I risparmiatori scommettono sui 30 anni

..ovvero le puttanate ufficiali propagandate dal Sistema Mediatico di IGB
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Alessandro Bono

I risparmiatori scommettono sui 30 anni

Messaggioda Alessandro Bono » 15 set 2009, 20:25

Tassi zero e vademecum - Dopo il successo alle aste dei Btp con scadenza nel 2040
I risparmiatori scommettono sui 30 anni
Rendimenti e prezzi, il vero rischio sono le oscillazioni delle quotazioni

MILANO — E’ salito anche ieri, portando al 2,3% il guadagno (in conto capitale) realizzato in sole quattro sedute di Borsa. Chi ha comprato mercoledì e venduto ieri sera, si è portato a casa 2,3 euro in più per ogni 100 euro investiti. Niente male in tempi di crisi e di Bot «a tasso zero». Eppure è succes­so, ed è successo proprio a un tito­lo di Stato.

E’ il Btp a 30 anni, protagonista lo scorso 9 settembre di un’affolla­tissima emissione: 6 miliardi offer­ti dal Tesoro, 10 miliardi circa ri­chiesti dal mercato. Chi ha compra­to, lo ha fatto sapendo che, se oggi ha 40 anni, ne avrà almeno 70 il giorno in cui lo Stato gli rimborse­rà il capitale. A meno che non deci­da di vendere ante tempo sul mer­cato, a un prezzo che potrà però es­sere diverso, molto diverso dal va­lore di rimborso. E’ la riscossa dei titoli «a lunghis­sima scadenza», con trent’anni di cedola fissa: un rendimento che per i risparmiatori non cambierà mai fino al 2040. Il Btp scadrà il pri­mo settembre 2040: un anno di asta (il collocamento sarà riaperto più volte nei prossimi dodici mesi) e trenta di cedole.

Tutto fermo per 30 anni, quale che sia l’andamento dei prezzi, qua­li che siano i tassi di Bce, nuovi Bot, banche e obbligazioni. Se sa­ranno decenni «giapponesi», di in­flazione piatta o negativa, e di tassi ai minimi termini, sarà una scom­messa vinta. Se, invece, i prezzi tor­neranno a correre, chi ha compra­to mercoledì, non ha venduto ieri e non lo farà per altri trent’anni, do­vrà accontentarsi di un rendimen­to annuo del 5%. Oggi sembra buo­no, domani chissà. Dubbi a parte, resta il fatto che per ora il mercato ci crede. Ieri, in un panorama di Btp abbastanza piatto, il trentennale, il più «lonta­no » di tutti, si è distinto per esser­si portato a casa un nuovo rialzo. Era a 98,186 mercoledì, è salito a 98,95 giovedì, ha sfondato quota 100 venerdì (a 100,44) ed è conti­nuato a crescere ieri, a 100,47, men­tre il Tesoro lanciava una nuova emissione a cinque anni.

Evidentemente, gli acquisti han­no continuato a farsi sentire, nono­stante l’aumento delle quotazioni dei trentennali e il conseguente ef­fetto negativo sui tassi lordi: il 5,182% per chi ha comprato merco­­ledì, il 5,031% per chi lo ha fatto ie­ri. L’asta del 9 era riservata agli in­vestitori istituzionali, che possono aver comprato per se stessi o per i clienti, dalle grandi aziende ai pic­coli risparmiatori. Chi ha acquista­to può averlo fatto per trading (compro e vendo in fretta, scom­mettendo su veloci rialzi, come è poi avvenuto). E proprio il trading è «una voce crescente dei guada­gni delle banche», commenta An­gelo Drusiani, esperto di mercato obbligazionario di Banca Albertini Syz.

Chi, invece, ha comprato guar­dando davvero a quel lontanissi­mo primo settembre 2040, lo ha fat­to magari pensando ai figli, magari alla pensione. A tutti questi, Drusia­ni dà un consiglio: investite le ce­dole che incasserete nel corso de­gli anni comprando, sul mercato secondario, altri Btp con la stessa scadenza. L’obiettivo: non spende­re 10 mila euro oggi per ritrovarsi in tasca 10 mila euro nel 2040. La paura: l’inflazione. Il fatto storico: cinque milioni di vecchie lire nel 1970 erano una cosa, nel 2000 un’altra. Ieri, intanto, è stata anche la gior­nata del debutto per i «future» sui Btp, lanciati sull’Eurex. E il contrat­to a 10 anni, dopo una mattinata in sordina, alla fine è andato meglio delle attese, con volumi di scam­bio superiori alle previsioni. Ma scambi decisamente più importan­ti sono stati movimentati dai futu­re sui Bund, i titoli di Stato tede­schi.

Giovanni Stringa
15 settembre 2009

Fonte: http://www.corriere.it/economia/09_settembre_15/I_risparmiatori_scommettono_sui_30_anni_Giovanni_Stringa_74230748-a1bf-11de-a593-00144f02aabc.shtml

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Alessandro Bono

Re: I risparmiatori scommettono sui 30 anni

Messaggioda Alessandro Bono » 15 set 2009, 20:26

Sono sicuro che chi emette questi titoli oggi perderà il sonno al pensiero di doverli ripagare tra trent'anni. Se sarà ancora vivo.

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Karlrex

Re: I risparmiatori scommettono sui 30 anni

Messaggioda Karlrex » 16 set 2009, 5:24

Alessandro Bono ha scritto:Sono sicuro che chi emette questi titoli oggi perderà il sonno al pensiero di doverli ripagare tra trent'anni. Se sarà ancora vivo.

Va beh gli eredi che esistono a fa allora??

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sergioloy

Re: I risparmiatori scommettono sui 30 anni

Messaggioda sergioloy » 16 set 2009, 9:33

http://www.lastampa.it/redazione/cmsSez ... girata.asp

Il rendimento sotto zero: - 0,08%
ROMA
Il rendimento "lordo" del Bot trimestrali si è fermato a 0,386%. Ma una volta pagate le tasse e le commissioni bancarie non rimane nemmeno quel piccolo guadagno. E il rischio concreto è che il rendimento "lordo" si trasformi in perdita "netta". Una volta fatti i conti, considerando il prelievo fiscale del 12,5% e le commissioni applicate dalle banche, il guadagno si assottiglia fino a diventare negativo, scendendo a -0,08%. Sottozero. È il paradosso del rendimento dei Bot che, dopo le riduzioni previste negli ultimi due mesi, segna nuovi cali.

Chi ha sottoscritto i titoli trimestrali più che mettere a segno un piccolo guadagno - secondo i calcoli dei rendimenti netti fatti dall’Assiom, l’associazione degli operatori di mercato - potrebbe registrare una piccola perdita, con l’effetto di aver «prestato» soldi allo Stato per tre mesi aggiungendo anche una piccola posta di spese. L’asta che rischia di penalizzare i Bot-people ha assegnato Bot trimestrali ed annuali, con due nuovi minimi storici nei rendimenti lordi. I Bot a tre mesi hanno lasciato sul terreno poco più di un decimo di punto scendendo dallo 0,492% di metà luglio allo 0,386%, il valore più basso registrato da una emissione di titoli pubblici del Tesoro italiano. Record negativo anche per i Bot annuali. I titoli annuali, che ad agosto avevano appena rialzato la testa, perdono 0,210 punti, con un rendimento che passa dallo 0,951 ferragostano allo 0,741 di adesso. Ma il rendimento lordo non è il vero guadagno dell’investitore. Vanno considerate anche le tasse da pagare - il 12,5% - e le commissioni richieste dalle banche per effettuare l’operazione.

Il beneficio così si riduce, con la possibilità, che fino ad oggi era rimasta teorica, di trasformare il guadagno in perdita. È quel che è accaduto per i titoli trimestrali. Il calcolo del guadagno effettivo, calcolato dall’Assiom, parte dal rendimento dello 0,386 unito al prezzo di aggiudicazione di poco sotto alla pari (a 99,9): applicando la ritenuta fiscale del 12,5% il rendimento scende a 0,32%. Se a questo si tolgono anche le commissioni massime possibili si cala ancora a -0,08%. In pratica si paga per investire. Per un impegno di 10.000 euro, l’ipotetico guadagno lordo annuo è di 38,2 euro e si trasforma al netto in una maggiore spesa (o perdita) di 8 euro l’anno. Non scendono sotto zero, ma certo garantiscono un ritorno quasi nullo i titoli annuali. Se si applica il prelievo fiscale al rendimento lordo di 0,741% e si considera il prezzo di aggiudicazione di 99,254, il risultato netto si ferma allo 0,65%. Tolte le commissioni bancarie si scende ancora allo 0,35%, ma si rimane comunque sopra lo zero. Per 10.000 euro investiti c’è un «ritorno» lordo di 74,1 euro che si riduce ad un netto di 35 euro.

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Umiltao

Re: I risparmiatori scommettono sui 30 anni

Messaggioda Umiltao » 6 ott 2009, 23:26

A che punto sta il toto-default...? Sono rimasto indietro.
Anche perchè se passa la riforma di Francesco 8-), magari estremizzata con emendamento bastardo dell' ultimo minuto, a questi qui non si rimborsa nulla pure se non sono banche... :twisted:


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