04. La B.C. NON compra/vende [direttamente] da/allo Stato

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• in soldoni: le vere bufale che girano in Rete riguardo alla «Bufala del signoraggio»©, ovvero come IGB disinforma tramite giornalisti, giornalai, blogghettini-ini-ini TUTTI insieme appassionatamente intenti al «..E ABBIAMO DIMOSTRATO CHE IL SIGNORAGGIO NON ESISTE/E' UNA BUFALA..»®
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04. La B.C. NON compra/vende [direttamente] da/allo Stato

Messaggioda sandropascucci » 8 ott 2013, 11:10

4. LA B.C. NON COMPRA/VENDE [direttamente] D/ALLO STATO

noo-o! mica!
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Re: 4. LA B.C. NON COMPRA/VENDE [direttamente] ALLO STATO

Messaggioda sandropascucci » 8 ott 2013, 13:06

tradotto con google. chi mi spedisce la versione corretta?

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Esclusiva: US consente Cina bypassare Wall Street per gli ordini del Tesoro

Con Emily Flitter
NEW YORK | Lun 21 Mag, 2012 03:35 CEST

(Reuters) - La Cina può ora ignorare Wall Street al momento dell'acquisto di debito del governo degli Stati Uniti e di andare direttamente al Tesoro degli Stati Uniti, in quello che è il primo in assoluto rapporto diretto del Tesoro con un governo straniero, secondo i documenti consultati da Reuters.

Il rapporto significa la Banca popolare di China compra debito degli Stati Uniti utilizzando un metodo diverso rispetto a qualsiasi altra banca centrale al mondo.

Gli altri centrali di banche , tra cui la Banca del Giappone , che ha un grande appetito per il Tesoro, gli ordini luogo per il debito degli Stati Uniti con le maggiori banche di Wall Street designati dal governo come operatori primari. Quei commercianti poi fare offerte per loro conto alle aste del Tesoro.

La Cina , che detiene 1.170 miliardi dollari in titoli del Tesoro USA, acquista ancora alcuni titoli del Tesoro attraverso operatori primari, ma da Giugno 2011, questa strada non è stato necessario.

I documenti visualizzati da Reuters indicano il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha dato la Banca popolare di Cina un collegamento informatico diretto al suo sistema di aste, che i cinesi prima utilizzato per acquistare le note di due anni a fine giugno 2011.

Cina può ora partecipare alle aste senza porre offerte attraverso operatori primari. Se si vuole vendere, tuttavia, deve ancora passare attraverso il mercato.

La modifica non è stata annunciata pubblicamente o in un messaggio di operatori primari.

"Offerta diretta è aperto a una vasta gamma di investitori, ma come una questione di politica generale, noi non commentare i singoli offerenti," ha dichiarato Matt Anderson, un portavoce del Dipartimento del Tesoro.

Mentre non vi è stato alcun divieto di enti stranieri che concorrono direttamente, sistemazione del Tesoro della Cina è unica.

Le vendite del Tesoro del debito degli Stati Uniti verso la Cina sono diventati parte di un dibattito pubblico politicamente sul ruolo della Cina come il più grande esportatore verso gli Stati Uniti e anche il più grande creditore del paese.

Il privilegio può aiutare la Cina a ottenere debito degli Stati Uniti per un prezzo migliore, mantenendo la conoscenza di Wall Street i suoi ordini al minimo.

Operatori principali non possono addebitare ai clienti i soldi per fare un'offerta per loro conto alle aste del Tesoro, per cui la Cina non è il risparmio di denaro, tagliando fuori le commissioni.

Invece, la Cina è preservare il valore delle informazioni specifiche sulle sue abitudini di offerta. Offrendo direttamente, Cina impedisce di Wall Street le banche a cercare di sfruttare la sua enorme presenza in un determinato all'asta da guidare il prezzo.

Si tratta di una delle numerose cortesie forniti ad un acquirente in una classe a sé, in termini di potere d'acquisto. Sebbene i giapponesi, per esempio, proprio circa $ 1,1 miliardi di dollari di titoli del Tesoro, il loro acquisto è stato meno centralizzato. L'acquisto da Giappone è sparsa tra le istituzioni, tra cui i fondi pensione, le grandi banche giapponesi e la Banca del Giappone, senza una sola entità dominante.

Concessione Cina un link di offerta diretta non è la prima volta Tesoro ha fatto di tutto per mantenere felice il suo più grande cliente.

Nel 2009, quando i funzionari del Tesoro hanno trovato la Cina stava usando le offerte speciali con gli operatori principali per nascondere i suoi acquisti di debito degli Stati Uniti, il Tesoro ha cambiato una regola di mettere fuori legge quelle offerte, secondo la Reuters lo scorso giugno. Ma allo stesso tempo si rilassò un obbligo di segnalazione per rendere il cinese più confortevole con la regola modificata.

Un'altra caratteristica della US-China Business rapporto è discrezione: Il Ministero del Tesoro ha cercato di mantenere la sua motivazione per il cambiamento delle regole 2009 sotto gli involucri, secondo la Reuters.

I documenti che si occupano di nuovo status della Cina come un offerente diretto nuovamente dimostrano il desiderio del Tesoro per la segretezza - in termini di Wall Street e il suo nuovo cliente di offerta diretta.

Per la salvaguardia contro gli hacker, i funzionari del Tesoro aggiornato il sistema che permette la Cina per accedere al processo di offerta.

Poi hanno discusso i modi per deviare domande da operatori di Wall Street, che si presenterebbero una volta che i risultati d'aste cominciarono rivelando la presenza innegabile di un offerente diretti esteri.

"La maggior parte sono del parere che i conti esteri Submit" offerte indirette "attraverso operatori primari. Ciò probabilmente causerà chiacchiere significativo sulla strada e molte domande probabilmente verrà la nostra strada", ha scritto un funzionario del governo in una e-mail visto da Reuters.

Nella e-mail, il funzionario ha suggerito che fornisce, risposte generali di base alle domande su chi può fare un'offerta in azioni proprie.

"Per le domande più ampie o di sondaggio in natura, credo che sia prudente a orientarle verso il Tesoro o la zona di pubbliche relazioni," il funzionario ha scritto.

La concessione alla Cina dello status di offerente diretta può essere controverso perché alcuni funzionari del governo sono preoccupati che la Cina ha guadagnato troppo leva sugli Stati Uniti attraverso le sue grandi proprietà del Tesoro.

Ad esempio, l'economista Brad Setser, che è un membro del Consiglio economico nazionale e ha anche fatto parte del Consiglio di Sicurezza Nazionale, ha sostenuto le grandi aziende del Tesoro della Cina rappresentano una minaccia alla sicurezza nazionale.

Scrivere per il Council on Foreign Relations nel 2009, Setser postulato che massicce partecipazioni debito degli Stati Uniti in Cina ha dato potere sulla politica degli Stati Uniti attraverso la minaccia di un rapido, grande vendita del debito degli Stati Uniti, che potrebbe inviare il mercato in fermento e salire i tassi di interesse.

Ma i funzionari del Tesoro hanno a lungo sostenuto che le vendite di debito USA verso la Cina sono tenuti separati dalla politica in un affare rapporto che avvantaggia entrambi i paesi. L'uso Treasuries cinesi per ospitare i dollari che ricevono da vendita di beni verso gli Stati Uniti, mentre il governo degli Stati Uniti è felice di vedere come la forte domanda per il suo debito, perché mantiene i tassi di interesse bassi.

Un portavoce dell'ambasciata cinese a Washington non ha risposto alle chiamate ed e-mail in cerca di commento.

Gli Stati Uniti hanno, tuttavia, mostrato aumentare l'ansia per la Cina come una minaccia cibernetica. I funzionari del Tesoro modifica apportata al loro sistema di offerta diretta prima di consentire l'accesso alla Cina è stato quello di limitare l'accesso al sistema per una connessione di rete privata appositamente controllata dal Tesoro.

La Cina è tra i temi più sensibili per banchieri e funzionari di governo che corte del paese come un client finanziaria a causa delle sue dimensioni e importanza, e nessuno avrebbe accettato di commentare il record per questa storia.

Un ex funzionario di gestione del debito al Tesoro che non ha voluto essere identificato ha detto che, come l'esperienza della Cina nel mercato del Tesoro degli Stati Uniti ha approfondito nel corso del tempo, i funzionari cinesi possono aver sentito più comodo prendere le redini nella gestione delle loro aziende.

La loro richiesta di fare un'offerta direttamente, a suo avviso, è venuto da una fiducia che i loro gestori di denaro potevano comprare il debito degli Stati Uniti in modo più efficiente in proprio che attraverso le banche di Wall Street, che spesso possono far alzare il prezzo dei titoli del Tesoro in un'asta se sanno quanto grandi clienti sono disposti a pagare. Tale pratica, che non è specificamente illegale, anche se la maggior parte dei commercianti avrebbero ritengono immorale.

La prova della crescente sofisticazione della Cina come un gestore di fondi nel mercato degli Stati Uniti è chiara nella sua espansione delle operazioni a New York. Il suo braccio di gestione del denaro, l'amministrazione dello Stato di Foreign Exchange (comunemente chiamato SAFE), ha un ufficio nel centro di Manhattan e un esperto responsabile degli investimenti - ex Pacific Investment Management Co derivati ​​testa Changhong Zhu - a Pechino.

Una donna che ha risposto al telefono all'ufficio del SAFE New York ha detto che nessuno in ufficio è stato autorizzato a parlare ai media.

(Editing by Martin e Steve Howell Orlofsky)

da: http://www.reuters.com/article/2012/05/ ... 1720120521
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Re: 04. La B.C. NON compra/vende [direttamente] da/allo Stat

Messaggioda sandropascucci » 17 ott 2013, 11:37

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Re: 04. La B.C. NON compra/vende [direttamente] da/allo Stat

Messaggioda mr.spyder » 4 mar 2014, 19:50

nel link sotto c'è un pdf con l'elenco per gli specialisti in titoli di stato per l'anno 2013:
http://www.dt.tesoro.it/export/sites/si ... _20013.pdf

curiosamente è nella sezione "debito pubblico"

non vedo molte "vecchine"...e neanche molte banche italiane...

poi c'è questo fantastico link sull'ammontare del debito pubblico:
http://www.dt.tesoro.it/it/debito_pubbl ... blico.html
Allegati
Graduatoria_degli_Specialisti_in_Titoli_di_Stato_Anno_20013.pdf
(125.03 KiB) Scaricato 94 volte
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Re: 04. La B.C. NON compra/vende [direttamente] da/allo Stat

Messaggioda sandropascucci » 5 mar 2014, 3:18

> non vedo molte "vecchine"
beh, alcune banche sono molto vecchie.. dobbiamo riconoscerlo..
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Re: 04. La B.C. NON compra/vende [direttamente] da/allo Stat

Messaggioda Francesco Fata » 5 mar 2014, 10:51

Le battute sono sempre gradite, però vorrei precisare che non è certamente dall'elenco degli specialisti in titoli di stato che potremmo vedere le "vecchine". Le "vecchine" si affidano alle banche che, qualora non dovessero operare direttamente sul mercato dei titoli di stato, si affidano a questi specialisti.
Questo non toglie, chiaramente, che le "vecchine" siano ormai una percentuale infima tra i possessori di titoli di stato (come spiegato in questo aticolo http://www.economy2050.it/debito-pubbli ... ce-banche/ )
Così, giusto per non farci dire "...ma guarda questi che cazzo di ignoranti che sono!"
Voglio troppo bene al popolo per pensare di votare gente che vuole particolarmente bene a se stessa.
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Re: 04. La B.C. NON compra/vende [direttamente] da/allo Stat

Messaggioda mr.spyder » 5 mar 2014, 17:36

ovviamente. (errore mio a non aver specificato)

la sciura maria potrà avere titoli di stato,ma solo di "seconda mano".

ma perché io banca d'investimenti (italiana/francese/giapponese/ecc) dovrei dare alla vecchina ITALIANA tutti o la maggior parte dei titoli che ho acquisito quando posso "sgobbarci" molto di più con altri mezzi???
era per sfatare il mito che i TDS sono PRINCIPALMENTE in mano ai "normali cittadini",infatti dal lik che hai postato pare che solo il 13% è in mano alle famiglie

dove per famiglie non si specifica se è la famiglia rossi (che sò... operai della fiat) o dei vari benetton agnelli ferrero berlusconi ecc...
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Re: 04. La B.C. NON compra/vende [direttamente] da/allo Stat

Messaggioda Francesco Fata » 5 mar 2014, 19:25

mr.spyder ha scritto:...solo il 13% è in mano alle famiglie

dove per famiglie non si specifica se è la famiglia rossi (che sò... operai della fiat) o dei vari benetton agnelli ferrero berlusconi ecc...


infatti!
Voglio troppo bene al popolo per pensare di votare gente che vuole particolarmente bene a se stessa.
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Messaggioda sandropascucci » 17 nov 2014, 17:00

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Draghi: ripresa a rischio per austerity e scarse riforme

Il governatore di Francoforte in audizione al Parlamento Ue. Il "necessario" consolidamento dei conti pubblici è uno degli elementi che rallentano il recupero economico. Misure Bce funzionano, ma non ancora per i cittadini. "Possibile acquisto titoli di Stato", i mercati reagiscono

17 novembre 2014

Draghi: ripresa a rischio per austerity e scarse riforme

Il governatore Bce, Mario Draghi, al Parlamento Ue di Bruxelles (ap)

MILANO - "Lo slancio di crescita della zona euro si è indebolito durante l'estate e le recenti stime sono state riviste al ribasso. La ripresa è messa a rischio da disoccupazione alta, capacità produttiva inutilizzata e necessari aggiustamenti di bilancio". Così il presidente della Bce, Mario Draghi, in audizione al Parlamento europeo ricorda che è necessario lo sforzo di riforma della politica, senza il quale l'azionde della Bce può poco o nulla per rimettere in carreggiata l'economia dell'Eurozona. D'altra parte, un eccesso di austerity è parimenti un rischio per la ripresa. "I rischi delle prospettive economiche restano" dunque "al ribasso", a causa di "slancio indebolito e rischi geopolitici che minano la fiducia, e progressi insufficienti nelle riforme strutturali", dice il governatore.

Alla politica, Draghi ricorda il "bisogno urgente di impegni concreti a breve termine per riforme strutturali negli Stati membri, per l'applicazione del patto di Stabilità e crescita, per una politica di bilancio aggregata per l'area dell'euro, e per una strategia comune sugli investimenti". Draghi sottolinea che "i Paesi che crescono di più sono quelli in cui alcune riforme strutturali sono state già attuate. Il 2015 - aggiunge - deve essere l'anno in cui tutti governi e istituzioni della zona euro allo stesso modo, devono varare una strategia comune coerente per rimettere in marcia le nostre economie".

Quanto all'azione dell'Eurotower, che ha portato il costo del denaro al minimo storico, ha lanciato le aste di liquidità Tltro, ha avviato un piano d'acquisto di Abs e obbligazioni garantite e si è detta pronta a nuovi strumenti straordinari, Draghi dice che si vedono "i primi segnali del fatto che il nostro pacchetto di misure sta dando effetti tangibili" sulla dinamica del credito nell'area euro. Progressi che ancora i cittadini non vedono nelle loro tasche: "Siamo ancora in una situazione dove la nostra politica monetaria accomodante non raggiunge in modo sufficiente" l'economia reale, perchè "il mercato del credito in alcune parti della zona euro è ancora squilibrato e mostra segni di ripresa timidi".

In futuro, come sottolineano da tempo gli analisti, si potrà vedere altro da parte della Bce: le misure "non convenzionali" allo studio se l'inflazione peggiorasse ancora "potrebbero includere l'acquisto di bond sovrani", specifica Draghi, ribadendo che "l'euro è irreversibile" e che Francoforte "continuerà a fare tutto il necessario nell'ambito del proprio mandato". Parole alle quali i mercati reagiscono con un netto miglioramento.
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Messaggioda sandropascucci » 7 gen 2015, 16:43

da: http://www.wallstreetitalia.com/

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07/01/15 | 12:54 | Bce, tutti i rumor: le tre opzioni al vaglio per il QE - A cura di MPS Capital Services
Tassi & Congiuntura: in area Euro l’annuncio di nuove elezioni in Grecia per il 25 gennaio unito ai timori di un avanzamento del partito di sinistra Syriza ed alla conferma della possibilità di QE da parte di Draghi, hanno portato ad un calo generalizzato dei tassi che solo negli ultimi due giorni si è interrotto sulla parte decennale (non trentennale) periferica. Dopo le indiscrezioni (in parte smentite) riportate da Der Spiegel in merito ala possibilità che il governo tedesco ritenga sopportabile un’eventuale fuoriuscita della Grecia dall’Euro, altre fonti di stampa riportano di negoziati in corso con Tsipras (potenziale vincitore in Grecia) per cercare con Bruxelles un compromesso che allontani il rischio default del paese.
Secondo un quotidiano olandese, che riporta una fonte anonima, la BCE sta considerando tre opzioni per il QE: 1) acquisto di titoli in base alla quota di capitale di ciascun paese all’interno dell’Istituto; 2) acquisto solo di bond tripla A; 3) acquisto di bond da parte delle banche centrali nazionali.
Secondo il quotidiano tedesco FAZ che cita un consigliere economico della Merkel, la BCE rovinerebbe la sua reputazione se decidesse di comprare titoli governativi, incluso quelli greci, prima delle elezioni. Sul fronte macro, i PMI finali di dicembre della zona euro sono risultati in lieve calo rispetto al preliminare, con all’interno un peggioramento del dato composito italiano sceso sotto 50.
Negli Usa i primi giorni del 2015 sono stati all’insegna del flight to quality, in un contesto in cui gli operatori hanno amplificato il focus su tre rischi in particolare: 1) Grecia; 2) il calo del petrolio; 3) possibile rallentamento dell’economia Usa dopo i dati ISM di dicembre (manifatturiero e servizi) risultati in entrambi i casi al di sotto delle attese. In questo contesto ieri il tasso decennale si è posizionato al di sotto del 2%, segnando il nuovo minimo (in chiusura) da metà 2013, continuando il trend ribassista in atto dagli ultimi giorni del 2014.
Le aspettative di inflazione medie a 10 anni si sono posizionate al minimo dal 2010. Infine, malgrado le crescenti attese di un rialzo Fed a metà 2015, il tasso biennale ha arrestato il rialzo successivo alla riunione FED di metà dicembre, calando di circa 10 pb nei primi giorni del 2015.
Sul fronte delle obbligazioni a spread, il nuovo anno conferma l’andamento osservato nella parte finale del 2014 ovvero vendite su High Yield (sempre più "equity like") e forte recupero delle emissioni investment grade (sempre più "govies like"). In particolare, lo spread sulle emissioni HY del settore energy US ha, nella giornata di ieri, superato nuovamente la soglia dei 1000 bps, livello prodromico di ulteriore stress del settore.
Sul fronte emergente, il mercato torna a chiedere un premio per il rischio maggiore con lo spread in leggero allargamento a 427 bps (era 387 a fine anno) che punta i massimi di dicembre a 460 bps. (Lna)
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Messaggioda sandropascucci » 22 gen 2015, 12:20

fonte repubblica.it
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"Quantitative easing", più moneta in circolazione: la rete dell'Eurotower contro la caduta dei prezzi

Che cos'è, come funziona e a che serve l'allentamento quantitativo delle condizioni monetarie nell'area euro: I tassi dovrebbero scendere e l'export crescere

di FEDERICO FUBINI
22 gennaio 2015

MARIO Draghi, 67 anni, è probabilmente arrivato al giorno più importante da quando, dall'inizio di novembre del 2011, riveste il ruolo di presidente della Banca centrale europea. Salvo destabilizzanti sorprese, oggi alle 14,30 annuncerà da Francoforte ciò che i mercati in tutto il mondo aspettano: il "quantitative easing " (QE), l'allentamento "quantitativo" delle condizioni monetarie nei 19 Paesi dell'area euro.

1. Che cos'è il quantitative easing?
Questo termine è entrato con forza nella discussione pubblica nel 2009, quando la Federal Reserve varò il primo programma di acquisto di titoli del Tesoro e di titoli immobiliari americani dopo il fallimento di Lehman Brothers nel settembre del 2008. QE significa esattamente questo: creazione da parte di una banca centrale di moneta il cui valore è basato sulla fiducia nell'assetto istituzionale e nei fondamentali economici alle sue spalle; questa moneta viene creata con il QE per comprare sul mercato titoli pubblici o privati, immettendo così liquidità nell'economia.

2. Perché la Bce vuole lanciare questo programma?
Il compito primario della Bce è garantire la stabilità dei prezzi: né troppa inflazione né una caduta nel fenomeno opposto, la deflazione. È ben noto infatti che con la deflazione cadono i consumi e gli investimenti, l'economia ristagna e il peso del debito aumenta. L'obiettivo statutario della Bce è un carovita nella zona euro "vicino ma sotto al 2%", ma oggi lo sta mancando. Il tasso d'inflazione nell'area è in frenata dall'inizio del 2012 e dall'ottobre del 2013 ha improvvisamente rallentato sotto l'1%. Da allora è calato ancora di più, fino a diventare negativo in dicembre (-0,2%), segnalando una contrazione dei prezzi. La Bce deve riportarlo all'obiettivo, ma non può più farlo con la tecnica convenzionale di ridurre i tassi d'interesse richiesti sui prestiti che pratica alle banche. Dopo vari tagli, quei tassi sono infatti già a zero. Non resta che la via "quantitativa", cioè la creazione di moneta: il QE.

3. Come funziona il QE?
Nella sua visione più semplice, il QE può contribuire a risollevare la dinamica dei prezzi verso livelli normali proprio per effetto della quantità di moneta. Una quantità maggiore di euro in circolazione (3.000 miliardi invece di 2.000, secondo l'obiettivo espresso dalla Bce), a parità di prodotti in vendita, dovrebbe alzare il costo in euro di beni e servizi. L'esperienza della Fed, che con il QE dal 2008 a oggi ha espanso il suo bilancio da circa 600 miliardi a quasi 4.500 miliardi di dollari, dimostra le cinghie di trasmissione dalla banca centrale alla vita delle imprese e dei cittadini sono in realtà più articolate. Il QE della Fed ha ridotto i tassi a lungo termine in America, cioè il costo sostenuto da un imprenditore o da una famiglia per indebitarsi. In parte i tassi dei titoli a lungo termine scendono proprio perché dalla banca centrale arriva un'onda di liquidità per comprare quei bond. In parte lo fanno perché chi vende quei bond alla banca centrale, reinveste poi i proventi comprandone altri titoli sul mercato, dunque l'effetto di riduzione dei tassi si trasmette a cerchi concentrici in molte parti dell'economia. A loro volta tassi più bassi favoriscono gli investimenti, l'occupazione e la ripresa dell'attività e dei prezzi al consumo. L'altro effetto del QE, conseguenza diretta della enorme quantità di denaro creata, una svalutazione la moneta e dunque un aiuto all'export.

4. in Europa il QE può funzionare bene come negli Stati Uniti?
Alcuni indizi fanno sospettare di no. Un motivo di fondo è che le imprese in Europa e soprattutto in Italia attingono al credito in modo diverso rispetto a come avviene in America. Negli Stati Uniti le imprese si finanziano presso le banche per circa il 27% del credito che ottengono, e per il resto lo fanno emettendo titoli di debito (bond) sui mercati. Per loro l'aiuto della Fed, che riduce i tassi sui bond a sette o dieci anni, è dunque prezioso. In Europa invece circa metà del credito alle imprese passa dalle banche e in Italia la quota è ancora più alta. Per quanto riguarda poi le piccole e medie imprese, quelle dove si trova la gran parte dell'occupazione, il credito in bond in Europa rappresenta una frazione inferiore al 5% dei finanziamenti totali. Per funzionare in pieno in Europa, il QE dovrebbe essere accompagnato da un forte taglio delle tasse. Ma questo è reso più difficile dai vincoli europei al bilancio. Sta già funzionando in Europa l'altra cinghia di trasmissione del QE, la svalutazione della moneta che aiuta l'export. Da maggio scorso l'euro è già caduto del 15% sul dollaro e del 9% sul paniere delle valute dei Paesi con i quali gli europei commerciano di più.

5. Perché la Bundesbank è contraria al QE?
La Banca centrale tedesca teme che il QE, riducendo gli spread e i tassi sul debito pubblico, tolga la pressione al risanamento e alle riforme dai governi dei Paesi più fragili. Inoltre, ritiene scorretto che la Bce comprando quei titoli, assuma su di sé il rischio di subire perdite se quei Paesi facessero default. Quelle perdite infatti potrebbero essere suddivise pro-quota sulle banche centrali nazionali azioniste della Bce. Bundesbank inclusa.


B
K
P
Leggiamo: “QE significa esattamente questo: creazione da parte di una banca centrale di moneta il cui valore è basato sulla fiducia nell'assetto istituzionale e nei fondamentali economici alle sue spalle”.

Mettono le mani avanti perché HANNO IMPARATO che è in circolazione una maggiore CONSAPEVOLEZZA riguardo concetti come “valore”, “moneta senza copertura creata da banchieri privati, dal nulla e a costo zero” e condiscono con paroline magiche come “istituzionali” e “alle spalle”. La GGENTE comincia a chiedersi da dove stracazzo tirano fuori i soldi questi signori, con che diritti (di medievali signorie autarchiche), con che TECNICHE (truffaldine) e con quali CONSEGUENZE (micidiali per il popolo).

Parlano di “fiducia”? Fiducia di chi verso chi? Della BCE verso i Paesi sovrani nazionali? Ma ti pare che un organo privato/privatistico (parole di Draghi, 2006) debba fare le pulci a uno Stato Sovrano? O parlano di fiducia del popolo verso la BCE? Allora non varrebbero un soldo bucato! Dei due punti statutari (inflazione e livello prezzi/costo della vita) che la BCE doveva originariamente perseguire.. bè.. ENTRAMBI sono stati MANCATI alla grande.

Ma cosa fa il QE, in soldoni? Leggiamo: “Il QE della Fed ha ridotto i tassi a lungo termine in America, cioè il costo sostenuto da un imprenditore o da una famiglia per indebitarsi.”. TRADUZIONE: il QE facilita l’indebitamento.

Ancora: “In parte i tassi dei titoli a lungo termine scendono proprio perché dalla banca centrale arriva un'onda di liquidità per comprare quei bond. In parte lo fanno perché chi vende quei bond alla banca centrale, reinveste poi i proventi comprandone altri titoli sul mercato”.

TRADUZIONE: (1) Quindi il discorso, caro ai negazionisti, del mercato primario / mercato secondario svela tutta la sua INCOERENZA, ossia “oggi” vendo i titoli acquistati “ieri” ed ecco fatto lo sdoganamento, amen; (2) se con i proventi di ciò che (dei titoli che) vendo ci compro ALTRI TITOLI.. ‘ndo cazzo ‘sta l’aiuto alla “produttività" e/o alla “economia reale”? Quando arrivano ‘sti 100 euri al muratore se quello (banca) che OGGI ha il “titolo-pubblico-2014” lo ha venduto, per 100 euri, e ci ha comprato, con i nuovi 100 euri “basati sulla fiducia nell’assetto di tua madre” , un “titolo-pubblico-2015”?? In pratica (3) il QE favorisce MATEMATICAMENTE l’indebitamento di STATI SOVRANI.

E per finire (si fa per dire): “L'altro effetto del QE, conseguenza diretta della enorme quantità di denaro creata, una svalutazione la moneta e dunque un aiuto all'export.”

TRADUZIONE: lo Stato non può avere la stampante perché creerebbe inflazione. Ma se lo fa la BCE è un “aiuto all’export”.

Lino, caro il mio Lino Il Popolo, è sempre buona la prima: “ti meriti tutto ciò che ancora non ti è stato fatto”.


Codice: Seleziona tutto

Questo argomento del QE sarà approfondito, in italiano senza parolacce, nel libro di prossima uscita
 
«IL GRANDE PUZZLE, ovvero le storie, le credenze e tutti  i comodini dello male dello monno: IL SIGNORAGGIO»

edito da PRIMIT PRESS e scaricabile previa prenotazione.

Il costo è zero euro, poiché chiedere soldi per DARE un libro sul signoraggio sarebbe come farsi fotografare in mutande vicino a un bankomat e dire che si sta lottando contro il Sistema oppure come farsi pagare la pubblicazione del proprio nome e cognome e sito internet sulla pagina di un quotidiano nazionale oppure come impiegare il 90% del tempo occorrente alla presentazione di una tesi di laurea sul signoraggio nella ricerca di link alternativi che NON portino/comportino/nomano il/al PRIMIT, pur fonte di tutto il materiale oggi in circolazione nel WEB oppure come parlare male dei signoraggisti e di quanto siano complottisti e poi sostenere che il Sistema ti invia gnochetta 20nne disposta a fare chat erotiche er "rovinarti/farti sbroccare/altro misterioso motivo" e sarebbe come votare un tizio che gira notoriamente con una fiaccola in mano e grondante pece infuocata e affidargli il traghettamento di una petroliera (e pretendere che..)
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Re: 04. La B.C. NON compra/vende [direttamente] da/allo Stat

Messaggioda mr.spyder » 28 gen 2015, 16:34

!
La svolta dei Bot: avranno tassi negativi Maria Cannata, direttore generale per il Debito pubblico, spiega gli scenari possibili di Redazione Economia

Finora era accaduto in Germania e in Svizzera, dove i titoli di Stato hanno raggiunto in certi momenti tassi negativi. In Italia non era possibile. È pur vero che da tempo investire nei buoni ordinari del Tesoro (durata fino a un massimo di un anno) non era più molto conveniente, anche se in aiuto ai tassi assai bassi veniva l’inflazione praticamente inesistente. Ma ora tra le conseguenze del «quantitative easing» varato dalla Banca centrale europea c’è anche la possibilità che le aste dei Bot potranno essere realizzate a tassi negativi (il prezzo di rimborso è più basso di quello di sottoscrizione). Lo ha spiegato il direttore generale per il Debito pubblico del Tesoro, Maria Cannata, a un convegno dell’Aiaf, ricordando che in precedenza questa possibilità non era «contemplata» e ha richiesto una modifica delle modalità dell’asta. La dirigente del Tesoro si è anche soffermata sulla questione dei Cct, i titoli a tasso variabile legati all’andamento dei Bot a sei mesi: «Se dovessero andare oltre un certo livello – ha affermato – non sapremmo come fare, stiamo studiando il problema».

I Cct

«Stiamo studiando come fare, abbiamo tempo per gestirlo» mentre il Belgio ad esempio sui titoli a tasso variabile «ha un problema». I tassi dei Cct non possono essere negativi per la contrattualistica di questi titoli: «anche leggendo il codice civile e’ chiarissimo: non si pensava prima a un mondo con il segno meno».Concludendo il suo intervento, tutto incentrato sulle conseguenze del Qe deciso dalla Bce, Cannata ha detto con un sorriso: «Non sono mai stata così sommersa di lavoro come in queste ultime settimane».

27 gennaio 2015 | 20:05
© RIPRODUZIONE RISERVATA

http://www.corriere.it/economia/15_genn ... 491a.shtml
Antonio Prezia, detto spyder... anche se non è importante chi sei,ma cosa vuoi fare per cambiare il mondo.

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Re: 04. La B.C. NON compra/vende [direttamente] da/allo Stat

Messaggioda sandropascucci » 30 gen 2015, 10:27

> non si pensava prima a un mondo con il segno meno
mavaacagare!!
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Re: 04. La B.C. NON compra/vende [direttamente] da/allo Stato

Messaggioda sandropascucci » 26 feb 2015, 10:32

In practice there is flexibility around these constraints. The distinction between a central bank buying bonds direct from governments (primary market finance) and buying existing bonds in secondary markets is not fundamental in economic terms.
da: DEBT, MONEY AND MEPHISTOPHELES: HOW DO WE GET OUT OF THIS MESS?
ADAIR TURNER CASS BUSINESS SCHOOL 6 th February 2013
(http://www.fsa.gov.uk/static/pubs/speeches/0206-at.pdf)

La distinzione tra una banca centrale che acquista obbligazioni direttamente dai governi (sul mercato primario di prima emissione) e l'acquisto nei mercati secondari di titoli già esistenti, non è fondamentale in termini economici.

da: DEBITO, MONETA E MEFISTOFELE: COME USCIRE DA QUESTO CAOS?
di Adair Turner
(trad. http://vocidallestero.blogspot.it)



Adair Turner

Jonathan Adair Turner, Baron Turner of Ecchinswell (born 5 October 1955, Ipswich) is a British businessman, academic, a member of the UK's Financial Policy Committee, and was Chairman of the Financial Services Authority until its abolition in March 2013. He is the former Chairman of the Pensions Commission and the Committee on Climate Change. He has described himself in a BBC HARDtalk interview with Stephen Sackur as a 'technocrat'.
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Re: 04. La B.C. NON compra/vende [direttamente] da/allo Stato

Messaggioda sandropascucci » 2 mar 2015, 12:55

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Draghi entra in campo con gli acquisti di titoli di Stato

Giovedì si riunisce il board della Bce, che rivedrà le stime sull'economia Ue e farà partire effettivamente il Quantitative easing. Nell'attesa, i rendimenti dei Btp hanno aggiornato i minimi storici. L'agenda dei mercati ricca di rilevazioni macro: su tutte Pil italiano, disoccupazione e industria tedesca

di RAFFAELE RICCIARDI
01 marzo 2015

Draghi entra in campo con gli acquisti di titoli di Stato
Mario Draghi, il governatore della Bce (ansa)

MILANO - Dalle parole ai fatti, arriva il Quantitative easing della Bce. La Banca centrale europea ha in programma, giovedì 5 marzo 2015, un board in trasferta a Nicosia (Cipro). Una riunione dalla quale si attendono gli aggiornamenti sulle previsioni economiche per il Vecchio continente, dove si stanno registrando segnali di rafforzamento economico. Probabile quindi che gli economisti di Francoforte migliorino le stime, anche se resta pressante il pericolo di un indebolimento della dinamica dei prezzi. Al di là di questi aspetti, tutti gli osservatori si attendono ulteriori dettagli tecnici sulla misura straordinaria da 1.140 miliardi di euro che permetterà alle 19 Banche nazionali dell'Eurozona, in coordinamento con lo staff di Draghi, di rastrellare 60 miliardi di euro di titoli, ogni mese almeno fino al settembre 2016, sui mercati. Si tratterà in primo luogo (circa 45 miliardi, dicono gli analisti) di titoli di Stato.

Proprio in questo sta la ragione dei recenti record toccati sul mercato obbligazionario sovrano: ne ha beneficiato anche l'Italia, che ha visto crollare i rendimenti dei Btp sia in asta che sul secondario, verso minimi storici. Lo spread, la differenza di rendimento rispetto ai Bund tedeschi, ha infranto al ribasso la quota psicologica di 100 punti base (anche se - bisogna ricordare - il costo reale del debito è tenuto a livelli più alti dalla mancanza di inflazione). Draghi aveva annunciato il 22 gennaio scorso l'operazione attesa dai mercati, indicando in marzo il mese di partenza. Probabile che si aspetti ancora il board di giovedì prima di partire effettivamente con lo shopping. A quel punto, si potrà vedere se ci sono margini per portare ulteriormente più in basso i rendimenti dei titoli di Stato e, a catena, degli altri strumenti finanziari.

La riunione di Nicosia di giovedì è senz'altro l'evento cruciale di una settimana che prevede anche numerosi rilevazioni macroeconomiche importanti, dall'andamento del Pil e dei conti pubblici italiani, all'andamento dell'industria tedesca, passando per gli indici Pmi sul manifatturiero e i servizi. Ecco gli appuntamenti principali della settimana:
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