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sandropascucci
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Messaggioda sandropascucci » 21 apr 2016, 8:49

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NOTIZIE / 20.04.16 / SICUREZZA E QUALITÀ URBANA

Scatta la diffida per situazioni di degrado
Polizia urbana: scatta la diffida e i condomini si adeguano.

Numerose sono le norme previste dal nuovo regolamento di polizia urbana tese a prevenire (e non solo contrastare) le situazioni urbane di degrado , i danneggiamenti al patrimonio pubblico e privato , l’incuria che incidono fortemente sulla percezione del senso di insicurezza dei cittadini.

L’art 24 “Decoro dei fabbricati e scritte sui muri” prevede il divieto di imbrattare con scritte, affissioni o disegni i muri degli edifici pubblici e privati, stabilendo contestualmente l’obbligo per i proprietari o i locatari degli edifici stessi di provvedere con tempestività alla cancellazione di scritte e graffiti.

Per effetto del regolamento di Polizia Urbana, che prevede in alcuni casi l'istituto innovativo della diffida, in queste situazioni non scatta immediatamente la sanzione amministrativa (l’importo previsto è 100 euro), ma è prevista appunto una "diffida ad adempiere" entro il termine di 10 giorni, in applicazione di quanto previsto anche dalla legge regionale n.4 del 2013.

A Parma, dall’entrata in vigore del nuovo regolamento, sono state 3 le diffide notificate ad amministrazioni di condomini, tutti collocati in zona centro storico.

Immediata è stata la collaborazione degli interessati e le scritte sono state cancellate entro i termini assegnati. Numerosi condomini, inoltre, si sono attivati spontaneamente per eliminare le imbrattature dagli edifici, assicurando in questo modo l’eliminazione di un sintomo di degrado.


TAG | regolamento polizia urbana - contrasto al degrado urbano - polizia municipale


quindi se uno ti viene a imbrattare il muro una volta al mese, magari la notte stessa che lo hai ripristinato (a suon di migliaia di euro) nel giro di 1 anno sei a gambe all'aria.. ma va bene.. ci sto.. me ne occupo io del MIO muro.. è giusto.. però.. però:

al, diciamo, terzo (il primo è imprevedibile, il secondo è per prendere le misure al discolaccio colla bomboletta.. ma la terza volta che non riesci a fermarlo.. no?) al terzo atto, dicevamo, di "degrado coatto" (è "costretto", mica volontario, no?) la polizia municipale la sciogliamo come ente e le pistole ce le prendiamo noi del condominio, per un uso più proficuo.. è giusto o no? altrimenti mi metto a vendere bombolette, eh!
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Messaggioda sandropascucci » 21 apr 2016, 19:27



aiutiamo questo video ad arrivare a 100 milioni? merita.
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Messaggioda sandropascucci » 26 set 2016, 13:32

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Messaggioda sandropascucci » 3 ott 2016, 8:37

sì, una sega in pubblico, grazie.. quanto le devo?

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PENALE
Si masturba in pubblico davanti a studentesse: nessun reato
Cassazione penale, sez. III, sentenza 06/09/2016 n° 36867

Di Simone Marani Pubblicato il 30/09/2016
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Masturbarsi in pubblico non costituisce più reato ma illecito amministrativo. E' quanto ha stabilito la Terza Sezione Penale della Corte di Cassazione con la sentenza del 6 settembre 2016, n. 36867.

Il caso vedeva un uomo masturbarsi in pubblico davanti ad un gruppo di studentesse universitarie. I giudici di merito lo ritenevano responsabile del reato di atti osceni in luogo pubblico, ex art. 527 c.p., condannandolo alla pena di tre mesi di reclusione, convertita in euro 3.420,00 di multa.

Di diversa opinione gli ermellini: i giudici rilevano l'intervenuta abolitio criminis dell'art. 527 c.p., per effetto dell'art. 2, comma 1, lett. a) del D.Lgs. 15 gennaio 2016, n. 8, essendo il fatto, attualmente, punito solo con sanzione amministrativa pecuniaria da euro 5.000 a euro 30.000.

Secondo quanto stabilito dall'art. 8 citato, le disposizioni della novella normativa trovano applicazione anche alle violazioni commesse anteriormente alla data di entrata in vigore del medesimo decreto, sempre che il procedimento penale non sia stato definito con sentenza o decreto divenuti irrevocabili, nel qual caso sarà il giudice dell'esecuzione a provvedere alla revoca della sentenza o del decreto.

Il successivo art. 9 del decreto del 2016 stabilisce che debba farsi luogo della trasmissione all'autorità amministrativa competente all'irrogazione della sanzione, degli atti dei procedimenti penali relativi ai reati trasformati in illeciti amministrativi, salvo che il reato risulti prescritto o estinto per altra causa.

Di conseguenza, il fatto non è più previsto dalla legge come reato ma solo come illecito amministrativo.

(Altalex, 30 settembre 2016. Nota di Simone Marani)


strano che leggi der cazzo non riguardino il penale..
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Messaggioda sandropascucci » 10 lug 2017, 8:23

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TARI, tassa rifiuti su posto auto scoperto
TARI anche per gli spazi scoperti adibiti a posto auto e non denunciati: l'accertamento fiscale in caso di mancato pagamento della tariffa rifiuti è legittimo.

Noemi Ricci - 7 luglio 2017

La tassa sui rifiuti TARI risulta dovuta anche con riferimento agli spazi scoperti adibiti a posto auto, pur se non denunciati, poiché si presume che la superficie sia potenzialmente idonea a produrre rifiuti (cfr. Commissione Tributaria Regionale di Roma, quattordicesima sezione, sentenza n. 5726/16). Nel caso in esame, il contribuente era ricorso in appello dopo che l’Agenzia delle Entrate gli aveva recapitato un accertamento TARI.

=> TARI: novità e istruzioni

Tra le motivazioni addotte per ritenerlo illegittimo, il fatto di essere in possesso di una perizia effettuata da un geometra che forniva la prova che le aree oggetto di contestazione in realtà non erano suscettibili di produrre rifiuti, trattandosi di parcheggi scoperti. Per la CTR, invece, l’accertamento fiscale è comunque legittimo anche se riferito ad un’area scoperta adibita a parcheggio e non denunciata, essendo la stessa suscettibile di produrre rifiuti in base alla presunzione della presenza umana.

=> TARI seconda casa, calcolo e applicazione

In più, secondo i giudici, l’accertamento TARI è da ritenersi legittimo alla luce della previsione transitoria prevista dall’articolo 238 del decreto legislativo 152/06 che riguarda la tariffa per la gestione dei rifiuti urbani e prevede che chiunque possegga o detenga a qualsiasi titolo locali, o aree scoperte ad uso privato o pubblico non costituenti accessorio o pertinenza dei locali medesimi, a qualsiasi uso adibiti, esistenti nelle zone del territorio comunale, che producano rifiuti urbani, è tenuto al pagamento di una tariffa.
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