[DOSSIER n.05] "GUERRA ALLA BANCONOTA"

raccolta delle menzogne del SistemaIGB
mr.spyder
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Re: [DOSSIER n.05] "GUERRA ALLA BANCONOTA"

Messaggioda mr.spyder » 6 dic 2011, 15:49

sandropascucci ha scritto:ebbravo Monti!
(sarai nella camionetta con grill0)

no,meglio:sarai sotto la camionetta che porta grill0,così siamo sicuri che non ci passi per intero!
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Re: [DOSSIER n.05] "GUERRA ALLA BANCONOTA"

Messaggioda sandropascucci » 6 dic 2011, 15:49

è mio dovere dirti che ti ho appena segnalato all'Agenzia delle Entrate.
mi danno €.5 a cranio segnalato..
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Re: [DOSSIER n.05] "GUERRA ALLA BANCONOTA"

Messaggioda mr.spyder » 6 dic 2011, 15:56

in banconote o monetine?
ps:ho tutti i tracciamenti del "MIO" contante.
ho ricevuta di ogni singolo prelievo dal mio (ex) conto corrente effettuato regolarmente allo sportello dopo ogni singolo addebito dello stipendio (quando ancora lavoravo) poi dopo il tfr non avendo più entrate l'ho chiuso!

domandinen:in un caso come il mio ( e di questi tempi ) cosa credete che possa succedere se mi presento in banca con ...diciamo 10000 euri???...non li prendono???non mi aprono un conto??non me li fanno depositare???non mi seguono fino in bagno con la bava alla bocca??
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Re: [DOSSIER n.05] "GUERRA ALLA BANCONOTA"

Messaggioda sandropascucci » 6 dic 2011, 16:06

ti ho appena segnalato alla Lega anti-Contagio da contante..
tanto ti dovevo..
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Re: [DOSSIER n.05] "GUERRA ALLA BANCONOTA"

Messaggioda mr.spyder » 8 dic 2011, 17:41

dunque,nel tempo, la limitazione del contante è passata da 12500€ a 5000 € grazie a questo decreto legge http://www.camera.it/parlam/leggi/deleg ... 7231dl.htm
l'articolo in questione è il 49.
riporto
>
>
Limitazioni all'uso del contante e dei titoli al portatore

1. E' vietato il trasferimento di denaro contante o di libretti di deposito bancari o postali al portatore o di titoli al portatore in euro o in valuta estera, effettuato a qualsiasi titolo tra soggetti diversi, quando il valore dell'operazione, anche frazionata, e' complessivamente pari o superiore a 5.000 euro. Il trasferimento può tuttavia essere eseguito per il tramite di banche, istituti di moneta elettronica e Poste Italiane S.p.A.

2. Il trasferimento per contanti per il tramite dei soggetti di cui al comma 1 deve essere effettuato mediante disposizione accettata per iscritto dagli stessi, previa consegna ai medesimi della somma in contanti. A decorrere dal terzo giorno lavorativo successivo a quello dell'accettazione, il beneficiario ha diritto di ottenere il pagamento nella provincia del proprio domicilio.

3. La comunicazione da parte del debitore al creditore dell'accettazione di cui al comma 2 produce l'effetto di cui al primo comma dell'articolo 1277 del codice civile e, nei casi di mora del creditore, anche gli effetti del deposito previsti dall'articolo 1210 dello stesso codice.

4. I moduli di assegni bancari e postali sono rilasciati dalle banche e da Poste Italiane S.p.A. muniti della clausola di non trasferibilità. Il cliente può richiedere, per iscritto, il rilascio di moduli di assegni bancari e postali in forma libera.

5. Gli assegni bancari e postali emessi per importi pari o superiori a 5.000 euro devono recare l'indicazione del nome o della ragione sociale del beneficiario e la clausola di non trasferibilità.

6. Gli assegni bancari e postali emessi all'ordine del traente possono essere girati unicamente per l'incasso a una banca o a Poste Italiane S.p.A.

7. Gli assegni circolari, vaglia postali e cambiari sono emessi con l'indicazione del nome o della ragione sociale del beneficiario e la clausola di non trasferibilità.

8. Il rilascio di assegni circolari, vaglia postali e cambiari di importo inferiore a 5.000 euro può essere richiesto, per iscritto, dal cliente senza la clausola di non trasferibilità.

9. Il richiedente di assegno circolare, vaglia cambiario o mezzo equivalente, intestato a terzi ed emesso con la clausola di non trasferibilità, può chiedere il ritiro della provvista previa restituzione del titolo all'emittente.

10. Per ciascun modulo di assegno bancario o postale richiesto in forma libera ovvero per ciascun assegno circolare o vaglia postale o cambiario rilasciato in forma libera e' dovuta dal richiedente, a titolo di imposta di bollo, la somma di 1,50 euro. Ciascuna girata deve recare, a pena di nullità, il codice fiscale del girante.

11. I soggetti autorizzati a utilizzare le comunicazioni di cui all'articolo 7, sesto comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605, e successive modificazioni, possono chiedere alla banca o a Poste Italiane S.p.A. i dati identificativi e il codice fiscale dei soggetti ai quali siano stati rilasciati moduli di assegni bancari o postali in forma libera ovvero che abbiano richiesto assegni circolari o vaglia postali o cambiari in forma libera nonche' di coloro che li abbiano presentati all'incasso. Con provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate sono individuate le modalità tecniche di trasmissione dei dati di cui al presente comma. La documentazione inerente i dati medesimi, costituisce prova documentale ai sensi dell'articolo 234 del codice di procedura penale.

12. Il saldo dei libretti di deposito bancari o postali al portatore non può essere pari o superiore a 5.000 euro.

13. I libretti di deposito bancari o postali al portatore con saldo pari o superiore a 5.000 euro, esistenti alla data di entrata in vigore del presente decreto, sono estinti dal portatore ovvero il loro saldo deve essere ridotto a una somma non eccedente il predetto importo entro il 30 giugno 2009. Le banche e Poste Italiane S.p.A. sono tenute a dare ampia diffusione e informazione a tale disposizione.

14. In caso di trasferimento di libretti di deposito bancari o postali al portatore, il cedente comunica, entro 30 giorni, alla banca o a Poste Italiane S.p.A, i dati identificativi del cessionario e la data del trasferimento.

15. Le disposizioni di cui ai commi 1, 5 e 7 non si applicano ai trasferimenti in cui siano parte banche o Poste Italiane S.p.A., nonche' ai trasferimenti tra gli stessi effettuati in proprio o per il tramite di vettori specializzati di cui all'articolo 14, comma 1, lettera c).

16. Le disposizioni di cui al comma 1 non si applicano ai trasferimenti di certificati rappresentativi di quote in cui siano parte uno o più soggetti indicati all'articolo 11, comma 1, lettere a) e b), e dalla lettera d) alla lettera g).

17. Restano ferme le disposizioni relative ai pagamenti effettuati allo Stato o agli altri enti pubblici e alle erogazioni da questi comunque disposte verso altri soggetti. E' altresì fatta salva la possibilità di versamento prevista dall'articolo 494 del codice di procedura civile.

18. E' vietato il trasferimento di denaro contante per importi pari o superiori a 2.000 euro, effettuato per il tramite degli esercenti attività di prestazione di servizi di pagamento nella forma dell'incasso e trasferimento dei fondi, limitatamente alle operazioni per le quali si avvalgono di agenti in attività finanziaria, salvo quanto disposto dal comma 19. Il divieto non si applica nei confronti della moneta elettronica di cui all'articolo 25, comma 6, lettera d).

19. Il trasferimento di denaro contante per importi pari o superiori a 2.000 euro e inferiori a 5.000 euro, effettuato per il tramite di esercenti attività di prestazione di servizi di pagamento nella forma dell'incasso e trasferimento dei fondi, nonche' di agenti in attività finanziaria dei quali gli stessi esercenti si avvalgono, e' consentito solo se il soggetto che ordina l'operazione consegna all'intermediario copia di documentazione idonea ad attestare la congruità dell'operazione rispetto al profilo economico dello stesso ordinante.

20. Le disposizioni di cui al presente articolo entrano in vigore il 30 aprile 2008.


ora la soglia si è abbassata ulteriormente. qualche mese fa è passata a 2500€ e ora grazie a monti a 1000€ (quindi il limite spendibile è 999.99€)
riporto:
>
>
Art. 12
Riduzione del limite per la tracciabilità dei pagamenti a 1.000 euro e contrasto all’uso del contante

1. Le limitazioni all’uso del contante e dei titoli al portatore, di cui all’articolo 49, commi 1, 5, 8, 12
e 13, del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, sono adeguate all’importo di euro mille:
conseguentemente, nel comma 13 del predetto articolo 49, le parole: “30 settembre 2011” sono
sostituite dalle seguenti: “31 dicembre 2011”.
2. All’articolo 2 del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge
14 settembre 2011, n. 148, dopo il comma 4, è aggiunto il seguente:
“4-bis. Al fine di favorire la modernizzazione e l’efficienza degli strumenti di pagamento,
riducendo i costi finanziari e amministrativi derivanti dalla gestione del denaro contante:
a) le operazioni di pagamento delle spese delle pubbliche amministrazioni centrali e locali e dei
loro enti sono disposte mediante l’utilizzo di strumenti telematici. E’ fatto obbligo alle Pubbliche
Amministrazioni di avviare il processo di superamento di sistemi basati sull’uso di supporti
cartacei;
b) i pagamenti di cui alla lettera precedente si effettuano in via ordinaria mediante
accreditamento sui conti correnti bancari o postali dei creditori ovvero con le modalità offerte dai
servizi elettronici di pagamento interbancari prescelti dal beneficiario. Gli eventuali pagamenti per
cassa non possono, comunque, superare l’importo di 500 euro;
c) lo stipendio, la pensione, i compensi comunque corrisposti dalla pubblica amministrazione
centrale e locale e dai loro enti, in via continuativa a prestatori d’opera e ogni altro tipo di
emolumento a chiunque destinato, di importo superiore a cinquecento euro, debbono essere erogati
con strumenti diversi dal denaro contante ovvero mediante l’utilizzo di strumenti di pagamento
elettronici bancari o postali, ivi comprese le carte di pagamento prepagate. Il limite di importo di cui
al periodo precedente può essere modificato con decreto del Ministero dell’economia e delle
finanze;
d) per incrementare i livelli di sicurezza fisica e tutelare i soggetti che percepiscono trattamenti
pensionistici minimi, assegni e pensioni sociali, i rapporti recanti gli accrediti di tali somme sono
esenti in modo assoluto dall’imposta di bollo. Per tali rapporti, alle banche e agli altri intermediari
finanziari è fatto divieto di addebitare alcun costo;
e) per consentire ai soggetti di cui alla lettera a) di riscuotere le entrate di propria competenza
con strumenti diversi dal contante, fatte salve le attività di riscossione dei tributi regolate da
specifiche normative, il Ministero dell’economia e delle finanze promuove la stipula di una o più
convenzioni con gli intermediari finanziari, per il tramite delle associazioni di categoria, affinché i
soggetti in questione possano dotarsi di POS (Point of Sale) a condizioni agevolate, che tengano
conto delle economie realizzate dagli intermediari per effetto delle norme introdotte dal presente
articolo. Relativamente ai Comuni, alla stipula della Convenzione provvede l’ANCI. Analoghe
Convenzioni possono essere stipulate con le Regioni. Resta in ogni caso ferma la possibilità per gli
intermediari di offrire condizioni migliorative di quelle stabilite con le convenzioni.”.
3. Il Ministero dell’economia e delle finanze e l’Associazione bancaria italiana definiscono con
apposita convenzione, da stipulare entro tre mesi dall’entrata in vigore del presente decreto, le
caratteristiche di un conto corrente di base.
4. Le banche sono tenute ad offrire il conto corrente di cui al comma 3.
5. La convenzione individua le caratteristiche del conto avendo riguardo ai seguenti criteri:
a) inclusione nell’offerta di un numero adeguato di servizi ed operazioni, compresa la
disponibilità di una carta di debito;
22
b) struttura dei costi semplice, trasparente, facilmente comparabile;
c) livello dei costi coerente con finalità di inclusione finanziaria e conforme a quanto stabilito
dalla sezione IV della Raccomandazione della Commissione europea del 18 luglio 2011sull’accesso
al conto corrente di base;
d) le fasce socialmente svantaggiate di clientela alle quali il conto corrente è offerto senza spese.
6. Il rapporto di conto corrente individuato ai sensi del comma 3 è esente dall’imposta di bollo nei
casi di cui al comma 5, lettera d).
7. Se la convenzione prevista dal comma 3 non è stipulata entro tre mesi dall’entrata in vigore del
presente decreto, le caratteristiche del conto corrente sono individuate con decreto del Ministro
dell’economia e delle finanze, sentita la Banca d’Italia.
8. Rimane ferma l’applicazione di quanto previsto per i contratti di conto corrente ai sensi del Titolo
VI del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385.
9. L’Associazione Bancaria Italiana e le associazioni delle imprese rappresentative a livello
nazionale definiscono, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, le regole
generali per assicurare una equilibrata riduzione delle commissioni a carico dei beneficiari delle
transazioni effettuate mediante carte di pagamento.
10. Entro i sei mesi successivi il Ministero delle sviluppo economico, di concerto con il Ministero
dell’economia e delle finanze, verifica l’efficacia delle misure definite dalle rappresentanze di
impresa. In caso di esito positivo, a decorrere dal primo giorno del mese successivo, le regole così
definite si applicano anche alle transazioni di cui al comma 7 dell’articolo 34 della legge 12
novembre 2011, n. 183.
11. All'articolo 51, comma 1, del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, sono aggiunte, in
fine, le seguenti parole: "e per la immediata comunicazione della infrazione anche alla Agenzia
delle entrate che attiva i conseguenti controlli di natura fiscale”.


scusate se ho riportato l'intero testo,ma è per completezza.
e ora mi sorge un dubbio:
comma 1 si legge:
E' vietato il trasferimento di denaro contante o di libretti di deposito bancari o postali al portatore o di titoli al portatore in euro o in valuta estera, effettuato a qualsiasi titolo tra soggetti diversi, quando il valore dell'operazione, anche frazionata, e' complessivamente pari o superiore a..
quindi,ammettendo che io voglia donare/regalare e/o prestare 1000 € dei miei risparmi a qualcuno senza acquistare niente in cambio non posso farlo se non passo da una banca o dalle poste?
se è così voglio sputare in faccia a tutti quelli che ancora credono di vivere in uno "stato di diritto"!
aveva ragione il Prof. Auriti: altro che stato di diritto,siamo in regime di usura!
attendo smentite...
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Re: [DOSSIER n.05] "GUERRA ALLA BANCONOTA"

Messaggioda mr.spyder » 8 dic 2011, 17:55

d'altronde il titolo è criptico: CONTRASTO ALL'USO DEL CONTANTE

ma perché il leggiferatore dovrebbe contrastare uno strumento [di debito] che LUI STESSO ha reso LEGALE mettendoci il CORSO FORZOSO??
...ah,già,...oggi il leggiferatore non è un membro* eletto democraticamente* dal popolino...

*in effetti è un membro democratico:infatti l'abbiamo preso [il membro] TUTTI democraticamente fra le natiche...per l'ennesima volta!
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Re: [DOSSIER n.05] "GUERRA ALLA BANCONOTA"

Messaggioda sandropascucci » 8 dic 2011, 17:59

tra poco passeremo dalla "guerra alla banconota" alla "banconota di guerra".. vedi, eh..
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Re: [DOSSIER n.05] "GUERRA ALLA BANCONOTA"

Messaggioda mr.spyder » 8 dic 2011, 18:01

viewtopic.php?p=24262#p24262
così parlò il profeta Francesco.
gniente,gniente,che monti è uno degli anonimi che vuole accedere alla nostra area privata per nuovi spunti??
mistero misterioso...
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Re: [DOSSIER n.05] "GUERRA ALLA BANCONOTA"

Messaggioda sandropascucci » 8 dic 2011, 18:11

a proposito del viewtopic.php?p=34990#p34990

c'è da segnalare che anche i ricalcitranti ed elitari "austriaci" ci son arrivati:

Abolire il contante? No, Grazie!! : http://www.usemlab.com/index.php?option ... Itemid=177

già che ci siamo leggiamo anche:

Riserva Frazionaria per DUMMIES : http://www.usemlab.com/index.php?option ... Itemid=177

e Un Movimento che Brancola nel Buio : http://www.usemlab.com/index.php?option ... Itemid=177
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Re: [DOSSIER n.05] "GUERRA ALLA BANCONOTA"

Messaggioda kasiacolagrossi » 11 dic 2011, 20:56

!
Contanti, limite a 1.000 euro

Il limite per l'utilizzo di denaro contante e assegni trasferibili è stato ridotto a 1.000 euro dal 6 dicembre 2011 (art. 12 d.l. 201/2011).
Le nuove norme prevedono il divieto di trasferimenti in contanti per importi complessivamente pari o superiori a 1.000 euro. Ciò significa che i contanti possono essere usati solo fino all'importo di euro 999,99 perché il divieto scatta già da 1.000 euro. Il limite riguarda i trasferimenti eseguiti direttamente, senza il tramite di banche, istituti di moneta elettronica e Poste Italiane S.p.A., e si applica sia ai pagamenti sia ai trasferimenti ad altro titolo, e dunque anche alle donazioni. Il limite di 1.000 euro non riguarda, invece, versamenti e prelevamenti dai conti correnti bancari e postali, che possono ancora essere eseguiti in contanti anche per importi superiori. Il frequente versamento o prelevamento di grosse somme in contanti può però comportare una segnalazione da parte della banca, se non giustificata dall’attività svolta dal soggetto (come, per esempio, per bar o benzinai).
Gli assegni, circolari o bancari, devono essere sempre muniti della clausola "non trasferibile" se il loro importo complessivo è pari o superiore a 1.000 euro. Anche in questo caso rileva l'importo complessivo, non del singolo assegno ma di tutti gli assegni emessi nell'arco di sette giorni (o comunque con modalità tali da far nascere il sospetto di un tentativo di elusione della norma). Pertanto, se il pagamento avviene mediante più assegni circolari, il cui importo complessivo è pari o superiore a 1.000 euro, devono essere "non trasferibili", anche se di importo singolarmente inferiore ai 1.000 euro.
Rimane in vigore la norma che prevede che gli assegni bancari o postali compresi nei libretti rilasciati dal 30 aprile 2008 siano sempre muniti dalla clausola di non trasferibilità. In quelli rilasciati precedentemente la dicitura "non trasferibile" deve essere apposta a mano da chi firma l’assegno. E’ possibile richiedere per iscritto il rilascio di moduli per assegni "liberi", cioè senza la dicitura "non trasferibile", pagando per ciascun assegno l'imposta di bollo di euro 1,50. Oggi questi assegni possono essere girati solo se il loro importo è inferiore a 1.000 euro. Anche il rilascio di assegni circolari "liberi" può essere richiesto solo per importi inferiori a 1.000 euro, pagando anche qui, per ciascun assegno, l'imposta di bollo di euro 1,50.
Il saldo dei depositi bancari o postali al portatore non può essere pari o superiore a 1.000 euro. Quelli già esistenti, se portano un saldo superiore a quello consentito dalle nuove norme, devono essere ridotti o estinti entro il 31 dicembre 2011.
Ricordiamo che la violazione del divieto di utilizzo dei contanti o degli assegni "liberi" per i pagamenti comporta l'applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria che può arrivare fino al 40 per cento dell'importo pagato (art. 5, comma 1, del d.l. 3 maggio 1991 n. 143).
Le regole sull’utilizzo del denaro contante sono state oggetto di numerose variazioni negli ultimi anni. Il limite, originariamente fissato a 5.000 euro dal 30 aprile 2008 al 24 giugno 2008 (art. 49 del d.lgs. 21 novembre 2007, n. 231), era stato aumentato a 12.500 euro dal 25 giugno 2008 (art. 32 d.l. 112/2008), poi ridotto nuovamente a 5.000 euro dal 31 maggio 2010 (d.l. 78/2010), e infine a 2.500 euro dal 13 agosto 2011.
Ricordiamo che dal 25 giugno 2008 è stata abrogata la norma secondo cui la girata dell'assegno (bancario o circolare), quando consentita dalla legge, doveva recare, a pena di nullità, il codice fiscale del girante, oltre alla sua firma.

Notaio Paolo Tonalini
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Re: [DOSSIER n.05] "GUERRA ALLA BANCONOTA"

Messaggioda mr.spyder » 14 dic 2011, 11:41

>
>
BANKITALIA, STOP AI BIGLIETTI DA 500 EURO

Da "MF - MILANO FINANZA" di martedì 13 dicembre 2011

SECONDO VIA NAZIONALE LE BANCONOTE VIOLA TROPPO SPESSO SONO UTILIZZATE DALLE MAFIE Bankitalia, stop ai biglietti da 500 € Il direttore del Uif Castaldi: i grossi tagli sono usati soprattutto a fini di riciclaggio, evasione e corruzione. E l`abbassamento della soglia per il contante previsto in manovra rischia di trasformarsi in un buco nell`acqua DI GIANLUCA ZAPPONINI La Banca d`Italia dichiara guerra alla banconote di grosso taglio e mette al bando i biglietti da 500 euro. Secondo Palazzo Koch il biglietto viola sarebbe sempre più caro alle mafie, che lo utilizzerebbero per evadere il fisco, riciclare denaro sporco e distribuire mazzette. Per questo motivo l`istituto centrale guidato da Ignazio Visco vorrebbe l`immediato ritiro di tutti i biglietti da 500 euro ancora in circolazione. In occasione di un recente convegno dedicato al riciclaggio, infatti, il direttore generale dell`Unità di informazione finanziaria (Uif) di Via Nazionale, Giovanni Castaldi, ha sottolineato come «le banconote in euro di grosso taglio siano in prevalenza usate per evadere a fini di evasione fiscale, corruzione e riciclag- EC• gio». Secondo Castaldi l`Italia dovrebbe «impegnarsi perché anche in Europa, come già avvenuto negli Stati Uniti e in Canada, le banconote di grosso taglio siano ritirate dalla circolazione».

In questo modo si dovrebbe rendere «quanto meno più gravoso il trasporto e l`occultamento del contante».

E l` allarme lanciato da Bankitalia rischia di fare ancora più rumore se si considera che, nella recente manovra finanziaria, il governo guidato da Mario Monti ha previsto proprio l`abbassamento della soglia di utilizzo del contante nei pagamenti tra privati. Uno strumento pensato dall`esecutivo per aumentare sensibilmente la tracciabilità delle transazioni, cercando così di dare un ulteriore contributo alla lotta all`evasione. Una teoria riproposta anche in materia di pensioni: in manovra sareb- ( ` )EU ft O Una banconota da 500 euro 500 be previsto l`obbligo di corrispondere per via elettronica il pagamento delle pensioni superiori a 500 euro. Al di là delle buone intenzioni del governo, però, Castaldi avverte sul possibile buco nell`acqua:

«Fino a quando il taglio da 500 euro sarà in circolazione è comunque impossibile ipotizzare che la soglia di legittimità dei pagamenti possa essere inferiore».

Per Bankitalia, insomma, prima di rivedere l` asticella dei pagamenti in contante, occorrerebbe fare piazza pulita di tutti i biglietti da 500 euro che circolano. Una filosofia che secondo Via Nazionale andrebbe esportata al più presto nel resto dell`Eurozona. Per Castaldi, infatti, è necessario «vincere le resistenze di quei Paesi europei nei cui confronti le banconote da 200 e 500 euro continuano a esercitare un irresistibile fascino». (riproduzione riservata)

http://rassegna.governo.it/testo.asp?d=74155369
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Re: [DOSSIER n.05] "GUERRA ALLA BANCONOTA"

Messaggioda sandropascucci » 14 dic 2011, 11:52

credo che occorrerà una camionetta da n_posti,
dove n è il numero dei giornalisti..
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Re: [DOSSIER n.05] "GUERRA ALLA BANCONOTA"

Messaggioda MauroB » 15 dic 2011, 0:58

!
Arriva la tassa sul prelievo di contante in banca

Per chi va allo sportello in arrivo una commissione che varia da uno a tre euro
Pubblicato il 14/12/11 in Soldi| TAGS: prelievo contante, commissione prelievo

la novità

Addio alle banconote da 500 euro per abbassare la soglia del contante. Anche per le pensioni

Eliminare il biglietto di taglio massimo per combattere il riciclaggio e l'evasione. Ma i pagamenti elettronici sopra in 500 euro sono un bell'affare per le banche
Per chi preleva il contante allo sportello fisico di una banca, anziché dal bancomat, deve cambiare abitudini. A meno che preferisca pagare la cosiddetta tassa sul contante. Infatti molti istituti prevedono l’applicazione di un’imposta sui prelievi allo sportello. Per esempio ai correntisti della Bnl sono appena arrivate le lettere con cui si comunica che, a partire dal 18 aprile, per ogni prelievo di liquidi in agenzia, inferiore ai 2mila euro, dovranno versare 3 euro.

Pratica che si sta diffondendo su altre banche come Mps, Unicredit, Popolare di Milano, Ubi e Cariparma. In media i costi per un prelievo di denaro allo sportello variano da uno a 3 euro.
L’imposizione delle commissione colpirà soprattutto quelle fasce della popolazione poco abituate a usare gli strumenti elettronici, come gli anziani, alle prese peraltro con le nuove regole sulle pensioni. L’operazione è giudicata in linea con le indicazioni dell’Abi e dalla Banca d’Italia, che puntano a ridurre l’uso del contante, rendendolo più caro
.

http://economia.virgilio.it/soldi/tassa ... banca.html

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Re: [DOSSIER n.05] "GUERRA ALLA BANCONOTA"

Messaggioda mr.spyder » 15 dic 2011, 15:49

ma se gli da tutto sto disturbo togliamoglielo no?
leviamo tutto il contante dalle banche ed evitiamogli la fatica di contarlo,maneggiarlo,ecc
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Re: [DOSSIER n.05] "GUERRA ALLA BANCONOTA"

Messaggioda ivanopino » 27 dic 2011, 13:06

A tra poco la legge: "da oggi il contante non ha alcun valore, valgono solo i bytes" ... e con le banconote-debito ritirate che ci facciamo?
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Re: [DOSSIER n.05] "GUERRA ALLA BANCONOTA"

Messaggioda mr.spyder » 27 dic 2011, 15:15

sandropascucci ha scritto:tra poco passeremo dalla "guerra alla banconota" alla "banconota di guerra".. vedi, eh..


viewtopic.php?p=36248#p36248
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Re: [DOSSIER n.05] "GUERRA ALLA BANCONOTA"

Messaggioda kasiacolagrossi » 14 mar 2012, 21:45

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/ ... d=AbfRLP7E

!
Stranieri esclusi dai limiti al pagamento in contanti
In arrivo il provvedimento con modalità e termini


Pagamenti in contante anche sopra i mille euro per i trasferimenti di denaro effettuati da cittadini stranieri. La deroga, prevista dal nuovo decreto fiscale, interessa cessioni di beni e prestazioni di servizi legate al turismo effettuate da commercianti al minuto e assimilati, agenzie di viaggio e turismo nei confronti di persone fisiche che non hanno cittadinanza italiana, o di uno dei Paesi della Unione europea, e che sono residenti al di fuori del territorio dello Stato.

Le condizioni - Gli operatori interessati devono inviare una comunicazione preventiva all'Agenzia delle Entrate, secondo modalità e termini che saranno stabiliti con provvedimento del Direttore dell'Agenzia, e rispettare i seguenti adempimenti:
• all'atto dell'operazione, acquisire fotocopia del passaporto del cessionario e/o del committente e un'autocertificazione di quest'ultimo, attestante che non è cittadino italiano né di uno dei Paesi dell'Unione europea o dello Spazio economico europeo, e che è residente al di fuori del territorio dello Stato
• nel primo giorno feriale successivo all'operazione, versare il denaro contante incassato in un conto corrente intestato al cedente o al prestatore presso un operatore finanziario, consegnando a quest'ultimo fotocopia del documento di identità del cliente, della fattura o della ricevuta o dello scontrino fiscale emesso.

La fase transitoria – Gli adempimenti devono ovviamente essere rispettati anche dagli operatori che effettuano operazioni tra il 2 marzo e la pubblicazione del modello di comunicazione (che sarà approvato con provvedimento del Direttore dell'Agenzia). Una volta disponibile il modello, gli operatori avranno 15 giorni di tempo per inviare (ex post) la comunicazione all'Agenzia delle Entrate.
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Re: [DOSSIER n.05] "GUERRA ALLA BANCONOTA"

Messaggioda sandropascucci » 14 mar 2012, 21:51

è giusto. infatti la lotta al contante è fatta per combattere il lavoro in nero e la criminalità. gli stranieri in Italia non lavorano in nero, è risaputo. e la criminalità è pagata con cedolini dello Stato. questo prevede, infatti, la procedura di pagamento degli stipendi ai politici italiani.
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Re: [DOSSIER n.05] "GUERRA ALLA BANCONOTA"

Messaggioda kasiacolagrossi » 14 mar 2012, 22:10

mi sembra più

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Re: [DOSSIER n.05] "GUERRA ALLA BANCONOTA"

Messaggioda sandropascucci » 15 apr 2012, 20:53

bkp

:

:

"Report" sull'uso del contante
Abolire le banconote
per fare felici le banche
11 aprile 2012 - 13:30 - Economia

di Massimo Costa -

L’altra sera ho appreso in TV che la Sig.a Gabanelli intende procedere imperterrita nella sua crociata contro il contante. Ed è in buona compagnia. In Svezia stanno studiando come eliminarlo del tutto.

Ho detto e ripeto che il progresso non si ferma. Se in passato le banconote hanno sostituito le monete metalliche e queste hanno sostituito le pecore, non c’è ragione per frenare questa evoluzione. Ci sono anche buone motivazioni, quale quella della lotta all’evasione fiscale, anche se – ai livelli attuali della pressione fiscale – in alcuni casi parlerei di legittima difesa o di diritto alla sopravvivenza. Ma diamo per buono tutto.

Quello che trovo irritante è che una trasmissione che si accredita come quella che “scopre gli altarini” dei poteri forti si asserva poi agli stessi senza dare diritto di replica a chi la pensa diversamente.

Questo articolo lo spedirò alla redazione di Report, ma – vedrete – sarà completamente ignorato.

Se mi facessero parlare a Report direi soltanto le seguenti cose.

Prima alcuni dettagli, poi il pezzo forte.

Primo: dove finisce la lotta all’evasione fiscale e comincia l’oppressione fiscale e la confisca di redditi e patrimoni di famiglie e imprese?Mi spiego meglio. Se mio nipote, che ha 13 anni, mi aggiusta la serranda e io gli do una mancetta, la “trasparenza” invocata raffigura in capo a quel ragazzo intanto una forma di sfruttamento minorile e poi – perché no – una vera evasione fiscale, dato che questo reddito non lo dichiara? Chi ci garantisce dal fatto che il fisco, una volta avuto accesso a tutte le transazioni davvero minime, non ne faccia uso per tassare pure l’aria? Ma chi l’ha detto che se pagassimo tutti le tasse, ne pagheremmo veramente meno? Non potrebbe succedere che, presoci gusto, ne pagheremmo tutti di più?

Secondo: non è che, imponendo a tutti un POS, “faremmo fuori” tutti i mendicanti, renderemmo difficilissima la vita a povere parrocchie etc.? Va bene, l’elemosina in sé è una brutta cosa che non dovrebbe esistere, confina con l’accattonaggio, ma… un po’ di tolleranza non può alleviare alcuni mali sociali per i quali lo Stato è praticamente latitante?

Terzo: ma un po’ di privacy, nelle cose minime almeno, non era nei valori dell’Occidente libero e democratico? Se io fossi un consumatore – poniamo – di materiale pornografico, lo deve sapere il “grande fratello”, e così deve sapere se al bar preferisco il cornetto o l’arancina? Non è che stiamo esagerando un po’?

Quarto: su chi ricade il costo della tenuta dei c/c che sostituiscono il circolante? Ovviamente sui consumatori. Coi tempi che corrono davvero una bella mossa! Le banche ringraziano!

Come si vede si va a cuor leggero a toccare elementi della vita di tutti i giorni senza valutarne bene l’effetto. Ma io stesso dico che, sin qui, con un po’ di buona volontà e se i problemi sono correttamente avvistati da un punto di vista politico, si potrebbero tutti superare. Immaginiamo per esempio incentivi per distribuire macchinette POS “al portatore” in cui si ricarica a vista la propria carta di credito come fosse un telefonino. Le potrebbero dare i genitori ai figli come mancetta, senza aprire per forza un conto corrente, e le potrebbero usare pure i mendicanti. Sui costi dei c/c in un’altra Italia e in un’altra Europa si potrebbero imporre condizioni ai cartelli bancari. Per garantire un minimo di privacy si potrebbero istituire delle carte ricaricabili “al portatore”, veri e propri borsellini elettronici, con le dovute segnalazioni al fisco o ad altra autorità competente quando le transazioni che avvengono sulle stesse per entità e natura potrebbero divenire sospette per ogni ragione. Insomma, se si volesse, ma è chiaro che non si vuole, gli “effetti collaterali” potrebbero essere neutralizzati.

Ma il problema dei problemi è un altro, e non mi stancherò mai di ripeterlo.

Vi prego di seguirmi in un passaggio contabile. In Ragioneria nella sezione di “avere” si mettono due cose molto diverse fra loro: i ricavi e i debiti. In realtà, nonostante l’apparente differenza, la comune sorte nell’essere “accreditati” anziché “addebitati” in un conto nasce dal fatto che queste due cose (positivi i primi, negativi i secondi) a ben vedere ce l’hanno. Essi sono entrambi “fonti” di capitale, cioè modi per procurarsi denaro. E in effetti, se ci pensate, ci sono due modi per procurarsi il denaro: vendere qualcosa e guadagnarci, oppure farselo prestare.

Ora, quando un’azienda “emette moneta” (in teoria solo lo Stato potrebbe e dovrebbe farlo) sta ottenendo una fonte di denaro. Questa fonte è un ricavo o un debito? Se, a fronte di questa moneta emessa, l’emittente deve qualcosa al portatore, allora è un debito, se invece non deve proprio nulla e la moneta è soltanto un mezzo di scambio che deve essere comunemente accettato, allora la sua emissione rappresenta un ricavo.

Oggi, per lo Stato, funziona così solo per le monetine metalliche. Lo Stato le conia, le mette in circolazione (secondo le quantità che decide la BCE, per carità), ci guadagna e non deve più nulla.

La scomparsa di queste monetine, intanto, significa la scomparsa di questa fonte di reddito per lo Stato, che in cambio dovrà invece INDEBITARSI. Ma si tratta ormai di una voce minima. I tempi della moneta metallica sono andati da tempo.

Nel caso delle banconote, l’azienda emittente non è lo Stato, ma la Banca d’Italia (più correttamente il “concerto” di tutte le banche centrali europee, il SEBC). Direte “fa lo stesso” perché la Banca d’Italia è un ente statale. Non è del tutto vero, ma non ci addentriamo in questa questione. La Banca d’Italia emette banconote ed ha, come con le monete, una fonte di risorse monetarie. Ripetiamo la domanda: è un ricavo o è un debito? La risposta dipende dal fatto che la Banca d’Italia debba dare o no in cambio qualcosa al portatore di banconote. Un tempo, ormai lontano, le banconote davano diritto alla dazione di monete d’oro e d’argento. ALLORA erano un debito. Poi questa convertibilità è stata tolta, prima sul piano interno e poi anche su quello estero. DA ALLORA esse sono un ricavo per chi le emette, sebbene questo ricavo non sia distribuibile direttamente ma debba restare investito nell’azienda che lo emette. Purtroppo le banche centrali fanno finta di niente e, anziché mettere correttamente nel conto economico questo ricavo, lo mettono ancora nello stato patrimoniale come se fosse ancora un debito. Ma lasciamo perdere anche questo dettaglio. Oggi le banconote sono emesse dalle banche centrali, immesse sul mercato ricevendo in cambio dei titoli che fruttano interesse. L’interesse su questi titoli, tuttavia, viene retrocesso allo Stato. La scomparsa delle banconote, anch’esse trascurabili ma meno delle irrilevanti monetine, farà cessare questa fonte di interessi per lo Stato, che in cambio dovrà INDEBITARSI. Ma facciamo ancora finta di niente.

Riepiloghiamo quanto accade sul circolante prima di passare al terzo stadio, quello della moneta bancaria. Sulla prima forma lo Stato si appropria del “signoraggio primario”, cioè in sostanza del valore facciale delle monete dedotto il costo di produzione. Sulla seconda si deve accontentare, chissà perché, del solo “signoraggio secondario”, cioè degli interessi che derivano dalla collocazione sul mercato delle banconote, mentre quello primario resta investito nel patrimonio delle banche centrali, solo in parte realmente pubbliche. Per inciso si noti che se le banche centrali dessero agli stati il compito di battere la moneta cartacea, come si fa con quella metallica, quel signoraggio primario andrebbe direttamente allo Stato, che avrebbe bisogno di “meno tasse e meno tagli”. Ma facciamo finta di niente.

Veniamo all’ultima forma di denaro, quella bancaria, cioè i depositi a vista, le carte ricaricabili, gli assegni, etc. Questo denaro è emesso in piccola parte ancora una volta dalla banca centrale (le cosiddette riserve monetarie o “Moneta ad alto potenziale”) e, per la quasi totalità, dalle banche private.

Come mai le banche private “battono moneta”, sia pur elettronica? Non dovrebbe spettare questo compito allo Stato, o al più alla banca centrale? Residuo del passato. Ma in ogni caso, sino ad oggi, sia pure ormai solo in via puramente teorica, tale delega di emissione di moneta ai privati ha una giustificazione formale. Torniamo al dilemma ricavo/debito. Quando la banca “emette” un c/c ha certamente una fonte. Questa fonte è ricavo o debito? Ecco, sia pure formalmente, FINO A CHE ESISTE IL CONTANTE, esso è teoricamente un debito. Il correntista, infatti, può mettere in difficoltà la banca presentandosi allo sportello e pretendendo il contante, esattamente come 80 anni fa il detentore di banconote si poteva presentare all’istituto di emissione e pretendere l’oro in cambio. Quindi è un debito. OK.

Ma – QUESTO E’ IL PUNTO CRUCIALE – che succede se il contante sparisce?

Succede che si sta dando “corso legale” alla moneta bancaria, esattamente come prima della II guerra mondiale si diede “corso legale” alla moneta cartacea. Questo equivale a trasformare l’emissione di moneta bancaria da debito a “debito irredimibile”, cioè sostanzialmente a ricavo. Ed è ancora giusto che questo ricavo non passi dal conto economico e le banche non ci paghino alcun tributo? E’ ancora giusto che questa moneta sia emessa, peraltro a interesse, da banche private e non dallo Stato come sarebbe equo? Questo la Gabanelli, spero di sbagliarmi, ma non ve lo dirà mai.

Anche la piccola quota di moneta bancaria emessa dalle banche centrali presenta un’incredibile iniquità. Mentre per le banconote il 100 % degli interessi sulla loro collocazione viene ufficialmente definita “signoraggio” (in realtà è solo quello “secondario”) e retrocessa allo Stato, gli utili derivanti alla Banca centrale dall’emissione della moneta bancaria, chissà perché, sono completamente liberi. E quindi parte di essi è accumulato nel patrimonio della banca, parte di essi, sotto varie forme, viene dato allo Stato, parte di essi viene dato ai “partecipanti” (?!), cioè a banche private che non si sa a quale titolo stanno nel capitale di un istituto di credito che si vorrebbe “di diritto pubblico”. E’ vero che si tratta di poca roba. Ma, poca o tanta che sia, questi utili su emissione di moneta bancaria retrocessi a banche private, se fossero dati più correttamente allo Stato non sarebbero un “minore indebitamento”? No, a quanto pare lo Stato DEVE indebitarsi, per poi dirci che “siamo vissuti al di sopra delle nostre possibilità”. E si badi che la moneta bancaria emessa dalla Banca centrale è già “legale” in quanto è già inconvertibile in banconote.

Ma si tratta di una piccola frazione.

Il vero scandalo è quel 90 % e passsa di moneta che oggi è emessa da banche private che lucrano interesse su di una funzione eminentemente pubblica. Ecco, la tanto invocata riforma della Gabanelli vuole portare questo 90 al 100 % con tanti saluti all’equità e alla finanza pubblica.

Ma c’è un ultimo conto che non torna. Se il 100 % della moneta emessa in futuro sarà emessa da banche private, che la emettono, la prestano e contrattualmente poi chiedono in cambio il 105 % (il capitale più l’interesse), dove prenderà il sistema tutti quei soldi per restituirli? Se l’emissione di moneta bancaria la facesse lo Stato, intanto non avrebbe bisogno di prestarla a interesse ma potrebbe spenderla direttamente, ridistribuendola. Ma, in questo modo, è MATEMATICO che i soldi, a breve o lungo andare, non ci saranno mai. E giù con tagli e tasse senza fine, in una spirale che strutturalmente non può avere mai fine.

Da qui la mia proposta. Va bene, facciamo sparire il circolante, magari con le avvertenze di cui sopra. Ma, allora, affidiamo l’emissione di moneta al solo Stato (o all’Unione Europea, se volete, o alle Regioni, ai Comuni,…) e diamo alle banche la sola funzione che compete loro: prendere soldi a prestito e prestarli a chi ne ha bisogno. Mai più emissione monetaria e mai più speculazioni (ma quella è un’altra storia). Come? O portando al 100 % la riserva frazionaria da tenere presso la Banca d’Italia (i trattati in teoria lo consentono), ovvero – più semplicemente – autorizzando l’emissione monetaria alle sole banche “nazionalizzate”, cioè di proprietà dello Stato.

Siccome sono un irrecuperabile liberale, pretendo che lo Stato non possa mai decidere il “quantum” della moneta da mettere in circolazione. Questo lo decidano le austere “banche centrali”, indipendenti dal potere politico. Ma, una volta deciso il quantum, questo deve essere messo a disposizione direttamente dello Stato, con un crollo verticale del debito e con il fallimento, per mancanza di oggetto, delle agenzie di rating e del maledetto spread che ci lanciano contro.

Sig.a Gabanelli, me le fa dire queste cose in TV? O vuole solo contribuire a metterci nel laccio delle banche con il pretesto della lotta all’evasione?

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Re: [DOSSIER n.05] "GUERRA ALLA BANCONOTA"

Messaggioda ivanopino » 16 apr 2012, 18:08

Siccome sono un irrecuperabile liberale, pretendo che lo Stato non possa mai decidere il “quantum” della moneta da mettere in circolazione. Questo lo decidano le austere “banche centrali”, indipendenti dal potere politico.

Quindi sei un irrecuperabile schiavo dei banchieri..Amen.
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Re: [DOSSIER n.05] "GUERRA ALLA BANCONOTA"

Messaggioda sandropascucci » 14 mag 2012, 16:44

HA SGRAVAAATOO!
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Re: [DOSSIER n.05] "GUERRA ALLA BANCONOTA"

Messaggioda enricogrosso » 28 lug 2012, 14:33

A quant'è sul mercato il prezzo di questa banconota con la firma del mario (da non confondere con balotelli o monti) nazionale? Ne ho una originale... :mrgreen: e la vorrei vendere... :mrgreen:
“Il mondo non ricompensa onestà e indipendenza,bensì obbedienza e servilismo”
Enrico Grosso

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Re: [DOSSIER n.05] "GUERRA ALLA BANCONOTA"

Messaggioda mr.spyder » 28 lug 2012, 16:54

il prezzo che c'è scritto sopra,visto che tra poco ce ne saranno a milioni....
la rarità invece sono quelle di duisenberg,...se la trovi vuol dire che non sono rientrate in banca dal 2004...se poi hai la 500 sicuramente saranno passate per qualche "lavanderia"....
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Re: [DOSSIER n.05] "GUERRA ALLA BANCONOTA"

Messaggioda enricogrosso » 28 lug 2012, 22:57

Nessuna "lavanderia", candide, stirate e profumate di inchiostro e consegnatemi brevi manu dalla direttrice dell'ufficio postale nel 2009 quando chiusi il conto con grande fatica...
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MauroB
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Re: [DOSSIER n.05] "GUERRA ALLA BANCONOTA"

Messaggioda MauroB » 6 set 2012, 13:08

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IL CASO
Allarme falsari, arrivano i nuovi euro
così cambieranno colori, disegni e carta

Le banconote anticontraffazione saranno presentate a novembre. I bozzetti sono ancora segreti ma già si conosce il logo che sarà comune a tutti: la principessa fenicia Europa che secondo la mitologia fu rapita da Zeus

di FABIO TONACCI
NUOVI disegni, colori modificati, filigrana diversa. E un motivo comune, il mito greco del "Ratto di Europa", su tutti i tagli. L'euro sta per subire il primo restyling della sua giovane storia. La Banca centrale europea a novembre di quest'anno presenterà la nuova serie di banconote che dovrebbe cominciare a circolare nell'Eurozona già a maggio del 2013.

Perché la moneta unica ha sì appena dieci anni, ma li sente tutti. Troppo bravi sono diventati i falsari nell'imitarla. Troppe le critiche estetiche a quegli stili architettonici così anonimi stampati sui biglietti. E quindi si cambia. I bozzetti delle nuove banconote, selezionati a Francoforte da una commissione interna della Bce, sono coperti dal più rigoroso segreto. Ma qualcosa trapela, a cominciare dal disegno che è stato scelto, addirittura già nel 2004, per sostituire del tutto o in parte gli archi, le finestre e i portali attualmente disegnati. Si tratta dell'immagine della principessa fenicia Europa (da cui prende il nome il Vecchio Continente), figlia del re di Tiro Agenore e di Telefassa. Secondo la mitologia Europa fu rapita da Zeus che di lei si era innamorato e per non intimorirla aveva assunto la forma di un toro bianco. In alcuni mosaici, Zeus in realtà è raffigurato come una giovenca. Comunque un'icona "neutra", accettata da tutti i 17 Paesi dell'Eurozona. Ma qualcuno ci ha visto un atto simbolico, come a sottolineare che la Grecia, nonostante la crisi del debito,
è e deve rimanere nella moneta unica.

Il motivo grafico non sarà l'unico cambiamento. I colori subiranno una leggera variazione di tonalità e dovrebbero essere utilizzati degli inchiostri speciali anti contraffazione. La mappa dell'Europa sarà ampliata per includere i nuovi Paesi membri. La seconda serie degli euro sarà diversa anche al tatto, perché la carta filigranata in fibra di cotone, lino e canapa sarà sostituita con la fibra di cotone lungo, più rigida e consistente. E per incrementare la sicurezza, la calcografia (le linee in rilievo a forma di trapezio accanto alla cifra) sarà aumentata e impressa in più punti del biglietto.

"Le linee guida del cambiamento paradossalmente le hanno dettate i falsari - spiega un investigatore impegnato nella lotta alle contraffazioni - i disegni architettonici ora sulle banconote e i colori sono gli elementi più facili da riprodurre. Ce lo hanno insegnato loro, gli stampatori abusivi, con i loro euro taroccati sempre più perfetti e difficili da individuare". In questo gli italiani, purtroppo, sono maestri. A nord di Napoli, nell'area attorno a Giugliano, viene prodotta la metà delle banconote false che circola in Europa. I pezzi da 20 euro sono dei "capolavori". "Ma non è solo il Napoli Group, come li abbiamo battezzati, a impensierire la Bce - spiega ancora la fonte - in Bulgaria ci sono realtà criminali che spacciano pezzi da 200 euro che sembrano veri". Dal 2002 ad oggi in Europa sono stati sequestrati più di 5 milioni di biglietti falsi, e si stima che quelli in circolazione siano 5 volte di più. Dunque un'esigenza di maggiore sicurezza, che si affianca al problema di un'estetica non proprio accattivante, tanto che a Francoforte si pensa al cambio da anni.

Ma come avverrà la transazione? Non è un dettaglio, perché la nuova serie rischia di rendere inservibili tutti i distributori automatici e i bancomat che oggi riconoscono solo le vecchie banconote. E perché già si pensa al caos che si potrà creare con i 200 e i 500 euro, i biglietti che spesso vengono nascosti in cassaforte o sotto il letto per evitare di denunciarli al fisco perché frutto di pagamenti al nero o di riciclaggio.

Ci sono due ipotesi. Il passaggio "morbido" prevede che a partire da maggio del prossimo anno (ma la data potrebbe slittare a ottobre per dare il tempo di stampare più biglietti possibili) le banche cominceranno di volta in volta a ritirare le banconote che hanno esaurito la loro "vita tecnica" (il periodo durante il quale mantengono le caratteristiche e non si deteriorano), sostituendole con le nuove. I tagli piccoli, 5, 10 e 20 euro hanno una vita di circa tre anni. Quindi si ipotizza un lungo periodo di convivenza delle due serie, fino a una "dead line" dopo la quale i vecchi euro non avranno più valore. Secondo l'agenzia Bloomberg i primi a circolare saranno i nuovi biglietti da 5. Ma c'è anche la possibilità di un cambio più repentino, della durata di pochi mesi e con scadenze tassative. In ogni caso i falsari stanno già consultando i libri di mitologia greca.
(06 settembre 2012)


http://www.repubblica.it/economia/2012/ ... 28034/?rss


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Pagamenti, sopra i 50 euro il bancomat diventa obbligatorio

Il decreto Sviluppo. Spariscono le ricette e i certificati di carta.
Niente più contanti: per i pagamenti sopra i 50 euro bisognerà usare il bancomat. E addio ricette rosa, per prendere i medicinali mutuabili in farmacia basterà un codice. Sono solo alcune delle novità che potrebbero entrare in vigore con il secondo decreto Sviluppo che il governo sta studiando in queste ore. Il contenuto del testo, anticipato dall’agenzia di stampa TmNews è ricco di novità per i comuni cittadini, a cominciare dalla “sparizione” dei pagamenti con denaro contante. Che dovrebbe scattare dal luglio 2013, prevedendo i soli pagamenti elettronici anche per i professionisti e gli artigiani, sotto i 50, e in futuro l’intenzione è di estenderla anche ai pagamenti di importo inferiore.

Una sola tessera con tutti i dati
Accanto a questa misura è prevista anche una "rivoluzione telematica" che ocmincia con l’informatizzazione di tutti i dati che riguardano i cittadini. Sarà introdotta la tessera unica, che dovrebbe sostituire non solo l’attuale tessera sanitaria , ma anche la carta d’identità e il codice fiscale. Accanto al tesserino sarà introdotto anche il domicilio digitale, un indirizzo di posta elettronica che i cittadini comunicheranno all’anagrafe per ricevere le comunicazioni. L’indirizzo digitale non sarà obbligatorio, ma potrebbe entrare in funzione già il prossimo gennaio.

Ricette mediche e pin
Digitali saranno anche le ricette mediche, ma in questo caso la trasformazione spetterà alle Regioni e alle Province autonome, che dovranno provvedere a renderle operative entro sei mesi dall’entrata in vigore del decreto. Come accade oggi per i biglietti ferroviari acquistati in rete, i cittadini riceveranno al momento della prescrizione un codice pin da comunicare al farmacista, e al quale corrisponderà quel determinato medicinale.

Carta d'identità e tessera sanitaria insieme
Infine, per il capitolo digitalizzazione, anche i certificati di nascita e di morte viaggeranno solo via web, e saranno rilasciati direttamente dagli ospedali dove è avvenuta la nascita o dai medici che hanno certificato il decesso alle amministrazioni competenti (gli uffici anagrafe, si suppone), e all’Istat. Il cittadino potrà richiederne copia cartacea alle amministrazioni.

Ultimo aggiornamento: 06/09/12

http://www.ilsalvagente.it/Sezione.jsp? ... ione=17298

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Re: [DOSSIER n.05] "GUERRA ALLA BANCONOTA"

Messaggioda sandropascucci » 7 dic 2012, 20:23

grill0 senza vergona

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"Comprare qualcosa, pagando con banconote o monete è una delle cose più normali di questo mondo. Eppure in Italia c'è chi vuole farlo passare per un comportamento addirittura incivile. Si veda Giovanni Sabatini, direttore dell'associazione delle banche italiane (ABI), con la ridicola tesi che "la lotta al contante è una vera e propria battaglia di civiltà". Chiaramente straparla, per nascondere una verità ben diversa: le banche guadagnano su tutti i pagamenti, salvo quelli in contanti. Per questo vogliono colpevolizzare chi li usa. Con le carte di credito, bancomat ecc. lucrano le provvigioni addebitate ai negozianti, le commissioni sui movimenti di conto corrente, gli interessi (fino al 24,9% annuo) sulle carte di revolving ecc. Inoltre costringono la gente a tenere i soldi sul conto, senza corrispondergli praticamente nessun interesse.
Le banche italiane si sono addirittura inventate la campagna della guerra al contante. Hanno costruito e finanziato "War on cash" che diffonde falsità del tipo: "Il cash è superato, costoso, pericoloso, inquinante e scomodo".
Uno dei leitmotiv delle banche, ripetuto pappagallescamente dai giornalisti economici italiani, è poi che a tale riguardo l'Italia sarebbe in forte ritardo rispetto all'Europa. Ebbene, anche questa è una frottola, smentita dalla banca centrale tedesca: in Germania l'80% degli acquisti avviene in contanti. Anzi, la Deutsche Bundesbank ha addirittura organizzato un convegno a difesa del contante (Bargeldsymposium, Francoforte 10-10-2012, ovviamente ignorato dalla stampa italiana.
Vantaggi del contante. Studiosi e dirigenti della banca centrale tedesca dimostrano in modo inconfutabile che, rispetto ai pagamenti elettronici, il contante è: più comodo, più veloce, più accettato, più rispettoso della privacy, più economico, più trasparente.
Importantissimo l'ultimo punto: solo prelevando contanti e pagando con essi si ha un immediato controllo sulle proprie spese. Peccato che alle banche invece faccia gioco che uno vada in rosso sul conto corrente, per applicargli interessi anche del 20,4% (vedi Banca Intesa-Sanpaolo), senza che ufficialmente sia usura.
Questo e altri vantaggi del contante solo comunque citati anche da Carlo Pisanti, direttore centrale della Banca d'Italia.
L'evasione fiscale. Si può convenire sull'opportunità di vietare l'uso delle banconote per grossi importi, come nell'acquisto di un appartamento o anche di una macchina. Ma qui il discorso è un altro. La "lotta al contante" prende di mira chi paga in contanti un paio di scarpe o il conto di un ristorante. Geronimo Emili di "War onCash" vuole tutti i micro-pagamenti, cioè di 5 euro o meno, senza contanti con la vaga promessa che "si abbasseranno i costi delle commissioni bancarie", rifiutando peraltro ogni regolamentazione. In realtà non è neppure vero che proibendo del tutto l'uso dei contanti si potrebbe contrastare l'evasione fiscale, perché non si vede come il fisco avrebbe abbastanza personale per spulciare i 40 milioni di conti correnti degli italiani.
Forti critiche alla pretesa utilità anti-evasiva della lotta al contante arrivano da Alessandro Penati, dell'Università Cattolica di Milano: "Come se per eliminare l'evasione bastasse eliminare la banconote. Un'assurdità". Ma anche da Ranieri Razzante, esperto e docente di antiriciclaggio. In realtà la grossa evasione e la massiccia esportazione di capitali non usano il contante, ma sovra- e sotto-fatturazioni e altri trucchi contabili.
I costi del contante. Sulla stampa italiana leggiamo bizzarrie come quella di Enrico Romagna-Manoja, direttore del Mondo, che scrive che "il costo in Europa per la gestione delle banconote supera i 300 miliardi di euro" (il Mondo, 26-10-2012, pag. 7). A ciò corrisponderebbe per l'Italia un costo nell'ordine dei 100 miliardi di euro l'anno: una sparata senza fondamento (e senza nessuna fonte).
Mette le cose a posto Helmut Rittgen, responsabile per il contante della Bundesbank che scrive a pag. 9 del suo intervento: "Gli argomenti, secondo cui il contante sarebbe il mezzo di pagamento più caro, sono semplicemente falsi". Nel complesso il contante risulta anzi quello meno costoso.
Potremmo continuare a lungo. Nel 2009, quando in Italia le banche erano partite con la guerra al contante, Giampaolo Fabris scriveva che "il contante tendenzialmente è destinato a scomparire" (il Sole 24 Ore, 21-12-2009, pag. 21). Di nuovo ristabilisce la verità la Bundesbank proclamando al contrario che "il contante è un mezzo di pagamento di ieri, di oggi… e di domani". Con buona pace dei banchieri italiani." Beppe Scienza
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Re: [DOSSIER n.05] "GUERRA ALLA BANCONOTA"

Messaggioda Huro Chan » 8 dic 2012, 16:20

Beppe Scienza o Beppe Grillo? non capisco..
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Re: [DOSSIER n.05] "GUERRA ALLA BANCONOTA"

Messaggioda sandropascucci » 8 dic 2012, 17:24

scienza sul blog del grill0.. che poi.. scienza.. dai.. quell'andro grill0.. maddai!!
allora io mi nomo sandro secchezza e via!
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Re: [DOSSIER n.05] "GUERRA ALLA BANCONOTA"

Messaggioda roberta » 11 gen 2013, 23:46

!
.Home > Notizie Italia > 5 euro, presentata da Draghi la nuova banconota

5 euro, Draghi ha presentato oggi a Francoforte la nuova banconota da 5 euro della nuova serie, Europa, che si rinnova dopo 11 anni.

5 euro, la banconota dal taglio più piccolo, si rinnova dopo ben 11 anni dalla sua prima apparizione. La nuova banconota da 5 euro farà parte della nuova serie di banconote nei successivi tagli le quali succederanno, gradualmente nei prossimi anni, a quelle attualmente in circolazione. Questa nuova serie di banconote si chiamerà: Europa

Oggi a Francoforte è stata quindi presentata la capostipite della nuova serie di banconote Europa.

A prima vista, la nuova banconota da 5 euro assomiglia alla precedente in circolazione da ormai 11 anni ma le differenze consistono in modifiche importanti quali quella della filigrana e dell’ologramma che riprende la mitologia greca.

La nuova banconota dal taglio di 5 euro, entrerà nelle nostre tasche a partire da maggio 2013, per gli altri tagli, quelli da 10, 20, 50, 100, 200 e 500 euro l’entratas in circolazione sarà graduale.

Ogni anno uscirà una nuova banconota dei tagli successivi che alla fine, completeranno questa nuova serie Europa. Quindi, prima di poter vedere l’intero gruppo di banconote della nuova serie Europa in circolazione, dovremo aspettare diversi anni.

Altra modifica importante a livello di sicurezza e che la contraddistinguerà anche visivamente sarà che le cifre avranno una colorazione brillante, difatti, come è stato ufficialmente annunciato:

“Muovendo la banconota, la cifra brillante produce l’effetto di una luce che si sposta in senso verticale. Nella banconota da 5 euro la cifra cambia colore, passando dal verde smeraldo al blu scuro. Giovedì, comunque, l’aspetto del nuovo taglio da 5 euro sarà svelato in tutti i suoi elementi”.

La Bce (Banca centrale europea) ha spiegato che la nuova serie di banconote Europa, di cui quella da 5 euro sarà la proima arrivata nel prossimo maggio, non differiranno molto dalle attuali se non per queste importanti sottigliezze che riguarderanno l’evoluzione dell’intero gruppo di banconote.

Saranno quindi tutte ispirate ai temi: Epoche e Stili con le stesse gradazioni di colori ma le modifiche, appunto perché riguarderanno dei particolari importanti per la sicurezza, renderà, questa nuova serie Europa, più sicura contro le contraffazioni.

http://www.mondoinformazione.com/notizi ... ota/79236/
benvenuti roberta, firenze

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Re: [DOSSIER n.05] "GUERRA ALLA BANCONOTA"

Messaggioda sandropascucci » 19 gen 2013, 19:16

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Roma, scoperta zecca clandestina di monete da 1 e 2 euro, 3 arresti
LaPresse – 10 ore fa

Roma, scoperta zecca clandestina di monete da 1 e 2 euro, 3 arresti

Roma, 19 gen. (LaPresse) - La gdf di Aversa e i carabinieri del comando antifalsificazione monetaria di Roma, con un blitz scattato nella tarda serata di mercoledì scorso, hanno fatto irruzione all'interno dell'autorimessa di una villa isolata nelle campagne di Gallicano nel Lazio, che era stata adibita a vera e propria zecca clandestina per la coniazione di monete Euro false di ottima fattura. Tre i falsari arrestati in flagranza di reato, mentre erano intenti a produrre le monete contraffatte: due di loro vantano un'esperienza da orefici e incisori, messa a frutto per la creazione delle matrici impiegate per la coniazione. Un lavoro certosino di altissima precisione. Per meglio ingannare la buona fede delle persone e agevolare l'immissione in circolazione della valuta falsa, le monete da 2 euro erano coniate con la faccia nazionale italiana nella versione commemorativa 'Olimpiadi Invernali di Torino', meno diffusa e conosciuta, così come le monete da un euro riportavano la faccia nazionale francese, meno frequente nel nostro paese.

Oltre alle numerose monete false già pronte per essere spese, all'interno dell'opificio clandestino, c'erano anche decine di migliaia di anelli e tondelli necessari per l'illecita produzione, in procinto di essere utilizzate per la ulteriore coniazione di un ingente quantitativo di monete da immettere nel mercato. Posti sotto sequestro anche la pressa idraulica, i conii per le incisioni ed altro materiale impiegato per la falsificazione, per un valore totale di circa 120.000 euro.
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Re: [DOSSIER n.05] "GUERRA ALLA BANCONOTA"

Messaggioda sandropascucci » 25 apr 2013, 18:55

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Le banconote da 500 euro destinate a sparire?
Il taglio più grande in circolazione suscita dubbi e ripensamenti: non mancano i motivi per pensare a una futura abolizione

Nell’eurozona non c’è pace e a finire nel mirino sono anche le banconote da 500 euro. Il taglio più grande in circolazione nelle 10 maggiori economie al mondo è sotto il fuoco incrociato di analisi e revisioni, che spingono per una sua abolizione, per ragioni a carattere economico ma anche politico.

A inizio aprile, fu l’analista di Bank of Amerika Merrill Lynch, Athanasios Vamvakidis, forex strategist di Bank of America ed ex funzionario del Fondo Monetario Internazionale, a sostenere, con un rapporto scritto, che la Bce dovrebbe ritirarle dal mercato, al fine di sortire un triplice effetto: indebolire la moneta, aiutare il rilancio dell'economia dell'Eurozona, utilizzare i proventi dell'eventuale abolizione del taglio per ricapitalizzare le banche europee.

A dar man forte al giudizio dell’analista anche i dati del Soca (Serious Organized Crime Agency), l’organismo che gestisce i mandati internazionali d’arresto, secondo cui il 90% dei 500 euro circolanti sarebbero in mano a evasori fiscali o alla criminalità organizzata.

La nobile banconota sarebbe utilizzata per fini di riciclaggio di denaro sporco, una delle piaghe maggiori da debellare non solo nell’area Ue. A dar man forte alla tesi di Vamvakidis arriva il parere di Vitor Constancio, vicepresidente della Banca Centrale Europea, che, intervenendo al Parlamento Europeo, ha dichiarato che vale la pena di discutere se la banconota da 500 euro debba continuare a circolare, poiché il taglio "non è comunemente utilizzato", e "questo suggerisce che non sia così evidente la sua necessità nel sistema dei pagamenti".

L’opinione di Constancio è degna di nota, soprattutto ricordando che nel 2012 il presidente della Bce, Mario Draghi, aveva rigettato l’idea di ritirare la prestigiosa banconota, fondamentale come riserva.


Mario Draghi, aveva rigettato l’idea di ritirare la prestigiosa banconota, fondamentale come riserva. OOPPS!!
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Re: [DOSSIER n.05] "GUERRA ALLA BANCONOTA"

Messaggioda sandropascucci » 20 lug 2013, 16:01

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14 May 2013sviluppo economico / Consiglio della UE / risparmio
La Bundesbank dice no: Weidmann si oppone all’Ue

L’Ue vuole risparmiare e pensa di abolire i centesimi

Giovanni Del Re
Viste le spese, si pensa di eliminare le monetine da 1 e 2 centesimi. Tutti d’accordo. Ma come fare?


Le monetine da 2 centesimi di euro
6 sharesstampapdf
Chi non ha mai buttato da qualche parte manciate di monetine da uno o due cent che ingombrano le tasche dei pantaloni e gonfiano inutilmente i portamonete alzi la mano. La Commissione Europea ha riconosciuto il problema, e comincia a chiedersi se non sia il caso semplicemente di eliminarle del tutto. Come ha fatto, peraltro, fin dall’inizio, la Finlandia, e poi l’Olanda, paesi nei quali circolano solo monete da 5 cent in su e i prezzi sono adattati.

Un problema, anche, di costi notevoli con perdite pazzesche per la Bce e le banche centrali dell’eurozona (e dunque anche dei contribuenti): «La produzione di monete da 1 e 2 cent – scrive la Commissione in una nota – è chiaramente un’attività che porta perdite per l’eurozona, per via della differenza tra il valore nominale della moneta e il prezzo pagato (dagli Stati membri ndr) per coniarle. La perdita cumulativa dal 2002 è stata di 1,4 miliardi di euro». In tempi in cui nell’Ue si negozia per una manciata di milioni e si faticano a raggranellare sei miliardi di euro per rilanciare l’occupazione giovanile sono davvero tanti soldi. «L’economia – scrive ancora Bruxelles – porterebbe a pensare che sia il caso di interrompere il conio di queste monete».

Soprattutto perché molti le buttano via o le perdono (tanto non valgono niente), insieme al vizio dei cosiddetti prezzi “soglia” (tipo 3,99 per non scrivere 4 euro), ha l’effetto di «una sempre crescente richiesta di emissione di moneti di piccolo valore, che rappresentano al momento la metà circa di tutte le monete in circolazione», pari in totale a 46 miliardi di pezzi.

In realtà, però, il commissario competente, Olli Rehn (titolare degli Affari economici e monetari) esita a prendere chiaramente posizione. «La Commissione – ha spiegato – ha consultato le imprese e le associazioni dei consumatori, le Zecche statali e le banche centrali sui pro e i contro di continuare a emettere monete da 1 e 2 cent. Ora proseguiremo queste discussioni con le parti in causa e gli stati membri, per capire se emergono chiare preferenze su cui basare una proposta legislativa».

Bruxelles ha così messo sul tappeto quattro opzioni. Due sono per l’eliminazione. La prima prevede, al tempo stesso, lo stop alla produzione di queste monete e il ritiro di quelle in circolazione. La seconda prevede invece una gradualità: la produzione cesserebbe, ma le monete già in circolazione continuerebbero a essere usate, finché, negli anni, finirebbero per sparire o diventare sempre più rare. Le altre due opzioni sono o lasciare tutto com’è (la meno probabile), o ridurre i costi di produzione, cambiando le leghe metalliche con altre meno costose, e migliorando l’efficienza della produzione stessa.

Curiosamente, gli unici veri ostacoli allo stop sono di natura psicologica: secondo la Commissione Europea, «l’atteggiamento del pubblico è misto: da un lato molti sono legati a queste piccole denominazioni e temono il rischio di inflazione se sparissero, dall’altro le trattano come oggetti senza valore e non le fanno circolare nei canali di pagamento». Bruxelles, inoltre, teme un non meglio specificato «rischio di reazioni negative del pubblico per l’effetto di arrotondamento dei prezzi legato al ritiro». Un arrotondamento, va da sé, al rialzo. Già, ma è meglio continuare a buttare 100 milioni l’anno di perdite?


twitter: @jeohlin

parole chiave: centesimi / crisi / Euro / europa / Eurozona / finlandia / monete / Olanda
argomenti: sviluppo economico / Consiglio della UE / risparmio

fonte: linkiesta.it
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Re: [DOSSIER n.05] "GUERRA ALLA BANCONOTA"

Messaggioda sandropascucci » 23 ago 2013, 14:22

mi sono appena re-iscritto alle elementari (che dovevo cmq terminare da tempo..)
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Re: [DOSSIER n.05] "GUERRA ALLA BANCONOTA"

Messaggioda sandropascucci » 20 set 2013, 10:01

L'ESPRESSO In edicola questa settimana
300 MILIARDI DI NERO. L’economia sommersa cresce, e con questa l’evasione fiscale. Ad alimentarla soprattutto l’uso del denaro contante. Come contrastare il fenomeno? Per esempio con carte di credito e bancomat. Ma c’è chi rema contro...


eh! eh! eh!
se remiamo contro ci sarà un motivo.. il tuo padrone IGB non te lo ha detto?
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roberta
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Re: [DOSSIER n.05] "GUERRA ALLA BANCONOTA"

Messaggioda roberta » 8 nov 2013, 8:57

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La filiale? “Vista autostrada”
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Banca Ifis e i suoi 30 sportelli lontani dai centri storici, punti di appoggio per i clienti che però operano quasi completamente on line. Una visione “lean” dello sportello, e la certezza che il futuro sarà sul web


Giovanni Bossi, amministratore delegato di Banca Ifis

“Il nostro – spiega l’amministratore delegato Giovanni Bossi – è un approccio che in questo periodo storico definirei fortunato. Da trent’anni lavoriamo con le imprese, e abbiamo scelto di non essere presenti con filiali nei centri storici: abbiamo infatti 30 uffici collocati in zone logisticamente interessanti, vicino alle grandi reti viarie – ‘vista autostrada’, mi piace dire – in modo che il nostro personale possa facilmente raggiungere la clientela”. Anche gli uffici sono strutturalmente diversi: sono un punto di contatto utile alle persone di passaggio, ma l’operatività è basata sul web. “Facciamo in modo che, dopo la prima relazione con la banca, il cliente possa operare da remoto”.
Altri sportelli verranno aperti, su tutto il territorio italiano, nei prossimi mesi, ma non è prevista una copertura capillare, perché il settore del lending è sufficientemente rappresentato in questo modo. La raccolta retail, invece, iniziata a partire dal 2008, viene effettuata tutta on line (si sta parlando di 80mila clienti). “La raccolta retail, spiega Bossi, non è peraltro in carico agli sportelli, ma a un front office gestito direttamente dalla direzione della banca, con suo personale interno”.
Ma in futuro è ipotizzabile un cambiamento di approccio? Secondo Bossi, oggi il posizionamento di Banca Ifis è ideale, frutto di decisioni e azioni intraprese nel giusto periodo. “Se fossimo partiti dieci anni prima con la raccolta retail, oggi questa verrebbe effettuata in modo tradizionale. Il nostro approccio mi porta a dire che la banca, in generale, è in grado di snellirsi ulteriormente. Non credo che il cento per cento dell’attività bancaria possa essere seguita on line, ma in gran parte sì”.

Il ruolo degli operatori

L’attenzione nei confronti dell’on line da parte di Banca Ifis è forte anche perché risponde a un bisogno espresso dalla clientela. “Il cliente non desidera perdere tempo e progressivamente ha diminuito la gestione del contante; vuole abbattere i costi, e non pagare commissioni per ciò che non gli serve. Solo il canale on line può rispondere a queste richieste. Ecco perché è vero che i nostri 30 sportelli sono uffici, ma l’operatività passa per il web: i clienti caricano le operazioni a sistema, e le eccezioni vengono gestite manualmente”.
I nuovi uffici che Banca Ifis aprirà nasceranno per “gemmazione”. “Vogliamo dare l’opportunità ai giovani della rete di distribuzione di crescere e percorrere la loro sfida in autonomia, gestendo un proprio portafoglio clienti. Esperienze di questo genere si sono già verificate in Toscana, Lombardia, Veneto e Puglia: le unità nascono per dare un miglior servizio ai clienti, in modo che questi possano, nel raggio di 80-90 chilometri, trovare il loro ufficio d’appoggio”.
Agli operatori presenti negli uffici è richiesta una preparazione particolare. I dipendenti sono specialisti sia dei clienti sia dei prodotti. “La banca normale, che si rivolge al retail, necessita di figure generaliste, che spaziano, nella competenza, su più prodotti. Le nostre persone hanno un focus sulle Pmi e una specializzazione spinta. Vivono in modo più approfondito un settore più ristretto. Questo tipo di formazione specialistica non è reperibile in università, ed è frutto di anni di preparazione fornita direttamente dalla banca. In ogni filiale il numero di addetti può variare da tre a venti”
Dal punto di vista di Banca Ifis, quale futuro è ipotizzabile per le filiali delle banche retail? “Certamente il fabbisogno di sportelli tradizionali è in calo, perché lo sportello offre servizi che possono essere somministrati anche on line, a costi più ridotti. Anche l’apertura delle filiali in orari particolari è una risposta tardiva a un bisogno che quasi non c’è più, dato che i clienti si stanno spostando sul web. Questo processo, anche grazie alla maturità digitale dei clienti, alla multicanalità, alla diminuzione dell’uso del contante e alla disponibilità di banda, sarà inarrestabile. Da qui a dieci anni, la banca che per prima inizierà un cambiamento importante sulla rete delle filiali avrà guadagnato un vantaggio competitivo sulle altre”.

E.G.
benvenuti roberta, firenze

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Re: [DOSSIER n.05] "GUERRA ALLA BANCONOTA"

Messaggioda sandropascucci » 12 nov 2013, 11:28

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Addio codice segreto, basta un telefonino
ecco la seconda vita del vecchio bancomat
Trent'anni fa il primo in Italia. E in futuro sarà sempre più tuttofare
di ETTORE LIVINI

Addio codice segreto, basta un telefonino ecco la seconda vita del vecchio bancomat
TAG bancomat

MILANO - Non ci ha (quasi) mai negato un po' di soldi quando ne avevamo bisogno. È stato la nostra àncora di salvezza quando ci siamo trovati all'estero senza contanti o con una bolletta in scadenza da pagare dopo la chiusura della Posta. E oggi che compie trent'anni, l'angelo custode dei nostri portafogli, alias il Bancomat, si prepara a reinventarsi una second-life. Riciclandosi come arma letale acchiappa-evasori e regalandosi, se la merita, un vero volto umano.

La sua prima vita è iniziata il 23 novembre 1983, quando le banche tricolori hanno lanciato la tessera per prelievi in contanti (si chiamava Carismat). Sembrava uno sfizio da iper-modernisti, un giocattolo per invasati di nuove tecnologie. Errore: la moneta di plastica ha rivoluzionato in tre decenni il traffico dei soldi nelle tasche degli italiani. Oggi nel Belpaese ci sono 33,2 milioni di card, più di uno ogni due abitanti e 48mila distributori automatici di denaro. Il numero di operazioni è decollato: lo usiamo 3.472 volte al minuto (notti e festivi compresi). In banca, al Pos del salumiere, al casello dell'autostrada o per ricaricare il telefonino. E nel mondo virtuale delle carte di debito transitano operazioni per 210 miliardi l'anno (più del 10% del nostro Pil) senza che passi di mano una banconota. Una montagna d'oro destinata a crescere visto che nel nostro paese il contante la fa ancora da padrone (vale l'82% delle transazioni contro il 66% della media europea) e che gli acquisti via Bancomat "sono cresciuti nel 2012 del 20% a 78 miliardi",
come calcola Sergio Moggia, direttore generale del Consorzio Bancomat.

Tanta gloria, tanti nemici. E in effetti il successo è stato direttamente proporzionale al boom delle frodi. Si rubano codici e Pin con telecamere nascoste, grazie a sensori sulle tastiere o con l'invio di mail "farlocche" che ingannano il titolare. Si blocca (lo chiamano "Cash trapping") la fessura da cui esce il denaro con una forcina per poi prelevarlo appena il cliente se ne va. "Il livello di irregolarità resta bassissimo, pari allo 0,001% dei volumi", assicura Moggia. Il valore dei furti "informatici" è però vicino al miliardo malgrado armi di difesa efficaci come l'invio di sms ad ogni operazione.

I numeri, comunque li si legga, sono la storia di un successo anche visti con l'ottica capovolta delle truffe. Ma oggi, a trent'anni, la moneta di plastica è pronta a cambiar vita. La prima novità è l'impegno militante come 007 anti-evasione a disposizione del Fisco. Dal primo gennaio 2014 medici, avvocati e liberi professionisti saranno obbligati a installare i Pos per i pagamenti. Provvedimento che abbinato ai limiti ai contanti - anche se il tetto di utilizzo ai 50 euro resta un sogno - "porteranno più trasparenza ai flussi di denaro", dice il numero uno del Consorzio. Quando la Corea del Sud, una decina di anni fa, ha adottato norme di questo tipo è riuscita a far emergere il 5% del suo sommerso. Cifra che in Italia varrebbe qualcosa come 20 miliardi l'anno.

La second-life del Bancomat, però, avrà anche un aspetto tecnologico. Il laboratorio di queste sperimentazioni sono gli Stati Uniti. La Wintrust, una banca di Chicago, sta trasformando i suoi 180 distributori per farli dialogare con gli smartphone. Si programmano le operazioni a distanza con il telefonino, prelievi compresi. E una volta arrivati all'Atm, basta battere il codice o avvicinare il cellulare per ritirare i quattrini in pochi secondi. La vera svolta però è la nascita del Video-Bancomat tuttofare. Lo sta sperimentando Bank of America. Dove gli Atm, oltre alle funzioni tradizionali, saranno in grado di collegarsi sullo schermo con un dipendente in carne e ossa, pronto a dialogare e garantire tutte le operazioni come in agenzia, 24 ore su 24. Dare un'anima al denaro sarà difficile. Ma la moneta di plastica - all'alba dei trent'anni - è riuscita almeno a regalarsi un volto.

(12 novembre 2013)
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Re: [DOSSIER n.05] "GUERRA ALLA BANCONOTA"

Messaggioda sandropascucci » 17 nov 2013, 8:51

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Quindici milioni di Italiani senza conto in banca
di Carlo Lavalle - Lunedì 11 Novembre 2013
unbankeditalia.jpgSono quasi 15 milioni, un quarto della popolazione, gli Italiani che non depositano risparmi in banca (unbanked). La segnalazione è della CGIA di Mestre che rilancia i dati della Commissione UE, secondo cui siamo primi in Europa, avanti a Romania e Polonia (rispettivamente con 9.860.000 e 9.700.000 cittadini senza conto bancario).
Considerando soltanto la popolazione over 15 il quadro muta di poco: la Romania conquista la classifica con il 55%, la Polonia diventa seconda con il 30% e l’Italia si piazza terza con il 29% contro una media UE del 14%. La differenza con i principali Paesi europei rimane dunque enorme. In Francia gli unbanked sono 1.571.688 pari al 3% della popolazione over 15 anni, in Gran Bretagna 1.537.405, sempre il 3% mentre in Germania sono 1.404.097, in percentuale appena il 2%. Eppure l’Italia è tra i Paesi europei con il maggior numero di sportelli bancari: 55 ogni 100.000 abitanti, a fronte di una media europea di 41! Per Giuseppe Bortolussi, segretario della CGIA, questa situazione si deve alla tendenza tra le fasce anziane a preferire la liquidità, i libretti postali se pensionati o addirittura il conto corrente di un familiare. Non a caso, l’ipotesi di prevedere in Italia l’obbligo di pagamento con carta di credito potrebbe comportare non pochi problemi.
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Messaggioda sandropascucci » 17 nov 2013, 8:55

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POS dal 1° gennaio obbligatorio per i professionisti
Obbligo per commercianti, professionisti e studi professionali di dotarsi di POS per il pagamento tramite carte di debito dal 1° gennaio 2014.
Francesca Vinciarelli - 13 novembre 2013

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POS: obbligatorio per professionisti e studi professionali dal 2014
I professionisti e gli studi professionali hanno ancora poco tempo a disposizione per adeguarsi alle nuove disposizioni previste dal Decreto Crescita 2.0 (DL n. 179/2012), che li obbliga a dotarsi di POS dal 1° gennaio 2014. A partire da tale data tutti i soggetti esercenti l’attività di vendita di prodotti e di prestazioni di servizi, anche professionali, saranno obbligati ad accettare pagamenti tramite carte di debito (come i bancomat).

Decreto attuativo mancante

Il vincolo scatterà tuttavia solo qualora arrivi l’apposito decreto attuativo, che al momento non è ancora stato emanato dal Ministero dello Sviluppo economico e dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Con uno o più decreti, oltre ad essere disciplinate le modalità ed i termini di attuazione della misura, potrebbero inoltre essere introdotti un tetto alle fatture sotto il quale non viga l’obbligo di accettare pagamenti via POS, ma anche estendere l’obbligo ad altri strumenti di pagamento elettronici, anche con tecnologie mobili.

Pagamenti elettronici contro l’evasione
Si tratta di disposizioni che fanno seguito a quella, sempre contenuta nel Decreto Salva Italia (DL n. 201/2011), che ha vietato i pagamenti in denaro contante tra soggetti diversi in un’unica soluzione di importo superiore o uguale a mille euro. Con Decreto Crescita 2.0 il Legislatore ha voluto dare un ulteriore spinta alla diffusione dell’utilizzo degli strumenti elettronici di pagamento, come efficace metodo per il contrasto all’uso del denaro contante, e di conseguenza all’evasione fiscale, prevedendo all’articolo 15, comma 1, per le Pubbliche Amministrazioni l’obbligo di utilizzo di carte di credito, prepagate e altri strumenti di pagamento elettronico, nonché l’obbligo per i commercianti, i prestatori di servizi (pubblici esercizi, carrozzieri, barbieri, saloni di bellezza, società di servizi…) e gli studi professionali (geometri, ingegneri, avvocati, consulenti del lavoro, dottori commercialisti…) di dotarsi di POS. Più in particolare il comma 4 dell’articolo 15 prevede che “a decorrere dal 1° gennaio 2014, i soggetti che effettuano l’attività di vendita di prodotti e di prestazione di servizi, anche professionali, sono tenuti ad accettare anche pagamenti effettuati attraverso carte di debito. Sono in ogni caso fatte salve le disposizioni del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231”. Va sottolineato che la disposizione riguarda le sole carte di debito (bancomat) mentre non riguarda le carte di credito e le altre tipologie di pagamenti elettronici.
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Messaggioda sandropascucci » 28 nov 2013, 12:00

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IL DIBATTITO TRA ECONOMISTI E BANCHIERI
500 euro, le banconote “Bin Laden” verso il ritiro?
Il 90% delle banconote sarebbe in mano ai criminali. Ritirarle sarebbe un colpo al riciclaggio
Sergio Paleologo

Biglietto viola o “Bin Laden”. Soprannomi che vengono dati più o meno a ciascuna delle 582.806.900 banconote da 500 euro in circolazione. Il primo nickname sa d’invidia. Chi non vorrebbe averne il portafoglio pieno? Il secondo invece riconduce direttamente al lato oscuro dell’economia; quello legato alle mafie, al narcotraffico e al terrorismo. Un mercato che a detta di molte organizzazioni di polizia anche transnazionali deterrebbe da solo il 90% delle oltre 582 milioni di banconote. Con un controvalore di oltre 291 miliardi. Quasi il 3,8% di tutta la carta moneta battente bandiera europea. Al tempo stesso una riserva “aurea”, come l’ha definita recentemente Mario Draghi. Senza tale zoccolo valutario si rischierebbero fluttuazioni e instabilità.

Lo scorso aprile un analista di Bank of America, Athanasios Vamvakidis, partendo dallo stesso concetto è arrivato a conclusioni opposte. Per Vamvakidis sarebbe necessario il ritiro dal mercato della banconota da 500 in modo da ottenere due risultati importanti. La moneta potrebbe indebolirsi contribuendo al rilancio dell’eurozona. Ma soprattutto si avvierebbe un vero contrasto all’evasione fiscale e alla criminalità organizzata. Nel 2010 Bank of England, dopo aver fatto sue le analisi del Soca (Serious Organized Crime Agency), ha ufficializzato il rapporto tra il “Bin Laden” e l’evasione. Secondo i carotaggi dell’agenzia investigativa inglese nove banconote su dieci vengono usate per scopi illeciti. Con tale premessa Londra ha deciso di metterle al bando.

Quest’anno è stato lo stesso vicepresidente portoghese della Bce Vitor Constancio a porre il problema di fronte al Parlamento europeo. «Perché non mettere fuori corso tutti i pezzi da 500 euro?», ha chiesto pubblicamente. Non è certo un’idea nuova. All’incirca una volta all’anno qualche analista o qualche politico la rispolvera, sebbene inutilmente. Anche Bankitalia in uno dei report annuali ha messo in guardia dai parallelismi tra 500 euro e criminalità organizzata. D’altronde 6 milioni di euro in pezzi viola (la quantità che entra in una valigetta) pesano grosso modo 9 chili. In biglietti da 100 euro si arriverebbe a 60 chili. Tutt’altro che un trasporto agile. Un ragionamento simile deve aver fatto Richard Nixon quando nel 1979 ha ritirato tutti i tagli superiori ai 100 dollari che comunque non andavano in stampa già dal 1946. Nel passato si sono visti i mille marchi tedeschi, mentre i 1.000 dollari canadesi sono stati ritirati dal mercato nel 2000. Non a caso oggi, a parte i 500 euro, gli unici biglietti “grossi” a circolare sono i 10.000 dollari di Singapore e i 1.000 franchi svizzeri. Valute che possono anche finire nelle cassette di sicurezza al fianco dei lingotti.

«Di tanto in tanto, delle transazioni in contanti sono riportate al Mros, l’ufficio di comunicazione per il riciclaggio di denaro. Tuttavia, gli intermediari finanziari indicano il valore totale della somma e non il taglio delle banconote», ha dichiarato in controtendenza a un settimanale svizzero Alexander Rechsteiner, portavoce di Fedpol. «Da parte nostra ci preoccupiamo per l’economia sommersa in generale, il taglio delle banconote coinvolte non svolge alcun ruolo». Nel 2012 l’Mros ha ricevuto segnalazioni complessive per oltre 3 miliardi di franchi, ma da quando le autorità svizzere hanno rafforzato i controlli sulle transazioni bancarie, i criminali si sono visti costretti a ripiegare sui canali meno facili da monitorare, appunto le banconote da grosso taglio.

Della stessa idea è William Buiter, capo economista di Citigroup. Tramite le colonne del Wall Street Journal ha spiegato che l’euro si starebbe imponendo come la valuta preferita per chi ama le transazioni anonime. Lo fa citando i dati sulle banconote da 500 della stessa Bce (il controvalore in circolazione del biglietto viola è passato dai circa 31 miliardi del 2002 agli oltre 291 miliardi alla data di maggio 2013) e ricordando quanto siano aumentati gli scambi informativi tra Stati e i controlli sulle transazioni bancarie. Sembrerebbe arrivato il momento, dunque, di mettere fuori corso il “Bin Laden”. Tempo sei mesi, imporre a tutti coloro che li detengono la riconsegna presso sportelli di istituti comunitari. In modo da far scattare automaticamente le norme sull’anti-riciclaggio. Evitare di coinvolgere banche non Ue aiuterebbe a non aggirare tali norme e di conseguenza a mettere in fuori gioco evasori e criminali.

Vi immaginate che significherebbe consegnare 1 milione di euro a una banca perché li cambi in pezzi da 100 o 200? Impossibile non far partire la segnalazione. Al contrario usare più di 100 prestanome per cambiare lo stesso importo apparirebbe veramente complicato. Immaginate se moltiplichiamo per 260 miliardi, la cifra che, secondo le stime, starebbe in mano a evasori, mafiosi e terroristi. E allora perché non farlo subito? Paradossalmente si tratta di parte della stessa ricchezza che consente alla Bce di stare al riparo dai rischi di default e di garantire margini di manovra sui programmi stimolo all’economia. Secondo Buiter un aumento annuale del 4% della moneta circolante dovrebbe inoltre consentire un profitto da signoraggio che va tra i duemila e i seimila miliardi. È chiaro che ogni scelta è anche una rinuncia.
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Messaggioda sandropascucci » 8 dic 2013, 18:41

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La moneta elettronica non scalza il contante

In Italia bancomat e carte di credito arrancano

Nel secondo trimestre del 2013 i pagamenti elettronici hanno messo a segno un aumento del 14% rispetto allo stesso periodo del 2012 (da 288 a 329 milioni), con un incremento del 4,5% del totale transato.

L'utilizzo, però, è ridotto: 31 operazioni annue pro capite in media contro le 140 della Francia, le 54 della Germania, le 175 del Regno Unito e una media europea di 93

di ROSARIA AMATO

La moneta elettronica non scalza il contante In Italia bancomat e carte di credito arrancano
TAG carte di credito, bancomat, contanti, Abi, banche, moneta elettronica
ROMA - Con una massiccia percentuale dell'87% di pagamenti in contante, l'Italia rimane decisamente in Europa il Paese delle banconote e delle monete. Eppure, faticosamente, i pagamenti con bancomat e carte di credito guadagnano terreno: nel secondo trimestre del 2013 hanno messo a segno un aumento del 14% rispetto allo stesso periodo del 2012 (da 288 a 329 milioni), con un incremento del 4,5% del totale transato. In particolare i pagamenti col bancomat hanno fatto registrare un incremento del 12% per numero di operazioni (passate da 227 a 254 milioni) e del 2% per l'ammontare (da 15,7 a 16 miliardi di euro). Mentre gli acquisti con carta di credito a giugno 2013 sono aumentati del 23% (da 61 a oltre 75 milioni) e il totale transato è passato da 5,8 a 6,4 miliardi di euro (+11%).

Un andamento che supera il trend positivo del 2012: l'uso dei pagamenti elettronici infatti l'anno scorso ha registrato una crescita del 6,7%, a fronte di una riduzione del 3,9% di quelli disposti con canali tradizionali, e cioè contanti, bonifici da sportello, assegni e incassi commerciali non automatizzati. Al contrario, nel secondo trimestre del 2012 al maggiore utilizzo delle carte di credito corrisponde anche un aumento della circolazione del contante: infatti il numero dei prelievi allo sportello automatico ha fatto registrare un incremento del 2%.

Forte aumento nel secondo trimestre del 2013 anche dei pagamenti con carta di credito su Internet (+118% rispetto a giugno 2012, da 6 a 13 milioni di operazioni); il loro ammontare è
cresciuto del 92% (da 494 a 949 milioni di euro). Crescita anche dei bonifici effettuati via Internet e via telefono, che nel secondo trimestre del 2013 sono arrivati a quota 73,8% (nello stesso periodo del 2012 erano al 72,2%, contro il 27,8% di quelli tradizionali che adesso sono scesi al 26,2% del totale, pari a circa 40 milioni di transazioni). In effetti, sono i bonifici online a far registrare un incremento significativo, sia per quanto riguarda il numero di operazioni (+16,4% sul totale dei bonifici) sia per il valore (+7,2%).

Tuttavia le percentuali più che positive non devono far pensare a un deciso cambiamento di scenario: in Italia non solo le operazioni annue pro capite con strumenti alternativi al contante sono appena 68 contro una media europea di 188, ma anche la nostra moneta elettronica è un po' diversa da quella più diffusa nella Ue. Infatti mentre i cittadini europei usano bancomat e carte di credito con disinvoltura, gli italiani mantengono una diffidenza atavica verso questi strumenti, tanto da mostrare una decisa preferenza verso le carte prepagate: a fine 2012 (dati Consorzio Bancomat) ne erano in circolazione 18,8 milioni (contro 28,5 milioni di carte di credito tradizionali e 41,2 milioni di bancomat), con le quali sono state effettuate 191,2 milioni di pagamento con un valore di 12,7 miliardi di euro.

Inoltre quello che caratterizza l'Italia non è tanto lo scarso numero di carte di plastica diffuse, quanto il loro ridotto utilizzo rispetto alle medie Ue. Infatti si rilevano appena 31 operazioni annue pro capite in media per adulto, contro le 140 della Francia, le 54 della Germania, le 175 del Regno Unito e una media europea di 93.

Una decisa inversione di tendenza potrebbe arrivare con i sistemi contactless, che permettono l'utilizzo degli smartphone. In questo caso il pagamento viaggia via radiofrequenza (il sistema è quello della Near Field Communication, NFC) e può essere effettuato anche via smartphone, oggetto amatissimo dagli italiani. E comunque anche le banche hanno avviato le prime sperimentazioni, e a partire dal 2014 partirà l'emissione di bancomat contactless. "Il problema è che la rete dei Pos non si è ancora adeguata - spiega Sergio Moggia, direttore generale del Consorzio Bancomat - al momento meno dell'8% dei Pos accetta i pagamenti contactless".
(08 dicembre 2013)


l'ABIamo intucuuuuuuuuuulo!
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Messaggioda sandropascucci » 2 mag 2014, 9:43

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Gb, il lento declino del contante:
l'80% degli acquisti è con carta

Il primo sorpasso nel 2010, ma lo corso anno gli acquisti con banconote sono calati del 14%: solo una sterlina su cinque è "cash". Il traino alla moneta elettronica arriva con la maggiore diffusione di internet e la crescita dello shopping sul web
dal nostro corrispondente ENRICO FRANCESCHINI

TAG contanti, moneta elettronica, cash, no cash day, Gran Bretagna, carta di credito, bancomat

LONDRA - I soldi di plastica stanno mettendo sempre più fuori uso quelli veri. In Gran Bretagna il fenomeno sta accelerando: su ogni cinque sterline spese dai sudditi di Sua Maestà, oggi soltanto una viene spesa in contanti. Tutti gli altri pagamenti sono fatti con carte di credito e bancomat, direttamente oppure online. Soltanto nell'ultimo anno, le transazioni in "cash" sono diminuite del 14 per cento. Il 2010 è stato l'anno in cui per la prima volta nel Regno Unito gli acquisti con denaro "di plastica", ovvero con le carte di credito o di debito, hanno superato quelli con denaro contante. Gli analisti prevedono che entro il 2022 le spese in contanti diminuiranno di un altro terzo: avanti di questo passo e un giorno quasi nessuno comprerà qualcosa con banconote o monete.

Attualmente, secondo una stima della banca Halifax pubblicata dal Times di Londra, appena il 17 per cento di tutte le transazioni effettuate in Gran Bretagna avviene in contanti. Le carte di debito ovvero i bancomat vengono utilizzate per più di metà degli acquisti. Tra i motivi che rendono più popolari i pagamenti con le carte c'è la maggiore diffusione di internet e la rapida crescita dello shopping sul web.

Il declino del denaro contante, commenta il professor Edmund Cannon della University of Bristol, potrebbe spingere le autorità britanniche a ritirare presto dalla circolazione le monete da uno e due penny. E' già accaduto prima, nel Regno Unito con il ritiro della moneta da
mezzo penny per esempio, mentre in Canada è stata ritirata dalla circolazione lo scorso anno quella da un penny. In quel caso il governo canadese ordinò a tutti i commercianti, i negozi e i pubblici esercizi di arrotondare i prezzi a cinque centesimi, l'unità monetaria più comune, e la Gran Bretagna dovrebbe in tal caso fare altrettanto.


(01 maggio 2014)

da: http://www.repubblica.it/economia/2014/ ... -84884573/
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Re: [DOSSIER n.05] "GUERRA ALLA BANCONOTA"

Messaggioda sandropascucci » 9 mag 2014, 13:34

QUESTO E' IL TERRORISMO DI IGB. UN CLASSICO.
ecco l'originale:
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>
Rubate le nuove banconote da 10 euro ancora prima della loro uscita. Il pericolo dei falsari

Ad Amburgo, una banda di ladri ha sottratto settecento nuove banconote da 10 euro, che entreranno in circolazione solo il prossimo settembre. Ne sono state ritrovate cento , dopo che alcuni sprovveduti hanno cercato di metterle in circolazione. Le altre potrebbero essere in mano ai falsari

dal nostro corrispondente ANDREA TARQUINI

Rubate le nuove banconote da 10 euro ancora prima della loro uscita. Il pericolo dei falsari
TAG euro, 10 euro, bce

BERLINO – Tempi duri per la Banca centrale europea: i migliori falsari di tutto il mondo sono in agguato, anzi sono già entrati in azione. Pronti a studiare in corsa le nuove banconote euro che, un taglio dopo l’altro, l’istituto guidato da Mario Draghi sta immettendo sul mercato. Ad Amburgo, un gruppo di falsari è addirittura riuscito in un’impresa clamorosa: ha rubato campioni della futura nuova banconota da 10 euro ed è riuscita a immetterle sul mercato, prima che entrino in corso ufficialmente.

E’accaduto così: la Bundesbank tedesca aveva inviato campioni delle future banconote da dieci euro a un’azienda di Amburgo, specializzata appunto nella stampa di banconote con i massimi livelli di sicurezza anti-falsificazione. L’azienda produce le macchine stampanti in grado di fornire biglietti di banca con tutti i contrassegni e dettagli di sicurezza per riconoscere le banconote vere da quelle false. Fin qui tutto bene, ma nessuno aveva pensato che quella fornitura della Bundesbank doveva essere protetta. Sia da eventuali ladri, sia dal rischio di soffiate al mondo dei falsari.

E così una notte i soliti ignoti di turno sono entrati in azione. Hanno fatto irruzione nella sede dell’azienda nel quartiere amburghese di Bramfeld, hanno spaccato le chiusure di sicurezza di una cassaforte. Dove, chi sa come, evidentemente sapevano che c’era dentro qualcosa di particolarmente interessante. Appunto settecento banconote da dieci euro appena stampate su commissione della Bundesbank
e della Bce, banconote che entreranno in corso legale solo da settembre. I ladri ovviamente se le sono prese tutte, e sono fuggiti nel nulla, nella notte della metropoli portuale e delle luci rosse.

L’allarme è scattato la mattina dopo. Gli inquirenti hanno brancolato nel buio finché la cassiera di un distributore di benzina ha chiamato il numero d’allarme della polizia. Perché si era trovata di fronte tre giovani, dell’età di 19,20 e 23 anni, che le avevano posto una richiesta insolita: non avevano chiesto la cortesia di cambiare un biglietto grande in tagli più piccoli, bensì il contrario. Appunto volevano cambiare cinque nuovi biglietti da dieci euro in una banconota da cinquanta già in corso. Insospettita dalla banconota da dieci che non aveva mai visto, la cassiera ha chiamato gli agenti. Che, accorsi su allarme, hanno subito arrestato i tre giovani. E dopo, in una perquisizione a casa loro, hanno trovato circa cento dei settecento biglietti da dieci euro del futuro rubati quella notte a Bramfeld.

Il problema però resta tutto in piedi: dove sono le altre circa seicento banconote? Con ogni probabilità in mano a falsari superesperti, forse fuori dal territorio sia tedesco sia dell’Unione europea. I quali a questo punto hanno tutto il tempo di copiarli e arricchirsi con milioni di biglietti falsi da dieci euro, alle spalle della Bce, della Bundesbank e di noi tutti. Ma solo da settembre appunto, quando i nuovi dieci euro entreranno in corso. Insomma, il tempo per produrre biglietti-patacca è tutto dalla parte dei falsari, povera Eurotower.

(09 maggio 2014)


andiamo a sputtanarli, con un po' di sora-logggica:

>> Rubate le nuove banconote da 10 euro ancora prima della loro uscita. Il pericolo dei falsari

qui sei tu&solotu che vuoi infilarci PER FORZA 'sti falsari.. se uno ruba è, in primis, un ladro (come vedremo)

>> Ad Amburgo, una banda di ladri

appunto..

>> ha sottratto settecento nuove banconote da 10 euro, che entreranno in circolazione solo il prossimo settembre. Ne sono state ritrovate cento , dopo che alcuni sprovveduti hanno cercato di metterle in circolazione. Le altre potrebbero essere in mano ai falsari

di nuovo si cerca di INFILARE 'sti falsari laddove ci sono 3 sfigati pischelli..

>> dal nostro corrispondente ANDREA TARQUINI

che non è il chitarrista, i suppose..

>> Rubate le nuove banconote da 10 euro ancora prima della loro uscita. Il pericolo dei falsari

repetita iuvant (come diceva goebbels)

>> BERLINO – Tempi duri per la Banca centrale europea: i migliori falsari di tutto il mondo sono in agguato, anzi sono già entrati in azione.

di già?! edaje de goebbels a go-gò!!

>> Pronti a studiare in corsa le nuove banconote euro che, un taglio dopo l’altro, l’istituto guidato da Mario Draghi sta immettendo sul mercato. Ad Amburgo, un gruppo di falsari è addirittura riuscito in un’impresa clamorosa: ha rubato campioni della futura nuova banconota da 10 euro ed è riuscita a immetterle sul mercato, prima che entrino in corso ufficialmente.

ATTENZIONE! qui siamo saltati proprio alla piena responsabilità de 'sti falsari!! niente più teoria di plausibilità o sospetto..

>> E’accaduto così: la Bundesbank tedesca aveva inviato campioni delle future banconote da dieci euro a un’azienda di Amburgo,

la Bundesbank?! no la BCE ?? e poi perché "bundesbank tedesca"? esiste forse la bundesbank portoghese? diresti mai "Bankitalia italiana"? ma io boh..

>> specializzata appunto nella stampa di banconote con i massimi livelli di sicurezza anti-falsificazione. L’azienda produce le macchine stampanti in grado di fornire biglietti di banca con tutti i contrassegni e dettagli di sicurezza per riconoscere le banconote vere da quelle false. Fin qui tutto bene, ma nessuno aveva pensato che quella fornitura della Bundesbank doveva essere protetta.

e questo la dice tutta sul "a chi cazzo stamo in mano"

>> Sia da eventuali ladri, sia dal rischio di soffiate al mondo dei falsari.

e soprattutto la marmotta che incarta la cioccolata : questo dà più peso a una sua teoria (i falsari) che a un fatto acclamato (ossia i ladri)

>> E così una notte i soliti ignoti di turno sono entrati in azione.

sorpresa sorpresona!! mai avremmo penato che una ditta che fabbrica (o partecipa alla fabbricazione) di banconote potesse apparire appetibile per qualcuno..

>> Hanno fatto irruzione nella sede dell’azienda nel quartiere amburghese di Bramfeld, hanno spaccato le chiusure di sicurezza di una cassaforte. Dove, chi sa come, evidentemente sapevano che c’era dentro qualcosa di particolarmente interessante.

se sono un ladro e vedo una cassaforte.. voglio dire.. non è che mi serve la soffiata di draghi.. no?

>> Appunto settecento banconote da dieci euro appena stampate su commissione della Bundesbank

ancora 'sta Bundesbank.. ma allora è vero che comandano i TETESKI e non la BCE..
e appare chiaro che sia stata la ditta derubata a stampare le banconote e non che le sono state inviate..

>> e della Bce,

grazziadio c'è democrazia allora al mondo! pensavo che una banchetta centrale potesse stampare o far stampare moneta a gogò!! c'è ANCHE la BCE a decidere, quindi.

>> banconote che entreranno in corso legale solo da settembre. I ladri ovviamente se le sono prese tutte, e sono fuggiti nel nulla, nella notte della metropoli portuale e delle luci rosse.

a parte che se gesù è nato in una mangiatoia.. tutto può essere ma mi chiedevo: quindi noi usiamo (o abbiamo usato) o cmq useremo banconote stampate in mezzo alle mignotte, in un vicolo di un porto pieno di ladri, in locali in cui ognuno entra ed esce come cazzo je pare e piace..

W L'EURO, x dio, W L'EURO!

>> L’allarme è scattato la mattina dopo.

strano. di solito scatta all'istante e i ladri vengono presi con le mani nella marmellata..

>> Gli inquirenti hanno brancolato nel buio

lo come? non si sono diretti di corsa verso i soliti falsari del quartiere?

>> finché la cassiera di un distributore di benzina ha chiamato il numero d’allarme della polizia.

la Polizia ha un "numero d'allarme" ??

>> Perché si era trovata di fronte tre giovani, dell’età di 19,20 e 23 anni,

ekkili: QUI, QUO & QUA

>> che le avevano posto una richiesta insolita: non avevano chiesto la cortesia di cambiare un biglietto grande in tagli più piccoli, bensì il contrario. Appunto volevano cambiare cinque nuovi biglietti da dieci euro in una banconota da cinquanta già in corso.

e com'è che sti FALSARI (perché erano falsari, giusto, a fare il colpaccio) sono così IDIOTI?!

>> Insospettita dalla banconota da dieci che non aveva mai visto, la cassiera ha chiamato gli agenti.

che brancolavano nel buio, nonostante fossero le 10 di mattina..

>> Che, accorsi su allarme,

no! accorsi su "chiamaten ti numero ti allarmen"

>> hanno subito arrestato i tre giovani. E dopo, in una perquisizione a casa loro, hanno trovato circa cento dei settecento biglietti da dieci euro del futuro rubati quella notte a Bramfeld.

cazzo! dal buio alla luce in mezz'ora! e 'sti falsari, dunque? ove sono, di grazia? scomparsi?

>> Il problema però resta tutto in piedi:

certamente! sapere dove abitano gli altri della banda bassotti e aprire i cassetti del comodino e trovarvisicibili gli altri 600 pezzi..

>> dove sono le altre circa seicento banconote?

mistero misterioso..

>> Con ogni probabilità in mano a falsari superesperti,

certo, la stessa probabilità che QUI, QUO & QUA esistano nella realtà, magari in una fattoria del Maine o in una miniera del Klondike..

>> forse fuori dal territorio sia tedesco sia dell’Unione europea.

ma forse pure fuori dalla via Lattea, ove la tua ragionevolezza sembra, a 'sto punto, avere dimora..

>> I quali a questo punto hanno tutto il tempo di copiarli e arricchirsi con milioni di biglietti falsi da dieci euro, alle spalle della Bce, della Bundesbank e di noi tutti.

a parte che qui chi si arricchisce sei tu (o te?) che lavori creando 'sti articoli comici con risvolti complottistici e terroristici.. a parte questo: perché la BCE non CAMBIA il disegno delle BOZZE e INCULA DE BRUTTO (come dicono alla Sorbonne) i piani dei (tuoi, se mi permetti) fantastici ed espertissimi falsari extraterrestri?

>> Ma solo da settembre appunto, quando i nuovi dieci euro entreranno in corso. Insomma, il tempo per produrre biglietti-patacca è tutto dalla parte dei falsari, povera Eurotower.

cos'è?! cronaca di una stampata di euro falsi annunciata?!

ma poveri i tuoi lettori!!
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Re: [DOSSIER n.05] "GUERRA ALLA BANCONOTA"

Messaggioda sandropascucci » 26 ago 2014, 12:38

da: http://www.ilsole24ore.com

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In Inghilterra ok alla banconota del futuro: di plastica, arriverà nel 2016

di Nicol Degli Innocenti18 dicembre 2013

Media
Argomenti: Appalti | Mark Carney | Winston Churchill | Jane Austen | Gran Bretagna | Banca d'Inghilterra

LONDRA - Via libera della Banca d'Inghilterra alle banconote del futuro, fatte di plastica: soldi così resistenti che si possono mettere in lavatrice e nell'asciugatrice, anche se non è consigliabile stirarli. Il governatore Mark Carney ha annunciato stamattina la fine di una tradizione che dura dal 1694, anno di fondazione della Bank of England, con l'introduzione delle nuove banconote fatte con un polimero plastico invece che con la carta di cotone.

La prima banconota che utilizza la nuova tecnologia sará quella da cinque sterline e verrá emessa nel 2016 con l'immagine di Winston Churchill. Seguirà poi l'anno successivo la banconota da dieci sterline con il volto della grande scrittrice Jane Austen: sarà la prima volta che l'immagine di una donna (a parte la Regina) compare su una banconota del Regno.

Le banconote sono prodotte con un polipropilene sottile, trasparente e flessibile che dura almeno sei anni, due volte e mezzo piú delle normali banconote cartacee, permettendo risparmi di 100 milioni sterline in dieci anni per la Banca. La tecnologia permette inoltre l'inserimento di ‘finestre' trasparenti studiate per rendere piú difficile la contraffazione. «Assicurare la fiducia nei soldi è l'essenza del compito di una Banca centrale, - ha dichiarato stamani Carney. – Le banconote di polimero sono il prossimo passo nell'evoluzione del design delle banconote per raggiungere quell'obiettivo».

Prima di prendere la decisione la BoE ha condotto un sondaggio di opinione in giro per la Gran Bretagna: nove su dieci interpellati si sono dichiarati a favore del cambiamento, anche se molti ritengono che le nuove banconote sembrano "finte". L'attuale contratto della BoE con De La Rue, la societá private che dal 2003 stampa le banconote britanniche, scade nel 2015 e una nuova commessa verrá assegnata a breve per la produzione delle nuove banconote di plastic.

La Gran Bretagna non é certo prima al traguardo: venti Paesi al mondo hanno giá adottato le banconote di plastica, prima tra tutte l'Australia nel 1988 e poi anche il Canada, terra natale di Carney, che è passato da governatore della Banca centrale canadese a governatore della BoE. La Banca d'Inghilterra ha però sottolineato che l'introduzione delle nuove banconote poco dopo l'arrivo di Carney " è una totale coincidenza".


da: http://www.blitzquotidiano.it/

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Cerutti (Casale Monferrato) a Bank of England rotativa per sterline in plastica
Pubblicato il 12 agosto 2014 07:29 | Ultimo aggiornamento: 11 agosto 2014 21:56

MILANO – Una macchina da stampa costruita a Casale Monferrato da Cerutti sarà montata a Manchester, nel Nord dell’Inghilterra, per stampare le nuove banconote da 5 e 10 sterline che entreranno in circolazione nel 2016.

Oltre a un brillante risultato di affermazione nella tecnologi avanzata, la nuova macchina della Cerutti è un esempio di creatività e caparbietà per trovare modi di reazione alla crisi globale dei giornali e delle riviste, che ha messo in gravi difficoltà in tutto il mondo l’industria delle macchine da stampa.

Le nuove banconote da 5 e 10 sterline non saranno più in carta filigranata ma in plastica. La macchina della Cerutti Packaging Equipment, del Gruppo Cerutti, garantirà
“la parte più sofisticata del complesso procedimento tecnologico e manifatturiero vigilato dalla Bank of England”
che porterà alla messa in circolazione delle 5 e 10 sterline in plastica, come riferisce sul Sole 24 Ore Paolo Bricco:
“Le banconote stamate sul nuovo materiale, rispetto a quelle tradizionali, hanno una durata di vita di quattro volte tanto, si usurano molto meno e – se prodotte a regola d’arte – sono molto più difficili da falsificare con un rapporto, per gli specialisti, di uno a mille”.
L’intero ciclo di produzione è stato affidato dalla Bank of England ad Innovia Security, che a sua volta
“ha scelto la Cerutti Packaging Equipment per produrre la rotativa che “prepara” la base delle banconote (i colori di fondo, appunto la così detta “spalmatura di base”) e che predispone l’anticontraffazione. Insomma, il cuore della delicata manifattura delle banconote”.
Cerutti, che produce anche macchine da stampa per giornali e rotocalchi e per imballaggi, ha messo al servizio della nuova commessa quasi un secolo di esperienza e quella specifica nel campo, iniziata nel 1997 con la Reserve Bank of Australia.
“Da allora, nel mondo sono state installate cinque macchine di questo tipo, che contribuiscono alla preparazione – nella parte più nobile del processo – di banconote in plastica diffuse in Australia, in Canada, in Messico, in Cile, in Guatemala, in Honduras, in Costarica, nei Brunei, a Hong Kong, a Singapore, in Vietnam, in Nigeria”.
Giancarlo Cerutti, presidente e amministratore delegato, spiega:
“Partendo dalla nostra attività in questo campo, abbiamo sviluppato miglioramenti che ci hanno permesso di soddisfare appieno le esigenze del committente”.
La nuova macchina sarà montata in uno stabilimento a nord di Manchester nella primavera del 2015:
“Ci vorranno tre mesi e mezzo per montare e mandare a regime un macchinario, ad alto contenuto tecnologico, lungo cinquanta metri e alto otto. Dal gennaio del 2016, la banca centrale inglese incomincerà a ritirare le vecchie gloriose banconote e, contemporaneamente, a stampare e a immettere quelle nuove”.


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La banconota adesso è di plastica

Grazie all'adozione dei materiali polimerici i falsari hanno una vita molto più difficile.

[ZEUS News - www.zeusnews.it - 04-12-2012] Commenti (8)

Mentre gli USA stanno pensando ancora una volta di sostituire le banconote da un dollaro con le monete metalliche (che durano di più e quindi finiscono per costare meno al governo), il vicino Canada accelera il passaggio alla plastica.

Per la precisione a un nuovo materiale polimerico con il quale sono ora realizzate le banconote da 100, 50 e 20 dollari.

Sebbene le versioni plastiche dei primi due tagli siano ormai in circolazione da un po', è solo con l'introduzione della banconota di plastica da 20 dollari - maggiormente usata rispetto a quelle di valore superiore - che i canadesi percepiscono davvero la novità.

Il cambiamento si avverte innanzitutto nel tatto - le nuove banconote sono più morbide - ma anche nelle operazioni di prelievo al bancomat perché - lamentano alcuni - le banconote di plastica hanno il brutto vizio di appiccicarsi le une alle altre.

In generale, tuttavia, la novità sembra piacere alla gente, e ancora di più piace al governo che, con questa mossa, intende assestare un colpo doloroso alla falsificazione del denaro.

«Il substrato di polimeri non è facile da ottenere quanto la carta, e la finestra, così grande, è la prima di questo tipo» spiega un portavoce della Bank of Canada.

Tra le misure anticontraffazione adottate ci sono inchiostro in rilievo, l'utilizzo del metallo per realizzare le figure e una foglia d'acero con dettagli nascosti visibili solo in certe condizioni.

L'operazione sembra dare buoni frutti: se nel 2004 si stimava che per ogni milione di banconote ce ne fossero 454 false, ora tale cifra - dopo il lancio delle nuove banconote da 100 e 50 dollari - è scesa a 34 per milione, e l'adozione di quelle da 20 dovrebbe farla scendere ancora.


La Banca del Canada garantisce inoltre la resistenza di questi esemplari, in grado di sopportare una temperatura di -75 gradi centigradi senza rompersi e di tollerare il calore sino a 140 gradi.

«In condizioni normali», insomma, sono in tutto e per tutto equivalenti alle vecchie banconote in carta in fibra di cotone ma, stando a quello che riportano alcuni media canadesi, è comunque più sicuro non avvicinarle troppo alle sorgenti di calore (come un tostapane): rischiano di fondere.


mi pare di capire che:

1. la storia della contraffazione sia una BUFALA (454 pezzi ogni MILIONE?? DAI!! è più facile che ti colpisca un fulmine che ti capiti un falso)
2. la plastica offre "asilo" a chip.. vedremo, quindi.
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Re: [DOSSIER n.05] "GUERRA ALLA BANCONOTA"

Messaggioda sandropascucci » 26 ago 2014, 12:53

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How to spot a fake banknote
Consumers are the real losers from counterfeit currency. We look at your rights, as well as how you can spot a potential fake

Penny Anderson and Jill Papworth
The Guardian, Saturday 19 October 2013

British sterling bank notes

Take note: there are more than 700,000 fakes in circulation. Photograph: Hire Image Picture Library/Alamy

The futurologists were wrong. We don't travel to work in jetpacks and, despite a world of Oyster cards, online commerce and contactless cards, many of us still use actual cash. But that leaves us wide open to the age old problem of counterfeit money.

Last year, 719,000 counterfeit notes were discovered out of a UK circulation of about 3bn. This may sound like a relatively small number, but that's no consolation if you fall victim to a fake.

The bad news for anyone who finds themselves unwittingly holding a counterfeit note is that they are totally worthless. If you inadvertently accept a forged note in your change there is no way of getting it replaced with a genuine one. And it can be a shock if you innocently try to spend a counterfeit note, because if the retailer spots that it's a fake they are within their rights to confiscate it in order to pass it on to the police. You cannot demand it back and will need to stump up another genuine note to pay for your purchase.

According to Kirsty McNaught of Morrisons, when a checkout operator spots a fake the supermarket's policy is to retain it and for the duty manager to inform the police. "We would retain the note but not try and detain the person," McNaught says. "However, if the value of notes being attempted was significant then we would take advice from the police and try to detain them if advised. As with any situation like this, we would only do this if it was safe for our customers and colleagues."

The Bank of England provides retailers with receipts for anyone offering a note believed to be counterfeit. These explain that the note will be handed over to the police but that if, after checking, it is found to be genuine after all it will be returned. If it does turn out to be fake, however, the individual gets no compensation. Neither should you try to keep it and pass it off elsewhere. It is a criminal offence to keep or pass on a note you know to be counterfeit. If you think a note looks dodgy you should hand it to the police. Again, you will get a receipt promising its return if it turns out to be real.

As the law stands, then, the onus is on individuals to make sure any banknotes they accept are legal. This means it is worth checking all notes you receive in change, even if it takes a bit of time, before leaving the premises. "We advise members of the public that, if they believe a note in their change is counterfeit, they should refuse to accept it and demand alternative change," the Bank of England says.

But what should you do if you get a fake note out of a cash machine? A spokesperson for cash machine network LINK says: "Processes are in place to ensure notes are carefully checked before they are used to fill ATMs. In the extremely unlikely event that you are dispensed a note you suspect isn't genuine, you should immediately alert the cash machine owner by taking the note into the store or branch, or if that isn't possible contact them by phone with details of the machine where you received the note."

You should be able to find the contact details for the ATM owner on the machine itself. If you can prove that a note you have received from it is counterfeit, you might reasonably expect the ATM owner to replace it.

"If you are not satisfied with the response from the cash machine owner, you would have recourse to the ombudsman after making a complaint through your own bank," LINK says.

There is plenty of help on the Bank of England website, including a "banknotes virtual tour" showing how to check for security features on genuine notes. Alternatively, you can call the Bank on 020 7601 4878 for a copy of its booklet, Take a Closer Look, which is a guide to checking banknotes.

The advice is to check more than one security feature. Easy ones to see without the aid of a magnifying glass and/or ultra violet light include:

• Running your finger across the front of the note you should feel raised print across the words "Bank of England".

• Holding the note up to the light and checking the watermark. You should see an image of the Queen in the clear oval area in the middle of the note. Carefully check £20 notes which, contrary to popular belief, are the most widely counterfeited notes, not the £50. A bright £20 should also show up in the watermark on a £20 note and a bright £50 on a new £50 note.

• Look for the metallic thread running through every genuine note. It appears as silver dashes on the the back of £5, £10, £20 and old £50 notes. If you hold a note up to the light, this thread should show up as as a continuous dark line. The thread is fully embedded in new £50 notes so there are no silver dashes, but held up to the light it should still show up as a dark line.

The Bank of England insists that existing banknotes are already difficult to forge, but there is a growing counterfeit problem. It says it will be able to do more to combat this with the advent of new plastic banknotes, currently under public consultation and expected to start appearing in 2016. "Printing on polymer would allow us to introduce a number of new security features," a spokesperson says.

Meanwhile, there is cheerier news if you come across old notes that have gone out of circulation. Genuine notes which have been withdrawn from circulation retain their face value for all time, and can be exchanged with the Bank. Similarly, it will replace old, damaged or contaminated notes providing there are sufficient fragments or remains, which means at least half a banknote as a rule of thumb.


719.000 ogni 3 MILIARDI (di pezzi, non di nominale) = 240 x milione (ancora più bassa dei canadesi).

RIPETIAMO TUTTI IN CORO:

IL PROBLEMA DELLA FALSIFICAZIONE DELLA MONETA E' (contabilmente) UNA BUFALA
IL PROBLEMA DELLA FALSIFICAZIONE DELLA MONETA E' (contabilmente) UNA BUFALA
IL PROBLEMA DELLA FALSIFICAZIONE DELLA MONETA E' (contabilmente) UNA BUFALA
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Re: [DOSSIER n.05] "GUERRA ALLA BANCONOTA"

Messaggioda sandropascucci » 28 ago 2014, 15:26

La Banca Federale Tedesca ha svelato a Duesseldorf la nuova banconota da 10 euro. E' molto simile a quella in vigore, la novità è la colorazione che presenta un colore giallo più intenso (ap)

http://www.repubblica.it/economia/2014/ ... 9/1/?rss#2
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Re: [DOSSIER n.05] "GUERRA ALLA BANCONOTA"

Messaggioda sandropascucci » 17 set 2014, 10:48

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I topi le mangiano la pensione, Bankitalia rimborsa un'anziana
E' accaduto a Livorno, rosicchiate banconote per 560 euro

16 settembre 2014

I topi le mangiano la pensione, Bankitalia rimborsa un'anziana

La Banca d'Italia restituirà ad una signora anziana le banconote della pensione che i topi le hanno rosicchiato in casa. Qualche giorno fa una pensionata a Livorno, in via della Prugnoliccia, a Montenero, si è ritrovata con 560 euro rovinati dai roditori, che hanno reso inutilizzabili banconote in tagli da 20 e 100 euro. I soldi erano quelli della pensione appena riscossa all'ufficio postale, e che la donna aveva riposto in casa dentro una vecchia scatola di biscotti. Alla Banca d'Italia le hanno fatto sapere che le banconote non sono più utilizzabili ma rimborsabili. E sembra che la donna si sia convinta ad aprire un conto corrente bancario. Intanto gli operatori della municipalizzata Aamps sono intervenuti per un intervento di derattizzazione.



risultato:
1. banconote pericolose
2. bankitalia buona
3. conto corrente necessario

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Re: [DOSSIER n.05] "GUERRA ALLA BANCONOTA"

Messaggioda sandropascucci » 25 set 2014, 12:15

ekkine n'andra a reinsistece!!

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K
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Fisco, Orlandi: incentivare moneta elettronica, contante costa 8 miliardi

24 settembre 2014

Argomenti: Fisco | Rossella Orlandi | Agenzia Entrate-Territorio 179 | Italia

«Sono maturi i tempi per l'utilizzo della moneta elettronica, l'incremento della moneta elettronica ha un impatto positivo sulla riduzione del sommerso e sull'evasione fiscale, oltre che sul costo di gestione del contante che è di 4 miliardi l'anno per il settore bancario e 8 miliardi l'anno per il sistema paese». Non solo. L'estensione della fatturazione elettronica alle operazioni commerciali «sarebbe uno strumento potente per migliorare il contrasto all'evasione fiscale». Lo ha detto il direttore dell'Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi, in audizione alla commissione parlamentare di Vigilanza sull'Anagrafe tributaria. Un'audizione nella quale Orlandi ha ammesso: «C'è sicuramente una difficoltà di rapporto con i cittadini, stratificata da errori comunicativi e dal difficile momento che stiamo attraversando».

Orlandi: ora moneta elettronica, contante costa 8 mld
Per Orlandi in Italia «sono maturi i tempi per l'utilizzo della moneta elettronica», che «può avere un impatto positivo sulla riduzione del sommerso e sul costo della gestione del contante che costa 4 miliardi l'anno al settore bancario e 8 miliardi l'anno al sistema Paese». Tanto più che «è prevista dalla delega fiscale per i contribuenti Iva e negli altri paesi sta avvenendo».

ARTICOLI CORRELATI
Il debutto del neo direttore delle Entrate Rossella Orlandi: in Italia chi evade si aspetta l'assoluzione

Sommerso vale 275 mld, dato preoccupante
Nel corso di un'audizione alla Commissione bicamerale sull'Anagrafe tributaria Orlandi ha ricordato che l'economia sommersa in Italia vale tra i 255 e i 275 miliardi di euro ed è compresa cioè tra il 16,3 e il 17,5% del Pil. Nel definire «preoccupanti» tali dati, Orlandi ha osservato che «il contante in quanto mezzo anonimo e non tracciabile alimenta le possibilità di sviluppare economia sommersa, di conseguenza la riduzione del contante rappresenta una delle chiavi per la lotta all'evasione». Dati alla mano, aggiuge, «l'analisi sull'utilizzo del contante nel nostro Paese rileva che l'82% in numero e il 67% in valore delle transazioni viene effettuato in contanti». Da qui l'importanza dei pagamenti elettronici.

Resistenze sulla tracciabilità
Parlando di contrasto all'evasione fiscale e tracciabilità dei pagamenti il direttore dell'Agenzia delle Entrate ha sottolineato che «noi non abbiamo incrementato negli ultimi anni i sistemi di pagamento elettronici alternativi, mentre tutti gli altri paesi sì, quindi c'è resistenza». E ha ricordato come «oggi i consumatori non hanno significativi benefici dalla tracciatura delle proprie spese (con poche eccezioni) e, di conseguenza, non sono stimolati all'adozione di comportamenti sistematici che aumentino la tracciatura delle spese stesse», mentre «una delle principali azioni utilizzate all'estero per contrastare il sommerso è stata il riconoscimento di un incentivo all'utilizzo delle carte di pagamento (carte di credito, carte di debito e carte prepagate)». Quanto ai possibili scenari futuri, «eventuali modifiche normative che estendessero l'obbligo di fatturazione elettronica alle operazioni commerciali fornirebbero uno strumento potente per migliorare il contrasto all'evasione e il rapporto con i contribuenti».

Evasione, con collaborazione Comuni accertati 226 milioni
Orlandi ha poi reso noto che dal febbraio 2009 all'agosto 2014 sono state trasmesse all'Agenzia delle Entrate oltre 66mila segnalazioni da oltre 900 Comuni. Di queste quasi 12mila sono state trasfuse in atti di accertamento con oltre 226 milioni di maggior imposta accertata. Ciò significa che ogni segnalazione ha mediamente consentito di accertare più di 19mila di maggiori imposte. Quasi la metà delle segnalazioni riguarda fenomeni evasivi legati al patrimonio immobiliare.

Con fusione Agenzia Entrate-Territorio 179 dirigenti in meno
Il direttore dell'Agenzia delle Entrate ha poi riferito che «l'integrazione con l'Agenzia del Territorio, per quanto riguarda la parte no core, ha consentito la riduzione di 179 posizioni dirigenziali», aggiungendo che ne seguiranno altre: a regime, la riduzione sara' di 363 posizioni dirigenziali, mentre il numero massimo di posizioni organizzative potra' essere di 380 unità (attualmente sono 136).

Trasmissione fatture elettroniche ok, solo 23% file scartati
Orlandi infine ha sottolineato che il Sistema d'interscambio per trasmettere le fatture elettroniche destinate alla Pa ed emesse da due milioni di operatori economici residenti in Italia «registra, a tre mesi dalla partenza, un trend positivo». Lo ha fatto fornendo alcuni dati: dal 6 giugno al 17 settembre i file scartati rappresentano il 23% di quelli ricevuti e «si ritiene che a breve lo scarto sarà del tutto fisiologico».
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Re: [DOSSIER n.05] "GUERRA ALLA BANCONOTA"

Messaggioda sandropascucci » 30 set 2014, 10:16

http://www.ilsole24ore.com/art/tecnolog ... 0344.shtml

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La moneta sparisce in tutto il mondo: crescita senza fine per i pagamenti senza contanti

30 settembre 2014

Argomenti: Tecnologie | Apple | Royal | Italia | IPhone6 | Payments Service Provider

Anche la Apple si prepara a sbarcare in grande stile nel mondo dei pagamenti mobili: insieme all’iPhone6 ha lanciato anche la piattaforma Apple Pay che permetterà di pagare semplicemente via telefonino. D’altra parte non è un mistero che la moneta elettronica e il crescente universo dei pagamenti in mobilità stia dando una forte spinta verso la dematerializzazione della moneta, in tutto il mondo, testimoniata dall’espansione continua dei pagamenti non cash.

La conferma viene dai dati del World Payment Report, pubblicato da Capgemini e Royal Bank of Scotland: la crescita in volume delle transazioni non in contanti è leggermente rallentata nel 2012 al 7,7% dall’8,6% dell’anno precedente toccando i 334 miliardi di dollari, ma già nel 2013 i volumi sono balzati, secondo le previsioni, di quasi il 10% arrivando a 366 miliardi. A sostenere l’espansione dei pagamenti dematerializzati è la forte crescita registrata nei Paesi in via di sviluppo, con tassi di incremento a doppia cifra, e l’udo delle carte di credito (+9,9%) e di debito (+13,4%). Insieme alla continua accelerazione dei pagamenti elettronici e mobili e alle crescenti pressioni normative, anche in Italia, per contenere l’utilizzo della moneta fisica, il settore dei servizi di pagamento è in grande trasformazione.

Nonostante la forte crescita nei mercati emergenti, Stati Uniti ed Eurozona sono ancora in testa nel numero di transazioni non cash. La Finlandia, con 448 transazioni medie per persona l’anno, continua a essere il leader indiscusso a livello globale con una crescita del 10,6% nel 2012, seguiti dagli Stati Uniti con 376 operazioni (+2,6%). L’Italia non figura tra i dieci maggiori mercati, con una crescita del 2,9% a un livello che non arriva aelle cento operazioni per persona.

Il crescente uso di tablet e smartphone sta portando alla convergenza tra e- ed m-payment creando nuove sfide per i Payments Service Provider (Psp). Si prevede che nel 2015 gli m-payment cresceranno al tasso del 60,8% mentre gli e-payment rallenteranno scendendo al 15,9% annuo nello stesso periodo man mano che sempre più persone utilizzeranno dispositivi mobili per eseguire i propri pagamenti. Questa tendenza aumenterà la pressione sui Psp affinché modernizzino le rispettive infrastrutture di elaborazione dei pagamenti per supportare l'ampia gamma di innovazioni rivolte verso la clientela.

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Re: [DOSSIER n.05] "GUERRA ALLA BANCONOTA"

Messaggioda sandropascucci » 5 feb 2015, 10:59

grill0, l'eterno amico dei bankieri..

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La banconota da 500 euro avvantaggia Mafia e terrorismo

"Dal 2002 al 2014 in Europa è aumentato di sei volte il numero in circolazione di banconote da 500 euro. Chi le detiene? In un report della Banca d'Italia si legge che "l'utilizzo di banconote di grosso taglio (500 euro e 200 euro) presenta un maggiore rischio di riciclaggio e/o di finanziamento del terrorismo". Mafiosi, tangentisti e terroristi usano queste banconote perché non lasciano tracce (1 milione di euro in banconote da 500 euro pesa circa 1,5 kg, mentre in banconote da 100 euro pesa circa 10 kg). Fuori dall'Europa hanno imparato la lezione.
1. Nel maggio 2010 il Regno Unito ha vietato il cambio con banconote di 500 euro dopo che il Serious Organised Crime Agency (SOCA) ha stimato che il 90% erano in mano alla criminalità organizzata.
2. Negli Stati Uniti le banconote con taglio superiore ai 100 dollari non esistono più del 1969. In Gran Bretagna il taglio massimo arriva a 50 sterline (circa 70 euro). In Giappone, invece, il taglio più elevato si ferma a 10000 yen (circa 100 euro).
La BCE invece cosa fa? Chiude un occhio e continua a stampare banconote di grosso taglio come se nulla fosse. Solo nel 2014 ne ha prodotte per un valore pari a 85 milioni.
Il Movimento 5 Stelle Europa chiede, in una interrogazione presentata alla BCE su proposta dei portavoce Ignazio Corrao e Marco Zanni, che venga applicata la risoluzione approvata dal Parlamento europeo il 23 ottobre 2013 a Strasburgo. Al punto 117 si legge, infatti, che "si invitano i paesi della zona euro a non stampare più banconote di taglio superiore a 100 euro".
Per non essere complici del malaffare bisogna passare dalle parole ai fatti." M5S Europa


i grillini sono dei coglioni, ignoranti e stupidi.
studiando la MONETA potrebbero arrivare alla VERITA' ma non sanno studiare e/o non capiscono 4 paginettineineine sull'Argomento..
quindi ripeto: cojoni e/o stupidi

per fortuna qualcuna ragiona!!

B
K
P
Davvero sostenete che la Mafia si regge sui pezzi da 500 euro? Ma un pò di logica prima di parlare? Miliardi di euro, tanto "fattura" la Mafia, in valigette (tante valigette) in giro per l'Italia e il Mondo?

E i terroristi con altrettante valigette?!

Questi due IMPERI si dividerebbero 4 pezzi di carta (nel 2014 ne sono stati "stampati" ben 85 milioni, ossia 170.000 pezzi!! WOW!!)??

Studiare un pò il funzionamento delle RISERVE in seno a BANKITALIA (la VERA MAFIA E I VERI TERRORISTI) invece no?!

Elisabetta Carota (elisabetta_carota), Pavia Commentatore certificato 05.02.15 11:06|


e ci sono pure spunti interessanti:

B
K
P
Segnalo una imprecisione nel testo dell'articolo: nel corso del 2014 sono stati stampati 47 milioni di pezzi di banconote da 200€, per un controvalore di 9,4 miliardi di euro, e 85 milioni di pezzi di banconote da 500€, per un controvalore di 42,5 miliardi di euro. Il controvalore totale stampato nel corso del 2014 in banconote di grosso taglio (200€ e 500€) è pari a 52,1 miliardi di euro.

L'euro è entrato in circolazione il 1 Gennaio 2002. I tagli delle banconote denominate in euro sono:
5€, 10€, 20€, 50€, 100€, 200€ e 500€

Le banconote sono prodotte CONGIUNTAMENTE dalle Banche Centrali Nazionali (BCN). Ogni BCN ha la responsabilità, e ne supporta i relativi costi, della produzione di un QUANTITATIVO PROPORZIONALE rispetto al totale prodotto in ciascun anno nella zona UE.

Per poter produrre le banconote, ciascuna BCN deve possedere il know how e gli strumenti necessari (in parole povere, inchiostri e matrici). E' interessante analizzare come è stato distribuito questo compito (e relativo know-how: inchiostri e matrici) tra i vari stati aderenti all'UE.


Tutte le BCN hanno stampato le banconote di piccolo taglio (dai 5€ fino ai 50€)


Il taglio da 100€ è stato stampato solo da:
2002: Italia, Lussemburgo
2003: Italia, Finlandia
2004: Italia, Finlandia
2005: Italia
2006: Italia, Lussemburgo, Austria
2007: Italia, Lussemburgo, Olanda
2008: Italia
2009: Germania, Italia, Austria
2010: Italia
2012: Germania
2014: Germania


Il taglio da 200€ è stato stampato solo da:
2003: Germania, Lussemburgo
2010: Germania
2012: Germania


Il taglio da 500€ è stato stampato solo da:
2004: Germania, Lussemburgo
2005: Germania, Lussemburgo
2007: Germania
2009: Germania
2010: Austria
2011: Austria
2014: Austria

Stefano60 M., Savona Commentatore certificato 04.02.15 20:29|


quindi questi grillini sbagliano pure a contare e confondono il valore nominale con il numero dei pezzi?
robb'da'matt!!

B
K
P
Alto tradimento.

Grillo aveva tuonato contro le banche che vogliono impedirci di avere anche gli spiccioli in tasca, vogliono che consegniamo tutti i nostri soldi a loro, dei privati che possono fallire quando vogliono, che se li sono già spesi almeno 20 volte: http://www.beppegrillo.it/20…/…/lindecenza_delle_banche.html. La rete si era espressa chiaramente contro il loro tentativo di privarci della libertà: http://www.beppegrillo.it/risultati_contante.html. Ora il movimento presenta una legge per la riduzione dei contanti!?!?! Senatore Fuxia dei 5 stelle eletta coi voti della rete e della gente!?!?! E non saranno più i cittadini a pagare i costi della moneta elettronica ma direttamente lo stato con nuove tasse e tagli. Ma le banche hanno pagato qualcuno? Quanto? Devo dis iscrivermi dal movimento?


Ogni volta che si riducono i contanti si fa crollare ancora di più l'economia, si fanno scappare i turisti, gli imprenditori, i consumatori. Usare la carta di credito ha un costo e la banca ci deve guadagnare, oltre all'iva ogni acquisto avrà una tangente per la banca che vuole che noi non si abbia nemmeno un soldo nostro in tasca, è un privato che poi fallisce e come a Cipro la gente si ritrova senza un soldo in tasca. Le banche han già speso i nostri soldi non una ma almeno 20 volte, per questo non vogliono che noi si possa richiedere indietro il nostro contante!

I paesi che non impongono queste complicazioni sono molto più competitive di noi, non affossiamoci da soli.

Tutti gli anziani hanno sempre messo soldi da parte nel cassetto per giusta paura delle banche e ora non posso più spenderli per riavviare l'economia se no il fisco, con la presunzione di evasione e ribaltamento dell'onere della prova, orrore incostituzionale, glieli prende e multa!

Le mafie non usano contanti (mafiacapitale, Expò, Moses), le ditte grosse non pagano tasse legalmente perché si fanno una sede centrale nei paradisi fiscali a cui pagano più di quello che guadagnano e quindi sono sempre

Fabrizio G., Rapallo (Ge) Commentatore certificato Commentatore in marcia al V3day Commentatore che partecipa a Italia a 5 stelle 04.02.15 19:14|



curioso che i grillini riprendano le parole di boccadutri:

>
>
Atto Camera

Risoluzione in commissione 7-00374
presentato da
BOCCADUTRI Sergio
testo di
Venerdì 16 maggio 2014, seduta n. 230
La V Commissione,
premesso che:
dal 1o gennaio 1999 la Banca centrale europea (BCE) ha assunto la responsabilità della conduzione della politica monetaria per l'area dell'euro, che, in base all'articolo 3, paragrafo 1, del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) costituisce una competenza esclusiva dell'Unione;
l'articolo 282 del TFUE prevede che la Banca centrale europea e le banche centrali nazionali costituiscono il Sistema europeo di banche centrali (SEBC): esse costituiscono l'Eurosistema e conducono la politica monetaria dell'Unione;
il SEBC ha, tra gli altri, il compito di definire e attuare la politica monetaria dell'Unione, svolgere le operazioni sui cambi, detenere e gestire le riserve ufficiali in valuta estera degli Stati membri, nonché promuovere il regolare funzionamento dei sistemi di pagamento;
nello specifico, la BCE ha il diritto esclusivo di autorizzare l'emissione di banconote in euro all'interno dell'Unione; le banconote emesse dalla Banca centrale europea e dalle banche centrali nazionali costituiscono le uniche banconote aventi corso legale nell'Unione (articolo 128, paragrafo 1, del TFUE);
l'articolo 130 del TFUE e l'articolo 7 dello Statuto del SEBC, di cui al Protocollo 4 allegato al Trattato di Lisbona, stabiliscono che, nell'esercizio dei poteri e nell'assolvimento dei compiti e dei doveri loro attribuiti dai trattati e dallo statuto del SEBC e della BCE, né la Banca centrale europea né una banca centrale nazionale né un membro dei rispettivi organi decisionali possono sollecitare o accettare istruzioni dalle istituzioni, dagli organi o dagli organismi dell'Unione, dai Governi degli Stati membri né da qualsiasi altro organismo;
le istituzioni, gli organi e gli organismi dell'Unione, nonché i Governi degli Stati membri sono impegnati a rispettare questo principio e a non cercare di influenzare i membri degli organi decisionali della Banca centrale europea o delle banche centrali nazionali nell'assolvimento dei loro compiti;
conformemente all'articolo 284 del TFUE e all'articolo 15 dello Statuto del SEBC, la BCE trasmette una relazione annuale sulle attività del SEBC e sulla politica monetaria dell'anno precedente e di quello in corso al Parlamento europeo, al Consiglio e alla Commissione nonché al Consiglio europeo; il Presidente della BCE presenta la richiamata relazione annuale sul SEBC alla sessione plenaria del Parlamento europeo, che, secondo la prassi consolidata, approva una risoluzione al riguardo, formulando considerazioni e indirizzi sulla conduzione della politica monetaria da parte del SEBC;
in coerenza con la medesime disposizioni dei Trattati secondo la prassi consolidata, la BCE riferisce con regolarità al Parlamento europeo in merito alle decisioni assunte nel settore della politica monetaria e agli altri compiti ad essa attribuiti: a questo scopo si svolgono, in particolare, audizioni trimestrali del Presidente della BCE presso la Commissione per i problemi economici e monetari del Parlamento europeo;
la Banca d'Italia emette le banconote in euro, in circolazione dal 1o gennaio 2002, in base ai principi e alle regole fissati nell'Eurosistema, ed ha il controllo di tutta la circolazione monetaria presente nel Paese;
nell'ambito dell'Eurosistema e nel quadro dei principi che disciplinano la funzione di emissione, la Banca d'Italia produce il quantitativo di banconote in euro assegnatole, immette le banconote nel circuito degli scambi e provvede al ritiro e alla sostituzione dei biglietti deteriorati, partecipa all'attività di studio e sperimentazione di nuove caratteristiche di sicurezza dei biglietti, contribuisce alla definizione di indirizzi comuni per quanto riguarda la qualità della circolazione e l'azione di contrasto della contraffazione;
negli ultimi anni il legislatore ha introdotto numerose disposizioni volte a limitare l'uso del contante e la sua progressiva sostituzione con strumenti di pagamento elettronici che garantiscono minori costi, minori rischi e maggiore velocità nell'incasso dei pagamenti, oltre a garantire la tracciabilità dei flussi finanziari, sia al fine di potenziare la lotta all'evasione fiscale sia al fine di prevenire e contrastare il riciclaggio dei proventi di attività criminose;
il reimpiego di denaro, proveniente da attività criminali nell'economia legale, altera il corretto funzionamento dei meccanismi di allocazione delle risorse e mette in pericolo la stabilità e la solidità dei soggetti che operano sui mercati della finanza: quindi questo reinvestimento produce distribuzione alterata, distorsione della ricchezza, della libera concorrenza, inquinamento sociale ed evasione fiscale;
l'utilizzo di banconote di grosso taglio, ed in particolare di banconote da 500 euro, presenta un notevole rischio di riciclaggio, oltre ad essere particolarmente adatto al finanziamento di organizzazioni criminali e terroristiche: è lo stesso rapporto annuale dell'Unità finanziaria della Banca d'Italia a sostenerlo; questa caratteristica deriva essenzialmente dall'agilità del trasporto di ingenti quantità di denaro, se si pensa che un milione di euro in carte da 500 pesa poco più di un chilo e mezzo, mentre in biglietti da 100 euro peserebbe circa 10 chili;
lo stesso Vicepresidente portoghese della BCE, Vitor Constancio, ha posto recentemente il problema di fronte al Parlamento europeo;
nel nostro Paese, secondo un rapporto della Fondazione ICSA (Intelligence Culture and Strategie Analysis) e della Guardia di Finanza, l'80 per cento delle banconote da 500 euro circola nelle zone tipiche di import-export di capitali, ovvero il confine italo-svizzero, la provincia di Forlì (che confina con la Repubblica di San Marino) e il Triveneto;
le banconote da 500 euro in circolazione in Europa sono 564 milioni, pari ad appena il 3,7 per cento del totale della carta-moneta, ma con un valore di 291 miliardi di euro, ossia circa un terzo di quelli in circolazione;
nel biennio 2012-2013, per ben 24 mesi, non è andata in stampa neanche una banconota da 500 euro; dal 1o gennaio 2014 tuttavia, la Lettonia è entrata nella Zona Euro e dovrà dotarsi di tutti i tagli di banconote per sostituire la vecchia valuta: di conseguenza, la BCE ha commissionato alla Banca Centrale Austriaca un ordine di nuove banconote da 500 euro, per un valore totale di 42 miliardi e mezzo di euro: peraltro, le nuove banconote da 500 euro rappresenteranno solo il 13 per cento del totale dei nuovi biglietti e di conseguenza è lecito aspettarsi, sulla totalità dei biglietti in circolazione, un arretramento sotto la soglia del 30 per cento di quelle di taglio più elevato;
a partire dal 1o febbraio 2014, per effetto del Regolamento dell'Unione europea n. 260/12 è pienamente operativa l'Area unica dei pagamenti in euro (Single euro payments area o SEPA) in cui cittadini europei, imprese e pubbliche amministrazioni possono effettuare operazioni di pagamento in euro verso un altro conto con tempi di esecuzione di un giorno lavorativo dalla ricezione dell'ordine, potendo contare su sistemi armonizzati per le caratteristiche degli strumenti, gli standard, le infrastrutture e i costi, riducendo ulteriormente il fabbisogno di banconote;
l'articolo 49, comma 1, del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, fissa in 1.000 euro l'uso del contante, per un ammontare quindi pari a 2 sole banconote da 500 euro;
l'eliminazione della banconota da 500 euro potrebbe ulteriormente favorire lo sviluppo della moneta elettronica, in linea con le misure recentemente adottate dal legislatore per promuovere l'utilizzo di strumenti di pagamento diversi dal contante,

impegna il Governo

ad adoperarsi presso le competenti istituzioni dell'Unione europea affinché sia valutata l'opportunità, secondo le procedure appropriate, di eliminare la banconota da 500 euro.
(7-00374) «Boccadutri, Causi».
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