[DOSSIER n.22] il primogenito di IGB

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[DOSSIER n.22] il primogenito di IGB

Messaggioda sandropascucci » 7 ago 2013, 11:11

riservato..
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Re: [DOSSIER #21] il primogenito di IGB

Messaggioda sandropascucci » 7 ago 2013, 11:13

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I successori di Roosevelt e il messianismo di Wilson

Dopo Roosevelt gli USA intervennero pesantemente in America latina e agirono come esattori dei debiti internazionali di questi con il resto del mondo come accadde nel 1905 quando dietro le pressioni di Washington la Repubblica Dominicana accetto il controllo statunitense sulle proprie finanze.
Il successore di Roosevelt, William Howard Taft continuò ad adottare il suo corollario della Dottrina Monroe aggiungendo la colonizzazione non solo territoriale ma anche economica dell’America Latina.
Taft esercitò pressioni sule repubbliche latinoamericane perché sostituissero i capitali di provenienza europea con quelli statunitensi avvantaggiando anche gli istituti finanziari del suo paese.
La “diplomazia del dollaro” che per Taft voleva dire tutelare gli interessi industriali, commerciali e finanziari statunitensi, favorire più stretti legami economici tra USA e America latina, intervenire militarmente per assicurare l’operatività degli altri due elementi fu applicata in Nicaragua. Nel 1909 i banchieri americani si impossessarono di gran parte delle finanze del paese e quando nel 1912 scoppiò una rivolta contro il governo filoamericano, Taft inviò i Marines per proteggere i capitali là investiti.
L’obiettivo di Taft era instaurare il predominio economico e finanziario fondato sulle stesse regole seguite nei rapporti di affari e nelle transazioni effettuate a Wall Street. Sperava di trasformare le nazioni latine in tanti cloni della repubblica americana aventi stesse caratteristiche di democrazia, stabilità e autorità.
Il progetto di Taft si scontrò però con la dura realtà della povertà diffusa in vasti strati della popolazione sudamericana e con la detenzione del potere politico da parte di ristrette oligarchie pronte ad ostacolare la diffusione della democrazia.
Il presidente Woodrow Wilson voleva eliminare la diplomazia del dollaro e voleva trattare l’America Latina in termini di uguaglianza e onore ma la necessità di tutelare gli interessi economici e finanziari lo condusse a intervenire in Sudamerica con una frequenza maggiore di quella di Taft.
Pose però l’accento sui principi e sulla convinzione che l’America fosse destinata ad un ruolo di grandezza e di “faro” dell’umanità nel diffondere gli ideali di libertà. Wilson volle ammantare di veste ideale la tutela degli interessi nazionali considerandoli equivalenti al bene comune.
Fu Wilson, 80 anni prima di Bush a concepire l’intervento degli USA come sprone per l’avvento della democrazia liberale. Intervenì in Messico contro il presidente Huerta, colpevole di una politica brutale e di soppressione dei diritti civili, e ad Haiti dove impose l’ordine americano in un paese in preda al caos permanente.
di Filippo Amelotti


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Joseph Freeman - Scott Nearing
Diplomazia del dollaro
Studio sull'imperialismo americano

traduzione di (e aggiornamento bibliografico) Nico Perrone
gennaio 1975 - ISBN 9788822009043
pp. 432 - f.to 14 x 21 cm
13,00 €

collana
Monthly Review Press

L'opera
[...] il parlamento dominicano elesse presidente provvisorio Henriquez y Carvajal. Il dipartimento di stato rifiutò di conoscere questo presidente legalmente eletto finché questi non avesse sottoscritto con gli Stati Uniti un trattato [...]. Esso stabiliva il controllo, da parte di funzionari americani, delle dogane, del tesoro, dell’esercito e della polizia della repubblica dominicana. Su tali basi, al presidente Henriquez fu rifiutato il riconoscimento da parte del dipartimento di stato; di conseguenza, il 17 ottobre, seguendo istruzioni da Washington, l’esattore americano delle dogane rifiutò al governo dominicano regolarmente eletto il pagamento dei proventi ai quali esso aveva diritto. Si venne a un punto morto. L’intero paese si raccolse intorno al presidente; messe da parte le differenze politiche, i funzionari eseguirono i loro compiti finché poterono, a causa del rifiuto dei funzionari americani di trasferire loro i rispettivi stipendi finché il trattato non fosse firmato. [...] L’impasse fu infine sbloccata dalla comparsa dei fucili americani. Il 29 novembre 1917 il capitano H.S. Knapp, comandante dei marines, si auto proclamò «legislatore supremo, giudice supremo e capo supremo dell’executivo», istituì un regime militare autoritario e di corti marziali, stabilì una rigorosa censura, impose tasse e aumentò il debito pubblico. [...] Così gli Stati Uniti instaurarono apertamente una dittatura militare allo scopo di costringere San Domingo a firmare un trattato che dava agli investitori americani il completo controllo sulle finanze e sull’amministrazione della repubblica.
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