Knowledge liberation front

..ovvero le puttanate ufficiali propagandate dal Sistema Mediatico di IGB
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LorenzoLenzi

Knowledge liberation front

Messaggioda LorenzoLenzi » 25 mar 2011, 9:46

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Tutti in mutande (e pigiama) dentro la sede di Unicredit in via Indipendenza. Questa la risposta di Bologna all'appello della rete europea del «Knowledge liberation front», nata a Parigi in febbraio e che in questi giorni organizza manifestazioni in contemporanea in diverse città. «Le banche sono la nostra controparte, noi la crisi non la paghiamo», lo slogan di una trentina di attivisti che hanno fatto irruzione nella filiale tra lo sbigottimento del personale. Pronte altre iniziative per il fine settimana: il clou sarà il corteo «Take the future parade» in programma sabato (ritrovo alle 17 in piazza san Francesco).

Fonte: http://www.google.it/url?sa=t&source=we ... rC6nsllxYg
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LorenzoLenzi

Re: Knowledge liberation front

Messaggioda LorenzoLenzi » 25 mar 2011, 9:49

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Università di Bologna – 18 Marzo – ore 17

Una importantissima energia si è messa in moto negli ultimi mesi, una forza multiforme in grado di agire dentro e contro la crisi imponendo nuovi spazi di produzione del sapere e delle lotte, una temporalità scandita non dalle riforme e dal Bologna Process ma dal battito dei conflitti. É un’energia in grado di ridefinire le coordinate di una politica transnazionale: dagli scioperi metropolitani e precari ai blocchi della circolazione, molteplici e comuni sono le nuove forme di lotta di una generazione che si sta rivoltando contro le politiche di austerity e i tagli all’università, contro la precarietà, per un nuovo welfare e per riappropriarsi della ricchezza sociale prodotta in comune.

Dall’alto del palazzo occupato dei neoliberisti di Londra, passando per la rivolta del 14 Dicembre a Roma, nello sciopero generale ad oltranza che ha bloccato la Francia, nella radicalità dallo sciopero generale spagnolo, con la dura lotta greca contro l’austerità. Inoltre una nuova Europa sta emergendo dal divenire rivoluzionario sull’altra sponda del Mediterraneo: Tunisia, Egitto e Libia sono infiammate da una composizione sociale con tratti di forte comunanza con quella delle metropoli europee, attraversata da una precarietà sempre più pervasiva ed un capitalismo finanziario sempre più onnivoro, in lotta per la riappropriazione del proprio futuro. Tutto ciò apre per noi sino in fondo la sfida di una scommessa politica oltre i confini e i perimetri nazionali.

Il mondo della formazione è stato tra i protagonisti di questi processi: il sapere e la cultura si sono definitivamente presentati come campi di conflitto. Abbiamo assistito ad una potente produzione di soggettività, in grado di mettere in crisi il governo delle vite e del sapere. Dopo un autunno illuminato dal fuoco della conoscenza, si sta aprendo una primavera di lotte da attraversare e costruire: il “que se vayan todos” echeggiato nelle piazze di tutto il mondo sta diventando programma politico e parola d’ordine dei tanti conflitti che si moltiplicano nella crisi globale.

Volgere lo sguardo verso i mutamenti che intervengono sulla composizione del lavoro è sempre un esercizio indispensabile per chi intende trasformare lo “stato di cose presenti”. Proprio questa indicazione di metodo ci ha permesso di capire che ormai i saperi e la conoscenza sono diventati una delle principali forze produttive dell’economia globale.

È all’interno di questa cornice che va inserito il processo europeo di riforma dell’Università, meglio conosciuto come Bologna Process. Gli atenei sono infatti diventati uno dei principali luoghi produttivi delle metropoli e contemporaneamente un vettore della precarizzazione e della gerarchizzazione della forza-lavoro cognitiva.

È questo il senso da attribuire alla nozione di Università-azienda e non banalmente l’ingresso dei privati nei consigli di amministrazione. Ed è a partire da queste considerazioni che è possibile dare una interpretazione delle insorgenze che negli ultimi anni si sono manifestate in tutta Europa. Lotte che, pur nella loro eterogeneità, hanno assunto come principale spazio del conflitto l’Università e le politiche di austerità imposte dai governi.

Un’intera generazione ha deciso di ribellarsi contro il proprio declassamento perpetrato dai tagli al settore della formazione, dall’aumento delle tasse universitarie, dalla dequalificazione dei saperi, dall’introduzione e dal rafforzamento del debito come unica modalità di accesso ai diritti sociali.

Strumenti che i governi europei utilizzano per socializzare i costi della crisi economica e allo stesso tempo recuperare fondi per salvare dalla bancarotta banche e istituti che proprio sulla finanziarizzazione della vita ,continuano a fare profitti. Strumenti che, non da ultimo, hanno come obiettivo la trasformazione dei rapporti di forza dentro la società. Nel segno della precarietà e della povertà come rischio permanente o certezza. Quella che sta emergendo allora non è una lotta solamente generazionale ma una lotta che immediatamente pone questioni generali, che riguardano l’intera composizione sociale. Student* e precar* di tutta Europa hanno collettivamente deciso di riappropriarsi del proprio futuro! Lo spazio continentale allora non è solo l’ambito di esercizio della governance europea, ma la sua geografia è disegnata dalle linee tracciate dai conflitti.

È a partire dalla condivisione di questa constatazione che si è avviato un percorso comune tra le realtà che hanno contribuito alla costruzione di quelle lotte. Vienna, Londra, Parigi, Bologna, Madrid negli ultimi anni hanno ospitato importanti meeting che a quel percorso hanno dato corpo. Dall’11 al 13 Febbraio scorso, la capitale francese è stata la vetrina di un altro incontro transnazionale a cui hanno partecipato più di sessanta realtà europee e non. In quell’occasione sono state gettate le basi di una comune rete dei conflitti: uno strumento di azione e di coordinamento, di circolazione di pratiche e linguaggi politici: il Knowledge Liberation Front.

Una forma di organizzazione ambiziosa e necessaria. Ambiziosa perché pone la lotta alla precarietà e per un nuovo welfare e quella per un libero accesso al sapere e contro il debito su un piano immediatamente europeo. Necessaria perché se le politiche di austerità si articolano ad un livello transnazionale e coinvolgono diversi attori, statuali e non, su quello stesso livello le lotte devono organizzarsi.

Ma non è solo per “giocare” ad armi pari. L’Europa è già ora l’ambito della mobilità del sapere vivo e quindi ogni chiusura nello spazio statuale ridimensiona l’efficacia dei conflitti.

L’incontro di Parigi è stato anche l’occasione per lanciare tre giorni di azione comune, dal 24 al 26 Marzo. In quelle date in tutto il continente student* e precar* si mobiliteranno contro le banche e l’austerità, e per un futuro fatto di ricchezza, quella stessa ricchezza che ogni giorno contribuiamo a produrre. C’è di più però.

La stessa indicazione di metodo che ci ha permesso di riconoscere l’Europa come spazio delle lotte ci costringe a decentralizzare lo sguardo verso il Maghreb. Le insurrezioni che nelle ultime settimane hanno aperto nuovi percorsi di liberazione nei paesi della sponda sud del mediterraneo sono esattamente l’espressione dell’opposizione alle politiche neoliberiste. Politiche che – come alle nostre latitudini – costringono una forza-lavoro altamente scolarizzata a subire il dramma della disoccupazione e del declassamento, dello scarto tra desideri e possibilità di realizzarli. Sono i tratti della composizione del lavoro, tratti comuni tra le due sponde del mediterraneo, ad indicarci la necessità di allargare i confini della Europa dei conflitti. È per questa ragione che nell’incontro di Parigi è emersa, forte, la volontà di costruire una caravona in Tunisia.

Nelle città e metropoli italiane, riteniamo fondamentale assumere ed organizzare queste scadenze collettive sulla scia delle grandi mobilitazioni che hanno caratterizzato l’autunno, guardando anche alla generalizzazione dello sciopero – depotenziato in partenza – indetto dalla Cgil sotto l’incalzare dei conflitti.

Per questi motivi abbiamo costruito un’assemblea pubblica per venerdì 18 marzo alle ore 17 alla facoltà di Lettere e Filosofia di Bologna (via Zamboni 38), a cui sono invitati tutt* a partecipare: per mettere in comune la potenza delle pratiche, dei linguaggi, dei saperi e degli immaginari di trasformazione.

Make actions, make autonomy, make our university: make capitalism history!

Join the Knowledge Liberation Front:

Fighting and cooperating, this is our Common!

fonte: http://www.univ-aut.org/2011/03/12/know ... t-meeting/

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LorenzoLenzi

Re: Knowledge liberation front

Messaggioda LorenzoLenzi » 25 mar 2011, 9:58

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[Knowledge Liberation Front] 24-25-26 marzo giornate di lotta europea: We are your crisis!!!

24-25-26 Marzo 2011
SAPERI COMUNI CONTRO IL CAPITALISMO FINANZIARIO

Noi, studenti e lavoratori precari d’Europa, Tunisia, Giappone, USA, Canada, Mexico, Chile, Perù e Argentina, ci siamo incontrati a Parigi dall’11 al 13 Febbraio, 2011 per confrontarci e organizzare un network comune basato sulle nostre lotta comuni. Il nostro nome è Knowledge Liberation front, e noi siamo la vostra crisi!

Negli ultimi anni i nostri movimenti hanno assunto l’Europa come spazio di conflitto contro l’aziendalizzazione delle università e la precarietà. L’incontro di Parigi e i movimenti rivoluzionari che attraversano il Mediterraneo ci permettono di fare un importante passo avanti verso una nuova Europa contro l’austerità, a partire dalle rivolte nel Maghreb.

Noi siamo una generazione che vive la precarietà come condizione permanente: l’università non è più un ascensore per la mobilità sociale, ma una fabbrica di precarietà. E l’università non è un luogo isolato: la nostra lotta per un nuovo welfare, contro la precarietà e per la libera circolazione dei saperi e delle persone non si ferma ai suoi cancelli.

La nostra rete comune è basata sulla nostra lotta contro il Processo di Bologna e contro i tagli all’istruzione che l’Europa sta usando come risposta alla crisi. Dal momento che gli interessi pubblici e privati collaborano nel processo di aziendalizzazione dell’università, le nostre lotte non hanno l’obiettivo di difendere lo status quo. I governi salvano le banche e tagliano l’educazione. Noi vogliamo costruire la nostra università – una università che viva nelle nostre esperienze di autoformazione, ricerca autonoma e nel libero accesso. Si tratta di una università libera, gestita dagli studenti, dai lavoratori precari e dai migranti, una università senza frontiere.

Abbiamo creato e arricchito le nostre rivendicazioni comuni: il libero accesso all’università contro l’aumento delle tasse e le spese di istruzione, un nuovo welfare e diritti comuni contro il debito e la finanziarizzazione della nostra vita, e per una formazione basata sulla cooperazione contro i processi di gerarchizzazione.

Su questa base noi, Knowledge Liberation Front, convochiamo i giorni comuni transnazionali d’azione del 24, 25 e 26 MARZO 2011:contro le banche, il sistema del debito e le misure di austerità, per il libero accesso e la libera circolazione delle persone e dei saperi.

Costruiamo azioni, costruiamo autonomia, costruiamo la nostra università!

Make capitalism history!

Unisciti al Knowledge Liberation Front:

Lotta e cooperazione, questa è la nostra Comune di Parigi!

_____________________________________________________________________

Il KLF (Knowledge Liberation Front) è il network di studenti, precari, attivisti, lavoratori del mondo della formazione nato dopo il meeting di Parigi “University struggles against austerity” (11-13 febbraio 2011). Convocata dal collettivo Edu-Factory, la tre giorni ha visto la partecipazione di centinaia di attivisti – perloppiù studenti – da tutta Europa e oltre (presenti delegazioni dal nordafrica, dal giappone, dalle americhe), in rappresentanza di decine di collettivi e associazioni. Si è articolato in un’assemblea di apertura venerdì 11/2, una giornata di workshop sabato e un’assemblea conclusiva domenica, tutti momenti segnati da un grande entusiasmo di ritrovarsi finalmente tutti insieme a condividere le diverse situazioni ed esperienze di lotta, toccare con mano come realmente l’austerità imposta sia la stessa ovunque, sentire la comune necessità di conoscersi e far scavalcare anche alle mobilitazioni gli stretti confini nazionali che le imposizioni del mercato globale già ignorano abbondantemente. Dalla voglia di conoscersi ed immediatamente sentirsi complici di qualcosa ancora tutto da costruire, ma già esistente nel senso comune e nelle diverse esperienze, nelle ovazioni per chi racconta le rivoluzioni nel maghreb e le collega alle rivolte di Londra, Roma, Atene come parte di una insorgenza giovanile generalizzata contro la precarietà e la mancanza di prospettive.

Nei diversi workshop della giornata di sabato, oltre a confrontare e discutere le trasformazioni in atto nei diversi stati per quanto riguarda i sistemi formativi, la precarizzazione delle condizioni di lavoro e la distruzione del welfare, si è dato grande spazio alle pratiche di lotta e alla questione dell’autoformazione: non stiamo difendendo un modello di università già esistente, ma costruendo dal basso un’alternativa che non può che scontrarsi in ogni caso con tagli e privatizzazioni.

L’assemblea conclusiva rilancia:

*tre giorni di mobilitazione transazionale il 24, 25, 26 marzo (su proposta degli studenti inglesi che scenderanno in massa in piazza insieme ai lavoratori per una grande giornata di mobilitazione contro le misure di austerità)

*la costruzione di una carovana e un meeting in Tunisia

*la partecipazione al contro-summit del G8 dell’Università a Dijon (Francia) dal 5 al 7 maggio

*un nuovo meeting a Londra ai primi di giugno

*la costruzione di una rivista comune come mezzo di comunicazione autonomo delle lotte

Fonte: http://www.google.it/url?sa=t&source=we ... nv8TqJZAXg

sandropascucci
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Re: Knowledge liberation front

Messaggioda sandropascucci » 25 mar 2011, 10:15

ecco un altro movimento carta-assorbente©

che cagata!
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Re: Knowledge liberation front

Messaggioda sandropascucci » 25 mar 2011, 11:39

qualcuno capisce se qui: http://www.metamute.org/content/in_praise_of_usura
parlano di SIGNORAGGIO/CREAZIONE DAL NULLA DI MONETA ??

non occorre una traduzione, solo leggerlo e capire che vogliono..
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sergioloy

Re: Knowledge liberation front

Messaggioda sergioloy » 25 mar 2011, 13:01

da quello che ho capito è un discorso generico e storico sull'usura, ma niente di che, parla sì di creazione dal nulla, ma ci mette
in mezzo subrime, speculazione e quant'altro. non è esclusivamente sul signoraggio.

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Re: Knowledge liberation front

Messaggioda sandropascucci » 25 mar 2011, 13:04

ok: carta-assorbente©.
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sergioloy

Re: Knowledge liberation front

Messaggioda sergioloy » 25 mar 2011, 13:18

::
Corteo collettivi, vernice contro le banche
La protesta contro l'intervento militare in Libia e contro il premier. Lancio di uova, volantini e fumogeni

Vernice contro la sede Unicredit (Salmoirago)MILANO - Una protesta contro l'intervento militare internazionale in Libia a cui contrappongono invece la «necessità di cacciare il rais Berlusconi, la Gelmini e tutta la cricca e opporsi alle speculazioni finanziarie di banchieri e politici»: per questo motivo circa 500 ragazzi dei collettivi studenteschi milanesi e del centro sociale Cantiere sono partiti in corteo, poco dopo le 9.30 di venerdì mattina, da largo Cairoli diretti, dopo un lungo percorso per le vie del centro, agli uffici della Finivest, a due passi dalla Stazione Cadorna. «Wake up, cacciare il rais è possibile» era scritto sullo striscione che apriva il corteo.
Il corteo del 25 marzo

UOVA E VERNICE CONTRO LE BANCHE - Come era accaduto anche il 4 marzo scorso, la sede della banca Unicredit, in piazza Cordusio a Milano, è stata il bersaglio del lancio di alcune uova cariche di vernice rossa da parte di alcuni manifestanti. Stessa sorte per la filiale della Banca popolare di Lodi in via Orefici, le cui vetrine sono state anche ricoperte di volantini della manifestazione. «Ridateci i soldi, ladri e mafiosi», è stato scritto con la vernice rossa su una vetrata della filiale della Banca popolare di Milano in via Mazzini a Milano dai ragazzi dei collettivi. La banca, contro cui è stato scagliato anche un fumogeno, è stata poi tempestata di uova cariche di vernice. Gli attacchi a base di vernice hanno poi coinvolto anche l'Hotel dei Cavalieri in piazza Missori (accusato di ospitare manifestazioni delle formazioni politiche di estrema destra) e la filiale di Unicredit in corso Italia. Il corteo ha avuto come obiettivo praticamente tutte le filiali bancarie incrociate lungo il suo tragitto.

CONTRO LA POLIZIA - Al termine del corteo c'è stato anche un lancio di uova e carta igienica contro gli agenti in assetto antisommossa, quando i giovani si sono fermati sotto la sede Fininvest in via Paleocapa al grido di «Svuotiamo le casse e diamo i soldi all'istruzione». I giovani si sono poi diretti verso il parco Sempione, dove hanno sciolto il corteo. «Cacciamo i rais», è stato uno degli slogan urlati più volte durante la protesta che ha attraversato il centro di Milano.


«Svuotiamo le casse e diamo i soldi all'istruzione». ossia Svuotiamo le casse per dare i soldi a chi ci nasconde che nelle casse non ci sono i soldi per chi ci nasconde che nelle casse non ci sono i soldi.

cazzo, è come se nel 1600 avessero fatto una manifestazione per far cadere Ottaviano Augusto. che cazzo di anacronismi sono?

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domenico.damico

Re: Knowledge liberation front

Messaggioda domenico.damico » 25 mar 2011, 14:22

per non parlare della modalità piangina delle Banche dopo questo "violentissimo" attacco...


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