Che faccia tosta!

..ovvero le puttanate ufficiali propagandate dal Sistema Mediatico di IGB
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Valerio Raiola

Che faccia tosta!

Messaggioda Valerio Raiola » 8 gen 2011, 7:16

http://www.clandestinoweb.com/number-ne ... spons.html

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CRISI, TRICHET: LA BCE NON SOSTITUIRA' I GOVERNI IRRESPONSABILI
La Banca centrale europea tiene fede al proprio impegno per la stabilita' dei prezzi e continuera' a farlo, ma la sua responsabilita' in fatto di politica monetaria ''non puo' sostituire la irresponsabilita' dei governi'': il presidente della Bce, Jean Claude Trichet, interviene cosi' sulla crisi del debito sovrano che attraversa Eurolandia e - con un discorso dai toni duri - esorta l'Unione europea a ''voltare pagina'' per ''rafforzare ulteriormente i nostri sforzi nel 2011'' sul cammino del risanamento. Intervenuto in Baviera all'incontro annuale dei vertici della Csu, Trichet ha fatto il punto sull'Unione economica e monetaria e sulle sfide che l'attendono.

Il numero uno della Bce e' stato chiaro: d'ora in poi i paesi dell'euro zona dovranno concentrarsi sul ''consolidamento di bilancio'' e sulle ''misure per rafforzare il potenziale di crescita delle nostre economie''. Naturalmente, sotto il ''monitoraggio di una struttura di vigilanza rigorosa e credibile''. Ora che il 2010 e' alle spalle, dunque, bisogna aprire un nuovo capitolo. ''Dopo uno degli anni piu' difficili per la nostra, ancora giovane, moneta comune - ha detto Trichet alla platea di esponenti conservatori - e' ora di voltare pagina. E' ora che ciascuno degli stati membri si prenda le proprie responsabilita'''. Il presidente della Bce non ha dubbi: ''Dobbiamo essere piu' ambiziosi. Secondo la Bce, le proposte che abbiamo visto a Bruxelles non sono sufficienti''.

Serve un ''salto di qualita' (quantum leap) nella nostra governance economica, una struttura in cui ogni Paese rispetti il principio secondo cui un'unione economica e monetaria di successo e' basata su solide macro politiche''. Per raggiungere l'obiettivo di una ''struttura di vigilanza rigorosa e credibile'' servono tre elementi ''indispensabili'': scadenze ''piu' brevi'' per le procedure di infrazione per deficit eccessivo, obiettivi ''ambiziosi'' per la riduzione dei debiti pubblici al tetto del 60% del pil e l'applicazione ''quasi automatica delle sanzioni''. E su quest'ultimo punto e' stato tassativo: ''Dovremo essere inflessibili nell'applicazione delle sanzioni se le regole vengono violate'', ha detto Trichet. Per questo, la Banca centrale europea non ha alcuna intenzione di farsi carico della ''irresponsabilita' dei governi'' nel campo della politica monetaria. ''Solide politiche di bilancio sono il requisito indispensabile per l'unione monetaria'', ha sottolineato Trichet.

E poi la sferzata ai paesi di Eurolandia: ''E' ora di rafforzare il codice di condotta per i governi nazionali, in particolare il Patto di Stabilita' e di crescita'', ha aggiunto riprendendo le rigide posizioni della cancelliera tedesca Angela Merkel (Cdu) su questo tema. ''Oggi, i governi non hanno altra scelta che cambiare le proprie politiche - ha insistito Trichet -. Ed essi devono rafforzare notevolmente il Patto di Stabilita' e di crescita''.

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MrDrago88

Re: Che faccia tosta!

Messaggioda MrDrago88 » 8 gen 2011, 16:02

he he... l'ho sentito anch'io ieri al tg e ho pensato la stessa cosa.... "da che pulpito?!".............

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domenico.damico

Re: Che faccia tosta!

Messaggioda domenico.damico » 11 gen 2011, 17:50

Che poi mi continuo ancora a chiedere:

ma perché il 60% del PIL e non 0% o meglio un credito pubblico?

Perché un deficit al 3% come tetto e non un avanzo di bilancio come prima aspettativa?

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MauroB
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Re: Che faccia tosta!

Messaggioda MauroB » 5 mar 2011, 19:47

Finanza e Mercati > In primo piano
Il governatore della Banca d'Inghilterra King: un'altra crisi è possibile, le banche non sono cambiate
di Nicol Degli InnocentiCronologia articolo5 marzo 2011

.Storia dell'articoloChiudi Questo articolo è stato pubblicato il 05 marzo 2011 alle ore 15:04.
.
LONDRA - Un'altra devastante crisi finanziaria è possibile, e la ragione è che le banche non hanno cambiato il loro modus operandi, guardano solo al breve termine e pensano ancora che sia "perfettamente accettabile" massimizzare i profitti sfruttando i loro "clienti ingenui". A fare queste affermazioni taglienti è Mervyn King, il governatore della Banca d'Inghilterra, che in una rara intervista pubblicata oggi dal Daily Telegraph non ha risparmiato le critiche alle banche britanniche.

"Perché le banche pagano i bonus? Perché vivono nel mondo del ‘troppo grande per fallire' in cui lo stato li salverà se le cose vanno male, - ha detto King. – Questo concetto di troppo grande o troppo importante per fallire non dovrebbe neanche esistere in una vera economia di mercato." La riforma del settore non è stata abbastanza profonda e per questo restano dei "profondi squilibri" che potrebbero portare a un'altra crisi, ha avvertito il governatore.

Le critiche di King hanno particolare significato perché il governatore nel 2012 diventerà il massimo "controllore" del settore bancario, in seguito alla decisione del Governo di abolire la Financial Services Authority e trasferire i suoi poteri a un nuovo ente guidato dalla Banca d'Inghilterra. L'Independent Banking Commission sta inoltre decidendo se imporre alle banche considerate ‘troppo grandi' di scindere la divisione retail dall'investment banking, ipotesi fortemente osteggiata dagli istituti di credito. Il rapporto della Comissione verra' presentato in settembre.
Le parole del governatore hanno scosso il settore, che si è prontamente difeso. Angela Knight, chief executive della British Bankers' Association, ha detto di avere il "massimo rispetto" per King ma che in questo caso il governatore ha sbagliato in pieno. E' vero che il settore "ha fatto dei gravi errori durante la crisi, - ha detto, - ma ora è radicalmente cambiato e i rischi sono sotto controllo. Siamo arrivati dove siamo facendo le cose per bene, non facendole male."

Meno diplomatico l'economista Tim Congdon, che ha definito "incredibile" che King abbia sferrato un tale attacco contro la struttura stessa di un settore nel quale opera da vent'anni: "Le critiche riducono la credibilità delle banche e preoccupano la gente, - ha detto. – Il ruolo del governatore della Banca d'Inghilterra dovrebbe essere quello di sostenere e aiutare le banche.

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Re: Che faccia tosta!

Messaggioda sandropascucci » 5 mar 2011, 20:51

grazie vitxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx
lo metto nel dossier..
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MauroB
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Re: Che faccia tosta!

Messaggioda MauroB » 15 mar 2011, 15:09

Bankitalia: debito a 1.880 miliardi Juncker: Roma decisa a ridurlo
:?: :?:
La partita con il debito pubblico è lunga e irta di ostacoli. Ma certamente il rispetto degli impegni assunti ha un suo peso. Da questo punto di vista il presidente dell'Eurogruppo, Jean-Claude Juncker non sembra nutrire dubbi. Lo ha detto chiaramente ieri sera al termine dell'Eurogruppo, commentando gli ultimi dati della Banca d'Italia sullo stock del debito registrato nel mese di gennaio (1.879,9 miliardi a fronte dei 1.843,1 miliardi del dicembre 2010). Nella premessa che il valore di riferimento è il rapporto tra debito e Pil, Juncker si dichiara fiducioso «sulla determinazione del governo italiano di correggere verso il basso il debito pubblico».
Siamo pur sempre al 118% del Pil, il debito più alto in Europa. Lo riconosce lo stesso presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi: non intervenire – osserva – «non ci è più consentito né dall'Europa né dai mercati». È vero che tra i «fattori rilevanti» che determineranno l'attivazione da parte della commissione europea della procedura per debito eccessivo si terrà conto del livello complessivo dell'indebitamento privato. È la linea sostenuta a più riprese in sede europea dal ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, peraltro già condivisa dall'ultimo G-20 di Parigi. Non per questo tuttavia si può abbassare la guardia, poiché alla fine il giudizio che conta sul serio è quello dei mercati.............
(continua.....)


credo che la notizia (se cosi si può chiamare..) si commenti da sola.. :cry:

:mrgreen: APRIAMO UNA FABRICA DI SCARPE!!!!!!!! :mrgreen:
(ill. prf. Giacinto Auriti)

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Valerio Raiola

Re: Che faccia tosta!

Messaggioda Valerio Raiola » 21 mar 2011, 17:59

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche ... 69392.html
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Draghi, no piu' tasse, vessano onesti
Aliquote andrebbero ridotte mano a mano che si combatte evasione
(ANSA) - MILANO, 21 MAR - ''Aumentare le aliquote fiscali e' fuori discussione: comprometterebbe l'obiettivo della crescita, sottoporrebbe i contribuenti onesti a una insopportabile vessazione''. Lo ha detto il Governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi secondo il quale ''le aliquote andrebbero piuttosto diminuite, man mano che si recuperano evasione ed elusione''.

Draghi ha anche sostenuto che senza l'Euro ''alcuni paesi, incluso il nostro, potevano essere travolti dalla crisi''.

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domenico.damico

Re: Che faccia tosta!

Messaggioda domenico.damico » 22 mar 2011, 9:41

Come insegnava J.B. Colbert, ministro delle finanze di Luigi XIV ...
"L'arte della tassazione consiste nello spennare l'oca al fine di ottenere la quantità massima di piume con il minimo starnazzo possibile."

Draghi voleva dire esattamente questo.

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Valerio Raiola

Re: Che faccia tosta!

Messaggioda Valerio Raiola » 13 apr 2011, 18:19

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche ... 03622.html

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(ANSA) - ROMA, 13 APR --
Draghi: grandi banche resistono a regole
allarme governatore per ostacoli a norme Fsb
Le banche 'troppo grandi per fallire' in Europa e Stati Uniti, molti delle quali sono state salvate dall'intervento pubblico, ''tendono ora a resistere, a interventi che le sottopongano a una supervisione piu' penetrante, che le obblighino a costituire riserve adeguate, che costruiscano un sistema nella quale possano essere liquidate senza i denari dei contribuenti''.

E' quanto afferma il governatore della Banca d'Italia e presidente dell'Fsb Mario Draghi nel suo intervento a Torino.

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Re: Che faccia tosta!

Messaggioda sandropascucci » 13 apr 2011, 21:47

è una lotta inside [e - per "Loro" - naturale] ossia tra la ingordigia dei banchieri_bancari,
interessati ai profitti "ragionieristici" immediati, di basso livello, e la supercupola dei veri grassi
bankieri, interessati al CONTROLLO della popolazione tramite la moneta-debito.

i primi succhierebbero tutto e subito, evidenziando il malaffare e facendo, per forza di cose,
incazzare il popolino che, come faceva ogni tanto contro il signorotto medievale o il piccolo
cambiavalute locale, prenderebbe torce e forcone e andrebbe a farsi giustizia (tagliando la
testa al primo e rompendo - al secondo - il banco, da cui bancarotta)..

i secondi, invece, sono più cauti e riflessivi e portano avanti un piano a lungo termine..
come la ZECCA, che succhia pian piano e per sempre, senza uccidere l'organismo-ospite..
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LorenzoLenzi

"Un anno per le nuove regole" John Elkann lancia la sfida

Messaggioda LorenzoLenzi » 27 mag 2011, 10:56

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Il presidente di Fiat sconcertato con la leader degli industriali
«Abbiamo investito 2,3 miliardi in Italia, vogliamo la flessibilità»
LUCA FORNOVO

«Non pieghiamo le regole della maggioranza alle esigenze di un singolo, non ci sono soci di serie A e di serie B. Né tantomeno ci faremo dettare l’agenda da un’azienda», ovvero dalla Fiat. La stoccata improvvisa – l’argomento tra l’altro non era all’ordine del giorno - che la leader degli industriali, Emma Marcegaglia, ha tirato al Lingotto, è arrivata sull’onda di voci di un’uscita del gruppo Fiat da Confindustria: ma sono solo voci. All’assemblea degli industriali non c’è l’amministratore delegato di Fiat, SergioMarchionne, che è rimasto aTorino.

In sala a Roma, seduto al fianco di Marcegaglia sul palco della presidenza c’era però John Elkann, il presidente di Fiat che è anche vicepresidente di Confindustria. «Non è un tema di oggi. Non è un tema di attualità», ha replicato Elkann ai cronisti che gli chiedevano conferme sull’uscita del Lingotto da Confindustria.

Ma quando l’assemblea era ancora in corso e stava parlando il ministro dello Sviluppo, Paolo Romani, un Elkann scontento ha parlato a lungo con Marcegaglia dicendosi sconcertato: un fitto scambio di idee durato oltre dieci minuti. Elkann s’è lamentato in primo luogo per i toni aspri che la presidente di Confindustria ha usato parlando di Fiat in pubblico, davanti alla folta platea dell’assemblea. Poi è venuto al nocciolo vero della questione: mentre Fiat, come promesso, ha investito in Italia – ha spiegato il presidente del gruppo automobilistico - Conf industria non ha aperto la stagione delle nuove relazioni industriali e quindi non ha rispettato l’intesa che, lo scorso agosto (dopo che era emersa l’ipotesi dell’uscita), sembrava aver rimesso le cose aposto.

Elkann ha ricordato che Fiat ha già investito molto sul progetto Fabbrica Italia: più di 700 milioni di euro per la fabbrica di Pomigliano, oltre un miliardo per lo stabilimento di Mirafiori e circa 550 milioni per le Officine Automobilistiche Grugliasco (Oag), la ex Bertone. Al contrario, ha rilevato, l’associazione degli industriali non ha fatto passi avanti sulle nuove regole necessarie per rendere più flessibili i rapporti di lavoro. Quello che in sostanza Elkann chiede a Marcegaglia per restare in Confindustria è un modello di relazioni industriali simile a quello già tratteggiato dalla stessa Fiat, con gli accordi di Pomigliano, Mirafiori e della ex Bertone. Intese tutte approvate dalla maggioranza dei lavoratori, che prevedono clausole contro l’assenteismo anomalo e tempi di lavoro più flessibili: per esempio la possibilità da parte di un’azienda di ricorrere ai 18 turni, a pause più ridotte e al lavoro straordinario fino a 120 ore.

Di fronte alla platea Marcegaglia si è impegnata a concentrare il suo ultimo anno sulle nuove relazioni industriali: il suo mandato da presidente di Confindustria scade nel maggio del 2012. Elkann ha commentato: «È interessante sentire da parte della presidente Marcegaglia la sua volontà di riforme per il prossimo anno» alla guida di Confindustria, aggiungendo che «non si può che incoraggiare la Marcegaglia a fare le riforme». Ma ha anche lanciato un guanto di sfida alla lady d’acciaio: vediamo cosa riesce a fare Confindustria, vediamo se riuscirà davvero a cambiare le vecchie regole.

Una sfida, quella che dovrà raccogliere la Marcegaglia, che certo non sarà facile considerato che aprire a nuove relazioni industriali significa di fatto rivoluzionare i contratti di settori industriali strategici e altamente sindacalizzati in Italia che spaziano dalla meccanica, alla chimica fino ai trasporti.Un universo quello del sistema confindustriale che raggruppa più di 146 mila imprese di tutte le dimensioni per un totale di oltre 5,4milionidi addetti.

Fonte: http://www3.lastampa.it/economia/sezion ... tp/404250/

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Re: Che faccia tosta!

Messaggioda MauroB » 27 mag 2011, 23:05

Goldman Sachs: Italia, debito alto
ma rischio default minimo

27 maggio, 13:23
(ANSA) - ROMA, 27 MAG - ''La crescita economica dell'Italia e' fiacca ma i rischi di una crisi finanziaria restano minimi''.

E' quanto sostiene Goldman Sachs in uno studio, secondo cui sara' il debito sovrano dell'Italia a determinare se la crisi nell'Eurozona potra' rimanere gestibile oppure no. ''Il debito pubblico in Italia e' alto ma siamo convinti che l'obiettivo del governo di continuare a perseguire un rigore nel bilancio sara' sufficiente a rimanere su un livello sostenibile del debito''.

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Re: Che faccia tosta!

Messaggioda domenico.damico » 29 mag 2011, 11:03

Ricordiamo che la Fiat, facendo due conti sommari, con i contributi (a debito) dello Stato, sostanzialmente non ha mai avuto uscite per la voce "lavoro".

Le fonti e le cifre sono innumerevoli e diverse, ma se comprendiamo tutto, il risultato è più o meno quello detto sopra.

esempio: riferito a soli 25 anni (110 miliardi di euro) http://www.uilbasilicata.it/Finanziamen ... i_FIAT.htm

Questo è sempre signoraggio: Fiat, sodale ad IGB in tutto e per tutto (ora è di fatto in mano ad un pool di banche), attraverso il ricatto del lavoro, incamera dallo Stato cifre che quest'ultimo deve procurarsi a debito sul mercato.
Impone quindi allo Stato una scelta da Signore, impone un nuovo debito, che va ad esclusivo vantaggio del padrone e di IGB (che intasca per primo gli interessi da Fiat, oltre ad intascarne i dividendi e ad avere grande voce in capitolo nelle scelte industriali/politiche/sociali...)

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Re: Che faccia tosta!

Messaggioda MauroB » 30 mag 2011, 22:12

Tremonti: medicina del debito e' finita

Risorse utilizzate in modo sbagliato
30 maggio, 20:17
(ANSA) - BRESCIA, 30 MAG - ''La medicina, ammesso che fosse una medicina, e' finita''. Cosi' il ministro dell'Economia Giulio Tremonti sulla crisi economica e finanziaria mondiale.

''Nella prima fase della crisi - ha aggiunto - si e' risposto con le risorse del debito pubblico, che ora pero' sono finite, e due o tre anni, che potevano essere diversi, sono stati utilizzati in modo sbagliato''.

:o :o :o
....ma di chi sara la colpa questa volta..??

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Re: Che faccia tosta!

Messaggioda LorenzoLenzi » 25 giu 2011, 10:14


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Re: Che faccia tosta!

Messaggioda MauroB » 8 set 2011, 17:54

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Bce: 'Rischi per crescita, da Italia primo impegno'

Trichet: 'Ha esitato, ma la direzione è giusta. Da noi nessun diktat' Ocse: 'Vicini alla stagnazione'
08 settembre, 17:27

Ocse: economia vicina a stagnazione

TRICHET: INCERTEZZA ALTA, PIU' RISCHI CRESCITA - "L'incertezza è particolarmente alta" per le economie dell'area euro, i rischi al ribasso si sono intensificati". Lo ha detto il presidente della Banca centrale europea, Jean-Claude Trichet.

'MISURE ITALIA PRIMA CONFERMA IMPEGNI' - Le misure prese con la manovra italiana "confermano una cosa che era molto importante per il consiglio direttivo, e cioé un primo impegno del governo italiano". Lo ha detto il presidente della Bce Jean-Claude Trichet, citando un "recente dialogo con il presidente della Repubblica su quanto decisivo sia l'impegno e la realizzazione" delle misure.

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'A GOVERNO ITALIANO NESSUN DIKTAT' - La Banca centrale europea non ha dettato un programma di riforme economiche al governo italiano. Lo ha detto il presidente Jean-Claude Trichet in risposta a una domanda sulla lettera che sarebbe stata inviata dall'Eurotower al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. "Si tratta di messaggi, non dettiamo alcunché per definizione, non imponiamo nulla, consideriamo nostro dovere dire a tutti i governi che devono rispettare il Patto di stabilità e di crescita". Nella situazione italiana - ha spiegato Trichet - "abbiamo analizzato la situazione, riflettuto su cosa fosse importante per ristabilire il merito di credito"

'ITALIA HA ESITATO, MA DIREZIONE GIUSTA' - La manovra italiana è arrivata "dopo alcune esitazioni, alcune complessità, alla fine si è visto qualcosa che va nella direzione dell'impegno iniziale". Lo ha detto il presidente della Bce Jean-Claude Trichet, ricordando che "all'Italia come a tutti i governi abbiamo detto che devono realizzare integralmente le misure annunciate, muoversi in anticipo rispetto agli eventi, e se ci sono nuove decisioni da prendere, verranno prese". Trichet ha ricordato che "abbiamo insistito, e molto, sulla necessità di realizzare riforme strutturali nel lungo termine, un elemento chiave per liberare le forze economiche dei singoli Paesi"

'RISCHI INFLAZIONE ORA BILANCIATI' - I rischi inflazionistici nell'are euro, fino al mese scorso considerati "in rialzo", sono ora "bilanciati". Lo ha detto il presidente della Banca centrale europea, Jean-Claude Trichet, parlando di un "rilevante cambiamento". Sulla base dei rischi in rialzo la Bce aveva alzato i tassi a luglio

'A ROMA INVIATI SEGNALI ANCHE CON DRAGHI' - "Abbiamo inviato messaggi al governo italiano, assieme al governatore della Banca d'Italia Mario Draghi. Abbiamo valutato l'impegno, poi ci sono state discussioni complesse. Le ultime decisioni confermano l'impegno". Lo ha detto il presidente della Bce Jean-Claude Trichet, E ora - ha aggiunto riferendosi alle misure in manovra - "la messa in pratica è di estrema importanza"

TRICHET REPLICA DURO A GERMANIA, FACCIAMO NOSTRO LAVORO - La Banca centrale europea "sta facendo il suo lavoro" e ha "mantenuto la stabilità dei prezzi per quasi 13 anni". Lo ha detto il presidente della Bce Jean-Claude Trichet in risposta alle critiche di alcuni economisti tedeschi secondo cui la Bce sta diventando una 'bad bank' a causa degli acquisti di titoli di Stato. "Abbiamo assicurato impeccabilmente la stabilità dei prezzi", ha risposto Trichet alzando il tono della voce. E in Germania "l'abbiamo assicurata meglio di quanto sia stato fatto nei precedenti 50 anni"

TRICHET GLISSA SU ACQUISTI BOND, NON SONO PER SEMPRE - Il presidente della Banca centrale europea, Jean-Claude Trichet, glissa sulle decisioni prese oggi dal consiglio direttivo in merito agli acquisti dei titoli di Stato. "Non commento su quello che faremo", ha detto Trichet, limitandosi a ripercorrere l'andamento delle operazioni su Spagna e Italia nel mese passato e ricordando che gli acquisti in corso saranno evidenti lunedì prossimo nei dati pubblicati dalla Bce. "Tutte le misure di sostegno - ha comunque ricordato Trichet - sono da considerare come temporanee"

FMI, AZIONE BCE FINORA MOLTO POSITIVA - Il Fondo monetario promuove l'azione della Bce per sostenere i Paesi dell'Eurozona colpiti dalla crisi del debito. "Gli interventi attuati finora dalla banca centrale europea sono molto positivi", ha detto nel corso di un briefing il direttore per le pubbliche relazioni dell'Fmi, Gerry Rice, ribadendo come il Fondo "ha lavorato in stretto contatto con i partner europei per alleggerire gli effetti della crisi economica, con programmi volti a sostenere diversi Paesi affinché tornino in uno stato di buona salute". Rice, poi, non ha voluto rispondere ad una domanda sul rischio di un 'ruolo infinito' della Bce nell'immettere liquidità e ha ricordato che la situazione dell'Europa sarà analizzata in dettaglio nel Global financial stability report che verrà reso noto ai meeting annuali di fine settembre

BCE TAGLIA STIME PIL UE-17, NEL 2012 FRA 1,4% E 1,8% - La Banca centrale europea ha rivisto al ribasso le sue stime trimestrali sulla crescita dell'area euro. Lo ha riferito il presidente della Banca centrale europea, Jean-Claude Trichet che prevede una "crescita molto moderata nella seconda parte dell'anno". Le nuove 'staff projections' preparate dagli economisti dell'Eurotower danno ora la crescita 2011 fra 1,4% e 1,8% (fra 1,5% e 2,3% la 'forchetta indicata a giugno) e quella 2012 fra 0,4% e 2,2% (contro il precedente 0,6%-2,8%).

BCE: LASCIA TASSI FERMI ALL'1,50% - La Banca centrale europea ha deciso di lasciare invariato all'1,50% il tasso di riferimento principale in Eurolandia. La decisione, che è stata presa dal Consiglio direttivo, era ampiamente prevista dal mercato. L'istituto centrale oggi ha anche confermato il tasso marginale al 2,25% e quello sui depositi allo 0,75%.

EURO SOTTO 1,40 DLR DOPO PAROLE TRICHET- La moneta unica scivola sotto 1,40 dollari dopo che il Presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, ha avvertito che "l'incertezza è particolarmente alta" per le economie di Eurolandia. Sui mercati internazionali l'euro cala a 1,3982 dollari.

PIL ITALIA -0,1% TERZO TRIMESTRE,+0,1% IN QUARTO - Battuta d'arresto per la crescita in Italia: l'Ocse stima che nel terzo trimestre il Pil italiano registrerà un -0,1% e nel quarto +0,1%. Nel G7, negli stessi trimestri, la crescita è stimata a +1,6% e +0,2%. Tra i grandi Paesi europei, la Germania vede nel terzo trimestre un Pil a +2,6% e nel quarto trimestre a -1,4%. Il dato Ocse - diffuso oggi con l'Interim Assessment - misura la crescita su base trimestrale annualizzata e l'organizzazione di Parigi si riserva un margine di errore di circa un punto e mezzo percentuale. Per quanto riguarda l'Italia, l'Ocse corregge le stime anche per la prima parte del 2011: rispetto al +1,1% del primo trimestre e +1,3% del secondo (delle precedenti stime), ora il dato della crescita scende rispettivamente a +0,6% e +1,0%.

PIL ITALIA RISENTE DI RALLENTAMENTO GENERALE - "L'Italia risente del rallentamento generale". Lo ha detto il capo economista dell'Ocse Piercarlo Padoan, commentando a Parigi le previsioni della crescita italiana pubblicate questa mattina nell'interim assestment dell'Ocse. "Come di consueto - ha aggiunto Padoan - l'Italia si colloca nella fascia bassa delle grandi economie".


http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche ... 08454.html

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Re: Che faccia tosta!

Messaggioda MauroB » 4 ott 2011, 22:41

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Il Sociale di sto cazzo...

La baracca degli angeli: l'esperienza di un uomo di finanza nel volontariato. Presentazione di Mario Draghi
Lunedì, 3 ottobre 2011 - 15:26:46

Come mettere le proprie competenze al servizio di una realtà votata all’assistenza di bimbi ammalati e di famiglie spesso provate dal dolore?”. A questa domanda prova a dare risposte un manager milanese di un grande gruppo bancario. Nasce così La baracca degli angeli di Roberto Gatti (Mursia, pagg, 232; euro 18.00 - Prefazione del Cardinale Stanislao Dziwisz - Presentazione di Mario Draghi), racconto in prima persona dell’impegno di un uomo della finanza nel mondo del volontariato al fianco della Fondazione Don Gnocchi.
Sotto la grisaglia di uomo d’affari, Gatti raccoglie tutte le emozioni di chi ha scelto di mettere le proprie competenze al servizio degli altri e allo stesso tempo ha aperto il proprio cuore alla compassione e, a volte, al senso di impotenza di fronte a quello che proprio il Beato Don Carlo Gnocchi definì il dolore innocente, il dolore dei bambini che “nella misteriosa economia del cristianesimo è permesso perché siamo manifeste le opere di Dio e quelle degli uomini”.

Il cuore del libro è l’esperienza per e nella Fondazione don Gnocchi, la “baracca” come la chiamava don Carlo, esempio di imprenditoria della carità che mette al centro l’uomo e la dignità della persona. Nelle pagine de La baracca degli angeli si intrecciano storie di bambini, con il loro vissuto di dolore e di speranza, un cammino sentito di fede ma anche le riflessioni di un professionista abituato a muoversi tra aziende, conti economici, bilanci e progetti. Il risultato è un intenso percorso umano e professionale in cui etica, impegno sociale e finanza riescono a formare un circolo virtuoso.
!
Un obiettivo indicato anche da Mario Draghi nella presentazione al libro. Il Governatore della Banca d’Italia e [b]prossimo presidente della Bce scrive tra l’altro: «E’ nel rapporto di reciproca dipendenza e solidarietà che si crea tra il giovane malato e chi gli presta le cure che si manifesta in maniera più netta la visione riduttiva del benessere umano generalmente adottata nella disciplina economica.
Gli economisti spesso dimenticano che la società non è composta esclusivamente di individui indipendenti, tutti gli essere umani all’inizio e alla fine della loro vita vivono in condizioni di dipendenza in cui necessitano dell’aiuto degli altri; per molti questa condizione dura per periodi più lunghi. Non si può discutere di benessere degli individui in una società giusta senza considerare queste differenze».

Draghi prosegue analizzando il sostegno dell’industria bancaria e finanziaria alle attività di solidarietà e dice: «Sono cresciute le esigenze finanziarie del “terzo settore” soddisfatte in ampia misura con il ricorso al credito bancario. Gli intermediari hanno risposto riconoscendo il carattere specifico delle imprese non profit, ricercando metodi di valutazione del merito adeguati. Il contributo del sistema bancario e finanziario italiano può e deve essere migliorato per far sì che assieme alle risorse vengano messe a disposizione anche idee, competenze e capacità gestionali»
.

Roberto Gatti si è laureato in Economia Aziendale all’Università Bocconi di Milano e si è specializzato in Corporate Governance all’IMD di Losanna. È dirigente nell’area Investment Banking di un primario gruppo bancario europeo per il quale ha ricoperto e ricopre diversi incarichi direttivi, fra cui la responsabilità dell’attività di M&A, la funzione di direttore generale della società di Private Equity del gruppo e il ruolo di consigliere di amministrazione di società industriali e finanziarie. È professore di Private Equity e Corporate Governance all’Università Cattolica di Milano ed è autore di numerose pubblicazioni specialistiche apparse sui maggiori quotidiani italiani. È consigliere di amministrazione della Fondazione Don Carlo Gnocchi

http://affaritaliani.libero.it/sociale/ ... refresh_ce

MA BASTA PER CARITà...
Il risultato è un intenso percorso umano e professionale in cui etica, impegno sociale e finanza riescono a formare un circolo virtuoso.
E BASTAAAAAAA......
«E’ nel rapporto di reciproca dipendenza e solidarietà che si crea tra il giovane malato e chi gli presta le cure che si manifesta in maniera più netta la visione riduttiva del benessere umano generalmente adottata nella disciplina economica.
E BASTAAAA...ma un te vergogni ?? ma io bo..
:twisted: :twisted: :twisted: :twisted: :twisted: :twisted: :twisted:

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Re: Che faccia tosta!

Messaggioda sandropascucci » 5 ott 2011, 10:27

che schifo di merda!
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Re: Che faccia tosta!

Messaggioda mulodetrieste » 5 ott 2011, 13:39

... vedi che in fondo anche i banchieri hanno un cuore... :?
ma sopratutto ti fanno capire che sono necessari "Gli economisti spesso dimenticano che la società non è composta esclusivamente di individui indipendenti, tutti gli essere umani all’inizio e alla fine della loro vita vivono in condizioni di dipendenza in cui necessitano dell’aiuto degli altri. per molti questa condizione dura per periodi più lunghi. Non si può discutere di benessere degli individui in una società giusta senza considerare queste differenze "
Splendido il sottile paragone tra l'aiuto che gli individui in una società sana si scambiano, e l'aiuto che il sistema bancario dà alla società...


Articoli/libri del genere hanno il compito di stordire le persone. Come usare termini "bombe intelligenti" o "guerra preventiva" .. e purtroppo ci riescono molto bene.
Hai voglia tu poi a spiegare che forse il banchiere ha altri interessi, e che il sistema moneta debito per sua natura e la causa primaria delle condizioni in cui la società - noi versiamo.
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dare le garanzie che tutto ciò che viene pubblicato non serva un
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Re: Che faccia tosta!

Messaggioda Francesco Fata » 5 ott 2011, 16:44

Bravo Uros, quoto in pieno, anche se più che "splendido" l'avrei definito "schifosomerdosorivoltantevomitevole" il paragone.
Voglio troppo bene al popolo per pensare di votare gente che vuole particolarmente bene a se stessa.
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Re: Che faccia tosta!

Messaggioda MauroB » 6 nov 2011, 10:51

!
Tremonti, finanza prevale sulla politica

Con globalizzazione lo Stato e' andato sotto, la ricchezza sopra
05 novembre, 16:51
(ANSA) - TAORMINA (MESSINA), 5 NOV - La Finanza prevale sulla politica in una inversione di ruolo. Lo ha detto il ministro dell'Economia Giulio Tremonti. ''C'e' stata una rotazione tra lo Stato e il mercato e dentro il mercato finanziario lo Stato e' andato sotto, la ricchezza sopra. Prevale il mercato finanziario sulla politica. I politici di una volta avevano il potere di determinare il futuro dei loro popoli con la globalizzazione la curva delle categorie politiche e' scesa progressivamente''.


http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche ... 77247.html

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Re: Che faccia tosta!

Messaggioda sandropascucci » 6 nov 2011, 14:52

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Re: Che faccia tosta!

Messaggioda MauroB » 18 feb 2012, 13:06

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Confindustria, scandalo a Napoli
di Emiliano Fittipaldi
La vice di Emma Marcegaglia, Cristiana Coppola, finisce nei guai: avrebbe ottenuto illecitamente 27 milioni di euro da Banca Intesa. Licenziato il direttore della filiale che avrebbe aggirato le regole sui prestiti. E ora si incendia la corsa per la presidenza
(17 febbraio 2012)
A Napoli lo chiamano ironicamente il pasticciaccio brutto di via Roma, ma c'è poco da ridere. Perché la vicenda rischia di travolgere i vertici di Confindustria e influire sulla lotta per la successione a Emma Marcegaglia. Una specie di caso Lusi (il parlamentare del Pd che ha sottratto un po' di milioni ai fondi destinati a quella che fu la Margherita) in salsa confindustriale. Andiamo con ordine.

A via Roma c'è la sede di Intesa-Banco di Napoli, che controlla decine di filali in città. Qualche mese fa una di queste è finita nell'occhio del ciclone: il direttore dell'agenzia (sembra di via Marina) è stato costretto a dimettersi, perché scoperto dai vertici della banca a concedere strani "prestiti" a un cliente importante per decine di milioni di euro. Ventisette, secondo le fonti autorevoli ascoltate da "L'Espresso".

Dov'è finito il fiume di denaro? Nelle disponibilità delle aziende della famiglia Coppola.

Cristiana Coppola, oltre ad essere amministratore di Mirabella spa, a viale dell'Astronomia è una che conta molto: è infatti stata presidente degli industriali della Campania e, oggi, è vicepresidente della Confindustria con delega al Mezzogiorno. In pratica il braccio destro di Emma Marcegaglia, tanto che tre giorni fa s'è schierata pubblicamente - portandosi dietro tutto il comitato che raggruppa le regioni meridionali - per Giorgio Squinzi, il preferito di Emma.

Pare che Alberto Bombassei non l'abbia presa bene. Secondo le indiscrezioni che filtrano dalla sede di Intesa, il gruppo Coppola - che aveva già aperte linee di credito per decine di milioni con la banca - ha ottenuto altri 27 milioni in modo irregolare, attraverso la complicità del direttore che faceva uscire denaro aggirando, di fatto, il sistema dei fidi. «Quei soldi non potevano essere dati, è una specie di finanziamento occulto», spiega una fonte interna della banca. Che non vuole dare ulteriori dettagli: c'è un procedimento interno, l'istituto si considera vittima di un raggiro. «Per ora abbiamo preso provvedimenti contro il direttore infedele, poi vedremo».

Dopo la storia infinita degli ecomostri di Villaggio Coppola, la famiglia campana leader dell'edilizia torna dunque nel mirino.

«Io non mi voglio sottrarre alle sue domande» spiega la Coppola a "L'Espresso". «Le dico, in primis, che io non sono amministratore delle società finite in questa vicenda. Questi affidamenti sono tutti deliberati dalla banca, garantiti con fideiussioni dei soci, anche mie personali. Il direttore della filiale licenziato? Non so nulla». La Coppola non parla di "ammanco" da 27 milioni, ma di un'esposizione causata da "sconfinamenti". «Non è tutto a posto, ovvio. Ma questo è un momento particolare, c'è mancanza di liquidità. Noi non abbiamo licenziato, né fatto cassa integrazione, lo sa?». Non per questo si possono aggirare le regole, però. «Mi dica, se non fosse stato tutto normale, perché la banca avrebbe deliberato quei 27 milioni?».

Dalla banca fanno notare che uno sconfinamento del prestito - per essere proporzionale alla cifra concessa - può arrivare a qualche decina di migliaia di euro, e non a 27 milioni. Il rischio, ora, è che la vicenda finisca in procura. «Noto che la storia è uscita solo adesso. C'è molta animosità nei miei confronti, io mi sono schierata per Squinzi, non vorrei che si parlasse di questa vicenda per altri fini», chiosa la Coppola.

Sarà. Su una cosa ha sicuramente ragione: il pasticciaccio brutto di via Roma rischia di influire sulla battaglia alla successione della poltrona della Marcegaglia.

http://espresso.repubblica.it/dettaglio ... 2174562/24

ha ottenuto altri 27 milioni in modo irregolare, attraverso la complicità del direttore che faceva uscire denaro aggirando, di fatto, il sistema dei fidi. «Quei soldi non potevano essere dati, è una specie di finanziamento occulto», spiega una fonte interna della banca. Che non vuole dare ulteriori dettagli: c'è un procedimento interno, l'istituto si considera vittima di un raggiro. «Per ora abbiamo preso provvedimenti contro il direttore infedele, poi vedremo».



ma veramente un direttore può erogare 27 milioni di euro semplicemente raggirando il sistema dei fidi..?
:lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol:

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Re: Che faccia tosta!

Messaggioda sandropascucci » 18 feb 2012, 14:13

chissà che tastiera ENORME aveva, con dei tasti ENORMI per creare ed erogare quel prestito ENORME!
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Re: Che faccia tosta!

Messaggioda ivanopino » 2 mar 2012, 10:29

>
>
Liberalizzazioni, le banche contro il governo. Ecco i privilegi che non vogliono perdere
Dimissioni in blocco di tutti i vertici. È la decisione assunta dal comitato di presidenza dell’Associazione Bancaria Italiana (Abi) che ha scelto la linea dura per protestare contro il decreto sulle liberalizzazioni, che ha ottenuto il via libera al Senato con 237 voti favorevoli.
La materia del contendere è legata soprattutto al testo di un articolo (il 27 bis) contenuto nel maxi-emendamento al decreto che impone alle banche un’obbligo ben preciso: eliminare tutte le commissioni sugli affidamenti dei clienti. In pratica, chi si scopre sul conto corrente avrà diritto a vedersi addebitati soltanto i corrispondenti interessi passivi sulla somma di denaro “in rosso” e non più tutti i balzelli che gli istituti di credito oggi sono soliti applicare, sotto forma di spese fisse.
“È la goccia che ha fatto traboccare il vaso”, ha detto il presidente dell’Abi, Giuseppe Mussari, sostenendo che il governo e il Parlamento vogliono imporre agli istituti di credito un regime di prezzi amministrati, che rischia addirittura di essere incostituzionale e contrario ai principi dell’economia di mercato.
...

:evil: :evil: :evil:
http://blog.panorama.it/economia/2012/0 ... more-31815
Ivano Pino

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Re: Che faccia tosta!

Messaggioda sandropascucci » 2 mar 2012, 10:48

ivanopino ha scritto:Dimissioni in blocco di tutti i vertici.


ojalà!
[mammagara! ]
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Re: Che faccia tosta!

Messaggioda MauroB » 15 mar 2012, 11:39

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Goldman Sachs, dirigente lascia e accusa: «Banca senza morale, fa soldi contro gli interessi dei clienti» Cronologia articolo14 marzo 2012
In questo articolo
Argomenti: Imprese | Goldman Sachs | Greg Smith | Gary Cohn | Lloyd Blankfein

Un ambiente «tossico e distruttivo», dove l'etica viene accantonata e i profitti continuano ad essere messi al di sopra di tutto, anche degli interessi dei clienti. Così Greg Smith - dimessosi da direttore esecutivo di Goldman Sachs, responsabile dei prodotti derivati in Europa - descrive il clima tossico che si respira in quella che è una delle più grandi banche d'affari al mondo.

Un declino morale. «Oggi è il mio ultimo giorno a Goldman Sachs». Comincia così la lettera apparsa sul New York Times con cui Smith sottolinea come «nel modo in cui la banca funziona e pensa di fare soldi l'interesse dei clienti continua a passare in secondo piano». Poi l'attacco ai vertici di Goldman Sachs, il ceo Lloyd Blankfein e il presidente Gary Cohn: «Quando i libri di storia saranno riscritti su Goldman potranno mostrare come hanno lasciato cadere la cultura dell'impresa mentre loro tenevano le redini del gruppo. E un declino dello spessore morale dell'impresa - avverte Smith - nel lungo termine rappresenta una serissima minaccia per la sua sopravvivenza».

Goldman Sachs, banca o avvoltoi? La pagina online del New York Times

La replica dell'istituto. Goldman Sachs non ha perso tempo: dopo le parole di fuoco che Greg Smith, dirigente dimissionario, ha messo nero su bianco in un editoriale sul New York Times, la banca ha immediatamente preso le distanze dalle accuse: «Non siamo d'accordo con il punto di vista espresso, che non rispecchia il modo in cui conduciamo le nostre attività. Secondo noi, possiamo avere successo solo se i nostri clienti hanno successo e questa verità fondamentale è il cuore di come ci comportiamo», ha detto un portavoce di Goldman. Smith lascia la società dopo dodici anni di lavoro. La sua provocazione è subito diventata trending topic su


http://www.ilsole24ore.com/art/finanza- ... d=AbTfOz7E


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