NUOVA PETRO MONETA : leggere molto attentamente!

..di supporto agli articoli o alle iniziative PRIMIT

ps: a noi piace "discutere" con persone reali, o quanto più reali possibili. Ecco spiegato perché devi essere iscritto-per..
Avatar utente
domenico.damico

NUOVA PETRO MONETA : leggere molto attentamente!

Messaggioda domenico.damico » 15 feb 2010, 11:25

Interessante articolo.

!
PETRO STANDARD - Rosario Patalano - 12 gennaio 2010

Nell’ultima riunione del Consiglio di cooperazione del Golfo (Gcc), il 17 dicembre scorso, Arabia Saudita, Kuwait e Qatar (che controllano circa il 45% delle riserve mondiali di petrolio e il 25% di quelle di gas), a cui si è aggiunto l’arcipelago del Bahrein, hanno deciso di avviare la prima fase[1] per la costituzione di una unione monetaria che dovrebbe portare in breve tempo all’emissione di una nuova moneta, il Gulf, con l’obiettivo annunciato di sganciarsi definitivamente dall’uso del dollaro[2] per gli scambi petroliferi e costituire una nuova moneta di riserva sotto il loro diretto controllo. Tra il 2007 e il 2008, infatti, la tendenza del dollaro a svalutarsi ha colpito innanzitutto i paesi esportatori di petrolio riducendo le loro entrate in termini reali, determinando forti pressioni inflazionistiche favorite anche dal continuo incremento della domanda interna nella regione.

Se il progetto di moneta comune dei paesi del Golfo si realizzasse, il dollaro potrebbe questa volta seriamente temere di perdere il suo ruolo centrale[3]. Il Gulf si presenterebbe sul mercato con la caratteristica di una moneta di riserva molto più credibile del dollaro (e del suo concorrente euro), in quanto il suo valore sarebbe garantito, anche se indirettamente, dal petrolio, perché di fatto il fondamento fiduciario della nuova moneta andrebbe a cadere sull’unica ricchezza posseduta dai paesi della penisola arabica che è costituita dalle ingenti riserve petrolifere. Il Gulf sarebbe poi facilmente immesso nel circuito monetario internazionale attraverso le transazioni tra i paesi petroliferi e il resto del mondo. La nuova moneta diventerebbe un bene rifugio per molti paesi emergenti, che da anni si vogliono svincolare dalla divisa americana considerata da tempo non più completamente affidabile. Insomma, a differenza dell’euro e dello yen che non sono stati in grado di ridurre sensibilmente il dominio del dollaro[4], il Gulf potrebbe avere maggiori potenzialità proprio per il suo legame con le immense ricchezze petrolifere gestite dai paesi emittenti, che fornirebbero una garanzia ben più solida di quella che le politiche monetarie degli Usa e dell’area euro possono offrire[5].

Appena varato il Gulf, tutti gli ingenti surplus commerciali dei paesi del Golfo detenuti in dollari potrebbero essere rapidamente convertiti e questo determinerebbe il crollo della valuta americana sul mercato con effetti che tutti possono immaginare. Il sistema monetario troverebbe a questo punto un nuovo centro di gravità nei paesi esportatori di petrolio, a cui sarebbe affidato un potere enorme non solo come detentori delle riserve energetiche essenziali, ma anche come emittenti di una nuova moneta riserva di valore internazionale. La moneta comune del Golfo potrebbe essere addirittura utilizzata fin dall’inizio come àncora (peg) per stabilizzare il livello dei prezzi di dei paesi importatori di petrolio che hanno una dimensione trascurabile nel commercio mondiale.

L’iniziativa dei paesi del Golfo si inserisce in un progetto più ampio diretto, nonostante le diplomatiche smentite ufficiali, alla definitiva sostituzione del dollaro come moneta internazionale di riserva. In questo contesto la crisi, cronica ormai, del dollaro potrebbe consolidare il progetto, largamente condiviso soprattutto dai pesi emergenti[6], di un ritorno ad un regime monetario internazionale fondato sull’uso di monete merci.

Un disegno questo che incontra innanzitutto il favore dei paesi islamici che da tempo sostengono addirittura la necessità di un ritorno al gold standard non solo per ragioni legate alla difesa del potere d’acquisto, ma anche per questioni religiose, in quanto per la legge islamica (sharia) è immorale ogni forma di guadagno non legata direttamente alle attività produttive, come sono le entrate provenienti dall’uso speculativo delle ingenti riserve in dollari dei paesi arabi produttori di petrolio. Da più parti nel mondo islamico si preme per la reintroduzione del dinaro aureo, antica moneta araba coniata per ben 13 secoli, fino al crollo dell’Impero Ottomano. Passi concreti in questa direzione li ha già compiuti il premier della Malesia, Mahathir, con l’obiettivo di sganciarsi dalla dipendenza del dollaro e dalle restrizioni imposte dal Fondo Monetario Internazionale dopo la crisi del 1998, coniando nel 2001 una moneta aurea (Kijang Emas) e proponendola, senza successo, ai paesi della lega araba come nuovo standard.

In questa direzione si muovono da tempo anche autorevoli economisti, come il premio Nobel Robert Mundell, che ha proposto l’istituzione di una nuova moneta internazionale, l’Intor, che dovrebbe essere ancorata per il 50% del suo valore all’oro e per l’altro 50% alle monete più forti, dollaro, yen, euro in primo luogo (in prospettiva un ruolo determinante dovrebbe ricoprire la nuova moneta dei paesi del Golfo)[7]. La proposta di Mundell non è isolata: dal 1971 influenti economisti sostengono la necessità di un ritorno a regimi monetari fondati sul ruolo centrale dell’oro come ancora garante della stabilità (ricordiamo tra questi le posizioni esplicitamente favorevoli al regime aureo di Barro e di Greenspan, e la propaganda a favore dell’oro di molti esponenti della scuola austriaca del von Mises Institute). Insomma vi sono precisi segnali che indicano il disegno, più o meno consapevole, di ritornare a sistemi basati su commodity standard, considerati come lo strumento più idoneo per garantire la stabilità monetaria internazionale.

Ma non ci si ferma all’oro: il progetto di istituire una moneta internazionale garantita direttamente dalle riserve petrolifere, nella sostanza un petroleum standard (o in altri termini un energy-based currency) è stata esplicitamente avanzata al secondo South American-Arab League Summit del marzo 2009, dal presidente venezuelano Hugo Chavez. La nuova moneta, denominata Petro, dovrebbe, nelle intenzioni del presidente venezuelano, proporsi esplicitamente come una nuova commodity money internazionale garantita dalle riserve petrolifere, con l’obiettivo annunciato di superare l’instabilità sistemica che ha caratterizzato l’ultimo quarantennio di regime di moneta fiduciaria[8].

Particolare risalto ha avuto in questi anni il progetto di una nuova moneta internazionale proposto nel 2001 dall’economista belga Bernard A. Lietaer, in The Future of Money: Beyond Greed and Scarcity. La nuova moneta, che Liataer chiama Terra, dovrebbe essere basata su un paniere composto dalle dodici più importanti merci commerciate a livello mondiale e caratterizzate da una relativa stabilità di valore. La nuova moneta dovrebbe essere emessa dalla Terra Alliance, una associazione di iniziativa privata e non governativa, un ente finanziato dai paesi produttori di petrolio con l’investimento dei loro surplus e sarebbe poi immessa nel circuito monetario internazionale attraverso le transazioni tra i paesi petroliferi e il resto del mondo.

Ma chi ha un po’ di familiarità con la storia monetaria non può lasciarsi sedurre dal mito della moneta merce come meccanismo infallibile in grado di assicurare automaticamente la stabilità dei prezzi interni ed internazionali. Questa stabilità si ha solo a condizione che l’offerta di moneta merce sia sempre in proporzione con le variazioni di produttività di tutte le altre merci, sia insomma dotata di una elasticità di offerta tale da evitare sia spinte deflazionistiche (aumento del prezzo relativo della moneta merce rispetto alle altre merci e ristagno dei mezzi di pagamento), sia fiammate inflazionistiche (diminuzione del prezzo relativo della moneta merce rispetto alle altre merci). Le fluttuazioni dei prezzi sarebbero quindi sempre esogenamente determinate in base alle variazioni del prezzo mondiale della moneta merce e quindi politicamente non controllabili. Del resto il sistema del commodity standard, così come la vicenda storica ha dimostrato, tende a creare forti asimmetrie tra i paesi. Sono avvantaggiati innanzitutto i paesi che hanno un maggior peso nel commercio internazionale e che accumulano crescenti surplus, mentre sono del tutto svantaggiati i paesi in deficit o che rivestono un ruolo marginale nel commercio mondiale. La probabile tesaurizzazione delle riserve[9] porterebbe poi ad un ristagno dei mezzi di pagamento internazionale e a pressioni deflazionistiche che sopporterebbero prevalentemente i paesi in deficit, costretti ad adottare politiche di riduzione dei redditi interni per poter ristabilire il loro equilibrio esterno. La maggiore stabilità assicurata da forme di commodity money è quindi solo un’illusione.

La strada per evitare il ritorno al barbarico relitto della moneta merce passa attraverso una riforma politica del sistema monetario mondiale che sia diretta al potenziamento di strumenti di liquidità internazionale, come i diritti speciali di prelievo, sotto il controllo di una autorità sovranazionale come il Fondo Monetario Internazionale, che dovrebbe essere opportunamente riformato per dare maggior peso ai paesi emergenti. L’uso di tali strumenti insieme a meccanismi istituzionali che tendano a controllare i movimenti di capitali darebbero al sistema monetario internazionale una maggiore possibilità di governo politico degli squilibri (così come aveva intuito Keynes negli anni Quaranta e Triffin negli anni Sessanta), assicurando, attraverso forme di intervento condivise, una maggiore stabilità. E’ questa la direzione che le autorità monetarie cinesi hanno già realisticamente indicato[10] e che è stata raccolta molto limitatamente nel vertice di Pittsburg del settembre scorso. Sul tema della riforma del sistema monetario internazionale gli interessi delle forze democratiche[11], in primo luogo quelle dell’Occidente, dovrebbero convergere sulla proposta cinese di internazionalizzazione delle riserve per evitare che emergano drastiche soluzioni della crisi del dollaro che finiscano “per gettare via il bambino insieme all’acqua sporca”. Il dollaro potrebbe essere la vittima più illustre di questa crisi, ma il definitivo tramonto della divisa americana per una crisi di fiducia potrebbe facilitare il ritorno a tecnologie di pagamento basate su merci, inasprendo le asimmetrie e le rigidità del sistema dei pagamenti internazionali. Gli stessi Usa potrebbero essere spinti per difendere la loro moneta a ripristinare il dollaro convertibile[12], tentazione che nei circoli politici e finanziari di Washington e Wall Street è stata sempre molto viva.



[1] La prima fase prevede la costituzione del Gulf Monetary Council, nucleo della futura Banca centrale dell’Unione. Gli Emirati Arabi Uniti non hanno aderito al protocollo di intesa per contrasti riguardo alla decisone di scegliere Ryad come sede del nuovo organismo e non Abu Dhabi, ma il loro l’ingresso nella nuova unione monetaria avverrà in una seconda fase, quando è prevista anche l’adesione dell’Oman.
[2] Dal punto di vista dei regimi di cambio, l’Arabia Saudita, gli Emirati Arabi Uniti, il Bahrein e il Qatar restano ancorati al dollaro, ed il Kuwait ad un paniere composito, con un meccanismo di conventional fixed peg, il paese cioè, fissa il cambio con un’altra valuta o ad un paniere mantenendo con essi un piccolo margine di oscillazione (es. 1%). Negli ultimi tre anni, soprattutto per evitare pressioni inflazionistiche interne, l’aggiustamento automatico con il dollaro è stato più volte evitato.
[3] Del resto già si annuncia che nel prossimo decennio, Dubai è destinata, insieme a Shanghai, a superare la piazza finanziaria di Londra.
[4] Se consideriamo il dato delle riserve monetarie mondiale (dati IMF del I quadrimestre del 2009), il 65 %, è costituito da dollari, mentre l’euro si attesta al 26%, seguito dalla sterlina britannica (al 4%) e dallo yen (al 3%). Se si considera poi l’evoluzione della composizione delle riserve mondiali negli ultimi anni, la percentuale in euro sul totale è passata (fonte IMF, 2005). dal 17,9% del 1999 al 24,9% del 2004, toccando il 25,3% nel 2003 (alla fine del 1998, l’ammontare di riserve mondiali in marchi tedeschi, franchi francesi, fiorini olandesi e in ECU era pari al 14,5%). A fronte di questa ascesa dell’euro, le riserve in dollari Usa sono passate, nello stesso periodo, dal 71,0% al 65,9% , mentre le riserve mondiali in yen giapponesi sono diminuite nello stesso periodo dal 6,4% al 3,9%. Leggendo questi dati si può dire che il dollaro dopo la nascita dell’euro ha ceduto solo qualche palmo di terreno, restando ben piazzato a rappresentare quasi due terzi delle riserve mondiali, mentre la moneta unica europea si è avvantaggiata soprattutto a spese delle monete minori, yen e sterlina britannica.
[5] Il passaggio dalla egemonia della sterlina a quella del dollaro avvenne nel tempo relativamente breve di due decenni, tra gli anni Trenta e Quaranta del secolo scorso, ma in un contesto molto diverso da quello attuale. La sterlina e il dollaro erano in quel tempo monete formalmente convertibili in oro, e il passaggio dall’una all’altra egemonia fu determinata in primo luogo dall’accumulo di riserve auree negli Stati Uniti e rafforzato dalla posizione assunta da quest’ultimo paese come creditore netto internazionale. Tuttavia, il fatto che la convertibilità in oro del dollaro era assicurata, il passaggio dalla sterlina alla divisa americana non fu percepito come una trasformazione radicale, dato che sempre il metallo giallo permaneva, almeno formalmente, nelle sue funzioni di standard.
[6] Le autorità monetarie della Repubblica popolare cinese, che detengono in dollari circa il 65% delle loro riserve valutarie (secondo stime non ufficiali, fonte IBS-Reuters), hanno più volte manifestato in modo esplicito timori sulla stabilità del biglietto verde, e dal 2005 hanno ancorato lo yuan a un paniere composito di monete svincolandosi dal rapporto stretto ed esclusivo con la divisa Usa. Da tempo la Russia, seguita da altri paesi emergenti, è impegnata a modificare al composizione delle sue riserve a vantaggio dell’euro.
[7] L’iniziativa della moneta comune della penisola arabica è stata sempre sostenuta dal FMI, cfr. E. Jadresic, On a common currency for the GGC Countries, IMF Discussion Paper, december 2002, come un passo decisivo verso la semplificazione del sistema monetario mondiale.
[8] E il Gulf potrebbe rappresentare una prima tappa nell’attuazione di questo disegno.
[9] Per questo molte proposte contemporanee di ritorno a forme di commodity money prevedono per evitare la tesaurizzazione la definizione di regole internazionali che impongano il pagamento di costi di deposito per le riserve accumulate oltre un certo limite.
[10] Si veda il recente intervento (http://www.pbc.gov.cn/english//detail.asp?col=6500&ID=178), Zhou Xiaochuan, governatore della Banca Centrale della Repubblica Popolare Cinese (People’s Bank of China); cfr. anche R. Patalano, Keynes a Pechino.
[11] Nel recente congresso dell’Internazionale Socialista del luglio scorso neppure una tesi è stata dedicata al problema della riforma del sistema monetario internazionale, ma solo generici riferimenti alla cooperazione, alla lotta contro la speculazione e alla riforma delle quote di partecipazione del FMI a maggior vantaggio dei paesi in via di sviluppo.
[12] Del resto gli Usa sono ancora al primo posto come detentori di riserve auree (con 8133,5 tonnellate), seguiti dalla Germania (3407,6 tonnellate), dall’Italia (2451,8 tonnellate) , dalla Francia (2435,4 tonnellate) e dalla Cina (1054 tonnellate). Dati dicembre 2009.


Fonte: http://www.economiaepolitica.it/index.p ... -standard/

Giornale on line: Economiaepolitica

Leggere anche i commenti.

In verità un dibattito sulla moneta c'è.
Il fatto vero è che nessuno dice niente ai diretti interessati: 6 miliardi di persone.

Avatar utente
Alessandro Bono

Re: NUOVA PETRO MONETA : leggere molto attentamente!

Messaggioda Alessandro Bono » 15 feb 2010, 14:20

Il fatto vero è che a 5.900.000.000 di persone (leviamo quelli che ne traggono profitto tenendoci larghi) non gliene importa un bel niente.

Al comune mortale interesserà solo sapere se la benzina aumenterà di prezzo, senza comprendere che l'inflazione esponenziale è un elemento intrinseco e strutturale del sistema monetario attuale.

"Sì, ma la domanda e l'offerta..."

Dolce dormire...

Avatar utente
domenico.damico

Re: NUOVA PETRO MONETA : leggere molto attentamente!

Messaggioda domenico.damico » 15 feb 2010, 14:29

Quello che però stupisce è che con così tanti potenti mezzi informativi, non filtri in nessun modo l'importanza della notizia in oggetto.

Come può a quel punto la massa CAPIRE?

Le decisioni sulla moneta devono riguardare TUTTI, dovrebbero essere oggetto di un dibattito lungo, approfondito, a tutto campo e che coinvolga tutta la società civile.
Per questo ciò che facciamo con Primit è la più alta forma di carità umana, almeno in questo momento storico. Noi informiamo. Molti altri (quasi tutti) disinformano.

Anche questo articolo che ho citato: approfondisce, si interroga, ma neanche si chiede se sia giusto questo modus operandi delle elites.

La gente è inerme, come può farcela se nessuno la informa?
Pensa se la teoria delle asimmetrie informative si applicasse all'essere umano tipo dell'occidente: come potrebbe mai filtrare le giuste informazioni? Con quali costi? Con quale dispendio di energia?

Avatar utente
giovanni robustelli

Re: NUOVA PETRO MONETA : leggere molto attentamente!

Messaggioda giovanni robustelli » 15 feb 2010, 14:32

Ho letto anche i commenti sull'articolo che hai riportato, ma non emergono particolari considerazioni. Anzi, c'è solo una preoccupazione di fondo che è quella di perdere terreno (con l'euro) nei confronti della moneta merce gulf. Come se la situazione economica con le banche centrali fosse "giusta" e sotto controllo. Almeno da quello che potuto capire (correggetemi per favore in caso contrario).
Per quanto riguarda questa potenziale nuova moneta (cosiddetto Gulf), credo che se da un lato la rende più cedibile con la relativa ed effettiva riserva (dell'oro nero), dall'altra è catastrofica la possibilità di avere una moneta ancora più potente e che funziona attraverso un sistema bancario centrale ancora più stabile di quello americano.
In ogni caso vorrei avere, se possibile, un aiuto per maggiori delucidazioni sulle conseguenze riportate da questo articolo.
Grazie

Avatar utente
Alessandro Bono

Re: NUOVA PETRO MONETA : leggere molto attentamente!

Messaggioda Alessandro Bono » 15 feb 2010, 14:40

Nico, figurati se non siamo d'accordo su questo punto.

Quello che mi preoccupa è vedere le reazione dei terzi informati da noi.

Il punto è che un tg che facesse questo tipo di informazione vedrebbe i suoi ascolti crollare in favore del cane abbandonato o del ventenne morto perché si è schiantato alle sei del mattino dopo aver bevuto tutta la notte (fesso).

Se e quando verrà "coniato" il gulf e quindi la sua esistenza non sarà più un mistero per nessuno, pensi che la gente comincerà a farsi delle domande o che accetterà le cose passivamente?

Per carità, siamo qui e cerchiamo di fare del nostro meglio, ma alle volte mi pare che la maggior parte delle responsabilità non sia da attribuire ad un'informazione che, tutto sommato, è a portata di click, ma a chi non ha interesse nell'ascoltarla.

Comunque articolo interessante, effettivamente pieno di spunti.

Avatar utente
domenico.damico

Re: NUOVA PETRO MONETA : leggere molto attentamente!

Messaggioda domenico.damico » 15 feb 2010, 23:22

Boh...non lo so...

il fatto è che a volte le persone che non vogliono/possono capire mi fanno incazzare e penso pure che IGB fa bene a farsi i cazzi suoi così bene...

a volte mi fanno tenerezza tutte queste persone inconsapevoli e schiave... e a volte mi faccio addirittura tenerezza da solo!

Quando vedi un tossico hai sempre il dubbio se sia colpa sua, della sua indole, della sua stupidità o imprudenza, o imperizia nel toccare una cosa pericolosa come l'eroina.

Quello che però vedo sicuramente è un impressionante spiegamento di mezzi tutti concentrati a indolenzire ed ammansire lo straordinario potenziale dell'essere umano: la sua fantasia, la sua gioia di vivere, la sua libertà di pensiero.
So che noi non siamo così speciali, e che se abbiamo capito noi anche gli altri dovrebbero/potrebbero...
ma forse non è proprio così, a questo punto.

L'articolo comunque arriva ai punti senza tanti fronzoli.

Avatar utente
domenico.damico

Re: NUOVA PETRO MONETA : leggere molto attentamente!

Messaggioda domenico.damico » 15 feb 2010, 23:22

Boh...non lo so...

il fatto è che a volte le persone che non vogliono/possono capire mi fanno incazzare e penso pure che IGB fa bene a farsi i cazzi suoi così bene...

a volte mi fanno tenerezza tutte queste persone inconsapevoli e schiave... e a volte mi faccio addirittura tenerezza da solo!

Quando vedi un tossico hai sempre il dubbio se sia colpa sua, della sua indole, della sua stupidità o imprudenza, o imperizia nel toccare una cosa pericolosa come l'eroina.

Quello che però vedo sicuramente è un impressionante spiegamento di mezzi tutti concentrati a indolenzire ed ammansire lo straordinario potenziale dell'essere umano: la sua fantasia, la sua gioia di vivere, la sua libertà di pensiero.
So che noi non siamo così speciali, e che se abbiamo capito noi anche gli altri dovrebbero/potrebbero...
ma forse non è proprio così, a questo punto.

L'articolo comunque arriva ai punti senza tanti fronzoli.

Avatar utente
sergioloy

Re: NUOVA PETRO MONETA : leggere molto attentamente!

Messaggioda sergioloy » 17 feb 2010, 11:10

certo è che se ancora vi son proposte di:

- ancorare all'oro il valore;
- ancorare il valore al petrolio;
- ancorare il valore metà all'oro, metà alle altre valute, con emissione da parte di un privato;

evidentemente qualcosa non quadra. perché ormai è universalmente accettata la legge di fisher, ed è universalmente accettata l'idea che
la moneta sia convenzione, e l'accettazione degli individui come mezzo di pagamento sia ciò che la legittima, di conseguenza
non capisco la necessità dell'ancoraggio, e non capisco il voler trattare la moneta come una merce qualunque. non so, domenico, mi sa che
sto dibattito è lo stesso che c'è da anni e anni e anni, non è che si muova granchè.

Avatar utente
Christian Tambasco

Re: NUOVA PETRO MONETA : leggere molto attentamente!

Messaggioda Christian Tambasco » 17 feb 2010, 11:19

sergioloy ha scritto:certo è che se ancora vi son proposte di:

- ancorare all'oro il valore;
- ancorare il valore al petrolio;
- ancorare il valore metà all'oro, metà alle altre valute, con emissione da parte di un privato;

evidentemente qualcosa non quadra. perché ormai è universalmente accettata la legge di fisher, ed è universalmente accettata l'idea che
la moneta sia convenzione, e l'accettazione degli individui come mezzo di pagamento sia ciò che la legittima, di conseguenza
non capisco la necessità dell'ancoraggio, e non capisco il voler trattare la moneta come una merce qualunque. non so, domenico, mi sa che
sto dibattito è lo stesso che c'è da anni e anni e anni, non è che si muova granchè.


esattamente a me sembra proprio il dibattito che...NON C'E' tutto si muove all'interno di confini secolari

Ciao Christian

Avatar utente
Karlrex

Re: NUOVA PETRO MONETA : leggere molto attentamente!

Messaggioda Karlrex » 17 feb 2010, 11:22

Mi pare ovvio che scoperta la "convenzione" si ritorni all'ancoraggio per nn perdersi la "proprietà" della moneta a chi detiene le merci con cui convertirla! E cambia il gioco ma non chi lo dirige!

Avatar utente
lillifata
Messaggi: 623
Iscritto il: 21 ago 2009, 9:09
condivido lo Statuto e il Manifesto:
zona operativa:: Sicilia
azioni: manovalanza di piazza, volantinaggio in proprio, costruzione cose.
Località: Caltagirone CT

Re: NUOVA PETRO MONETA : leggere molto attentamente!

Messaggioda lillifata » 17 feb 2010, 12:27

Non si può dire che ci sia un dibattito sulla moneta; c'è e c'è sempre stato da anni e anni un dibattitto su alcuni aspetti della moneta che possono essere dibattuti senza che la comunità dei 5 miliardi e rotti si accorga che nel frattempo siamo tutti un pò più poveri.
Petro standard, Gold standard...ma che cambia? chi "dibatte" su questi argomenti non arriverà mai a parlare del nocciolo del problema...dell'emissione della moneta-debito...
Gulf, terra, intor o come cacchio lo vuoi chiamare...ma che cambia?...stiamo sempre contrattando sul numero dell frustate...
liliana sgarlata

Avatar utente
Umiltao

Re: NUOVA PETRO MONETA : leggere molto attentamente!

Messaggioda Umiltao » 17 feb 2010, 13:02

sergioloy ha scritto:certo è che se ancora vi son proposte di:

- ancorare all'oro il valore;
- ancorare il valore al petrolio;
- ancorare il valore metà all'oro, metà alle altre valute, con emissione da parte di un privato;

evidentemente qualcosa non quadra. perché ormai è universalmente accettata la legge di fisher, ed è universalmente accettata l'idea che
la moneta sia convenzione, e l'accettazione degli individui come mezzo di pagamento sia ciò che la legittima, di conseguenza
non capisco la necessità dell'ancoraggio, e non capisco il voler trattare la moneta come una merce qualunque. non so, domenico, mi sa che
sto dibattito è lo stesso che c'è da anni e anni e anni, non è che si muova granchè.


Accettata da tutti fuorchè da Vito Zuccato che preferisce "accettarla" nell' altro senso (per ora), rimarchiamo.
L' equazione di Fisher stessa fa parte del comparto frustate di Lilli. A presto aggiornamenti nel thread specifico. Ergo:

"L' attuale Sistema Bancario è un baluardo contro l' inflazione: ti deruba prima col debito per evitare che tu vada dopo al bar da sprovveduto a farti impoverire con l' aumento dei prezzi."
[Vito Zuccato, 2009]

Ovvero sono cazzi miei il come vado a spendere al bar del barista cattivo™ il mio camion di banconote.

Per quale motivo è il banchiere, o eventuali suoi sostituti falsi idioti come Ron Paul, che deve decidere quanto e come posso spendere sul libero mercato?


Ma~io~stra~iper~Senna~Toleman~boh?!?©

Avatar utente
sergioloy

Re: NUOVA PETRO MONETA : leggere molto attentamente!

Messaggioda sergioloy » 17 feb 2010, 14:08

universalmente accettata nel mondo accademico, sia chiaro. poi s'ha da valutarsi.

Avatar utente
Umiltao

Re: NUOVA PETRO MONETA : leggere molto attentamente!

Messaggioda Umiltao » 17 feb 2010, 14:28

Allora se vuoi tolgo iper e stra... Lascio il resto perchè molto intensitè©. :D

Avatar utente
domenico.damico

Re: NUOVA PETRO MONETA : leggere molto attentamente!

Messaggioda domenico.damico » 17 feb 2010, 16:57

Siamo in linea.

IL DIBATTITO per sistemare i cazzi delle elites come si deve c'è: nel senso che stanno studiando come fare in modo che insieme all'acqua non vado perso anche il bambino.
Perchè questo è ovvio: se un lavoro è stato fatto da IGB in questi secoli è stato quello di capire COME dominare il mondo.
Questa è la sostanza del LORO dibattito, di cui trapela ogni tanto qualcosa (come questo articolo o quello di Padoa Schioppa).

IL DIBATTITO CHE NON C'E' invece è quello che proviamo ad aprire noi: cioè quello sulla creazione di una moneta di proprietà popolare e della liberazione dal giogo di IGB.

Avatar utente
Karlrex

Re: NUOVA PETRO MONETA : leggere molto attentamente!

Messaggioda Karlrex » 11 mar 2010, 9:14

Qualche anno fa uscì questo articolo sulla repubblica dove si faceva una bella disanima sul dollaro e sulla possibile sostituzione(sempre a debito,si evince proprio) con l'euro o una moneta + stabile e forte.Ci sono molti spunti di riflessione nell'articolo ma anche le solite bla bla bla e ovviamente non si discute proprio della convenzionalità e della emissione accreditata!

!
ECONOMIA
IL COMMENTO
L'autunno di re dollaro
di FEDERICO RAMPINI

"Il dollaro è la nostra moneta ma è il vostro problema". La battuta fu pronunciata nel 1971 da John Connally, segretario al Tesoro Usa, quando l'Amministrazione Nixon decise di sganciare il dollaro dalla parità con l'oro, precipitando il mondo in un decennio di iperinflazione, tassi alle stelle e tempeste finanziarie. Quella cinica osservazione è valida anche oggi. Malgrado abbia perso negli ultimi sei anni oltre il 40% del suo valore rispetto all'euro, il dollaro resta il centro del "sistema solare" del commercio e della finanza globale. Questa sfasatura tra il crollo del suo valore e la persistenza del suo ruolo egemonico, è alla radice di molti mali della nostra economia. E' una contraddizione che paghiamo in tanti modi: il petrolio oltre i 100 dollari, l'inflazione dei generi alimentari, l'impasse della Bce che non riesce a tagliare il costo del denaro per colpa di un carovita importato; tutto ciò si può ricondurre agli squilibri propagati da "sua maestà decaduta" il biglietto verde. Perfino la Cina e i paesi dell'Opec subiscono pesanti ripercussioni interne per la débacle del dollaro, nessuno riesce a difendersi. Siamo tutti in attesa di una rivoluzione copernicana nelle regole monetarie. Se non arriva, è anche colpa nostra.

Eppure il declino americano è evidente. L'Unione europea ha ormai un Pil superiore a quello degli Stati Uniti. La Cina ha sostituito l'America nel ruolo di principale partner commerciale di quasi tutte le aree del mondo, dall'Europa al Giappone. Nella classifica Forbes dei miliardari ai primi 20 posti quest'anno ci sono più indiani che americani. La centralità del dollaro fu istituzionalizzata nel 1944 alla conferenza di Bretton Woods, quando l'economia americana era un gigante solitario in mezzo alle macerie della seconda guerra mondiale.

Il mondo di oggi è irriconoscibile, i rapporti di forza sono stravolti, non solo perché l'America è in recessione e stremata dalla crisi dei mutui, ma anche perché il suo ridimensionamento è una tendenza di lungo periodo. Il superamento del "sistema solare" con il dollaro al centro è stato profetizzato più volte.

Ancora un mese fa George Soros dichiarava a Davos che "è finita un'èra di 60 anni di espansione della finanza mondiale basata sul dollaro come moneta di riserva". Ma il dollaro è ancora lì, malconcio e insostituibile. Warren Buffett, il più ascoltato investitore degli Stati Uniti, due giorni fa ha sentenziato che il dollaro non potrà che valere sempre meno. Di questo passo sarà carta straccia; ma l'unica carta universale. L'86% delle transazioni quotidiane sui mercati dei cambi sono in dollari. I due terzi delle riserve delle banche centrali (comprese le due più ricche del mondo, la cinese e la giapponese) sono in dollari.

Si parla da anni di una diversificazione di queste riserve in favore dell'euro, ma procede a una lentezza esasperante: per ora le banche centrali mondiali detengono solo un quarto delle loro riserve in euro, cioè addirittura meno di quanto avevano in marchi, franchi, lire, fiorini, pesete e tutte le altre ex-monete dell'eurozona ante-1999.

Ancora più impressionante è l'egemonia del dollaro nel commercio internazionale, a cominciare dai mercati delle materie prime. Più volte dei leader antiamericani hanno cercato di sottrarre il petrolio al signoraggio del dollaro. Da Gheddafi agli iraniani, da Saddam Hussein a Hugo Chavez, chi non ricorda le loro proposte di convertire in euro le quotazioni del greggio? Tutte chiacchiere. "Perfino un paese come l'Algeria - ha rilevato il Wall Street Journal - che vende agli Stati Uniti appena il 27% delle sue risorse energetiche, gestisce il 100% del suo commercio estero in dollari". La Malesia e l'Indonesia forniscono la maggioranza delle loro risorse naturali alla Cina: si fanno pagare in dollari. Il Brasile vende zucchero a tutta l'Asia: in dollari. Iran, India, Pakistan e Bangladesh hanno creato una sorta di mercato comune ma regolano le loro transazioni in dollari. Idem nel commercio tra Cina e Giappone, tra Cina e Corea del Sud. Un fenomeno simile accadde nel secolo scorso. Molto tempo dopo che la Gran Bretagna aveva cessato di essere l'economia più ricca, la sterlina rimase la moneta degli scambi e della finanza internazionale: fino alla seconda guerra mondiale. Il parallelo non è rassicurante, visti i disastri finanziari avvenuti negli anni Trenta.

Le conseguenze nefaste che ha su di noi il tracollo del dollaro sono ben più ampie di quanto si crede. E' noto che siamo penalizzati perché le nostre esportazioni costano sempre più care, non solo sul mercato Usa ma in tutti quei paesi le cui monete sono agganciate o influenzate dal dollaro, inclusa la Cina. E' meno noto il modo in cui il dollaro debole diffonde i virus dell'inflazione mondiale. Le fiammate dei prezzi del petrolio e di tutte le materie prime - metalli, derrate agricole - sono causate "due volte" dal dollaro. Anzitutto i paesi esportatori di energia e risorse naturali devono compensare la caduta della moneta con cui vengono pagati. Ma vi si aggiunge il ruolo della speculazione: proprio perché l'America esporta debiti e inflazione, i capitali mondiali cercano rifugio in investimenti sicuri. Le materie prime sono diventate l'ultima spiaggia per ripararsi dalla crisi. Nel lungo termine, certo, petrolio grano e riso rincarano per il boom dei consumi di Cina e India. Nel breve termine vanno su perché gli hedge fund accaparrano i "futures" delle materie prime come protezione dal collasso del dollaro. Proprio come negli anni 70 di Nixon, l'America esporta la sua crisi in ogni angolo del mondo.

Perché non riusciamo a sganciarci dal ruolo ingombrante di una moneta allo sbando? L'euro continua a essere una promessa mancata, una moneta-leader solo allo stato potenziale. E' sintomatico che le banche centrali di Pechino e di Tokyo possiedano ancora così pochi euro. Visto dall'Asia - l'area che sta diventando il nuovo baricentro e la massa critica dell'economia globale - l'Unione europea è un'entità politicamente inafferrabile. Pesa anche il fatto che la più grossa piazza finanziaria d'Europa, il mercato più liquido ed efficiente è Londra, che sta fuori dall'euro. Infine quando i fondi sovrani della Cina, di Singapore e degli emirati arabi vogliono comprarsi le banche americane vengono accolti a braccia aperte. Nell'Unione europea perfino acquisizioni franco-italiane, o viceversa, sono ostacolate. La centralità del dollaro avrà vita lunga finché non si fa avanti un sostituto credibile.
(7 marzo 2008)

fonte: http://www.repubblica.it/2008/03/sezion ... llaro.html

Avatar utente
kasiacolagrossi
Messaggi: 2454
Iscritto il: 12 dic 2009, 14:28
condivido lo Statuto e il Manifesto:
zona operativa:: Roma e provincia
azioni: volantinaggio in proprio, grafica , costruzione e/o progettazione dei supporti, manovalanza di piazza,
Località: Castel Madama (RM)

Re: NUOVA PETRO MONETA : leggere molto attentamente!

Messaggioda kasiacolagrossi » 4 lug 2010, 2:55

ma il fatto che ECU si chiamava ECU è una coincidenza ( e non parlo di nome ufficiale ) ? ed è vero che EURO è stato appoggiato in Germania? ( per la seconda domanda la risposta la trovo.... ma per la prima ho trovato poco materiale... )



scusate se fuori tema ma in questo topic c'è la frase più lunga che nomina ECU... :oops:


...un bambino quando è piccolo se non lo prendi per la mano comincerà mai a camminare ? Se sì. Quali sarebbero i fattori che determinassero il suo sviluppo motorio da considerare negativi ? scrivere e leggere ?

credo che è solo la questione di tempo... e questa ha bisogno solo di pazienza, perché è ovvio che bambino si alzerà anche senza la nostra mano... quando? purtroppo non si sa, ma è solo questione di tempo... *credo
katarzyna edyta colagrossi


Torna a “Tecnica - Discussioni”

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 1 ospite

cron
Eccetto dove diversamente specificato, i contenuti di questo sito sono liberamente riproducibili purché sia citata e linkata la fonte (sono infatti rilasciati sotto una licenza Creative Commons BY-NC-SA 2.0) Il redattore non e' legalmente responsabile per i pensieri e le affermazioni espresse in questo blog dai visitatori. L'autore non assume alcuna responsabilità nel caso di eventuali errori contenuti negli articoli o di errori in cui fosse incorso nella loro riproduzione sul sito. Tutte le pubblicazioni su questo sito avvengono senza eventuali protezioni di brevetti d'invenzione; inoltre, i nomi coperti da eventuale marchio registrato vengono utilizzati senza tenerne conto. Questo sito non è una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità . Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001 Comunque, Costituzione Italiana - Art. 21: Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. :: SE&O :: Salvo Errori et Omissioni "come scrivono le banche, in calce agli estratti conto, per evitare eventuali future azioni penali".