20. Denunciare le banche commerciali

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• in soldoni: le vere bufale che girano in Rete riguardo alla «Bufala del signoraggio»©, ovvero come IGB disinforma tramite giornalisti, giornalai, blogghettini-ini-ini TUTTI insieme appassionatamente intenti al «..E ABBIAMO DIMOSTRATO CHE IL SIGNORAGGIO NON ESISTE/E' UNA BUFALA..»®
• della serie: ridere per restare sani. perché senza negazionisti del signoraggio.. ammettiamolo.. di che ca.zo ridevamo ora noandri?! :)
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20. Denunciare le banche commerciali

Messaggioda sandropascucci » 11 giu 2016, 10:59

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Re: 20. Denunciare le banche commerciali

Messaggioda sandropascucci » 11 giu 2016, 11:02

da: http://www.lettera43.it/firme/creare-de ... 5249169.ht

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LO SPORTELLO

Creare denaro dal nulla? È reato e va perseguito

Si tratta di una pratica vietata, ma le banche sanno nasconderla. Chi la paga siamo noi.
di Vincenzo Imperatore | 10 Giugno 2016

Ho sempre avuto qualche diffidenza nello scrivere sul tema della creazione della moneta bancaria perché sono convinto che le rivoluzioni e i cambiamenti partano dal basso e temi del genere, troppo complessi, non interessino la massa dei cittadini vessati e truffati.
Fino a quando non incontro Giuseppe Quarta, ispettore capo della polizia di Stato.
Ma il paradosso risiede nella sceneggiatura, non nell'attore.

IL NODO DELLA CONTABILITÀ. Non meravigliamoci del fatto che la denuncia della ennesima situazione di illegalità sia partita da un ispettore capo della polizia (libero dal servizio e non nell’esercizio delle sue funzioni), ma piuttosto sorprendiamoci di fronte allo studio che ha permesso a Quarta di mettere in luce alcuni (altri) aspetti bui dell’attività bancaria.

Aspetti che delineano situazioni, secondo lui, di illegalità ben nascosti dalla stessa contabilità legittimata dagli organi di Vigilanza e dalla Banca d’Italia.

La premessa sta nella subdola 'confusione' creata ad hoc dalla Casta bancaria, che continua a considerare le circolari di Bankitalia come norma dello Stato legittimando gli istituti di credito a fare cose che non potrebbero e accecare chi con loro si interfaccia.
La legge deve essere progettata e scritta da un organo legislatore, e Bankitalia non lo è.

LA DENUNCIA DI QUARTA. La denuncia è frutto di studi interdisciplinari che vedono al centro del caso il famoso studio di Werner, stimato docente dell’Università di Southampton, titolato Banking and Law: The Lawfulness of Banking (2016), con cui Quarta ancora collabora per portare a termine il nobile progetto di continuare a svelare i piccoli trucchetti di cui le banche si servono per eludere la legge.

Secondo Quarta, «se il processo è lo strumento con il quale si accertano le responsabilità individuali [...] allora la magistratura ha l’obbligo istituzionale di perseguire i responsabili del degrado bancario». E Giuseppe ha denunciato il caso alla procura del suo distretto.
Il caso di denuncia è forse più complicato a scriversi che a capirsi.

L'unica banca che può stampare moneta è la Bce

Il presidente della Bce Mario Draghi.
(© Ansa) Il presidente della Bce Mario Draghi.

Partiamo da una premessa: la sola banca preposta a stampare, quindi immettere nuova moneta legale nel circuito economico, è la Bce.
Il trattato unico bancario specifica infatti che gli istituti sono autorizzati al solo esercizio del credito, ossia al prestito e alla raccolta. Prestito di denaro già esistente, non creazione di mezzi monetari.

La realtà dei fatti però risulta essere ben diversa.

Nel momento in cui la banca riceve denaro dai depositanti, denaro che dovrebbe essere utilizzato per svolgere l’attività di prestito, questo viene automaticamente investito in attività speculative. Quindi l’istituto non ha realmente denaro per svolgere una delle sue funzioni fondamentali.
SITUAZIONE PATRIMONIALE FALSA. Dove sussiste il problema? I prestiti vengono erogati lo stesso. Come? Attraverso movimenti contabili, senza che nessun euro sia realmente disponibile per essere prestato.

L’illecito, che secondo Quarta dovrebbe essere perseguito penalmente, risiede nella contabilizzazione.

La banca contabilizza l’uscita di denaro in seguito all’erogazione di un prestito in modo tale da far risultare che i fondi derivano dalla raccolta.
In questo modo si delinea una situazione economica e patrimoniale falsa, perché il denaro prestato viene creato dal nulla. Le banche prestano denaro che non hanno.

Nel caso di specie il falso in bilancio può essere penalmente perseguito. Già altre banche, soprattutto nei Paesi anglosassoni, sono state condannate per bancarotta fraudolenta, come la Barclays, quando ha creato capitale dal nulla e la Banca di Stoccolma fallita nel 1966 seguita dalla condanna dei dirigenti.

GLI ESTREMI DI REATO.

Il fatto ancora più grave di tutta questa situazione è che si omette di contabilizzare nell’attivo la creazione di questo nuovo denaro.

Ipotizziamo che un cliente chieda alla banca la concessione di un mutuo per una cifra di 1.000 euro.

Nel momento della sottoscrizione del contratto (fase 1) la banca contabilizza il prestito come un credito, e quindi come una risorsa.
Successivamente la banca deve realmente disporre al cliente la somma di 1.000 euro (fase 2) e quindi deve contabilizzare una passività. Nella realtà la banca contabilizza l’uscita di denaro come utilizzo di un deposito di pari importo di altro risparmiatore.

Nessuno può confermare il contrario. La banca ha semplicemente riclassificato l’obbligazione facendo risultare che i 1.000 euro che ora sta prestando siano precedentemente entrati. Ma quei soldi sono stati impiegati per attività speculative (acquisto asset finanziari). Questo è falso in bilancio.

La banca presta denaro che non esiste

La sede di Bankitalia.

Ciò che la banca fa risultare come deposito, e quindi come liquidità disponibile, in realtà è debito.

Ciò che la banca sta prestando è denaro che non esiste. La creazione di credito è un meccanismo vietato nella pratica bancaria. Il problema è che le banche sanno come nascondere questa pratica. Tutto ciò con gravi conseguenze per i cittadini.

L'ANALISI DI UN MUTUO. Troppo spesso, infatti, per il continuo reiterarsi di pratiche del genere, i governi e le banche centrali sono costretti ad avviare azoni di salvataggio degli istituti di credito che non sono più in grado di restituire i soldi ai depositanti.

Con l’entrata in vigore del bail in, in realtà, a riempire i buchi saranno le tasche dei cittadini e dei correntisti ignari, ingenui e disinformati.
La Bce in questa situazione sembra una fabbrica di moneta, attivando continue linee di credito a singole banche a corto di liquidità reale e attraverso la loro continua capitalizzazione, mettendo in circolo il denaro che gli istituti hanno già speso.

Il lavoro di Quarta parte proprio da questo punto. Le indagini vertono inizialmente sull’analisi di un mutuo.

LE INDAGINI DI TRANI. Attraverso una semplice ma dettagliata perizia rilasciata da un professionista, è stata formalizzata un’articolata denuncia basata su fatti reali, sorretta dalle precedenti indagini della Procura di Trani e dimostrata dalle ricerche empiriche dello studio di Werner.
La magistratura investita di tale incarico si troverà a indagare non solo sul singolo illecito penale commesso a danno di Quarta stesso, ma anche sui meccanismi contabili che tutte le banche utilizzano per violare la legge.

«Il vero problema oggi è che il sistema bancario è fuori controllo, ma non solo. È fuori controllo anche tutta l’ostentata ignoranza e indifferenza mostrata dai media col silenzio assordante su questo problema e il mancato controllo delle autorità»: così Werner conclude la prefazione del suo prossimo libro in uscita, che descrive nel dettaglio la sua teoria, qui accennata.

LE LEGGI CI SONO. Sono ancora troppo pochi gli economisti che si “convertono alla parola” abbandonando la via del silenzio su questi aspetti.
Il popolo, i piccoli risparmiatori, ancora una volta devono farsi carico di denunciare a gran voce ciò che viene sistematicamente nascosto.
Attenzione a non credere a una mancanza di tutele legislative.

Il problema è che le leggi, anche contabili, non vengono rispettate. Però esistono.

Vi è un insieme di regole scritte per tutelare la trasparenza e imputare le giuste responsabilità a chi non le rispetta.
Solo denunciando si può trasformare un fuorilegge in vittima delle sue stesse azioni.

Twitter @VincenzoImpera1
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Re: 20. Denunciare le banche commerciali

Messaggioda sandropascucci » 14 giu 2016, 9:10

dalla serie:

"Non è infatti possibile dire a chi incomincia a pulire una stanza: "Non cominciare a pulire da QUI, ma incomincia da LÌ", in quanto in questo modo si agisce solo per mettere in ombra l'agire dell'altro (scotomizzazione psicologica). " [Nereo Villa, 2006, prima della partenza per Alpha Centauri]

ecco che arrivano i nostri:

da: http://www.giacintoauriti.eu/notizie/14 ... ancio.html

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Creare moneta dal nulla non è reato nè falso in bilancio
Scritto da Redazione.
Moneta dal nulla reato e falso in bilancio

L'articolo di Lettera43 dal titolo “ Creare moneta dal nulla? E' reato e va perseguito ” ci impone di intervenire anticipatamente sulla questione della creazione di denaro dal nulla, sul perchè è assurdo credere che sia un reato e sull'assurdità del falso in bilancio all'atto della contabilizzazione nonché l'assurdità di pretendere che la moneta che rientri in banca, dopo la restituzione del prestito, venga tassata per la sua quota capitale.

Su questo argomento stiamo preparando un testo didattico per i corsisti della Scuola ma, in questo articolo, ve ne daremo un'anticipazione visto il diffondersi di una cattiva e pericolosa informazione sul tema. A quanto pare la propaganda si è messa in moto per far credere alla gente che a fronte dell'emissione di denaro debba esserci il corrispettivo quantitativo di moneta depositata. A chi giova questa propaganda? Ovviamente alle banche. Per il momento soffermiaci sull'articolo di Lettera43.

Che la banca crei denaro dal nulla è cosa conclamata. Che sia reato creare denaro dal nulla proprio no. Il fatto di poter prestare è una prerogativa concessa, anche in sede legislativa, agli Istituti esercenti il credito, e di questo ce ne dogliamo perchè dovrebbe essere lo Stato ( per nome e per conto dei cittadini proprietari della moneta) ad emetterla dal nulla. Noi sappiamo che il problema non è l’ipotetico falso in bilancio ma semplicemente se le banche possono prestare ciò che non è di loro proprietà. Sappiamo della convenzionalità e della natura intellettiva dello strumento monetario mentre, nel tentativo di trovare un appiglio per perseguirne un ipotetico reato, se ne fa una questione di assenza del denaro dalle disponibilità fisiche del sistema bancario, non conoscendo i meccanismi di annullamento della creazione. Come al solito ci si limita ad analizzare solo la fase di creazione dal nulla ignorando la fase di rientro della moneta creata. Essa viene creata nel momento stesso in cui l’uomo ne ravvede la necessità per la soddisfazione dei bisogni, personali e di impresa e sappiamo che i bisogni dell’uomo sono infiniti. Lo schema seguente, molto semplice, può aiutarci a comprendere come avviene, sia la fase di creazione che di annullamento della moneta.

1. La Banca A al momento della sottoscrizione del contratto di fido o di mutuo o di finanziamento in genere, imputa all’attivo dello stato patrimoniale il valore dell’asset

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2. Simultaneamente la Banca A mette a disposizione la somma (creata dal nulla) imputando nel passivo l’importo erogato

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scorrano02.JPG (15.06 KiB) Visto 1067 volte


A questo punto c’è pareggio di bilancio delle scritture contabili.

3. Successivamente accade che il cliente utilizza l’importo messo a disposizione effettuando il pagamento versando sul c/c bancario della Banca B (il resto del sistema bancario)

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A questo punto la Banca A si ritroverà un attivo di 100,00 ed un passivo di 0. La Banca B avrà un passivo di 100,00 nei confronti del proprio cliente beneficiario di bonifico, o prenditore dell’assegno, del cliente della Banca A. Le Banche A e B andranno in compensazione delle rispettive posizioni. La Banca A provvederà a liquidare la propria posizione debitoria in contanti o con altro mezzo e la Banca B provvederà a registrare nel proprio attivo o la liquidazione pervenuta dalla Banca A o a registrare nell’attivo del proprio Stato patrimoniale l’asset del credito vantato nei confronti della Banca A.

scorrano04b.JPG


Da questi passaggi è chiaro che il flusso della moneta creata dal nulla non va a costituire nessun indebito arricchimento del sistema bancario.

Ora andiamo ad analizzare cosa accade al momento del reflusso, consistente nel pagamento delle rate del finanziamento, ipotizzando n. 4 rate da 25,00 oltre ad interessi di 2,00.

4. Il Cliente dalla Banca A riceve dal sistema bancario (Banca B) il pagamento dei proventi della propria attività

scorrano04.JPG


La banca B si rende creditrice nei confronti del proprio cliente bonificando l’importo ed accreditandolo sul c/c del Cliente della Banca A; la Banca A registra l’importo ricevuto nel proprio passivo. La stessa tipologia di operazione si ripeterà per altre tre volte.

5. Dopo che il cliente della Banca A avrà rimborsato tutte le rate, ammortizzando l’intero prestito, a livello contabile avremo la seguente situazione.

scorrano05.JPG


Il Cliente della Banca A, essendo stato capace di riscuotere tutti i proventi derivanti dalla propria attività dal cliente della Banca B, ha estinto il proprio finanziamento. La Banca A e la Banca B provvederanno a compensare le proprie posizioni con le stesse modalità evidenziate al punto 3)

scorrano05b.JPG


Le operazioni evidenziate dimostrano che non vi è reflusso di moneta non allocata in modo corretto essendoci, in tutto il sistema bancario, perfetto pareggio delle operazioni poste in essere. Resta inteso che nella costruzione di un Bilancio, essendo lo stesso documento informativo, una fotografia ad un determinato istante dell’attività di impresa, esso può riportare momentanei disallineamenti nella fase di compensazione tra le banche coinvolte, che da lì a pochi istanti o giorni troverà il proprio bilanciamento ma che nel frattempo troverà allineamento valorizzando le voci, Debiti v/Altre Banche e Crediti v/Altre Banche, a seconda della posizione assunta in quel determinato istante dalla Banca A e la Banca B.

Ammesso e non concesso che si voglia tassare questo reflusso, considerandolo una plusvalenza (ma non lo è per altri motivi) bisogna ammettere che le banche in deficit debbano registrare la minusvalenza, essendo l'operazione, che genera il surplus per altre banche, esattamente il contrario. In sintesi, se una banca deve pagare le tasse per il surplus, ci sarà un'altra banca che non le dovrà pagare perchè sarà in deficit.

In tutto questo è certo un altro fattore. Nell’esempio addotto abbiamo simulato, e dato per scontato, che il Cliente della Banca A sia stato in grado di remunerare la propria attività, sia essa di impresa o di lavoro subordinato. Questo ha fatto si che riuscisse ad onorare gli impegni assunti con il proprio Istituto erogante. L’operazione, complessivamente, ha prodotto 8,00 di interessi passivi per il Cliente della Banca A ma comunque Ricavi per la Banca A. La forma monetaria dei predetti utili provengono dalla Banca B. Essendo tutta la moneta in circolazione emessa a debito, significa che ora l’esposizione del Cliente della Banca B è aumentata rispetto all'inizio di tutta l’operazione. Il Cliente della Banca B si trova nella condizione di dover finanziare anche gli ulteriori 8,00. Se questo non dovesse accadere la sua banca metterà in moto tutte le procedure per il recupero coatto che, se avrà esito positivo, produrrà il trasferimento dei beni reali dal Cliente della Banca B alla Banca B. Se dovesse avere esito negativo il credito vantato dalla Banca B verrà annoverato tra i crediti deteriorati. Tutto questo perché la moneta degli interessi non viene posta in circolazione e, per evitare il default, deve essere necessariamente rifinanziata.

Si ignora anche che la stessa moneta bancaria viene pacificamente utilizzata per pagare le imposte dello Stato. Infatti il bilancio della Banca d’Italia del 2014 (1) ci rendiconta sulla quantità di moneta legale emessa che risulta essere approssimativamente di 164 miliardi di euro a cui possiamo sommare all’incirca altri 28 miliardi di euro di riserve ed alcuni miliardi di euro in rifinanziamenti del sistema bancario e altre di moneta elettronica. Il totale della moneta legale, pertanto, si aggira sui 200 miliardi di euro. Un altro dato statistico, sempre emesso da Banca d’Italia (2) ci rende edotti che, per lo stesso periodo, la raccolta presso la clientela è stata di 1.701 miliardi di euro e che il sistema bancario italiano ha provveduto ad erogare finanziamenti per un totale di circa 1.820 miliardi di euro. Alla luce della lettura di questi semplici dati, la logica ci impone di fare una constatazione: la moneta in circolazione sul territorio nazionale non corrisponde a quella emessa dal solo sistema delle Banche Centrali Europee, quella a corso legale per intendersi, ma che tutto il sistema è alimentato da un altro tipo di moneta che ne certifica l’esistenza e la presenza, ossia quella della moneta bancaria. Le entrate dello Stato conseguenti al prelievo fiscale si aggirano intorno ai 418 miliardi di euro (3). Facendo le analisi del caso viene confermato il fatto che con una parte della creazione di moneta bancaria avvenga il pagamento delle imposte.

Rendere illegale la creazione della moneta è un pericolo sapendo infatti del carattere convenzionale e fiduciario alla base della stessa. Attualmente la popolazione mondiale è costretta ad utilizzare la moneta bancaria emessa a debito. A tal proposito cosi si è espresso in un convegno il Prof. Ezio Sciarra, sociologo. ".....in ogni caso, ad inizio, il bene materiale che sottende al concetto di moneta è interscambiabile. Quindi è fondamentalmente un prodotto immateriale mentale. Essendo un fatto mentale il concetto appartiene all'uomo. La moneta ha, quindi, caratteristiche convenzionali, basata sulla fiducia che si instaura tra le parti che decidono di regolarizzare la prestazione attraverso l'accettazione della stessa. Immaterialità dell'idea, convenzionalità e fiducia fanno sì che il concetto di proprietà della moneta appartenga al genere umano, a tutti.........e non al tipografo incaricato di stampare e mettere in circolazione.....La gente non crede in Dio perché dice: dubito la creazione dal nulla. Invece accetta la moneta creata dal nulla."

La moneta però acquisisce valore all'atto dell'accettazione e della messa in circolazione e, per le caratteristiche esposte dal Prof. Sciarra, sappiamo perfettamente che non potrà mai esserci uno stock di moneta se non quella che risiede nell’intelletto umano, a cui appartiene l’invenzione. Seppur dovessero esserci stock di moneta pronta per essere immessa nel circuito, essa non avrà valore fino a quando il bisogno dell’uomo non li richiederà.

Rendere illegale la creazione dal nulla significa rendere illegale la capacità intellettiva dell'uomo di concepire lo strumento monetario. In sostanza, ribaltando la prospettiva, è solo un caso che la creazione abbia incontrato il sistema bancario e non la moltitudine delle persone a cui appartiene il concetto.

Riteniamo pertanto che non debba essere perseguita penalmente la creazione dal nulla bensì l’utilizzo improprio, l'appropriazione indebita o furto, perché, ribadiamo, è prerogativa del proprietario prestare ed i proprietari della moneta all'atto della creazione siamo tutti noi.

Pertanto, finchè non faremo riconoscere per legge che la moneta sia dell'accettatore/portatore all'atto della creazione dal nulla, le banche continueranno ad agire indisturbate rubandoci ciò che è nostro in maniera legittimata

Massimiliano Scorrano - 13/06/2016

Bibliografia
https://www.bancaditalia.it/pubblicazio ... l_2014.pdf
https://www.bancaditalia.it/pubblicazio ... /suppl_01_
http://www.repubblica.it/economia/2015/ ... 108864851/
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Re: 20. Denunciare le banche commerciali

Messaggioda sandropascucci » 14 giu 2016, 11:28

a parte che le tabelle hanno più senso se invertite.. sto apportando delle modifiche (rettifiche) alle stesse..
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Re: 20. Denunciare le banche commerciali

Messaggioda Francesco Fata » 14 giu 2016, 16:27

non so se mi è sfuggito qualcosa, ma...a parte qualche piccolo appunto tecnico su cui non sono d'accordo, per il resto non mi sembra abbia detto cose assurde...anzi.
Sono perfettamente d'accordo sul non considerare l'emissione dal nulla un reato e sul fatto di evitare che sia il privato "banca" a emettere, non certo il pubblico "Stato".

Potre obbiettare al limite su questo:
Le operazioni evidenziate dimostrano che non vi è reflusso di moneta non allocata in modo corretto essendoci, in tutto il sistema bancario, perfetto pareggio delle operazioni poste in essere. Resta inteso che nella costruzione di un Bilancio, essendo lo stesso documento informativo, una fotografia ad un determinato istante dell’attività di impresa, esso può riportare momentanei disallineamenti nella fase di compensazione tra le banche coinvolte, che da lì a pochi istanti o giorni troverà il proprio bilanciamento ma che nel frattempo troverà allineamento valorizzando le voci, Debiti v/Altre Banche e Crediti v/Altre Banche, a seconda della posizione assunta in quel determinato istante dalla Banca A e la Banca B.


Per me non quò mai esserci disallineamento a fine giornata. Tutte le posizioni devono essere almeno a zero (non negative). Le banche che hanno (in prossimità della fine della giornata) un conto di regolamento sotto zero dovono assolutamente trovare un rifinanziamento, o da una banca che è in surplus oppure dalla banca centrale.
Voglio troppo bene al popolo per pensare di votare gente che vuole particolarmente bene a se stessa.
Francesco Fata

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Re: 20. Denunciare le banche commerciali

Messaggioda sandropascucci » 15 giu 2016, 9:04

Prima di tutto mi scuso per aver invertito la sequenza di due immagini (4 e 4b) ma solo nell'ordine QUI esposto e non nella LORO origine (sono printscreen in fondo e sono non modificabili), per cui resto dell'idea che le tabelle siano ORIGINARIAMENTE fatte male.

Così al volo:

1. non mi è chiaro se i dati riportati siano cronologici o meno, dato che alcuni "termini" spariscono (quindi suggeriscono che siano cumulativi) a volte ricompaiono (quindi sembrerebbero siano cronologici);

2. quando il cliente B (CL_B) di banca B (BNC_B) paga, magari con un assegno, il cliente A (CL_A) di banca A (BNC_A):
- A mio avviso BNC_B deve decurtare il suo passivo (€ 100 che erano il c/c di CL_B) a € 73 e si rende debitrice verso BNC_A di € 27.
- Dovrà regolarizzare questa posizione debitoria verso BNC_A con un pagamento (magari in seno alla banca centrale BC) e alla fine la BNC_A avrà al suo ATTIVO questi € 27 e il CL_A avrà un c/c a +€27, quindi un passivo per BNC_A di pari importo;

la mia domanda è questa: perché (dicono, con image scorrano04 e successive) BNC_B mette all'ATTIVO i 27 euro dell'assegno di CL_B verso CL_A?

La BNC_A presenta un ATTIVO di € 100 (il prestito verso CL_A).
Al pagamento della prima rata (un versamento dell'assegno di € 27 da parte di CL_A, che sta depositando l'assegno di CL_B per i "proventi della propria attività") dovrebbe decurtare 25 euro da tale cifra e mettere 2 euro come patrimonio, così si distrugge il capitale prestato e resta la quota interessi come guadagno della BNC_A (anche se il discorso interessi passi, utile ecc riguardano il Conto Economico e non direttamente lo Stato Patrimoniale).

no?
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Re: 20. Denunciare le banche commerciali

Messaggioda sandropascucci » 15 giu 2016, 15:45

secondo me c'è :
- un passivo di troppo in BNC_A;
- 4 attivi di troppo in BNC_B;

così.. al volo..
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Re: 20. Denunciare le banche commerciali

Messaggioda Francesco Fata » 15 giu 2016, 17:03

Per fare il mio commento ho più che altro preso in considerazione la parte discorsivo-concettuale. Non sono andato tanto a fare le pulci all'aspetto contabile che ha esposto.
visto che mi ci tiri dentro a forza...me tocca (ma senza approfondimenti esagerati) dire:

Il Sig. Scorrano ha un po' fatto come gli pare nell'esposizione dei prospetti contabili.
Il problema è che sembra essersi scordato che la contabilità è fatta di dare e avere (partita doppia) e quindi ogni fatto aziendale deve essere contabilizzato non da una sola parte ma da tutt'e due.
Nello specifico quando vengono pagate le rate di finanziamento di 27 €uro lui omette di fare alcune considerazioni importanti:
1) La rata, essendo formata di quota capitale (25 €uro) e quota interessi (2 €uro) non può essere messa interamente a detrazione del credito verso il cliente A ma solo per la quota di 25 €uro mentre i 2 €uro andranno in avere, ma non dello stato patrimoniale bensì del conto economico (tra i ricavi).
2) D'altro canto, i 2 €uro di interessi, sarebbero un guadagno proprio della banca che vanno contabilizzati tra le attività proprie della banca (non tanto nella voce "cassa" in quanto sono operazioni che non avvengono più in contanti) ad esempio come credito verso banca B insieme ai 25 €uro della quota capitale.
Per sintetizzare :

BANCA A:
STATO PATRIMONIALE
ATTIVO = CREDITO VERSO BANCA B 27
PASSIVO = CREDITO VERSO CLIENTE A 25

CONTO ECONOMICO
RICAVI (AVERE) = 2

Infatti, come dici tu, Sandro, lo squilibrio esistente tra l'attivo e il passivo, pari a 2 €uro, costituiscono un aumento del patrimonio netto (che è la differenza tra attivo e passivo) e che, peraltro, si forma grazie agli utili che l'impresa consegue periodicamente (infatti corrispondono ai 2 €uro dell'utile proveniente dal conto economico).

BANCA B:
STATO PATRIMONIALE
ATTIVO = CREDITO VERSO CLIENTE B 27
PASSIVO = DEBITO VERSO BANCA A 27

Come si vede, il discorso degli interessi, in quest'operazione, riguarda solo una banca (che guadagna) e non l'altra (che non perde) che funge da semplice pagatore di somme da un soggetto a un altro. Il credito verso il cliente B non è detto debba essere costituito da un finanziamento ma può essere un semplice storno di un debito verso lo stesso cliente perchè soldi precedentemente versati dal cliente stesso sul conto corrente.
Quindi il discorso che ha fatto lui circa i guadagni di una banca sono deficit per un'altra, non trovano a mio parere fondamento.
Voglio troppo bene al popolo per pensare di votare gente che vuole particolarmente bene a se stessa.
Francesco Fata

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Re: 20. Denunciare le banche commerciali

Messaggioda sandropascucci » 15 giu 2016, 17:07

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Re: 20. Denunciare le banche commerciali

Messaggioda sandropascucci » 15 giu 2016, 17:15

bene.. senza saper né leggere né scrivere ho almeno abbaiato sotto l'albero giusto.. in fondo che qualcosa non andava lo suggeriva l'ESTETICA della loro presentazione: BRUTTA!!!!!!!!!!!!!! MA BBBBRUTTAAAAAAAAAAAAAA!!!! :o

certo mi piacerebbe fare una vera animazione di questi passaggi.. quizá un día
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