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sandropascucci
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Messaggioda sandropascucci » 22 dic 2009, 16:35

Tirrenia privata ok Ue con riserva
martedì, 22 dicembre 2009 - 15:48 CET

(ANSA) - BRUXELLES, 22 DIC (Francoforte: 864407 - notizie) - Via libera condizionato della Commissione europea al riassetto del gruppo Tirrenia dopo mesi di trattative. Bruxelles ha inviato a Roma una lunga lettera nella quale le modalita' dell'operazione messe a punto dalle autorita' italiane sono definite 'accettabili' purche' vengano rispettate precise e numerose condizioni.
Nella stessa lettera, Matthias Ruete, direttore generale ai trasporti sollecita le autorita' italiane a realizzare l'operazione 'in tempi rapidi'.
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domenico.damico

Re: PRIVATIZZAZIONI..

Messaggioda domenico.damico » 5 gen 2010, 15:49

Interessante la storia di Pecorini, da 25 anni al vertice di Tirrenia.
E adesso la guiderà nelle mani di IGB...
La pensione extra è assicurata.

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Christian Tambasco

Re: PRIVATIZZAZIONI..

Messaggioda Christian Tambasco » 16 lug 2010, 11:27

fonte: thefrontpage La falsa privatizzazione di Tirrenia

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La falsa privatizzazione di Tirrenia
Giovanni Grande
30/06/2010 08:06

Sedici, otto, due, uno. Non è una serie numerica. Nessuna risposta multipla contemplata. Solo l’inesorabile progressione negativa dei pretendenti all’acquisizione di Tirrenia di Navigazione. Armatori, fondi pensionistici, cordate assortite.

Fughe a gambe levate di fronte all’Alitalia dei mari: 520 milioni di debiti diretti, flotta vetusta, 4 unità veloci, supermoderne e tecnologiche, mai utilizzate perché antieconomiche, scioperi dei dipendenti, contestazioni su presunti aiuti di Stato. E una gara, la privatizzazione che Bruxelles ha fissato entro il prossimo 30 settembre, dai contorni incerti. Disertata per prima proprio dai maggiori gruppi armatoriali privati, come Moby e Gnv, che della contestazione alla “concorrenza sleale” del gruppo pubblico avevano fatto il loro cavallo di battaglia.

Alla fine, sul tavolo dell’advisor Unicredit, dopo la rinuncia del fondo americano Civen, è giunta la sola offerta di Mediterranean Holding, cordata composta da Regione Sicilia (37%), Ttt Lines (30,5%), gruppo Lauro (18,5%), Isolemar (8%), Nicola Coccia e Ferruzzi (entrambi 3%): 10 milioni per Tirrenia, più la controllata regionale Siremar, debiti compresi. Saranno ora i vertici di Fintecna, che controlla il gruppo per conto del Tesoro, a ufficializzare il definitivo via libera all’operazione; fra perplessità e dubbi che suscitano interrogativi sull’intera gestione del dossier, a cominciare dalla volontà di accorpare nella stessa gara Tirrenia e Siremar, causa principale del dietrofront dei maggiori gruppi del settore, interessati alla sola gestione delle rotte nazionali.

Per mettere a fuoco la vicenda, però, un piccolo passo indietro. Alla fine del 2009, grazie ad un accordo con il ministero dei Trasporti, Campania, Toscana e Sardegna hanno acquisito a titolo gratuito le compagnie regionali (rispettivamente Caremar, Toremar, Saremar), passaggio considerato necessario per semplificare la procedura di gara. Unica eccezione, proprio la Sicilia che, denunciando lo stato di eccessivo indebitamento della controllata, aveva declinato l’offerta. Perché, dunque, comprare ora una società che veniva offerta gratis meno di un anno fa?

Resta, poi, il quesito principale: ha senso una privatizzazione che vedrebbe subentrare al controllo dello Stato quello di un ente pubblico, seppure in compartecipazione?

Raffaele Lombardo, rassicurando i sindacati sul mantenimento dei livelli occupazionali, parla di “un evento straordinario”. “Non si tratta, come molti hanno immaginato, di salvare un rottame – afferma – ma, al contrario, di dare nuovo impulso con una mission ad un soggetto che potrà contribuire allo sviluppo della Sicilia confermandole quel naturale ruolo che le appartiene di epicentro dei traffici marittimi sul Mediterraneo”.

In realtà, la posta in gioco, il senso di tutta l’operazione, è un’altro. Si tratta dei succosi contributi pubblici che saranno ancora garantiti dallo Stato in futuro: 70 milioni annui per otto anni a Tirrenia e 55 milioni per 12 alla Siremar. Un giro di cassa, un’altra privatizzazione all’italiana, che Matteoli giura essere al riparo dalla scure europea ma che, visti i sospetti già avanzati da Bruxelless, potrebbe dare adito a ricorsi da parte dei soggetti esclusi. Con la riapertura, c’è n’era davvero bisogno dopo Alitalia?, di un’altra stagione di isteria collettiva.


a parte un'altro
Allegati
20100716PrivatizzazioneTirrenia.pdf
fonte: rassegna MEF articolo corriere della sera
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Christian Tambasco

Re: PRIVATIZZAZIONI..

Messaggioda Christian Tambasco » 16 lug 2010, 14:25

fonte: ANSA Tirrenia: allarme magistrati C.conti

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Tirrenia: allarme magistrati C.conti
Dl salva gli amministratori
16 luglio, 13:58

(ANSA) - ROMA, 16 LUG - L'Associazione Magistrati della Corte dei Conti lancia un allarme sul decreto legge sul commissariamento di Tirrenia. Con il provvedimento''si giunge persino ad esentare preventivamente dalla responsabilita' amministrativa/contabile chi (amministratori, collegio sindacale, dirigenti e funzionari) potra' cagionare danno all'erario e ad imputare la responsabilita' stessa - direttamente ed esclusivamente - al bilancio delle societa' interessate''.

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Christian Tambasco

Re: PRIVATIZZAZIONI..

Messaggioda Christian Tambasco » 29 lug 2010, 13:14

fonte: sole24ore Tirrenia dallo stato al pubblico

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Tirrenia dallo stato al pubblico

20 luglio 2010

Non era questo il modo per voltare pagina nella storia di Tirrenia. Per prendere distanza dal pozzo senza fine di fondi statali sparsi al vento, di inefficienza, di commistioni tra politica e clientela, di grand commis pronti a occuparsi del proprio più che dell'interesse dei più. La privatizzazione di Tirrenia e Siremar da parte di Fintecna poteva essere l'occasione per fare spazio a un operatore privato che garantisse efficienza, prezzi equi, servizi adeguati. Che insomma mettesse al primo posto l'esigenza del cliente.

Ma i 520 milioni di debiti hanno scoraggiato il mercato. E l'ultima grande compagnia di navigazione pubblica... è finita in mano pubblica. Unico concorrente in gara era infatti rimasta Mediterranea Holding, che ha in pancia un azionista di maggioranza (con il 37%) che si chiama Regione Sicilia, sia pure con una parte di azioni di serie B che la terrebbero lontana dalla gestione operativa. Come dire la privatizzazione dal pubblico al pubblico in un monopoli in cui non si passa dal via. Che i vecchi errori non si ripetano è un auspicio e una speranza. Ma sia concesso il dubbio.

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Christian Tambasco

Re: PRIVATIZZAZIONI..

Messaggioda Christian Tambasco » 6 ago 2010, 13:31

fonte: Sole24Ore Pasticcio in salsa Tirrenia

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Pasticcio in salsa Tirrenia

06 agosto 2010

Dopo un iter di privatizzazione durato otto mesi (contando solo dall'uscita del bando), alla vigilia della pausa estiva, il governo ha deciso di respingere (dopo averla prima accettata) l'offerta di Mediterranea holding spa per acquisire la compagnia pubblica di navigazione Tirrenia e di aprire per quest'ultima l'amministrazione straordinaria. Si trattava dell'unica compagine rimasta in gara delle 16 che a febbraio avevano manifestato interesse per l'operazione.

Una società particolare, visto che l'azionista di maggioranza relativa (37%) è la Regione Sicilia. In effetti, quindi, vendere a Mediterranea significava cedere una società statale a una spa guidata da un ente pubblico. E non è mancato chi, a partire da Confitarma per arrivare a parlamentari e sindacati, nel corso della gara, ha rilevato l'incongruenza. Tant'è, Fintecna, la finanziaria del Tesoro, azionista di Tirrenia, il 28 luglio scorso ha deciso di aggiudicare la compagnia a Mediterranea. Salvo, una settimana dopo, cambiare idea e mandare Tirrenia in amministrazione straordinaria. Ma allora, non ci si poteva pensare prima, trovare altre soluzioni, ed evitare l'ennesimo pasticcio all'italiana?

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LorenzoLenzi

Re: PRIVATIZZAZIONI..

Messaggioda LorenzoLenzi » 8 giu 2011, 10:18

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Tirrenia:no tagli occupazione e linee
Lo assicura Ettore Morace, ad della cordata armatori Napoli

(ANSA) - ROMA, 7 GIU - ''La nuova Tirrenia continuera' ad effettuare tutti i collegamenti, non licenziera' e non ridurra' gli stipendi''. Lo ha detto Ettore Morace, amministratore delegato di Cin (Compagnia italiana di navigazione), la cordata di armatori napoletani, che ha presentato l'unica offerta per la privatizzazione di Tirrenia e che ora, dopo il parere positivo all'aggiudicazione del Ministero dello Sviluppo, attende il via libera dell'antitrust.

Fonte:http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2011/06/07/visualizza_new.html_839693409.html

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MauroB
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Re: PRIVATIZZAZIONI..

Messaggioda MauroB » 22 set 2011, 13:08

!
Crisi: Mussari, valorizzare patrimonio

Presidente Abi, non si puo' piu' tentennare su liberalizzazioni
22 settembre, 10:59

(ANSA) - ROMA, 22 SET - Occorre uscire dalla logica delle manovre e valorizzare il patrimonio dello Stato per la riduzione del debito. Lo ha detto il Presidente dell'Abi Giuseppe Mussari, . ''Dobbiamo uscire dalla logica delle manovre e delle emergenze - ha detto Mussari - e cominciare a ragionare in maniera seria di crescita. Non possiamo piu' tentennare su liberalizzazioni e privatizzazioni e dobbiamo ragionare in maniera dinamica in materia di patrimonio perche' sia piu' utile alla riduzione del debito''.

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche ... 71655.html

abi: L'Associazione Bancaria Italiana rappresenta, tutela e promuove gli interessi del Sistema bancario e finanziario.
:o :shock:

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MauroB
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Re: PRIVATIZZAZIONI..

Messaggioda MauroB » 20 gen 2012, 15:06

!
Privatizzazione Tirrenia, l’Europa congela tutto

Andrea Moizo

Sull’operazione che dovrebbe portare Cin a rilevare di Tirrenia, la Commissione europea ha deciso di aprire «un’indagine sull’acquisizione». Il trio di compratori costituito da Gianluigi Aponte (Msc, Snav e Gnv), Manuel Grimaldi (Grimaldi Napoli) e Vincenzo Onorato (Moby) rischia ora di sciogliersi, e la decisione della commissione rischia di costare caro anche ai contribuenti italiani.

Economia
19 gennaio 2012 - 09:00
Il contratto per la cessione della compagnia marittima di bandiera italiana Tirrenia (controllata da Fintecna) è stato firmato lo scorso luglio, ma l’intervento di ieri della Commissione Europea rischia di far slittare di quasi un anno la transazione, se non addirittura di rimetterla in discussione.

La cordata acquirente, Cin (Compagnia italiana di navigazione), composta dal trio di armatori Gianluigi Aponte (Msc, Snav e Gnv), Manuel Grimaldi (Grimaldi Napoli) e Vincenzo Onorato (Moby), ha notificato formalmente a Bruxelles l’operazione di concentrazione a novembre, impegnandosi (con la documentazione presentata, non resa nota nel dettaglio) a garantire l’accesso al mercato ad operatori terzi sulle rotte in questione. Nel frattempo ha raggiunto un accordo con tutte le sigle sindacali per il riassorbimento del personale Tirrenia nella nuova compagine.

Ieri la Commissione Europea ha però scelto, «aprendo un’indagine approfondita sull’acquisizione», di prendere ancora tempo (il verdetto è atteso per il 4 giugno) prima di dare un definitivo placet all’operazione. «Alla luce dei risultati dell’indagine preliminare di mercato» si legge nella nota di Bruxelles, «la Commissione ha espresso serie preoccupazioni sulla conformità dell’operazione alle norme in materia di concorrenza, in particolare perché le parti in causa detengono congiuntamente quote di mercato molto elevate – ove non una vera e propria posizione di monopolio – su numerose rotte marittime italiane, segnatamente su alcune rotte da e verso la Sardegna».

Premesso che la cosa, essendo evidente e nota (dei maggiori operatori attivi nelle linee tirreniche per traghetti e merci su gomma l’unico non della partita è Corsica Ferries), avrebbe dovuto essere affrontata per tempo dal precedente Governo che indisse la gara per la privatizzazione, la decisione della Commissione è stata probabilmente presa anche perché in parallelo (sbugiardando l’allora Ministro Matteoli) è stata aperta a ottobre un’altra indagine volta a fare luce da una parte sulla proroga degli aiuti di Stato a Tirrenia dopo il 2008 (mai avallata da Bruxelles) e dall’altra sulle modalità della gara di privatizzazione stessa.

La matassa, ingarbugliatissima per Bruxelles, dove le privatizzazioni all’italiana lasciano evidentemente sgomenti, non lo è di meno a casa nostra. Tanto che Ettore Morace, amministratore delegato di Cin, questa mattina dichiarava che «non è stata ancora decisa una linea per le osservazioni da portare alla Commissione, dal momento che non è chiaro quanto i rilievi sulla concentrazione siano intrecciati con le indagini su aiuti di Stato e gara (che riguardano Cin solo indirettamente, ndr) né, quindi, quali siano concretamente i parametri da rispettare». Morace ha poi gettato acqua sul fuoco: «In ogni caso non si tratta di una bocciatura, Cin e i suoi soci non mutano impegno né posizione».

In realtà questo slittamento – che peraltro l’attuale Governo sembrava preconizzare, visto che un decreto di Corrado Passera del 29 dicembre prorogava di un anno l’amministrazione straordinaria di Tirrenia – è tutto fuorché tranquillizzante. E ciò vale per tutti gli attori della vicenda.

Malgrado le rassicurazioni di Morace al riguardo, è infatti difficile pensare che gli istituti bancari (fra i quali UniCredit, Intesa Sanpaolo, Mps e Banco Popolare) che in pool si erano accordati per fornire a Cin i 200 milioni di euro necessari all’acquisizione non chiedano, per confermare tale linea di credito fino al momento dell’eventuale acquisizione, condizioni diverse e più onerose rispetto a quelle pattuite pensando che l’accordo si sarebbe chiuso nell’estate 2011.

Preoccupato è apparso poi Alessandro Pico, segretario nazionale del sindacato di marittimi Federmar-Cisal: «Se la Commissione Europea dovesse bocciare il passaggio a Cin, il rischio è quello di una svendita degli asset di Tirrenia, che dispone ancora di una flotta in buona parte molto valida, perché è chiaro che, posto che ce ne fosse il tempo, un’altra gara non risolverebbe nulla. Senza considerare che sarebbe vanificato l’accordo sindacale con cui si è salvaguardata interamente l’occupazione della compagnia. Ecco perché abbiamo deciso per lo stato di agitazione del personale Tirrenia: chiederemo al Governo di essere ricevuti per esporre il nostro punto di vista, su Tirrenia e su Saremar (la compagnia marittima controllata dalla Regione Sardegna, che avrebbe dovuto essere privatizzata da mesi e che ha invece iniziato ad operare su rotte col continente, ndr), la cui iniziativa, pur comprensibile in chiave di continuità territoriale, crea problemi all’intero mercato facendo dumping con soldi pubblici. Se il Governo non dovesse accoglierci penseremo ad uno sciopero».

Infine, anche per le tasche del cittadino italiano la decisione di Bruxelles rischia di avere ripercussioni. Sia perché proroga di almeno sei mesi quella gestione di Tirrenia che ha sempre richiesto l’intervento pubblico (oltre a quanto riconosciuto per garantire il servizio di continuità territoriale) per ripianarne i buchi. Sia perché è assai probabile che fra sei mesi la stessa Cin pretenda un alleggerimento delle condizioni di vendita (e ricordiamo che gli introiti serviranno a pagare, solo parzialmente, gli oltre 1.700 iscritti al passivo Tirrenia, da accollare ad una bad company) e abbia argomenti per farlo: basti pensare al fatto che la flotta sarà più vecchia di un anno e al peso che ciò può aver su una valutazione della compagnia fatta nella primavera del 2011 e sul relativo prezzo di cessione.

Ecco perché, come rivelano fonti finanziarie vicine a Cin, potrebbe profilarsi uno scenario clamoroso: per risolvere l’impasse Aponte in prima battuta ma anche Onorato potrebbero chiamarsi fuori, lasciando a Grimaldi (l’unico dei tre a non operare, se non marginalmente, su traffici serviti oggi anche da Tirrenia) l’onere-onore di acquisire la compagnia di bandiera (e all’Antitrust quello di verificare che ciò non si accompagni ad accordi tariffari fra le compagnie dei tre armatori). Posto però che banche e sindacati siano d’accordo.

Leggi il resto: http://www.linkiesta.it/privatizzazione ... z1k0VeRp69


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