[Italia] tira un'arietta..

..ovvero le puttanate ufficiali propagandate dal Sistema Mediatico di IGB
sandropascucci
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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda sandropascucci » 15 gen 2013, 13:43

I movimenti che non hanno la dovuta ETICA falliscono. Sempre. Tutti. troppo egocentrismo, troppo egoismo. troppi interessi personali (di tasca, di ritorno economico, di EGO). quando si parla di UNA classe (casta) e non di UMANITA' allora si è già compromessi. Questi ancora parlano di imprenditori!!

è come voler vendere lenzuola bianche nel dopo lavoro, dove per lavoro fai lo spazzacamino. non puoi. nujaafai!!

occorre umiltà, pazienza, disinteresse, forza d'animo, conoscenza tecnica e umana, e soprattutto PARTECIPAZIONE DEL POPOLO!!

sono tanti anni che vedo nascere e morire questi personaggi. Meno male che muoiono (politicamente e mediaticamente) tutti! IGB è più coerente e per questo più forte. Senza capire il signoraggio ma ergendosi a rivoluzionari (solo quando i magazzini son pieni e non si riesce a ficcare nelle tasche del cojone consumista l’ultimo i-phone) allora si grida contro le banche? Nun funziona così, cari signori promarra e probarnard. Neanche tra voi siete allineati. Per i motivi più noti del mondo: ignoranza e intolleranza.

Ognuno corre alla poltrona ma nessuno corre in piazza ad informare IL POPOLO.

Amo il PRIMIT per questo. UNICO E PULITO. Siamo pochi per lo stesso motivo. Semplice e lineare. Su 60 milioni siamo in 30. ci sarà un motivo!?

Ps per la Francesca: PER DIO* e la MADONNA* ti chiedi che cazzo c’entra (per il giornalista) il capello a caschetto con la CAUSA.. ma io boh!?












*nominare personaggi di fantasia non è di cattivo gusto, giusto?
Potevo dire PER PAPERINO E PAPERINA..
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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda mr.spyder » 18 gen 2013, 18:11

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Bankitalia: Pil giù dell'1% nel 2013. Studenti contestano Visco
A Firenze la protesta interrompe il governatore. Banca d'Italia prevede calo Pil dell'1% nel 2013
18 gennaio, 17:51

La Banca d'Italia stima un calo del Pil del 2,1% nel 2012 e rivede al ribasso le previsioni per il 2013. Il Pil, si legge nel Bollettino Economico, scenderà dell'1% e non del 0,2% come stimato precedentemente per il "peggioramento del contesto internazionale e del protrarsi della debolezza dell'attività nei mesi più recenti". Il balzo dello spread di luglio 2011 e le manovre di correzione seguite per evitarne "un incontrollato peggioramento" hanno causato il -2,1% del Pil 2012, sottolinea Bankitalia, secondo cui il caro spread e il successivo aumento del costo del credito si sono 'mangiati' un punto di Pil. Un altro punto lo hanno eroso le manovre.

Il Pil dell'Italia tornerà in crescita solo nella seconda metà del 2013, anno in cui il Pil chiuderà comunque in calo dell'1% e solo nel 2014 il prodotto sarà lievemente positivo (+0,7%). E' quanto stima la Banca d'Italia che avvisa come sullo scenario pesino "ampi margini di incertezza". La svolta, secondo Via Nazionale, "sarebbe possibile dalla graduale ripresa degli investimenti, a seguito della normalizzazione delle condizioni di finanziamento, del recupero della domanda" e del clima di fiducia.

"In Italia è indispensabile consolidare il riequilibrio dei conti pubblici e intensificare lo sforzo di riforma volto a rilanciare la competitività e a innalzare il potenziale di crescita". Lo avvisa la Banca d'Italia, secondo cui le manovre di fine 2011 consentiranno di migliorare i saldi di finanza pubblica nel biennio 2013-14.

"L'occupazione si ridurrà quest'anno (quasi l'1%) e ristagnerà nel successivo. Il tasso di disoccupazione aumenterà, riflettendo anche l'incremento delle persone in cerca di lavoro" toccando il 12% nel 2014. E' quanto rende noto Bankitalia secondo cui nel 2014 ci sarà una stabilizzazione ma "non un'inversione di tendenza".

PROTESTA STUDENTI A FIRENZE, INTERROTTO DISCORSO VISCO
- L'ingresso degli studenti dei Collettivi nell'Aula Magna dell'Università di Firenze ha costretto il governatore di Bankitalia Ignazio Visco a interrompere la sua lectio magistralis. In precedenza, il rettore dell'Ateneo era uscito dall'Aula per cercare di calmare la protesta degli studenti.

Quando le forze dell'ordine sono riuscite a far uscire dall'Aula Magna gli studenti mentre il rettore Alberto Tesi continuava a trattare con loro, il governatore ha poi potuto riprendere la sua lectio magistralis, dopo circa 15 minuti di interruzione. Qualche spintone per fare uscire gli studenti dall'Aula Magna.

"Contro la crisi e l'austerità fuori Bankitalia dall'Universita". Questo uno degli slogan scanditi dagli studenti dei collettivi di sinistra che hanno contestato il governatore. Gli studenti hanno anche diffuso alcuni volantini in cui spiegavano i motivi della contestazione contro Visco ma anche contro la Bce e il governo di Mario Monti.

VISCO, ANCHE IL 2013 SARA' UN ANNO DIFFICILE - Il 2013 sarà un altro "anno difficile", "stimiamo che il Pil possa ridursi in media dell'1%". Lo ha detto il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, secondo il quale la recessione potrebbe aver fine "nella seconda parte del 2013".

Ulteriori riduzioni dello spread "potranno derivare dal pieno dispiegarsi delle riforme nazionali", ha detto il governatore intervenendo all'Università di Firenze.

"L'equilibrio dei conti pubblici che non esclude ricomposizioni nelle principali poste di bilancio, è la precondizione per la via del successo", ha affermato tra l'altro prima di essere interrotto Visco, secondo il quale "l'incertezza delle condizioni sui mercati finanziari, legata alle tensioni sui debiti sovrani, riduce la fiducia, disincentiva l'investimento e l'innovazione".
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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda Luca Mencaroni » 23 gen 2013, 13:31

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Spoleto, M5s: «Moneta locale contro la crisi». E alle associazioni di categoria: «Non è esotismo»
I grillini pensano all'introduzione dello «Scec», ma non trovano sponde: «Snobbati»


Una moneta locale da far circolare accanto all’Euro per tamponare le pesanti difficoltà economiche delle famiglie, ma anche una proposta per dribblare il signoraggio senza «violare alcuna normativa». Si chiama «Scec» è un «buono sconto che cammina» ed è l’ultima proposta del Movimento 5 stelle spoletino che, da qualche tempo, avrebbe affidato a un «gruppo di lavoro» lo studio del progetto senza però trovare alcuna sponda tra le mura ducali. Tanto che i grillini attaccano: «Siamo stati letteralmente snobbati dalle associazioni di categoria, forse pensano sia una sorta di esotismo».

La moneta locale Per il M5s «lo Scec garantirebbe – si legge in una nota – a uno spoletino di avere sotto forma di moneta cartacea un buono sconto che non solo può essere speso infinite volte a secondo della velocità di circolazione, ma che rappresenta un vero e proprio reddito di cittadinanza capace di diminuire l’indigenza delle famiglie». La moneta verrebbe introdotta in comunità locali da consorzi o associazioni, a volte sostenuti dall’Ente locale, composti da vari attori dell’economia cittadina che, trovati gli accordi del caso, stampano la moneta e la mettono in circolazione. Dal piccolo alimentare fino al parrucchiere, passando per l’idraulico, il coltivatore e magari anche l’avvocato, conti e parcelle potrebbero essere pagate in «Scec». A quel punto la monete inizierebbe a passere di mano in mano, senza mai uscire dalle mura cittadine.

M5s: «Non è esotismo» Secondo i grillini «funziona già in diverse parti d’Italia, al IV municipio di Roma, ad esempio, sono coinvolti i mercati rionali e i commercianti in genere, mentre a Spoleto sembra di parlare di esotismo». La sponda cercata dal M5s spoletino tra le associazioni di categoria della città non avrebbe prodotto alcun risultato: «In questi mesi – prosegue la nota – abbiamo cercato di relazionarci con alcune associazioni di categoria del comprensorio convinti, non che il progetto potesse piacere ed essere pedissequamente attuato, ma che quantomeno fosse discusso, magari capito. Ma una certa mentalità paurosa del nuovo e desiderosa di mantenere vive rendite di posizione non lo ha permesso. Le monete locali e le loro declinazioni sono sempre esistite e in molti casi hanno aiutato le comunità di riferimento a superare pesanti crisi. Speriamo, dunque, che gli egregi presidenti di Confcommercio e Cna un giorno possano essere più attenti alle tematiche di chi, non solo M5S, abbia voglia di proporre ricette per stimolare un nuovo rinascimento per la città».

©Riproduzione riservata


fonte: http://www.umbria24.it/spoleto-m5s-mone ... 44102.html
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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda Luca Mencaroni » 18 feb 2013, 23:28

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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda mr.spyder » 8 mar 2013, 21:57

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Fitch manda l'Italia in B Recessione tra le peggiori
Outlook negativo. Agenzia rating: 'Voto riflette il risultato inconcludente delle elezioni italiane'

08 marzo, 21:00

Fitch manda l'Italia in B Recessione tra le peggiori

Piazza Affari ha chiuso in rialzo l'ultima seduta della settimana, con il Ftse Mib (+1,5%) a quota 16.186 punti, tra scambi vivaci per 1,91 miliardi di euro di controvalore, superiori alla media delle ultime giornate. Sul paniere dei titoli principali ha prevalso il segno positivo con un piccolo ma significativo gruppo di titoli in controtendenza. Occhi puntati su Fiat, Finmeccanica, Enel Green Power, Telecom, Mediobanca e Unicredit, sotto pressione invece Autogrill e Diasorin. Sospese in vista dei Cda sulla fusione Atlantia e Gemina. Stop anche per Aion Renewables tra i titoli minori, in attesa di un comunicato.

A mercati ormai chiusi e' arrivata poi la notizia che Fitch ha tagliato il rating dell'Italia a BBB+ da A- con outlook negativo. Il 'voto' riflette il "risultato inconcludente delle elezioni italiane". Il downgrade dell'Italia riflette gli "inconcludenti risultati delle elezioni del 24-25 febbraio, che rendono improbabile la formazione di un nuovo governo stabile per le prossime settimane" afferma Fitch nella nota, sottolineando che i "dati del quarto trimestre 2012 confermano che la recessione in corso in Italia è una delle più profonde in Europa. La sfavorevole posizione di partenza e i recenti sviluppi aumentano il rischio di una recessione più protratta e lunga di quanto previsto. Fitch prevede una contrazione del pil dell'1,8% nel 2013", con un debito che si attesterà vicino al 130% a fronte del 125% stimato alla metà del 2012. A sostenere il rating 'BBB+' sono vari fattori, fra i quali la relativa ricchezza e la la diversificazione dell'economia con moderati livelli di indebitamento del settore privato. L'Italia ha fatto progressi negli ultimi due anni nel risanamento di bilancio": Fitch prevede un deficit di circa il 2,5% nel 2013. "L'outlook è negativo e al momento Fitch non anticipa sviluppi" che possano tradursi in un upgrade. "Sviluppi che potrebbero portare a una revisione dell'outlook a stabile includono: una sostenuta ripresa economica che sostenga l'attuale risanamento in atto" e "ulteriori riforme strutturali che rafforzino la competitività e il potenziale di crescita"

La recessione in atto in Italia è una delle più profonde in Europa, e i dati indicano il rischio che si prolunghi più di quanto atteso. Scrive l'agenzia di rating. La recessione più profonda e lunga del previsto "mette a rischio lo sforzo di risanamento di bilancio e aumenta i rischi del settore finanziario". Il sostegno potenziale di un aiuto esterno dal fondo europeo Esm e dalla Banca centrale europea riduce i rischi di una crisi di liquidità statale per l'Italia". Lo scrive in una nota l'agenzia di rating Fitch, notando che si tratta di un fattore che sostiene il rating sovrano dell'Italia. "Anche se non è chiaro sotto quali condizioni l'Italia chiederebbe assistenza, la richiesta in sé sarebbe indifferente per il rating"

DOPO S&P E MOODY'S ARRIVA ANCHE FITCH, ITALIA IN 'B' - Italia paese di 'serie B'. Dopo Standard & Poor's e Moody's, arriva anche Fitch a togliere la 'A' al Belpaese, declassato a 'BBB+', tre gradini sopra il territorio 'junk', anche in seguito alle inconcludenti elezioni che rendono improbabile la formazione di un nuovo governo stabile nelle prossime settimane. Un downgrade, quello di Fitch, che arriva a poco più di un anno di distanza dal precedente: era infatti il 27 gennaio 2012 quando l'agenzie declassò per l'ultima volta l'Italia portandola ad 'A-' con outlook negativo. Giudizio confermato lo scorso dicembre, quando aveva messo in evidenza che c'era anche la possibilità di un miglioramento delle prospettive a 'stabili' nel caso in cui dalle elezioni fosse uscito un governo stabile. Ipotesi che, alla fine, non si è verificata e che porta Fitch a rompere il silenzio post-elettorale con un downgrade. L'agenzia era infatti l'unica che dopo il voto non si era espressa: Moody's infatti ha minacciato, due giorni dopo il risultato delle urne, il rating italiano, mentre Standard & Poor's non ha riscontrato nessun effetto immediato sulla valutazione dell'Italia, avvertendo però che le "scelte del prossimo governo saranno essenziali". E' proprio Standard & Poor's la prima fra le grandi agenzie (il 7 dicembre 2012 la cinese Dagong ha tagliato il rating a BBB da A-) ad aver strappato la 'A' all'Italia, tagliando di due gradini il rating a 'BBB+' il 13 gennaio 2012. Esattamente sei mesi dopo, il 13 luglio, arrivava la scure di Moody's sul governo di Mario Monti, appena sbarcato a Sun Valley, negli Stati Uniti, per la consueta riunione dei miliardari Allen & Co. A Monti è toccato rassicurare i 'paperoni-investitori' americani dopo il taglio del rating da A3 a Baa2
Fitch prevede una contrazione del Pil italiano dell'1,8% nel 2013. Il debito sarà invece vicino al 130%."Se la recessione sarà più profonda e lunga del previsto, il rischio che al governo possano essere richieste ulteriori iniezioni di capitale, al di là di Monte dei Paschi di Siena, non può essere scartato".
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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda Luca Mencaroni » 14 mar 2013, 17:22

so' giornalisti...
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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda sandropascucci » 14 mar 2013, 20:35

la justitia nun guarda 'nfaccia a nesciuno.. l'hanno beccato!
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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda Luca Mencaroni » 20 mar 2013, 1:31

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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda Luca Mencaroni » 4 apr 2013, 2:32

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PERUGIA, E POI I LILLERI, E POI I LALLERI

Come ogni buon Italiano ho trascorso le vacanze di Pasqua con la mia famiglia, nella mia città.
Poi il caso ha voluto che la mia famiglia fosse originaria della campagna Perugina, e quindi posso dire a buon diritto d’essere tornato a Perugia.

Sempre il caso, poi, ha voluto che, appena messo il primo piede sul suolo Perugino, io entrassi in un bar per bere un caffè.
E qui ho incontrato un vecchino, il quale mi ha ricordato un vecchio detto piuttosto famoso a Perugia.

Ora: dovete sapere che se in altre città d’Italia i detti popolari possono a volte essere esagerati, bugiardi o non condivisibili, quelli di Perugia sono invece esatti, sinceri e incontrovertibili.
Questo perché i Perugini mentono poco e, per di più, goffamente; quindi preferiscono dire la verità.

“Senza lìlleri ‘nse làllera”, mi ha detto il vecchino, scuotendo la testa, e con le mani in tasca: dove i “lìlleri” sono senza dubbio i soldi, mentre per “làllera” si vuol dire qualcosa di molto simile alla felicità.

Chi non torna a Perugia da tre o quattro anni farà fatica a crederci, ma le foto che accompagnano questo mio piccolo articolo le ho scattate quest’ultimo Venerdì 29 Marzo a mezzanotte.
Non era un venerdì gelido. Non nevicava. Non pioveva. Non grandinava. Non c’erano scioperi. Non c’erano invasioni militari. Non precipitavano asteroidi. Non tirava nemmeno la terribile Tramontana: vento freddo e cattivo, che congela mani, piedi, orecchie, nasi, gole e persino i capelli.
Era soltanto un piacevole Venerdì di Primavera.

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Ricordate Corso Vannucci, quello tanto affollato che per completare una vasca ci volevano almeno venti minuti? Era quello che vedete qua sopra.
Ricordate la fontana circondata di studenti, e le scalette del Duomo, dove per sedercisi bisognava far la fila come al bancone dei salumi? Erano quelle che vedete qua sotto.

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Poiché a passeggiar così mi sentivo circondato, ho pensato di rintanarmi in un bar.
- Dove sono finiti tutti i ragazzi? – ho chiesto al barista.
- Ce n’era uno, nemmeno troppo tempo fa, ma è andato in bagno.

Quando s’aprì la porta abbracciai un ragazzo di 85 anni, con una prostata grossa come un melone, che faceva avanti e indietro dalla porta del bagno, col suo bicchiere di vino rosso che lo aspettava sul bancone del bar.

Lo ammetto: sono rimasto piuttosto sorpreso.
Per entrare in un qualunque bagno di un qualunque bar del centro, fino a qualche tempo fa, bisognava attendere una buona mezz’ora; tanto che spesso e volentieri ci si doveva arrangiare a fare pipì educatamente all’aperto, in uno dei vicoli più nascosti, dove ci si incontrava, tra pisciatori, cantando belle canzoni a squarciagola.
Oggi, invece, un qualunque vecchietto può usufruire della toeletta ripetutamente, e per tutto il tempo che desidera, senza essere mai disturbato.

Dei nove bar che si facevano concorrenza davanti al Teatro Turreno, frequentati puntualmente da circa mille, mille e cinquecento ragazzi (quando la serata era tranquilla), ne sono rimasti solo tre, di cui uno è sempre vuoto. Persino il Teatro Turreno ha chiuso i battenti, e girano voci che insistono sul futuro di quei bei locali: o un parcheggio, o un supermercato.

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wpid-IMG_20130402_180916.jpg (36.56 KiB) Visto 8474 volte


E questo è tutto.
Si può passeggiare tra i vicoli, si possono percorrere anche due o tre chilometri, senza incontrare un cristiano.
Mi è capitato di vedere in lontananza un venditore di rose, ma è scappato urlando, disperato, come fossi un fantasma.

All’una e mezzo non si possono più servire alcolici, ed i coraggiosi baristi che tengono ancora aperto la sera sebbene sia solo una rimessa di soldi e di tempo, chiudono le saracinesche in fretta e furia, come si faceva quando vigeva il coprifuoco fascista.
Il proprietario di un noto bar mi ha confessato di considerarsi fortunato, e i suoi ricavi sono diminuiti del 40 per cento.
Mi ha permesso di pubblicare questo dato a patto di non rivelare il nome del bar, per non farsi una cattiva pubblicità. In pratica, però, vive con i soldi dei turisti Giapponesi, che ci fanno ancora il favore di venire a bere i cappuccini.

Certo, qualcuno potrebbe ricordarmi del proverbio che mi sono preso la briga di scrivere all’inizio: “Senza lìlleri ‘nse làllera” – e potrebbe altresì sostenere con un po’ di tenerezza che in tempo di crisi è normale che la gente non abbia voglia di stare a zonzo.

Ma vedete, io tempo fa chiesi al vecchio sindaco Locchi come mai Perugia fosse diventato il centro dello spaccio di ogni tipo di droga.
E il vecchio sindaco Locchi, mantenendo fede al suo cognome, che in perugino indica una persona assai poco sveglia, mi rispose: “A Perugia il problema non è la droga, ma i ragazzi che escono in centro la sera, e calciano le lattine di birra nei vicoli: perché svegliano la città che dorme.”

Il nuovo sindaco si chiama per uno strano scherzo del destino Boccali: ma non deve pensarla diversamente da Locchi.

Post Scrittum. Mi scuso con i miei lettori, non sono stato divertente: ma ho ritenuto che fosse un articolo dovuto alla mia cittadinanza. Dal prossimo prometto nuovo divertimento. Cin cin!

di Andrea Fagiolari


fonte: http://www.caffettieragiornaliera.it/pe ... i-lalleri/
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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda Huro Chan » 4 apr 2013, 16:25

: (..non me la dimenticheró mai la nottata fuori di testa che trascorsi intorno la famigerata scalinata quando ci capitai di passaggio durante un periodo un pó randagio..quest'articolo e queste foto sono veramente una pugnalata al petto..

Bologna uguale, c'é ancora dei ragazzi in giro solo perché é piú grandína, ma io le ho dato "morte clinica" da un pezzo prima di andarmene. Anche se lí i danni piú grandi li hanno fatti le sentenze, orali e legali, dell'Armata degli alLocchi..la combo crisi+"decoro"+pigrizia mentale é una piaga che ha annegato l'Italia intera in una cosa piú grigia e cupa di un disco dei Death in June..
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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda Luca Mencaroni » 4 apr 2013, 22:00

quanti anni fa ci sei stato a Perugia Huro?
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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda Huro Chan » 4 apr 2013, 22:17

di preciso non ricordo..7-8 anni fa..
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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda Luca Mencaroni » 5 apr 2013, 0:47

è vero anche che a pg ci sono parecchi studenti fuori sede, quindi probabilmente in quel periodo sono rientrati a casa per le vacanze di Pasqua..

il fatto è che oggi va di moda andare nei locali... no, aspetta... RESTARE FUORI dai locali !! ..praticamente ci sono 2-3 tra bar e discoteche (non nel centro storico) che attirano i miei giovani concittadini... ma c'è più gente fuori che dentro (e dentro cmq sono pieni).
la maggior parte ci va proprio convinta di stare fuori..
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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda Luca Mencaroni » 10 apr 2013, 11:07

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IL SINDACO DI PERUGIA, BOCCALI, HA RISPOSTO AL NOSTRO ARTICOLO “PERUGIA, E POI I LILLERI, E POI I LALLERI”.
by La Caffettiera Giornaliera on apr 5, 2013 • 14:52

Lo ha fatto a modo suo, come ci ha fatto notare i ragazzi de limpiccione.it, che ringraziamo per l’avviso rimandandovi al loro blog.

Il Sindaco, forse, non ha letto bene il nostro articolo. Si è difeso accusando la crisi economica (che noi invece avevamo allegramente deresponsabilizzato) e citando comici titoli dei giornali locali, i quali sostenevano che a Perugia, nei giorni di Pasqua, ci fosse un boom di visitatori. Mentre noi rivendicavamo la mancanza di Perugini, nel centro storico, e non la mancanza di turisti.

Questo paese, l’Italia, è malato di battaglie che si conducono a colpi d’accetta – è stato così anche per la risposta del Sindaco Boccali.

Noi, preferiamo il duello col Fioretto: la nostra replica sarà tagliente, ma elegante. A prestissimo,



La Caffettiera Giornaliera.

“Risposta ad Andrea Fagiolari: Nessuno nega i problemi, ma non sono certo disponibile a tollerare il qualunquismo. Mi dica quale città d’Italia, e volendo si potrebbe anche uscire dai confini nazionali, è immune alla crisi economica? Sono molti gli esercizi commerciali che hanno subito perdite nel fatturato, ma, è bene ricordarlo, ci sono anche le eccellenze che continuano a investire importanti risorse e a innovare. Questo per dirle che il bicchiere non è sempre mezzo vuoto. Sulla Pasqua, sulla presunta desolazione del centro storico (come ha scritto lei, le foto sono state scattate dopo la mezzanotte) e sulle facili affermazioni: le riporto alcuni titoli di quotidiani locali. Faccia lei le dovute considerazioni. Corriere dell’Umbria (martedì 2 aprile 2013): “La Pasqua va in archivio con il segno più”; e ancora, “Pioggia e crisi non spengono Pasqua. E in centro si rivedono i visitatori”; dal Messaggero Umbria: “Pasqua: centro pieno e negozi chiusi”; La Nazione: “Vuote tre stanze su quattro, ma è boom di camper” e su quest’ultimo articolo vorrei aprire una riflessione. Innanzitutto, come cambia il punto di vista a seconda di chi scrive; e poi, quel “boom di camper”. Piazzale del Bove è stato inaugurato proprio lo scorso 28 marzo, dopo un intervento complessivo di riqualificazione dell’area, realizzata da questa Amministrazione comunale in collaborazione con due cooperative sociali. Un’operazione di recupero di una zona in degrado (ben pochi altri Comuni in Italia stanno portando avanti la riqualificazione di quartieri e aree) e di occupazione, visto che le cooperative sociali che gestiscono il parcheggio hanno assunto 10 persone e di questi tempi non è certo poco. Come vede, “Senza lìlleri” Perugia tenta comunque di migliorarsi, a dispetto di chi si presta con estrema facilità e superficialità a criticarla, senza conoscere a fondo le attività e i progetti che per Perugia si stanno realizzando o si sono realizzati. Tutto questo, senza minimizzare i problemi di criminalità (oggi pomeriggio la rapina, ecc.) che pure ci sono (come in altre città dell’Umbria e d’Italia) e che le forze dell’ordine stanno fronteggiando.

WLADIMIRO BOCCALI”
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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda Luca Mencaroni » 10 apr 2013, 11:15

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Il Caffettiere

SIGNOR SINDACO WLADIMIRO BOCCALI
by La Caffettiera Giornaliera on apr 8, 2013 • 16:07

Le scrivo per rispondere alle parole che Lei mi ha indirizzato.

Mi permetto di farLe notare che Lei non si è dimostrato molto gentile nei miei confronti: mi ha fatto sapere di non essere “disponibile a tollerare il qualunquismo” (il mio), per poi aggiungere che il mio articolo si “presta con estrema facilità e superficialità a criticarla” (cioé, a criticare Perugia) “senza conoscere a fondo le attività e i progetti che si stanno realizzando o si sono realizzati”.

Accidenti! Che avrò mai fatto per meritare tanta alterigia?

Signor Sindaco, io sono innocente!


Il mio, purtroppo, è un mestiere infame, che consiste nello scrivere ciò che si vede e si sente: che colpa ne ho, io, se passeggiando per il centro di Perugia, quella sera, sono stato assalito dalla malinconia e dal ricordo di una Perugia tutta diversa, vitale, felice, e divertente?

No, Signor Sindaco, me lo lasci dire: la colpa è dei Perugini!



Sono i Perugini i veri copevoli: questo popolo malato di pigrizia, che non ha più voglia di prendere le scale mobili per far due passi su Corso Vannucci.

Perugini traditori! Me lo potevano dire che il centro non va più di moda, e che adesso si esce solo nelle periferie.

Ma io, Signor Sindaco, cosa potevo saperne? M’è venuto spontaneo chiedere a quei pochi che c’erano, e ai baristi.


Perché quando ho chiesto ad un barista come mai il centro fosse vuoto, lo sa cosa mi sono sentito rispondere?

- Son due anni che è vuoto!

- E perché?

- Colpa del comune!

E lo sa cosa mi ha risposto un altro barista quando gli ho chiesto come mai non organizzano qualche manifestazione, qualche concertino, qualche tavolata all’aperto per incentivare la gente a passar lì le serate? Mi ha risposto: “Non possiamo far niente!”

- Ma perché?

- Colpa del comune!

Baristi Perugini, che voi siate maledetti in secula seculorum! Malelingue balorde, che granchio che ho preso.

Vede, Signor Sindaco: io sono stato ingannato.

Un ragazzo che passeggiava come me, davanti al Turreno, mi ha detto che ormai è inutile venire in centro, perché tanto, tempo che sali, devi già tornare a casa.

- E perché?

- Perché i locali chiudono.

- Ma perché?

- Colpa del comune!

Io, Signor Sindaco, credo che il termine “Perugino” dovrebbe diventare un insulto, sinonimo di infingardo.


Si metta nei miei panni: quel burlone del Sindaco Locchi c’ha messo del suo.

Perché io, a sentire così tante volte “Colpa del Comune”, ho ripensato alla battuta che mi disse il Signor Locchi tanti anni fa: “A Perugia il problema non è la droga, ma i ragazzi che escono in centro la sera, e calciano le lattine di birra nei vicoli: perché svegliano la città che dorme.”

Per questo, e solo per questo, ho io creduto che lo svuotamento del Centro storico fosse in realtà una scelta politica del Comune di Perugia.

Me l’avesse detto allora, il Signor Locchi, che il suo era uno scherzo, io non avrei mai scritto il raccontino “Perugia, e poi i lìlleri, e poi i làlleri”.


Mi creda Signor Sindaco Boccali: io sono vittima della balordaggine menzognera e diffamante di un popolo che non merita niente.



E però, nonostante ciò, e se me lo consente, vorrei lo stesso timidamente rimproverarLa su due punti.

Eh sì, perché io, in fin dei conti, ho scritto solo un raccontino che testimoniava la mia malinconia. Ma sono ancora loro, indovini chi, i Perugini, ad aver alzato questo polverone.

Sono i Perugini ad aver commentato il mio raccontino. E come lo hanno commentato? “Colpa del Comune! Colpa di Boccali!”

Dunque, se non sbaglio, io credo che Lei dovrebbe rispondere a quei 5500 Perugini che hanno condiviso il mio raccontino, e non a me.


Ed infine: mi faccia la grazia di voler ascoltare il consiglio spassionato di un giovane che ha capito ancora poco del mondo, ma che in quanto a logica, forse, non fa difetto.

Se mia moglie mi accusa del fatto che il nostro matrimonio è ormai diventato monotono e noioso, io, da marito, non le rispondo che tutti i matrimoni hanno i loro problemi, e che dopo qualche anno è normale annoiarsi. Perché se le rispondo in questo modo, mia moglie va su tutte le furie.

La stessa cosa, Lei dovrebbe tenerla a mente con i Perugini.

I Perugini l’accusano di aver fatto delle scelte sbagliate, e che per colpa di queste scelte Perugia è diventata una città che a loro non piace più.

Con che coraggio Lei può rispondergli che ogni città ha i suoi problemi, e che se è vero che Perugia non è più quella di una volta, il Comune si è però impegnato a riqualificare un parcheggio?



Dia retta a me, Signor Sindaco Boccali: chiuda questa polemica col sottoscritto, e apra invece una discussione col popolo Perugino che dopotutto, pure con tutti i difetti, è sempre il popolo che lei, da primo cittadino, deve ascoltare.



Andrea Fagiolari
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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda LeleVairo » 22 apr 2013, 12:24

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche ... 82076.html

"
Grilli, soluzione politica importante soprattutto per italiani

Riunione del G20. Ministro: 'Non vedo rischi per economia globale'

WASHINGTON- "L'importanza di una soluzione politica veloce in Italia è soprattutto per gli italiani, perché un'Italia che non decide ed è debole penso che possa far comodo ai nostri competitor". Lo afferma il ministro dell'Economia, Vittorio Grilli, a margine dei lavori del Fmi. Rispondendo a chi gli chiedeva se l'incertezza politica italiana pesasse sull'economia globale, Grilli ha risposto: "Non vedo rischi per economia globale, vedo rischi per Italia".

BUNDESBANK, TAGLIO TASSI SOLO SE DATI ECONOMICI PEGGIORANO - La Bce può tagliare i tassi solo se i dati economici peggiorano ma che l'attuale livello è appropriato. Lo afferma il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann parlando a Washington dove si tiene il G20."Non abbiamo tagliato i tassi all'ultima riunione perché sono appropriati con le nostre valutazioni sugli sviluppi economici, la stabilità dei prezzi e le analisi monetarie". Mercoledì in un'intervista al Wall Street Journal Weidmann aveva sembrato lasciare aperta l'ipotesi di un nuovo taglio dei tassi.

LAGARDE, BCE HA SPAZIO TAGLIO TASSI; G20, NO GUERRA VALUTE

La Banca Centrale Europa (Bce) ha spazio per ridurre ulteriormente il costo del denaro: "é l'unica fra le banche centrali mondiali ad avere un po' di spazio di manovra e starà a lei determinare in modo indipendente quando è il momento giusto per usarlo". Ad affermarlo è il direttore generale del Fondo Monetario Internazionale (Fmi), Christine Lagarde, a poche ore dall'avvio dei lavori del G20 che, secondo le bozze del comunicato circolate, ribadirà il proprio impegno contro una svalutazione competitiva dei tassi di cambio. "Fra tutte le banche centrali chiaramente la Bce è quella che ha ancora spazio di manovra. Quello che secondo noi è essenziale è che ci sia una trasmissione fluida fra la banca centrale e le banche e fra gli istituti di credito" in modo che - mette in evidenza Lagarde - la politica monetaria possa essere trasmessa in modo appropriato e i tassi bassi possano tradursi in tassi bassi anche per le piccole e medie imprese. Così "si potrà liberare il credito necessario alle piccole e medie imprese e alle famiglie, che saranno in grado di investirlo nuovamente". I ministri delle finanze e i banchieri centrali delle 20 potenze mondiali si riuniranno per far il punto della situazione, con gli occhi sulla crisi del debito dell'Europa e le politiche monetarie, soprattutto dopo il maxi allentamento monetario deciso dalla Bank of Japan. Una mossa valutata positivamente dal Fmi che, però, ritiene debba essere accompagnata da riforme strutturali e da una riduzione del debito. Ma che non convince gli Stati Uniti per gli effetti che può avere sullo yen, indebolendolo e quindi rendendolo più competitivo. "Continueremo a monitorare" lo yen, avverte il segretario al Tesoro americano, Jack Lew, mettendo in evidenza che gli Stati Uniti faranno pressione sul G20 affinché ribadisca il proprio impegno a evitare politiche "dell'ognuno per la sua strada", con le quali un paese effettua scelte appropriate e in considerazione solo della sua situazione senza calcolare gli altri paesi. Nelle bozze del comunicato del G-20 si fa espresso riferimento alla necessità di muoversi rapidamente verso tassi di cambio flessibili e orientati al mercato, senza svalutazioni competitive. La crescita economica globale viene descrittà come "più debole e incerta", con una ripresa squilibrata fra paesi emergenti ed economie avanzate. Lagarde si dice invece "ottimista" sull'economia mondiale: "Dobbiamo ricordare una cosa, dobbiamo muoverci da una ripresa a tre velocità a una ripresa a tutta velocità, con una crescita solida, sostenibile, bilanciata e inclusiva" afferma, sottolineando che in molte aree c'é ancora bisogno di risanamento fiscale. "Molti paesi europei hanno bisogno di risanamento, il nodo è quanto e quanto velocemente. Serve un giusto equilibrio".
"
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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda ivanopino » 22 apr 2013, 19:02

"crescita SOLIDA, BILANCIATA E INCLUSIVA...serve un GIUSTO EQUILIBRIO..."
continuando ad emettere moneta a debito?? ahahahahaha, sempre voglia di scherzare questi segretari al tesoro ameriCani!!
Ivano Pino

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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda ivanopino » 16 mag 2013, 11:51

!
Uomo si da' fuoco per salvare la casa. Aveva un debito di 10 mila euro con una banca

Gravi ustioni anche per moglie e due poliziotti,coinvolta figlia
14 maggio, 15:45

(ANSA) - VITTORIA (RAGUSA), 14 MAG - Per salvare la propria casa, messa all'asta per 26 mila euro, si e' cosparso di benzina e si e' dato fuoco; le fiamme hanno raggiunto anche la moglie e due agenti di polizia che erano intervenuto per calmare l'uomo e hanno lievemente ferito la figlia. I ricoverati sono Giovanni Guarascio, la moglie Giorgia Fama' entrambi di 64 anni e gli agenti Antonio Terranova e Marco Di Raimondo, con gravi ustioni al volto e agli arti superiori.

!
SI DA' FUOCO PER SALVARE CASA: AVEVA DEBITO CON BANCA - Giovanni Guarascio, 64 anni, l'uomo che a Vittoria (RG) si è dato fuoco per impedire che la propria casa fosse venduta all'asta per 26 mila euro, aveva un debito di 10 mila euro con una banca, che gli ha pignorato l'immobile.

fonte: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche ... 03753.html

sento puzza di bruciato...
Ivano Pino

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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda LeleVairo » 19 mag 2013, 23:28

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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda LeleVairo » 19 mag 2013, 23:28

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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda mr.spyder » 21 mag 2013, 10:57

!
Si da' fuoco per salvare casa, morto
Giovanni Guarascio, 64 anni, non voleva essere sfrattato
21 maggio, 10:47


Si da' fuoco per salvare casa, morto (ANSA) - CATANIA, 21 MAG - E' morto Giovanni Guarascio, il muratore vittoriese di 64 anni che il 14 maggio scorso si era dato fuoco, cospargendosi il corpo con la benzina, per impedire lo sfratto della sua casa a Vittoria, nel Ragusano.
Antonio Prezia, detto spyder... anche se non è importante chi sei,ma cosa vuoi fare per cambiare il mondo.

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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda Luca Mencaroni » 21 mag 2013, 18:14

Carlo Sibilia VS Presidente del Consiglio Letta

https://www.youtube.com/watch?feature=p ... CVzm-4nLuo
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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda LeleVairo » 5 lug 2013, 13:29

http://www.lastampa.it/2013/07/05/crona ... agina.html

"
I piemontesi non spendono più
Nelle banche ci sono 110 miliardi

I depositi raddoppiati in 6 anni
La crisi frena i consumi anche di chi non ne è stato colpito

barbara d’amico
Meglio il conto corrente del materasso di casa. Potrebbe essere questo lo slogan dei risparmiatori piemontesi che, secondo dati della Banca d’Italia, hanno accumulato fino al 2012 risorse per 110 miliardi di euro. Un tesoretto messo da parte durante gli anni della crisi e che varrebbe, da solo, una manovra finanziaria nazionale. Una cifra in costante ascesa, tanto da risultare raddoppiato rispetto a soli sei anni fa.
I dati, resi noti nel rapporto sull’economia regionale di giugno, sono stati ribaditi dal presidente di Confindustria Piemonte, Gianfranco Carbonato, durante la firma di un accordo tra l’associazione industriale e Intesa Sanpaolo mercoledì scorso. Un patto che prevede investimenti a favore delle aziende piemontesi per 1,1 miliardi di euro. Aiuto consistente che però impallidisce se confrontato con la disponibilità dei risparmiatori sabaudi.
«Nel 2013 in Piemonte i depositi bancari sono aumentati del 7,5%, e la liquidità continua a essere accumulata», ha spiegato Carbonato che ritiene importante capire «come sia più opportuno ora impiegare e ridistribuire tali risorse e soprattutto a chi».

Le contraddizioni
Il tesoretto potrebbe alimentare un mercato del credito in crisi, dando ossigeno ulteriore alle imprese in difficoltà, o sostenere i consumi.
La paura del futuro, però, sembra bloccare la disponibilità a spendere dei piemontesi, D’altro canto, stupisce che le banche - a fronte di una tale liquidità - non siano troppo disposte a concedere prestiti alle imprese.


Le aziende
«Alle banche non interessa la storia della piccola azienda, ma i punti di forza e gli asset di cui questa dispone», dice Bruno Di Stasio, vicepresidente di Piccola Industria Torino. «Che il piccolo non resista alla crisi è un allarme già emerso quattro anni fa e che ora occorre fronteggiare con tutti i mezzi a disposizione». Tutti i mezzi, fuorché i risparmi privati che, fermi sui conti correnti, attendono condizioni economiche migliori per tornare a sgranchirsi sul mercato.
"
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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda ivanopino » 6 lug 2013, 11:48

[...] i risparmi privati che, fermi sui conti correnti, attendono condizioni economiche migliori per tornare a sgranchirsi sul mercato.

ma avete mai visto un risparmio privato (anche perché non penso ce ne sia uno pubblico) "sgranchirsi" sul mercato? noooo???? un po' di immaginazione... :?
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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda sandropascucci » 6 lug 2013, 13:10

:) :) :)
io ho visto un cc sodomizzato a sangue..
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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda mr.spyder » 8 lug 2013, 13:56

ci sarà un perché se si chiama conto corrente...

cit: ...<<e ora voltati che ti sodomizzo!>>
<<fiiiuuu...che sollievo sentirtelo dire;pensavo che volessi darmi una botta in testa!>>
(rivolto ad un energumeno che lo ha rincorso fin dentro un vicolo cieco brandendo il suo gigantesco nerboluto membro)
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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda mr.spyder » 17 lug 2013, 15:15

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Istat: in Italia 9,5 milioni di poveri
Povertà assoluta per 4,8 mln, 8% popolazione, record da 2005
17 luglio, 11:16

Istat: in Italia 9,5 milioni di poveri (ANSA) - ROMA, 17 LUG - In Italia sono 9 milioni 563 mila le persone in povertà relativa, pari al 15,8% della popolazione. Di questi, 4 milioni e 814 mila (8%) sono i poveri assoluti, che non riescono ad acquistare beni e servizi essenziali per una vita dignitosa. Lo rileva l'Istat nel report sulla povertà in Italia. Inoltre, aumenta in un anno l'incidenza delle persone in stato di povertà assoluta passano, che passa dal 5,7% della popolazione del 2011 all'8% del 2012. Un record dal 2005.


fonte: ansa
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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda sandropascucci » 26 ago 2013, 13:57

Tesoro, oltre 120 mld di debito da rinnovare entro fine anno

Il calendario delle scadenze per il ministero delle Finanze torna caldo dopo la pausa estiva. Con l'incognita della crisi politica, gli investitori potrebbero rimettere sotto pressione i titoli di Stato italiano. Ma il Tesoro aveva già messo un po' di fieno in cascina a inizio anno. Unimpresa: "Chiediamo responsabilità ai partiti"

Tesoro, oltre 120 mld di debito da rinnovare entro fine anno

TAG btp, debito pubblico, spread, crisi governo, Unimpresa

MILANO - Oltre 122 miliardi di euro di debito pubblico da rinnovare entro l'anno. Dopo la pausa estiva arrivano a scadenza 74,5 miliardi di Bot, 37,8 miliardi di Btp e 10,6 miliardi di Ctz: titoli che vanno rimborsati e che richiederanno nuove emissioni da parte del Tesoro. Lo rileva il Centro studi Unimpresa che sottolinea come "si tratta di una enorme quantità di denaro per cui una eventuale crisi della maggioranza e una caduta del Governo potrebbero avere ripercussioni pericolose su spread e tassi di interesse".

Il calendario delle scadenze dei titoli in circolazione previsto per l'ultimo quadrimestre del 2013 è intenso. Secondo l'analisi di Unimpresa, basata su dati della Banca d'Italia, a settembre scadono 30,3 miliardi di emissioni. Quasi il doppio rispetto a quelle in agenda per ottobre, quando arrivano a fine corsa 18,4 miliardi di titoli. A novembre, invece, andranno rimborsati 34,4 miliardi, mentre a dicembre si sale fino a 39,6 miliardi. Si tratta, complessivamente, di 74,5 miliardi di Bot, 37,8 miliardi di Btp e 10,6 miliardi di Ctz. Tra settembre e dicembre non sono previste scadenze di Cct.

Secondo il Centro studi di Unimpresa "una piccola parte dei rifinanziamenti in agenda sono già stati 'coperti' dal Tesoro che negli scorsi mesi ha incrementato le emissioni di titoli sfruttando un andamento dei tassi di interesse sostanzialmente favorevole. ll ministero dell'Economia, proprio per questa ragione, aveva annullato, peraltro rispettando una consuetudine, alcune aste in programma tra fine luglio e metà agosto". I titoli vanno comunque "rimborsati ai sottoscrittori - si legge nella nota - e a tale necessità, dunque, verrà fatto fronte laddove possibile con la liquidità precedentemente accumulata grazie alle aste 'extra large'".

"A Parlamento e Governo, e quindi a tutti i partiti", conclude Unimpresa, "chiediamo senso di responsabilità: la stabilità politica è decisiva sui mercati finanziari e una eventuali crisi della maggioranza, adesso, correrebbe il rischio di sprecare i risultati positivi raggiunti finora proprio sul costo delle emissioni: le speranze di ripresa economica verrebbero compromesse" è il commento del presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi.
(26 agosto 2013) © RIPRODUZIONE RISERVATA
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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda roberta » 4 set 2013, 23:47

!
Si accelera sulla scuola-lavoro, la Germania ha bisogno di manodopera a basso costo. Finanziamenti anticipati per l'Italia
Paolo Damanti -

Dopo aver imposto una politica di austerità in tutta Europa, Algela Merkel mette l'acceleratore al cosiddetto "sistema duale", che vedrà connettersi la formazione scolastica con l'avviamento alla professione.
Un processo già avviato dalla Gelmini, che ha avuto un buono scarto durante il Governo Profumo e che troverà la realizzazione piena sotto il Governo Letta.
Così, giorno 14 giugno si è svolto un vertice tra Francia, Germania, Spagna e Italia con lo scopo di affrontare le questioni riguardanti la disoccupazione giovanile e concretizzare un pacchetto di iniziative che coinvolgano anche l'istruzione.
Il vertice giunge dopo una serie di accordi bilaterali tra Germania e gli altri paesi che hanno partecipato al vertice.
Lo scopo? avviare un sistema unitario che preveda una formula mista di formazione scolastica e avviamento professionale.
In questa direzione sono andati i suggerimenti all'Italia sul potenziamento dell'istruzione tecnica e professionale giunti da varie voci e che hanno trovato una prima concretizzazione a Berlino nel mese di dicembre con un accordo tra i diversi paesi europei e firmato per il nostro paese dal sottosegretario Ugolini.
La Germania ha così finanziato, ad esempio, in Portogallo progetti di scuola-apprendistato, stesso in Spagna con la quale è previsto il trasferimento di 5.000 giovani spagnoli da formare ed eventualmente assumere in Germania.
Il 2012 ha visto un aumento di emigrazione verso la Germania dagli altri paesi europei, soprattutto dei cosiddetti Pigs, che a quanto pare sono un fastidio per il colosso solo quando si tratta di tagliare la spesa pubblica arenando l'economia e non quando offrono manodopera a basso costo.
Così dalla Spagna sono giunte nelle fredde terre germaniche 20.000 giovani (il triplo rispetto al 2008), 34.000 dalla Grecia, 11.000 dal Portogallo, e ben 42.000 dall'Italia.
Chiaramente coloro che hanno "competenze tecniche" riescono ad inserirsi meglio nel mondo del lavoro, ma spesso con retribuzioni inferiori rispetto ai tedeschi.
Il problema della lingua viene spesso risolto con corsi organizzati dalle aziende stesse, ma si punta ad un'azione più incisiva, con corsi di tedesco durante le esperienze scuola-lavoro, bisogna pensarci per tempo.
La Germania ha fretta e la Merkel invita i paesi ad avviare queste "riforme" e suggerisce ai giovani, in contemporanea con il pressing di Enrico Letta al vertice di roma sulla disoccupazione europea, a "muoversi": nel senso letterale del termine.
"Bisogna avere maggiore mobilità", afferma, "Per trovare lavoro - dichiarazioni rilasciate alla Bbc - i giovani disoccupati devono muoversi". E paragona questa necessità contingente per molti paesi europei a quanto accadde nell'Europa dell'Est, quando "in molti furono costretti a muoversi verso il Sud del Paese".
Nel frattempo Letta incassa il sì per l'anticipo dei fondi di garanzia dei giovani al 2014-15, per preparare un piano da attivare dal primo di gennaio 2014. Si tratta di 400 milioni, concentrati in due anni, invece di sette. Ma per ottenere i fondi l'Italia dovrà rivedere i sistemi di formazione e transazione dalla scuola al lavoro, dirigerne una parte per finanziare programmi di mobilità in Europa, e spostare la tassazione dal lavoro ai consumi. Germania Gongola.


www.orizzontescuola.it
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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda sandropascucci » 5 ott 2013, 10:18

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Denunciati cinque saggi di Letta
"Hanno truccato i concorsi"
Sotto inchiesta il gotha dei costituzionalisti. Nel mirino dell'inchiesta della Finanza 35 docenti: coinvolti anche i professori della commissione Riforme
di CARLO BONINI e GIULIANO FOSCHINI

Denunciati cinque saggi di Letta "Hanno truccato i concorsi"BARI - È una storia antica quanto i baroni. Ma i nomi e i numeri, stavolta, fanno più rumore. Hanno trafficato in cattedre universitarie, sostengono la Procura e la Finanza di Bari. In almeno sette facoltà di diritto, pilotando concorsi per associati e ordinari.

Denunciati a vario titolo al pm barese Renato Nitti per associazione a delinquere, corruzione, falso, truffa aggravata, trentacinque professori ordinari, cinque dei quali nell'elenco dei 35 saggi scelti da Enrico Letta per accompagnare il progetto di riforma costituzionale. Parliamo di Augusto Barbera (Università di Bologna), Beniamino Caravita di Toritto (La Sapienza di Roma), Giuseppe De Vergottini (Università di Bologna), Carmela Salazar (Università di Reggio Calabria), Lorenza Violini (Università di Milano).

Sono stati tirati in ballo per due concorsi. Quello da ordinario di diritto costituzionale bandito dall'Università Europea di Roma e quello da associato in quel di Macerata. Segnalati nell'indagine anche l'ex Garante per la privacy Francesco Pizzetti e l'ex ministro per le politiche europee Anna Maria Bernini (concorso da ordinario di diritto pubblico comparato dell'Università europea di Roma). De Vergottini trasecola. "Posso serenamente escludere di aver mai pilotato un concorso o aver avuto interesse recente in un mio allievo". Pizzetti si dice altrettanto sereno. "Mai sono intervenuto. Né avrei potuto". Tutt'altro che stupito Caravita di Toritto. "Il professore è estraneo a ogni accusa", dicono gli avvocati Renato Borzone e Nicola Quaranta.
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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda sandropascucci » 31 ott 2013, 10:09

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Fisco: estratto conto ai raggi x, al via la trasmissione dei dati
Yahoo Finanza
Scritto da Davide Mazzocco | Yahoo Finanza – mar 29 ott 2013 13:22 CET

Il 31 ottobre 2013 verrà ricordato come il giorno in cui abbiamo detto addio al segreto bancario. Il controllo automatico delle movimentazioni finanziarie dei correntisti italiani da parte del Fisco, approvato con la manovra Salva Italia, diventerà infatti esecutivo entro il 31 ottobre 2013, data nella quale gli istituti di credito dovranno provvedere alla trasmissione di tutti i rapporti attivi nel 2011. Il processo avrebbe potuto essere attivato prima, ma il Garante della privacy si era opposto sollevando alcune perplessità riguardo all’ inadeguatezza e alle possibili falle nel canale di trasmissione dei dati che avrebbe potuto compromettere la sicurezza della documentazione riservata trasmessa dalle banche al fisco.

L’originario Entratel, ha lasciato il posto al Sid (Sistema di Interscambio) che automatizza le procedure di trasmissione attraverso l’estrazione, la composizione, la compressione e la cifratura dei dati. Il processo di trasmissione dei dati è iniziato lo scorso 24 giugno e dovrà terminare il 31 ottobre per tutti i rapporti riguardanti l’anno solare 2011. La seconda scadenza sarà quella del 31 marzo 2014, data entro la quale andranno comunicati i rapporti attivi nell’anno 2012. Una volta entrata a regime, la trasmissione degli estratti conto dovrà essere inviata entro il 20 aprile dell’anno successivo a quello di riferimento.

Nei computer dell’Agenzia delle Entrate confluiranno tutte, ma proprio tutte le movimentazioni finanziarie: dai depositi titoli ai movimenti delle carte di credito, dagli accessi alle cassette di sicurezza all’acquisto di oro. Questi dati saranno incrociati con quelli delle dichiarazioni dei redditi rendendo finalmente operativo, a pieno regime, il redditometro. Lo screening delle movimentazioni finanziarie permetterà, infatti, di evidenziare eventuali incongruenze fra le movimentazioni bancarie e le dichiarazioni fatte al fisco.
L’obbligo di trasmissione non spetterà solo al singolo contribuente, ma a tutti gli intermediari finanziari: banche, Poste Italiane, società finanziarie di investimento, società di investimento a capitale variabile e società di gestione del risparmio. Nulla dovrebbe (ma il condizionale è d’obbligo vista la piaga italiota delle cartelle pazze) sfuggire al Fisco, dotato di tutti gli strumenti per mettere in atto il New Deal del contrasto all’evasione fiscale.
Ma vediamo, nel dettaglio, i principali rapporti e dati che dovranno essere inviati al Fisco per blocchi di annualità:
1) Conti correnti o conti deposito. Andrà indicato il saldo contabile d'inizio e fine anno e l’importo totale di addebiti e accrediti nel corso dell'anno.
2) Deposito titoli. Verranno segnalati il controvalore dei titoli rilevato contabilmente alla fine dell'anno di riferimento e del precedente, l'importo totale degli acquisti di titoli e fondi e l'importo totale dei disinvestimenti.
3) Carte di credito o di debito. Saranno trasmessi l’utilizzo del plafond di spesa alla fine dell'anno e del precedente, l’importo totale degli acquisti effettuati e l'importo totale delle ricariche o delle carte acquistate, per quanto riguarda le carte ricaricabili.
4) Fondi comuni di investimento. Tre gli elementi che verranno inviati al Fisco: l’ammontare del contratto di gestione, l’importo totale delle sottoscrizioni di quote nell'anno e dei rimborsi.
5) Certificati di deposito e buoni fruttiferi. In questo caso si trasmetteranno il totale degli importi facciali e l’importo totale delle accensioni e delle estinzioni nel corso dell'anno a eccezione di quelle transitate su un deposito titoli).
6) Cassette di sicurezza. Verrà segnalato il numero degli accessi nel corso dell'anno. Un numero eccessivo di aperture potrebbe far suonare il campanello d’allarme dell’Agenzia delle Entrate.
7) Compravendita di oro e metalli preziosi. Per quanto riguarda l’oro si indicherà il valore totale degli acquisti e delle vendite.
8) Operazioni extra-conto. Per tutte le operazioni extra-conto verrà indicato il valore complessivo.



L’infrastruttura informatica Sid funzionerà su di una piattaforma Ftp, in alternativa, con file inferiori ai 20 MB, si potrà utilizzare la posta certificata. Per ragioni di sicurezza gli istituti di credito dovranno conservare i dati per un periodo massimo corrispondente ai termini di decadenza dell’accertamenti, vale a dire fino al 31 dicembre del sesto anno successivo a quello a cui si riferisce la comunicazione.

A tutti gli utenti è comunque consigliato di conservare copie digitali o cartacee degli estratti conto in modo da poter documentare la propria posizione in caso di contestazioni scaturite dal redditometro.
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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda sandropascucci » 4 nov 2013, 12:26

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Il colpo di Stato di banche e governi

I governi europei hanno risposto alla crisi in due modi: camuffandone le cause (attribuite all'eccessivo debito degli Stati anziché ad un sistema bancario fuori controllo) e imboccando la strada dell’autoritarismo emergenziale. Ma qual era il loro obiettivo? Lo spiega l'ultimo libro di Luciano Gallino “Il colpo di stato di banche e governi” (Einaudi), un appassionano grido d'allarme contro l'"attacco alla democrazia" in corso in Europa. Per gentile concessione dell'editore ne anticipiamo un estratto.

di Luciano Gallino

Dal 2010 in poi, e intervenuto nei Paesi dell’Unione europea un paradosso: i milioni di vittime della crisi si sono visti richiedere perentoriamente dai loro governi di pagare i danni che essa ha provocato, dai quali proprio loro sono stati colpiti su larga scala. Il paradosso è una catena che comprende diversi anelli. (...)

Se ci si chiede come una simile paradossale concatenazione di decisioni e di eventi sia stata possibile, vien fatto di pensare sulle prime a una colossale serie di errori commessa dai governi Ue. In effetti bisogna essere piuttosto ottusi in tema di politiche economiche per credere di poter rimediare alla crisi ponendo in essere, nel pieno corso di questa, robusti interventi dagli effetti recessivi affatto certi. Ciò nonostante, sebbene l’ottusità economica di parecchi governanti Ue sia fuor di dubbio, sarebbe far torto ai loro stuoli di consiglieri e funzionari supporre che non siano riusciti a far comprendere a ministri e presidenti del Consiglio e capi di Stato che l’austerità, nella situazione data, era una ricetta suicida dal punto di vista economico, se non anche da quello politico.

In realtà i governanti europei sapevano e sanno benissimo che le loro politiche di austerità stanno generando recessioni di lunga durata. Ma il compito che e stato affidato loro dalla classe dominante, di cui sono una frazione rappresentativa, non e certo quello di risanare l’economia. E piuttosto quello di proseguire con ogni mezzo la redistribuzione del reddito, della ricchezza e del potere politico dal basso verso l’alto in corso da oltre trent’anni. Essa e stata messa in pericolo dal fallimento delle politiche economiche fondate sull’espansione senza limiti del debito e della creazione di denaro privato a opera delle banche, diventato palese con l’esplosione della crisi finanziaria nel 2007.

I cittadini della Ue, al pari di quelli Usa, hanno già sopportato pesanti oneri prima per il processo di espropriazione cui sono stati sottoposti, in seguito per le conseguenze dirette della crisi. I loro governi debbono aver pensato che difficilmente avrebbero sopportato senza opposizione alcuna altri costi sociali e personali, sotto forma di smantellamento dei sistemi di protezione sociale e di peggioramento delle condizioni di lavoro di cui hanno goduto per almeno due generazioni. Però questo è l’ultimo territorio da conquistare per poter proseguire nel drenaggio delle risorse dal basso in alto. Esso è formato dalle migliaia di miliardi spesi ogni anno per i suddetti sistemi – gran parte dei quali, a cominciare dalle pensioni, rappresenta salario differito, non elargizioni da parte dello Stato.

I governi Ue hanno quindi posto in opera, al fine di ottenere che la classe da essi rappresentata possa proseguire senza troppi ostacoli la distribuzione dal basso in alto, due strategie che si sono rivelate negli anni post-2010 assai efficaci.
La prima è consistita, come ricordato sopra, nel camuffare la crisi come se questa volta non avesse origini nel sistema bancario, bensì fosse dovuta al debito eccessivo degli Stati, provocato a loro dire dall’eccessiva spesa sociale. In secondo luogo, nella previsione che tale schema interpretativo non fosse sufficiente per tenere mogi i cittadini, hanno imboccato la strada dell’autoritarismo emergenziale. Cosi come in caso di guerra non si tengono elezioni per stabilire chi e come debba razionare i viveri, di fronte all’emergenza denominata "debito eccessivo dei bilanci pubblici" le misure da intraprendere per sopravvivere sono concepite da ristretti organi centrali: a partire dal Consiglio europeo, formato dai capi di Stato o di governo degli Stati membri. Ai suoi lavori collaborano la Commissione europea (il cui presidente fa parte del Consiglio) e la Bce. Inoltre godono dell’apporto esterno del Fondo monetario internazionale (Fmi). Le misure da prendere sono poi messe a punto dalla Troika costituita da Commissione, Bce e Fmi e inviate ai rispettivi Parlamenti per l’approvazione.

Cosi è avvenuto per molti documenti: il memorandum inviato alla Grecia; il pacchetto di misure – mirate espressamente a smantellare lo stato sociale – chiamato Euro Plus; il cosiddetto "patto fiscale" ovvero Trattato sulla stabilita ecc.; la creazione del Meccanismo europeo di stabilità. Essendo l’approvazione "chiesta dall’Europa", i Parlamenti obbediscono, come è costretto a fare un organo politico in situazione di emergenza. Sono i governi a comandare.

Mediante codesto processo che è guidato a livello Ue da poche dozzine di persone, la democrazia nell’Unione appare in corso di rapido svuotamento. Persino il Trattato della Ue, nel quale il concreto esercizio della democrazia riceve assai meno attenzione del libero mercato e della concorrenza, appare aggirato sotto il profilo legale e costituzionale dai dispositivi autoritari messi in atto di recente dai governi e dalla Troika.

Alle centinaia di milioni di cittadini della Ue, ciò che quel ristretto gruppo decide e presentato come alternativlos, cioè privo di qualsiasi alternativa: pena, minacciano i governi, il crollo dell’euro, dei bilanci sovrani, dell’intera economia europea.
Posti dinanzi a simili minacce, che i media ripropongono ogni giorno a tamburo battente, i cittadini degli Stati cardine della Ue hanno finora subito si può dire a capo chino gli interventi dell’autoritarismo emergenziale dei loro governi e della Troika di Bruxelles, sebbene esso stia assumendo sempre più il profilo di un colpo di Stato a rate.

(31 ottobre 2013)

ovviamente manca totalmente la RAGIONE TECNICA del potere bancario..
ma almeno non spara sui.. boh.. sindacati ?!
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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda sandropascucci » 12 nov 2013, 11:38

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Sel denuncia: "La portaerei Cavour in Africa a vendere armi anche a paesi in guerra"Sel denuncia: "La portaerei Cavour in Africa a vendere armi anche a paesi in guerra"
Interrogazione di Sinistra Ecologia e Libertà sull'imminente missione del gruppo navale in 13 paesi africani e del Golfo Persico. A bordo una fiera, in parte finanziata dallo Stato, per promuovere le "eccellenze italiane", ma il grosso dei prodotti sono per uso militare, inclusi sistemi d'armamento e missili di nuova generazione

11 novembre 2013
ROMA - Una crociera di cinque mesi per presentare i gioielli del Made in Italy, soprattutto in fatto di armamenti ed equipaggiamenti militari, a possibili grandi acquirenti dell'Africa e nel Golfo arabico. E' quanto sostengono sei parlamentari di Sel - Franco Bordo, Arturo Scotto, Donatella Duranti, Michele Piras e Giulio Marcon -, che hanno presentato un'interrogazione parlamentare al governo sulla missione di promozione delle "eccellenze italiane" attuata dal gruppo navale della portaerei Cavour in 13 paesi africani e del Golfo Persico. Il viaggio avrà inizio mercoledì 13 novembre.

"La crociera - scrivono i deputati - prevede un costo complessivo di 20 milioni di euro di cui, pare, 13 coperti dagli sponsor commerciali e 7 a carico dello stato". Secondo i deputati di Sel "la portaerei toccherà 13 paesi africani e 7 del Golfo Persico, ovvero Jedda (Arabia Saudita), Gibuti (Gibuti), Abu Dhabi (E.A.U.), Mina Sulman (Barhein), Kuwait City (Kuwait), Doha (Qatar), Mascate (Oman), Dubai (E.A.U.) e poi Mombasa (Kenya), Antseranana (Madagascar) e via via Maputo (Mozambico), Durban (Sudafrica), Cape Town (Sudafrica), Luanda (Angola), Pointe-Noire (Congo), Lagos (Nigeria), Tema (Ghana), Dakar (Senegal), Casablanca (Marocco) e Algeri (Algeria)".

Il viaggio è chiamato "Sistema paese in movimento" e prevede "l'utilizzo della portaerei Cavour come spazio espositivo itinerante per la mostra dei propri prodotti da parte di alcune aziende italiane tra le quali: la Beretta, gruppo Ferretti, Blackshape, Ferrero, Federlegno Arredo, Elettronica, Intermarine, Mermec Group, Pirelli e Finmeccanica".

Secondo il testo dell'interrogazione, alla fiera navigante "è prevista una preponderante presenza di imprese industriali del settore militare e di produzione di sistemi d'arma con relativo marketing dei propri prodotti, considerato che aziende del gruppo Finmeccanica presenteranno a bordo della Cavour e sul ponte di volo la loro produzione più aggiornata: Agustawestland (elicotteri nh90 e aw101), Oto Melara (sistema d'arma 127/64 lw vulcano e relativa famiglia di calibri, strales evoluzione dei cannoni navali da 76 mm, munizione guidata dart), Selex es (fornitore e integratore di sistemi radar e di combattimento tra cui i sistemi imbarcati sulle fregate Fremm, una delle quali partecipa alla campagna), Wass (siluro pesante black shark, siluro leggero a244/s mod. 3, Contromisure e sonar), telespazio (comunicazioni integrate e geoinformazione), mbda (missili aspide 2000, aster 15 e 30, marte mk2/s e teseo/otomat)".
Sel denuncia: "La portaerei Cavour in Africa a vendere armi anche a paesi in guerra"
"Saranno presentati in tale occasione anche i sistemi d'arma missilistici che compongono il weapon package dell'eurofighter, come il Marte er (extended range), lo Storm shadow, il Meteor e il Brimston dm (dual mode)".

Nell'interrogazione, i parlamentari di Sel rilevano, tra l'altro, come "alcuni dei paesi toccati dalla crociera del gruppo navale Cavour sono senza una democrazia parlamentare o caratterizzati da regimi autoritari, e in alcuni di questi sono in corso conflitti armati".

Sel chiede dunque al governo "se ritenga idoneo l'utilizzo di un gruppo navale della nostra flotta militare per scopi di natura commerciale, relativamente a prodotti di natura bellica; se il governo, in una fase come questa caratterizzata da considerevoli tagli alla spesa pubblica, ritenga corretta la scelta di utilizzare ingenti risorse del bilancio dello stato per un'iniziativa con tali caratteristiche; se si consideri legittima e opportuna la scelta di andare a vendere armamenti a paesi governati da regimi non democratici e/o con conflitti interni in corso, utilizzando peraltro strutture dello stato italiano; se il governo sia stato preventivamente messo a conoscenza di tale iniziativa e se abbia dato il suo assenso; se i ministri, per quanto di competenza, non ritengano di dover intervenire immediatamente per la cancellazione di questa crociera".
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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda ivanopino » 15 nov 2013, 22:53

il nome della nave pare appropriato ai nobili intenti...E IO PAGO :x
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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda Luca Mencaroni » 15 dic 2013, 0:24

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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda roberta » 6 feb 2014, 11:53

Quì almeno cercano di fare un po' di conti...

http://qn.quotidiano.net/primo_piano/20 ... iana.shtml
benvenuti roberta, firenze

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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda sandropascucci » 7 feb 2014, 10:20

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Zecca clandestina, 3 mln banconote false
Due arresti, falsificati anche abbonamenti Napoli calcio
07 febbraio, 06:50

Zecca clandestina, 3 mln banconote false (ANSA) - ROMA, 7 FEB - Finanzieri del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria di Roma e Napoli hanno scoperto a Torre Annunziata (Napoli), nel retrobottega di un negozio di alimentari, un laboratorio clandestino per la stampa di banconote false. Due persone sono state arrestate. Il materiale in corso di stampa al momento dell'irruzione dei finanzieri avrebbe consentito, secondo le Fiamme Gialle, lo spaccio di tre milioni di euro falsi. Sequestrati anche falsi tesserini di polizia e abbonamenti falsi del calcio Napoli.


il popolino che legge:

- passi(no) le banconote false, passi(no) i distintivi da poliziotti MA CRISTO LE TESSERE DEL NAPOLI NO!!!111!!!111!!!

urge gruppo faisbuk per petizione globale contro quest iabbbbbusi!
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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda mr.spyder » 7 feb 2014, 18:21

roberta ha scritto:Quì almeno cercano di fare un po' di conti...

http://qn.quotidiano.net/primo_piano/20 ... iana.shtml


ma li fanno male:

Ma perché, se paghiamo così tante tasse, abbiamo un debito pubblico record e servizi così scadenti? «È il mistero di questo Paese, neppure un premio Nobel dell’economia riuscirebbe a rispondere». Ma forse basterebbe leggere nelle pieghe della spesa pubblica per avere una risposta...


forse,o forse no!
sicuramente basterebbe studiare la moneta debito per scoprire che le tasse non servono per fornire i servizi,ma per ripagare debito+interessi inestinguibili.
Antonio Prezia, detto spyder... anche se non è importante chi sei,ma cosa vuoi fare per cambiare il mondo.

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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda roberta » 17 mag 2014, 9:37

!
Entra in vigore la Delibera AgCom, istruzioni per l’uso

La Delibera AgCom è il nuovo regolamento per la tutela della proprietà intellettuale online. L’Autorità ha siglato la convenzione operativa con la Fondazione Bordoni per la gestione informatica. Braccio di ferro in tribunale con le associazioni di settore
Il 31 marzo 2014 di Mirella Castigli


Da oggi è in vigore la Delibera AgCom, l’enforcement sul copyright voluto dall’Authority per le comunicazioni, nonostante le forti perplessità della Commissione europea e di tanti altri player del settore. L’Autorità ha siglato la convenzione operativa con la Fondazione Bordoni che si occupera per 600 mila euro della gestione informatica, a partire dall’interdizione dell’accesso ai siti pirata.
Istruzioni per l’uso: che cosa devono sapere gli utenti online

Chi è titolare del diritto d’autore potrà aprire una procedura per ottenere il sequestro di un sito accusato di violazione di copyright. Secondo l’AgCom, l’enforcement mette nel mirino le violazioni di massa e non vuole penalizzare gli utenti finali.

Secondo l’authority presieduta dal presidente Angelo Marcello Cardani, il regolamento per la tutela del diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica “tiene conto delle osservazioni emerse nel corso di un’ampia consultazione dei soggetti interessati e nell’ambito di una proficua interlocuzione con la Commissione europea“. In effetti le modifiche richieste provenienti da Bruxelles sono scarse ma vanno al cuore del provvedimento: da cambiare è il taglio del “notice and take down”; inoltre è troppo fumosa la distinzione fra siti italiani e stranieri.

Inoltre l’AgCom “ha ritenuto proprio dovere contribuire all’azione di contrasto svolta dai pubblici poteri nei confronti della pirateria digitale. Il provvedimento assegna pertanto carattere prioritario alla lotta contro le violazioni massive e non riguarda gli utenti finali, per cui non incide in alcun modo sulla libertà della rete”, continua la nota.

Il regolamento promette “pieno rispetto del principio del contraddittorio. Per avviarlo, è richiesta la presentazione di un’istanza da parte del titolare del diritto. Pertanto, l’Autorità non agirà d’ufficio, il che esclude che i provider siano chiamati a svolgere un’attività di monitoraggio della rete“. Ma qui i provider dissentono: gli ISP temono che la Delibera non sia affatto chiara su questo punto controverso.

Infine l’Agcom dichiara di essere intervenuta con un provvedimento di enforcement del copyright perché afferma che “la lotta alla pirateria non possa limitarsi all’opera di contrasto, ma debba essere accompagnata da una serie di azioni positive volte a creare una cultura della legalità nella fruizione dei contenuti. In questo senso potrà operare l’apposito Comitato tecnico, formato da rappresentanti di tutti gli stakeholder e delle istituzioni interessate, con il compito di favorire forme di autoregolamentazione finalizzate all’educazione degli utenti e alla promozione dell’offerta legale“.

Sia chiaro: il problema della pirateria e della contraffazione, denunciato da Confindustria Cultura da anni, insieme a FIMI, esiste. Tuttavia, la pirateria digitale è cresciuta a livelli abnormi a causa dell’assenza di business model adeguati nell’era digitale e della mancanza di un’offerta all’altezza di altri Paesi evoluti. A spingere la domanda a finire nelle fauci della pirateria, era stata la cronica arretratezza italiana, dal punto di vista dell’offerta. Ma, secondo i dati di mercato raccolti da Deloitte per FIMI, il 2013 ha registrato per la prima volta il segno positivo, con un 2% di crescita, dopo undici anni di calo. E l’arrivo dello streaming ha ampliato l’offerta legale, in maniera considerevole.
Le critiche alla Delibera AgCom

Partiamo dal metodo: l’AgCom è un authority indipendente che pretende di regolamentare in via amministrativa reati ed illeciti previsti dai codici civili e penali, bypassando il Parlamento italiano, a cui spetta il compito di legiferare.

Entriamo nel merito. Si parla di contenuti pubblicati o meno a scopo di lucro: ma l’intenzione di guadagnarci, con un contenuto piratato, non è affatto obbligatoria ma si limita ad essere aggravante, per l’avvio della procedura.

E, secondo l’avvocato Fulvio Scorza un utente deve “spendere 4000 euro per difendersi al Tar” se inibiscono l’accesso al suo sito. Una spesa non certo alla portata di tutti, visto che l’utilizzo del termine “opera digitale” è quanto mai vago e potrebbe comprendere l’intera Rete.

L’AgCom chiede la segnalazione all’autorità giudiziaria e il sanzionamento dei provider che non applicheranno la rimozione dei contenuti protetti dal copyright senza autorizzazione, con multe fino a 250mila euro.

I 600 mila euro destinata alla Fondazione Bordoni sono frutto del finanziamento obbligatorio delle imprese di telecomunicazioni, il che crea un “cortocircuito”, visto che sono le imprese Tlc che potrebbero essere colpite dal provvedimento in quanto fornitori di connettività e servizi Internet a privati ed aziende. Inoltre la procedura informatica che raccoglie le segnalazioni e traccia il comportamento dei siti incriminati, se automatizzata, può portare all’inibizione anche di contenuti legittimi (come già successo in passato, a partire dai 46 siti sequestrati nelle scorse settimane).

Con le associazioni di settore, il braccio di ferro si sposta in tribunale. E i player sono pronti ad arrivare alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea e perfino alla Corte Europea dei diritti dell’uomo. Perché se l’Agcom indossa il “cappello di cyber-sceriffo”, senza alcuna delega nella legge, analoghi regolamenti di enforcement potrebbero essere replicati in tema di cybercrime, cyberbullismo, hatespeech online, diffamazione.

Le associazioni Anso (Associazione nazionale stampa online), Femi (Federazione Media digitali indipendenti) e Open Media Coalition lo hanno impugnato davanti al TAR, mentre in Parlamento giacciono due proposte di legge sul diritto d’autore, di due diversi schieramenti (M5S e Pd), per discutere il nodo della competenza dell’Agcom.

Già ha espresso critiche la stessa Commissione europea: i poteri di vigilanza e di ispezione sui contenuti che violano il diritto d’autore online attribuiti all’AgCom tramite la direttiva sull’enforcement del copyright potrebbero non essere compatibili con il diritto comunitario, e in particolare potrebbero entrare in conflitto con la direttiva sul commercio online e con la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea.

Hanno manifestato forti dubbi anche esponenti delle istituzioni come il presidente della Camera Laura Boldrini, l’ex ministro degli Esteri Emma Bonino, le associazione consumatori, ma anche Frank La Rue (ONU) e le Associazioni dei diritti civili. Marco Pierani di Altroconsumo ha definito il testo “gravemente lesivo dei diritti civili niente a favore della promozione del mercato legale, solo ottuso enforcement“.

Perfino Wind, preoccupata per gli oneri per richiesta di blocco ai provider, avrebbe impugnato il regolamento. I player contro l’AgCom sono disposti ad arrivare alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea e perfino alla Corte Europea dei diritti dell’uomo.


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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda Luca Mencaroni » 13 ago 2014, 15:50

::
Faccia a faccia Renzi-Draghi in Umbria
Del tutto inaspettato, un fuori programma. Il blitz di Matteo Renzi, martedì mattina, a Città della Pieve, nasconde un incontro col presidente della Bce Mario Draghi, nella casa di campagna del governatore.
Oggetto della conversazione? Possiamo solo immaginarlo: il duro richiamo del presidente della Bce, una settimana fa, al governo italiano e agli altri ritardatari dell'Eurozona, sull'urgenza, improcrastinabile, di varare riforme strutturali che rimettano in piedi il Paese.
Difficile, altrimenti, giustificare l'atterraggio, alle nove di ieri mattina, di un elicottero della presidenza del consiglio dei ministri, con a bordo il premier Matteo Renzi, sul campo di calcio di Po' Bandino, frazione pievese a pochi chilometri da Chiusi. Ad attenderlo, sul prato dell'impianto sportivo, le forze dell'ordine in borghese e due auto blu, dove sono saliti il presidente e gli uomini della scorta.
Impegno segretissimo, tanto da non essere segnalato neppure nell'agenda pubblica del premier. Lunedì pomeriggio a Città della Pieve è arrivata semplicemente una telefonata in cui si chiedeva di trovare un terreno per l'atterraggio di un velivolo.
“Sgomberare l’impianto per una esercitazione militare” hanno spiegato al custode del campo sportivo che si è visto costretto ad annullare gli impegni presi dal gestore del campo con la Nuova Società Polisportiva Chiusi che in questo periodo estivo svolge due sedute d’allenamento, mattutina e pomeridiana, proprio sul campo di Po' Bandino. Il velivolo, con la scritta Repubblica Italiana ben visibile e la coccarda tricolore stampigliata sulla fusoliera, è rimasto sul prato per due ore e mezza, per poi ripartire intorno alle undici e trenta, ora in cui è stato nuovamente avvistato il presidente del consiglio Matteo Renzi che risaliva sull'elicottero, diretto probabilmente verso Roma. Sull’intera vicenda, su questa inaspettata visita a Città della Pieve del presidente del consiglio Matteo Renzi permane il riserbo più stretto.

Fonte: http://corrieredellumbria.corr.it/news/ ... hi-in.html
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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda sandropascucci » 17 ago 2014, 21:54

chiamato a rapporto..
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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda Huro Chan » 21 gen 2015, 20:18

::
Renzi da Davos conferma che suo sarà governo delle banche
Stampa Invia Commenta (12) di: WSI | Pubblicato il 21 gennaio 2015| Ora 11:25
"Banche centrali per l'economia", ma non in Italia. Ora si cambia. Si avvicineranno ai mercati internazionali. "Cogliete l'attimo per investire da noi".
Renzi arriva a Davos, in Svizzera. Per il premier è prevista una girandola di bilaterali con banche e imprese. Copyright @ Ansa.
Ingrandisci la foto

Renzi arriva a Davos, in Svizzera. Per il premier è prevista una girandola di bilaterali con banche e imprese. Copyright @ Ansa.

DAVOS (WSI) - "Le banche sono centrali per un'economia, ma l'Italia non si concentra sulle banche". Lo ha dichiarato il premier Matteo Renzi dal World Economic Forum di Davos, in una intervista di Julia Chatterley trasmessa su Class-Cnbc.

Sulla Bce il primo ministro ha detto che rispetta l'indipendenza dell'istituto ma "è tempo di investire in una diversa idea di Unione Europea". Con le giuste leadership e politiche es, l'Europa può essere un posto che dà al mondo un messaggio di innovazione nell'economia e nella cultura delle idee".

Citando l'inflazionata locuzione latina 'carpe diem', Renzi ha detto che il miglior momento per l'Italia non è ieri, bensì domani.

Il decreto di emergenza sulle banche appena approvato, che aumenterà la concorrenza e faciliterrà le operazioni di takeover e consolidamento nel settore bancario, si basa sul presupposto "che finalmente se investi in Italia non ti devi più preoccupare dei giudici o del fisco; ora si può investire". In Italia, ha proseguito Renzi, "purtroppo abbiamo perso l'opportunità di realizzare una riforma bancaria tre anni fa".

Per effetto della riforma, dieci Popolari diventeranno Spa. "Abbiamo deciso in Consiglio dei Ministri di cancellare le regole che riguardano le banche popolari. In Italia c'è questo sistema delle banche che è molto vicino ai mercati internazionali. Ora per legge 10 di esse saranno costrette a diventare delle Spa. In questo modo potranno essere più vicine ai mercati internazionali", prosegue il premier che definisce la riforma "un cambio radicale al nostro sistema tradizionale".

"Quando la crisi ha mostrato i primi segnali", ha spiegato il premier, "tanti Paesi, come per esempio la Germania, la Spagna e l'Inghilterra, hanno deciso di cambiare sistema bancario del loro Paese. Berlusconi, Monti ed Enrico Letta non lo hanno fatto, e io rispetto la loro decisione, ma in un sistema sano e positivo la prima scelta da fare in termini di riforme è quella bancaria".

Renzi ha chiosato ricordando che "io vengo da Firenze, la mia città è diventata una città incredibile non per la qualità degli artisti ma per la presenza del sistema bancario, che ha creato le basi per la cultura, per l'arte, per lo sviluppo di queste attività. Le banche sono assolutamente centrali per un'economia".

C'è tanto business nella girandola di incontri che il premier Matteo Renzi avrà al forum di Davos a margine del suo intervento pubblico delle 11.30. Fittissima l'agenda del premier che questa mattina vedrà il ceo di Bank of America, Brian Moynihan, il ceo di Royal Dutch Shell Ben Van Beurden, il ceo di At&t Randall Stephenson, il ceo di Ubs Sergio Ermotti e il chair dell'azienda farmaceutica Merck, Karl Ludwig Kley. Dopo il suo speech alla sessione plenaria dedicata alle leadership del cambiamento e introdotta da Klaus Schwab, Renzi nel primo pomeriggio avrà un incontro con Lakshmi Mittal e con il Coo di Facebook Sheryl Sandberg.

Renzi nel pomeriggio prima di lasciare la località svizzera, vedrà anche il presidente e Ceo di Goldman Sachs, Lloyd Blankfein, mentre a margine dei bilaterali Renzi si è intrattenuto per un caloroso e rapido scambio di battute con l'ex premier britannico Gordon Brown che gli ha sottolineato come nei confronti del premier italiano ci siano grandi attese.

Prevista poi la partecipazione al Business Interaction Group in Italy con imprenditori stranieri ed italiani (tra questi ultimi, Marcegaglia, Illy, Alessandri, Colao, Messina, Starace e Merloni) all'International Media Council che vedrà riuniti editori da tutto il mondo. E, prima di lasciare Davos, Renzi incontrerà, con il presidente del Coni Malagò, il presidente del Cio Thomas Bach in un vertice in cui si parlerà della candidatura italiana alle Olimpiadi del 2024.

(DaC)


Fonte: Wall Street Italia
http://www.wallstreetitalia.com/article ... he+suo+sarà+governo+delle+banche
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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda Francesco Fata » 22 gen 2015, 12:28

Come vedete, si sta puntando sempre più alla concentrazione bancaria.
Una banca popolare (con voto capitario cioè un voto per ogni socio anche se egli possiede il 90% del capitale) diventando Spa cambia anche il tipo di diritto di voto e quindi di comando all'interno della società stessa. Da ora in poi sarà più facile per i grossi gruppi bancari acquisire le piccole banche popolari e quindi avvicinarsi alla "concentrazione bancaria" detta prima (il famoso discorso della banca unica.
E' importante capire questo perchè più le banche si "concentrano" (dove per concentrazione non voglio dire "sforzo mentale" sia chiaro!) più per loro è facile creare denaro elettronico dal nulla senza ricorso ai rifinanziamenti della banca centrale.
Così...l'ho detto...giusto per un ripassino!
Voglio troppo bene al popolo per pensare di votare gente che vuole particolarmente bene a se stessa.
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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda sandropascucci » 22 gen 2015, 13:13

..infatti uno dei punti forti di Gesell (e di tal Felix Martin - vedi zona Libri) è la COMPENSAZIONE prima manipolazione bancaria, che "fregava" pure il Re!!
ecco perché il signoraggio "tecnico" (S=Vleg-Vint) lo hanno lasciato al Re/Stato per tanti secoli (ancora oggi con le monetine).
Se ci fossero 1000 conti correnti in un paese di 1000 abitanti.. a che servirebbe la BC? tutti potrebbero emettere assegni l'un l'altro senza necessità di "moneta legale" (né riserva né contante).
Tutti i conti, i dare e avere, sarebbero COMPENSATI in seno della (unica) banca paesana.


ps: 'sto Felix parrebbe un compare di Soros.. brr..
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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda Francesco Fata » 22 gen 2015, 16:28

Mi chiedo:
quanti hanno capito in questi anni (e quanti capiranno nei prossimi) queste poche righe degli ultimi due post?
E' avvilente continuare a vedere nei blog gente che si scanna perchè il signoraggio della banca centrale non esiste perchè "esso" ritorna tutto allo Stato e bla bla bla...
Quando si arriverà alla banca unica che digiterà dal nulla denaro elettronico senza bisogno di alcuna banca centrale perchè quel denaro digitato e prestato tornerà dentro un suo conto corrente fungendo da deposito per quel prestito fatto prima (e non avendo quindi bisogno di alcun prestito dalla b.c.)chissà se quella gente ancorà si scannerà sul signoraggio della banca centrale? Io sono sicuro che ancora si scannerà!
E' come fissare terrorizzati uno stuzzicadenti che ti sta cadendo in testa e non accorgerti di una trave che da dietro ti si sta piantando nel culo.
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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda Huro Chan » 22 gen 2015, 16:35

Francesco Fata ha scritto:E' come fissare terrorizzati uno stuzzicadenti che ti sta cadendo in testa e non accorgerti di una trave che da dietro ti si sta piantando nel culo.


Questa rischia di diventare la mia prossima firma.
Arturo Tobia - Berlino

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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda sandropascucci » 29 lug 2016, 8:49

da: http://www.avvocatoinfamiglia.com/larroganza-bancaria/
>
>
Difendiamoci dall’arroganza bancaria

Colpisce la “serena arroganza” con la quale il rappresentante dell’ABI ha espresso questo concetto come se fosse la cosa più normale del mondo. Mi è sembrato, da vicino, che fosse quasi sinceramente stupito di come si potesse dissentire dal suo ragionamento. “ Lo scopo delle banche è fare soldi. Non sono una società pubbliche. Se non ci guadagnano abbastanza, perché farlo? Se si possono fare più soldi in altra maniera, perché non farlo? Sembra tutto così ovvio e scontato.”

Quando sentite parlare di signoraggio bancario non restate insensibili, informatevi.

Questo è lo spirito con cui dovete raffrontarvi con lo sportello bancario. Spirito di attenzione e controllo e verifica . Ogni affermazione del direttore , vice direttore, gestore, sportellista , cassiere, richiedetela in forma scritta se non condivisa. Vi siete mai domandati perché sono rarissime le comunicazioni scritte della filiale ? Perchè spesso sono in contrasto con le leggi Italiane .

Da oggi, per difendervi dall’arroganza bancaria è sufficiente che rispondiate con la più disarmante delle risposte :

Spett.le banca, mandami una mail / comunicazione scritta in cui chiarisci quanto mi stai chiedendo di fare. Credetemi, da buon ex bancario, difficilmente vi scriveranno di rientrare sul conto corrente, oppure che vi porteranno via la casa, oppure che la polizza assicurativa è obbligatoria, che perderete tutto se non pagate il prestito , che la banca non commettere reato di usura. Richiedendo la forma scritta attuerete la prima forma di difesa. Non contrastare l’arroganza bancaria equivale ad esserne complici.

Bene, ora ogni comunicazione scritta avrà valore pertanto scopriremo che tutto parte dalla sede e non dalla filiale. A questo punto abbiamo la possibilità di non trattare con il direttore della filiale , che spesso sorridendoci, tutela solo ed esclusivamente la banca.

Come più volte ho scritto dovrebbe essere possibile utilizzare un sistema finanziario che sia al servizio dell’economia e non un ostacolo alla stessa.

E’ necessario però un cambiamento radicale che parta dal concetto stesso di denaro.
Fino a quando l’unico vero obiettivo sarà quello di continuare ad accumulare denaro, continueremo ad avere paradossi come i fondi pubblici stanziati per l’acquisto della prima casa alle giovani coppie che non sono utilizzati perché le banche “non ci guadagnano abbastanza”.

Se per colpa del signoraggio bancario il denaro lo possono stampare solo le banche e se oggi i banchieri si comportano da spavaldi di fronte a leggi quali l’usura ed altri reati quotidianamente rilevabili dalla magistratura e dai giornali forse è giunto il tempo che la sovranità monetaria ritorni al popolo.

Il denaro, se fosse stampato dal governo, non genererebbe debito pubblico, quindi meno tasse per i cittadini. Banalmente ogni qualvolta servisse denaro pubblico, basterebbe una semplice maggior stampa di denaro .

Insomma pare che sia arrivata l’ora di studiare e condividere prima che sia troppo tardi .

Una parola ai miei ex colleghi di banca:

“Ricordate sempre che i correntisti, i mutuatari, gli investitori sono anche esseri umani , uguali a voi, con una famiglia come la vostra .
Rifiutate le regole interne ogni qualvolta la direzione ve lo impone se ritenete siano palesi abusi.
La responsabilità di sparare su gente inerme ricade sempre su chi preme il grilletto, non solo su chi ha dato l’ordine.
Prima che bancari siete esseri umani , indipendentemente dalla religione professata , non permettete all’arroganza bancaria di impossessarsi del vostro libero arbitrio.
Rifiutate le circolari interne se in contrasto con il bene dei cittadini e delle leggi , rifiutate i trucchi per aumentare le garanzie della banca, rifiutate i trucchi per eseguire illeciti addebiti sui conti correnti, rifiutate di essere complici di un sistema bancario non più condivisibile”.

Difendetevi con il sapere e se non sapete come fare unitevi a noi dell’Associazione Avvocato in Famiglia.

Il sapere li spaventa , il sapere ci difende.

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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda mr.spyder » 26 nov 2016, 8:37

!
“La prossima crisi? Arriverà dalle banche italiane”
L’ispiratore de “La grande scommessa”, il finanziere di Wall Street Steve Eisman vede nero sull’Europa. E punta il dito sui crediti deteriorati in pancia ai nostri istituti. “Se fossero valutati correttamente il loro capitale sarebbe spazzato via”
ANSA

Pubblicato il 19/11/2016
Ultima modifica il 19/11/2016 alle ore 20:35
FRANCESCO SPINI
MILANO
Era tra i pochi, nel 2007, ad aver previsto tutto. Steve Eisman aveva intuito che i mutui «subprime» - i prestiti concessi con scarse garanzie e poi «impacchettati» in rischiosi prodotti finanziari - avrebbero incrinato l’economia americana e quindi affossato Wall Street. Così non solo era rimasto al riparo dagli effetti nefasti della grande crisi, ma aveva scommesso contro le banche che si erano riempite di tali nefandezze che le agenzie di rating, comunque, classificavano come sicurissime: tripla A, il massimo della valutazione.

Guadagnò una fortuna al punto che la sua storia fu ispirazione per un libro e un successivo film premio Oscar dal titolo «La grande scommessa», traduzione italiana per «The big short», il grande scoperto, letteralmente. Ora ci risiamo. In un articolo apparso su «The Guardian», Eisman torna alla carica. Ma questa volta nel mirino mette il Vecchio Continente.

«L’Europa è fregata. Voi siete ancora fregati», avverte il finanziere. E la colpa, spiega, è delle banche italiane che sono imbottite non già di «Cdo», come le americane ai tempi della grande crisi, ma di crediti deteriorati, i cosiddetti Npl («Non performing loans»), frutto di finanziamenti concessi dalle banche a famiglie e imprese finite male. Il punto, secondo il gestore di Wall Street, è che le banche non li hanno svalutati del tutto ma oggi li tengono in bilancio con un valore che si aggira tra il 45 e il 50% del valore all’origine.

Peccato, nota Eisman, che nessuno li valuti tanto, ma si arriva al 20% quando ci sono le offerte di acquisto da parte di società specializzate nella gestione di tali strumenti: in pratica è quanto contano di recuperare. Quindi, prosegue il ragionamento della volpe di Wall Street, se le banche dovessero riconoscere il vero valore ai crediti deteriorati che hanno in pancia, il loro capitale sarebbe spazzato via e gli istituti si ritroverebbero «insolventi» nel giro di un niente. Di qui la nuova scommessa di Eisman. La speranza è che, questa volta, a vincere non sia ancora lui.


http://www.lastampa.it/2016/11/19/econo ... agina.html
Antonio Prezia, detto spyder... anche se non è importante chi sei,ma cosa vuoi fare per cambiare il mondo.

roberta
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Re: [Italia] tira un'arietta..

Messaggioda roberta » 30 mag 2018, 23:15

!
Guerra fra Roma e Bruxelles: l’Europa trattiene il fronte anti euro
. Per ora ECONOMIA, NEWSmercoledì, 30, maggio, 2018

di Steve Keen

Spingendo un veto presidenziale sul nuovo governo di Roma, Bruxelles potrebbe aver assicurato lo status dell’euro in Italia, per ora. Tuttavia, potrebbe rivelarsi solo uno stadio dell’operazione.
Mentre scrivo, una crisi costituzionale è esplosa in Italia, dopo che il suo Presidente – che normalmente svolge solamente un ruolo cerimoniale – si è rifiutato di permettere che la nuova coalizione di governo nominasse Paolo Savona come ministro dell’Economia.
Superficialmente, questa è una decisione ridicola: Savona è un distinto economista 81-enne che ha lavorato alla Banca Centrale e al Tesoro, creato il primo modello dell’economia italiana, e – fra gli altri numerosi onori – fu ministro in un precedente governo italiano nel 1993-94. E’ stata la sua età il problema?
No. Il problema del Presidente Sergio Mattarella con Savona è che egli è un critico dell’euro. E l’ostruzionismo di Mattarella è un problema per la coalizione di governo dell’autodefinito anti-establishment Movimento Cinque Stelle (fondato dal comico satirico e attivista Beppe Grillo ) e la inizialmente secessionista, ora federalista, Lega, siccome l’unica cosa che hanno in comune fra loro è l’opposizione all’euro e alle politiche di austerità che sono giunte con esso dopo la crisi del 2008.
Nel primo round di quella che sarà una lunga battaglia, l’incaricato primo ministro Giuseppe Conte ha dato le dimissioni, il leader del Movimento Cinque Stelle ha proposto la messa in stato di accusa del Presidente della Repubblica; e il Presidente ha invitato un ex direttore del Fondo Monetario Internazionale, Carlo Cottarelli, a formare un governo.
Questo conflitto non finirà con la nomina a primo ministro di Carlo Cottarelli. Egli si è guadagnato l’appellativo di “Mister Forbici” quando fu messo in carica della revisione della spesa pubblica da un precedente governo di breve durata nel 2013. Egli è un forte critico delle proposte fatte dal Movimento Cinque Stelle e dalla Lega, ma questi partiti possiedono la maggior parte dei seggi alle camere. Quasi certamente non gli accorderanno la fiducia.
L’esito a breve termine più probabile è che si andrà a nuove elezioni – tre mesi dopo il voto che fece diventare il Movimento Cinque Stelle il più grande partito politico in Italia.

Le prime mosse

La prima battaglia nella guerra fra Bruxelles e Roma è dunque stata vinta da Bruxelles: ho pochi dubbi sul fatto che Mattarella sia stato forzato duramente dalle figure europee per bloccare Savona, poichè egli è capace di sviluppare la vera arma che il Movimento Cinque Stelle e la Lega possano portare contro l’euro – i “mini-BOT”. Chiamati così riferendosi ai Buoni Ordinari del Tesoro, che sono dei titoli pubblici a breve termine, i mini-bot sarebbero dei titoli pubblici di piccolo taglio, fra 1 e 500 euro, che sarebbero consegnati alle aziende e alle famiglie che sono in credito fiscale con il settore pubblico. Questi, in cambio, sarebbero accettati per il pagamento delle imposte, comprare i biglietti del treno, pagare il rifornimento di benzina nelle stazioni di servizio controllate dal governo, e così via.
Questo elude il monopolio dell’euro come mezzo legale liberatorio dei pagamenti, poichè un venditore non sarebbe costretto ad accettarli come mezzo di pagamento in uno scambio. Ma potrebbero essere accettati, magari con un valore scontato rispetto al valore nominale, e pertanto diventando un mezzo alternativo ai pagamenti in euro.
Questa è un’arma che la Grecia preparò, ma non usò mai, perchè Yanis Varoufakis, in quello che descrive in “Adults in the Room” come “Mea Maxima Culpa” decidendo di lasciare la decisione ad Alexis Tsipras. Tsipras esitò, e il risultato fu la tragedia greca.
Un mezzo alternativo di pagamento è un’arma ancora più potente nelle mani italiane di quanto lo sarebbe stata in quelle greche. L’economia italiana è grande 6 volte quella greca, e il salario medio è circa il doppio (nonostante il reddito pro capite è caduto pesantemente dopo la crisi globale finanziaria); la sua economia, in particolare nel nord, è una centrale industriale, e il suo clima permette un ampio numero di produzioni agricole. Molto più di ciò che serve comprare agli italiani può essere acquistato da altri italiani di quanto non fosse possibile per i greci (l’unica eccezione categorica è il petrolio). Il mini-bot potrebbe davvero liberare l’Italia dalle catene dell’euro....
benvenuti roberta, firenze


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