[DOSSIER n.02] MILIARDI USA IN GIRO PER IL MONDO..

raccolta delle menzogne del SistemaIGB
sandropascucci
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[DOSSIER n.02] MILIARDI USA IN GIRO PER IL MONDO..

Messaggioda sandropascucci » 9 set 2009, 11:33

ex http://signoraggio.forumfree.net/?t=40036313
archivio pagina: 1/2 e 2/2

Sequestrati in dogana Chiasso 96 miliardi euro in titoli Usa, e i giornali lo mettono nella rubrica "CURIOSITA'"
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Re: [Dossier n.02] Sequestrati in dogana a Chiasso 96 miliardi..

Messaggioda sandropascucci » 9 set 2009, 11:36

sandropascucci Inviato il: 4/6/2009, 19:09

Sequestrati in dogana Chiasso 96 miliardi euro in titoli Usa
(ANSA)- COMO, 4 GIU- Sequestrati alla dogana di Chiasso 259 titoli di credito Usa per un valore di 134 miliardi di dollari, pari a oltre 96 miliardi. I valori erano nel bagaglio di due giapponesi scesi alla stazione di Chiasso da un treno diretto in Svizzera e che hanno detto di non avere nulla da dichiarare. Ma sul fondo di una valigia c'erano 249 bond della Federal Reserve americana e 10 bond Kennedy, oltre a cospicua documentazione bancaria in originale. Tutto il materiale e' stato sequestrato

da: http://it.notizie.yahoo.com/10/20090604 ... 46e98.html




l'ho trovata tra le «CURIOSITA'», capite?!

come quella volta..

"..delle scatole da corriere internazionale contenenti 3 TRILIONI DI DOLLARI falsi trovati ad aprile 2005 nelle Filippine [http://ilsignoraggio.blogspot.com/2005/04/un-mare-di-dollari-falsi-e-strani.html] e degli euro falsi al bancomat (vedi Luca de Biase)."

oppure quando si chiedevano..

" Di chi sono quei dollari falsi? " " Li ho trovati nella spazzatura "
TITOLO: "Di chi sono quei dollari falsi?" "Li ho trovati nella spazzatura"

Il mezzo miliardo di dollari falsi? "Li ho trovati nella spazzatura". La pistola con la matricola limata? "L' ho presa perche' hanno ammazzato un mio parente". Il coltello a serramanico? "Mi serve per sbucciare la frutta". La bomba carta? "L' ho trovata sotto la mia auto quando sono andato in ferie in Calabria". Cosi' ha risposto ai poliziotti Giuseppe Barbaro, 42 anni, di Oppido Mamertina (Reggio Calabria), autista della Spi, la concessionaria di pubblicita' , fermato nell' ambito di un' indagine di droga. Nel suo armadietto al lavoro (la Spi e' a Milanofiori) gli agenti della squadra mobile hanno trovato l' inimmaginabile, compresi i dollari falsi. Dollari dello stesso tipo sequestrati giorni fa a Messina e che provenivano da Napoli. Le indagini proseguono per individuare la zecca.
Pagina 48 (6 aprile 1995) - Corriere della Sera



ps: il debito pubblico italiano è di 1.741 miliardi e genera dai 60 agli 80 miliardi di INTERESSI ogni anno..
e questi trovano 96 miliardi di euro così.. EN PASSANT [trad. vòlemosebbene].. CURIOSITA'..
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Re: [Dossier n.02] Sequestrati in dogana a Chiasso 96 miliardi..

Messaggioda sandropascucci » 9 set 2009, 11:37

sandropascucci Inviato il: 4/6/2009, 20:41

Qualcosa di pazzesco in frontiera: titoli americani per 96 miliardi!
giovedì 04 giugno 2009

Qualcosa di pazzesco, mai visto prima. Numeri che mettono i brividi: 134 miliardi di dollari per un valore di oltre 96 miliardi di euro. Se i documenti scoperti da finanzieri e funzionari di dogana all’interno di una valigia di un cittadino del Giappone fossero veri, potremmo parlare di sequestro record e di vero e proprio tesoro nascosto. L’insospettabile imprenditore asiatico, accompagnato da un connazionale, è stato fermato in queste ore appena sceso dal treno proveniente dall’Italia alla stazione internazionale di Chiasso durante i normali controlli in frontiera: a fiamme gialle e funzionari di dogana ha detto di non aver nulla da dichiarare, salvo poi scoprire – sul fondo della valigia - 249 titoli obbligazionari della Federal Riserve americana per un valore nominale di 500 milioni ciascuno, in aggiunta a 10 bond denominati “Kennedy” del valore nominale di 1 miliardo di dollari l’uno. E poi altra documentazione davvero cospicua.

Ora tutto è in fase di accertamento. Da capire per prima cosa se questi titoli sono autentici oppure dei falsi e soprattutto la loro provenienza. Qualora si accertasse l'autenticità, la sanzione amministrativa applicabile potrebbe raggiungere anche i 38 miliardi di euro. Cifra spaventosa, di sicuro ben superiore ad una puu imponente manovra finanziaria del governo italiano. Soldi in grado, se veri, di raddrizzare il deficit di molti paesi industrializzati...


ma davvero questo giornalista la vede in modo così banale?

secondo lui questi due pagheranno 38miliardi di euro di "sanzione amministrativa"?

e lo Stato Italiano quest'anno ha la Finanziaria aggratise..

MA PER FAVORE!!
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Re: [Dossier n.02] Sequestrati in dogana a Chiasso 96 miliardi..

Messaggioda sandropascucci » 9 set 2009, 11:45

Vito Technetium Inviato il: 4/6/2009, 21:16

Porca pupazza...!

Sandro, hai contato quante pupazze rimangono di riserva? ...Sì, perchè il ricambio originale forse non è più disponibile e tocca arrangiarsi con la concorrenza o con gli usurai della rete parallela...


angeloverilli Inviato il: 4/6/2009, 22:52

E ne hanno preso UNO! (DUE nel caso dei tre trilioni)

Ma possiamo immaginare quante di queste persone passano indisturbate i controlli? :o :?


enricogrosso Inviato il: 10/6/2009, 11:44

"Ci piacerebbe comunque sapere che ci facevano alla frontiera di Chiasso due giapponesi con 134 miliardi di dollari nella valigia, espressi in titoli che circolano solo nei rapporti tra Stati. Se sono falsi, è l’ennesima riprova che dopo i subprime, Madoff e gli asset pubblici, la finanza del biglietto verde è come quella del Monòpoli, è carta straccia, tale che le previsioni di un crollo del sistema imminente sarebbero tutt’altro che spazzatura complottista e catastrofista. Se quei soldi sono veri, la cosa è persino più inquietante: se, infatti, di quei 134 miliardi di dollari, per ricostruire l’Abruzzo ce ne vorrebbero appena 4, mi domando quanti ne basterebbero per destabilizzare aree ben più vaste. Quanti eserciti di terroristi si possono armare ed addestrare, quanti attentati organizzare, quante «armi sporche» costruire, quante speculazioni a breve promuovere, quanti partiti e rivoluzioni «democratiche» finanziare, quanti media sovvenzionare, quanti uomini corrompere, quanti Stati strangolare o soccorrere, per attrarli nella propria sfera di influenza?

Vista l’entità della somma, non vorremmo che qualcuno volesse utilizzarla per attivare «adeguate risposte preventive» contro eventuali «successi dei competitori in campo non militare» e non vorremmo che questi competitori fossero da includere nel novero dei cosiddetti «competitori globali». Nel dubbio preparate l’elmetto, altro che veline!"

Domenico Savino


sandropascucci Inviato il: 10/6/2009, 11:53

io lancerei l'operazione: "ATTENTI A QUEI DUE - con la valigetta"

ogni settimana tre persone contattano le Fiamme Gialle per chiedere novità..

facciamo un calendario.. un po' per uno..
Immagine
i due giapponesi in un abile travestimento mentre cercano il punto più adatto a saltare il confino..



karlrex Inviato il: 10/6/2009, 12:58

io lancerei l'operazione: "ATTENTI A QUEI DUE - con la valigetta"
ogni settimana tre persone contattano le Fiamme Gialle per chiedere novità..
facciamo un calendario.. un po' per uno..
(IMG:http://ingiropergatti.fotoblog.it/photos/00/00/335473750.jpg)
i due giapponesi in un abile travestimento mentre cercano il punto più adatto a saltare il confino..


Mi sà che uno è siamese e nn giapponese ecco perchè ne hanno preso solo uno! :D
Ps: Ma si puo' girare co 134 mil di $??? mahhh a me ste notizie me sanno, no di minkiata, de + :poi chissà! Ma si possono visionare per caso??Uffici compententi? Possono servire per un nuovo gioco di società :bondopoli
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Re: [Dossier n.02] Sequestrati in dogana a Chiasso 96 miliardi..

Messaggioda sandropascucci » 9 set 2009, 12:16

robar Inviato il: 10/6/2009, 13:31

son mld e non mil :lol: :lol:

ragionare su quelle cifre e' difficile eh ??? :lol: :lol: :lol:


karlrex Inviato il: 10/6/2009, 13:38

Va beh la prossima volta te lo scrivo per esteso così nn ti confondi tra il seguente e il precedente
a meno che nn sei gesuita :D


ErSandro Inviato il: 10/6/2009, 14:29

In fondo si tratta solo di 5 o 6 finanziarie italiane...


dorf Inviato il: 11/6/2009, 01:54
Il 4 giugno a Chiasso, al confine con la Svizzera, la Guardia di Finanza ha fermato due giapponesi che stavano cercando di portare oltre confine 93 miliardi di euro, novantatrè siori diconsi novantatre' miliardi di euro, in buoni del tesoro americani.

Nascosti in valigia.

Già.

Fermati dalla finanza, i due giapponesi hanno cercato di minimizzare dichiarando: "è solo carta igienica" QUI l'articolo completo.
http://informazionescorretta.blogspot.c ... iasso.html


karlrex Inviato il: 11/6/2009, 10:38

C'avevAno ragione pure loro..


enricogrosso Inviato il: 20/6/2009, 23:06

I «due giapponesi» sono filippini.
Addio al sognato tesoretto per la povera Italia indebitata. Addio al 40% dei 134 miliardi di dollari in titoli sequestrati dalle Fiamme Gialle a Chiasso. Quasi certamente sono falsi.

Anzitutto: i due «giapponesi» beccati col malloppo paiono essere due filippini, delinquenti internazionali ben noti, almeno nel Sud-Est asiatico: il primo ha un paio di nomi, Yohannes Riyadi alias Wilfredo Saurin; l’altro dovrebbe essere il suo compare, Joseph Daraman. A quanto pare, avrebbero precedenti specifici: spacciatori di falsi titoli della Federal Reserve.

Naturalmente ciò non chiarifica il più grosso mistero: a che scopo due delinquenti - che agiscono evidentemente per denaro - cercherebbero di sbolognare titoli di taglio di 500 milioni di dollari ciascuno. Tagli più piccoli, diciamo di 10 mila dollari, possono magari essere presentati per la riscossione in qualche banca di provincia (non in Svizzera, magari...). Ma tagli da mezzo miliardo? Immaginatevi il bancario allo sportello (o anche il banchiere nel suo ufficio di pelle umana): non farà qualche telefonata di controllo, prima di separarsi dai suoi amati liquidi? Secondo alcune fonti, i titoli sarebbero al portatore; chi li possiede può reclamare i contanti. Ma dove? Deve cercare una banca che abbia mezzo miliardo in contanti in cassa? di questi tempi, poi.... Anzi peggio, i due avevano «Kennedy bonds» da 1 miliardo ciascuno.

Qui l'articolo completo:
http://www.effedieffe.com/content/view/7685/179/


biopresto Inviato il: 21/6/2009, 08:17

forse erano solo da consegnare.....ma a chi???


enricogrosso Inviato il: 21/6/2009, 23:19

"La notizia originale diceva: «... Duecentoquarantanove bond della Federal Reserve statunitense per un valore nominale di 500 milioni di dollari ciascuno, più 10 bond Kennedy da 1 miliardo di dollari ciascuno».

Può darsi che i due compari volessero non ritirare i contanti, ma depositare i titoli come «collaterale» per qualche operazione. Ma secondo la stessa Guardia di Finanza (colonnello Mecarelli) titoli chiamati Kennedy bonds» non esistono. Esistono forse dei «Federal Reserve bonds»? Nemmeno. La FED, per legge, non può emettere propri titoli di debito, a questo provvedendo (con abbondanza) il dipartimento del Tesoro USA. Ne’ il Tesoro americano può emettere titoli al portatore di questa taglia dal 1982.

Bisognerebbe dunque ricorrere ad una ipotesi estrema: che il Tesoro USA avesse emesso titoli di nascosto, per finanziare deficit occulti da non riportare nei libri contabili. Magari a favore dei noti Stati creditori, Cina e Giappone. Ma la cifra sequestrata ammonta a un quinto di tutti i titoli di debito USA che il Giappone detiene legalmente. Tokyo rischierebbe di perdere una cifra simile affidandosi a due contrabbandieri filippini che si fanno beccare alla frontiera? Se l’ipotesi fosse verificata, sarebbe uno scandalo enorme, per i banchieri centrali e i ministri sia americani che giapponesi, con conseguenze politiche disastrose. Magari è una ragione di più per tenere la cosa segreta. Ma il dubbio è lecito.

Sarebbe utile chiedere lumi alla regina Salvaciòn Legaspi. E chi è?, domanderete voi. E’ una signora filippina che ha fondato una setta religiosa locale. Sostiene di essere la reincarnazione di Gesù e di essere in possesso, per averli trovati in una caverna usata nella seconda guerra mondiale da qualche parte dell’arcipelago, di un favoloso tesoro di oro, argenti, e titoli USA . Come l’oro di Dongo in Italia, molte leggende circolano nelle Filippine su tali tesori di guerra (si veda alla voce: oro di Yamashita). Si aggiunga che la signora, anzi la regina Legaspi, ha ambizioni politiche. E diffonde un video in cui mostra i suoi famosi «titoli». E in quel video, appaiono titoli cartacei che somigliano molto a quelli sequestrati dalle Fiamme Gialle."


dorf Inviato il: 22/6/2009, 01:20

BOND americani a chiasso, aggiornamento. strane analogie con la nascita della banca d'italia. Anche se buona parte della stampa italiana non ne parla, impegnata com'e' ad annusare morbosamente le malefatte del presidente del consiglio, sembra che sia giunta ad un punto di svolta la vicenda dei bond americani sequestrati a chiasso ai due giapponesi immediatamente soprannominati Gianni-san e Pinotto-san.

Ci informano le agenzie, ticinonline ed effedieffe degli ultimi sviluppi: i bond sarebbero falsi, almeno secondo Mckayla Braden, senior adviser per gli affari pubblici all’Ufficio del Debito Pubblico del Dipartimento del Tesoro Usa.

E i due giapponesi non sarebbero giapponesi ma filippini, di cui uno già noto alla giustizia per aver pasticciato con titoli falsi.

Secondo gli esperti del Tesoro americano, i falsi sarebbero stati fatti con un comune software di fotoritocco. Questa dichiarazione discorda in pieno con le prime dichiarazioni delle fiamme gialle italiane. Ricorderete "se sono dei falsi, sono molto ben fatti".

Delle due l'una: o sono le fiamme gialle che non sanno distinguere un bond buono da uno fatto con photoshop, oppure sono gli esperti del Tesoro americano a dare giudizi affrettati (o a voler coprire le loro sporcaccionate)

Se è vera la prima, andiamo tutti a Chiasso a vendere bond finti ai finanzieri italiani...!
(I famosi Capretta Bond da 10.000 euro al pezzo)

Se è vera la seconda, sarà necessario attendere ulteriori verifiche.
Sembra comunque che gli americani siano davvero convinti.
Staremo a vedere, ma la vicenda resta oscura.

Pietro Cambi di Crisis ipotizza la truffa dei titoli di stato doppi:


In questo vuoto di notizie istituzionali fioccano le tesi complottarde più grosse e c'è anche chi ricorda come quella di contraffare titoli di stato è una usanza che è storicamente stata rispettata dalle banche CENTRALI di molti paesi, durante la seconda guerra mondiale.

In pratica le banche centrali emettevano titoli DUE VOLTE con le stesse serie, appioppandoli ad ignari investitori, senza alcuna copertura finanziaria.

Tutto andava bene, ovviamente, finchè ambedue gli investitori si fossero presentati all'incasso. D'altronde con il paese in guerra e le finanze in una situazione drammatica non si poteva certo andare troppo per il sottile, giusto?

Del tutto casualmente i fondi ancora non impegnati del famoso progetto di salvataggio delle banche USa sono proprio 134.5 miliardi.

Sempre del tutto casualmente il totale dei fondi in bond americani detenuti da cittadini o enti russi è sempre intorno a questa cifra.



Niente di nuovo, in effetti.

Perchè...

....perchè una simpatica cosetta che pochi sanno è che l'Italia ha una antica storia di truffe di stato in materia di politica economica con l'emissione di doppioni. Poco più di 100 ani fa, ci fu infatti un enorme scandalo per un tentativo di truffa messo in atto da una banca autorizzata a battere moneta architettata ai danni di cittadini e imprese.

La banca si chiamava Banca Romana. Lo scandalo fu enorme.
Abusi di potere, una bolla speculativa edilizia, un'idea abbastanza folle da poter funzionare almeno per un po'. Leggetevi questo estratto da Terzaclasse.it a riguardo


Il primo scandalo politico-finanziario che coinvolse le principali Istituzioni del Regno d’Italia (Parlamento e istituti bancari) investì la società italiana sul finire dell’800 coinvolgendo eminenti politici, banchieri e il mondo economico legato al settore del credito edilizio.

Le premesse di questa grave crisi finanziaria affondano le radici nella tumultuosa fase di urbanizzazione che ebbe luogo a Firenze, e soprattutto Roma, dopo il trasferimento da Torino della capitale del nuovo Stato.

Le due città furono investite da una travolgente febbre edilizia che alterò in maniera significativa il panorama urbano e incrementare le truffe finanziarie senza che vi fosse un adeguato controllo da parte delle Istituzioni e delle banche che si trovarono coinvolte esse stesse in operazioni assai poco trasparenti.

Lo scandalo della Banca Romana si alimentò in questo contesto fino ad arrivare ad un punto di rottura nel momento in cui una crisi del settore delle costruzioni trovò l’Istituto capitolino, e altri istituti di minor rilievo, esposti finanziariamente sul fronte dei mutui edilizi che non riuscirono più ad onorare per mancanza di liquidità.

Si venne a sapere, così, che la Banca, che faceva parte del quel ristretto numero di istituti che godevano del privilegio di emettere carta moneta per conto dello Stato (gli istituti di emissione erano sei: la Banca Nazionale nel Regno d’Italia, la Banca Nazionale Toscana, la Banca Toscana di Credito per le Industrie e il Commercio, il Banco di Napoli, la Banca di Sicilia e, infine, la Banca Romana), aveva commesso gravi irregolarità contabili tanto che il suo governatore Bernardo Tanlongo fu accusato di aver fatto stampare un gran numero di banconote contraffatte (con numeri di serie doppi) per un controvalore di molto eccedente il limite fissato dallo Stato.

Si comprese, inoltre, che il livello di irregolarità era molto diffuso in quanto gli istituti di credito più esposti godevano di appoggi e protezioni politiche grazie alla accondiscendenza di molti deputati che avevano usufruito di parecchi “prestiti” agevolati e mai rimborsati.

Alla fine del 1889 l’affaire raggiunse una tale risonanza che non poté essere più sottaciuto.

[...]

L’indagine parlamentare riuscì a dimostrare che molti istituti di credito avevano una gestione finanziaria poco accorta a cui si accompagnava un diffuso malcostume politico che vedeva molti parlamentari debitori di ingenti somme nei confronti delle banche.

La commissione Alvisi, tuttavia, non riuscì mai a pubblicare i suoi risultati proprio per l’ostruzionismo operato da vasti settori parlamentari coinvolti nello scandalo. La questione fu ripresa nel 1892 dal senatore Napoleone Colajanni che, venuto in possesso del testo dell’Alvisi, lo rese finalmente pubblico.

Giolitti, che nel frattempo era diventato il nuovo Presidente del consiglio, cercò di insabbiare nuovamente lo scandalo (con il convinto appoggio del suo predecessore Francesco Crispi) ma, alla fine, anch’egli fu costretto a cedere e a nominare una nuova commissione d’inchiesta (la commissione Finali) a cui fece seguito, nel marzo del 1893, una terza commissione d’inchiesta (presieduta dall’onorevole Mordini) che fece finalmente luce sulle gravi irregolarità commesse dalle banche.

Il 10 agosto 1893 venne approvata la legge 449. Con questo Testo il Parlamento mise ordine nelle nel settore bancario mettendo, tra l’altro, in liquidazione la Banca Romana e sancì la nascita della Banca d’Italia.


Ebbene si. Piuttosto attuale, non è vero?
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Re: [Dossier n.02] Sequestrati in dogana a Chiasso 96 miliardi..

Messaggioda sandropascucci » 9 set 2009, 12:22

sandropascucci_2 Inviato il: 22/6/2009, 08:58

secondo me quest odei bond è un osso da non mollare..


ciottabenni Inviato il: 22/6/2009, 11:52

http://72.14.221.132/translate_c?hl=it& ... WrDe-WTCWg

Scusate, ma io sto all'inglese come la moneta sta al popolo!
Non li hanno distrutti e non hanno trattenuto i due che si sono dichiarati dipendenti del Ministero Delle Finanze MADE IN JAPAN come scrissero i deep purple,quindi in teoria sono Veri perche' ,viceversa, avrebbero dovuto distruggerli.
E lo Stato emittente dovrebbe Pagare una multa pari a una citta' come L' Aquila riscostruita su 4 piani .E Silvio il presidente muratore(libero o liberta' come lui preferisce) Vola dal primo Presidente HIP-HOP degli Stati-Uniti!?!

La cosa piu' assurda comunque è che il tesoro USA dichiari che in pagamento esistano titoli per un valore complessivo di 105 mln $ e che quelle cifre sono fuori da ogni logico scenario universale, ma le fonti doganali sostengono di avere posto in sequestro titoli per 800mln $ solo negli ultimi 2 anni.
L' America non è piu' solvibile ed il Dollaro non è piu' garanzia di stabilita' e tutti i paesi che posseggono titoli cercano di disfarsene prima dell' inponderabile.


biopresto Inviato il: 22/6/2009, 12:18

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http://www.youtube.com/watch?v=eMU7zeZcFUg


sandropascucci_2 Inviato il: 22/6/2009, 12:34

beh.. non puntiamo su Turner per sapere la verità..
vedi il caso AMERO..


ciottabenni Inviato il: 22/6/2009, 12:46

L' ho usata come fonte di screensaver :)
Nel senso che mi sono sembrate interessanti le varianti sulle varie ipotesi (qualora fossero veri o falsi per intenderci).


enricogrosso Inviato il: 22/6/2009, 18:49

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dorf Inviato il: 2/7/2009, 02:10

Bond americani. aggiornamento. leggete questo: mercoledì 1 luglio 2009
Bond americani Chiasso aggiornamento

I media tradizionali oggi fanno la consueta conta delle vittime dell’esplosione e si soffermano minuziosamente sulle grida dei passanti investiti dalle fiamme dell’esplosione del vagone di GPL.

Molto accurati i dettagli sui corpi carbonizzati e fumanti, peccato che sia di utilità scarsa o nulla.

Davanti a tutto questo ben di dio in salsa pulp, è naturale che sia dato poco spazio all’aggiornamento sul tema Bond americani a Chiasso. Asia News, il sito che per primo ha dato la notizia dei Bond americani a Chiasso trovati nelle valigie di due giapponesi (prontamente soprannominati Gianni-san e Pinotto-san) evita l’argomento GPL e ci aggiorna sulla situazione.

Circa un mese dopo la notizia del fermo di due giapponesi con in mano bond americani a chiasso per un importo pari all’1% del PIL USA, facciamo il punto.

Le informazioni sono ancora piuttosto discordanti.

Effedieffe, solitamente bene informata, ha messo qualche tempo fa la parola fine sulla vicenda insieme ad altri siti e blogger sostenendo che i bond sono in realtà dei falsi. Ne abbiamo parlato qui.

Questa è anche la posizione delle autorità americane dopo aver visto le foto online, che però non avrebbero ancora esaminato di persona il corpo del reato.

Il che è strano, visto che è in gioco quasi l’1% del PIL degli USA.

Sempre secondo Effedieffe, i due giapponesi in realtà sarebbero due noti truffatori filippini (solo per abbonati). Ad onor del vero, Effedieffe è stato l’unico sito a pubblicarne le foto.

Sembrano molto poco giapponesi e piuttosto filippini in effetti.






Asia News, solitamente altrettanto ben informata, propende invece per la pista preferita di Hal Turner: i titoli sarebbero invece autentici e qualcuno starebbe cercando di disfarsene prima che sia troppo tardi.

Si tratterebbe dunque di titoli autentici, e gli spalloni non sarebbero due filippini ma da due dipendenti del Ministero del tesoro giapponese. Uno di questi sarebbe Tuneo Yamauchi, cognato di Toshiro Muto, fino a poco fa vice governatore della Banca del Giappone (nientemeno).

Lo scenario sarebbe l’imminente default degli USA: il governo nipponico avrebbe perso la fiducia nella capacità statunitense di ripagare il debito pubblico. Le autorità finanziarie giapponesi avrebbero perciò cercato, prima di un’imminente catastrofe finanziaria, di vendere una quota dei titoli in proprio possesso attraverso canali paralleli, grazie all’anonimità che, a dire di Turner, sarebbe garantita dalle leggi svizzere.

A seguito del default degli USA e della conseguente fine del dollaro, i due avrebbero così tentato di rifilare i bond alla Banca dei regolamenti internazionali di Basilea, BRI, la “banca centrale delle banche centrali”, in vista dell’emissione di titoli in una nuova valuta sovranazionale.

Gioca a favore di questa tesi l’ingente documentazione bancaria trasportata insieme ai bond. Falsa anche quella? Se fosse autentica, la pista Turner prenderebbe corpo. Tanto più che Turner, prima dell’arresto, stava per rendere noti anche i numeri di serie dei titoli incriminati.

Gioca a sfavore l'incertezza sull'identità di Gianni-San e Pinotto-San.

Ancora Asia News:

Un ulteriore elemento a favore dell’autenticità dei titoli è dato da quelli che la GdF nel comunicato del 4 giugno aveva definito “ Bond Kennedy “ e di cui aveva fornito delle foto. Da esse è evidente che non si tratti di obbligazioni – cioè Bond - ma di Biglietti di Stato, Treasury Notes, perché si tratta di titoli immediatamente spendibili per un controvalore in merci o servizi e perché sono privi di cedola per gli interessi. Sul verso è riprodotta l’immagine del presidente americano e sul retro una navicella spaziale. Da fonti confidenziali, solitamente ben informate, AsiaNews aveva avuto notizia che tale tipo di cartamoneta era stata emessa meno di dieci anni fa (nel 1998), anche se non si poteva sapere se quelli sequestrati a Chiasso erano biglietti autentici.


E ancora

Hal Turner è colui che tempo fa per primo aveva dato notizia di un piano segreto per sostituire il dollaro, dopo una grave crisi finanziaria, con una moneta comune nordamericana, l’Amero.

In una drammatica telefonata dall’interno del penitenziario in cui è rinchiuso in attesa del processo, diffusa via internet, Hal Turner afferma chiaramente che il suo arresto è di natura politica ed è in relazione ai titoli sequestrati a Chiasso, perché le autorità sarebbero terrorizzate dalle sue rivelazioni sull’autenticità dei titoli.

Le accuse rivoltegli niente hanno a che vedere, è ovvio, con la vicenda e così, ad un quadro già molto intricato, si aggiunge perciò ulteriore complessità. Turner afferma di non essere stato lui personalmente ad aver formulato le minacce per le quali è stato incarcerato. Sebbene fosse evidentemente sua responsabilità vigilare, è anche vero che i blog di tutto il mondo e degli USA stessi sono pieni di minacce e provocazioni. La coincidenza temporale, l’insolita solerzia ed i particolari del suo arresto procurano quindi non pochi sospetti sulle reali motivazioni della polizia federale americana. Anzi, proprio questo arresto induce a pensare che i titoli confiscati dalla GdF siano davvero autentici.



Veri o falsi? Giapponesi o filippini?

Sasso, carta o forbici?

La parola agli affezionati lettori :-)

Saluti felici

Felice Capretta


sandropascucci_2 Inviato il: 2/7/2009, 09:37

non scordiamo che l'Amero è una bufala..


enricogrosso Inviato il: 3/7/2009, 18:34

"Ve li ricordati i due giapponesi beccati alla frontiera di Chiasso con un controvalore di 134,5 miliardi di dollari in titoli nel doppiofondo della valigia?

Bene. Tutto da rifare. Come in un giallo che si rispetti il mistero si ingarbuglia.

Anzitutto i due individui beccati alla frontiera sono tornati giapponesi. Quelli che sembravano essere Yohannes Riyadi e Joseph Daraman, noti truffatori filippini, sono in realtà due sudditi del Sol Levante: uno apparterrebbe alla prefettura di Kanagawa, nel Giappone centrale, ed uno alla prefettura di Fukuoka, nel Giappone occidentale.

Ma c’è di più. A quanto pare non si tratterebbe di due sudditi qualsiasi: uno si chiamerebbe infatti, Tuneo Yamauchi e pare sia addirittura il cognato dell’ex vice-governatore della Banca del Giappone.

Il nome del secondo è sconosciuto e il fatto è perlomeno strano, anzi inquietante. Dietro l’anonimato potrebbe celarsi qualche personaggio persino più altolocato o da tenere «coperto». Perché?

Si aggiunga che ancora non è dato sapere se quei titoli erano falsi o meno. E’ vero che Stephen Meyerhardt, il portavoce del U.S. Bureau of the Public Debt di Washington ha dichiarato che «They’re clearly fakes».

Ma la cosa non convince. Come ha fatto Meyerhardt a stabilire che i titoli sono falsi, senza che nessuno da Washimgton si sia scomodato per venirli a vedere? Meyerhardt l’avrebbe desunto guardando una foto su internet. Peccato che la Guardia di Finanza avesse dichiarato all’atto del sequestro che, se si trattava di contraffazione, i falsi erano praticamente indistinguibili dai titoli autentici.

Il colonnello Mecarelli della Guardia di Finanza ha affermato che attende «i colleghi americani che devono fare la perizia sui bond per stabilirne l’autenticità o la falsità». Ma pare che dopo due settimane non sia arrivato in Italia nessuno del gruppo di esperti americani di contraffazione di titoli a verificarne l’autenticità. Come mai?

Inoltre se i titoli fossero stati falsi, anche per un valore di molto inferiore, la Guardia di Finanza sarebbe stata tenuta ad arrestare i due giapponesi. In caso contrario, l’ufficiale della Guardia di Finanza poteva lui stesso essere incriminato. Invece i due sono stati rilasciati, cosa che appare impossibile senza che la Guardia di Finanza abbia raggiunto la convinzione che i titoli siano autentici. Solo se sono autentici, l’arresto sarebbe stato illegittimo, perché la mancata dichiarazione valutaria non è un reato penale, ma comporta il pagamento di una penale: una «semplice» ammenda amministrativa, il 40% del valore eccedente i € 10.000 di franchigia: solo che qui la base di calcolo è costituita da duecentoquarantanove bond della Federal Reserve statunitense, del valore nominale di 500 mln di dollari ciascuno, più 10 bond Kennedy da 1 mld di dollari ciascuno!

Si è diffusa la notizia - non ancora verificata ufficialmente - che i dieci Kennedy bond da un miliardo di dollari l’uno avrebbero una data di emissione poco probabile, il 1934, e che potrebbero non essere autentici. Peccato che di questo «errore» marchiano, che avrebbe avvalorato da subito l’ipotesi di un falso grossolano, non si trova traccia nel comunicato stampa diffuso dalla Guardia di Finanza. Vero è che, invece, i Kennedy Bond da un miliardo di dollari ciascuno, di cui si parla nel comunicato della Guardia di Finanza del 4 giugno, sono titoli reali effettivamente emessi dal Tesoro USA meno di dieci anni fa.

In ogni caso se si escludono i dieci Kennedy bond da un miliardo di dollari l’uno, che potrebbero non essere autentici, calcolando la penale del 40% sui rimanenti duecentoquarantanove bond in tagli da 500 milioni di dollari l’uno, si arriva alla somma 49,6 miliardi di dollari, pari a circa 38 miliardi di euro che lo Stato italiano potrebbe incassare visto che l’infrazione è stata commessa sul territorio italiano.

Perché il Governo italiano non fa quello che dovrebbe, cioè esigere il pagamento di una somma che da sola vale una Finanziaria? Forse perché i titoli sono falsi? Ma se sono falsi chi ha ordinato il rilascio dei due «trafficanti di valuta»? Il rilascio dei due responsabili, senza emissione del verbale d’ammenda, è avvenuto per un preciso e segreto ordine del governo italiano, determinato da pressioni del Governo americano o giapponese? Cosa c’è sotto?

E’ stato evidenziato che la FED ha tutto l’interesse a sostenere la Banca del Giappone, perché questa rientri in possesso dei titoli senza pagare l’ammenda prevista dalla legge italiana, dato che il mercato del Giappone è strategico per il collocamento dei titoli di Stato americani e i nipponici sono tra i maggiori possibili acquirenti dei bond made in USA, nonostante le attuali difficoltà di collocazione da parte del Tesoro americano. Ma noi che interesse abbiamo far finta di nulla?

Perché dopo il comunicato ufficiale del 4 giugno, né dalla Guardia di Finanza né da alcun organo governativo è state rilasciato alcun commento? Vorremmo sapere: il verbale d’ammenda è stato emesso o no? In caso di risposta affermativa ciò significherebbe che i titoli sono autentici e ce ne rallegreremmo per le nostre finanze. In caso contrario perché quei due signori non sono nelle patrie galere e sono stati rilasciati? E’ forse sufficiente essere il cognato dell’ex vice-governatore della Banca del Giappone per godere di immunità internazionale?

Al mattatore del G8 e del Bagaglino, che si vanta di avere il governo più forte, più solido e più operativo di tutto l’Occidente, di avere tenuto sotto controllo i conti pubblici senza avere mai messo le mani nelle tasche degli italiani, ma che è stato costretto ad ammettere che nel 2009, «se non cambia nulla, il rapporto deficit-PIL sarà al 5% e in seguito alla crisi per l’Italia a fine anno ci sarà una riduzione di 37 miliardi di euro per l’erario», suggeriamo da questa modesta tribuna di azzerare questo «contrattempo congiunturale», mettendo le mani nelle tasche del cognato dell’ex-vice-governatore della Banca del Giappone e recuperare i 38 miliardi di euro che pare ci spettino come penale su quello strano traffico di valuta. Se invece i titoli che aveva in valigia sono falsi, quel signore lo vogliamo in galera.

Ai moralizzatori di Repubblica, poi, chiediamo - invece di infilare le mani nelle pudenda del premier, solleticando le italiche pruderie con domande da «penitenzieria puritana», destinate a distogliere lo sguardo dai problemi reali - di porre al capo del governo questa sola domanda, a nove colonne, senza bisogno di accompagnarla con gli autoreggenti e le scosciature di una D’Addario qualsiasi, per aumentare le tirature: che cosa sono quei titoli sequestrati a Chiasso e perché i due giapponesi che li trafficavano di nascosto sarebbero stati rilasciati?

Fuori la verità, senza menare il can per l’aia, senza parlare di complotti comunisti, di giornali asserviti alla sinistra e di altre amenità che ben conosciamo. Questa volta non funziona: noi siamo asserviti solo alla verità e la vogliamo tutta, subito e senza reticenze, specie perché dietro quella verità, che potrebbe valere 38 miliardi di euro, oltre a una Finanziaria che toccherà altrimenti pagare a noi, si potrebbero in realtà nascondere segreti inconfessabili, ben più di quelli nascosti nelle alcove di Palazzo Grazioli o Villa Certosa!

Questo dovrebbero domandare i giornalisti di Repubblica o del Corriere, se fossero - come dicono - giornali liberi. Invece di questa cosa tacciono, perché qui c’è di mezzo il potere vero, perché questo - siano quei titoli falsi o meno - è uno scandalo vero, dove in gioco c’è davvero la sovranità di uno Stato e il suo prestigio internazionale, dove il sistema finanziario mostra ancora una volta tutta la sua impresentabilità e nasconde forse il rapporto tra poteri legittimi, occulti e magari malavitosi.

L’agenzia Asianews del PIME (Pontificio Istituto Missioni Estere) è una delle poche ad avere approfondito la questione e ad avere riferito che «insieme ai titoli, è stata sequestrata una corposa documentazione bancaria in originale e molto recente che ne attestava l’autenticità» .

Acutamente l’agenzia sottolinea che «se quanto ha affermato Meyerhardt corrisponde al vero, anche alcune importanti istituzioni bancarie sono state tratte in inganno dai titoli trasportati dai due asiatici. Le implicazioni di quanto affermato da Meyerhardt sono esplosive: ci chiediamo quanta parte degli attivi bancari sian costituiti da titoli come quelli che lui ha definito come ‘chiaramente falsi’. Se ci sono in circolazione altri titoli così ben contraffatti, è evidentemente a rischio il sistema monetario, non solo americano, ma internazionale. Nei fatti c’è il rischio di una paralisi degli scambi commerciali internazionali. Che si tratti di contraffazione o di traffico illecito di valuta, la notizia è potenzialmente più devastante per gli equilibri internazionali persino dell’esito delle elezioni in Iran. Se i titoli sono autentici se ne deve dedurre che un qualche grande detentore di liquidità internazionale non abbia più fiducia nel dollaro quale moneta di riserva e che il sistema di Bretton Woods è giunto ad un capolinea, con conseguenze abbastanza simili per il commercio internazionale dei beni».

Proprio ieri si è diffusa la notizia che i titoli in realtà sarebbero veri e che Hal Turner, il controverso blogger americano che nell’aprile scorso aveva «predetto» i risultati dello stress test sul sistema bancario americano, anticipando il crollo dei listini mondiali e che per primo aveva diffuso la notizia che i due giapponesi arrestati erano due dipendenti del ministero del Tesoro giapponese, è stato arrestato. L’arresto, contrariamente a quanto afferma l’interessato, non sarebbe legato alla vicenda; ma un’ipotesi legata al misterioso traffico di valuta e riferita da Asianews - che è un’agenzia molto seria - è che il governo nipponico potrebbe aver perso la fiducia nella capacità statunitense di ripagare il debito pubblico e che per questo le autorità finanziarie giapponesi avrebbero cercato, prima di un’imminente catastrofe finanziaria, di trasferire con un’operazione riservata i titoli alla Banca dei Regolamenti Internazionali di Basilea, BRI, la Banca Centrale delle Banche Centrali, in vista dell’emissione di titoli in una nuova valuta sopranazionale, che dovrebbe sostituire il dollaro .

Insomma un nuovo crack - come più volte paventato dal direttore (Maurizio Blondet)- sarebbe alle porte e il rischio di evitare ulteriore panico potrebbe spiegare il silenzio sui titoli sequestrati a Chiasso della grande stampa italiana e internazionale (di cui una certa finanza «anglofila» è proprietaria), oltrechè di «papi». E chiarirebbe le ragioni dell’omertoso silenzio anche dell’opposizione.

Insomma come i ladri di Pisa… Attendiamo risposte."

Domenico Savino
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Re: [Dossier n.02] Sequestrati in dogana a Chiasso 96 miliardi..

Messaggioda sandropascucci » 9 set 2009, 12:24

dorf Inviato il: 15/7/2009, 02:02

sempre ariguardo dei 2 giapponesi o filippini a chiasso. con le valigette piene di carta igienica. mercoledì 8 luglio 2009
Bond americani Chiasso aggiornamento e altre notizie

Milanese, 72 anni, proprietario unico della Interprogetti di Milano, presidente del Consorzio internazionale trasporti di Roma, grande esperienza nelle spedizioni internazionali e in questioni doganali.

Stiamo parlando di Alessandro Santi, un anziano signore che vive a Carimate, nel cuore della ricca Brianza.

Suo è il primo nome italiano che spunta nella vicenda dei bond americani sequestrati a chiasso. E spunta alla grande: secondo un articolo apparso su ilgiornale.it e rilanciato da articolo21, Santi sarebbe, secondo ilgiornale.it, l’uomo di riferimento dei due giapponesi che il mese scorso hanno tentato di contrabbandare i bond americani a Chiasso. Precisamente il 2 Giugno, festa della Repubblica (uhm).

Giapponesi? Avevamo già sollevato dubbi sulla reale identità dei due in questo articolo: c'e' chi li chiama giapponesi, chi filippini.

Ora c'e' chi li chiama nordcoreani. E' proprio ilgiornale.it che, chiamando in causa i media giapponesi, ipotizza che i due possano essere agenti segreti nordcoreani che, in missione per il loro paese bloccato dall’embargo americano, starebbero cercando di piazzare i bond americani che la loro madre patria non puo’ o non riesce a vendere.

Ipotesi alquanto campata per aria, visto che, secondo il CIA Factbook, i bond incriminati pesano tre volte il PIL nordcoreano stesso.

Roba da comprarsi l’intero paese tre volte e avere gli spiccioli per comprarsi le isole Figi e pure la Polinesia.

Giusto per andarci in vacanza un paio di volte l’anno.

fatto sta che

i signori Akihiko Yamaguchi e Mitusoyoshi Wanatabe sono spariti nel nulla [...] al punto che il loro avvocato, Massimo Schipilliti, ha deciso di rinunciare al mandato



Altri aggiornamenti, o meglio, tentativi di intorbidimento delle acque:

Uno dei tanti blog che si scatenano sulla vicenda arriva a dire che di mezzo c’è il tesoro che l’imperatore cinese affidò agli americani prima dell’invasione giapponese della Manciuria, ottenendone in cambio i bond misteriosamente riapparsi a Chiasso


Eh?

Infine La Provincia, giornale di Como:

la documentazione collegata ai bond ricondurrebbe il tutto alla “Dragon Family”: una fondazione cinese che si occupa di “investimenti” (sic).


Infine, per restare in oriente, le esportazioni di Taiwan sono diminuite del 30% in Giugno, ci informa Bloomberg: 31,4% in meno a maggio, in discesa per 10 mesi consecutivi, la striscia peggiore dal 2001. In particolare, le esportazioni sono state deboli verso Europa e USA, mentre le esportazioni verso l’Asia sono leggermente migliorate.

In Italia, le richieste di cassa integrazione a Giugno sarebbero leggermente migliorate. I maghi dei numeri ce la spacciano come una gran bella notizia. Miglioramento dell'8% mensile.

Peccato che più avanti nello stesso articolo si legge che, anno su anno, abbiamo avuto un peggioramento del 400% e più.

Saluti felici

Felice Capretta


sandropascucci_2 Inviato il: 15/7/2009, 08:58

grazie dorf..


robar Inviato il: 17/7/2009, 17:04

Da http://www.comedonchisciotte.org/site/m ... e&sid=6104

IL TESORO DI CHIASSO, LE SUPERBANCONOTE AMERICANE CHE LA FED NON HA EMESSO
Postato il Martedì, 14 luglio @ 14:45:00 CDT di davide

Nuovi sviluppi nel giallo dei 134,5 miliardi di dollari sequestrati a due giapponesi. Un intrigo che porta molto in alto

DI LUIGI GRIMALDI
liberazione.it

E' un intrigo internazionale. Il mistero dei 134,5 miliardi di dollari sequestrati a Chiasso lo scorso 3 giugno è sempre più allarmante e avrebbe origine nella crisi finanziaria giapponese del 1998.
Circolano banconote da un miliardo di dollari l'una ma non emesse dalla Fed. Una storia di finanza parallela con i servizi segreti Usa (e i nostri) in chiaroscuro. I due fermati a Chiasso hanno un nome: Mitsuyoshi Watanabe e Akihiko Yamaguchi, personaggi già abbondantemente "bruciati" in campo finanziario internazionale e coinvolti (nel 2004) nel caso di una emissione non autorizzata di bond giapponesi (i cosiddetti Japanese 57 Series Bond - titoli esclusivamente utilizzati in transazioni intergovernative) del valore di 500 miliardi di yen ognuno. Una operazione in cui si sospetta vi sia stato lo zampino della Cia. Inoltre Yamaguchi è stato indicato da fonti riservate come dirigente del ministero delle finanze giapponese e cognato di Toshiro Muto. Un nome che porta lontano e talmente in alto da far comprendere come mai, dopo un mese e mezzo, ancora non sia stato emesso un solo comunicato ufficiale.



Stati Uniti Giappone e Italia

Stati Uniti, Giappone e Italia appaiono in misura diversa imbarazzati protagonisti di uno scandalo di stato. Il giorno dopo il vertice del G8 dell'Aquila sarebbe arrivata conferma che una speciale commissione sarebbe in arrivo dagli States per stabilire finalmente se i titoli sequestrati, per un importo di dimensioni tali da collocarsi al quarto posto nella classifica dei maggiori creditori degli Usa, dopo la Russia e prima dell'Inghilterra, siano veri o falsi. In ogni caso si tratta del più ingente traffico valutario della storia. Ma dell'arrivo degli "esperti" americani si favoleggia inutilmente sin dal giorno successivo al sequestro di Como.

Anomali traffici di stato

Veri o falsi? Non ha molta importanza: è una cifra in grado di incidere sugli assetti valutari del dollaro. Una eventualità che ha messo in fibrillazione i servizi segreti e le banche centrali di tutto il mondo. La Banca d'Italia non ha voluto rilasciare commenti rinviando la palla al Ministero dell'Economia dove fonti anonime hanno confermato che nella vicenda il profilo valutario è il più preoccupante. In questa faccenda ci sono troppe cose che non funzionano. Tanto per cominciare, quelli sequestrati a Como sono titoli esclusi dalle normali negoziazioni trattandosi di importi e tagli utilizzati nelle transazioni e nei rapporti tra stati e governi e non è credibile che siano stati messi in circolazione per una tentata truffa. Fatto sta che il 3 giugno i finanzieri di Como vanno a colpo sicuro, secondo fonti del Il Giornale , imbeccati dalla Cia che ai primi di maggio avrebbero avvisato i nostri servizi del possibile arrivo in Italia di una valanga di titoli di Stato Usa che "il governo nordcoreano stava cercando di convertire in euro. I nostri servizi allertano così la Guardia di Finanza e i titoli, per un importo che la Corea del Nord non ha mai posseduto, arrivano puntualmente a Chiasso, trasportati da due orientali regolarmente attesi al varco.

I titoli e la pista Americana

Si tratta di 249 titoli. 10 Kennedy Notes da un miliardo di dollari l'uno e 239 titoli del Tesoro Americano da 500 milioni di dollari l'uno. Proprio dai Kennedy Notes arriva il bandolo per iniziare a sbrogliare questa intricatissima matassa. Non si tratta infatti di buoni del Tesoro ma di vera e propria carta moneta. Sissignori, si tratta di biglietti da un miliardo di dollari l'uno. Il fatto è però che l'emissione di tale Biglietto di Stato era, sino al sequestro di Como, se non proprio segreta, almeno non di dominio pubblico. Evidentemente è assai improbabile che un falsario riproduca, con assoluta perfezione (per la Guardia di Finanza si tratta di titoli indistinguibili dagli originali) un biglietto non in circolazione e di cui non è nota l'esistenza. Le super-banconote sarebbero state emesse nel 1998 e non sarebbero garantite dalla Federal Reserve che, in effetti, ha già dichiarato ufficialmente di non aver mai emesso titoli per il valore nominale di un miliardo di dollari.

La Fed non mente

I super-biglietti farebbero parte di una speciale emissione effettuata in base all'ordine esecutivo 11.110, firmato il 4 giugno 1963 dal presidente John Kennedy che aveva restituito al governo Usa il potere di emettere moneta, senza il coinvolgimento del Congresso, garantita attraverso le riserve federali di argento, e senza passare attraverso la Fed. Dopo l'assassinio del Presidente Kennedy l'ordine esecutivo 11.110 cadde in disuso e le banconote emesse dal governo furono ritirate dal mercato. Ma il fatto è che l'ordine esecutivo 11.110 non è mai stato formalmente abrogato. Si stima che nel 1998 il 99% delle banconote in circolazione erano "Banconote della Federal Riserve" mentre l'1% era costituito da "Banconote degli Stati Uniti". Bisogna sapere, per capirci qualcosa, che la stampa dei due tipi di banconote è quasi identica ad eccezione del fatto che una riporta la dicitura "Banconota della Federal Reserve" e l'altra "Banconota degli Stati Uniti". Inoltre, quelle della Federal Reserve hanno marchio e numero di serie verdi, quelle degli Stati Uniti marchio e numero di serie rossi. Basta guardare le foto diffuse dalla Guardia di finanza di Como per rendersi conto che le banconote da un miliardo di dollari sequestrate a Chiasso sono state messe dal Ministero del Tesoro Usa e non dalla Fed.

I consiglieri di Obama e la crisi del 1998

Al 1998 risale la grande crisi dello yen, con l'economia giapponese sull'orlo della bancarotta e il rischio di un tracollo dei mercati finanziari dello stesso tipo di quello che stiamo vivendo oggi.
Una eventualità allora scongiurata dall'intervento del governo americano deciso a sostenere il peso valutario dello yen in caduta libera. Nessuno si ricorda più di quella crisi ma all'epoca intervennero personalmente Rubin, ministro del Tesoro, e il suo vice: Larry Summers, oggi consigliere economico di Barak Obama e all'epoca inviato speciale di Washington nei Paesi nei guai, precipitatosi a Tokio il 18 giugno del 1998 per incontrare il ministro delle Finanze Hikaru Matsunaga e il suo vice, Eisuke Sakakibara, l'uomo conosciuto sui mercati come "Mister Yen".

Una trappola da romanzo

Ora il fatto davvero interessante è che i due giapponesi fermati a Chiasso, con la ciclopica cifra di 134,5 miliardi di dollari, sono personaggi abbondantemente "bruciati" essendo stati coinvolti in un precedente traffico miliardiario di titoli falsi in yen. In più le precauzioni assunte dai due per varcare la frontiera italo-svizzera sono da subito apparse agli investigatori assolutamente inadeguate al valore del traffico messo in atto. Una ingenuità incongruente con il curriculum dei due corrieri nipponici che invece hanno precedenti da professionisti dei traffici finanziari di altissimo livello. Yamaguchi in particolare sembra il personaggio più interessante e intorno al quale potrebbe cominciare a chiudersi il cerchio dei misteri sul "tesoro di Chiasso": se venisse confermato che si tratta di un ex alto funzionario del Ministero del Tesoro giapponese e se il suo nome porta effettivamente a Toshiro Muto i conti potrebbero cominciare a tornare. Toshiro Muto è stato infatti fino a poco tempo fa vice-governatore della Banca del Giappone ma anche, nel 1998, contestatissimo direttore del segretariato generale del ministero delle finanze di Hikaru Matsunaga e di Eisuke Sakakibara, i protagonisti, con Summers e Rubin, del "salvataggio dello yen" del 1998. Sakakibara fino a poco tempo fa è stato anche tra i più convinti sponsor della nomina di Muto a governatore della Banca centrale del Giappone. Insomma tutto fa pensare che i titoli del "tesoro di Chiasso" siano autentici e che rappresentino un acuto mal di pancia per l'entourage finanziario del governo Obama più che per quello Giapponese. Insomma, tira aria da colpi bassi.

Luigi Grimaldi
Fonte: http://www.liberazione.it/
14/07/2009

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Re: [DOSSIER n.02] Sequestrati in dogana a Chiasso 96 miliar

Messaggioda RADIKAL » 24 mar 2011, 0:15

http://notizie.radicali.it/articolo/201 ... o-e-malpen





DANIELE CARCEA
Il giallo dei maxi sequestri di bond statunitensi di Chiasso e Malpensa

23-03-2011
E’ stato il giallo finanziario dell’estate 2009, comparso velocemente su alcuni quotidiani nazionali, ma oggetto di articoli, forum, commenti, previsioni e foschi scenari su moltissimi blog e siti che si occupano di economia e finanza; stiamo parlando del sequestro di titoli di stato americani, effettuati prima alla dogana di Chiasso e poi all’aeroporto di Malpensa da parte della Guardia di Finanza italiana.

Nel primo caso alla dogana di Chiasso nel mese di giugno 2009, nel doppio fondo di una valigia fu trovato un enorme quantitativo di titoli Usa per complessivi 134,5 miliardi di dollari, pari a un controvalore in euro di oltre 96 miliardi di euro; 249 bond della «Federal Reserve» americana del valore nominale di 500 milioni ciascuno, e 10 «Bond Kennedy» del valore nominale di 1 miliardo di dollari ciascuno.

I valori erano posseduti da due cinquantenni giapponesi, Mitsuyoshi Watanabe e Akihiko Yamaguchi che, scesi da un treno proveniente dall'Italia, al momento del controllo doganale affermavano di non avere nulla da dichiarare. Il problema più grosso che si pose dall’inizio era capire se i titoli erano veri o falsi, per le implicazioni che queste due diverse eventualità avrebbero comportato: per la legge italiana, quando vengono sequestrati dei titoli falsi o della valuta contraffatta, i possessori devono essere arrestati e il materiale distrutto, nel caso contrario in cui ci si trovi di fronte a titoli autentici, la Guardia di finanza si trova di fronte alla mancata dichiarazione valutaria, che non è un reato penale ma comporta il pagamento di una penale: una «semplice» ammenda amministrativa, il 40 per cento del valore eccedente euro 10.000 di franchigia; in questo caso la sanzione sarebbe ammontata a 38 miliardi di euro, (l’entità grossomodo di due leggi finanziarie/ di stabilità).

Il secondo sequestro operato a Malpensa nel settembre del 2009, a pochi mesi dal sequestro di Chiasso, riguardava una spedizione effettuata tramite courier proveniente dalle Filippine e destinata in Italia, 207 Federal Reserv bond 1934 Series, del valore di 500.000.000 dollari ciascuno, per un valore complessivo di 103.500.000.000 dollari, autori due filippini residenti a Genova.

Questi sequestri hanno suscitato inquietanti interrogativi a chi si è occupato o solamente interessato alla questione, cifre così grosse non erano mai state sequestrate, al massimo qualche centinaia di milioni di dollari, per dichiarazione del Colonnello della Guardia di Finanza competente per territorio, intervistato poco dopo il primo maxi-sequestro. Gli strani movimenti hanno fatto temere per la tenuta del debito pubblico americano, anche perché per il sequestro di Chiasso si è parlato di stretti rapporti con la banca centrale giapponese, da parte dei giapponesi fermati con il malloppo.

I fatti hanno portato anche il Parlamento ad occuparsi del caso tanto che per primo il deputato Misiani del PD (su Chiasso) e subito dopo i 6 deputati radicali eletti nelle liste del PD primo firmatario Marco Beltrandi hanno presentato due interrogazioni al Ministro dell’Economia Tremonti (Chiasso + Malpensa), con le quali chiedevano conto degli esiti delle indagini, e del coinvolgimento dei servizi segreti americani e della SEC per la verifica dell’autenticità o meno dei Bond.

La risposta a lungo attesa è arrivata con risposta scritta da parte del sottosegretario dell’Economia e delle Finanze Giorgetti, il 30 luglio 2010.
La risposta è arrivata all’interrogazione dei radicali che chiedeva lumi sul sequestro di Malpensa, ma è stata una risposta cumulativa, che ha assorbito anche il sequestro di Chiasso, fra l’altro le due interrogazioni del gruppo radicale erano state sollecitate una decina di volte al Ministro, mentre quella del deputato del PD Misiani, mai.

Ebbene relativamente a Chiasso il sottosegretario Giorgetti ha scritto: "I titoli sequestrati ai due cittadini giapponesi sono risultati contraffatti e nel corso delle indagini delegate da parte dell'autorità giudiziaria di Como non è emerso alcun legame tra gli stessi e la Banca centrale di Tokio. Il pubblico ministero, al termine delle indagini preliminari, ha rinviato a giudizio gli indagati per concorso nei reati previsti dagli articoli 453, comma 3 (Falsificazione di monete, spendita e introduzione nello Stato, previo concerto, di monete falsificate), 455 (Spendita e introduzione nello Stato, senza concerto, di monete falsificate) e 458 (Parificazione delle carte di pubblico credito alle monete) del codice penale".

Mentre per quanto riguarda il sequestro di Malpensa, il sottosegretario ha specificato che già senza una perizia specifica si poteva desumere che ci si trovasse di fronte a titoli contraffatti, in quanto presentavano colori troppo vivi e stato di conservazione ottimo, per essere risalenti al 1934, il fatto è stato successivamente confermato dal perito dei servizi segreti americani.
I due filippini, fratello e sorella sono stati rinviati a giudizio per traffico illecito e uno dei due, il fratello è tuttora detenuto.

Chiaramente per nessuno dei due sequestri è stato possibile attivare la procedura sanzionatoria per mancata dichiarazione valutaria, in quanto tutti i titoli dei maxi-sequestri sono stati dichiarati falsi dall’autorità competenti.

Rimane comunque un alone di mistero su tutta la vicenda, dubbi e domande che comunque è obbligo farsi, come ad esempio, come è possibile che qualcuno possa pensare di contraffare buoni del tesoro americano per una cifra così astronomica e riuscire a piazzarli come veri? Quanti sono i traffici di questo tipo? Quanti titoli falsi circolano nel mondo? C’è qualche potente organizzazione dietro a questi movimenti di titoli contraffatti? Ma se i titoli di Chiasso fossero stati veri, avrebbero avuto le autorità americane il coraggio di dichiararli tali, con tutte le conseguenze al livello di sconvolgimento del mercato dei titoli di Stato del mercato mondiale, che questa notizia avrebbe comportato?

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Re: [DOSSIER n.02] Sequestrati in dogana a Chiasso 96 miliar

Messaggioda sandropascucci » 24 mar 2011, 11:29

grazie dell'intervento.
resta inteso che TUTTI i partiti, radicali compresi, sono dei servi di IGB.
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sandropascucci
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Re: [DOSSIER n.02] Sequestrati in dogana a Chiasso 96 miliar

Messaggioda sandropascucci » 18 feb 2012, 13:01

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La Storia incredibile dei falsi Bond americani in Svizzera
By admin Vota per VIP su Google


JAMES “BOND” CI FA UNA SEGA (UNA STORIA INCREDIBILE) – ARRESTATI 8 ITALIANI PER LA TRUFFA DEI FALSI BOND USA NASCOSTI IN SVIZZERA – ERANO MARCHIATI “1934”, E NEI BAULI CONTRAFFATTI C’ERANO COPIE DEL TRATTATO DI VERSAILLES! – I TRUFFATORI AVREBBERO GIUSTIFICATO I SEIMILA MILIARDI DI DOLLARI IN TITOLI DI STATO COME DENARO SCAMBIATO TRA LE POTENZE VINCITRICI DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE – CON I PROVENTI, ACQUISTO DI PLUTONIO!…

1 - FALSI BOND USA: SEI ARRESTI, ALTRE DUE PERSONE RICERCATE
(ANSA) – Delle otto persone raggiunte oggi dalle ordinanze emesse nell’ambito dell’inchiesta sui falsi bond Usa condotta dai pm di Potenza Francesco Basentini e Laura Triassi, tre sono in carcere, tre ai domiciliari, mentre altre due sono attualmente ricercate. Le tre persone in carcere sono Rocco Menzella, di 69 anni, ex sindaco di Montescaglioso (Matera), Sebastiano Nota (73) di Carmagnola (Torino) e Francesco Travaini (61) di Codogno (Lodi). I tre uomini ai domiciliari invece sono Simeone Ghiglia (71) di Mondovì (Cuneo), Claudio Mangogna (62) di Roma e Adriano Perin (52) di Torino. Gli inquirenti, in una conferenza stampa che si é tenuta nel Palazzo di giustizia di Potenza, non hanno reso noti i nomi delle due persone ricercate.

2 - FALSI BOND USA: ARRESTATI ANCHE I DUE RICERCATI
(ANSA) – Nell’ambito dell’inchiesta dei pm di Potenza sui falsi bond Usa, sono stati arrestati anche gli altri due uomini che stamani, risultavano irreperibili: lo si è appreso a Potenza da fonti investigative. I due uomini arrestati dai Carabinieri nel corso della giornata sono Bruno Casciani, di 68 anni, di Roma, e Salvatore Incandela (60) di Trapani.

3 - FALSI BOND USA: AUTORITA’ AMERICANE VOLEVANO COMPRARLI
(ANSA) – Dalla documentazione acquisita dai magistrati di Potenza che indagano sui falsi bond Usa, è emerso che uno degli arrestati, Francesco Travaini, di 61 anni, ritenuto personaggio di rilievo dell’inchiesta, aveva avviato trattative “con alcune non ben individuate autorità americane” – è scritto negli atti – per la vendita dei titoli fasulli. Gli States, infatti, avendo forse saputo ancor prima del sequestro dell’esistenza dei bond taroccati, avrebbero mostrato interesse a venirne in possesso per evitare che fossero messi in circolazione. Intermediario dell’operazione, non andata in porto, sarebbe stato un avvocato di Milano.

4 - FALSI BOND USA: NON EMERSO ALCUN COINVOLGIMENTO GOVERNI
(ANSA) – Nell’operazione “Vulcanica” – durante la quale sono stati sequestrati falsi Bond statunitensi per un valore di circa seimila miliardi di dollari – non sono coinvolti esponenti dei governi di alcun Paese, né amministratori pubblici, ma solo intermediari finanziari, broker e impiegati di banca. E’ quanto si è appreso, a Potenza, da fonti investigative. Probabilmente molti titoli falsi, dello stesso genere di quelli sequestrati, sono ancora custoditi in alcuni istituti di credito: i rappresentanti dell’ambasciata americana hanno certificato la falsità dei Bond, stupendosi della “perfezione” con cui sono stati realizzati alcuni certificati.

5 - FALSI BOND USA: PROCURATORE, OPERAZIONE TRA LE PIU’ GRANDI
(ANSA) – L’operazione che ha portato al sequestro di falsi Bond degli Stati Uniti per un valore complessivo di circa seimila miliardi di dollari “é la più grande di sempre per questo tipo di indagini”: gli investigatori sono “ancora al lavoro”, ma “é emersa una rete internazionale intorno a questi titoli, con persone coinvolte in molti Paesi” e “tentativi di ‘piazzarli’ sul mercato che sono proseguiti fino allo scorso gennaio”.

Lo ha detto stamani, a Potenza, il Procuratore della Repubblica, Giovanni Colangelo, il quale ha anche ipotizzato che ci siano “ancora dei Bond” nascosti in qualche istituto di credito internazionale, e “ancora molti soggetti coinvolti”. Il Procuratore ha anche spiegato che “le operazioni per la contraffazione dei titoli, per lo spostamento delle casse da Hong Kong alla Svizzera, per i viaggi e per i soggiorni in tutto il mondo, hanno un costo ingentissimo, e per questo motivo ipotizziamo che gli interessi su queste operazioni siano ad alto livello”. E’ stata quindi “un’operazione internazionale – ha aggiunto Colangelo – notevolmente complessa, sia per la rete mondiale che per gli elementi che abbiamo raccolto”: alle indagini è stato dato il nome “Vulcanica” poiché tutto è partito dalle attività degli investigatori sui clan mafiosi nel Vulture-Melfese, e quindi dal “Vulture”, il vulcano spento dell’area.

6 - FALSI BOND USA: ANCHE PLUTONIO POSSIBILE OBIETTIVO PROVENTI
(ANSA) – La “rete” internazionale che ha organizzato la truffa dei bond statunitensi potrebbe essere interessata all’acquisto di plutonio: lo si è appreso a Potenza da fonti investigative. Non sarebbe quindi solo finanziario l’interesse delle persone coinvolte nell’operazione “Vulcanica”: da alcune intercettazioni sarebbe emerso un interesse per l’acquisto Plutonio da alcuni nigeriani, ma secondo gli investigatori “l’acquisto non si sarebbe concretizzato”.

7 - FALSI BOND USA: IN OGNI CASSA COPIA TRATTATO DI VERSAILLES
(ANSA) – In ognuna delle tre casse che custodivano i bond statunitensi, accuratamente catalogati per numero di serie, gli investigatori hanno anche trovato – in un cilindro di piombo – una copia del trattato di Versailles, uno dei documenti firmati al termine della Prima Guerra Mondiale: i truffatori, infatti, avrebbero giustificato i seimila miliardi di dollari in titoli di Stato come parte degli enormi scambi di denaro tra le potenze vincitrici per le spese di guerra. E’ quanto hanno spiegato gli investigatori stamani, a Potenza, nel corso della conferenza stampa organizzata per illustrare i dettagli dell’operazione “Vulcanica”.

Nelle casse erano custoditi anche circa tremila fogli bianchi, da utilizzare eventualmente, secondo quanto hanno ipotizzato gli inquirenti, per falsificare altri titoli di Stato. Secondo i tecnici della Procura e dell’Ambasciata degli Stati Uniti, infatti, una parte dei bond è stata falsificata con un’attenzione elevatissima per i dettagli (dai colori alla stampa), richiedendo quindi analisi specifiche per dimostrarne la contraffazione; per un migliaio di documenti, invece, si nota “immediatamente il falso grossolano”.

Gli stessi contenitori sono stati assemblati con “un’accurata e realistica manifattura”: sono in legno, dipinte di nero, con la scritta in bronzo “Chicago” e “Federal reserve system” sul lato superiore. All’interno i titoli sono stati catalogati in gruppi di 250, con la data di emissione del 1934, e trattati chimicamente con paraffina e altre sostanze per la conservazione. Non è stato possibile, fino a questo momento, definire quando questi bond sono stati realizzati, ma i documenti sono sottoposti ad analisi per stabilirne la datazione.

da: http://www.vip.it/la-storia-incredibile ... ment-41470

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domanda: perché sbattersi per creare un baule così perfetto?

secondo me sono veri, baule, documenti e titoli.
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Messaggioda sandropascucci » 21 apr 2012, 21:41

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Roma, sequestrati titoli Stato Usa per 1,5 miliardi di dollari
LaPresse – 13 ore fa

Roma, sequestrati titoli Stato Usa per 1,5 miliardi di dollari

Roma, 21 apr. (LaPresse) - Titoli di credito Stato americani per un valore nominale pari a 1,5 miliardi di dollari e certificati di deposito per circa mille tonnellate di oro, per un controvalore di oltre tre miliardi di euro, sono stati sequestrati da finanzieri del comando provinciale di Roma, poiché ritenuti di dubbia provenienza, nell'ambito di un'operazione, ribattezzata «Million dollar», che ha interessato le province di Roma e Viterbo.

Si tratta dell'epilogo di un'intensa attività di intelligence, durata alcuni mesi, su un giro di titoli del debito pubblico degli Stati Uniti d'America, emessi 'al portatore' dalla Federal Reserve negli anni Trenta, tuttora in circolazione presumibilmente per essere destinati alla garanzia di prestiti ovvero di opache transazioni finanziarie internazionali.Gli uomini delle fiamme gialle del I gruppo Roma, in collaborazione con i colleghi di Viterbo, hanno intercettato, nel capoluogo della Tuscia, un settantenne che deteneva nella sua autovettura una valigetta con i titoli ed i certificati di deposito, oltre a documentazione relativa ad operazioni finanziarie che è stata ritenuta interessante dai militari.

L'uomo, pluripregiudicato, già gravato da precedenti penali per rapina, estorsione, reati contro il patrimonio, traffico di stupefacenti e riciclaggio, è stato quindi denunciato all'autorità giudiziaria per introduzione nel territorio dello Stato di monete e titoli presumibilmente falsi. Sono tuttora in corso accertamenti, con l'ausilio di funzionari della Banca centrale americana e dell'ambasciata degli Stati Uniti a Roma, per verificare l'autenticità, la natura e la provenienza dei titoli, nonché la loro destinazione ed eventuali collegamenti dell'uomo con organizzazioni criminali.
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Re: [DOSSIER n.02] MILIARDI USA IN GIRO PER IL MONDO..

Messaggioda sandropascucci » 21 apr 2012, 21:45

sempre con questa storia della AUTENTICITA'..
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