[DOSSIER n.25] i soldi in banca non sono tuoi

raccolta delle menzogne del SistemaIGB
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[DOSSIER n.25] i soldi in banca non sono tuoi

Messaggioda sandropascucci » 31 gen 2014, 11:21

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Re: [DOSSIER n.25] i soldi in banca non sono tuoi

Messaggioda sandropascucci » 31 gen 2014, 11:22

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Blocco conto corrente: le nuove norme antiriciclaggio
Le nuove norme anti-riciclaggio prevedono l'obbligo per i correntisti di consegnare il banca copia aggiornata dei documenti d'identità e informativa sul patrimonio personale, a pena il blocco o chiusura del conto.
Francesca Vinciarelli - 30 gennaio 2014

Anti-riciclaggio: senza l'informativa, i clienti rischiano il blocco del conto corrente

Hanno preso il via il 1° gennaio 2014 le ultime direttive, in linea con le direttive europee, in tema di controllo sulle transazioni finanziarie che prevedono l’obbligo per i possessori di un conto corrente di presentarsi in filiale per consegnare una nuova copia dei documenti di identità (o di inviarli via fax o in formato elettronico) e firmare una informativa anti-riciclaggio sul patrimonio personale.

Norme anti-riciclaggio
Non tutti i clienti sarebbero stati informati dalle proprie banche dei nuovi obblighi in maniera efficace: il questionario sui propri dati sensibili è stato inviato per posta ordinaria senza nessuna certezza di ricezione. Questo espone al rischio di blocco e chiusura del conto corrente se non si provvede a fornire entro 60 giorni dalla notifica la documentazione richiesta, che serve ad evitare di essere coinvolti in potenziali denuncea per sospette attività di riciclaggio.

Obblighi delle banche
Le banche rischiano una sanzione pecuniaria da 2.600 a 13.000 euro per ogni omesso controllo. La procedura di verifica sul titolare del conto da parte degli intermediari finanziari e banche deve essere operata qualora sul conto vengano effettuate operazioni di deposito, prelievo e pagamento contante per importi da 200 a 500 euro. Nel caso in cui il cliente si rifiuti di fornire le dovute informazioni, la normativa prevede la restituzione forzata da parte della banca delle somme presenti sul conto e, nel caso di movimentazioni sospette, la verifica dei dati del cliente o dell’esecutore dell’operazione. L’obiettivo è quello eliminare gli scambi sospetti di denaro, nonché incentivare l’uso di moneta elettronica più facile da tracciare.

Norme di riferimento
Le nuove norme anti-riciclaggio sono una diretta conseguenza di quanto disposto da due decreti, il D.Lgs. 109/2007 e il D.Lgs. 231/2007 emanati in attuazione delle direttive 2005/60 CE e 2006/70 CE volte a prevenire l’utilizzo di sistemi di riciclaggio e il terrorismo, attraverso la collaborazione attiva delle banche (che prevede anche la conoscenza approfondita dei clienti). Per questo, le banche sono chiamate a sottoporre ai propri clienti il questionario, a monitorare le operazioni ed eventualmente inviare, in caso di sospetti, una segnalazione all’Unità di Informazione Finanziaria (UIF) della Banca d’Italia.
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Messaggioda sandropascucci » 31 gen 2014, 11:22

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Controlli fiscali sui conti bancari dal primo febbraio
Pronta al via l'Anagrafe dei conti correnti e dei movimenti bancari: dal 1° febbraio il Fisco avrà a disposizione tutti i dati, oltre a Spesometro e Redditometro, per combattere l'evasione fiscale.
Noemi Ricci - 30 gennaio 2014

Controlli fiscali
Da 1° febbraio 2014 prenderanno il via i controlli fiscali basati sui dati contenuti nella SuperAnagrafe dei conti correnti, che entro il 31 gennaio dovrà essere completata. Per stanare gli evasori fiscali, individuando chi dichiara redditi inferiori a guadagna e spende, il Fisco avrà dalla sua parte uno strumento in più oltre a Redditometro e Spesometro.

Dati sotto la lente
Tra i dati che verranno analizzati con i vari strumenti ci sono dunque le informazioni relative ai movimenti bancari e finanziari (Redditometro e SuperAnagrafe), gli acquisti di importo superiore ai 3.600 euro (Spesometro) e i beni aziendali concessi in godimento a soci o familiari, la cui comunicazione è parimenti in scadenza il 31 gennaio 2014. Relativamente ai conti correnti quelli che verranno tenuti sotto controllo sono:

bonifici;
pagamenti;
accrediti;
saldi di inizio e fine anno;
investimenti;
disinvestimenti;
accessi alle cassette di sicurezza;
utilizzo delle carte di credito e di debito e così via.
I dati che banche e intermediari hanno inviato all’Anagrafe Tributaria sono quelli a partire dall’anno 2011. Questi, incrociati con le informazioni ricavate dalle comunicazioni relative allo Spesometro (la segnalazione effettuata dai negozianti e dagli esercenti relativamente agli acquisti e alle operazioni tra partite IVA per le quali viene emessa fattura di importo superiore ai 3.600 euro e dagli intermediari finanziari per le operazioni effettuate con bancomat e carte di credito di pari importo) e dal Redditometro (lo strumento del Fisco che analizza lo scostamento tra il reddito dichiarato e le spese effettuate) serviranno per combattere la piaga italiana dell’evasione fiscale.
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Messaggioda sandropascucci » 27 nov 2016, 14:36

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Fisco, come ci controllano i conti correnti
Yahoo Finanza
Da Fabrizio Arnhold | Yahoo Finanza – ven 25 nov 2016 19:40 CET

L’Anagrafe dei conti correnti controlla praticamente tutti i nostri movimenti bancari. Dallo scorso marzo, infatti, il fisco viene a conoscenza di ogni versamento, prelievo e bonifico che disponiamo dal nostro conto bancario. Con il Decreto Salva Italia il fisco può accedere alle informazioni dei nostri conti correnti: saldo a inizio anno, saldo finale, giacenza media e via dicendo. Attraverso una serie di sofisticati algoritmi le Entrate vanno alla caccia di potenziali evasori.
La Legge di Stabilità ha fissato a 3mila euro il limite dell’utilizzo per il contante. Fino a questa cifra, quindi, possiamo liberamente prelevare allo sportello senza dover dare troppe spiegazioni. Un titolare di conto corrente potrebbe anche prelevare di più, c’è sempre il rischio però che il dipendente della banca faccia una segnalazione per verificare un’eventuale riciclaggio. Insomma, se volessimo prelevare una somma più grande, l’istituto di credito potrebbe chiedere il motivo.

Se l’Agenzia delle Entrate dovesse stabilire che i prelievi su un determinato conto corrente sono superiori a quello dichiarato, allora scattano gli accertamenti fiscali del caso. Se questa differenza eccede del 20%, l’Agenzia busserà alla porta di casa per sapere di tutto e di più. Per evitare controlli fiscali sui prelievi è bene tenere traccia di come sono stati spesi i soldi, con dei giustificativi da presentare all’occorrenza. Se il denaro servisse per un prestito o una donazione, meglio firmare una scrittura privata che metta al riparo da eventuali contestazioni.
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Messaggioda sandropascucci » 25 mag 2017, 8:49

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Contribuenti beffati: più facile pignorare i conti correnti
24 maggio 2017, di Alessandra Caparello
ROMA (WSI) – Brutte notizie per i contribuenti che hanno un debito con il Fisco. Dal 1° luglio 2017, con l’arrivo della nuova agenzia di riscossione che prenderà il posto di Equitalia, sarà più veloce pignorare i conti correnti di chi non paga.

Secondo quanto riportano Liberoquotidiano e Adnkronos la nuova Agenzia delle Entrate-Riscossione potrà accedere direttamente all’anagrafe tributaria, alle banche dati dell’Inps e ai conti correnti, cosa che fino ad oggi era garantita solo all’Agenzia delle Entrate, all’ente addetto all’accertamento e non a quello tenuto alla riscossione, Equitalia.

Cosa significherà in sostanza? Si potrà procedere al pignoramento dei conti correnti, in modo diretto senza dover richiedere l’apposita autorizzazione al giudice. La nuova agenzia di riscossione potrà così ottenere le informazioni che le servono e procedere a pignorare lo stipendio, la pensione, le indennità ecc. passati 60 giorni dalla notifica la cartella esattoriale non è stata pagata.

A ciò si aggiunge anche un’altra novità contenuta nel decreto legge 50/2017 che ha modificato la normativa sui pignoramenti.

Oggi è vietato il pignoramento quando il valore dell’immobile da pignorare, al netto delle passività ipotecarie, è inferiore a 120mila euro. Ora si prevede che se il patrimonio immobiliare complessivo, compresa la prima casa, supera i 120.000 euro, la riscossione potrà agire in maniera diretta senza alcun limite. È sufficiente quindi che il totale dei beni immobili posseduti dal debitore, e non più il singolo bene da espropriare, raggiunga limporto dei 120mila euro e scompare il divieto.
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Messaggioda sandropascucci » 16 nov 2017, 8:19

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Bce: conti in banca non saranno più protetti, rischio corsa sportelli
15 novembre 2017, di Daniele Chicca

Secondo la Bce lo schema di protezione dei conti di deposito non è più necessario: l’istituto di Francoforte propone di mettere fine al sistema di garanzia dei depositi bancari, che consente ai clienti meno benestanti di non subire perdite anche in caso di crac bancario. Il suggerimento dato ai cittadini è quello di cominciare a diversificare i propri investimenti, mettere al sicuro i risparmi comprando oro, meglio ancora se fisico piuttosto che su carta.

Lo si legge in un paper di 58 pagine pubblicato l’8 novembre e intitolato “On revisions to the Union crisis management framework” in cui la Bce propone di sostituire i ‘covered deposits’ – ossia i conti correnti sotto i cento mila euro – per consentire una maggiore flessibilità di investimento ora che la ripresa economica è avviata.

“I ‘covered deposits’ dovrebbero essere rimpiazzati da limitate deroghe discrezionali, che siano garantite dall’autorità competente, al fine di mantenere un certo grado di flessibilità” per i risparmi e gli investimenti.

Traducendo il gergo burocratico in parole povere: il limite dei cento mila euro che ora come ora consente ai conti correnti inferiori ai mille euro di non subire perdite nel caso in cui scatti un piano di salvataggio cosiddetto di bail-in, che assicura al cliente di recuperare la somma depositata per intero, potrebbe essere presto eliminato.

Con il nuovo schema “l’autorità competente, potrebbe – ad esempio – consentire ai correntisti di prelevare una somma limitata su base giornaliera, da definire in proporzione al livello di protezione stabilito dalla direttiva sul sistema di garanzia dei depositi DGSD, prendendo in considerazione al contempo eventuali limiti tecnici e di liquidità”.

Bisognerà prevedere inoltre, dice sempre la Bce nel rapporto, “alcune salvaguardie per proteggere i diritti dei correntisti, tenendo una comunicazione trasparente sui tempi e modi di accesso ai depositi”.

La Bce, ben consapevole dei pericoli e dei problemi che una simile misura potrebbe causare (significherebbe in concreto che nessun conto deposito sarebbe più sicuro in Eurozona, se non quello in una banca too big to fail), precisa che “durante un periodo di transizione, i correntisti potranno avere accesso, entro cinque giorni dall’effettuazione della richiesta, a una somma appropriata dei loro conti deposito garantiti, in modo da poter far fronte alle spese quotidiane”.

Per consentire una maggiore flessibilità nelle scelte di risparmio e investimento, la Bce rischia però di alimentare nella mente dei cittadini europei il timore di non avere più garantita una protezione importante, quella dei propri risparmi in banca. L’assenza di una simile garanzia potrebbe causare, specialmente nei paesi meno in salute dell’area euro, una corsa agli sportelli.

I risparmiatori europei, dice la Bce, non dovrebbero affidarsi esclusivamente alle banche e pertanto diminuire l’esposizione ai rischi di controparte. L’oro fisico, per esempio, consente ai risparmiatori di rimanere fuori dal sistema bancario, riducendo la possibilità di cadere vittima di un bail-in, il piano di salvataggio di un istituto di credito in crisi che prevede la partecipazione di azionisti, obbligazionisti e correntisti con più di cento mila euro depositati in banca.

Se nel paper la Bce propone di non garantire più i conti in banca sopra i cento mila euro in futuro è perché vorrebbe che i clienti differenzino il più possibile gli investimenti, anziché affidarsi esclusivamente i propri risparmi ai conti in banca (peraltro in un periodo di rendimenti estremamente magri). I risparmiatori di tutta l’area euro farebbero bene, insomma, a diversificare i loro asset e portafogli, in modo tale da ridurre al massimo i rischi di controparte.
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