06. Il signoraggio è.. - parola di Bankitalia S.p.A.

http://controbufaladelsignoraggio.primit.it

• in soldoni: le vere bufale che girano in Rete riguardo alla «Bufala del signoraggio»©, ovvero come IGB disinforma tramite giornalisti, giornalai, blogghettini-ini-ini TUTTI insieme appassionatamente intenti al «..E ABBIAMO DIMOSTRATO CHE IL SIGNORAGGIO NON ESISTE/E' UNA BUFALA..»®
• della serie: ridere per restare sani. perché senza negazionisti del signoraggio.. ammettiamolo.. di che ca.zo ridevamo ora noandri?! :)
sandropascucci
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06. Il signoraggio è.. - parola di Bankitalia S.p.A.

Messaggioda sandropascucci » 9 ott 2013, 17:07

6. Il signoraggio è.. - parola di Bankitalia S.p.A.

fonte bankitalia S.p.A. : http://www.bancaditalia.it/bancomonete/signoraggio

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COS’E’ IL SIGNORAGGIO: CONFESSIONE DI UNA BANCA PERICOLOS(P)A.
[08102013, di sandro pascucci, primit.it, signoraggio.com]

> Per signoraggio viene comunemente inteso l'insieme dei redditi derivanti dall'emissione di moneta.


AUTOREFERENTE - Voto: -1.

Signoraggio, lo dice il nome, è l’aggio del signore. Non vedo il bisogno, sociale o accademico, di inventarsi altre spiegazioni o creare definizioni ad hoc. Infatti quel “comunemente inteso” mi fa pensare a: “comunemente inteso”.. da chi?! Se esiste una fonte accademica la si indichi, così da analizzarla, no?

Ma a pensar con logica: chi meglio di Bankitalia S.p.A., nota come Banca d’Italia (BdI), ha la credibilità istituzionale e attendibilità tecnica, per permettersi di definire un termine economico e chi, quindi, può avvantaggiarsi di tale definizione di comodo?

Ed è proprio una definizione di comodo, questa della BdI, che facilmente manipola, “così dicendo”, la realtà, al fine di depotenziare la Faccenda Affaccendata.

Quindi è più noia che sorpresa quando troviamo sparse per il WEB queste stesse identiche parole (prova con Google!), riportate fedelmente sui numerosi siti negazionisti che copiano, alla lettera, pari-pari, questa definizione “made in IGB-land” per smentire, ripeto, i cc.dd. “signoraggisti complottisti”.

Paradossalmente sono più numerosi questi che si sbracciano per negare il signoraggio che i siti a sostegno del signoraggio stesso! Mistero misterioso!

E fa ridere che neanche ai nazisti vennero mai affibbiati due nomignoli denigratori. Solo allo schiavo afroamericano si è sempre detto, prima che l’occidente divenisse etico qual è ora, “sporco negro”, per abbondare, in sicurezza che arrivasse l’odio verso la sua razza. I bianchi, si sa, son superiori anche lessicalmente. (A te, coglione che leggi: la cogli l’ironia o adesso vai sul tuo blogghettinoinoino a copiancollare questo pezzo per dire che pascucci-il-cattivo-è-anche-razzista?! In effetti solo a pascucci vengono dati, solitamente, tre o più nomignoli.. mhmm..).

Signoraggio, dicevamo, è l’aggio del signore, ovvero il VANTAGGIO, IL GUADAGNO di chi conia moneta.

E riflettere su questo, naturalmente, non va bene all’oste-IGB. Occorre che egli dica ufficialmente, con documenti pubblicati sulla bacheca della sua osteria, come quello che stiamo sezionando, che non è vero che lo vino suo è cattivo ma che è bbono assaj, così tutti i beoni son rassicurati nel loro quotidiano.

Il verbo “coniare” non deve trarre in inganno, poiché è perfettamente “aggiornabile” con un più moderno “stampare” e/o “creare soldi al computer stando seduti sullo scranno a protezione dello scrigno di Via Nazionale”. Si conia la moneta metallica, si stampa la cartamoneta e si crea al computer la moneta bancaria.

Ma “coniare”, in verità, andava benissimo, perché era uno sforzo davvero minimo astrarsi dall’apparente desueta terminologia e puntare alla sempreverde sostanza.. ma oggi (si sa) c’è gran difficoltà a ragionare, senza contare che c’è in circolazione chi gode del far vil polemica su ogni cosa, tipo: «Eh! Ancora col conio! Torniamo alle caverne, quindi?», forse perché pagato ma più probabilmente perché malato. Mentale.

Senza polemica diciamo che il “guadagno” non è, quasi mai, propriamente economico/monetario ma di Puro Potere. Chi è il padrone del pozzo d’acqua nel deserto non ha il solo e mero profitto ricavato dal vendere il bicchierino-ino-ino d’acqua a euro 100 o 1.000 ma estende il suo “ambito”, la sua influenza, in ogni campo, dal sociale al sessuale, dal politico al militare, dal pratico allo psicologico. Vedremo meglio in seguito.

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> Per le banche centrali, il reddito da signoraggio può essere definito come il flusso di interessi generato dalle attività detenute in contropartita delle banconote (o, più generalmente, della base monetaria) in circolazione.


CVD - Voto: -2.

La BdI sta fornendo prova di manipolazione a go-gò, senza vergogna alcuna. Autodefinisce non solo il signoraggio nel senso “comunemente inteso” ma addirittura ne conia (senza tornare nelle caverne) un ulteriore “intendimento”, ad hoc per le banche centrali (BC). Cosa che ella è.

In soldoni:

«Per essere più ricco di te non occorre che io abbia 1.000 e tu 50, basta che io abbia 0 (zero) e tu -20 (menoventi). Questo fa di me il tuo Signore. Il signoraggio è l'agio del «signore» e non il sacchettino di monete d'oro sotto il mantello del Re.» [sandro pascucci, 2006]

E per avere “zero”, o poco più, a “Il Grasso Bankiere” (IGB) basta veramente poco. E’ sufficiente, di fatto, far figurare che una banconota, stampata con spesa di 30 centesimi di euro, gli sia costata euro 100 (il valore di facciata o valore nominale). Così potrà annullare (azzerare contabilmente) tale “aggio matematico”, bilanciandolo (‘in contropartita’) con un Titolo di Stato da euro 100 (‘attività detenute’) e far figurare che non abbia altri ‘redditi derivanti dall’emissione di moneta’ se non il piccolo ‘flusso’ di interesse (che si vanterà, lo vedremo, di restituire allo Stato – ma allora perché je lo chiedi?! Bah!).

Peccato che su noi (che siamo Stato) IGB continuerà a calcare il tacco dello stivale, poiché ci saremo indebitati di euro 100 reali, con tasse, imposte e balzelli vari a copertura di quei Titoli che ha acquistato spendendo 30 centesimi. Come diceva quello: «Tutti i 100 euro sono uguali ma ci sono 100 euro più uguali di altri». Lo vedremo in seguito. Non mancherà occasione.

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> Per l'Eurosistema, questo reddito è incluso nella definizione di "reddito monetario", che, secondo l'articolo 32.1 dello statuto del Sistema europeo di banche centrali (SEBC) e della Banca centrale europea (BCE), è "Il reddito ottenuto dalle banche centrali nazionali nell'esercizio delle funzioni di politica monetaria del SEBC".


AFFINARE L’INGANNO - Voto: -3.

Dopo le prime due “smussate”, agli spigoli più spigolosi, ecco che IGB “cala” l’oggetto-definizione al suo posto, come un tassello di un mosaico già progettato, un puzzle già previsto, come un pisello nel suo baccello, ovvero una definizione (la terza ma ce ne sarà una quarta, imperdibile!) già pre-impostata, in ambito europeo.

E’ un “giustificativo”, né più né meno, di un’azione (‘esercitare funzioni di politica monetaria’) che le spettano ‘di diritto’ (sic!) a seguito di un trattato sovranazionale (e anti-democratico, ossia Maastricht e il SEBC) da IGB stesso creato (e fatto firmare al politico cameriere).

In soldoni: prima si definisce l’espressione “soppressione di vita” all’interno di un documento/trattato auto redatto e poi si prende il termine “omicidio” e si afferma, con nonchalance, che è stato già affrontato. Dove? Ma nel “Manuale dello psicopatico assassino”, ed. TuttiPazziPress, nel capitolo “Cosa accade nel bosco quando giro libero il giovedì pomeriggio”, pag. 32.

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""Divertirsi con la Storia.."":
pare che la definizione non fosse presente sul sito della banca d'italia fino all'estate del 2007,
come del resto non era presente l'elenco dei partecipanti al capitale fino al 23 settembre 2005
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Re: 06. Il signoraggio è.. - parola di Bankitalia S.p.A.

Messaggioda sandropascucci » 14 ott 2013, 17:43

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> L'evoluzione storica
Per capire il significato e la rilevanza del signoraggio occorre risalire alla sua origine storica.


Quindi ha una sua importanza il signoraggio! Eravamo un po’ preoccupati perché in Rete si dice che non è importante (fino a 3 anni fa si negava la vera e propria esistenza della parola “signoraggio”!)

> In Europa, dal Medioevo fino all'Ottocento chiunque poteva portare un pezzo d'oro alla Zecca pubblica e farselo coniare, poteva cioè trasformarlo in moneta.

La Zecca non era pubblica, o meglio: potevi entrare e portare il tuo oro (ovvero monete di altri regni) ma la Zecca era dello Stato (ovvero del RE, che ne prendeva i guadagni).

Più semplicemente era il Re stesso che ri-fondeva e ri-coniava monete, magari straniere e rese “legali” dal Potere (del Re, chi altri?) di far circolare nel regno SOLO le monete con su impressa la SUA faccia (da qui il “metterci la faccia”).

Il Re lucrava sulla minore presenza di oro inserita nelle Nuove Monete (rispetto le vecchie fuse nel crogiuolo). La differenza tra il valore nominale (invariato) e il valore intrinseco (diminuito, data la minore spesa per il minore oro immesso nella nuova moneta) era il signoraggio, matematicamente parlando: valore nominale – valore intrinseco.

> Il conio - l'immagine e le scritte impresse sul metallo - rappresentava il sigillo di garanzia dello Stato (del "signore") sul peso e sul titolo di quel pezzo d'oro, vale a dire sul suo valore.

L’immagine era del RE, mica un logo a caso o una bandiera politica e le scritte erano, ugualmente, riferite al Re e/o alla religione e/o a TUTT’ALTRO che fosse il popolo, la democrazia, la libertà. La moneta era SIMBOLO di POTERE, in tutto e per tutto.

In realtà più che garantire qualcosa di tecnico, il conio serviva proprio PER NASCONDERE quel qualcosa di tecnico. Mi spiego:

Su una moneta non veniva scritto “pesa gr.15 ed è oro al 99%” ma solo “fiorino uno”, con la faccia del Re dall’altra parte. Ecco, anche, perché era possibile, per il Re, effettuare una nuova coniazione. Non ci sarebbe stata differenza FACCIALE tra due monete di “annate” differenti e FIDANDOSI della "garanzia del Re" si accettava tale moneta, evitando l'imbarazzo generale (leggi RIVOLTA) se qualcuno si fosse messo a pesare o “analizzare” la qualità dell’oro ivi contenuto (“valore intrinseco”).

> Grazie al conio la moneta era accettata da tutti come mezzo di pagamento, senza dover essere pesata e saggiata da chi la riceveva.

Ecco quindi il sospetto provato! Con la faccia del Re la moneta aveva “corso” e quindi SFUGGIVA ad eventuali e empirici “controlli qualità”/congruità/valore. Il signoraggio E’ Potere, lo ripetiamo. E questo è un aspetto del Potere che protegge se stesso.

> Lo Stato si faceva pagare questo "servizio" trattenendo una piccola parte dell'oro portato alla Zecca.

Di nuovo con questo SDOGANAMENTO?! Lo Stato era uno Stato MONARCHICO, o comunque AUTORITARIO. Il fatto che le DEMOCRAZIE (ah! ah! ah!) abbiano mantenuto la facciata e gli usi di creazione monetaria non ha comportato un AGGIO per il Nuovo Signore, ovvero il Popolo. Com’è!? Semplicemente perché IN SALA STAMPA/CONIO è rimasto, de facto, IL BANKIERE, sostituitosi al Re, morto ammazzato dalla [incompleta] Democrazia. Si era così felici di aver scacciato il Re cattivo che ci si è scordati, complici i politici camerieri, dello STAMPATORE PRIVATO.

> Questo era il diritto di signoraggio.

No. QUESTO appena spiegato era ed è il diritto di signoraggio.

> In condizioni normali, il signoraggio rappresentava un modesto contributo alle finanze dello Stato. In tante occasioni, tuttavia, del diritto di signoraggio si abusò.

Non si decidono mai i negazionisti, di cui, ovviamente, BdI è il capostipite. Era un potere modesto o no? Se modesto che abuso se ne poteva fare? Che vantaggio deriva da un piccolo potere, un poterino in pratica?

Si noterà spesso questa dicotomia, questo sdoppiamento, questa.. come si chiama in psicologia? Ah, sì: “ambivalenza”, rispetto allo stesso concetto che si vuole esprimere, che è, badate bene, NON il signoraggio ma LA BUFALA DEL SIGNORAGGIO, che è diverso.

Occorre IMPAURIRE il Lettore ma occorre anche RIDICOLIZZARE l’oggetto odiato, altrimenti si rischia di dargli un RICONOSCIMENTO che, assolutamente, non gli si puo’ e deve dare! Il rimbalzo tra il deridere un nemico e l’attribuirgli un potere sufficiente a renderlo pericoloso è, alla fine, CATASTROFICO per quel che riguarda la CREDIBILITA’.

Sminuire un potente nemico? Impossibile! Il “pubblico" non ci casca e se ci casca non puoi più/potresti più, farglielo ODIARE e mostrarlo, di nuovo, pericoloso.

Tutti i negazionisti SI INFRANGONO, poveretti, su questi scogli.

In soldoni:
- Il signoraggio non conta nulla, non ha importanza, lasciate perdere chi lo esalta..
- bene.. allora lasciatecelo usare!
- NO! E’ pericoloso!
- aò! DECIDITI BBELLO!!

Incontreremo ancora questa MALATTIA MENTALE dei filo-IGB quando si parlerà della composizione di Bankitalia S.p.A. ovvero diranno che è un ente a se stante per il bene comune ossia che deve stare lontano dai POLITICI CRETINI E MALVIVENTI e quando si farà notare loro che è una S.p.A. autonoma e QUINDI NON democratica diranno, ahimè, che è sotto il controllo del Governo, con nomine politiche e legami legali a go-gò.. ma di questo rideremo in seguito. «Nun se magna er dolce coll’insalata» [er nonno der nonno de sandropascucci, 1760]

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Re: 06. Il signoraggio è.. - parola di Bankitalia S.p.A.

Messaggioda sandropascucci » 15 ott 2013, 12:10

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> Stati che non riuscivano a coprire le proprie spese con le imposte e non trovavano chi facesse loro credito, rimediavano producendo (e spendendo) molte monete, che contenevano solo una frazione del metallo prezioso contenuto in precedenza.

Ancora con questi “Stati”, mi stai?! MaUffy©!!

Era il RE! Il DESPOTA! Perché si prende (domanda retorica, lo so bene il perché) una cosa come il signoraggio con riferimento al medioevo e poi si cerca di “modernizzarlo”, parlando di Stato? Per creare nel Lettore confusione, ecco perché. Così si mischiano ere ed epoche e politiche diverse, con leggi diverse, persone diverse, distanti anni luce l’una dalle altre, INCOMPARABILI. Non è etico né leale questo modo di affrontare la Questione.

Si prende l’antichità del concetto “signore” e la modernità del concetto “Stato”, perché, diciamolo chiaramente, quando il Lettore legge “Stato” pensa al NOSTRO Stato, quello moderno e non certo allo Stato inteso come “estensione del Signorotto”, come era. Anche quando si specifica tra parentesi (del “signore”) è chiaramente una manipolazione, una superficialità voluta.

La DEMOCRAZIA avrebbe dovuto soppiantare AL POTERE il Re con il Popolo (Ah! Ah! Ah!) e allora sì che si sarebbe potuto parlare di Stato, soprattutto di Stato di Diritto! Ma così non è stato. E ora si rappresentano due mezzi mondi, entrambi mostruosi, distorti, incompleti.

Ma ammettiamo, per dare corda [della quale la Bugia fa sempre, alla fine, il solito classico uso] che sia vera la prima parte, ossia che mancasse al RE/STATO la moneta per COPRIRE le sue spese correnti.

Spero che crediate, Cari Lettori, come me, che “quando qualcuno dice qualcosa è perché qualcuno voglia dire qualcosa”. L’alternativa è starsene zitti, no?!

Allora mettiamo un POST-IT (come diceva lo scomparso Xiaodong People, alias Linucs) a queste parole della BdI.

Rendiamole più chiare, con una equivalenza: c’erano delle spese che non si riuscivano ad evadere, a saldare, tanto che si producevano delle monete per tale scopo. Invece di prendere monete in prestito o dalle tasche del popolo si CREAVA MONETA. Ok?!

E’ come dire che su una distanza di 100 km la nostra automobilina si ferma a 20 Km dalla meta prefissata e, invece di chiedere benzina in prestito* o far spingere i passeggeri**, si mettesse nel serbatoio benzina creata dal nulla (o allungando quella rimasta). E si giungesse così al traguardo.

Ora.. c’erano delle spese da pagare? Sì.
Quindi c’erano merci e servizi che ATTENDEVANO di essere saldati, come i 20 km aspettavano di essere percorsi? Sì.
Con la manovra “frazionamento dell’oro contenuto nelle monete esistenti e creazione di nuove monete con valore intrinseco minore” si arrivava a coprire tali spese, come allungando la benzina si arrivava al traguardo?! Sì.
Quindi, in soldoni: DOV’E’ L’INFLAZIONE?! :D
La nuova moneta va a pagare beni (servizi) reali, esistenti. Punto. Finito. Non è etico, non era giusto che il Re potesse fare le sue orge e guerre e lussi ecc.. a spesa del popolo ma “questo E’ il POTERE, bellezza!”. Tecnicamente NON c’è inflazione. Il SIGNORE acquistava PIU’ cose, con lo stesso oro. AGGIO DEL SIGNORE.

E poi perché il problema inflazione non sarebbe stato tale se il RE avesse trovato con chi INDEBITARSI? Specialmente se a fargli prestito fosse stato UN BANCHIERE (che era solo un nuovo tipo di RE, il RE del denaro) con MONETA, guarda caso, creata dal nulla, come la odierna Banca Centrale effettivamente fa ? Ora ti piace mischiare il signorotto con lo Stato e con la modernissima BC? A me ora sì!

Com’è che la moneta creata dal signorotto era cattiva e quella presa da un creditore (la Banca la crea dal nulla, ex-nihilo) era buona? Com’è che le IMPOSTE, ovvero togliere denaro dalle tasche del popolino, vanno bene e “creare” moneta no?

Non ci dicono sempre, i SOLONI del WEB, che il signoraggio è una "tassa da inflazione"? Tassa x tassa allora dateci la stampante e ce la gestiamo noi, no?! NO! "Perché il giochino così si rompe e ti fai male!" Ah! Daje de ambivalenza psicotica!

La BdI vuol far vedere, sempre con quell’handicap psicologico della dualità di informazione (far ridere/far piangere contemporaneamente), che creare moneta ERA MALE per lo Stato IERI (in verità era il RE, ripetiamolo sempre!) e quindi è/sarebbe MALE per il Popolo OGGI, dato che [nella Teoria politica storica] il Popolo sarebbe OGGI sovrano(AH! AH! AH!).

Creare moneta NON va bene quando a farlo è lo Stato->exRE->Popolo ma, sorpresa sorpresona, andrà bene quando a farlo è/sarà LA BANCA CENTRALE (con le sue zampette zampettanti Banche Commerciali).

Ma mi accorgo che è pesante tutto questo da capire perché E’ TROPPO SEMPLICE. Non ci sono scie chimiche, nessun rombo nel grano, nessun lucertolone, e non stai pagando, Caro Lettore, nessun biglietto, per cui SBADIGLI, vero o no?!

Allora facciamo un intramezzo rilassante. Leggiamo:

> Le nuove monete in circolazione si aggiungevano alle vecchie, ma i beni sul mercato non per questo aumentavano. Di conseguenza, nel giro di poco tempo le monete perdevano di valore rispetto ai beni: si verificava l'inflazione.

..e abbiamo detto che questa è una CAZZATA, vedi l’esempio dei km da percorrere (in fondo Pound: “Dire che uno stato non può perseguire i suoi scopi per mancanza di denaro è come dire che un ingegnere non può costruire strade per mancanza di chilometri”).

Facciamo un altro esempio: un tavolo costa una moneta d’oro. il RE ordina 10 tavoli per le sue 10 sale da pranzo ma ha 8 monete d’oro. Le fonde e ne ri-conia 10, con un po’ di piombo a sopperire la mancanza d’oro. Paga. Dov’è l’inflazione?

Questo ti fa incazzare, vero? Ti fa incazzare perché QUESTO ti fa capire il POTERE DI CHI CONIA MONETA! Ed è QUESTO che IGB deve MANIPOLARE: LA TUA SANA INCAZZATURA DERIVANTE DAL SAPERE LA VERITA’!

Perché se tu, Caro Lettore, capisci IL POTERE DI CREARE MONETA e capisci che IGB è OGGI il CREATORE DI MONETA e che invece potrebbe esserlo lo Stato, ergo Er-Popolino-finalmente-SOVRANO.. beh.. dai che c’arrivi alle CONSEGUENZE.. no?!

“va bene.. ho capito.. ma le risate dove sono?” eccole:

> Va peraltro chiarito, al riguardo, che l'inflazione non nasce perché le monete hanno un minore contenuto aureo, ma perché sono emesse in quantità eccessiva rispetto alla produzione di beni.

Ricordiamo il POST-IT?! E’ stata la BdI a dirci che nuove monete si creano SOLO “annacquando” le vecchie, sì o no?! “rimediavano producendo (e spendendo) molte monete, che contenevano solo una frazione del metallo prezioso contenuto in precedenza”. Sì!

E’ proprio perché il RE poteva, egli ed egli solamente, CONIARE che c’erano monete in più e c’erano monete in più perché c’era MENO ORO IN OGNUNA DI ESSE! Altrimenti, DA DOVE STRACAZZO, di grazia, LO PRENDE IL RE (a) il suo AGGIO e (b) l’oro per farle, ‘ste benedette monete-in-più?!

Ecco, di nuovo, il solito dualismo malato di IGB! A me questo fa ridere. A te, Caro Lettore, no?! :D

In soldoni la BdI vuole INSEGNARCI che: lo Stato (perché questo vuole che ti rimanga impresso nel cervello: lo STATO) crea monete e questo è male. Questo crea inflazione e l’inflazione è il PEDOFILO dell’economia, si sa! Vuoi dare forse alimento a un pedofilo? Giammai, giusto?! Bene, quindi devi ergere a tuo nemico l’INFLAZIONE. Andiamo avanti: lo Stato crea monete diminuendo il quantitativo di oro e il creare monete alimenta il pedofilo ma il creare monete non è legato al quantitativo di oro in esse contenuto.

MA SE L’HAI APPENA DETTO CHE LO STATO DIMINUIVA ORO PER CREARE NUOVE MONETE!!

La BdI è forse pazza?! No, tante cose si possono dire dei banchieri tranne che siano pazzi o stupidi. C’è una ragione per tutto ciò che dicono e fanno.

Quindi perché la BdI, arrivati a questo punto, salta, senza ritegno – tant’è che l’abbiamo appena SPUTTANATA – dal concetto “inflazione-per-colpa-dello-stato-che-crea-moneta-sottraendo-oro-cadauna” al concetto di “inflazione-cattiva-ma-non-è-legata-all’oro-nella-moneta”??

Semplice. Sta SDOGANANDO, ergo MANIPOLANDO, un ALTRO concetto, a Lei vantaggioso.

Vediamolo:

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manca ancora:

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L'importante non è che la moneta abbia un valore intrinseco, un contenuto d'oro o d'argento, ma che sia mantenuta una proporzione stabile fra il valore della massa monetaria e il valore dei beni prodotti dall'economia (tanto è vero che la famosa "rivoluzione dei prezzi" che investì l'Europa nel Cinquecento fu causata dall'afflusso dall'America di oro e d'argento, cioè di moneta buona emessa dalla Spagna coloniale, non di moneta cattiva priva di contenuto intrinseco; semplicemente, le monete d'oro e d'argento erano in quantità eccessiva rispetto ai beni).

Tra la fine del Settecento e l'inizio dell'Ottocento cominciò a diffondersi la carta moneta, che fu un progresso decisivo perché liberò l'umanità dalla necessità di produrre grandi quantità d'oro e d'argento che non avevano alcun utilizzo pratico: la carta moneta - un semplice "segno convenzionale" dal costo di produzione quasi nullo - consentiva di portare a termine gli scambi altrettanto bene della moneta metallica.

Con l'avvento della carta moneta le potenzialità di estrarre un profitto da signoraggio si ampliarono, sia per via del costo minimo di produzione, sia perché ai biglietti cartacei si poteva imporre un valore arbitrariamente alto. E infatti vi furono abusi, anche imponenti. Uno degli esempi più famosi è l'alluvione delle "banconote" della Rivoluzione francese, gli "assegnati" che, tra il 1790 e il 1796, furono utilizzati per tenere in piedi la macchina dello Stato francese, a prezzo di un'inflazione del 10.000 per cento.

Per evitare questi abusi di natura politica, dopo una complessa evoluzione istituzionale, si affermò infine l'idea che l'emissione di moneta dovesse essere affidata a enti indipendenti dai Governi. Inizialmente la facoltà di emettere le banconote fu data a banche private che svolgevano questa attività in regime di concessione. Esse erano tenute a numerosi obblighi, fra i quali quello principale era di garantire la convertibilità dei propri biglietti in oro o argento a un tasso fissato dalla legge. Dopo la prima guerra mondiale, tuttavia, ci si rese conto che l'obbligo di convertibilità, concepito per garantire il valore della moneta, comportava forti rischi per la stabilità economica, perché imponeva, in momenti di crisi, pesanti restrizioni monetarie che acuivano le crisi stesse, anziché alleviarle. Tale obbligo è stato perciò abolito e l'emissione della moneta è stata affidata alle banche centrali. Oggi il valore delle banconote è garantito, oltre che dalle leggi dello Stato (valore legale), dall'obiettivo assegnato alle banche centrali di mantenere l'offerta di moneta commisurata alle necessità dell'economia, evitando così sia l'inflazione che la deflazione. Le banche centrali assicurano inoltre anche l'integrità e l'autenticità delle banconote in circolazione.
Oggi, quindi, il signoraggio viene percepito in prima battuta dalle banche centrali, le quali tuttavia lo riversano poi agli Stati, titolari ultimi della sovranità monetaria. La principale differenza consiste nelle modalità con cui si forma il signoraggio. Quando la moneta viene prodotta dallo Stato, è quest'ultimo che, spendendola ad esempio per acquistare beni e servizi, la mette in circolo nell'economia e realizza immediatamente il controvalore, al netto dei costi di produzione. Quando invece è la banca centrale a emettere le banconote (o, più in generale, la base monetaria, che include anche le riserve costituite dalle banche su conti presso la banca centrale), queste non vengono spese in beni e servizi ma fornite alle banche commerciali, in forma di prestito, per le esigenze del sistema economico, o utilizzate per l'acquisto di attività finanziarie, come i titoli di Stato o le attività in valuta estera; al valore delle banconote, iscritto al passivo del bilancio della banca centrale, corrisponde quindi l'iscrizione di attività fruttifere nell'attivo del bilancio, che rendono un interesse. Perciò la banca centrale ottiene il signoraggio nel corso del tempo, come flusso di interessi sulle proprie attività fruttifere, al netto del costo di produzione delle banconote. Il valore scontato di tale flusso, che come si è detto viene riversato allo Stato, è pari a quello che quest'ultimo avrebbe ottenuto immettendo direttamente la banconota nel circuito economico.

La situazione attuale nell'area dell'euro

Nel caso specifico dell'area dell'euro l'emissione delle banconote è assegnata alla BCE in concorso con le banche centrali nazionali (BCN) dell'Eurosistema. Il "reddito monetario" di ogni singola BCN è definito come il reddito annuo che essa ottiene dagli attivi detenuti in contropartita delle banconote in circolazione e dei depositi costituiti dagli enti creditizi. Questo è trasferito alla BCE e da questa ridistribuito alle BCN sulla base della loro partecipazione al capitale della BCE. Le BCN, a loro volta, lo fanno affluire ai rispettivi Stati una volta dedotte le spese di funzionamento ed effettuati i necessari accantonamenti1).

La Banca d'Italia, in particolare, fa confluire allo Stato - attraverso le imposte e la distribuzione dell'utile - la sua quota di "reddito monetario" insieme agli altri redditi derivanti dai propri investimenti non connessi con le funzioni di politica monetaria e dalle attività esercitate, al netto dei costi di gestione e degli accantonamenti2). Questi ultimi sono finalizzati a preservarne la solidità e l'indipendenza finanziaria, consentendole di fronteggiare autonomamente, e quindi al riparo da possibili condizionamenti esterni, i rischi che scaturiscono dall'esercizio delle funzioni che le sono istituzionalmente assegnate.

La giurisprudenza in Italia

La Corte di Cassazione è stata interessata qualche anno fa dalla questione se sia legittimo attribuire in prima battuta alla Banca d'Italia i redditi di signoraggio. Essa ha affermato3) che il riconoscimento alla banca centrale del "reddito monetario" è effetto di una scelta politica consacrata in strumenti normativi di diritto europeo, al cui rispetto lo Stato italiano è impegnato.

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1) La normativa relativa alla distribuzione del reddito monetario delle BCN degli Stati membri partecipanti può essere consultata sul sito web della BCE, all'indirizzo:http://www.ecb.int/ecb/legal/1001/1013/html/index.it.html.

2) Le informazioni sullo stato patrimoniale e sul conto economico della Banca d'Italia, così come quelle relative alla distribuzione dell'utile, sono pubblicate annualmente nel capitolo Il bilancio della Banca d'Italia della Relazione Annuale, disponibile all'indirizzo: http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/relann.

3) Sentenza delle Sezioni Unite, 21 luglio 2006, n. 16751.
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