01. "..E-ABBIAMO-DIMOSTRATO-CHE..®"

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• in soldoni: le vere bufale che girano in Rete riguardo alla «Bufala del signoraggio»©, ovvero come IGB disinforma tramite giornalisti, giornalai, blogghettini-ini-ini TUTTI insieme appassionatamente intenti al «..E ABBIAMO DIMOSTRATO CHE IL SIGNORAGGIO NON ESISTE/E' UNA BUFALA..»®
• della serie: ridere per restare sani. perché senza negazionisti del signoraggio.. ammettiamolo.. di che ca.zo ridevamo ora noandri?! :)
ivanopino
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Re: 01. "..E-ABBIAMO-DIMOSTRATO-CHE..®"

Messaggioda ivanopino » 31 ott 2013, 13:56

che carino, come si fa a denunciarlo?? :D :D :D
Ivano Pino

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Re: 01. "..E-ABBIAMO-DIMOSTRATO-CHE..®"

Messaggioda sandropascucci » 31 ott 2013, 15:08

da: http://tempesta-perfetta.blogspot.it/20 ... 0339779880

tempesta04.JPG


rispondo nei commenti alla fine. ho salvato in caso di tagli.
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Re: 01. "..E-ABBIAMO-DIMOSTRATO-CHE..®"

Messaggioda sandropascucci » 3 nov 2013, 14:04

da: http://www.youtube.com/all_comments?thr ... NMFIiHVPBo

>
>
(LeFou!) 12 ore fa
Signor Pascucci, il "signoraggio" come lo indica lei è completamente campato per aria. Lo affermano tutti gli economisti, i ragioneri e le persone di buon senso del mondo. Non c'è neanche discussione sull'argomento, basta semplicemente osservare che tale "truffa" se si verificasse produrrebbe guadagni spaventosi che però non esistono. L'inflazione del 2% nell'eurozona e bassa in tutto il mondo impediscono anche soluzioni esotiche tipo "mandano i soldi nell'isola sperduta".
Tutta propaganda.


Sandro Pascucci 5 ore fa
quando si dà del "Lei" ad una persona lo si fa per rispetto, suppongo, altrimenti è una presa per il culo, no? Bene.. quindi si usa scrivere Lei, con la lettera maiuscola. a te due risposte:
1. sei in cerca di visibilità, ecco perché sei qui ora. se avevi intenzione VERA di parlare di signoraggio avresti scritto sul Forum del PRIMIT, dove opero abitualmente;
2. la truffa è nel DEBITO, mica nel CREDITO. mi sembrava chiaro A TUTTI GLI ESSERI VIVENTI, ormai, ragionieri compresi;


(LeFou!) 2 ore fa
A parte le bugie e polemiche aggressive da terza media per tentare di rovesciare il tavolo, sto ai fatti.
Lei alla mia osservazione sul fatto che tutti gli economisti (ecc.) confermano che il "signoraggio" come lo intende lei sia una bufala risponde: "la truffa è nel DEBITO, mica nel CREDITO".
Quindi non ha risposto. Inoltre ogni debito ha un credito, per cui niente credito = niente debito.
Vuole rispondere o ammete il torto?



Sandro Pascucci 47 secondi fa
forse non ho scritto in italiano? sul Forum ci sono le risposte. altro non ho fa dire a dementi negazionisti. ovviamente, di nuovo, come già detto al giuliani, non sono responsabili delle etichette che vi attaccate da soli.
chi vuole parlare di signoraggio, VERAMENTE, viene sul Forum e ivi parla. gratis.



(LeFou!) 4 minuti fa
No, per due ragioni:
1) perché nel suo forum le sarebbe troppo comodo addomesticare la discussione
2) perché è lei che è venuto qui
Ripeto: è in grado di rispondere o ammette il torto? Perché se insiste con l'insulto è evidente che non ha argomenti.


Sandro Pascucci 1 minuto fa
ecchinen'andro.. eppure scrivo in italiano.
ps: sei tu che sei venuto "qui" e "qui" non è la tua chiesa.
l'Attento Lettore ha il suo bravo link da seguire e studiare.
a me questo basta. per il "addomesticare la discussione" che dire?
PURTROPPO VIVIAMO IN UNA SOCIETA' CIVILE.


(LeFou!) 8 minuti fa
A parte che non sta scrivendo in un italiano corretto, comunque è vero: questa non è la "mia chiesa", ma neanche la sua. Siamo entrambi qui, quindi in condizioni di parità poiché nessuno dei due può addomesticare il confronto pubblico (che lei sta perdendo non rispondendo). Avrei potuta invitarla a scrivere tra i commenti dei miei video sul signoraggio incrementando il mio traffico ma, per quella correttezza che a lei manca, non l'ho fatto.
Allora, vuole rispondere o sa solo minacciare denunce?



Sandro Pascucci 2 minuti fa
io non minaccio: io prima avverto e poi eseguo. tu, ad esempio, che fai, IN SOLDONI? insulti. punto. istighi, aripunto. niente di più. mi stai accusando e quindi INFAMANDO che sul mio sito "addomesticherei" il confronto. questo è OFFENSIVO. dici che "sto perdendo": questo è istigazione se non manipolazione e se non addirittura malattia! stai dicendo che a me "manca correttezza": altra DIFFAMAZIONE (e a mezzo Internet!). e tutto in un solo post!
inoltre..

Sandro Pascucci 1 minuto fa
..inoltre, dicevo, dici che non scrivo in italiano corretto, altra provocazione/diffamazione. e tu che scrivi, ancora, dopo che te l'avevo pur insegnato, "lei" minuscolo?!?!?
:D
anche con te ora rido. aspetto che tu faccia un passo falso per denunciarti.
:D
dai.. scrivi pure.. più scrivi più aumentano le possibilità di..
:D :D


(LeFou!) 22 minuti fa
La mia era una frase ipotetica, al contrario delle sue affermazioni assolute nei confronti di tutti coloro che non la pensano come lei.
Se vuole rispondere, sono qui. Se invece rinuncia al confronto nel merito (che ovviamente perderebbe) può restare fermo nelle sue certezze. I lettori si faranno la loro idea di chi possa avere ragione.



Sandro Pascucci 15 minuti fa
secondo te io nella mi vita do priorità :
(A) al buon esito dello studio di un Lettore Qualunque al quale ho fornito il link giusto tramite questo thread
(B) stare qui a fare a chi ha il pisello più lungo con l'ennesimo difensore del Sistema Monetario Internazionale?
rispondi pure prendendoti il tuo tempo e preparati a una risposta con sorpresa sorprendente..
A o B?



(LeFou!) 10 minuti fa
Ha risposto alla mia domanda, la ringrazio.
Saluti.



Sandro Pascucci 1 secondo fa
:D :D :D e tu hai confermato la mia diagnosi! :D :D :D


(LeFou!) 16 minuti fa
Mi dispiace smentirla anche riguardo l'uso della lingua italiana, ma il "lei" con la lettera maiuscola si utilizza solo in situazioni di estremo formalismo, cosa che non si realizza tra lei e me dato anche il tono che lei stesso utilizza.
Per informazioni: cercare su Google "treccani lei voi".



Sandro Pascucci 8 minuti fa
quindi mi stai prendendo per il culo: CVD.
io non ti rispetto linguisticamente e ti do del tu perché non nutro per te nessun rispetto, su nessun piano. non ti insulto un po' perché già la tua foto denota quanto la natura si sia accanita con te e un po' perché sono una persona estremamente civile e non sono uso all'insulto gratuito. in Rete non troverai mai un mio insulto INIZIALE. dopo sono una valanga, intendiamoci, ma DOPO. aspetto che sia l'altro ad iniziare. e lo fa sempre. lo fate tutti..



Sandro Pascucci 5 minuti fa
..tutti qui in Rete. ma in piazza, dove sono spessissimo con le Azioni del PRIMIT non ci siete mai. strano! cmq: della trecani non me ne frega un cazzo, non bado alle regole scritte da altri e perniciose. il rispetto c'è o non c'è. il "lei" minuscolo è una presa per il culo, ripeto, ed è peggiore del mio "tu". almeno io te lo dico che ti disprezzo, e non faccio moine. ma era tanto per perdere 5 minuti, in quanto era già chiara da anni la PASTA del PASCUCCI e de voandri. anche per..



Sandro Pascucci 3 minuti fa
..per il nome, ad esempio: MA NESSUNO HA UN NOME REALE? nessuno viene in piazza a aprlare davanti ar popolino? solo in Rete siete MASCHI? non sei d'accordo col "mio" signoraggio? STI CAZZI! apriti un tuo sito e ribatti punto punto ciò che ritieni sbagliato. che cazzo girate in Rete a CERCARE discussioni per INSULTARE?
ma io boh..


Sandro Pascucci 6 secondi fa
ps: tecnicamente è una STRONZATA che dove c'è debito ci sia credito. ad es. si potrebbe prendere un bilancio di BC che fa figurare come debito €100, per chi prende una banconota di valore nominale di € 100.
la BC mica ha speso 100 per il valore nominale 100. eh!


(LeFou!) 2 minuti fa
Lei ha appena confermato che, inventato o meno, in bilancio l'equazione debito=credito deve tornare. Lei contesta il fatto che il bilancio sia falso, ma questo non smentisce la mia affermazione. Anzi, la rafforza.
Inoltre anche sostanzialmente l'equazione torna, perché è lei stesso che la utilizza quando confronta la spesa di stampa con il valore che dovrebbe avere la moneta.
Si sta smentendo da solo.



Sandro Pascucci 39 secondi fa
sul Forum ci sono tutte le risposte. per quelli normali che sanno leggere italiano: le risposte sono anche qui
:D


Sandro Pascucci 5 ore fa
nella rubrica "LA CONTRO BUFALA DEL SIGNORAGGIO" analizza gli aspetti negazionisti che alcuni DEMENTI del WEB professano da anni. l'Attento Lettore potrebbe trovare lì qualcosa di interessante, per fugare i suoi dubbi.
Addirittura c'è un caso di MANIPOLAZIONE DI TABELLE che qualche IMBECILLE ha fatto per far quadrare i conti CONTRO i cc.dd. "signoraggisti" e a favore de Il Grasso Bankiere!
Pensa dove arrivano le persone di buon senso! Assurdo, no? Eppure..


Corrado Giuliani 1 ora fa
MI scusi, Pascucci, perchè non procede per vie legali? Se è tanto sicuro che qualcuno abbia falsificato, perchè di questo parla, delle tabelle (ergo bilanci), dovrebbe procedere per vie legali?
Inoltre non ci vedo molta coerenza nel minacciarmi di diffamazione e poi subito dopo chiamarmi demente, visto che a quanto mi risulta rientro nella categoria dei negazionisti.
Suvvia, Pascucci.


Sandro Pascucci 6 minuti fa
se io dico che i negazionisti sono dementi - E LO DICO: i negazionisti sono dementi - poi non sono mica responsabile di chi ci si autoetichetta, eh!!!11!!
ma siamo nel mondo della follia?!
:O :O :O
ps: la vie legali le riserbo per cose personali di immediato godimento. la Legge protegge ME per le DIFFAMAZIONE e la BCE (e le BCOM) per la creazione dal nulla di denaro. questo è un fatto reale, oggi e io devo vivere nella realtà. oggi.
io.


Corrado Giuliani 21 minuti fa
Eppure Pascucci dovrebbe capirlo da sé che se in questo video io faccio del cosiddetto "negazionismo" da signoraggio, e non ci vuole molto a dimostrarlo, e lei etichetta i negazionisti come dementi, di fatto mi sta dando del demente. Come lo capisco io lo capirebbe anche un legale, quindi converrà con me che probabilmente è meglio sotterrare l'ascia di guerra e parlare per contenuti, se ne ha voglia.



Sandro Pascucci 5 minuti fa
come vuoi, nel senso che vai pure dal tuo avvocato a dire che pascucci ha detto che solo agli imbecilli piace il mare e che a te piacendo il mare ti senti essere oggetto di insulto. se vuoi giocartela così.. fatti tuoi. io ti ripeto, per l'ultima volta: NOMINA IL PRIMIT O PASCUCCI A SPROPOSITO (come ad es. hai fatto parlando dei 120 euro e/o come hai scritto in giro che pascucci lucra sul signoraggio) E IO DI QUERELO.
sic&simpliciter. a me sembra di una trasparenza e chiarezza cristallina, no?!



Sandro Pascucci 4 minuti fa
l'altro fatto, ossia la discussione tecnica sul signoraggio, si risolve con il Forum del PRIMIT, dove risiedono anni di discussioni sul Tema. amen.


Corrado Giuliani 48 minuti fa
E io le ripeto: faccia come vuole, Pascucci. La rete è piena di suoi insulti ad altri ché non so quanto le conviene, effettivamente, minacciare chicchessia. Può anche continuare a sostenere la sua tesi di diffamazione verso di me circa quelle frasi citate, ma, a ben vedere, non ho detto nulla di falso: lei si fa versare, in maniera del tutto volontaria, delle donazioni per la sua attività di informazione/sito/causa ecc e quindi riceve un guadagno da questa attività.



Sandro Pascucci 38 minuti fa
bene: allora ti denuncio.
Io sono il Presidente e Legale Responsabile della Associazione di Promozione Sociale PRIMIT (Programma per la Riforma Monetaria Italiana) e non traggo guadagno dai volontari versamenti che un socio effettua alla associazione stessa.
ti avevo avvertito.
ps: il fatto che CAIO insulti TIZIO non dà il permesso a SEMPRONIO di insultare CAIO. è la base del Diritto. te lo spiegherà meglio il tuo avvocato.



Corrado Giuliani 46 minuti fa
Riguardo al suo forum, non ci penso minimamente: lei è anche l'admin e so per esperienza cosa significa buttarsi nella fossa del leone. Come vede, volendo, qui può parlare che io sono molto democratico e non ho mai bannato nessuno, nemmeno chi mi insulta/minaccia. Se è una perdita di tempo, per lei, me ne farò una ragione e la saluto.



Sandro Pascucci 37 minuti fa
ci vediamo in tribunale.



Corrado Giuliani 24 minuti fa
Se vuole perdere i soldi, faccia pure.


>
>
Sandro Pascucci 1 giorno fa
>> Ma questo non è un problema dei losaisti e del Primit. Finchè ci sono i creduloni che pagano 120 euro di quota associativa l'anno loro possono continuare a dire stronzate senza lavorare!
dal sito PRIMIT, in italiano, risulta chiaramente che sei un DIFFAMATORE:



Sandro Pascucci 1 giorno fa
«..
8. Quanto costa
Le quote vanno a coprire le spese di logistica e di materiali per libri, fotocopie, manifestazioni ecc.. I soci PRIMIT hanno accesso alla contabilità tramite apposito strumento di controllo in tempo reale del "denaro pubblico" (versamento, contabilità, resoconti ecc..).
[continua..]



Sandro Pascucci 1 giorno fa
[continua..] L'iscrizione annuale costa €120 (euro centoventi) ma dato che non crediamo alle rivoluzioni a pagamento, è possibile chiedere l'esenzione dal versamento della quota, in parte o per intero.
TRADUZIONE:
SE NON HAI SOLDI PUOI ISCRIVERTI UGUALMENTE, CIO' CHE CONTA E' IL TUO VOLER CONTRIBUIRE ATTIVAMENTE AGLI SCOPI PREVISTI NELLO STATUTO.
..»
saresti da denunciare PENALMENTE, per diffamazione ma mi fai pena e ti rido in faccia
:D :D :D :D :D



Corrado Giuliani 1 giorno fa
Rida, rida, Pascucci, che il riso abbonda nella bocca degli stolti. Lei e i suoi seguaci sostenete che c'è una truffa perpetrata a più livelli dalle più alte cariche dello Stato, dell'UE et similia e io dovrei preoccuparmi per una sua minaccia di una denuncia per diffamazione??? Diffamazine di cosa, poi, lo sa solo lei. Ma non dovrebbe stupire: tutto quello che afferma non sono altro che sue invenzioni per attirare i gonzi e godere del loro rispetto. Ah, non si permetta mai più di darmi del tu.



Corrado Giuliani 1 giorno fa
Inoltre, quello che fa veramente pena, Pascucci, è lei: sono anni che si cimenta in macroeconomia e ancora non ha capito come funziona tutta la storia del signoraggio. In verità sarebbe sciocco credere che lei non lo capisca: le vere motivazioni sono ben palesi tutti quelli che hanno briciolo di intelligenza.



Sandro Pascucci 1 giorno fa
vedo che hai cambiato tono, ergo: hai abbassato le penne :D :D :D
ps: studia il signoraggio, ne trarrai beneficio assai. ma quando dico STUDIA intendo STUDIA, non leggere passivamente la paginettina-ina-ina di qualche manuale (che pure parlano apertamente di TRUCCO CONTABILE).
:D :D :D



Corrado Giuliani 1 giorno fa
"Vedo che hai cambiato tono, ergo: hai abbassato le penne"
A prescindere dal fatto che non ho usato alcun tono nei suoi confronti nemmeno prima, visto che lei s'è inventato una presunta diffamazione quando ho solo riportato quello che c'era sul sito, le ripeto che non ho certo paura delle sue minacce. Ma d'altronde, anche mi denunciasse, cosa ne ricaverebbe? Soldi? Ma non sono un debito? Se proprio vuole la solleverei volentieri di tutti i "debiti" che ha.



Sandro Pascucci 22 ore fa
"Perchè voi non siete stipendiati per dire quello che dite? Che il Pascucci, uno dei più grossi sostenitori della bufala del signoraggio, non ci guadagnava sopra? " [Corrado Giuliani 12 novembre 2011 at 19:28]
a giulià.. lasciami perdere.. lasciami perdere o ti scateno una guerra che neanche immagini [cit.]



Sandro Pascucci 22 ore fa
io potrei campare di rendita con i soldi di chi mi ha diffamato, minacciato, insultato e altro in questi anni. ma dato che il primo impegno è la Lotta, la Causa, allora non percorro tali strade, che pure la Legge mi concederebbe.
ma se mi prendi ANCORA per il culo e/o leggo una virgola contro la mia reputazione.. come si diceva?! omo avvisato..



Corrado Giuliani 20 ore fa
:D Le tiene in un archivio? Perchè invece non risponde in argomento, invece di millantare fantomatiche cause per diffamazione?



Sandro Pascucci 18 ore fa
Sì, le tengo in archivio, insieme ad altro materiale, per i noti motivi legali che mi stai spingendo a prendere. Ti ci stai impegnando, vedo. Io ho già risposto a tutte le bufale sulle bufale del signoraggio. C'è un Forum apposito dove trattiamo queste cose. Ma tu non hai fatto domande, tu hai DIFFAMATO. Sicuro che vuoi risposta? 



Sandro Pascucci 18 ore fa
Alla diffamazione c'è solo una risposta (in realtà ce ne sarebbero due ma siamo in una società civile) e alla truffa del signoraggio c'è ampia documentazione nel Forum del PRIMIT. Scegli giulià.. scegli bbene.



Corrado Giuliani 13 ore fa
Senta, Pascucci, dopo un pò diventa monotono. Se ha del materiale per procedere con la diffamazione, faccia pure, ché dopo un pò le sue minacce diventano noiose ( anche se l'ultima, per nulla velata, è molto interessante). In caso contrario, in questo video si parla d'altro ed è pregato di rispondere in tema o di lasciare la discussione. Ma d'altronde direi che non riceverò altre risposte in tema, sicuramente è impegnatissimo a formulare, col suo legale, una denuncia per truffa verso l'UE.



Sandro Pascucci 5 ore fa
CVD: (1) sei stato avvertito, come si usa nel mondo civile, degli ERRORI che stavi compiendo e di cui ti ho riportato un utile esempio. in altre parole: NON DIFFAMARE O SARAI DENUNCIATO.
(2) tecnicamente ho risposto a tutte le controbufale dei negazionisti del signoraggio sul Forum del PRIMIT. rivolgiti lì se vuoi rispondere.
NON ESISTE UNA RAGIONE TECNICA - e dico una! - PER DIFENDERE IL SISTEMA MONETARIO.
E' stata affrontato OGNI aspetto della Questione ed è stato risolto. Punto.



Corrado Giuliani 1 giorno fa
In ogni caso, quello che dovrebbe studiare è lei. Non c'è nessun trucco contabile, Pascucci, c'è solo ignoranza, la sua.


>
>
Sandro Pascucci 4 minuti fa
Secondo i negazionisti tu dovresti replicare loro OGNI COSA OGNI VOLTA IN OGNI DOVE. per loro è facile SMERDARE il discorso - infatti basta una mano sporca di merda per insudiciare un lenzuolo bianco - e per rimediare a questo si sono create delle raccolta di informazioni che, appunto, loro bellamente ignorano, non capendo che NON SONO LORO il centro di interesse di chi si batte per la Causa del signoraggio ma il Lettore che potrebbe essere fuorviato. è proprio al Lettore che..



Sandro Pascucci 6 secondi fa
..che sono dedicate le controbufale e non certo al negazionista demente. il negazionista demente non scenderà mai in campo su discorsi tecnici/logici. il suo scopo è, dal nome, essere negazionista. e da questo il secondo nome: demente.
un banchiere, ad es., andrebbe a leggere cosa abbiamo scritto e ne parlerebbe, con interesse [proprio!] a confutare tali controbufale. il negazionista NO! lui deve SOLO sporcare, non costruire, non discutere, non riflettere. solo negare. ossia: GNE'GNE'GNE'.
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Messaggioda sandropascucci » 3 nov 2013, 16:15

>
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ar7slu7 57 minuti fa
Sono Arturo "Huro Chan" Tobia e sono un membro del PRIMIT. Le vostre supposizioni che le quote di autofinanziamento che LIBERAMENTE versiamo alla nostra associazione, su un bilancio accessibile a tutti, per supportare lo studio DOCUMENTATO e la divulgazione LIBERA & DOCUMENTATA sui meccanismi di emissione monetaria resi perversi e usurari dal sistema bancario sono veramente da denuncia. Analizzate il nostro lavoro sul forum e controbattetelo con altrettanta documentazione, se avete le palle.



Corrado Giuliani 54 minuti fa
In parte l'ho controbattuto qui, ma non ho ricevuto risposta, magari può provvedere lei. Se Pascucci lo ritiene opportuno, può certamente procedere a querelare. Se invece vuole dimostrare che sbagliavo, sono ben contento di prendere visione di quel bilancio e ritrattare, in caso, che tutti possiamo sbagliare.



ar7slu7 32 minuti fa
È TUTTO SUL FORUM. Punto.



Sandro Pascucci 56 minuti fa
grazie huro, ho dato mandato al mio avvocato 10 minuti fa.


>
>
Corrado Giuliani 44 secondi fa
Dopo una riflessione, ritengo di aver sbagliato nell'affermare che sia il PRIMIT che il suo Presidente traggano un profitto dalla loro attività perché, in base alle Leggi in vigore e ai documenti che il PRIMIT ha depositato e rispettato non c'è lucro.
Dico questo dopo un riesame della documentazione a riguardo sul sito, che avevo erroneamente interpretato.



Sandro Pascucci 6 minuti fa
manca un pezzo o sbaglio? sia il PRIMIT cosa? una attività di lucro? mi fa piacere che ci siano persone in grado di dire "ho sbagliato". completa pure la frase e grazie per la correzione. :)


Corrado Giuliani 6 minuti fa
Ovviamente si può sbagliare, non vedo nemmeno cosa ci sia di negativo. Il dialogo ed il confronto servono proprio a questo.


Sandro Pascucci 3 minuti fa
certo. il confronto sulle IDEE, non sulle PERSONE. altrimenti con voandri non dovrei manco parlare. il PRIMIT è una associazione, iscritta a un registro regionale (Lazio) e uno nazionale (agenzia delle entrate). che c'entrava tirarla dentro per fatti di soldi? cmq.. almeno sei stato onesto, alla fine.
grazie. per me finisce qui (legalmente).
per il signoraggio, invece, non ti/vi darò altra corda. chi vuole si faccia vivo sul Forum.
buona serata.
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Messaggioda sandropascucci » 8 nov 2013, 10:37

un altro contributo FONDAMENTALE!
6annifa02.JPG

anche se:
6annifa01.JPG
6annifa01b.JPG


ma creare qualcosa di nuovo, no?!
ok.. almeno non rivenderlo come tale!

Interrogazione con richiesta di risposta scritta Z-000041/2013
alla Banca centrale europea
Articolo 118 del regolamento
Claudio Morganti (EFD)
Oggetto: Costi di fabbricazione dell'euro
Negli ultimi giorni in Italia diversi organi di stampa hanno riportato notizie circa il costo del
conio delle monete.
Dai dati risulterebbe che per la fabbricazione di una moneta da un centesimo se ne spendono
oltre quattro, mentre il costo unitario per la moneta di due centesimi ammonterebbe a oltre
cinque, ovvero più del doppio rispetto al valore della stessa.
Può la Banca Centrale Europea verificare e comunicare il reale costo di fabbricazione delle
monete da 1, 2 e 5 centesimi in Italia e negli altri Paesi dell'Area Euro?


EURO: MORGANTI (ELD), COMMISSIONE UE E DRAGHI VERIFICHINO COSTO MONETE
Scritto da com/mgl
Dimensione carattere Riduci grandezza carattere incrementa grandezza carattere Stampa E-mail Bookmark and Share
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(AGENPARL) - Roma, 14 nov - ‹‹La Commissione europea e Draghi verifichino il reale costo di fabbricazione delle monete da 1, 2 e 5 centesimi in Italia e negli altri Paesi dell’Eurozona››. L’eurodeputato indipendente Eld Claudio Morganti si è rivolto sia alla Commissione europea, in un’interrogazione parlamentare, sia alla Bce, in una lettera al presidente Mario Draghi, perché si faccia luce sulla questione del costo del conio delle monete, di cui si è dibattuto recentemente sulla stampa italiana. “Dai dati –si legge nell’interrogazione- risulterebbe che per la fabbricazione di una moneta da un centesimo se ne spendono oltre quattro, mentre il costo unitario per la moneta di due centesimi ammonterebbe a oltre cinque, ovvero più del doppio rispetto al valore della stessa”. ‹‹Il tema –spiega Morganti- è stato sollevato in una mozione presentata alla Camera dei deputati. Mi sembra opportuno fare chiarezza sulla questione in Europa, per questo mi sono rivolto non solo all’Esecutivo Ue ma anche a Draghi. Trovo assurdo –ha concluso- che in alcuni casi si possa spendere il doppio, e anche di più, rispetto al valore delle monete››.
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Messaggioda sandropascucci » 8 nov 2013, 10:48

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Re: 01. "..E-ABBIAMO-DIMOSTRATO-CHE..®"

Messaggioda sandropascucci » 8 nov 2013, 13:45

mi chiedevo che fine avessero fatto questi tizi:

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Quello che non eravamo riusciti a fare in 8 mesi è accaduto in 1 GIORNO: Ovvero oltre 40 movimenti civici di tutta Italia si sono riuniti e hanno deciso di allearsi e confluire in Pas-FermiamoLeBanche in vista delle prossime elezioni, e SE TUTTO VA BENE, QUINDI ALLE PROSSIME ELEZIONI CI SARA' UN MOVIMENTO CHE AVRA' AL PRIMO POSTO LA SOVRANITA' MONETARIA, IL SIGNORAGGIO, IL CONTRASTO DI BILDERBERG E COMPANY E ALTRI ARGOMENTI CHE NESSUNO HA IL CORAGGIO DI AFFRONTARE: PRESTO IL COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO...
La lista sarà sostenuta anche da moltissimi blog liberi.
Presto maggiori notizie, c'è tanto da fare...
Avete presente Nigel Farage?!? Nella coalizione che si presenterà come "FermiamoLeBanche" ce ne sono diversi... ve lo posso assicurare !!!!!!! O meglio, lo vedrete da soli...
Conoscendo alcuni elementi che hanno aderito posso assicurarvi che non c'è nessuno che ha paura di dire le cose come stanno... ne vedremo delle belle... uhhh se ne vedremo delle belle...
I sondaggi ci danno allo 0,2% ma non tengono conto che sono confluiti 45-50 gruppi di tutta Italia e che c'è il sostegno di diversi grandi blog e pagine di contro-informazione... INOLTRE SICURAMENTE, CONOSCENDO I MASS MEDIA, SONO STATI BASSI...
Dovremo IMPORCI e PRETENDERE il rispetto della par condicio, tutte le volte invece i piccoli movimenti vengono abbuiati, ma se lo faranno siamo pronti AD ANDARE DAVANTI ALLA SEDE DELLE TV, ora basta abbassare la testa davanti a questi delinquenti, CHE SI CONFRONTINO CON NOI....
TANTO SE MONTI HA SALVATO L'ITALIA E NON SA COS'è LA MASSONERIA CERTO NON AVRA' PROBLEMI NO?
Nocensura.com aderisce (con entusiasmo!!!) al progetto...
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Di seguito il comunicato di Lista SI Siamo Italia:
Comunicato Stampa Lista SI – n.3

Lista Si in campo con PAS dell’Avv. Alfonso Luigi Marra per le elezioni politiche del 2013 (ww.marra.it e ww.quellichesi.it)
Lista SI, per le Regioni Veneto, Friuli e Trentino, unitamente ad altri importanti Movimenti di ogni Regione Italiana, hanno promosso e trovato accordo definitivo con il PAS dell’Avvocato Alfonso Luigi Marra per le Elezioni Politiche di Febbraio 2013.
Un grande accordo che ci unisce su Sovranità Monetaria e Popolare: cardini essenziali per creare prosperità e ricchezza diffusa e togliere il potere assoluto alle lobby private che governano il Mondo in modo pessimo.
I Candidati saranno proposti in autonomia da ciascun Movimento territoriale. Fra quelli di spicco nel Veneto 1 e 2 l'imprenditrice Francesca Salvador (reduce dall'importante successo ottenuto alla trasmissione di Santoro di ieri sera: ha fatto dire a Berlusconi che è d'accordo sulla Sovranità Monetaria) e Alberto Mondini (da anni impegnato anche a dare visibilità alla medicina alternativa con il sito http://www.aerrepic.org&#41;.
Quale Candidato Premier non potevamo trovare di meglio dell’Avv Marra il quale, da sempre, si batte su questi basilari temi; unici al fine di creare benessere diffuso, incentivando l’unico modello economico che lo permette: quello della micro/piccola e media Impresa, mixato con uno Stato dei servizi che diventi efficiente, trasparente e tecnologicamente avanzato.
Andremo a convincere quei 2 milioni di Persone che non si sarebbero recate al voto. Due Milioni (su 12 che non andranno a votare) che non sarebbero andate a votare M5Stelle (sapendo che dietro a Grillo ci sono i “soliti noti”) e, tanto meno, avrebbero mai votato per gli “scellerati” di sx, cx e dx (che hanno rovinato gli Italiani). Ma convinceremo anche molti altri dell’Elettorato di protesta e moderato.
Ora, tutti i Movimenti e gli Elettori d’Italia, hanno il “PAS” per cambiare l'Italia.
Oggi Sì deve e Sì può.
Maurizio Sarlo
Coordinatore Politico
Lista SI per PAS


ho cercato "Maurizio Sarlo" ed è venuto fuori che

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Tavolo Permanete per l’Etica e l’Economia

Ottobre 2011, incontro su "Agricoltura e Sovranità Alimentare nella Ricchezza Locale"

Sabato 1 Ottobre in Piazza Isolo, durante l’incontro “Agricoltura e Sovranità Alimentare nella Ricchezza Locale” è stata lanciata a proposta di costituzione di un “Tavolo Permanete per l’Etica e l’Economia”. Per tale Tavolo, promosso dalla Rete Naturalmente Verona – Arcipelago SCEC vi sono già delle prime adesioni e anche delle proposte concrete. Le adesioni riguardano la Fondazione Mondo Migliore (Onlus), l’Associazione Internazionale Papa Giovanni Paolo II per la Pace tra i Popoli e il COEMM INTERNAZIONALE – Comitato Organizzatore Et.Champion Mondo Migliore. Il Segretario Generale del COEMM, Maurizio Sarlo, presente in piazza fra i relatori, nel proprio intervento ha messo in luce una riflessioni sulla mancanza di regole etiche nel panorama politico internazionale che si riverberano in modo pressante su quelle locali, scoraggiando ogni strategia alternativa. Aggiungendo che ogni terreno di aree ove vige la proprietà privata, e specialmente quelli di Stati come l’Italia, la Grecia, la Spagna, ove il modello della micro, piccola e media impresa, sono l’ossatura dell’economia, è preda di logiche finanziarie che non permettono al piccolo imprenditore agricolo una convenienza in termini di operosità.

Ecco che l’egoismo viene quindi esaltato da quelle offerte inrifiutabili di corsa al mattone, magari con puerili scuse sull’incentivo alla forza lavoro del comparto edile. La cementificazione “selvaggia” associata agli obiettivi di “fare cassa” per i Comuni sono un grave problema in tutta la provincia di Verona e non solo. Detto ciò, Maurizio Sarlo, per conto del COEMM, ha avanzato delle proposte concrete per il Tavolo permanete per l’Etica e L’Economia che vi riproponiamo qui di seguito.

Oggetto: Il Campionato delle Buone Azioni e il Tavolo Permanente Etica ed Economia (TPEE).

Gli obiettivi del COEMM sono: quello di promuovere una RETE fra diversi Soggetti (Istituzioni; Enti; Associazioni no-profit; Imprese; Opinione Pubblica) che punti a premere sui Politici del Mondo affinché si possano scrivere “regole etiche di politica economico finanziaria tenendo conto del panorama glo-cale sul quale oggi si muove il Mondo”.

Che tali regole etiche incentivino il modello economico della micro/piccola e media impresa: unico modello che crea socialità diffusa e prospera in senso glo-cale.

Il Mezzo per raggiungere un numeroso target è quello di usare metafore di semplice comprensione, soprattutto sfruttando la metafora Calcio di Serie A. Sport che attrae le Masse e amplifica ogni messaggio. l progetto contenitore di quanto sopra lo abbiamo denominato “Et.Champion” (ovvero: evidenziare i campioni d’etica in ogni settore della vita sociale in modo da premiare i Talenti).

Per lanciare il progetto EtChampion abbiamo diverse iniziative:


Il Campionato delle Buone Azioni

Un campionato che si lega al calendario del Campionato di Calcio di Serie A fatto di incontri/meeting attorno al Tavolo Permanente di Etica ed Economia.

Incontri che sono di due tipi:

Meeting itineranti e di tipo reale – Incontro con Responsabili di Istituzioni; associazioni, Imprese; etc. Siamo partiti dalla Città di Potenza – come potenza del progetto – e passati dalla Città di Battaglia Terme – ben cosci delle “battaglia” che ci attende per aver ragione finale, ora tramite Naturlamente Verona- Arcipelago SCEC ci proponiamo ance nella Provincia di Verona.

Meeting on line (via web) rispettando i tempi del calendario di Calcio di Serie A attraverso il profilo facebook di etchampion e dal sito http://www.etchampion.org.
Il Progetto EtChampion sino ad oggi ha ottenuto i seguenti patrocini: DIOCESI DI CROTONE – DIOCESI DI TRAPANI – DIOCESI DI FIRENZE – FEDERFARMA – ANCI

SPORT ITALIA – UNESCO (UDINE) – UFFICIO SCOLASTICO TRAPANI – COMUNE DI ERICE (TP) – COMUNE DI FIRENZE – COMUNE DI CODROIPO (UD) – COMUNE DI POTENZA – COMUNE DI MIRANO (VE) – COMUNE DI VERONA – COMUNE DI GEMONA DEL FRIULI – COMUNE DI CROTONE – CSI – CFI – ASSOCIAZIONE NUOVA SORGENTE – CRI – VOLONTARI DEL LARIO – FONDAZIONE SORELLA NATURA – CE.SCVI.TE.M (Onlus) – ARCIPELAGO SCEC – C.S.F.O Battaglia Terme – LUDES UNIVERSITY LUGANO – UNIVERSITA’ POPLARE DEGLI STUDI DI MILANO

PROVINCIA DI VENEZIA – PROVINCIA DI POTENZA – PROVINCIA DI GENOVA -

REGIONE BASILICATA – RES NATURALMENTE VERONA Arcipelago SCEC.

Una camminata di solidarietà denominata Italia in cammino per un Mondo migliore. Da produrre il primo maggio nel maggior numero di Comuni d’Italia. E del Mondo attraverso il web. Nel 2011 è già stata promossa in Erice (TP) ove si è stilato un protocollo d’intesa con il Comune per effettuare in Erice il 21/12/2012 un incontro con i Sindaci del Mondo per chiedere ai Potenti del Mondo di scrivere il “Trattato Etico Mondo Migliore” nello spirito del “bene comune glo-cale”. A Verona la Camminata di Solidarietà ha come primo Comune Candidato il Comune Virtuoso di Povegliano Veronese. La “Camminata di solidarietà del progetto etchampion” ad oggi gode dei seguenti Patrocini: PROVINCIA DI VENEZIA – COMUNE DI MIRANO – COMUNE DI FIRENZE – COMUNE DI VERONA – COMUNE DI POTENZA – COMUNE DI CODROIPO – COMUNE DI GEMONA DEL FRIULI – FONDAZIONE SORELLA NATURA- CSI – SPORT NAZIONALE – NATURALMENTE VERONA – ARCIPELAGO SCEC – CESVED ONLUS – LUDES UNIVERSITY – CSFO – UNIVERSITA’ POPOLARE DEGLI STUDI DI MILANO –

Il Menù solidale: un menù ed una cena di solidarietà da sviluppare in un Locale Pubblico (Ristorante/Pizzaria) EtChampion (uno per ogni Comune Italiano)

Cos’è il “menù solidale”

Un depliant personalizzato a tre o quattro ante (a scelta del Locale che aderisce) che viene prodotto per diventare il menù solidale del “Locale EtChampion” di ogni Zona mirata (esclusiva dei confini decisi a livello geografico con il Gestore, in base alla densità del Comune. Riferimento con la Parrocchia di zona).

Lo speciale menù personalizzato eventualmente richiesto dal Pubblico del Locale riserva euro 2,00 (due/00) da destinare al progetto umanitario che il depliant riporta (in accordo con Soggetti della Provincia, nal nostro Caso Naturalmente Verona – Arcipelago SCE ove ha sede il Locale). Il Menù è a libera scelta del Proprietario del Locale. E può essere utilizzato nei giorni prescritti e citati sul Depliant.

Dove viene distribuito il Menù Solidale

1) All’interno del Menù ufficiale del Locale che aderisce.
2) Nei migliori Punti Vendita della zona di esclusiva (A cura dei volontari che fanno capo a COEMM).
3) Portali Internet collegati a: http://www.etchampion.org e http://www.naturalmenteverona.org
4) Partner Stampa e TV


Cosa pubblicizza il “Menù Solidale EtChampion”

1) La campagna “EtChampion” per il “bene comune” (etica al centro della politica internazionale; meno tasse e più incentivi alle micro/piccole e medie imprese, che fungono ad essere il maggior e prezioso modello economico del Mondo, creando un enorme indotto di Occupati: diretti e indiretti).
2) La “camminata di solidarietà – Italia in Cammino per un Mondo Migliore” che sarà promossa in tutti i Comuni d’Italia coinvolti, in concomitanza con la Festa del Lavoro (punto d’incontro ludico-culturale)
3) La campagna umanitaria mirata proposta dal Soggetto no-profit che COEMM individua nella Provincia ove ha sede il Locale, nel nostro caso Naturalmente Verona.


Dove si pongono i due euro che il Cliente destina al progetto umanitario

- Una volta che il Cliente decide di scegliere il Menù Solidale “etchampion”, il Gestore si impegna a destinare la somma di euro 2,00 (due/00) all’interno di un salvadanaio posto vicino alla Cassa. L’intero ammontare annuale andrà destinato al Soggetto no-profit evidenziato sul depliant.

Segue:

1) Campagna pubblicitaria annuale: attraverso distribuzione del depliant “menù solidale etchampion” in tutti i migliori Punti Vendita della zona esclusiva assegnata (per invogliare i cittadini a privilegiare il locale etchampion di ogni zona).
2) Diventare il Locale del “Circuito Internazionale Et.Champion” ove i Clienti e Associati della rete COEMM INTERNAZIONALE potranno effettuare e far effettuare le “Cene di Solidarietà” promosse per i temi del “Tavolo Permanente per l’Etica e l’Economia”. In pratica delle cene culturali organizzate dal COEMM INTERNAZIONALE attraverso il coinvolgimento di Istituzioni, Associazioni, Imprese, Lavoratori, Stampa, Tv, Radio (del Territorio).
3) Targa di Locale “etchampion” della Zona esclusiva assegnata.
4) Tabella pubblicitaria da posizionare negli ultimi 100 metri della “camminata di solidarietà del primo maggio 2012”.

5) Ricevuta interamente detraibile ai fini fiscali per tempo e azioni dedicateci – Vi è inoltre la possibilità (facoltativo) di raccogliere e smaltire una serie di prodotti mirati (Tappi; Buste vuote del Caffè; Bottiglie di vetro;Olio usato; Umido; etc.) riconoscendo ad ogni prodotto un quid in euro da concordarsi, che il COEMM INTERNAZIONALE destina al Gestore (attraverso ricevuta fiscale interamente deducibile)


Calcolo della donazione/offerta*

I nostri attenti studi promossi sugli effetti per la Collettività di una donazione di tempo e prodotti da smaltire, hanno riportato alla seguente tabella:

Valore del tempo/denaro*:

L’Imprenditore che aderisce al progetto “etchampion” (campioni di etica in ogni comparto della vita sociale) mette facoltativamente a disposizione dell’intera educazione della collettività un determinato tempo che abbiamo quantificato come segue:

1) spiegare ai Clienti l’iniziativa: 10 minuti di media al giorno x 6 gg/settimana = 60 minuti settimana x 50 settimane anno = 3.000 minuti = euro 3.000,00 (un euro a minuto);
2) mettere da parte la merce da smaltire per un riciclo etico che fa risparmiare denaro e Co2 alla Collettività: media di 10 minuti al giorno (per riporre, tutelare, consegnare) da lo stesso risultato di cui sopra = euro 3.000,00.


Valore del prodotto smaltito* (alcuni esempi):

1) Tappo – (3 euro se di Marca Nostro Sponsor – 1 euro se di Marca diversa)
2) Bottiglia vetro (tutte le misure ma solo rotte in apposito contenitore ad hoc) – 50 centesimi
3) Busta Caffè vuota – ( 5,00 euro se Stesso Caffè Sponsor – 1,00 euro Se diverso da Sponsor)
4) Rivista patinata – 50 centesimi
5) Anta di Cartone (cartone ritagliato e impacchettato) – 50 centesimi

N.B. *A quanto sopra si aggiungono altre eventuali libere donazioni in denaro.

Al Gestore si chiede un modesto contributo per la produzione di:

a) Minimo 1000 depliant con grafica personalizzata (da distribuire nei Punti Vendita e di Servizio Pubblico della zona di esclusiva, a cura dei nostri Volontari)
b) (una tantum) 1 Salvadanaio di solidarietà ove inserire i due euro del menù solidale (ed eventuali altre donazioni)
c) (facoltativo una tantum) Contenitori dei prodotti da rigenerare (verifica grafica e costi in appuntamento mirato)
d) (facoltativo) Sottoscrivere donazione 5×1000 in favore della Fondazione Mondo Migliore (che per l’Imprenditore è totalmente gratuita).

Due Format Televisivi a carattere Nazionale che coinvolgono il mondo del Calcio Professionistico, quale formidabile cassa di risonanza, per far giungere alle Masse i diversi temi intrapresi (da settembre 2012). Format Tv che coinvolgeranno i “Locali et.champion” (riservando riprese e notizie varie).

A supporto di quanto sopra, è stato altresì pianificato il coinvolgimento di chi produce (Imprenditori e Lavoratori di ogni ordine e categoria) al fine di: a) Portare “in piazza” con spirito civile e costruttivo le Istanze di coloro che operano nel mercato locale e che per produrre ricchezza per tutti hanno poco tempo da dedicare alle varie azioni di civile dibattito pubblico. b) Raccogliere donazioni mirate anche di piccolissime entità (con defiscalizzazioni di innovativa performance) da girare totalmente ad iniziative di specchiata moralità progettuale, promosse da Soggetti no-profit che operano nei diversi territori come ad esempio, nella Provincia di Verona, l’Associazione di Promozione Sociale Naturalmente Verona anche nella sua struttura di Rete “Naturalmente Verona – Arcipelago SCEC”.

Un po’ di storia del COEMM

I responsabili degli importanti Soggetti no-profit di cui sopra, ci hanno scelto perché ammirati dell’ESEMPIO lanciato con la “campagna adotta un bimbo a distanza” nel lontano 1985/1991, promossa in nome e per conto dell’Associazione Internazionale per la Pace Fra i Popoli di Assisi. Successo ottenuto grazie all’idea di promuovere una partita di Calcio per l’addio al calcio giocato di Sergio Brio (mitico stopper della Juventus di quegli anni). Successo che ha visto oltre 14 milioni di telespettatori e fiumi di carta stampata parlare per giorni dell’avvenimento e ovviamente del suo risvolto umanitario. Quell’ESEMPIO doveva invogliare altri Soggetti no-profit a raccogliere l’idea sulle “adozioni a distanza” e farla propria, come oggi è ben visibile a tutti grazie all’impegno di molti diversi Soggetti.

Per aiutare la Fondazione Mondo Migliore e l’Associazione che si rifà al Beato Giovanni Paolo II, abbiamo quindi deciso di scendere nuovamente in campo, costituendo nel 2010 l’autonomo Comitato COEMM INTERNAZIONALE, questa volta per lanciare un ESEMPIO che coinvolge tutti: il bene comune.

Lo facciamo perché – attraverso studi affrontati con tre Centri di Formazione Universitaria – siamo arrivati alla conclusione che i destini di questo splendido Mondo siano da rivedere in termini etici a vantaggio delle Comunità (invece che delle varie Lobby). Dal 1995 ad oggi, con l’avvento delle tecnologie, Tutti abbiamo subito un salto di qualità mai fatto nella Storia precedente (scolarizzazione, trasporti veloci, finanza, comunicazione).

Pertanto, o si creano regole etiche mondiali in economia e finanza, in cui si evidenzi e pareggi l’equilibrio “Glo-cale” (Globale e locale assieme), affinché le micro/piccole e medie Imprese abbiano giustizia ed incentivi (sono infatti i primi a creare socialità prospera e diffusa unitamente al loro grande indotto di occupati), oppure siamo destinati a cedere alle molteplici ignominie prodotte dagli speculatori del sistema economico-finanziario e delle Lobby che lo alimentano (e che agiscono in regime di monopolio, egoismo e scarsa diffusione della economia reale).

Non siamo (e ne lo potremmo mai essere come Comitato no-profit) ne di sinistra, ne di centro, ne di destra, ma siamo nati proprio per creare una rete fra diversi Soggetti al fine di stimolare quanti si occupano della Politica internazionale (troppo lontani dalle esigenze locali e, ad oggi, dall’individuazione del vero problema strutturale del mercato glo-cale). Una rete di consensi volta a focalizzare sempre più il vero obiettivo del bene comune: meno tasse e più incentivi all’economia reale, disincentivando la “finanza creativa e speculativa su emissione del denaro e scambio delle materie prime” attraverso Banche fin troppo compiacenti che “bruciando” periodicamente (come si vede in tutti i Tg da troppi anni) i risparmi dell’economia reale e della collettività in favore di pochissimi lobbisti (quei pochi che stanno dietro alle solite mega sigle: FMI – BANCHE CENTRALI – STABILITY BOARD – AGENZIE DI RATING – AGENZIA DI INFORMAZIONE – PETROLIO E ALTRE MATERIE PRIME).

Con etica, disponibilità al dialogo e sorretti da una storia umanitaria che si rifà ai molti insegnamenti del Beato Papa Giovanni Paolo II, di un grande Gesuita come Riccardo Lombardi (1907-1979; la cui notorietà è legata al Proclama per un Mondo Migliore di Pio XII, il 10 febbraio 1952l e da molti ricordato anche come “Microfono di Dio”) e sull’enciclica “Caritas in Veritate” di Papa Benedetto XVI (l’etica dentro e non fuori dall’economia), scendiamo nuovamente in “campo” convinti che Tutti dobbiamo e possiamo fare qualcosa.

E ben convinti che una grande fetta di Popolazione del Mondo (Africa e Stati Arabi in primis) è stata fatta rimanere indietro di secoli per soddisfare le “voglie di conquista delle loro materie prime”, abbiamo altresì deciso di lanciare speciali “ISOLE di ESEMPIO” sapendo che, aiutando loro e nei loro Paesi, aiuteremo i molti a replicare in autonomia la spinta a fare impresa etica (micro/piccola e media).

Il nostro umile contributo per fare RETE è un “esempio” che ci auspichiamo possa essere ripreso da altri. Fra le varie iniziative in campo abbiamo uno speciale “Campionato delle Buone Azioni” che premia le “azioni etiche e di fair play” promosse dai Calciatori professionisti durante le partite ufficiali ed altresì dalla Gente comune in ogni campo d’azione della vita sociale e lavorativa (Il premio consiste in una Statuetta in vetro di Murano e oro che raffigura Papa Giovanni Paolo II).

Siamo scesi in “campo”, con umiltà e determinazione, soprattutto per chiedere a chiunque di unire le forze della comunicazione per creare una RETE che suggerisca ai potenti del Mondo e ai Titolari dei vari Governi Nazionali e Locali di sedersi prima possibile attorno ad un Tavolo (noi proponiamo il Tavolo per l’Etica e l’Economia). Un Tavolo dove – finalmente – disegnare “regole nuove ed etiche in campo di politica, economia e inanza”. Regole che, ad oggi, sono a nostro modesto avviso, letteralmente disattese e in mano a poche agguerrite Lobby internazionali private che, di etico, ci pare abbiano ben poco. E non per sola loro colpa.

A chi intendesse sedersi a quel “Tavolo” suggeriamo di mettere al centro “l’Essere Umano ed il Bene Comune”, invece che la corsa al consumismo speculativo involutivo (che la storia insegna quanto dannoso sia per l’Umanità intera).

Lo squilibrio che oggi governa il Mondo glo-cale (globale e locale assieme), grazie a tecnologie avanzate, scolarizzazione diffusa e trasporti veloci, è oramai pronto a vedere assurgere le migliori peculiarità di ciascun Paese e a rendere tali peculiarità bene prezioso e insostituibile per tutti i Popoli. Soprattutto mirando al modello economico della micro/piccola/media impresa che, da solo, è capace di distribuire socialità diffusa; modello che il Veneto può esibire sin dagli anni ‘60 a tutto il Mondo in termini di efficacia.

Per portare alle Masse tali argomentazioni e spingerle a democratiche pressioni verso la politica nazionale e internazionale, all’unico fine del “bene comune”, riteniamo il giuoco del Calcio sia una straordinaria metafora di vita e di esempio. Quanto sopra lo promuoviamo con consapevolezza perché, già nel 1986/1991 l’esempio del Calcio aveva permesso ad un Fondatore del nostro Comitato, di lanciare al grande pubblico la campagna “adotta un bambino a distanza” (sino ad allora sconosciuta ai più). Grazie alla partita per l’addio al calcio giocato di Sergio Brio (Pistoia: 10 gennaio 1991). In campo la mitica Juventus dell’85/86 (una sola rilevante mancanza dovuta alla precedente scomparsa del grande Uomo Gaetano Scirea) e quella del 90/91 (che lanciava Roby Baggio in casacca Bianconera). Con circa 14 milioni di telespettatori (diretta prima serata di Canale 5) e una diffusissima ripresa da parte di tutta la stampa nazionale (M. Platini di nuovo in campo contro Baggio, era la pietra miliare sportiva dell’avvenimento) l’esempio dette i risultati sperati: oggi infatti si contano in gran numero i Soggetti no-profit che si occupano di “Adozione di bimbi a distanza”!

Dal 2010 siamo quindi partiti per dare un contributo a quello che per noi è il vero obiettivo da perseguire nel “tempo che viviamo”: fare “rete” fra Soggetti e promuovere “l’etica dentro l’economia e non fuori; soprattutto incentivando il modello economico della micro/piccola e media impresa”. Unica soluzione, ripetiamo, che può (secondo noi) – unitamente al suo vasto indotto di occupati e di pagamento delle vere tasse -, creare socialità prospera e diffusa. Ovunque (e tanto più nei Paesi in via di sviluppo). Ovviamente sappiamo che la “partita” che abbiamo accettato giocare oggi è molto più delicata.

Ma le realtà che l’informazione locale e internazionale ci propinano quotidianamente ci esortano a tentare, forti di un “Verbo” che, muovendoci con etica, sappiamo non ci smentirà. Un “Verbo” che ha scolpito nell’eternità questo forte consiglio: “Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto. Perché chi chiede riceve, chi cerca trova, e a chi bussa verrà aperto. [Luca 11, 9-10]

Siamo quindi a chiedere ai Responsabili di Enti e Istituzioni (Parlamentari; Presidenti di Regione e Provincie, Sindaci, Responsabili del mondo Scolastico e Universitario, Istituti di Credito); a quelli delle Associazioni no-profit dei vari territori; alla Gente comune, di partecipare e seguire questo nostro speciale e atipico “Campionato” al fine di culturale che conta veramente: quello per il bene comune.

Per Maggiori informazioni
dr Maurizio Sarlo
Segretario Generale (Cellulare 0039/392/30.84.633)
R.S.V.P (sgcoemm@gmail.com)
http://www.etchampion.org
fonte: http://www.naturalmenteverona.org/tavol ... leconomia/


sto vomitando. già che mi parli di DIO.. e vabbé.. ma il CALCIO?!?! dai!

comunque.. andando avanti capito sul sito di "quellichesi" / LISTA SI Siamo Italia:

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Comunicato Stampa Lista SI – n.3

Lista Si in campo con PAS dell’Avv. Alfonso Luigi Marra per le elezioni politiche del 2013

Lista SI, per le Regioni Veneto, Friuli e Trentino, unitamente ad altri importanti Movimenti di ogni Regione Italiana, hanno promosso e trovato accordo definitivo con il PAS dell’Avvocato Alfonso Luigi Marra per le Elezioni Politiche di Febbraio 2013.

Un grande accordo che ci unisce su Sovranità Monetaria e Popolare: cardini essenziali per creare prosperità e ricchezza diffusa e togliere il potere assoluto alle lobby private che governano il Mondo in modo pessimo.

I Candidati saranno proposti in autonomia da ciascun Movimento territoriale.

Quale Candidato Premier non potevamo trovare di meglio dell’Avv Marra il quale, da sempre, si batte su questi basilari temi; unici al fine di creare benessere diffuso, incentivando l’unico modello economico che lo permette: quello della micro/piccola e media Impresa, mixato con uno Stato dei servizi che diventi efficiente, trasparente e tecnologicamente avanzato.

Andremo a convincere quei 2 milioni di Persone che non si sarebbero recate al voto. Due Milioni (su 12 che non andranno a votare) che non sarebbero andate a votare M5Stelle (sapendo che dietro a Grillo ci sono i “soliti noti”) e, tanto meno, avrebbero mai votato per gli “scellerati” di sx, cx e dx (che hanno rovinato gli Italiani). Ma convinceremo anche molti altri dell’Elettorato di protesta e moderato.

Ora, tutti i Movimenti e gli Elettori d’Italia, hanno il “PAS” per cambiare l'Italia.

Oggi Sì deve e Sì può.

Maurizio Sarlo
Coordinatore Politico
Lista SI


cerco di chi è il DOMINIO "quellichesi.it"
e risulta essere di un certo Paolo Solin, Euromacchine, fax. 049767778
ha anche il domain quellichesi.com

// l'avessi adottata pur'io sta cosa di comprare entrambi i domini.. invece ho preso solo il mio.com .. mavabbè.. ero umano all'epoca e facevo cazzate.. regalavo i soldi a dei morti di fame che li usavano per comprare siti e poi rivenderli a.. //

a quel fax risponde, in effetti la SIDICOM di CEGGIA.

scavando ancora si trovano 4 articoli interessanti:

Truffe milionarie, arrestati 2 padovani
02 agosto 2006 — pagina 20 sezione: Cronaca

Anche due padovani, padre e figlio, figurano tra le sei persone arrestate dalla squadra mobile di Rovigo per un vasto giro truffaldino. Da un’azienda trevigiana si erano fatti consegnare, smontato, persino un capannone industriale del valore di 250 mila euro che avevano spedito in Marocco. Ma nel loro «carrello della spesa» è stata accertata la sottrazione di merce per 2,5 milioni di euro a una settantina di imprese. Infilavano tutto quanto potevano: dal vino ai libri, dalle auto di grossa cilindrata «acquistate» in leasing ai gommoni d’altura, dai manubri per biciclette ai frigoriferi, dalle motoseghe alle piscine fuori terra.

In manette sono finiti Giuseppe Capparotto, 53 anni di Vicenza, Paolo Solin, 60 anni, suo figlio Nicola Solin (35) entrambi di Padova, Fortunato Claudio Landonio (56) di Vanzaghello (Milano) considerati gli ideatori delle truffe, oltre a Claudio Di Prima (50) di Torino e al rumeno domiciliato a Milano Horatio Nicolae Guta di 32 anni, che fungevano da magazzinieri.

Tra gli indagati figurano inoltre Sergio Solinas (55) di Padova, arrestato qualche settimana fa per una condanna a 10 anni passata in giudicato e il milanese F.T. di 55 anni denunciato a piede libero perchè al momento dell’apparizione degli agenti avrebbe accusato un attacco cardiaco. Un doppio infarto patito da Solinas sarebbe stata invece la giustificazione adottata dai suoi presunti complici per scusarne l’assenza con i fornitori. A dare il via all’operazione, per queste ragioni «sanitarie» chiamata «Triplo infarto» la denuncia di un imprenditore di Occhiobello (Rovigo). L’organizzazione operava con ditte fittizie a Rovigo (Meccanica e Servizi) e in provincia di Milano a Assago (Studio Roma).

Proprio l’irruzione in un capannone nel milanese, dove sono stati bloccati i due presunti magazzinieri, ha permesso alla polizia di recuperare merce per circa 500 mila euro. Nel porto di Genova gli investigatori hanno scoperto due container con merce mai pagata pronta per l’invio in Marocco e in Tunisia. Un terzo container è stato individuato a La Spezia.


Truffatori in manette
24 gennaio 2007 — pagina 18 sezione: Cronaca

Sono finite in manette le due «menti» dell’associazione criminosa che in un anno ha truffato circa 130 aziende venete. Gli uomini della Squadra mobile di Rovigo hanno incastrato i due organizzatori delle truffe che hanno messo in difficoltà molte imprese. In carcere sono finiti Sergio Solinas, 50 anni, residente ad Abano Terme e Claudio Troia di 47 anni residente a San Stino di Livenza (Venezia).

I due sono stati arrestati venerdì scorso dopo l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del tribunale di Rovigo Carlo Negri, con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla truffa e al riciclaggio. Prosegue quindi l’operazione «Triplo infarto», che l’estate scorsa aveva già fatto scattare le manette per sei persone: Paolo e Nicola Solin di Padova, Fortunato Claudio Landonio di Vanzaghello (Milano), Giuseppe Capparotto di Vicenza, Claudio Di Prima di Torre Felice (Torino), Guta Horatiu Nicolae, un rumeno domiciliato nel milanese. La banda ha truffato centinaia di aziende, la maggior parte polesane, comprando merce di ogni genere, da frullatori, a piscine, bulloni, libri, macchine da caffè. Poi, approfittando dei pagamenti posticipati, sparivano senza pagare i fornitori e rivendevano la merce anche in Nordafrica. Gli uomini della squadra mobile rodigina hanno quantificato la truffa in 3 milioni di euro: la polizia ha recuperato merce per 800 mila euro, già restituita ai proprietari. Le indagini sono partite proprio da Rovigo ai primi di febbraio dello scorso anno quando un imprenditore di Occhiobello si rivolse alla polizia denunciando di essere stato truffato per 45 mila euro.

I malviventi avevano rilevato la Meccanica servizi Caster di Rovigo e, mettendo un prestanome alla sua guida, avevano dato il via al loro losco giro d’affari. Il nuovo filone d’indagine, coordianato dal sostituto procuratore di Rovigo Ciro Savino, vede anche 19 indagati tra i quali una rodigina di 42 anni, un extracomunitario domiciliato a Rovigo, due padovani, due vicentini e altre persone residenti nel milanese. (e.fer.)


Truffa internazionale, manager nei guai
24 gennaio 2007 — pagina 34 sezione: Provincia

VENEZIA. E’ finito in carcere con l’accusa di riciclaggio Claudio Troia, un manager di San Stino di Livenza che lavorava per la «Sidicom srl» di Ceggia. Anche i titolari della società, i fratelli padovani Nicola e Paolo Solin [fratelli? - nota mia], erano in precedenza finiti in manette. In tutto sono diciannove le persone coinvolte nell’inchiesta della Procura della Repubblica di Rovigo per una truffa per migliaia di euro ai danni di numerose aziende italiane.

Stando alle accuse, gli indagati avevano acquisito due società con un buon nome nel settore dell’utensileria meccanica, la «Meccanica Servizi di Bellesia Marina» di Rovigo e la «Caster» di Vicenza. Quindi le avevano fuse, trasformandone in un unica società, la «Meccanica Servizi Caster», e sfruttando il loro buon nome aveva iniziato ad acquistare macchinari in giro per l’Italia: uno da 46 mila euro da una parte, uno da 26 dall’altra, un’altro da 43 mila e via così. Stando al capo d’imputazione, per un valore complessivo di 700 mila euro.

La ditta vicentina acquistava ma non pagava e quando si sono fatti vivi i debitori i macchinari erano già spariti: a provvedere la società di Ceggia, la «Sidicom» dei Solin, che si occupava di rivendere immediatamente la merce e soprattutto a farla arrivare il più lontano possibile, solitamente veniva piazzata in Africa. Chiaro il motivo: in questo modo nessuno riusciva più a recuperare quello che aveva ceduto senza riceverne un solo euro.

Un sistema classico, un metodo già utilizzato da altri, un sistema semplice per il quale non c’è bisogno certamente di raggiri o furbizie particolari, basta ordinare la merce, c’è chi paga la prima fornitura, altri neppure quello perchè puntano sul buon nome dell’azienda che hanno acquisito per riuscire a mettere a segno il «colpo». Spesso, poi, i responsabili spariscono cercando di non lasciare tracce.

In questo caso gli investigatori hanno individuato i presunti responsabili velocemente. Ieri, per rogatoria il giudice veneziano Stefano Manduzio ha interrogato Troia, rinchiuso nel carcere di Santa Maria Maggiore. Difeso da un avvocato padovano, ha risposto alle domande, cercando di sminuire il ruolo avuto nella truffa e spiegando che era un semplice dipendente della «Sidicom», Tutti sono accusati di associazione a delinquere.
(Giorgio Cecchetti)


ROVIGO
Maxi-truffa alle imprese, in 18 a processo
Avevano fatto acquisti non pagati per 3 milioni di euro

Il tribunale di Rovigo (archivio)

ROVIGO — Sono diciotto le persone rinviate a giudizio mattina con l’accusa, a vario titolo, di aver truffato per circa 3 milioni di euro più di 200 imprenditori del Nord Italia, specialmente veneti. Le parti civili costituite sono cinque. A dover affrontare il processo, che inizierà il prossimo 8 luglio, sono: Marina Bellesia, di Pontecchio; Fulvio Bonzini di Milano; Caterina Cambruzzi di Altidona (Ascoli Piceno); Giuseppe Capparotto di Vicenza; Lisa Capparotto di Grisignano di Zocco (Vicenza); l’uruguaiano German Charbonnier, irreperibile; Claudio di Prima di Torre Pelice (Torino); Sergio Gasparini di Gallarate (Varese); Walter Gasparini di Campodarsego (Padova); il romeno Nicolae Guta; Abdeltif Houssairy, di Casalgrande (Reggio Emilia); Claudio Landonio di Magnago (Milano); il romeno Gica Puiu, irreperibile; Nicola e Paolo Solin di Padova; Sergio Solinas di Abano Terme; Flaminio Testi di Verona e Claudio Troia di San Sistino di Livenza (Venezia). Un diciannovesimo, il milanese Walter Cerro, ha invece chiuso la sua vicenda giudiziaria scegliendo di patteggiare dodici mesi. In pratica l’organizzazione rilevava aziende decotte, e poi acquistava di tutto dai fornitori senza pagarli.

I truffatori, quando riuscivano, vendevano sotto costo la merce per lo più nei paesi del Nord Africa. Peggio di tutti è andata alla Facchin Srl di San Polo di Piave (Treviso) che ha consegnato, smontato, persino un capannone industriale del valore di duecentocinquantamila euro - mai pagato - che la gang ha provveduto a spedire in Marocco. A sollevare il coperchio su questa serie di truffe era stato un imprenditore altopolesano di Occhiobello. Nel febbraio 2006 l’uomo aveva denunciato la mancata corresponsione di quarantacinquemila euro da parte della «Meccanica servizi» di Rovigo per una vendita di materiale edile.

Il sopralluogo della squadra mobile aveva portato alla scoperta di un capannone vuoto in zona industriale. Seguendo la pista dei telefoni i poliziotti erano risaliti fino ad Assago (Milano), dove è stata scoperta un’altra base logistica dove veniva convogliata tutta la merce frutto dei raid truffaldini della banda, nel frattempo ripartita sotto il nome di «Studio Roma». Ormai il «giro» era a trecentosessanta gradi. Tant’è che gli arrestati ci avevano anche provato con la Mondadori chiedendo l’acquisto, poi fallito, di quattromila copie de «Il codice da Vinci» di Dan Brown. «Portiamo i libri in Romania a Timisoara, dove c’è una comunità italiana molto florida», era stata la scusa. A finire in manette per associazione a delinquere per scopo di truffa erano state, tra l’agosto 2006 e il gennaio 2007, nove persone. Si tratta di Sergio Solinas e Claudio Troia, considerati le menti della truffa assieme a Giuseppe Capparotto e Paolo e Nicola Solin. Invece Fortunato Claudio Landonio e Flaminio Testi tenevano i contatti con gli imprenditori, mentre Claudio Di Prima e Horatio Nicolae Guta fungevano da magazzinieri.

Antonio Andreotti
24 marzo 2010(ultima modifica: 25 marzo 2010)
© RIPRODUZIONE RISERVATA


fine prima parte
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Messaggioda sandropascucci » 8 nov 2013, 14:08

seconda parte

dal sito ufficiale diquellichesi ho preso un cellulare per chiedere informazioni: 3934468506
prima, come sempre, ho fatto una breve ricerca in rete e tale numero compare solo in due risposte:

https://www.google.it/search?q=39344685 ... r:lang_1it

ricercaquellichesi01.JPG


tolte le non congrue rimangono due:
mondomigliore01.JPG

e la famosa CAMMINATAvolemosebbenesemotuttiETICI
mondomigliore02.JPG


l'accostamento è puramente casuale. ma il mondo è tondo e tutto è legato a tutto, si sa. diciamo che, per quel che ci interessa, la ex pornostar con la mamma sono due ex sostenitrici di grill0, che, poverine, sono state discriminate dal M5S quando si sono presentate alle elezioni passate.. in Rete trovate tutto (okkio che TUTTO è TUTTO!)

la cosa interessante è il secondo responso di google, che conferma la quadratura del cerchio e l'esattezza dei dati fin qui trovati.
mondomigliore03.JPG


la domanda ora è: che fine ha fatto il capannone smontato?
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Messaggioda sandropascucci » 10 nov 2013, 11:43

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Messaggioda sandropascucci » 11 nov 2013, 10:03

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Messaggioda sandropascucci » 12 nov 2013, 22:41

da: http://it.notizie.yahoo.com/euro-mozion ... 59492.html

>
>
Euro, mozione Sel contesta il conio: fare 1 cent ne costerebbe 4,5
ReutersReuters – lun 4 nov 2013

Monete da un centesimo di euro. REUTERS/Leonhard Foeger

Reuters/Reuters - Monete da un centesimo di euro. REUTERS/Leonhard Foeger
ROMA (Reuters) - I parlamentari di Sel hanno presentato una mozione in Parlamento nella quale contestano che coniare le monete dai valori più basi dell'euro
[omissis]


sandropascucci
** B E N V E N U T I **
ma non capisco qual è il problema. si chiama SIGNORAGGIO. dov'è la novità?

Mauro
Sulle monete i diritti di signoraggio spettano allo stato.

sandropascucci
e quindi?

Mauro
quindi hai capito bene quello che voglio dire....

sandropascucci
hai problemi a rispondere direttamente o ti piace cazzeggiare per n-mila post?

Mauro
Il signoraggio è una funzione monetaria che esiste da secoli, nessun segreto.
Il tuo signoraggio, come descritto, non ha corrispondenza nella pratica bancaria, né su banche commerciali, né su quelle centrali, né nella pratica quotidiana.
Emissione della moneta dal nulla (niente a fronte), il capitale "prestato" e restituito viene annullato, distrutto. Rimane l'interesse, solo quello.

Nel caso prova a spiegare come vengono contabilizzati i prestiti dalla banca, le restituzioni dei prestiti (capitale) e gli interessi.
E se ci fosse tutta questa moneta (o liquidità o come la vuoi chiamare) spiega come mai l'inflazione è bassissima.

La riserva frazionaria (100:2-98:2-96:.....) non esiste. E le banche non prestano in base ai depositi dei correntisti. Chiedere a QUALSIASI direttore o funzionario di banca se si preoccupano dei loro depositi.
Inoltre: il prestito dipende dalla banca? Si? Se nessuno chiede (no domanda) a chi presta la banca? E tutti i prestiti si trasformano in depositi?
Come non esiste in questi termini, il suo omologo, il moltiplicatore monetario.

Le banche centrali (BCE, Bankitalia), nei loro bilanci, ti mettono i redditi da signoraggio: dov'è il segreto? C'è un capitolo apposito sul sito di bankitalia.
Copio:
"Per signoraggio viene comunemente inteso l'insieme dei redditi derivanti dall'emissione di moneta. Per le banche centrali, il reddito da signoraggio può essere definito come il flusso di interessi generato dalle attività detenute in contropartita delle banconote (o, più generalmente, della base monetaria) in circolazione. Per l'Eurosistema, questo reddito è incluso nella definizione di "reddito monetario", che, secondo l'articolo 32.1 dello statuto del Sistema europeo di banche centrali (SEBC) e della Banca centrale europea (BCE), è "Il reddito ottenuto dalle banche centrali nazionali nell'esercizio delle funzioni di politica monetaria del SEBC"."
FLUSSO DI INTERESSI, lo dice chiaramente.
Nessun segreto. Se poi loro sono i cattivi quindi tutto ciò che dicono viene escluso a priori allora.....

Oppure:
"Signoraggio: somma dovuta al principe a più titoli: come profitto a lui spettante in quanto proprietario monopolistico dell’officina metallurgica in cui si fabbricano le monete (zecca), come imposta di fabbricazione, come compenso per il servizio pubblico che egli rende ai cittadini garantendo la qualità ed il peso del metallo di cui ogni moneta è composta."
Questo quando, nel medioevo ad esempio, esisteva ancora corrispondenza tra oro e quantità di moneta (il valore intrinseco corrispondeva ancora (più o meno) al valore nominale, sulle monete d'oro o d'argento. Su quelle povere in rame o leghe derivate, l'intrinseco era molto più basso, già allora)

Nel caso si potrebbe discutere dei redditi dal signoraggio sul dollaro, visto che tutti chiedono dollari forzosamente per le transazioni internazionali. Ma questo è un discorso diverso.

Spero ti basti così.

sandropascucci
non esiste il signoraggio sul dollaro. ti obbligano a chiederlo? no. basta chiedere a qualsiasi direttore di banca, no? piuttosto si potrebbe parlare di signoraggio delle mele. quelle devi mangiarle per forza. copio "una mela al giorno storna il medico di torno".

spero basti questo.

spero basti questo.

Mauro
Basta e avanza.

Saranno contenti i trentini con le loro renette. La nuova lobby usuraia delle mele. E anche la lobby medica. Schiavizzeranno il mondo con le loro teorie salutiste.
Prova a pagare il barile di petrolio in mele, o pere o semini d'uva, sai mai che possa essere il colpo di grazie nei confronti del dollaro.

Grazie della risposta, ne farò tesoro.

sandropascucci
Infatti il petrolio si paga in dollari, che è creato dal nulla (come l'euro, del resto). E' creato dal nulla e quindi a costo zero per il banchiere ma costa il valore nominale (euro 100 per una banconota da euro 100) per il popolo. Una mela al giorno leva il medico di torno ma la CONSAPEVOLEZZA della VERITA' toglie(rà, presto) il grasso bankiere (IGB) di torno..

nonostante VOI.
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Messaggioda sandropascucci » 15 nov 2013, 14:14

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Messaggioda sandropascucci » 16 nov 2013, 23:07

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Messaggioda sandropascucci » 4 dic 2013, 17:44

aò! a questi je rode pure er culo in seguito all'ardire der popolino che ha arzato mezzo sopraccijo dopo 2000 anni di sodomia!

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FABIO SABATINI – Alcuni commenti su “Economisti dappertutto?”
LCSR profile SabatiniQualche giorno fa è stato pubblicata su MicroMega la prima parte di un mia piccola inchiesta, dal titolo “Economisti dappertutto?” sugli economisti che scrivono sui giornali.
Nell’articolo e nelle conversazioni pubbliche che ne sono seguite ho specificato molte volte che il lavoro è in divenire, e soprattutto che è “open source”.

Ho pubblicato il mio indirizzo di posta elettronica – sollecitando critiche, commenti e proposte di rettifica – sia perché ritenevo quasi inevitabile che nella classificazione vi fossero errori od omissioni sia perché, lo ribadisco ancora una volta, anche l’intento stesso di effettuare il “censimento” si presta a critiche ragionevoli e fondate, e sarei un pazzo se non le ascoltassi col massimo rispetto e con totale apertura. Per una questione di onestà intellettuale, e perché questo lavoro – come gli altri miei interventi su MicroMega – è animato da una sana e autentica passione civile e non è in alcun modo contaminato da questioni “personali” rispetto a coloro che, in quanto opinionisti di economia, ne sono interessati.

Molti commenti critici che ho ricevuto sono fondati ed è mia annunciata intenzione tenerne conto. Le proposte di rettifica sui nomi possono essere implementate subito perché, come ho scritto nell’articolo, è logico e tecnicamente possibile aggiornare la tabella “in tempo reale”. Alcuni argomenti più elaborati invece li affronterò con cura nella seconda puntata dell’inchiesta, sempre con la consueta clausola: il lavoro è in progress, i miei intenti sono costruttivi, critiche e commenti sono più che benvenuti e cercherò di tenerne conto con la massima onestà intellettuale. Chiaramente ho ricevuto anche commenti critici che non condivido, e anche ad essi darò una risposta.

Provo a riassumere il feedback che mi è pervenuto, e con l’occasione a spiegare in modo (ancora) più esplicito il mio punto di vista e le mie intenzioni:

1) “L’operazione stessa di classificazione è fuorviante, perché ha come effetto collaterale quello di attribuire una patente di credibilità a chi viene definito “economista” e di ridimensionare la credibilità di chi invece non rientra nella definizione”. Quando invece la credibilità dovrebbe dipendere essenzialmente dal merito di ciò che si dice o scrive quando si commenta di economia. Questa critica mi è stata rivolta da amici e da diretti interessati (in ordine alfabetico mi vengono in mente Claudio Borghi, Sergio Cesaratto, Carlo D’Ippoliti, Paolo Palazzi, Giulio Savelli, Massimiliano Vatiero, Michele Viviani), oltre che da lettori che non conosco personalmente, e non posso che condividerla.
Anche se nel pezzo ho sostenuto con chiarezza che coloro che non rientrano nella definizione possono dare al dibattito un contributo in molti casi più illuminante di quello degli “economisti”, mi rendo conto che il rischio che determinate opinioni risultino “meno legittimate” a vantaggio di altre va tenuto nella massima considerazione, e darò conto di questo problema nel modo più chiaro possibile nella seconda puntata del censimento.
Un aspetto collaterale di questo argomento è che anche chi rientra nella definizione può dire castronerie, in buona o mala fede. Ovviamente sono d’accordo anche con questa argomentazione, che terrò in considerazione nella seconda puntata, nel senso di esporre nel modo più chiaro e aperto possibile tali problemi.

2) “Il tuo articolo sembra suggerire che solo chi ha i titoli può scrivere di economia”. Questa critica mi è stata rivolta per lo più da lettori che non conosco direttamente. Niente di più inesatto. Nell’articolo su MicroMega credo di essere stato molto chiaro in proposito, ma lo ribadisco: tutti devono poter parlare di economia, e come ho scritto già esplicitamente il contributo di giornalisti economici, trader, consulenti finanziari e studiosi afferenti a discipline diverse (per esempio filosofia, sociologia, diritto) è potenzialmente prezioso. Lo ribadisco e lo ribadirò ulteriormente, semmai ce ne fosse bisogno (evidentemente sì). Io chiedo solo che si dia al pubblico un’informazione accurata sul background di chi scrive di economia. I lettori la meritano, e ne hanno bisogno per elaborare le proprie opinioni.

3) Nell’articolo, la citazione dello scritto di Alberto Bisin trasmette il messaggio che coloro che non rientrano nella mia definizione di “economisti” (che è più ampia e inclusiva di quella di Bisin) cercano posizioni accademiche temporanee per potersi fregiare di titoli che non hanno. Mi hanno fatto notare Claudio Borghi e anche tanti amici che si tratta di una forzatura scorretta, per due ordini di ragioni. 1) La prima è che io non posso avere informazioni “complete” sulle intenzioni delle persone. 2) La seconda è che, poiché chiedo che non sia messa in discussione la mia “buona fede” nella redazione del censimento, non posso non riconoscere la medesima “buona fede” agli altri.
Sono due critiche di cui, con la massima onestà intellettuale e nello spirito “open source” che ho più volte annunciato, riconosco la fondatezza. Claudio Borghi, editorialista de Il Giornale, ha fatto precisazioni esaustive non solo sulla sua posizione accademica ma anche sulla sua esperienza professionale di economista in una istituzione privata che dal mio punto di vista sono dirimenti. Per inciso, vale la pena sottolineare che sono il primo a sostenere che anche i non accademici possono avere competenze oggettive (e a volte più profonde di quelle degli accademici) sulle questioni studiate dall’economia (e da altre discipline). Dato che, ribadisco, non c’è alcuna ostilità o simpatia personale nei confronti di alcuno e data la totale apertura alle critiche, non ho alcuna difficoltà a riconoscere nella mia definizione anche Borghi e a correggere la tabella in merito.
Su questo punto Barbara Befani – ricercatrice dell’Institute of Development Studies nonché una delle persone con più profondo senso critico che io conosca – mi ha fatto notare buone ragioni per cui l’uso della parola economista è adeguata non solo a Borghi ma anche a tanti altri non accademici. Il ragionamento di Befani mette in discussione l’architettura complessiva del censimento e richiede una riflessione approfondita. Forse un modo per chiarire meglio tali aspetti è rendere molto più esplicita la distinzione tra ricercatori e non ricercatori, anziché tra economisti e non economisti.
Quanto al virgolettato sopra citato, sarà mia cura spiegarlo meglio, alla luce di quanto scritto sopra, nella seconda puntata.

4) Sulla questione dei nomi, ho ricevuto molte altre critiche e segnalazioni di cui ringrazio e di cui, nuovamente, non ho alcuna difficoltà a tenere conto. Molti mi hanno fatto notare che Alessandro De Nicola, editorialista di Repubblica, non è economista: sebbene la sua tesi di dottorato a Cambridge sia in Law and economics, De Nicola è avvocato e non si è mai in alcuna occasione definito “economista”. Tengo a sottolieare che la responsabilità dell’errore è esclusivamente mia e non può essere in alcun modo attribuibile al diretto interessato. Il primo a segnalarmi l’errore è stato Piero Pasotti (che non a caso è esperto proprio di Law and economics). Mi è stato fatto notare anche – da Francesco Schiavone, Marcella Scrimitore e Piero Pasotti – che Francesco Boccia non è giurista come credevo bensì economista aziendale.
Diverse altre segnalazioni mettono in dubbio la definizione di economista attribuita a Carlo Stagnaro, editorialista su Il Foglio (e blogger su Huffington Post). Ma, oltre ad avere un PhD in Economics, Markets, Institutions, Stagnaro è direttore del Dipartimento Studi e ricerche di un istituto di ricerca privato che, anche con la sua attività pubblicistica (il sito di tale istituto ospita molti blog assai seguiti dal pubblico) dà un contributo rilevante all’orientamento dell’opinione pubblica su temi di economia.
Sono comunque sicuro che le imprecisioni non finiscono qui, e sarò grato per qualsiasi altra segnalazione.

5) Alcuni lettori che non conosco personalmente mi hanno fatto notare che la mia sembra una difesa corporativa, quella della casta dei professori accademici. È un punto importantissimo, perché questa è l’ultima delle mie intenzioni. Tutti sono liberi di scrivere di economia (e di altro) indipendentemente dai titoli, e ciò che si scrive deve essere valutato nel merito. Io invoco solo una totale trasparenza, come ho fatto già in altri ambiti del mio impegno civile (i concorsi per esempio). Una precisazione: come ho scritto a chiare lettere su MicroMega, nella mia definizione rientra chiunque abbia svolto attività di ricerca, con qualsiasi forma contrattuale. A partire dagli assegnisti e dai “contrattisti” atipici, categoria di cui ho fatto parte nei miei dieci anni di precariato universitario. In quest’ultimo caso, se di casta si tratta, temo sia quella degli ultimi.

6) Massimo D’Antoni mi ha fatto notare che non ha particolare senso distinguere tra “Economia” e “Scienza delle finanze”. Concordo, e correggo di conseguenza.

7) Altri mi hanno segnalato modi per migliorare ed estendere l’inchiesta, per esempio approfondendo le discriminazioni di genere che esistono nell’intreccio tra media e discipline economiche. È un tema interessantissimo e degno della massima considerazione, anche se non sono sicuro di avere le competenze per affrontarlo. Come sempre, suggestions are most welcome.

8 ) Barbara Befani mi ha anche fatto notare che è riduttivo lavorare su concetti del tipo economista/non economista, ricercatore/non ricercatore, perche’ sono troppo normativi: indicano qualcosa che tutti dovrebbero essere, e incolpano chi non lo è. È come dire uomo/non uomo, etero/non etero, ecc. cioè mettono l’accento su una mancanza.
Un modo più costruttivo di affrontare la questione, mi suggerisce, potrebbe essere cercare di definire meglio le varie professioni e specializzazioni. Un buon punto di partenza potrebbe essere la definizione e la distinzione tra ricercatore, analista e giornalista economico.

Fin qui commenti e critiche costruttive, di cui ringrazio.

Ma ho ricevuto, sui social network, anche commenti e critiche meno condivisibili, e di almeno due di esse sento l’urgenza di dare conto. Diverse persone che credo si definiscano “di sinistra” mi hanno “rimproverato”, con toni a volte esageratamente aggressivi, di aver dato credito con le mie citazioni ad economisti di scuole diverse dalla mia, interpretando senza mezzi termini tali citazioni come segno di “intelligenza col nemico”. Premesso che ovviamente non c’è nulla di male ad avere rapporti di stima, amicizia, confronto umano, politico e scientifico con studiosi di scuole diverse – anzi, invito tutti a cimentarsi in tali confronti – penso che ogni forma di fatwa debba essere stigmatizzata ed evitata.

Gli interventi dei fautori della fatwa sottintendono che gli economisti che hanno determinate idee – quelli con orientamento liberista, in questo caso – perdono automaticamente ogni credibilità proprio in virtù di tali idee, e quindi tutto ciò che pensano, scrivono, affermano è a priori sbagliato e inaffidabile. E che chi lo condivide diviene a sua volta privo di credibilità.
Per alcuni ciò sembra valere perfino per le condivisioni “di terza mano”: se l’economista eterodosso x condivide lo scritto dell’economista y (il sottoscritto) che cita l’economista “liberista” z su di un punto specifico, allora non solo l’economista y (il sottoscritto) ma perfino l’economista x è ormai “compromesso”.

Come se, peraltro, condividere l’opinione di uno studioso su di un determinato argomento equivalesse a sposarne integralmente il pensiero. Ma non è questo il punto. Il punto è che ogni forma di fatwa è incompatibile con un dibattito civile in un paese democratico. Come il mio censimento rischia di trasmettere il messaggio che non tutti possano scrivere di tutto – critica che accetto e di fronte alla quale ribadisco che tutti devono poter scrivere di economia – la fatwa è volta a togliere ogni credibilità a determinate opinioni per la semplice ragione che sono “diverse”. E questo è semplicemente inaccettabile.

Molti commentatori critici infine hanno ignorato il mio intento dichiarato, e cioè analizzare da chi sono sostenute, sulla carta stampata e sul web, determinate opinioni su temi sensibili di politica economica. Tale intento sarà il punto centrale del prosieguo del lavoro. Sono stato, anzi, accusato da alcuni (ne ho contati circa una decina) di legittimare determinate posizioni di politica economica – nella fattispecie, mi hanno accusato di riconoscere credibilità “tecnica” ai portatori di opinioni liberiste.
Si tratta di una critica miope, dato che voglio solo far vedere come tali (e altre) opinioni si distribuiscono sulle diverse testate. Un’operazione che potrebbe essere utile, e non poco, proprio ai detrattori degli approcci liberisti di politica economica. Tali detrattori, infatti, con una indagine del genere potrebbero finalmente verificare la fondatezza dell’idea che il dibattito pubblico sia molto orientato in senso liberista. È chiaro che ognuno può interpretare qualsiasi testo nel modo che gli pare, ma è un peccato che accorgersi di tali implicazioni “favorevoli” sia tanto difficile per coloro (pochi, per fortuna) che sono animati da pregiudizi così forti e che hanno una così scarsa attitudine al confronto democratico.

Fabio Sabatini
(27 novembre 2013)

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Economisti dappertutto?
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APPROFONDIMENTI
FORMENTI
Le bugie degli economisti e l’egemonia liberista nei media
A partire dalla scoppio della Grande Crisi nel 2008 giornali e televisioni sono stati invasi da un numero incredibile di economisti o sedicenti tali. Ma sono davvero tutti competenti? E a che titolo rivendicano il proprio ruolo di “esperti”? Prima puntata di una inchiesta/censimento su economisti e media italiani.

di Fabio Sabatini

Chi sono gli economisti che scrivono sui giornali? Dove scrivono e dove insegnano? Sono davvero tutti economisti? O ci sono degli intrusi?
Questo articolo contiene alcune note a margine di un censimento degli economisti (o sedicenti tali) presenti su giornali e newsmagazine, cartacei e online.

I risultati sono riportati in questa tabella.

L’operazione serve a farsi un’idea di come (da quali persone, afferenti a quali atenei) sia rappresentato sulla stampa e sul web (per la televisione ci stiamo attrezzando) il dibattito scientifico su alcuni temi di politica economica. In una seconda fase del censimento, che spero di completare in tempi brevi, proverò ad associare a ciascun economista degli indicatori che sintetizzano il suo orientamento rispetto ad alcune questioni chiave come, per esempio, il rapporto tra Stato e mercato, la sostenibilità del debito pubblico e la permanenza nell’unione monetaria. Per poi vedere come si distribuiscono determinate posizioni sui mezzi di informazione, e quali sono le dimensioni e l’orientamento potenziale del pubblico che possono raggiungere. Ciò che state leggendo è dunque la prima parte di un lavoro più ampio, sul quale proposte di collaborazione sono più che benvenute.

Il censimento è utile anche perché consente di individuare gli economisti-che-non-lo-sono che popolano le testate giornalistiche italiane auto-attribuendosi una preparazione e una professionalità da “economista” o da “studioso”. Sotto questo punto di vista, sulla stampa e nel web la situazione è meno grave di quanto si potrebbe temere dopo un quarto d’ora di zapping televisivo. In ogni caso le caselle della tabella dedicate ai non-economisti sono da tenere d’occhio, anche perché l’esperienza insegna che da tali caselle alla celebrità televisiva il passo è spesso breve.

Gli economisti, quelli veri, che scrivono sui giornali sono molti, assai più degli “intrusi”. L’ateneo più rappresentato è la Bocconi di Milano con 11 firme. Segue l’Università Cattolica del Sacro Cuore con 7, la Sapienza e Tor Vergata con 6 e l’Università di Milano con 5. Milano vince di gran lunga il titolo di città più rappresentata (30 firme sono affiliate ad atenei o istituti di ricerca milanesi), seguita da Roma (23). 16 economisti che scrivono sui giornali sono affiliati ad atenei o istituzioni estere. Per l’Italia, si nota una netta prevalenza del nord. È chiaro che, se non si effettua alcuna ponderazione, questi numeri valgono solo a soddisfare piccole curiosità e non hanno particolare contenuto informativo. Per valutare meglio bisognerebbe tenere conto della natura delle pubblicazioni (se sono solo sul web o anche cartacee) della loro diffusione, del numero di articoli firmati dagli economisti e della loro collocazione (in prima pagina, nell’inserto culturale, nelle pagine economiche o nei blog), dei temi trattati (più o meno ricchi di implicazioni di politica economica). A questi aspetti sarà dedicato il seguito della mia piccola indagine.

Poi, ci sono i non-economisti. Separare gli economisti dai non-economisti non serve a creare un nuovo ordine professionale, o a difendere gli interessi di una piccola casta. È un modo per informare i lettori affinché possano distinguere tra chi si auto-attribuisce (legittimamente) l’etichetta di economista perché si sente “esperto di economia” pur senza aver mai svolto alcuna attività di ricerca scientifica, da coloro che, in qualità di ricercatori, hanno seguito un percorso professionale ed esistenziale molto particolare, nel quale si dedica di fatto la propria vita alla ricerca scientifica fin dagli studi avanzati che, dopo la laurea, portano generalmente al conseguimento di uno o due dottorati di ricerca.

Col termine “economista” intendo tutti coloro che svolgano o abbiano svolto continuativamente e per un periodo congruo di tempo attività di ricerca scientifica in campo economico in qualità, appunto, di ricercatori (con qualsiasi forma contrattuale, dall’assegno di ricerca alla posizione a tempo indeterminato, anche come professori associati o ordinari), presso istituzioni di ricerca serie, accademiche e non. Nella mia definizione, lo svolgimento dell’attività di ricerca non può in alcun modo prescindere dal confronto continuo con la comunità scientifica internazionale. Ciò implica che il lavoro di ciascuno sia incessantemente sottoposto al vaglio di una comunità globale di pari: un esercizio durissimo (ma impareggiabilmente stimolante, per un ricercatore) che il trader o il giornalista che si attribuiscono da sé la definizione di economista non conoscono e non conosceranno mai. Il confronto nel dibattito scientifico internazionale implica, oltre alla ricerca in sé, la presentazione dei suoi risultati a conferenze di rilevanza scientifica (non solo a quelle divulgative), la preparazione di paper sui temi affrontati e l’invio di tali paper a riviste scientifiche internazionali dotate di un serio e rigoroso sistema di valutazione anonima per l’eventuale pubblicazione.

Che male c’è a chiamare “economisti” il giornalista economico o il consulente finanziario che, pur non avendo le competenze per confrontarsi nel dibattito scientifico internazionale come sopra descritto, “si occupano” e/o si sentono esperti di economia? Alberto Bisin ha dato una risposta molto efficace su noiseFromAmerika: «Non vi è nulla di male, dopotutto le definizioni sono convenzioni e basta intendersi. Anche se le definizioni servono a distinguere cose diverse e il lettore ammetterà che l’economista di cui parlo io è molto diverso ad esempio da un trader che operi con competenza sui mercati finanziari e abbia opinioni al proposito. Ma il punto cruciale è che il giornalista economico o il trader che si auto-definiscano “economista” tipicamente lo fanno per millantare conoscenze che non hanno. Il trader che scrive di mercati finanziari o il giornalista che commenta gli ultimi dati sul mercato del lavoro in Italia non si auto-definiscono “economisti”. »

E magari, aggiungerei io, il trader che interviene nel dibattito pubblico può anche fornire un contributo per certi aspetti più utile e attendibile – su determinate questioni – dell’economista accademico, che non si confronta quotidianamente con le dinamiche concrete dei mercati finanziari, non è immerso nei loro umori e nei loro rumors, non partecipa costantemente delle atmosfere, dei dibattiti, delle paure e delle euforie interne alle diverse centrali operative. Allo stesso modo il giornalista economico è spesso in grado di intrecciare questioni politiche, storiche ed economiche in un prezioso quadro interdisciplinare che magari l’economista non è in grado di cogliere nel suo insieme. Spesso la lettura di un buon pezzo di giornalismo economico si rivela assai più preziosa della lettura di un paper accademico. Ciò non toglie che – non a caso – gli analisti e i giornalisti economici più avveduti si guardino bene dal definirsi economisti.

«Lo fa invece», e riprendiamo qui le parole di Bisin, «chi commenta sulla disciplina (le scienze economiche, n.d.r.), così come essa è praticata, e che auto-definendosi “economista” mira a far credere al lettore di essere all’interno della disciplina che sta criticando. Oppure lo fa chi sfrutta la psicologia di massa per proporre soluzioni a problemi economici che pur se errate (o scorrette, o imprecise, o mal formulate) sono quello che la massa desidera sentirsi dire».

Ora, a che serve un simile sforzo per accreditarsi presso i lettori? Per alcuni può essere un modo per farsi notare, sia dal pubblico sia dai conduttori di salotti televisivi. L’invito a un programma televisivo vale una fortuna, nell’ottica di chi mira ad aumentare la propria popolarità per ragioni di vario tipo (dal procurarsi nuove opportunità di lavoro all’immancabile ascesa in politica). In altri termini, è un espediente per tirare acqua al proprio mulino (e questo di per sé va bene, lo facciamo tutti), ma in modo scorretto, come ho provato a spiegare su il Fatto Quotidiano a proposito dei titoli millantati da Oscar Giannino.

Cito ancora Bisin su nFA: «Il venditore di olio di serpente contro il cancro deve dire di essere un medico; un medico critico della disciplina, ma un medico; altrimenti la massa lo prende per venditore di olio di serpente quale è. È ovvio, in altre parole, che una critica interna alla disciplina abbia molto più valore, negli occhi del lettore che non ha gli strumenti per distinguere, di una critica esterna. Per questo l’operazione di auto-definirsi “economisti”" è disonesta intellettualmente –perché con “economisti” essi intendono proprio “economisti accademici”, così come io li ho caratterizzati. Non è un caso che queste persone (Borghi, Gawronski, Napoleoni sono esempi perfetti) tipicamente cerchino contratti di insegnamento all’università. Per quanto diano, in Italia, diritto ad auto-qualificarsi “professore” nei biglietti da visita, i contratti di insegnamento sono oggetti diversissimi dalle posizioni accademiche e non soddisfano nessuna delle proprietà di cui sopra. Sono sabbia negli occhi del lettore.»

Il problema ovviamente non riguarda solo il lettore di giornali ma anche lo spettatore televisivo. Prendiamo per esempio un talk show in cui un timido luminare si confronta con un navigato giornalista (o politico, o semplicemente blogger appassionato di economia) che si professa “economista”. Supponiamo che, come spesso accade, i due propongano ricette diverse per risolvere un determinato problema.

Il giornalista abituato alle telecamere avrà probabilmente strumenti dialettici superiori, che uniti a una conoscenza “di seconda mano” dei complicati meccanismi dell’economia potrebbe far prevalere il suo punto di vista. Tuttavia, è probabile anche che il timido luminare sia in grado di capire meglio le implicazioni delle proposte alternative, e che il dissenso tra i due sia dovuto proprio a una differenza sostanziale nella capacità di analizzare problemi complessi.

Ora, se si presenta il confronto come un dibattito tra due economisti, il pubblico valuterà le ragioni dei due in un certo modo. Se invece è chiaro che il dibattito si svolge tra un brillante giornalista e un accademico che studia la sua materia con metodo scientifico da trenta anni, il pubblico terrà nella dovuta considerazione le incertezze dialettiche dell’economista e la sua mancanza di conoscenza dei “trucchi” per una comunicazione ad effetto.

Né, del resto, è corretto definirsi “studiosi” di economia o di macroeconomia, come pure a volte fanno i non-economisti. Perché in tal modo si usa un cavillo lessicale per alimentare un equivoco ben più sostanziale. “Studioso è colui che studia”, ho sentito dire da alcuni di essi. Dunque anche tutti gli studenti del mio corso di Scienza delle finanze sono degli studiosi di Scienza delle finanze. Al pari di Joseph Stiglitz, per dire. Eppure scommetto che nessuno di loro, nel suo curriculum, si definisce “Studioso di Scienza delle finanze”. Come mai? Perché nell’immaginario collettivo il termine “studioso” è giustamente associato alla figura dello “scienziato”: una persona profondamente immersa nel dibattito scientifico (che, di nuovo, vuol dire conferenze, paper, libri e riviste di rilevanza scientifica, non solo paccottiglia divulgativa). Paul Krugman, per esempio, è uno studioso di macroeconomia. Il consulente bancario che nel tempo libero legge gli scritti divulgativi di Krugman invece è un “appassionato di macroeconomia”. Non certo uno studioso di quella materia.

Una persona che studia fisica o biologia molecolare per passione, nel tempo libero e senza alcun rapporto con la comunità scientifica, non può credibilmente definirsi un fisico o un biologo molecolare. Io ho una gran passione per il calcetto ma ciò non mi autorizzerebbe a qualificarmi come “calciatore” qualora mi mettessi in testa di scrivere un blog sul calcio. Perché, per usare ancora le parole di Bisin, getterei sabbia negli occhi del lettore, che normalmente usa quel termine per identificare persone che non solo tirano calci a un pallone ogni volta che possono, ma che dedicano (o hanno dedicato) la loro vita ad allenamenti e competizioni agonistiche.

Alcune istruzioni per la lettura della tabella

- Per semplicità tutti coloro che afferiscono a istituzioni universitarie sono qui classificati come “economisti”, nonostante non pochi economisti “di ruolo” nelle università abbiano una produzione scientifica meramente simbolica. Questo nella presunzione che gli accademici, nell’adempimento dei loro doveri istituzionali, svolgano o abbiano svolto per un periodo congruo di tempo attività di ricerca scientifica. Lo so, è una presunzione forte che se analizzassimo con cura ogni nome nella tabella non sempre verrebbe soddisfatta. Proposte per arricchire la classificazione tenendo conto di questo problema nel rispetto del pluralismo degli approcci scientifici sono benvenute.

- Va precisato che molti accademici in materie economiche sono di fatto degli “ex”, dato che hanno smesso di fare ricerca per ragioni di vario tipo. Basti pensare a coloro che interrompono l’attività accademica per assumere incarichi istituzionali (nella tabella, per esempio, si trovano Romano Prodi e alcuni membri del Parlamento). Per maggiore chiarezza, medito di redigere una seconda tabella in cui distinguere tali economisti.

- Nel suo post su nFA, Alberto Bisin elenca quattro caratteristiche che definiscono un economista, per spiegare al pubblico in che cosa consiste il “mestiere” dopo una polemica invero assai buffa (ma costruttiva, da parte di Bisin) con uno degli economisti-che-non-lo-sono. Rispetto a tale impostazione, la mia tabella è costruita in modo più inclusivo, e comprende nei “ricercatori in economia” almeno, ma non solo, coloro che soddisfano i punti uno, due e tre:

1) un economista ha un dottorato in materie economiche, 2) un economista fa ricerca, che si manifesta nello scrivere articoli per riviste scientifiche internazionali, non solo libri, 3) un economista presenta regolarmente il suo lavoro a seminari e conferenze.

Nella mia tabella tali tre punti sono applicati in modo molto largo, poiché vengono inclusi anche coloro che per un periodo congruo di tempo si siano cimentati nelle attività in questione salvo interromperle per ragioni istituzionali, per chi pur avendo conseguito il dottorato in materie non economiche si sia profittevolmente accostato alla ricerca scientifica in campo economico successivamente, oppure per coloro che sui giornali scrivono di economia dal punto di vista della sociologia economica (per esempio Maurizio Ferrera e Luciano Gallino).

- Sono presi in considerazione sia coloro che scrivono esclusivamente sulle versioni cartacee delle testate, sia coloro che scrivono sulle versioni online o su testate esclusivamente online.

- Nel campo “Autodefinizione” è riportato il modo in cui gli Economisti-che-non-lo-sono amano definirsi o farsi definire (per esempio sui blog, nelle biografie, nei talk show).

- Per brevità nella tabella non ho incluso quelle testate online di economia fondate e curate integralmente o quasi da economisti quali, per esempio, le ottime EconomiaePolitica, inGenere.it, La Voce.info, nelMerito.com e Sbilanciamoci.info.

- La tabella è stata redatta scartabellando le prime pagine dei quotidiani, i siti web di quotidiani e newsmagazine, e i cv degli economisti. Sono stati inclusi coloro che per le testate in questione hanno scritto nel 2013, o che figurano esplicitamente nell’organico degli autori delle testate, o che nei loro cv riportano esplicitamente di collaborare con esse. Certamente avrò dimenticato testate, economisti e non economisti, e alcune persone incluse nella tabella avranno smesso di scrivere sui giornali: ogni segnalazione in proposito è benvenuta.

- Più in generale, anche la classificazione è aperta a suggerimenti e cambiamenti. Nonostante questa nota sia ormai pubblicata su MicroMega, la tabella (che risiede sul mio sito personale) sarà continuamente aggiornata con l’eventuale feedback dei lettori: il mio indirizzo è fabio.sabatini@uniroma1.it, questa la pagina facebook

To be continued

SABATINI Alcuni commenti su "Economisti dappertutto"

(20 novembre 2013)


giustamente quarcuno risponne:

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Sei in: Il Fatto Quotidiano > Blog di Roberto Marchesi > Chi può scrive...
Chi può scrivere di economia?
di Roberto Marchesi | 26 novembre 2013Commenti (83)
Più informazioni su: Economia, Economisti, Media, Stampa.

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Mi trovo trascinato in una moderata polemica avviata dall’amico economista Fabio Sabatini che, sull’ultimo numero online di Micro Mega, sotto il titolo “Economisti dappertutto?” discetta sui presunti abusi commessi da chi (come me per esempio) si dedica a scrivere opinioni in materia di economia senza esserne a suo avviso qualificato. Poi si produce in una complicata elencazione di titoli e meriti, come la laurea e i master in scienze economiche, la pubblicazione di studi e ricerche su riviste specializzate o la lettura presso degli atenei, per stabilire chi è davvero qualificato e chi invece è da considerare un intruso.

Lui non ci gira troppo in giro, usa proprio il termine “intrusi” per riferirsi a coloro che si intrufolano nella materia riservata (secondo lui) ai professoroni patentati per cercare di dire qualcosa che magari i professoroni patentati non dicono.

Può essere che, seguendo la sua logica, ci siano degli intrusi tra i giornalisti che si occupano di economia, lui però è a sua volta un “intruso” nel campo linguistico, perché nessun vocabolario da’ alla definizione di “economista” la sua interpretazione. Generalmente i vocabolari della lingua italiana definiscono “economista” colui che è semplicemente “studioso di economia” (Zingarelli), o colui che “studia le scienze economiche” (Zanichelli). E nessun vocabolario aggiunge che bisogna farlo alla Università La Sapienza di Roma.

Intendiamoci, il lavoro appena iniziato dal Sabatini (lui stesso dice che è solo all’inizio) è un lavoro mica da poco: andarsi a scartabellare tutti i giornali e tutte le pagine economiche, stampate su carta, o circolanti nel web, per censire tutti quelli che firmano qualche articolo a sfondo economico e poi su tutti questi andare a verificare quali titoli universitari o accademici costoro possano vantare per essere davvero titolati a farlo è davvero un lavoro da certosino.

Meritorio sotto il profilo della ricerca, ma non se ne capisce l’utilità pratica.

Intanto una cosa del genere puzza tanto di classismo (se non peggio) e, condotta con questi semplicistici criteri di valutazione, rischia addirittura di impantanarsi nella semplice burocratizzazione dei titoli necessari per qualificarsi idonei a scrivere di economia.

Ovviamente ha perfettamente ragione a sostenere che per scrivere di economia bisogna perlomeno capirne un po’ di più della media di chi si accontenta di leggerne, ma poi si deve fermare lì perché sa benissimo anche lui che il titolo di studio, e anche le successive qualifiche conquistate nel tempo, se non ci si tiene costantemente aggiornati sull’evolversi della materia, ci si ritrova già superati il giorno dopo averli conseguiti.

Ma anche il continuo aggiornamento potrebbe non bastare, se fatto solo allo scopo di stare a galla.

Si vede subito la differenza tra il professorone che insegna all’università, ma si accontenta di “lucidare” i suoi titoli e accarezzare i suoi privilegi, e quello che invece ci mette la passione per penetrare e capire le novità che arrivano dalla mutazione delle dinamiche economiche imposte alla società civile dall’introduzione, per esempio, delle nuove tecniche finanziarie.

Il primo se ne sta arroccato nella sua roccaforte universitaria a godersi i privilegi che ne derivano. Il secondo si spende nell’impegno civile per informare non solo il corpo accademico (anche attraverso le “letture” in altre sedi) ma tutta la società civile di quello che lui vede e interpreta. Poi, se ha il coraggio di esporsi, lancia l’allarme o scrive le “prescrizioni” che, secondo lui, sarebbero la medicina indicata per attuare le necessarie trasformazioni e riforme.

Quindi nemmeno tutti i “titolati” sarebbero idonei a scrivere di economia sui media, ma solo quelli dotati della necessaria “passione” per essere sempre aggiornati e capaci di confrontarsi con altri come lui ma che la pensano magari diversamente.

Solo a questi ultimi però lui riconosce il diritto di qualificarsi “studiosi”. Infatti nel suo articolo denuncia gli “economisti-che-non-lo-sono” in quanto si auto-attribuiscono la qualifica di “economista” o di “studioso” non confortata da una preparazione o da una professionalità adeguata alla qualifica. Però riconosce loro almeno la “passione”. Infatti dice che, al massimo, potrebbero autodefinirsi “appassionati”. (A lato pratico cosa cambia?)

Ma, come abbiamo visto sopra, nemmeno il titolato professore, pur essendo idoneo ad insegnarla, sarebbe adeguato a commentare pubblicamente di economia qualora fosse privo di quella carica di passione, e di coraggio, indispensabile ad aggiornarsi quotidianamente sulla materia per cimentarsi nel confronto pubblico.

Comunque, visto che ha voglia di fare questa indagine, consiglio al Sabatini di cambiare bersaglio.

Sarebbe molto più utile alla causa del cittadino se l’egregio Sabatini, invece di fare la sua ponderosa ricerca tra i giornalisti che scrivono di economia o macro-economia sui media, la facesse sugli strapagati elementi che compongono la compagine governativa, o peggio, tra coloro che occupano le sontuose poltrone del nostro malridotto Parlamento e che scrivono in nome e per conto della cittadinanza proprio quelle stesse leggi e norme che, nel tempo, hanno portato alla disgraziata situazione in cui ora la popolazione si trova.

Un giornalista che scrive “cavolate” di economia senza averne i necessari requisiti “tecnici” può al massimo fare cattiva informazione (chi se ne accorge, nel mare di cattiva informazione dilagante ovunque?), ma quando è un governativo o un parlamentare a farlo, il danno per il paese è assicurato, e oggi ne abbiamo prova certa.
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sandropascucci
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Re: 01. "..E-ABBIAMO-DIMOSTRATO-CHE..®"

Messaggioda sandropascucci » 4 dic 2013, 22:39

ho letto molto questo ragazzo, tale Piero Valerio, di "tempesta-perfetta".
per un attimo (ma anche di più) ho pensato fosse uno a posto. non lo è.
credevo potesse aiutare. ma non è così. ha il suo egorticello, come tutti.

da: http://tempesta-perfetta.blogspot.it/20 ... 5044106279
(sull'originale, che invito a visionare, ci sono link attivi che con questo copiancolla di backup non ho potuto riportare, così come diverse immagini)

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MERCOLEDÌ 4 DICEMBRE 2013
RIVALUTAZIONE DELLE QUOTE DI BANCA D’ITALIA: LA PIU’ GRANDE TRUFFA DEL SECOLO

Ad un certo punto bisogna chiamare le cose con il loro nome: sarò pure un “populista” (e confermo di esserlo con grande orgoglio ed immenso disprezzo per chi cerca di denigrare coloro che fanno attività politica a favore dei “popoli” e non ad esclusivo beneficio di ristrette “èlite oligarchiche”), “arruffapopoli”, “masaniello dei poveri”, ma quello che sta avvenendo oggi in Italia non può essere definito diversamente da “crimine contro la nazione”, “alto tradimento”, “saccheggio”, “vandalismo istituzionale ed istituzionalizzato”. Ho sempre guardato con sospetto quei movimenti detti “signoraggisti” che vedono esclusivamente nella proprietà del denaro l’unico strumento per ridare dignità ai popoli, perché credo fortemente che non sia tanto la proprietà del denaro la vera discriminante fra una democrazia compiuta e una dittatura di fatto, quanto l’utilizzo che viene fatto del denaro e della politica monetaria in genere. Una banca centrale può essere pure privata, ma se poi le sue scelte di politica monetaria vengono subordinate alle direttive che arrivano dal governo democraticamente eletto e indirizzate al benessere dell’intero paese, a me può stare pure bene che qualche “grasso banchiere privato” si ingozzi con le “briciole del signoraggio”. Ma qui in Italia abbiamo abbondantemente sorpassato ogni limite di decenza, dando persino adito alle inutili rivendicazioni dei “signoraggisti”.



Innanzitutto chiariamo per l’ennesima volta che se quando parliamo di “signoraggio” sulle banconote (3% di tutta la massa monetaria circolante, costituita per il resto principalmente da depositi bancari) ci riferiamo alla sola differenza fra il costo di stampa delle banconote e il loro valore nominale, e considerando che come si evince dall’ultimo bilancio della BCE, le banconote in circolazione nell’eurozona sono circa €839,5 miliardi (l’8% spetta alla BCE, mentre il restante 92% viene distribuito tra le varie banche centrali nazionali BCN), capiamo bene che con una “ridicola potenza finanziaria” pari a circa il 6,5% del PIL dell’area euro, i “grassi banchieri” non potrebbero mai comandare l’intero continente. Se invece utilizziamo una definizione più raffinata di signoraggio (“distribuzione del reddito della BCE derivante dalle banconote in euro in circolazione e del reddito netto della BCE sul portafoglio acquistato nel quadro del programma per il mercato dei titoli finanziari”, come riportato nelle note integrative allo stesso bilancio), allora stiamo parlando del profitto derivante dallo scarto di interesse fra attività finanziarie (acquistate durante le operazioni di mercato aperto mediante le riserve bancarie create dal nulla) e depositi di riserve presso la stessa banca centrale (perché ormai abbiamo imparato che le riserve non escono mai dai confini della banca centrale e al massimo possono essere depositate, investite o prestate ad altre banche), allora possiamo stare tranquilli, perché siamo lontani anni luce dal nostro obiettivo di capire cosa sta succedendo. Per due motivi: primo il risultato lordo della BCE per il 2012 è “soltanto” di 2 miliardi e 164 milioni di euro, e secondo, €998 milioni dell’utile netto viene conferito alle banche centrali dell’area euro, mentre il resto viene accantonato a riserva. Briciole appunto.


Tolta di mezzo la superficiale questione “signoraggista”, andiamo ad esaminare invece quale sia la ragione principale della truffa comminata ai danni dei cittadini e della nazione italiana tutta dal governo di Enrico Letta, su istigazione del ministro dell’economia e delle finanze Fabrizio Saccomani (guarda caso ex direttore generale di Banca d’Italia e membro del CDA della Banca dei Regolamenti Internazionali con sede a Basilea), in combutta con l’attuale governatore di Bankitalia Ignazio Visco. Partiamo da una premessa: Banca d’Italia è una delle 17 banche centrali nazionali che aderiscono al sistema SEBC della BCE, quindi è l’autorità monetaria più indipendente e autonoma che possa esistere sul pianeta, non potendo per statuto finanziare direttamente il proprio governo o avere alcun collegamento politico-istituzionale con lo stesso. Tranne l’elezione del governatore, che avviene su esplicita proposta e indicazione del Consiglio superiore della banca centrale (articolo 17 dello Statuto), i politici non hanno alcuna influenza nelle attività strettamente tecniche o istituzionali di Bankitalia.


La proprietà della banca centrale è al 95% privata, anche se l’istituto viene ipocritamente definito di diritto pubblico, perché si è appropriato giuridicamente di un’attività regolamentata per legge: l’emissione della moneta (sotto forma di banconote e riserve bancarie). Siccome noi siamo obbligati per legge dal corso forzoso ad accettare l’euro come moneta di stato, la Banca d’Italia che ha l’esclusivo privilegio di emettere le banconote e le riserve elettroniche in euro, malgrado la sua proprietà e funzione privatistica, ha acquisito nel tempo una chiara posizione dominante nell’assolvimento di un diritto pubblico. I banchieri privati si sono gradualmente, con il tacito consenso o l’approvazione unanime di tutti i politici, impossessati di un istituto giuridico pubblico, la moneta, cercando di ricavarne nel corso del tempo un maggiore profitto privato. Come dire che una società idrica o una clinica privata dichiara di essere un’istituzione di diritto pubblico perché grazie a particolari intrecci e favori politici è riuscita ad occuparsi della gestione di un bene pubblico (l’acqua o la salute). Un controsenso insomma, perché un’istituzione o è pubblica (nel senso che non è orientata ai profitti ma a garantire un diritto della cittadinanza) o è privata (nel senso che antepone il raggiungimento del profitto al benessere dei cittadini). E Bankitalia da questo punto di vista è assolutamente privata, perché antepone il profitto dei suoi azionisti banchieri (inflazione bassa, dividendi, prestiti agevolati agli amici della cricca) a quello dei cittadini (occupazione, bassa tassazione, regolarità del credito a famiglie e imprese).


Tuttavia, questo esproprio di fatto della funzione monetaria un tempo subordinata al governo democratico, fino ad oggi veniva quantomeno ricompensato versando gran parte degli utili di gestione alle casse dello Stato (e per come viene gestita oggi una banca centrale, gli utili sono sempre assicurati, mentre è praticamente impossibile avere delle perdite). Da oggi invece, tramite la scandalosa proposta di trasformare Banca d’Italia in una public company, anche gran parte di questi utili verranno veicolati verso gli azionisti bancari privati. Ma vediamo nel dettaglio cosa si nasconde dietro questa incredibile truffa legalizzata, spulciando il documento riservato redatto da tre consulenti di Banca d’Italia (tra cui uno è il famigerato ex-presidente del consiglio fantoccio della Grecia Lucas Papademos, governatore della banca centrale ellenica ai tempi dei trucchi di bilancio organizzati insieme a Goldman Sachs per fare rientrare il paese nei parametri di Maastricht: con un consulente così siamo in una botte di ferro!!!). Innanzitutto partiamo dall’assetto proprietario attuale, che viene diviso in quote fittizie per un valore complessivo del capitale sociale simbolico di €156.000, di cui Banca Intesa, Unicredit e Assicurazioni Generali insieme detengono quasi il 60% del totale (guarda tabella sotto). Il fatto che si sia creata una tale concentrazione di capitale sociale in pochi grandi gruppi dipende dal processo di trasformazione e fusioni successive avvenute nel sistema bancario italiano a partire dai primi anni novanta.






In base alle rispettive quote e al valore nominale delle stesse, secondo quanto disposto dall’articolo 39 dello Statuto, i dividendi dovuti agli istituti finanziari e assicurativi privati ammonterebbero al 10% dell’intero capitale sociale, ovvero a soli €15.600. Il resto dell’utile netto (€2,5 miliardi nel 2012) viene invece ripartito fra accantonamenti a riserve statutarie (€1 miliardo) o girato direttamente al ministero del Tesoro (€1,5 miliardi). Considerando che l’utile lordo è stato di poco superiore a €7 miliardi e considerando la quota versata in anticipo al fondo rischi generali, ciò significa che allo Stato entrano all’anno all’incirca altri €2 miliardi di tasse sugli utili. In totale €3,5 miliardi sono entrati nelle casse dello Stato nel 2013. Una bella somma, che giustifica le enormi pressioni dei banchieri sul governo per accaparrarsi una fetta molto più grande del bottino. Infatti i banchieri erano già riusciti ad inserire un comma all’articolo 40 dello Statuto, secondo cui oltre ai risibili dividendi figurativi di cui sopra, spettavano agli azionisti privati altri dividendi aggiuntivi pari ai profitti degli investimenti del valore massimo del 4% delle riserve detenute nell’anno precedente (per il 2012 l’aliquota è stata piuttosto bassa, 0,5%, che tradotta in soldoni significano €70 milioni regalati alle banche). Dato il contesto istituzionale e politico favorevole (dall’inizio della crisi del 2011 i banchieri sono riusciti ad infiltrare nei governi tecnici Monti e Letta una quantità considerevole di propri dirigenti, affiliati e simpatizzanti) e la situazione di emergenza in cui versa l’Italia, era chiaro che fosse arrivato il momento di sferrare l’attacco decisivo.


Vediamo quindi qual è in sintesi la proposta dei banchieri. Innanzitutto si partirebbe con la già nota rivalutazione del capitale sociale, che ricalcolato in base ai flussi di reddito che esso genera, si collocherebbe in un intervallo compreso fra i €5 e €7,5 miliardi. Questi soldi verrebbero spostati contabilmente dalle riserve di Banca d’Italia, prendendo a pretesto il fatto che le banche per 14 anni di fila non hanno sfruttato fino in fondo le potenzialità dell’articolo 40, utilizzando sempre un valore di riserve investite inferiore al 4%. Come dire, non solo ti faccio annualmente un regalo, ma tu adesso pretendi pure di farmi pesare la colpa che non fosse all’altezza delle tue aspettative (quando si tratta di banchieri, a caval donato si guarda eccome in bocca!!! E se i denti non sono perfetti come dicono loro prima o dopo ti tocca pure pagare cara la tua generosità!!!). Inoltre verrebbe fissato un limite del 5% alle quote possedute da ogni singolo azionista e a coloro che adesso o in futuro si ritrovassero con quote in eccesso verrebbe concesso un periodo di tempo prestabilito per sbarazzarsene, vendendole ad “investitori istituzionali con un orizzonte di lungo periodo” (definizione generica che significa tutto e niente, ma alla fine si riduce a privilegiare i ben noti colossi finanziari mondiali “too big to fail” tipo Goldman Sachs, Morgan Stanley, JP Morgan, Barclays, Deutsche Bank etc etc).


In pratica si verrebbe a creare un vero e proprio mercato internazionale delle quote di Banca d’Italia, difficile se non impossibile da gestire e monitorare (se Goldman Sachs acquisisce o scala un altro azionista, chi si deve prendere la briga di obbligarla a cedere le sue quote in eccesso?), a cui potrebbero accedere soltanto gli istituti finanziari abilitati ed autorizzati (come avviene oggi con il consorzio degli “specialisti” in acquisto di titoli di stato). Insomma quel tipo di “libero mercato” che piace tanto ai banchieri, in cui il grado di libertà viene deciso dalla grandezza dei partecipanti: “più sei grande e più sei libero” (alla faccia di Adam Smith e dei suoi sedicenti epigoni liberisti!!!). In un nessun altro contesto internazionale esiste un mercato regolamentato delle quote di partecipazione al capitale di una banca centrale, dato che queste ultime rappresentano ovunque una semplice certificazione azionaria fittizia che non può essere trasferita, venduta, prestata, acquistata. L’Italia sarebbe all’avanguardia in questo settore, visto che il progetto in questione prevede chiaramente che le quote siano “facilmente trasferibili e in grado di attrarre potenziali acquirenti”. La smania di incentivare l’arrivo di capitali esteri ha contagiato pure uno dei settori in cui la presenza straniera non è affatto necessaria (gli stranieri sanno per caso “stampare” le banconote meglio di noi? O azionare i computers dei funzionari della banca centrale in maniera innovativa?) e creerebbe invece dei paradossi difficilmente risolvibili senza innescare infiniti intoppi diplomatici ed istituzionali: cosa succederebbe se un giorno Banca d’Italia diventasse interamente di proprietà straniera? Potrebbero istituti finanziari esteri pretendere tutto l’oro e il patrimonio accumulato da Banca d’Italia in passato, grazie soprattutto ai privilegi di gestione concessi dallo Stato italiano? Il patrimonio di Banca d’Italia è pubblico o privato? Non sono stati gli italiani e il loro ligio rispetto della lex monetae di Stato a garantire a Banca d’Italia di incrementare nel tempo le sue proprietà e ricchezze? Un ginepraio inestricabile, che giustifica il fatto che nei paesi più civili ed evoluti del mondo la proprietà della banca centrale è interamente pubblica e anche nei casi di proprietà privata, nessuno ha mai osato tanto quanto gli italiani oggi in termini di privatizzazione.


Tuttavia, quando si comincia con la sudditanza e il servilismo nei confronti dei poteri forti, si sa da dove si parte ma non si può mai prevedere dove si arriva, dato che ogni politico o tecnocrate vorrebbe fare sempre di più per dimostrare quanto è “suddito” e “servo”, a prescindere dalle conseguenze disastrose e spesso controproducenti del suo operato, per gli stessi interessi privati che si vorrebbero avvantaggiare. E’ come se dovessero alla fine intervenire sempre i “padroni” per chiedere allo “schiavo” di essere meno zelante e servizievole, perché in caso contrario potrebbe mandare all’aria l’intero progetto. Un progetto, quello della ridefinizione dell’assetto proprietario di Bankitalia, che se attuato in tempi brevi consentirebbe al Governo dei Banchieri di raggiungere tre importanti obiettivi in un colpo solo: incassare una tassa una tantum sulle plusvalenze della rivalutazione pari a circa €1,5 miliardi, utile a coprire il mancato gettito per il 2013 dell’IMU sulla seconda casa, migliorare la situazione patrimoniale dei disastrati istituti bancari italiani in vista degli stress test che la BCE condurrà per tutto il 2014, fornire annualmente maggiori dividendi complessivi alle banche private azioniste (italiane e straniere). Analizzando un punto alla volta di questo programma, ci accorgeremo presto che ogni passaggio equivale ad una guadagno certo per loro banchieri e ad una perdita netta per noi cittadini.


Lo Stato incasserà subito €1,5 miliardi da utilizzare soltanto per un anno a copertura di un mancato gettito, privandosi però per tutti gli anni futuri di un sicuro introito derivante dalle tasse e dalla redistribuzione degli utili di Banca d’Italia. E’ lo stesso tipo di errore che si commette quando si vogliono utilizzare i proventi delle privatizzazioni (un asset strategico in conto capitale che produce rendimenti certi) per abbattere magari debiti di medio e breve periodo (che invece, in una logica di contabilità spicciola, dovrebbero essere ridotti utilizzando le entrate in conto corrente). In questo modo, una volta abbattuto tutto o parte di quel debito, lo Stato si ritroverebbe senza un asset, senza un rendimento certo, e senza essere neppure riuscito ad estirpare la vera causa da cui si originava quel buco di bilancio, che qualora dovesse riaprirsi avrebbe ora minori possibilità di essere rimarginato. Perché non solo lo Stato avrà un patrimonio minore a garanzia di quel nuovo debito ma anche meno entrate nel suo conto economico per equilibrare le uscite e le eventuali perdite di esercizio. Inoltre, ogni volta che si fanno questo tipo di operazioni malsane, bisognerebbe quantomeno fare un confronto fra i rendimenti attivi dell’asset che si vuole privatizzare (che possono essere anche figurativi, come i mancati costi di affitto di un edificio pubblico) e gli interessi passivi del debito che si vuole ridurre. Se i primi sono superiori ai secondi, la privatizzazione non ha alcun senso, perché conviene pagare gli interessi passivi e incassare annualmente la quota marginale di profitto. Cosa che sta puntualmente accadendo con il fallimentare e scandaloso piano di privatizzazioni del governo Letta chiamato beffardamente “Destinazione Italia”, che toglierà allo Stato assets strategici, rendimenti certi dell’ordine del 7%, per ripagare una parte minima del montante di debito (circa €12 miliardi), da cui scaturiscono mediamente interessi passivi del 4%. Ogni anno quindi lo Stato perderà il 3% di quei €12 miliardi, ovvero €360 milioni, che dovrà recuperare mettendo altre tasse o facendo altri tagli ingiustificati alla spesa pubblica sociale. Grazie Letta e Saccomanni, ci ricorderemo di voi al momento di stendere la sentenza di accusa per “alto tradimento della Patria”.



Andiamo al secondo punto, la questione controversa della patrimonializzazione delle banche, che è all’origine di tutti i problemi attuali dei paesi europei. Come già sappiamo, nell’eurozona si è già deciso da tempo che i costi della cattiva gestione dei banchieri devono essere pagati dai cittadini, con ingarbugliati accordi intergovernativi o fraudolenti schemi di salvataggio pubblico (Fiscal Compact, MES, bail in e bail out, prelievi forzosi etc). Anche nel caso della rivalutazione del capitale sociale di Banca d’Italia la musica non cambia, perché quei €7 miliardi di aumento di capitale, che i banchieri si ritroveranno spalmato come per magia sui loro bilanci, deriva da un fondo di riserve che in teoria (ma anche in pratica) è di proprietà dello Stato e dei cittadini italiani. Sono infatti lo Stato e i cittadini italiani (questi ultimi come sempre a loro insaputa) ad avere concesso negli anni alla Banca d’Italia il privilegio di emettere la moneta legale a corso forzoso, senza il quale l’istituto nazionale di Palazzo Koch non avrebbe mai potuto registrare utili o creare riserve statutarie. Siamo alle solite insomma, il Governo dei Banchieri cerca di mascherare una chiara operazione di salvataggio pubblico delle banche, con nomi più o meno evocativi di altro: rivalutazione delle quote di Banca d’Italia non significa altro che spostamento fisico e contabile di un tesoretto degli italiani nelle casse delle banche private. Qualora un giorno lo Stato italiano volesse procedere alla sacrosanta e legittima nazionalizzazione della sua banca centrale, per mettersi al passo con i paesi europei più grandi ed evoluti (Germania, Francia ed Inghilterra) e allontanarsi dalla condizione di colonia del Terzo Mondo, dovrebbe conferire ai banchieri privati ben €7 miliardi di regali ed elargizioni per riacquistare tutte le quote azionarie circolanti. Insomma i banchieri si sono già messi il ferro dietro la porta, nell’improbabile caso in cui agli italiani dovesse un giorno venire un insperato (e alquanto provvidenziale) impeto di orgoglio e amore nazionale.


Inoltre quelle quote un tempo simboliche e fittizie, con la rivalutazione diventerebbero concreti e reali attestati di proprietà, che potrebbero porre diversi contenziosi o interrogativi in caso di liquidazione della Banca Centrale: chi sarebbero i proprietari dei €100 miliardi e oltre di riserve valutarie e auree, lo Stato o i banchieri? E i €23 miliardi di riserve statutarie invece? Visto che proprio da queste ultime sono stati ricavati i €7 miliardi di rivalutazione, sembrerebbe che le banche private abbiano ad oggi maggiori diritti di proprietà rispetto allo Stato riguardo al patrimonio di Banca d’Italia e potrebbero sfacciatamente rivendicare questo diritto in qualsiasi momento futuro (magari richiedendo una nuova ricapitalizzazione dell’Istituto per ripianare i loro buchi di bilancio). E non abbiamo ancora parlato dell’enorme conflitto di interessi che vede i controllati proprietari dell’ente controllore di vigilanza. Ed è qui che entra in ballo il più sfrontato raggiro dell’opinione pubblica, perché questa intollerabile ambiguità viene definita la maggiore garanzia di imparzialità, autonomia ed equidistanza dell’istituto di sorveglianza, dato che, testuali parole, “non va alterato l’equilibrio che ha assicurato l’indipendenza dell’Istituto, preservandone la capacità di resistere alle pressioni politiche”. Prendendo ad esempio gli Stati Uniti e la Federal Reserve come massimo modello di efficienza dell’azionariato privato all’interno dell’ente di vigilanza bancaria (senza citare però minimamente i disastri della crisi finanziaria dei subprime del 2008, avvenuti anche grazie ad un controllo quasi inesistente della Federal Reserve sull’operato delle grandi banche private sue proprietarie).


Ma che cos’è questa se non una burla? Sappiamo già che i Trattati di Maastricht impediscono a monte qualsiasi influenza dei politici sull’operato della banca centrale, sia in termini finanziari (impossibilità di acquisto diretto di titoli di stato o di scoperti sul conto di tesoreria) sia in termini operativi (incapacità di fissare il tasso di interesse di riferimento o di regolamentare il sistema del credito). Quindi che bisogno c’è di blindare l’autonomia e l’indipendenza della banca centrale dal governo, ricorrendo all’azionariato privato? Prova ne è il fatto che la Bundesbank e la Banque de France sono interamente pubbliche, eppure né Hollande né la Merkel né l’ultimo dei politici tedeschi o francesi avrebbe oggi la capacità di influire anche lontanamente sulle scelte di politica monetaria dei rispettivi istituti centrali. Mentre il modello degli Stati Uniti è completamente fuori luogo per fare un paragone con gli stati non più sovrani dell’eurozona, perché sappiamo che la Federal Reserve benché di proprietà privata è obbligata ad indirizzare le proprie decisioni di politica monetaria in base alle esigenze del Governo, che può in qualunque momento modificare per decreto l’operatività della banca centrale (l’innalzamento del tetto del debito pubblico è l’ultimo caso di tale tipo di intervento). Gli americani non immaginano nemmeno che sia possibile interrompere drasticamente il collegamento e il coordinamento fra politica monetaria della banca centrale e politica fiscale del governo, come è avvenuto qui in Europa con l’adesione ai trattati comunitari. E a differenza dei governatori delle banche centrali dell’eurozona, il governatore della Federal Reserve è obbligato per legge a riferire periodicamente presso il Congresso per dimostrare la bontà del suo operato. Si tratta insomma di un’autonomia e indipendenza vincolata al benessere dell’intera nazione, perché la banca centrale è sì autonoma ed indipendente dal governo (e anche privata), ma può mantenere inalterato questo assetto solo fino a quando la sua attività non interferisce con quella del governo e riesce a migliorare effettivamente le condizioni economiche e finanziarie del paese (inflazione, occupazione, tassi di crescita). In caso contrario la politica interviene eccome sull’operato del governatore della Federal Reserve, potendone in casi eccezionali richiederne la rimozione anticipata dal suo incarico.


Un’impostazione di massima che qui da noi, nel magico mondo di eurolandia, è categoricamente esclusa, dato che la tecnocrazia bancaria è del tutto svincolata per trattato dall’influenza politica. Nessun politico può imporre ad un governatore cosa fare e chiedere conto e ragione del suo operato, mentre la situazione opposta è incredibilmente ammessa: il governatore di Banca d’Italia o della BCE può indicare ai singoli governi quali sono le migliori (migliori per chi non è dato sapersi) ricette di politica fiscale ed economica da applicare nei rispettivi paesi (riforme del mercato del lavoro e del sistema pensionistico, privatizzazioni, liberalizzazioni, livello di pressione fiscale e mantenimento dei conti pubblici). E la famigerata lettera del 5 agosto 2011 inviata dai banchieri centrali Draghi e Trichet al governo Berlusconi è il più fulgido esempio di ingerenza diretta della tecnocrazia sovranazionale negli affari politici nazionali degli organismi democraticamente eletti. E non sarà un caso che tutti i governi che si sono succeduti in Italia da quel momento ad oggi stanno continuando ininterrottamente ad applicare le misure di austerità “caldamente” suggerite dai governatori delle banche centrali. Un’eventualità assolutamente esclusa negli Stati Uniti, dove il governatore della Federal Reserve non si sognerebbe mai di mettere bocca nelle decisioni di politica fiscale del Congresso o del Governo. Il confronto quindi fra l’azionariato privato della Federal Reserve e quello di Banca d’Italia è del tutto inappropriato, mentre con questa riforma noi ci avvicineremmo più che altro ai sistemi privatistici utilizzati in Belgio e in Grecia (non proprio due fari di innovazione, sviluppo e modernità nel panorama internazionale), allontanandoci invece pericolosamente dai modelli più equilibrati ed evoluti di Francia, Germania ed Inghilterra.


Ma è proprio questo il nodo più spinoso della questione. L’Italia ha già deciso di uscire dal novero dei paesi egemoni in Europa, autoriducendosi al grado di protettorato e colonia (sulla scia di Grecia e Belgio), oppure esiste ancora qualche possibilità di riscatto per il nostro paese? I nostri politici sono davvero così incapaci e incompetenti da svendere in pochi anni tutto il nostro notevole patrimonio economico e geopolitico agli stranieri, oppure esiste ancora un modo per liberarci da questi impostori collaborazionisti e mercenari? Stando alla cruda realtà dei fatti, pare che il destino dell’Italia sia già stato scritto e segnato da tempo, e nel nostro paese ormai la tecnocrazia bancaria abbia preso il sopravvento e incorporato l’intera classe politica e dirigente. Non si spiegherebbe altrimenti la tracotanza con cui viene ribadito nel documento di Banca d’Italia che bisogna “evitare che si dispieghino gli effetti negativi della legge n. 262 del 2005, mai attuata, che contempla un possibile trasferimento allo Stato della proprietà della Banca”. Per carità, non dobbiamo ambire a diventare come Francia, Germania, Inghilterra, ma rassegnarci a ridurci come Belgio e Grecia. Solo per la cronaca, la legge n. 262 del 2005 prevedeva che entro tre anni dalla sua entrata in vigore le quote di partecipazione a Banca d’Italia possedute da istituti privati venissero trasferite allo Stato o ad enti pubblici. Ma, oltre ad essere ignorata, ci pensarono Prodi, Napolitano, Padoa Schioppa, Draghi (il quartetto di Quisling più pericoloso del paese) già nel 2006 a modificare l’articolo 3 dello Statuto di Banca d’Italia per vanificare l’attuazione della legge e rendere legittima la presenza di azionisti privati nel capitale sociale della banca centrale.



Ma veniamo adesso all’ultimo punto cruciale della riforma, quello del rendimento garantito da corrispondere agli azionisti privati. Prendendo spunto dalle regole utilizzate negli Stati Uniti e in Giappone (due esempi come abbiamo detto del tutto inopportuni), il tasso di dividendo verrebbe fissato al 6% del nuovo capitale sociale rivalutato, ovvero ben €420 milioni annui nel caso in cui quest’ultimo fosse ampliato a €7 miliardi. Una bella differenza dai €70 milioni attuali, che verrebbe sottratta direttamente alle casse dello Stato per un ammontare di €350 milioni annui. I banchieri insomma con un investimento iniziale di €1,5 miliardi, ammortizzabile in soli quattro anni, si assicurerebbero una rendita perpetua di posizione di €420 milioni annui, con un valore di riscatto del capitale di €7 miliardi. Chi, sano di mente, non farebbe mai un investimento simile? E viceversa, quale politico veramente interessato al bene del proprio paese priverebbe i propri cittadini di una rendita che gli spetta di diritto per regalarla ai banchieri nazionali e internazionali? La risposta è presto trovata: Saccomanni e Letta stanno facendo questo all’Italia, perché il primo non nasconde neppure di fare gli interessi dei banchieri essendo un banchiere lui stesso, e il secondo ormai è troppo impelagato negli intrecci di palazzo e nella difesa dei suoi interessi personali per pensare seriamente al bene dei propri connazionali. Fermarli ormai appare umanamente impossibile perché l’enormità del saccheggio che stanno mettendo in pratica ai nostri danni è così elevata da impedire qualsiasi capacità di reazione. E’ come se noi tutti fossimo stati paralizzati da un sortilegio di immani proporzioni, dato che ci infuriamo quando un politico spende poche migliaia di euro di soldi pubblici per offrire una cena galante agli amici (cosa riprovevole per carità, ma risolvibile con un aumento dei controlli e il lavoro della magistratura e degli organi inquirenti), ma non riusciamo a vedere i miliardi di euro di patrimonio pubblico e privato che ci vengono inesorabilmente sottratti davanti ai nostri occhi con le privatizzazioni, le svendite, i fondi di salvataggio europei, le misure di austerità, la micidiale menzogna del pareggio di bilancio e della legge di stabilità (stabilità di un cimitero, come ha scritto il Wall Street Journal qualche tempo fa).


Letta e Saccomani in fondo stanno portando fino alle estreme conseguenze il loro ruolo di Quisling, ma purtroppo siamo noi cittadini che non stiamo rispettando per niente il nostro compito di sentinelle della democrazia e garanti del futuro dei nostri figli. Ci meritiamo tutto questo e anche peggio, visto che il nuovo che avanza (Renzi) ha nella sua agenda politica personale il proposito di continuare l’opera di demolizione e saccheggio dei suoi predecessori: riforma del mercato del lavoro in termini di maggiore precarietà e flessibilità (Fornero docet) e attacco diretto al sistema pensionistico, che con l’alibi della riduzione delle pensioni d’oro andrà poi a colpire tutti i bassi e medi redditi previdenziali, perché come ci ricordava il buon Monti è con la massa che si fanno i numeri. Ed è proprio Banca d’Italia in questi giorni a rimarcare che si può fare ancora meglio sulla strada della moderazione salariale, dato che dal 2010 al 2012 la retribuzione media dei lavoratori dipendenti è scesa di soli €64 al mese, passando da una media di €1.328 a €1.264 (una perdita netta annua per lavoratore di €832 euro). Renzi sa bene che per essere “competitivi” come i tedeschi, rimanendo all'interno dell'eurozona, siamo costretti soltanto a puntare sulla svalutazione dei salari, senza dare però ai nostri lavoratori nessuna di quelle garanzie sociali o sussidi statali previsti in Germania. In una parola sola “cinesizzazione” del mercato del lavoro, riduzione della quota salari a beneficio della quota profitti e rendite, sia essa nazionale o straniera. Così come auspicata da questa riforma dell’assetto proprietario di Banca d’Italia.


E se a difendere i diritti dei cittadini ci pensano “populisti da strapazzo” alla Grillo, che ignorano i fatti esposti in questo articolo e indicano nel taglio della spesa pubblica e nell’aumento delle tasse indirette (che colpiscono maggiormente i bassi redditi) rispetto a quelle dirette (che se applicate in maniera progressiva danneggiano gli alti redditi), le soluzioni per uscire dalla crisi, non abbiamo alcuna via di scampo. Non ci sono proprio più i “populisti” di una volta. Non c’è più la “sinistra” che tutela il salario e la dignità dei lavoratori. Non c’è più la “destra” che tiene alto l’orgoglio nazionale e la difesa delle libertà individuali. Siamo destinati ancora ad essere saccheggiati e svenduti agli stranieri. Fino a quando nel paese non ci sarà più un palazzo o una spiaggia da mettere all’asta al migliore offerente. Solo allora gli italiani si ridesteranno all’improvviso dal torpore e capiranno di essere stati raggirati dalla più grande manovra trasversale di attacco alle istituzioni democratiche del paese mai avvenuta in 150 anni di storia nazionale. Un’operazione trentennale portata avanti con la compiacenza di tutti, dei “presunti populisti”, dei “moderati di sinistra e di destra”, degli “estremisti integrati e funzionali al sistema”, dei “sindacalisti”, degli stessi “cittadini” che stremati dalla manipolazione mediatica hanno creduto davvero di fare il bene dell’Italia votando partiti di impostori e truffatori come il PD, Forza Italia, Scelta Civica, Movimento 5 Stelle. E’ ora di svegliarsi. E’ ora di crescere. E’ ora di ricostruire l’Italia e rifare gli italiani. Parola di un “vero populista”, orgoglioso di esserlo.


Un’ultima postilla prima di chiudere. Ho intitolato questo post “la più grande truffa del secolo”, ma in realtà il titolo più giusto sarebbe stato “la penultima più grande truffa del secolo”, perché nelle condizioni miserabili in cui ci troviamo, l’ultima riforma (o meglio truffa) che verrà attuata, la prossima, sarà sempre peggiore della precedente. Qualcuno avrà notato che la propaganda di regime nostrana (Santoro, Floris, Gruber, Gabanelli, Formigli, Fazio) ha cambiato repentinamente atteggiamento nei confronti del progetto globalista dell’euro, abbandonando ormai la ridicola censura e lasciando i propri ospiti parlare liberamente dei problemi derivanti dalla dittatura europeista. Ma con uno schema ben preciso e rodato da ripetere puntualmente in ogni occasione. Il giornalista-menestrello fa la domanda pilotata al proprio ospite competente (?) e preparato a dovere sull’argomento: “ma secondo lei è l’euro il problema dell’Italia e uscendo dall’euro saremmo salvi?” E poi attende in religioso silenzio la prevedibile risposta, mentre gli altri ospiti annuiscono soddisfatti: “sarebbe una catastrofe, un disastro, un salasso per lavoratori e pensionati, una patrimoniale secca dell’ordine del 30%, 40%, 50% (e perché no, anche 100%, tanto non esiste alcun contraddittorio che possa frenare l’impennata arbitraria dei numeri del terrore!)”. Ecco perché dobbiamo fare ancora di più in termini di divulgazione e informazione per smontare le tecniche mediatiche di manipolazione di massa di questi criminali. E volevo cogliere l’occasione per ringraziare l’amico e collega di ARS (Associazione Riconquistare la Sovranità) Fiorenzo Fraioli di Ecodellarete, che spende energie, tempo, denaro per filmare dibattiti, discussioni, forum che altrimenti passerebbero inosservati (come quello organizzato qui a Palermo il 22 novembre scorso). Noi ce la stiamo mettendo tutta per darvi qualche sprazzo di verità e spunto di riflessione in più, ma adesso tocca a voi dimostrare la vostra volontà di partecipazione e coinvolgimento. Se non riuscirete a mettervi in gioco personalmente, nel modo che riterrete più opportuno e consono alla vostra personalità ed esperienza, noi questo “gioco” non lo potremo mai vincere da soli. Mobilitatevi!!! Muovetevi!!! Svegliatevi!!!


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Sandro Pascucci04 dicembre 2013 22:32
Continuate a non vedere (forse per paura di dover dire: "cazzo.. io così intelligente e colto non c'ero arrivato!") il POTERE DI COLUI CHE PUO' CREARE MONETA. Sono un po' sbigottito, un po' frastornato, un po' SOSPETTOSO di questa cecità. Il signore che crea moneta ha ben altro INTROITO che 4 spicci (come dite voi - come dici tu Valerio). Con autocitazioni goliardiche, fatte per riderci su ma senza perdere di vista la didattica della Lotta, ho sempre detto che:

«il signoraggio è il potere di vita e di morte che ha sul popolo colui che (1) emette moneta in (2) regime di monopolio e con (3) il supporto del corso forzoso in (4) una società inconsapevole. si elimina la schiavitù cambiando uno dei quattro punti. la buona notizia è che puoi scegliere il punto che vuoi. io ho scelto il (4) perché era il più facile..» [sandro pascucci, 2008]

«Per essere più ricco di te non occorre che io abbia 1.000 e tu 50, basta che io abbia 0 (zero) e tu -20 (menoventi). Questo fa di me il tuo Signore. Il signoraggio è l'agio del «signore» e non il sacchettino di monete d'oro sotto al mantello del Re.» [sandro pascucci, 2006]

E' tutto qui. Il resto è EGO.

Il resto è non capire cosa c'è dietro il potere di manipolare, perfettamente allineati alla "LEGGE" però, stati patrimoniali, regole, nomine e articoli di giornale, libri scolastici e movimenti populisti, compresi gli ultimi SAPIENTONI CON LAUREA INCORPORATA.

Tutti allegramente a denunciare questo o difendere quell'altro ma NESSUNO, neanche l'ARS, impegnati in strada. In strada.. per FARSI VEDERE, fisicamente, abbandonare per uno o due giorni comodi blog dai quali si PONTIFICA questa o quella "soluzione" (ah ah ah).

Fanno bene i negazionisti a sfottere i signoraggisti e tutti quelli, te compreso Valerio, leggendo l'ultima tua riga, con l'inserimento di !!!!!!11111111111!!!! a fine di parole presumibilmente dette da complottari della domenica.

Il signoraggio è l'aggio del signore, ed è lo male dello monno.

Voi continuate a giocare con grafici e tabelline. E calcolatrice digitale, ovviamente.

Ripeto: trovo SOSPETTO questo accanimento, questa derisione, questo snobismo, verso la BANCONOTA quando ella è (1) un mezzo didattico che ha GIA' RISVEGLIATO milioni di persone (dove eravate 10 anni fa, abbelli?! siete usciti da 4 mesi stanati col fumo della GRANDE CRISI!! abh!) e (2) rappresentante PERFETTA della MONETA, perno di tutto il Discorso che denunciamo.

C'è qualcosa che non va.. c'è qualcosa di sporco ANCHE in voi che vi professate per il cambiamento.

Chi non vede nella BANCONOTA un esempio sia didattico che concettuale che contabile (non è forse moneta legale? che forse Draghi non difende i pezzi da 500 euro? e allora?!) chi non vede questo è SPORCO.

Rothschild docet.

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Sandro Pascucci04 dicembre 2013 22:34
"Tolta di mezzo la superficiale questione “signoraggista”,"

come vi TRADITE, cavolo!! come vi fate scoprire!
quanta ANSIA, quanta FRETTA, quanta BILE e autoreferenziale soddisfazione in quella frase!

"VIA TU!! ORA COMANDO IO!!"

addio.

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Sandro Pascucci04 dicembre 2013 22:52
un'ultima cosa..
sei stato, sorprendentemente per me, intellettualmente disonesto oggi. come il signor rossi per fare spazio alla SUA MMT ha denunciato e bollato i signoraggisti come visionari complottari e poi si è messo lui sotto i riflettori (che i signoraggisti mai hanno preteso, ambito) per parlare di mali oscuri e gruppi internazionali che tramavano contro il popolo, bruciando così (intenzionalmente?) ogni collaborazione e sinergia e facendosi ODIARE (io personalmente non nutro tale sentimento. io schifo simili atteggiamenti) per sempre, lui e la SUA MMT, parimenti tu ora hai SCALZATO "la questione signoraggista", rea di occuparsi (ma solo dal tuo limitato punto di vista) di poche centinaia di miliardi a fronte di tutto il potere che invece c'è in giro ecc.. ma poi.. nel tuo articolo qui presente.. parli, in fondo, di 4 soldi!! qualche centinaia di milioni di euro qui.. 'mpar de miliardi di là (oltre la metà tornano allo Stato!).. e la chiami la grande truffa del secolo?

che delusione valè!!

w Rothschild! proprio viva il suo genio e la sua capacità di analisi psicologica del millennio!!

c'è qualcosa che non torna.. o forse sì?

RispondiElimina
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Re: 01. "..E-ABBIAMO-DIMOSTRATO-CHE..®"

Messaggioda sandropascucci » 4 dic 2013, 23:04

ho riletto tre volte l'articolo e mi autoquoto!!

sandropascucci ha scritto:Sandro Pascucci04 dicembre 2013 22:52
un'ultima cosa..
sei stato, sorprendentemente per me, intellettualmente disonesto oggi. come il signor rossi per fare spazio alla SUA MMT ha denunciato e bollato i signoraggisti come visionari complottari e poi si è messo lui sotto i riflettori (che i signoraggisti mai hanno preteso, ambito) per parlare di mali oscuri e gruppi internazionali che tramavano contro il popolo, bruciando così (intenzionalmente?) ogni collaborazione e sinergia e facendosi ODIARE (io personalmente non nutro tale sentimento. io schifo simili atteggiamenti) per sempre, lui e la SUA MMT, parimenti tu ora hai SCALZATO "la questione signoraggista", rea di occuparsi (ma solo dal tuo limitato punto di vista) di poche centinaia di miliardi a fronte di tutto il potere che invece c'è in giro ecc.. ma poi.. nel tuo articolo qui presente.. parli, in fondo, di 4 soldi!! qualche centinaia di milioni di euro qui.. 'mpar de miliardi di là (oltre la metà tornano allo Stato!).. e la chiami la grande truffa del secolo?

che delusione valè!!

w Rothschild! proprio viva il suo genio e la sua capacità di analisi psicologica del millennio!!

c'è qualcosa che non torna.. o forse sì?


>> la Banca d’Italia che ha l’esclusivo privilegio di emettere le banconote e le riserve elettroniche in euro, malgrado la sua proprietà e funzione privatistica, ha acquisito nel tempo una chiara posizione dominante nell’assolvimento di un diritto pubblico. I banchieri privati si sono gradualmente, con il tacito consenso o l’approvazione unanime di tutti i politici, impossessati di un istituto giuridico pubblico, la moneta, cercando di ricavarne nel corso del tempo un maggiore profitto privato.

capito? se lo dicono i signoraggisti è (A) complotto e (B) poca cosa (4 spicci) ma se lo dice l'ARS..

dai.. e non finisce!

>> In totale €3,5 miliardi sono entrati nelle casse dello Stato nel 2013. Una bella somma, che giustifica le enormi pressioni dei banchieri sul governo per accaparrarsi una fetta molto più grande del bottino.

capito? 839,5 MILIARDI di euro in banconota (che, ripeto, è SOLO UN ESEMPIO DIDATTICO e serve per arrivare a spiegare TUTTO ciò che è MONETA) è poco.. ma 3,5 MILIARDI di euro è tanto!!

la BCE con il protocollo LTRO ha stampato pochi mesi fa MILLE MILIARDI DI EURO, ad esempio.. la FED non ne parliamo!! (85 miliardi di dollari AL MESE?? 'sto dicendo una cazzate?)

W IL PRIMIT! W L'ONESTA'.
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Re: 01. "..E-ABBIAMO-DIMOSTRATO-CHE..®"

Messaggioda sandropascucci » 4 dic 2013, 23:20

Il Governatore della Banca d'Italia è nominato dal Governo (Presidente del Consiglio + Capo dello Stato, credo pure il Ministro del Tesoro dica la sua.. non importa..). Questo rassicura tutti i filoIGB (per capirci i filoIGB sono tutti quelli che NON sono PRIMIT). Quando fai notare che comunque i vertici di Bankitalia danno una "raccomandazione" (art. 17) allora ti dicono complottista! Oppure: "stupido idiota, voglio bruciarti gli occhi di tuo figlio! è solo un parere! non sai leggere?". Va bene.

PERO'..

>> E non sarà un caso che tutti i governi che si sono succeduti in Italia da quel momento ad oggi stanno continuando ininterrottamente ad applicare le misure di austerità “caldamente” suggerite dai governatori delle banche centrali.

capito? "caldamente suggerite" è un ordine, secondo la mentalità dei finti-anti-IGB (che sarebbero i filoIGB di prima ma che fanno finta di essere contro, come il signor rossi, ARS, grill0, MMT e tutti i paladini de noandri) ma "sentito il parere del Consiglio Superiore di Bankitalia" è solo un.. "parere"..

- ciao
- ciao
- come mi trovi con questa pettinatura.. dammi un parere..
- stai bene..
- ah grazie! davvero!?
- sì sì

VAFFANCULO!! (cit. grill0)
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Messaggioda sandropascucci » 5 dic 2013, 13:41

prof. Bagnai: "(perché non parlo del signoraggio: perché è una scemenza. E Auritiiiiiiiiiii - col rictus, sempre? Un caro signore. Se non capite che abbiamo altri problemi, non chiedetemi di spiegarvi una cosa che non è un problema, qui come a Bruxelles. With all due respect, ma anche no. Fra le tante cose di cui ho le palle piene sono quelli che ti chiamano per farti dire come la pensi, e poi però ti dicono come la pensano loro...)"

da: http://goofynomics.blogspot.it/2013/12/ ... mment-form
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Messaggioda sandropascucci » 5 dic 2013, 19:28

ar paesello dicono, con poco politically correct verso la patologia e/o i suoi sfortunati portatori: "du' cechi a ffà a sassate".

il cinismo rende perfettamente l'idea.

sono 10 anni che leggo (e sento) di gente che URLA DI NON URLARE
ma loro non ti ascoltano perché ti stanno urlando e non sentono neanche il tuo (eventuale) "ok, parliamo"
oppure che "dobbiamo unirci" e quando gli dici "ok, unisciti a me" allora sbroccano..

sempre dal blog tempesta perfetta:
PIERO VALERIO
05 dicembre 2013 18:12

Sandro, forse non ci crederai ma io penso che tu sia una persona molto intelligente, talmente intelligente da non potere non capire frasi come queste:

"perché credo fortemente che non sia tanto la proprietà del denaro la vera discriminante fra una democrazia compiuta e una dittatura di fatto, quanto l’utilizzo che viene fatto del denaro e della politica monetaria in genere. Una banca centrale può essere pure privata, ma se poi le sue scelte di politica monetaria vengono subordinate alle direttive che arrivano dal governo democraticamente eletto e indirizzate al benessere dell’intero paese, a me può stare pure bene che qualche “grasso banchiere privato” si ingozzi con le “briciole del signoraggio”

"Nessun politico può imporre ad un governatore cosa fare e chiedere conto e ragione del suo operato, mentre la situazione opposta è incredibilmente ammessa: il governatore di Banca d’Italia o della BCE può indicare ai singoli governi quali sono le migliori (migliori per chi non è dato sapersi) ricette di politica fiscale ed economica da applicare nei rispettivi paesi (riforme del mercato del lavoro e del sistema pensionistico, privatizzazioni, liberalizzazioni, livello di pressione fiscale e mantenimento dei conti pubblici)"


PIERO VALERIO
05 dicembre 2013 18:13

Mi rifiuto di credere che tu non riesca a capire che la vera truffa sta nella autonomia e indipendenza delle banche centrali dai governi democratici e non nel semplice guadagno dei banchieri sull'agio di emissione. Anzi i banchieri centrali non solo sono svincolati dai governi, ma pretendono pure di dare loro i programmi da applicare ai governi, siamo al paradosso più completo. La questione dei proprietà privata di Banca d'Italia loro la giustificano sempre in termini di garantire maggiore autonomia e indipendenza ai banchieri, ed è proprio su queste due paroline che dovresti concentrare la tua attenzione: "autonomia" ed "indipendenza". Tralasciando per un attimo tutto il resto del tuo credo fideistico. Ho ripetuto più volte che la banca centrale pubblica tedesca e francese sono completamente PUBBLICHE, quindi a tuo modo di vedere Francia e Germania dovrebbero essere le nazioni più felici e democratiche del mondo...l'agio di emissione appartiene al popolo, giusto, il popolo è il signore!!!! E invece....e invece sono due nazioni intrappolate esattamente come noi nella gabbia monetaria, a causa di quelle due paroline famose "autonomia ed indipendenza"....
La truffa a cui mi riferivo in questo articolo riguarda appunto il fatto che non solo Banca d'Italia è ormai definitivamente autonoma ed indipendente dal governo, ma neppure vuole concedere allo Stato le "briciole" che gli spettano, che intrappolati come siamo nella criminale morsa dell'austerità ci servirebbero eccome. Ma solo perchè siamo intrappolati nell'eurozona, in caso contrario quelle briciole sarebbero appunto inutili, rispetto alla possibilità di un governo democratico con pieno controllo della sua banca centrale di potere avere piena solvibilità del suo debito pubbico (quantunque enorme esso sia), pieno controllo dell'inflazione e dell'occupazione, "infinita" capacità di spesa per piani industriali, piani energetici, difesa del territorio e del patrimonio pubblico (l'unico vincolo a quella parola "infinita" è l'equilibrio dei conti con l'estero e la stabilità del valore di cambio della nostra moneta, perchè per i paesi stranieri la nostra moneta che tu tanto veneri non vale una cippa di niente, se con quella moneta non ci possono comprare nulla e non la possono scambiare nei mercati valutari senza perdere valore ad ogni secondo che passa)....spero di essere stato finalmente chiaro sul motivo per cui credo che sia l'utilizzo e la piena disponibilità della leva monetaria da parte dei governi democratici la vera discriminante, e non la proprietà di un pezzo di carta, che se non ha sotto un controvalore di scambio in prodotti, merci, lavoro, know how e capacità produttiva vale meno della carta igienica (il classico caso dello Zimbabwe ti dice nulla??? Come mai il dittatore dello Zimbabwe non è diventato ricco??? Eppure aveva anche lui l'agio del signore!!!! Era il padrone del mondo!!! E invece....e invece era solo un pezzente, che non aveva capito nulla di cosa significa coordinare la politica monetaria della banca centrale e la politica fiscale del governo, per migliorare gradualmente la struttura produttiva, l'autosufficienza, la sostenibilità economica del suo paese.....)


PIERO VALERIO
05 dicembre 2013 18:32

Per il resto, spero di vederti in mischia dal 9 dicembre in poi, quando ci saranno i blocchi in tutta Italia, perchè ti assicuro che io ci sarò, e sto già organizzandomi con i miei compagni di lotta...in quale blocco riuscirò a trovarti??? A Roma? A Milano? Dove sarai???? A me potrai trovarmi a Palermo, i luoghi esatti te li dirò dopo l'inizio dei blocchi, perchè per ora bisogna mantenere la più stretta segretezza...
Sandro, credimi, hai sbagliato proprio persona, quando ti rivolgi a me considerandomi un sapientone con una laurea inutile in mano, che fa la guerra attraverso un computer, perchè non mi conosci e non sai nulla della mia storia e delle mie motivazioni....capisco che per te è diventato un lavoro andare nei blog dove si parla male della tua fede, del tuo credo, del "signoooooraggggio" (ohibò, ho i brividi solo a pronunciare questa parola), per difendere a spada tratta le ragioni di esistenza della tua setta, e ora hai messo nel mirino il mio blog, perchè hai capito che qui non c'è trippa per gatti....qui non si crede, ma si cerca di ragionare!!!! Qui non si tirano in ballo quattro citazioni ad effetto per parlare alla pancia delle persone, ma si cerca di mettere in moto il cervello per intavolare dei discorsi costruttivi su quello che si può e si deve fare oggi in Italia...quindi, fammi la cortesia, cambia aria, sparisci, perchè quantunque credo ancora tu sia una persona intelligente, credo altresì che tu sia troppo preso dalla foga di difendere la tua fede, il tuo credo, la tua ragione di vita, per fornire un contributo costruttivo al dibattito!!! Quindi addio e buona fortuna, ognuno andrà per la sua strada....tu continuerai a credere che la ricchezza di una nazione sia "saper stampare" banconote, e io continuerò a pensare che la ricchezza di una nazione sia "saper fare"....poi vaglielo a dire tu ai tuoi devoti che attendono ancora il reddito minimo di cittadinanza, che se non sapranno fare nulla, nessuno nel mondo gli venderà prodotti in cambio di una moneta carta igienica...e moriranno di fame come in Zimbabwe!!!!


Questi non hanno la minima capacità di astrazione né di approfondimento. SONO BLOCCATI.
"non posso né scendere né salire, né scendere né salire, né scendere né salire" piagnuccolava Aldo,
del gruppo AldoGiovannieGiacomo aggrappato alla roccia franabile (e non friabile!)

questi sono INCAPACI di vedere l'' INSIEME-MONETA e la PECULIARITA'-BANCONOTA nello stesso tempo.

ragionano a comparti stagni, a step immobili, piani orizzontali univoci.

nuujaponnofà!!


questo dice A-MME (!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!11111111111111111111111!11111!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!) del "credo fidelistico"?? A ME?!?
questo dice A ME di considerare "..anche l'indipendenza di bankitalia oltre la banconota.." ????????22222222222222222????????????????????? A ME, CAPITE??!
questo dice a me cosa è ricchezza e cosa no!?!?!?!??!|||"""%%%

perché lo fa? un po' perché parla a se stesso e molto po' perché non ha letto un cazzo dei nostri DOSSIER, della "CONTROBUFALA", dell'ABC DEL SIGNORAGGIO.. niente!
questo se legge Francesco Fata (che 5 o 6 anni fa da solo ha fatto l'analisi che tutti questi santoni riescono sì e no a mettere insieme solo ora - e manco completa!!)..
se questo legge gli scritti di aggiocampà.. questo muore di colpo apoplettico! :D :D :D

ps: questo dici a me del REDDITO DI CITTADINANZA!!!!!!! e della FRANCIA che ha bankitalia pubblica (il mio cavallo di battaglia!)
:D :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D

E' come andare da Auriti e dirgli: "senti caro fruttivendolo.. ora ti spiego il valore indotto che tu non sai neanche cosa sia perché sei solo un docente di diritto"
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Messaggioda sandropascucci » 5 dic 2013, 19:41

ecco..
qui la situazione è (ancora) buona, ancora salubre. mi pare ci sia volontà e onesta intellettuale, a parte 2 o 3 figuri che.. vabbè.. figli scemi nascono pure al Re..

http://www.cobraf.com/forum/topic.php?t ... #123542239
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Messaggioda sandropascucci » 5 dic 2013, 19:51

un atto dovuto (nel senso che ho dovuto farlo perché mi andava)

Sandro Pascucci05 dicembre 2013 19:35
1. non puoi cacciarmi perché me ne so ito già da solo (tieè!)
2. ti mando questo link per correttezza: viewtopic.php?p=42366#p42366 e viewtopic.php?p=42361#p42361
3. cyrano: suka.


Sandro Pascucci05 dicembre 2013 19:48
ah.. lo so.. ci ripensano solo i cosidetti c.. ma questa è divertente:
il 9 dicembre parteciperai alla PUTTANATA del tipo ex lega veneta?!
:D :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D

poi è OVVIO che quando parlo di "banconota" tu prendi la bilancina e pesi la carta per determinare se costa 30 o 31 centesimi senza leggere un cazzo di ALTRO (sul Forum, magari?)!!

ancora CREDI alle rivoluzioni lanciate da facebook?!

io a Palermo vengo 3 o 4 volte l'anno, come privato e come PRIMIT..
tu nelle piazze dove siamo noi quando vieni?!

però almeno su una cosa siamo d'accordo: addio e ognun per sé.
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Messaggioda sandropascucci » 8 dic 2013, 10:02

mo' c'ho ddafa'.. un promemoria per domani: questo ce lo psolpamo ridendo!
http://www.stradeonline.it/istituzioni- ... d-e-la-mmt

ps: ma anche no, dato che dovrei, indirettamente, spalla alla MMT..
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Messaggioda sandropascucci » 10 dic 2013, 9:52

da: http://www.cobraf.com/forum/topic.php?t ... #123542555
questi personaggi in un mondo senza signoraggio morirebbero di fame, ecco perché ci tengono affinché nulla cambi.

Pascucci
10 Dicembre 2013 09:45

>> Sig. Pascucci avrà certamente capito che con Lei non intendo dialogare.

e ce ne faremo una ragggione, cene faremo!

>> Non voglio elevare il basso livello delle sue argomentazioni.

chiaramente Lei ha qualche problema..

>> Comunque adesso mi vedo costretto a rispondere perché si potrebbe pensare
che io non sia in grado di rispondere alla sua domanda.

CHIARAMENTE CHE C'E' UN PROBLEMA, *** se c'è! :D

Quindi secondo Lei questa complessità (pigiare su 4 tasti) è bilanciata, anzi, ricompensata (ch'è giustamente lavoro, no?) da miliardi di miliardi di DEBITO (poiché questo è la moneta, oggi: DEBITO).

Grazie della risposta e ricambio l'addio.

«Il sapere è come una perla. Bellissima, lucente, perfetta.. dà soddisfazione possederla ma è troppo egoistico tenersela per sé. Dà soddisfazione ancor più farla godere al prossimo, infatti. Certo che se 'sta perla sta' dentro un barile pieno di merda.. la si lascia lì e si fa in altro modo, eh!!» [sandropascucci, 2013]


Hobi50
10 Dicembre 2013 00:33

Sig. Pascucci avrà certamente capito che con Lei non intendo dialogare.
Non voglio elevare il basso livello delle sue argomentazioni.
Comunque adesso mi vedo costretto a rispondere perché si potrebbe pensare
che io non sia in grado di rispondere alla sua domanda.
Ma è l'ultima volta.
Rispondo.
Il signoraggio della banca Centrale esiste ...eccome.
Non l'ho mai negato e non mi scandalizza affatto a condizione che nessun privato possa
goderne i frutti economici .
Io combatto solo, dal punto di vista concettuale ,che la creazione di moneta endogena da
parte delle banche sia equiparabile al signoraggio della banca centrale.
Questo forum pullula di somari che confondono la creazione di moneta che si estrinseca
con un click di un computer ( banca centrale )con la creazione di moneta bancaria frutto,
per farla breve,di un'attività complessa.

Hobi



Pascucci
09 Dicembre 2013 20:49

X hobi:

a pro di karl whelan, come interpreti questo: "Likely level of non-inflationary seignorage revenues from Bundesbank probably increases after a break-up. So no need to raise new taxes."

quindi il signoraggio, da solo, eviterebbe di imporre nuove tasse? lo scrive il tizio nell'ultima slide "German Inflation After a Break-Up?", nel link da te proposto.


Hobi50
08 Dicembre 2013 11:02

Per sfizio mi sono letto stamattina la presentazione di quel tal Whelan di cui parlava
la Kaminska ( vedere un mio post di ieri o l'altro ieri).
E' un documento presentato al centro studi della Banca d'Inghilterra (e quindi per
addetti ai lavori ma abbordabilissimo ).
Con questo documento per me si chiude definitivamente la porta ad ogni stupidaggine
sull'argomento.
Purtroppo ,quando gli argomenti sono complessi e non trattati comunemente,può capitare
che, anche in ambienti qualificati ,si prendono inizialmente cantonate ( io sono stato
dalla parte di Sinn per moltissimo tempo finchè non mi sono ritirato in una pesante
spremitura di meningi ).
Ma dopo un po gli argomenti tecnici vanno sempre a posto.
Rimangono le ultime scie tra i cazzari che hanno avuto la sfortuna di leggere post
sbagliati in una vasta letteratura .


http://www.karlwhelan.com

Hobi
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Re: 01. "..E-ABBIAMO-DIMOSTRATO-CHE..®"

Messaggioda Francesco Fata » 10 dic 2013, 11:58

Hobi50
10 Dicembre 2013 00:33

...Questo forum pullula di somari che confondono la creazione di moneta che si estrinseca
con un click di un computer ( banca centrale )con la creazione di moneta bancaria frutto,
per farla breve,di un'attività complessa.

Hobi


[/quote]

Ah! certo! C'è una bella differenza tra una banca centrale che ti dice chiaramente che te la sta creando di sana pianta la moneta che ti presta e tutte le altre banche commerciali che invece la moneta te la creano lo stesso ma ti dicono che non è vero perchè "...è tuttounsistemacomplessodigiocodelletrecartechespostounaepoilarimettodiquaperchèhospostatoquell'altradilàperfarpostoaquell'altraancoracheerastataspostataalpostodellaprima..."
Dicesi "attività semplice" quell'attività facile da comprendere.
Dicesi "attività complessa" quell'attività di cui "non ci ha capito un cazzo nessuno".
Hobi (per inciso ci discussi 2-3 anni fa e proprio "nujaaafà!!!") ammette il signoraggio solo quando il suo cervello comprende, quindi in presenza di "attività semplice". Non appena c'è presenza di "attività complessa" e il suo cervello "nujaaafà più!" il signoraggio non esiste più!
E il banchiere si sbellica dalle risate fino a quando c'è 'sta gente che non collega il cervello, che non usa più (o non ha mai usato) quel procedimento che chiamasi "logica".
Voglio troppo bene al popolo per pensare di votare gente che vuole particolarmente bene a se stessa.
Francesco Fata

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Messaggioda sandropascucci » 10 dic 2013, 13:06

ma la cosa TRAGICOMICA è la saccenza!
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Messaggioda sandropascucci » 14 dic 2013, 14:00

PANICO!
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Messaggioda sandropascucci » 18 dic 2013, 12:27

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Messaggioda sandropascucci » 20 dic 2013, 9:23

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Messaggioda sandropascucci » 22 dic 2013, 9:29

da: http://noisefromamerika.org/articolo/si ... onetaria-6
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Signoraggio, svalutazioni e sovranità monetaria

20 dicembre 2013 • francesco lippi
La grave situazione economica dell'Italia sta portando molti a individuare nell'euro, e nel trasferimento della sovranità monetaria da Roma alla Banca Centrale Europea, una causa degli attuali problemi. Da diverse parti politiche (Grillo, Casapound, Lega, Forconi...) si sente auspicare che il paese si riappropri della propria sovranità. Purtroppo il dettaglio di questa proposta viene raramente articolato con precisione: si dice che rinunciando alla propria moneta abbiamo (i) perso il "signoraggio", (ii) perso la possibilità di monetizzare il debito pubblico (ripagarlo stampando moneta) e (iii) perso la capacità di svalutare. A questo proposito vorrei fare alcune sintetiche considerazioni: senza entrare in una valutazione circa la bontà della monetizzazione o della svalutazione, mi limiterò a discutere se davvero il signoraggio sia stato perduto e se davvero la partecipazione all'euro renda impossibile monetizzare e/o svalutare. A fini divulgativi i temi non saranno affrontati con rigore accademico, ma rimandero' chi fosse interessato a qualche approfondimento. Il mio modesto obiettivo è fare un po' di chiarezza, sperando che possa servire ai sostenitori delle diverse tesi per organizzare i propri argomenti in modo più informato e comprensibile.

Il Signoraggio
Il signoraggio è il reddito derivante dall'attività di stampare moneta. Ne esistono diverse definizioni: quella che si impara a scuola è che se in un anno lo stato stampa nuove banconote pari a un ammontare dH, il valore reale del signoraggio e' s = dH/P (dove P è il livello dei prezzi al momento della stampa), che lo stato può utilizzare per esempio per finanziare spesa pubblica. E' vero: il privilegio di stampare moneta genera reddito. Una seconda definizione di signoraggio considera che la moneta che lo stato stampa viene immessa nel sistema scambiandola con titoli che pagano un interesse R. Quindi se H indica le passivita' a vista della banca centrale, il circolante ad esempio (trascuriamo la riserva obbligatoria per semplicita'), il valore reale del signoraggio è s = H R / P. Le due definizioni sono molto simili: se il tasso di interesse R e' pari al tasso di crescita della moneta (cioè se R = dH/H), le due grandezze coincidono. Nei dati le due grandezze sono generalmente vicine.

Un giovane lettore potrebbe sospettare che partecipando all'euro l'Italia abbia quindi perso il proprio signoraggio (in quanto non si stampano più lire). Possiamo rassicurarlo che non è cosi. Oltre il 90 per cento del signoraggio prodotto nell'area dell'euro viene redistribuito ai vari paesi partecipanti in misura proporzionale alle loro "capital keys" (i conferimenti alla BCE); in soldoni in misura proporzionale al loro PIL; la Banca d'Italia, fatti gli accantonamenti a riserva, trasferisce quindi il signoraggio ricevuto (denominato ``reddito monetario'' nel bilancio, e gli altri eventuali profitti dopo le imposte) al Tesoro (non, come sostengono alcuni ai suoi azionisti). Da questo punto di vista e' interessante notare che la forte domanda di euro dal momento della sua creazione ha portato a tutti, Italia compresa, guadagni da signoraggio che con la lira era difficile avere (chi, nel mondo, domandava lire come riserva di valore?) in questo senso l'euro ha ereditato il ruolo del Marco divenendo ancora più appetibile (la circolazione di banconote in euro ha registrato crescita a 2 cifre per quasi un decennio dalla sua nascita). Non e' vero pertanto che l'Italia (o altri stati dell'area) abbia trasferito a Francoforte il diritto su questa fonte di reddito. Certo si potrebbe discutere di altri aspetti del signoraggio, come la sua ripartizione tra Tesoro e Banca centrale: visto che il reddito retrocesso al tesoro e' legato al profitto netto delle banche centrali, queste possono avere un incentivo ad accantonare molte riserve e/o spendere molto (per esempio costruendo sedi faraoniche o assumendo più personale del necessario) piuttosto che a massimizzare il trasferimento al Tesoro. Forse in una certa misura questo avviene, così come avviene in molti centri di spesa pubblica, ma poteva avvenire anche prima e c'entra poco con l'euro.

Due fatti vanno però registrati: i trasferimenti di Bankitalia al tesoro, deliberati dal Consiglio superiore e documentati nella relazione annuale di BI, non sembrano essere cambiati molto con l'euro. I dati reperibili online (capitolo sul Bilancio della relazione annuale di Banca d'Italia, anni vari) mostrano un trasferimento medio intorno a 600 milioni di euro l'anno nel periodo 1997-2001 (anno di scomparsa della lira) contro un trasferimento medio pari a 370 milioni nei dieci anni successivi. Una riduzione c'e', quindi, ma queste medie riflettono forti oscillazioni annuali legate alle condizioni del ciclo economico: negli ultimi anni per esempio le abbondanti iniezioni di liquidità hanno generato trasferimenti al tesoro molto sopra le media, rispettivamente per 700 e 1.500 milioni di euro nel 2011 e 2012. Il secondo fatto e' che il signoraggio e' poca cosa nel quadro macroeconomico: in rapporto al PIL, meno dell'1 per cento. Niente, insomma, con cui sperare di ripagare il debito pubblico o le pensioni, a differenza di quanto alcune parti politiche suggeriscono ai cittadini dai talk-show e dalle piazze. La stima per l'area dell'euro è presto fatta: il valore della banconote in circolazione nel 2013 è intorno a 930 miliardi di euro, circa il 10% del PIL dell'area. Se assumiamo che la BCE ricavi un interesse del 5% (direi per eccesso) sui titoli che ha in portafoglio come contropartita di questa passività, il signoraggio è pari allo 0,5% del PIL. Se il tasso di interesse sui titoli è più basso (come verosimile), esso è piu piccolo. È interessante notare che valori intorno a questo ordine di grandezza si osservano nelle maggiori economie sviluppate: uno studio di Neumann per gli Stati Uniti indica per il 1990 un signoraggio pari allo 0,4 % del PIL. Hochreiter, Rovelli e Winckler calcolano che nel 1993 il signoraggio era lo 0,8% del PIL in Germania, l'1% in Austria. In sostanza, i guadagni da signoraggio sono contenuti in economie, come quelle sopra citate, dove l'inflazione è bassa. Mi pare utile avere in mente questi numeri quando si discute di sovranità monetaria: non e' certo con il signoraggio (perduto o ritrovato) che si possono aggiustare squilibri fiscali come quelli Italiani. A meno di non volere imbarcare il paese in una iperinflazione, ipotesi degna di considerazione senza bisogno che le si cambi il nome.

Monetizzazione del debito
Per osservare livelli più elevati di signoraggio bisogna spostarsi in economie ad elevata inflazione: Hochreiter e coautori riportano nel 1993 un signoraggio pari all'1% del PIL nella repubblica Ceca, al 4% in Ungheria e al 30% in Romania, a fronte di tassi di inflazione del 20%, 22% e 256%. Nessuna grande sorpresa: la relazione tra crescita monetaria e inflazione e' tenue quando l'inflazione è bassa (si veda la figura 2 nel paper di Teles e Uhlig); ma ci sono poche previsioni economiche robuste come quella che dice che se il tasso di crescita monetaria diventa a doppia cifra allora l'inflazione lo segue: quando si stampa molta moneta (per qualunque motivo) questa finisce per alimentare la crescita dei prezzi (si veda la Figura 1 del paper di Teles e Uhlig, oppure l'analisi di 4 famosi casi storici di Sargent, o ci si informi su cosa è successo in Zimbawe di recente). Il debito pubblico italiano e' intorno a 1,2 volte il valore del PIL italiano: una sua monetizzazione (possibile una volta che il paese uscisse dall'euro) implicherebbe un aumento della base monetaria di circa 12 volte (assumendo un circolante pari a circa il 10% del PIL, un valore storicamente corretto e vicino al livello attuale), ovvero un tasso di crescita della moneta del 1100 (mille e cento) per cento. Il risultato dell'iperinflazione che ne seguirebbe sarebbe, come altre volte nella storia, di ridurre consistemente il valore reale del debito (pubblico e non), facendo fallire il sistema bancario e impoverendo così tutti i "creditori" dello stesso (famiglie e imprese). Per non parlare di cosa succederebbe ai percettori di redditi fissi (lavoratori dipendenti e pensionati, ad esempio). Le perdite per i creditori derivanti dalla monetizzazione possono apparire un concetto astratto (a molti, incluso il piu' simpatico di Topolinia, sfugge il concetto). Che siano invece concrete e dolorose lo si capisce osservando che la monetizzazione del debito è equivalente a un parziale default: se lo Stato mi deve 100 euro e mi ripaga stampando moneta in una misura tale da aumentare, per esempio, del doppio il livello dei prezzi, mi ritroverò in mano un potere d’acquisto di 50 euro. Di fatto (ovvero in termini reali, forse non giuridici) questo e' un default: e' lo stesso che sentirsi dire dallo Stato: dei 100 euro che ti devo, te ne do solo 50 (a prezzi invariati). Va infine ricordato che circa il 70% dei titoli del debito pubblico italiano e' detenuto da residenti italiani: famiglie (circa il 13% direttamente), banche e altri intermediari (e quindi indirettamente dalle famiglie che ivi depositano; se la banca investe i depositi delle famiglie in titoli che fanno default, i depositi delle famiglie scompaiono.....). Solo una parte minore, stimabile intorno al 30% e ridottasi molto negli ultimi anni proprio in seguito ai timori di un default e' detenuta all'estero e sarebbe (per cosi dire) "trascurabile" per le prospettive italiane successive a un default. Quindi, pur non potendo monetizzare il debito, si potrebbe ottenere un risultato analogo "ristrutturandolo'' (propongo un premio per chi ha inventato questo eufemismo): lo stato dichiara che ne ripaga solo una parte. Astraendo dai mille cavilli giuridici che sorgerebbero in questo secondo caso (in cui lo stato rinnega una promessa su un debito nominale), l'analogia dovrebbe essere chiara. Coloro che desiderano monetizzare il debito pubblico possono perseguire il medesimo fine sostenendo il default sul debito. Ovviamente costoro devono anche formulare una proposta su come gestire l'inevitabile crisi finanziaria che ne seguirebbe: che si monetizzi o che si "ristrutturi", se falliscono le banche chi rimborsa i depositi ai cittadini e chi finanzia le imprese? le esperienze storiche indicano in questi casi recessioni e disoccupazione in stile "grande depressione".

Le svalutazioni competitive
La fissazione irrevocabile dei tassi di cambio ha rimosso l' aggiustamento del cambio nominale dallo strumentario di politica economica. Per molti, incluso Milton Friedman, questo è un errore. Per altri una scelta irrilevante, perche' ritengono gli effetti delle svalutazioni siano nulli (succede con prezzi flessibili) o al massimo temporanei o perche' le svalutazioni del cambio possono essere replicate con altri strumenti, come discutiamo sotto. Ma partiamo definendo un po' di che si tratta: quando i prezzi si aggiustano lentamente una svalutazione del cambio nominale beneficia gli esportatori a spese degli importatori: vendiamo più mattonelle in Germania ma le BMW e la benzina costano di più. Se vendo mattonelle mi piace, altrimenti un po' meno. A me pare utile tenere a mente alcune cose: (1) la svalutazione crea inevitabilmente effetti distributivi: aiuta l'export a spese dei consumi degli altri cittadini (per i quali aumentano i consumi legati all'import). Si può discutere di quanto aumenti l'import: per svalutazioni grandi c'e' molta evidenza che i prezzi al dettaglio dei beni importati, pur aumentando notevolmente meno della svalutazione del cambio nominale, pur sempre aumentano (si veda la figura 1 del paper di Burnstein, Eichenbaum e Rebelo). Inoltre, c'e' un effetto diretto sul benessere perche' la sostituzione dei beni di importazione (piu' cari) con quelli di produzione interna (piu' economici) previene maggiore inflazione ma lascia il consumatore con un paniere di beni peggiore, dal suo punto di vista. Ma non e' questo il punto qui (leggete il prossimo paragrafo). (2) per funzionare, una svalutazione deve essere unilaterale: se Italia e Spagna fanno a gara a vendersi mattonelle contro Jamon, potrebbero finire entrambe a cambio invariato ma con alta inflazione; la prevenzione di queste guerre del cambio (ex-post inefficaci) fu uno dei motivi a sostegno del coordinamento monetario in Europa. (3) anche quando è unilaterale la svalutazione difficilmente ha effetti duraturi: i prezzi interni si aggiustano al cambio svalutato e c'e' bisogno di una nuova svalutazione per rimanere competitivi (facendo aumentare nuovamente il prezzo al consumo delle importazioni).

Una valutazione complessiva dei pro e contro della svalutazione (l'aumento dell'export, il rincaro degli import, la risposta dei paesi esteri a una svalutazione) è un lavoro complesso. Ma se proprio si ritiene che una svalutazione sia necessaria alla nostra economia cé' una buona notizia: si può ancora fare. Tre giovani e bravi economisti Fahri, Gopinath e Itskhoki hanno recentemente mostrato formalmente un risultato piuttosto intuitivo: esistono misure fiscali che generano effetti reali analoghi a quelli di una svalutazione (su export, import, consumi e benessere, leggere il paper per i dettagli). Semplificando un po', mostrano che si possono manipolare le aliquote fiscali, mantenendo invariato il gettito fiscale, in modo da replicare gli effetti di una svalutazione del cambio: una riduzione generalizzata della imposizione sulle imprese (l'eliminazione dell'IRAP per esempio, o la riduzione dei contributi a carico del datore di lavoro) riduce i loro costi rendendo i prodotti meno cari (e quindi più competitivi); si deve pero' compensare la riduzione del gettito fiscale con un aumento delle imposte indirette (l'IVA per esempio), che non grava sull'export (si veda anche l'articolo divulgativo di Keen and de Mooi su Vox). Questa politica replica le conseguenze reali di una svalutazione, in particolare riproduce (1): aiuta l'export, riducendo i prezzi dei beni commerciati, a scapito dei consumi italiani soggetti a più IVA. Altri economisti hanno esplorato quantitativamente, per mezzo di modelli econometrici, l'efficacia delle "svalutazioni fiscali": gli effetti trovati sono simili (anche se non identici) a quelli di una svalutazione del cambio. Certo da un punto di vista politico la svalutazione fiscale è poco attraente: chi la decide è costretto a riconoscere che vuole tassare tutti i cittadini (aumentare l'IVA) per sostenere l'export. Una svalutazione del cambio produce gli stessi effetti, ma un politico ha gioco facile a imputarla al maltempo o agli speculatori finanziari. Il punto da tenere a mente è che se quello che interessa sono gli effetti della svalutazione (non come la si ottiene), sembrano essere disponibili politiche fiscali che producono effetti molto simili. La mia modesta opinione e' che queste politiche non offrano una risposta duratura alla crisi che il paese attraversa da un paio di decenni. Abbassare il prezzo del proprio lavoro (ovvero aumentare le ore di lavoro necessarie ad acquistare una BMW) e' una scelta guidata dalla disperazione, e non promette niente di buono per il futuro. Ma se proprio si desidera dare una boccata d'ossigeno al paziente moribondo sarebbe piu' semplice concentrarsi su una svalutazione fiscale piuttosto che invocare l'uscita dall'euro.




ho inserito una risposta, non so se passerà. per sicurezza l'ho messa nel mio profilo relativo a quella piattaforma:
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Re: 01. "..E-ABBIAMO-DIMOSTRATO-CHE..®"

Messaggioda sandropascucci » 22 dic 2013, 9:48

in verità sentivo una certa puzza di merda.. nel mio archivio ho trovato:

da: http://noisefromamerika.org/c/4621/21166

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La Nottola di Minerva • Marco Boninu •10/3/2009 - 20:55
In attesa del volume, io mi consolo con la chiosa dal vago sentore hegeliano di Tremonti, che ci sottopone la seguente fatica del concetto:
Le presidenze fanno le proposte. In tempi normali, fanno proposte normali. A questa altezza di tempo, non possono limitarsi a proposte normali. Devono fare proposte di pari altezza. Lo impone lo spirito del tempo.
Lasciando da parte Hegel, la citazione di cui sopra mi ha ricordato questo spot: anche li si mettevano in relazione gli strumenti con la dimensione del problema.

Re: La Nottola di Minerva • enzo michelangeli •16/3/2009 - 01:44
Io invece trovo il riferimento preoccupante: lo Zeitgeist e' una delle fisse di quel Sandro PasXuZZi dalle cui bizzarre idee sul signoraggio privato il nostro Delirium Tremonts sembra aver tratto ispirazione per le sue recenti e meno recenti confuse esternazioni. Io ancora devo capire in base a qual ragionamento l'effetto del moltiplicatore monetario, che e' l'unico attribuibile al sistema bancario per la crescita della massa monetaria, dovrebbe mai generare signoraggio, dato che quest'ultimo deriva dagli incrementi della sola M0... Dev'essere un concetto mistico raggiungibile solo attraverso canali gnostici, escludendo ogni processo razionale.
Incidentalmente, il film proiettato nel Zeitgeist Day e' un'antologia di conspiracy theories alla Icke/LaRouche, ed e' disponibile qui.
Tutto questo sarebbe anche umoristico, se tutte queste invocazioni dello Stato Etico come protettore dai banchieri usurai non ricordassero da vicino un certo imbianchino viennese.

Re(1): La Nottola di Minerva • michele boldrin •16/3/2009 - 05:05
Whow, Enzo! Tanto di cappello: ma tu dove le trovi? Quest'uomo dice cose spaventose, nel senso di spaventosamente folli e spaventose in quello che promettono per il futuro!
Ma secondo voi, ci fa o ci è? Davvero, è una domanda da porsi ... questo incantabauchi determina il dibattito politico-economico italiano! Mamma mia, in confronto Geithner sembra un genio!
P.S. Bisognerebbe chiedere a Vittorio Grilli che ci parla tutti i giorni ... forse lui una qualche idea ce l'ha se GT ci fa o ci è!
P.P.S. Questo PasXuZZi, chi è?

Re(2): La Nottola di Minerva • enzo michelangeli •16/3/2009 - 09:01
ma tu dove le trovi?
La maggior parte delle dritte (tra cui questa sulle assonanze tra Pois-Sock Man e i signoraggisti) mi arrivano da Mario Seminerio o Antonio Mele via Facebook... In particolare, devo dire che Phastidio.net e' una vera miniera di interessanti notizie. Consiglio ad esempio quella della (seppur tardiva) folgorazione di Antonio Martino:
Il Pdl somiglia al colbertismo, al fascismo, al socialismo ma non al liberalismo. La mia tentazione è quella di defluire dal Pdl.
Tentazione?? E che aspetta per decidersi, un discorso dal balcone di Piazza Venezia? In confronto, Croce era un Hayek...

Re(2): La Nottola di Minerva • Marco Boleoi •16/3/2009 - 12:31
Forse Grilli gli avra' dato una copia di questo NBER WP:
http://www.nber.org/papers/w2778
PasXuZZi credo che sia un allievo del prof. Auriti
http://www.indicius.it/banche/auriti.htm
http://www.signoraggio.com/signoraggio_ ... topia.html

Re(3): La Nottola di Minerva • michele boldrin •16/3/2009 - 16:36
PasXuZZi credo che sia un allievo del prof. Auriti
... like that contained any information! Marco, sei spettacolare!
Ed il "prof. Auriti" chi sarebbe? Quello di applicazioni tecniche al Mamiani?


Re(4): La Nottola di Minerva • enzo michelangeli •16/3/2009 - 16:52
Ed il "prof. Auriti" chi sarebbe? Quello di applicazioni tecniche al Mamiani?
Ma no, 'gnurant! Come rivelato da http://www.sovranitamonetaria.org, il Chiarissimo Professore Giacinto Auriti e' un amico dell'Avvocato Antonio Pimpini, nonche' di Francesco Caramanico, Sindaco di Guardiagrele -- che e' nientepopodimeno che... ta-daaa... il paese dell'Utopia!

Re(5): La Nottola di Minerva • •16/3/2009 - 18:21
Guardiagrele -- che e' nientepopodimeno che... ta-daaa... il paese dell'Utopia!
Chissà se accettavano i SIMEC anche alla sagra del cinghiale che ci fanno a giugno? :) Paradossalmente, cmq, pare che adesso abbiano un valore numismatico non indifferente...

Re(2): La Nottola di Minerva • •16/3/2009 - 16:00
P.P.S. Questo Pasxuxxi, chi è?
Un mitomane/troll con la fissa del signoraggio ed altre fantasiose teorie complottistiche (Illuminati e compagnia). Chiunque abbia mai scritto un articolo sul signoraggio nell'interwebs si e' trovato ad avere a che fare con questa bizzarra persona.
* Credo passi le giornate a cercare "signoraggio" e "PasXuZZi" su Google, con un po' di sfortuna arrivera' anche qui.

Re(3): La Nottola di Minerva • michele boldrin •16/3/2009 - 16:56
.... con un po' di sfortuna arriverà anche qui.
Shit, scherzi?
Ragazzi, domanda seria: vi dispiace se tolgo tutti questi commenti? Tanto son chiacchere fra di noi ...
Ne abbiamo abbastanza di mitomani in giro, come quello da Londra che spunta ogni tanto con nomi nuovi per spiegarci che è ricco ... un altro ancora non serve!

Re(4): La Nottola di Minerva • •16/3/2009 - 16:59
Guarda io avevo criptato il cognome apposta, se cancelli tutto non fai una lira di danno.

Re(5): La Nottola di Minerva • michele boldrin •16/3/2009 - 17:13
Gli altri sembrano non essere in linea. Ho "criptato" le apparizioni del nome del personaggio, speriamo basti!
Grazie per la dritta ... :-)

Re(6): La Nottola di Minerva • luigi pisano •16/3/2009 - 17:24
Michele, c'è ancora un cognome "in chiaro" nel commento di Vincenzo.
Nel frattempo, TMMD:
ps: sei un fan di grill0? lascia perdere: non capiresti. torna alle puttanate del tuo guru, dai. sei un'ameba? entra pure. tu puoi farcela.

AH AH AH AH! :)

Re(7): La Nottola di Minerva • michele boldrin •16/3/2009 - 17:33
grazie.
P.S. Chi citi?

Re(8): La Nottola di Minerva • luigi pisano •16/3/2009 - 17:45
Il blog linkato da Enzo



Se vi interessa sapere più esattamente chi siamo, ecco la lista dei malfattori:

alberto bisin
michele boldrin (in sabbatico dal 30 giugno 2011 al 20 Luglio 2012)
sandro brusco
gian luca clementi (dal 24 luglio 2012)
giovanni federico (dall'1 Marzo 2012)
andrea moro
giorgio topa (dall'1 Marzo 2013)
giulio zanella (dall'1 gennaio 2010).
Gian Luca Clementi è stato redattore anche dal 1/6/2006 al 1/9/2008.
Aldo Rustichini è stato redattore anche dal 1/7/2009 al 1/12/2011.
Giorgio Topa è stato redattore dalla fondazione di noisefromamerika fino a giugno 2011.

Responsabili sezione NFA-TV: Michele Boldrin, Massimo Famularo

Webmaster team: Andrea Moro, Martino Piccinato, Marcello Urbani
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Re: 01. "..E-ABBIAMO-DIMOSTRATO-CHE..®"

Messaggioda sandropascucci » 23 dic 2013, 18:34

stanno rispondendo.. niente di che.. tutto già letto e straletto..
da: http://noisefromamerika.org/articolo/si ... onetaria-6

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LO MALE DELLO MONNO (ma ancora non lo capite) • sandropascucci •22/12/2013 - 09:23
Dopo aver per decenni ignorato ogni allerta sul problema monetario, sulla creazione, cioè, DAL NULLA della moneta in uso ieri (la lira) e oggi (l'euro).. ora Vi ritrovate a dover, in maniera piuttosto imbarazzante mi par di capire, SMINUIRE (ancora!) il problema REALE: il signoraggio. Leggo decine di articoli che mi fanno davvero sorridere, da una parte, e pena, dall'altra. Ancora oggi si cerca di SVIARE IL COLPO, dirigere l'attenzione del Lettore verso lidi ALTRI, che non siano il SIGNORAGGIO. Ma, ormai, l'Onda è arrivata. Saprete nuotare, spero (ma anche no).

Accidenti! E io che • Corrado Ruggeri •22/12/2013 - 13:37
Accidenti! E io che stoltamente mi preoccupavo per la perdita di competitività delle aziende italiane, per le "infiltrazioni" mafiose, per il numero spropositato di dipendenti parastatali in alcune regioni, per l'inefficienza del sistema scolastico, per un sistema giudiziario (e carcerario) inefficiente ed allo sbando.

vedi le nuvole, sei fradicio, ma non capisci che.. • sandropascucci •23/12/2013 - 10:28
ti preoccupi che la nave sia infestata di topi mentre sta affondando per una falla grossa come una casa in sala macchine?! :D
CVD.

Direi che sei tu che, con • Corrado Ruggeri •23/12/2013 - 11:22
Direi che sei tu che, con nave infestata da topi e falla in sala macchine, ti preoccupi se il colore delle vela fa pendant al colore dello scafo. Il signoraggio, fosse anche il problema che credi, esiste in Italia così come in tutto il mondo, ma non tutti i paesi del mondo sono messi come l'Italia. Per carità è comodo avere un amico immaginario, immagino sia comodo anche avere un nemico immaginario.

so che è difficile ma: (1) •sandropascucci •23 dicembre 2013, 18:28
so che è difficile ma: (1) cerca di essere onesto e (2) cerca di essere logico. per (1): non girare il mio esempio come fosse il tuo. quindi riconosci che c'è una falla in sala macchine? io mi occupo della falla, tu che la minestra in prima classe si sia freddata. (cmq, per risponderti alla cazzo di cane, come meriti: un po' di stile ci vuole, nei naufragi, che diamine! un po' di pendant ci vuole! per il (2): riconosci (e siamo a DUE) il problema e ti.. CONSOLI col fatto che è, per l'appunto, lo male dello monno? e come sarebbe a dire che gli altri non sono messi come noi? dove vivi? sulla Luna? non avete telescopi? dateci un'occhiata a noandri sulla Terra: siamo TUTTI col debito: TUTTI. MA SE TUTTO IL MONDO HA DEBITO (e lo ha, guardati i grafici).. CHI HA IL CREDITO?

Debito • Andrea Grenti •23/12/2013 - 18:42
MA SE TUTTO IL MONDO HA DEBITO (e lo ha, guardati i grafici).. CHI HA IL CREDITO?
Chiunque abbia comprato titoli di debito... Che c'entra il signoraggio? Ci può fornire dei dati? Una correlazione tra signoraggio e debito (presumo) pubblico? Ha mai aperto un libro di economia (tanto per dirne una)?

Andrea, stai parlando con • Corrado Ruggeri •23/12/2013 - 18:49
Andrea, stai parlando con l'autore di codesto sito:
http://www.signoraggio.com/
dove trovi perle come:
la moneta bancaria NON HA potere liberatorio e NON E' legale
Quindi non chiedergli cosa c'entra il "signoraggio". Per lui esiste solo il "signoraggio" :-)

non pensavo • Pietro Puricelli •23/12/2013 - 20:52
Non pensavo che personaggi del genere esistessero veramente al di là dei loro sermoni. Infatti i commenti che mette qui sembrano generati da un software automatico, apparentemente sono assolutamente irrilevanti con qualsiasi osservazione sensata gli si possa fare.


>
>
signoraggio • rosario nicoletti •22/12/2013 - 10:21
Io sul "signoraggio" vedo un problema, che non è quello indicato da Pascucci: la sciagurata rivalutazione delle quote azionarie di Bankitalia, porterà a conferire alle banche azioniste i proventi del signoraggio. Oggi si tratta di una cifra irrilevante, dato lo scarso valore delle quote; dopo la rivalutazione i conferimenti saranno consistenti e diventeranno un aiuto di Stato alle banche, proibito dalle regole comunitarie. Come pasticcio, niente male.

Sono d'accordo, la • andrea moro •22/12/2013 - 23:56
Sono d'accordo, la rivalutazione è la classica porcata.
Sul signoraggio... beh chi era quello a Milano che diceva che ci uccidevano con l'onda?

cavoli a merenda.. • sandropascucci •23/12/2013 - 10:29
non so chi fosse ma di certo non è DILEGGIANDO che capirai (meglio) la situazione

signoraggio • Roberto Arnaldo •23/12/2013 - 14:40
Tanto per iniziare,Pascucci,dicci un po' a quale signoraggio di riferisci,perchè se ne leggono di tutti i colori in giro su quale signoraggio sia in questione.Quello che deriva dagli interessi percepiti dalla BCE a fronte di acquisto di attività contro emessione di moneta cartacea?


x Debito • Andrea Grenti • sandropascucci •24/12/2013 - 12:15
x Debito • Andrea Grenti •23/12/2013 - 18:42
Chiunque abbia comprato titoli di debito... Che c'entra il signoraggio? Ci può fornire dei dati? Una correlazione tra signoraggio e debito (presumo) pubblico? Ha mai aperto un libro di economia (tanto per dirne una)?

1. e chi compra i titoli? non dirmi "la vecchina risparmiatrice" teeprego!!
2. il signoraggio è (anche) il fatto che uno Stato sovrano deve INDEBITARSI poiché non può emettere moneta. non ci hai mai pensato? può fare una guerra, può decidere i libri di testo delle scuole, può arrestare un individuo.. MA non può stampare moneta.. strana sovranità, questa nostra, non trovi?
3. quali libri? quelli che insegnano che le banche PRIMA raccolgono (dalle famiglie) e POI prestano (alle imprese)? magari con i grafici bellini e le formule della bufala della riserva frazionaria e moltiplicatore dei depositi/prestiti? hai studiato su TALI tomi? :) :) :)


x Andrea, stai parlando con • Corrado Ruggeri •23/12/2013 - 18:49

> dove trovi perle come:
la moneta bancaria NON HA potere liberatorio e NON E' legale
Quindi non chiedergli cosa c'entra il "signoraggio". Per lui esiste solo il "signoraggio" :-)

• è così anche per te, solo che non lo sai. ora puoi dirmi, di grazia, dove è l'errore nella MIA frase? attendo (niente insulti, please).

x non pensavo • Pietro Puricelli •23/12/2013 - 20:52
> apparentemente sono assolutamente irrilevanti con qualsiasi osservazione sensata gli si possa fare.

• esatto: apparentemente. prova a sforzarti, però.

x signoraggio • Roberto Arnaldo •23/12/2013 - 14:40

> Tanto per iniziare,Pascucci,dicci un po' a quale signoraggio di riferisci,perchè se ne leggono di tutti i colori in giro su quale signoraggio sia in questione.

• volentieri, tanto è sempre la stessa:
«il signoraggio è il potere di vita e di morte che ha sul popolo colui che (1) emette moneta in (2) regime di monopolio e con (3) il supporto del corso forzoso in (4) una società inconsapevole. si elimina la schiavitù cambiando uno dei quattro punti. la buona notizia è che puoi scegliere il punto che vuoi. io ho scelto il (4) perché era il più facile..» [sandro pascucci, 2008]

sono 4 pilastri fondamentali, non trovi?



1. e chi compra i titoli? non • Andrea Grenti •24/12/2013 - 21:41

1. e chi compra i titoli? non dirmi "la vecchina risparmiatrice" teeprego!!

I titoli di Stato alle aste del Tesoro possono essere acquistati solo dagli operatori primari, ovvero coloro che il Tesoro autorizza a partecipare alle medesime aste. E in Italia sono fondamentalmente banche commerciali. Successivamente, chiunque può acquistarli dalle suddette. Il nesso con l'emissione c'è quando è la banca centrale ad acquistarli, ma dato che gli interessi remunerati successivamente ritornano al Tesoro non vedo quale problema possa esistere.

2. il signoraggio è (anche) il fatto che uno Stato sovrano deve INDEBITARSI poiché non può emettere moneta. non ci hai mai pensato? può fare una guerra, può decidere i libri di testo delle scuole, può arrestare un individuo.. MA non può stampare moneta.. strana sovranità, questa nostra, non trovi?

Lo Stato non s'indebita per emettere moneta. Lo fa quando le spese del medesimo superano le entrate. Il motivo per cui per uno Stato moderno è sconsigliabile emettere direttamente moneta tramite il proprio governo è scritto in tutti i libri di economia, e stabilito dalla realtà dei fatti (vedi iperinflazione di Weimar, Argentina, Zimbabwe, ecc.).

3. quali libri? quelli che insegnano che le banche PRIMA raccolgono (dalle famiglie) e POI prestano (alle imprese)? magari con i grafici bellini e le formule della bufala della riserva frazionaria e moltiplicatore dei depositi/prestiti? hai studiato su TALI tomi?

E' Lei che dovrebbe spiegare a noi umili studiosi e lettori di questo blog come funziona, secondo la sua opinione, il sistema monetario e bancario. Anche sulla "bufala" della riserva frazionaria. Possibilmente portando anche argomentazioni ragionevoli e soprattutto dati.

appunto.. • sandropascucci •27/12/2013 - 19:38

> I titoli di Stato alle aste del Tesoro possono essere acquistati solo dagli operatori primari, ovvero coloro che il Tesoro autorizza a partecipare alle medesime aste. E in Italia sono fondamentalmente banche commerciali.

• appunto. banche e solo banche, commerciali (spesso straniere). e mi dispiace trovare quel "solo da", come fosse un'azione di riguardo verso il popolo (colui che PAGA IL TUTTO). e anche l'aggiunta de "che il tesoro autorizza" è una sorta di manipolazione linguistica, atta ad elevarne il grado di bontà, innocuità o legalità degli stessi (operatori, meccanismi) agli occhi del Lettore. ed è pure FALSO, tra l'altro, dato che è la Banca d'Italia (SpA) a gestire tali "market maker" (letteralmente "coloro che fanno il mercato", sic!), regolando una gara per essere chiamati "Specialisti in Titoli di Stato" ed entrare così NEL GIRO BUONO (hanno pure delle giornate d'asta/aste supplementari) dedicate (vedi calendario delle aste in titoli di Stato). basta avere dei requisiti STABILITI DA BANKITALIA SpA stessa! Il Tesoro mette, al limite, solo un timbrino accondiscendente al tutto. Quindi, in altre parole: se la cantano e se la suonano.

> Successivamente, chiunque può acquistarli dalle suddette.

• certo. dopo il T0 arriva il popolo-bue: muuuuuuuuuuuuuu!! e daje de commissioni, e daje di RISERVE in seno alla Banca Centrale (perché è a quello che mirano le banche commerciali)

> Il nesso con l'emissione c'è quando è la banca centrale ad acquistarli, ma dato che gli interessi remunerati successivamente ritornano al Tesoro non vedo quale problema possa esistere.

• certo che non lo vedi, sei del Settore. la BC crea DAL NULLA, lo Stato ripaga con le MIE TASSE (e imposte ecc..). Inoltre un'altra MANIPOLAZIONE: gli interessi vengono resi DOPO SPOLPAZIONE di spese di banchieri grassi, dopo stipendi faraonici, dopo prelevamenti per riserve ecc.. i 4 soldi che rimangono vanno allo Stato: CAPIRAI!! e pure 'sto giochino è AUMENTATO a favore delle banche commerciali dopo il nuovo statuto di bankitalia spa (esce a giorni, ieri hanno firmato il rinnovo delle quote e tutto ciò che ne consegue per la spartizione del.. rullo di tamburi: SIGNORAGGIO!). E non dimentichiamo, MAI, che la banconota che viene creata dal nulla (o a 30 centesimi quando su carta) viene posta AL PASSIVO, ovvero viene (quasi completamente) CANCELLATA numericamente e aritmicamente, ossia il valore nominale viene INTESO da lor signori come una SPESA! Bella la contabilità doppia e il falso impunito di bilancio, eh?!

> Lo Stato non s'indebita per emettere moneta. Lo fa quando le spese del medesimo superano le entrate.

• FALSO. le spese non superano MAI le entrate. c'è sempre stato un AVANZO PRIMARIO nel bilancio statale (a parte forse uno o due trimestri addietro, non ricordo) MA sono proprio quegli INTERESSI (che Quelli Del Settore dicono tornano allo Stato!!) a far affossare il rapporto entrate/uscite. Lo Stato spende MENO di quanto incamera con le tasse, al netto della SERVITU' sul DEBITO.

> Il motivo per cui per uno Stato moderno è sconsigliabile emettere direttamente moneta tramite il proprio governo è scritto in tutti i libri di economia, e stabilito dalla realtà dei fatti (vedi iperinflazione di Weimar, Argentina, Zimbabwe, ecc.).

• ancora con questa favoletta? ancora con il bu-bu-Weimar? ancora qualcuno sano di mente paragona un paese sottoposto a vincoli di pagamento di guerra e alla pressione di un paese (la Francia) che ha voluto schiacciare il perdente (la Germania) senza ascoltare consigli di gente che pur di ruberie e angheria (gli Stati Uniti) se ne intende e che diceva che un paese messo all'angolo non può ripagarti come vuoi, come deve ma che farà qualche mossa disperata per farlo, se insisti? Ancora parliamo di Weimar, esistente finanziariamente e monetariamente su UN ALTRO PIANETA? Ancora parliamo dell'Argentina, che non aveva moneta sovrana ma aveva scelto (chissà perché, chissà per chi, eh?) il DOLLARO come àncora di rating? Lo Zimbabwe? Fermo restando che NON HO MAI LETTO UNA ANALISI UNA di quello che accade/uto nello stesso: ancora paragoniamo un paese del genere (politicamente parlando, chiaro), ipersfruttato da colonizzatori (sì, ancora oggi nel 2013/2014) e in mano a tutt'altro che governi democratici (AH AH AH) con la "nostra" situazione? Quindi non dovremmo bere acqua perché nello Zimbabwe non bevono acqua?

> E' Lei che dovrebbe spiegare a noi umili studiosi e lettori di questo blog come funziona,

• e questa è un'altra manipolazione da web: far palesare una divisione, una contrapposizione tra IL NUOVO ARRIVATO ROMPIPALLE e lo ESTABLISHMENT (il blog e i suoi Lettori). caro mio: metà di questa polemica infantile credo che basti. siamo qui per capire l'economia di IGB e migliorarci la vita, non per vedere chi ha il cazzo più grosso (il che mi renderebbe un player avvantaggiato, tra l'altro).

> secondo la sua opinione, il sistema monetario e bancario. Anche sulla "bufala" della riserva frazionaria. Possibilmente portando anche argomentazioni ragionevoli e soprattutto dati.

• i dati sono, ormai, in giro (sul web, sul "mio" sito, sul Forum del PRIMIT, ovunque. Anche pochi post prima di questo, ad esempio, quando si parla di "moneta endogena"). in soldoni: IGB (Il Grasso Bankiere) crea moneta facendo un prestito (ovvero aprendo un deposito al richiedente dello stesso), senza aver PRIMA denaro sufficiente, ossia creando dal nulla moneta. Questo per dirlo in una riga, scusate la grossolanità della riga.


Sua Maestà Pascucci • Andrea Grenti •28/12/2013 - 01:52
Mi scusi, ma non ha dimenticato il Bilderberg, la Trilaterale, The New World Order? E saprà anche che col signoraggio ci finanziano pure le scie comiche? Ahahahah
Sono quasi invidioso per cotanta e beata ignoranza... Buona preghiera.


strano.. ma forse no.. •sandropascucci •28 dicembre 2013, 08:02
non è strano che quando si incontra DIFFICOLTA' (sia tecnica che emotiva) a rispondere IN TOPIC all'argomento SIGNORAGGIO si tirino fuori termini che, tra l'altro, non ho mai usato? come dire che a parlare di mele e della bontà delle mele colui che non sa come controbattere tiri fuori.. che so.. i vermi intestinali delle pecore!! :D :D riprovate, su.. (io, lo sapete bene, posso solo rispondere con un messaggio ogni 24 ore o giù di lì, secondo le VOSTRE politiche di gestione forum) ma voi che tutto potete (ossia deridere e SCHIVARE la Questione) sbizzarritevi pure, nel frattempo.. :D: D: D

ps: non si rammarichi di suoi ammanchi di ignoranza. ciò che ha (o che non ha, secondo i punti di vista) basta, abbasta e suverchia, mi creda.


Nessuna difficoltà • Andrea Grenti •28/12/2013 - 15:54
Il problema è che qui la questione sta diventando parecchio lunga, e non vorrei monopolizzare la discussione (le sue stesse regole esistono anche per semplici utenti come me; quindi la prego, non veda complotti in ogni dove). Se vuole proseguiamo via e-mail. La mia la trova nel mio profilo.


ecchinenandro.. •sandropascucci •28 dicembre 2013, 19:51
..volevi parlare di signoraggio e farla breve? e poi.. se è lunga.. più che altro è perché stai sprecando post con illazioni, preconcetti e stupidate varie. basta vedere questi due ultimi post. in realtà non ho vero interesse a parlare con te. penso che tu sia un manipolatore (di basso livello ma manipolatore). nel tuo penultimo post [Andrea Grenti 28/12/2013 - 01:52] mi accusavi di cose che non mi son proprie (complottismi) e quando ti ho messo davanti alla tua STUPIDA manipolazione (o prevenzione, cmq una cosa negativa) hai INSISTITO in questo tuo ultimo post [Andrea Grenti 28/12/2013 - 15:54]. infatti vuoi farmi apparire, ancora, come fossi un visionario complottista (per via dei post a tempo) quando invece, beatamente, ho parlato di politiche di gestione del forum/blog (che ho ben letto nell'apposita pagina). per cui: non sei una persona onesta intellettualmente. per me puoi startene nella tua beota ignoranza. se qualcun altro vuol parlare di signoraggio, senza diffamarmi o insozzarmi con TRANSFERT PSICOLOGICI, sarò ben lieto di farlo. e non penso si tratti di monopolizzare nulla, dato che il TOPIC è proprio il signoraggio e dato che i post non sono di obbligo a nessuno esser letti


Ok, ok • Andrea Grenti •28/12/2013 - 20:41
Mi scusi, ma cosa dovrei dire di uno che parla di Bankitalia come SpA o di Argentina che non aveva moneta sovrana? Non sta scherzando, vero?


300 non bastano • Alessandro Riolo •28/12/2013 - 21:22
Questo articolo è stato pubblicato sul blog del FQ. Se vai a dare un'occhiata ai commenti, ti accorgerai che 300 Andrea Grenti avrebbero purtroppo meno speranze degli Spartani alle Termopili.


rispetto • sandropascucci •28/12/2013 - 22:56
devi imparare a portare rispetto e metterti in dubbio. portare rispetto per le idee altrui e mettere in dubbio che le banche siano associazioni di miglioramento sociale. la c.d. "Banca d'Italia" non è d'Italia. Il governo non ha potere su di lei (e con vanto da ambo le parti) ed è presieduta da SpA, ossia enti che mirano al profitto privato, che vuol dire dei loro azionisti, mica del popolo. Quindi la domanda che dovresti porti è: come può un simile ente dar beneficio al popolo? O lo si chiude o lo si stravolge (come e soprattutto le regole di contabilità che in esso agiscono). Dell'Arentina non credo ci siano dubbi sull'effettiva dominazione del dollaro, dal rate (autoimposto?) di 1:1 con la valute ufficiale.
x 300 non bastano • Alessandro Riolo •28/12/2013 - 21:22
non è che hai portato un bell'esempio, no?


Chiarimenti • Andrea Grenti •29/12/2013 - 11:19
Ok, cerchiamo di andare con calma altrimenti non riusciremo a capirci.
Prima cosa: il fatto che il governo (e altri organi istituzionali) non abbia potere sulla banca centrale, non significa affatto che quest'ultima non sia un organo autorizzato dallo Stato e per conto dello Stato. Il governo non è lo Stato, è una parte di esso. Il governo non ha potere su altri organi come la magistratura, il parlamento, ecc., questo per la legge della separazione dei poteri che vige in tutte le democrazie moderne (sì, anche in un ridicolo Paese come l'Italia a volte funziona).
Seconda cosa: Bankitalia non è una SpA come la definizione giuridica richiederebbe. Infatti se leggiamo lo statuto, è un istituto di diritto pubblico. I partecipanti alle quote del capitale sociale è vero che sono al 95% degli istituti privati, ma il loro ruolo e i diritti all'interno di Bankitalia sono molto differenti e ristretti rispetto ad una normale SpA. I partecipanti possono eleggere il consiglio superiore, il quale non ha potere in materia di politica monetaria e di decisione sull'elezione del governatore. Quest'ultima viene decisa solamente dalle più alte cariche dello Stato.
Inoltre, i partecipanti non hanno diritto agli utili del signoraggio in base alle loro quote (le cui somme vanno alle riserve e, in maggioranza, al Tesoro), ma a una percentuale sul capitale sociale e a una sui frutti derivanti dai rendimenti delle riserve di Bankitalia (che non sono signoraggio) come rilevato nello statuto e nella relazione annuale.
Insomma, non proprio esattamente una SpA.
Sull'Argentina: la decisione di legare la propria valuta nazionale al dollaro è stata pienamente sovrana. Tuttavia, per quanto riguarda l'iperinflazione mi riferivo al periodo precedente al currency board, quando l'Argentina aveva la propria moneta sovrana.
Da Wikipedia: "Nel luglio 1989, l'inflazione argentina raggiunse il tasso mensile del 200%, toccando la variazione del 5.000% per quell'anno."

volentieri! • sandropascucci •29/12/2013 - 11:50
> Ok, cerchiamo di andare con calma altrimenti non riusciremo a capirci. Prima cosa: il fatto che..

• ma qui non si tratta di “un governo che..” ma del Paese-ITALIA che non ha nessun controllo su tale ente privato (o privatistico, ammettono oggi, 2013/2014, gli stessi banchieri). Bankitalia SpA NON è un ente statale, non risponde a nulla e nessuno. Le Leggi? Le leggi bancarie sono FRUTTO/FIGLIE di BANKITALIA stessa. Il parlamento (esecutivo e tutta la filiera) mette solo il timbro. Idem per le NOMINE (AH AH AH).

> Seconda cosa: Bankitalia non è una SpA come la definizione giuridica richiederebbe. Infatti se leggiamo..

• ..se leggiamo paperino e/o se leggiamo il menù della trattoria sembra tutto buono. “istituto di diritto pubblico” non vuol dire nulla. ASSOLUTAMENTE NULLA. Anche la CROCE ROSSA lo è. È solo una etichetta data a chi sa rispondere a tre requisiti (vedi la -> controbufaladelsignoraggio.primit.it, capitolo 07)

> Inoltre, i partecipanti non hanno diritto agli utili del signoraggio in base alle loro quote (le cui somme vanno alle riserve e, in maggioranza, al Tesoro)..

• FALSISSIMO! Vedi punto precedente.

> Sull'Argentina: la decisione di legare la propria valuta nazionale al dollaro è stata pienamente sovrana..

• certo e non ha caso si diceva “i politici sono i camerieri dei banchieri”. È stata una minkiata statale, prezzolata da IGB. Ciò di cui sono capaci i “politici” è ben espresso in Grecia, ad esempio (che poi mandano uno di quelli da noi a far valutare le quote di BANKITALIA e..ooppss.. il cerchio si chiude?)


• ma qui non si tratta di “un • Andrea Grenti •29/12/2013 - 16:31
• ma qui non si tratta di “un governo che..” ma del Paese-ITALIA che non ha nessun controllo su tale ente privato (o privatistico, ammettono oggi, 2013/2014, gli stessi banchieri). Bankitalia SpA NON è un ente statale, non risponde a nulla e nessuno. Le Leggi? Le leggi bancarie sono FRUTTO/FIGLIE di BANKITALIA stessa. Il parlamento (esecutivo e tutta la filiera) mette solo il timbro. Idem per le NOMINE (AH AH AH).

Sono solamente supposizioni che non hanno alcuna valenza scientifica.
Bankitalia è un ente pubblico, come riconosciuto dallo statuto e dalle leggi emanate in parlamento a cui la medesima Bankitalia è soggetta. Tutto il resto sono puerili chiacchiere a cui non presto attenzione perché non fanno altro che sviare la questione centrale della discussione. Mi attengo a fatti e a dati.

• ..se leggiamo paperino e/o se leggiamo il menù della trattoria sembra tutto buono. “istituto di diritto pubblico” non vuol dire nulla. ASSOLUTAMENTE NULLA. Anche la CROCE ROSSA lo è. È solo una etichetta data a chi sa rispondere a tre requisiti (vedi la -> controbufaladelsignoraggio.primit.it, capitolo 07)

Paragoni assolutamente fuori luogo. Bankitalia, in quanto soggetto pubblico, non può trarre profitto dalla sua attività di banca centrale. Questo è confermato dal bilancio e dalla relazione annuale, che rispettano leggi e statuto approvati dal parlamento. Anche qui, poche argomentazioni e nessuna fonte ufficiale.

• FALSISSIMO! Vedi punto precedente.

La relazione evidenzia ciò che ho scritto nel mio commento precedente.
Se dopo non riesce a comprendere ciò che in essa vi è scritto, può sempre consultare un professionista che le confermerà la correttezza della medesima.
D'altronde, il bilancio di Bankitalia è già soggetto a revisione di terzi. Se ha qualche problema o Lei vi ha riscontrato degli errori di contabilità, contatti la società di revisione.

• certo e non ha caso si diceva “i politici sono i camerieri dei banchieri”. È stata una minkiata statale, prezzolata da IGB. Ciò di cui sono capaci i “politici” è ben espresso in Grecia, ad esempio (che poi mandano uno di quelli da noi a far valutare le quote di BANKITALIA e..ooppss.. il cerchio si chiude?)

E continua la sagra delle illazioni e supposizioni senza alcun riscontro reale...
Sta di fatto che sull'iperinflazione non ha potuto contestare nulla, in quanto realtà dei fatti.
Quanto a quello che sostiene, se vuole può fare causa alle autorità e alle istituzioni che fino ad ora ha diffamato. Lei sa bene che qualcuno ci aveva già provato in passato, e non è finita come si aspettava.


che barba che noia • Pietro Puricelli •29/12/2013 - 17:34
Penso che sia evidente l'inutilità di questa discussione, intanto per fortuna alle teorie sul signoraggio non credono neanche i seguaci di Beppe Grillo, che son gente che si beve qualsiasi boiata...


Non esiste “valenza •sandropascucci •29 dicembre 2013, 20:15
Non esiste “valenza scientifica” in Economia. Non è una scienza, dovresti saperlo. Come dovresti sapere che “Ente di diritto pubblico” non ha valenza alcuna. Nei link che ti ho dato ci sono le prove. Se non vuoi leggerle AMEN. Non è più un mio pensiero, capisci? Non posso incollarti il sito che gestiano noi del PRIMIT qui dentro (non mi pare neanche corretto e perderebbe la sua natura il concetto di IPERTESTO). Inoltre Bankitalia, come tutte le BC (BCE compresa) trae eccome profitto (LUCRO) dalla sua attività. Un semplice esempio: le spese di gestione di questo “ente” comprendono gli stipendi dei manager, dei sindaci, dei consiglieri.. di Mario Draghi, in pratica (ora BCE ma ieri BdI). Per cui, stampando moneta (attività peculiare di BC) si genera LUCRO. “Approvati dal Parlamento” lascia un po’ il tempo che trova. Siamo tutti adulti e vaccinati e quello che tu chiami “supposizione” io chiamo “vita vissuta”. Sai dirmi dove e quando il Parlamento si è mai OPPOSTO a un banchiere? Dai.. E vorrai mica dire che sono “illazioni” il fatto che il Papademos, che in casa sua ha fatto un disastro, sia stato chiamato (sicuri che sia stato chiamato/invitato?) per soppesare le oggigiorno famose “quote”.. no? La cosa dell’iperrinflazione me la sono persa. E’ dura starvi dietro nei vari forum/blog voi filoIGB. Puoi ripetermela? (mentre la cerco) E per concludere: che vuol dire? Che tutto è immutabile? E sei felice così? x Pietro Puricelli - 29/12/2013 - 17:34 mi dispiace che ti annoi.. ma.. come ho detto.. nessuno ti spinge a forza il cranio sul monitor per leggerci.. pensa che fortuna che godiamo (x ora)
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Re: 01. "..E-ABBIAMO-DIMOSTRATO-CHE..®"

Messaggioda sandropascucci » 24 dic 2013, 13:49

nuujaaafanno! tu gli porti un discorso didattico sulla natura della moneta e loro ti bocciano l'autore perché xxxxista (fasc/comun/ecc..)

>
>
..però è un peccato.. perché era davvero semplice capirlo.. • sandropascucci •24/12/2013 - 13:15

[>>]
Macroeconomia e teoria monetaria
di Alejandro Nadal
A CURA DEL SERVIZIO TRADUZIONI PRIMIT.IT (ogni copia è permessa con un link all’originale: http://goo.gl/05vaDa&#41;

Abbiamo ricevuto molte richieste di spiegazioni più dettagliate in materia di operazioni bancarie. Questa manifestazione di interesse è positiva: un progetto politico di opposizione al neoliberismo non è in grado di offrire alternative senza una conoscenza approfondita del funzionamento di una economia monetaria nel capitalismo contemporaneo. La teoria economica convenzionale sostiene che le banche svolgono una semplice funzione di intermediazione. Ricevere i depositi dei risparmiatori e pagare loro un tasso di interesse. Fornire tali risorse agli operatori economici che vogliono investire in una impresa produttiva o anticipare una scelta di spesa. I guadagni delle banche provengono dai differenziali dei tassi di interesse. Secondo questo racconto, per impedire abusi le autorità monetarie impongono requisiti alle banche, come il mantenimento di riserve prudenziali e indici di capitalizzazione elevati. Secondo gli standard di macroeconomia la banca centrale emette banconote e monete metalliche: è la base monetaria o “moneta ad alto potenziale” [moneta di banca centrale o moneta legale o high powered money – ndT]. Come si spiega, allora, che la base monetaria sia una percentuale molto piccola (di solito non più del 7%), della massa monetaria totale?
Si dice che la massa monetaria totale è un multiplo della base monetaria perché le banche prestano una parte dei depositi ricevuti, mantenendo una frazione degli stessi come riserva [la “riserva frazionaria” – ndT]. E normalmente i prestiti concessi da una banca sono depositati in altre banche che seguitano, a loro volta, a realizzare nuovi prestiti mantenendo una quota di depositi in riserva. In questa serie di operazioni agisce un moltiplicatore della somma inizialmente versata (in termini tecnici, il moltiplicatore monetario è il reciproco del rapporto tra base monetaria e l'offerta di moneta totale). Per questo la base monetaria è una parte molto piccola della massa monetaria totale. Tutto questo è una favola che ha poco a che fare con la realtà.
Fortunatamente oggi abbiamo una chiara radiografia di ciò che realmente accade nel sistema bancario. La prima cosa da considerare è che le banche non hanno bisogno di depositi per fare prestiti. La causalità è invertita: quando la banca concede un credito, fornisce un saldo positivo nel conto del mutuatario, come se questi avesse fatto un deposito pari all'importo del credito stesso. Così gli autori post-keynesiani dimostrano che “i prestiti creano i depositi”. Al diffondersi del sistema bancario, i titoli emessi da banche commerciali private hanno ottenuto il riconoscimento come mezzo di pagamento. Oggi la maggior parte delle transazioni in un'economia capitalistica si effettua tramite assegni e saldi elettronici nei conti delle banche private. Quindi, prelievi e depositi sono un flusso costante di transazioni interbancarie e, per ciò, la posizione di liquidità di una banca non dipende dai risparmi ricevuti nella sua attività di raccolta bancaria. I prelievi da parte dei suoi clienti sono compensati con i pagamenti dei clienti di altre banche. Le operazioni delle banche non sono vincolate dai depositi.
Per dirla in altro modo, un prestito inizia la sua vita presentandosi come un deposito agli occhi del mutuatario. Dire che le banche offrono prestiti è come dire che le banche offrono depositi. E quando “le garanzie” che “coprono” tali depositi sono accettate in tutte le transazioni monetarie, le banche stanno effettivamente creando denaro. Perché il denaro così creato non cresce all'infinito? Perché il denaro creato da una banca al concedere del credito si estingue quando tale credito [il prestito – ndT] viene pagato.
Così funziona il circuito monetario. Il denaro che le banche creano è una promessa di pagamento accettata come moneta per tutti i tipi di transazioni. Ma coloro che ricevono credito sono obbligati a rimborsarlo e quindi devono operare nell'economia non bancaria (nel settore reale) per raccogliere i mezzi di pagamento necessari (in contanti o in titoli bancari accettabili dalla banca che ha emesso il credito). Qual è il ruolo della banca centrale? La priorità della banca centrale è quella di mantenere la liquidità nel sistema bancario e mantenere la stabilità finanziaria. Per questo si adatta alla domanda di riserve che le rivolge il sistema bancario. Così, le variazioni della base monetaria non sono ciò che determina l'offerta di moneta. Al contrario, le variazioni dell’offerta di moneta impongono cambiamenti nella base monetaria. Le banche centrali non controllano l'offerta di moneta. Ciò significa che le variazioni dell'offerta di moneta non sono determinati in maniera esogena dalle operazioni di banca centrale (attraverso le sue operazioni di mercato aperto). Non importa quanto ristrette siano le norme in materia di riserve, le banche private, quando incontrano un progetto redditizio e con garanzie adeguate, concederanno sempre tutti i prestiti che l’economia richiede. Poi chiederanno le riserve alle banche centrali e questo organismo non potrà negargliele. Da questa analisi, le cui origini si trovano nel lavoro di Keynes e molti altri economisti, si traggono gravi implicazioni politiche.

A CURA DEL SERVIZIO TRADUZIONI PRIMIT.IT (ogni copia è permessa con un link all’originale: http://goo.gl/05vaDa&#41;
[^]


semplice capirlo ? • Pietro Puricelli •24/12/2013 - 13:28
Basta prendere sul serio le stupidaggini paleomarxiste di Nadal
http://ciptagarelli.jimdo.com/2012/02/2 ... di-classe/


Non aveva appena detto che • luciano pontiroli (già luponti) •24/12/2013 - 19:14
la moneta bancaria non ha potere liberatorio e non è legale? e adesso ci dice che " Il denaro che le banche creano è una promessa di pagamento accettata come moneta per tutti i tipi di transazioni": non le sembra di contraddirsi?


no, nessuna contraddizione • sandropascucci •24/12/2013 - 19:52
la moneta bancaria viene accettata come moneta, ovvero come FOSSE moneta (legale). si tratta di SURROGATO. si tratta di INGANNO. era facile capire, no?
x • Pietro Puricelli •24/12/2013 - 13:28
Le si indica la Luna e Lei guarda al dito (se destro o sinistro)?? dai..
tecnicamente ha qualcosa da dire (spero)?

Sandropascucci, • luciano pontiroli (già luponti) •26/12/2013 - 10:01
quando parla di "moneta legale" sa cosa significhi - tecnicamente e giuridicamente - il sintagma da lei impiegato?

certo.. • sandropascucci •27/12/2013 - 19:43
..ma io mi preoccupo più della caduta del sinallagma e relativa manleva che di costituenti sintattici.. sempre per due come fosse antani, chiaramente!
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Re: 01. "..E-ABBIAMO-DIMOSTRATO-CHE..®"

Messaggioda sandropascucci » 28 dic 2013, 9:25

da: http://www.fermareildeclino.it/articolo ... ment-67157

>
>
Dopo aver per decenni - Inviato da sandro.pascucci il Dom, 22/12/2013 - 09:14
Dopo aver per decenni ignorato ogni allerta sul problema monetario, sulla creazione, cioè, DAL NULLA della moneta in uso ieri (la lira) e oggi (l'euro).. ora Vi ritrovate a dover, in maniera piuttosto imbarazzante mi par di capire, SMINUIRE (ancora!) il problema REALE: il signoraggio. Leggo decine di articoli che mi fanno davvero sorridere, da una parte, e pena, dall'altra. Ancora oggi si cerca di SVIARE IL COLPO, dirigere l'attenzione del Lettore verso lidi ALTRI, che non siano il SIGNORAGGIO. Ma, ormai, l'Onda è arrivata. Saprete nuotare, spero (ma anche no).


Io sul "signoraggio" vedo un - Inviato da rosario nicoletti il Dom, 22/12/2013 - 10:17
Io sul "signoraggio" vedo un problema, che non è quello indicato da Pascucci: la sciagurata rivalutazione delle quote azionarie di Bankitalia, porterà a conferire alle banche azioniste i proventi del signoraggio. Oggi si tratta di una cifra irrilevante, dato lo scarso valore delle quote; dopo la rivalutazione i coferimenti saranno consistenti e diventeranno un aiuto di Stato alle banche, proibito dalle regole comunitarie. Come pasticcio, niente male.


per forze che non vedi - Inviato da sandro.pascucci il Dom, 22/12/2013 - 10:36
per forze che non vedi il problema.. non hai capito il signoraggio! quando qualcuno parla di reddito di signoraggio GIA' è andato oltre, o meglio: è andato via per una strada SBAGLIATA. «Per essere più ricco di te non occorre che io abbia 1.000 e tu 50, basta che io abbia 0 (zero) e tu -20 (menoventi). Questo fa di me il tuo Signore. Il signoraggio è l'agio del «signore» e non il sacchettino di monete d'oro sotto al mantello del Re.» [sandro pascucci, 2006]


"Auto-citarsi mi pare un - Inviato da alberto.chiesa il Ven, 27/12/2013 - 14:42
"Auto-citarsi mi pare un metodo patetico per rafforzare le proprie tesi." [Alberto Chiesa, 2013] Per favore, si faccia curare.


Lei sì che è auto-ironico e/o - Inviato da sandro.pascucci il Sab, 28/12/2013 - 09:14
Lei sì che è auto-ironico e/o possiede uno spirito goliardico. Sì Sì! Rimanga così com'è! Non cambi mai! (porèt!) ps: se ha qualcosa da dire sul signoraggio.. non si auto-limiti, eh! «studia il signoraggio, ignora il pascucci» [sandropascucci, 2005]


notate come i NOMI (quando sono nomi e non fake, facilmenti duplicabili) si ritrovino in quei luoghi preposti alla DIFESA di IGBWorld? in questo caso tal "rosario nicoletti" è lo stesso di noisefromamerika trattata in precedenza..

ps: e infatti, CVD, sono gli stessi (già il "look" era indicativo..)
noise02.JPG
noise03.JPG
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Re: 01. "..E-ABBIAMO-DIMOSTRATO-CHE..®"

Messaggioda sandropascucci » 29 dic 2013, 11:03

da: http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/12 ... 1180053099

Sei in: Il Fatto Quotidiano > Blog di Noisefromamerika > Crisi: su signo...
Crisi: su signoraggio, svalutazioni e sovranità monetaria
di Noisefromamerika | 28 dicembre 2013Commenti (272)
Più informazioni su: Bankitalia, Euro, Moneta, Moneta Unica, Signoraggio, Svalutazione.

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La situazione economica italiana sta portando molti a individuare nell‘euro la causa degli attuali problemi. Si afferma che rinunciando alla lira abbiamo perso (I) il “signoraggio”, (II) la possibilità di monetizzare il debito pubblico e (III) la capacità di svalutare. Il mio modesto obiettivo è chiarire concetti spesso travisati, la cui definizione, natura e grandezza è spesso nebulosa.

Il signoraggio

Il signoraggio è il reddito derivante dall’attività di stampare moneta. La definizione più comune di signoraggio considera che la moneta stampata dallo Stato viene immessa nel sistema comprando debito pubblico (quindi, ritirandolo) sul quale si paga un interesse che indichiamo con R. Sostituendo il debito con la moneta lo Stato risparmia sugli interessi quindi, se M indica le passività a vista della banca centrale in un dato momento, cioè la moneta in circolazione (trascuro la riserva obbligatoria per semplicità), il valore reale del signoraggio è

s = (MR)/P

(dove P è il livello dei prezzi). Si potrebbe sospettare che partecipando all’euro l’Italia abbia perso il proprio signoraggio in quanto non si stampano più lire. Possiamo rassicurare che non è cosi. Oltre il 90% del signoraggio prodotto dalla Bce nell’area dell’euro viene redistribuito alle banche centrali partecipanti in misura proporzionale alle loro “capital keys” (le quote azionarie che ciascun paese detiene nella Bce, proporzionali a popolazione e Pil). La Banca d’Italia, fatti gli accantonamenti a riserva, trasferisce quindi il signoraggio ricevuto al Tesoro (e non, come sostengono


non riporto altro perché è l'articolo già visto nei siti in analisi in questi giorni.

Bellissimi i commenti:
FQ_lippi01.JPG


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Super Sloth • 2 ore fa −
Finalmente qualcuno che spiega in parole povere il signoraggio, alla faccia dei complottisti vari che non hanno neppure le capacità di capire un'equazione (un po' come i creduloni delle scie comiche che non hanno un minimo di conoscenze di fisica e meteorologia).
Detto questo penso che l'uscita dall'euro non sia necessaria se si riuscisse a far valere in sede BCE le nostre ragioni. Ci vorrebbero acquisti più consistenti di debito sovrano da parte di Francoforte in modo da abbassare gli interessi sui titoli di stato e permettere così un aumento della spesa pubblica e un'inflazione meno anemica, in modo da raggiungere un equilibrio sostenibile. Il problema è che la Germania non accetterà mai una cosa del genere...


Fabio Scacciavillani Super Sloth • un'ora fa
La Bce ha già acquistato titoli italiani direttamente nel 2011 e poi attraverso le banche. Inoltre l'impegno di Draghi a fare qualsiasi cosa per tenere in piedi l'euro solo per il 2013 ha fatto risparmiare 5 miliardi di euro sul servizio del debito.

Purtroppo il governo Barzel-Letta li ha usati per foraggiare le clientele, non per investimenti in infrastrutture.


Super Sloth Fabio Scacciavillani • 16 minuti fa
Sono d'accordo con te su questo governo, e il mio giudizio su Draghi è positivo, nonostante temo abbia le mani legate. La BCE però dovrebbe proseguire con gli acquisti e non in maniera straordinaria, in modo da migliorare il rating del debito sovrano dei PIIGS e ridurre gli interessi, portando poi a una riduzione dello stesso. La FED in questo senso ha sicuramente svolto un lavoro migliore, con politiche anticicliche che stanno riuscendo a tirare fuori gli USA dalla crisi.


Sandro Pascucci Fabio Scacciavillani • un'ora fa
certo.. uno stampa DAL NULLA 1.000 miliardi di euro (LTRO&comp.) e la colpa è di letta.. come dire: "'sto piatto fa schifo!" e picchiare il cameriere.

ma io boh!!?


amadiro Super Sloth • un'ora fa
Capisco che la logica non è il forte dei griIIini, ma perfino voi dovreste capire che difficilmente si prestano soldi ad uno che è già pieno di debiti a cui non riesce più a far fronte.
Dal momento che lo stato non riesce più a vendere le sue cambiali agli investitori (che non si fidano), dovremmo farle comprare ai contribuenti tedeschi. Mi spieghi perché dovrebbero essere così st up idi da comprarle.

(ma guarda tu se mi tocca essere d'accordo con Pascucci)


Sandro Pascucci amadiro • 14 minuti fa
ma pascucci è di bocca buona.. elargisce "accordi" un po' a tutti..


amadiro Sandro Pascucci • 3 minuti fa
diciamo che anche un'orologio rotto segna l'ora giusta due volte al giorno


Sandro Pascucci amadiro • secondi fa
diresti mai UNO OROLOGIO? no, quindi perché dire quella roba lì?!?

volete fare I FIKI e poi cadete come PERE.. ma io boh!?


amadiro Sandro Pascucci • 3 minuti fa
ha ragione, deve essere un complotto del Il Grasso Banchiere che mi ha sabotato la tastiera


Sandro Pascucci amadiro • secondi fa −
«non scomodare mai il sovrannaturale per un atto dovuto a semplice stupidità o l'ignoranza umana» [sandropascucci, 2013]


apl Super Sloth • un'ora fa
Scusi, ma l'autore ha solo spiegato il signoraggio così come è oggi (che di fatto non è nemmeno signoraggio), non come potrebbe e dovrebbe essere. Se si vuole prendere la briga, legga un mio commento in due parti più sotto (se non scompare come tutte le altre volte).


Super Sloth apl • un'ora fa
Non l'ho trovato, me lo incolleresti qui sotto?


apl Super Sloth • un'ora fa
Niente, continuo a ripostarlo, e continua a scomparire. Quindi non so come incollartelo. E' la prima volta che mi succede una cosa così sgradevole.


apl Super Sloth • un'ora fa
Vuoi dire che è scomparso ancora? Ora te lo posto.


apl apl • un'ora fa
Adesso, veramente, mi sto arrabbiando. L'avrò postato 5-6 volte, e ogni volta è scomparso. Ho chiesto all'autore di rispondermi, e non mi ha risposto. Che cavolo si fanno a fare, allora, i siti per commentare?


Super Sloth apl • 42 minuti fa
Ho letto, devo cimentarmi a comprenderne il significato ora :)


apl Super Sloth • 40 minuti fa
e dove l'ha letto, che non c'è più? Per quanto riguarda il significato sono a sua completa disposizione.


Super Sloth apl • 39 minuti fa
Qui sopra, io lo vedo il commento (ma solo quello con scritto PUNTO UNO all'inizio), il secondo per ora non lo vedo.


apl Super Sloth • 36 minuti fa
Io non lo vedo, comunque provo a ripostare il punto 2
PUNTO DUE, sull'euro. Lei e molti come lei ci mostrano
le ragioni per le quali sarebbe errato uscire dall'euro; tuttavia, mai nessuno
ci spiega i benefici - tolta la maggiore facilità di continuare a indebitarsi
ulteriormente - che un paese come il nostro ha nel rimanere nell'euro. Perché
non iniziamo a fare l'operazione inversa? Ci spieghi quali sono questi enormi
benefici, che a buona parte di noi, ignorantoni, sfuggono. Perché rimanere
nell'euro non significa solo avere una moneta forte; significa pure, ad
esempio, accettare che la Germania possa di fatto controllare ugualmente il
tasso d'interesse del proprio debito pubblico, e l'Italia no. Significa aderire
al MES, dove - oltre alla preoccupante perdita di sovranità - abbiamo uno stato
come l'Italia che s'indebita (e paga un interesse) per fornire i fondi al MES,
e che se poi ha bisogno di questi fondi LI DEVE PRENDERE A PRESTITO (pagandovi
un altro interesse!!!), e in più si trova legato mani e piedi alle politiche
imposte dal comitato del MES (tra l'altro, reso per statuto al di sopra di ogni
legge!!). Significa che - quando si fanno gli stress-test per le banche - essi
valgano solo per le banche con capitalizzazione superiore ai 30 miliardi di
euro: quando, guardacaso, più della metà delle banche tedesche è sotto tale
capitalizzazione, e circa 400 di esse sono banche-zombie, tenute in piedi solo
grazie a debito pubblico tedesco IL QUALE PERO' NON COMPARE COME TALE (in
quanto erogato dalla loro Cassa Depositi e Prestiti), e quindi nemmeno va a
incrementare il loro rapporto debito-PIL (che bravi, però, che sono i
tedeschi!!).

Per quanto riguarda, poi, le politiche fiscali in sostituzione della
svalutazione monetaria, anche in questo caso non è necessario scomodare i
sapientoni di Harvard, basta vedere cosa fa da anni la stessa Germania: salari
minimi da fame, compensati poi da sussidi a pioggia per far campare ugualmente
la gente - finanziati tramite debito pubblico (in parte, anche in questo caso,
"invisibile" nel computo debito-PIL) - per abbassare il costo del
lavoro. Una pratica tanto sporca che da più parti si è proposto di aprire una
procedura d'infrazione contro la Germania per concorrenza sleale, ma che
nessuno - chissà come mai - ha alla fine mai posto in essere.

Di conseguenza, le ripeto, mi può mostrare un rapporto credibile fra i benefici
e le criticità a rimanere nell'euro, e soprattutto dimostrarmi che i primi sono
superiori alle seconde? Altrimenti, di cosa andiamo parlando? Grazie.



Super Sloth apl • 6 minuti fa
Io ho detto che per migliorare le cose (peggio di così cosa potrebbe andare?) non sia necessario uscire dall'euro, ma non ho detto in nessuna maniera che dobbiamo restarci.
Molto probabilmente nell'euro non ci saremmo mai dovuti entrare, in quanto esso funziona per noi un po' come una sorta di gold standard, con tutte le conseguenze in termini di instabilità che ne derivano.
Tuttavia ormai ci siamo dentro l'euro, e uscirne sarebbe sicuramente dolorosissimo. innanzitutto si verrebbe a creare una fuga di capitali di proporzioni bibliche, dovuta proprio alla paura di una svalutazione improvvisa, e poi si raggiungerebbero a mio parere tassi di inflazione eccessivi, che sicuramente abbatterebbero il rapporto debito/pil, ma renderebbero la vita assai difficile per qualche anno.
Una soluzione percorribile sarebbe probabilmente l'introduzione di una moneta parallela di cui abbiamo il controllo, che inizialmente potrebbe essere utilizzata per il pagamento di imposte, bollette, ecc. e poi trovare anche altri utilizzi, così da ridurre l'impatto della politica monetaria di Francoforte sulla nostra economia.


Sandro Pascucci apl • un'ora fa
boh.. forse per gli ads di google..


Sandro Pascucci Super Sloth • 2 ore fa
>> Ci vorrebbero acquisti più consistenti di debito sovrano da parte di Francoforte in modo da abbassare gli interessi sui titoli di stato e permettere così un aumento della spesa pubblica e un'inflazione meno anemica, in modo da raggiungere un equilibrio sostenibile

• donne! è arrivato l'ARROTINO! se la tua cucina a gasse fa fumo noi te la ripariamo! se il tuo Paese è indebitato a morte COMPRA PIU' DEBITO!


>
>
Sandro Pascucci • un'ora fa
>> Va infine ricordato che circa il 70% dei titoli del debito pubblico italiano è detenuto da residenti italiani: famiglie (circa il 13% direttamente), banche e altri intermediari. Il debito è quindi indirettamente detenuto dalle famiglie che nelle banche depositano i propri risparmi: se la banca investe i depositi delle famiglie in titoli che fanno default, i depositi delle famiglie scompaiono.

• FALSO. e PAZZESCO. (1) chi investe in Titoli di Stato è, appunto, un INVESTITORE e NON un risparmiatore. (2) mischiare oppss.. MANIPOLARE i dati, pure in grassetto - momamma!! - è una cosa VERGOGNOSA. Il popolo italiano è TUTTO indebitato. TUTTO mi pare un termine chiaro, no?! Solo il 13% sono l'ELITE che gode del credito relativo di quel DEBITO (PUBBLICO, appunto). TUTTI gli altri creditori sono BANCHE BANCHE E SOLO BANCHE. italiana o straniere poco (ci) importa. tanto più che, ad esempio, la BNL è FRANCESE al 100%.

vergognati lippi!!


Fabio Scacciavillani Sandro Pascucci • 31 minuti fa
Qual e' la differenza tra risparmiatore ed investitore?

Tra l'altro le banche non vengono da Marte e i banchieri di loro ci mettono pochissimi soldi. Le banche gestiscono i soldi dei risparmiatori. Se falliscono pagano quelli come te che hanno un conto in banca, e che hanno investito in titoli del debito pubblico italiano senza nemmeno essersene resi conto.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/06 ... es/627339/


Sandro Pascucci Fabio Scacciavillani • 29 minuti fa
MIODDIO! a scaccia!! ma tu dove hai studiato? dal mago otelma?

cos'è che fanno le banche?


Francesco Lippi Sandro Pascucci • 38 minuti fa
Non e' ne falso ne pazzesco. Tuttavia non mi piace il tono irruento e offensivo del suo commento. Non amo le risse becere, tantomento su internet. Quindi secondo lei se ci fosse un deflault sul debito e le banche (investitrici) fallissero i cittadini (onesti depositanti) non correrrebbero nessun rischio? Buona fortuna. Scelga bene la sua banca.

Ah vero, BNL e' francese (la sua conoscenza e' davvero strabiliante) e investe depositi francesi vero?


Sandro Pascucci Francesco Lippi • 30 minuti fa
1. si scrive né e non ne
2. se ci fosse default (si scrive così) chi ha INVESTITO perderebbe ciò che ha investito: AMEN! E' la regola di GIOCARE con gli investimenti. Forse quello che Lei vuole nascondere è il fatto che TUTTO il mondo bancario CROLLEREBBE in seguito a un inghippo del genere (e non solo i possessori di Titoli MA TUTTI i 7 miliardi che siamo al mondo). Ed è QUESTO che VOLETE VOANDRI pro-IGB NASCONDERE. Altro che "analisi di mercato" o "tutela del risparmiatore". VERGOGNA lippi!!
3. BNL è del gruppo BNP PARIBAS: che problema ha? Non sa leggere?
4. cosa investa BNL/BNP non è affar mio, per me è una banca e quindi un PERICOLO da eliminare, come tutte le altre. O voleva dire ALTRO (perché mica s'è capito, a parte la piccata fanciullesca)


Francesco Lippi Sandro Pascucci • 11 minuti fa
scusi, ho solo tastiera ameriKana! mi sto comunque vergognando moltissimo di questa discussione, le assicuro. E inoltre continuo a non capire, abbia la pazienza di spiegarmi: facciamo fallire quei cattivoni delle banche come BNL paribas. Cosa succede ai depositanti italiani presso BNL? e' giusto (secondo lei) che costoro perdano i propri risparmi?


Sandro Pascucci Francesco Lippi • 8 minuti fa −
era uno scherzo quello della "matitina rossa", non deve preoccuparsi. Lei parla di persone che hanno depositato in banca, in un c/c, e che domani non possono riprendersi i soldi perché la BNL (glie)li ha investiti (di nascosto) in Titoli di Stato di un Paese che ha fatto default?


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ewriter • 14 ore fa
Io so solo una cosa:se uno stato e' padrone della moneta, esso la stampa secondo le sue necessita' e con essa paga tutti i beni e servizi di cui ha bisogno.Se invece di fare questo, lo stato preferisce indebitarsi prendendo in prestito il denaro che potrebbe invece stampare, va contro l'interesse dei suoi cittadini perche' quel debito ricade sui cittadini stessi.Per me il problema e' tutto qui'.

Ovviamete, il mondo e' invaso e pervaso da una quantita' colossale di debito pubblico dei vari stati, intorno a cui si e' consolidata la potentissima lobby mondiale delle varie compagnie finanziarie che lucrano enomemente sui costi di intermediazione, come pure dagli interessi su di esso.


amadiro ewriter • 14 ore fa
se basta stampare denaro per uscire dalla povertà, come mai gli stati Africani (che hanno la sovranità monetaria) crepano di fame?


18Marcello amadiro • 11 ore fa
Forse perché non sono liberi di farlo? Non mi sembra che nella maggior parte dei paesi africani i loro governanti si preoccupino del benessere dei loro cittadini, ma piuttosto di riempirsi le loro tasche.


amadiro 18Marcello • 11 ore fa
no, guardi, gli africani hanno la tasche piene della loro carta straccia, solo che (stranamente) non riescono a comprarci nulla.
Lei se avesse un negozio, accetterebbe in pagamento banconote dello Zimbabwe?


Sandro Pascucci amadiro • un'ora fa
e Weimar non me lo scarta? è nello scatolone giù in fondo, quello con l'etichetta che dice "UN ALTRO MONDO 1000 ANNI FA"


amadiro Sandro Pascucci • 2 minuti fa
non so. lo spieghi lei, che voci corrono su Weimar nella bocciofila di Camerata Picena?


Sandro Pascucci amadiro • secondi fa
non si lasci andare a TRANSFERT e non INTROIETTI. cosa vuole sapere, esattamente, ma ancor più: cosa vuole dire?


amadiro Sandro Pascucci • 15 minuti fa
Proprio niente. E' lei che si è intromesso citando Weimer, presumo che l'argomento le stia a cuore; vedo nel suo avatar il logo della bocciofila di Camerata Picena, famosa in rete per le sue eccentriche esternazioni sul signoraggio bancario, presumevo che volesse farcene parte.


Sandro Pascucci amadiro • un minuto fa
Lei vede cose strane.. non mi stupisce che capisca cose ancor più strane.. cos'è che vede nel mio avatar?! :D :D :D

(momamma!!)
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Re: 01. "..E-ABBIAMO-DIMOSTRATO-CHE..®"

Messaggioda sandropascucci » 29 dic 2013, 12:04

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Sandro Pascucci • 44 minuti fa
grazie APL ma attenzione! dici: "(spende 10 in interesse e gliene tornano 8... sa che vantaggio)." in realtà ciò che torna allo stato è un signoraggio IPERSPOLPATO da IGB. infatti, a parte la truffa di falso in bilancio di bankitalia spa che mette al passivo il nominale delle banconote e considernazo quante poche siano oggi le banconote (il signoraggio è un discorso molto più ampio che verte sulla MONETA tutta, non solo la cartacea ma anche sul POTERE ESCLUSIVO, monopolio, di IGB exx..).. dicevo, a parte tutte le truffe di base dei banchieri c'è da fare i conti della serva (con rispetto parlando - che siamo tutti servi) per quel che riguarda LO SPOLPAMENTO.

dall'UTILE, infatti, viene TOLTO moltissimo! le riserve, le riserve speciali, GLI STIPENDI dei banchieri centrali, tutte le spese FARAONICHE di funzionamento ecc.. SOLO ALLORA i 4 spicci vengono restituiti allo Stato.

I conti son presto fatti. per 1.000 che lo Stato perde (stando ai numeri FALSI di IGB, non scordiamolo) gli torna 8 forse 10. ma i veri conti son ancora più semplici:

TUTTA LA MONETA IN CIRCOLAZIONE (M0, M1, M2, M3) è DEBITO. amen.


Fabio Scacciavillani Sandro Pascucci • un minuto fa
Scusi ma dove dovrebbe inserire Bancaitalia (o qualsiasi banca centrale) il contante in circolazione? Tra le attivita'?

Chi le ha insegnato contabilita'? Ligresti o Tanzi?


Sandro Pascucci Fabio Scacciavillani • secondi fa
Nessun problema a inserire le banconote al passivo. Ho uno zio che gestisce un cinema e i biglietti li mette al passivo. I COSTI TIPOGRAFICI DEI BIGLIETTI, NON IL PREZZO DEL BIGLIETTO. scaccia'.. ma quando ne dici una giusta?! mai?


apl Sandro Pascucci • 35 minuti fa −
Sì, avevo intenzione anch'io di citare la questione delle riserve e riserve speciali, così come ne avevo ancora tante da dire sull'euro, ma mi sembrava già così troppo lungo il post.


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promo2000 • 9 minuti fa
il grillogesù, faceva la battaglia su signoraggio, e guarda un po', è sparito.


Sandro Pascucci promo2000 • secondi fa
«Parlare di signoraggio ha un prezzo. NON parlare di signoraggio spesso ha un prezzo maggiore. spesso in cash» [sandropascucci, 2013/2014]
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Re: 01. "..E-ABBIAMO-DIMOSTRATO-CHE..®"

Messaggioda sandropascucci » 29 dic 2013, 12:24

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Sandro Pascucci • 13 ore fa
Dopo aver per decenni ignorato ogni allerta sul problema monetario, sulla creazione, cioè, DAL NULLA della moneta in uso ieri (la lira) e oggi (l'euro).. ora Vi ritrovate a dover, in maniera piuttosto imbarazzante mi par di capire, SMINUIRE (ancora!) il problema REALE: il signoraggio. Leggo decine di articoli che mi fanno davvero sorridere, da una parte, e pena, dall'altra. Ancora oggi si cerca di SVIARE IL COLPO, dirigere l'attenzione del Lettore verso lidi ALTRI, che non siano il SIGNORAGGIO. Ma, ormai, l'Onda è arrivata. Saprete nuotare, spero (ma anche no).


Fabio Scacciavillani Sandro Pascucci • 3 ore fa
Il signoraggio esiste anche quando la moneta si emette in base alle riserve auree.


Sandro Pascucci Fabio Scacciavillani • 2 ore fa
e quindi? mi riporti dove ho parlato di oro, di grazia?


Fabio Scacciavillani Sandro Pascucci • 5 minuti fa
Lei si lagna che la moneta venga creata dal NULLA. Quindi immagino che voglia crearla in base ad un corrispettivo fisico. Nei secoli e' stato l'oro.

Se non le va bene l'oro cosa vorrebbe? Le caldarroste? O le Onde di cui farnetica?


Sandro Pascucci Fabio Scacciavillani • un minuto fa −
sforzati scaccia, tra una decina d'anni, se usi google, magari ci arrivi..

ps: ma quanti hai? 12? solo rispostine piccate e puerili sai darmi?


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il calmo • 11 minuti fa
lippi e scacciavillani perchè non rispondete? mi spiegate per quale motivo uno stato non può creare direttamente moneta senza farla creare da una banca privata in cambio di debito?

davvero rispondetemi. mi scuso se prima sono stato un pò violento verbalmente però vorrei una risposta. qual'è la logica dietro a questo indebitamento?


apl il calmo • 6 minuti fa
è quello che vorrei sapere io, oltre al fatto che mi scompare regolarmente il mio commento.


il calmo apl • un minuto fa −
cos' possono dire che non si argomenta.


apl il calmo • secondi fa
beh, non volevo dirlo, MA IL SOSPETTO E' MOOOLTO FORTE.


Sandro Pascucci il calmo • 10 minuti fa
si scrive qual è e non quella roba che hai scritto!! dai.. che poi ti sfottono..


il calmo Sandro Pascucci • 6 minuti fa
questa mi è proprio sfuggita spesso mi capita scrivendo velocemente di fare questi errori (lo ammetto).

comunque il succo non cambia. aspetto una loro risposta


Sandro Pascucci il calmo • un minuto fa
sì, stanno sparendo molti post.. questa è la libertà di internet! (per altro pompata mediaticamente da grill0)
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Re: 01. "..E-ABBIAMO-DIMOSTRATO-CHE..®"

Messaggioda sandropascucci » 29 dic 2013, 16:56

da: http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/12 ... a/826500/#
(colori miei)

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Diagor74 • 4 ore fa -
La crisi che stiamo vivendo non ha solo cause economiche, ma bensì anche sociali, politiche ed ecologiche, come i politici che hanno governato fino ad ora non saranno in grado di risolvere il probblema (generato anche da loro) allo stesso modo gli economisti (responsabili in larga misura) non riusciranno a trovare una soluzione.
Bisogna cominciare a pensare e progettare un economia diversa da quella che siamo abituati a vedere, un metodo che riporti ecquità e sviluppo, costruito in maniera da poter aiutare la risoluzione anche degli altri settori in crisi, ormai lo sanno anche i sassi la crisi è stata creata a tavolino per espropriare i popoli della loro sovranità, scusate ma qualche d'uno dei sapientoni che postano mi può spiegare perchè non esiste uno stato sul pianeta che non ha debito?Ma se hanno tutti degli enormi debiti chi ha i crediti?Davvero credete che questa balla colossale dei debiti possa reggere per molto.
Il probblema del mondo è sempre lo stesso, qualche d'uno vuole dominare sugli altri, ieri lo faceva con la guerra oggi lo fà con l'economia è solo cambiato il metodo.


aldobaldoidd Diagor74 • 3 ore fa
è il sistema di prestito del denaro che genera debito. Se io presto 100 e voglio indietro 105, ma vengono stampati solo 100, il sistema genera un 5 di debito che sarà sempre fuori da qualche parte; visto che i soldi saranno prestati più volte da 5 diventerà 10 e poi 15 e poi 100... I genialoni non hanno ancora capito che bisogna stampare piano piano anche i 5 (accettando la possibilità di leggera inflazione - tra l'altro è dimostrato che la leggera inflazione è positiva perché spinge a comprare adesso anziché domani quando le cose saranno più care)


koralloxxxx aldobaldoidd • 3 ore fa
guarda che ti devi fare i conti un pochino meglio :)
il debito non viene mai restituito tutto in una botta, e gli interessi son sempre rimessi in circolo.
prova del resto a pensare: con una banconota da 10 euro io pago il mio debito col tabacchino, che paga il suo debito con il giornalaio, che paga il suo debito col fioraio. solo 10 euro, e 30 euro di debito in meno...


aldobaldoidd koralloxxxx • 2 ore fa
purtroppo è un discorso semplice ma chi non vuol capire non lo capisce. I 5 dell'interesse annuale da qualche parte devono venire, per cui ogni prestito di 100 genera da qualche altra parte entro un anno una povertà di 5, se non c'è una stampa di nuovo denaro. Un sistema come il nostro fondato sul prestito, se non compensato, genera povertà.


koralloxxxx aldobaldoidd • 25 minuti fa
ti ripeto, no :D
seguimi: semplifichiamo moltissimo, ma la cosa funziona lo stesso.
io banca centrale stampo 100 e li do allo stato. stato spende i 100, a fine anno li recupera tramite tasse e li restituisce alla banca centrale.
però stato deve ancora 5. banca centrale prende i 100 e li ridà allo stato. lo stato ne da 5 alla banca centrale estinguendo il suo debito, la bc RESTITUISCE IL SUO GUADAGNO ALLO STATO, e tutto continua.
davvero, non c'è nessuna truffa, nulla di misterioso.


Sandro Pascucci koralloxxxx • 3 minuti fa
> koralloxxxx aldobaldoidd • 22 minuti fa
ti ripeto, no :D seguimi: semplifichiamo moltissimo, ma la cosa funziona lo stesso. io banca centrale stampo 100 e li do allo stato. stato spende i 100, a fine anno li recupera tramite tasse e li restituisce alla banca centrale. però stato deve ancora 5. banca centrale prende i 100 e li ridà allo stato. lo stato ne da 5 alla banca centrale estinguendo il suo debito, la bc RESTITUISCE IL SUO GUADAGNO ALLO STATO, e tutto continua. davvero, non c'è nessuna truffa, nulla di misterioso.


• questa la metto tra le pajacciate dell'anno 2013!!
:D :D :D

quindi rimane il MISTERO MISTERIOSO: perché lo Stato non si stampa 100 DA SOLO??

:D :D :D


aldobaldoidd koralloxxxx • 13 minuti fa
sto parlando di banche private e normali prestiti a privati.
sotto in un altro commento ho fatto un altro esempio.
(e per la cronaca non sono sicuro che tutto il procedimento di cui sopra per le banche centrali sia a costo zero per lo stato e ci sia davvero l'ultimo passaggio in cui la bc restituisce tutto il suo guadagno allo stato; cmq. stavo parlando d'altro!)


ptud02 koralloxxxx • 18 minuti fa
se lo Stato deve prendere in prestito per poi restituire tutto, può benissimo fare a meno di spendere
fa meno fatica


koralloxxxx ptud02 • 3 minuti fa
argh, è un esempietto banalissimo per dimostrare che non c'è nessuna necessità di quei "5 in più".


ConteZero76 ptud02 • 14 minuti fa
Così c'è la stagnazione ed il paese muore.

Invece prestando per poi restituire (restituisce facendosi fare altri prestiti) si continua a mantenere del denaro in circolo e quindi si tiene in attività il paese.
Il problema è che i soldi vanno investiti prevalentemente in attività PRODUTTIVE che possono generare reddito.

G.D.E.


ptud02 ConteZero76 • 7 minuti fa
restituirne una parte minima consente di mantenere in circolo il denaro, restituirlo tutto, invece, rende il prestito inutile


ConteZero76 ptud02 • 4 minuti fa
Ripagare il debito alla scadenza mantiene lo stato SOLVENTE, cosa che gli permette di emettere altro debito per finanziarsi.

G.D.E.


ptud02 ConteZero76 • 3 minuti fa −
mi scuso, avevo letto troppo in fretta il tuo post


ConteZero76 aldobaldoidd • 2 ore fa
A dire il vero la compensazione c'è, è dovuta alla svalutazione.
I 100 che mi presti ora varranno, come potere d'acquisto, sostanzialmente quanto i 105 di quando te li ridarò.

G.D.E.


Sandro Pascucci ConteZero76 • 2 ore fa
bella manipolazione. ma parliamo di nominale (o meglio ne parlano gli stati patrimoniali)


ConteZero76 Sandro Pascucci • 2 ore fa
No, parliamo di quello che stava dicendo il tipo senza cercare di annacquare tutto.

Ovviamente da qualche parte quel 5% qualcuno dovrà pagarlo, ma normalmente quel 5% "gira" fra continui reinvestimenti, valore creato sul mercato e svalutazione.

Ovviamente se si eccede nell'uso di questo o quello strumento si finisce in situazioni insostenibili, ma è esattamente per quello che economisti e stati fanno molta attenzione alle loro politiche economiche e monetarie anziché lanciarsi, come dilettanti allo sbaraglio, in fantasiosi piani derivati da ragionamenti stralunati.

G.D.E.


Sandro Pascucci ConteZero76 • un'ora fa
quando crei un debito è MATEMATICO che presto o tardi ti ritornerà (da saldare). quello che oggi fanno (politici e banchieri) è far girare questo cerino (che tra l'altro arde sempre più, poiché qualsiasi debito, come la moneta-debito, si autoincrementa per via degli INTERESSI). alla fine qualcuno si brucerà. forse l'intera foresta. lo so bene che voi ORTODOSSI non vedete e non capite il pericolo poiché vi rifugiate in due chimere:
1. il debito si può rinnovare;
2. lo Stato non può fallire


ConteZero76 Sandro Pascucci • un'ora fa
Tutti gli stati del mondo hanno un debito pubblico, e la ragione non è quella che pensi tu... il fatto è che spendere 100 per fare una strada che nel medio termine farà guadagnare 1000 ai tuoi cittadini e ti frutterà 100 di tasse è più vantaggioso che non fare un debito di 100.

G.D.E.


Sandro Pascucci ConteZero76 • un'ora fa
se così fosse il debito pubblico si andrebbe, dopo un certo tempo, a spegnere.. ma così non è.
una strada che costa 100 e io-Stato pago 100+10 poi non è detto che mi renda 110, anzi. magari solo i 100 che avrei dovuto, ad esempio, stampare (io-Stato) e poi distruggere (o NON chiedere in tasse).

se ho tre pere e il mercato dispone di tre lire allora una pera potrà essere venduta a lire una. ma se porto 6 pere..

Auriti docet.


ConteZero76 Sandro Pascucci • un'ora fa
Il debio non si spegne perché viene continuamente reinvestito per fare nuove opere e perché avere liquidità circolante ed investimenti nelle attività produttive stimola l'economia.

Per spiegarla a te : quando rientro del costo del ponte i soldi anziché ripagargli il debito li uso per fare una scuola.

G.D.E.


Sandro Pascucci ConteZero76 • un'ora fa
a me pare che non sei riuscito a fare né ponte né scuola ma vedo che IGB gira in mercedes e barca a vela, mentre io vado a piedi. se questo è il tuo algoritmo:

"mi indebito oggi così mi ripago con le tasse domani e re-investo quanto mi entra in tasse"

ti dico una cosa: MA ANCHE FERMATI! ci stai uccidendo.


ConteZero76 Sandro Pascucci • un'ora fa
Non ho detto che uno non possa sbagliare e finire per indebitarsi troppo, ho detto che quello è il meccanismo, ed è SACROSANTO.
Il punto è nell'equilibrio.

G.D.E.


Sandro Pascucci ConteZero76 • un'ora fa
il meccanismo E' il male. sveglia.


ConteZero76 Sandro Pascucci • 38 minuti fa
Il meccanismo è come il ciclo di Krebs, è così perché è così.
Non è una questione di sceglierselo o meno, è quello perché è quello e ti tocca fartelo piacere.
Se non ti va puoi andare in uno dei posti in cui non si applica, tipo la Corea del nord... occhio però che da quelle parti ogni tanto ci sono casi di cannibalismo.

G.D.E.


Sandro Pascucci ConteZero76 • 13 minuti fa
cacchio, contezero76!! potevi scriverlo per primo 'sto post!!

>> è così perché è così.Non è una questione di sceglierselo o meno, è quello perché è quello e ti tocca fartelo piacere.

mai uno schiavo è stato più chiaro!

grazie di cuore.


ConteZero76 Sandro Pascucci • 3 minuti fa
Vedi qual'è il tuo problema ? Tu parti dal principio che "tutto è possibile".
Non è così, ci sono cose che in fisica come in chimica e nelle scienze umane, sono in un certo modo e non si possono cambiare (ho citato apposta il ciclo di Krebs).

Hai i soldi ? Arriverai a questo "sistema".

Non c'è nessuna alternativa, e non perché non la vogliamo o perché siamo schiavi, ma perché l'attuale sistema è conseguenza di qualsiasi economia in cui esiste il diritto alla proprietà privata.

G.D.E.


Sandro Pascucci ConteZero76 • secondi fa
basta te preeeeego! basta!!
me stanno a tornà sù le lenticchie, ma quelle del 2012!!

ps:
"qual è" però CERCHIAMO DI CAMBIARLO, dai..
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Re: 01. "..E-ABBIAMO-DIMOSTRATO-CHE..®"

Messaggioda sandropascucci » 29 dic 2013, 17:55

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Sandro Pascucci • un'ora fa
Riassumiamo: se 100 lo stampa lo Stato è WEIMAR a gogò!!
Ma se lo stesso 100 lo stampa un banchiere privato (notoriamente filantropo, no?) che indebita di 105 lo Stato allora è PARADISE!!

:D :D :D

chi difende l'attuale Sistema-IGB o è scemo o è bankiere!!
w Rothschild!!


signor wolf Sandro Pascucci • 41 minuti fa
Lo statuto della Banca d'Italia, una volta pagate le imposte, concede di distribuire ai partecipanti solo una minima parte degli utili netti annuali, da spartirsi tra tutti in base alle quote possedute. Dal 20 al 40% degli utili netti viene aggiunto alle riserve valutarie ordinarie e/o straordinarie dell'istituto e la parte restante (dal 60% all'80%) viene trasferita al pubblico erario[18].


Sandro Pascucci signor wolf • 40 minuti fa
non sai manco leggere. per chiamarli UTILI vuol dire che PRIMA erano LORDI. e tra il LORDO ci sono voci interessanti (x buona pace dei zero76 che vogliono i banchieri filantropi internazionali)..


signor wolf Sandro Pascucci • 38 minuti fa
quali sarebbero queste voci interessanti? mai sentito definire ''interessanti'' i costi di gestione


Sandro Pascucci signor wolf • 37 minuti fa
perché vedi l'albero ma non la foresta..


signor wolf Sandro Pascucci • 33 minuti fa
Ad esempio, come si evince[19] dal Bilancio della Banca d'Italia per il 2009, a pagina 345 della Relazione Annuale, in quell'anno l'utile netto è stato di euro 1 668 576 514, ripartiti come segue:
allo Stato sono stati versati euro 1 001 130 308, corrispondenti al 60,00% dell'utile netto;alle riserve ordinaria e straordinaria sono stati destinati euro 608 015 606 (calcolati come 333 715 303 + 333 715 303 - 59 415 000), corrispondenti al 36,44% dell'utile netto;


Sandro Pascucci signor wolf • 32 minuti fa
e questo è l'albero.. ma prima.. nel LORDO.. cosa leggi?


signor wolf Sandro Pascucci • 29 minuti fa
tu cosa ''riesci'' a leggere?


Sandro Pascucci signor wolf • 21 minuti fa
quello che leggi anche tu e che contezero76 non vuole capire, ossia:

la BC CAMPA con l'attività bancaria nota come signoraggio. questo genera un LORDO di attività (7 miliardi). tolte le spese TRA CUI GLI STIPENDI dei piccoli IGB, resta l'UTILE e blablabla.. (tutto già trattato, mi pare).


ConteZero76 Sandro Pascucci • 15 minuti fa
Mi pare normale che chi lavora venga pagato, per il resto la BCE come tutte le banche ha i suoi capitali, non ha bisogno di attingere al signoraggio per pagare gli stipendi (e non mi pare che Draghi abbia una collezione di Ferrari ed una flottiglia di Yacht).

G.D.E.


Sandro Pascucci ConteZero76 • 12 minuti fa
CVD!
questo non ha proprio il CORAGGIO di guardare in faccia la REALTA'! si arrampica sugli specchi pur di SVIARE (se stesso in primis).

a' Conte!! DRAGHI SI PAGA LO STIPENDIO STAMPANDO MONETA CHE ANDRA' AD ADDEBITARE IL TUO STATO!!

sveglia!!11!!

ps: se abbia o no lo yacht è una tua puerile linea difensiva. se uno ruba poco è poco ladro? dai.. EVOLVITI!!


ConteZero76 Sandro Pascucci • 9 minuti fa
1. il Caps lock non ti da ragione.
2. la BCE ha fondi suoi perché ovviamente come ogni banca fra depositi overnight, titoli in deposito e via dicendo accumula.
3. se la BCE "signoraggiasse" tenendosi i soldi dell'UE a quest'ora il presidente della BCE assumerebbe Bill Gates come cameriere.

Semplicemente non avendo trovato di meglio per alimentare le tue folli idee sul signoraggio te ne sei uscito con la storia di "signoraggia per pagarsi lo stipendio".

Ora però la paghi, fammi un conto di quanto si prendono di stipendio, ridiamo.

G.D.E.


Sandro Pascucci ConteZero76 • 6 minuti fa
1. semmai dà e non da
2. vuoi dire che NEGHI il fatto che lo stipendio di Draghi venga dal LORDO della BC ma proviene da "depositi overnight" e/o va a fare spesa con "titoli in deposito"?? se sostieni questo allora è meglio parlare con b€pp€ grill0 di onestà.


ConteZero76 Sandro Pascucci • 5 minuti fa
Voglio dire che la BCE ha in cassa un enorme quantità di denaro e titoli, tale da produrre liquidità in sé.

G.D.E.


Sandro Pascucci ConteZero76 • 4 minuti fa
come, per secrezione?


ConteZero76 Sandro Pascucci • 3 minuti fa
Anche solo con i dividendi dei titoli che hanno "in pancia".

G.D.E.


Sandro Pascucci ConteZero76 • secondi fa
hai grossi problemi.. eppure i bilanci sono PUBBLICI.. c'è scritto: DALLA RENDITA DELL'ATTIVITA' BANCARIA VENGONO DEDOTTE LE SPESE.

tradotto: dal signoraggio viene lo stipendio di Draghi. stacce. vai OLTRE!!


ConteZero76 Sandro Pascucci • 10 minuti fa −
L'attività bancaria non è solo signoraggio... pensa che le banche commerciali hanno attività bancaria pur non potendo emettere valuta.

SVEGLIAAAAAAAA

G.D.E.


Sandro Pascucci ConteZero76 • secondi fa
1. parlavamo della BC
2. non è solo signoraggio ma STACCE che è PURE signoraggio

VAI OLTRE!!


ConteZero76 Sandro Pascucci • un minuto fa
1. e 2. : l'unico commento che meriti, viste le risposte, è una risata.
Sei un poverino che s'è fatto delle idee impossibili e si trova a difenderle nonostante l'evidenza. Unisciti a quell'altro genio di Straker, avete un futuro fra complottardi e fulminati.

G.D.E.


Sandro Pascucci ConteZero76 • secondi fa
che paura! ho avuto paura di essermi perso un commento intelligente!! fiiuù!


signor wolf Sandro Pascucci • 19 minuti fa
vuoi dire coloro che lavorano all'interno della bc? percepiscono uno stipendio per il lavoro che svolgono


il calmo signor wolf • 15 minuti fa
e impongono agli stati di distruggere lo stato sociale.


signor wolf il calmo • 12 minuti fa
la bc o il reddito che non cresce? negli ultimi 13 anni ,dentro l'euro,lo stato sociale è cresciuto abbondantemente


ConteZero76 il calmo • 15 minuti fa
...e mangiano i bambini.
...e stuprano le donne.

G.D.E.


Sandro Pascucci ConteZero76 • 10 minuti fa
e il banchiere buono porta i doni ai figli dei precari.. e la marmotta incarta la cioccolata..


ConteZero76 Sandro Pascucci • 8 minuti fa
Una banca nazionale non ha banchieri, al massimo bancari.

G.D.E.


Sandro Pascucci ConteZero76 • 6 minuti fa
:D :D :D

va bene. ti lascio stare. non sapevo avessi problemi di tal portata.

SCUSAMI. dillo al tuo tutore legale.


ConteZero76 Sandro Pascucci • 5 minuti fa
Ti consiglio un vocabolario, uno qualsiasi.

G.D.E.


Sandro Pascucci signor wolf • 14 minuti fa
sì (e la cosa eticamente mi fa schifo, un po' come pagare il boia che ti frusterà in piazza, no?). ma ECONOMICAMENTE gente come zero76 non riesce ad accettare che STAMPARE MONETA (e chiedere interessi) sia LUCROSO per chi lo fa.

vien da sé che, se e quando riuscirai a fare il passo eticopsicologico de:

"lo Stato è sovrano e la BC occorre chiuderla"

allora ti renderai conto di quanto sia stato stupido difendere l'attuale Sistema.

oggi TUTTI Quelli Del Settore (QDS) difendono la BC sminuendone le responsabilità e il peso, soprattutto dal punto di vista economico. ma semplicemente a guardare lil Lordo già si vede che MENTONO (o manipolano, che è peggio).


ecomostro Sandro Pascucci • 42 minuti fa
Ma hai letto l'articolo?


Sandro Pascucci ecomostro • 37 minuti fa
no. non leggo mai. scrivo così.. tanto per prepararmi al santo capodanno..


ptud02 Sandro Pascucci • 43 minuti fa
la questione è che, con la scusa del debito e degli interessi, ci sono soggetti che vogliono imporre le loro scelte politiche agli Stati, ovvero le privatizzare i servizi pubblici, tagliare i salari, dare incentivi e sgravi fiscali alle grandi imprese, scavalcando ogni forma di controllo democratico sul potere


Sandro Pascucci ptud02 • 41 minuti fa
ennamo!! tanto ce voleva?! però se pensi questo sei COMPLOTTISTA, capito? se invece pensi che le banche siano opere pie sei ECONOMISTA.


ptud02 Sandro Pascucci • 40 minuti fa
complottista io ?
non ho fatto altro che ripetere quello che c'è scritto sulla letterina della BCE


Sandro Pascucci ptud02 • 40 minuti fa
appunto! :D


signor wolf Sandro Pascucci • un'ora fa
la banca centrale gira gli utili al tesoro, e ha il compito di mantenere sotto controllo l'inflazione. lo stato l'inflazione la farebbe esplodere.
hai vissuto o vivi in argentina? sembri ragionare come maradona


Sandro Pascucci signor wolf • un'ora fa
abbiamo già affrontato la BUFALA DEGLI UTILI GIRATI AL TESORO, wolf..
cerca di stare al passo.. o vuoi riparlare della BUFALA-WEIMAR?

Francesco Nicoli Sandro Pascucci • 30 minuti fa
maddove l'avete smentita? :D è nel bilancio dello stato e negli atti della banca d'italia.


Sandro Pascucci Francesco Nicoli • 26 minuti fa
cosa è dove?

c'è una ATTIVITA' (stampare moneta, tra l'altro) dedicata ad acquisire Titoli di Stato, ergo DEBITO PUBBLICO.

questa ATTIVITA' genera un LORDO, nel quale c'è (tra gli altri) lo STIPENDIO di Draghi.

Alla fine rimane un UTILE che, da domani mattina, verrà girato a BANCHE PRIVATE SPA.

poi verrà ulteriormente SPOLPATO fino a farne rimanere 4 spicci da girare allo Stato.

ripeto: cosa è dove? dai..


ConteZero76 Sandro Pascucci • 20 minuti fa
Ancora con questa fesseria che Draghi si paga lo stipendio con il signoraggio...

G.D.E.


Sandro Pascucci ConteZero76 • 19 minuti fa
ancora non riesci a capirla/digerirla, eh?!


ConteZero76 Sandro Pascucci • 17 minuti fa
Capirla l'ho capita, è che rimane lo stesso una fesseria.

Te lo chiedo di nuovo: se le cose stanno come dici tu quanti miliardi di euro è lo stipendio di Draghi ?

G.D.E.


Sandro Pascucci ConteZero76 • 16 minuti fa
non importa. l'importante è che IL SIGNORAGGIO ALLA IGB, ossia totalmente-gratuito-per-lo-Stato-e-addirittura-ci-guadagna-e-jamai-nessuno-al mondo-ci-prende-una-lira.. beh.. NON ESISTE!


ConteZero76 Sandro Pascucci • 15 minuti fa
Amico mio, hai fatto la zotta ? Ora vai fino in fondo.
Quant'è lo stipendio di Draghi ?

G.D.E.


Sandro Pascucci ConteZero76 • 13 minuti fa
non importa. è come un'impronta di una persona che spergiurava di non essere neanche mai stata di passaggio nel paese della vittima di omicidio.. e invece tale impronta è sul grilletto della pistola trovata nella stanza.

ora le indagini fatevele voandri!

fosse x VOI c'era già il piedistallo per la statua a tal personaggi..

inoltre dimostra la vostra INCAPACITA' di ragionare, studiare, cercare e capire.

in soldoni: siete INAFFIDABILI.


ConteZero76 Sandro Pascucci • 11 minuti fa
Inaffidabili DE CHE ?
Tu dici, in modo indimostrabile, che Draghi viene pagato dal signoraggio.
Ti si fa notare che Draghi ha un regolare stipendio, alto ma non da "signore del signoraggio" e tu te ne esci con "è come un impronta".
Ma mi faccia il piacere.

G.D.E.


Sandro Pascucci ConteZero76 • 6 minuti fa
1. ti ho già dimostrato che lo stipendio dei piccoli IGB viene dal LORDO dei loro intrugli;
2. la quantità dello stipendio di UN banchiere non è rilevante: voi dicevate/pensavate provenisse da "DEPOSITI OVERNIGHT" !!! DAIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII!!!!!!!1111!!! :D :D :D

non devi ringraziarmi. rilassati. al bar coll'amiki dirai che l'hai scoperto da te..


ConteZero76 Sandro Pascucci • 13 minuti fa
Te lo dico io. Draghi nel 2012 ha preso meno di 400.000 euro (per tutto l'anno) quindi a meno che non si siano inceppate le presse idrauliche direi che il tuo discorso fa acqua.

G.D.E.



ConteZero76 Sandro Pascucci • un'ora fa
La finisci col plurale majestatis ?

G.D.E.


Sandro Pascucci ConteZero76 • un'ora fa
quale plurale majestatis? abbiamo TUTTI noi.. anche tu, mi dispiace dirtelo, ma sei "NOI". stacce.


ConteZero76 Sandro Pascucci • un'ora fa
Non sono affatto noi, non nella tua visione in cui siccome l'hai detto tu allora hai ragione perché gli altri non sono riusciti a farti cambiare idea.

Stacce.

G.D.E.


Sandro Pascucci ConteZero76 • un'ora fa
ma io non parlo di ragione (che pure ho) ma di tempistica e modalità. parliamo di moneta, vuoi? tanto sono etero..


ConteZero76 Sandro Pascucci • un'ora fa
No, tu parli di come quando ti fa comodo ti dai ragione su un argomento.

G.d.E.


Sandro Pascucci ConteZero76 • un'ora fa
moneta, io parlo di moneta. possiamo continuare?


ConteZero76 Sandro Pascucci • un'ora fa
A stampare, almeno in EU, sono le banche nazionali su indicazione della BCE, ed i proventi del signoraggio (valore prodotto dalla stampa) vanno ai rispettivi stati.
Quindi il "banchiere privato" non ci guadagna nulla a stampare, filantropo o meno.

G.D.E.


Sandro Pascucci ConteZero76 • un'ora fa
e perché lo farebbe? e il suo stipendio.. da dove viene? :D :D :D


ConteZero76 Sandro Pascucci • un'ora fa
Lo farebbe perché il suo stipendio (che non dipende da quanto stampa) deriva dallo svolgere un lavoro, lavoro che è quello di mantenere un inflazione al di sotto di una certa soglia.

G.D.E.


Sandro Pascucci ConteZero76 • un'ora fa
allora tu non solo non sai nulla di economia ma non sai nemmeno leggere. meno male che lo Statuto delle Banche Centrali è online..

vai e stupisciti (nandropo') come viene SPOLPATO l'utile di una BC..

io aspetto (e spero)


ConteZero76 Sandro Pascucci • un'ora fa
Vale la solita clausola : chi presenta il punto porti le prove.

G.D.E.


Sandro Pascucci ConteZero76 • un'ora fa
vuoi che ti porti lo Statuto e il Resoconto Economico e lo Stato Patrimoniale della BCE?


ConteZero76 Sandro Pascucci • 38 minuti fa
Solo se riesci anche a spiegare quel che dice.

G.D.E.


Sandro Pascucci ConteZero76 • 36 minuti fa
quindi non sapresti neanche leggertelo? perché allora vuoi che te li porti? boh!!


ConteZero76 Sandro Pascucci • 31 minuti fa
Forse io sarei in grado di leggerlo, il punto è capire se sei capace di leggerlo TU.

G.D.E.


Sandro Pascucci ConteZero76 • secondi fa
e gnegnegnè nun ce lo metti?
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Re: 01. "..E-ABBIAMO-DIMOSTRATO-CHE..®"

Messaggioda sandropascucci » 29 dic 2013, 20:34

nuuujaaaaafamo.. non possiamo da farcela:
http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/12 ... 1180442954

>
>
angelo969 • 12 minuti fa
Signoraggio
Non è il signoraggio il problema, ma il metodo di emissione monetaria, che avviene tramite l'emissione di debito gravato di un interesse al 4/5%, (come spiegato nell'atricolo anche se in maniera un po' fumosa) togliendo questa tassa occulta e pagando solo il mero costo materiale e di gestione, si recupererebbero ingenti risorse per lo Stato

Monetizzazioine del debito
Certo che citare Romania in crollo post sovietico e Zimbawe sono due paragoni appropiati.
C'è una bella differenza tra tutto e subito e sotituire in parte o in toto i titoli a scadenza con la monetizzazione del debito che durerebbe diversi anni e potrebbe essere modulata secondo necessità, senza necessariamente uscire dall €, basterebbe la collaborazione della BCE, la qual cosa oterrebbe anche il vantaggio di portare liquidità sul mercato affievolendo il credit crunch, e richiederebbe sbocchi per questi capitali che o andrebbero in altri strumenti finanziari, tipo azioni di società che così potrebbero finanziarsi, o reinvestiti nell'economia reale, tipo nel classico acquisto si mattone o in nuove o vecchie attività.

In ultimo la Banca d'Italia è un istituto privato di diritto pubblico, cosa leggermente diversa da un ente pubblico, il cui Governatore e direttorio sono però noninati dall'assemblea degli azionisti (le banche più INPS e INAIL) anche se formalmente ratifi cati da PdC e PdR, la qual cosa qualche dubbio su un possibile conflitto di interessi la desta


Sandro Pascucci angelo969 • un minuto fa
> Non è il signoraggio il problema, ma il metodo di emissione monetaria, che avviene tramite l'emissione di debito gravato di un interesse al 4/5%, (come spiegato nell'atricolo anche se in maniera un po' fumosa) togliendo questa tassa occulta e pagando solo il mero costo materiale e di gestione, si recupererebbero ingenti risorse per lo Stato

• ehmm.. non so come dirtelo.. si chiama, appunto, SIGNORAGGIO!!


angelo969 Sandro Pascucci • 6 minuti fa
Si chiamerebbe signoraggio anche il costo di emissione e di gestione, ma sarebbe più accettabile, in parole povere il signoraggio è i profitto degli istituti di credito, ma non vedo perchè dobbiamo pagarlo su uno strumento che ci appartiene come Stato


Sandro Pascucci angelo969 • un minuto fa −
Il signoraggio è IL POTERE di chi emette moneta. Chi emette? Lo sappiamo: IGB, Il Grasso Bankiere. Che potere? TUTTO.

Tutto quello che la particolare attività ti permette.

E' un po' essere l'unico padrone dell'unico pozzo d'acqua del paesino: chi comanda? che limita ha tale figuro?

in soldoni:

«il signoraggio è il potere di vita e di morte che ha sul popolo colui che (1) emette moneta in (2) regime di monopolio e con (3) il supporto del corso forzoso in (4) una società inconsapevole. si elimina la schiavitù cambiando uno dei quattro punti. la buona notizia è che puoi scegliere il punto che vuoi. io ho scelto il (4) perché era il più facile..» [sandro pascucci, 2008]

mi autocito per far sbroccare zero76..


Fabio Scacciavillani Sandro Pascucci • un'ora fa
Il signoraggio e' potere di vita e di morte?

Infatti si segnalano file di prigionieri condotti al patibolo da nerboruti e crudeli banchieri centrali!


Sandro Pascucci Fabio Scacciavillani • 9 minuti fa
a parte che "di vita e di morte" è un costrutto che un giornalista dovrebbe conoscere bene, nelle sue sfaccettature.. a parte ciò: ma i morti di fame, di guerre, di sofferenza e la vita da Re di Quelli Del Settore (come te?) non li contiamo?

ma quando cogli l'occasione di tacere, villà?! :D


angelo969 Sandro Pascucci • un'ora fa
Non esageriamo le banche servono, basterebbe regolarne la funzione, a me piaceva il vecchio sistema delle fondazioni, che comunque non era immune da pecche


Sandro Pascucci angelo969 • 9 minuti fa
forse non hai chiara la struttura e finalità di una FONDAZIONE e forse non hai ben capito il POTERE che ha una banca di creare denaro dal nulla..


amadiro Sandro Pascucci • 11 ore fa
non ci crederà, ma anche io ho il potere di creare il denaro dal nulla: mi basta una penna e il libretto degli assegni.


Sandro Pascucci amadiro • 4 minuti fa
La CONTROBUFALA de "L'ASSEGNO E' COME MONETA" l'abbiamo già trattata. Un breve riassunto per i bambini che ci seguono: ciò che firmi DEVE GIA' esistere (altrimenti vai in galera, poiché "a vuoto", mentre la banca CREA DENARO DAL NULLA.

Peccato, però: era semplice capirlo, no?
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Re: 01. "..E-ABBIAMO-DIMOSTRATO-CHE..®"

Messaggioda sandropascucci » 30 dic 2013, 10:12

da: http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/12 ... 1180420352

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Sandro Pascucci • 14 ore fa
«Per essere più ricco di te non occorre che io abbia 1.000 e tu 50, basta che io abbia 0 (zero) e tu -20 (menoventi). Questo fa di me il tuo Signore. Il signoraggio è l'agio del «signore» e non il sacchettino di monete d'oro sotto al mantello del Re.» [sandro pascucci, 2006]

andiamo OLTRE?!

davvero cercate una voce in bilancio tipo "SIGNORAGGIO=7.000.000.000.0000.000.000" ??
davvero volete usare la CALCOLATRICE per trovare il bandolo della matassa e/o la prova provata?

Chi mi calcola LA SCHIAVITU' afroamerikana tra il 1680 e il 1755 ??

ma andiamo OLTRE??!


amadiro Sandro Pascucci • 11 ore fa
Ho visto solo due personaggi che si autocitano senza imbarazzo: Pascucci e il Gollum


Sandro Pascucci amadiro • secondi fa
Sicché tu avresti visto un Gollum? mhmm.. interessante.. non per me ma per mio cugggino che è psichiatra criminale. a pro: cos'è che vedevi nel mio logo? er bocciofilo de Camerata Picena?! lo vedi ancora? uagh! uagh! uagh!


Fabio Scacciavillani amadiro • 2 ore fa
Ma no, sono molti di più! I manicomi sono pieni di gente che urla dibattendosi "Io VE LO AVEVO DETTO, ma non mi avete ascoltato!!!!" con il colabrodo in testa.


Sandro Pascucci Fabio Scacciavillani • 2 minuti fa
ok, ora ce l'hai detto. butta la pasta (a me senza forfora, grazie)


ConteZero76 Sandro Pascucci • 14 ore fa
Lupo ululà, castello ululì.

Isaia.

G.D.E.


Sandro Pascucci ConteZero76 • 14 ore fa
ora un commento intelligente, dai.


ConteZero76 Sandro Pascucci • 14 ore fa
- mi scusi messer oste: è bbono lo vino suo?
- certassimamente sì! è bbono assai!!
G.D.E.


Sandro Pascucci ConteZero76 • 13 ore fa
non fa niente.. non sforzarti più per oggi..
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Re: 01. "..E-ABBIAMO-DIMOSTRATO-CHE..®"

Messaggioda sandropascucci » 30 dic 2013, 10:12

da: http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/12 ... 1180971099

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Pietro • 2 ore fa
Signoraggio, inflazione e svalutazione competitive, mi spiace, argomenti non convincenti. Perché non si è parlato delle stanze di compensazioni, forse un tema molto scomodo?


Sandro Pascucci Pietro • 8 minuti fa
fa sempre parte del meccanismo di IGB. mi chiedo: perché ognuno pensa che la sua parte di motore sia più fika delle altre? che la biella è più importante della fascia elastica?


Marcello Romani • 4 giorni fa
(Mai visti tanti CT come tra i commenti agli articoli di economia. Se poi si parla di Euro, non ne parliamo!)


Sandro Pascucci Marcello Romani • 4 giorni fa
con te, però, acquistiamo er mejo!


Marcello Romani Sandro Pascucci • 4 giorni fa
Provocazione gratuita: ti sei sentito forse tirato in ballo? Non mi stupisce...


Sandro Pascucci Marcello Romani • 4 giorni fa
..e quindi ti riferivi a(nche) a me. chiarito questo: della MONETA, invece, che sai dirmi? così, tanto per rompere la monotonia del tuo argomento principe (il futilismo)..


Marcello Romani Sandro Pascucci • 4 giorni fa
Ok il mio argomento si riduce a questo: usicta dall'euro e ritorno alla lira = follia pura.


Sandro Pascucci Marcello Romani • 4 giorni fa
ma il PERCHE' ti è chiaro o hai solo fame e ti brontola lo stomaco?


Marcello Romani Sandro Pascucci • 4 giorni fa
Il perché lo spiega anche questo articolo, o no? Non so se ho capito tutto bene, ma di una cosa sono certo: Bagnai ha torto.


Marcello Romani Sandro Pascucci • 4 giorni fa
In effetti dopo aver letto buona parte dei tuoi commenti mi sento molto più ferrato in economia. Quasi quasi apro un blog qui sul FQ...


Sandro Pascucci Marcello Romani • 4 giorni fa
e la battutina l'hai espletata anche questa mattina. bene! ora se vuoi CONTRIBUIRE (se sai contribuire)..


Marcello Romani Sandro Pascucci • 4 giorni fa
io almeno mi rendo conto di non avere grandi nozioni di economia, quindi mi limito a cercare di imparare invece di dare lezioni...


Sandro Pascucci Marcello Romani • 4 giorni fa
Abbiamo già trattato la CONTRO BUFALA della Titolarità del Parlante. Saresti qui, quindi, da spettatore? Però vedo che a fare commentini sarcastici sei Professore..


Marcello Romani Sandro Pascucci • 4 giorni fa
Detto da un tro77 lo prendo come un complimento :-)


Sandro Pascucci Marcello Romani • 4 giorni fa
AH! AH! AH!

CVD!


Marcello Romani Sandro Pascucci • 4 giorni fa
Non manchi di mettere il dislike su ogni mia risposta. Sei proprio diligente!
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Re: 01. "..E-ABBIAMO-DIMOSTRATO-CHE..®"

Messaggioda sandropascucci » 3 gen 2014, 12:57

da: http://denaro.it/blog/2014/01/03/il-gra ... ent-461383

>
>
IL GRANDE SOVVERTIMENTO!
DI FROM THE MOUNTAINS DI GIUSEPPE CORONA – VENERDÌ 3 GENNAIO 2014
POSTATO IN: SENZA CATEGORIA

Prima di passare all’argomento da tempo promesso, “il Signoraggio”, ritengo prioritario proporvi un quesito: cosa pensereste di un atomo se, al suo interno, gli elettroni dicessero al nucleo, sede dei protoni e dei neutroni: “siamo stanchi di questa storica dipendenza che ci fa girare intorno a te, siamo stanchi di questa prepotenza padronale che ci costringe a curvarci intorno alla tua centralità, adesso vieni tu al nostro posto, noi rivendichiamo pari diritti, ossia i diritti di essere come te, tu perdi i tuoi diritti, però acquisti i nostri! Cosa pensate potrebbe essere la sorte di questo atomo, ove non ci sono quel che, falsamente, vengono chiamati “pari diritti”, che sono solo sovvertimento di diritti e gerarchie, dove il segno meno diventa più e quest’ultimo “meno”? Non ce lo dice la bomba atomica, la reazione incontrollata, scatenata?
Si potrebbe rispondere: ma questo è un arbitrio, il dare il “più” a qualcuno e il “meno” ad altri, anche noi siamo in grado di fare girare la baracca, come te, vogliamo essere “più” e vogliamo che, oggi, tutto ciò che è stato “meno” diventi “più”, che tutte le leggi che voi avete chiamato “naturali” diventino leggi “sociali” di “eguaglianza sociale”, per le quali, però, il più si fa “meno”. Lo stesso quesito si potrebbe porre per i gameti, femminili e maschili!
Quanto mi piacerebbe che si aprisse una vera discussione-colloquio su ciò, ritengo questo sovvertimento all’origine di strafalcioni come l’eurozona e relativo euro, per la qual cosa comincio a sospettare che partire dalla coda sia cosa inutile, patetica, strada non percorribile, che il sovvertimento delle gerarchie tra politica e finanza sia cosa inevitabile, se permane il sovvertimento originale, la madre di tutti i sovvertimenti. E’ sempre la donna che partorisce, altro è il discorso per la genesi, si genera in due, è giusto che dia alla donna ciò che è della donna, non pretendo di partorire, almeno per quel che riguarda la specie, in altro campo partorisca chi vuole e chi può!
Antifemminismo? Può darsi, ma non contro la femmina, anzi! Maschilismo? Assolutamente no, adoro la femmina e la donna, mi piacciono e le desidero, come mogli ed amanti, come Era e Afrodite, mi sento espropriato del rapporto con esse! Sono “maschio” e riconosco di saper fare solo ciò che un maschio può fare, di non saper fare quel che solo una femmina sa fare! Sono, ahimè, limitato! Che ne sarà di me ce non riesco a farmi femmina? Esattamente quel che mi sta accadendo: mi estinguo!
Sarà per questo – potrebbe essere? – che tutto è ormai saltato per aria, non colpa, dunque, di una misera conseguenza, l’euro, la più misera di tutte le conseguenze nefaste che conosciamo? Il dollaro, infatti, non scherza, ma più misera è la conseguenza detta “euro”, quello rimane una moneta, sia pure fallimentare, questo non è nemmeno un moneta! Ci si figuri, si attribuiscono, dai lamentosi protestatari, indignati, poteri a una moneta fallimentare e a una “non” moneta, a Banche sull’orlo di una crisi di nervi, pronte al default! O sono pazzo io o è pazzo questo mondo di “indignati” che nasce dalla “indignazione originaria”! Confutatemi, per favore, confutatemi, gente “sociale” che vuole il “sociale” al posto del comunitario, del “naturale”, che chiama,, gente dello Stato di diritto, da poco più di tre secoli, “positiva” la legge umana, “negativa” quella naturale! Il diritto in mano allo Stato! La Natura espropriata da un volgare ladrone!
Che grande inversione, che curva superba, nemmeno il povero Schumacher sarebbe stato capace di tanto senza andare a sbattere! Non stiamo andando a sbattere? Contenti voi, contenti tutti! Risponderete? Un dubbio più che cartesiano mi assale, assomiglia più a una certezza che a un dubbio! Ma io sono un “malato”, un ammiratore delle antiche Bellezze, superate dagli effetti speciali, assai speciali, del Progresso, è giusto che non mi prendiate sul serio, sono, ormai, al delirio!


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sandropascucci

a me piacerebbe provarmicisiti a rispondere.. ma qual è la domanda? boh..
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Re: 01. "..E-ABBIAMO-DIMOSTRATO-CHE..®"

Messaggioda sandropascucci » 4 gen 2014, 14:45

da: http://www.rischiocalcolato.it/2014/01/ ... +Calcolato)

>
>
L’ORO DEPOSITATO PRESSO LA BANCA D’ITALIA ( oltre 2500 tonnellate) VALUTATO A 30 EURO AL GRAMMO, VALE OLTRE 75 MILIARDI DI EURO CHE VOGLIONO REGALARE AD ABRAMO BAZOLI, ALESSANDRO PROFUMO E A UNICREDIT ( che finirà in mani tedesche). CONTRO QUESTA ABERRANTE CRIMINALITA’ ECONOMICA SERVE UNA NUOVA NORIMBERGA. di MASSIMO MORIGI, ANTONIO de MARTINI e di quanti vorranno aderire

4 gennaio 2014 Di Corriere della Collera


Per spiegare la oscena realtà che si cela dietro il proposito di rivalutazione della quote della Banca d’Italia, che è stato bocciato dalla BCE, solo poche righe.

Tramite questo provvedimento squinternato verrebbe rivalutato il capitale sociale di Bankitalia finora gestito fiduciariamente al 95% dalle banche italiane ex pubbliche (valore attualmente segnato nei bilanci al prezzo di 156.000 euro). Il decreto mira a tramutarlo da quota di partecipazione con valore simbolico a quota proprietaria ( da segnarsi a patrimonio) rapportata al valore reale della Banca d’Italia, valore reale rappresentato dai diritti di signoraggio e dalle sue riserve auree raccolte da sei generazioni di Italiani.

Questo significa, in pratica, che il popolo italiano ( NOI) non sarebbe più il possessore delle riserve auree della Banca d’Italia ma lo diverrebbero gli istituti di credito che “partecipano” al suddetto “aumento” di capitale : detto in altre parole, si tratta di un furto ai danni del popolo italiano per sostenere con una semplice scrittura contabile la tradizionale sottocapitalizzazione delle banche italiane.

Ma non siamo di fronte al solito esempio di malcostume della nostra vita pubblica.

Questo tentativo di furto dell’oro della banca d’Italia non è l’ennesimo scandalo politico ma, molto più semplicemente, il più grande crimine contro il nostro paese e il nostro popolo compiuto da quando ha raggiunto la sua unità; un crimine che per la sua gravità suona come il preannuncio della dissoluzione di ogni parvenza di legittimità democratica per l’attuale sistema politico oligarchico ed instaura, de facto, uno stato di eccezione (o meglio, lo conferma, perché la decisione della Consulta im merito all’incostituzionalità dell’attuale legge elettorale già deligittimava tutto il sistema politico uscito dalle ultime elezioni) e richiama l’esigenza di istituire un tribunale speciale tipo Norimberga per giudicare questi disegni criminosi. In attesa che la magistratura si muova con il suo riconosciuto senso dello Stato e leggendaria tempestività e che il dibattito politico riesca a produrre una decisione in merito alle coppie di fatto (o che scelga, à la carte, quale sia il migliore sistema elettorale) rimaniamo attivi e fiduciosi nella reazione degli italiani.

fate circolare questa notizia e mandate la vostra adesione a antoniodemartini@gmail.com per organizzare una manifestazione in occasione della prossima assemblea della Banca d’Italia che si terrà a fine maggio. Vogliono gli azionisti ? Ebbene, ci saremo.


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Sandro Pascucci
quando parlavamo di SIGNORAGGIO.. come POTERE DIVINO DEI BANKIERI.. di FARE TUTTO&DI PIU'.. dove eravate?! a ridere? a deriderci? dove?

puah!
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Re: 01. "..E-ABBIAMO-DIMOSTRATO-CHE..®"

Messaggioda sandropascucci » 8 gen 2014, 17:20

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Re: 01. "..E-ABBIAMO-DIMOSTRATO-CHE..®"

Messaggioda mr.spyder » 8 gen 2014, 17:52

per la parte che riguarda l'ignoranza c'è l'ha messa tutta per avere ragione eh???
Antonio Prezia, detto spyder... anche se non è importante chi sei,ma cosa vuoi fare per cambiare il mondo.

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Messaggioda sandropascucci » 8 gen 2014, 17:54

mr.spyder ha scritto:c'è l'ha messa tutta per avere ragione eh???

anche se tu fossi di Milano Alta: ce NON c'è..
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Re: 01. "..E-ABBIAMO-DIMOSTRATO-CHE..®"

Messaggioda Francesco Fata » 8 gen 2014, 17:56

Ti sei scordato "l'Italia è il popolo più ignorante"!
Probabilmente avrà letto da qualche parte una frase tipo "quello di Francia è il popolo più...." così avrà pensato (scordandosi pronomi e preposizioni) "mo' ti pare che non si può dire L'ITALIA E' UN POPOLO..."!
Sandro, nujiaaafamooo! Come si fa a spiegare il signoraggio a 'sta ggente?
Voglio troppo bene al popolo per pensare di votare gente che vuole particolarmente bene a se stessa.
Francesco Fata

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Re: 01. "..E-ABBIAMO-DIMOSTRATO-CHE..®"

Messaggioda mr.spyder » 8 gen 2014, 18:00

sandropascucci ha scritto:
mr.spyder ha scritto:c'è l'ha messa tutta per avere ragione eh???

anche se tu fossi di Milano Alta: ce NON c'è..

ho pasticciato troppo.il post iniziale aveva ragione con 2 "g" e altre simpaticherie... ho scazzato...
Antonio Prezia, detto spyder... anche se non è importante chi sei,ma cosa vuoi fare per cambiare il mondo.

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Re: 01. "..E-ABBIAMO-DIMOSTRATO-CHE..®"

Messaggioda sandropascucci » 13 gen 2014, 15:07

da: http://www.today.it/commenti/articoli/n ... euro/75245

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Commenti a "Ecco la nuova banconota da 10 euro"

Ecco la nuova banconota da 10 euro
Redazione Today13 Gennaio 2014
La Bce ha presentato la nuova grafica. Inizierà a circolare dal 23 settembre prossimo e aiuterà ridurre i rischi di falsificazione. Ma è allarme sulle banconote da 20 euro, "troppo facili da copiare" (Leggi Articolo)

Vincenzo Giordano
E continuano a FOTTERCI! Con la "ristampa" di DUEMILIARDI di euro in banconote da 10 euro... Aumenterà il nostro DEBITO verso i nostri CRAVATTARI : le Banche e, nello specifico, verso la BCE del massone Draghi! Per stampare questi miliardi, oltre al costo della carta e del valore della moneta (10 euro) bisogna aggiungere gli interessi dovuti alla banca per stamparli.... Risultato: altro debito! Avete mai sentito parlare di "Signoraggio"? Nessuno ve ne parlerà mai... né governo né informazione di regime!


sandro
Egr. Sig. Vincenzo,

le banconote (cartacee) che vanno in SOSTITUZIONE del CIRCOLANTE (che sia usurato o vecchio modello) non generano (altro) signoraggio. Sono (anche) queste superficialità/ignoranze che danneggiano la Causa, rendendo NON-CREDIBILE il tutto.

Saluti.



Mimmo cantone Salve Sig. Sandro,

Lei parla di credibilità ... ma credibilità in cosa ? Davvero pensa che sia una priorità o cmq di una qualche utilità stampare o ristampare le banconote da 10 euro ? Non sarebbe meglio partire dall'assoluta certezza che l' EURO inquanto tale è PERFETTAMENTE INUTILE e che una ristampa fosse anche di 5 banconote non serve a lei non serve a Me e sopratutto non serve ai restanti 60 milioni di Italiani dei quali (purtroppo) un certo numero continua a SUICIDARSI proprio a causa di quella banconota e delle altre banconote dell' Euro. Io ho in tasca 50 euro, se esco di casa e compro le sigarette, prendo un caffe, compro un giornale faccio una ricarica del telefono .. torno a casa con meno della metà di quella banconota! Eppure dovrei avere l' equivalente di quelle 100milalire che una volta mi avrebbero consentito non solo di fare spese generiche ma di proseguire nei giorni a fare altre spese a mettere benzina a togliermi uno sfizio .... La conclusione ? La ristampa di una o di tutti i tagli dell' euro serve solo a chi materialmente dovrà occuparsi di fare quelle stampe, ai dipendedi di quella società europea che si occupa di stampare moneta .. agli Italiani NON SERVE PROPRIO A NULLA



„sandro G.lissimo Sig. Mimmo,

un errore è un errore e come tale va segnalato. L'emotività fine a se stessa, di cui Lei ci ha gentilmente offerto prova, è un aggravante, non un esimente. Quantunque Lei avesse elencato cento problemi derivanti dal signoraggio (che è, lo ricordo, "lo male dello monno"), non avrebbe dato la priorità corretta alla Questione che è, ripeto: la denuncia della VERITA' e non l'urlare schiumanti di rabbia con i pugni chiusi al cielo perché le banane sono aumentate di euro 3 al kilo o perché qualcuno si è suicidato per delle banconote: ben stupido è chi si uccide per delle banconote, quanto è in ballo il discorso di MONETA, di cui la banconota è solo una fattispecie (oggi) sfruttata da Il Grasso Bankiere. Chi si è ucciso (che è la massima cattiveria che può un Essere Umano fare a se stesso e agli altri) non era al corrente del funzionamento della Moneta. Altrimenti non lo avrebbe fatto, di sicuro! Chi è consapevole del meccanismo di creazione dal nulla di Moneta, e Lei non lo è, agisce in modo ALTRO.

Ma in fondo bastava studiare 4 paginettine A4 e resistere alla tentazione di fare figure meschine per fretta, rabbia o, appunto, ignoranza. Io fino a oggi ho ammesso un poco di ignoranza e talvolta anche un po' di malafede ma quando ti dico che A è A e tu, per (continuare a) sostenere che A sia B mi snoccioli tutto l'abbecedario.. beh.. allora non sei dalla mia parte ma sei solo un pollo che ha trovato, giustamente, il suo ordine nello stato delle cose e cioè LO SPENNAMENTO.“



Mimmo cantone
Guardi a me sembra che la "schiuma" come la chiama Lei, esca dalla sua di bocca e non dalla mia ... io quando scrivo lo faccio sereno e tranquillo anche perchè non ho nulla di cui essere arrabbiato per cui non vedo proprio di cosa stiamo parlando ... piuttosto: Mi pare veramente meschino se non di cattivo gusto che lei dia dello "Stupido" a chi per tragedia o per bancarotta o semplicemente perchè ha visto "buio pesto" si è tolto la vita. Dovrebbe forse vergognarsi un pochino di quello che scritto !! Le ricordo che il rispetto dell' essere umano parte proprio dalla capacità di non giudicare i gesti altrui sopratutto se si parla di persone che si sono tolte la vita. Abbia pazienza ma io con una persona che ragiona come ragiona lei NON VOGLIO AVERE NULLA A CHE FARE per cui auspico che la nostra "breve" discussione si chiuda qui.



sandro

ha guarda.. per me poteva non aprirsi proprio, tant'è che sei stato tu a (1) intervenire (2) fuori luogo (3) partendo per la tangente e (4) parlando di suicidi. inoltre (5) non sai leggere? ho parlato di (6) banconote (ossia quello che TU HAI SCRITTO, non io) e (7) hai giudicato tu per primo gli altri (e non io). in soldoni: fai piangina, non sai cos'è la moneta, non sai affrontare un dialogo e sporchi un thread dedicato A TUTT'ALTRO di quello che hai voluto parlare te. ora l'hai messa sul personale e quindi non saprai mai ammettere che è così (basterebbe rileggere). sono 10 anni che INCIAMPO su gente come te..

ma vi fanno con lo stampino?“
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Re: 01. "..E-ABBIAMO-DIMOSTRATO-CHE..®"

Messaggioda sandropascucci » 13 gen 2014, 15:20

da: http://www.oggitreviso.it/cittadini-eco ... ment-86174

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sandropascucci
13/01/2014 - 12:20
IO DICO CHE È MOLTO STRANO..

..che la "soluzione" possa arrivare da un miliardario americano che, per sua ammissione/curricula, investe (tra l'altro) in titoli DI DEBITO "sovrani".

E' un po' come l'amico che ti dice quant'è bella l'alta montagna e poi scopri che ha un albergo in quota.

Mosler continua a parlare di moneta come "credito fiscale", quando è evidente che è un DEBITO (oggi). se lui ha in mente ALTRO che lo dica in "italiano" perché a leggerlo (lui e il compare in canotta armani) sembra proprio che decanti i Titoli di Stato (ma ancora? altri?) come "fonte" di emissione "monetaria sovrana".

La Moneta ha una natura inequivocabilmente (ormai) endogena, per cui è (oggi) la banca commerciale a crearla, con coatta stampa cartacea (su richiesta) della Banca Centrale - che, a 'sto punto, non solo non è "dello Stato" (con buona pace dei filoIGB-anti-signoraggisti) ma non è neanche così indipendente come vogliono VENDERCELA.

La verità, come sempre in un mondo al contrario come quello che viviamo, è DA UN'ALTRA PARTE.
segnala commento inopportuno


Francesca Salvador
13/01/2014 - 12:28
PER SANDRO PASCUCCI

Mitico Sandro!

Benvenuto....

non vedo l'ora di reincontrarti a Roma.

Infatti, con la VERA sovranità monetaria non c'è nessun bisogno di emettere ABC, BBT, BTP, CCT, AZT, BBC ecc. ecc....

Un abbraccio,

Francesca





Francesca Salvador
13/01/2014 - 12:36
PER SANDRO PASCUCCI

P.S.

cit.

"Banca Centrale - che, a 'sto punto, non solo non è "dello Stato" ... ma non è neanche così indipendente come vogliono VENDERCELA. "


Certo che, ancora oggi che tanti si COMPRINO 'sta bufala è sconfortante...

Poi magari si arrampicano sugli specchi con formule "privata di diritto pubblico" mista o via dicendo... per buttare fumo negli occhi.
ciaoooo



Michele Bastanzetti
13/01/2014 - 13:36
TORNA IL BARATTO !

Mi par di sentire cert teleimbonitori: " E con la mitica scopa elettrika krugman con allegata zecca stampamoneta non avrete più bisogno, care massaie, di passare la casa e, diventate pure ricchissime, potrete usare il vs. tempo per farvi belle! ".
Oltre allo spot sarebbe interessante la Sigra ci spiegasse ad esempio, così giusto per passar qualche minuto in allegria, con quale moneta onoreremmo i 2000 mld di debito pubblico che ha l'Italia e con quale moneta compreremmo le materie prime (tra le quali l'energia) visto che il "ravaneo sangoiacomese" (la nuova moneta) non la vorrebbe ovviamente nessuno visto che apparterrebbe a un stato insolvente. Ah che sioccho...forse tornerebbe in auge il baratto...noi vi diamo una damigiana di merlot e voi ci date una bombola di gas...


sandropascucci
13/01/2014 - 15:18
W LA SCHIAVITU'!!

G.le Sig. Michele,

la Sua mi pare la lamentela tipica dei proprietari di schiavi.

In buona sostanza Lei si chiede, con un modo-piangina che potrebbe invero risparmiarci, che ne sarà/sarebbe del raccolto di cotone nei campi se e quando si togliessero le catena a tutti quei "negri", chini sotto al sole..

La prego.. vada OLTRE..

ps: Lei è del Settore, vero? E' un banchiere o un professore o un politico? Solo chi ha interessi contingenti nel Settore si sbraccia tanto e in maniera così imbarazzante..



Michele Bastanzetti
13/01/2014 - 18:32
CORBELLERIE HIMALAIANE

Ha indovinato in pieno, Egr. Pascucci, dimostrando ancora una volta tutta la sua perspicacia: sono infatti nel contempo BANCHIERE & PROFESSORE & POLITICO. Come tutti i presenti, mi pare...

PS: Non è che mi sbracci, solo che legger certe corbellerie alte come l'Everest e pensare di non replicare mi imbarazzerebbe. Forse non avrei nemmeno più il coraggio di guardarmi allo specchio per radermi al mattino...



sandropascucci
13/01/2014 - 23:00
VA BENE..

..ma allora spieghi, in italiano, cosa pensa in materia, senza dileggiare. E' in grado?

Io, personalmente, non credo che Lei lo sia. I suoi post indicano chiaramente il Suo Vero Intento, ossia la Motivazione che La tiene qui.

Peccato.. perché era semplice, invece, capire un po' di economia:

..però è un peccato.. perché era davvero semplice capirlo..

[>>]

Macroeconomia e teoria monetaria
di Alejandro Nadal

A CURA DEL SERVIZIO TRADUZIONI PRIMIT.IT
(ogni copia è permessa con un link all’originale: http://goo.gl/05vaDa&#41;

Abbiamo ricevuto molte richieste di spiegazioni più dettagliate in materia di operazioni bancarie. Questa manifestazione di interesse è positiva: un progetto politico di opposizione al neoliberismo non è in grado di offrire alternative senza una conoscenza approfondita del funzionamento di una economia monetaria nel capitalismo contemporaneo.
La teoria economica convenzionale sostiene che le banche svolgono una semplice funzione di intermediazione. Ricevere i depositi dei risparmiatori e pagare loro un tasso di interesse. Fornire tali risorse agli operatori economici che vogliono investire in una impresa produttiva o anticipare una scelta di spesa. I guadagni delle banche provengono dai differenziali dei tassi di interesse. Secondo questo racconto, per impedire abusi le autorità monetarie impongono requisiti alle banche, come il mantenimento di riserve prudenziali e indici di capitalizzazione elevati.
Secondo gli standard di macroeconomia la banca centrale emette banconote e monete metalliche: è la base monetaria o “moneta ad alto potenziale” [moneta di banca centrale o moneta legale o high powered money – ndT]. Come si spiega, allora, che la base monetaria sia una percentuale molto piccola (di solito non più del 7%), della massa monetaria totale? Si dice che la massa monetaria totale è un multiplo della base monetaria perché le banche prestano una parte dei depositi ricevuti, mantenendo una frazione degli stessi come riserva [la “riserva frazionaria” – ndT]. E normalmente i prestiti concessi da una banca sono depositati in altre banche che seguitano, a loro volta, a realizzare nuovi prestiti mantenendo una quota di depositi in riserva. In questa serie di operazioni agisce un moltiplicatore della somma inizialmente versata (in termini tecnici, il moltiplicatore monetario è il reciproco del rapporto tra base monetaria e l'offerta di moneta totale). Per questo la base monetaria è una parte molto piccola della massa monetaria totale.
Tutto questo è una favola che ha poco a che fare con la realtà. Fortunatamente oggi abbiamo una chiara radiografia di ciò che realmente accade nel sistema bancario.
La prima cosa da considerare è che le banche non hanno bisogno di depositi per fare prestiti. La causalità è invertita: quando la banca concede un credito, fornisce un saldo positivo nel conto del mutuatario, come se questi avesse fatto un deposito pari all'importo del credito stesso. Così gli autori post-keynesiani dimostrano che “i prestiti creano i depositi”. continua su http://www.signoraggio.com/#som5

oppure può andare nelle riunioni che la Sig.ra Salvador ha indicato.

Parlare in dialetto (stretto), fare battutine, dare sempre contro senza motivare.. ecco.. tutto questo la indica come un qualcuno che VUOLE far rimanere le cose così come stanno e se, come mi pare di capire, Lei NON è un bankiere o affine.. allora all'auto-danno si aggiunge l'auto-beffa.

ps: non male l'idea della bombola del gas..



Michele Bastanzetti
14/01/2014 - 5:30
BARETA DE LANA

Egr. Pascucci, a me pare di esser stato sempre chiaro, anche nelle motivazioni. A sua richiesta, in sintesi:
1) sono favorevole che l’ Italia rimanga nell’ eurozona; son contrario a populisti-nazionalisti-complottisti-avventurieri-santoni de noantri che vorrebbero uscirvi
2) sono favorevole alla cessione di una “parte consistente” della sovranità nazionale al fine di creare una unità politica forte che veda negli Stati Uniti d’Europa l’ approdo finale
3) non mi entusiasma questo sistema bancario ma credo possa migliorare solo realizzando il progetto politico di cui al 2)
4) al contrario di lei sono contrario al ritorno ad un sistema di interscambi basato sul baratto (es: damigiana merlot in cambio di bombola di gas).

El me stàe ben siòr! no l’esàgere co ‘l merlot e no l’se desménteghe pì ‘a baréta de lana che a genàro el zérvel pol ingiazàrse…



sandropascucci
14/01/2014 - 10:01
LO SCHIAVO PERFETTO..

..non avrebbe potuto esprimersi più chiaramente.

La ringrazio della precisazione e presa di posizione
(a parte le puttanate finali in asburgico antico che, diciamolo, poteva evitarsi..)

per chiudere il discorso:

1. Io invece credo che l'euro, come la vecchia lira, sia una moneta dannosa, poiché MONETA-DEBITO, cioè intrinsecamente è contro il popolo che la usa;
2. io credo nella cooperazione, volontaria, di libero arbitrio e non una unione di sudditanza o peggio di "annessione" al più forte (?? la germania??) e/o disperazione commercialpolitik per "competere" con altri Stati che son stati uniti;
3. questo sistema monetario è il peggiore che potessimo mai arrivare ad "ottenere". forse con la MMT potremmo far più danni..;
4. ovviamente io non ho mai sostenuto di voler tornare al baratto ma da Lei non mi aspettavo ONESTA' INTELLETTUALE. Quella della bombola del gas era una battuta che non è arrivato a capire.. ma anche qui, nessuna sorpresa.

e con questo CHIUDIAMO, sì?
sì.



Michele Bastanzetti
14/01/2014 - 10:42
VERNACOLO ZENEDESE

1) Come si fa a chiudere con uno che, probabilmente senza neanche esser riuscito a tradurlo, definisce "asburgico antico" uno splendido esempio di Vernacolo Zenedese che, come lingua, la pregherei di rispettare ? tra l'altro NOI ( e dico NOI) gli asburgici li abbiam combattuti alla grande (informarsi, please).
2) Realizzare di colpo l'unità politica dell' Europa era impresa impensabile, dopo due millenni di scannamenti reciproci. L'euro è stata una OTTIMA IDEA per tracciare il sentiero. Ovviamente c'è ancora molto da fare, cercando soprattutto di far ragionare chi vorrebbe tornare, magari perché mal indottrinato, agli scannamenti nazionalistici.
PS: mi conferma che lei è romano de Roma caputmundi?



sandropascucci
14/01/2014 - 12:58
E' VERO..

..che il coccio è pura creta calda, in confronto a certe capacità di comprendonio!!

E' proprio (che caso, eh?!) perché siamo separati dalla LINGUA (che Lei si vanta avere DIVERSA!!) che l'Europa NON SARA' MAI UNITA.

Il sentiero della MONETA UNICA è stato un FALLIMENTARE tentativo di AGGIRARE l'ostacolo principale, incapaci di rimuoverlo/addolcirlo/modificarlo.

Hanno tentato la via che conoscono, ovvero quella della CREAZIONE (dal nulla) di una MONETA PRIVATA, una moneta-debito e dall'alto imposta. E hanno (stanno) fallendo.

Lei ne è la prova del fallimento che sempre si incontra a percorrere scorciatoie.

Se era un problema unire 2000 anni di scannamenti.. davvero pensavate (VOI ASBURGICI) che una monetina avrebbe risolto il tutto?

Non so se si è più patetici o più prezzolati a spingere in tal direzione..



sandropascucci
14/01/2014 - 13:11
CHIEDO SCUSA..

..ma posso aggiungere una cosa?

Come fa a contraddirsi 3 volte in tre punti da Lei stesso scritti (punto 1, 2 e il PS) ??

Ma solo io vedo l'enorme confusione, paradossi, contraddizioni che REGNANO nel suo post ultimo?

Accusa ALTRI di tornare a "nazionalismi" scannatorici ma Lei per primo si VANTA di parlare in modo ALTRO (e chiede rispetto? LEI?!? Lei chiede rispetto qui, dopo quello che ci ha somministrato?! dai!!). E nel PS inserisce un elemento (n'andro!!) di depistaggio, sviamento, inutile, OT ecc..) cercando lo loco da dove vengo.. ma non dovevamo essere tutti uniti, tutti fratelli?

ma io boh!?



Michele Bastanzetti
14/01/2014 - 13:34
LANCILLOTTO DE ROMA

Che fa Pascucci, mi perde le staffe dopo appena un paio di scambi? forse per atteggiarsi a Ser Lancillotto nei confronti della Regina di San Giacomo? ma ai Parioli non vi insegnano a dialogare con la gente senza insultare?
Nel merito: io non mi VANTO di parlare un'altra lingua. Semplicemente ne conosco una che lei non conosce e deride, assieme alla nostra storia, pur non conoscendole. Ma mi sbigottisce ancor più che lei possa pensare che la miriade di lingue e dialetti parlati in Europa debba essere un ostacolo per la costruzione degli Stati Uniti d'Europa! Circa la fratellanza italica anche qui fa un clamoroso bus ne l'aqua (buco nell' acqua). A livello locale da sempre, con gran "sprezzo del pericolo", difendo l'unità della Amata Patria Italia contro la vuotaggine dei secessionisti. Si faccia raccontare di chi espone il Tricolore in cima al Mte Altare...
el me scuse se me ripete, Sior, ma a mi me par che el merlot non ghe giove proprio!



sandropascucci
14/01/2014 - 13:51
LEI È UN'ARTISTA..

..infatti si dipinge un mondo tutto suo, come ora con il discorso delle staffe perse..

però mi chiedo: se il suo cuore è infranto.. perché accanirsi con gli ALTRI, innocenti postatori?

E continua con la dicotomia!

E' per un'Italia unita in una Europa Unita?
Ma allora è un po' malata 'sta difesa di una lingua (o dialetto? si decida). Non è che mi vuole una Europa Unita per poi chiedermi dei soldi per, ad esempio, "la salvaguardia dei sottodialetti dell'ex Italia del Norde" ??

O è per una identità nazionale, dove per NAZIONE intende i 3 acri attorno a casa sua?

Facciaci sapere..

PS: anche Lei deride la NOSTRA LINGUA (ovvero come ci esprimiamo in campo monetario): com'è? Due pesi due misure, ja?!

Michele Bastanzetti
14/01/2014 - 14:07
DU' SPAGHI

Io deride il romanesco? a limortacci, ma stai a scherzà? "Roma nu fa la stupida staseraaa...daje 'na mano a faje di de siiii...eccetera".
Circa l' Italia, come stradetto, amo la mia Patria, alla cui Costituzione ho giurato fedeltà sotto la naja, per tutto ciò che di bello ha avuto ed ha. Tutto questo nessuno glielo toglierebbe negli Stati Uniti d'Europa. Anzi, credo verrebbe valorizzato ancor di più e meglio.
Semplice e chiaro come sempre, non trova Pascucci?... e mo' famose du spaghi ajo e ojo...



sandropascucci
14/01/2014 - 14:40
'GNENTE DAI..

..nujaafa!

Mai detto che derideva il romanesco* ma la "lingua nella quale ci esprimiamo", ossia i modi, cadenze, idee e termini che usiamo quando parliamo di MONETA (argomento che Lei FUGGE, ormai si è capito) e che Lei deride, quando non insulta.

Lasci perdere. Colpa mia e della mia insana predisposizione a veder del Bene nelle persone.

______________________________________
* che poi.. non sono di Roma e non ho particolare amore verso questa città, gente, pronuncia. Le scrivevo in un certo modo solo per "compensare"/goliardare le Sue ridicoli manie di attaccamento a una (supposta) lingua (per me pseudoasburgicoantico)
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