Crisi dei debiti: adesso l’Irlanda stampa da sé gli euro

..ovvero le puttanate ufficiali propagandate dal Sistema Mediatico di IGB
Luca Mencaroni
Messaggi: 787
Iscritto il: 1 giu 2010, 3:21
condivido lo Statuto e il Manifesto:
zona operativa:: Perugia e dintorni
azioni: manovalanza di piazza, pagamento quota, volantinaggio in proprio, oratore, costruzione "cose", scrittura articoli, interventi sul WEB, su carta stampata, azioni folkloristiche, documentazione burocratica, contatti con altri "entità" (associazioni, enti, strutture..)
Località: Perugia

Crisi dei debiti: adesso l’Irlanda stampa da sé gli euro

Messaggioda Luca Mencaroni » 20 gen 2011, 3:23

!
Costosi e insufficienti, i fondi europei non bastano più. Ma Dublino ha trovato una soluzione: riprendere a battere moneta. Anche se si tratta di quella continentale.
Per mesi l’Europa ha affrontato la crisi del debito sovrano vivisezionando il problema sotto ogni punto di vista. Si è discusso ampiamente di fondi di salvataggio e di effetto domino, ma anche del possibile ridimensionamento di Eurolandia e delle linee guida del nuovo patto di stabilità. Ogni ipotesi è stata valutata cercando una risposta alla peggiore crisi collettiva dei conti che il Continente ricordi. Eppure nessuno si era accorto di quanto la soluzione fosse semplice. Altro che ristrutturare i debiti con complessi piani lacrimosi e sanguinolenti. Meglio, molto meglio, ridurli drasticamente nel modo più ovvio: stampando a casa propria miliardi di euro. Chiaro, è solo una battuta di cattivo gusto. Peccato però che non faccia ridere. Anche perché tutto questo sta accadendo davvero: in Irlanda, ovviamente.

La notizia riportata in questi giorni dal quotidiano di Dublino Irish Indipendent è a dir poco sorprendente, almeno quanto il fatto che nessuno da Bruxelles a Berlino abbia ancora alzato la voce. La banca centrale irlandese sta finanziando un ambizioso piano di prestiti da 51 miliardi di euro stampando da sé il denaro necessario. Proprio così. Nel mese di novembre, l’ultimo per il quale sono disponibili le cifre, i prestiti concessi dalla Bce sono calati da 136,4 a 132 miliardi di euro. L’istituto centrale irlandese, battendo da sé moneta, ha erogato invece 6,4 miliardi in più a favore delle banche private del Paese. Un portavoce della Bce, riferisce l’Irish Times, ha confermato tutto spiegando, in sostanza, che Dublino può stampare tutti gli euro che vuole a patto che la banca centrale europea ne sia informata.

“Lasciamo che la Grecia stampi gli euro, lasciamo che li stampino l’Italia, la Spagna, il Portogallo e il Belgio”, commenta su Business Insider l’analista di Sitka Pacific Mike Shedlock. “Fintantoché si può contraffare (sic – ndr) denaro senza che alla Bce importi, perché ogni Paese non dovrebbe stampare abbastanza euro per ripagare il suo debito? Ogni nazione potrebbe diventare ‘debt free’ nel giro di pochi secondi. Spero cogliate il sarcasmo. Perché questo è un pendio incredibilmente scivoloso e mi stupisce che la Germania non si metta a strillare”. Difficile dare torto a Shedlock, soprattutto alla luce delle implicazioni finanziarie e politiche della strategia irlandese.

Alla vigilia del vertice Ecofin, il ministro economico di Dublino Brian Lenihan si è pubblicamente lamentato delle condizioni di prestito cui è soggetto il suo Paese, chiamato a versare un interesse medio annuo del 5,8% all’Ue e al Fondo Monetario internazionale sui 67,5 miliardi di euro che gli sono stati garantiti. Un’affermazione che suona come un’implicita giustificazione. Come a dire: per risparmiare sugli interessi meglio produrre in casa un po’ di denaro liquido. Tutto perfettamente logico se non fosse che una simile scelta si traduce in una spinta inflazionistica scaricata sull’intero continente. E che dire di fronte alla logica tentazione cui potrebbero essere soggette le altre economie in difficoltà? Ad oggi la Bce ha autorizzato Dublino contando sul fatto che qualche miliardo di euro in più non dovrebbe avere alcun impatto rilevante sul valore della moneta unica. Ma cosa accadrebbe se gli altri Paesi in crisi avanzassero richieste simili? Davvero la Banca centrale avrebbe ancora l’autorità e la possibilità di rispondere negativamente?

Tutte domande prive di risposta, e proprio per questo decisamente inquietanti, che si riproporranno con forza qualora la situazione dei conti pubblici dovesse peggiorare ancora. Una buona notizia, se non altro, viene oggi da Madrid dove si è conclusa positivamente l’ultima asta sui titoli di Stato a 12 e 18 mesi: 5,54 miliardi complessivi di obbligazioni cedute a tassi medi del 2,94 (12 mesi) e del 3,36% (18 mesi) che segnano così il primo calo degli interessi dallo scorso mese di ottobre. Gli spread tra i rendimenti delle obbligazioni della periferia europea e i bund tedeschi si mantengono relativamente stabili mentre il prezzo dei credit default swaps (misura di fatto del rischio bancarotta sovrana) sono aumentati leggermente (+10 il Portogallo, +9 l’Irlanda, +14 la Grecia, segnala l’ultima analisi di Markit). In attesa che sia raggiunto un accordo sull’ampliamento del fondo salva Stati, la Bce si conferma intanto un ottimo cliente per i bond nazionali. In settimana l’istituto centrale ne ha acquistati 2,313 miliardi contro i 113 milioni della settimana precedente.

Fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01 ... i-adesso-l’irlanda-stampa-da-se-gli-euro/87218/


"Fintantoché si può contraffare (sic – ndr) denaro senza che alla Bce importi, perché ogni Paese non dovrebbe stampare abbastanza euro per ripagare il suo debito? Ogni nazione potrebbe diventare ‘debt free’ nel giro di pochi secondi. Spero cogliate il sarcasmo"
No, non riesco a coglierlo...

"Perché questo è un pendio incredibilmente scivoloso e mi stupisce che la Germania non si metta a strillare"
Vi si stringono le chiappe?

"Tutto perfettamente logico se non fosse che una simile scelta si traduce in una spinta inflazionistica scaricata sull’intero continente"
Vito, ci pensi tu?

"Ma cosa accadrebbe se gli altri Paesi in crisi avanzassero richieste simili? Davvero la Banca centrale avrebbe ancora l’autorità e la possibilità di rispondere negativamente?"
già...

Ma la domanda è: tutti 'sti miliardi che hanno stampato sono moneta-debito o no?
Luca Mencaroni - Perugia

Avatar utente
marcos

Re: Crisi dei debiti: adesso l’Irlanda stampa da sé gli euro

Messaggioda marcos » 20 gen 2011, 9:25

Stampandoli la banca credo sia sempre moneta-debito. Anche perchè sennò se ne vedrebbero delle belle!

sandropascucci
Messaggi: 12979
Iscritto il: 5 ago 2009, 17:22
condivido lo Statuto e il Manifesto:
zona operativa:: Roma-Lazio-Italia
azioni: articoli, manovalanza di piazza, pagamento quota, volantinaggio in proprio, oratore FdEV, costruzione "cose", scrittura articoli, interventi sul WEB, documentazione burocratica, contatti con altre "entità" (associazioni, enti, strutture..)..
Contatta:

Re: Crisi dei debiti: adesso l’Irlanda stampa da sé gli euro

Messaggioda sandropascucci » 20 gen 2011, 10:28

ci informeremo..
_____________________________________________
sandropascucci : primit.it signoraggio.com
INTERNET AIUTA A RIVOLUZIONARE IL MONDO COME
TRATTENERE IL RESPIRO AIUTA A PESARE MENO SULLA BILANCIA

Avatar utente
domenico.damico

Re: Crisi dei debiti: adesso l’Irlanda stampa da sé gli euro

Messaggioda domenico.damico » 20 gen 2011, 11:33

In questo passaggio dell'articolo è tutto molto chiaro; la banca centrale irlandese sta facendo, in temporanea "autonomia", una politica monetaria espansiva, prestando nuova moneta-debito alle banche commerciali, spingensodi oltre gli accordi fatti con la BCE, che però acconsente a questa manovra.

..."La notizia riportata in questi giorni dal quotidiano di Dublino Irish Indipendent è a dir poco sorprendente, almeno quanto il fatto che nessuno da Bruxelles a Berlino abbia ancora alzato la voce. La banca centrale irlandese sta finanziando un ambizioso piano di prestiti da 51 miliardi di euro stampando da sé il denaro necessario. Proprio così. Nel mese di novembre, l’ultimo per il quale sono disponibili le cifre, i prestiti concessi dalla Bce sono calati da 136,4 a 132 miliardi di euro. L’istituto centrale irlandese, battendo da sé moneta, ha erogato invece 6,4 miliardi in più a favore delle banche private del Paese. Un portavoce della Bce, riferisce l’Irish Times, ha confermato tutto spiegando, in sostanza, che Dublino può stampare tutti gli euro che vuole a patto che la banca centrale europea ne sia informata."...

Attenzione al significato che diamo NOI a certi espressioni e al significato che invece gli danno I GIORNALISTI.
Stampar moneta da sè, in questo articolo, vuole significare che la banca centrale irlandese deroga momentaneamente ai paletti imposti dalla BCE; niente di più.

Francesco Fata
Messaggi: 896
Iscritto il: 10 ago 2009, 16:35
condivido lo Statuto e il Manifesto:
zona operativa:: Roseto degli Abruzzi
azioni: scrittura articoli, studio aspetti tecnico-filosofici, studio idee di riforma monetaria, quota associativa, volantinaggio mirato, interventi sul web
Località: Roseto degli Abruzzi

Re: Crisi dei debiti: adesso l’Irlanda stampa da sé gli euro

Messaggioda Francesco Fata » 20 gen 2011, 12:03

Infatti!
Se fosse stato il governo irlandese a stampare, avrei voluto vedere le reazioni!
Voglio troppo bene al popolo per pensare di votare gente che vuole particolarmente bene a se stessa.
Francesco Fata

----Francesco Fata (ex aggiocampà) ----

mr.spyder
Messaggi: 2442
Iscritto il: 9 ago 2009, 10:14
condivido lo Statuto e il Manifesto:
zona operativa:: palermo - messina
azioni: volantinaggio,donazioni,
organizzazione eventi,sbus,
idee,manovalanza,
condivisione beni e servizi
fra PRIMITivi o volenterosi
a consapevolizzarsi sullla
moneta debito
Località: palermo - messina

Re: Crisi dei debiti: adesso l’Irlanda stampa da sé gli euro

Messaggioda mr.spyder » 20 gen 2011, 13:00

quello che frega è il titolo.
per il giornalista medio e i dilucid-ano di turno
banca centrale nazionale = banca di Stato

in attesa che un barbapabarnard qualunque risolva il mistero misterioso e criminoso mi faccio 2risate (integrali/atimuco) :mrgreen:
Antonio Prezia, detto spyder... anche se non è importante chi sei,ma cosa vuoi fare per cambiare il mondo.

Avatar utente
sergioloy

Re: Crisi dei debiti: adesso l’Irlanda stampa da sé gli euro

Messaggioda sergioloy » 9 mar 2011, 21:38

::
dal Corriere della Sera del 5/3/11

LA STORIA
E lo Utah vota il ritorno al dollaro d' oro
(m. ga.) Dal Far West, nostalgie aurifere e venti di ribellione contro la Federal Reserve. Ieri sera il parlamento dello Utah ha votato a larga maggioranza (47 a 26) una norma che restituisce valore legale alle monete d' oro e d' argento. La si potrebbe liquidare come la mossa demagogica e anacronistica di un nucleo di nostalgici del «gold standard» e del regime aureo abolito da Roosevelt nel 1933: la legge riguarda, infatti, monete emesse a livello federale. E il governo non ha nulla di simile in cantiere. Il voto dello Stato dei mormoni ha, invece, fatto drizzare molte antenne perché dietro c' è la pressione dei Tea Party, attivissimi anche a Washington dove giocano di sponda col deputato Ron Paul, padre di Rand (un «senatore del tè») e nemico giurato della Fed. Lo Utah, poi, ha nel mirino proprio la Banca centrale: la misura votata, infatti, vara anche lo studio di una valuta locale diversa dal dollaro.


mah.

Avatar utente
kasiacolagrossi
Messaggi: 2454
Iscritto il: 12 dic 2009, 14:28
condivido lo Statuto e il Manifesto:
zona operativa:: Roma e provincia
azioni: volantinaggio in proprio, grafica , costruzione e/o progettazione dei supporti, manovalanza di piazza,
Località: Castel Madama (RM)

Re: Crisi dei debiti: adesso l’Irlanda stampa da sé gli euro

Messaggioda kasiacolagrossi » 10 mar 2011, 21:44

http://corrieredellacollera.com/2011/03 ... ta-locale/

::
Hip, Hip, Utah: uno stato americano contesta il dollaro e il parlamento vara il conio di monete d’argento e d’oro e mette allo studio una nuova moneta locale.

Il Parlamento dello stato dello UTAH, noto per la presenza sul proprio territorio di una folta comunità di Mormoni che tuttora pratica la poliginia ( poligamia è ambosesso, se praticata dalle donne è poliandria) ha votato una legge con una maggioranza schiacciante di 47 contro 26.

Lo Stato dello Utah si è , in pratica, riappropriato del potere di battere moneta e rende legale il conio di monete d’argento e d’oro a livello federale. La misura votata, vara anche uno studio che contempli l’adozione di una valuta locale diversa dal dollaro.

La notizia è stata data a pagina 45 de ” IL CORRIERE DELLA SERA” del 5 marzo. Il taglio dell’articolo lascia pensare , al lettore superficialmente informato , che si tratti di una originalità, di quelle che un tempo si chiamavano “americanate“.

In realtà, considerate le proteste di piazza e le tentationi autonomiste – quando non apertamente secessionistre , come ad esempio i fermenti presenti in Texas - si può analizzare la situazione in maniera più attenta. Il SOLE24ORE ha dedicato, con la delicatezza che gli è propria, un lungo articolo sulle manifestazioni di piazza negli USA .

Il fenomeno dei “tea party” sembra avere radici non solo ideali nello sciopero del té che diede vita alla guerra di indipendenza contro l’Inghilterra.

I cittadini contestano lo strapotere acquistato dal governo federale, le pesanti esazioni fiscali, la riduzione dei margini di libertà individuale ( con la legge Bush antiterrorismo, anche un cittadino USA può essere arrestato e detenuto per lungo tempo senza comunicazioni. E’ l’abolizione dell”‘habeas corpus” orgoglio delle legislazioni anglosassoni) a cui si aggiungono adesso anche prospettive di impoverimento reale. Il nemico è identificato nella Federal reserve bank la cui creazione avvenne tra polemiche e opposizioni mai sopite.

Il gesto politico, certamente concordato con i tea party ( il deputato Ron Paul e suo padre Rand che è uno dei senatori del Té) ha molteplici valenze “rivoluzionarie”:

attacca frontalmente la Federal Reserve Bank
richiama alla mente degli americani spettri secessionisti e fermenti di indipendenza localistica.
Contesta la proibizione di acquistare o detenere oro per i cittadini USA in vigore , se non erro, dal 1933.
Manifesta sfiducia nel dollaro - che finora era un “comportamento antiamericano”- legalizzando il dibattito a ogni livello.
Jacques Rueff, l’economista francese che spinse il presidente De Gaulle a chiedere per primo di acquistare l’oro pagando 35 dollari l’oncia, provocando – dopo due acquisti - la crisi del Gold Exchange Standard e l’irrigidimento di Nixon , ha visto il momento del trionfo delle sue idee. Da lassù.


forse era meglio aprire un nuovo 3d :roll:
katarzyna edyta colagrossi



Torna a “Era scritto sul giornale”

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 3 ospiti

cron
Eccetto dove diversamente specificato, i contenuti di questo sito sono liberamente riproducibili purché sia citata e linkata la fonte (sono infatti rilasciati sotto una licenza Creative Commons BY-NC-SA 2.0) Il redattore non e' legalmente responsabile per i pensieri e le affermazioni espresse in questo blog dai visitatori. L'autore non assume alcuna responsabilità nel caso di eventuali errori contenuti negli articoli o di errori in cui fosse incorso nella loro riproduzione sul sito. Tutte le pubblicazioni su questo sito avvengono senza eventuali protezioni di brevetti d'invenzione; inoltre, i nomi coperti da eventuale marchio registrato vengono utilizzati senza tenerne conto. Questo sito non è una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità . Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001 Comunque, Costituzione Italiana - Art. 21: Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. :: SE&O :: Salvo Errori et Omissioni "come scrivono le banche, in calce agli estratti conto, per evitare eventuali future azioni penali".