LA RISERVA FRAZIONARIA, Raccolta e prestiti di una banca

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Christian Tambasco

LA RISERVA FRAZIONARIA, Raccolta e prestiti di una banca

Messaggioda Christian Tambasco » 28 set 2009, 11:20

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RISERVA FRAZIONARIA

Raccolta e prestiti della singola banca: E' ora di cambiare l'ottica
di Francesco Fata, PRIMIT.IT


L'aggiornamento dell'articolo quindi è del 14/07/2010 e non come da data di questo post. Nel successivo post del 14/07/2010 troverete le note con le spiegazioni a queste variazioni.


Signori, il dado è tratto. La nebbia che avvolge da sempre i principi contabili bancari e con essi la loro contabilità e i loro bilanci, si sta diradando. Ma invece di intravedere un paesaggio nitido e gradevole, non si vede altro che degradazione ed offesa all’intelligenza e alla buona fede di certi umani.

Ultimamente ho dedicato tempo e studio a cercare di capire come operano le banche relativamente alla raccolta di denaro e ai prestiti che erogano. Qual è, cioè, la relazione esistente tra questi due fatti finanziari. Ma soprattutto, cosa prestano le banche, denaro che hanno o denaro che non hanno? La risposta sembra ovvia a chi tenta di opporsi al signoraggio delle banche private. Le banche prestano indubbiamente denaro che non hanno. A molti questa affermazione sembrerà un’eresia. Ma è anche un’affermazione che sia i banchieri, sia gli economisti accademici e i giornalisti economici si lasciano scivolare addosso come un’ovvietà che ci giunge dalla semplice matematica, dato che, quando si parla del “moltiplicatore dei depositi” e dell’effetto leva che produce, lo si fa sempre riferendosi all’intero sistema bancario. In termini semplici: costoro ribattono all’accusa che il sistema bancario riesce a prestare fino a 50 volte un deposito che riceve chiamando in causa la matematica, la quale chiaramente gli va in soccorso perché è vero che se Tizio versa 1.000 euro nella sua banca, la sua banca (grazie ad un coefficiente di riserva del 2% di quel deposito) tratterrà 20 euro in riserva e presterà 980 euro a Caio. Caio verserà 980 euro in un’altra banca e questa, dopo aver trattenuto 19,60 euro, presterà a Sempronio 961,40 euro. Proseguendo così, si giungerà a prestare 50.000 euro dal deposito di 1.000. Questo meccanismo, per i neofiti dell’argomento, si chiama moltiplicatore dei depositi. Ma sono cose già dette e ridette tra chi si occupa di questi argomenti. Ma qual è ora l’agghiacciante novità di questa trattazione. Eccola: la singola banca presta indipendentemente da quanto contante raccoglie dalla clientela, crea denaro dal nulla semplicemente prestandolo e il coefficiente di riserva serve solo a trattenere da un deposito di contanti quella piccola quantità di denaro che dovrebbe servire a garantire una liquidità per eventuali rimborsi dei depositanti e nulla più, ma non ha alcuna attinenza con i prestiti che effettua. Voglio rimarcare bene questo fatto: la singola banca non funge da vero intermediario finanziario, mettendo in comunicazione chi ha il denaro e chi non ce l’ha, la singola banca non raccoglie denaro per poi prestarlo ma presta e basta, senza il bisogno di raccogliere alcunché. Presta, cioè, creando denaro elettronico, a chi ne fa richiesta, con una semplice digitazione di cifre su un conto di un computer, perché, comunque vada, la singola banca non pagherà mai tramite fondi propri, il prestito erogato . Tutti i soggetti in qualche modo legati ai banchieri o che comunque hanno avuto a che fare col mondo accademico, tenterebbero di ridicolizzare questa tesi, ma quella che segue è una dimostrazione difficilmente confutabile di quello che ho appena affermato.
Ma cominciamo dal principio.
I 4 elementi essenziali per capire i meccanismi di erogazione dei prestiti sono i seguenti e li elenco in ordine di importanza, dal meno al più importante:

1) La riserva obbligatoria
2) Il patrimonio di vigilanza
3) Le stanze di compensazione
4) Le garanzie


1) LA RISERVA OBBLIGATORIA

Essa viene erroneamente messa in relazione con il meccanismo della riserva frazionaria o moltiplicatore dei depositi.
Questa riserva consiste essenzialmente nel mantenere una piccola quota di contante (2%) dai versamenti di liquidità effettuati dalla clientela, allo scopo di pagare eventuali richieste di contanti da parte degli stessi depositanti.
L’errata relazione di questa riserva con il meccanismo del moltiplicatore dei depositi, deriva dal fatto che gli "esperti" del settore, sia pro che contro il signoraggio privato sull’emissione monetaria, sono convinti che il concetto riguardi l’intero sistema bancario, che riesce a prestare, con il sistema descritto all’inizio di questo documento, fino a 50 volte il contante raccolto.
Per cui, chi è contro il signoraggio è scandalizzato dal solo fatto che questa sia una reale possibilità, indipendentemente dal fatto che poi il sistema bancario ci riesca effettivamente e in che misura lo riesca a fare. Di contro, chi è pro signoraggio, sminuisce la questione in quanto la ritiene una normalità matematica.
In realtà questo meccanismo è solo teorico in quanto nella pratica bancaria non esiste. La singola banca non si sognerebbe mai di prestare il 98% di un deposito in contanti, trattenendo come riserva il 2%. Un direttore di banca non accenderebbe mai un mutuo, un prestito personale o un fido, aprendo la cassa e dando contanti brevi mano ad un cliente. I contanti depositati dai clienti vengono sistematicamente depositati per intero o quasi, presso la banca d’Italia a titolo di riserva obbligatoria, tenendo il filiale solo lo stretto necessario per le esigenze previste per il giorno dopo.
Quindi la teoria del moltiplicatore dei depositi si ferma subito, già al primo deposito di contante.
In realtà la teoria del moltiplicatore dei depositi fa molto comodo ai banchieri e a chi li sostiene, in quanto è una ovvietà matematica che sminuisce ciò che sostengono gli anti-signoraggisti relativamente alla loro capacità di prestare molto più di quanto raccolgono. Di fatto è una teoria che distoglie l’attenzione su quello che in realtà i banchieri fanno, che è molto più grave e che capirete nel prosieguo.

2) PATRIMONIO DI VIGILANZA

Questo, in realtà, è l’unico teorico limite alla capacità di prestare da parte delle banche, non certo la riserva obbligatoria.
Esso rappresenta la capacità di far fronte ai rischi di perdita sui finanziamenti fatti ai clienti.
Ogni tipo di prestito viene valutato secondo i criteri stabiliti dagli accordi di "Basilea 2" e per ogni prestito viene stabilita una percentuale di patrimonio che la banca deve avere per essere considerata "coperta" da rischi. Ad esempio, per un mutuo edilizio da erogarsi a Stati di Avanzamento Lavori, occorre che la banca abbia un patrimonio all'incirca dell'8-10% del mutuo erogato (la percentuale può variare un po' a seconda del rating del debitore).

3) LA STANZA DI COMPENSAZIONE

Presso la Banca d’Italia è istituita la stanza di compensazione, un luogo virtuale in cui si compensano le posizioni di credito e debito tra le banche partecipanti. Vediamo come funziona.
Quando la Banca A presta a Tizio 100.000 €uro e Tizio emette un assegno di 100.00 €uro in favore di Caio, nel momento in cui Caio versa l’assegno presso la sua Banca B, sorgerà un debito della Banca A nei confronti della Banca B all’interno della stanza di compensazione.
Quasi tutti pensano che la Banca A alla fine della giornata provvederà a pagare questo debito con il proprio patrimonio o al limite con i soldi provenienti dalla raccolta presso i clienti. In realtà non è così. La Banca A nella pratica, non paga proprio niente. Mai.
Ma allora, se non paga niente, come fa la Banca B ad essere pagata?
Occorre distinguere due tipologie di casi: il primo caso è relativo alla possibilità che la Banca A non paghi nulla alla banca B in quanto possiede dei crediti nei suoi confronti derivanti da denaro bancario (assegni o altro) emessi dalla banca B e versati sulla Banca A dai propri clienti. Il secondo caso riguarda invece la possibilità che non paghi nulla in concreto, perché ricorre ad un rifinanziamento presso la Banca d’Italia, un rifinanziamento che si basa sulle garanzie del cliente.

4) LE GARANZIE

Questo è il vero fattore che permetterà alla Banca A di pagare la Banca B e ce lo dice proprio il testo del Sistema di Regolamento Lordo denominato BIREL che trovate all’indirizzo http://www.bancaditalia.it/sispaga_teso ... _SEZ_I.pdf

Ma cosa fa la banca A per pagare la Banca B con la garanzia ricevuta dal cliente? Cede la garanzia alla Banca B? Certamente no.
Leggiamo a pag. 12 capitolo 2.1 del suddetto regolamento: "Anticipazione infragiornaliera in conto corrente e utilizzo delle garanzie" – Le garanzie. Ai sensi dell’art.18.1 del SEBC tutte le operazioni di rifinanziamento debbono essere effettuate a fronte di adeguate garanzie fornite dalle controparti sotto forma di trasferimenti di proprietà ovvero sotto forma di pegno.
Nelle operazioni di politica monetaria e di finanziamento infragiornaliero le controparti possono offrire a garanzia le attività idonee il cui elenco è disponibile sul sito web della BCE – http://www.ecb.int/pub/pdf/other/gendoc2008it.pdf

Se andiamo sul sito della BCE, http://www.ecb.int/pub/pdf/other/gendoc2008it.pdf a pag.40, al sottocapitolo "Strumenti di debito non negoziabili* garantiti da mutui residenziali" si legge:" Tipo di attività.- Deve essere uno strumento di debito (cambiale o pagherò cambiario) garantito da un insieme di mutui ipotecari su immobili residenziali….". Ecco quì, il gioco è fatto: ad esempio, un mutuo ipotecario permette alla Banca A di emettere una cambiale in favore della Banca Centrale con la quale si ha diritto ad avere un credito nella stanza di compensazione, di avere, cioè, denaro scritturale (per inciso, creato dal nulla) che permette alla Banca A di pagare (compensare) il debito verso la Banca B creatosi all’emissione dell’assegno da parte di Tizio in favore di Caio.
Ciò si evince meglio al Cap.B.1 a pag.15 del sempre citato regolamento, alla voce "Prestiti bancari governati dalla legge italiana". Al comma 2 si legge:"Al momento della costituzione in garanzia, i prestiti bancari sono registrati in un’apposita procedura gestita dalla Banca d’Italia (ABACO); il valore del prestito è automaticamente contabilizzato nel conto di anticipazione infragiornaliera della controparte e determina un corrispondente aumento del credito in BIREL."

Cosa vuol dire tutto ciò? Vuol dire che le garanzie servono non già per assicurare la banca da perdite su prestiti effettuati con denaro proprio o dei clienti, bensì per permettere ad una banca di pagare a un’altra banca (tramite l’invenzione di uno strumento cartaceo, la cambiale), un prestito fatto con denaro mai posseduto, ne in proprio ne per conto di clienti.
In definitiva, la banca centrale, crea dal nulla il denaro scritturale necessario per pagare il prestito, denaro che viene ceduto alla Banca A (dietro cessione della cambiale garantita) che potrà pagare la Banca B.
La cruda realtà è che il cliente si auto-presta il denaro tramite la cessione del proprio immobile in cambio di cifre elettroniche che non si potrà mai creare da solo col suo computer perché i politici e le loro leggi non glielo permettono ma lo permettono solo ai banchieri.

* N.B. La definizione “non negoziabili” vuol dire che, una volta emessi dalla banca commerciale e ceduti alla Banca Centrale (primo passaggio) i titoli garantiti resteranno nella cassaforte della B.C. senza che questa li possa ri-negoziare ad altri soggetti, ma verranno restituiti alla banca commerciale con il rimborso del rifinanziamento.
Questo lo dico perché qualcuno ha messo in dubbio che vengano emessi proprio perché chiamandoli “non negoziabili” non potrebbero essere appunto “negoziati”. La definizione “non negoziabili” è relativa quindi agli eventuali passaggi dopo il primo.


UN’ULTIMA CONSIDERAZIONE

Vi siete mai chiesti perché le banche chiedono sempre una garanzia almeno doppia rispetto al prestito che erogano?
La risposta è da ricercarsi in una motivazione tecnico-contabile che cercherò di spiegare in modo comprensibile.
Ottenendo una garanzia doppia rispetto al prestito, la banca riesce a crearsi un "doppio asset" (un doppio attivo); per essere più chiari, un doppio credito, uno da utilizzare nei confronti del cliente e uno nei confronti della banca centrale che utilizzerà per pagare il debito nei confronti della banca B all’interno della stanza di compensazione.
Questo doppio asset, fu descritto anche da Pierre Parisien nel suo ormai famoso "Riflusso bancario per i non iniziati" all’indirizzo http://www.signoraggio.com/signoraggio_ ... cario.html errando però, a mio avviso, nel dire che trattasi di un asset doppio perché creato una volta in favore del cliente (quindi una passività da pagare) e una volta in proprio favore (credito da riscuotere). Inoltre espone le sue intuizioni in modo poco chiaro, facendo intendere, a parer mio, che il credito viene creato quasi per magia, con un artificio dall’odore di illegalità.
Ritengo invece che, innanzitutto l’asset apposto nell’attivo sia doppio e che vada a bilanciare lo stesso valore apposto nel passivo come debiti da pagare (metà come Debito v/clientela e metà come Titoli garantiti emessi in favore della Banca centrale) ma, soprattutto, che il doppio asset dell’attivo sia apposto per la presenza di una garanzia data dal cliente (pegno, ipoteca o altro) che viene richiesta con valore doppio.
…….
**passo precedente omesso (vedi post denominato “Note”)…….

QUALCHE NOTA TECNICA DOVEROSA (vedi post “NOTE”)

Contabilmente (per gli amanti del settore) riporterei le scritture relative all’intero iter di un prestito chiesto, ottenuto e ripagato alla scadenza.

1) All’ottenimento della garanzia e alla contestuale firma del contratto di finanziamento, ad esempio di 100.000 €uro, la Banca A registra il doppio asset (attivo) e la doppia Liability (passività da pagare) nel modo seguuente:

Crediti v/clientela (Attivo)100 a Debiti v/clientela (passivo) € 100.000
Crediti verso B.C.(garanzia) (Attivo)100 a Titoli garantiti (passivo) € 100.000


Questo perché il regolamento della stanza di compensazione dice che all’ottenimento della garanzia il valore nominale del prestito costituisce un credito all’interno della stanza di compensazione.

2) All’emissione dell’assegno per 100.000 €uro da parte di Tizio in favore di Caio, quando quest’ultimo lo verserà sulla Banca B e rientrerà presso la Banca A, si creerà il debito della Banca A nei confronti della banca B presso la stanza di compensazione, registrato come segue:

Debiti verso clientela (attivo) a debiti v/B.C.(banca B) (passivo) € 100.000

3) Il credito verso la banca centrale che si è creato con la cessione delle cambiali garantite, servirà a pagare il debito verso la banca B per l’assegno emesso da Tizio verso Caio. La registrazione sarà la seguente:

Debiti v/B.C.(banca B) (ATTIVO) a Crediti v/B.C.(garanzia) (Passivo) € 100.000

4) A questo punto al rientro del prestito alla scadenza la banca provvederà a registrare il versamento che il cliente effettuerà sul suo c/c nel modo seguente:

Crediti v/B.C.(banca C) (Attivo) a Debiti v/clientela (passivo) € 100.000(in caso ad esempio, di versamento di un assegno di una banca C)

Oppure:

Cassa (Attivo) 100.000 a Debiti v/clientela (passivo) € 100.000
(in caso ad esempio (molto raro) di versamento contanti)

5) Il cliente chiede di chiudere il finanziamento addebitando la cifra sul suo c/c

Debiti v/clientela (Attivo) € 100.000 a Crediti v/clientela (passivo) 100.000
6) La banca commerciale utilizzerà la cassa oppure il credito verso la banca centrale di cui al punto 4) per ripagare i titoli garantiti da ipoteca (o altro) che all’inizio aveva emesso. Questa è la registrazione contabile:

Titoli garantiti (Attivo) € 100.000 a Cassa (o cred.v/B.C.) (passivo) 100.000

Quindi si evince che non resterà con denaro in surplus che non ha una collocazione contabile.
Se provate, infatti a depennare tutte le partite che hanno lo stesso nome e importo sia in attivo che in passivo, vedrete che non resterà più nulla in sospeso.
Resta ora da capire, cosa accade a questo denaro (cartaceo o elettronico) nel momento in cui arriva alla banca centrale (viene imboscato o distrutto?).

Per semplificare chiamerò il denaro elettronico creato (per rifinanziare la banca commerciale) col nome di “debiti v/banche comm.” In quanto esso ha la natura di debito a fronte di un’attivo costituito dai titoli garantiti che la banca commerciale cede in cambio di questo denaro.

La registrazione contabile della creazione tramite il rifinanziamento è questa:

Titoli garantiti 100.000 (Attivo) a Debiti v/banche comm.(Passivo) 100.000

Alla restituzione del rifinanziamento, la banca centrale incassa denaro che (per semplificare) ipotizziamo sia contante e restituisce i titoli avuti all’inizio:

Cassa (attivo) 100.000 a Titoli garantiti (Passivo) 100.000

Come vedete, il conto cassa resta aperto in attivo, ma resta anche aperto un conto di passivo per il denaro emesso all’inizio, quindi non esiste nella realtà una partita scoperta che viene occultata in conti cifrati. La banca centrale con questa registrazione:

Debiti v/banche comm. (Attivo) 100.000 a Cassa (Passivo) 100.000

Di fatto distrugge contabilmente il denaro creato a suo tempo.
Ora, nulla vieta a chiunque, di pensare che il “sacco” di denaro rientrato sia distrutto “contabilmente” ma non “fisicamente” e che, quindi, la Banca centrale, faccia partire un camion di contanti che porti quei soldi a migliaia di Km per depositarli in un conto cifrato, ma una riflessione seria non può non portare a pensare che tutto questo sia assurdo e che la banca centrale avrebbe fatto prima a stamparli direttamente e andarli a depositare.
In realtà la contabilità che vi ho esposto prima rende più che mai evidente ciò che ho sintetizzato nella mia frase “Il signoraggio è l'unico meccanismo in cui le opposte partite non sono a somma zero.
Se da una parte, un soggetto (sistema bancario) guadagna solo l'interesse, dall'altra (il popolo) perde sia capitale che interesse.”


CHI HA INCASSATO IL SIGNORAGGIO?
Per capire ancora meglio il funzionamento, occorrerà che tutti voi pensiate in modo "semplice" riducendo tutta la macroeconomia e politica monetaria all’osso, con esempi esplicativi semplici come questo che segue.
Fate conto per assurdo che l’intero sistema bancario sia formato da due banche, la banca A e la banca B e che tutti i possessori di denaro esistenti siano due, Tizio cliente della banca A e Caio cliente della Banca B.
Ora, sempre per assurdo, consideriamo che sia Tizio che Caio nello stesso giorno chiedano un prestito di 100.000 €uro ciascuno alla propria banca dando a garanzia la propria casa. Tizio emette un assegno di 100.000 €uro nei confronti di Caio per l’acquisto di un terreno ma contemporaneamente Caio emette un assegno di 100.000 nei confronti di Tizio per l’acquisto di un immobile. Quando Tizio verserà l’assegno di Caio sulla sua banca A sorgerà un credito della banca A nei confronti della banca B presso la stanza di compensazione. Viceversa, sorgerà un debito della banca A verso la banca B quando Caio verserà l’assegno di Tizio sulla sua banca B.
A seguito di tutto ciò la Banca A e la banca B compenseranno i rispettivi crediti, nessuna banca pagherà nulla per i prestiti contratti, ma sia Tizio che Caio avranno 100.000 €uro in più di debiti sul groppone.
Di contro, la procedura del rifinanziamento descritta nei capitoli precedenti, viene attuata solo quando esiste un saldo a debito di una banca che non può essere da questa pagato dopo tutte le compensazioni, ma nessuna banca pagherà comunque mai niente con denaro proprio, ma pagherà tramite le garanzie dei clienti.
Il signoraggio incassato, quindi, dal sistema bancario, sarà costituito solo dagli interessi, ma sia Tizio che Caio, nel nostro esempio, pagando anche soltanto l’interesse, dopo il primo periodo non avranno più in tasca i 100.000 € da cui sono partiti facendo i relativi prestiti, ma avranno soldi in meno ma sempre un debito di 100.000 € da dover ripagare ma che non possono più ripagare già da subito, rimanendo intrappolati nel fallimento. Questo sistema crollerebbe se la collettività fosse composta da solo 2 persone (si accorgerebbero subito dell’inghippo raccontandosi l’un l’altro del proprio fallimento e dei motivi per cui è successo). Essendo però essendo composta da miliardi di persone, i fallimenti sarebbero un percentuale più o meno piccola e non c’è la possibilità di raccontarcelo tutti insieme capendo il vero motivo.

LE UNIVERSITA’ (LA GIUSTIFICAZIONE SCRITTA PER IL SISTEMA BANCARIO)
Un esempio eclatante di come il mondo accademico, invece di esaminare criticamente l’attività bancaria e dare input su come dovrebbe essere riportata contabilmente, cerca di trovarne spudoratamente una giustificazione ci viene da un testo universitario come quello sulla "Moneta, credito e produzione" dell’università degli Studi di Bergamo al sito http://www.unibg.it/dati/bacheca/654/7141.pdf.

Al punto 2.2 "Intermediazione finanziaria delle banche " si dice che essa consiste nella erogazione di crediti attraverso la raccolta di depositi bancari. Le banche cioè finanziano prestiti concessi al pubblico sulla base dei depositi del pubblico. Il testo continua dicendo che nella fattispecie la banca A presta a Tizio il deposito di x unità di moneta di cui e titolare Caio (perchè viene pagato) affinché Tizio possa realmente pagare Caio. Infatti sebbene il deposito di Caio sia il risultato dell’avvenuto pagamento di Tizio, l’interpretazione della registrazione in partita doppia della tavola 2 (Crediti verso Tizio a Debiti verso Caio) ci permette di giungere alla conclusione che è lo stesso deposito a finanziare tale pagamento. Avete capito come si fa? Tizio paga prima Caio, ma è come se Caio avesse finanziato Tizio per farsi pagare (tramite il proprio versamento sulla sua banca). In altre parole, attraverso la banca Caio presta a Tizio il reddito che serve per essere pagato.
Ma soprattutto:
L’università (luogo basilare da cui usciranno futuri imprenditori, economisti, giornalisti, professori e pure banchieri) liquida questa procedura con una supercazzola degna del miglior film "Amici miei" dicendo che uno finanzia l’altro invece di dire la cosa più importante che è questa:
Caio non finanzia Tizio tramite la banca giustificando la registrazione contabile "crediti verso Tizio a debiti verso Caio" bensì è Tizio che si auto-presta il denaro cedendo in garanzia la propria casa (e la registrazione contabile sarà "crediti verso Tizio a debiti verso Tizio" non verso Caio) ma se si auto-crasse il denaro (garantito dalla sua casa) non avrebbe nessun debito, ma siccome un privato, grazie al giochino delle tre carte messo in piedi con la connivenza dei politici e delle loro leggi, è capace di fare questo, Tizio se non ripaga il debito, perderà la sua casa.

CONCLUSIONI IN PILLOLE

1) La celebre frase di Einaudi "alla rarità dell’oro si è sostituita la saggezza del governatore della banca centrale" (riferendosi alla cessazione del Gold Standard e della convertibilità della moneta in oro), si può tranquillamente trasformare in "alla rarità dell’oro si è sostituito il valore del lavoro e dei beni di proprietà del popolo".

2) La frase di cui la punto 1) si spiega col fatto che tutta la politica monetaria fatta dalle banche centrali e commerciali rigorosamente PRIVATE si basa sui beni e servizi prodotti dal popolo. Quindi un PRIVATO presta denaro, non più convertibile in oro di proprietà delle banche ma creato da nulla, all’intero popolo; denaro che acquista valore non solo grazie all’accettazione di quest’ultimo negli scambi, ma anche grazie al lavoro e ai beni di proprietà del popolo che lo garantiscono.

3) Alla luce di quanto sopra, tutto il denaro in circolazione e tutto il credito dovrebbe essere auto-emesso e auto-creato dal popolo (Stato) proprio perché è solo il popolo a dargli valore.

4) La politica monetaria è stata delegata dai politici alle banche private con la scusa che altrimenti si genererebbe inflazione occultando per bene, per connivenza e ignoranza, il fatto l’inflazione ufficiale è generata esclusivamente dall’interesse che il sistema bancario applica a tutto il denaro cartaceo e bancario circolante. Infatti, assumendo tutto il denaro circolante (pari pari misura del valore di tutta la produzione esistente) soggetto ad un interesse del 3% annuale per opera della banca centrale, diventa automatico che questo costo vada a gravare sul costo dell’intera produzione di una nazione e quindi sul costo di tutti i beni e servizi che aumenteranno di prezzo. E’ per questo motivo che gli accademici ritengono normale e fisiologica l’inflazione ufficiale più o meno al 3%. L’inflazione reale invece è dovuta oltre che a fattori speculativi soprattutto alla parte di denaro bancario circolante sotto forma di credito erogato dalle banche commerciali, sottoposto ad un interesse molto superiore al 3%.

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Ultima modifica di sandropascucci il 29 nov 2013, 14:31, modificato 2 volte in totale.
Motivazione: aggiornato post, l'altro in bkp

Francesco Fata
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Re: LA RISERVA FRAZIONARIA, Raccolta e prestiti di una banca

Messaggioda Francesco Fata » 29 set 2009, 11:12

AGGIORNAMENTO ARTICOLO
Utilizzo questo post per riportarvi l'articolo modificato alla luce di nuove riflessioni che ho fatto in questi giorni.
E' stato necessario tornarci su soprattutto per dissipare gli ultimi dubbi che ci sono circa la "distruzione o meno" del denaro che rientra nel sistema bancario tramite il rimborso di un finanziamento e sul fatto che il sistema bancario trattenga o meno solo l'interesse e non anche il capitale.

L'aggiornamento dell'articolo quindi è del 14/07/2010 e non come da data di questo post. Nel successivo post del 14/07/2010 troverete le note con le spiegazioni a queste variazioni.

RISERVA FRAZIONARIA (Raccolta e prestiti della singola banca)
(E' ora di cambiare l'ottica)

Signori, il dado è tratto. La nebbia che avvolge da sempre i principi contabili bancari e con essi la loro contabilità e i loro bilanci, si sta diradando. Ma invece di intravedere un paesaggio nitido e gradevole, non si vede altro che degradazione ed offesa all’intelligenza e alla buona fede di certi umani.
Ultimamente ho dedicato tempo e studio a cercare di capire come operano le banche relativamente alla raccolta di denaro e ai prestiti che erogano. Qual è, cioè, la relazione esistente tra questi due fatti finanziari. Ma soprattutto, cosa prestano le banche, denaro che hanno o denaro che non hanno? La risposta sembra ovvia a chi tenta di opporsi al signoraggio delle banche private. Le banche prestano indubbiamente denaro che non hanno. A molti questa affermazione sembrerà un’eresia. Ma è anche un’affermazione che sia i banchieri, sia gli economisti accademici e i giornalisti economici si lasciano scivolare addosso come un’ovvietà che ci giunge dalla semplice matematica, dato che, quando si parla del “moltiplicatore dei depositi” e dell’effetto leva che produce, lo si fa sempre riferendosi all’intero sistema bancario. In termini semplici: costoro ribattono all’accusa che il sistema bancario riesce a prestare fino a 50 volte un deposito che riceve chiamando in causa la matematica, la quale chiaramente gli va in soccorso perché è vero che se Tizio versa 1.000 euro nella sua banca, la sua banca (grazie ad un coefficiente di riserva del 2% di quel deposito) tratterrà 20 euro in riserva e presterà 980 euro a Caio. Caio verserà 980 euro in un’altra banca e questa, dopo aver trattenuto 19,60 euro, presterà a Sempronio 961,40 euro. Proseguendo così, si giungerà a prestare 50.000 euro dal deposito di 1.000. Questo meccanismo, per i neofiti dell’argomento, si chiama moltiplicatore dei depositi. Ma sono cose già dette e ridette tra chi si occupa di questi argomenti. Ma qual è ora l’agghiacciante novità di questa trattazione. Eccola: la singola banca presta indipendentemente da quanto contante raccoglie dalla clientela, crea denaro dal nulla semplicemente prestandolo e il coefficiente di riserva serve solo a trattenere da un deposito di contanti quella piccola quantità di denaro che dovrebbe servire a garantire una liquidità per eventuali rimborsi dei depositanti e nulla più, ma non ha alcuna attinenza con i prestiti che effettua. Voglio rimarcare bene questo fatto: la singola banca non funge da vero intermediario finanziario, mettendo in comunicazione chi ha il denaro e chi non ce l’ha, la singola banca non raccoglie denaro per poi prestarlo ma presta e basta, senza il bisogno di raccogliere alcunché. Presta, cioè, creando denaro elettronico, a chi ne fa richiesta, con una semplice digitazione di cifre su un conto di un computer, perché, comunque vada, la singola banca non pagherà mai tramite fondi propri, il prestito erogato . Tutti i soggetti in qualche modo legati ai banchieri o che comunque hanno avuto a che fare col mondo accademico, tenterebbero di ridicolizzare questa tesi, ma quella che segue è una dimostrazione difficilmente confutabile di quello che ho appena affermato.
Ma cominciamo dal principio.
I 4 elementi essenziali per capire i meccanismi di erogazione dei prestiti sono i seguenti e li elenco in ordine di importanza, dal meno al più importante:

1) La riserva obbligatoria
2) Il patrimonio di vigilanza
3) Le stanze di compensazione
4) Le garanzie


1) LA RISERVA OBBLIGATORIA

Essa viene erroneamente messa in relazione con il meccanismo della riserva frazionaria o moltiplicatore dei depositi.
Questa riserva consiste essenzialmente nel mantenere una piccola quota di contante (2%) dai versamenti di liquidità effettuati dalla clientela, allo scopo di pagare eventuali richieste di contanti da parte degli stessi depositanti.
L’errata relazione di questa riserva con il meccanismo del moltiplicatore dei depositi, deriva dal fatto che gli "esperti" del settore, sia pro che contro il signoraggio privato sull’emissione monetaria, sono convinti che il concetto riguardi l’intero sistema bancario, che riesce a prestare, con il sistema descritto all’inizio di questo documento, fino a 50 volte il contante raccolto.
Per cui, chi è contro il signoraggio è scandalizzato dal solo fatto che questa sia una reale possibilità, indipendentemente dal fatto che poi il sistema bancario ci riesca effettivamente e in che misura lo riesca a fare. Di contro, chi è pro signoraggio, sminuisce la questione in quanto la ritiene una normalità matematica.
In realtà questo meccanismo è solo teorico in quanto nella pratica bancaria non esiste. La singola banca non si sognerebbe mai di prestare il 98% di un deposito in contanti, trattenendo come riserva il 2%. Un direttore di banca non accenderebbe mai un mutuo, un prestito personale o un fido, aprendo la cassa e dando contanti brevi mano ad un cliente. I contanti depositati dai clienti vengono sistematicamente depositati per intero o quasi, presso la banca d’Italia a titolo di riserva obbligatoria, tenendo il filiale solo lo stretto necessario per le esigenze previste per il giorno dopo.
Quindi la teoria del moltiplicatore dei depositi si ferma subito, già al primo deposito di contante.
In realtà la teoria del moltiplicatore dei depositi fa molto comodo ai banchieri e a chi li sostiene, in quanto è una ovvietà matematica che sminuisce ciò che sostengono gli anti-signoraggisti relativamente alla loro capacità di prestare molto più di quanto raccolgono. Di fatto è una teoria che distoglie l’attenzione su quello che in realtà i banchieri fanno, che è molto più grave e che capirete nel prosieguo.

2) PATRIMONIO DI VIGILANZA

Questo, in realtà, è l’unico teorico limite alla capacità di prestare da parte delle banche, non certo la riserva obbligatoria.
Esso rappresenta la capacità di far fronte ai rischi di perdita sui finanziamenti fatti ai clienti.
Ogni tipo di prestito viene valutato secondo i criteri stabiliti dagli accordi di "Basilea 2" e per ogni prestito viene stabilita una percentuale di patrimonio che la banca deve avere per essere considerata "coperta" da rischi. Ad esempio, per un mutuo edilizio da erogarsi a Stati di Avanzamento Lavori, occorre che la banca abbia un patrimonio all'incirca dell'8-10% del mutuo erogato (la percentuale può variare un po' a seconda del rating del debitore).

3) LA STANZA DI COMPENSAZIONE

Presso la Banca d’Italia è istituita la stanza di compensazione, un luogo virtuale in cui si compensano le posizioni di credito e debito tra le banche partecipanti. Vediamo come funziona.
Quando la Banca A presta a Tizio 100.000 €uro e Tizio emette un assegno di 100.00 €uro in favore di Caio, nel momento in cui Caio versa l’assegno presso la sua Banca B, sorgerà un debito della Banca A nei confronti della Banca B all’interno della stanza di compensazione.
Quasi tutti pensano che la Banca A alla fine della giornata provvederà a pagare questo debito con il proprio patrimonio o al limite con i soldi provenienti dalla raccolta presso i clienti. In realtà non è così. La Banca A nella pratica, non paga proprio niente. Mai.
Ma allora, se non paga niente, come fa la Banca B ad essere pagata?
Occorre distinguere due tipologie di casi: il primo caso è relativo alla possibilità che la Banca A non paghi nulla alla banca B in quanto possiede dei crediti nei suoi confronti derivanti da denaro bancario (assegni o altro) emessi dalla banca B e versati sulla Banca A dai propri clienti. Il secondo caso riguarda invece la possibilità che non paghi nulla in concreto, perché ricorre ad un rifinanziamento presso la Banca d’Italia, un rifinanziamento che si basa sulle garanzie del cliente.

4) LE GARANZIE

Questo è il vero fattore che permetterà alla Banca A di pagare la Banca B e ce lo dice proprio il testo del Sistema di Regolamento Lordo denominato BIREL che trovate all’indirizzo http://www.bancaditalia.it/sispaga_teso ... _SEZ_I.pdf

Ma cosa fa la banca A per pagare la Banca B con la garanzia ricevuta dal cliente? Cede la garanzia alla Banca B? Certamente no.
Leggiamo a pag. 12 capitolo 2.1 del suddetto regolamento: "Anticipazione infragiornaliera in conto corrente e utilizzo delle garanzie" – Le garanzie. Ai sensi dell’art.18.1 del SEBC tutte le operazioni di rifinanziamento debbono essere effettuate a fronte di adeguate garanzie fornite dalle controparti sotto forma di trasferimenti di proprietà ovvero sotto forma di pegno.
Nelle operazioni di politica monetaria e di finanziamento infragiornaliero le controparti possono offrire a garanzia le attività idonee il cui elenco è disponibile sul sito web della BCE – http://www.ecb.int/pub/pdf/other/gendoc2008it.pdf

Se andiamo sul sito della BCE, http://www.ecb.int/pub/pdf/other/gendoc2008it.pdf a pag.40, al sottocapitolo "Strumenti di debito non negoziabili* garantiti da mutui residenziali" si legge:" Tipo di attività.- Deve essere uno strumento di debito (cambiale o pagherò cambiario) garantito da un insieme di mutui ipotecari su immobili residenziali….". Ecco quì, il gioco è fatto: ad esempio, un mutuo ipotecario permette alla Banca A di emettere una cambiale in favore della Banca Centrale con la quale si ha diritto ad avere un credito nella stanza di compensazione, di avere, cioè, denaro scritturale (per inciso, creato dal nulla) che permette alla Banca A di pagare (compensare) il debito verso la Banca B creatosi all’emissione dell’assegno da parte di Tizio in favore di Caio.
Ciò si evince meglio al Cap.B.1 a pag.15 del sempre citato regolamento, alla voce "Prestiti bancari governati dalla legge italiana". Al comma 2 si legge:"Al momento della costituzione in garanzia, i prestiti bancari sono registrati in un’apposita procedura gestita dalla Banca d’Italia (ABACO); il valore del prestito è automaticamente contabilizzato nel conto di anticipazione infragiornaliera della controparte e determina un corrispondente aumento del credito in BIREL."

Cosa vuol dire tutto ciò? Vuol dire che le garanzie servono non già per assicurare la banca da perdite su prestiti effettuati con denaro proprio o dei clienti, bensì per permettere ad una banca di pagare a un’altra banca (tramite l’invenzione di uno strumento cartaceo, la cambiale), un prestito fatto con denaro mai posseduto, ne in proprio ne per conto di clienti.
In definitiva, la banca centrale, crea dal nulla il denaro scritturale necessario per pagare il prestito, denaro che viene ceduto alla Banca A (dietro cessione della cambiale garantita) che potrà pagare la Banca B.
La cruda realtà è che il cliente si auto-presta il denaro tramite la cessione del proprio immobile in cambio di cifre elettroniche che non si potrà mai creare da solo col suo computer perché i politici e le loro leggi non glielo permettono ma lo permettono solo ai banchieri.

* N.B. La definizione “non negoziabili” vuol dire che, una volta emessi dalla banca commerciale e ceduti alla Banca Centrale (primo passaggio) i titoli garantiti resteranno nella cassaforte della B.C. senza che questa li possa ri-negoziare ad altri soggetti, ma verranno restituiti alla banca commerciale con il rimborso del rifinanziamento.
Questo lo dico perché qualcuno ha messo in dubbio che vengano emessi proprio perché chiamandoli “non negoziabili” non potrebbero essere appunto “negoziati”. La definizione “non negoziabili” è relativa quindi agli eventuali passaggi dopo il primo.


UN’ULTIMA CONSIDERAZIONE

Vi siete mai chiesti perché le banche chiedono sempre una garanzia almeno doppia rispetto al prestito che erogano?
La risposta è da ricercarsi in una motivazione tecnico-contabile che cercherò di spiegare in modo comprensibile.
Ottenendo una garanzia doppia rispetto al prestito, la banca riesce a crearsi un "doppio asset" (un doppio attivo); per essere più chiari, un doppio credito, uno da utilizzare nei confronti del cliente e uno nei confronti della banca centrale che utilizzerà per pagare il debito nei confronti della banca B all’interno della stanza di compensazione.
Questo doppio asset, fu descritto anche da Pierre Parisien nel suo ormai famoso "Riflusso bancario per i non iniziati" all’indirizzo http://www.signoraggio.com/signoraggio_ ... cario.html errando però, a mio avviso, nel dire che trattasi di un asset doppio perché creato una volta in favore del cliente (quindi una passività da pagare) e una volta in proprio favore (credito da riscuotere). Inoltre espone le sue intuizioni in modo poco chiaro, facendo intendere, a parer mio, che il credito viene creato quasi per magia, con un artificio dall’odore di illegalità.
Ritengo invece che, innanzitutto l’asset apposto nell’attivo sia doppio e che vada a bilanciare lo stesso valore apposto nel passivo come debiti da pagare (metà come Debito v/clientela e metà come Titoli garantiti emessi in favore della Banca centrale) ma, soprattutto, che il doppio asset dell’attivo sia apposto per la presenza di una garanzia data dal cliente (pegno, ipoteca o altro) che viene richiesta con valore doppio.
…….
**passo precedente omesso (vedi post denominato “Note”)…….

QUALCHE NOTA TECNICA DOVEROSA (vedi post “NOTE”)

Contabilmente (per gli amanti del settore) riporterei le scritture relative all’intero iter di un prestito chiesto, ottenuto e ripagato alla scadenza.

1) All’ottenimento della garanzia e alla contestuale firma del contratto di finanziamento, ad esempio di 100.000 €uro, la Banca A registra il doppio asset (attivo) e la doppia Liability (passività da pagare) nel modo seguuente:

Crediti v/clientela (Attivo)100 a Debiti v/clientela (passivo) € 100.000
Crediti verso B.C.(garanzia) (Attivo)100 a Titoli garantiti (passivo) € 100.000


Questo perché il regolamento della stanza di compensazione dice che all’ottenimento della garanzia il valore nominale del prestito costituisce un credito all’interno della stanza di compensazione.

2) All’emissione dell’assegno per 100.000 €uro da parte di Tizio in favore di Caio, quando quest’ultimo lo verserà sulla Banca B e rientrerà presso la Banca A, si creerà il debito della Banca A nei confronti della banca B presso la stanza di compensazione, registrato come segue:

Debiti verso clientela (attivo) a debiti v/B.C.(banca B) (passivo) € 100.000

3) Il credito verso la banca centrale che si è creato con la cessione delle cambiali garantite, servirà a pagare il debito verso la banca B per l’assegno emesso da Tizio verso Caio. La registrazione sarà la seguente:

Debiti v/B.C.(banca B) (ATTIVO) a Crediti v/B.C.(garanzia) (Passivo) € 100.000

4) A questo punto al rientro del prestito alla scadenza la banca provvederà a registrare il versamento che il cliente effettuerà sul suo c/c nel modo seguente:

Crediti v/B.C.(banca C) (Attivo) a Debiti v/clientela (passivo) € 100.000(in caso ad esempio, di versamento di un assegno di una banca C)

Oppure:

Cassa (Attivo) 100.000 a Debiti v/clientela (passivo) € 100.000
(in caso ad esempio (molto raro) di versamento contanti)

5) Il cliente chiede di chiudere il finanziamento addebitando la cifra sul suo c/c

Debiti v/clientela (Attivo) € 100.000 a Crediti v/clientela (passivo) 100.000
6) La banca commerciale utilizzerà la cassa oppure il credito verso la banca centrale di cui al punto 4) per ripagare i titoli garantiti da ipoteca (o altro) che all’inizio aveva emesso. Questa è la registrazione contabile:

Titoli garantiti (Attivo) € 100.000 a Cassa (o cred.v/B.C.) (passivo) 100.000

Quindi si evince che non resterà con denaro in surplus che non ha una collocazione contabile.
Se provate, infatti a depennare tutte le partite che hanno lo stesso nome e importo sia in attivo che in passivo, vedrete che non resterà più nulla in sospeso.
Resta ora da capire, cosa accade a questo denaro (cartaceo o elettronico) nel momento in cui arriva alla banca centrale (viene imboscato o distrutto?).

Per semplificare chiamerò il denaro elettronico creato (per rifinanziare la banca commerciale) col nome di “debiti v/banche comm.” In quanto esso ha la natura di debito a fronte di un’attivo costituito dai titoli garantiti che la banca commerciale cede in cambio di questo denaro.

La registrazione contabile della creazione tramite il rifinanziamento è questa:

Titoli garantiti 100.000 (Attivo) a Debiti v/banche comm.(Passivo) 100.000

Alla restituzione del rifinanziamento, la banca centrale incassa denaro che (per semplificare) ipotizziamo sia contante e restituisce i titoli avuti all’inizio:

Cassa (attivo) 100.000 a Titoli garantiti (Passivo) 100.000

Come vedete, il conto cassa resta aperto in attivo, ma resta anche aperto un conto di passivo per il denaro emesso all’inizio, quindi non esiste nella realtà una partita scoperta che viene occultata in conti cifrati. La banca centrale con questa registrazione:

Debiti v/banche comm. (Attivo) 100.000 a Cassa (Passivo) 100.000

Di fatto distrugge contabilmente il denaro creato a suo tempo.
Ora, nulla vieta a chiunque, di pensare che il “sacco” di denaro rientrato sia distrutto “contabilmente” ma non “fisicamente” e che, quindi, la Banca centrale, faccia partire un camion di contanti che porti quei soldi a migliaia di Km per depositarli in un conto cifrato, ma una riflessione seria non può non portare a pensare che tutto questo sia assurdo e che la banca centrale avrebbe fatto prima a stamparli direttamente e andarli a depositare.
In realtà la contabilità che vi ho esposto prima rende più che mai evidente ciò che ho sintetizzato nella mia frase “Il signoraggio è l'unico meccanismo in cui le opposte partite non sono a somma zero.
Se da una parte, un soggetto (sistema bancario) guadagna solo l'interesse, dall'altra (il popolo) perde sia capitale che interesse.”


CHI HA INCASSATO IL SIGNORAGGIO?
Per capire ancora meglio il funzionamento, occorrerà che tutti voi pensiate in modo "semplice" riducendo tutta la macroeconomia e politica monetaria all’osso, con esempi esplicativi semplici come questo che segue.
Fate conto per assurdo che l’intero sistema bancario sia formato da due banche, la banca A e la banca B e che tutti i possessori di denaro esistenti siano due, Tizio cliente della banca A e Caio cliente della Banca B.
Ora, sempre per assurdo, consideriamo che sia Tizio che Caio nello stesso giorno chiedano un prestito di 100.000 €uro ciascuno alla propria banca dando a garanzia la propria casa. Tizio emette un assegno di 100.000 €uro nei confronti di Caio per l’acquisto di un terreno ma contemporaneamente Caio emette un assegno di 100.000 nei confronti di Tizio per l’acquisto di un immobile. Quando Tizio verserà l’assegno di Caio sulla sua banca A sorgerà un credito della banca A nei confronti della banca B presso la stanza di compensazione. Viceversa, sorgerà un debito della banca A verso la banca B quando Caio verserà l’assegno di Tizio sulla sua banca B.
A seguito di tutto ciò la Banca A e la banca B compenseranno i rispettivi crediti, nessuna banca pagherà nulla per i prestiti contratti, ma sia Tizio che Caio avranno 100.000 €uro in più di debiti sul groppone.
Di contro, la procedura del rifinanziamento descritta nei capitoli precedenti, viene attuata solo quando esiste un saldo a debito di una banca che non può essere da questa pagato dopo tutte le compensazioni, ma nessuna banca pagherà comunque mai niente con denaro proprio, ma pagherà tramite le garanzie dei clienti.
Il signoraggio incassato, quindi, dal sistema bancario, sarà costituito solo dagli interessi, ma sia Tizio che Caio, nel nostro esempio, pagando anche soltanto l’interesse, dopo il primo periodo non avranno più in tasca i 100.000 € da cui sono partiti facendo i relativi prestiti, ma avranno soldi in meno ma sempre un debito di 100.000 € da dover ripagare ma che non possono più ripagare già da subito, rimanendo intrappolati nel fallimento. Questo sistema crollerebbe se la collettività fosse composta da solo 2 persone (si accorgerebbero subito dell’inghippo raccontandosi l’un l’altro del proprio fallimento e dei motivi per cui è successo). Essendo però essendo composta da miliardi di persone, i fallimenti sarebbero un percentuale più o meno piccola e non c’è la possibilità di raccontarcelo tutti insieme capendo il vero motivo.

LE UNIVERSITA’ (LA GIUSTIFICAZIONE SCRITTA PER IL SISTEMA BANCARIO)
Un esempio eclatante di come il mondo accademico, invece di esaminare criticamente l’attività bancaria e dare input su come dovrebbe essere riportata contabilmente, cerca di trovarne spudoratamente una giustificazione ci viene da un testo universitario come quello sulla "Moneta, credito e produzione" dell’università degli Studi di Bergamo al sito http://aisberg.unibg.it/bitstream/10446 ... 9Rossi.pdf


Al punto 2.2 "Intermediazione finanziaria delle banche " si dice che essa consiste nella erogazione di crediti attraverso la raccolta di depositi bancari. Le banche cioè finanziano prestiti concessi al pubblico sulla base dei depositi del pubblico. Il testo continua dicendo che nella fattispecie la banca A presta a Tizio il deposito di x unità di moneta di cui e titolare Caio (perchè viene pagato) affinché Tizio possa realmente pagare Caio. Infatti sebbene il deposito di Caio sia il risultato dell’avvenuto pagamento di Tizio, l’interpretazione della registrazione in partita doppia della tavola 2 (Crediti verso Tizio a Debiti verso Caio) ci permette di giungere alla conclusione che è lo stesso deposito a finanziare tale pagamento. Avete capito come si fa? Tizio paga prima Caio, ma è come se Caio avesse finanziato Tizio per farsi pagare (tramite il proprio versamento sulla sua banca). In altre parole, attraverso la banca Caio presta a Tizio il reddito che serve per essere pagato.
Ma soprattutto:
L’università (luogo basilare da cui usciranno futuri imprenditori, economisti, giornalisti, professori e pure banchieri) liquida questa procedura con una supercazzola degna del miglior film "Amici miei" dicendo che uno finanzia l’altro invece di dire la cosa più importante che è questa:
Caio non finanzia Tizio tramite la banca giustificando la registrazione contabile "crediti verso Tizio a debiti verso Caio" bensì è Tizio che si auto-presta il denaro cedendo in garanzia la propria casa (e la registrazione contabile sarà "crediti verso Tizio a debiti verso Tizio" non verso Caio) ma se si auto-crasse il denaro (garantito dalla sua casa) non avrebbe nessun debito, ma siccome un privato, grazie al giochino delle tre carte messo in piedi con la connivenza dei politici e delle loro leggi, è capace di fare questo, Tizio se non ripaga il debito, perderà la sua casa.

CONCLUSIONI IN PILLOLE

1) La celebre frase di Einaudi "alla rarità dell’oro si è sostituita la saggezza del governatore della banca centrale" (riferendosi alla cessazione del Gold Standard e della convertibilità della moneta in oro), si può tranquillamente trasformare in "alla rarità dell’oro si è sostituito il valore del lavoro e dei beni di proprietà del popolo".

2) La frase di cui la punto 1) si spiega col fatto che tutta la politica monetaria fatta dalle banche centrali e commerciali rigorosamente PRIVATE si basa sui beni e servizi prodotti dal popolo. Quindi un PRIVATO presta denaro, non più convertibile in oro di proprietà delle banche ma creato da nulla, all’intero popolo; denaro che acquista valore non solo grazie all’accettazione di quest’ultimo negli scambi, ma anche grazie al lavoro e ai beni di proprietà del popolo che lo garantiscono.

3) Alla luce di quanto sopra, tutto il denaro in circolazione e tutto il credito dovrebbe essere auto-emesso e auto-creato dal popolo (Stato) proprio perché è solo il popolo a dargli valore.

4) La politica monetaria è stata delegata dai politici alle banche private con la scusa che altrimenti si genererebbe inflazione occultando per bene, per connivenza e ignoranza, il fatto l’inflazione ufficiale è generata esclusivamente dall’interesse che il sistema bancario applica a tutto il denaro cartaceo e bancario circolante. Infatti, assumendo tutto il denaro circolante (pari pari misura del valore di tutta la produzione esistente) soggetto ad un interesse del 3% annuale per opera della banca centrale, diventa automatico che questo costo vada a gravare sul costo dell’intera produzione di una nazione e quindi sul costo di tutti i beni e servizi che aumenteranno di prezzo. E’ per questo motivo che gli accademici ritengono normale e fisiologica l’inflazione ufficiale più o meno al 3%. L’inflazione reale invece è dovuta oltre che a fattori speculativi soprattutto alla parte di denaro bancario circolante sotto forma di credito erogato dalle banche commerciali, sottoposto ad un interesse molto superiore al 3%.

A DOMANI PER LE NOTE.
Ultima modifica di Francesco Fata il 22 nov 2010, 10:16, modificato 3 volte in totale.
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Re: LA RISERVA FRAZIONARIA, Raccolta e prestiti di una banca

Messaggioda Francesco Fata » 22 dic 2009, 10:43

Ho inserito i nuovi link (in rosso) dei siti della BCE e Banca d'Italia (che casualmente non erano più attivi) dove poter verificare le informazioni relative alla stanza di compensazione e al discorso delle garanzie accettate dalla BCE per i rifinanziamenti.
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domenico.damico

LA RISERVA FRAZIONARIA, Raccolta e prestiti di una banca

Messaggioda domenico.damico » 23 dic 2009, 0:12

Uno degli articoli più importanti scritti in questi anni di Lotta.

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Scorba80

Re: LA RISERVA FRAZIONARIA, Raccolta e prestiti di una banca

Messaggioda Scorba80 » 23 dic 2009, 13:17

Molto interessante. Grazie ragazzi.

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domenico.damico

Re: LA RISERVA FRAZIONARIA, Raccolta e prestiti di una banca

Messaggioda domenico.damico » 23 dic 2009, 14:30

Un'altra considerazione è anche questa:

sempre considerando il 3% come tasso d'interesse, si capisce anche perchè i parametri UE impongano al massimo un deficit del 3%...
ma se devi avere i conti in regola, perchè la norma può (deve) essere un deficit del 3% ?

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Christian Tambasco

Re: LA RISERVA FRAZIONARIA, Raccolta e prestiti di una banca

Messaggioda Christian Tambasco » 20 gen 2010, 11:24

partendo da qui topic stretta crediticzia in cina

volevo porre un quesito. Non è che la realtà sfrutti entrambi i meccanismi? anche perchè se così non fosse le manovre sulla riserva da parte delle banche centrali non avrebbero effetti. Quello che penso è che per movimenti consistenti e per forza di cose garantiti come i mutui ipotecari o il credito alle imprese, il meccanismo sia pari e patto come quello descritto da Francesco, mentre per il credito al consumo (in tutte le sue forme e supporti) venga utilizzato il meccanismo della riserva frazionaria anche perchè non ci sono garanzie "reali" a fronte di quel prestito o no?!


Ciao Christian

Francesco Fata
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Re: LA RISERVA FRAZIONARIA, Raccolta e prestiti di una banca

Messaggioda Francesco Fata » 20 gen 2010, 12:41

Christian Tambasco ha scritto:partendo da qui topic stretta crediticzia in cina

volevo porre un quesito. Non è che la realtà sfrutti entrambi i meccanismi? anche perchè se così non fosse le manovre sulla riserva da parte delle banche centrali non avrebbero effetti. Quello che penso è che per movimenti consistenti e per forza di cose garantiti come i mutui ipotecari o il credito alle imprese, il meccanismo sia pari e patto come quello descritto da Francesco, mentre per il credito al consumo (in tutte le sue forme e supporti) venga utilizzato il meccanismo della riserva frazionaria anche perchè non ci sono garanzie "reali" a fronte di quel prestito o no?!


Ciao Christian


La questione è pertinente ed anche ben posta.
Questo è infatti un punto importante da chiarire e mi ero riservato di approfondirlo. Attualmente ritengo che una banca quando presta senza una garanzia reale (pegno/ipoteca) non potrà beneficiare del credito nella stanza di compensazione. Pertanto dovrà "eventualmente" sborsare "di tasca propria" i fondi necessari per pagare all'altra banca il finanziamento utilizzato dal cliente. Ma questo solo in teoria. Nelle strategie periodiche (anche giornaliere) di una banca, si punta molto sulla ottimizzazione e previsione statistica delle somme a credito nella stanza di compensazione derivanti dai versamenti (anche e soprattutto di assegni/bonifici non certo di contanti) dei clienti. Saranno queste somme e la loro previsione statistica a far decidere la dirigenza su eventuali allargamenti o restrizioni dei prestiti senza garanzia. Poi non è detto che la banca in qualche caso non paghi con soldi propri e comunque esiste sempre il rifinanziamento presso la banca centrale questa volta da fare dando garanzie proprie (della banca) di solvibilità.
Voglio troppo bene al popolo per pensare di votare gente che vuole particolarmente bene a se stessa.
Francesco Fata

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Re: LA RISERVA FRAZIONARIA, Raccolta e prestiti di una banca

Messaggioda Francesco Fata » 21 gen 2010, 11:47

Un'aggiunta al post precedente:

chiaramente quando parlo di prestiti senza garanzia non intendo "completamente senza garanzia". Se non ci sono garanzie reali (pegno/ipoteca) ti chiederanno almeno le garanzie personali come le fideiussioni. Raramente si accontenteranno solo di una busta paga o roba del genere. Altrettanto chiaramente, prima di farti firmare una fideiussione si assicureranno che comunque possiedi qualche bene....se non tu...almeno qualche familiare (che ri-chiaramente firmerà lui la fideiussione).
La questione è che le fideiussioni non sembrano rientrare tra quelle garanzie che danno diritto alla banca di avere il famoso "credito nella stanza di compensazione" che le permetterà di pagare all'altra banca l'assegno emesso dal cliente.

INOLTRE

PRECISO CHE:

una banca nel momento in cui ha ricevuto il versamento di un assegno (ad esempio di tizio) deve stare molto attenta a fare un prestito (ad esempio a caio) contando sul credito nella stanza di compensazione derivante da quel versamento in quanto potrebbe rimanere scoperta nel momento in cui il cliente (tizio) decida di utilizzare i fondi che ha versato.

Un esempio:

BANCA A
STANZA DI COMPENSAZIONE


CREDITI
DEBITI

Versam.di Tizio 1.000
Prestito a caio 1.000

Utilizzo fondi di tizio 1.000


come vedete, prestando a caio 1.000 senza una garanzia reale, la banca sarebbe scoperta di 1.000 che dovrebbe pagare con fondi propri o chiedere un rifinanziamento alla b.c. di altro genere (non quello illustrato nel mio studio) oppure ancora un rifinanziamento tramite un'altra banca. Se avesse invece prestato quei 1.000 a caio dietro garanzia reale la configurazione della stanza di compensazione sarebbe stata la seguente:

BANCA A
STANZA DI COMPENSAZIONE


CREDITI
DEBITI

Versam.di Tizio 1.000
Prestito a caio 1.000

cred.da ipoteca caio 1.000
Utilizzo fondi di tizio 1.000


Il saldo è zero. La banca non esborsa niente.
Voglio troppo bene al popolo per pensare di votare gente che vuole particolarmente bene a se stessa.
Francesco Fata

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Christian Tambasco

Re: LA RISERVA FRAZIONARIA, Raccolta e prestiti di una banca

Messaggioda Christian Tambasco » 21 gen 2010, 14:23

uhm...Francesco piano piano

dunque per mutui che siano alle imprese o ai privati per l'acquisto di immobili o cifre consistenti per l'acquisto di titoli azionari
il tuo studio non fa na piega e ti pregherei di accantonarlo un momentino,

ma il caso A ovvero
Francesco Fata ha scritto:una banca nel momento in cui ha ricevuto il versamento di un assegno (ad esempio di tizio) deve stare molto attenta a fare un prestito (ad esempio a caio) contando sul credito nella stanza di compensazione derivante da quel versamento in quanto potrebbe rimanere scoperta nel momento in cui il cliente (tizio) decida di utilizzare i fondi che ha versato.
Un esempio:

BANCA A
STANZA DI COMPENSAZIONE


CREDITI
DEBITI

Versam.di Tizio 1.000
Prestito a caio 1.000

Utilizzo fondi di tizio 1.000


come vedete, prestando a caio 1.000 senza una garanzia reale, la banca sarebbe scoperta di 1.000 che dovrebbe pagare con fondi propri o chiedere un rifinanziamento alla b.c. di altro genere (non quello illustrato nel mio studio) oppure ancora un rifinanziamento tramite un'altra banca.
.......


qui a forza di inseguire i libri mastri famo la fine di chi era convinto che ci fossero movimenti reali di oro da un banchiere all'altro, bisogna anche uscire dalla scrittura di tanto in tanto altrimenti si pensa che la scrittura rappresenti la realtà e magari non ci capiamo :D .

io sostengo che il credito al consumo funzioni esattamente con il moltiplicatore dei depositi permesso da un sistema a riserva frazionata meno la percentuale liquida che ogni banca decide di detenere per le transazioni giornaliere in contanti. Il fatto che il deposito di tizio venga messo a garanzia nella stanza di compensazione lo conferma visto che tizio continuerà a prelevare e il problema si pone solo se il sistema va in crisi di liquidità (oggi sempre meno probabile).


Ciao Christian

correzione: ho detto una minchiata il deposito di Tizio non è posto a garanzia nella stanza di compensazione ma la questione mia riamne intatta, la banca in questo caso sfrutta l'unico vincolo che ha ovvero la possibilità di prestare in base ai depositi

Francesco Fata
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Re: LA RISERVA FRAZIONARIA, Raccolta e prestiti di una banca

Messaggioda Francesco Fata » 21 gen 2010, 18:35

Christian Tambasco ha scritto:uhm...Francesco piano piano

dunque per mutui che siano alle imprese o ai privati per l'acquisto di immobili o cifre consistenti per l'acquisto di titoli azionari
il tuo studio non fa na piega e ti pregherei di accantonarlo un momentino,

ma il caso A ovvero
Francesco Fata ha scritto:una banca nel momento in cui ha ricevuto il versamento di un assegno (ad esempio di tizio) deve stare molto attenta a fare un prestito (ad esempio a caio) contando sul credito nella stanza di compensazione derivante da quel versamento in quanto potrebbe rimanere scoperta nel momento in cui il cliente (tizio) decida di utilizzare i fondi che ha versato.
Un esempio:

BANCA A
STANZA DI COMPENSAZIONE


CREDITI
DEBITI

Versam.di Tizio 1.000
Prestito a caio 1.000

Utilizzo fondi di tizio 1.000


come vedete, prestando a caio 1.000 senza una garanzia reale, la banca sarebbe scoperta di 1.000 che dovrebbe pagare con fondi propri o chiedere un rifinanziamento alla b.c. di altro genere (non quello illustrato nel mio studio) oppure ancora un rifinanziamento tramite un'altra banca.
.......


[justify]qui a forza di inseguire i libri mastri famo la fine di chi era convinto che ci fossero movimenti reali di oro da un banchiere all'altro, bisogna anche uscire dalla scrittura di tanto in tanto altrimenti si pensa che la scrittura rappresenti la realtà e magari non ci capiamo :D .


Forse non ci capiamo proprio perchè (è triste dirlo) ma...la scrittura effettivamente rappresenta la realtà, perchè il sistema monetario in cui ci muoviamo tutti i giorni, è effettivamente solo una scrittura contabile. E' la nostra matrix.

Quindi:
Christian Tambasco ha scritto:io sostengo che il credito al consumo funzioni esattamente con il moltiplicatore dei depositi permesso da un sistema a riserva frazionata meno la percentuale liquida che ogni banca decide di detenere per le transazioni giornaliere in contanti. Il fatto che il deposito di tizio venga messo a garanzia nella stanza di compensazione lo conferma visto che tizio continuerà a prelevare e il problema si pone solo se il sistema va in crisi di liquidità (oggi sempre meno probabile).


Io direi :manco per niente...molto peggio. Il concetto di riserva frazionaria permette di moltiplicare i depositi per max 50 volte. Quello che dico io invece permette di moltiplicare il deposito iniziale all'infinito. mi spiego:

supponendo che il deposito di tizio (nell'esempio) non venisse utilizzato dallo stesso tizio, scongiurando il pericolo per la banca A di dover sborsare di suo (o con un rifinanziamento esterno) l'importo versato, il prestito a caio di 1.000 diverrebbe un nuovo versamento (per intero) sulla banca B che avrebbe un credito nella stanza di compens. e che permetterebbe di fare alla banca B un ulteriore prestito a sempronio sempre per l'intero (e non per il 98% o meno) e così via all'infinito. Questo proprio perchè si lavora con assegni o bonifici e non con contanti. Per questo insisto che il discorso del 2% ai fini dei prestiti è una corbelleria. Ma questo solo in teoria perchè il processo che tenderebbe all'infinito nella realtà si interrompe proprio per la possibilità quasi certa che i versamenti verranno utilizzati (con assegni o bonifici, non è una questione di prelievo contanti) e quindi per la banca ci sarebbe il problema di pagare con mezzi propri lo scompenso che avrebbe nella stanza di compensazione. La garanzia scongiurerebbe questo pericolo.
Voglio troppo bene al popolo per pensare di votare gente che vuole particolarmente bene a se stessa.
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Re: LA RISERVA FRAZIONARIA, Raccolta e prestiti di una banca

Messaggioda sergioloy » 2 feb 2010, 23:33

Francesco Fata ha scritto:supponendo che il deposito di tizio (nell'esempio) non venisse utilizzato dallo stesso tizio, scongiurando il pericolo per la banca A di dover sborsare di suo (o con un rifinanziamento esterno) l'importo versato, il prestito a caio di 1.000 diverrebbe un nuovo versamento (per intero) sulla banca B che avrebbe un credito nella stanza di compens. e che permetterebbe di fare alla banca B un ulteriore prestito a sempronio sempre per l'intero (e non per il 98% o meno) e così via all'infinito. Questo proprio perchè si lavora con assegni o bonifici e non con contanti. Per questo insisto che il discorso del 2% ai fini dei prestiti è una corbelleria. Ma questo solo in teoria perchè il processo che tenderebbe all'infinito nella realtà si interrompe proprio per la possibilità quasi certa che i versamenti verranno utilizzati (con assegni o bonifici, non è una questione di prelievo contanti) e quindi per la banca ci sarebbe il problema di pagare con mezzi propri lo scompenso che avrebbe nella stanza di compensazione. La garanzia scongiurerebbe questo pericolo.


dunque in sè, secondo te alla fine dei giochi, la riserva frazionaria in quanto tale non sussiste in quanto non c'è riserva da frazionare neanche per i semplici
prestiti che non prevedono garanzia utilizzabile nella stanza di compensazione?

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Re: LA RISERVA FRAZIONARIA, Raccolta e prestiti di una banca

Messaggioda Francesco Fata » 3 feb 2010, 11:15

sergioloy ha scritto:
Francesco Fata ha scritto:supponendo che il deposito di tizio (nell'esempio) non venisse utilizzato dallo stesso tizio, scongiurando il pericolo per la banca A di dover sborsare di suo (o con un rifinanziamento esterno) l'importo versato, il prestito a caio di 1.000 diverrebbe un nuovo versamento (per intero) sulla banca B che avrebbe un credito nella stanza di compens. e che permetterebbe di fare alla banca B un ulteriore prestito a sempronio sempre per l'intero (e non per il 98% o meno) e così via all'infinito. Questo proprio perchè si lavora con assegni o bonifici e non con contanti. Per questo insisto che il discorso del 2% ai fini dei prestiti è una corbelleria. Ma questo solo in teoria perchè il processo che tenderebbe all'infinito nella realtà si interrompe proprio per la possibilità quasi certa che i versamenti verranno utilizzati (con assegni o bonifici, non è una questione di prelievo contanti) e quindi per la banca ci sarebbe il problema di pagare con mezzi propri lo scompenso che avrebbe nella stanza di compensazione. La garanzia scongiurerebbe questo pericolo.


dunque in sè, secondo te alla fine dei giochi, la riserva frazionaria in quanto tale non sussiste in quanto non c'è riserva da frazionare neanche per i semplici
prestiti che non prevedono garanzia utilizzabile nella stanza di compensazione?


Si.
La riserva che esiste è solo quella obbligatoria.
Il versamento di contanti frazionato per fare un prestito non esiste neanche nei sogni. Chiedi a chi ha ricevuto un prestito se gli hanno datto contanti! Ti diranno certamente che hanno solo ricevuto una "disponibilità" o un "accredito".
Queste disponibilità/accrediti, diventeranno debiti verso altre banche nel momento in cui i clienti utilizzano con assegni gli importi disponibili. Come verranno pagati questi debiti verso altre banche? Se hai la garanzia, con la garanzia, se non ce l'hai può diventare un problema per la banca (discorso di cui sopra).
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Re: LA RISERVA FRAZIONARIA, Raccolta e prestiti di una banca

Messaggioda Francesco Fata » 5 feb 2010, 12:31

DIAMO QUALCHE ALTRO INPUT:

ultimamente mi sono stati espressi alcuni dubbi circa i prestiti senza garanzia. il fatto che in questo tipo di prestiti la banca in qualche modo rischi fondi propri o comunque sia costretta a "giostrare" con gli eventuali versamenti che statisticamente ritiene di ricevere, potrebbe far sembrare quest'attività un po' meno "truffaldina" rispetto al prestito con garanzia in cui la banca non rischia assolutamente niente in quanto è la stessa garanzia che paga quel prestito (da cui il discorso che il cliente potrebbe auto-crearsi il denaro senza l'intervento di una banca). Mi sono stati portato nello specifico i casi di prestiti personali, credito al consumo o finanziamenti vari rimborsabili a rate.
Mosso dalla curiosità sono andato a leggere meglio quello che già lessi inizialmente ma che mi era sfuggito, preso maggiormente dai grandi numeri dei mutui ipotecari.
Circa questo specifico tipo di prestito (rimborsato a rate) ecco cosa dicono i regolamenti.
Il regolamento Bce PER L'ATTUAZIONE DELLE POLITICHE MONETARIE http://www.ecb.int/pub/pdf/other/gendoc2008it.pdf sempre al capitolo 6.2.2 circa le attività idonee ad essere rifinanziate (ad avere quindi il credito presso la stanza di compensazione) ci sono:
(cito): pag.39
CREDITI
Per essere stanziabile, un credito deve soddisfare i criteri di idoneità di seguito specificati.
.....................
Sono accettati anche i crediti con rimborso graduale per i quali il rimborso del capitale e il pagamento degli interessi avvengono secondo un calendario predefinito, mentre non sono ammissibili le linee di credito inutilizzate, gli scoperti di conto corrente e le lettere di credito................

---------------
Per far capire meglio sarebbe il caso di specificare anche il significato di "stanziabile". su un dizionario di finanza on line di Emilio Girino si dice di "attività stanziabile" l'attività finanziaria accettata quale GARANZIA nelle operazioni di rifinanziamento marginale. Più chiaro di così!

Quindi allo stato dell'arte, ricapitolando:

1) MUTUI IPOTECARI O CON PEGNO: La banca non sborsa niente e non rischia niente

2) PRESTITI PERSONALI/CREDITO AL CONSUMO ECC. RIMBORSABILI A RATE la banca non sborsa niente e non rischia niente

3) rimane da capire come facciano per non sborsare niente anche in caso di scoperti di conto corrente. Due sono le ipotesi:
a) effettivamente richiano qualcosa o giostrano con i versamenti in previsione
b) ci sia qualche altro meccanismo che evita di giostrare/rischiare ma che ancora non ho scoperto. Sto lavorando ad una ipotesi. Vedremo.
Voglio troppo bene al popolo per pensare di votare gente che vuole particolarmente bene a se stessa.
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Re: LA RISERVA FRAZIONARIA, Raccolta e prestiti di una banca

Messaggioda Christian Tambasco » 5 feb 2010, 13:26

Francesco Fata ha scritto:...........................................................
Circa questo specifico tipo di prestito (rimborsato a rate) ecco cosa dicono i regolamenti.
Il regolamento Bce PER L'ATTUAZIONE DELLE POLITICHE MONETARIE http://www.ecb.int/pub/pdf/other/gendoc2008it.pdf sempre al capitolo 6.2.2 circa le attività idonee ad essere rifinanziate (ad avere quindi il credito presso la stanza di compensazione) ci sono:
(cito): pag.39
CREDITI
Per essere stanziabile, un credito deve soddisfare i criteri di idoneità di seguito specificati.
.....................
Sono accettati anche i crediti con rimborso graduale per i quali il rimborso del capitale e il pagamento degli interessi avvengono secondo un calendario predefinito, mentre non sono ammissibili le linee di credito inutilizzate, gli scoperti di conto corrente e le lettere di credito................

---------------
Per far capire meglio sarebbe il caso di specificare anche il significato di "stanziabile". su un dizionario di finanza on line di Emilio Girino si dice di "attività stanziabile" l'attività finanziaria accettata quale GARANZIA nelle operazioni di rifinanziamento marginale. Più chiaro di così!

Quindi allo stato dell'arte, ricapitolando:

1) MUTUI IPOTECARI O CON PEGNO: La banca non sborsa niente e non rischia niente

2) PRESTITI PERSONALI/CREDITO AL CONSUMO ECC. RIMBORSABILI A RATE la banca non sborsa niente e non rischia niente
.......


sergioloy qui abbiamo risvegliato il fata-pitbull con le nostre domande :lol:

dunque siccome sono un cabron ho bisogno di ragionare piano piano, la banca mi concede un prestito a 5 anni con modalità di rimborso mensile questo prestito (credito per la banca) si configura come attività finanziaria da porre nelle stanze di compensazione?


Ciao Christian

Francesco Fata
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Re: LA RISERVA FRAZIONARIA, Raccolta e prestiti di una banca

Messaggioda Francesco Fata » 5 feb 2010, 16:33

Christian Tambasco ha scritto:sergioloy qui abbiamo risvegliato il fata-pitbull con le nostre domande :lol:

dunque siccome sono un cabron ho bisogno di ragionare piano piano, la banca mi concede un prestito a 5 anni con modalità di rimborso mensile questo prestito (credito per la banca) si configura come attività finanziaria da porre nelle stanze di compensazione?



Yeeeeessss!
Vedete come è facile. Basta un regolamento e la banca è a posto.
Mentre nel caso dei mutui ipotecari occorre che il cliente firmi effettivamente un pezzo di carta che dica che porta un suo bene materiale in garanzia, nel caso del credito al consumo o similare, in effetti non esiste nessuna garanzia su beni del cliente. Come è stata risolta la cosa? E' bastato mettere una regola che dicesse che lo stesso prestito (a determinate condizioni) funge da garanzia. Come se il solo fatto che sia rimborsabile a rate, basti a garantire questo rimborso. C'è anche da dire che il concetto probabilmente si basa sul fatto che questo tipo di prestiti in genere è concesso dietro presentazione di denuncia dei redditi e/o busta paga o altro documento che attesti la capacità reddituale del cliente e quindi la sua capacità di rimborso.
Quindi basterebbe combiare di nuovo la regola inserendoci anche gli scoperti di conto corrente e siamo a posto. Ma su quest'ultima cosa ripeto, sto affinando il naso. sniff sniff, anf anf..... :D
Voglio troppo bene al popolo per pensare di votare gente che vuole particolarmente bene a se stessa.
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Re: LA RISERVA FRAZIONARIA, Raccolta e prestiti di una banca

Messaggioda sergioloy » 6 apr 2010, 14:08

una domanda:
se per assurdo io vado in 10 banche differenti e chiedo lo stesso tipo di mutuo, dando in garanzia l'immobile, tutte
e 10 le banche possono utilizzare quella garanzia nella stanza di compensazione oppure c'è un certo tipo di limite,
nel senso che la garanzia è utilizzabile da una banca per volta?
ad esempio:
la Banca A ha un credito verso la Banca B, e la banca B utilizza la garanzia che gli ho dato per rifinanziarsi con la Banca Centrale,
contemporaneamente la banca C ha un credito verso la banca A e quest'ultima utilizza la stessa garanzia mia per rifinanziarsi,
in questo caso la Banca Centrale cosa fa? discrimina o vede quella stessa garanzia come semplicemente una garanzia utilizzabile
n volte?

dite un po' se ho detto una cazzata.

la domanda è rivolta a tutti, ovviamente.

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Re: LA RISERVA FRAZIONARIA, Raccolta e prestiti di una banca

Messaggioda Francesco Fata » 6 apr 2010, 17:41

sergioloy ha scritto:una domanda:
se per assurdo io vado in 10 banche differenti e chiedo lo stesso tipo di mutuo, dando in garanzia l'immobile, tutte
e 10 le banche possono utilizzare quella garanzia nella stanza di compensazione oppure c'è un certo tipo di limite,
nel senso che la garanzia è utilizzabile da una banca per volta?
ad esempio:
la Banca A ha un credito verso la Banca B, e la banca B utilizza la garanzia che gli ho dato per rifinanziarsi con la Banca Centrale,
contemporaneamente la banca C ha un credito verso la banca A e quest'ultima utilizza la stessa garanzia mia per rifinanziarsi,
in questo caso la Banca Centrale cosa fa? discrimina o vede quella stessa garanzia come semplicemente una garanzia utilizzabile
n volte?

dite un po' se ho detto una cazzata.

la domanda è rivolta a tutti, ovviamente.


Quando Einaudi disse che "al valore dell'oro si sostituisce la saggezza del governatore della banca centrale" in un certo senso voleva dire proprio questo (e cioè che non esiste che per una stessa garanzia viene concesso un doppio/triplo ecc. credito" proprio perchè ci sarebbe il pericolo di quella famigerata "inflazione da eccessiva liquidità" tanto cara a Vito).
Quindi, da questo punto di vista, almeno formalmente, il sistema bancario attuerebbe questa sorta di controllo della liquidità e dell'inflazione. Che poi questo rapporto inflazione/liquidità sia tutta da dimostrare, è un altro discorso.

Tecnicamente la seconda garanzia (e via di seguito)" è definita "ipoteca di secondo grado" e solo molto raramente una banca si accontenta di apporla a garanzia di un mutuo (quelle poche volte viene apposta da una stessa banca che ha già dato un mutuo per quell'immobile e il cliente deve fare un ulteriore mutuo molto più piccolo ad integrazione del primo).

L'esperienza e i regolamenti interni ci dicono che la BCE attua molto di più questa regola rispetto alla FED (in verità i regolamenti della FED non li conosco bene) visto almeno la quantità di subprime (finanziamenti senza garanzia) che negli ultimi decenni sono stati concessi negli USA. Diciamo che il comportamento della FED è stato molto più allegro di quello della BCE mandando a farsi fottere quella funzione di controllo della liquidità di cui i banchieri centrali normalmente di vantano.
Voglio troppo bene al popolo per pensare di votare gente che vuole particolarmente bene a se stessa.
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Re: LA RISERVA FRAZIONARIA, Raccolta e prestiti di una banca

Messaggioda sergioloy » 6 apr 2010, 22:57

grazie Francesco.
dunque si può quasi dire che la banca centrale controllando questo tipo di garanzie, controlla le banche commerciali,
dunque nel caso la banca centrale sia pubblica si può dire che non sia del tutto privata la banca commerciale,
perché sottoposta al controllo pubblico tramite BC.

ovviamente scherzo.

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Re: LA RISERVA FRAZIONARIA, Raccolta e prestiti di una banca

Messaggioda Francesco Fata » 7 apr 2010, 10:20

sergioloy ha scritto:grazie Francesco.
dunque si può quasi dire che la banca centrale controllando questo tipo di garanzie, controlla le banche commerciali,
dunque nel caso la banca centrale sia pubblica si può dire che non sia del tutto privata la banca commerciale,
perché sottoposta al controllo pubblico tramite BC.

ovviamente scherzo.


Scherzando scherzando, questa tua battuta mi fa venire in mente di ribadire un concetto già espresso in altri 3d (specie quelli sulle riforme monetarie).
Si potrebbe quasi dire: ma a me...di chi controlla chi....ch'amenefotte!
Se lo stato chiede moneta a debito, non è importante "il chi controlla chi".
Ci risiamo: per me riguardo alla spesa pubblica, lo stato non deve fare debito pubblico in quanto dovrebbe stampare moneta. Per spesa pubblica si intende cio' che è ritenuto essenziale per i membri della collettività (tutti) per avere una vita dignitosa.
Poi, sarà "politicamente" che si discuterebbe su cosa sarebbe da ritenersi "essenziale": il partito della luna direbbe cibo, vestiario e energia, quello del sole ci aggiungerebbe anche la casa. Giusto per esempio!
Sull'emissione di moneta per la spesa privata (cioè l'erogazione di credito ai privati) è invece giusto che si faccia un debito ma è determinante/indispensabile/vitale che esso sia rigorosamente "senza interesse" in modo tale che esso non si "rimangi" il valore del bene comprato o realizzato con il credito avuto e dando quindi la possibilità (qualora non si riesca a ripagare il debito) di restituire semplicemente il bene azzerando il debito.
Questi concetti (lo dico a tutti) li dovete tenere a mente bene perchè quando vi chiedono certe cose (tipo il perchè dell'assenza di interesse) la risposta è questa.
Voglio troppo bene al popolo per pensare di votare gente che vuole particolarmente bene a se stessa.
Francesco Fata

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Re: LA RISERVA FRAZIONARIA, Raccolta e prestiti di una banca

Messaggioda sergioloy » 7 apr 2010, 10:25

guarda la mia domanda iniziale, come l'ultima risposta sono pari pari delle cose che mi son state dette o rivolte,
quindi non ti preoccupare che io ho ben chiara la questione, sia dell'interesse, sia del proprietario.
era la risposta tecnica sulle garanzie che obiettivamente mi metteva un po' in difficoltà, ma la questione della proprietà none.

ad ogni modo hai fatto bene a ribadire, non guasta mai.

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sirom

Re: LA RISERVA FRAZIONARIA, Raccolta e prestiti di una banca

Messaggioda sirom » 22 apr 2010, 21:32

Voglio fare l'avvocato del diavolo.
Il banchiere potrebbe giustificare l'interesse ( signoraggio ) dicendo che:

A) senza i suoi soldi ( anche se creati dal nulla ) nessuno ci venderebbe la casa sulla promessa di pagarla a rate. ( io repplicherei che basterebbe una legge che garantisca al venditore di riavere in parte o in tutto la proprietà dell' immobile)

B) Se per una serie di eventi molti prestiti non venissero onorati lui si troverebbe in possesso di immobili che eccederebbero la richiesta del mercato e quindi di un valore minore rispetto al prestito effettuato.

C) Se non avesse un guadagno dalle sue operazioni non avrebbe denaro da prestare ne soldi per sopravvivere e dunque qualsiasi mestiere sarebbe più redditizio del banchiere.

Un sistema creditizio senza lucro, credo che possa esistere solo in un sistema economico socialista stile urss.

Oppure il signoraggio deve essere accettato ma tassato come una qualsiasi altra attività lavorativa ( visto che causa inflazione un pò di più!) ed il ricavato ridistribuito alla società.

Vi è infine ... off topic!
Ultima modifica di sirom il 23 apr 2010, 0:21, modificato 1 volta in totale.

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Umiltao

Re: LA RISERVA FRAZIONARIA, Raccolta e prestiti di una banca

Messaggioda Umiltao » 22 apr 2010, 22:50

L' interesse è solo una parte del signoraggio bancario, non devi dimenticare che esiste anche il valore nominale del prestito da restituire al banchiere falsario.
Il banchiere deve sempre incamerare interessi sennò non può mettere in tasca alcunchè una volta sottratti i costi, sia perché per legge il nominale restituito viene distrutto sia perché sempre per legge il bilancio bancario vede la moneta annullare in partita doppia il valore del titolo di credito maturato sul cliente debitore.
Il bilancio di una banca deve assomigliare in tutto e per tutto a quello di una qualsiasi azienda di produzione, dove nello stato patrimoniale:
- i crediti maturati sui prestiti coincidono con le immobilizzazioni materiali e immateriali, rimanenze di magazzino, attività finanziarie, ecc., mentre
- la moneta emessa per i prestiti stessi coincide con i debiti verso clienti, obbligazionisti, banche ecc., fondo TFR, ecc.

In soldoni, una banca che non fa utili può fallire come tutte le altre aziende.

In ri-soldoni, il banchiere, per come funziona il suo flusso monetario (creazione, prestito, interesse, distruzione), fa danni per 10 per mettere in tasca appena 1, cioè abbiamo una truffa autolesionistica (crezione-distruzione) sulla quale però avviene la sovra-truffa degli interessi: quindi la professione di banchiere come attività a scopo di lucro per auto-creazione di potere d' acquisto dal nulla va abolita totalmente.


Le riforme monetarie sono OT per questo thread.

Francesco Fata
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Re: LA RISERVA FRAZIONARIA, Raccolta e prestiti di una banca

Messaggioda Francesco Fata » 14 lug 2010, 19:37

Aggiornato l'articolo al post n. 2
a domani per le "NOTE"
Voglio troppo bene al popolo per pensare di votare gente che vuole particolarmente bene a se stessa.
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Alessandro Bono

Re: LA RISERVA FRAZIONARIA, Raccolta e prestiti di una banca

Messaggioda Alessandro Bono » 15 lug 2010, 9:42

Già così, per quanto mi riguarda, questa potrebbe essere la sintesi definitiva (metto il condizionale solo perché, anche se ne dubito, potrebbe essermi sfuggito qualcosa).

Attendo le note.

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Re: LA RISERVA FRAZIONARIA, Raccolta e prestiti di una banca

Messaggioda Francesco Fata » 20 lug 2010, 19:10

NOTE
Passo precedente omesso (vedi articolo) :

Qualche professionista del settore contabile potrebbe storcere il naso nell'appurare che alla concessione del prestito, venga contabilizzato nella voce crediti verso clienti il valore dell'intera garanzia e non già il valore nominale del prestito, in quanto le garanzie vanno normalmente contabilizzate a parte, tra i conti d'ordine (che sono conti puramente indicativi che si inseriscono a margine del bilancio e non lo influenzano). A costoro replico che essi non sono bene a conoscenza dei principi contabili che usano le banche, pertanto posso dire quanto segue:
Nei bilanci delle banche, non esistono conti d’ordine pubblicati. In genere nella nota integrativa, al paragrafo "Garanzie" normalmente si legge che le variazioni si presentano generalizzate su tutte le voci del bilancio o frasi del genere.
Questo perché le banche attuano i principi contabili IAS che permettono la contabilizzazione delle garanzie non già sotto i conti d’ordine ma nelle varie voci di bilancio.
Le banche valutano, nella contabilizzazione del credito verso il cliente, non tanto il contratto di prestito (valore nominale) quanto il contratto di garanzia (di valore certamente superiore). Questa valutazione, come i professionisti sanno, è definita al Fair Value che "tecnicamente" vuol dire "valutazione corretta" o "di mercato", ma che io preferisco definire "escamotage" per avere maggior credito da spendere presso la stanza di compensazione, oltre che per avere maggiore possibilità di emettere cambiali garantite in favore della banca centrale per gli eventuali rifinanziamenti
.”

La questione dell’eliminazione di questo passaggio deriva dalla mia intenzione di togliere qualsiasi dubbio sulla mia (e nostra) volontà di ricercare sempre e comunque la verità (mo’ ci vuole) a qualsiasi costo, anche se questo dovesse significare ammettere che una propria interpretazione di un concetto potrebbe essere stata azzardata.
Il concetto in esame è quello che (appena sopra) ho evidenziato in grassetto rosso. Senza entrare troppo nel tecnico (pena ulteriori incomprensioni) mi limito a dire che potrebbe essere sensato dire che il credito verso il cliente venga iscritto per l’importo del prestito e non per il valore della garanzia.
Questo fatto non cambia molto la sostanza ma doveva essere detto in quanto, per maggiore precisione, opererò anche un cambio nelle registrazioni contabili (come spiegherò nel dettaglio relativo successivo).

REGISTRAZIONI CONTABILI

Precedente passaggio dell’articolo:
"Contabilmente (per gli amanti del settore) riporterei le scritture relative all’intero iter di un prestito chiesto, ottenuto e ripagato alla scadenza.

1) All’ottenimento della garanzia e alla contestuale firma del contratto di finanziamento, ad esempio di 100.000 €uro, la Banca A registra il doppio asset (attivo) e la doppia Liability (passività da pagare) nel modo seguuente:

Crediti verso clientela (Attivo) a Debiti verso clientela (passivo) € 200.000

2) All’emissione dell’assegno per 100.000 €uro da parte di Tizio in favore di Caio, quando quest’ultimo lo verserà sulla Banca B e rientrerà presso la Banca A, si creerà il debito della Banca A nei confronti della banca B presso la stanza di compensazione, registrato come segue:

Debiti verso clientela (attivo) a debiti verso Banca B (passivo) € 100.000

3) A questo punto la Banca A emette una cambiale garantita dalle "garanzie" fornite dal cliente registrando l’operazione come segue:

Crediti verso Banca centrale (Attivo) a Titoli di debito garantiti (passivo) € 100.000

4) Il credito verso la banca centrale che si è creato con la cessione delle cambiali garantite, servirà a pagare il debito verso la banca B per l’assegno emesso da Tizio verso Caio. La registrazione sarà la seguente:

Debiti verso Banca B (ATTIVO) a Crediti verso Banca centrale (PASSIVO) € 100.000

Come vedete, non esiste esborso di denaro proveniente dal patrimonio della banca o da versamenti effettuati da clienti.
Inoltre le uniche posizioni che restano aperte sono quelle dei crediti verso clientela per € 200.000, dei debiti verso clientela per € 100.000 e i titoli di debito garantiti per € 100.000

5) A questo punto al rientro del prestito alla scadenza la banca provvederà a stornare le posizioni aperte relative prima di tutto all’importo nominale del finanziamento (€ 100.000). Con la seguente registrazione:

Debiti verso clientela (Attivo) a Crediti verso clientela (passivo) € 100.000

E infine con la restituzione alla banca centrale del rifinanziamento, tramite le somme incassate dal cliente e la conseguente restituzione della cambiale garantita. La registrazione sarà:

Titoli di debito garantiti (Attivo) a Crediti verso clientela (passivo) € 100.000

----VARIAZIONI-----
La registrazione contabile del punto 1) viene cambiata nel modo seguente:

Crediti v/clientela (Attivo)100 a Debiti v/clientela (passivo) € 100.000
Crediti verso B.C. (Attivo)100 a Titoli garantiti (passivo) € 100.000


Il punto 2) resta identico così come la relativa registrazione contabile.
Ho cambiato solo la denominazione relativa ai movimenti “da” e “verso” le altre banche (banca b – banca c, ecc.) chiamandoli indistintamente con la voce “crediti (o debiti) verso B.C.” in quanto ritengo più realistica la possibilità che in contabilità generale venga acceso un solo conto (quello della B.C.) relativo ai movimenti della stanza di compensazione. Poi ci sarà un database sottostante che archivierà i vari movimenti nei confronti delle singole banche.

Il punto 3) viene omesso in quanto già incluso nel punto 1)

Il punto 4) diventa punto 3) e resta identico così come la relativa registrazione contabile

Il punto 5) diventa punto 4) e viene cambiato come segue:

A questo punto al rientro del prestito alla scadenza la banca provvederà a registrare il versamento che il cliente effettuerà sul c/c nel modo seguente:

Crediti v/B.C.(banca C) (Attivo) a Debiti v/clientela (passivo) € 100.000
(in caso ad esempio, di versamento di un assegno di una banca C)

Oppure:

Cassa (Attivo) 100.000 a Debiti v/clientela (passivo) € 100.000
(in caso ad esempio (molto raro) di versamento contanti)

Ora ho inserito ad integrazione anche i nuovi punti 5) e 6) molto importanti per capire definitivamente, che il denaro (cartaceo o elettronico) di rientro nelle casse delle banche commerciali, non viene nascosto in conti cifrati o altro, ma viene distrutto.

Alla luce delle considerazioni appena espresse, il vecchio passaggio dell’articolo (che riporto di seguito):

CHI HA INCASSATO IL SIGNORAGGIO?

Per capire ancora meglio il funzionamento, occorrerà che tutti voi pensiate in modo "semplice" riducendo tutta la macroeconomia e politica monetaria all’osso, con esempi esplicativi semplici come questo che segue.
Fate conto per assurdo che l’intero sistema bancario sia formato da due banche, la banca A e la banca B e che tutti i possessori di denaro esistenti siano due, Tizio cliente della banca A e Caio cliente della Banca B.
Ora, sempre per assurdo, consideriamo che sia Tizio che Caio nello stesso giorno chiedano un prestito di 100.000 €uro ciascuno alla propria banca dando a garanzia la propria casa. Tizio emette un assegno di 100.000 €uro nei confronti di Caio per l’acquisto di un terreno ma contemporaneamente Caio emette un assegno di 100.000 nei confronti di Tizio per l’acquisto di un immobile. Quando Tizio verserà l’assegno di Caio sulla sua banca A sorgerà un credito della banca A nei confronti della banca B presso la stanza di compensazione. Viceversa, sorgerà un debito della banca A verso la banca B quando Caio verserà l’assegno di Tizio sulla sua banca B.
A seguito di tutto ciò la Banca A e la banca B compenseranno i rispettivi crediti, nessuna banca pagherà nulla per i prestiti contratti, ma sia Tizio che Caio avranno 100.000 €uro in più di debiti sul groppone.
Di contro, la procedura del rifinanziamento descritta nei capitoli precedenti, viene attuata solo quando esiste un saldo a debito di una banca che non può essere da questa pagato dopo tutte le compensazioni, ma nessuna banca pagherà comunque mai niente con denaro proprio, ma pagherà tramite le garanzie dei clienti.

Da ciò si evince chiaramente che, al rientro dei soldi alla scadenza dei prestiti, laddove c’è stata compensazione naturale di debiti e crediti tra banche, il signoraggio è stato intascato dalla banca commerciale, la quale, stornando i conti accesi inizialmente (crediti verso clienti e debiti verso clienti) si ritroverà un flusso reale di cassa che non saprà come controbilanciare contabilmente. Le ipotesi sono tre:
1) la banca provvede a distruggere materialmente o elettronicamente il denaro rientrato
2) la banca inserisce in bilancio un ricavo per il totale importo del finanziamento
3) la banca invece di distruggere il capitale di rientro lo dirotta nei conti cifrati delle Clearstrem presso i paradisi fiscali

Visto che l’ipotesi n. 2 non viene mai attuata, personalmente propendo per la terza ipotesi anziché la prima, visto che, altrimenti non si spiegherebbe l’enorme ammontare di denaro (migliaia di miliardi) scoperto dopo le rivelazioni di Ernsts Bakes (ex dirigente Clearstream) presso questi istituti di credito in conti cifrati.

Laddove invece la banca commerciale deve ricorrere al rifinanziamento presso la Banca centrale tramite concessione di denaro creato dal nulla, è chiaro che al rientro del finanziamento, questo andrà a beneficio della banca centrale che si approprierà del signoraggio.”


questo passaggio, ripeto, perde di consistenza. Questa riflessione era doverosa per rispetto della verità e perché lo studio e la ricerca sono sempre in corso. Con questa precisazione, penso che faremo un ulteriore passo avanti verso la comprensione dei meccanismi con cui opera il sistema che, seppur guadagnando 1, porta la collettività a perdere 10.
Voglio troppo bene al popolo per pensare di votare gente che vuole particolarmente bene a se stessa.
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LorenzoLenzi

Re: LA RISERVA FRAZIONARIA, Raccolta e prestiti di una banca

Messaggioda LorenzoLenzi » 25 ago 2010, 19:56

Mi sono permesso di mettere il tuo articolo qui...
http://www.scribd.com/doc/36415759/Rise ... cesco-Fata
fammi sapere se per te è ok.

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Re: LA RISERVA FRAZIONARIA, Raccolta e prestiti di una banca

Messaggioda Francesco Fata » 30 ago 2010, 16:21

LorenzoLenzi ha scritto:Mi sono permesso di mettere il tuo articolo qui...
http://www.scribd.com/doc/36415759/Rise ... cesco-Fata
fammi sapere se per te è ok.


Lore'! (santa madonna dell'addolorata)!
Lo so che leggere, capire, seguire e discutere di questo mio articolo è difficile, noioso se non "una rottura di palle". Ho anche messo in cima al secondo post le motivazioni per cui ho riscritto l'articolo con alcune nuove considerazioni. Ora io capisco che stare a rileggere tutto sotto la nuova luce è una "RI-ROTTURA DI COGLIONI" però ....almeno leggere che esiste un nuovo articolo che "cambia UN PO' "quello vecchio....!
Quindi : va bene postarlo, ma metti quello giusto (del secondo post).
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Re: LA RISERVA FRAZIONARIA, Raccolta e prestiti di una banca

Messaggioda kasiacolagrossi » 6 set 2010, 10:44

" Questo doppio asset, fu descritto anche da Pierre Parisien nel suo ormai famoso "Riflusso bancario per i non iniziati" all’indirizzo http://www.signoraggio.com/signoraggio_ " .... hmm non found...

eccolo scusate... era solo errore di copia/incolla...

http://www.signoraggio.com/signoraggio_ ... cario.html :oops:
Ultima modifica di kasiacolagrossi il 6 set 2010, 11:24, modificato 1 volta in totale.
katarzyna edyta colagrossi

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Re: LA RISERVA FRAZIONARIA, Raccolta e prestiti di una banca

Messaggioda Francesco Fata » 6 set 2010, 11:24

kasiacolagrossi ha scritto:" Questo doppio asset, fu descritto anche da Pierre Parisien nel suo ormai famoso "Riflusso bancario per i non iniziati" all’indirizzo http://www.signoraggio.com/signoraggio_ " .... hmm non found...


Ora dovrebbe funzionare.
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Re: LA RISERVA FRAZIONARIA, Raccolta e prestiti di una banca

Messaggioda kasiacolagrossi » 6 set 2010, 11:25

grazie
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Re: LA RISERVA FRAZIONARIA, Raccolta e prestiti di una banca

Messaggioda Lerda Michele » 16 set 2010, 12:26

Sono perplesso, non capisco perché la banca centrale rifinanzia quella commerciale in cambio di una garanzia. Insomma la garanzia è sì un bene reale ma non durevole perché alla fine della restituzione del prestito la garanzia cessa di esistere, quindi la centrale dopo un tot di tempo rimane senza quel bene.
A questo punto penso che la centrale faccia così per almeno 2 motivi: 1 il discorso di fallimento delle commerciali, 2 la possibilità di appropriazione del bene in caso di mancata restituzione del prestito.
Se funziona così allora è chiaro che la centrale non cerca il profitto sui prestiti ma una regolamentazione del sistema bancario, insomma il capo-branco che tiene a freno il branco!

Delucidatemi!!!!
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Re: LA RISERVA FRAZIONARIA, Raccolta e prestiti di una banca

Messaggioda Umiltao » 16 set 2010, 14:42

Il bene non è MAI della Banca Centrale, al massimo passa nei suoi conti d' ordine e quindi mai in bilancio patrimoniale, mentre secondo lo studio di Francesco - basato anche sui criteri IAS/IFRS - le c.d. garanzie possono passare nel caso della Banca Commerciale anche in attivo di stato patrimoniale, cioè come asset vero e proprio alla pari dei titoli e dei crediti vs clienti.
Inoltre alla fine della restituzione della moneta prima prestata (fine del ciclo monetario creazione-distruzione) vengono depennati completamente sia l' attività che la passività dallo stato patrimoniale bancario, perciò sparisce sia la garanzia, sia il credito vs clienti e/o il titolo, sia la passività data dalla moneta emessa per il prestito.
Ricordo che il prestito effettuato dalla banca è un debito inesigibile della banca contratto con il pubblico (!!!) e/o con il cliente (!!!) che ha fatto richiesta del prestito alla banca = la banca acquista un debito di terzi con un proprio debito => altro aspetto importante della IGB©~Truffa.

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Umiltao

Re: LA RISERVA FRAZIONARIA, Raccolta e prestiti di una banca

Messaggioda Umiltao » 16 set 2010, 14:52

A che serve il fantasma giuridico "banca", allora? Te/ce lo spiegò il solito William Paterson ben 3 secoli fa:

"Il banco trae beneficio dall' interesse su tutta la moneta che crea dal nulla."
[William Paterson, fondatore della Bank of England]

Ovvero, cancellato tutto dallo stato patrimoniale, alla fine del ciclo per la banca rimangono i "soli" interessi in conto economico.

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Re: LA RISERVA FRAZIONARIA, Raccolta e prestiti di una banca

Messaggioda Lerda Michele » 17 set 2010, 10:21

Grazie Vito, un' altra cosa: il fallimento delle banche è dato dalla quantità di debiti che la banca non riesce a coprire nella camera di compensazione, quando raggiunge un limite la banca fallisce, questo perché non dispone più di garanzie per rifinanziarsi tramite la centrale. Alla luce di questo si può affermare che il fallimento della lehman brothers sia avvenuto per la mancanza di garanzie, ossia per la concessione di mutui ( i sub-prime giusto? ) a garanzia molto bassa, quindi crediti minori nella camera di compensazione per ogni prestito portano ad un debito quasi certo ( anche se la "lotta" sarebbe tra tanti prestiti a garanzie basse contro pochi a garanzie alte...), a lungo andare la banca fallisce. Quindi concedendo quei mutui sapevano già a cosa andavano in contro: il rischio di fallimento.
Ovviamente questo solo per l' ambito economico, osservando il quadro generale si intuisce che la crisi serve per continuare a battere il ferro finché è caldo.. :| .
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Alessandro Bono

Re: LA RISERVA FRAZIONARIA, Raccolta e prestiti di una banca

Messaggioda Alessandro Bono » 17 set 2010, 10:28

Il punto è che se non avesse fatto investimenti "azzardati" (ahahahah) la lehman sarebbe fallita prima. La necessità era quella di far apparire ORA! le garanzie che si sono rivelate fittizie in seguito.

Questo è il destino dell'economia moderna: cercare di rimandare il più possibile l'inevitabile crollo.

Francesco Fata
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Re: LA RISERVA FRAZIONARIA, Raccolta e prestiti di una banca

Messaggioda Francesco Fata » 21 set 2010, 12:25

Umiltao ha scritto:Il bene non è MAI della Banca Centrale, al massimo passa nei suoi conti d' ordine e quindi mai in bilancio patrimoniale, mentre secondo lo studio di Francesco - basato anche sui criteri IAS/IFRS - le c.d. garanzie possono passare nel caso della Banca Commerciale anche in attivo di stato patrimoniale, cioè come asset vero e proprio alla pari dei titoli e dei crediti vs clienti.


Chiariamo un punto: io non ho mai detto (o magari mi sono spiegato male) che la garanzia (vera e propria) viene messa in bilancio dalle banche commerciali e/o centrali. I nomi che diamo alle cose sono importanti, altrimenti è facile travisare.
Se io dico che in bilancio metto in attivo una garanzia ....è una cosa. Avrei scritto in attivo ad es."garanzie attive da clienti" o "ipoteche attive ricevute" o altre voci che evidenzino che ho messo in bilancio una garanzia e non "altro".

Se invece inserisco in attivo una voce di "credito" vuol dire che non ho inserito una garanzia ma qualcos'altro.E' vero che il credito è garantito da un'ipoteca ma è diverso inserire in bilancio un credito rispetto a una garanzia.
Rileggiamo la registrazione contabile del mio studio:

"1) All’ottenimento della garanzia e alla contestuale firma del contratto di finanziamento, ad esempio di 100.000 €uro, la Banca A registra il doppio asset (attivo) e la doppia Liability (passività da pagare) nel modo seguuente:

Crediti v/clientela (Attivo)100 a Debiti v/clientela (passivo) € 100.000
Crediti verso B.C.(garanzia) (Attivo)100 a Titoli garantiti (passivo) € 100.000

Questo perché il regolamento della stanza di compensazione dice che all’ottenimento della garanzia il valore nominale del prestito costituisce un credito all’interno della stanza di compensazione
."

Come vedete non ho mai scritto in nessun posto la voce "garanzie" (quella scitta tra parentesi era solo per "far capire" che "sotto" il credito c'è una garanzia.
Il credito verso la B.C. si è creato perchè in cambio dei soldi dati dalla B.C.(sotto forma appunto di "credito" iscritto nell'attivo) la banca comm. ha dato dei titoli (garantiti da "garanzie"). Ma nel passivo (allo stesso modo) non vengono iscritte direttamente le garanzie del cliente ma soltanto titoli (cambiali finanziarie o simili).
Infatti se il cliente non potesse restituire il prestito, la banca centrale (qualora avesse in bilancio direttamente la garanzia, ma così non è) potrebbe rivalersi subito nei confronti del cliente, invece (avendo in bilancio la cambiale della banca commerciale) potrà rivalersi solo nei confronti di quest'ultima, che, a sua volta provvederà a rivalersi nei confronti del cliente (nei confronti del quale ha in possesso un titolo-l'ipoteca o altro- che garantiva il credito messo in bilancio).
Voglio troppo bene al popolo per pensare di votare gente che vuole particolarmente bene a se stessa.
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Re: LA RISERVA FRAZIONARIA, Raccolta e prestiti di una banca

Messaggioda sandropascucci » 21 set 2010, 13:32

..ok, e come si chiamano questi "titoli garantiti" ["coperti" dalla "garanzia casa"] ??
 - - - 8< - - - 8< - - - 8< - - - 8< - - - 8< - - -
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Re: LA RISERVA FRAZIONARIA, Raccolta e prestiti di una banca

Messaggioda Umiltao » 21 set 2010, 20:35

Francesco Fata ha scritto:
Umiltao ha scritto:Il bene non è MAI della Banca Centrale, al massimo passa nei suoi conti d' ordine e quindi mai in bilancio patrimoniale, mentre secondo lo studio di Francesco - basato anche sui criteri IAS/IFRS - le c.d. garanzie possono passare nel caso della Banca Commerciale anche in attivo di stato patrimoniale, cioè come asset vero e proprio alla pari dei titoli e dei crediti vs clienti.


Chiariamo un punto: io non ho mai detto (o magari mi sono spiegato male) che la garanzia (vera e propria) viene messa in bilancio dalle banche commerciali e/o centrali. I nomi che diamo alle cose sono importanti, altrimenti è facile travisare.
Se io dico che in bilancio metto in attivo una garanzia ....è una cosa. Avrei scritto in attivo ad es."garanzie attive da clienti" o "ipoteche attive ricevute" o altre voci che evidenzino che ho messo in bilancio una garanzia e non "altro".

Se invece inserisco in attivo una voce di "credito" vuol dire che non ho inserito una garanzia ma qualcos'altro.E' vero che il credito è garantito da un'ipoteca ma è diverso inserire in bilancio un credito rispetto a una garanzia.
Rileggiamo la registrazione contabile del mio studio:

"1) All’ottenimento della garanzia e alla contestuale firma del contratto di finanziamento, ad esempio di 100.000 €uro, la Banca A registra il doppio asset (attivo) e la doppia Liability (passività da pagare) nel modo seguuente:

Crediti v/clientela (Attivo)100 a Debiti v/clientela (passivo) € 100.000
Crediti verso B.C.(garanzia) (Attivo)100 a Titoli garantiti (passivo) € 100.000

Questo perché il regolamento della stanza di compensazione dice che all’ottenimento della garanzia il valore nominale del prestito costituisce un credito all’interno della stanza di compensazione
."

Come vedete non ho mai scritto in nessun posto la voce "garanzie" (quella scitta tra parentesi era solo per "far capire" che "sotto" il credito c'è una garanzia.
Il credito verso la B.C. si è creato perchè in cambio dei soldi dati dalla B.C.(sotto forma appunto di "credito" iscritto nell'attivo) la banca comm. ha dato dei titoli (garantiti da "garanzie"). Ma nel passivo (allo stesso modo) non vengono iscritte direttamente le garanzie del cliente ma soltanto titoli (cambiali finanziarie o simili).
Infatti se il cliente non potesse restituire il prestito, la banca centrale (qualora avesse in bilancio direttamente la garanzia, ma così non è) potrebbe rivalersi subito nei confronti del cliente, invece (avendo in bilancio la cambiale della banca commerciale) potrà rivalersi solo nei confronti di quest'ultima, che, a sua volta provvederà a rivalersi nei confronti del cliente (nei confronti del quale ha in possesso un titolo-l'ipoteca o altro- che garantiva il credito messo in bilancio).

Ok. Infatti tu ha sempre parlato di valutazione quantitativa al fair value - cioè "di mercato" - del contratto di garanzia per iscrivere in bilancio il valore che più comoda alla banca (il valore maggiore possibile al fine di massimizzare il credito in stanza di compensazione), anche se inizialmente avevi scritto una frase (che riporto in blu) che poteva far pensare a una vera e propria introduzione della garanzia in bilancio patrimoniale e non una valutazione del suo valore nominale:
Francesco Fata ha scritto:Nei bilanci delle banche, non esistono conti d’ordine pubblicati. In genere nella nota integrativa, al paragrafo "Garanzie" normalmente si legge che le variazioni si presentano generalizzate su tutte le voci del bilancio o frasi del genere.
Questo perché le banche attuano i principi contabili IAS che permettono la contabilizzazione delle garanzie non già sotto i conti d’ordine ma nelle varie voci di bilancio.
Le banche valutano, nella contabilizzazione del credito verso il cliente, non tanto il contratto di prestito (valore nominale) quanto il contratto di garanzia (di valore certamente superiore). Questa valutazione, come i professionisti sanno, è definita al Fair Value che "tecnicamente" vuol dire "valutazione corretta" o "di mercato", ma che io preferisco definire "escamotage" per avere maggior credito da spendere presso la stanza di compensazione, oltre che per avere maggiore possibilità di emettere cambiali garantite in favore della banca centrale per gli eventuali rifinanziamenti.”

Ecco che in proposito hai chiarito il seguente punto:
Francesco Fata ha scritto:1) All’ottenimento della garanzia e alla contestuale firma del contratto di finanziamento, ad esempio di 100.000 €uro, la Banca A registra il doppio asset (attivo) e la doppia Liability (passività da pagare) nel modo seguuente:

Crediti verso clientela (Attivo) a Debiti verso clientela (passivo) € 200.000

sostituendolo con la precisazione senza la voce «garanzie», ma con la voce «titoli garantiti»:
Francesco Fata ha scritto:La registrazione contabile del punto 1) viene cambiata nel modo seguente:

Crediti v/clientela (Attivo)100 a Debiti v/clientela (passivo) € 100.000
Crediti verso B.C. (Attivo)100 a Titoli garantiti (passivo) € 100.000



Anche per me allora rimane la domanda:
sand®oⓅas©u©©i ha scritto:..ok, e come si chiamano questi "titoli garantiti" ["coperti" dalla "garanzia casa"] ??

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Re: LA RISERVA FRAZIONARIA, Raccolta e prestiti di una banca

Messaggioda Francesco Fata » 22 set 2010, 9:29

Umiltao ha scritto:Ok. Infatti tu ha sempre parlato di valutazione quantitativa al fair value - cioè "di mercato" - del contratto di garanzia per iscrivere in bilancio il valore che più comoda alla banca (il valore maggiore possibile al fine di massimizzare il credito in stanza di compensazione), anche se inizialmente avevi scritto una frase (che riporto in blu) che poteva far pensare a una vera e propria introduzione della garanzia in bilancio patrimoniale e non una valutazione del suo valore nominale:
Francesco Fata ha scritto:Nei bilanci delle banche, non esistono conti d’ordine pubblicati. In genere nella nota integrativa, al paragrafo "Garanzie" normalmente si legge che le variazioni si presentano generalizzate su tutte le voci del bilancio o frasi del genere.
Questo perché le banche attuano i principi contabili IAS che permettono la contabilizzazione delle garanzie non già sotto i conti d’ordine ma nelle varie voci di bilancio.
Le banche valutano, nella contabilizzazione del credito verso il cliente, non tanto il contratto di prestito (valore nominale) quanto il contratto di garanzia (di valore certamente superiore). Questa valutazione, come i professionisti sanno, è definita al Fair Value che "tecnicamente" vuol dire "valutazione corretta" o "di mercato", ma che io preferisco definire "escamotage" per avere maggior credito da spendere presso la stanza di compensazione, oltre che per avere maggiore possibilità di emettere cambiali garantite in favore della banca centrale per gli eventuali rifinanziamenti.”


Premesso che questa frase, come sai, è stata eliminata, effettivamente quello che hai evidenziato in blu potrebbe far pensare alla contabilizzazione della garanzia come "voce di bilancio". In realtà io parlavo solo di importo della valutazione di ciò che scrivo in bilancio. Nel senso: la voce da iscrivere non è la garanzia ma il credito e l'importo da scrivere nel credito viene valutato tenendo conto anche dell'importo della garanzia. Il sottolineato (mio) avrebbe dovuto spiegare questo concetto ma, come in effetti è successo, posso anche essermi spiegato male.

Umiltao ha scritto:Anche per me allora rimane la domanda:
sand®oⓅas©u©©i ha scritto:..ok, e come si chiamano questi "titoli garantiti" ["coperti" dalla "garanzia casa"] ??
[/quote]

Premesso che nello studio l'ho detto (vedi sopra in verde), nel prossimo post che ho preparato cercherò di spiegare meglio il tutto.
Voglio troppo bene al popolo per pensare di votare gente che vuole particolarmente bene a se stessa.
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Re: LA RISERVA FRAZIONARIA, Raccolta e prestiti di una banca

Messaggioda Francesco Fata » 22 set 2010, 10:06

Umiltao ha scritto:Anche per me allora rimane la domanda:
sand®oⓅas©u©©i ha scritto:..ok, e come si chiamano questi "titoli garantiti" ["coperti" dalla "garanzia casa"] ??


Giustamente, Sandro e Vito non si accontentano di sapere che ciò che viene ceduto dalla banca commerciale alla banca centrale per avere il rifinanziamento non è la garanzia ma un titolo di debito. Giustamente vogliono sapere come si chiama questo titolo di debito così da individuarlo nei meandri di un bilancio bancario. Nel mio studio, in linea generale l’ho detto come si chiama, anche se, in modo generico, l’ho chiamato nelle registrazioni contabili “titoli di debito garantiti”.
Sul blog di S.I.C. MMST e Hires mi hanno martellato i “cosiddetti” con il fatto che il rifinanziamento della banca centrale (creando denaro) alla banca commerciale, non esiste per il semplice fatto che non esiste in bilancio della banca commerciale una voce di debito verso la banca centrale o, se esiste, è di irrisoria consistenza.(Ma io non saprei leggere i bilanci!). A loro sinteticamente risposi che nei bilanci non esiste il debito verso la banca centrale semplicemente perché questo debito viene chiamato in modo diverso e cioè “cambiali passive” o “cambiali finanziarie” o “accettazioni bancarie”. Ma non basta. Loro siccome non troveranno mai la voce cambiali passive ecc.ecc. nei bilanci ufficiali allora continuano chiaramente a contestare la mia affermazione anche se gli dico che sta nella voce 40 dei bilanci bancari (ma anche nella voce 30). Non vedono scritto “cambiali passive” e quindi dicono che non esistono. “Eh! E’ tutto scritto nei bilanci, basta leggere!” (dicono loro!). Certo, se solo loro lo sapessero leggere il bilancio! (dico io!). Ma anche se solo sapessero mettere insieme informazioni diverse, collegandole e non acquisire “asetticamente” una singola informazione per volta.
Ma andiamo per ordine:

1) Chi lo dice che il debito verso la banca centrale si configura come cambiale passiva?
Lo dice il regolamento della BCE
http://www.ecb.int/pub/pdf/other/gendoc2008it.pdf
alla pagina 40 paragrafo "STRUMENTI DI DEBITO NON NEGOZIABILI
GARANTITI DA MUTUI RESIDENZIALI" (come detto nello studio)

2) Quale forma tecnica assume la cambiale emessa dalla banca commerciale?
Questo non mi è ancora chiarissimo. Nel senso che sicuramente può essere una cambiale ordinaria (visto che il regolamento sopra citato parla espressamente di cambiale o pagherò). Ma potrebbe essere anche una cambiale finanziaria oppure una “accettazione bancaria”. Al link http://appuntibicocca.files.wordpress.c ... ppunti.pdf alla pag. 4 si legge ad esempio la definizione di accettazione bancaria in relazione alle imprese ordinarie. Ma se si sostituisce semplicemente il termine “impresa traente” col termine “banca commerciale” e il termine “banca” con “banca centrale” si capisce come questa cambiale accettata possa essere usata tra banca commerciale e banca centrale .
Cioè: la banca commerciale prende la funzione di traente/emittente, la banca centrale la funzione di trattario/accettante (quindi pagatore della somma) e (di nuovo) la banca commerciale la funzione di beneficiario della somma, impegnandosi alla scadenza, alla restituzione della somma alla b.c. che ha il possesso del titolo.

3) Chi lo dice che le banche commerciali emettono cambiali o accettazioni cambiarie o cambiali finanziarie per avere il rifinanziamento?
Lo dice sempre il già citato regolamento BCE di cui al punto 1)

4) Dove si trovano in bilancio queste cambiali passive?
Ho sempre detto che si trovano nella voce 40 “Passività finanziarie di negoziazione” e probabilmente anche qui è possibile ci sia qualcosa in base alla forma tecnica del rifinanziamento, ma dopo recenti ricerche, trovo più probabile l’apposizione di queste cambiali nella voce 30 “Titoli in circolazione” (del resto la cambiale è un “titolo”). Chiaramente la sostanza non cambia.
E’ singolare come il regolamento della banca d’italia su come redigere il bilancio bancario al link http://www.bancaditalia.it/vigilanza/ba ... O_1agg.pdf sia piuttosto “eufemisticamente” “vago” sul contenuto delle varie voci del passivo, nel senso che queste cambiali non vengono mai citate come facenti parte della voce 30, ma tantomeno della 20 o della 40 o della 50. Eppure le cambiali emesse della banca commerciale esistono per forza in quanto previste espressamente dal regolamento della BCE (vedi precedente punto 1). Così, cercando, mi viene incontro chi, sul bilancio bancario, ci ha fatto una tesi http://www.e-helpdesk.it/s/ias/pdf/Laccania/05.pdf . All’ultima pagina leggiamo che alla voce 30 alla sottovoce “Altri titoli” tra le altre cose, vengono inserite anche le accettazioni cambiarie emesse dalla banca.
A dimostrazione della grande vaghezza che pervade i bilanci bancari è esilarante osservare ad esempio il bilancio di Unicredit http://www.unicreditgroup.eu/ucg-static ... o_2010.pdf alla pagina 163 alla voce 30 “Altri titoli” c’è l’importo di circa 52 miliardi. E’ chiaro (da tutto quello che ho detto prima) che in questa voce c’è una discreta parte di quelle cambiali che la UNICREDIT ha emesso verso la B.C. per avere i rifinanziamenti, ma se la stessa banca avesse dettagliato questa voce come si deve nelle note, avremmo saputo qualcosa in più, non vi pare? Invece appena sotto la tabella, nelle note, viene spiegata la voce 2.1 “Altri titoli strutturati”, che contiene un importo inferiore al miliardo di €uro, mentre non viene dettagliata per niente la voce seguente (appunto “Altri titoli”) che è di 52 miliardi di €uro. Un bel modo di redigere bilanci. Così i vari Hires e MMST potranno dire “eh!ma non è come dici tu…non esiste….non c’è scritto nel bilancio…non sai leggere?”.
Sapete com’è? Come il gioco dello schiaffo del soldato: Hires e MMST si girano e gli altri li prendono a schiaffi. Ma siccome non vedono da dove arrivano gli schiaffi, si convincono che gli schiaffi non esistono!
Ultima modifica di Francesco Fata il 22 set 2010, 10:22, modificato 4 volte in totale.
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Re: LA RISERVA FRAZIONARIA, Raccolta e prestiti di una banca

Messaggioda Lerda Michele » 22 set 2010, 10:14

Bravo Francesco, quest' ultimo pezzo ha chiarito molte perplessità. Grazie!
La vita è qui e ora il resto non conta!!!

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Re: LA RISERVA FRAZIONARIA, Raccolta e prestiti di una banca

Messaggioda Francesco Fata » 22 set 2010, 10:28

Lerda Michele ha scritto:Bravo Francesco, quest' ultimo pezzo ha chiarito molte perplessità. Grazie!


Questo dimostra che la ragioneria non è "fantozziana materia", ma "scienza illustre" che può aprirti gli occhi su come funziona il mondo!
Evvaiiii! Rivalutiamo la ragioneria! :D
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Alessandro Bono

Re: LA RISERVA FRAZIONARIA, Raccolta e prestiti di una banca

Messaggioda Alessandro Bono » 22 set 2010, 11:45

Ma questa gente pensa che, tanto per fare un esempio, un'azienda che decide di evadere il fisco metterà in bilancio una voce separata denominata "Quota di evasione"?

Bah.

Comunque, complimenti Francesco. Chapeaux.

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Umiltao

Re: LA RISERVA FRAZIONARIA, Raccolta e prestiti di una banca

Messaggioda Umiltao » 22 set 2010, 13:40

Alessandro Bono ha scritto:una voce separata denominata "Quota di evasione"?
Una tantum?
Francesco Fata ha scritto:[ / q u o t e ]

:D

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sergioloy

Re: LA RISERVA FRAZIONARIA, Raccolta e prestiti di una banca

Messaggioda sergioloy » 22 set 2010, 14:28

io l'ho seguita la diatriba con quei due cialtroni, francesco, e devo dire che anche per chi non s'intende granché di ragioneria (come me)
era ed è chiaro il loro essere in malafede. o meglio, il loro non ragionare se non per dogmi. "la banca commerciale non crea moneta", il dogma è questo,
allora tutte le prove contro (documenti ufficiali pure) son interpretati male secondo loro.

ma poi, ma se sto signoraggio fosse una bufala, ma sarei molto contento, e penso pure voi, nonostante tutto.

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domenico.damico

Re: LA RISERVA FRAZIONARIA, Raccolta e prestiti di una banca

Messaggioda domenico.damico » 22 set 2010, 16:22

Capita a proposito questo documento della Banca d'Italia (arrivatomi nella newsletter di BdI cui sono iscritto) sulla situazione contabile della BCE aggiornata.
Allegati
Situazione contabile consolidata Eurosistema 17 settembre 2010.pdf
(19.29 KiB) Scaricato 191 volte

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Marco Lerda

Re: LA RISERVA FRAZIONARIA, Raccolta e prestiti di una banca

Messaggioda Marco Lerda » 10 nov 2010, 23:58

Christian Tambasco ha scritto:Quando la Banca A presta a Tizio 100.000 €uro e Tizio emette un assegno di 100.00 €uro in favore di Caio, nel momento in cui Caio versa l’assegno presso la sua Banca B, sorgerà un debito della Banca A nei confronti della Banca B all’interno della stanza di compensazione.
Quasi tutti pensano che la Banca A alla fine della giornata provvederà a pagare questo debito con il proprio patrimonio o al limite con i soldi provenienti dalla raccolta presso i clienti. In realtà non è così. La Banca A nella pratica, non paga proprio niente. Mai.
Ma allora, se non paga niente, come fa la Banca B ad essere pagata?
Occorre distinguere due tipologie di casi: il primo caso è relativo alla possibilità che la Banca A non paghi nulla alla banca B in quanto possiede dei crediti nei suoi confronti derivanti da denaro bancario (assegni o altro) emessi dalla banca B e versati sulla Banca A dai propri clienti. Il secondo caso riguarda invece la possibilità che non paghi nulla in concreto, perché ricorre ad un rifinanziamento presso la Banca d’Italia, un rifinanziamento che si basa sulle garanzie del cliente.

Nel primo caso qual'è il problema? I due debiti si annullano. Nel secondo caso rifinanziandosi alla BC pagherà il costo del denaro da essa stabilito

Christian Tambasco ha scritto:La cruda realtà è che il cliente si auto-presta il denaro tramite la cessione del proprio immobile in cambio di cifre elettroniche che non si potrà mai creare da solo col suo computer perché i politici e le loro leggi non glielo permettono ma lo permettono solo ai banchieri.

La garanzia dell'immobile permette la creazione del denaro. Solo dietro a garanzie la BC crea nuovo denaro. E' questo che gli conferisce il valore.

Christian Tambasco ha scritto:Vi siete mai chiesti perché le banche chiedono sempre una garanzia almeno doppia rispetto al prestito che erogano?

Non chiedono una garanzia doppia ma una doppia ipoteca. Ciò significa che in caso di insolvenza sono i primi ad incassare fino al doppio della cifra prestata. Questo perchè contando rate arretrate spese e quant'altro, sono sicuri che saranno i primi ad essere pagati e per intero. In caso di insolvenza comunque incasseranno solo ciò che è dovuto.

Christian Tambasco ha scritto:Fate conto per assurdo che l’intero sistema bancario sia formato da due banche, la banca A e la banca B e che tutti i possessori di denaro esistenti siano due, Tizio cliente della banca A e Caio cliente della Banca B.
Ora, sempre per assurdo, consideriamo che sia Tizio che Caio nello stesso giorno chiedano un prestito di 100.000 €uro ciascuno alla propria banca dando a garanzia la propria casa. Tizio emette un assegno di 100.000 €uro nei confronti di Caio per l’acquisto di un terreno ma contemporaneamente Caio emette un assegno di 100.000 nei confronti di Tizio per l’acquisto di un immobile. Quando Tizio verserà l’assegno di Caio sulla sua banca A sorgerà un credito della banca A nei confronti della banca B presso la stanza di compensazione. Viceversa, sorgerà un debito della banca A verso la banca B quando Caio verserà l’assegno di Tizio sulla sua banca B.
A seguito di tutto ciò la Banca A e la banca B compenseranno i rispettivi crediti, nessuna banca pagherà nulla per i prestiti contratti, ma sia Tizio che Caio avranno 100.000 €uro in più di debiti sul groppone.

Ma se hanno un debito di 100'000 e ricevono un pagamento di 100'000 non hanno più nessun debito.
Christian Tambasco ha scritto:Di contro, la procedura del rifinanziamento descritta nei capitoli precedenti, viene attuata solo quando esiste un saldo a debito di una banca che non può essere da questa pagato dopo tutte le compensazioni, ma nessuna banca pagherà comunque mai niente con denaro proprio, ma pagherà tramite le garanzie dei clienti.

Pagherà gli interessi alla BC per i capitali prestati che non ha

Christian Tambasco ha scritto:Da ciò si evince chiaramente che, al rientro dei soldi alla scadenza dei prestiti, laddove c’è stata compensazione naturale di debiti e crediti tra banche, il signoraggio è stato intascato dalla banca commerciale, la quale, stornando i conti accesi inizialmente (crediti verso clienti e debiti verso clienti) si ritroverà un flusso reale di cassa che non saprà come controbilanciare contabilmente. Le ipotesi sono tre:

Quale flusso se sia tizio che Caio estinguono il mutuo il giorno stesso avendo incassato i soldi per pagarlo.

Christian Tambasco ha scritto:Laddove invece la banca commerciale deve ricorrere al rifinanziamento presso la Banca centrale tramite concessione di denaro creato dal nulla, è chiaro che al rientro del finanziamento, questo andrà a beneficio della banca centrale che si approprierà del signoraggio.

è anche l'unico caso di signoraggio siccome il primo non esiste. Inoltre questo signoraggio finisce agli stati quindi nessuna truffa.

Christian Tambasco ha scritto:Il testo continua dicendo che nella fattispecie la banca A presta a Tizio il deposito di x unità di moneta di cui e titolare Caio (perchè viene pagato) affinché Tizio possa realmente pagare Caio. Infatti sebbene il deposito di Caio sia il risultato dell’avvenuto pagamento di Tizio, l’interpretazione della registrazione in partita doppia della tavola 2 (Crediti verso Tizio a Debiti verso Caio) ci permette di giungere alla conclusione che è lo stesso deposito a finanziare tale pagamento. Avete capito come si fa? Tizio paga prima Caio, ma è come se Caio avesse finanziato Tizio per farsi pagare (tramite il proprio versamento sulla sua banca). In altre parole, attraverso la banca Caio presta a Tizio il reddito che serve per essere pagato.

Quando Caio poi fa un pagamento con i soldi accreditati però la banca deve pagare con soldi "veri". Quindi L'esempio citato è valido solo finchè Caio non tocca i suoi soldi. Cosa che avverra poco dopo nella maggior parte dei casi.
Christian Tambasco ha scritto:ma se si auto-crasse il denaro (garantito dalla sua casa) non avrebbe nessun debito, ma siccome un privato, grazie al giochino delle tre carte messo in piedi con la connivenza dei politici e delle loro leggi, è capace di fare questo, Tizio se non ripaga il debito, perderà la sua casa.

Se Tizio creasse denaro sulla base della sua casa sarebbe comunque un debito. Se non lo ripagasse il titolare del relativo credito si prenderebbe la casa. Cosa cambia? La BC converte debiti e ipoteche in denaro utilizzabile da tutti solo per toglierci il problema si scambiarci titoli di debito intestati a persone e a rischio di insolvenza.

Christian Tambasco ha scritto:1) La celebre frase di Einaudi "alla rarità dell’oro si è sostituita la saggezza del governatore della banca centrale" (riferendosi alla cessazione del Gold Standard e della convertibilità della moneta in oro), si può tranquillamente trasformare in "alla rarità dell’oro si è sostituito il valore del lavoro e dei beni di proprietà del popolo".

Vero. il denaro è garantito dai beni reali ipotecati sottostanti. la cosa non mi scandalizza

Christian Tambasco ha scritto:2) La frase di cui la punto 1) si spiega col fatto che tutta la politica monetaria fatta dalle banche centrali e commerciali rigorosamente PRIVATE si basa sui beni e servizi prodotti dal popolo. Quindi un PRIVATO presta denaro, non più convertibile in oro di proprietà delle banche ma creato da nulla, all’intero popolo; denaro che acquista valore non solo grazie all’accettazione di quest’ultimo negli scambi, ma anche grazie al lavoro e ai beni di proprietà del popolo che lo garantiscono.

Tutto vero tranne che la BC non guadagna nulla e le banche commerciali guadagnano sulla intermediazione

Christian Tambasco ha scritto:3) Alla luce di quanto sopra, tutto il denaro in circolazione e tutto il credito dovrebbe essere auto-emesso e auto-creato dal popolo (Stato) proprio perché è solo il popolo a dargli valore.

è già così, solo che c' un passaggio intermedio che fa diventare il debito denaro

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domenico.damico

Re: LA RISERVA FRAZIONARIA, Raccolta e prestiti di una banca

Messaggioda domenico.damico » 11 nov 2010, 16:22

Marco Lerda ha scritto:Nel primo caso qual'è il problema? I due debiti si annullano. Nel secondo caso rifinanziandosi alla BC pagherà il costo del denaro da essa stabilito


Il PROBLEMA è che non conosci la lingua italiana...

Francesco Fata
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Re: LA RISERVA FRAZIONARIA, Raccolta e prestiti di una banca

Messaggioda Francesco Fata » 12 nov 2010, 16:59

ma si può discutere con uno che scrive:
Marco Lerda ha scritto:Non chiedono una garanzia doppia ma una doppia ipoteca.


Come dire: non chiedono una coppia di gatti ma due felini domestici.
Ao'! Svegliati! L'ipoteca è una garanzia!

meglio ancora quando scrive:
Marco Lerda ha scritto:
Ciò significa che in caso di insolvenza sono i primi ad incassare fino al doppio della cifra prestata.

Minchiata stratosferica visto che al massimo riprendono il prestito residuo.
Cerca di spiegare la stronzata che ha detto con:
Marco Lerda ha scritto:Questo perchè contando rate arretrate spese e quant'altro, sono sicuri che saranno i primi ad essere pagati e per intero.

Incomprensibile! Le rate arretrate fanno raddoppiare il debito? A-ri-pìiate!
E vai col finale:

Marco Lerda ha scritto:In caso di insolvenza comunque incasseranno solo ciò che è dovuto.


Quindi? Il doppio o cosa?
--------
Ah mi raccomando, marco, non è che mi rispondi! Leggi per bene il forum, poi, al limite, fra sei mesi mi rispondi, ok?
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