LIBANO CURATO DALLE BANCHE...

..ovvero le puttanate ufficiali propagandate dal Sistema Mediatico di IGB
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domenico.damico

LIBANO CURATO DALLE BANCHE...

Messaggioda domenico.damico » 11 mag 2011, 14:06

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Il Libano curato dalle banche
di Roberto Bongiorni

Il piccolo Libano si regge su un paradosso; il Paese del Medio Oriente più instabile politicamente, da alcuni anni è il più stabile sul fronte finanziario.

E continua ad esserlo. Nel pieno delle rivolte arabe, le banche commerciali libanesi continuano a macinare profitti, distribuendo corposi dividendi agli azionisti. I depositi crescono, salgono le riserve valutarie, ancora di più i prestiti al settore privato. Senza un Governo da ormai quattro mesi, e senza un budget da quattro anni, il Libano si trova in una posizione anomala: se la carenza di liquidità resta uno dei maggior problemi che assillano i banchieri del mondo occidentale, qui è tutt'altro che un problema.


Il Paese dei cedri, ostinatamente, percorre un binario suo. «Nel resto del mondo i Governi sono dovuti intervenire con denaro pubblico per sostenere e in alcuni casi salvare le banche - precisa Nassib Ghobril, capo economista della Byblos Bank, la terza banca del Paese - in Libano sono invece le banche a finanziare il Governo e il suo ingombrante debito pubblico (oggi al 132% sul Pil)». Un meccanismo che il governatore della Banca centrale del Libano, il cristiano maronita Riad Salameh, non manca mai di sottolineare.


La svolta è avvenuta nel 2008 - l'ultima grande crisi - quando le milizie di Hezbollah conquistarono il settore occidentale di Beirut sbaragliando le milizie sunnite filogovernative. Sembravano tornati gli anni bui. Eppure quell'anno si chiuse con dati macroeconomici e finanziari sorprendenti.

Un trend continuato fino al 2010. Ed ecco i numeri record del 2010: l'attività consolidata delle 54 banche ha raggiunto i 128,9 miliardi di dollari, segnando una crescita del 12% sul 2009, che a sua volta aveva registrato un aumento del 22 per cento. I depositi privati sono arrivati a 107,2 miliardi (+12% rispetto al 2009). Tre volte e mezza il valore del Pil e la maggior quota tra i 18 Paesi dell'area Mena (Nord Africa e Medio Oriente). I prestiti ai privati, uno degli incubi degli imprenditori di mezzo mondo, sono saliti a 35 miliardi (+23,2%). Il rapporto dei prestiti al settore privato sui depositi è oggi del 32,6 per cento. Ben al di sotto dei limite del 70% imposto dalla Banca centrale. La linfa vitale dei depositi restano le rimesse dei libanesi all'estero, che hanno dirottato i loro investimenti attratti anche dai tassi d'interesse sui depositi in lira libanese (circa il 5-6%, più del doppio rispetto a quelli in dollari).


Si temeva che l'epocale rivolta dei Paesi arabi, iniziata nel gennaio di quest'anno con la crisi tunisina e ora sconfinata nella vicina Siria, potesse avere un effetto dirompente su un Paese comunque grande quanto l'Abruzzo, con soli 4 milioni di abitanti. Anche perché oggi lo scenario macroeconomico è ben altro: il Pil, che dal 2007 al 2010 è cresciuto con una media superiore all'8% - ha interrotto la sua corsa (si stima +2,5-3% nel 2011), il debito pubblico si sta gonfiando, la bilancia dei pagamenti ha segnato un deficit, mentre l'inflazione ha rialzato la testa (+ 6%). Il sistema bancario finora non ne ha risentito, e comunque sembra aver sviluppato un'immunità tutta sua alle ricorrenti crisi politiche. Da gennaio a marzo 2011, i profitti netti di Bank Audi, la prima banca, sono cresciuti del 13% (+22% nel 2010), quelli di Bloom, la seconda, dell'11,5. «Nel primo trimestre Byblos ha registrato un aumento record del 22% - precisa Ghobril -. Apriremo nuove sedi all'estero».

Fonte: http://www.ilsole24ore.com/art/finanza- ... fromSearch

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domenico.damico

Re: LIBANO CURATO DALLE BANCHE...

Messaggioda domenico.damico » 11 mag 2011, 14:12

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Il super-governatore che vieta i titoli tossici
di Roberto Bongiorni

Riad Salameh ha avuto ancora ragione. L'uomo alla guida della Banca centrale del Libano dal '93, eletto da Euromoney e The banker magazine miglior governatore centrale del mondo per tre volte e per due volte miglior governatore del mondo arabo, ha dalla sua i numeri. Il settore bancario del Libano continua a registrare performance di tutto rispetto. Nel mezzo delle rivolte arabe Salameh, 61 anni, non ha timori per il futuro. Nel 2003 decise di vietare alle banche libanesi di acquistare titoli derivati, creando regole draconiane per preservare i depositi. Fu giudicato un reazionario. A torto.


Oggi si ripresenta il pericolo di nuovi derivati, come gli Etf, potenzialmente tossici. Ha preso qualche misura?
In Libano le banche non possono acquistare Etf con i loro fondi. Ogni derivato deve essere approvato alla Banca centrale, anche se venduto solo ai clienti. Di recente abbiamo rafforzato le misure: ogni collocamento privato, anche per meno di 20 clienti, deve essere da noi autorizzato prima di essere eseguito dai clienti.


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Ma nel resto del mondo quali sono i pericoli reali?
Il problema degli Etf è che non esiste un mercato regolato. Non siamo in grado di sapere se questi strumenti siano interamente coperti, o se nascondano forme di indebitamento. E nessuno può esercitare un controllo effettivo. Specie per le commodity, come l'oro. Oggi, con i tassi d'interesse quasi a zero e con l'attuale spesa monetaria in Europa e negli Usa, le banche stanno cercando liquidità, creando entrate dalla vendita di Etf o altri derivati in un periodo in cui regole e controlli non sono sufficienti.
Torniamo al Libano. Anche nel 2010 le banche hanno registrato perfomance eccellenti.

Quali sono le ragioni?
Le nostre banche devono allocare i loro fondi nel seguente modo: un terzo al credito per il settore privato, un terzo alla Banca centrale e un terzo deve restare liquido. Una regola che comunque ci ha permesso l'anno scorso di registrare un aumento del 20% dei crediti al settore privato. Abbiamo dunque una solida e intatta base per una crescita futura.
Eppure l'Fmi ha stimato una frenata del Pil al 2,5% e un aumento del già alto debito pubblico.

Prudenza. La Banca centrale annuncia le stime a metà anno a causa della volatilità del nostro Paese. L'Fmi potrebbe rivedere questi dati. Lo scorso gennaio c'è stato un brutale cambiamento nel Governo, scatenato dalle dimissioni di alcuni ministri. E i mercati hanno reagito negativamente. I dati relativi a febbraio e marzo dimostrano però che la crescita dei depositi è ripresa, che la bilancia dei pagamenti è tornata in attivo. L'economia è rallentata, ma quando il Governo sarà costituito le cose cambieranno. Certo, la crescita del settore bancario sarà più modesta. Ma ci aspettiamo un aumento dei deposti del 5-7%, sufficiente per coprire le necessità private e pubbliche del Paese.



Non sapevo esistessero premi per il miglior governatore del mondo... mah!

sandropascucci
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Re: LIBANO CURATO DALLE BANCHE...

Messaggioda sandropascucci » 11 mag 2011, 15:04

la domanda è: chi lo premia?
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