:: La mitraglia di IGB ::

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Messaggioda sandropascucci » 30 set 2011, 15:07

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Messaggioda mr.spyder » 1 ott 2011, 10:28

siamo arrivati a questo:
!
(ANSA) - PALERMO, 29 SET - Ci sono ancora, e sono pronti a tutto, i ladri di biciclette. Nel film di Vittorio De Sica entrava in azione mentre il proprietario stava attaccando manifesti. A Palermo ha invece operato di notte. Del buio aveva infatti bisogno per portare a termine un'operazione complessa e forse anche lunga. Siccome la bicicletta da rubare era legata con una robusta catena a un platano altro quasi 4 metri, il ladro ha segato il tronco e ha abbattuto l'albero per portarsi via la bicicletta.

http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/ ... 37686.html
quindi devo ritenermi fortunato,visto che quando mi hanno rubato la bici,era attaccata alla ringhiera del palazzo...
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Re: :: La mitraglia di IGB ::

Messaggioda MauroB » 5 ott 2011, 13:55

!
Crollo della palazzina, oggi quattro corpi vittime restituiti a famiglie
Napolitano: 'Sciagura Barletta inaccettabile'
05 ottobre,11:48


!
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Nel 1959 a Barletta altri 59 morti per crollo
Cc aggrediti nel napoletano sparano, ucciso immigrato
Madre coraggio si prostituisce per curare figlio malato
Uccide moglie paraplegica poi si toglie la vita

!
BARI - Sono state compiute ieri, nel Policlinico di Bari, le "virtuopsie" sui corpi di Maria Cinquepalmi, di 14 anni, la figlia dei titolari del maglificio al piano terra dello stabile crollato in via Roma a Barletta, di Matilde Doronzo, di 32 anni, Giovanna Sardaro, di 30 anni, Antonella Zaza, di 36 anni e di Tina Ceci, di 37 anni. Le virtuopsie sono esami radiologici che consentono di dare risposte in maniera più veloce ai quesiti della Procura. Ma nel caso di Antonella Zaza, la tac non ha evidenziato le cause della morte e quindi sarà necessario compiere l'autopsia tradizionale. Sono, quindi, quattro i corpi che saranno restituiti nelle prossime ore ai familiari delle vittime del crollo di Barletta. Le salme verranno portate a Barletta dove è stata allestita una Camera ardente.

CROLLO DELLA PALAZZINA, VITTIME ERANO 'IN NERO'
di Luisa Amenduni

BARI - Lavoravano 'in nero', senza contratto, per poter vivere, anzi per "sopravvivere", per pagare il mutuo per la casa o per poter semplicemente fare benzina. In quel laboratorio di confezioni dove cucivano magliette e tute da ginnastica lavoravano dalle 8 alle 14 ore: dipendeva se arrivavano o meno buone commesse. Prendevano 3euro e 95 centesimi all'ora. Le storie delle quattro operaie morte nel crollo della palazzina di via Roma, a Barletta, è quella di donne del Sud che combattono, che si danno da fare per potersi sposare o per pagare un mutuo, per dare una mano ai risicati bilanci di famiglia. "Lavoravano in nero per pochi euro all'ora e dopo alcune verifiche - fa sapere la Cgil di Barletta-Andria-Trani - sembra che l'azienda fosse completamente sconosciuta all'Inps". Le operaie morte nel crollo erano giovani donne che si rimboccavano le maniche per avere qualche soldo in tasca e realizzare il sogno di una vita semplice e tranquilla, accettando di lavorare in condizioni difficili. E purtroppo - dice il segretario generale della Cgil Bat, Luigi Antonacci - "molte sono le lavoratrici che accettano situazioni analoghe a quelle delle operaie morte nel crollo perché guadagnare pochi euro al giorno serve comunque per mandare avanti la famiglia e prendersi cura dei propri figli".
Matilde, Giovanna, Antonella e Tina sono morte in quel laboratorio, mentre erano al lavoro, travolte dalle macerie della palazzina e insieme con loro è morta la figlia 14enne della coppia di proprietari della piccola azienda, i coniugi Cinquepalmi: si sono salvati perché erano andati a trovare in ospedale l'anziana madre dell'uomo. E c'erano anche loro, un po' in disparte, lontani dagli altri parenti, oggi al policlinico di Bari, davanti all'obitorio dove sono stati ricomposti i resti delle vittime, sottoposti a esami medico-legali. I parenti delle vittime si sono stretti nel loro dolore, abbracciandosi. Alle 14, dopo ore di attesa, hanno avuto finalmente l'autorizzazione dal magistrato per poter scendere nella camera dove si trovavano le spoglie dei loro cari: quattro per volta, non di più. Anche questa è sembrata una beffa. Alcuni, i più anziani, sono stati colti da malore e sono stati accompagnati in autoambulanza al pronto soccorso del policlinico. Non ce l'ha fatta a reggere il peso del dolore anche il marito di Tina Ceci, di 37 anni, l'ultima ad essere estratta dalle macerie la notte scorsa: si è allontanato tra le lacrime, sorretto dai familiari.

"Era gente semplice, - hanno detto ai giornalisti alcune delle persone che sostavano in lacrime davanti all'obitorio - gente che lavorava per poter sopravvivere". "Contratto?, nessun contratto - hanno detto - avevano le ferie e la 13esima pagate, questo sì, ma non erano 'regolari'". Non è, il loro, un voler puntare l'indice accusatorio: le loro parole sono sembrate rassegnate ad una situazione che è piuttosto diffusa in tutta la Puglia, nel Sud. E anche il sindaco di Barletta, Nicola Maffei, è di questo avviso: "Non mi stento di criminalizzare chi - dice - in un momento come questo viola la legge, assicurando, però, lavoro a patto che non si speculi sulla vita delle persone". "Con la crisi del tessile-abbigliamento-calzaturiero - fa anche presente il sindacalista della Cgil Antonucci - un tempo trainante per l'economia locale, molte grandi aziende hanno chiuso i battenti e sono rimaste solo tante piccole attività sconosciute all'Inps, realtà a conduzione familiare e ubicate nei posti più impensabili: sottani, scantinati o locali a piano terra in edifici antichi, proprio come quello di via Roma". "Mia nipote - racconta oggi la zia di una delle vittime - prendeva 3,95 euro all'ora, mia nuora, che lavorava con lei, quattro euro". "Mia nipote è morta soffocata - continua - era gonfia, aveva il collo e il viso di colore viola. Mia nipote aveva il terrore negli occhi. I suoi occhi erano spalancati, pieni di paura".
In tanti, infatti, pensano che se si fosse riusciti a scavare con più celerità, forse quelle donne sarebbero ancora vive: "Se avessimo continuato noi a scavare con le mani - dice un ragazzo, tra i primi ad accorrere sul posto dopo il crollo - forse saremmo riusciti a salvarle. Invece é cominciata la sfilata di gente in cravatta, gente che ci ha detto di andar via, ci hanno fatto mettere dietro le transenne e poi tutto improvvisamente è diventato lento". I corpi delle cinque vittime, presumibilmente nella tarda mattinata, saranno riportati domani a Barletta, dove sarà allestita una camera ardente. Lì la gente, quella che ha scavato con le mani tra le pietre, quella che ha dato da bere e da mangiare ai soccorritori, quella che ha pregato sui balconi, che si è riversata in strada per rimanere ore e ore dietro le transenne per aspettare in silenzio insieme con i parenti, potrà finalmente rendere omaggio alla sfortunata ragazzina uscita per un caso un'ora prima da scuola e a quelle quattro donne che per avere una vita normale e senza pretese hanno accettato un lavoro faticoso, malpagato, irregolare.
...continua...

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche ... 02031.html

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Re: :: La mitraglia di IGB ::

Messaggioda MauroB » 5 ott 2011, 14:30

!
Senato, allarme su gioco d'azzardo

Fenomeno aggravato e dilagante per la crisi economica
05 ottobre, 14:17

(ANSA) - ROMA, 5 OTT - Il Senato rilancia l'allarme sul gioco d'azzardo, un fenomeno sociale in rapida espansione soprattutto in questo momento di crisi economica che coinvolge ora anche i minorenni e definito ''una moderna peste''. L'Aula stamane dibatte sulla relazione antimafia di luglio sulla presenza della criminalita' organizzata nel settore dell' azzardo.''Nei periodi di crisi economica, tale fenomeno degenerativo - sottolinea Li Gotti - si accentua maggiormente''

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche ... 09651.html

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Re: :: La mitraglia di IGB ::

Messaggioda kasiacolagrossi » 5 ott 2011, 17:40

bisogna stare attenti a giustificare spiegare tutto con la crisi...
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Messaggioda sandropascucci » 15 nov 2011, 10:52

Serbia, solo 47,4% favorevole a Ue
Secondo sondaggio condotto dalla rivista Nuovo pensiero
11 novembre, 21:43

(ANSA) -BELGRADO, 11 NOV- Meno della meta' dei serbi, il 47,4%, e' favorevole all'adesione del loro Paese all'Unione europea, rispetto al 37,5% di contrari. E' emerso da un sondaggio condotta in tutta la Serbia (escluso il Kosovo), su un campione di 1.200 persone nelle ultime settimane dalla rivista Nuovo pensiero politico serbo. Il 75,5% e' contrario all'eventuale condizione di revocare l'appoggio ai serbi nel nord del Kosovo per ottenere lo status di Paese candidato alla Ue, rispetto a solo il 9,2% di favorevoli.


tutta la Serbia = 1.200 persone = che cazzo di giornalisti
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Messaggioda sandropascucci » 21 nov 2011, 21:35

basta dai..
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Messaggioda sandropascucci » 6 dic 2011, 10:54

perdi un minuto della tua vita:

!
DIECIMILA ZOMBIES IN MARCIA A CITTA' DEL MESSICO
FOTOGALLERY
tempo di lettura previsto 1 min. circa
Quasi 10mila zombie si sono riuniti nel centro di Città del Messico per un raduno che gli organizzatori sperano possa segnare un record mondiale. Vestiti di stracci e truccati in modo macabro e spaventoso, i partecipanti registrati erano 9.860. La quinta edizione dell'evento annuale, spiega l'organizzatore Pablo Guisa, vuole celebrare la diversità e i diritti umani. I partecipanti raccolgono anche donazione per un banco alimentare locale. Sono tante le città del mondo che ospitano le cosiddette marce degli zombie e il Guinness attualmente riconosciuto appartiene al raduno di Asbury Park, in New Jersey, dove il 30 ottobre 2010 si riunirono 4.093 partecipanti. Ma un gruppo di Brisbane, in Australia, ha tentato di batterlo lo scorso mese radunando circa 8mila zombie, ed è in attesa del riconoscimento. Ora bisognerà vedere se Città del Messico riuscirà a vincere questa battaglia.

fonte: http://www.antikitera.net/news.asp?ID=11028
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Messaggioda Luca Mencaroni » 7 dic 2011, 1:41

guarda che se fosse stata per distribuire volantini sulla moneta-debito non ci sarebbe andato nessuno..
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Messaggioda sandropascucci » 7 dic 2011, 17:39

>
>
Elisabetta Canalis è stata lasciata a piedi dalla sua Mercedes e ha dovuto chiedere aiuto a un meccanico di Beverly Hills.

La showgirl italiana è negli USA da molto tempo ormai nel continuo tentativo di affermarsi oltreoceano.

Nonostante le rassicurazioni dello staff la bella Eli ha voluto controllare il lavoro dei meccanici.

Si vede che questi guasti non risparmiano nemmeno i VIP.
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Messaggioda mr.spyder » 7 dic 2011, 17:53

>
>
Cassazione,in carcere no fumetti hard
Risposta a detenuto a Parma, se vuole se li faccia spedire
07 dicembre, 16:07
Cassazione,in carcere no fumetti hard (ANSA) - ROMA, 7 DIC -I fumetti vietati ai minori di 18anni non sono 'oggetto di indispensabile utilizzo' e percio' i detenuti non possono lamentarsi se tale fornitura non viene fatta da chi ha l'appalto di distribuire giornali. Cosi' la Cassazione ha respinto il ricorso di un detenuto di Parma che protestava per il 'no' della direzione del carcere alla richiesta d'avere un fumetto vietato ai minori. I giudici hanno spiegato al detenuto che se vuole tali pubblicazioni puo' farsele spedire da familiari o in abbonamento.
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Re: :: La mitraglia di IGB ::

Messaggioda mr.spyder » 14 dic 2011, 18:35

>
>
Time, uomo dell'anno 'Il manifestante'
Per il settimanale ha rimodellato la politica mondiale
14 dicembre, 17:34

La copertina del Time magazine con l'uomo dell'anno del 2011: il manifestante
Time, uomo dell'anno 'Il manifestante'

Per Time, l'uomo dell'anno 2011 e': ''il manifestante''. Perche' ''un'anno dopo che un venditore di frutta tunisino si e' dato fuoco, il dissenso si e' diffuso in tutto il Medio Oriente, in Europa e Stati Uniti, rimodellando la politica mondiale e ridefinendo il potere dei popoli'' spiega il settimanale sul suo sito online. Nella copertina e' ritratta una persona con il volto e la testa coperti da una sciarpa che lascia scoperti solo gli occhi, in stile arabo. Nei servizi poi si ricorda ''il preludio delle rivoluzioni'' e che ''tutto e' iniziato in Tunisia'', si racconta l'evoluzione ''dalla primavera araba ad Atene, da Occupy Wall Street a Mosca'' e si sottolinea che ''la storia spesso emerge solo in retrospettiva''. Alla fine del 2010, la copertina da ''uomo dell'anno'' era stata dedicata a Mark Zuckerberg, il fondatore di Facebook.
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche ... 80140.html


aaa time,...timeriti un beL PRRRRRRRRRRRRR!
ma dov'è che è stata rimodellata la politica mondiale e ridefinendo il potere dei popoli'???

dov'è che è sparita la moneta-debito?...
ma forse intendevano mani-festante ( mani che fanno festa su sta cippadiminkia...e scusate il francesismo)
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Messaggioda sandropascucci » 21 dic 2011, 10:21

>
>
Reality shock olandese: mangiano carne umana in diretta tv
Scritto da Funweek

PostE-mailScritto da Funweek | Zapping – 16 ore faEmailStampa

Valerio Zeno, uno dei due conduttori
Non adatto per i deboli di stomaco, assumere preferibilmente lontano dai pasti.
Queste dovrebbero essere le controindicazioni del reality show olandese 'Proefkonijnen' (traducibile in 'Cavie'): i due conduttori Denny Storm e Valerio Zeno si mettono a disposizione degli autori per superare prove molto particolari, con l'intento di rispondere a domande sui principali tabù della natura umana.

E parlando di tabù, quale esperienza potrebbe essere più scioccante del cannibalismo? Gli autori di 'Proefkonijnen' hanno quindi deciso di valicare ogni limite di buon gusto ed hanno proposto a Storm e Zeno di mangiare carne umana, cosa che i due conduttori hanno fatto (sembra) di buon grado. La carne era stata prelevata dal loro stesso corpo: un chirurgo ha asportato un lembo di pancia ed uno di sedere, che sono stati poi cotti in padella e serviti a parti invertite. L'uno quindi mangiava un pezzo dell'altro. "La carne umana non è male, anche se con qualche condimento in più si poteva migliorare. Il difficile è guardare un amico mentre stai mangiando un pezzo di lui", hanno dichiarato i conduttori, evidentemente divertiti dalla vicenda.
Lo show ha ovviamente sollevato grande scalpore (e disgusto, immaginiamo): anche in Olanda il cannibalismo è vietato dalla legge e forse il chirurgo che si è prestato a questo esperimento potrebbe avere problemi legali. Intanto, anche uno dei più grandi tabù della natura umana è stato allegramente infranto davanti alle telecamere di un reality show: cosa dovremmo aspettarci per il futuro? Meglio non farsi troppe domande... (Articolo di Francesca Di Belardino)


a questi magari je dai il fumetto e non lo leggono perché.. boh..
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Re: :: La mitraglia di IGB ::

Messaggioda enricogrosso » 27 dic 2011, 17:19

La mitraglia di IGB e La coscienza di Zeno...
Particolarmente interessante è la concezione che Zeno ha di sé a confronto con gli altri personaggi (le tre sorelle, il padre, Guido Speier, Enrico Copler...): egli sa di essere malato e considera gli altri "sani", ma proprio perché questi ultimi sanno di esser "normali" tendono a rimanere cristallizzati nel loro stato, mentre Zeno, inquieto, si considera un inetto e per questo è disposto al cambiamento e a sperimentare "nuove forme di esistenza". Sulla base di questa convinzione egli finisce col ribaltare il rapporto tra sanità e malattia: l'inettitudine si configura come una condizione aperta, disponibile ad ogni forma di sviluppo; e di conseguenza la sanità si riduce ad un difetto, l'immutabilità.
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Messaggioda sandropascucci » 5 gen 2012, 18:09

EMILIANO NON TRADISCE!!


>
>
Inserire la retromarcia in corsa

Chissà quanti di voi, magari in autostrada, hanno pensato a cosa potrebbe accadere inserendo per sbaglio la retromarcia, oppure utilizzandola come metodo estremo per rallentare? Non pochi pensiamo, dato che quest'eventualità è stata anche testata in una famosa serie tv americana che si occupa di leggende metropolitane, con risultati piuttosto interessanti.

Iniziamo col dire che, in ogni caso, è vivamente sconsigliato ripetere l'esperimento per conto proprio, dato che, nella migliore delle ipotesi, gravi danni a motore e scatola del cambio sarebbero garantiti. Ma come funziona questa parte della vettura? Nelle auto con cambio manuale, il funzionamento base è piuttosto semplice: ci sono due "alberi" paralleli uno connesso alla frizione e l'altro all'albero di trasmissione, sui quali sono montati in maniera parallela anche gli ingranaggi delle marce, compresa la retromarcia.

Il moto è trasmesso all'albero (e poi alle ruote della macchina) quando uno degli elementi scorrevoli attorno allo stesso asse viene agganciato (azionando la marcia) ad una delle coppie di ruote dentate ad esso adiacente. Dato che ci sono vari elementi che scorrono insieme, è ovvio che ognuno di essi può innestarsi con una precisa coppia di ruote, a seconda del rapporto voluto.

A questo punto, se si volesse inserire la "retro" mentre si è in marcia, ci si troverebbe nella situazione di voler far girare "al volo" tutto questo meccanismo al contrario e quello che risulterebbe sarebbe solo una "grattata" di proporzioni colossali, con grosso dispiacere per le nostre orecchie! Se invece si continuasse a tentare, il rischio sarebbe quello di rompere tutti gli ingranaggi della trasmissione e, nel rarissimo caso si dovesse riuscire nell'intento d'inserire la marcia rilasciando poi la frizione, il motore andrebbe talmente su di giri da garantirci danni pressoché fatali!

E' ovvio che non ci sarebbero effetti spettacolari come esplosioni o simili, ma in ogni caso l'unico modo "sano" per inserire la marcia indietro è, e rimane, quello di essere con la vettura ferma.

Emiliano Caretti

Giovedì Gennaio 5
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Messaggioda mr.spyder » 9 gen 2012, 17:02

http://affaritaliani.libero.it/milano/m ... 80112.html

ma sti 100 cojoni cosa stanno leggendo??
tutti con un libro in mano per fare gli "indifferenti"...
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Messaggioda ivanopino » 9 gen 2012, 23:23

mi sembra comunque la giusta data per questo tipo di eventi, in primavera c'è troppo caldo...
Ivano Pino

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Messaggioda sandropascucci » 11 gen 2012, 15:47

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(AGI) MAFIA: MORTO ROSARIO SPATOLA, EX SOLDATO DI MESSINA DENARO
AGI – 2 ore 53 minuti fa

(AGI) Trapani- E' morto il pentito Rosario Spatola, ex soldato della famiglia mafiosa di Messina Denaro. Oggi avrebbe dovuto deporre in videoconferenza al processo sull'omicidio del giornalista e sociologo Mauro Rostagno. A renderlo noto e' stato il sostituto procuratore di Palermo Francesco Del Bene nel corso dell'udienza, davanti alla corte d'assise di Trapani, sull'assassinio del giornalista-sociologo commesso il 26 settembre 1988.


:? strano, davvero strano.
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mr.spyder
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Re: :: La mitraglia di IGB ::

Messaggioda mr.spyder » 1 feb 2012, 16:01

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Niente Iphone,tenta accoltellare padre
Minorenne arrestato nel frusinate
01 febbraio, 15:55

Niente Iphone,tenta accoltellare padre (ANSA) - ALATRI (FROSINONE), 1 FEB - Il desiderio di avere un'iPhone, che il papa' non voleva comprargli perché costava troppo, lo ha portato a reagire in modo violento contro il genitore tentando di accoltellarlo. E' successo ieri sera ad Alatri, nel Frusinate, dove i carabinieri hanno arrestato il minorenne. Il giovane ha prima cercato di accoltellare il padre, poi si è avventato anche contro i militari dell'Arma intervenuti per sedare la violenta lite in famiglia.
Antonio Prezia, detto spyder... anche se non è importante chi sei,ma cosa vuoi fare per cambiare il mondo.

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Re: :: La mitraglia di IGB ::

Messaggioda kasiacolagrossi » 18 feb 2012, 13:52

http://firenze.repubblica.it/cronaca/20 ... -30057990/

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CRONACA
"Hai il computer? Paghi il canone Rai"

Sale la rivolta di negozi e medici
Centinaia di imprese stanno ricevendo il bollettino anche perchè possiedono solo un iPad od uno smartphone. Insorgono Confesercenti e Confartigianato

di MAURIZIO BOLOGNI

Basta che nel negozio e nello studio professionale ci sia un computer, oppure un semplice monitor, uno smartphone, un iPad, un qualsiasi strumento atto o adattabile a ricevere le trasmissioni tv, anche se non collegato ad Internet. E la Rai chiede il pagamento di un canone tv speciale, da almeno 200 euro.

Lo può fare — e lo sta facendo — riesumando, interpretando ed adattando ai tempi norme del Ventennio Fascista fino ad oggi trascurate (il Regio Decreto Legge 246/1938 e il Decreto Legislativo Luogotenziale 458/1944), che stabiliscono l’obbligo del pagamento di un canone a carico di chi “detenga uno o più apparecchi atti od adattabili alla ricezione delle radioaudizioni”. Migliaia di negozianti e studi professionali, piccole imprese, medici di base, farmacisti, veterinari stanno così ricevendo in queste ore il perentorio sollecito a pagare il canone Rai speciale sul presupposto che posseggano almeno un computer. Ed è dal 2007 che l’Aduc si sbatte invano presso Rai, autorità fiscali e persino il Parlamento (sei interrogazioni) per sapere se siano obbligati a pagare anche i turisti stranieri che varcano il confine con uno smarthphone o un iPad atto a ricevere le trasmissioni Rai. Nessuna risposta certe. Ma intanto arrivano i bollettini da pagare e le categoria sono in rivolta.

La protesta, contro un balzello che si stima valga 980 milioni di euro, sale dalla Toscana ma sta pervadendo tutte le regioni d’Italia. Confartigianato Firenze ha promosso una raccolta di firme contro il decreto. Giacomo Milillo, segretario nazionale della Fimmg, principale sindacato dei medici di famiglia, invita gli associati a non pagare. E intanto il sollecito sta arrivando a veterinari, studi e laboratori medici, farmacie. Lo hanno ricevuto per la prima volta ciascuna delle 16 sedi Confesercenti della provincia di Firenze, per un totale di 3.700 euro, dalla sede centrale di piazza Pier Vettori fino al più periferico degli uffici dove non c’è tv ma solo qualche scassato computer. Alla Confesercenti sono infuriati. «Ma come? Facciamo i salti mortali per far quadrare i conti e ci arriva questo balzello? Arriva a noi così come a tante piccole e medie imprese».

Infuriati lo sono anche alla Confartigianato. «Poco importa che computer e telefoni siano strumento di lavoro e che la connessione internet sia obbligatoria per chi lavora con la pubblica amministrazione» protestano le associazioni di categoria. «A contare — si lamenta Gianna Scatizzi, presidente di Confartigianato Imprese Firenze — è solo un’opportunità di far cassa sulle spalle delle imprese (da 200,91 a 6.696,32 euro/anno di canone tv per ognuno degli oltre 9 milioni di imprese e professionisti esistenti) enorme ed indecente, tanto per il periodo di crisi ed i sacrifici imposti dal governo alle imprese, quanto per l’insensatezza di un’imposta basata sull’ipotesi e la possibilità d’accesso, piuttosto che sull’utilizzo reale di un servizio. Come se noi, imprenditori e dipendenti, usassimo il computer per guardare fiction o partite di calcio in orario di lavoro».
(17 febbraio 2012)

© RIPRODUZIONE RISERVATA


a me un ufficiale giudiziario ha spigato che il canone riguarda solo le tv e radio, il pc non era mai incluso perché gestito diversamente (con già un pagamento al gestore di rete)... :roll:
katarzyna edyta colagrossi

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Re: :: La mitraglia di IGB ::

Messaggioda sandropascucci » 27 feb 2012, 15:23

!
Uccise per un debito da 17mila euro
14 anni al conduttore televisivo Cozzi
Volto di Rai Educational, l'uomo aveva confessato di aver ucciso con 53 pugnalate un imprenditore
e ora è indagato per un altro delitto. L'avvocato dei familiari: pena inadeguata alla crudeltà del fatto
Alessandro Cozzi

Condannato a 14 anni di reclusione Alessandro Cozzi, l'educatore e conduttore televisivo che ha confessato di aver ucciso lo scorso 29 marzo il titolare di un'agenzia di lavoro interinale, Ettore Vitiello, con 53 pugnalate per un debito da 17mila euro. La condanna è stata emessa con rito abbreviato, dunque con lo sconto di un terzo della pena partendo da 21 anni, dal giudice per l'udienza preliminare Elisabetta Meyer. Il legale dei familiari, Gaetano Pecorella, ha parlato di una "pena inadeguata per la crudeltà del fatto". Cozzi è indagato anche per un omicidio avvenuto nel '98, un 'cold case' riaperto da poco.

Cozzi conduttore su Rai Educational

Cozzi, educatore familiare che qualche anno fa ha condotto sui canali Rai la trasmissione Diario di famiglia, il 29 marzo 2011 uccise Vitiello, 58 anni, dopo essersi presentato nell'ufficio della sua agenzia. Stando alle indagini, Cozzi non voleva restituire alla vittima circa 17mila euro che gli doveva. L'ex conduttore tv è anche indagato per omicidio in un altro filone di indagini relative alla morte di Alfredo Capelletti, che oltre 13 anni fa era un socio in affari di Cozzi. Una morte avvenuta nel 1998. Il pm milanese
Maurizio Ascione nei mesi scorsi, ha riaperto il 'cold case', che all'epoca era stato archiviato come un suicidio. E' in corso una perizia sul dna e sulle impronte digitali rinvenuti sul coltello che venne ritrovato in mano a Capelletti. Gli esiti degli accertamenti, in sede di incidente probatorio, verranno discussi davanti al gip il prossimo 21 marzo.

Per l'omicidio Vitiello il pm aveva chiesto una condanna a 16 anni di carcere, ma il gup Meyer è partita dalla pena minima di 21 anni e l'ha ridotta di un terzo per lo sconto del rito abbreviato. Il pm non aveva contestato alcuna aggravante e aveva tenuto conto, nel quantificare la pena, della confessione dell'uomo e della sua volontà di risarcire la famiglia della vittima. "Quella comminata dal giudice - ha spiegato l'avvocato Pecorella, che assiste uno dei due giovani figli di Vitiello, parti civili assieme alla moglie - è una sanzione inadeguata. Si poteva contestare l'aggravante della crudeltà per le tante coltellate, molte delle quali inflitte alla schiena, schiacciando la vittima a terra con un ginocchio".

Per il legale, inoltre, "potevano essere contestati anche la premeditazione, a causa del coltello che Cozzi si portò dietro attendendo anche l'uscita dei colleghi di Vitiello, e i futili motivi, perché l'imputato ha ucciso per poche migliaia di euro". L'avvocato, infine, ha chiarito che Cozzi "finora ha dato solo un anticipo di risarcimento ai familiari".
(27 febbraio 2012)


io non gli chiederei altri soldi..
no?
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Re: :: La mitraglia di IGB ::

Messaggioda sandropascucci » 18 mar 2012, 10:48

il calcio è [diventato?] una merda. ma, De Andrè docet, no?

ma è tutto inutile quando I GIORNALISTI (ah ah ah) ci mettono del loro (come sempre).

in soldoni: incredibilmente pubblico un video di CALCIO! ascoltate le parole e confrontatele con le immagini..

da ridere! Una occasione PERSA (dal giornalista/speaker) di AMPLIFICARE una cosa buona, una VERITA'..
ha preferito (perché?? boh!) dire CAZZATE, piuttosto che sottolineare ciò che le immagini mostrano a tutti (per fortuna!!)

http://it.eurosport.yahoo.com/video/160 ... ri.html?nc
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Re: :: La mitraglia di IGB ::

Messaggioda sandropascucci » 11 giu 2012, 20:35

e li paghiamo noi questi ricercatori?

>
>
Come le zanzare sopravvivono alla pioggia
Il Post – mar 5 giu 2012

Complice la stagione calda, a partire dalle prossime settimane le nostre città saranno attaccate da milioni di zanzare assetate di sangue, per lo più umano. Insetticidi, zampironi, zanzariere e altri sistemi creativi di sterminio, come le racchette elettrificate, si rivelano spesso insufficienti per tenerle alla larga. Quelli che dicono di saperla lunga, vi spiegheranno che l'unico buon deterrente per le zanzare sono i grandi acquazzoni estivi, che rendono estremamente difficile il volo per questi piccoli insetti. Forse in parte è vero, ma stando ai risultati di una recente ricerca scientifica sembra che nemmeno la pioggia riesca a fermare del tutto le zanzare e le loro battute di caccia.

Insieme con i suoi colleghi del Georgia Institute of Technology (Stati Uniti), David Hu ha condotto alcune ricerche sugli effetti della pioggia sulle zanzare. Per farlo ha utilizzato videocamere ad alta velocità, in grado cioè di riprendere un grande numero di fotogrammi per secondo, permettendo così di realizzare filmati al rallentatore molto nitidi ed efficaci. Per studiare il volo delle zanzare sotto le gocce d'acqua, i ricercatori hanno costruito una sorta di scatola trasparente con un coperchio costituito da una rete. Le maglie della rete erano fitte a sufficienza da impedire alle zanzare nella scatola di scappare e al tempo stesso erano sufficientemente grandi da consentire alle gocce d'acqua di precipitare all'interno del contenitore.

I ricercatori hanno messo sei zanzare nella scatola trasparente, dentro cui è stata fatta cadere una fitta serie di gocce d'acqua. La scena è stata ripresa con le videocamera ad alta velocità, consentendo così di osservare il comportamento delle zanzare e le loro reazioni al bombardamento. Tutte e sei le zanzare sono sopravvissute, senza riportare alcun danno nonostante fossero state colpite da gocce con un peso cinquanta volte superiore al loro.

Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America (PNAS), ha dimostrato che le zanzare riescono a sopravvivere all'impatto grazie alla loro piccola massa e al loro esoscheletro (l'"ossatura" degli insetti) molto resistente ed elastico. Grazie a queste caratteristiche, la forza risultante impressa da una goccia quando cade su una zanzara è quindi bassa. Le zanzare sono inoltre rivestite da una peluria idrorepellente, che le aiuta a far scivolare rapidamente via l'acqua senza correre il rischio di annegare o di essere trascinate al suolo per il peso. Dopo l'impatto, recuperano rapidamente un corretto assetto di volo ed evitano quindi di precipitare. Le zanzare colpite da una goccia ricevono comunque un'enorme accelerazione dovuta all'urto, che oscilla tra i 100 e i 300 g (100 - 300 volte l'accelerazione di gravità terrestre).

Una zanzara molto sfortunata può però morire nel caso in cui l'impatto con la goccia avvenga quando vola molto bassa e vicino al suolo. In questo caso l'insetto non ha uno spazio sufficiente per recuperare l'impatto e può finire in una pozza d'acqua da cui non riesce a uscire. In questi casi, spiegano i ricercatori, la zanzara non muore per lo scontro con la goccia o con la superficie della pozza, ma per annegamento.

Hu e colleghi approfondiranno ulteriormente i loro studi sul comportamento delle zanzare sotto la pioggia. Per ora, infatti, si sono concentrati sugli impatti verticali, mentre hanno trascurato quelli di striscio. Con le loro nuove ricerche, cercheranno anche di capire se le zanzare siano o meno in grado di schivare le gocce d'acqua mentre sono in volo, riducendo quindi la probabilità di essere vittime di un impatto. I loro studi potranno servire non solo per capire meglio come sopravvivono le zanzare alla pioggia, ma anche per approfondire le conoscenze sul volo degli insetti in generale e sui materiali che respingono l'acqua.
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Messaggioda sandropascucci » 17 set 2012, 13:36

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Multe ai senzatetto e altre norme controverse
Scritto da Angela Iannone | Yahoo! Notizie – gio 13 set 2012

Un provvidemento paradossale, che suona un po' come il famoso Comma 22 di Joseph Heller, è stato adottato dal sindaco leghista di Mortara, in Lomellina, Marco Facchinotti. L'ordinanza disposta dal Comune prevede infatti una multa dai 25 ai 500 euro per chiunque venga sorpreso a rovistare nella spazzatura.
Molti cittadini l'hanno definita assurda oltreché ingiusta: non si capisce infatti come possa un senzatetto o un anziano indigente, ridotto per sopravvivere a raccattare rifiuti, pagare una multa da 500 euro. Una sorta di accanimento nei confronti dei più poveri, che mentre imperversa la crisi, con tutte le nuove povertà che essa genera, è risultato ai più decisamente incomprensibile.

Ma a quanto pare l'ordinanza Mortara non è nuova a drastiche soluzioni, visto che qualche anno un’ordinanza simile, che si rifaceva all’articolo 650 del codice penale, disponeva il carcere fino a 3 mesi per gli eventuali trasgressori. L'assessore alla polizia locale, Elio Pecchenino, ha giustificato l'iniziativa come una misura necessaria in quella che definisce una "guerra agli sporcaccioni", volta a punire sostanzialmente chi commette azioni pericolose, al pari di quelli che lasciano rifiuti ingombranti per strada. Ma molti suoi concittadini evidentemente non la trovano convincente.

E' una questione che ha riguardato più volte le amministrazioni leghiste. Anche il sindaco di Terno d'Isola, Corrado Centurelli, un paio di mesi fa era finito al centro di polemiche simili, per aver fatto rimuovere due panchine dal suolo pubblico. Per favorire la viabilità in un passaggio piuttosto stretto, soteneva il sindaco, per impedire agli immigrati di usarle, accusava l'opposizione, riportando le parole delle stesse guardie padane incaricate della rimozione.
Due anni fa invece il sindaco di Adro, a due passi da Brescia, aveva suscitato l'indignazione generale per la scelta di negare la mensa ai bambini i cui genitori non potevano permettersi di pagare la retta. Diverse poi le ordinanze anti-kebab adottate in più comuni, non solo targati Lega, che vietano di fatto l'apertura di negozi agli immigrati in nome di un'azione di garanzia dei prodotti locali. Fra questi amministratori il sindaco di Lucca, Mauro Favilla, che nel 2009 ha addirittura vietato espressamente "l’attivazione di esercizi di somministrazione la cui attività sia riconducibile a etnie diverse", ricevendo il plauso dell'allora ministro dell'agricoltura Luca Zaia.

Nello stesso anno, a Varallo Sesia, in Piemonte, il sindaco Gianluca Bonanno ha ordinato l'installazione di cartelli comunali, scritti in italiano e in arabo, in cui si avvertiva la cittadinanza che in tutte le aree pubbliche della città era vietato indossare burqa, burqini e niqab. Anche in quel caso ci si divise sui motivi reali, ispirati da una visione razzista secondo l'opposizione, destinati secondo la giunta unicamente a favorire l'identificazione delle persone, secondo criteri di pubblica sicurezza.
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Messaggioda sandropascucci » 30 set 2012, 8:12

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GUERNICA, la verità oltre il mito

Di Gianfredo Ruggiero


Guernica, il celebre dipinto di Pablo Picasso, è un quadro riciclato. Fu infatti realizzato dall’artista molti anni prima del bombardamento tedesco della cittadina basca durante la guerra civile spagnola (1936-39).

Come tutti gli spagnoli, Picasso amava le corride e rimasto colpito dalla morte del famoso torero Joselito, suo beniamino, decise di dedicargli un dipinto. Così alcuni anni dopo realizzò una grande tela gremita di figure tragicamente atteggiate, tra cui un toro decapitato e un cavallo sventrato (quello del matador), che titolò per l'appunto " Lamento en muerte del torero Joselito".

Nel 1937, in piena guerra civile, il governo repubblicano-comunista, di cui Picasso era un fervente sostenitore, gli commissionò un quadro per ricordare, o meglio enfatizzare, le conseguenze del bombardamento tedesco avvenuto nei pressi della cittadina Basca di Guernica da esibire all'Esposizione Universale di Parigi prevista per l'anno dopo. Così il nostro artista riesumò il dipinto dedicato al torero e, apportati alcuni aggiustamenti, lo ribattezzò "Guernica" e lo cedette al governo alla modica cifra di 300.000 pesetas dell'epoca. Qualcosa come un milione degli attuali euro.

In quegli anni di guerra civile, di morte e distruzione, le popolazioni pativano la fame e il nostro uomo, icona della sinistra proletaria, non ebbe scrupoli a intascare quella enorme somma che contribuì a fare di lui uno degli artisti più ricchi della storia.

Da allora il celebre dipinto è diventato il simbolo per eccellenza della protesta dell'umanità contro la barbarie, tale da meritarsi una sala tutta per sé al Metropolitan Museum di New York dove migliaia di "pellegrini" per anni hanno sfilato in religioso silenzio, ignari o consapevoli di trovarsi di fronte ad un evidente falso storico che ha fatto ricco il suo autore.

Altro falso storico è la vicenda che ha ispirato il quadro, ossia il bombardamento di Guernica. Secondo certa storiografia faziosa la cittadina Basca, il 26 aprile del 1937, fu rasa al suolo da un violento attacco dell’aviazione tedesca che voleva sperimentare nuovi aerei e nuove tecniche di bombardamento. Per puro sadismo i nazisti, che sostenevano il fronte monarchico del generale Franco contro quello repubblicano appoggiato da Stalin, decisero di effettuare l’azione di lunedì, giorno di mercato. La conseguenza di questo vile attacco su una pacifica e indifesa cittadina fu di 1654 morti e 889 feriti, in massima parte civili.

Questa tesi, ancora oggi propagandata e riportata addirittura nei libri di testo, è stato smentita nel 2003 da un imponente volume di 600 pagine dal titolo “Los mitos de la Guerra Civil”, in cui lo storico Pio Moa, già militante nel Partito comunista spagnolo, ricostruisce con assoluto rigore la controversa vicenda.

Recentemente il giornalista Rai Stefano Mensurati nel suo documentatissimo libro “Il bombardamento di Guernica", sfata definitivamente il mito di una cittadina immersa in un'atmosfera bucolica, colta di sorpresa e attaccata senza motivo e in maniera selvaggia.

Guernica era in realtà un obiettivo militare. Distante una ventina di chilometri dal fronte, era sede di due fabbriche di armamenti, di un nodo ferroviario cruciale per i rifornimenti e di un ponte indispensabile ai repubblicani per ripiegare in difesa di Bilbao. Era presidiata da un contingente di 2.000 uomini e protetta da un sistema di batterie contraeree. Numerosi rifugi erano stati predisposti in previsione di possibili attacchi dall’alto.

Ad effettuare l’incursione furono, quel 26 aprile del ’37, alcuni bombardieri tedeschi affiancati da una quindicina di velivoli italiani. L’obiettivo era il ponte di Renterìa, sul fiume Oca, che doveva essere distrutto per ostacolare il transito delle truppe repubblicane. Inevitabilmente (non c’erano ancora le bombe intelligenti) alcuni ordigni caddero nel centro abitato, infatti su 39 crateri individuati dalla ricognizione aerea, solo 7 risultano nell’abitato. I morti realmente accertati furono 126 e i feriti una trentina, numeri ben distanti da quelli propagandati. Le due fabbriche di armi, poco distanti dall’abitato, non furono neanche sfiorate dagli ordigni (se fossero state colpite il numero di vittime sarebbe stato molto maggiore) segno che l’obbiettivo non era il paese e né tantomeno i suoi abitanti.

Altra interpretazione truffaldina riguarda le famose fotografie che ci mostrano una città semidistrutta. Fu invece appurato che furono proprio i miliziani anarchici, durante la loro ritirata, a far saltare con la dinamite, di cui disponevano in abbondanza (siamo nelle Asturie, terra di miniere) gran parte degli edifici per ostacolare l’avanzata delle truppe franchiste, il fuoco delle abitazioni in legno fece il resto. La stessa tecnica fu poi adottata dai sovietici durante l’invasione tedesca della Russia.

Un aspetto sconcertante riguarda la presunta crudeltà dei tedeschi che per infierire sulla popolazione civile, dicono gli storici partigiani, decisero di effettuare l’incursione di lunedì, giorno di mercato. Tesi completamente falsa perché il mercato (che fra l’altro quel giorno era stato soppresso) terminava a mezzogiorno, mentre l’azione italo-tedesca si svolse a partire dalle 16 e 15.

Come si è giunti a uno stravolgimento dei fatti così clamoroso lo possiamo comprendere leggendo la cronaca di quei giorni attraverso l’unico corrispondente di guerra presente che, come a volte avviene ancora oggi, seguiva gli avvenimenti bellici da una comoda stanza d’albergo a debita distanza dal fronte. Si tratta dell’inglese George L. Steer il quale lavorando di fantasia, venuto a sapere che il lunedì era giorno di mercato, scrisse da Bilbao la cronaca degli avvenimenti descrivendo le inermi massaie e i vecchi contadini morti sotto le bombe tedesche e il mitragliamento a volo radente. Peccato che quel giorno il mercato non si tenne.

Tuttavia, nonostante si capi fin da subito che la corrispondenza non era il resoconto oculare, ma il parto di una mente fantasiosa, la cosa venne accetta come vera. Il motivo è semplice: faceva comodo sia alla propaganda comunista per coprire le malefatte dei rossi ai danni dei cattolici perseguitati e massacrati a migliaia, sia a quella del governo britannico impegnato a convincere l’opinione pubblica della necessità di sostenere le ingenti spese per il riamo al fine di fronteggiare il potenziale bellico che i tedeschi hanno dimostrato di possedere a Guernica, anche se a essere impiegati erano dei normalissimi apparecchi come il trimotore Junkers-Ju-52 e non certo i modernissimi Stuka.

Scorrendo su internet è sorprendente notare come questo duplice falso storico (il quadro milionario riciclato di Picasso e la ricostruzione artefatta del bombardamento di Guernica) sia invece comunemente accettato come verità assoluta. Evidentemente certi miti che hanno fatto la fortuna (è il caso di dirlo) di qualcuno e di una parte politica a corto di idee, non si toccano. La verità può attendere.

Chissà se a qualche artista contemporaneo un giorno verrà in mente di dipingere un quadro per ricordare i bombardamenti terroristici alleati sulle città italiane e tedesche sul finire della guerra, le bombe atomiche sul Giappone prossimo alla resa, il napalm sui villaggi vietnamiti e gli ordigni al fosforo che fecero strage di civili a Falluja in Iraq? Crimini contro l’Umanità per i quali nessuno ha mai pagato. E chissà se esiste un governo disposto a sborsare un milione di euro per acquistarlo, come avvenne per il fortunato quadro di Picasso? Mah.

Gianfredo Ruggiero, presidente Circolo Culturale Excalibur - Varese
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Messaggioda MauroB » 12 ott 2012, 13:33

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L'Unione Europea vince il Nobel per la Pace

di: WSI Pubblicato il 12 ottobre 2012| Ora 10:23

Ormai siamo alle comiche. Dopo le polemiche per l'assegnazione shock del premio a Barack Obama, il comitato scandinavo prende un'altra decisione clamorosa e controversa. Cosa diranno Van Rompuy e Barroso a Oslo?

New York - Il comitato del Nobel soprende ancora nell'assegnare il Nobel per la pace. Dopo la decisione clamorosa di consegnare il prestigioso riconoscimento a Barack Obama nel 2009, quest'anno a vincere e' l'Unione Europea, che ha avuto il merito di "aver contribuito alla pace e alla democrazia, e alla tutela dei diritti umani, in oltre 60 anni di attivita'".

Un'istituzione la cui creazione ha evitato le guerre militari tra i paesi, indubbiamente, ma non le tensioni e i conflitti sociali interni, provocati in questi ultimi anni dalla crisi economica. Le immagini delle proteste in Grecia e nelle piazze di Spagna, cosi' come della poverta' nelle strade portoghesi e delle bandiere della Germania bruciata sono indelebili.

E' stato per questi motivi molto interessante ascoltare la motivazione della giuria, che ha sottolineato come Spagna e Portogallo siano entrate a far parte del blocco Ue dopo aver messo per sempre alle spalle le dittature di Franco e Salazar. Ma ora le difficili condizioni economiche li', in Italia e in Grecia minacciano la parita' di diritto e trattamento tra i cittadini. Non piu' tra fascisti e repubblicani, bensi' tra ricchi e poveri.

L'attribuizione del Nobel per la Pace vuole essere anche - ha spiegato la commissione - un monito, affinche' l'Unione Europea continui a lavorare per assicurare la pace e la solidarieta' tra i paesi dell'Europa.

Sara' interessante, a questo proposito, ascoltare a fine novembre il discorso di Van Rompuy e Juan Manuel Barroso a Oslo. Rischia di essere una conferenza molto lunga...

Se e' questo quello che intendono per pace i responsabili della giuria del comitato norvegese che assegna il Nobel...

Tornando alle motiviazioni, l'inizio del discorso e' dedicato al periodo di riappacificazione dopo la Seconda Guerra Mondiale: "L'Unione Europea e' riuscita a riunificare Francia e Germania e anche gli stati dell'ex blocco sovietico".

Snobbato invece il fatto che le autorita' dell'Ue sono riuscite anche a dividere il blocco a 27, piu' precisamente sul tema dell'unione monetaria, creata di tutta fretta per poter tenere il passo delle grandi potenze mondiali economiche in crescita di Usa, Russia, Cina, Giappone, Brasile e India e i cui effetti 'dannosi' commessi con il "peccato originale dell'euro" si vedono chiaramente anche oggi nella forma della crisi del debito.

D'ora in avanti a nessuno sara' consentito trovare da ridire a chi da due anni ormai ritiene che il Nobel per la Pace sia una farsa.

ECCO IL TESTO DEL COMINICATO UFFICIALE:

Il Comitato norvegese dei Nobel ha assegnato il Premio Nobel per la Pace 2012 all’Unione Europea (UE). L’Unione e i suoi leader hanno contribuito in oltre sessant’anni ai progressi nella pace e nella riconciliazione, nella democrazia e nei diritti umani in Europa.

Negli anni della guerra, il Comitato norvegese dei Nobel consegnò diversi premi alle persone che si erano impegnate nel cercare di far riconciliare Francia e Germania. A partire dal 1945, quella riconciliazione è diventata realtà. La terribile sofferenza nella Seconda guerra mondiale ha dimostrato la necessità di una nuova Europa. Oltre un periodo di settant’anni, Germania e Francia hanno combattuto tre guerre. Oggi una guerra tra Germania e Francia è impensabile. Questo dimostra come nemici storici possano diventare partner molto stretti, attraverso sforzi condivisi per creare reciproche complicità.

Negli anni Ottanta, la Grecia, la Spagna e il Portogallo si sono uniti alla UE. L’introduzione della democrazia fu una condizione necessaria per il loro ingresso. La caduta del muro di Berlino ha reso possibile l’ingresso nella UE di altri paesi dell’Europa centrale e orientale, aprendo una nuova era nella storia europea. La divisione tra Est e Ovest è arrivata dopo grandi sforzi a una fine; la democrazia si è rafforzata; molti conflitti etnici sono stati risolti.

L’ammissione della Croazia come nuovo membro il prossimo anno, l’apertura dei negoziati con il Montenegro, e la Serbia come membro candidato all’ingresso, sono fattori che rafforzano il processo di riconciliazione nei Balcani. Nell’ultimo decennio, la possibilità di includere nella UE anche la Turchia ha portato a progressi nella democrazia e nel rispetto dei diritti umani in quel paese.

L’UE sta affrontando grandi difficoltà economiche e un forte malcontento. Il Comitato norvegese dei Nobel desidera concentrarsi su ciò che reputa il più importante risultato raggiunto dalla UE: il successo derivante dallo sforzo per tutelare la pace, la riconciliazione, la democrazia e i diritti umani. Il ruolo di stabilizzatore svolto dalla UE ha contribuito a trasformare in buona parte l’Europa, da un continente di guerra a uno di pace.

Il lavoro della UE rappresenta la "fratellanza tra le nazioni", ed equivale ai "progressi di pace" cui Alfred Nobel fa riferimento nel proprio testamento del 1895 per il Premio per la pace.

http://www.wallstreetitalia.com/article ... -pace.aspx

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Re: :: La mitraglia di IGB ::

Messaggioda sandropascucci » 5 dic 2012, 18:05

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Vuoi risparmiare davvero? Evita le microspese
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Qualcosa non vi quadra: state attenti nel fare la spesa, usate spesso buoni, approfittate di offerte varie su Internet eppure non riuscite ancora a risparmiare come vorreste. Se la vostra gestione di budget settimanale o mensile non vi soddisfa del tutto, forse la risposta sta tutta lì: nella parola microspese. Ossia quelle piccole spese che apparentemente non incidono molto sul vostro budget, ma che in realtà sono davvero un problema.

Perché? Intanto, non sono conteggiate nel vostro “bilancio di previsione” e soprattutto vengono considerate “inezie”. Quando invece 1 euro di là, 2 di qua possono fare davvero la differenza. Non ne siete convinti? Cominciate con il fare mente locale e vi accorgerete come quelle monetine che avevate nel portafogli all'inizio della settimana e che adesso non ci sono più, le avete impiegate non per comprare cose utili o fare la spesa, ma in tante cose che avreste anche potuto evitare. In fondo, il mistero sta tutto lì: se ad esempio acquistate un cappotto o qualsiasi capo d'abbigliamento, la spesa è considerevole e finirete con il segnarvela sulla vostra agenda o sul file excel che avete sul pc.

Ma se invece lunedì siete andati al bar a prendere un caffè e già che c'eravate avete acquistato un pacco di caramelle, se martedì siete andati a comprare le sigarette e già che c'eravate avete comprato anche uno snack, se mercoledì avete preso la mattina il caffè con il capo, il pomeriggio con il collega e a metà pomeriggio siete andati alla macchinetta per bere un succo di frutta, vi renderete conto di come quegli euro spesi senza pensarci più di tanto, a fine mese hanno il loro peso sul vostro conto corrente.

Il che non vuol dire che non dobbiate mai offrire un caffè a un collega o non socializzare, dovete solo prestare davvero attenzione e trattare una microspesa di 3 euro come se fosse di 30. Qualche dritta? Intanto – sembra banale – ma se possibile non tenete né tante monetine nel portafogli né in genere tanti contanti. E' molto più facile spenderli senza rendersene conto mentre se dovete mettere mano al bancomat o alla carta di credito, un pensiero in più sicuramente ce lo fate. Inoltre, le spese fatte così vengono tutte registrate automaticamente e ve le troverete, senza far niente, sull'estratto conto mensile.

Altro trucco per “vincere” sulle microspese è stabilire un tetto massimo giornaliero, vedete voi di quanto, ma se lo rispetterete vi accorgerete che avrete più soldi in tasca. L'ultimo suggerimento, sembra da maniacali, ma tant'è: se avete un'agendina o un blocco note con voi, appuntate su le vostre microspese. Rileggendole a fine giornata o alcuni giorni dopo, vi renderete conto di quante cose avreste potuto fare a meno e di quante monete in più avreste nel portafogli.

Cristina Maccarrone


grazie cristina!
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Re: :: La mitraglia di IGB ::

Messaggioda mr.spyder » 14 gen 2013, 13:33

!
Gli Usa non costruiranno la Morte Nera di Star Wars

Costerebbe troppo e Barack Obama non ha intenzione di far saltare in aria i pianeti. Ecco la risposta ufficiale alla petizione nata in Rete
14 gennaio 2013 di Lorenzo Fantoni

No, la costruzione della Morte Nera della saga di Star Wars non è nei piani dell' amministrazione Obama. Anche se l’abilità di distruggere un pianeta è insignificante in confronto alla potenza della Forza, almeno 34mila americani pensavano fosse un’ottima idea iniziare a costruire lo strumento di morte di Guerre Stellari, una stazione spaziale grande come un piccolo pianeta, e in grado di polverizzarne uno con la sua potenza di fuoco. L’idea potrà sembrarvi assurda, e in effetti lo è, ma era stata inoltrata a metà dicembre in maniera assolutamente seria e ufficiale alla Casa Bianca, grazie al programma We the People.

Questo il nome di un’iniziativa, nata a settembre 2011, attraverso la quale ogni cittadino può lanciare una petizione online che, raggiunte 25mila firme, viene sottoposta a un membro dell’amministrazione Obama, il quale ha il dovere di rispondere.

“ Chi firma qui chiede al governo degli Stati Uniti di assicurare fondi e risorse per iniziare loa costruzione di una Morte Nera entro il 2016”, recitava il testo della petizione: “ Concentrandosi sul nostro programma di difesa su una stazione di superiorità spaziale e un sistema di armamenti come la Morte Nera, il governo può aumentare i posti di lavoro nei campi della costruzione, dell’ingegneria e dell’esplorazione spaziale, e inoltre, aumentare la forza delle nostre difese nazionali”.

Un’iniziativa di questo tipo non poteva non incontrare il favore di qualche migliaio di americani, 34.435 per la precisione, che hanno dunque obbligato l’ amministrazione Obama ha prendere in considerazione l’idea, e la risposta non si è fatta attendere.

A rispondere e stato Paul Shawcross, che oltre ad occuparsi della gestione dei fondi governativi relativi alle scienze e allo Spazio, deve avere anche una certa conoscenza dell’universo di Guerre Stellari, visto che il titolo del testo, Questa non è la risposta alla petizione che state cercando, riprende una famosa battuta del film, e tutta la risposta è infarcita di citazioni e rimandi alla saga di George Lucas. Eccola:

“ L’Amministrazione condivide il vostro desiderio di creare posti di lavoro, e avere una solida difesa nazionale, ma la Morte Nera non è nei nostri piani. Ecco alcune ragioni:

È stato stimato che la Morte Nera ha un costo di oltre 850.000.000.000.000.000 dollari. Stiamo lavorando duramente per ridurre il deficit, non per aumentarlo;

L’Amministrazione non appoggia l’idea a far saltare in aria i pianeti;

Perché dovremmo spendere così tanti soldi dei contribuenti per una Morte Nera con un fondamentale difetto che può essere sfruttato da un’astronave monoposto?"

"Tuttavia, se guardate con attenzione, noterete che c’è già qualcosa sospeso in cielo – non è la luna, quella, è una Stazione spaziale!

"Sì, disponiamo già di una enorme Stazione spaziale internazionale, grande quanto un campo di football, che orbita intorno alla Terra, e che ci sta aiutando a imparare come gli esseri umani possono vivere e prosperare nello spazio per lunghi periodi. La Stazione spaziale ha sei astronauti – americani, russi e canadesi – che in questo momento stanno vivendo a bordo e svolgono delle ricerche, imparano a vivere e a lavorare nello Spazio per lunghi periodi di tempo, ospitando regolarmente astronavi in visita, riparando i compattatori di rifiuti, ecc. Abbiamo anche due robot scientifici di laboratorio – uno ha un laser – che vanno in giro su Marte, controllando se è mai esistita la vita sul Pianeta Rosso.

"Ricordate che lo Spazio non è più riservato solo ai governi. Tramite il Commercial Crew and Cargo Program Office (C3PO) della Nasa, le società private statunitensi, stanno trasportando carichi – e presto equipaggi – nello spazio per conto della NASA, e stanno progettando delle missioni umane sulla Luna entro i prossimi dieci anni.

"Benché gli Stati Uniti non dispongano di niente che possa fare la rotta di Kessel in meno di 12 parsec, abbiamo due astronavi che stanno uscendo dal Sistema solare, e stiamo costruendo una sonda che raggiungerà gli strati più esterni del Sole.

"Stiamo scoprendo centinaia di nuovi pianeti in altri sistemi solari e costruendo il successore molto più potente del telescopio spaziale Hubble che guarderà indietro fino ai primi giorni dell’Universo.

"Non abbiamo la Morte Nera, ma abbiamo degli assistenti robotici volanti sulla Stazione spaziale, un Presidente che ha dimestichezza con le spade laser e con un cannone avanzato (di marshmallow), e la Defense Advanced Research Projects Agency, che sta supportando la ricerca per la costruzione del braccio di Luke, di droidi volanti e camminatori a quattro zampe.

"Stiamo vivendo nel futuro! Godetevelo. O meglio ancora, aiutate a costruirlo intraprendendo una carriera in un campo legato alla scienza, alla tecnologia, all’ingegneria o alla matematica.

"Il Presidente ha tenuto la prima fiera scientifica alla Casa Bianca e la Notte dell’astronomia sul Prato Sud, perché sa che questi settori sono fondamentali per il futuro del nostro paese e per assicurarsi che gli Stati Uniti continuino a guidare il mondo creando cose grandiose.

"Se deciderete di seguire una carriera in campo matematico, scientifico, tecnologico o ingegneristico, la Forza sarà con noi! Ricordate, il potere della Morte Nera di distruggere un pianeta, o persino un intero sistema solare, è insignificante in confronto alla potenza della Forza".

http://daily.wired.it/news/tech/2013/01/14/risposta-morte-nera-usa-star-wars-52574.html
Antonio Prezia, detto spyder... anche se non è importante chi sei,ma cosa vuoi fare per cambiare il mondo.

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Messaggioda Huro Chan » 20 gen 2013, 20:52

Una domandina gliela famo pure noi? Cosí, per vedere chi si divertono a citare..
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Messaggioda sandropascucci » 1 mar 2013, 11:04

eppur lo dicono..


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Le banconote di minor valore della storia
C'è chi crede che le monete più forti, come in questo periodo storico il dollaro o la sterlina, siano destinate a durare per sempre. La storia invece insegna che tutte le "fiat currency", ovvero le valute create artificialmente ("dal nulla") e senza un corrispettivo in oro o metalli preziosi depositato nei forzieri degli Stati, nel corso del tempo possono svalutarsi del tutto fino a diventare pezzi di carta senza alcun valore.
Nessuna moneta è eterna, quindi. Alcuni sistemi monetari sono falliti in poco tempo. Altri sono durati un secolo o più. Ma a prescindere dal tempo che hanno impiegato per "fallire", hanno subito quasi tutti la stessa sorte. E chi pensa che questo meccanismo di svalutazione capiti solo ai Paesi in via di sviluppo, è destinato a ricredersi. Nel corso della storia, le dimensioni e la stabilità economica degli Stati non hanno impedito alle loro monete di perdere valore. E tutte le volte in cui una moneta si è svalutata, soprattutto a causa degli abusi di chi era al potere, a farne le spese maggiori sono stati i cittadini. Osservando le date delle banconote qui sotto ci si può rendere conto, inoltre, che molte delle monete non risalgono a un passato lontano ma a pochi anni o decenni fa. Il fenomeno, dunque, è ancora in atto.
Ecco le immagini di alcune delle banconote che sono arrivate a valere di meno nel corso della storia recente. Nonostante i "tagli" indicati siano spessi alti, il valore reale delle valute è di poco superiore allo zero o addirittura nullo.

fonte: http://it.finance.yahoo.com/foto/le-ban ... slideshow/

leggete i commenti.. :D
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Messaggioda sandropascucci » 7 mag 2013, 12:35

banconota30euri.jpg
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Messaggioda Huro Chan » 7 mag 2013, 12:40

What a fake! fatta benissimo..da dove sbuca?
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Messaggioda sandropascucci » 7 mag 2013, 12:52

Germania
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Messaggioda Huro Chan » 7 mag 2013, 13:44

Un errore di stampa a corso forzoso?
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Messaggioda Luca Mencaroni » 7 mag 2013, 14:16

dice che a quello che l'ha usata gli hanno ridato pure il resto... :lol:
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Messaggioda sandropascucci » 7 mag 2013, 19:15

sì.. pezzi da 3 euri..
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Messaggioda sandropascucci » 6 giu 2013, 16:47

non ne imbroccano una.. manco con le foto..

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Messaggioda LeleVairo » 9 lug 2013, 16:53

http://it.notizie.yahoo.com/germania-ba ... 33896.html
"
Il commercio è uno dei settori che sta pagando di più l’attuale crisi economica e finanziaria. E l’Italia, da questo punto di vista, è tra i più colpiti. Pochi giorni fa l’Osservatorio della Confesercenti ha lanciato l’ennesimo allarme: se il trend non cambierà, solo nel 2013 l’ormai fu Bel Paese avrà quasi 8mila bar in meno, frutto di 6.714 nuove aperture e ben 14.430 chiusure. Un quadro a dir poco deprimente. Per risollevare il settore c’è forse bisogno anche di nuove idee. Una delle più originali arriva dalla Germania. A Wiesbaden, nella parte centro-occidentale del territorio teutonico, ha appena aperto lo “Slow Time Cafè”. I clienti del locale non pagano nè le bevande né le consumazioni. Tantomeno l’ingresso. E possono perfino mangiare il cibo portato da casa. Oppure ordinare una pizza da asporto da farsi recapitare sul posto. Non si tratta, però, di un’associazione di beneficenza o di una fondazione al servizio dei più poveri. Chi gestisce il bar, Daria Volkova, una ventiquattrenne giunta in Germania dalla Russia nel 2008, guadagna sul tempo che i suoi clienti trascorrono nel suo esercizio commerciale. Letteralmente. All’uscita dallo Slow Time Cafè, infatti, gli avventori dovranno pagare 2 euro per i primi 30 minuti e 5 centesimi per ogni minuto successivo, quindi 3 euro l’ora.
L’idea di un “bar del tempo” non è nuova. A Mosca hanno già avuto un grande successo. Il locale tedesco, però, ha studiato tutti i meccanismi per mettere a proprio agio i clienti. Ci sono i giochi da tavolo, i libri da consultare e la rete Wi-Fi per la connessione gratuita a internet. Alle pareti sono appesi una serie di orologi con orari leggermente diversi l’uno dall’altro. Un semplice stratagemma per far pesare di meno lo scorrere del tempo tra una chiacchiera e l’altra. Tanto, poi, il conto si paga all’uscita. L’inventiva dei gestori dei locali sembra essersi sbizzarrita in questo periodo. E i modi per sconfiggere la crisi economica globale sono i più vari. Nei mesi scorsi a Spoleto l’omonima catena di ristoranti brasiliana ha pensato ad un’iniziativa particolare “Le belle donne non pagano”. Il titolo è tutto un programma, ma il significato vuole andare al di là di un’allettante offerta economica, che il ristorante riserva alle clienti in grado di apprezzare la cucina italiana fast food. L’obiettivo del titolare della catena brasiliana, Eduardo Ourivio, è di incoraggiare l’autostima delle donne. In questo caso, infatti, è la stessa esponente del ‘sesso debole’ a rispondere alla domanda se è bella oppure no. In caso affermativo ha diritto al pasto gratis. Ultimamente curiose idee arrivano anche per le famiglie. Dall’altra parte dell’Oceano Atlantico, in particolare. Il ristorante italiano “Sogno di vino” di Washington, infatti, ha deciso di fare uno sconto di quattro dollari ai clienti con bambini. L’importante, però, è che i pargoletti siano ben educati. Decidete voi se il gioco vale la candela.
"
Emanuele Vairoletti

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Messaggioda sandropascucci » 26 ago 2013, 13:06

>
>
Storie di Signoraggio, Call Center Raffaella
Il racconto.

La Spezia - Raffaella procedeva spedita sulla strada che l’avrebbe consegnata a una nuova giornata di lavoro. Il cielo era come le piaceva: grigio, quasi freddo e con una lieve avvisaglia di pioggia; come sempre sogghignò nella mente pensando allo stupore che quasi tutti manifestavano quando parlava della sua predilezione per il tempo inquieto e triste.
Per gli altri non era concepibile che lei non amasse il sole, i giorni luminosi e il calore; eppure era così, era convinta che ciò dipendesse da una qualche sua vita precedente vissuta più felicemente in un luogo nebbioso dove quasi sempre pioveva e il sole raramente durava tanto da colorare la pelle degli abitanti, ma lei in quel luogo era stata felice, aveva vissuto pienamente tutte le sue potenzialità e era stata ammirata e benvoluta.
Sì, ne era proprio convinta. Sentiva di non appartenere né a quel tempo né a quel luogo. Questo lo sentiva specialmente nel momento in cui si dedicava a sfiorare le corde dell’arpa celtica per trarne accordi dal sapore antico.
Più prosaicamente, ora che veloce si recava al call center, era sicura di essere nata fuori tempo anche in questo presente: infatti si era affacciata al mondo del lavoro all’inizio della Crisi quando ancora pochi si rendevano conto che la politica stava massacrando le speranze di quanti avevano la sua età.
Raffaella si sentiva facente parte di una intera generazione perduta per il mondo del lavoro. Certo ora che tutti si erano resi conto delle difficoltà di trovare un’occupazione e il disagio stava diventando ingestibile i politici, in ogni loro discorso, imbonivano le masse disquisendo sull’importanza di diminuire la disoccupazione giovanile. Eppure ancora in pochi c’era la consapevolezza che in quei discorsi si parlava delle generazioni nuove, non di quella cui lei apparteneva, di quella nessuno parlava: Raffaella e quasi tutti i suoi colleghi del call center erano troppo vecchi per aspirare alle nuove prospettive ventilate e troppo giovani per pensare di accedere a qualsiasi altra forma di supporto.

Passando davanti a un negozio la vetrina rimandò l’immagine di una giovane donna molto bella, nel fulgore della quasi maturità, la pelle candidamente perfetta, grandi occhi nocciola il cui calore era intensificato dal trucco leggero e labbra piegate in un inconsapevole sorriso morbido e dolce. I capelli rossi le dondolavano sulle spalle al ritmo del passo deciso, l’orlo della lunga gonna a un centimetro dall’asfalto sconnesso, danzava a quel ritmo nascondendo scarpe dai tacchi alti e, nel suo procedere c’era un che di regale.
Eppure Raffaella non si era quasi vista, nella mente stava organizzando la sua giornata dopo lavoro. Avrebbe ripreso la bambina lasciata al nido, preparato una cena veloce per la piccola e, dopo aver risistemato l’appartamento e svolte tutte le incombenze lasciate indietro dal marito distratto forse avrebbe avuto energia sufficiente per suonare l’arpa, forse avrebbe anche potuto disegnare, forse avrebbe potuto ritrovarsi almeno per un poco.
Inconsapevolmente le sue spalle si erano un poco incurvate. Non voleva ancora pensare al lavoro che l’attendeva.
La squallida costruzione di monoblocchi prefabbricati dove si sarebbe rinchiusa era ormai a pochi passi. Il portone era aperto come un bocca pronta ad ingoiarla. Le sue spalle si incurvarono ancora di più.

Altri stavano già entrando. Raffaella, come sempre notò che non c’era alcuna allegria, nessuna parola diversa da pochi mugugnati saluti. La sua sensibilità avvertì, già dalle scale, le vibrazioni elettromagnetiche dei computers sempre in funzione e provò la repulsione di ogni giorno nel notare come le si rizzassero i peli dietro il collo e sulle braccia.
Entrò in un grande stanzone diviso in tanti piccoli cubicoli quadrati, i divisori di ogni cubicolo erano paretine di cartongesso alte circa un metro e mezzo disposte a croce e nei rispettivi quadranti gli operatori avevano il rispettivo computer e qualche oggetto di cancelleria, per il resto, lo sguardo incontrava solo la parete, non ci doveva essere nessun contatto fra gli operatori, non si potevano scambiare nessun saluto, nessuna parola doveva distogliere la loro attenzione da monitor e mouse.
Era arrivata alla sua postazione, nel cubicolo uguale a tutti gli altri la poltroncina pareva ammiccare fingendo una finta comodità, le cuffie erano posate accanto alla tastiera e la testa del supervisor sbucava dalla porta del suo ufficio a notare eventuali ritardi nell’accendere i monitors.
Raffaella non riuscì a mascherare il disgusto: poltroncina e cuffie mantenevano ancora il leggero calore del corpo che prima del suo turno li aveva utilizzati, rapidamente, prima di avviare il log-in e inserire il suo codice prese dalla borsa una salviettina e la passò sulle cuffie e sulla tastiera, ma ancora una volta non era stata sufficientemente svelta.
Sulla estremità della parete del suo cubicolo sbucava già la faccia arcigna della team leader che, con l’ indice picchiettava impaziente sull’orologio da polso:
“Ma va all’inferno!” fu il chiaro pensiero che passò per la fronte di Raffaella mentre attivava il computer e infilava le cuffie.
Appena Susanna il controllore si fu allontanata bussò impercettibilmente alla parete cercando di richiamare l’attenzione di Marta la collega nel cubicolo accanto al suo.
“Come va?” le sussurrò
Aveva saputo che la madre era stata ricoverata per un ictus e desiderava parteciparle la sua comprensione, la risposta rimase soffocata nel secco:
”Allora si comincia?” di Susanna
“Capra! “ ribatté silenziosamente Raffaella al suo indirizzo mentre la prima chiamata le ronzava nella cuffia.
“ Buongiorno. Come posso aiutarla?”

Il suo lungo giorno era cominciato. Le chiamate si susseguivano ininterrotte, la team leader camminava fra i cubicoli imponendo il suo controllo impietoso.
Raffaella intanto smaniava come se la sua poltroncina avesse le spine: ricordò che quella mattina, nell’ urgenza di preparare la bambina, lasciarla all’asilo con lo zainetto controllato perché non mancasse nulla e non fare ritardo, si era dimenticata di andare in bagno, ora, il bisogno stava diventando impellente e i minuti di pausa, sempre che glieli avessero concessi, erano ancora lontani.
Riuscì a resistere per altre quattro chiamate poi dovette alzare la mano per chiedere il permesso di lasciare la postazione.
All’inizio Susanna la leader, nonostante guardasse dalla sua parte, fece finta di non vedere; Raffaella capì che avrebbe dovuto giocare lo squallido gioco che Susanna esigeva per soddisfare il suo desiderio di potere e lei, Raffaella doveva subire l’umiliazione di manifestare davanti a tutti il suo bisogno, tuttavia, come altre volte provò a diluire il disagio :
“Susanna devo uscire.” disse
“Ma sei appena arrivata! Proprio non riesci a resistere?” -La voce irridente le arrivò attraverso il velo di furia che cominciava a gonfiarle dentro-
“Cerca di far presto almeno! Ah la tua pausa salta.”
Raffaella aspettava una battuta sbagliata e Susanna gliela aveva offerta:
“Allora visto che me la dai ora, vado anche a prendere il caffè!”
Era una magra soddisfazione e l’avrebbe pagata, ma quella capra invidiosa e ignorante non avrebbe mai visto che le lacrime le pungevano gli occhi, lei le avrebbe scambiate come segno del suo potere , invece erano lacrime di frustrazione, impotenza e rabbia.
Mentre sorseggiava il suo caffè d’orzo pensava allo squallore di quel lavoro L’unico che era riuscita a trovare nonostante la sua laurea, i vari masters e le svariate competenze acquisite negli anni con ore e ore di studio.

Pensava al ghigno sommesso che l’aveva accompagnata mentre usciva, veniva da un collega anziano ; sicuramente questi aveva pensato che se Susanna avesse perso tempo a organizzare una sua meschina rivalsa contro di lei non avrebbe avuto il tempo di controllare altri tabulati
Raffaella pensava a quell’assurdo modo di lavorare a quella guerra fra poveracci bisognosi di lavoro e alla mancanza di qualsiasi benché minima tutela; da quando, poi, era rientrata dalla maternità era stata retrocessa e appena aveva finito i permessi orari per l’allattamento avevano cominciato ad assegnarle anche i turni di notte. Inutilmente aveva cercato di far valere i suoi diritti si era sentita dire che:
“ Vai se non ti sta bene! Tanto alla porta ce ne sono tanti che aspettano di entrare” così aveva dovuto cedere e ora tirava avanti come meglio poteva in più cercando di non sollevare polemiche nemmeno davanti alle più palesi ingiustizie. loro erano gli schiavi del nuovo millennio.
Il futuro dipendeva dai gestori che muovevano i fili della vita degli operatori basandosi solamente sul proprio interesse.
Questo nuovo modello lavorativo invalso le causava una rabbia sterile anche perché incompreso dai più. Si affacciò alla vetrata accanto alle macchinette per il caffè quando sentì il chiacchiericcio dei piccoli custoditi nel nido sottostante il call center, guardò se, per caso, la sua bambina fosse nel giardinetto e la vide gattonare allegra nel prato spelacchiato.
Anche la sua piccola, come i figli di alcune colleghe, era nata per un atto di coraggio: nessuna di loro aveva certezza che i contratti fossero rinnovati, ma per tutte loro il tempo di poter avere figli stava scadendo e, quelle donne che avevano aspettato, con la speranza di un lavoro migliore, fino alla soglia della menopausa, se desideravano un bambino dovevano accettare la scommessa rischiosa di un futuro più incerto anche per i figli.

Tutte le colleghe che, come lei, avevano usufruito della maternità erano state demansionate, o peggio ad alcune erano stati affidati turni spezzati e Raffaella aveva provato a convincerle di andare assieme ai sindacati, protestare per l’ingiustizia e chiedere quanto spettava loro, però aveva cozzato contro il muro della paura.
Il call center era stato aperto lontano dalla città, quindi chi faceva “lo spezzato” era impossibilitata a fare alcunché. Preferivano perdere ore del loro prezioso tempo a rodersi bighellonando col pensiero ai lavori di casa pur di non incappare nella rivalsa dei capi.
Accettavano il disagio di perdere inutilmente intere giornate, le più fortunate potevano contare su nonni validi mentre chi, come lei, non aveva nessuno doveva trovare il modo di arrangiarsi
La pausa era finita; sapeva che Susanna le sarebbe stata incollata pronta a rilevare ogni più piccola svista e avrebbe fatto in modo da non concederle altre pause per quel giorno. Il suo ultimo pensiero prima di riattaccarsi al monitor, fu chiedersi come mai alcune donne riuscivano a essere tanto meschine con altre donne;
“ Buon giorno! Come posso aiutarla?”

Il resto della giornata trascorse con discreta fortuna, gli interlocutori abbastanza educati e le richieste quasi tutte semplici. Raffaella, poi, aveva sviluppato una notevole abilità nel gestire le pratiche e risolvere gli interrogativi che le venivano posti; la sua mente analitica era in grado di sviscerare quasi ogni quesito apparisse per le contorte vie del suo computer.
Questo, se da una parte la rendeva orgogliosa, dall’altra la deprimeva: tutto il suo sapere, i suoi particolari requisiti e il suo valore sminuiti le facevano desiderare di spazzare via dalla sua postazione ogni traccia del suo passaggio, ma, anche lei come le sue colleghe, doveva abbassare la testa e sopportare la presenza alle sue spalle di una rancorosa incompetente che al bisogno l’avrebbe chiamata a risolvere i suoi problemi e per questo l’avrebbe ancor di più vessata.

Raffaella finalmente fu mandata in pausa, gocciolò collirio rinfrescante negli occhi, si avviò con un gemito e si stiracchiò scuotendo il bacino per riassestare le vertebre: la sua schiena quel giorno le lanciava avvertimenti allarmanti. Come avrebbe fatto a portare in braccio fino alla macchina la sua Papere, diversi adorati chili perennemente e allegramente agitati?
Chiese il solito caffè d’orzo, ordinazione fra le più economiche perché Papere aveva bisogno di scarpette nuove e si avvicinò al gruppetto di colleghi con le facce preoccupate che stavano parlottando, c’era anche Marta:
“ Come sta tua madre?” Raffaella chiese dopo aver salutato tutti.
“Hai sentito? Dicono che il call verrà spostato, forse in Romania dove il personale costa meno. Al piano di sopra hanno cominciato a non reintegrare i contratti scaduti!”
A Raffaella il caffè si bloccò a mezza gola in un mezzo singulto, non osava chiedere altre notizie. I colleghi tornarono al lavoro senza aspettare la fine del momento di pausa. Forse speravano che dimostrando un eccesso di zelo non sarebbero entrati nelle eventuali liste nere.
Il cervello di Raffaella si divise in più parti: contemporaneamente mentre una faceva la lista delle spese indispensabili cassando tutto il possibile, l’altra conteggiava i risparmi che, economizzando peggio di una formichina, aveva depositato sul conto corrente, un’altra ancora elencava i curricula che si ostinava a inviare per scoprire altre possibilità magari non valutate, poi, prima di tutto, c’era la sua Papere che cresceva come lievitasse e alla sua bambina non doveva mancare nulla.
Intanto avrebbe riallacciato i contatti per dare lezioni e di nuovo avrebbe pellegrinato per tutte le pasticcerie per offrire la sua capacità di cake-designer a prezzi modici e poi le sarebbe venuto in mente altro, inoltre la sua natura le imponeva di non fasciarsi la testa prima di essersela rotta.
Comunque quella notizia aveva fatto piazza pulita di ogni altro pensiero.
Raffaella si riavviò alla postazione per finire il suo turno e mentre rispondeva alle chiamate. Susanna si era allontanata, qualche collega aveva richiamato la sua attenzione e lei poteva allentare la tensione.
“ Buon giorno! Come posso aiutarla?”
Fra poco sarebbe andata a prendere Papere all’asilo, sarebbe andata a casa, avrebbe tenuto abbracciata la sua bambina poi, mentre la piccola dormiva avrebbe preparato cena, dopo avrebbe suonato l’arpa e sarebbe entrata nei confini del tempo lontano, nella sua vita precedente quando i suoi valori erano stati onorati e non si sarebbe accorta che sulle guance della persona che suonava stavano scorrendo lacrime silenziose.
Domenica 25 agosto 2013 alle 17:42:48
EMILIA BIGIANI
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cazzo c'entra col signoraggio? :O
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Re: :: La mitraglia di IGB ::

Messaggioda mr.spyder » 26 ago 2013, 16:19

sandropascucci ha scritto:
cazzo c'entra col signoraggio? :O


bhe,se prendi qualche frase "a muzzo" e fai copia incolla magari...ecco:
loro erano gli schiavi del nuovo millennio. ma, anche lei come le sue colleghe, doveva abbassare la testa e sopportare la presenza alle sue spalle si avviò con un gemito e si stiracchiò scuotendo il bacino per riassestare le vertebre: la sua schiena quel giorno le lanciava avvertimenti allarmanti. conteggiava i risparmi che, economizzando peggio di una formichina, aveva depositato sul conto corrente,non doveva mancare nulla. inoltre la sua natura le imponeva di non fasciarsi la testa prima di essersela rotta.


non spiega un cazzo lo stesso ma almeno hai un idea più chiara degli effetti... certo studiare LA CAUSA è più semplice e più utile...QUINDI PERCHE' FARLO???
Antonio Prezia, detto spyder... anche se non è importante chi sei,ma cosa vuoi fare per cambiare il mondo.

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Messaggioda sandropascucci » 12 set 2013, 14:00

Il relitto della Costa Concordia è lungo 300 metri e pesa più di 114 tonnellate. Nel processo di costruzione di tutte le strutture previste per le operazioni di parbuckling e di rigalleggiamento sono state utilizzate più di 30mila tonnellate di acciaio, equivalenti a quattro volte la Tour Eiffel.

uhmm.. 30.000 tonnellate per recuperarne 114 ?? sicuro?
in effetti "pesa" (che è relativo, poichè i "natanti" hanno "due pesi" in realtà) 114.000 tonnellate.. il che è più di 114!
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Re: :: La mitraglia di IGB ::

Messaggioda sandropascucci » 20 set 2013, 9:51

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Re: :: La mitraglia di IGB ::

Messaggioda Huro Chan » 5 nov 2013, 16:33

I media italiani (canale 5 a quanto pare) oggi han passato la notizia che vogliono abolire le monetine perché il valore nominale supera quello intrinseco. Io giá rido, loro chissá da quanto lo stanno facendo.
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'Il denaro è un'allucinazione collettiva.'
[F.Battiato]

‘Who controls energy controls whole continents, who controls food controls people, who controls money can control the entire world’. [H. Kissinger]

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Messaggioda sandropascucci » 19 nov 2013, 13:39

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Stop alle telefonate "mute". Il Garante: "Alcuni utenti lamentano stalking"
L'Authority definisce regole per una pratica commerciale che che può arrivare a indurre stati di ansia e disagio nei destinatari

19 novembre 2013
Stop alle telefonate "mute". Il Garante: "Alcuni utenti lamentano stalking"ROMA - Utenti più tutelati contro le "telefonate mute". Gli operatori di telemarketing dovranno adottare specifiche misure per ridurre drasticamente questo tipo di disturbo che provoca diffuso allarme sociale. Numerosissime sono state infatti le segnalazioni al garante privacy per la ricezione di telefonate nelle quali, una volta risposto, non si viene messi in contatto con alcun interlocutore. In alcuni casi, anche per 10-15 volte di seguito.

All'esito delle verifiche effettuate, l'Autorità ha accertato che il problema deriva dalle impostazioni dei sistemi centralizzati di chiamata dei call center, rivolte a massimizzare la produttività degli operatori. Per eliminare tempi morti tra una telefonata e l'altra, infatti, il sistema genera in automatico un numero di chiamate superiore agli operatori disponibili. Queste chiamate, una volta ottenuta risposta, possono essere mantenute in attesa silenziosa finchè non si libera un operatore. Il risultato è appunto una "chiamata muta", che può indurre comprensibili stati di ansia, paura e disagio nei destinatari.

L'Autorità, per eliminare gli effetti distorsivi di questa pratica commerciale, senza penalizzare l'efficienza delle imprese di telemarketing, ha stabilito precise regole:
1) I call center dovranno tenere precisa traccia delle "chiamate mute", che dovranno comunque essere interrotte trascorsi 3 secondi dalla risposta dell'utente.

2) Non potranno verificarsi più di 3 telefonate "mute" ogni 100 andate "a buon fine". Tale rapporto dovrà essere rispettato nell'ambito di ogni singola campagna di telemarketing.

3) L'utente non potrà più essere messo in attesa silenziosa, ma il sistema dovrà generare una sorta di rumore ambientale (ad es. con voci di sottofondo, squilli di telefono, brusio) per dare la sensazione che la chiamata non provenga da un eventuale molestatore.

4) L'utente disturbato da una chiamata muta non potrà essere ricontattato per una settimana e, al contatto successivo, dovrà essere garantita la presenza di un operatore; 5) i call center saranno tenuti a conservare per almeno due anni i report statistici delle telefonate "mute" effettuate per ciascuna campagna, così da consentire eventuali controlli.

Sulle misure individuate nello schema di provvedimento generale il garante ha avviato una consultazione pubblica, invitando tutti i soggetti interessati (ad esempio associazioni di categoria, lavoratori, consumatori) ad inviare commenti e osservazioni (all'indirizzo chiamatemute@gpdp.It) entro 60 giorni dalla pubblicazione del relativo avviso sulla gazzetta ufficiale.

"E' importante garantire la massima produttività dei call center, ma i costi della loro attività non possono essere scaricati sugli abbonati inermi. Se alcune pratiche di marketing telefonico - ha dichiarato il presidente dell'Autorità, Antonello Soro - vengono vissute dagli utenti addirittura come una forma di stalking, significa che l'impresa non sta facendo bene il suo lavoro. E' prioritario per le stesse società di telemarketing che le cosiddette "chiamate mute" vengano drasticamente ridotte"


ma impedire che mi rompino il cazzo durante la cena,no? [cit.]
dice: "sei volgare! e poi "citazione" di chi?"
- come di chi? la mia!
- no, dicevo di chi era la citazione!
- anche io:

«ma impedire che mi rompino il cazzo durante la cena,no?» [sandropascucci, 2013]

- non hai cuore! quella è gente che lavora! un po' di comprensione e di solidarietà, no?
- quindi tu accetteresti per solidarietà..
- certo.
- anche il mio lavoro?
- certo. che lavoro fai?
- controllo come laggente riccoje le saponette.. toh! eccona lì una.. la riccoji mo' o passo più tardi?
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Messaggioda sandropascucci » 26 feb 2014, 16:46

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Usa, portano a spasso il cane e trovano 10 milioni in monete d'oro
Una coppia di mezza età ha trovato ben sei scatole piene di monete d'oro, sepolte sotto un albero. Il tesoro è composto da più di mille monete coniate tra il 1847 e il 1894. Il loro valore sul mercato della numismatica può raggiungere anche i dieci milioni di dollari
Mercoledì, 26 febbraio 2014 - 08:33:00

Sembra la trama di un film, anche un po' banale. Ma è tutto vero. Una coppia americana stava portando a spasso il loro cane quando ha trovato sei scatole piene di monete d'oro, sepolte sotto un albero nella California centro-settentrionale. Si tratta di 1.427 monete, coniate tra il 1847 e il 1894. Il loro valore nominale è di cinque, dieci e venti dollari, ma in realtà sul mercato della numismatica possono raggiungere anche dieci milioni di dollari, poichè ci sono alcuni pezzi particolarmente rari.

A rendere alto il valore del "tesoro" sia il fatto che ne facciano parte alcune monete molto rare, sia le condizioni stesse delle monete, quasi perfette, come se fossero nuove di zecca. Questo le rende ancora più rare, poiché fino agli anni 70 dell'800, il denaro di carta era illegale in California e pertanto le monete di quel periodo sono quasi tutte molto consumate.
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Messaggioda sandropascucci » 24 lug 2014, 12:18

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Cosa fare se qualcuno vi punta una pistola alla fronte
LinkiestaLinkiesta – 20 ore fa
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Forse non vi capiterà (e ve lo auguriamo), ma il giorno in cui qualcuno vi punterà una pistola in fronte, bisogna sapere bene cosa fare. È un momento topico. Potrebbe anzi essere l’ultimo, nel frattempo potete trovare tutte le risposte qui. Noi le abbiamo riassunte in qualche punto.

La prima cosa è: stare calmi (non #sereni ma calmi). È la più importante: se mai in quel momento riuscirete a ricordare qualcosa, ricordatevi questo. State calmi. Calmissimi. Anche perché il panico è contagioso e mettere in agitazione il vostro interlocutore, che vi sta anche puntando una pistola addosso, non è la migliore delle idee.

La seconda è: cercate un contatto con il vostro assalitore. Sembra strano? Ridicolo? Assurdo. Non lo è. In quel momento, al mondo, ci siete solo voi due. È importante: sarà più difficile, per lui, uccidervi, se vi guarda negli occhi. Voi non volete che il vostro assalitore impazzisca e perda il controllo, ma volete che sia in una posizione scomoda da cui desideri uscire. Il vostro obiettivo è che cominci a pensare che sia meglio lasciar perdere tutto e andarsene.

[LEGGI ANCHE: Quando esibire il proprio ego può essere l’arma in più]

Identificate il vostro assalitore: non sono tutti ugualiPuò capitare in diverse situazioni: in una rapina, se si è presi come ostaggio, un rapimento. La prima è la più diffusa, ma tutte hanno un punto in comune: l’obiettivo non è uccidervi. Anzi, se avessero voluto uccidervi, sareste già morti. E ogni secondo che passa è a vostro vantaggio.
a) Se è un rapinatore: quello che vuole è solo quello che possedete. Non ci sono dubbi al riguardo: dategli tutto. Nel farlo, non cercate gesti improvvisi, non siete al cinema. Fate la telecronaca dei vostri gesti (“adesso prendo il portafoglio, metto la mano in tasca, lo estraggo...”), per evitare che i vostri movimenti lo mettano in difficoltà. E poi studiatelo bene: memorizzate caratteristiche uniche, o distintive, che lo possano rendere identificabile dalla polizia in seguito.
b) Se vi vuole prendere in ostaggio: non funziona come nei film. Servite come merce di scambio per ottenere la fuga. Se le cose stanno così, allora con ogni probabilità è presente anche la polizia. Non si rivolgerà a voi, ma prestate molta attenzione a quello che dicono. Cercate di stare il più possibile tranquilli, e non dite nulla. Ascoltate e osservate cosa succede. In ogni caso, state il più possibile lontani dalla testa del vostro assalitore, se potete. Avete capito perché.
c) Se vi sta rapendo: è molto raro, ma più complicato. In ogni caso, c’è sempre un motivo dietro a un rapimento. O avete un parente famoso e ricco, o si tratta di una vendetta. Nel caso in cui vi chiedano di guidare, la situazione si fa grigia. C’è un’alta probabilità che vi stiano conducendo nel luogo in cui morirete. Se si può evitare di salire su un veicolo, lo farei. In ogni modo (scappare a gambe levate, aprire lo sportello appena saliti, ignorare i comandi e le direzioni e guidare verso una stazione di polizia, o rallentare abbastanza da rischiare un incidente. Non avrà nessun interesse a uccidervi).

Infine, l’ultimo e il più semplice dei consigli Evitare di finire in questa situazione, con un po’ di cautela, prudenza e compagnia, è forse la cosa migliore.


mavvaffanc..
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Messaggioda sandropascucci » 16 set 2014, 13:48

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La rivelazione di Loredana Berté: 'Ho cenato con Bin Laden alla Casa Bianca'

Da Starlounge | Starlounge – 3 ore fa

Loredana Berté

Ci sono rivelazioni e rivelazioni. E quella che ha fatto Loredana Berté al programma Rai Radio2 'Un Giorno da Pecora' è senz'altro degna di nota.

La cantautrice italiana ha confidato nel corso del programma radio Rai Radio2 di aver conosciuto Bin Laden, e di aver addirittura cenato con lui alla Casa Bianca.

«Ho conosciuto Bin Laden e suo figlio in una cena alla Casa Bianca. E c'erano anche Bush Senior e Bush Jr», con queste parole Loredana Berté ha confessato la singolare esperienza.

«Io ero a quella cena con Borg e Bin Laden era ad un tavolo vicino a me, quando parlava io volevo ascoltare, perché come tutti sanno lui fu un eroe indiscusso della Cia», ha proseguito Loredana Berté.

Non contenti delle risposte della cantante, i conduttori di Rai Radio2 la incalzano ancora, chiedendo: E dov'era seduto Bin Laden? «In mezzo ai Bush. Mi ricordo che Bush mi ha raccontato che serviva alla CIA».


:D :D :D
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Messaggioda sandropascucci » 17 set 2014, 15:09

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A 2.325 miliardari il 4% della ricchezza globale.

Boom di Paperoni dell'Est, ma con la casa a NY

Il patrimonio complessivo è di 7.300 miliardi di dollari, un valore superiore alla capitalizzazione del Dow Jones. Nell'ultimo anno la schiera si è arricchita di 155 elementi. La Grande Mela è la residenza preferita, poi Mosca e Hong Kong. In Europa la fetta di patrimonio maggiore

A 2.325 miliardari il 4% della ricchezza globale. Boom di Paperoni dell'Est, ma con la casa a NY

TAG Paperoni, super bonus, ricchi

MILANO - Sono 2.325 persone, su una popolazione mondiale ormai sopra i 7 miliardi, ma sono capaci di racchiudere nelle loro 4.650 mani il 4 per cento della ricchezza globale. Sono i miliardari censiti da un report della società di ricerca Wealth-X e Ubs, di cui dà conto il Financial Times. Secondo la ricerca, negli ultimi dodici mesi la ricchezza è stata prodotta a ritmo impressionante in Asia, regione che ormai pesa per un terzo nell'incremento complessivo del 12%. Una crescita che porta il valore complessivo dei patrimoni dei Paperoni globali a 7.300 miliardi di dollari.

Ad oggi, il valore combinato dei patrimoni dei Paperoni ha superato la capitalizzazione dell'intero Dow Jones Industrial Average, l'indice che raggruppa i principali titoli delle società americane. Nell'ultimo anno sono entrate a far parte del club 155 persone, portando appunto questa rarissima popolazione alla cifra record di 2.325 persone: una crescita del 7% rispetto all'ultimo report.

La città che ha l'onore di ospitarne il maggior numero è New York, con 103, poi seguono Mosca, (85), Hong Kong (82), Londra (72) e Pechino (37).

Nonostante il dinamismo dell'Asia, l'Europa - con 775 miliardari - è ancora la regione con il maggior numero di Paperoni e anche con la quota di patrimonio più rilevante (2.370 miliardi di dollari): per quest'ultimo parametro è sorpasso ai danni degli Stati Uniti. Ma da Est è arrivato, come accennato, lo scatto maggiore con un +18,7% di incremento delle fortune, contro un tasso globale dell'11,9%. La popolazione dei Paperoni asiatici è cresciuta del 10%, con 52 nuovi entrati, 33 dei quali provenienti dalla Cina.

Quanto agli Usa, questi mantengono il primato di Stato con il maggior numero di super-ricchi: sono 571, poi c'è la Cina (190), il Regno Unito (130) e quindi la Germania (123). Secondo gli autori della ricerca, c'è da sottolineare la natura "imprenditoriale" di questi Paperoni: nell'81% dei casi si sono fatti da soli la loro fortuna. Da segnalare anche la crescita delle disponibilità liquide in questi patrimoni: ormai sono il 19% circa - in media - del loro portafoglio, a testimonianza di un atteggiamento attendista per vedere dove andare a investire.
(17 settembre 2014)
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Re: :: La mitraglia di IGB ::

Messaggioda sandropascucci » 20 ott 2014, 12:22

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Ecco il ritorno sulla Terra di X-37B, la navicella segreta Usa
Il velivolo senza pilota della U.S. Air Force è atterrato nella base di Vandenberg. Tutte le foto dell’aereo del mistero, di nuovo a terra da venerdì dopo quasi 2 anni


talmente segreto che ci sono info su wikipedia (inglese): http://en.wikipedia.org/wiki/Boeing_X-37
ci sono disegni : http://media3.s-nbcnews.com/j/MSNBC/Com ... id-4x2.jpg
a go-gò: https://www.google.it/search?q=X-37B+Or ... B450%3B334
se ne parla da anni nei forum : http://www.collectspace.com/ubb/Forum35 ... 00036.html
e pure in plastica, per bimbi: http://www.fantastic-plastic.com/X-37BCatalogPage.htm
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mr.spyder
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Re: :: La mitraglia di IGB ::

Messaggioda mr.spyder » 3 mar 2015, 18:59

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Eccellente PornHub la masturbazione permette al Bracciale di ricaricare lo smartphone
2 marzo 2015 Tech

Scritto da Il Conte

Eccellente PornHub la masturbazione permette al Bracciale di ricaricare lo smartphone

Avete presente il portale specializzato nella diffusione in streaming di video per adulti?

Esatto parliamo di Pornhub che ha lanciato un concept di caricabatterie adatto agli utenti dei propri servizi.

Interessante questa novità che per ora è in fase di beta testing.

wankhand bracciale carica batterie

Il dispositivo è stato chiamato per il momento Wankband.

wankhand-bracciale-carica-batterie.jpg
wankhand-bracciale-carica-batterie.jpg (46.24 KiB) Visto 4811 volte

Lo si indossa come un orologio da polso ed è in grado di immagazzinare energia durante… la masturbazione. Un caricabatterie onanistico, insomma, che può rivelarsi molto utile per la ricarica di telefonini, tablet e altri piccoli dispositivi.

Pornhub, che ha messo in Rete fin qui oltre 40 milioni di filmati hard e che vanta altrettanti utenti giornalieri, è da sempre attenta alle tematiche relative all’ambiente e a quelle tecniche che potrebbero limitare l’inquinamento.

Consapevoli che il mantenimento dei propri numerosi server abbia comunque un forte impatto ambientale, a Pornhub hanno pensato ad un dispositivo che in qualche modo possa aiutare il verde che popola il pianeta. Wankband, a tal proposito, è un gadget ad impatto zero, poiché attraverso una valvola che immagazzina e sprigiona energia grazie al movimento del polso, ci consente di ricaricare i prodotti elettronici che più utilizziamo quotidianamente.

L’energia viene immagazzinata dalla Wanband tramite un caricabatterie interno, che tramite una comunissima porta Usb, è in grado di trasferirla ad un cellulare o tablet.

Il lancio del prodotto, ancora in fase di beta testing, è accompagnato da un video che ne spiega caratteristiche e funzionamento, anche se gli utenti di Pornhub sono già molto avvezzi a certe pratiche:

“In Pornhub , ci rendiamo conto che offrendo ai nostri milioni di utenti ore di contenuti per adulti, noi siamo parte del problema. Ecco perché stiamo per mostrare agli uomini come possono salvare il pianeta facendo quello che sanno fare meglio”.

Anche se si tratta di un prodotto pensato principalmente per il sesso maschile, secondo gli ideatori sarà molto utile anche alle donne: l’obiettivo è quello di far amare a tutti il pianeta esattamente come ciascuno ama se stesso.

Sul sito di Pornhub c’è la pagina da cui gli utenti possono offrirsi per il beta testing.


mò vedi se un grillino non propone in parlamento un'idea rivoluzionaria per risolvere il problema energetico italiano eh?!...

ps: (n'andra ideona che mi avrebbe reso ricco è ìta...bha...)
Antonio Prezia, detto spyder... anche se non è importante chi sei,ma cosa vuoi fare per cambiare il mondo.


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