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sandropascucci
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il 3% de 'sta fava

Messaggioda sandropascucci » 16 ott 2012, 14:24

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L'incredibile storia del 3% del deficit pubblico

Scritto da Angela Iannone | Yahoo! Finanza – gio 11 ott 2012 12:46 CEST

Che reazione avreste se scopriste che le misure di austerity, le riforme fiscali e i tagli che incombono - in forma più o meno consistente - sui Paesi dell'Eurozona per rispettare il Patto di stabilità e crescita non dipendono da una rigorosa teoria economica ma da un numero buttato a caso? Male, ovviamente. Eppure è così.

Ajourdi en France ha rivelato come il 3%, tetto massimo del deficit pubblico che uno Stato deve rispettare per poter restare nell'Eurozona ed evitare la bancarotta sia nato in Francia, inventato "in fretta e furia" da un uomo, Guy Abeille, ex funzionario della direzione del Bilancio.
Una cifra nata dal nulla, come rivela lo stesso Abeille al quotidiano le Parisien. Il famigerato numero, considerato insostenibile da molti economisti, odiato dalla destra come dalla sinistra "è nato su un tavolo, senza alcuna riflessione teorica - afferma Monsieur «3%»". E' il 1981: Francois Mitterrand (l'allora presidente della Repubblica francese, n.d.r.) "aveva bisogno di una regola facile da opporre ai ministri che si presentavano nel suo ufficio a chiedere denaro". Continua: "avevamo bisogno di qualcosa di semplice. Tre per cento? È un buon numero, un numero storico che fa pensare alla trinità".

Nessuno pensava che undici anni dopo i tecnocrati di Bruxelles si sarebbero ispirati a questa cifra per creare uno dei parametri più rigorosi previsti nel Trattato di Maastricht, "e altrettanto falsamente cartesiana - denuncia il quotidiano francese - quella che obbliga a limitare il deficit strutturale degli stati allo 0,5 per cento. Perché non l’1 o il 2 per cento? Nessuno lo sa".
Un numero che come uno spauracchio è entrato a far parte nella nostra vita quotidiana: "da esso dipende - continua Abeille - la scelta di costruire o meno scuole e ospedali o se aumentare le tasse".

E proprio dalla Francia arriva l'ennesima promessa fatta al 3%: il mese scorso il ministro dell'Economia e delle Finanze Pierre Moscovici ha dichiarato che la Francia ridurrà il deficit/Pil al 3% nel 2013 dal 4,5% di quest'anno, prevedendo tagli e sacrifici per 30 miliardi di euro. Ne vale, afferma "della credibilità del Paese". Perchè "un Paese che si indebita - ha aggiunto - e' un Paese che si impoverisce, che fa pagare le generazioni future e che si mette nelle mani dei mercati". Come dargli torto, d'altronde, sono pur sempre i precursori.

da: http://it.finance.yahoo.com/notizie/inc ... nM-;_ylv=3
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