LO IOR E' UNA BANCA EXTRACOMUNITARIA...

..ovvero le puttanate ufficiali propagandate dal Sistema Mediatico di IGB
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domenico.damico

LO IOR E' UNA BANCA EXTRACOMUNITARIA...

Messaggioda domenico.damico » 21 set 2010, 12:18

Forse se ci fosse stato Fazio sarebbe stato diverso...

Queste notizie sono vere e proprie chicche per capire come le forze in campo si fronteggino sulle regole e sull'imposizione di queste.
Il controllo del quadro normativo è il vero obiettivo strategico del sistema bancario e delle forze in campo che lo governano.


Fonte: http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/ ... d=AYHTIxRC


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Dalla Banca d'Italia stop a due operazioni dello Ior

L'Unità di informazione finanziaria (Uif) della Banca d'Italia ha «sospeso» – per sospetta violazione della normativa antiriciclaggio – due bonifici di 3 e 20 milioni di euro che lo Ior aveva richiesto di eseguire al Credito artigiano, presso cui è titolare di un conto corrente. La sospensione delle due operazioni (in favore, rispettivamente, della Banca del Fucino e di JP Morgan Frankfurt) è stata decisa il 15 settembre e comunicata nella stessa data alla "banca vaticana" nonché, per quanto di sua competenza, all'autorità giudiziaria. Il provvedimento ha la durata di cinque giorni lavorativi e, quindi, scade oggi pomeriggio. Bocche cucitissime a Piazzale Clodio, dove c'è il massimo riserbo su eventuali mosse della procura, che potrebbe attivarsi in base all'articolo 55 del decreto 231 del 2007, di attuazione della direttiva Ue sulla prevenzione del riciclaggio. Lo stesso decreto che, all'articolo 6, disciplina l'intervento dell'Uif.

La Uif - dice il comma 7, lettera c - può sospendere, anche su richiesta del Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di Finanza, della Dia e dell'autorità giudiziaria, per un massimo di cinque giorni lavorativi, sempre che ciò non pregiudichi il corso delle indagini, operazioni sospette di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo, dandone immediata notizia a tale organi». La sospensione dell'Uif è dunque una misura cautelare, che può essere seguita, se ne ricorrono gli estremi, da iniziative giudiziarie. In questo caso, si tratterebbe di una "prima" assoluta da quando, nel 2003, la Corte di cassazione ha restituito alla giurisdizione italiana la competenza sullo Ior, fino ad allora negata.

La "banca vaticana" è da tempo al centro di accertamenti ispettivi della Banca d'Italia per il mancato rispetto degli obblighi imposti dalla normativa antiriciclaggio, soprattutto con riferimento alla trasparenza dell'identità dei propri clienti. A gennaio di quest'anno l'Istituto di via Nazionale comunica al gruppo Credito valtellinese (di cui fa parte il Credito artigiano) l'inclusione dello Stato Città del Vaticano nella lista dei paesi extracomunitari. Pertanto, nei rapporti con lo Ior vanno applicati obblighi «rafforzati» (e non semplificati) di «adeguata verifica», previsti dall'articolo 28 del decreto 231/07. La "banca vaticana" deve impegnarsi a identificare i propri clienti e a comunicare, su richiesta, dati e informazioni su di essa; per consentire la segnalazione di operazioni sospette, deve poi comunicare periodicamente le informazioni necessarie ad associare alla clientela la movimentazione degli assegni.
Lo Ior, insomma, è una «banca extracomunitaria». Perciò gli intermediari italiani non possono applicare gli obblighi semplificati di adeguata verifica, ma quelli «rafforzati». Il che significa che le banche italiane devono acquisire da quelle estere l'impegno formale a identificare i propri clienti e ad assolvere gli obblighi di adeguata verifica; e che le banche estere (quindi anche lo Ior) devono comunicare dati e informazioni sulla propria clientela «ai sensi dell'articolo 28». Altrimenti, le banche italiane devono astenersi e segnalare operazioni sospette.
In attesa di rivedere il rapporto in essere, il Credito valtellinese comunica a Bankitalia di aver deciso di interrompere, da aprile 2010, l'operatività del c/c intestato allo Ior. Ma quest'ultimo, il 6 settembre chiede al Credito artigiano di eseguire i due bonifici di 3 e 20 milioni di euro. Il Credito artigiano ne informa l'Uif il 14 settembre, precisando che i protocolli per definire con lo Ior l'operatività delle norme di riferimento «sono ancora in fase di definizione» e, quindi, ciò non gli consente di adempiere gli «obblighi rafforzati di adeguata verifica». Di qui la richiesta all'Uif di disporre, se del caso, la sospensione delle operazioni richieste. Il provvedimento scatta il 15 settembre e finisce anche alla Procura di Roma.

L'INTERVENTO

Oggi la scadenza
Lo scorso 15 settembre l'Unità di informazione finanziaria (Uif) della Banca d'Italia ha «sospeso» per sospetta violazione della normativa antiriciclaggio due bonifici di 3 e 20 milioni di euro che lo Ior aveva richiesto di eseguire al Credito artigiano presso cui è titolare di un conto corrente. Il provvedimento che è stato comunicato all'autorità giudiziaria ha una durata di cinque giorni lavorativi: scade quindi oggi
La città del Vaticano è inclusa nella lista dei paesi extracomunitari: perciò nei rapporti con lo Ior gli intermediari italiani devono applicare gli obblighi rafforzati di adeguata verifica

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Umiltao

Re: LO IOR E' UNA BANCA EXTRACOMUNITARIA...

Messaggioda Umiltao » 21 set 2010, 21:50

Lo IOR è una sorta di banca d' affari privilegiata, dove da decenni banche commerciali di mezzo mondo, oltre a molti vip e imbarazzanti personaggi, aprono conti correnti per depositarci i propri scheletri o fare transazioni non consentite dalle norme europee e internazionali...
Qui però si parla di violazione del regolamento antiriciclaggio che è più stringente nel caso delle banche extracomunitarie.

Questo riassume il quadro normativo:

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In questo caso, si tratterebbe di una "prima" assoluta da quando, nel 2003, la Corte di cassazione ha restituito alla giurisdizione italiana la competenza sullo Ior, fino ad allora negata.

Per cui lo IOR da ormai 7 anni non opera più al di sopra le regole stabilite così da non subire alcuna conseguenza, ma fuori dalle stesse regole.
Da questo si capisce anche come mai l' ex Governatore della Banca d' Italia Antonio Fazio fosse fuori dalla grazia della legge con lo scandalo dei Furbetti del Quartierino (2005) in cui Fazio stesso si faceva beffe della magistratura parlando col telefono di servizio e in cui lo IOR - ancora una volta - non poteva mancare.

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LorenzoLenzi

Re: LO IOR E' UNA BANCA EXTRACOMUNITARIA...

Messaggioda LorenzoLenzi » 23 set 2010, 8:56

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I movimenti sospetti sui conti dello Ior
Il mistero di una riunione tra i vertici degli istituti di credito
Le carte

I movimenti sospetti sui conti dello Ior

Il mistero di una riunione tra i vertici degli istituti di credito


Il presidente dello Ior Ettore Gotti Tedeschi (Ansa)
Tre operazioni di accredito, due conti correnti estinti, un elenco di «soggetti» che hanno incassato assegni o ricevuto bonifici. Su questo si concentra l’indagine della Procura di Roma sui depositi aperti presso il Credito Artigiano di Roma e intestati allo Ior dopo il sequestro dei 23 milioni avvenuto due giorni fa. Perché, nonostante il blocco operativo deciso dai vertici dell’istituto di credito il 19 aprile scorso, due settimane fa il presidente Ettore Gotti Tedeschi e il direttore generale Paolo Cipriani hanno tentato di trasferire quel denaro in parte in Germania (20 milioni di euro presso la JP Morgan di Francoforte), in parte presso un altro conto (3 milioni presso una filiale della Banca del Fucino sempre nella capitale). E per questo sono accusati di violazione della normativa antiriciclaggio.

I vertici dello Ior erano stati avvisati della necessità di mettersi in regola con la normativa che impone a tutte le banche extracomunitarie di comunicare le informazioni sulla propria clientela prima di effettuare qualsiasi operazione. Si tratta dei cosiddetti «obblighi rafforzati » che riguardano la fornitura di assegni, l’esecuzione di bonifici e le operazioni contanti. Avevano assicurato di avere attivato la procedura e di essere pronti a consegnare le informazioni richieste. Ma non è accaduto quanto promesso ed è intervenuta la magistratura.

La riunione riservata tra i vertici delle banche
È proprio il provvedimento firmato dal giudice per «sigillare» la somma a ricostruire le movimentazioni degli ultimi tre anni. Ma anche a rivelare che il 23 aprile scorso, dunque quattro giorni dopo la decisione di «congelare » il conto, ci fu «un incontro tra i vertici dello Ior e del Credito Artigiano i cui esiti però non sono noti» e di cui sarà adesso chiesto conto ai due indagati. Bisognerà infatti verificare come mai, nonostante l’impegno a mettersi in regola, i responsabili della banca vaticana abbiano eluso le richieste formali che invece secondo quanto previsto dalle legge dovevano essere soddisfatte sin dal gennaio scorso e in base a un decreto legislativo entrato in vigore nel 2007. Nell’attesa degli interrogatori, i pubblici ministeri stanno esaminando la documentazione finanziaria già acquisita. Entrando nel dettaglio delle operazioni si scopre che quelle «censite come "Accrediti e incassi connessi a effetti" per un totale di 72 milioni e 440 mila euro corrispondono a tre distinte operazioni in avere effettuate il 17 marzo, il 17 giugno e il 16 settembre del 2009 rispettivamente da 22 milioni di euro circa la prima e 25 milioni di euro circa le altre due». Ed è a questo punto che si entra nel dettaglio rivelando come i 22milioni provengono «dall’estinzione del conto 11231 acceso sempre presso il Credito Artigiano, che in contropartita viene censita impropriamente come "prelevamento con moduli di sportello"».

I controlli sui beneficiari di assegni e bonifici
Simile procedura viene seguita anche negli altri casi. Gli accertamenti condotti dal nucleo valutario della Guardia di Finanza hanno consentito di verificare come i due versamenti da 25 milioni «si riferiscono all’accredito per "estinzione di deposito" da ritenere verosimilmente remunerato presso il medesimo istituto (circostanza ancora da verificare nel dettaglio con la banca). Tali operazioni trovano contropartita in altrettante operazioni in dare di analogo importo». I magistrati dovranno adesso accertare quali siano i reali motivi di questi "giroconto", ma soprattutto identificare i "soggetti" che hanno ricevuto bonifici o incassato assegni in modo da verificare la natura di questi rapporti. E dunque stabilire se le movimentazioni servissero in realtà a riciclare i soldi. E lo faranno partendo dall’analisi degli estratti conto già acquisiti. In base ai documenti è stato accertato che «al momento del blocco sul conto erano depositati 28 milioni e 300 mila euro, ma tra il 31 dicembre 2007 e il 30 novembre 2009 ci sono state movimentazioni nella colonna "dare" per 116 milioni e 300 mila euro e nella colonna "avere" per 117 milioni e 600 mila euro».

Le contestazioni di Bankitalia sul deposito Unicredit
L'esame di tutte queste operazioni deve partire, secondo il giudice, dalla relazione della Banca d'Italia che alla fine di un'ispezione effettuata «per approfondire il funzionamento di un conto corrente che risultava intestato allo Ior presso una dipendenza di Unicredit ha evidenziato alcune criticità e in particolare: il mancato rispetto degli obblighi di adeguata verifica della clientela, di norma non sono stati infatti individuati i titolari effettivi delle operazioni poste in essere dallo Ior; fino al 31 gennaio non risultano assolti gli obblighi di registrazione nell'archivio unico informatico delle operazioni di versamento di contante sul conto intestato allo Ior; in materia di negoziazione dei titoli di credito è stata riscontrata una prassi tendente ad escludere la tracciabilità dei fondi trasferiti oltre che violazioni alla legge sull'assegno». Nella richiesta di sequestro del denaro che doveva essere trasferito dal Credito Artigiano i pubblici ministeri evidenziano come «la condotta dell’esecutore di un’operazione che omette di comunicare la generalità dei soggetti per conto dei quali eventualmente esegue l’operazione stessa o non fornisce informazioni sullo scopo e sulla natura prevista dal rapporto continuativo integra gli estremi di reato previsti dal decreto 231 del 2007, appunto quello sulle norme antiriciclaggio, dunque non può che concludersi, esclusa evidentemente ogni indagine ulteriore volta a verificare la natura e gli scopi delle operazioni di trasferimento di fondi, che allo stato nei fatti di cui si tratta si ravvisano le fattispecie di reato delineate». Una tesi che il giudice ha accolto con un provvedimento motivato che adesso costituisce la base per effettuare i nuovi accertamenti.

Fiorenza Sarzanini
23 settembre 2010

Fonte: http://www.corriere.it/economia/10_sett ... aabe.shtml


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