olanda, Portogallo e Slovenia. L'altra raccomandazione dell'Ocse sul lavoro in cui viene inclusa l'Italia è quella di «riformare il sistema di contrattazioni salariali», in questo caso assieme a Belgio, Spagna e Slovenia.

documenti
Il documento Ocse

Gurria: positiva la riforma varata da Monti
Il segretario generale dell'Ocse, Angel Gurria, accoglie con favore la riforma del lavoro varata dal Governo e si «congratula» con l'esecutivo Monti per aver proposto al parlamento un pacchetto di misure ad ampio raggio. «La riforma - afferma - è un passo decisivo per risolvere i principali problemi del mercato del lavoro italiano». L'Ocse, spiega Gurria, continuerà a supportare le autorità italiane in questo ambiziosa agenda di riforma. Le misure adottate, sottolinea possono contribuire a risolvere i persistenti problemi del mercato del lavoro, come la bassa occupazione delle donne e la disoccupazione giovanile, aumentata in modo particolare con la crisi».

Per l'Italia «sfide spaventose»
«Le recenti misure per risanare i conti prese da Grecia, Italia, Portogallo e Spagna sono passi importanti ma le sfide restano ancora spaventose»: lo ha detto il segretario generale dell'Ocse, Angel Gurria, presentando l'ultimo rapporto sulla zona Euro.

Possibili nuove manovre
«I Paesi che che si trovano sotto stretto scrutinio dei mercati devono rispettare i target di bilancio ed essere pronti a nuove misure di consolidamento se necessario»: è quanto si legge nell'ultimo rapporto Ocse sull'Eurozona, secondo cui «serviranno molti anni per raggiungere un livello prudente di debito/Pil». E anche se le condizioni economiche sono migliorate da dicembre grazie all'azione della Bce, «il debito pubblico in rapporto al pil é alto nella maggior parte dei paesi Eurozona e la fiducia dei mercati nel debito sovrano dell'area é fragile», spiega l'Ocse.

Prospettive di crescita incerta
Le prospettive di crescita sono infatti «inusualmente incerte» e dipendono dalla soluzione della crisi del debito sovrano», spiega l'Ocse, che nel rapporto sull'Eurozona ha confermato le stime del Pil 2012 e 2013 a +0,2% e +1,4% rispettivamente. Molto dipenderà dall'azione dei governi: misure efficaci per contrastare la crisi finanziaria possono comportare una crescita più forte, ma «ci sono ampi rischi al ribasso perché l'assenza di tali azioni aprirebbe la strada a una recessione severa».

Aumentare il Fondo salva-Stati
«Gli squilibri economici nella zona Euro sono stati affrontati in modo incompleto, creando una nuova instabilità a metà 2011», e ciò rende «necessario aumentare il fondo salva-Stati per fornire sostegno credibile ai Paesi vulnerabili», si legge poi nel rapporto Ocse.

Il sistema di supervisione finanziaria nell'Eurozona
Il sistema di supervisione presenta debolezze perché è ancora sostanzialmente basato sulla supervisione e di gestione delle crisi a livello nazionale, afferma l'Ocse. Per questo é necessario un «sistema comune di gestione delle crisi delle istituzioni finanziarie e di risoluzione (fallimento ordinato delle banche, ndr) sostenuto da fondi adeguati possibilmente in maggioranza privati». Gli accordi di gestione delle crisi vanno migliorati senz'altro per i gruppi bancari paneuropei.


http://www.ilsole24ore.com/art/finanza- ... d=AbkMYkEF

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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda MauroB » 31 mar 2012, 21:49

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Economia > News
Imprese in ginocchio, record fallimenti nel 2011

Cgia, chiuse 11.600 in un anno, fino 50.000 posti lavoro in meno
31 marzo, 21:15salta direttamente al contenuto dell'articolo
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Visco: e' anno recessione, evitato credit crunch
Meta' degli italiani sotto i 15 mila euro
Tariffe: da aprile luce +5,8%, altri aumenti a maggio
Carrello della spesa, al top dal 2008. Benzina e diesel volano

di Roberto Nardi

VENEZIA - Ogni giorno lo scorso anno, domeniche e Natale compresi, 31 aziende, soprattutto di piccole dimensioni, hanno portato i libri in tribunale per dichiarare fallimento. Nella sola Lombardia hanno chiuso 2.613 imprese, mentre alla fine della classifica regionale di un'ecatombe che ha fatto 11.615 vittime e lasciato a casa almeno 50mila persone, si pone la Valle d'Aosta con 9 aziende che hanno chiuso i battenti. A stilare l'elenco e a lanciare l'allarme fallimenti, la Cgia di Mestre che parla di un dato mai toccato in questi ultimi 4 anni di crisi. Un dramma, dice la Cgia, vissuto da datori di lavoro e dipendenti.

Per Giuseppe Bortolussi, segretario dell'associazione artigiana, tre i 'virus' letali per una realta' che continua ''a rimanere il motore occupazionale ed economico del Paese'': la stretta creditizia, i ritardi nei pagamenti e il forte calo della domanda interna. Sul piano percentuale, secondo una recente stima sempre della Cgia, quasi un fallimento su tre e' stato causato proprio dai ritardi nei pagamenti (3.600 aziende). Le cronache di questi mesi indicano che il fallimento di un imprenditore non e' solo economico: ''spesso - ricorda la Cgia - viene vissuto da queste persone come un fallimento personale che, in casi estremi, ha portato decine e decine di piccoli imprenditori a togliersi la vita''.

Ma la disperazione, come il caso del muratore marocchino a Verona che ha cercato di darsi fuoco, non guarda al ruolo nell'impresa. ''La sequenza di suicidi e di tentativi di suicidio avvenuta tra i piccoli imprenditori in questi ultimi mesi - evidenzia Bortolussi - sembra non sia destinata a fermarsi. Solo in questa settimana, due artigiani, a Bologna e a Novara, hanno tentato di farla finita per ragioni economiche. Bisogna intervenire subito e dare una risposta emergenziale a questa situazione che rischia di esplodere. Per questo invitiamo il Governo ad istituire un fondo di solidarieta' che corra in aiuto a chi si trova a corto di liquidita'''.

E da Cortina, arriva un nuovo grido d'allarme sul mondo delle imprese. Questa volta sono i Giovani di Confindustria a lamentare le crescenti difficolta' ad avviare un'attivita', con la sensazione sempre piu' forte di essere abbandonati dal Paese. Per il 68% degli imprenditori, infatti, non c'e' nessun aiuto alla nascita di start-up, con 6 su 10 secondo i quali la crisi ha ulteriormente peggiorato l'adozione di strategie a favore delle aziende in avvio di attivita'.


http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche ... 11833.html

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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda kasiacolagrossi » 31 mar 2012, 22:59

la ripresa... di chi?

!
Mutui, primi segnali di ripresa

In questi giorni, alcune banche hanno ricominciato a promuovere i mutui ai privati, soprattutto per l'acquisto o la ristrutturazione della casa. E' solo un primo segnale di disponibilità, che dovrà essere confermato dai fatti, cioè dalla stipula dei mutui, ma è molto importante, perchè nei mesi scorsi chi chiedeva un mutuo si sentiva spesso rispondere di no, oppure riceveva proposte così onerose da fargli cambiare idea. Nello stesso momento, infatti, stiamo assistendo a una graduale riduzione degli spread applicati dalle banche, che rimangono ancora alti (attorno al 3%), ma sono inferiori rispetto al picco toccato nei mesi scorsi.

Ricordiamo che il tasso di rifinanziamento principale, cioè il tasso ufficiale della Banca Centrale Europea, è oggi al minimo storico, e rimangono molto bassi anche Euribor e Irs, cioè i parametri più utilizzati per i mutui a tasso variabile e a tasso fisso. L'Euribor, il tasso interbancario europeo, è il tasso di interesse applicato dalle banche quando si prestano soldi tra di loro. L'Irs è invece comunemente utilizzato per determinare il tasso dei mutui a tasso fisso.

Negli ultimi mesi avevamo assistito a un generalizzato aumento degli spread applicati dalle banche, cioè dell'aumento che le banche applicano rispetto al parametro di riferimento, quale margine di guadagno. Le banche, infatti, si sono trovate in difficoltà nella raccolta dei fondi, a causa della crisi di fiducia nel sistema, e hanno dovuto sostenere costi più alti per finanziarsi, come dimostrano i tassi di interesse allettanti offerti sui conti di deposito o altri strumenti finanziari analoghi, utilizzati per il parcheggio temporaneo della liquidità. Ecco perché le banche sono state costrette ad aumentare il margine (spread) applicato ai clienti per i nuovi mutui. L’aumento dello spread ha vanificato la riduzione del parametro di riferimento, quindi i nuovi mutui sono risultati più costosi di quelli stipulati negli anni precedenti.

Oggi qualcosa sta cambiando. La rinnovata volontà delle banche di erogare credito (anche se, per ora, solo ai privati e non alle imprese) può segnare veramente il punto di svolta di una crisi economica che, ricordiamo, è nata a causa di una crisi finanziaria, e potrà terminare solo quando le banche torneranno a svolgere appieno la loro funzione.

Se alcune banche iniziano a cambiare atteggiamento, è probabile che anche le altre le seguano, quindi nel giro di qualche mese l'erogazione del credito bancario ai privati potrebbe tornare su livelli accettabili. Ciò non significherà, ovviamente, il ritorno agli eccessi di dieci anni fa, ma semplicemente la possibilità di ottenere un mutuo per l'acquisto della casa quando la rata risulta sostenibile in base al proprio reddito, e la somma richiesta non supera l'ottanta per cento del valore della casa.

Notaio Paolo Tonalini
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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda sandropascucci » 31 mar 2012, 23:15

la ripresa per il culo. dopo 500 anni di prea per il culo c'era stato un attimo di sbandamento.
ora c'è la ri-presa. ci si vede nel 2512.
 - - - 8< - - - 8< - - - 8< - - - 8< - - - 8< - - -
sandropascucci : primit.it signoraggio.com
INTERNET AIUTA A RIVOLUZIONARE IL MONDO COME
TRATTENERE IL RESPIRO AIUTA A PESARE MENO SULLA BILANCIA

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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda kasiacolagrossi » 3 apr 2012, 22:20

!
Imu, continua la batosta Salve le fondazioni bancarie Gli anziani negli ospizi no
Le fondazioni bancarie esentate dall'Imu, in quanto associazioni no profit. Per gli anziani che vivono nelle case di riposo è in arrivo la stangata. Ecco le modifiche sull'Imu


Fondazioni bancarie graziate, anziani che vivono nelle case di riposo tassati. Alla faccia dell'equità. La spada di Damocle dell'Imu pende sulla testa degli italiani. Non tutti però.


Imu, la nuova IciIngrandisci immagine
Infatti, l'esecutivo di Monti sembra risparmiare le fondazioni bancarie (e i suoi azionisti), in quanto ritenute associazioni no profit.

Le Commissioni Bilancio e Finanze del Senato hanno infatti cassato un emendamento al dl fiscale, presentato dall’Idv, che contemplava il pagamento dell’Imu per le fondazioni bancarie.

A presentare la proposta di modifica è stato Elio Lannutti (Idv), il quale ha sottolineato che "il governo aveva dato parere contrario sostenendo che le banche e le loro fondazioni sono associazioni benefiche. È una vergogna perché si fa pagare l’Imu sulle macerie, ovvero sulle case inagibili, sui pagliai, e allo stesso tempo il governo dei banchieri dimostra di essere prono agli interessi degli stessi banchieri".

A rincarare la dose ci ha pensato il presidente dei senatori dell'Idv, Felice Belisario, che accusa il governo di garantire "l’esenzione fiscale per i poveri banchieri".

In Italia le fondazioni bancarie sono quasi 90 e dispongono di un patrimonio superiore ai 50 miliardi. Si professano no profit, ma, secondo quanto ha dichiarato il senatore Lannutti in un'interrogazione parlamentare, "la quota impegnata nelle partecipazioni bancarie si attesa intorno al 40 per cento, mentre il resto è investito in titoli di Stato ed in società private scelte esclusivamente secondo il criterio della redditività e da questo capitale le fondazioni ricavano ogni anno lauti guadagni, devoluti ad attività di utilità sociale: il settore maggiormente finanziato è quello artistico e culturale".

Tuttavia, le fondazioni bancarie continuano a non pagare le tasse, nonostante (come ha precisato a linkiesta.it il leader dei Verdi Angelo Bonelli ), "le Sezioni unite della Cassazione nel 2009 abbiano stabilito che non possono godere di sconti fiscali, in quanto non sono equiparabili agli enti del mondo no profit".

Al contrario invece nessuna esenzione per gli anziani che vivono nelle case di riposo, per i quali, secondo il senatore della Lega Nord, capogruppo in commissione Bilancio, Gianvittore Vaccari "l’Imu diventerà un salasso senza precedenti, poiché agli immobili di loro proprietà verrà applicata l’aliquota prevista per le seconde case".

Via libera invece per quanto riguarda gli "sconti" sull’Imu per gli immobili dei comuni, agricoli, montani e storici. La norma stabilisce, inoltre, che per il 2012 il versamento dell’Imu dovuto per i fabbricati rurali sarà effettuato in un’unica soluzione entro il 16 dicembre. Via libera anche all’esenzione per i fabbricati rurali strumenti situati nei comuni di montagna con altitudine superiore a 1.000 metri.

Si ripristina, poi, l’abbattimento della base imponibile a favore degli imprenditori agricoli professionali. Per i fabbricati rurali strumentali, per i quali è prevista un’aliquota Imu del 2 per mille, viene fissato il versamento dell’imposta in due rate pari al 30% in acconto e al 70% a saldo, rispettivamente entro il mese di giugno e di dicembre.

Sulle unità immobiliari che in parte o in toto sono inabitabili (parzialmente demolite, dirute, o che, in ogni caso, non producono reddito), quelle accatastate F2, non si pagherà l’Imu.


http://www.ilgiornale.it/interni/imu_co ... comments=1

NO-PROFIT, altro che marche da bollo.


http://www.ilgiornale.it/interni/100/27 ... comments=1

!
Il ministro Passera: "Non penalizzeremo il non profit". E il sottosegretario Polillo: "Pagherà la tassa sugli immobili solo chi iscrive un utile in bilancio"
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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda MauroB » 5 apr 2012, 19:10

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LAVORO

Casa, aerei ed enti previdenziali
la riforma porta una stangata sugli affitti

Colpo per i proprietari degli immobili che non applicano la cedolare. Una delle norme riduce da 15 a 5% lo sconto forfait previsto per chi dichiara con l'Irpef i redditi derivanti dalla locazione di immobili. L'Inps e l'Inail dovranno ridurre le loro spese di funzionamento a partire dal 2013 per 90 milioni. Il disoccupato se rifiuta un posto pagato fino al 20% rispetto all'importo lordo dell'indennità cui ha diritto, perde il sussidio

TUTTO SU
Riforma del lavoro
ROMA - Non solo articolo 18. Ma anche nuovi tagli per gli enti previdenziali e una stangata per i proprietari degli immobili che non applicano la cedolare. C'è anche questo nella riforma che Monti vuole sia approvata "nel suo complesso" 1.

Aerei. Sale di 2 euro per ogni passeggero, a partire dal primo luglio 2013, l'addizionale comunale sui diritti di imbarco sugli aerei. E' quanto prevede una delle norme fiscali poste a copertura del ddl per la riforma. I maggiori importi incassati andranno versati all'Inps.

Affitti. Stangata in arrivo per i proprietari degli immobili che non applicano la cedolare. Una delle norme poste a
copertura del ddl del lavoro riduce da 15 a 5% lo sconto forfait oggi previsto per chi dichiara con l'Irpef i redditi derivanti dalla locazione di immobili. Di fatto l'imponibile su cui si paga l'imposta aumenta di 10 punti percentuali.

Tagli L'Inps e l'Inail dovranno ridurre le loro spese di funzionamento a partire dal 2013 per 90 milioni complessivamente. Le riduzioni sono quantificate in 72 milioni di euro annui per l'Inps e 18 milioni annui per l'Inail. L'amministrazione autonoma dei Monopoli di stato dovrà adottare misure di razionalizzazione aggiuntive con una riduzione di spesa di 10 milioni l'anno a partire dal 2013.

Assicurazioni. Arriva una stretta sulla deduzione riconosciuta sulla tassa al
servizio sanitario nazionale, pari al 10,5%, che si applica sulle assicurazioni Rc auto. La deduzione scatterà solo per gli importi che eccedono i 40 euro (quindi per assicurazioni da 402 euro). La stretta vale già sui pagamenti del 2012.

Auto aziendali. Una parte delle risorse per finanziare il disegno di legge sulla riforma del mercato del lavoro arriverà dal taglio delle deduzioni per l'uso delle auto aziendali. E' previsto un taglio delle deduzioni dal 40% al 27,5% per le auto utilizzate nell'esercizio di imprese, arti e professioni.

Disoccupati. Il lavoratore che percepisce un assegno di mobilità o di disoccupazione perde l'indennità se non accetta "una offerta di un lavoro inquadrato in un livello retributivo non inferiore del 20 per cento rispetto all'importo lordo dell'indennità cui ha diritto".

Immigrati. Il Ddl di riforma appena trasmesso al Parlamento prevede infatti che per evitare che la crisi economica determini l'irregolarità dei lavoratori stranieri che abbiano perso il posto di lavoro, occorre adottare misure che ne facilitino il reinserimento nel mercato, favorendo l'offerta che provenga dal bacino di immigrati già all'interno del paese piuttosto che ricorrendo a nuovi flussi dall'estero. Pertanto la perdita del posto di lavoro non può comportare la revoca del permesso di soggiorno del lavoratore extracomunitario e dei suoi familiari. Occorre piuttosto prolungare il periodo in cui lavoratore può essere iscritto nelle liste di collocamento, estendendolo anche a tutto il periodo in cui sia ammesso a una prestazione per disoccupazione.
(05 aprile 2012)


http://www.repubblica.it/politica/2012/ ... ref=HREA-1

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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda MauroB » 9 apr 2012, 22:32

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Crisi: fallimenti attaccano nord, 17mila da inizio recessione

Cerved: prime Lombardia e Milano, boom per la Campania
09 aprile, 15:12

MILANO - I fallimenti stanno colpendo il cuore produttivo dell'Italia, le Regioni del Nord. Lo affermano dati Cerved analizzati dall'ANSA secondo i quali dal 2009, quando i crack sono esplosi con la crisi mondiale, sono 17mila i fallimenti al Nord, con l'area Occidentale (Lombardia con Milano, Piemonte e Liguria) in difficolta' mentre 'tiene' meglio il Nord Est, anche se il Veneto fatica. Un quarto delle chiusure sono di imprese meridionali (8.358, con un 'boom' per la Campania nel 2011), il 22% del Centro Italia (7.284).
Anche uno studio sulla frequenza dei fallimenti, cioé il numero di imprese chiuse ogni 10mila attive (Insolvency ratio, Ir), conferma il dato: dall'inizio della crisi la Lombardia è prima con un tasso di oltre 27 aziende chiuse per 'crack' ogni 10mila, Milano è prima tra le province con un Insolvency ratio di 34. Quasi la metà dei 33mila fallimenti totali (oltre 15mila) ha riguardato imprese che operano nel terziario, il 23% aziende dell'edilizia (7.535), il 21% società manifatturiere (poco meno di 7mila). Ma, confrontando le procedure al numero di imprese operative, è evidente che i crack hanno colpito con maggiore intensità l'industria (con un Insolvency ratio nei tre anni pari a 38,7) e le costruzioni (28,5), rispetto ai servizi (16,9) e gli altri settori (9,1). Secondo le rilevazioni Cerved, gruppo specializzato nell'analisi delle imprese e nella valutazione del rischio di credito, la situazione è in fase di radicamento: nel solo anno scorso la Lombardia è arrivata a un Insolvency ratio di 30,7, Milano di 39. Ma nel 2011 il trend peggiore è stato accusato da altre due Regioni: per maggior numero di fallimenti in assoluto la prima rimane la Lombardia (2.673, +9,8%), ma in Campania la crescita è stata quasi del 30% (esattamente del 29,6%, oltre quota mille) e nel Lazio del 23,4%, a un totale di 1.253 crack aziendali.

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche ... 02102.html

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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda MauroB » 10 apr 2012, 21:35

>
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Milano affonda -4,98%. Spread vola a 400 punti

Martedi' nero in Europa, bruciati oltre 170 mld
10 aprile, 21:27

Si apre con un 'martedi' nerò per l'Europa, Italia e Spagna in testa, la ripresa dopo le ferie pasquali. La borsa di Milano, maglia nera d'Europa trascinata giù dal tracollo dei bancari, ha chiuso con un -5%, mentre lo spread dei Btp italiani tornato per la prima volta in due mesi sopra i 400 punti base, fra paure di un effetto contagio da Madrid e timori per le aste di questa settimana. Per le borse d'Europa è un tracollo dopo i guadagni messi a segno nella 'ripresina' d'inizio 2012: solo oggi hanno bruciato in capitalizzazione oltre 170 miliardi (17 solo in Italia), fra nuove paure per la crisi del debito e segnali di una occupazione al palo negli Usa. Milano è la peggiore, seguita da Madrid e Parigi, che cedono il 3%, Francoforte (-2,49%) e Londra, -2,24%.
Piazza Affari torna ai livelli d'inizio gennaio, azzerando in poche, pochissime sedute (la correzione è partita nella seconda metà di marzo) tutti i guadagni messi a segno da quando le riforme avviate dal governo Monti avevano iniziato a dare risultati. La pioggia di vendite investe l'Europa ma oggi, con risultati amplificati dai volumi ridotti causa feste appena passate, è proprio l'Italia a guidare il tracollo dei titoli bancari. E ciò a due giorni dall'editoriale, comparso sul New York Times, che evoca "segnali d'allarme" a causa dei massicci e rischiosi acquisti di titoli di Stato fatti dalle banche per sostenere il debito nazionale. Il bilancio della giornata è tutto nei numeri: Unicredit -8,1%, Intesa Sanpaolo -7,9%, PopMilano -6,8%, e sul fronte 'corporate' A2a (-8,2%) e StMicroelectronics (-8,2%) guidano la classifica a rovescio. Per le banche sono dolori anche in Spagna (Santander -3,9%, Bbva -3,6%) mentre s'intensificano le voci secondo cui il Paese - nonostante i tagli per 10 miliardi di euro annunciati ieri - potrebbe seguire Grecia, Portogallo e Irlanda nel chiedere il salvataggio ai partner dell'Ue.
Spagna e Italia, insomma, sembrano riavvicinarsi all'epicentro dell'instabilità europea una volta archiviato il quasi-default greco, anche se Roma continua a distanziare Madrid con un differenziale relativo fra rendimenti decennali che premia sempre più l'Italia. Certo la tensione è tornata alta sul mercato del debito. Lo spread italiano ha nuovamente superato i quattro punti percentuali pieni rispetto al riferimento tedesco riportandosi al livello d'inizio febbraio: starebbero alleggerendosi di carta 'periferica', anche italiana, grossi fondi statunitensi preoccupati per il 'focolaio' spagnolo e intenzionati a trarre profitto del recente rally.
C'é chi dà la colpa all'austerity: la stretta di bilancio avrebbe così tanto ridotto le prospettive di crescita da mettere a rischio anche le entrate fiscali, finendo per mordersi la coda. C'é chi - come Bnp Paribas - mette l'accento sulla strategia anti-crisi: le mega-aste della Bce (oltre 1.000 miliardi di euro) hanno dato respiro, ma senza riforme a convincere i mercati molti grossi investitori si tengono alla larga dal debito della 'periferia' europea. Fatto sta che la tensione è di nuovo alle stelle, con lo spread spagnolo a 434 punti base.
L'attenzione - dopo l'asta spagnola non esaltante della scorsa settimana - è ora sull'Italia: domani il Tesoro offre 11 miliardi di Bot a tre mesi e un anno. Giovedì - giornata più confermato domani, indicherebbe una spiacevole inversione di tendenza.


http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche ... 67478.html

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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda kasiacolagrossi » 10 apr 2012, 21:52

"Spread a 400? Non preoccupatevi: domani devono mungerci con l'asta dei BOT. Poi scende, tranquilli..."
Claudio Messora
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Messaggioda MauroB » 12 apr 2012, 11:34

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Arriva al Senato il pareggio di bilancio: costituzione stravolta

di: WSI Pubblicato il 12 aprile 2012| Ora 10:05
Roma - C'e' chi gia' lo chiama un golpe silenzioso. Sicuramente e' un atto che va contro il primo comandamento della stessa legge che si propone di cambiare. Lo dice il primo articolo della Costituzione: "l'Italia e' una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranita' appartiene al popolo". Oggi il Senato e' atteso da un voto il cui esito appare scontato e che stravolgera' il testo costitutivo italiano. In tutto questo i cittadini non sono stati interpellati.

Sara' votato in seconda lettura il si definitivo all'inserimento del pareggio di bilancio nella legge madre d'Italia, che ne stravolgera' l’articolo 81. Per l'approvazione e' necessario il parere favorevole di due terzi dei senatori votanti. Sebbene solitamente le questioni in materia costituzionale vengono decise negli scranni parlamentari, stavolta, trattandosi di una materia delicata ma comprensibile a tutti che decide il futuro dei cittadini, sarebbe auspicabile indire un referendum popolare.

Il 6 marzo scorso il testo e' stato approvato dalla Camera senza modifiche rispetto al documento gia' approvato in prima lettura il 30 novembre 2011. La proposta di legge costituzionale ha l'obiettivo di "introdurre nella Costituzione, nel rispetto dei vincoli derivanti dall'ordinamento dell'Unione europea, il principio dell'equilibrio delle entrate e delle spese, il cosiddetto pareggio di bilancio", si legge sul sito del governo.

Si tratta della seconda lettura del provvedimento, gia' approvato in prima deliberazione da entrambe le Camere. Il testo ora si trova davanti all'ultimo scoglio prima dell'approvazione definitiva, come previsto dall'art. 138 della Costituzione.

In questo modo, tuttavia, si sta di fatto scavalcando la sovranita' dei cittadini. I politici cambiano la costituzione e lo fanno seguendo i dettami delle autorita' europee e assecondando le politiche neoliberiste imposte dall'esterno, che d'ora in avanti rappresenteranno le basi dell'azione dei governi.
Per fare un esempio, con una norma di questo tipo Roosevelt non avrebbe mai potuto fare il New Deal e le politiche keynesiane – che piacciano o meno – vengono messe al bando. Il tutto avviene nel nome della moneta unica. Un esperimento nato con tutti i buoni propositi del caso, ma anche con tanti dubbi. Che in un secondo momento si sono rivelati quanto mai giustificati.

Mettendo indietro le lancette del tempo agli anni precedenti la nascita dell'euro, quando le maggiori potenze d'Europa stavano studiando un modo per forgiare una forza economica in grado di competere con Usa, Cina e altri paesi emergenti, i piu' grandi economisti monetari del mondo si dividevano in due filoni.

Alcuni reputavano l'unione monetaria una scelta assurda, altri erano possibilisti, ma pur sempre scettici, come si ha il diritto di essere quando ci si affaccia a una porta che da' l'accesso a un mondo nuovo. Una cosa e' certa: nessun analista era veramente entusiasta all'idea.

Ma la Germania, all'indomani della sconfitta bruciante di Francia e Inghilterra nel conflitto per riconquistare il Canale di Suez, riusci' a convincere i paesi vicini del fatto che congiungere le forze era l'unica strada da percorrere se si voleva continuare ad esercitare ancora un certo peso in un mondo in rapido cambiamento dopo la Seconda Guerra Mondiale. Da li' il passo fu breve.

Dallo scoppio della crisi di Suez nel 1956 si arrivo' in poco tempo (meno di un anno) al Trattato di Roma e alla nascita della Cee, che sin dal suo acronomico chiarisce le intenzioni: Comunita' Economica Europea. La cooperazione economica venne in seguito "approfondita" con l'Atto unico europeo nel 1986.

Il 1992 segna l'anno della firma del Trattato di Maastrich, che ha dato il la all'ingresso in circolazione della moneta unica (1999-2002). Lo scopo dichiarato: quello di rinsaldare l'economia dei suoi membri e assicurare la convergenza delle azioni, promuovendo il progresso economico. Un obiettivo che a conti fatti si puo' dire completamente mancato e che non puo' dirsi conseguito da nessuno degli stati membri. Tranne uno.

Gli squilibri della bilancia commerciale e dei pagamenti a favore della Germania e a sfavore dei Piigs sono oggi da tutti imputati all'euro. D'altra parte, i problemi in questione sono cominciati fin da quando e' nata l'unione monetaria. Per eliminare questi cavilli, professori e tecnici vogliono imporre liberalizzazioni, flessibilita' e deflazione salariale.

Il premier Mario Monti ha asserito che la Grecia e' la prova del successo dell'euro. Gli economisti piu' critici vorebbero invece vedere un'Unione Europea diversa, che ricordi almeno nelle intenzioni il sogno iniziale - oggi utopico - di un'Europa forte e unita nelle intenzioni, per ritrovare anche quel tocco di romanticismo che caratterizzava il progetto alle sue origini e che e' andato perso per strada.


http://www.wallstreetitalia.com/article ... volta.aspx

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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda MauroB » 12 apr 2012, 22:32

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Una tassa sugli sms per finanziare la protezione civile

di Marco LudovicoCronologia articolo12 aprile 2012Commenti

Riforma della Protezione civile con un decreto legge. È la previsione, per ora, definita alla riunione preliminare di ieri per il Consiglio dei ministri, di venerdì. Un testo in undici articoli che modifica, in parte, gli assetti istituzionali, rafforza il potere del capo del Dipartimento, cambia i meccanismi di finanziamento degli interventi per le emergenze. La questione più dibattuta, da anni, era se la Protezione dovesse tornare sotto il ministero dell'Interno. Il ministro Anna Maria Cancellieri l'aveva invocato all'inizio del suo mandato. Il prefetto Franco Gabrielli aveva risposto a più riprese che la collocazione attuale, all'interno di palazzo Chigi, era l'ideale e non andava modificata.
La soluzione ipotizzata sembra accontentare tutti. Sparisce la figura del ministro per il coordinamento delle attività di protezione civile. Il titolare politico è ora il presidente del Consiglio «ovvero, per sua delega, il ministro dell'Interno» com'è molto probabile che accadrà non appena il testo sarà approvato. Il Viminale, dunque, con la delega promuove e coordina nelle emergenze «le attività delle amministrazioni dello Stato, centrali e periferiche, delle regioni, delle province, dei comuni, degli enti pubblici nazionali e territoriali e di ogni altra istituzione ed organizzazione pubblica e privata presente sul territorio nazionale». Per questo l'Interno, sempre con la delega «si avvale del dipartimento della Protezione civile» che rimane, però, sempre all'interno della Presidenza del Consiglio.
Cambiano poi alcune regole sulla dichiarazione dello stato di emergenza e i poteri di ordinanza. Si introduce, intanto, la possibilità di deliberare non solo quando gli «eventi calamitosi» si verificano ma anche «nella loro imminenza». La delibera è del presidente del Consiglio - o, con sua delega, del ministro dell'Interno - una volta «acquisita l'intesa con le Regioni». Lo stato di emergenza non può durare più di 60 giorni, più altri 40 al massimo. Le conseguenti ordinanze di protezione civile, cioè i provvedimenti di attuazione operativa degli interventi, sono emanate «d'intesa con le Regioni territorialmente interessate, dal capo del Dipartimento della Protezione civile qualora delegato dal presidente del Consiglio» o dal titolare del Viminale. Il potere di ordinanza direttamente in capo al numero uno del dipartimento è una novità di rilievo.
La seconda innovazione è che le ordinanze emanate entro 20 giorni dalla dichiarazione di emergenza sono «immediatamente efficaci»: vanno trasmesse al ministero dell'Economia ma possono essere deliberate senza il «concerto» preventivo con il ministero del Tesoro, necessario invece dal ventunesimo giorno.

Sui finanziamenti per gli interventi sulle calamità ci sono tre strade. Le Regioni possono aumentare l'imposta sulla benzina «fino a un massimo di cinque centesimi per litro». Il governo, inoltre, può innalzare l'accisa sulla benzina e sul gasolio, sempre al massimo per cinque centesimi. «In alternativa» o «in combinazione» con l'incremento fiscale sul carburante, ecco la novità: «tassazione fino a una misura massima di due centesimi di euro» per l'invio di sms da «cellulare, computer o siti internet».

I gestori delle società di telecomunicazione «provvedono al pagamento dell'imposta, con facoltà di rivalsa nei confronti dei clienti». Il tema del finanziamento delle emergenze dovrebbe giustificare, tra l'altro, il ricorso allo strumento del decreto legge, per certi versi inaspettato visto il tavolo di lavoro creatosi alcuni mesi fa per definire il riordino della Protezione civile, presenti oltre ai rappresentanti del Dipartimento i tecnici dell'Interno, dell'Economia e della Presidenza del Consiglio.
Ultima - non in ordine di importanza - innovazione è la previsione dell'articolo 7 in base a cui «la flotta aerea antincendio della Protezione civile, nonché il Centro operativo aereo unificato (COAU) sono trasferiti al Dipartimento dei Vigili del fuoco».

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/ ... d=AbpdqmMF

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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda MauroB » 17 apr 2012, 13:35

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Economia
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Suicidi al tempo della crisi, una vittima al giorno tra chi ha perso il lavoro

A rischio la fascia degli 'esodati' +12,6% nel 2010. Piu' casi al centro-nord, prima la Lombardia
17 aprile, 11:47
Storie dalla crisi
ROMA - E' in prevalenza la mancanza del lavoro o comunque di qualche prospettiva economica la ragione del dilagare dei suicidi nel nostro Paese, che ormai ogni giorno miete vittime soprattutto tra i disoccupati e tra i cosiddetti 'esodati', tra coloro cioé che anche per ragioni anagrafiche nutrono meno speranze di altri di trovare un'altra occupazione. A livello territoriale, al di là delle ragioni più strettamente legate al lavoro, è il Centro-Nord a detenere il triste scettro dei casi di suicidio, con la Lombardia al primo posto.

Il fenomeno dei tanti che quotidianamente compiono il gesto estremo è però riconducibile, racconta il Secondo Rapporto dell'Eures ('Il suicidio in Italia al tempo della crisì), soprattutto alla figura maschile. Nel 2010 sono stati 362 i suicidi dei disoccupati, spiega l'Eures, superando così i 357 del 2009, che già rappresentavano una forte impennata rispetto ai 270 accertati in media nel triennio precedente. Il numero dei suicidi tra i disoccupati tra il 2008 e il 2010 si attesta complessivamente al 39,2% del totale, salendo al 44,7% tra quanti hanno perso il lavoro. Considerando la sola componente maschile, l'aumento dei suicidi dei senza lavoro appare ancora più preoccupante (da 213 casi nel 2008 a 303 nel 2009, a 310 nel 2010), attestandosi a +45,5% tra il 2008 e il 2010, confermando così la centralità della variabile occupazionale nella definizione dell'identità e del ruolo sociale degli uomini. Ma la crisi si fa sentire soprattutto sui cosiddetti 'esodati', vale a dire tra coloro che hanno tra i 45 e i 64 anni, con un incremento del 12,6% nel 2010 rispetto al 2009 e del 16,8% rispetto al 2008.

Ma la disoccupazione, informa l'Eures, è anche alla base dei suicidi nelle fasce di età tra 45 e i 54 anni, aumentati del 13,3% rispetto al 2009, e in quella 55-64 anni (+10,5%); il tutto a fronte di una crescita complessiva dell'8,1%. Tuttavia, come confermano anche le cronache di queste ultime settimane, a sentire il fiato sul collo della gelata economica sono anche gli artigiani e i commercianti. E secondo l'Eures nel 2010 336 tra questi hanno deciso di farla finita (contro i 343 del 2009). Lo studio definisce "molto alto il rischio suicidario" in questo ambito: in particolare nel 2010 si sono contate 192 vittime tra i lavoratori in proprio (artigiani e commercianti) e 144 tra gli imprenditori e i liberi professionisti (151 nel 2009), nel 90% dei casi uomini. Secondo la fotografia dell'Eures sono aumentati nel 2010 i suicidi nelle regioni del Centro-Nord; ma a livello territoriale il primato se l'é aggiudicato la Lombardia (con 496 casi, +3% rispetto al 2009), seguita dal Veneto (320, pari al 10,5% del totale, con un aumento del 16,4% sul 2009) e l'Emilia Romagna (278, 9,1%). Più della metà dei suicidi censiti in Italia si verifica in una regione del Nord (1.628 casi nel 2010, pari al 53,4% del totale), a fronte del 20,5% al Centro (624 casi) e del 26,1% al Sud (796 casi). Anche in termini relativi il Nord conferma i valori più alti, con 5,9 suicidi ogni 100 mila abitanti, contro i 5,3 del Centro e dei 3,8 del Sud. Ma è il Centro Italia a registrare nel 2010 la crescita più consistente, con un +11,2% sul 2009, che sale a +27,3% nel Lazio, con 266 suicidi.



http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche ... 29720.html

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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda kasiacolagrossi » 17 apr 2012, 19:17

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche ... 33377.html

(ANSA) - ROMA, 17 APR - Entra in Costituzione il principio del pareggio di bilancio. Il Senato approva con 235 si'e 11 no e 24 astenuti il ddl di riforma dell' art.81 della Costituzione che e' legge con questa quarta e ultima lettura, prevista per le riforme costituzionali. A favore piu' dei 2/3 dei componenti, e' evitato cosi' il referendum confermativo.
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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda MauroB » 19 apr 2012, 22:09

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La Nazione, Riffeser fa fuori il direttore: licenziato dopo gli articoli sul Monte Paschi

L'editore bolognese che stampa anche il Resto del Carlino e il Giorno ha fatto il blitz in poche ore. E ha nominato il bolognese Canè, gradito a Mps. E soprattutto alla farmaceutica Menarini finita in una bufera giudiziaria, azionista della banca e che intratteneva col nuovo direttore amichevoli telefonate durante l'inchiesta della Procura di Firenze

Licenziato per aver rispettato il diritto di cronaca. Mauro Tedeschini ieri è stato sostituito da Gabriele Canè alla direzione del quotidiano La Nazione di Firenze. Sono stati gli stessi giornalisti a raccontare di quegli articoli usciti, nei giorni scorsi, nelle pagine locali sulla crisi del Monte dei Paschi di Siena, che ha lasciato la Fondazione (37, 5 % del capitale della banca) senza entrate. Una cronaca poco gradita, pare, da Franco Ceccuzzi, sindaco pd della città. L’editore Andrea Riffeser Monti ha quindi deciso di rimuovere Tedeschini nominato direttore solo nel giugno 2011. Ma la questione che ha scatenato le proteste del Comitato di redazione è legata anche al nuovo direttore.

Gabriele Canè, lo stesso nome che compariva a fianco delle conversazioni tra un esponente della famiglia fiorentina Aleotti, proprietaria della casa farmaceutica Menarini, colosso che secondo la Procura di Firenze, avrebbe procurato un danno al sistema sanitario nazionale da 860 milioni di euro. Nelle carte dei pm che si occupano dell’inchiesta emerge come Lucia Aleotti avesse contattato i responsabili di molti quotidiani. L’interlocutore privilegiato, nell’ottobre 2010, sembra proprio Gabriele Cané, condirettore del Quotidiano Nazionale che a Firenze pubblica La Nazione.

Come scritto da Il Fatto Quotidiano a novembre, Aleotti chiama Cané per capire che rilievo avrà la notizia. “Lo metto in piccolo sul Qn e lo metto un po ’ meglio sulla Nazione perché ovviamente non si può.”. Ma che cosa faranno gli altri giornali? Aleotti: “Ho parlato con il responsabile di Repubblica qui di Firenze. che alla Valeria aveva detto. ‘ male male’, con me. non si è espresso in questi termini”. Ma c’è un ostacolo, Franca Selvatici, storica cronista di giudiziaria di Repubblica. Aleotti: “È la Selvatici purtroppo”. Cané: “Ma non era andata in pensione?”. Aleotti contatta tutti. “S’è parlato con Il Sole 24 Ore, fanno una spalla in norme e tributi”.

Il giorno dopo Cané e Aleotti fanno un bilancio degli articoli pubblicati. Aleotti è furibonda, perché la Nazione, nonostante le ripetute telefonate dai toni apparentemente amichevoli con il direttore Giuseppe Mascambruno (che da lì a breve venne licenziato anche lui), ha dedicato due pagine alla notizia. Cané minimizza: “Non dice praticamente niente”. Aleotti sbotta: “Sono due pagine”. Lui: “Mi dispiace”.

Cané, annotano gli investigatori, si impegna a monitorare e a tenere informata l’amica. Certo, Menarini è un colosso. Normale che abbia contatti con i giornali. Ma il nodo è un altro, come emerge da una telefonata. Cané: “I giornali sono anche liberi di non tenere conto, insomma, fino a un certo punto; non è che dobbiamo tenere conto dei canali pubblicitari, ma in questo caso c’è una connessione che è un peccato perdere”. Aleotti: “Eh bravo”. Ecco il punto: la montagna di pubblicità che il gruppo miliardario può riversare sui quotidiani. Sul cambio di direzione Federazione nazionale della stampa e l’Associazione Stampa toscana, insieme con la Consulta delle Associazioni Regionali di Stampa, “esprimono la più viva protesta e grande sconcerto per l’inaudito licenziamento del direttore Mauro Tedeschini, sacrificato dall’editore a seguito di contrasti sulle autonome e libere scelte di informazione a lobby politica e bancaria”.

Il Fatto Quotidiano, 19 aprile 2012


http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04 ... ps/205501/

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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda sandropascucci » 20 apr 2012, 17:14

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Il Fisco chiede le bollette del telefono di tutti gli italiani
Gli operatori dovranno trasmettere i dati alle Entrate entro il 30 settembre. Anche quelli delle prepagate. Entro ottobre i dati dei c/c
Scritto da Andrea Bassi | Milano Finanza – 4 ore fa

gio 2 feb 2012 17:38 CET

Tassello dopo tassello il Grande Fratello fiscale è quasi pronto. Ieri l'Agenzia delle Entrate ha emanato una nuova circolare in base alla quale tutti gli operatori telefonici, sia fissi sia mobili, dovranno trasmettere i dati in loro possesso sulle bollette non solo dei contribuenti, ma di tutti gli italiani.

Siano utenze domestiche o business, abbonamenti o prepagate. La spesa in telefonate (o in connessioni Internet) sarà una voce rilevante ai fini del redditometro, il nuovo strumento di verifica fiscale di massa che l'Agenzia sta mettendo a punto. A comunicare i dati presto saranno anche le società del gas, della luce, dell'acqua. Ma le voci di spesa che il Fisco prenderà in considerazione per valutare se il reddito dichiarato è congruo sono numerosissime, un centinaio.
Ci sono anche gli abbonamenti alla televisione satellitare, le colf, le ristrutturazioni, i mutui e, soprattutto, i soldi che ognuno ha in banca. Mercoledì 18 aprile il Garante della privacy ha dato parere positivo al provvedimento con il quale l'Agenzia obbligherà le banche a trasmettere i saldi di tutti i movimenti bancari. Trasmissione che dovrà essere completata entro il prossimo mese di ottobre. Nel database dell'Anagrafe Tributaria, in realtà, già oggi affluisce una mole enorme di dati, che riguarda ormai 600 milioni di rapporti attivi.

La novità è che, per la prima volta, l'occhio del Fisco vedrà oltre al nome della banca e a quanti conti corrispondono a ciascun contribuente, anche i saldi dei movimenti. Ogni scostamento rilevante rispetto ai redditi dichiarati e alle spese sostenute accenderà in automatico una spia rossa che farà scattare l'accertamento. Poi toccherà al contribuente dimostrare che le somme sul conto non sono frutto di evasione.
Speciale dichiarazione dei redditi 2012


La mole di dati che affluirà all'Anagrafe Tributaria sarà comunque immensa. Il Garante della privacy, nonostante il parere favorevole dato al provvedimento dell'Agenzia delle Entrate, non ha comunque nascosto tutte le sue perplessità.

Una delle richieste avanzate, per esempio, è che i dati siano cifrati sin dal momento della loro estrapolazione, in modo da evitare che nei vari passaggi qualcuno se ne possa appropriare e utilizzarli per altri fini. Del resto, i saldi dei conti correnti sono un dato sensibilissimo. Non solo. Il Garante ha anche chiesto che possa accedere alla banca dati solo un numero ristrettissimo di persone e che chi accede non sia in grado di modificare i dati. Completa la lettura sul sito di Milano Finanza.
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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda MauroB » 20 apr 2012, 22:58

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In Italia un quarto della popolazione e' a rischio poverta'

di: WSI-Agenzie Pubblicato il 20 aprile 2012| Ora 12:25
Equitalia ha intenzione di mettere sotto controllo le bollette telefoniche per scovare i potenziali evasori.

Roma - In un paese dove 3 milioni di persone hanno smesso di cercare lavoro, record in Europa e massimi dal 2004, forse non deve sorprendere cosi' tanto che un quarto delle famiglie e' a rischio poverta'.

E' aumentata considerevolmente la percentuale di italiani che potrebbe 'scivolare' al di sotto della soglia di indigenza, secondo le stime del direttore dell'Osservatorio nazionale per la salute nelle Regioni italiane, Walter Ricciardi.

"Con l'attuale crisi e gli aggravi economici per i cittadini – avverte Ricciardi – stimiamo un aumento del 7% degli italiani che potrebbero scivolare al di sotto della soglia di poverta'".

Per via della crisi finanziaria i disoccupati e inattivi intanto crescono sempre di piu' di numero. In particolare tra giovani e donne. Per gli "scoraggiati" si tratta del tasso piu' alto da 8 anni: sono un milione e mezzo circa.

Nel 2011 gli inattivi che non cercano un impiego, ma sono disponibili a lavorare sono 2 milioni 897 mila, con un rialzo annuo del 4,8% (+133 mila unità) e raggiungono il livello più elevato dal 2004.

La quota di questi inattivi rispetto alle forze lavoro e' dell’11,6%, dato superiore di oltre 3 volte a quello medio dell’Unione Europea.
.
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Messaggioda roberta » 30 apr 2012, 20:47

Bce al governo: tagliare le province per crescere

Oggi la spending review all'esame del Consiglio dei ministri

Il governo cerca 4 miliardi per evitare l'aumento dell'Iva

L'auspicio della Banca centrale europea: riportare al centro del dibattito il capitolo concorrenza e liberalizzazioni e l’accorpamento delle province.

http://qn.quotidiano.net


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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda Luca Mencaroni » 4 mag 2012, 21:21

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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda sandropascucci » 4 mag 2012, 21:45

bellissimo il richiamo a marra
e anche il commento di gnosy74
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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda MauroB » 21 mag 2012, 13:54

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Economia
Carburanti/ Possibili rincari per l'emergenza terremoto

Lunedì, 21 maggio 2012 - 09:40:00

Il prossimo Consiglio dei Ministri, probabilmente domani, dovrebbe avere in agenda la dichiarazione dello stato di emergenza per il nuovo tragico terremoto che ha interessato Emilia-Romagna e Lombardia. Il riordino della Protezione Civile, appena pubblicato in Gazzetta, prevede che in caso di utilizzo del Fondo nazionale questo venga obbligatoriamente reintegrato, ''in pari misura'', con riduzioni di spesa ''in combinazione'' con maggiori entrate derivanti dall'aumento delle accise sui carburanti ''fino ad un massimo di 5 cent euro/litro'' (per le Regioni invece e' ora stabilito non piu' l'obbligo ma la possibilita').

Una decisione non facile quella sul tavolo del governo alla luce delle polemiche ricorrenti circa il peso del fisco sui carburanti e dell'impatto sul carovita sebbene questa, ma non si sa fino quando, sia una fase contraddistinta dal calo delle quotazioni internazionali dei prodotti oil.

L'ultima volta che l'esecutivo e' ricorso all'aumento delle accise per una emergenza (circa 9 millesimi) e' stato nello scorso autunno per fare fronte alle alluvioni in Liguria e Toscana....

....continua...
http://affaritaliani.libero.it/economia ... refresh_ce

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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda MauroB » 22 mag 2012, 15:56

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Stime Ocse su Italia, possibili nuove misure

Pil a -1,7% nel 2012 e -0,4% nel 2013
22 maggio, 10:51
Ocse, ripresa Italia solo a fine 2013

ROMA - L'economia italiana è in recessione a causa della debolezza generale dell'economia europea e per le conseguenze immediate delle misure di consolidamento fiscale. Il declino "proseguirà probabilmente anche nel corso dell'anno prossimo" mentre la ripresa potrebbe partire "verso la fine del 2013".

In Italia la recessione potrebbe richiedere ''l'adozione di alcune misure di bilancio supplementari'': è quanto si legge nella parte dedicata all'Italia delle prospettive economiche dell'Ocse 2012, presentate oggi a Parigi

In Italia il prodotto interno lordo calerà dell'1,7% nel 2012 e dello 0,4% nel 2013. Lo afferma l'Ocse nell'Economic Outlook.

''La crisi nell'eurozona e' diventata piu' seria recentemente, e resta la piu' importante fonte di rischio per l'economia globale''. Nel 2012 il Pil dell'eurozona si contrarra' dello 0,1%. Lo stima l'Ocse, nel suo Economic Outlook. In particolare, il Pil sara' stabile nel 1/o trimestre, subira' un calo dello 0,3% nel 2/o e tornera' a crescere nel 3/o e 4/o, rispettivamente dello 0,3% e 0,7%.


http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche ... 09969.html

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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda MauroB » 23 mag 2012, 12:12

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Verso la Bancarotta: Il Governo presenta 4 decreti per ridurre i ritardi nei pagamenti nella PA di 20-30 miliardi. Bellissimo! Ma CHI PAGA?

23 maggio 2012 Di Gpg Imperatrice

Presentati 4 decreti ministeriali per affrontare il problema dei ritardi nei pagamenti della Pubblica amministrazione e un accordo tra Associazione bancaria italiana e le Associazioni imprenditoriali, che istituisce un plafond dedicato allo smobilizzo dei crediti delle imprese verso la Pa. Lo ha annunciato nella Sala stampa di Palazzo Chigi, il presidente del Consiglio, Mario Monti, insieme al ministro dello Sviluppo Economico, infrastrutture e trasporti, Corrado Passera e al viceministro dell’Economia e delle Finanze, Vittorio Grilli. “Possiamo realizzare un progressivo rientro del debito commerciale accumulato dalla Pubblica amministrazione smaltendo uno stock di 20/30 miliardi già per quest’anno” ha detto il presidente del Consiglio, illustrando i nuovi provvedimenti.

DETTAGLIO DECRETI
- Due decreti (“decreti certificazione”) riguardano la certificazione dei crediti scaduti nei confronti rispettivamente delle Amministrazioni centrali (inclusi gli enti pubblici nazionali) e uno per le Regioni e enti locali, inclusi gli enti del Servizio Sanitario Nazionale. Si dà attuazione più efficiente al DL 185/08, così come modificato dalla legge 183/2011 e in ultimo, meno di un mese fa, la legge n. 44 del 26 aprile 2012. Si tratta di due decreti “fotocopia”, uno immediatamente operativo (quello che riguarda le amministrazioni centrali), l’altro che necessita del parere della Conferenza Stato-Regioni ma auspicabilmente operativo nel più breve tempo possibile.
- Un decreto (“decreto compensazioni”) riguarda le compensazioni dovute a seguito di iscrizione a ruolo, in attuazione della legge n. 78 del 2010; La compensazione è valida, oltre che per i crediti erariali, anche per i crediti contributivi (Inps-Inail) e i tributi locali.
- un decreto riguarda il Fondo Centrale di Garanzia, che prevede agevolazioni per le imprese creditrici della Pubblica Amministrazione, in attuazione della legge 214/2011 (cd. “salva Italia”).

A questi atti, si aggiunge l’accordo tra Associazione Bancaria Italiana e le Associazioni imprenditoriali, che istituisce un plafond dedicato alla smobilizzo dei crediti delle imprese verso la Pubblica Amministrazione nonché le risorse dedicate già messe a disposizione da Cassa Depositi e Prestiti.



GLI OBIETTIVI

Con le misure presentate, il governo punta a raggiungere quattro obiettivi fondamentali: fornire liquidità alle imprese; rendere semplice per i fornitori e i debitori il meccanismo della certificazione superando la frammentazione sul territorio; ridurre il rischio di inerzia della Pubblica amministrazione; favorire una risoluzione dei debiti iscritti a ruolo.



CHI PAGA?

Ma voi l’avete capito? Ecco qui il punto: non si capisce bene. Si parla di “Associazione bancaria italiana” e si parla di “risorse dedicate già messe a disposizione da Cassa Depositi e Prestiti”. Cosa vuol dire?

Cosa sono i “tardati Pagamenti della PA”? Debito Pubblico non contabilizzato come tale.

Il Governo a fronte di questo straordinario pagamento degli arretrati ha annunciato qualche provvedimento pratico? No, nessun provvedimento pratico di reperimento concreto di risorse ne’ permanente (attraverso tagli alle Spese o aumenti di tasse), ne’ straordinario (tipo accordo con la Svizzera).

Quindi? E’ un artificio. Trasferiscono questo debito (non contabilizzato come debito pubblico) a qualcun altro, cioe’ a CDP, Banche, Stato, Regioni o a chissachi’ (in parte contabilizzato come debito pubblico ed in parte no).



CONCLUSIONE

Un provvedimento sacrosanto, fatto senza alcuna copertura concreta. Debiti erano, debito restano. Risanamento zero. Pagheranno sempre i nostri figli.


http://www.rischiocalcolato.it/2012/05/ ... -paga.html

roberta
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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda roberta » 1 giu 2012, 23:25

!
Crisi: Berlusconi, se Bce non stampa moneta potremmo dire 'ciao Europa'

(ASCA) - Roma, 1 giu -

''Dobbiamo andare in Europa e battere

i pugni sul tavolo per dire che la Bce deve stampare moneta.

Per paradosso dico che se non dovessero capire allora noi

diciamo 'ciao ciao Europa'. Oppure diciamo alla Germania

'uscite voi se non volete questo'. Se non viene stampata

altra moneta dalla Bce, stamperemo noi la nostra moneta''.

Sarebbe questo il ragionamento svolto da Silvio Berlusconi

durante l'assemblea dei gruppi in corso a Montecitorio.

...
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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda kasiacolagrossi » 2 giu 2012, 8:18

nuovi testimonial...

!
La "pazza idea" di Berlusconi: stampare Euro con la nostra Zecca

Finanza.com

"La Bce deve cambiare la propria missione, deve diventare il garante di ultima istanza del debito pubblico e cominciare a stampare moneta". Lo scrive Silvio Berlusconi nella sua pagina ufficiale su Facebook parafrasando quanto detto poco fa intervenendo all'assemblea dei gruppi del Pdl. "Dobbiamo andare in Europa a dire con forza che la Bce deve iniziare a stampare moneta.

Così cambia l'economia", prosegue il post dell'ex premier. "La Bce - aggiunge - deve cambiare la propria missione, deve diventare il garante di ultima istanza del debito pubblico e cominciare a stampare moneta. Altrimenti, in caso contrario, dovremmo avere la forza di dire 'ciao ciao euro' e cioè uscire dall’euro restando nella Ue o dire alla Germania di uscire lei dall’euro se non è d'accordo". La mia "idea pazza" è che la Banca d’Italia stampi euro oppure stampi la nostra moneta. Vi invito ad approfondire questo spunto.
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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda MauroB » 2 giu 2012, 13:36

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IL CASO

Stampare euro, Berlusconi smentisce
"Grave scambiare battuta per proposta


ROMA - Con il ritorno di SIlvio Berlusconi sulla scena politica tornano anche i "malintesi" e i "fraintendimenti" con la stampa che hanno caratterizzato a lungo i suoi mandati a Palazzo Chigi. "Che una battuta, detta 'intra moenia' con ironia, venga scambiata per una proposta, è certamente grave per chi dice di fare informazione politica", ha lamentato oggi l'ex presidente del Consiglio riferendosi al suo invito a stampare euro "in proprio" 1.

"Ma è preoccupante - ha aggiunto - che venga presa a pretesto per costruirci sopra teorie stravaganti per inventare una nuova linea politica mia o del Pdl". "Non è bastato - ha sottolineato - che io stesso la definissi "un'idea pazza" per chi evidentemente persegue finalità diverse da quelle di informare".

http://www.repubblica.it/politica/2012/ ... -36413696/

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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda sandropascucci » 6 giu 2012, 9:51

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“Berlusconi crede al signoraggio come Grillo”
02/06/2012 - Antonio Martino, ex ministro del Cavaliere, dixit

di Redazione

“Ha imitato Grillo, ma per gioco”, Cosi’ Antonio Martino commenta al Messaggero la parole di ieri di Silvio Berlusconi sull’euro da stampare con la nostra zecca. “In questa fase -spiega Martino- Berlusconi ha simpatia per Grillo.
Perche’ vede che ha successo e dice cose assurde ma molto bene accolte”.
STAMPATO IN ITALIA – E quindi Berlusconi dice che l’euro va stampato in Italia “perche’, sull’onda di Grillo, crede che tutti i nostri mali siano dovuti al signoraggio” ovvero alla “differenza tra potere di acquisto di una banconota e il costo di produzione di un banconota”.

MARTINO DIXIT – Ma, aggiunge Martino, Berlusconi “sa benissimo che queste sono assurdita’. Fa questo discorso perche’ sta in un momento in cui sa che questi discorsi fanno presa. Gioca. La riunione del Pdl, dove ha detto questa cosa, era noiosa. E per tenere svegli i suoi ha raccontato una storiella. Ha sommistrato ai presenti un cocktail di grillismo e di terapia antisonno”.


sottolineato mio
 - - - 8< - - - 8< - - - 8< - - - 8< - - - 8< - - -
sandropascucci : primit.it signoraggio.com
INTERNET AIUTA A RIVOLUZIONARE IL MONDO COME
TRATTENERE IL RESPIRO AIUTA A PESARE MENO SULLA BILANCIA

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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda roberta » 12 giu 2012, 0:59

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L’Italia rischia tanto: allarme del Wall Street Journal

Dopo la Spagna, è ora l'Italia a finire nel mirino della speculazione. Piazza Affari perde quasi 3 punti

Quella che doveva essere la giornata della rinascita europea si è trasformata (almeno per la Borsa di Milano) in una seduta da incubo. I numeri parlano del resto chiaro: dopo una mattinata positiva, Piazza Affari è stato travolta dalle vendite e alla fine l’Ftse Mib ha lasciato sul terreno il 2,7%. A determinare il brusco calo degli indici sono stati i bancari, con Unicredit che ha lasciato sul terreno oltre 8 punti. A determinare la pesantissima flessione di Piazza Affari, la nostra borsa è stata la peggiore in Europa, sono stati gli allarmi lanciati oggi da due prestigiose testate economiche, il Wall Street Journal e il New York Times, per le quali, dopo la risoluzione della matassa spagnola, è il nostro Paese ad essere a rischio (Spagna: effetto aiuti alle banche già finito?).
Dopo il salvataggio delle banche spagnole quindi la speculazione sembra ora avere un nuovo obiettivo: l’Italia. Lo scenario di fondo è sempre il solito: la demolizione di un’Europa incapace di reagire.
La tensione si è fatta sentire sul fronte dei titoli di stato, con lo spread Btp Bund che si è impennato a 473 punti mentre il rendimento del Btp decennale ha sfondato il muro del 6%.
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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda roberta » 13 giu 2012, 0:41

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USAAttualità, Hot News
RACCOLTA FIRME ONLINE – URGENTE / Ferma il Governo che intende comprare 398 ml di armi USA
06-06-2012,

L’Italia ha ordinato 6 kit di armi da offesa dagli USA, per equipaggiare i propri droni Reapers, acquistati inizialmente come velivoli da ricognizione (vedi L’Italia ordina armi Usa. Italiani ignari, l’affare guerra non conosce crisi http://www.investireoggi.it/news/in-pie ... l-padrone/
Il costo complessivo dell’ordine è di 398 milioni di Euro, spesa che l’Italia non può di certo permettersi in un momento come quello che sta attraversando di profonda crisi economica.

Partecipa anche tu alla raccolta firme per chiedere a Governo, Presidente della Repubblica e Ministero della Difesa di fermare l’acquisto e destinare tale cifra ad un uso diverso.

L’ordine può ancora essere annullato, ma abbiamo solo 5 giorni.

IO FIRMO: annullare l'ordine di acquisto da 398 milioni di Euro di armi USA
Questa petizione è chiusa

Data di scadenza: Jun 11, 2012
Firme raccolte: 689
Obiettivo per le sottoscrizioni: 100000
689 signatures

:

:



http://www.investireoggi.it
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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda MauroB » 9 lug 2012, 22:10

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Balduzzi: dal 2013 settemila posti letti in meno negli ospedali. Il Governo incassa l'ok di Ue e Corte Conti

Cronologia articolo9 luglio 2012
In questo articolo
Argomenti: Attività della Corte di Giustizia Europea | Renato Balduzzi | Italia | Cern | Bce | Udc | Corte Costituzionale | Pier Ferdinando Casini | Federazione Nazionale Unitaria dei Titolari di Farmacia Italiani (Federfarma)
..
Il taglio imposto dalla spending review, sommata alla manovra del 2011, al settore sanitario ammonta a 7,9 miliardi di euro tra il 2012 e il 2014. A precisarlo é stato il ministro della Salute, Renato Balduzzi, intervenuto oggi a un convegno del Pd sulla sanità. «Circa 900 milioni sono relativi al 2012, 4,3 miliardi é il definanziamento per il 2013 - ha spiegato Balduzzi - e 2,7 miliardi per il 2014, per un totale di 7,9 miliardi di euro». «I posti letto degli ospedali pubblici diminuiranno di circa 7 mila unità a partire dal 2013», ha aggiunto Balduzzi, mentre le regioni entro novembre dovranno presentare l'atto di riprogrammazione dei posti letto che dovrebbe poi attuarsi in tre anni. Il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, ha chiesto che il decreto vada corretto nella parte sulla sanità. «Noi facciamo la nostra parte in Parlamento ma non vorrei che una rottura istituzionale tra Stato e Regioni rendesse ingovernabile il processo». Bersani ha poi aggiunto che «nella sanità, come in altri servizi essenziali, per il Pd non può essere il mercato a dettare le regole».

Ok di Ue e Corte dei Conti alla spending review
Il Governo Monti incassa l'apprezzamento dell'Unione europea, del governatore della Bce Draghi («La spending review aiuterà l'Italia a centrare gli obiettivi di bilancio») ma anche della Corte dei Conti per il decreto legge sulla spending review. Il vicepresidente della Commissione Ue, Olli Rehn, tramite il suo portavoce, ha commentato che il decreto legge sulla spending review è «in linea con le raccomandazioni dell'Ecofin». Il premier Monti si trova al momento a Bruxelles proprio per la riunione, mentre domani si riunirà l'Ecofin.

Giudizio positivo sul decreto legge anche dalla Corte dei Conti. «È uno dei primi provvedimenti in cui si va verso la revisione qualitativa della spesa. È l'inizio - afferma il presidente della Corte Luigi Giampaolino - di un procedimento virtuoso che la Corte ha sempre auspicato». Anche i partiti, dopo avere esaminato il decreto, fanno le loro prime valutazioni. «Scelte dolorose ma inevitabili. Bisogna essere comprensivi con il Governo», dice il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini. Il leghista Zaia, governatore del Veneto, annuncia che ricorrerà alla Corte Costituzionale contro il provvedimento.

Patroni Griffi: confermati 24mila eusuberi nelle P.a.
Il ministro della Funzione pubblica Patroni Griffi conferma, dal canto suo, che per le amministrazioni centrali dello Stato gli esuberi sono circa 11 mila e per gli enti territoriali circa 13 mila. «Questo è il dato di partenza. Il decreto consente gradualità e selettività», dice il ministro al Tg1. «Cercheremo di riallocare il personale in modo da far sì che ci sia una distribuzione. A valle sarà possibile riprendere le assunzioni dei giovani perchè abbiamo un'amministrazione molto vecchia».
In ogni caso, ha precisato il ministro, «ci saranno compensazioni: «Compenseremo le situazioni di eccedenze d'organico con quelle di carenza». Insomma «avremo anche un confronto leale senza veti con le organizzazioni sindacali».

Federfarma: a rischio 20mila posti nelle farmacie
Preoccupata si è mostrata Federfarma (che domani deciderà misure di protesta), secondo cui se la spending review non sarà modificata in Parlamento, nel settore delle farmacie private «perderanno il lavoro circa 20 mila persone, in media più di una persona per esercizio farmaceutico».

L'Istituto di Fisica nucleare scrive a Napolitano: tagli devastanti
Lancia l'allarme sui tagli previsti dalla spending review anche il presidente dell'Istituto di Fisica Nucleare, Fernando Ferroni, che ha scritto una lettera in proposito al capo dello Stato Napolitano. Sulla ricerca dell'sitituto fresco di elogi e riconoscimenti per aver concorso alla scoperta del Bosone di Higgs, i tagli rischiano di avere «effetti devastanti». «Ora - si legge nella lettera - con una scelta non discussa né preannunciata nel decreto sulla spending review, non solo il prestigio, ma la capacità stessa di stare al passo con la ricerca internazionale in fisica e di avere un futuro per la fisica italiana, vengono gravemente compromessi. Con questo provvedimento, sottolinea Ferroni, «si penalizza la qualità e l'eccellenza, distruggendo la nostra possibilità, come Paese, di partecipare ai grandi progetti internazionali di ricerca e di ottenerne, come nel caso del Cern di Ginevra, la leadership». Anche il ministro Profumo si augura che «in fase di conversione del decreto ci sia un recupero dei fondi agli Enti di ricerca».


http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/ ... d=AbcRaF5F

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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda MauroB » 16 lug 2012, 13:42

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Sicilia vicina al default: sono a rischio stipendi e pensioni

di: WSI-Agenzie Pubblicato il 16 luglio 2012| Ora 11:23

La Regione e' sull'orlo del fallimento. A lanciare l'allarme e' il vicepresidente di Confindustria, Ivan Lo Bello. secondo cui "va ripensata anche l'autonomia e occorre avviare un'operazione verita'".

Roma - La Regione Sicilia si trova "sull'orlo del fallimento, vicina al default". A lanciare l'allarme dalle pagine del Corriere della Sera e' il vicepresidente di Confindustria, Ivan Lo Bello, secondo cui "va ripensata anche l'autonomia e occorre avviare un' operazione-verita'.

Scuotere dal torpore i siciliani, dai dipendenti regionali ai pensionati della stessa Regione che saranno i primi a trovarsi senza stipendi in caso di crollo. Ma il governo Monti - aggiunge - deve subito mettere mano ai conti,
controllando un bilancio reso non trasparente da poste dubbie e residui inesigibili".

"La Sicilia - spiega Lo Bello - rischia di diventare la Grecia del Paese e il Paese deve intervenire anche superando gli ostacoli di una autonomia concessa nel dopoguerra, in condizioni storiche e politiche ormai lontanissime, ma utilizzata da scriteriate classi dirigenti per garantire a se' stesse l'impunita"'.

http://www.wallstreetitalia.com/article ... sioni.aspx

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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda MauroB » 16 lug 2012, 13:47

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Debito: nuovo record a maggio

di: WSI-Agenzie Pubblicato il 16 luglio 2012| Ora 11:13

A maggio il debito pubblico italiano si e' attestato a 1.966,303 miliardi di euro, in aumento rispetto al record storico toccato ad aprile (1.949,242 miliardi). In 5 mesi entrate tributarie +1,1%.

Roma - Nuovo record per il debito italiano. Secondo il Supplemento Finanza pubblica di bankitalia, il debito delle amministrazioni pubbliche è aumentato di 17,1 miliardi rispetto al mese precedente, raggiungendo un nuovo massimo storico pari a 1.966,3 miliardi di euro.

L'aumento è attribuibile principalmente all'aumento delle
disponibilita' liquide detenute dal Tesoro (di 8,3 miliardi, a 35,8), al fabbisogno (6,2 miliardi), a scarti di emissione (2,3 miliardi) dovuti all'emissione di titoli sotto la pari, alle variazioni del cambio (0,2 miliardi).

Nel mese di maggio invece - sempre secondo il Bollettino - le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato sono aumentate di 1,4 miliardi (4,6%) rispetto allo stesso mese del 2011.

Nei primi cinque mesi le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato sono aumentate dell'1,1% (1,6 miliardi) rispetto al corrispondente periodo del 2011, trainate dalla crescita dei proventi delle accise sulle risorse energetiche.

http://www.wallstreetitalia.com/article ... aggio.aspx

mr.spyder
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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda mr.spyder » 17 lug 2012, 1:28

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13/7: Moody's declassa l'Italia. L'ira di Monti
Ue e Berlino, quadrato su Roma
16 luglio, 13:45

di Giovanni Innamorati

Il "percorso di guerra" per l'Italia preconizzato due giorni fa dal premier Monti è iniziato nella notte: l'Agenzia di rating Moody's ha declassato a freddo i titoli di Stato italiani, a poche ore da un'asta di Btp (che però sono andati a ruba) con i mercati che hanno ignorato il giudizio dell'Agenzia, come ha evidenziato Monti; il premier ha definito "una disgrazia" il declassamento, che non tiene conto di come l'Italia sia divenuto un Paese "virtuoso", ma ciononostante "invece di premiarci ci puniscono". A far quadrato attorno all'Italia, e all'Euro stesso, sono scesi in campo la Commissione Europea, il governo tedesco e perfino quello giapponese. Il downrating di ben due "step" da parte di Moody's, da A3 a Baa2, ha scatenato il coro indignato dei partiti che sostengono il Governo (Pdl, Pd, Udc, Fli), con le forze di opposizione che invece hanno attaccato l'esecutivo. Le Associazioni imprenditoriali, in una nota comune hanno sottolineato la "solidità" e la "vitalità" dell'economia reale italiana, che è poi alla base dell'affidabilità della Finanza pubblica. Concetti ribaditi dal presidente di Confindustria Giorgio Squinzi e dai sindacati Confederali.

Immediata la reazione del ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, per il quale "il giudizio di Moody's è del tutto ingiustificato e fuorviante" dato che "non tiene conto del lavoro che il nostro paese sta facendo". Proprio questo impegno è stato sottolineato tanto dal governo tedesco, in una dichiarazione del portavoce Steffen Seibert, quanto dal commissario Ue all'Economia Olli Rehn, per il quale le riforme avviate dall'Italia sono "impressionanti, se non senza precedenti". E Rehn ha definito "inappropriata" e "discutibile" la tempistica della decisione di Moody's, visto che in giornata il Tesoro doveva collocare 3 miliardi di Btp a scadenza triennale. Questi sono andati collocati senza difficoltà, con tassi in netto calo dal 5,30% al 4,65% vista la richiesta doppia rispetto all'offerta. Fatto sottolineato in serata dal Tesoro con "soddisfazione". Lo spread, dopo un'iniziale fiammata a 485 punti base, è sceso a 470 per poi seguire per tutto il giorno un percorso altalenante e chiudere poco sotto i valori massimi a 480. Mercati e Borse hanno comunque ignorato il responso dell'Agenzia di rating che è finita sul banco degli imputati. Il ministro degli Esteri Giulio Terzi ha ricordato come essa, il giorno prima del crack di Lehmann Brothers, le attribuiva un rating lusinghiero.

E dubbi sulla trasparenza dell'Agenzia sono stati sollevati dai partiti italiani, con il Pdl che propone una commissione parlamentare di Inchiesta. E proprio oggi la procura di Trani ha depositato l'atto di chiusura delle indagini su Moody's, in cui si afferma che due dei suoi analisti, Abertcomby e Wassemberg "fornivano intenzionalmente ai mercati informazioni tendenziose, distorte (e come tali falsate)", nel rating sull'Italia del 6 maggio. Rimangono irrisolte comunque diverse questioni. Innanzi tutto la bassa crescita dell'economia italiana di cui parla Moody's ed ammessa da tutti che, come ha sottolineato il presidente di Nomisma Piero Modiano, "restringe sempre più i margini" della politica fiscale restrittiva scelta da Monti sin dall'inizio. Potrebbero allora rialzarsi le tensioni con Pdl e Pd che hanno sollecitato il premier a un intervento per abbassare lo stock del Debito pubblico, finora escluso da Monti. Questa scelta alleggerirebbe la pressione sui redditi e aumenterebbe quella sui patrimoni. E a livello Europeo le politiche monetarie ed economiche dell'Ue volute da Germania, espongono non solo i Paesi deboli ma l'Euro stesso a rischi incalcolabili, come hanno sottolineato in modo bipartisan i partiti che sostengono Monti. Un' apertura è giunta oggi da Peter Bofinger, consigliere economico di Angela Merkel, per il quale "Mario Monti ha ragione a volere un programma di acquisti di bond per stabilizzare gli spread nel mercato".

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche ... 92205.html
Antonio Prezia, detto spyder... anche se non è importante chi sei,ma cosa vuoi fare per cambiare il mondo.

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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda mr.spyder » 17 lug 2012, 1:30

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da:ANSA.it
Moody's taglia rating 10 banche italiane
Anche Unicredit e Intesa Sanpaolo.

16 luglio, 23:09
Moody's taglia rating 10 banche italiane (ANSA) - NEW YORK, 16 LUG - L'agenzia Moody's ha tagliato il rating "di uno o due livelli" di 10 banche italiane, incluse Unicredit e Intesa Sanpaolo e di tre istituzioni finanziarie.

Moody's comunica che il declassamento segue il downgrade dell'Italia deciso la scorsa settimana. Il rating di Unicredit è stato ridotto a Baa2 da A3, con prospettive negative. Intesa Sanpaolo è stata declassata a Baa2 da A3, Banca Monte Parma a Baa2 da Baa1, così come quello di cassa di Risparmio di Parma e Piacenza.

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche ... 95768.html
Antonio Prezia, detto spyder... anche se non è importante chi sei,ma cosa vuoi fare per cambiare il mondo.

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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda kasiacolagrossi » 19 lug 2012, 8:11

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Moody’s declassa l’Italia di due punti

L'Italia declassata di due punti da Moody's. Il clima politico e l'elevata disoccupazione tra le cause del declassamento

Moody’s declassa l’Italia di due punti, portandola da A3 a Baa2, praticamente ad un passo dai così detti titoli spazzatura. Ma il declassamento non ha avuto effetti negativi sull’asta dei titoli di stato, BOT, odierna che ha visto anzi una diminuzione degli interessi pagati ad un anno. Le motivazioni del declassamento, secondo l’agenzia di rating, sono legate ad un aumento del rischio per colpa di un clima politico poco rassicurante, soprattutto in previsione delle prossime elezioni del 2013 e del fatto che, nonostante il governo abbia messo in campo una serie di provvedimenti per la riduzione del debito pubblico, questi potrebbero essere vanificati da una crescita insufficiente, o meglio, inesistente, con una disoccupazione in continuo aumento.

Che la recessione stia vanificando i tanti, troppi verrebbe da dire, sacrifici che gli italiani sono stati obbligati a fare, è ormai sotto gli occhi di tutti, e non basta certamente autocelebrarsi, dire che si è stati bravi ad evitare il baratro, per assolversi da certi errori.
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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda MauroB » 19 lug 2012, 15:09

Oggi e' il giorno da mille miliardi: parlamento approva Fiscal Compact

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di: WSI Pubblicato il 19 luglio 2012| Ora 11:12
PdL spaccato nel voto che da il via definitivo al meccanismo. Il ministro per le Politiche Ue esulta e parla di momento storico, ma non tutti sanno che si preannunciano 20 anni di rigore e 45 miliardi di aumento tasse e tagli alle spese: ogni anno: LEGGI COSA ACCADRA' dal primo gennaio.

Il ministro delle Politiche Ue Enzo Moavero Milanesi parla di "momento storico" parlando di ratifica del Fiscal Compact e ESM.


Roma - Via libera al Fiscal Compact. Come previsto la Camera vota si alle leggi di ratifica definitiva in Italia che recepiscono i Trattati che contengono il Fiscal Compact e il Mes, fortissimamente voluti dal Governo. Si tratta della definitiva conversione in legge italiana, essendo stati già approvati dal Senato entrambi i disegni di legge.

Sono stati 368 i voti a favore, 59 i voti contrari, 36 gli astenuti. Luce verde dalla maggioranza dei deputati del Pdl, e da quelli di Pd e Terzo Polo; 65 sono stati invece i no dai gruppi Lega. Le astensioni sono venute soprattutto da Italia dei Valori. Dal voto di oggi il Partito di centro destra esce spaccato: tra i no dal Pdl quelli preannuciati in Aula da Antonio Martino, Guido Crosetto, Sabrina De Camillis. Ai quali hanno fatto da contraltare dichiarazioni a titolo personale "convintamente a favore" di altri colleghi di partito, come Giuliano Cazzola e Peppino Calderisi

Il meccanismo entrera' in vigore dal primo gennaio 2013 se almeno 12 paesi sui 25 che hanno firmato l'accordo decideranno di ratificarlo.

"E' davvero un momento storico, insieme possiamo farcela", ha detto il ministro per le Politiche Ue Enzo Moavero Milanesi, aprendo il dibattito che si e' concluso con le consuete dichiarazioni di voto e votazioni finali.

"Siamo davanti - ha sottolineato Moavero- a un importantissimo passaggio nel percorso di costruzione europea con nuove e sostanziali cessioni di sovranità". E "credo di poter dire che forte azione dell'Italia nella realizazzione di questi Trattati viene oggi riconosciuta da tutti nella comunità internazionale, senza con questo volerci auto-attribuire meriti pericolari".

Oltre a prevedere l'obbligo di pareggio di bilancio per i Paesi aderenti al Trattato, cosa che l'Italia ha già inserito nell'ordinamento addirittura introducendo apposita norma costituzionale, il fiscal compact - come ha ricordato al Parlamento lo stesso Moavero- prevede fra le sue 'regole d'oro'- l'obbligo per i Paesi con un debito pubblico superiore al 60% del Pil di rientrare entro tale soglia nel giro di 20 anni, ad un ritmo pari ad un ventesimo dell'eccedenza ogni anno.

Il punto, in tutto questo, è che il ministro per le Politiche Ue esulta e parla di momento storico, ma non tutti sanno che con il voto a favore si preannunciano 20 anni di rigore e 45 miliardi di aumento tasse e tagli alle spese ogni anno, per i cittadini italiani.


http://www.wallstreetitalia.com/article ... mpact.aspx

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MauroB
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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda MauroB » 23 lug 2012, 11:08

Economia

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23/07/2012 - i comuni: conti in rosso

Dieci grandi città a rischio crac
Il Palazzo Rosso, municipio di Alessandria. Solo poche settimane fa, il sindaco ha gettato la spugna per il debito di 100 milioni

paolo baroni
roma

Ci sono dieci grandi città italiane con più di 50 mila abitanti che sono ad un passo dal crac. Napoli e Palermo in cima alla «lista nera», anche se da settimane una task force a Palazzo Chigi sta facendo di tutto per evitare il peggio. Poi Reggio Calabria, finita in rosso già nel 2007-2008 ed ora oggetto di un’inchiesta della magistratura. E poi tante altre amministrazioni, grandi e meno grandi (come Milazzo), magari fino ad oggi virtuose, potrebbero essere costrette a chiedere il «dissesto», che significa scioglimento della consiglio, entrata in campo della Corte dei Conti e commissario prefettizio.

L’ultimo colpo, o se vogliamo il colpo di grazia, sta infatti per arrivare: è una norma inserita nel decreto sulla spending review che nelle pieghe delle nuove regole che impongono l’«armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio» impone di svalutare del 25% i residui attivi accumulati sino ad oggi. Si tratta di entrate contabilizzate ma non ancora incassate, come possono essere i proventi delle multe e le tassa sui rifiuti. Cifre importanti, che servono a «fare» il bilancio di un ente che spesso, per prassi, gonfia queste voci pur sapendo di non riuscire a poter incassare il 100% degli importi messi a bilancio. Incassi spesso molto dubbi insomma, che ora non possono più servire a far quadrare i conti.

«A rischio sono almeno una decina di grandi città» confidano i tecnici del governo che stanno monitorando la situazione. «La situazione sta diventando ogni giorno più difficile», conferma il presidente dell’Anci Graziano Del Rio. Che punta il dito contro l’ennesimo taglio dei trasferimenti, contro le misure introdotte dalla spending review, e che rilancia l’allarme di tanti colleghi sindaci. «Tagliando di colpo i residui attivi è chiaro che i bilanci non quadrano più». Di per sè il principio, argomenta Del Rio, non sarebbe nemmeno sbagliato, «ma serve più gradualità per dare tempo ai sindaci che hanno utilizzato questa modalità di adattarsi. Perché altrimenti anche Comuni virtuosi, come ad esempio Salerno, a questo punto sono a rischio».

In base ai dati a disposizione del Viminale il fenomeno dei Comuni che hanno dichiarato il dissesto negli ultimi due anni è letteralmente esploso: da 1-2 casi all’anno si è passati a circa 25, comprese anche amministrazioni del Centro-Nord dove questo tipo di fenomeno fino a ieri era sconosciuto. Eclatante il caso di Alessandria, il cui sindaco solo poche settimane fa, ha gettato la spugna sotto il peso di 100 milioni di euro di debiti. Stessa sorte in precedenza era toccata a Comuni più piccoli come Riomaggiore (Sp), Castiglion Fiorentino e Barni in provincia di Como.

C’è un problema di tenuta dei bilanci e ce n’è uno ancora più forte di cassa. Che spesso il sindaco di turno si trova vuota. Perché la centralizzazione della Tesoreria decisa di recente ha sì fatto affluire alla cassa nazionale qualcosa come 9 miliardi di liquidità aggiuntiva ma, al tempo stesso, ha reso più complicato da parte degli enti poter beneficiare di anticipazioni da parte del sistema bancario. Prima col proprio tesoriere municipale ogni sindaco poteva contrattare e in casi di emergenza otteneva liquidità praticamente anche gratis, ora se si rivolge ad una banca deve certamente pagare gli interessi. Ammesso che il prestito riesca ad ottenerlo. A tutto ciò occorre poi aggiungere gli ennesimi tagli ai trasferimenti imposti dalla spending review: 500 milioni già entro fine 2012 e 1 miliardo all’anno dal 2013.

«A 4 mesi dalla chiusura dei bilanci 2012 - spiega Del Rio - anche i 500 milioni di tagli ai trasferimenti previsti per quest’anno sono molto pesanti. Rappresentano una quota molto importante dei nostri bilanci e cancellarli così di colpo non solo crea altri problemi di cassa ma sconvolge anche gli obiettivi del patto di stabilità». Per questo l’associazione dei Comuni, che domani tornerà a manifestare a Roma contro i nuovi tagli, manda a Monti un messaggio preciso: «Attenzione a forzare la mano, perché avanti di questo passo il giorno in cui comuni come Milano, Napoli e Torino usciranno dal patto di stabilità basterà questo solo gesto a scassare i conti dell’intero Stato». Conclude Del Rio: «Siamo disponibili a ragionare, ma le cose vanno fatte con criterio. E soprattutto bisogna tenere conto che come Comuni negli ultimi anni abbiamo già dato 22 miliardi di euro».

http://www3.lastampa.it/economia/sezion ... tp/463275/

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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda MauroB » 24 lug 2012, 23:01

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voci sul blocco delle tredicesime dei dipendenti pubblici

Cronologia articolo24 luglio 2012
In questo articolo
Argomenti: Pubblico impiego | Confesercenti | Filippo Patroni Griffi | Carlo Rienzi | Codacons | Senato

«Troppe voci, troppo insistenti, parlano in questi giorni di un'ipotesi allo studio per fare cassa: il congelamento delle tredicesime dei dipendenti pubblici e di buona parte dei pensionati». A lanciare l'allarme è la Confesercenti. In una nota, l'associazione chiede quindi «al Governo di smentire tale voce che avrebbe il solo esito di allontanare una qualsiasi forma di ripresa», provocando «un drammatico autogol economico che manderebbe i consumi in tilt».

Patroni Griffi: stop alle tredicesime? Lo apprendo dalle agenzie
Il ministro della Funzione pubblica, Filippo Patroni Griffi, ha detto di aver saputo oggi dell'ipotesi di un possibile congelamento delle tredicesime per i dipendenti pubblici. «L'ho appresa oggi dalle agenzie», ha detto Patroni Griffi a margine dei lavori sulla spending review in Senato, dopo l'allarme lanciato dalla Confesercenti sulle voci di un possibile intervento del governo.

Rienzi (Codacons): si prospetterebbe un Natale in bianco
Se l'ipotesi di blocco delle tredicesime per dipendenti pubblici e pensionati dovesse trasformarsi in realtà, «i danni per il Paese sarebbero ingentissimi, e gli italiani sarebbero costretti a trascorrere un Natale "in bianco"», ha commentato il presidente Codacons, Carlo Rienzi. Il loro blocco, sottolinea l'associazione, «avrebbe effetti disastrosi soprattutto sul fronte dei consumi, con un crollo abnorme degli acquisti», con gli italiani costretti a fare risparmi anche a Natale, «rinunciando a regali, addobbi, e consumi alimentari, le cui relative spese hanno subito già una forte contrazione negli ultimi anni».


http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/ ... d=AbRGVtCG

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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda mr.spyder » 25 lug 2012, 3:00

da un bianco natale a un natale in bianco.
odd'io non ci saranno i soldini per i regali e gli addobbi....non so se sopravviveremo a tutto ciò...
Antonio Prezia, detto spyder... anche se non è importante chi sei,ma cosa vuoi fare per cambiare il mondo.

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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda sandropascucci » 25 lug 2012, 9:45

ma perché non eliminiamo questo gran festival religioso folkloristico chiamato natale?

è scientificamente riconosciuto che trattasi di festa pagana assorbita dalla chiesa. punto.
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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda enricogrosso » 25 lug 2012, 23:33

MauroB ha scritto:
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voci sul blocco delle tredicesime dei dipendenti pubblici

Cronologia articolo24 luglio 2012
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Argomenti: Pubblico impiego | Confesercenti | Filippo Patroni Griffi | Carlo Rienzi | Codacons | Senato

«Troppe voci, troppo insistenti, parlano in questi giorni di un'ipotesi allo studio per fare cassa: il congelamento delle tredicesime dei dipendenti pubblici e di buona parte dei pensionati». A lanciare l'allarme è la Confesercenti. In una nota, l'associazione chiede quindi «al Governo di smentire tale voce che avrebbe il solo esito di allontanare una qualsiasi forma di ripresa», provocando «un drammatico autogol economico che manderebbe i consumi in tilt».

Patroni Griffi: stop alle tredicesime? Lo apprendo dalle agenzie
Il ministro della Funzione pubblica, Filippo Patroni Griffi, ha detto di aver saputo oggi dell'ipotesi di un possibile congelamento delle tredicesime per i dipendenti pubblici. «L'ho appresa oggi dalle agenzie», ha detto Patroni Griffi a margine dei lavori sulla spending review in Senato, dopo l'allarme lanciato dalla Confesercenti sulle voci di un possibile intervento del governo.

Rienzi (Codacons): si prospetterebbe un Natale in bianco
Se l'ipotesi di blocco delle tredicesime per dipendenti pubblici e pensionati dovesse trasformarsi in realtà, «i danni per il Paese sarebbero ingentissimi, e gli italiani sarebbero costretti a trascorrere un Natale "in bianco"», ha commentato il presidente Codacons, Carlo Rienzi. Il loro blocco, sottolinea l'associazione, «avrebbe effetti disastrosi soprattutto sul fronte dei consumi, con un crollo abnorme degli acquisti», con gli italiani costretti a fare risparmi anche a Natale, «rinunciando a regali, addobbi, e consumi alimentari, le cui relative spese hanno subito già una forte contrazione negli ultimi anni».


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Le tredicesime sono come gli interessi, vengono create dal nulla (i mesi dell'anno sono 12). E' giusto che spariscano. I dipendenti pubblici sono lavoratori privilegiati in termini di diritti e di non-licenziabilità quindi "tirar la cinghia" non potrà che fare bene anche a loro. Intanto monti sa bene che non si ribelleranno mai...la maggior parte sono leccaculo raccomandati...Il presidente Codacons che si preoccupa del Natale "in bianco" per i consumi...ma vaffanculo va. Ci vuole la fame per svegliare la gente. Punto. E quindi che avvenga presto.
“Il mondo non ricompensa onestà e indipendenza,bensì obbedienza e servilismo”
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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda sandropascucci » 26 lug 2012, 7:20

:) quoto
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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda MauroB » 7 set 2012, 13:57

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Crisi/ Monti: Italia è ripartita, ora rompiamo gabbia austerità

di: TMNews Pubblicato il 07 settembre 2012| Ora 12:38

Appello alle parti sociali: "La ripresa è dentro di noi"

Bari, 7 set. (TMNews) - Governo e parti sociali devono impegnarsi a "creare le condizioni di un nuovo sviluppo economico su basi più solide": è una sorta di appello quello che Mario Monti ha lanciato ai suoi interlocutori nelle imprese e nei sindacati, concludendo il suo discorso al Teatro Petruzzelli di Bari per l'inaugurazione della Fiera del Levante. "Rompiamo - ha aggiunto il presidente del Consiglio - la gabbia dell'austerità che ha avvolto la nostra economia, anche attraverso le nostre mani". Secondo Monti "l'Italia è già ripartita" anche se, ha riconosciuto, "oggi la ripresa non la si vede nei numeri ancora, salvo qualche barlume, ma è veramente dentro di noi e adesso è alla portata del Paese". L'Italia, "è già ripartita" ma il premier ha ammonito "la stampa a non prendere queste considerazioni come bollettini statistici". "Un anno fa - ha sottolineato - non eravamo ancora ben consapevoli ma rischiavamo di essere travolti come la Grecia dalla crisi finanziaria. Questa prospettiva oggi si è allontanata, siamo tra i Paesi a spingere davvero l'Europa".


http://www.wallstreetitalia.com/article ... erita.aspx

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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda MauroB » 7 set 2012, 14:00

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Agricoltura: Commissione Ue, Italia Deve Rimborsare 28mln Euro Spese Pac

di: Asca Pubblicato il 07 settembre 2012| Ora 13:15

(ASCA) - Roma, 7 set - Gli Stati membri devono rimborsare alla Commissione 215 milioni di euro di spese della Pac (politica agricola comune) e in questo contesto verranno recuperati dall'Italia 28 milioni di euro per lacune nel calcolo dei diritti all'aiuto e per carente integrazione del settore dell'olio di oliva nell'Rpu. A comunicarlo in una nota l'esecutivo Ue. ''Nell'ambito della cosiddetta procedura di liquidazione dei conti, la Commissione europea ha chiesto oggi la restituzione di fondi della politica agricola dell'Ue indebitamente spesi dagli Stati membri per un totale di 215 milioni di euro. Tuttavia, dato che una parte di questi fondi e' gia' stata recuperata presso gli Stati membri e che la Commissione sta rimborsando la Spagna in seguito a una sentenza della Corte su un precedente mancato riconoscimento, l'impatto finanziario netto della decisione odierna si colloca intorno ai 94 milioni di euro'', si legge nel comunicato. ''I fondi riconfluiscono nel bilancio dell'Unione per inosservanza delle norme Ue o inadempienze nelle procedure di controllo della spesa agricola. Se infatti gli Stati membri sono responsabili del pagamento e della verifica delle spese della politica agricola comune (Pac), spetta alla Commissione controllare che essi abbiano fatto un uso corretto dei fondi stanziati'', continua il comunicato. In virtu' dell'ultima decisione della Commissione, saranno recuperati fondi dai seguenti Stati membri: Austria, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lussemburgo, Portogallo, Regno Unito, Romania, Svezia e Ungheria.


http://www.wallstreetitalia.com/article ... e-pac.aspx

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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda MauroB » 11 set 2012, 2:39

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Pil Italia: -2,6% in II trimestre, peggio da fine 2009
di: WSI-TMNEWS Pubblicato il 10 settembre 2012| Ora 10:02

Il terzo calo consecutivo, la recessione è più grave delle stime. Economia italiana: ultima posizione nella classifica della crescita, dietro tutti gli altri paesi avanzati.

Pil Italia, revisione finale: dato in calo -2,6% nel secondo trimestre.

Roma - Il Pil italiano cala per il terzo trimestre consecutivo è si conferma ai livelli più bassi da fine 2009. Nel periodo aprile-giugno, riferisce l'Istat diffondendo i dati definitivi, il prodotto interno lordo è diminuito dello 0,8% rispetto al trimestre precedente e del 2,6% rispetto al secondo trimestre 2011. Il dato tendenziale, riferisce l'Istat, è il calo più rilevante dagli ultimi tre mesi del 2009, quando c'è stato un -3,5%, e caratterizza il terzo trimestre consecutivo con il segno negativo.

Le stime preliminari indicavano una flessione congiunturale dello 0,7% e del 2,5% su base annua.

Nel 2012 la crescita acquisita sarà pari al -2,1%. Con la crescita acquisita si intende la crescita annuale che si otterrebbe in presenza di una variazione congiunturale nulla nei restanti trimestri dell'anno.

L'Italia si conferma all'ultima posizione nella classifica della crescita rispetto agli altri paesi avanzati. Nello stesso periodo, in termini congiunturali, il Pil è aumentato dello 0,4% negli Stati Uniti, dello 0,3% in Germania e in Giappone, è rimasto stazionario in Francia, mentre è diminuito dello 0,5% nel Regno Unito. In termini tendenziali, si sono registrati incrementi del 3,6% in Giappone, del 2,3% negli Stati Uniti, dell'1,0% in Germania e dello 0,3% in Francia, mentre nel Regno Unito il Pil è diminuito dello 0,5%. Nel complesso, l'area Euro ha registrato un calo dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dello 0,5% in confronto allo stesso trimestre del 2011..

http://www.wallstreetitalia.com/article ... -2009.aspx

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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda MauroB » 13 set 2012, 12:27

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Monti: con Statuto lavoratori meno posti lavoro
"Senza euro prezzi sarebbero piu' alti. Basta a caccia alle streghe su governo dei banchieri"

13 settembre, 12:16

- "Certe disposizioni dello Statuto dei lavoratori ispirate all'intento nobile di difendere i lavoratori hanno determinato insufficiente creazione di posti di lavoro". Lo ha detto il premier Mario Monti collegato in videoconferenza durante un convegno dell'università Roma Tre.

"C'é una crisi di rigetto dell'integrazione accelerata dalle misure per rendere efficace la governance dell'euro - ha detto il premier e per questo ho proposto a Van Rompuy un incontro affinché si discuta come la politica possa atteggiarsi in modo diverso per affrontare i problemi di fondo tra i cittadini dell'Ue. Quanto le ostilità sono tra i popoli questo è grave".

"A proposito del "governo dei banchieri" - ha proseguito il premier - inviterei coloro che "coltivano questa suggestiva caccia alle streghe a guardare in faccia i provvedimenti presi. Se non fossimo passati all'euro - ha detto ancora - i prezzi di beni e servizi in Italia sarebbero più alti di quelli che sono.Il passaggio all'euro - dice Monti - non è solo un cambio di moneta ma anche un cambio di metodo di governo".

"Per evitare il tracollo finanziario l'Italia ha imposto provvedimenti che stanno portando prezzi alti per cittadini e imprese .Provvedimenti che sono stati presi su proposta del Governo con l'appoggio del Parlamento e dei gruppi che ci sostengono. Ho cercato di evitare che l'Italia avesse bisogno di un tipo di aiuto e di programma che comportano una ulteriore, asimmetrica, pesante cessione di sovranità: si tratterebbe di una "sorta di commissariamento".

"E' più facile conquistare e mantenere prestigio a 360 gradi se si è al di fuori della politica e io non ho mai aspirato al ruolo di tecnico di area".


http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche ... 68267.html

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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda MauroB » 13 set 2012, 13:23

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Allarme Bce: risanamento completo altrimenti Italia a rischio
La disoccupazione salirà ancora nel breve termine
13 settembre, 12:56

Crisi: asta Btp 3 anni fa pieno, tassi giu' al 2,65%Salva-Stati, Ok con condizioni dalla Corte tedescaROMA - Un risanamento incompleto dei conti esporrebbe l'Italia a nuovi rischi. Lo dice la Bce nel Bollettino mensile. "Un risanamento incompleto", afferma la Bce "consentirebbe al massimo di stabilizzare il rapporto debito/Pil ai livelli attuali e non fornirebbe un margine di sicurezza adeguato in caso di andamenti macroeconomici avversi"

La disoccupazione nell'eurozona salirà ancora nel breve termine. Lo dice la Bce nel bollettino mensile. "Le condizioni dei mercati nell'eurozona sono ulteriormente peggiorate negli ultimi trimestri a causa della debolezza dell'attività economica. Le basse aspettative emerse suggeriscono un ulteriore incremento della disoccupazione".

"E' essenziale che vengano rigorosamente rispettati gli obiettivi di bilancio in maniera sostenibile e che i disavanzi eccessivi siano corretti entro le scadenze concordate", scrive la Bce nel bollettino, riferendosi ai Paesi impegnato nel risanamento dei conti.

VISCO, ESM DA SOLO NON SUFFICIENTE - Se il fondo di stabilizzazione europeo (Esm) "fosse l'unico meccanismo per fronteggiare la crisi finanziaria sarebbe insufficiente". Ne è convinto il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, intervenuto ad un convegno organizzato dall'università Roma Tre.

BORSA MILANO PIATTA CON EUROPA - Pochissimi spunti in avvio di scambi in Piazza Affari che, come le altre Borse europee, aspetta le decisioni della Federal reserve, che saranno rese note nel tardo pomeriggio. L'indice Ftse Mib (-0,1%) ondeggia attorno alla parità, con la sola Finmeccanica debole (-2%). Senza scosse l'apertura di Fondiaria Sai (+0,2%) dopo il commissariamento deciso dall'Isvap: il titolo, come quello della neo controllante Unipol (-0,6%) guarda ancora ai risultati degli aumenti di capitale.

SPREAD BTP-BUND APRE STABILE A 338 PUNTI - Apertura sostanzialmente stabile per lo spread fra Btp e Bund, che scende a 338,6 punti rispetto alla chiusura di ieri a quota 339. Il rendimento del decennale italiano è al 5,004%, un soffio sopra un importante soglia psicologica. Il differenziale fra Bonos spagnoli e titoli tedeschi è a quota 392, con un rendimento del 5,54%


http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche ... 67822.html

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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda MauroB » 19 set 2012, 21:56

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Banche: sofferenze in aumento +15,4%, in un anno, al record storico di 114 miliardi di euro

di: WSI Pubblicato il 19 settembre 2012| Ora 17:53
Enorme buco nel sistema bancario italiano, nuovo primato dei crediti inesigibili che non verranno mai ripagati da aziende e privati in difficolta' per la recessione. Secondo quanto emerge dal Bollettino mensile dell'Abi, i depositi dall'estero sono crollati -17% a 366 miliardi di euro, il 13esimo calo consecutivo.

Il presidente dell'Abi Giuseppe Mussari. Sofferenza delle banche italiane al record storico: 114 miliardi di crediti inesigibili.

Roma - Continuo forte aumento delle sofferenze per le banche in Italia, cioe' i crediti inesigibili che non verranno mai ripagati da aziende e privati in difficolta' per la recessione. Secondo quanto emerge dal Bollettino mensile dell'Abi, a fine luglio le sofferenze lorde sono risultate pari a circa 114 miliardi di euro, 1 miliardo in piu' rispetto a giugno, 15,2 miliardi di euro in piu' rispetto allo stesso mese del 2011, un incremento annuo di circa il 15,4%.

Secondo l'Associazione Bancaria Italiana peggiora anche il rapporto tra sofferenze nette e i prestiti totali: a luglio e' risultato pari 5,7%, contro il 5,0% del luglio 2011.

Le svalutazioni, al netto degli appostamenti in bilancio, sono salite +22% a 64.9 miliardi di euro a luglio. Inoltre i depositi degli italiani residenti sono aumentati +3.5% ad agosto rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente (al culmine dell'attacco ai Btp e che poi porto' alla crisi di governo) mentre significativo e' che i depositi dall'estero siano crollati -17% a 366 miliardi di euro a luglio, il 13esimo calo consecutivo.

____________________________________

Le grandi banche commerciali e le principali popolari italiane blindano il «Comitato per gli affari sindacali e del lavoro» dell'Abi (Casl). La bozza della delibera («Documento n.11»), che oggi sarà sul tavolo del comitato esecutivo e che il Giornale ha intercettato, prevede una modifica ai regolamenti di Palazzo Altieri così che abbiano la certezza di avere un ambasciatore a testa, accanto ai due ciascuno di Intesa e Unicredit, «i gruppi bancari compresi tra il terzo e il nono posto» in classifica: in pratica Monte Paschi, Bnl, Cariparma, le maggiori cooperative e casse di risparmio del Paese.

Per fare questo le seggiole intorno del Casl salgono a 15, contro la forchetta 11-15 precedente. Altri quattro componenti continueranno a essere espressi «cumulativamente» dai «quartili» nei quali l'Abi suddivide le proprie associate a seconda di criteri dimensionali come masse, impieghi e filiali. È una prima risposta ai problemi che affliggono l'industria del credito nella ricerca di un nuovo modello industriale: più di 13mila esodati, 20mila posti di lavoro complessivi in discussione su una popolazione di 325mila addetti, un contratto di lavoro e un fondo esuberi con costi che l'Abi definisce «insostenibili».

Il giudizio è contenuto nell'executive summary che il presidente Giuseppe Mussari sottoporrà all'esecutivo insieme al proprio manifesto politico, «Presidenza 2012-2014 linee guida di programma». Sul tavolo ci sarà anche il completamento della nuova squadra di comando dell'associazione con la scelta dei comitati «piccole banche» e «remunerazioni»: in entrambi i casi la presidenza dovrebbe andare ad Antonio Patuelli, anima storica delle Casse di risparmio, vice di Giuseppe Guzzetti all'Acri e candidato naturale a ricevere il comando dell'Abi al termine dell'era Mussari.

L'esecutivo, dove oggi per il Monte potrebbe esserci il presidente Alessandro Profumo al posto dell'ad Fabrizio Viola, affronterà anche il problema degli «over 55»: i toni dovrebbero essere smussati rispetto alla prima formulazione, ma l'obiettivo resta quello di ottenere una maggiore flessibilità di utilizzo delle risorse o impostarne la «rottamazione».I rapporti con le forze sociali sono quindi tesi, complicati dai casi aperti di Bpm e Mps: a Siena infuria la lotta sulle 2.300 esternalizzazioni e ora si paventano trasferimenti d'ufficio.

A sorvegliare la trattativa per l'Abi è appunto il Comitato per gli affari sindacali, al comando del presidente Francesco Micheli, «papà» del nuovo contratto nazionale e da luglio tornato al vertice di Intesa Sanpaolo come direttore operativo, complice la storica sintonia con l'ad Enrico Cucchiani.

La conferma di Micheli è scontata ma la formazione uscente subirà delle variazioni: proprio Ca de' Sass dovrà scegliere il nuovo emissario nel Casl dopo le dimissioni di Marco Vernieri, mai entrato in piena sintonia con Micheli, e Monte Paschi individuare il sostituto di Fabrizio Rossi (vice dg) che ieri è andato in pensione senza ricevere incentivi. Quanto ancora all'Abi, lascerà il Casl anche il presidente di CariFossano, Giuseppe Ghisolfi.

http://www.wallstreetitalia.com/article ... -euro.aspx

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MauroB
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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda MauroB » 19 set 2012, 21:56

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Banche: sofferenze in aumento +15,4%, in un anno, al record storico di 114 miliardi di euro

di: WSI Pubblicato il 19 settembre 2012| Ora 17:53
Enorme buco nel sistema bancario italiano, nuovo primato dei crediti inesigibili che non verranno mai ripagati da aziende e privati in difficolta' per la recessione. Secondo quanto emerge dal Bollettino mensile dell'Abi, i depositi dall'estero sono crollati -17% a 366 miliardi di euro, il 13esimo calo consecutivo.

Il presidente dell'Abi Giuseppe Mussari. Sofferenza delle banche italiane al record storico: 114 miliardi di crediti inesigibili.

Roma - Continuo forte aumento delle sofferenze per le banche in Italia, cioe' i crediti inesigibili che non verranno mai ripagati da aziende e privati in difficolta' per la recessione. Secondo quanto emerge dal Bollettino mensile dell'Abi, a fine luglio le sofferenze lorde sono risultate pari a circa 114 miliardi di euro, 1 miliardo in piu' rispetto a giugno, 15,2 miliardi di euro in piu' rispetto allo stesso mese del 2011, un incremento annuo di circa il 15,4%.

Secondo l'Associazione Bancaria Italiana peggiora anche il rapporto tra sofferenze nette e i prestiti totali: a luglio e' risultato pari 5,7%, contro il 5,0% del luglio 2011.

Le svalutazioni, al netto degli appostamenti in bilancio, sono salite +22% a 64.9 miliardi di euro a luglio. Inoltre i depositi degli italiani residenti sono aumentati +3.5% ad agosto rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente (al culmine dell'attacco ai Btp e che poi porto' alla crisi di governo) mentre significativo e' che i depositi dall'estero siano crollati -17% a 366 miliardi di euro a luglio, il 13esimo calo consecutivo.

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Le grandi banche commerciali e le principali popolari italiane blindano il «Comitato per gli affari sindacali e del lavoro» dell'Abi (Casl). La bozza della delibera («Documento n.11»), che oggi sarà sul tavolo del comitato esecutivo e che il Giornale ha intercettato, prevede una modifica ai regolamenti di Palazzo Altieri così che abbiano la certezza di avere un ambasciatore a testa, accanto ai due ciascuno di Intesa e Unicredit, «i gruppi bancari compresi tra il terzo e il nono posto» in classifica: in pratica Monte Paschi, Bnl, Cariparma, le maggiori cooperative e casse di risparmio del Paese.

Per fare questo le seggiole intorno del Casl salgono a 15, contro la forchetta 11-15 precedente. Altri quattro componenti continueranno a essere espressi «cumulativamente» dai «quartili» nei quali l'Abi suddivide le proprie associate a seconda di criteri dimensionali come masse, impieghi e filiali. È una prima risposta ai problemi che affliggono l'industria del credito nella ricerca di un nuovo modello industriale: più di 13mila esodati, 20mila posti di lavoro complessivi in discussione su una popolazione di 325mila addetti, un contratto di lavoro e un fondo esuberi con costi che l'Abi definisce «insostenibili».

Il giudizio è contenuto nell'executive summary che il presidente Giuseppe Mussari sottoporrà all'esecutivo insieme al proprio manifesto politico, «Presidenza 2012-2014 linee guida di programma». Sul tavolo ci sarà anche il completamento della nuova squadra di comando dell'associazione con la scelta dei comitati «piccole banche» e «remunerazioni»: in entrambi i casi la presidenza dovrebbe andare ad Antonio Patuelli, anima storica delle Casse di risparmio, vice di Giuseppe Guzzetti all'Acri e candidato naturale a ricevere il comando dell'Abi al termine dell'era Mussari.

L'esecutivo, dove oggi per il Monte potrebbe esserci il presidente Alessandro Profumo al posto dell'ad Fabrizio Viola, affronterà anche il problema degli «over 55»: i toni dovrebbero essere smussati rispetto alla prima formulazione, ma l'obiettivo resta quello di ottenere una maggiore flessibilità di utilizzo delle risorse o impostarne la «rottamazione».I rapporti con le forze sociali sono quindi tesi, complicati dai casi aperti di Bpm e Mps: a Siena infuria la lotta sulle 2.300 esternalizzazioni e ora si paventano trasferimenti d'ufficio.

A sorvegliare la trattativa per l'Abi è appunto il Comitato per gli affari sindacali, al comando del presidente Francesco Micheli, «papà» del nuovo contratto nazionale e da luglio tornato al vertice di Intesa Sanpaolo come direttore operativo, complice la storica sintonia con l'ad Enrico Cucchiani.

La conferma di Micheli è scontata ma la formazione uscente subirà delle variazioni: proprio Ca de' Sass dovrà scegliere il nuovo emissario nel Casl dopo le dimissioni di Marco Vernieri, mai entrato in piena sintonia con Micheli, e Monte Paschi individuare il sostituto di Fabrizio Rossi (vice dg) che ieri è andato in pensione senza ricevere incentivi. Quanto ancora all'Abi, lascerà il Casl anche il presidente di CariFossano, Giuseppe Ghisolfi.

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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda sandropascucci » 20 set 2012, 9:38

> Le svalutazioni, al netto degli appostamenti in bilancio..

sì che ogni mondo ha il suo gergo e i suoi termini tecnici ma per dio e la madonna!!
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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda roberta » 22 set 2012, 23:39

!
Goldman Sachs vota per il Pd
Antonio Satta - Milano Finanza
pubblicato il 21 settembre 2012 , 3499 letture

Le polemiche saranno inevitabili. Per le prossime elezioni Goldman Sachs scommette sul Pd. Il colosso finanziario americano, a sette mesi dalle elezioni politiche italiane, ha pubblicato un report che farà rumore, nel quale si sostengono le chanche di una maggioranza di centro sinistra incentrata sul Pd. E questa maggioranza molto probabilmente manterrebbe la linea Monti, anche se non è chiaro se riconfermerebbe Mario Monti a capo del governo. In ogni caso, secondo il report, difficilmente il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, porterà il Paese alle elezioni prima di aver risolto la questione della riforma elettorale. Goldman Sachs ritiene «probabile che vengano introdotte modifiche alla legge con l'idea di garantire una coalizione centrista a favore di una conferma di Monti».

Ora non si può dire che a Goldman Sachs non conoscano la politica e gli effetti che una dichiarazione del genere può scatenare. Se c'è una banca d'affari che con la politica e i governi, in patria e all'estero, ha avuto relazioni strettissime è proprio GS. In America hanno tirato in ballo le revolving doors (le porte girevoli) per definire il fenomeno tipico in Goldman di un dirigente di primo piano che lascia il suo incarico per passare al governo, e magari, finito il mandato, torna tranquillamente alla casa madre. Per limitarci all'Italia, Mario Draghi è stato vicepresidente di Goldman Sachs per l'Europa dal 2002 al 2005, ma tra i consulenti della banca d'affari ci sono stati anche Gianni Letta, Romano Prodi e Mario Monti.

Ebbene, ora gli analisti di Goldman Sachs, peraltro molto attiva nella vendita di Btp nei momenti in cui lo spread era salito alle stelle e grande sostenitrice di un governo Monti post-Berlusconi nelle fasi calde del novembre scorso, scrivono che il tempo del governo tecnico del loro autorevole ex collega, «sta per finire» e «l'Italia potrebbe risentire dell'incertezza politica collegata alle future elezioni politiche in agenda ad aprile 2013». 11 maggior rischio per il Paese, secondo la banca d'affari, verrebbe da una vittoria delle forze euroscettiche e tra queste colloca il Pdl di Silvio Berlusconi e il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo. Del resto, scrivono gli analisti, «le riforme impopolari del governo Monti, ad esempio l'Imu dal valore di 20 miliardi di euro all'anno, hanno favorito campagne politiche anti-europee e anti-euro di vari partiti». Non va nemmeno sottovalutato l' appeal politico di Grillo, perché «ha buone opportunità di guadagnare un gran numero di seggi in Parlamento, riflettendo la di saffezione degli italiani all'esistente establishment politico».

GS rimane cauta, ma comunque «costruttiva», sulle dinamiche di mercato dei titoli di Stato italiani che potrebbero soffrire se la credibilità del nuovo programma di acquisto della Bce fosse messa in discussione, soprattutto in considerazione del debole scenario macroeconomìco. Ma pesa anche l'incertezza sugli esiti delle prossime elezioni, tanto che gli analisti arrivano a delineare tre possibili scenari che potrebbero portare l'Italia a ricorrere al programma di aiuti Efsf/Esm, così ribattezzati: il vincolato, il tattico e il mani-legate». Nei primo scenario («il meno probabile») l'Italia potrebbe essere obbligata a ricorrere ai fondi per il riemergere «delle tensioni sull'obbligazionario» che potrebbero rendere «illiquido il mercato dei Btp»; un'ipotesi possibile con «una vittoria dei partiti anti-europei». Nel secondo scenario, il governo italiano potrebbe «tatticamente» vincolarsi al Fondo salva Stati prima delle elezioni, «senza in realtà averne bisogno», annullando il rischio contagio dalla Spagna. Il terzo e ultimo scenario prevede che la richiesta di sostegno possa essere avanzata da Monti stesso, prima delle elezioni, per «legare le mani al suo successore».


Fonte: Milano Finanza
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