[ANALISI parte II] domande senza risposte alla MMT

Critica di risposta alla teoria della moneta moderna (MMT) e al signor Rossi
sandropascucci
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[ANALISI parte II] domande senza risposte alla MMT

Messaggioda sandropascucci » 5 feb 2012, 14:47

in parallelo con la PARTE I..


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DOMANDA N.1: Perché il signor rossi non usa il termine "creare" moneta ma usa l'inadeguato termine "inventare" moneta ??


DOMANDA N.2: perché gli MMTinani usano il termine "sbloccare" e non il semplice e millenario "pagare"? Che psicosi c'è dietro??


DOMANDA N.3: Perché si sputa sul signoraggio e poi si fa parlare Nino Galloni, che ha scritto [almeno] un libro con autori signoraggisti? Incoerenza o comodità (avere un italiano nel board, con un paio di chicche-gossip sugli anni 80/90) ??


DOMANDA N.4: Perché si negano i lavori di decine di studiosi della c.d. Scuola Austriaca, etichettandoli "signoraggisti", che è la cosa più assurda mai pensata da essere umano? Gli Austriaci odiano i signoraggisti quasi quanto i signoraggisti odiano i banchieri. E' da sempre così. Perché il signor rossi ha voluto fare di tutta un'erba un fascio?


DOMANDA N.5: Perché il signor rossi mischia, nel suo "racconto", i tempi? A volte parla di come stanno le cose ma poi spunta fuori che sta parlando di come dovrebbero essere in un mondo-MMT e a volte parla, cambiando senza avvertire, di un caso reale di un paese straniero. Me non era un giornalista, questo?


DOMANDA N.6: Lincoln era MMT compatibile? No, perché è un idolo dei signoraggisti, sai.


DOMANDA N.7: La frase "Dire che uno stato non può perseguire i suoi scopi per mancanza di denaro è come dire che un ingegnere non può costruire strade per mancanza di chilometri" è MMT-style? E' di Ezra Pound, un noto fascistone e idolo dei signoraggisti...


DOMANDA N.8: Questo aforisma è MMT? “Nelle Colonie [americane], emettiamo la nostra moneta cartacea. Si chiama 'Cartamoneta provvisoria coloniale' [Colonial Scrip]. La emettiamo nelle giuste proporzioni per produrre merci e farle passare facilmente dai produttori ai consumatori. In questo modo, creando noi stessi il nostro denaro cartaceo, ne controlliamo il potere d'acquisto e non abbiamo interessi da pagare a nessuno.

"Vedete, un Governo legittimo può sia spendere che prestare denaro in circolazione, mentre le banche possono soltanto prestare cifre considerevoli attraverso i loro biglietti di banca promissori, per cui questi biglietti non si possono né dare né spendere se non per una piccola frazione di quelli che servirebbero alla gente. Di conseguenza, quando i vostri banchieri in Inghilterra mettono denaro in circolazione, c'è sempre un debito fondamentale da restituire e un'usura da pagare. Il risultato è che c'è sempre troppo poco credito in circolazione per dare ai lavoratori una piena occupazione. Non si hanno affatto troppi lavoratori, ma piuttosto pochi soldi in circolazione, e quelli che circolano portano con sé un peso senza fine di un debito impagabile e usura.”
[Benjamin Franklin, Autobiografia, (1763)]

DOMANDA N.9: il signor rossi vuole ricostruire, nel 2011, L'AQUILA accreditando moneta sul conto dei muratori che rifaranno la città distrutta (http://www.abruzzoweb.it/?contenuti/?barnard-senza-leuro-laquila-si-?potrebbe-rifare/20399-302/).

Il PRIMIT dal 2009 dice questo: http://www.signoraggio.com/?signoraggio ... uila.?html e questo: http://www.primit.it/forum/?phpBB3/viewforum.php?f=34

Qual è la differenza?


DOMANDA N.10:

Problema
Tutti i politici eletti alla guida della Nazione hanno sempre indebitato lo Stato chiedendo denaro in prestito ad una ristretta cerchia di banchieri privati;
Questi banchieri internazionali creano il denaro dal nulla e senza nessuna contropartita, semplicemente stampandolo;
Gran parte delle tasse versate dal cittadino servono a pagare gli interessi su quel debito inestinguibile, eterno, costituito da carta straccia.

Domanda:
1. Perché lo Stato non si stampa da solo i soldi?
2. Perché conia le monete metalliche ma non stampa le banconote?
3. Perché emette Obbligazioni invece che stampare moneta esente da interesse?
4. [ex] Perché non esiste un elenco ufficiale dei proprietari della Banca d'Italia S.p.A.?
4bis. Perché, dal 10 AGO 1893, l'elenco dei soci di Bankitalia S.p.A. è stato reso disponibile solo il 20 SET 2005?
5. Perché il Senato della Repubblica nei suoi verbali riporta «omissis» quando arriva ad elencare tali partecipanti?
6. La Banca ha il monopolio della creazione ed emissione della moneta. Essa crea 100, presta 100 e pretende una restituzione di 100 + 5 di interesse: lo Stato dove prende quel +5 [che non esiste]?


DOMANDA N.11: Le prove che i 5 MMTers hanno salvato l'Argentina?


DOMANDA N.12: L'Argentina è salva? Se sì, grazie alla MMT? Se no, per colpa di non averla adottata? (guarda, eh...)

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Re: PARTE II - le cazzate della MMT

Messaggioda sandropascucci » 5 feb 2012, 15:21

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non che questo che dice Wray [nel seguito] a proposito di riserve non sia vero, per carità, ma solo per indicare come si rivendono per gran scopritori di acqua calda, questi "MMTers", e che ottusità c'è dietro in chi, in ITALIA, vuole supportare, a suon di euro, tali professoroni ma, al contempo e inspiegabilmente - se non sei uno psichiatra bravo - imperterriti negano argomenti come riserva frazionaria, creazione ex-nihilo, potere di IGB ecc.., che, inve, il loro idolo Wray espone chiaramente, anche se con spocchia imbarazzante.

vediamo qui un estratto di una critica/difesa di questo Wray, Randall, verso chi parla - ma come mai?!? - di iperinflazione..

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Egli critica vari aspetti delle accuse che gli piovono addosso.. però.. diamine.. un po' di umiltà!

1. «Le Banche non prestano le riserve. Tra l'altro, non possono farlo..»

E' ovvio che le riserve non si prestato. Lo dice la definizione:
03. le banconote che le banche non possono toccare (prestare) sono dette "RISERVE BANCARIE";
viewtopic.php?p=26469#p26469
ed è possibile leggerlo in un qualsiasi libro di economia, guarda caso anche nei libri di Bernanke, da cui questo si difende!

2. «Come diciamo noi sostenitori della MMT "i prestiti creano i depositi"».

dai!! ma se lo dice Bernanke stesso nel suo "Principi di macroeconomia" - [Ben S. Bernanke, Robert H. Frank - McGraw-Hill] e pure Burda Wyplosz in "Macroeconomia" - [Egea]

lo dicono TUTTI, anche de Soto, von Mises.. tutti:
Moneta, credito bancario e cicli economici - Huerta de Soto
viewtopic.php?p=36500#p36500

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Re: PARTE II - le cazzate della MMT

Messaggioda sandropascucci » 11 feb 2012, 0:13

!
Quando la controinformazione si lega all'informazione...


10/02/2012, ore 16:50 -
Sarà che certi argomenti di attualità si prestano, ma ultimamente aumentano i casi di siti o gruppi su Facebook che fanno una "controinformazione" che finisce per legarsi strettamente all'informazione per creare disinformazione.
Vediamo di districarci con i termini. Per controinformazione intendo l'informazione trasmessa non sui canali ufficiali, di TV e giornali, ma attraverso i siti. L'esempio classico è l'11 settembre. Sono stati blog e siti a diffondere i dubbi sulla attendibilità della versione ufficiale e gradualmente a dimostrare che la stessa era falsa, e che le Twin Towers vennero demolite da artificieri dell'esercito americano. In Tv e sui giornali, se si esclude Report, su Raitre, che fece una puntata speciale in cui trasmise un documentario fatto da un miliardario americano, non è mai passato nulla del genere. Naturalmente la controinformazione non è oro colato. C'è da fare una attenta ed accurata selezione, di norma trovi una notizia buona ed affidabile ogni 20, se ti va bene.
L'informazione, appunto, è quella ufficiale, di Tv e dei grossi giornali. La disinformazione è l'informazione che racconta una cosa non vera.
Chiarito questo, veniamo al punto. Cioè alla controinformazione che sembra appoggiare l'informazione, anche se dice di essere contraria. Facciamo un esempio, che è quello che capita più frequentemente: quella di un giornalista, Paolo Barnard Rossi (anche se non usa il cognome, ma solo i due nomi). Faceva parte della redazione di Report poi venne allontanato (lui dice che venne cacciato perchè lui voleva fare servizi "fastidiosi" per il potere, ma la Gabanelli non gliel'ha mai permesso) e da allora non lavora in TV o sui giornali. Di recente anche lui ha trovato cause e soluzioni della crisi economica che stiamo vivendo.
La causa sarebbe il fatto che i Paesi stanno cercando di ridurre il proprio debito. Infatti, secondo lui, l'Italia per salvarsi dovrebbe semplicemente uscire dall'euro, tornare alla lira (o comunque una equivalente "moneta sovrana") e spendere liberamente per il welfare e l'occupazione. Perchè ecco il colpo di scena: si tratta di soldi che non possono considerarsi debito, in quanto rimangono nel circuito economico italiano. Naturalmente, perchè una moneta possa dirsi sovrana, c'è bisogno di tre condizioni: 1) che non sia emessa da una Banca Centrale privata (quindi la BCE o Bankitalia di oggi non vanno bene, in quanto sono private); 2) che non sia vincolata ad altre monete (per esempio lo yuan cinese non andrebbe bene perchè è vincolato da un rapporto di cambio semifisso con il dollaro americano); 3) che sia emessa da una Banca Centrale legata al governo di uno Stato.
L'esempio che viene fatto è quello del Giappone, che ha un debito pubblico pari ad oltre il 220% del Pil, cioè quasi il doppio di quello italiano. Eppure a differenza degli altri Paesi non ha nessun problema sui mercati, con i titoli di Stato. E quindi, conclude Barnard, bisogna fare così.
Ora, l'esempio giapponese è quanto di più sbagliato si possa prendere, a meno che non si conosce il sistema economico giapponese. Infatti sul mercato i titoli di Stato in Yen praticamente non ci sono: la Bank of Japan li cede direttamente alle banche, le quali sono legate a filo doppio (ma anche triplo, quadruplo, quintuplòo e così via) alle industrie, per cui a garanzia di quei titoli e della moneta non ci sono solo le casseforti delle banche, ma l'intera potenza industriale del Giappone. Ecco spiegato perchè può permettersi un debito pubblico così alto. Ma non è così negli altri Paesi.
C'è qualche moneta sovrana da poter prendere come esempio per soddisfare Barnard? Ce ne sono, ma dimostrano solo che il giornalista prende un abbaglio. Per esempio, possiamo prendere la lira negli anni '80, quando soddisfaceva le condizioni poste da Barnard per essere una moneta sovrana. E proprio in quegli anni - dal 1983 in poi - abbiamo avuto l'applicazione della teoria di Barnard: il governo Craxi cominciò a spendere e a spandere denaro pubblico in applati dati a destra e a manca. E qual è stato il risultato? Il debito pubblico, contrariamente a quanto racconta Barnard, è schizzato a razzo verso l'alto, passando tra il 1983 e il 1987 dal 73 al 96% del Pil, mentre tra il 1983 e il 1992 è addirittura raddoppiato. Insomma, è stato proprio il libero spendere dei governi italiani che ci ha portato alla crisi attuale.
Non va bene la lira, visto che parliamo di 30 anni fa? Benissimo, allora prendiamo il dollaro. Nel 2000 Bill Clinton lasciò a George Bush un debito pari a circa il 35% del Pil. Negli 8 anni successivi sono stati spesi soldi a palate per sostenere lo sforzo bellico legato all'invasione di Iraq ed Afghanistan. SI tratta di soldi che sono state riversate all'interno, perchè l'esercito Usa, per legge, può rifornirsi solo da fabbriche che sono su territorio americano. Per fare un esempio, quando la Beretta vinse la gara per la forniture di pistole ai soldati, dovette costruire su suolo americano una fabbrica che produce delle pistole chiamate non F-92 (denominazione ufficiale), ma con una diversa sigla. Nonostante questo il debito pubblico nel 2008, quando è subentrato Obama, era salito ad oltre il 65% del Pil. Il colpo finale è arrivato con la crisi: il nuovo presidenmte ha speso oltre 4000 miliardi di dollari per salvarle e per salvare altre attività economiche (la Chrysler, per esempio, oppure il colosso assicurativo AIG) e il debito pubblico federale Usa (cioè quello dello Stato centrale, senza contare quello dei singoli Stati) è volato oltre i 15 mila miliardi di dollari, cioè oltre il 100% del Pil. Eppure il dollaro è una moneta sovrana, e la spesa è stata fatta, almeno tra il 2001 e il 2008, integralmente sul territorio americano.
In realtà, le cose non funzionano così. Tra il 1945 e il 2000, gli Usa hanno scatenato molte guerre locali per giustificare forti spese pubbliche (anche se i soldi andavano sempre alle stesse fabbriche, quelle legate alla guerra e al petrolio) che servivano per dare ossigeno all'economia nazionale. E questo avveniva sia perchè molti giovani disoccupati vedevano l'esercito come mezzo per avere un posto fisso e, a certe condizioni, anche un titolo di studio gratuito; sia perchè le fabbriche militari avevano bisogno di aumentare la produzione e quindi assumevano nuovo personale. Le invasioni di Iraq ed Afghaniostan non hanno prodotto questo risultato: gli arruolamenti sono stati pochissimi e il fatto di condurre una guerra a bassa intensità (in Afghanistan non c'era un esercito; e quello iracheno era già stato distrutto con la Guerra del Golfo, negli anni '90) non ha reso conveniente, per le fabbriche militari aumentare la produzione. E così niente ossigeno per l'economia n azionale. In particolare, resta basso il potere di acquisto di gran parte della popolazione; ed è questa la vera causa della crisi.
Tuttavia, a questo punto resta una domanda: perchè questa teoria così sbagliata (che Barnard chiama Modern Monetary Theory o MMT)?Ovviamente, bisognerebbe essere nella testa del giornalista per saperlo. Quello che è certo è che tre cose rimangono impresse: 1) la necessità di uscire dall'euro, 2) la necessità di aumentare la spesa pubblica indiscriminatamente per risolvere la crisi; 3) l'individuazione del nemico nella BCE e nel rigore che viene imposto sui conti pubblici. E' solo un caso che siano e-sat-ta-men-te i tre punti proposti dal governo Berlusconi per uscire dalla crisi prima che quest'ultimo si dimettesse? E' solo un caso che si elogia, indirettamente, l'attività di Craxi nello sperpero dei soldi pubblici? Sarebbe interessante saperlo.
Naturalmente questo non è l'unico caso. Ce ne sono tanti, di questo genere, che partono da presupposti a volte persino condivisibili ma che poi arrivano a conclusioni stranamente simili a quelli dell'informazione ufficiale, ma lontani dalla realtà. Perchè uscire dall'euro significherebbe la fine dell'Italia. A parte gli enormi costi necessari alla creazione di una moneta nazionale, ci troveremmo con una moneta che a livello internazionale non vale nulla. E questo significherebbe che comprare all'estero ci costerebbe tantissimo. A sua volta questa debolezza della nostra moneta ci porterebbe a quella che viene definita "inflazione importata", cioè una inflazione causata dall'aumento dei beni comprati all'estero, a cominciare dai carburanti e dal gas per scaldarci. Inflazione che crescerebbe sempre più, impoverendo sempre più il ceto medio che comprerebbe sempre meno e così via: una spirale negativa che ci porterebbe nella situazione della Grecia o peggio.

di Antonio Rispoli

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Re: PARTE II - le cazzate della MMT

Messaggioda sandropascucci » 12 feb 2012, 21:31

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Re: PARTE II - le cazzate della MMT

Messaggioda sandropascucci » 13 feb 2012, 9:21

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La vergognosa falsità della MMT in Italia..

..e quindi nel Mondo.

«Sai Dimitri, quando si cerca un eroe, bisogna partire dalla cosa di cui ogni eroe ha bisogno: un cattivo. Per questo, cercando il nostro eroe Bellerofonte, abbiamo creato un mostro: Chimera.»
[Dr. Nekhorvich, Mission Impossibile II]


I sostenitori della MMT in Italia sono impregnati di fanatismo religioso. Ciechi e sordi al dibattito interattivo diventano pericolosi quando gestiscono forum e paginette internet. Fascisti censori e picchiatori nel virtuale si dimostrano carne da macello nella sostanza stessa dell’argomento che portano in processione solenne. E autoreferente.

Spero non siedano mai in posti di una qualche importanza, rilevanza, peso per la comunità. Sarebbe un triste giorno per la libertà di pensiero. Per la intelligenza stessa dell’Essere Umano.

Come ogni invertebrato questa MMT striscia, indegna, sul piano accademico e pratico.

Si erge solo sorretta da MENZOGNA e STUPIDI SCHIAVI.

MENZOGNA.

Il cavallo di battaglia della MMT è che si vende come il risolutore di problemi altrimenti non risolvibili. Il più accreditato (nei deliri dei sostenitori, gli MMTinani) è che - attenzione! – :

>
>
«la MMT ha permesso all’Argentina di salvarsi» [asserzione #1]


Mancando il dialogo e occasioni di confronto con questi scemi è ovvio che le informazioni riguardo a ciò siano scarse, se non nulle. Per vie traverse e/o attendendo che il loro EGO si faccia corda attorno alle loro caviglie d’argilla (perché gli stupidi secernono EGO come corda, nella quale si intrecciano invariabilmente) escono fuori, materializzandosi col contagocce, le prove di quanto affermato e sostenuto.

Le tre prove che vanno per la maggiore riguardano 3 (tre) studi racchiusi in PDF (in inglese) che rappresenta lo STUDIO della situazione argentina da parte dei cavalieri della MMT, tra cui spicca come una mer.a su un prato innevato, il nome di Wray.

Ricordiamo come è venduta agli italiani (al momento ai soli internauti italiani) la MMT, dalle parole del suo portavoce in Italia, Paolo Rossi Barnard (“barnard” non viene usato nel conto corrente che il signor rossi ha aperto presso la Unicredit per raccogliere i soldi – ad oggi pare oltre 65.000 euro – destinati a far venire in Italia gli specialisti della MMT per un corso sulla materia di tre giorni, a Rimini) :

>
>
Sono Paolo Barnard. Ho deciso che è assolutamente vitale chiamare in Italia il gruppo fondatore della Modern Money Theory (MMT) per un summit di due giorni dedicato a chiunque sia intenzionato a divulgare la MMT come politica economica nazionale salva vite, salva nazione e salva democrazia.

[..]

MMT – Perché e come siamo caduti vittime del Colpo di Stato Finanziario – Crisi dell’Euro e soluzioni per l’Italia – Crisi Finanziaria, chi sono i criminali e come prevenirle – Costruire uno Stato sovrano che tuteli i cittadini con piena occupazione e pieno Stato Sociale, piena ricchezza produttiva e accesso alla democrazia vera.


Le parole non lasciano spazio a dubbi o interpretazioni. Qui si parla di paradiso, cazzo!

Allora andiamo a VERIFICARE (posso?) se ALTROVE, dove il carro della MMT è già passato, ci siano questi prati in fiore, questa assoluta e piena vita fatta di occupazione, dignità e felicità. Vediamo, in soldoni, se la corruzione è stata spazzata via, se la signora Democrazia passeggia di notte in minigonna ascellare indisturbata e gioiosa.

Dove? Sono loro stessi - ricordate? – a indicarci il luogo: l’Argentina.

Vediamo:

Questo è il PDF (il primo dei tre) originale:
http://www.cfeps.org/pubs/wp-pdf/WP41-T ... ay-all.pdf

Per chi, ignorante bestia*, non conosce l’inglese può appoggiarsi a una traduzione alla buona offerta da Google

Ora prendetevi un paio di giorni per leggere (e integrare gli errori di traduzioni online) questo documento e ditemi VOI se

a) è una buona strategia questa adottata per l'Argentina (benefici, costi, ideali..);
b) è MMT vera;
c) Wray (e compari) ne è il tutore (e a che livello) reale.



a mercoledì.



*così ci considerano gli scemi di cui sopra..

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Re: PARTE II - le cazzate della MMT

Messaggioda sandropascucci » 20 feb 2012, 16:42

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L'ISOLA DEI DEMENTI

Approfittando del tweet di S. Kelton di oggi, riassumiamo qui rapidamente la potente semplicità dei concetti di “Bilancio settoriale”, basilari nella Modern Money Theory , e vediamo come funzionano in Italia.
Ipotizziamo di avere un'economia fatta da due soggetti che vivono su un isolotto: Tizio e Caio. Ciascuno di loro puo' indebitarsi con l'altro, scrivendo su dei pezzetti di carta “io ti devo x”, in cambio di un bene REALE (una mela, per esempio).
Se Tizio emette un “io ti devo 5” verso Caio, è evidente che Tizio ha un debito di 5 verso Caio, e Caio un credito di 5 verso Tizio. Caio ha una ricchezza FINANZIARIA di 5. Caio tiene questo “io ti devo” conservato: è il suo RISPARMIO.


Siamo al primo passaggio e questo già ci intorta con dei termini inappropriati.

La banconota “io-ti-devo-5” di Tizio non è una “ricchezza finanziaria” e non è credito né tantomeno debito.

E’ semplicemente moneta.

Dal momento che è stata emessa da Tizio e [dal momento] che Caio l’ha accettata, in pagamento della sua mela (un bene reale) ella, la banconota, diventa moneta “reale” (lawful money). Per accettazione. E dato che c’è stato un bene reale coinvolto nella transazione, assume, per induzione, valore pari a quel bene scambiato.

Ora la banconota “io-ti-devo-5” ha valore di una mela, poiché il mercato (la compravendita tra Tizio e Caio) ha deciso così, nel momento dello scambio.

Senza forzature (si spera). Da questo momento l’unita monetaria “io-ti-devo-5” varrà una mela, PER CONVENZIONE tra i due attori del libero mercato.

Si chiama “valore indotto”. L’ha teorizzato (e dimostrato) un tal Giacinto Auriti. 10 anni fa.

Confermiamo che detenere la banconota “io-ti-devo-5” in tasca o nel cassetto è risparmio. Fino a che non si verifica il secondo utilizzo della banconota, ossia nel momento che Caio pretende di spendere il mezzo di pagamento cartaceo “io-ti-devo-5” nel mercato.

Magari Tizio coltiva zucchine e una zucchina costa un pezzo da “io-ti-devo-5”.

Ma non c’è debito. Chi ha la moneta non ha debito. E chi ha la merce non ha debito ugualmente, poiché ha ceduto una moneta “reale”.

Certo Tizio, per ora, mangia una mela dando solo un pezzo di carta, ma il fatto che Caio l’abbia accettata presuppone ci siano accordi, tra i due, che permettono l’emissione di moneta privata, legalmente riconosciuta dalla “comunità” (piuttosto piccola, invero, e mi chiedo come risolveranno l’altro problema più grande: il sesso).

Quando Caio comprerà la zucchina di Tizio la moneta “io-ti-devo-5” tornerà nelle mani di Tizio, che l’aveva emessa. Nessun debito, nessun credito. E Tizio potrà riposare (risparmio) la moneta per la prossima occasione. Non è più ricco, poiché possiede solo un pezzo di carta e parimenti puo’ possederlo anche Caio, stampandoselo (erano gli accordi di inizio storia, ricordate?).

Nessuno è più ricco dell’altro, poiché ENTRAMBI possono creare moneta ma ENTRAMBI devono lavorare per farla accettare.

Se Tizio si stampasse un altro pezzo di carta, per avere una seconda mela, senza farsi vedere all’opera in un campo per creare la zucchina, ecco che Caio avrebbe delle remore ad accettare tale nuovo pezzo di carta e, non accettandolo, lo DECLASSEREBBE da -> moneta a -> cartastraccia. E con lui il pezzo precedente. Ecco perché la Cina è costretta a continuare ad accettare in pagamento dagli Stati Uniti la merdaccia-verde della Federal Reserve. Poi i cinesi, che non sono stupidi, cambiano tale moneta-monnezza con Titoli di Stato americani.. è sempre carta ma di “peso” (qualità) ben differente.

Tornando all’isola: puoi emettere moneta se hai chi è pronto/disponibile ad accettarla. Tale disponibilità è la chiave per fare di un pezzo di carta una moneta “reale”.

Il banchiere, invece, non lavora. Non produce, se non pezzi di carta (o bit).

Se il banchiere si trovasse a vivere sull’isola con Tizio e Caio.. beh.. morirebbe di fame, poiché INATTIVO (a meno che non volesse risolvere il problema del sesso che dicevamo prima, ma sarebbe potenzialmente PASSIVO, in tal caso).

Oggi come oggi il banchiere, sull’isola, emetterebbe moneta sotto forma di debito (moneta-debito), poiché da lui non potresti mai ricomprare/rci nulla di reale, in quanto IMPRODUTTIVO.

Altrimenti il banchiere emetterebbe un pezzo di carta “io-ti-devo-5” e mangerebbe gratis le mele e pure le zucchine, infestando l’isola di banconote “vuote”, senza corrispettivo.

Ora si prospettano due casi: o le banconote sono indistinguibili tra loro, per quel che riguarda l’origine (banconote standard, quale che sia la sorgente), o sono riconoscibili (banchiere viola, Tizio verde, Caio rossa).

Se percettibili, allora il banchiere dovrà per forza di cose determinare un “corso forzoso”, ossia costringere i due produttori ad accettare la sua merda (altrimenti non potrebbe fare la spesa).

Se identiche i prezzi salirebbero, poiché Tizio e Caio avrebbero immediata percezione dell’aumento della massa monetaria in circolazione sull’isola.

Nel caso del corso forzoso si prospetterebbe ugualmente un aumento generalizzato dei prezzi, in seguito alla perdita di potere di acquisto dei due produttori (anche del banchiere, ma lui spende per primo la nuova emissione [di moneta-debito] e se ne frega).

E' evidente che perchè possa esistere RISPARMIO di Caio, deve esistere uno speculare deficit di Tizio. Nel complesso, abbiamo una ricchezza finanziaria=5, e il corrispettivo deficit=5. La ricchezza finanziaria complessiva è +5 -5 = 0

FALSO. Abbiamo visto che la “finanza” non c’entra nulla. C’è “il mercato” e gli “operatori del mercato”. C’è “la moneta” e nessun credito né debito. La finanza è proprio colei che ci ha portato a questo punto di crisi sistemica mondiale, con il suo demolire l’economia REALE.

Chiamiamo questo settore: PRIVATO

Se ciò ti aggrada..

Ora consideriamo che “fuori” da questo sistema, esista un altro sistema, analogo, ma in un altro isolotto, abitato da Kim e Jong.
Anche loro hanno un'economia che funziona come quella di Tizio e Caio.
Chiamiamo questo settore: ESTERO


Se trovi compiacente questo..

PRIVATO può ricevere dei pezzetti di carta “io ti devo” emessi da “ESTERO”: Kim emette un “io ti devo 5” verso Tizio, in cambio di un bene REALE (una mela).

Scambi internazionali. OK. Quindi?

Kim ha quindi un debito di 5 verso Kim, e Tizio un credito di 5 verso Kim. Tizio ha una ricchezza FINANZIARIA di 5. Tiene questo “io ti devo” conservato, come RISPARMIO.

ERRATO.
Dal momento che tutti e quattro lavorano non c’è debito o credito ma solo emissione e scambio di “moneta reale”. Per distinguerla dalla moneta emessa dal banchiere sotto forma di debito, questa moneta possiamo chiamarla “moneta-credito”. Ma solo per antagonismo alla “moneta-debito” oggi emessa dal banchiere.

Come prima, è evidente che perchè possa esistere RISPARMIO di Tizio, deve esistere uno speculare deficit da parte di qualcuno (che in questo caso è situato in un altro settore: ESTERO).

Ma anche no, data la spiegazione-pippone di prima.

Nel complesso, anche ora, abbiamo: ricchezza finanziaria di PRIVATO=5, ricchezza finanziaria di ESTERO= - 5. Ricchezza finanziaria complessiva +5 – 5= 0

Invece c’è semplicemente scambio moneta contro merce da parte di quattro operatori sul mercato internazionale. Ciò che conta è l’emissione.

Se sei proprietario del mezzo di pagamento, ossia se hai moneta-credito, ovvero moneta che non hai chiesto in prestito ma che hai creato a fronte di una PREVISIONE di impiego NEL TEMPO (e nella consapevolezza di un suo futuro gradimento), allora non esiste debito. Semplicemente si tratta di aver creato, a costo tipografico, un MEZZO PER SCAMBIARE VALORE. Un mezzo che ha ASSUNTO quel valore, per chi (e quindi grazie-a-chi) è stato disposto ad accettarlo (gradirlo).

Una mela varrà una banconota con su scritto “5”. Ma questo vuol dire che quella banconota varrà una mela!
Non perché a masticare la carta avrò lo stesso gusto o nutrimento ma per CONVENZIONE.
Per PREVISIONE di scambiare tale carta con una zucchina il giorno dopo.

Ecco perché vediamo gente inginocchiata per strada con il braccio fino al gomito infilato in un tombino di fogna: perché lì sono cadute le chiavi di casa! Non la casa da 200mila euro. Solo le chiavi. Prezzo di fabbrica: 2 euro*. Eppure disposti a tutto-per.. ok? Ed ecco perché davanti al notaio firmiamo un assegno e siamo relativamente tranquilli dell’atto di proprietà ma siamo sereni SOLO quando prendiamo le chiavi della nuova casa dal venditore che, micragnoso, le toglie dal portachiavi di plastica verde da due centesimi, e ce la mette in mano.

Il SEGNO è importante. Pensate al segno della croce: gente moriva per farlo o farlo fare o non volerlo fare.

La moneta è solo un segno. Se su oro o su una cella di memoria di un computer non cambia.

Noi diamo importanza al segno e lo rendiamo EQUIVALENTE alla cosa reale/congrua che esso rappresenta.

"mi gioco le chiavi di casa!".. mai detto? né sentito?

Nel caso della moneta: essa rappresenta un valore. Quindi diventa valore.

..la misura del valore..valore della misura.. [cit. Auriti]

Un pezzo di spago lungo

da qui |< - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - a qui >|

costa due centesimi ma "misura" e quindi "vale", in termini di quella grandezza fisica chiamata "lunghezza", 20 centimetri**.

Una banconota da 100 euro “misura” una buona camicia di cotone? quindi vale una camicia di cotone.
Costa, la banconota, solo 30 centesimi ma il POTERE DI ACQUISTARE una camicia di buon cotone, ben cucita, e posta [nel negozio] sotto casa la rende preziosa AL PARI della camicia stessa (che è un bene reale).

Come la mela. Come la zucchina.

Si devono, però, rispettare le regole dette sopra (esistenza di una produzione reale, no al debito ecc..)

Poi Tizio e Caio, sul primo isolotto, creano lo Stato,

OK..

e gli danno il potere di stampare “io ti devo” per soddisfare le necessità dello Stato e creare benessere.

Veramente il “benessere” non lo crea lo Stato, ma il lavoro – o meglio: i prodotti del lavoro reale – che i liberi cittadini svolgono. Creare moneta, stampare “io-ti-devo” non crea ricchezza, come creare scatole di scarpe non ti evita di pestare merde per strada, né ti evita di faticare nel fare 100 kilometri.

Se stampare fosse equivalente ad avere ricchezza allora l’Africa avrebbe una tipografia sotto ogni albero, no?

Questo ancora confonde RICCHEZZA con MEZZO DI PAGAMENTO/DISTRIBUZIONE della stessa.

Ecco perché parla di “finanza”, ossia del male che ha [quasi] ucciso l’economia reale.

Proviamo ad andare avanti, anche se ogni tavola di questo ponte traballante, fatto di definizioni autoreferenziali e fuorvianti, è marcia da far paura.

Quindi questo “Stato” stampa moneta..

Per i dettagli su come hanno fatto, si legga qui: http://www.liberiasinistra.it/art/2012/ ... onomia_817

Ho letto la storiella: a parte che questi fanno un muro contro i pirati, che notoriamente attaccano in mare.. comunque.. una volta fatto il muro, con denaro GIUSTAMENTE creato dal nulla, e sentendosi al sicuro dalle scorribande terrestri di questi pirati.. che fanno? Costruiscono una NAVE?!? Come se il topo mettesse, contro il gatto, delle inferiate di ferro al buchino nel muro dove vive e poi si costruisse un carretto per portare in giro per casa il formaggio. Il gatto secondo te che fa?! Quello già sta incattivito che gli hai tolto il divertimento di infilare la zampa nel buco..

Ma è una storiella didattica, giusto? Non guardiamo troppo alla logica terrena..

Diciamo che non capisco varie cose della favola esposta:
1. non capisco la piangina contro lo Stato “tiranno”:
aò.. te lo sei creato tu, non dimenticarlo! Potevi farlo in altro modo, no?
2. non capisco perché le tasse vengono viste in modo diverso da quello che sono, ossia una quota parte che il popolo deve mettere in comune per le esigenze comuni (stiamo parlando sempre in ottica didattica, non infiliamoci in polemica sul “governo ladro” ecc..);
3. è ovvio che lo “Stato” richiederà, per pagare le tasse, la stessa moneta che ha creato (ovvero che il cittadino-isolano ha voluto creare) dal nulla in prima istanza. E’ piuttosto contorto e complottistico il pensiero secondo il quale lo Stato va bene quando si “inventa” [Ah! Ah! Ah!] moneta dal nulla ma poi è stronzo perché vuole farci accettare quella stessa moneta con la forza, ossia renderla legale perché le tasse altrimenti non si potrebbero pagare. Se hai uova allora vendi le uova e paghi le tasse col ricavato. Non ti sei lamentato di quella moneta “inventata” [Ah! Ah! Ah!] quando è servita per costruire il muro contro i pirati, come mai?
4. Questa è fondamentale: perché VOLUTAMENTE e in maniera RIDICOLA si insiste sul termine “inventare”? Vedi -> viewtopic.php?p=37389#p37389
5. Importante pure questa: perché VOLUTAMENTE e PSICOLABILMENTE si usa il termine “A DEFICIT”? Voi della MMT dovreste sapere bene l’etimologia del termine. Infatti economicamente parlando nessuno è più deficiente di voi:

Immagine

Vi mancano le basi tecniche e umane per approntare una discussione sul tema monetario. Questa Area che vi ho dedicato, con materiale che VOI avete fornito, ne è la prova.

In economia “deficit” è una parole ben precisa, e deriva, ovviamente, dall’etimologia indicata.

Le uscite dello Stato hanno superato le entrate? No, poiché lo Stato non ha avuto spese (se non tipografiche). Quindi perché INSISTERE nel parlare di “SPESA A DEFICIT”?

Per dimostrare qualcosa? Per “sdogmatizzare” la parola “deficit”? Volete essere i primi a domare la bestia? Girare per le vie del paese in groppa al mostro?

“Vedete? Tutti avevano paura del mostro-deficit ma noi della MMT lo abbiamo domato”.
A me pare da macho-macho controproducente. Usate umiltà e termini corretti, se volete COLLABORARE, voi ultimi arrivati e ignoranti come sassi, con CHI pretendete di “salvare”.

Non si capisce perché il signor rossi e i suoi seguaci usino questi toni/modi/termini/parole/stili per parlare di una cosa che, in teoria, dovrebbe salvarci tutti.
Non si comprende, a meno che non pretendano un egocentrico "debutto nella nuova società" (come dice la signorina CIP).

Lo Stato ha creato (e non “inventato”, coglioni!) MONETA, dal nulla, per svolgere dei compiti che, altrimenti, non sarebbero potuti essere svolti (la costruzione del muro contro i pirati, la costruzione del porto, la costruzione della strada che porta al porto per portare merce da caricare sulla nave, la costruzione della nave stessa, per farsela inculare dai pirati di prima, incazzati come bisce, appena fuori dal porto, ecc..).

senza la moneta il muratore avrebbe costruito il muro ma poi avrebbe cominciato a vagare per il paesello per anni, andando quotidianamente dal fornaio a ricordargli del suo debito (per avergli costruito il muro e averlo difeso dai pirati) e quello gli avrebbe dato la pagnotta quotidiana per ricompensa, equivalente alla sua quota parte di debito. Così l'oste, così il pescivendolo ecc..

Per evitare sto teatrino imbarazzante lo Stato, ossia TUTTI, ha/nno deciso di stampare un tot e di pagare il muratore, così che egli possa, quotidianamente e liberamente e dignitosamente, andare a fare la spesa. E far circolare il denaro. Ora sì che sono tutti più ricchi ma non per il denaro in sé ma per il muro e per il pane e lo vino e lo pesce che circola nell'isola grazie alla moneta, che è solo il mezzo, non il fine.

Questa “creazione dal nulla” è la sovranità dello Stato.
Non costa nulla allo Stato e non deve costare nulla al di lui costituente, ergo: il cittadino.

«Il valore nominale della moneta è totalmente convenzionale. Nessuno spende o si indebita del valore nominale durante la fabbricazione, ma solo del costo tipografico. Poiché solo una volta che la moneta è emessa e poi usufruita dalla collettività, il simbolo monetario acquista valore nominale. Nelle mani del banchiere quando viene fatta nascere non è che carta filigranata.» [michelangiolo, 2009]


Ora sul primo isolotto abbiamo due settori: PRIVATO e STATO. Sul secondo isolotto c'è ESTERO, il terzo settore.

Non si è “evoluto” questo isolotto? Cos’è? La versione light de l’Impero Occidentale versus il Terzo Mondo? Com’è che questi son rimasti anarchici?

Come abbiamo visto, perchè esista RISPARMIO dell'intero settore PRIVATO, deve esistere un deficit in qualche altro settore.

FALSO, come abbiamo visto: FALSO.


Se PRIVATO vende a ESTERO beni in misura pari a quelli che acquista, i rispettivi “io ti devo” si equivalgono. Avremo magari 100 “io ti devo” emessi da Tizio verso Kim (in cambio di 100 pesci), e 100 “io ti devo” emessi da Jong verso Caio (in cambio di 100 pere).

Proprio per scendere questa china di follia, così ti sono vicino e mi leggi meglio:

al limite c’è uno scambio

PRIVATO-DOMESTICO vs PRIVATO-ESTERO


Se PRIVATO e ESTERO hanno scambi in pareggio, perchè il settore “PRIVATO” accumuli RISPARMIO (cioè “io ti devo” emessi da soggetti al di fuori di PRIVATO) ci deve essere un altro settore in deficit (che ha emesso gli “io ti devo” verso soggetti del PRIVATO che li hanno accettati e ne hanno fatto il loro RISPARMIO).

Ma che sei il nipote dell'ing. Dedalo? Hai mica visto il Mino in giro da queste parti?


L'unico che puo' farlo ,se PRIVATO e ESTERO sono in equilibrio, è lo STATO: Il DEFICIT DELLO STATO E' RISPARMIO PER IL SETTORE PRIVATO.

FALSO, per i motivi detti prima, ossia non serve DEFICIT per avere RISPARMIO.

Ma ricordiamoci, POST-IT, questa [vostra] frase:

>> Il DEFICIT DELLO STATO E' RISPARMIO PER IL SETTORE PRIVATO. <<


Questa verità molto semplice ed è figlia della logica.

RIDICULUS CELEBRATIO INTRINSECAM!!
Che ridicola autocelebrazione!! Ti fai le definizioni e poi chiami la “logica”?
Per stuprarla, i suppose, così da darle questa figlia NON VOLUTA.


Vediamo adesso che cosa sta succedendo in Italia.
Iniziamo con il commercio Italia-ESTERO. Vediamo l'andamento dei saldi ngli ultimi 7 anni:

Immagine


Finita così? Adesso caliamo la storiella stupida di questi 4 sfigati nella realtà storica/politica/geoeconomica ??

In un paese con 150 anni di storia (e 150 anni di debito pubblico, ossia dal 1861) tu analizzi gli ultimi 7 anni? Ah, già! Voi MMTinani siete quelli convinti che fino al 2002 la lira era moneta sovrana e che la Svizzera fosse qui in Italia!

l'Italia importa ogni anno un poco più di quello che esporta. Tradotto, emette “Io Ti Devo” un poco in più di quanti ne riceva. Se non accumula “IoTiDevo”, non c'è quindi RISPARMIO derivante da ESTERO.

Come “emette”?? Paga, volevi dire?? Dai.. non se ne esce con questi..
Questi davvero stuprano una poveretta e poi, lasciandola in terra mezza morta, le dicono: “Ti ho lasciato senza parole, eh?! Ero certo ti sarebbe piaciuto”.

Ma poi dall’estero non pagano con un’altra moneta? Stiamo parlando di Euro contro Euro? Non entra in campo il cambio e le sue fluttuazioni? Dai.. Son passati da una favoletta alla bilancia di pagamenti internazionale in un biz.

(Qualcuno obietta che il lavoro deve essere più felssibile e competitivo. In Italia l'operaio metalmeccanico guadagna circa 10€/ora, mentre in Cina gli assemblatori che lavorano per Apple guadagnano 2$/ora e dormono in fabbrica per essere sempre operativi - http://www.cobraf.com/forum/coolpost.ph ... =123458303 - per cui è un po' difficile essere competitivi verso quel sistema, anche se i neoliberisti ti spiegano che la strada giusta è quella)

NO COMMENT.

Leggiamo poi il 18 Febbraio, sul quotidiano di riferimento dell'establishment finanziario,

che giornale sarà? Il Wall Street Journal? Il sole 24 ore?

che: “2011 fuga dalle banche. Nell'anno della crisi sovrana gli italiani danno e chiedono sempre meno ai loro istituti. Solo 25 miliardi di contributo dai privati alla raccolta bancaria (-80% su base annua), di cui solo 6 dai depositi “. Non c'è più RISPARMIO.

Il solito allarmismo, fuori luogo.
L’Italia è il paese con maggior risparmio al mondo, circa 8/9 mila miliardi di euro (4 volte il debito pubblico)
E tale RISPARMIO è cresciuto, in tempi di crisi. Ma questo non sorprende. E’ un po’ come quando ci si mette a dieta: i primi tempi il corpo nota che non arrivano le solite calorie e smette di disperderle, dando impressione che, nonostante si mangi di meno, il peso non calerà mai. E’ una autodifesa. Dice: “Aò! E’ successo qualcosa! Quello che ho me lo tengo stretto! Hai visto mai?”. Poi, di colpo, si inizia a scendere e pure di brutto se non si sta attenti. Io queste cose le so per sentito dire, ovviamente. Mai successo personalmente.

Quando c’è “aria” di crisi la gente smette di comprare cazzate e - surprise! – RISPARMIA. Ma la crisi continua e occorre mettere mano al gruzzoletto. Che così comincia a scendere.

Ma a proposito di risparmio che NON E’ SPARITO - ANZI! – e a proposito di “aria” si può approfondire qui:
SVELATO IL DRAMMA DI BARNARD: ERA SOLO ARIA NELLA PANCIA.
viewtopic.php?p=36798#p36798

Repubblica naturalmente non ti spiega perchè il RISPARMIO è crollato.

Lo come? la Repubblica? e repubblica sarebbe il "quotidiano di riferimento dell'establishment finanziario" ?? ****

Ma a questo punto, chi ha capito la logica dei bilanci settoriali, ha capito da solo, senza aiuti.

Questa è la frase di voi MMTinani quando non sapete spiegare quel cazzo che indicate con link e articoli di comodo (e pure mal interpretati). Tu non sai aiutare le persone che hanno dubbi e quindi domande, poiché NON SAI DI CHE CAZZO STAI PARLANDO.

Un tipico esempio di confronto con gli MMTinani:
viewtopic.php?p=37682#p37682

Abbiamo già parlato di ESTERO e di PRIVATO, manca STATO.

Dai, che ho ancora una manciata di pop-corn..

Per questo, ci facciamo aiutare da Stephanie Kelton, e dal grafico che propone oggi riferito all'Italia:

Immagine

E' evidente che in condizioni di scambio con l'estero in sostanziale pareggio,come abbiamo visto sopra, il deficit dello STATO è speculare al risparmio PRIVATO:


Veramente, parlando di specularità, il secondo grafico è sempre tale, ossia le due misurazioni sono sempre speculari, indipendentemente dal “sostanziale pareggio” indicato dal primo grafico. E il primo grafico indica sempre una “sostanziale parità”, seppur con alti e bassi (ma per ENTRAMBE le grandezze, all’unisono).

In soldoni: NON C’E’ LEGAME TRA I DUE GRAFICI. Non dal punto di vista da voi indicato (la specularità). Semmai pare esserci un andamento al ribasso della grandezza “Private Balance” (secondo grafico) laddove le importazioni scendono (primo grafico) e, ovviamente, scendono anche le esportazioni (essendo l’Italia un Paese povero di materie prime e piuttosto abile, invece, in “trasformazioni” (industriali, compreso “design”) delle materie importate.

In soldoni: più importa, l’Italia, più trasforma ed esporta. Più esporta e più guadagna chi lavora a tali lavorazioni ed esportazioni e, perciò, risparmia (e il secondo grafico, "private balance" sale)..

Senza contare


quando il deficit di STATO diminuisce, diminuisce il risparmio di PRIVATO. Quando il deficit di STATO aumenta, aumenta il RISPARMIO di PRIVATO.

..certo! Perché lo Stato, oggi e nella realtà, nella realtà VERA che stiamo analizzando – e mi chiedo che cazzo c’entrasse prima l’esempio dell’isola dei dementi, che è stato, quindi, solo una perdita di Tempo [il bene più prezioso] – nella realtà, dicevo, quando lo Stato spende indebitandosi con Il Grasso Bankiere lo fa “di nascosto”, ossia emettendo titoli di debito (BOT, BTP, CTZ ecc) e NON APERTAMENTE TASSE e quindi NON PRIVANDO, in prima battuta, temporaneamente, il cittadino della propria moneta (per pagarle). Ecco, allora, che il cittadino può risparmiare. E il grafico sale (e quello dello Stato scende).

Quando lo Stato deve mettere le tasse per avere soldi dal cittadino, il cittadino deve mettere mano al gruzzoletto (vedi link precedente) e quindi avremo lo Stato che si avvicina allo zero MA DA SOTTO, dal mondo dei numeri NEGATIVI, e contemporaneamente il cittadino “perde” quota (perde soldi perché paga le nuove tasse o le aumentate tasse) e si avvicina anch’egli allo zero MA DA SOPRA, dal POSITIVO (attivo).

Non è un segreto che gli italiani potrebbero ripagare il debito pubblico domani mattina, SVUOTANDOSI LE TASCHE, nel vero senso della parola. Ma questo non c’entra con i meccanismi FANTASIOSI e AUTOREFERENTI che gli MMTinani hanno scelto, arbitrariamente.

Ora arriva, forse per un lapsus, la VERITA’:


In uno Stato a moneta sovrana questo è un procedimento che si può cogliere anche intuitivamente, oltre che per logica o da analisi empirica come abbiamo fatto qui; il PRIVATO giapponese che compra un titolo di Stato Giapponese, acquisice un “Io Ti Devo” dello STATO: il deficit dello Stato è il RISPARMIO di Privato.

Ooppss!!

>> il deficit dello Stato è il RISPARMIO di Privato. <<

ESATTO! Cioè: lo Stato si indebita succhiandosi il risparmio dei cittadini!

“dei”, non “per”, come detto nel POST-IT.

Ricordiamolo:

>> Il DEFICIT DELLO STATO E' RISPARMIO PER IL SETTORE PRIVATO. <<

Lo Stato a moneta sovrana NON esiste. Lo Stato “GIAPPONE” si indebita con dei PRIVATI, non con la POPOLAZIONE GIAPPONESE. Questi privati sono CASUALMENTE e STORICAMENTE giapponesi ma sono ALCUNI cittadini giapponesi, non LA POPOLAZIONE GIAPPONESE.

Visto che si parla di esempi estremi allora facciamo un bell’esempio chiarificatore:

sull’isola chiamata GIAPPONE ci sono 100 milioni di persone.
Il Giappone ha un debito pubblico, dato quindi dall’emissione di titoli di Stato,
pari a 10.000 miliardi di dollari (già tradotto da yen).

100 PRIVATI giapponesi hanno 100 miliardi di dollari a testa in titoli pubblici.

Questo equivale a dire che “il Giappone ha un debito con se stesso" ??

E se fossero 10.000 giapponesi ad avere in tasca 1 miliardo cadauno?

E se fossero 50.000.001 ?? Sarebbe “democraticamente” spalmato? A me che mi frega che la mia vicina di casa ha titoli di Stato? LEI NON E’ PIU’ RISPARMIATRICE MA E’ ORMAI UNA INVESTITRICE. Come fosse IGB. Per me non cambia. Io dovrò pagare gli interessi che i SUOI titoli le garantiscono (se pochi o tanti non importa, è una sua scelta di investitrice).

Quindi la questione è questa, alla fine: non è tanto QUANTO debito è in percentuale interno o esterno ma A CHI va il privilegio, l’aggio di questa detenzione. E a chi l’ONERE (di pagare l’aggio).

Pare che il 95% del debito pubblico sia “interno” e questo, secondo gli MMTinani, rende il Giappone “a moneta sovrana”.. ma se 9.500 miliardi (il 95% del totale) fossero in mano a 3 o 30 milioni di persone, sempre Giapponesi (per carità!!), sarebbe ugualmente “moneta sovrana”?

La moneta sovrana è quella moneta – CHE OGGI NON ESISTE AL MONDO*** - che lo Stato crea dal nulla e accredita alla popolazione TUTTA - al 100% - magari con meccanismi di distribuzione quali il reddito di cittadinanza e/o opere di utilità sociale/strategica (costruzione di ospedale, strade, scuole gratuite, assistenza, ecc..).

LA MONETA SOVRANA DI PAOLO ROSSI BARNARD STA ALLA PROPRIETA’ POPOLARE DELLA MONETA COME STARE SU FACEBOOK A PARLARE DI RIVOLUZIONE STA ALLA RIVOLUZIONE, QUELLA VERA.

Stephanie Kelton sarà tra i relatori del summit MMT a Rimini, 24-26 Febbraio.

TENETEVELA STRETTA.

E' una buona occasione per capire quello che accade, a meno che non preferiate guardare Fazio in TV.

..non ho la TV, ma quasi quasi con 40 euro mi compro il decoder.. anche se non so se si ride di più da Fazio o a seguire i corsi a pagamento del signor rossi.


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*non ti distrarre, psicopatico! Lo so che quelle del portoncino blindato non costano due euro ma costano di più e per farle rifare ecc… tuo cugggggino una volta ecc.. gli hanno chiesto un rene.. blablabla.. allora è entrato dal camino ecc..

**molla il righello, dai! dipende dalla risoluzione del tuo monitor, dalla scheda grafica, dall'errore di parallasse.. ma davvero stai misurando??

***no, neanche lì dove stai pensando..

**** attenzione: aggiornamento dell'ultima ora!!
la Repubblica pubblica un succulento articolo sulla MMT, in chiave POSITIVA.
Scommettiamo che ora non è più il "quotidiano di riferimento dell'establishment finanziario" ??

[^]

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sandropascucci : primit.it signoraggio.com
INTERNET AIUTA A RIVOLUZIONARE IL MONDO COME
TRATTENERE IL RESPIRO AIUTA A PESARE MENO SULLA BILANCIA

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kasiacolagrossi
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Re: PARTE II - le cazzate della MMT

Messaggioda kasiacolagrossi » 26 feb 2012, 19:33

http://www.libreidee.org/2011/12/moneta ... -mondiale/

!
Oltre 700 attivisti italiani per un evento mondiale: imparare i fondamenti della Modern Money Theory direttamente dagli economisti americani che guidarono la “resurrezione” dell’Argentina dopo il disastro del 2001 provocato dalla privatizzazione neoliberista di un’economia subalterna al dollaro. Mai più denaro “privato”, prestato magari a tassi d’usura come fa la Bce dominata dalla Germania. Lorenzo Bini Smaghi, ormai in uscita dall’esecutivo della Banca Centrale Europea, ha clamorosamente smentito Mario Draghi: «E’ inutile nasconderci dietro le regole per evitare di agire», ha dichiarato al “Financial Times”: «Se c’è un pericolo di deflazione e recessione economica, la Bce deve iniettare fondi nel sistema». Esattamente quello che Draghi, sempre al “Financial Times”, ha spiegato che non farà mai: niente aiuti, fin che resterà in piedi l’euro.

Risultato: lo spread fra i Btp decennali e l’analogo “bund” tedesco è tornato a impennarsi, nonostante la presunta credibilità del governo Monti: la soglia del 7% dei rendimenti lordi dei nostri titoli di Stato viene guardata con particolare inquietudine, scrive “La Stampa” il 23 dicembre: una volta superato quel livello, Grecia, Irlanda e Portogallo hanno dovuto chiedere aiuti. Alla Bce «sta succedendo qualcosa di serio», dice Paolo Barnard, se a lanciare l’allarme è «un ultras delle politiche neoliberiste dell’Eurozona», come Bini Smaghi, che «viene dalla notoria Scuola di Chicago del mostro neoliberista Milton Friedman». Più denaro da immettere nell’euro-sistema in crisi? Quello compiuto da Bini Smaghi è un autentico salto mortale, aggiunge Barnard nel suo blog, «se di colpo le sue vedute coincidono con le mie, cioè Modern Money Theory».

Lo stesso Barnard, che ha prenotato in Toscana nei prossimi mesi il “dream team” americano dell’economia popolare – sovranità monetaria come condizione basilare per poter avere diritti, democrazia e occupazione – ha sostenuto che la Bce dovrebbe acquistare molti più titoli di Stato dei Paesi nei guai come l’Italia, per fermare il micidiale attacco dei mercati nel panico: «Se un titolo viene molto comprato, il suo tasso d’interesse cala di colpo, e questo significa che lo Stato che lo ha emesso deve pagare molto di meno e indebitarsi molto di meno: i mercati perdono la paura che quello Stato fallisca e non li rimborsi». In una recente puntata di “Matrix” su Canale 5, Barnard ha dichiarato che la Bce poteva e doveva bloccare al 3% il tasso d’interesse pagato da Roma, costretta invece che all’attuale catastrofico 6-7%. Stessa via d’uscita ventilata ora da Bini Smaghi: «E’ importante che la Bce agisca con decisione», ha detto il banchiere al “Financial Times”. «Non escludo un intervento più energetico sul mercato dei titoli dell’Eurozona, magari bloccando i tassi d’interesse di quei titoli o lo spread coi titoli tedeschi».

Lo spread, ricorda Barnard, è una misura convenzionale espressa in punti, che indica quanto meno affidabili siano certi titoli di Stato di paesi dell’Eurozona rispetto ai titoli tedeschi, considerati come punto di riferimento per la loro affidabilità: più lo spread dei titoli non-tedeschi è alto, meno sono ritenuti affidabili. Ma non è tutto: Bini Smaghi ora conferma sostanzialmente che l’Eurozona sta precipitando in una pericolosa deflazione della ricchezza, dovuta anche alle politiche di austerità imposte dalla Bce: la banca centrale di Francoforte si rifiuta infatti di usare i propri strumenti monetari per aiutarci, cioè stampare euro per tutti. Sostenere titoli traballanti ed emettere denaro? «Su volere della Germania», aggiunge Barnard, Mario Draghi ha appena «categoricamente escluso» entrambe le opzioni, «di fatto incoraggiando il collasso dell’Eurozona che Berlino cerca ostinatamente per i propri profitti»: secondo molti critici, tra cui Barnard, la Germania punta alla crisi per azzoppare la concorrenza europea dell’export e trasformare l’Europa del Sud in un mercato del lavoro a basso costo.

Non per nulla, aggiunge Barnard, proprio un membro tedesco del comitato esecutivo della Bce, Jürgen Stark, si è appena dimesso facendo «un’isterica tirata contro gli attuali miserrimi acquisti di titoli di Stato da parte della Banca Centrale Europea: figuriamoci cosa avrebbe detto della proposta Bini Smaghi». E allora, cosa sta succedendo? E’ presto per dirlo. Ma se un alto funzionario del calibro di Bini Smaghi se ne esce con parole di rottura così violente rispetto al diktat del suo “superiore”, «questo significa come minimo che alla Bce regna il panico per la linea “talebana” dell’ultra-fanatico Draghi al servizio dell’opzione “nucleare” tedesca di politica monetaria europea». A Bini Smaghi è stato affidato l’allarme, peraltro «prontamente raccolto dai mercati», che infatti hanno riportato il tasso sui Btp italiani a quasi il 7%, cioè «il livello insostenibile che in pochi mesi causa la bancarotta dello Stato».

Traduzione: è come dire che, se anche il vice-capo della centrale nucleare dichiara che bisogna raffreddare i reattori al più presto, allora scatta il “si salvi chi può”, perché significa che nella sala comando c’è una specie di pazzo pericoloso. «Guardate che mica tanti qui stanno capendo che Mario Draghi è uno psicopatico fanatico della “chemioeconomia” che distruggerà le nostre vite di famiglie per altri 40 anni», insiste Barnard: «Smettete di guardare sempre dalla parte sbagliata: non è Monti, è Draghi. E lo fermiamo solo con la Modern Money Theory, altro non c’è». In parole povere: serve una economia democratica, «dove lo Stato spende la sua moneta sovrana a deficit per creare piena occupazione, pieno Stato Sociale, piena istruzione, pieni alloggi, piene infrastrutture e piena produzione aziendale (quando necessario). Cioè: la maggior fetta della ricchezza per il 99% e non per le élite».

Questa la base teorica della Mmt, la teoria della moneta moderna che tra febbraio e marzo sarà illustrata ai 750 attivisti italiani che hanno finora risposto all’appello lanciato da Barnard, per un seminario di studio destinato a gettare le basi per una vera alternativa alla crisi: hanno già aderito economisti di fama mondiale, del calibro di Michael Hudson, Stephanie Kelton, Marshal Auerback e William Back, ispiratore di “Occupy Wall Street”, mentre Randall Wray potrebbe aggiungersi non appena sarà nota la data dell’evento – un weekend – così come il francese Alain Parguez. «Questo significa avere il “dream team” su Modern Money Theory, su mercati finanziari e Bce, sul crimine di Wall Street e sul “Goldman Sachs crime”». In agenda: il “colpo di Stato finanziario in Europa” e quello a cui stiamo assistendo giorno per giorno: la fine della democrazia reale.

La democrazia, sottolinea Barnard, non consiste solo nel poter votare in un certo modo piuttosto che in un altro, o poter manifestare, o avere una Costituzione: «La democrazia è prima di tutto avere un lavoro con reddito sicuro, servizi sicuri, case per tutti a prezzi possibili, istruzione per tutti». E, sopra ad ogni altra cosa, «uno Stato che ha una propria moneta, da spendere per tutelare noi, il 99%, senza limiti reali». Uno Stato libero dalla minaccia finanziaria dei super-gruppi privati, attuali padroni della “moneta in prestito”, e disponibile ad agire per salvare il popolo: «Questa è la vera democrazia, cioè cittadini forti, sicuri, non impauriti e dominati dal ricatto economico. Questa democrazia oggi si chiama in un solo modo: economia democratica, basata sulla Modern Money Theory».

Il “colpo di Stato finanziario” pianificato da decenni, quello che ora ci ha travolti, «mira proprio a distruggere quell’economia democratica prima ancora che possa nascere». Per Barnard, il summit sulla Mmt dev’essere «il punto di partenza per salvare l’Italia, il nostro lavoro, la nostra democrazia e i nostri figli». Il “dream team” degli economisti accademici, americani ed europei, è pronto ad animare in Italia un evento di portata mondiale: non chiedono parcelle, ma solo la copertura delle spese (per l’adesione bastano 40 euro, da raccogliere on line attraverso il sito di Barnard). «Da come si prospetta – aggiunge il giornalista, tra i fondatori di “Report” – questo potrebbe essere il maggior evento di attivismo con la Modern Money Theory mai tenuto al mondo», un evento “salva-vite” e “salva-nazione”. «Speriamo: se nascerà in Italia un serio movimento per la Mmt, sarà allora che il “vero potere” inizierà a preoccuparsi, per la prima volta in cinquant’anni».
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Re: PARTE II - le cazzate della MMT

Messaggioda sandropascucci » 27 feb 2012, 14:29

I dementi seguaci della MMT in Italia seguono a spada tratta le regole imposte dal signor rossi per quanto riguarda il RIGURGIDO verso i “signoraggisti”.

LA LEGGE ZERO DEL SIGNOR ROSSI E’: NON PARLATE DI SIGNORAGGIO.

Nino Galloni ha scritto con Marco Della Luna un libro sul signoraggio.

Nino Galloni è stato ospite, forse l’unica nota degna, del summit di Rimini.

DOMANDA:

Come conciliate questa dicotomia? Dandole un nome come fate di solito voi pazzoidi nei discorsi infiniti fatti su una panchina del parco pubblico la domenica mattina, quando parlate nella vostra camicia aperta con “l’amico Giancarlo”?
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Re: PARTE II - le cazzate della MMT (domande senza risposte)

Messaggioda sandropascucci » 1 mar 2012, 8:25

aggiornato il primo post con:


DOMANDA N.1: Perché il signor rossi non usa il termine "creare" moneta ma usa l'inadeguato termine "inventare" moneta ??


DOMANDA N.2: perché gli MMTinani usano il termine "sbloccare" e non il semplice e millenario "pagare"? Che psicosi c'è dietro??


DOMANDA N.3: Perché si sputa sul signoraggio e poi si fa parlare Nino Galloni, che ha scritto [almeno] un libro con autori signoraggisti? Incoerenza o comodità (avere un italiano nel board, con un paio di chicche-gossip sugli anni 80/90) ??


DOMANDA N.4: Perché si negano i lavori di decine di studiosi della c.d. Scuola Austriaca, etichettandoli "signoraggisti", che è la cosa più assurda mai pensata da essere umano? Gli Austriaci odiano i signoraggisti quasi quanto i signoraggisti odiano i banchieri. E' da sempre così. Perché il signor rossi ha voluto fare di tutta un'erba un fascio?


DOMANDA N.5: Perché il signor rossi mischia, nel suo "racconto", i tempi? A volte parla di come stanno le cose ma poi spunta fuori che sta parlando di come dovrebbero essere in un mondo-MMT e a volte parla, cambiando senza avvertire, di un caso reale di un paese straniero. Me non era un giornalista, questo?


DOMANDA N.6: Lincoln era MMT compatibile? No, perché è un idolo dei signoraggisti, sai.


DOMANDA N.7: La frase "Dire che uno stato non può perseguire i suoi scopi per mancanza di denaro è come dire che un ingegnere non può costruire strade per mancanza di chilometri" è MMT-style? E' di Ezra Pound, un noto fascistone e idolo dei signoraggisti...


DOMANDA N.8: Questo aforisma è MMT? “Nelle Colonie [americane], emettiamo la nostra moneta cartacea. Si chiama 'Cartamoneta provvisoria coloniale' [Colonial Scrip]. La emettiamo nelle giuste proporzioni per produrre merci e farle passare facilmente dai produttori ai consumatori. In questo modo, creando noi stessi il nostro denaro cartaceo, ne controlliamo il potere d'acquisto e non abbiamo interessi da pagare a nessuno.

"Vedete, un Governo legittimo può sia spendere che prestare denaro in circolazione, mentre le banche possono soltanto prestare cifre considerevoli attraverso i loro biglietti di banca promissori, per cui questi biglietti non si possono né dare né spendere se non per una piccola frazione di quelli che servirebbero alla gente. Di conseguenza, quando i vostri banchieri in Inghilterra mettono denaro in circolazione, c'è sempre un debito fondamentale da restituire e un'usura da pagare. Il risultato è che c'è sempre troppo poco credito in circolazione per dare ai lavoratori una piena occupazione. Non si hanno affatto troppi lavoratori, ma piuttosto pochi soldi in circolazione, e quelli che circolano portano con sé un peso senza fine di un debito impagabile e usura.”
[Benjamin Franklin, Autobiografia, (1763)]

DOMANDA N.9: il signor rossi vuole ricostruire, nel 2011, L'AQUILA accreditando moneta sul conto dei muratori che rifaranno la città distrutta (http://www.abruzzoweb.it/?contenuti/?ba ... 20399-302/).

Il PRIMIT dal 2009 dice questo: http://www.signoraggio.com/?signoraggio ... uila.?html e questo: http://www.primit.it/forum/?phpBB3/viewforum.php?f=34

Qual è la differenza?


DOMANDA N.10:

Problema
Tutti i politici eletti alla guida della Nazione hanno sempre indebitato lo Stato chiedendo denaro in prestito ad una ristretta cerchia di banchieri privati;
Questi banchieri internazionali creano il denaro dal nulla e senza nessuna contropartita, semplicemente stampandolo;
Gran parte delle tasse versate dal cittadino servono a pagare gli interessi su quel debito inestinguibile, eterno, costituito da carta straccia.

Domanda:
1. Perché lo Stato non si stampa da solo i soldi?
2. Perché conia le monete metalliche ma non stampa le banconote?
3. Perché emette Obbligazioni invece che stampare moneta esente da interesse?
4. [ex] Perché non esiste un elenco ufficiale dei proprietari della Banca d'Italia S.p.A.?
4bis. Perché, dal 10 AGO 1893, l'elenco dei soci di Bankitalia S.p.A. è stato reso disponibile solo il 20 SET 2005?
5. Perché il Senato della Repubblica nei suoi verbali riporta «omissis» quando arriva ad elencare tali partecipanti?
6. La Banca ha il monopolio della creazione ed emissione della moneta. Essa crea 100, presta 100 e pretende una restituzione di 100 + 5 di interesse: lo Stato dove prende quel +5 [che non esiste]?


DOMANDA N.11: Le prove che i 5 MMTers hanno salvato l'Argentina?


DOMANDA N.12: L'Argentina è salva? Se sì, grazie alla MMT? Se no, per colpa di non averla adottata? (guarda, eh...)
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Re: [ANALISI parte II] domande senza risposte alla MMT

Messaggioda Huro Chan » 30 apr 2012, 1:43

MWT Modern Wellbeing Theory e Monia Benini.

http://www.perilbenecomune.net/ajax.php ... A119%3A514
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Re: [ANALISI parte II] domande senza risposte alla MMT

Messaggioda sandropascucci » 30 apr 2012, 10:41

l'ho detto o no che la merda è autoaggregante?
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Re: [ANALISI parte II] domande senza risposte alla MMT

Messaggioda Huro Chan » 30 apr 2012, 11:01

C'è proprio nulla da fare..
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Re: [ANALISI parte II] domande senza risposte alla MMT

Messaggioda sandropascucci » 30 apr 2012, 11:11

beh.. puoi rimanere integro per non farti inglobare..
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Re: [ANALISI parte II] domande senza risposte alla MMT

Messaggioda ivanopino » 1 mag 2012, 11:06

ma non ho capito, Monia Benini sta facendo un po' di "quatrini" con sta mwt??
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Re: [ANALISI parte II] domande senza risposte alla MMT

Messaggioda sandropascucci » 1 mag 2012, 20:30

come sei precipitoso!
dai Tempo, no?
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Re: [ANALISI parte II] domande senza risposte alla MMT

Messaggioda kasiacolagrossi » 4 mag 2012, 21:18


intanto fa la campagna elettorale...
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Re: [ANALISI parte II] domande senza risposte alla MMT

Messaggioda sandropascucci » 4 mag 2012, 21:42

come dice margarita taccier: il denaro pubblico non esiste.
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Re: [ANALISI parte II] domande senza risposte alla MMT

Messaggioda sandropascucci » 31 lug 2014, 9:25

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L'Argentina è in default: salta l'accordo sul debito
Il Paese non ha pagato gli interessi dovuti sui nuovi bond, 539 milioni di dollari in scadenza ieri a mezzanotte e che il giudice americano Griesa ha congelato in assenza di accordi con gli hedge. I fondi chiedevano il rimborso integrale delle loro obbligazioni per 1,5 miliardi

L'Argentina è in default: salta l'accordo sul debito Le proteste argentine contro gli hedge fund


Argentina, il paese dai default seriali

TAG default, default argentina, tango bond, Axel Kiciloff, Thomas Griesa

MILANO - L'Argentina non è riuscita a trovare un accordo sul debito ed è in default per la seconda volta in 13 anni. Al termine di una maratona negoziale svoltasi a New York, la trattativa con gli hedge fund creditori si è conclusa senza nessun accordo. Lo ha reso noto nella notte Il ministro dell'economia, Axel Kicillof: "I fondi speculativi hanno cercato di imporci qualcosa di illegale. L'Argentina è pronta a impegnarsi al dialogo e alla ricerca del consenso, ma cerchiamo una soluzione equilibrata, giusta e legale".

Con il mancato accordo, la terza economia dell'America Latina, di fatto, non è più in grado di adempiere ai suoi obblighi di rimborso. D'altra parte, l'agenzia di rating Standard & Poors' aveva già messo il Paese in 'default selettivo', quando le trattative si erano concluse.

In una conferenza stampa organizzata nella sede del consolato argentino al termine della "due giorni" di colloqui, il ministro ha fatto ripetutamente riferimento agli hedge fund come "avvoltoi". "Sfortunatamente non è stato trovato l'accordo e la Repubblica dell'Argentina andrà in default", ha confermato Daniel Pollack, il mediatore indicato dal tribunale. Il ministro ha spiegato che l'Argentina ha offerto ai detentori del debito gli stessi termini che il Paese ha recentemente negoziato con gli altri creditori, ma che sono stai respinti.

I due hedge criticati da Buenos Aires sono Nml Capital e Surelius, che hanno rifiutato di aderire ad una ristrutturazione del debito a base di nuovi titoli che ha imposto perdite fino al 70 per cento. Questo concambio è stato accettato negli anni scorsi dal 90% dei creditori dopo che il Paese aveva dichiarato un primo grave default su cento miliardi di dollari di debito estero nel 2001.

Il giudice federale Thomas Griesa, però, ha dato ragione ai fondi sostenendo che l'Argentina non può pagare interessi sui nuovi titoli ristrutturati finchè non avrà trovato un accordo per compensare i creditori ribelli che chiedono un risarcimento completo dei bond in loro possesso pari a 1,5 miliardi. Il nuovo default dell'Argentina avviene proprio sugli interessi dovuti sui nuovi bond, 539 milioni di dollari in scadenza ieri a mezzanotte e che Griesa ha congelato in assenza di accordi con gli hedge.
(31 luglio 2014)
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Re: [ANALISI parte II] domande senza risposte alla MMT

Messaggioda sandropascucci » 20 ago 2014, 17:59

ooppss!!

da: http://www.repubblica.it/economia/2014/ ... ref=HRLV-4
>
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Tango bond, l'Argentina dribbla gli Usa e nazionalizza i titoli
Kirchner annuncia un decreto che permette ai detentori di titoli aderenti agli swap degli scorsi anni di riportarli sotto la giurisdizione di Buenos Aires. In questo modo non varrebbe più il divieto del giudice americano di bloccare i pagamenti degli interessi, per dare la priorità agli hedge fund che non hanno accettato i concambi

Tango bond, l'Argentina dribbla gli Usa e nazionalizza i titoli Il presidente argentino, Kirchner
TAG argentina, tango bond, Cristina Kirchner

MILANO - L'Argentina è pronta a rimborsare i Tango bond nel centro finanziario di Buenos Aires, bypassando il blocco da parte della giustizia americana. In un discorso televisivo la presidente, Cristina Kirchner, ha annunciato che un disegno di legge è stato inviato al Congresso per cambiare la giurisdizione dei bond e permettere di pagare in Argentina i detentori di titoli che hanno accettato i concambi del 2005 e 2010.

"Per salvaguardare il pagamento ai creditori che abbiano aderito alle ristrutturazioni del debito nel 2005 e nel 2010, una filiale della banca pubblica Banco Nacion è stata designata per sostituire Bank of New York Mellon come agente fiduciario; senza pregiudicare quello che decideranno gli obbligazionisti, è una misura basata sul volontariato". In sostanza, spiega Kirchner, "se gli obbligazionisti chiederanno, individualmente o collettivamente, un cambio di legislazione e giurisdizione dei loro bond, il ministro dell'Economia è autorizzato ad applicare lo swap per dei nuovi bond sotto la giurisdizione locale".

Il capo di gabinetto della presidenza argentina, Jorge Capitanich, ha ammesso oggi che l'iniziativa annunciata dal presidente Kirchner può portare il giudice americano Thomas Griesa a dichiarare Buenos Aires in oltraggio alla corte, ma ha minimizzato l'impatto che potrebbe avere questa decisione del magistrato di New York. "L'impatto di una eventuale ordinanza di oltraggio lo deve spiegare lo stesso giudice, perchè non è la stessa cosa una persona fisica o giuridica e uno Stato sovrano", ha detto Capitanich.

Il rimborso finale del debito argentino ai detentori di Tango bond è stato bloccato da un giudice americano finché l'Argentina non avrà pagato 1,6 miliardi di dollari agli 'hedge fund', i fondi speculativi, che non hanno accettato gli swap, portando il paese in default parziale. Una decisione che avrebbe creato un precedente, giudicato da Baires come un'anticamera del fallimento, visto che tutti coloro che detengono bond e che non hanno accettato i concambi sarebbero corsi a chiedere i loro interessi. D'altra parte, in questo modo gli interessi previsti per coloro che i concambi li hanno accettati sono rimasti congelati: tecnicamente l'Argentina ha quei soldi, ma sono fermi su un conto di Bank of New York Mellon e da lì non si sono mossi. Per questo, scaduti i termini e il periodo di tolleranza relativo, si è parlato di default tecnico del Paese, che di fatto non ha onorato l'impegno verso i propri creditori.
(20 agosto 2014)
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Re: [ANALISI parte II] domande senza risposte alla MMT

Messaggioda sandropascucci » 21 apr 2016, 12:02

DA: http://www.retemmt.it/leredita-di-augus ... comment-99

>
>
L’eredità di Augusto Graziani conserva il suo valore
4 dicembre 2014Commenta
20140105_graziani
Steve Keen
di Steve Keen
Stavo per scrivere una retrospettiva su Ben Bernanke questa settimana, dal momento che presto termina il suo mandato come governatore della FED, ed è il momento di analizzare il trascorso del suo periodo in carica – così come lui stesso ha fatto sui suoi predecessori durante la Grande Depressione. Ma è venuto meno qualcosa di molto più importante, la scorsa settimana: l’economista italiano, Professor Augusto Graziani, è morto all’età di ottant’anni.

Augusto chi? Potreste chiedere. Il nome di Graziani non è ben noto neanche tra gli economisti, lasciamo perdere il pubblico generico, poiché lui era fuori dal mainstream neoclassico – e anche fuori dall’America continentale, che ha un pseudo-monopolio sulla celebrità nelle scienze economiche nei giorni che viviamo.

La sua voce Wikipedia mette in evidenza il suo attuale anonimato: è un semplice abbozzo.

Ma nell’ambito della comunità post-Keynesiana, e specialmente nella branca europea, Graziani fu un gigante. Merita di esser conosciuto molto meglio, e spero che la storia sia ben più generosa di lodi verso di lui di quanto non lo sia stato il mondo contemporaneo, dove il chiacchiericcio di economisti neoclassici come Bernanke soffoca la sapienza di veri saggi come Graziani.

Il più importante contributo di Graziani fu il derivare dai primi principi un’accurata descrizione della natura fondamentalmente monetaria dell’economia capitalistica. Questo iniziò con una questione semplice: può essere monetaria un’economia in cui come moneta funzioni una commodity – qualcosa come oro, argento, o in un senso più attuale, la pseudo-commodity bitcoin, che è “prodotta” via input d’energia? La sua risposta fu no, poiché tale economia è meramente un’economia di baratto con meno contorsioni. Da questo derivava il primo principio per cui

è monetaria un’economia che usa un segno di scambio essenzialmente senza valore

Il punto di partenza della teoria del circuito, è che una vera economia monetaria è incompatibile con la presenza di una moneta merce. Una moneta merce è per definizione un tipo di moneta che ogni produttore può produrre per se stesso. Ma un’economia che usa come moneta una commodity proveniente da un regolare processo produttivo, non può essere distinta da un’economia di baratto. Una vera economia monetaria deve di conseguenza essere una in cui si usa una moneta segno, che al giorno d’oggi è la moneta cartacea.

Il suo secondo principio era che questo segno non potesse essere un “Io Ti Devo” ordinario, come un credito commerciale emesso in cambio di beni, poiché questo ancora lasciava una relazione finanziaria tra compratore e venditore dopo che il bene era stato trasferito. Un pittore che compra della tinta da un rivenditore usando un credito commerciale ottiene la tinta, ma in aggiunta va via dal negozio con un debito verso il negozio. Ma se lui compra la tinta con dei soldi, allora dopo che i soldi cambiano mano, la tinta appartiene al pittore che non deve niente al negozio. La moneta è quindi un segno che è accettato come mezzo di pagamento finale da tutti i venditori.

Ad ogni modo, affermare che un’ economia monetaria fa uso della moneta cartacea non è sufficiente per identificarla come tale. Se, ad esempio, i beni vengono commerciati contro promesse di pagamento quali titoli di debito commerciale, ogni operazione commerciale vede la nascita di un debito dell’acquirente e un credito del venditore. Un’economia simile non è monetaria, ma è un’economia creditizia. Se in un’economia creditizia alla fine del periodo temporale [considerato] alcuni operatori detengono ancora moneta rispetto ad altri, è necessario un pagamento finale, il che significa che non è stata usata moneta. Se, dall’altro lato, i pagamenti liberatori fossero continuamente rimandati e rimpiazzati da nuove promesse, i compratori godrebbero di un illimitato privilegio di signoraggio. La moneta è di conseguenza qualcosa di diverso da una commodity ordinaria e qualcosa di più che una semplice promessa di pagamento.

Graziani quindi sviluppò tre condizioni necessarie per definire un’economia monetaria:

La moneta deve essere una valuta segno (altrimenti darebbe luogo a un baratto e non a transazioni monetarie)
La moneta dev’essere accettata come mezzo di liquidazione finale della transazione (altrimenti creerebbe credito e non moneta)
La moneta non deve garantire privilegi di signoraggio per alcun agente che effettua il pagamento
Da questo Graziani derivò una semplice ma profonda intuizione che rovesciò due secoli di economia che fondamentalmente percepiva il capitalismo come una versione modificata del baratto. In questa visione convenzionale di baratto, tutti gli scambi coinvolgono due parti e due beni: la situazione ideale è laddove l’Agente A possiede il bene X (un cervo, ad esempio), e vuole il bene Y (ad esempio un castoro), mentre l’Agente B ha il castoro e vuole il cervo. Si incontrano, determinano un fattore di conversione, scambiano i rispettivi panieri di beni, e vanno a consumare i loro acquisti.

La moneta era trattata come un semplice accrocco tra questo baratto puro e la più comune situazione dove A aveva un cervo e voleva un castoro, mentre B possedeva un bene Q (grano, per dire) e desiderava il cervo. B avrebbe dovuto prima vendere il grano in cambio di un po’ della “moneta merce” stabilita Z (l’oro, diciamo). A avrebbe dovuto quindi volontariamente concedere il cervo a B in cambio dell’oro, sapendo che avrebbe potuto poi dare l’oro a qualcun altro in cambio di ciò che lui realmente desiderava, che era una certa quantità di castoro.

L’intuizione di Graziani fu che piuttosto che la bi-personale, bi-commodity visione del baratto, un’economia monetaria fosse quella in cui ogni scambio coinvolgeva tre persone (o soggetti istituzionali), un bene, e la moneta. Un’economia monetaria è quella in cui l’acquirente A dà disposizione alla banca Z di trasferire moneta dal conto di A al conto di B. In cambio, B da ad A il castoro che desidera (hmmm… non mi biasimate, è l’esempio di Adam Smith). Nelle parole di Graziani:

L’unico modo per soddisfare tali tre condizioni è che abbiamo dei pagamenti effettuati tramite delle promesse di un terzo attore, essendo una banca tipicamente il terzo attore, al giorno d’oggi. Quando un attore fa un pagamento per mezzo di un assegno, soddisfa il suo partner mediante la promessa della banca di pagare l’ammontare dovuto. Una volta effettuato il pagamento, non restano relazioni residue di debito e credito tra i due attori. Ma uno di loro è ora creditore della banca, mentre il secondo è debitore verso la stessa banca. Questo assicura che, nonostante l’effettuazione del pagamento finale tramite moneta cartacea, agli attori non è garantito alcun tipo di privilegio. Perché questo sia vero, ‘ogni pagamento monetario dev’essere di conseguenza una transazione triangolare, che coinvolge almeno tre agenti, chi paga, chi è pagato, e la banca. La vera moneta è di conseguenza moneta creditizia.

Alcune persone ricordano dov’erano quando J. F. Kennedy fu sparato, o quando fu uccisa la principessa Diana (o quando Miley Cyrus twerkò su MTV). Io ricordo dove mi trovavo nel momento in cui ho letto dei documenti che hanno alterato profondamente la mia visione del mondo. La lettura di questo paper di Graziani – una singola pagina in un singolo paper, non meno – fu una di queste occasioni.

Stavo lavorando come senior lecturer presso il mio ex datore di lavoro UWS, e mi era stato chiesto di prendere l’incarico del corso di economia finanziaria, dal momento che l’economista devotamente neoclassico che era stato lettore in precedenza era un così cattivo insegnante che c’era stata una rivolta studentesca. Non era contemplata l’ipotesi che io mi apprestassi a dar spazio alle cretinate che i libri di testo neoclassici mettevano a disposizione sull’argomento, così mi immersi nella letteratura strettamente monetaria in economia per costruire il mio corso.

Sapevo che Augusto Graziani era uno degli autori che dovevo leggere, dal momento che per coincidenza avevo assistito a un suo intervento in una conferenza del 1998 nell’Università di Bergamo in nord Italia. Non si trattava solo del suo profondo paper, il fatto che il suo rispondere spontaneo alle domande provenienti dalla platea avvenisse in un inglese perfetto. “Augusto” è un nome imponente per chiunque debba farsene carico – figuriamoci per un uomo non certo alto – ma con la sua postura elegante e la sua cultura impeccabile, Augusto portava il suo nome con aplomb.

Quando lessi il paper di Graziani nel 2002, un puzzle che mi aveva intralciato per anni fu istantaneamente risolto. Come passare dal modello implicitamente monetario dell’instabilità finanziaria che avevo sviluppato nel 1992, a uno strettamente monetario – in cui la deflazione potrebbe esacerbare una crisi del debito, come chiaramente era avvenuto durante la Grande Depressione? La risposta era semplice: le banche dovevano diventare parte essenziale del mio modello, ed ogni transazione doveva ricalcare la struttura triangolare che Graziani aveva delineato. Triangoli e banche regolate in un’economia monetaria, e non due linee tra acquirenti e venditori ed il baratto.

Tale intuizione mi guidò nel tempo allo sviluppo del mio programma di modellazione Minsky, che è ora parte indispensabile del mio approccio all’economia. Nel costruirlo realmente mi sono posizionato sulle spalle di quel gigante che fu Augusto Graziani. Ho fiducia che le scienze economiche del futuro gli accorderanno lo status che merita.

Concluderò con una citazione del ricordo di Graziani da parte di Riccardo Bellofiore nella Rivista di Economia Keynesiana:

Lui ci ricorda che la teoria economica deve mettere al centro del suo studio non le ‘imperfezioni’ del mercato, ma piuttosto la ‘normalità’ di potere e conflitto, non solo tra lavoro e capitale, ma anche tra fazioni del capitale, ed all’interno del capitalismo. Occorre abbandonare il riferimento ad un immaginario mondo con un’economia di baratto ‘disturbata’ dalla moneta, o l’illusione che la moneta possa essere integrata in un modello economico che è non monetario nelle sue fondamenta.

Addio, Augusto. E un’esortazione agli autori di Wikipedia: sentitevi liberi di utilizzare questi contenuti e i link a seguire per dare a quest’uomo minuto ed elegante lo status che realmente merita di gigante delle scienze economiche.



Originale pubblicato il 13 gennaio 2014

Traduzione a cura di Daniele Basciu


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sandropascucci
21 aprile 2016 alle 12:00
Il tuo commento è in attesa di moderazione.

tutto bello.. peccato che Augusto non alzi un dito contro chi si erge a padrone della moneta: le banche. anzi le tollera (se non invita addirittura) nel suo modello monetario. la moneta, oggi, NON è segno ma merce. perché? perché la banca se la fa pagare al suo valore nominale/potere di acquisto. oggi c’è la triangolazione A, B, Banca (con una triangolazione di livello superiore tra banche e banca centrale) ma è una triangolazione maligna, con la banca che crea il “segno” ma ne intasca gli interessi.. ah, già.. Augusto non dice nulla sugli interessi che la banca intasca (quando fa sparire, giustamente, il capitale imprestato e rientrante dagli imprenditori che lo avevano richiesto). dice solo (“teoria del circuito monetario, 1996”) che “andrebbero pagati in natura”, ossia in merci. ma questo implica altro problema: le merci (prodotte dagli imprenditori) sono destinate al mercato e rappresentano i guadagni dell’imprenditore stesso. quindi in soldoni Graziani AMMETTE che le banche creano moneta dal nulla e che si PAPPANO “COSE REALI”, grazie a questa magia (descritta BENISSIMO dal nostro Augusto – ma anche da altri)..

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Messaggioda sandropascucci » 21 apr 2016, 12:07

da: https://keynesblog.com/2015/09/24/augus ... ment-49204

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sandropascucci - PRIMIT
21 aprile 2016 alle 12:06 Rispondi
qui mi sembra più equilibrata la visione del personaggio.. infatti a proposito di “visioni erronee” ho scritto in un altro blog dove “sopravvalutavano” il pur ottimo Graziani:

“tutto bello.. peccato che Augusto non alzi un dito contro chi si erge a padrone della moneta: le banche. anzi le tollera (se non invita addirittura) nel suo modello monetario. la moneta, oggi, NON è segno ma merce. perché? perché la banca se la fa pagare al suo valore nominale/potere di acquisto. oggi c’è la triangolazione A, B, Banca (con una triangolazione di livello superiore tra banche e banca centrale) ma è una triangolazione maligna, con la banca che crea il “segno” ma ne intasca gli interessi.. ah, già.. Augusto non dice nulla sugli interessi che la banca intasca (quando fa sparire, giustamente, il capitale imprestato e rientrante dagli imprenditori che lo avevano richiesto). dice solo (“teoria del circuito monetario, 1996”) che “andrebbero pagati in natura”, ossia in merci. ma questo implica altro problema: le merci (prodotte dagli imprenditori) sono destinate al mercato e rappresentano i guadagni dell’imprenditore stesso. quindi in soldoni Graziani AMMETTE che le banche creano moneta dal nulla e che si PAPPANO “COSE REALI”, grazie a questa magia (descritta BENISSIMO dal nostro Augusto – ma anche da altri)..”


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guiodic
22 aprile 2016 alle 10:33 Rispondi
Se uno viene su questo blog e pensa di apparire intelligente parlando come Auriti, mi sa che tanto intelligente non è.


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sandropascucci - PRIMIT
22 aprile 2016 alle 10:53
:) :) :) e che vòrdì?! o meglio: che vuoi dire? per me è un onore se riconosci Auriti nelle mie parole (o stile o pensiero o qualunque cosa ti ha spinto ad affiancarci).

Detto questo, ripeto: di cosa parli, effettivamente?

:D :D :D
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