[DOSSIER n.08] LO STATO SOVRANO NON CONTA UN CAZZO

raccolta delle menzogne del SistemaIGB
sandropascucci
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Re: [DOSSIER n. 08] LO STATO SOVRANO NON CONTA UN CAZZO

Messaggioda sandropascucci » 8 dic 2010, 9:44

sandropascucci ha scritto:
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Ungheria: giu' moneta e titoli Stato
Ieri Moody's ha declassato di due gradi il debito del Paese
07 dicembre, 16:09

(ANSA) - BUDAPEST, 7 DIC - Fiorino e titoli di Stato in caduta dopo che l'agenzia di rating Moody's ha declassato ieri di due gradi il debito dell'Ungheria, abbassandolo nella categoria Baa3. Il cambio e' arrivato a 285 fiorini contro un euro.

L'agenzia oggi, in conseguenza ha degradato anche otto banche commerciali, le piu importanti, salvo la Cib, filiale di Banca Intesa. Il governo conservatore persegue una politica monetaria di misure temporanee anziche' avviare interventi strutturali, sottolineano gli esperti.


> Il governo conservatore persegue una politica monetaria di misure temporanee anziche' avviare interventi strutturali, sottolineano gli esperti.

sono GOVERNO.. farò un po' il cazzo che voglio?
chi sei tu MOODY'S per dirmi ciò che è meglio per la MIA Nazione?
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sergioloy

Re: [DOSSIER n. 08] LO STATO SOVRANO NON CONTA UN CAZZO

Messaggioda sergioloy » 17 dic 2010, 10:52

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da Corriere.it

Moody'S taglia rating dell'Irlanda
Da "AA2" a "BAA1". L'outlook è negativo e dunque l'Irlanda rischia un ulteriore downgrade


DUBLINO - Moody's ha tagliato il rating dell'Irlanda da Aa2 a Baa1. L'outlook, secondo quanto riporta Bloomberg, è negativo. La decisione dell'agenzia di rating nasce dall'aumentata incertezza economica del Paese, oltre che dal calo della solidità finanziaria del Governo. Una debolezza che, spiega Moody's nella nota, potrebbe ulteriormente peggiorare nel caso in cui la crescita dovesse dimostrarsi inferiore a quanto previsto e se i costi per riportare la stabilità nel sistema bancario nazionale dovessero superare le stime.


REVISIONE AVVIATO LO SCORSO 5 OTTOBRE - Moody's ha così concluso la revisione del rating irlandese, avviata lo scorso 5 ottobre e che, aveva già annunciato l'agenzia, avrebbe portato con ogni probabilità ad un taglio del merito creditizio di più gradini (da Aa2 a Baa1 sono ben cinque), confermando comunque il livello 'investment gradè al rating di Dublino. Con questo 'maxi-tagliò, però, mancano solo ormai tre livelli ai titoli di Stato irlandesi prima di entrare nel campo dei 'junk bond', ovvero 'titoli spazzaturà. Moody's ha inoltre tagliato da Prime-1 a Prime-2 il rating sui titoli di debito a breve termine.

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sergioloy

Re: [DOSSIER n. 08] LO STATO SOVRANO NON CONTA UN CAZZO

Messaggioda sergioloy » 21 dic 2010, 11:41

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da Corriere.it

Moody's «valuta» il Portogallo
La Cina: «Pronti ad aiutare l'Europa»
Sotto osservazione il rating a lungo termine. Pechino preoccupata per il debito del Vecchio continente


MILANO - Moody's ha messo sotto osservazione il rating a lungo termine «A1»del Portogallo per un possibile taglio del merito di credito. Lo dice l'agenzia di rating in una nota precisando che è possibile un downgrade di uno o due notch ma che la solvibilità del paese non è messa in discussione. «A parere di Moody's, la solvibilità del Portogallo non è in discussione» ha detto Anthony Thomas, vice presidente e capo analista per il Portogallo di Moodyì's, «ma il probabile deterioramento dell'accessibilità del debito a medio termine e le preoccupazioni circa la capacità dell'economia di resistere al risanamento dei conti pubblici potrebbero signifare che le prospettive non sono più coerenti con un rating A». Tra le ragioni alla base della decisione, Moody's cita le incertezze circa la vitalità economica a lungo termine del Portogallo che sarà aggravata dall'impatto delle misure fiscali di austerità e le preoccupazioni circa la capacità del Portogallo ad accedere al mercato dei capitali a un prezzo sostenibile.

Tutto questo mentre la Cina è pronta a sostenere le misure che l'Ue e il Fmi hanno elaborato per assicurare la stabilità finanziaria in Europa. Lo ha detto martedì il vice premier cinese Wang Qishan in apertura dei colloqui bilaterali economici. Wang ha detto che Pechino avrebbe aiutato i Paesi membri della Ue a combattere la crisi del debito sovrano. Wang Qishan invita l'Europa a tramutare le parole in fatti. «La Cina - dice - appoggia le misure prese da Ue e Fmi per stabilizzare i mercati finanziari e la Cina ha intrapreso azioni concrete per aiutare alcuni paesi europei a far fronte alla crisi del debito sovrano». «L'Europa - aggiunge - ha preso misure per affrontare la crisi, ci auguriamo che esse possano assicurare presto dei risultati». La Cina dunque si dice «molto preoccupata» per il «modo in cui la crisi del debito europeo può essere controllata». «Vogliamo vedere - aggiunge il ministro del Commercio cinese Chen Deming - se l'Unione europea è in grado di controllare i rischi sul debito sovrano e se il consenso si possa tradurre in azioni reali per consentire all'Europa di emergere presto e in buona salute dalla crisi finanziaria».
L'EURO -L'appoggio della Cina al piano di stabilità finanziaria della Ue aveva stimolato il rialzo dell'euro che si era portato in apertura a 1,3190 dollari contro 1,3121 della chiusura di lunedì e in recupero da 1,3110 del minimo toccato martedì sulle piazze asiatiche. Ma dopo che Moody's ha minacciato di tagliare il rating del Portogallo la divisa europea è scivolata a 1,3150 dollari.

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Christian Tambasco

Re: [DOSSIER n. 08] LO STATO SOVRANO NON CONTA UN CAZZO

Messaggioda Christian Tambasco » 7 gen 2011, 9:38

fonte: sole24ore Italia promossa nel 2011. Le grandi banche la escludono dal club dei paesi periferici

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Italia promossa nel 2011. Le grandi banche la escludono dal club dei paesi periferici
6 gennaio 2011
di Isabella Bufacchi

L'Italia entra nel 2011 senza l'etichetta di paese periferico ad alto rischio: le grandi banche italiane ed estere hanno collocato nel 2010 il rischio-Italia al di fuori del "club" degli stati europei in seria difficoltà - Grecia, Irlanda, Portogallo e Spagna - e sono intenzionate a conservare questa importante distinzione per quest'anno e il 2012: il tasso di crescita salirà, anche se di poco, la disoccupazione tenderà a calare, il rapporto debito/Pil dovrebbe stabilizzarsi in virtù del ritorno dell'avanzo primario.


Leggi tutti i giudizi della banche sull'Italia

L'Italia se la può cavare tranquillamente da sola nonostante la crescita bassa sia accompagnata da un alto debito pubblico e l'incertezza dello scenario politico non prometta nulla di buono sul fronte della realizzazione delle riforme strutturali necessarie per rilanciare l'economia. Questa in estrema sintesi la tesi prevalente, una promozione ma con qualche importante riserva.

I "fondamentali" italiani, emersi nel corso del 2010 nel pieno della bufera sul debito sovrano europeo, continueranno anche quest'anno a essere valutati favorevolmente dai grandi player del mercato perchè in buona sostanza restano migliori di quelli dei periferici doc: la correzione dei conti pubblici italiani è alla portata perchè contenuta; il sistema bancario è solido e quello pensionistico è già stato riformato per tagliare la spesa pubblica; il debito pubblico non si colloca prevalentemente presso portafogli stranieri e questo riduce la vulnerabilità agli attacchi speculativi; le aste dei titoli di stato sono sostenute dall'alto tasso di risparmio domestico e i rating delle agenzie Moody's, S&P's e Fitch sono rassicuranti perchè mantengono gli outlook stabili.

Anche le debolezze croniche e strutturali del sistema-Italia, tuttavia, permangono e peseranno non poco sul 2011. «L'Italia non è certo perfetta», ha tagliato corto un analista nel timore di eccedere in indulgenza. L'elevatissimo rapporto debito/Pil, il basso potenziale di crescita e di produttività, la scarsa competitività, i consumi interni deboli, il mercato del lavoro gravato da una disoccupazione che stenta a calare anche per mancanza di innovazione e investimenti adeguati: questi fattori hanno un impatto importante sulla sostenibilità dei conti pubblici e non devono essere sottovalutati anche se la politica fiscale è impostata da anni su rigore e disciplina.

Promuovere un'Italia che si sta comportando bene nel corso della crisi del debito europeo in nessun caso equivale per gli analisti delle grandi banche a un incoraggiamento ad abbassare la guardia sui conti pubblici, ad allentare i cordoni della borsa anche se a sostegno dell'economia. Il debito pubblico orbiterà attorno al 120% del Pil quest'anno, il prossimo e fors'anche negli anni a seguire anche perchè il tasso di crescita non riesce a spiccare il volo oltre l'1% con una pressione fiscale alta. Il monito principale è che l'Italia dovrà impegnarsi a riportare la traiettoria del debito/Pil in calo ed evitare che si inneschi una spirale all'insù. Le agenzie di rating hanno dimostrato con i casi di Spagna, Grecia, Irlanda e Portogallo che il dito sul grilletto dei declassamenti è sempre pronto a scattare, anche per il rischio-sovrano.

Il maggiore problema 2011 per l'Italia, riconoscono quasi all'unanimità gli economisti e gli analisti delle grandi banche, rischia di essere essenzialmente di natura esterna: uno shock proveniente dall'estero - la necessità di un maxi-piano di salvataggio a favore della Spagna da parte di Unione europea e Fondo monetario oppure un brusco rallentamento della crescita globale - può infatti destabilizzare, e molto, un paese che si tiene in equilibrio con difficoltà a causa delle sue note e annose carenze strutturali e incertezze politiche. Per prevenire la degenerazione della crisi, insomma, l'Italia deve essere disposta a prepararsi al peggio.

Così alla classe dirigente viene rivolto un invito: preservare il programma di risanamento dei conti pubblici e di realizzare le riforme strutturali quali che siano i risvolti della crisi politica, anche nel caso di elezioni anticipate o di governi ad interim. Un mix esplosivo, ma non irraggiungibile per un paese che convive da anni con un altro mix esplosivo, quello dell'alto debito e della bassa crescita.

sandropascucci
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Messaggioda sandropascucci » 22 gen 2011, 9:19

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GIOVEDI' 14 GENNAIO 2010

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Buenos Aires, 14 gen - Il giudice americano Thomas Griesa ha disposto il congelamento delle riserve della Banca centrale argentina depositate presso la Federal Reserve (Fed). Lo ha annunciato il segretario argentino alle Finanze, Hernan Lorenzino. Tmm-red-y- (RADIOCOR) 14-01-10 20:34:01 (0418) 3 NNNN


ma come? i giudici non erano "fuori competenza" per quanto riguardava la moneta?
e com'è che una banca centrale puo' venire toccata da un giudice [pure straniero]?
la FED permette questo? non era AUTONOMA? un anno dopo com'è la situazione?
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Messaggioda sandropascucci » 22 gen 2011, 9:22

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Imprese & Mercati
12-01-2011
Libia
Banca centrale, aumentano le riserve

Le riserve totali della Banca Centrale del Libano a fine dicembre sono ammontate a 62,6 miliardi di dollari, con un incremento - sottolinea l'Ice di Beirut - del 16,48 per cento rispetto allo stesso periodo del 2009. Nel dettaglio, le riserve in valuta estera erano pari a 30,6 miliardi di dolari, con un incremento dell'8,15 per cento rispetto al 2009, mentre il valore delle riserve in oro è ammontato a 13 miliardi (più 29,3 per cento).


ma l'oro non era solo "un fattore psicologico" per gli economisti??

aò.. DECIDETEVICISIMIBILI!
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Messaggioda sandropascucci » 22 gen 2011, 9:22

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Cina: Banca Centrale alza tasso riserve minime obbligatorie

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Pechino, 14 gen - La Banca del Popolo della Cina (Pboc), banca centrale cinese, ha alzato i tassi sulle riserve minime obbligatorie di 50 punti base a partire dal 20 gennaio. E' il primo rialzo per il 2011, che fa seguito ai sei aumenti nel corso del 2010, per tentare di tenere a freno l'inflazione. Settimana prossima verranno diffusi i dati sull'inflazione per dicembre e per l'intero 2010.


daje..
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Messaggioda sandropascucci » 23 feb 2011, 20:17

POST-IT


Ultim'ora
Antonveneta, pm chiede 3 anni per Fazio, confisca 39 mln Unipol

La Procura di Milano, al termine della requisitoria del processo per la tentata scalata di Bpi ad Antonveneta, ha chiesto la condanna a te anni e 100.000 euro di multa per Antonio Fazio, ex governatore della Banca d'Italia, oltre alla confisca a Unipol di 39,6 milioni di euro e una multa di 1,2 milioni di euro.

I pubblici ministeri Eugenio Fusco, Francesco Greco e Gaetano Ruta hanno chiesto in totale 16 condanne per gli imputati, con pene comprese fra un anno e due mesi e sei anni.

Per l'ex AD di Bbi Gianpiero Fiorani è stato chiesto un anno e tre mesi (in continuazione con il patteggiamento a oltre tre anni per appropriazione indebita), tre anni e un milione di multa per Giovanni Consorte, ex numero uno di Unipol, un anno e otto mesi per il suo vice Ivano Sacchetti, un anno e otto mesi anche per l'immobiliarista Luigi Zunino, un anno e tre mesi per l'ex capo della vigilanza di Bankitalia Francesco Frasca, due anni e un mese per Luigi Grillo, parlamentare del Pdl.


secondo voi come andrà a finire?
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Messaggioda sandropascucci » 5 mar 2011, 20:53

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Il governatore della Banca d'Inghilterra King: un'altra crisi è possibile, le banche non sono cambiate
di Nicol Degli Innocenti
5 marzo 2011

LONDRA - Un'altra devastante crisi finanziaria è possibile, e la ragione è che le banche non hanno cambiato il loro modus operandi, guardano solo al breve termine e pensano ancora che sia "perfettamente accettabile" massimizzare i profitti sfruttando i loro "clienti ingenui". A fare queste affermazioni taglienti è Mervyn King, il governatore della Banca d'Inghilterra, che in una rara intervista pubblicata oggi dal Daily Telegraph non ha risparmiato le critiche alle banche britanniche.

"Perché le banche pagano i bonus? Perché vivono nel mondo del ‘troppo grande per fallire' in cui lo stato li salverà se le cose vanno male, - ha detto King. – Questo concetto di troppo grande o troppo importante per fallire non dovrebbe neanche esistere in una vera economia di mercato." La riforma del settore non è stata abbastanza profonda e per questo restano dei "profondi squilibri" che potrebbero portare a un'altra crisi, ha avvertito il governatore.

Le critiche di King hanno particolare significato perché il governatore nel 2012 diventerà il massimo "controllore" del settore bancario, in seguito alla decisione del Governo di abolire la Financial Services Authority e trasferire i suoi poteri a un nuovo ente guidato dalla Banca d'Inghilterra. L'Independent Banking Commission sta inoltre decidendo se imporre alle banche considerate ‘troppo grandi' di scindere la divisione retail dall'investment banking, ipotesi fortemente osteggiata dagli istituti di credito. Il rapporto della Comissione verra' presentato in settembre.
Le parole del governatore hanno scosso il settore, che si è prontamente difeso. Angela Knight, chief executive della British Bankers' Association, ha detto di avere il "massimo rispetto" per King ma che in questo caso il governatore ha sbagliato in pieno. E' vero che il settore "ha fatto dei gravi errori durante la crisi, - ha detto, - ma ora è radicalmente cambiato e i rischi sono sotto controllo. Siamo arrivati dove siamo facendo le cose per bene, non facendole male."

Meno diplomatico l'economista Tim Congdon, che ha definito "incredibile" che King abbia sferrato un tale attacco contro la struttura stessa di un settore nel quale opera da vent'anni: "Le critiche riducono la credibilità delle banche e preoccupano la gente, - ha detto. – Il ruolo del governatore della Banca d'Inghilterra dovrebbe essere quello di sostenere e aiutare le banche.
da: http://www.ilsole24ore.com/art/finanza- ... d=AaenBkDD
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Messaggioda sandropascucci » 24 mar 2011, 11:35

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Q+A - Cosa accadrà al Portogallo dopo le dimissioni del premier?
giovedì 24 marzo 2011 09:22

LISBONA, 24 marzo (Reuters) - Il primo ministro portoghese Jose Socrates si è dimesso dopo la bocciatura da parte del Parlamento dell'ultimo pacchetto di misure di rigore necessarie a evitare il ricorso a un salvataggio esterno.

E' UN SALVATAGGIO INEVITABILE?

Sembra probabile. Al 7,8% circa, il rendimento del decennale portoghese è ben al di sopra del livello del 7% che gli analisti già giudicano insostenibile nel lungo periodo. Il tasso del titolo a cinque anni è anche più elevati: anche nel caso di Grecia e Irlanda si è assistito a una simile inversione della curva dei rendimenti prima dei salvataggi internazionali lo scorso anno.

La formazione di un nuovo governo potrebbe richiedere settimana e la cosa più probabile è che la curva dei rendimenti portoghesi salga ancora.

I socialisti di Socrates hanno sempre osteggiato un aiuto esterno mentre i socialdemocratici, principale partito di opposizione, non hanno escluso questa possibilità.

I partiti minori sono perlopiù ostili all'ipotesi ma il leader del Psd ha fatto capire che potrebbe ricorrere a un salvataggio internazionale addossando la colpa al precedente governo. Gli altri partner della zona euro da tempo premono perché Lisbona accetti l'intervento esterno.

CHE TEMPI AVREBBE UN SALVATAGGIO ESTERNO?

Il Portogallo ha di fronte scadenze di debito per 4,3 miliardi il 15 aprile e per 4,9 miliardi a giugno. Le settimane precedenti questi appuntamenti sarebbero il momento ideale per ricorrere a un salvataggio. D'altronde, se il mercato fosse disponibile a rifinanziare questo debito il Paese potrebbe rinviare di mesi un salvataggio perché dopo giugno non ha più scadenze di debito quest'anno.

QUALI SAREBBERO LE DIMENSIONI DI UN BAILOUT?

Una fonte della zona euro ha stimato in gennaio che una richiesta di aiuto del Portogallo potrebbe ammontare a 60-80 miliardi di euro.

Ue e Fmi sarebbero in grado di soddisfare questa richiesta.

QUANTO CI VORRÀ PER UN NUOVO GOVERNO PORTOGHESE?

Socrates ha presentato le proprie dimissioni al presidente Anibal Cavaco da Silva che oggi incontrerà i leader degli altri partiti e il governo manterrà pieni poteri almeno fino a quando le consultazioni saranno in corso. Cavaco Silva potrebbe chiedere ai partiti di accordarsi sul nome di un nuovo primo ministro e un governo di coalizione senza andare al voto. Un accordo in questo senso sembra però improbabile.

Eventuali elezioni anticipate possono tenersi non prima di 55 giorni dalla loro convocazione.

Nel frattempo il governo resterebbe in carica ma assolvendo solo le funzioni di ordinaria amministrazione.

QUALE POTREBBE ESSERE L'ESITO DI NUOVE ELEZIONI?

Il Partito SociaDemocratico è in vantaggio nei sondaggi con una percentuale del 35-38% ma si è raramente avvicinato alla soglia necesssaria per ottenere la maggioranza assoluta.

Secondo gli analisti però non si deve sottovalutare la potenza della macchina da voto socialista. Socrates ha già detto che si ripresenterà e il suo partito può contare su una quota del 25-30% nei sondaggi.

QUALI SONO LE DIFFERENZE TRA SOCALISTI E SOCIALDEMOCRATICI?

Il PSD si è scagliato contro le ultime misure di rigore proposte dal governo socialista definendole arbitrarie, poco meditate e troppo dure verso i pensionati. I socialdemocratici sono favorevoli ai tagli al bilancio e potrebbero semplicemente aver utilizzato in maniera strumentale la situazione.

Il PSD ha infatto detto che rispetterà gli impegni di Lisbona con l'Europa presi dal governo socialista puntando a una riduzione del deficit al 2% del Pil nel 2013 da 4,6% quest'anno.

fonte: reuters italia
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Messaggioda sandropascucci » 4 apr 2011, 14:57

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sergioloy

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Messaggioda sergioloy » 18 apr 2011, 18:34

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S&P «boccia» il debito Usa. Borse a picco
L'agenzia di rating è preoccupata: «Non c'è accordo su come contrastare il recente deterioramento fiscale»


Barack Obama (Reuters)MILANO - Standard & Poor's ha peggiorato il suo giudizio sul debito americano: l'outlook passa a «negativo» da «stabile», anche se resta confermata l'attuale valutazione che conferisce agli Usa una «tripla A», il punteggio massimo per il debito sovrano. «A oltre due anni dall'inizio dell'ultima crisi - recita il comunicato dell'agenzia di rating - i legislatori americani non hanno ancora trovato un accordo su come contrastare il recente deterioramento fiscale o correggere le pressioni fiscali di lungo periodo».
OUTLOOK - «Il nostro outlook negativo sul rating - ha spiegato l'analista Nikola Swann - significa che riteniamo che vi sia almeno una possibilità su tre che si possa arrivare nell'arco dei prossimi due anni a un abbassamento del nostro rating a lungo termine sugli Stati Uniti». L'outlook, prosegue l'analista, «riflette la nostra analisi degli accresciuti rischi che il dibattito politico su come e quando affrontare le sfide di natura fiscale, sia a medio che a lungo termine, si protrarrà almeno a dopo le elezioni del 2012». Il timore degli analisti di S&P dunque è che l'impasse politica possa impedire di dare concreta attuazione a piani di riduzione del debito pubblico che non sono più procrastinabili visto che il deficit è passato dal 2-5% nel 2003-2008 all'11% del 2009 e deve ancora invertire la rotta. La scorsa settimana, il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha presentato un progetto di riduzione del debito pari a 4 mila miliardi di dollari in 12 anni mentre il presidente della commissione budget della camera, il repubblicano Paul Ryan, ha proposto un piano alternativo da 4.400 miliardi di dollari in 10 anni. Posto che S&P non si pronuncia nel merito delle proposte e non commenta su quali debbano essere le misure concrete approvate, nondimeno l'agenzia di rating ritiene cruciale che Casa Bianca e Congresso arrivino ad approvare un piano che possa godere del maggiore consenso possibile perchè altrimenti vi è il rischio che l'attuazione del piano medesimo si riveli inefficace e inadeguata. E questo sapendo che i tempi di attuazione sono comunque lunghi e dunque non concedono molto margine di errore.

URGENZA - Ribadito che il rating di tripla A degli Stati Uniti poggia sulla realtà di un'economia ricca, diversificata, flessibile e che in passato ha già dimostrato di saper stimolare la crescita tenendo al tempo stesso sotto controllo l'inflazione, S&P ribadisce che ora non c'è più tempo da perdere. «Occorre - spiega il comunicato - un qualche tipo di compromesso che permetta di arrivare a misure comprensive di contenimento del deficit sulla linea di quelle annunciate nei giorni scorsi combinate con misure concrete per la loro attuazione entro il 2013». Se questa ipotesi dovesse verificarsi, come nell'ipotesi di lavoro più avallata di S&P, allora l'outlook potrebbe tornare a stabile. «Altrimenti - spiega S&P - la mancanza di un accordo del genere o un ulteriore deterioramento fiscale dovuto a una causa qualsiasi ci potrebbe portare ad abbassare il rating sul paese».

LA REAZIONE DELLE BORSE - Immediata la reazione delle piazze borsistiche alla decisione di S&P. In calo Wall Street: a mezzora dal via il Dow Jones cedeva l'1,7%, lo Standard & Poor's segna va -1,5% e il Nasdaq -1,66%.
Calavano a precipizio anche le piazze europee: Londra perdeva il 2,24%, Milano il 3%, Francoforte il 2,34% e Parigi il 2,7%. Queste ultime terminavano poi la seduta tutte in forte ribasso: il Dax di Francoforte perdeva il 2,11%, il Cac40 di Parigi il 2,35%, a Londra il Ftse 100 si fermava a -2,10%. Anche a Milano indici negativi, il Ftse It All chiudeva a -2,79%, il Ftse Mib a -2,92%.


GIUDIZIO POLITICO - Immediata la replica anche della Casa Bianca al giudizio di S&P. La decisione di Standard and Poor's di rivedere in negativo il rating a tripla A degli Usa è un «giudizio politico» sostiene il consigliere economico della Casa Bianca, Austan Goolsbee. Parlando in tv , Goolsbee dice di non essere d'accordo con S&P e si è detto sicuro che gli Stati Uniti raggiungeranno un'intesa a lungo termine sulla riduzione del deficit di bilancio.


questo è essere sovrani, cazzo.

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Christian Tambasco

Re: [DOSSIER n. 08] LO STATO SOVRANO NON CONTA UN CAZZO

Messaggioda Christian Tambasco » 30 mag 2011, 18:46

fonte: sole24ore S&P taglia l'outlook a 4 banche italiane

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S&P taglia l'outlook a 4 banche italiane
"Troppo dipendenti dal mercato interno"


24 maggio 2011

La revisione, da stabile a negativo, riguarda Intesa SanPaolo, Mediobanca, Bnl e Findomestic: "Un eventuale downgrade del rating sull'economia nazionale avrebbe conseguenze immediate anche sul giudizio assegnato agli istituti"
ROMA - Standard & Poor's ha tagliato l'outlook, portandolo a 'negativo', di quattro banche italiane: Intesa Sanpaolo, Mediobanca, Bnl e Findomestic. Ciò significa che i rating dei quattro istituti, che sono stati confermati, potrebbero essere abbassati in futuro. L'agenzia ha spiegato che la revisione non è legata direttamente alle prospettive dei conti degli istituti, ma discende dall'abbassamento dell'outlook sul rating dell'Italia 1, da stabile a negativo, annunciato il 21 maggio.

In sostanza, sottolinea Standard & Poor's, la previsione "pessimistica" dipende dal fatto che i quattro gruppi sono fortemente dipendenti dal mercato domestico e se l'economia italiana resterà a livelli bassi un abbassamento del rating italiano avrebbe come conseguenza anche un downgrade dei rating assegnati agli istituti citati. Il giudizio è esteso anche a tre sussidiarie di Intesa (Imi, Biis e Cassa di Risparmio di Bologna) che hanno un rating uguale o superiore a quello del Paese. Resta invece stabile l'outlook sui rating di Cariparma e Credito sportivo.

Lo stesso legame molto stretto con il governo è alla base del taglio sull'outlook, da stabile a negativo, della Cassa depositi e prestiti e di Poste Italiane (conferma rating A). Standard & Poor's conferma i rating della Cdp ad 'A+' e 'A-1+' in quanto allineati a quelli di lungo periodo dell'Italia, ma rivede al ribasso le prospettive considerando il difficile ruolo della Cassa, legato al mandato politico ed alla stretta connessione con il governo.

Nella stessa tornata di valutazioni, S&P ha confermato il rating ad A+, ma rivisto al ribasso l'outlook anche per la Provincia di Ancona, il Comune di Bologna, la Provincia di Mantova, la Regione Marche, la Provincia di Roma, la Regione Sicilia, la Regione Emilia-Romagna, la Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia, il Comune di Genova, la Regione Liguria, il Comune di Lucca e la Regione Umbria.


>
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Lo stesso legame molto stretto con il governo è alla base del taglio sull'outlook, da stabile a negativo, della Cassa depositi e prestiti e di Poste Italiane (conferma rating A). Standard & Poor's conferma i rating della Cdp ad 'A+' e 'A-1+' in quanto allineati a quelli di lungo periodo dell'Italia, ma rivede al ribasso le prospettive considerando il difficile ruolo della Cassa, legato al mandato politico ed alla stretta connessione con il governo.

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Re: [DOSSIER n. 08] LO STATO SOVRANO NON CONTA UN CAZZO

Messaggioda sandropascucci » 31 mag 2011, 9:55

cioè la Standard&Poor sa come andrà il comune di Lucca? e di Ancona e di ecc.. ??
minkia che polso della situazione che hanno! tutto sotto controllo..
8.094 comuni, 20 regioni, 110 province (3 speciali)..
ha 2000 analisti 'sta ditta..

bah..
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Re: [DOSSIER n. 08] LO STATO SOVRANO NON CONTA UN CAZZO

Messaggioda sandropascucci » 8 ago 2011, 11:16

::
Spread Btp/Bund 10 anni scende sotto 300 pb su acquisti Bce
Reuters – 1 ora 24 minuti fa

Spread Btp/Bund 10 anni scende sotto 300 pb su acquisti Bce

MILANO (Reuters) - Sulla scia degli acquisti di titoli italiani e spagnoli sul mercato secondario, lasciati intendere già ieri dalla Bce, e confermati dai movimenti sul mercato visti oggi dai trader, il differenziale di rendimento tra decennale italiano e Bund tedesco scende sotto i 300 punti base nei primi scambi del mattino, toccando un minimo di 293 punti base, contro i 375 punti base della chiusura di venerdì.

"Stanno facendo pacchetti da 20-25 milioni di euro e li stanno spargendo sui mercati" dice un trader. "Ci aspettiamo che raggiungano miliardi oggi" ha aggiunto.

In restringimento anche lo spread tra decennale spagnolo a Bund tedesco, che scende a 285 punti base dai 372 della chiusura di venerdì.

Il rendimento del decennale italiano è sceso sotto il 6%. Poco prima delle 9,30 il titolo a 10 anni rende il 5,4% dopo essere arrivato a sfiorare, nella mattinata di venerdì, il 6,4%.

A detta dei trader, Francoforte starebbe acquistando titoli a 5 anni italiani e spagnoli, i cui rendimenti risultano rispettivamente in calo di 73 punti base, al 4,73% e di 78 punti base, al 4,64%..

Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia


LO COME?!? e tutti quelli che dicevano che la BCE, una S.p.A. partecipata da molte altre S.p.A., non utilizza BANCONOTE - ossia il suo prodotto commerciale di punta - per GUADAGNARE grazie allo [Titolo di] Stato ??

Questi STAMPANO a 30 centesimi di euro BANCONOTE (l'unica moneta legale) per ACQUISTARE Titoli di Stato [Sovrano? ah! ah! ah!].

Se non vi svegliate ora.. quando?

ma io bah!!
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Messaggioda sandropascucci » 22 set 2011, 10:39

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Messaggioda sandropascucci » 28 set 2011, 10:59

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piudicosi.jpg


«Quando la zona euro avrà tutti gli strumenti necessari a garantire sia l'integrazione sia la disciplina economica, l'emissione di strumenti di debito congiunti sarà giudicata naturale e vantaggiosa per tutti» [Jose Manuel Barroso, 2011]

28.09.2011 - aò: più di così una persona ti deve solo accompagnare nel bosco e scavare dove ha seppellito il corpo la sera prima..

quale parte di "EMISSIONE DI STRUMENTI DI DEBITO" non capisci? il termine "CONGIUNTI" ti sfugge? hai dubbi su "GIUDICATA NATURALE" ??

qui non si tratta di un messaggio in CODICE CIFRATO.. qui te lo stanno dicendo sul MUSO.

LO SCOPO DELLA BCE (la zampa europea di IGB) E' QUELLO DI EMETTERE CATENE, NON BURRO & MARMELLATA.

il bambino che legge capisce che (1) il Trattano era INTOCCABILE (2) fino a che era comodo a LORO ma che (3) ora serve modificarlo per (4) far inginocchiare per sempre TUTTI, (5) convincendoli pure che è GIUSTO E NATURALE ET VANTAGGIOSO..

il grillino su facebuk capisce pirikirigiangimanji..

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Re: [DOSSIER n. 08] LO STATO SOVRANO NON CONTA UN CAZZO

Messaggioda sandropascucci » 29 set 2011, 12:55

:

:

«Caro Primo Ministro,
Il Consiglio direttivo della Banca centrale europea il 4 Agosto ha discusso la situazione nei mercati dei titoli di Stato italiani. Il Consiglio direttivo ritiene che sia necessaria un'azione pressante da parte delle autorità italiane per ristabilire la fiducia degli investitori.
Il vertice dei capi di Stato e di governo dell'area-euro del 21 luglio 2011 ha concluso che «tutti i Paesi dell'euro riaffermano solennemente la loro determinazione inflessibile a onorare in pieno la loro individuale firma sovrana e tutti i loro impegni per condizioni di bilancio sostenibili e per le riforme strutturali». Il Consiglio direttivo ritiene che l'Italia debba con urgenza rafforzare la reputazione della sua firma sovrana e il suo impegno alla sostenibilità di bilancio e alle riforme strutturali.
Il Governo italiano ha deciso di mirare al pareggio di bilancio nel 2014 e, a questo scopo, ha di recente introdotto un pacchetto di misure. Sono passi importanti, ma non sufficienti.
Nell'attuale situazione, riteniamo essenziali le seguenti misure:

1.Vediamo l'esigenza di misure significative per accrescere il potenziale di crescita. Alcune decisioni recenti prese dal Governo si muovono in questa direzione; altre misure sono in discussione con le parti sociali. Tuttavia, occorre fare di più ed é cruciale muovere in questa direzione con decisione. Le sfide principali sono l'aumento della concorrenza, particolarmente nei servizi, il miglioramento della qualità dei servizi pubblici e il ridisegno di sistemi regolatori e fiscali che siano più adatti a sostenere la competitività delle imprese e l'efficienza del mercato del lavoro.
a) E' necessaria una complessiva, radicale e credibile strategia di riforme, inclusa la piena liberalizzazione dei servizi pubblici locali e dei servizi professionali. Questo dovrebbe applicarsi in particolare alla fornitura di servizi locali attraverso privatizzazioni su larga scala.
b) C'é anche l'esigenza di riformare ulteriormente il sistema di contrattazione salariale collettiva, permettendo accordi al livello d'impresa in modo da ritagliare i salari e le condizioni di lavoro alle esigenze specifiche delle aziende e rendendo questi accordi più rilevanti rispetto ad altri livelli di negoziazione. L'accordo del 28 Giugno tra le principali sigle sindacali e le associazioni industriali si muove in questa direzione.

c) Dovrebbe essere adottata una accurata revisione delle norme che regolano l'assunzione e il licenziamento dei dipendenti, stabilendo un sistema di assicurazione dalla disoccupazione e un insieme di politiche attive per il mercato del lavoro che siano in grado di facilitare la riallocazione delle risorse verso le aziende e verso i settori più competitivi.

2.Il Governo ha l'esigenza di assumere misure immediate e decise per assicurare la sostenibilità delle finanze pubbliche.
a) Ulteriori misure di correzione del bilancio sono necessarie. Riteniamo essenziale per le autorità italiane di anticipare di almeno un anno il calendario di entrata in vigore delle misure adottate nel pacchetto del luglio 2011. L'obiettivo dovrebbe essere un deficit migliore di quanto previsto fin qui nel 2011, un fabbisogno netto dell'1% nel 2012 e un bilancio in pareggio nel 2013, principalmente attraverso tagli di spesa. E' possibile intervenire ulteriormente nel sistema pensionistico, rendendo più rigorosi i criteri di idoneità per le pensioni di anzianità e riportando l'età del ritiro delle donne nel settore privato rapidamente in linea con quella stabilita per il settore pubblico, così ottenendo dei risparmi già nel 2012. Inoltre, il Governo dovrebbe valutare una riduzione significativa dei costi del pubblico impiego, rafforzando le regole per il turnover (il ricambio, ndr) e, se necessario, riducendo gli stipendi.
b) Andrebbe introdotta una clausola di riduzione automatica del deficit che specifichi che qualunque scostamento dagli obiettivi di deficit sarà compensato automaticamente con tagli orizzontali sulle spese discrezionali.
c) Andrebbero messi sotto stretto controllo l'assunzione di indebitamento, anche commerciale, e le spese delle autorità regionali e locali, in linea con i principi della riforma in corso delle relazioni fiscali fra i vari livelli di governo. Vista la gravità dell'attuale situazione sui mercati finanziari, consideriamo cruciale che tutte le azioni elencate nelle suddette sezioni 1 e 2 siano prese il prima possibile per decreto legge, seguito da ratifica parlamentare entro la fine di Settembre 2011. Sarebbe appropriata anche una riforma costituzionale che renda più stringenti le regole di bilancio.

3. Incoraggiamo inoltre il Governo a prendere immediatamente misure per garantire una revisione dell'amministrazione pubblica allo scopo di migliorare l'efficienza amministrativa e la capacità di assecondare le esigenze delle imprese. Negli organismi pubblici dovrebbe diventare sistematico l'uso di indicatori di performance (soprattutto nei sistemi sanitario, giudiziario e dell'istruzione). C'é l'esigenza di un forte impegno ad abolire o a fondere alcuni strati amministrativi intermedi (come le Province). Andrebbero rafforzate le azioni mirate a sfruttare le economie di scala nei servizi pubblici locali.

Confidiamo che il Governo assumerà le azioni appropriate.
Con la migliore considerazione,
Mario Draghi, Jean-Claude Trichet

:

:


da: viewtopic.php?p=33920#p33920
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Re: [DOSSIER n. 08] LO STATO SOVRANO NON CONTA UN CAZZO

Messaggioda sandropascucci » 29 set 2011, 12:58

a mme me pare la letterina che la banca commerciale sotto casa me manna quanno non riesco a pagare il mutuo, ossia questa è la lettera di uno che comanna versus uno che ne è schiavo.. para-para, aò!
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Re: [DOSSIER n. 08] LO STATO SOVRANO NON CONTA UN CAZZO

Messaggioda sandropascucci » 29 set 2011, 13:03

Confidiamo che il Governo assumerà le azioni appropriate.
Con la migliore considerazione,
Mario Draghi, Jean-Claude Trichet



traduzione:

siamo certi che farete come ordinatovicisibili,
senza costringerciminibili a riscrivervicifighissimi,

con arroganza dovuta alla posizione ottimale nella figura del 90gradi,
Mario detto Er Gatto, Jean Le Volpen
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Re: [DOSSIER n. 08] LO STATO SOVRANO NON CONTA UN CAZZO

Messaggioda sandropascucci » 29 set 2011, 13:05

IN SOLDONI.. QUESTI SONO DUE PRIVATI CITTADINI CHE SCRIVONO A UN GOVERNO DI UNA NAZIONE SOVRANA E JE DICONO CHE COSA CHE DEBBONO DA FARE, AO'!!

..se no è inutile che parliamo dello stato di diritto.. [cit.aur.]
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Messaggioda sandropascucci » 2 ott 2011, 20:47

«..
Cremaschi, nella sua relazione introduttiva, ha posto l'attenzione sulla lettera della Bce con cui è stata chiesta una manovra durissima al governo italiano. "Due privati cittadini, Trichet e Draghi, - ha detto - scrivono al presidente del Consiglio con arroganza.
..»

da: http://www.liberazione.it/news-file/Nas ... ebito-.htm

cambiare almeno le parole del pascucci, no?
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Re: [DOSSIER n. 08] LO STATO SOVRANO NON CONTA UN CAZZO

Messaggioda MauroB » 6 ott 2011, 19:49

!
Trichet: acquisto di covered bond e prestiti illimitati alle banche per almeno 12 mesi. Con l'Italia insistiamo sulle riforme.
a cura di Vito Lops all'interno commento di Riccardo SorrentinoCronologia articolo6 ottobre 20

Ripartono le misure non convenzionali di liquidità a favore del sistema bancario, che si muove in un'impasse sempre più pericolosa a causa dei timori di default greco. Il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, nella sua ultima conferenza stampa alla guida della Banca centrale, ha annunciato che la Bce terrà aste aggiuntive con durata a 12 e 13 mesi rispettivamente in ottobre e in dicembre. Un'iniezione della liquidità che arriva poco dopo che il direttivo della Bce ha confermato i tassi di interesse all'1,5%, una soglia che Trichet giudica «appropriato». Mentre «non appropriato», a detta del governatore uscente un intervento della Bce per finanziare il fondo salva-Stati dato che «i governi hanno gli strumenti necessari per finanziarlo». La notizia non è piaciuta ai mercati che, pur restando in rialzo, hanno rallentato la corsa odierna.

Acqustio di covered bond
Inoltre, le aste a tre mesi saranno condotte con volume illimitato fino al giugno 2012 e ripartirà, da novembre, il piano di acquisti di obbligazioni bancarie garantite (covered bond) con interventi sul mercato primario e secondario. Battezzato "covered bond purchase programme", o CBPP2, da 40 miliardi di euro. Il nuovo programma inizierà il prossimo novembre e «ci si attende che venga pienamente completato entro l'ottobre del 2012», ha precisato Trichet. La Bce potrà effettuare questi acquisti sia alle aste di emissione che sui bond già in circolazione (mercato secondario), ha precisato Trichet. Ulteriori dettagli verranno comunicati alla riunione del Consiglio direttivo del 3 novembre.

Dalla Bce tutta la liquidità necessaria

L'inflazione calerà nel 2012
L'inflazione nell'area euro «resta elevata», secondo la Banca centrale europea, che oggi a dispetto di nuove misure espansive, a favore della crescita economica che si teme a rischio, ha mantenuto all'1,5 per cento i tassi di interesse. «L'inflazione è rimasta elevata e le ultime informazioni fanno presagire che resti al di sopra del 2 per cento nei prossimi mesi, per poi calare».

Paesi euro pronti a misure addizionali
I paesi dell'area euro sotto tensione sui conti pubblici devono «essere pronti ad assumere qualunque misura addizionale necessaria» ha detto Trichet. «Urge che i Governi dell'area dell'euro procedano all'entrata in vigore in modo risoluto di riforme strutturali sostanziose e complete per rafforzare la competitivitá e la crescita potenziale». Lo stesso ha spronato i Governi ha ratificare velocemente le decisioni prese dal Consiglio dell'Ecofin il 21 luglio, tra cui il potenziamento a 440 miliardi del fondo salva-Stati.

http://www.ilsole24ore.com/art/finanza- ... d=AaKVbVAE
Ultima modifica di MauroB il 6 ott 2011, 20:03, modificato 1 volta in totale.

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Re: [DOSSIER n. 08] LO STATO SOVRANO NON CONTA UN CAZZO

Messaggioda MauroB » 6 ott 2011, 20:02

domanda:
Ma sti prestiti illlliiiiiiimiiiiiiiitati da dove vengono..??
.....................
domanda:chi deve un domani restituire questi prestiti illliiiiiimiiitati?
.........................

come dire....
la coarota: acquisto di covered bond e prestiti illimitati alle banche per almeno 12 mesi.

il bastone: Con l'Italia insistiamo sulle riforme.

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Messaggioda sandropascucci » 7 ott 2011, 12:47

MauroB ha scritto:come dire....
la coarota: acquisto di covered bond e prestiti illimitati alle banche per almeno 12 mesi.

il bastone: Con l'Italia insistiamo sulle riforme.


forse volevi dire il boastone..

se lupo ululì..
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Re: [DOSSIER n. 08] LO STATO SOVRANO NON CONTA UN CAZZO

Messaggioda MauroB » 7 ott 2011, 13:06

:oops: oops..

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Messaggioda sandropascucci » 6 nov 2011, 14:51

!
Tremonti, finanza prevale sulla politica

Con globalizzazione lo Stato e' andato sotto, la ricchezza sopra
05 novembre, 16:51
(ANSA) - TAORMINA (MESSINA), 5 NOV - La Finanza prevale sulla politica in una inversione di ruolo. Lo ha detto il ministro dell'Economia Giulio Tremonti. ''C'e' stata una rotazione tra lo Stato e il mercato e dentro il mercato finanziario lo Stato e' andato sotto, la ricchezza sopra. Prevale il mercato finanziario sulla politica. I politici di una volta avevano il potere di determinare il futuro dei loro popoli con la globalizzazione la curva delle categorie politiche e' scesa progressivamente''.


http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche ... 77247.html
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Re: LO STATO SOVRANO NON CONTA UN CAZZO

Messaggioda sandropascucci » 6 dic 2011, 20:42

sandropascucci ha scritto:da: http://it.finance.yahoo.com/notizie/con ... 8.html?x=0

Conti Pubblici: s&p, Senza Riduzione Debito Revisione Rating

(Sec-Fin/Zn/Adnkronos) - giovedì, 8 aprile 2010 - 12:02

Roma, 8 apr. (Adnkronos) - Senza una riduzione del debito pubblico il rating dell'Italia potrebbe essere rivisto al ribasso. E' l'avvertimento di Standard & Poor's che comunque, alla luce della posizione di partenza relativamente debole delle finanze pubbliche italiane, evidenzia come "la prevista attuazione, a partire dal 2010, del programma di consolidamento attraverso la riduzione della spesa pubblica potrebbe essere un importante fattore di supporto per i rating sovrani della Repubblica Italiana (A/Stable/A-1)". Al contrario, se il Governo dovesse ritardare l'implementazione di politiche che conducono il debito verso una riduzione sostenibile, "cio' potrebbe portare secondo la nostra opinione ad una revisione al ribasso dei rating". (segue)


e così.. una società privata americana[1], controllata da un'altra società privata americana[1], viene a dire al MONDO quanto vale una REPUBBLICA SOVRANA..

ma io boh..

sp01.jpg
sp01.jpg (23.01 KiB) Visto 9976 volte

e "The McGraw-Hill Companies" pubblica volumi tipo:

copertina_principimacroeconomia.jpg
copertina_principimacroeconomia.jpg (25.55 KiB) Visto 9976 volte


in cui IL CAPO DELLA FEDERAL RESERVE, una banca PRIVATA [parole di Mario Draghi],
PONTIFICA il PERPETUARSI DEL SISTEMA-DEBITO DI IGB..

vabbè..

[1] Copyright © 2010 Standard & Poor's Financial Services LLC, a subsidiary of The McGraw-Hill Companies, Inc. All rights reserved.

fonte: viewtopic.php?p=10643#p10643

s'è svegliato beppE grill0 ma la racconta a metà, OVVIAMENTE!!

::
Standard & Poor's osserva, osserva. Oggi ha messo sotto osservazione 15 Paesi della zona Euro. Tutti i Paesi europei possono perdere la tripla A. Diventare meno affidabili sul mercato internazionale. In sostanza più poveri. Le valutazioni della Standard & Poor's possono far fallire una Nazione. Orienta gli investimenti, valuta bilanci, pubblica analisi. Fa cadere governi, influenza le decisioni economiche degli Stati, decide nei fatti le manovre finanziarie. Standard & Poor's risiede "in the cloud", sopra alla politica, sopra alla UE, all'ONU, agli elettori. Il suo dio è il mercato e solo ad esso riferisce. In teoria è un servizio per gli investitori, in pratica un'agenzia dotata di un potere illimitato.
Chi controlla il controllore? Persone con nomi che non dicono nulla a nessuno contano più di Obama, la Merkel e Sarkozy messi insieme. Il presidente è Douglas Peterson, i vice presidenti Pat Milano, James C. Daly, Catherine Mathis, John Weisenseel. I direttori esecutivi sono Paul Coughlin, Yu-Tsung Chang, David Jacob, Alex J. Matturri, Adam H. Schuman. Infine, Yann Le Pallec è responsabile per l'Europa, il Medio Oriente e l'Africa. Come si legge nel sito dell'Agenzia "Standard & Poor's Ratings Services è guidata da professionisti con anni di esperienza nel mondo finanziario". Esperti? Prima del disastro economico del 2008 dove erano questi signori? I derivati, i cdo e la varia merda finanziaria gli è passata inosservata sotto gli occhi.
La Standard & Poor's non è una società di beneficenza, ha un giro di affari annuo intorno ai 2,5 miliardi di dollari, un grattacielo a Manhattan e 10.000 dipendenti nel mondo. L'Agenzia fa parte del gruppo McGraw-Hill, un gigante dei media e dell'informazione con più di 6 mila miliardi di dollari di ricavi nel 2010. La nostra sovranità è decisa dal movimento del sopracciglio di "Dug" Peterson, fino al 2010 alto dirigente di Citigroup, la più grande azienda di servizi finanziari del mondo. Chi lo conosce? E chi lo ha eletto? E chi garantisce per lui? Il gruppo Bildeberg o Goldman Sachs? Una struttura sovranazionale, non eletta da nessuno, ha più potere della UE. Chi gli ha attribuito questo potere? Il potere è dei cittadini. Il mercato è delle vacche.

fonte: beppegrillo.it
6 Dicembre 2011
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Re: LO STATO SOVRANO NON CONTA UN CAZZO

Messaggioda mr.spyder » 7 dic 2011, 14:43

sandropascucci ha scritto:
s'è svegliato beppE grill0 ma la racconta a metà, OVVIAMENTE!!

sempre dal "suo" bloB
!
Monti, l'esorcista

Monti sta facendo il lavoro sporco, quello che i partiti non possono più fare. Sta sciaquando i panni nella fogna, invece che in Arno. Del resto non ha scelta, ogni fiume d'Italia è una fogna, i corsi d'acqua differiscono solo per il numero di colibatteri. I "diritti dei lavoratori" sono diventati una frase senza senso, una giaculatoria da recitare in televisione da parte di sindacalisti assimilati al sistema come barboncini da diporto. La pensione è un ricordo dell'età dell'oro, destinata solo ai più fortunati come Amato, ma anche a Veltroni, Scalfari e alle mogli di Boss(ol)i e Bevtinotti. Loro sì che c'è l'hanno fatta nella vita. L'allungamento dell'età lavorativa ha due effetti, togliere qualche anno di serenità prima della morte a dei vecchi e impedire l'ingresso ai giovani nel mondo del lavoro. Avremo un esercito di anziani con la prostata un po' rincoglioniti che daranno la paghetta settimanale al figlio quarantenne disoccupato. Sono stampelle, appoggi necessari per tenere in piedi il Sistema. Monti è figlio di questo Sistema, forse il migliore in circolazione, ma non rinnegherà mai chi l'ha messo al mondo e curato amorevolmente fino ai settant'anni suonati.
Monti ricorda padre Merrin, l'esorcista. Lungo e allampanato sotto il lampione, nella prima nebbia della sera. L'esorcismo non è però contro il demone del capitalismo, ma contro le sue vittime. Il capitalismo è buono, la crescita necessaria, il Pil come lo Spirito Santo. Monti è venuto a combattere l'eresia del cambiamento, i movimenti, e, allo stesso tempo, gli eccessi di una Chiesa, quella dei partiti, al suo tramonto. Rischia, come padre Merrin, di morire d'infarto in una stanza gelida.
Ci aspetta dopo la recessione, la depressione. Durerà almeno tre/quattro anni. I prezzi saliranno. Gli stipendi diminuiranno. Si tirerà la cinghia fino all'ultimo buco. Lo spread scenderà e i Btp saranno salvi. L'operazione sarà riuscita e il paziente entrerà in coma. Molti mi chiedono "Ci sono alternative?". Questa domanda mi lascia sempre senza parole. Ci si dovrebbe chiedere perché siamo arrivati a questo punto e quali sono le cause. Chi sono i COLPEVOLI, confindustriali, politici, banchieri, sindacati e giornalisti che hanno portato la Nazione sul baratro economico e fuori dalla democrazia, ed estrometterli per sempre dalla vita pubblica. L'assassino torna sempre sul luogo del delitto, ma questi non se ne sono mai andati. Chi non conosce la Storia è destinato a riviverla.


b€pp€,...dai che lo sai bene chi sono i colpevoli,te lo ha spiegato [anche] il Prof. AURITI in persona (se mai non lo avessi saputo anche prima) ma tu non vuoi dirla tutta LA VERITA'...perché altrimenti che faresti dopo?
"te lo do io il pianeta"??? http://www.youtube.com/watch?v=opUh3LvJxfc (sono più di 30 anni che mangi in questo sistema e se dovessi avere problemi di stomaco puoi sempre farti uno yogurt telepatico!)
anche tu hai una bella pensione assicurata....DA IGB!
che schifo mi fai...
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Re: [DOSSIER n. 08] LO STATO SOVRANO NON CONTA UN CAZZO

Messaggioda mr.spyder » 7 dic 2011, 18:02

>
>
Standard & Poor's, Moody's e Fitch: chi c'è dietro e come decidono le nuove superpotenze dell'economia

di Vittorio Da Rold Cronologia articolo7 dicembre 2011

Come la guerra del futuro sarà fatta da droni, telecamere infrarosse e virus telematici, così la sfida economica del domani si gioca sul piano della credibilità e del rating dei suoi titoli pubblici.
Un voto negativo, un declassamento e i bond di uno Stato sono carta straccia, junk bond, e i suoi cittadini costretti a manovre di austerità, duri sacrifici mentre l'immagine nazionale cade nella polvere.
Ecco spiegata la potenza delle tre agenzie di rating, tutte sostanzialmente anglosassoni sebbene Fitch fosse nata da capitali francesi; società private senza eserciti, una confraternita elitaria di appena tremila persone, ma capaci di mettere al tappeto persino gli Stati Uniti d'America.
Questa nuova potenza mondiale sono le agenzia di rating, aziende private che valutano il grado di rischio rappresentato dall'investire in un'azione, in una moneta, in un bond privato o in un'obbligazione del debito pubblico. La tripla A, il voto massimo, è entrato nel linguaggio comune: «Questo piatto è da tripla A», si sente dire comunemente al ristorante rivolgendosi allo chef.

La lettera D sta invece per default e junk bond per titoli spazzatura. I Paesi emergenti cercano di ottenere lo status di investment grade non senza difficoltà. In sostanza il sistema di votazione è una scala inversamente proporzionale al rischio: più basso è il rating, più alto il rischio e quindi più elevata deve essere la remunerazione del capitale (il rendimento che l'investitore chiede per comprare il titolo). Apparentemente è un servizio importante fornito al risparmitore, in realtà nel tempo è diventato un meccanismo poco trasparente e monopolizzato da tre grandi società che si accaparrano il 90% del mercato.

Gli gnomi di S&P's. Fondata nel 1860 Standard & Poor's ha uffici megagalattici a Wall Street, Canaray Warf a Londra, nella Main Tower a Francoforte o in Rue de Courcelles a Parigi. S&P'S sceglie la discrezione e preferisce nascondersi dietro il nome di McGraw-Hill, la sua casa madre americana specializzata in libri economici e scolastici. Il settore del rating è uno dei più segreti e sconosciuti al mondo, un'industria dei servizi finanziari che obbliga le società a passare sotto le forche caudine per ottenere a caro prezzo il tanto agognato voto che gli apre le porte dei mercati.

Le tre grandi del settore hanno ottenuto dei profitti considerevoli negli ultimi tempi, che si sono spinti fino al 50% del loro giro d'affari (1,3 miliardi di euro per S&P's nel 2010). Una miniera d'oro che non ha eguali in altri settori ad esclusione forse di quello della tecnologia d'avanguardia e del lusso.

Ogni Paese delle società di rating ha dei responsabili (suddivisi per Paese) che a differenza di quanto si possa pensare non sono affatto super pagati: un analista junior a S&P's guadagna circa 45mila euro all'anno mentre un senior con 5 anni di anzianità porta a casa dai 75mila ai 100mila euro all'anno. Poi ci sono i bonus di fine anno ma niente di più. Insomma una vita agiata ma senza eccessi.
http://www.ilsole24ore.com/art/finanza- ... d=AaJRSGSE
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Re: [DOSSIER n. 08] LO STATO SOVRANO NON CONTA UN CAZZO

Messaggioda mr.spyder » 9 dic 2011, 12:26

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Re: [DOSSIER n. 08] LO STATO SOVRANO NON CONTA UN CAZZO

Messaggioda mr.spyder » 26 gen 2012, 16:18

>
>
Grilli: no preclusioni su taglio debito
Guardiamo a tutto, stiamo misurando valore proprieta' Stato

26 gennaio, 15:32
Grilli: no preclusioni su taglio debito (ANSA) - MILANO, 26 GEN - ''L'obiettivo di ridurre il debito pubblico c'e', le modalita' le stiamo studiando senza precluderci nulla''. Cosi' il vice ministro dell'Economia Vittorio Grilli, in un contributo video diffuso nell'ambito del 'Taglia debito Day' organizzato dalle testate del gruppo Class.

''Noi guardiamo a tutto, stiamo determinando il valore e la consistenza delle proprieta' dello Stato, stiamo verificando la gestione e se e' giusto mantenerle nel pubblico o dismetterle'', ha spiegato Grilli.


ma il debito non era una ricchezza?? (cit:barnard)
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Re: [DOSSIER n. 08] LO STATO SOVRANO NON CONTA UN CAZZO

Messaggioda kasiacolagrossi » 26 gen 2012, 17:08

ora no, con moneta sovrana - tipo lira, dollaro, sterlina - sì. (cit. Barnard)
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Re: [DOSSIER n. 08] LO STATO SOVRANO NON CONTA UN CAZZO

Messaggioda mr.spyder » 26 gen 2012, 18:19

aaa bhè!...se quelle sono le monete "sovrane" allora basta dire a grilli di valutare e dismettere "viale dei giardini", "parco della vittoria" e magari "vicolo corto" e IGB dovrebbe essere a posto no?
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Re: [DOSSIER n. 08] LO STATO SOVRANO NON CONTA UN CAZZO

Messaggioda MauroB » 4 apr 2012, 14:49

::
San Marino verso introduzione del reato di evasione fiscale
Il provvedimento e' stato sollecitato come priorita' dal Fmi
03 aprile, 16:28
(ANSA) - SAN MARINO, 3 APR - San Marino introdurra' il reato di evasione fiscale, e quindi dichiarazione fraudolenta e omessa dichiarazione. E' stato confermato oggi dal ministro alle Finanze sammarinese Pasquale Valentini a margine della riunione del Congresso di Stato, il Governo di San Marino che ha preso in esame la piu' volte rinviata riforma tributaria. L'accelerazione al provvedimento e' stata data anche dalla relazione preliminare del Fmi, che l'ha annoverata fra le priorita'. (ANSA).

http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/ ... 58511.html

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Re: [DOSSIER n. 08] LO STATO SOVRANO NON CONTA UN CAZZO

Messaggioda enricogrosso » 29 lug 2012, 14:57

Cos’è lo stato?
“…è la totalità delle istituzioni politiche, legislative, giuridiche, militari e finanziarie, con la quale, la gestione degli affari, il controllo dei comportamenti personali, la responsabilità della sicurezza pubblica, sono tolte dalle mani della gente, e messe nelle mani d’altri, che tramite l’usurpazione o delegazione, sono investite con il potere di creare leggi per tutto e per tutti, e di obbligare la gente ad osservarle, se c’è bisogno, con l’uso della forza."

(Errico Malatesta - 1974)
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Re: [DOSSIER n. 08] LO STATO SOVRANO NON CONTA UN CAZZO

Messaggioda enricogrosso » 29 lug 2012, 15:07

Lo stato è segnato da tre cose fondamentali:

1)Il “monopolio della violenza” su un certo territorio

2)L’aspetto “professionale” ed “istituzionalizzato” di questa violenza

3)La sua natura gerarchica, la centralizzazione del potere e l’iniziativa di pochi per tutti.

Di questi tre aspetti, l’ultima è quella più importante, perché la centralizzazione del potere nelle mani di poche persone, assicura la divisione della società in “dominatori” e “dominati”.

I primi due aspetti possono essere raggiunti grazie alla terza condizione.

Senza questa divisione, non ci sarebbe bisogno del “monopolio della violenza” perché non ci sarebbero gli interessi attuali dei privilegiati da mantenere.
Questo “monopolio della violenza” su un certo territorio (per non dire “patria”, che è la radice d’odio tra i popoli) è anche la fonte di guerre e oppressioni.

Certi stati, come quelli comunisti, non solo sono responsabili nella dominazione politico-militare, ma anche nella dominazione economica tramite la proprietà statale dei mezzi di produzione.
Negli stati liberali democratici invece, come gli Stati uniti, il meccanismo politico-militare è controllato da o per le corporazioni, e quindi, le corporazioni grandi sono spesso considerate come estensioni dello stato stesso.
Essendo una delegazione del potere in mano a pochi, chiaramente lo stato è gerarchico.
Questa delegazione dei poteri, fa sì che le persone elette diventano isolate dalle masse di persone che li hanno eletti e salvi da un possibile richiamo da parte degli elettori.
Inoltre, mentre quelli eletti sono investiti del potere di decidere, intorno a loro si sviluppa una burocrazia, chiamiamola, di aiuto.
Però, questa burocrazia, grazie alla sua presenza fissa ed il controllo dell’informazione, diventa un potere come quello degli eletti.

Questo significa che quelli che dovrebbero servire (la burocrazia) i “servi dal popolo” (gli eletti), hanno più poteri che quest’ultimi, esattamente come il politico ha più potere che quelli che lo hanno eletto.
Questa burocrazia esiste in ogni stato gerarchico, ed è indipendente dalle persone in qualunque momento.
Quest’emarginazione e indebolimento delle persone comuni (e quindi il rinforzamento della burocrazia) porta al conformismo e l’apatia politica e sociale.
Questo sistema assicura che l’individuo è rassegnato e soggetto alla dominazione burocratica ed autoritaria, rendendo l’uomo un oggetto, invece di un’unicità con speranze, sogni, pensieri e sentimenti.


Se qualcuno avesse qualche dubbio in merito al concetto di Stato sopraesposto è pregato di intervenire per un confronto.
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Re: [DOSSIER n. 08] LO STATO SOVRANO NON CONTA UN CAZZO

Messaggioda enricogrosso » 29 lug 2012, 15:27

Quelli alti nella piramide sociale (banchieri), usano lo stato per arricchirsi senza lavorare, in quanto, è lo stato che mantiene i diritti sulla proprietà privata ed il capitale.
Lo stato è soltanto un’autorità che giustifica e regolamenta l’espropriazione delle terre e delle ricchezze avvenute attraverso la violenza nei secoli passati.
Prima venne la violenza, furti ed omicidi, poi i nuovi privilegiati costruirono gli stati per tutelare i “diritti” sulla terra ed i mezzi di produzione, proteggendosi dalla “violenza” degli affamati ed emarginati con la creazione del gendarme.
Mi sembra strano che nella società attuale, il poliziotto sia visto come un protettore dei beni della gente; ritengo, piuttosto, sia uno “schiavo pagato”, che salvaguarda i diritti di proprietà, di “giustizia” e i privilegi del
suo datore di lavoro.
A volte mi chiedo, se i carabinieri, nella loro rigidità militare, riconoscano di essere pagati per mantenere diritti e proprietà astratti sulla terra, oppure credono veramente di essere “l’esercito del bene”?
Gli stati assicurano i privilegi dell’èlite regnante, proteggendo certi monopoli economici fonte delle loro ricchezze.
Questo servizio è la “protezione della proprietà privata”, che insieme alla “sicurezza delle persone” è una delle due funzioni principali dello stato.

Nessun sistema sociale esisterebbe se non a beneficio di qualcuno (monarchia e dispotismo), di qualche gruppo (democrazia rappresentativa e comunismo autoritaria) o di tutti (anarchia).
La centralizzazione dei poteri porta benefici direttamente a coloro che risiedono al vertice della scala sociale, proteggendoli da quelli subordinati e garantendo un facile controllo gerarchico.
Dunque, è nell’interesse dei politici e burocrati di mantenere la centralizzazione del potere.
Grazie ai monopoli economici protetti dallo stato, l’èlite che li controlla (banchieri, capitalisti industriali, capitalisti finanziari), possono accumulare ricchezze grazie a quelli che sfruttano.
Visto che, per vincere elezioni c’è bisogno di una gran ricchezza, l’èlite proprietaria può controllare il processo politico, e quindi lo stato, grazie al “potere del denaro”.
Negli Stati Uniti, per esempio, la corsa alle presidenziali vede investimenti per più di 20 milioni di dollari.
Quindi, il denaro controlla la politica, e la politica di conseguenza tutela chi ha il denaro.
Se non fosse cosi triste, mi verrebbe da sorridere, pensando alle forze di sinistra che lottano all’interno di questo sistema!!
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Re: [DOSSIER n. 08] LO STATO SOVRANO NON CONTA UN CAZZO

Messaggioda MauroB » 29 lug 2012, 18:35

si forse hai ragione, il problema e lo stato parassita ,
quindi cambiano no?
aspetto un idea migliore di come "dovrebbe essere" l'attuale repubblica Italiana,se veramente applicati i principi fondamentali della costituzione.

o meglio su quali principi, idee, dovremmo fondare una nuova cosa?

Aiutami a vedre la soluzione

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Re: [DOSSIER n. 08] LO STATO SOVRANO NON CONTA UN CAZZO

Messaggioda enricogrosso » 29 lug 2012, 19:33

Quindi, il denaro controlla la politica, e la politica di conseguenza tutela chi ha il denaro.
L’esistenza della burocrazia di stato è la figura chiave nell’assicurare che lo stato rimane il “gendarme della classe regnante”.

Tutto questo non significa che lo stato e la classe capitalista (BANCHIERI in primis) vanno sempre d’accordo.
I politici fanno parte dell’èlite in qualità di camerieri, ma sono sempre in competizione con altri nella classe regnante sul popolo.
Inoltre, settori diversi del capitalismo sono sempre in competizione per profitti, influenza politica, privilegi ecc. Cosi lo stato è spesso in conflitto o finge di esserlo con vari settori della classe capitalista (banchieri in PRIMIS).
Certi conflitti, infatti, fanno “apparire” lo stato come un elemento “neutro”, ma questa è un' illusione; questi conflitti sono tentativi dello stato di risolvere problemi tra capitalisti, dall' “esterno”.
In tutto questo, il popolo viene limitato al voto per il rappresentante dell’èlite che suppone essere meno opprimente!!
Senza i soldi dei banchieri, lo stato sarebbe troppo debole.
Quindi, il ruolo dello stato è d’assicurare le migliori condizioni in generale.

Questo significa, che lavora anche contro gli interessi di appartenenti alla classe capitalista...ma mai dei banchieri.

L’illusione dello stato “neutro” ed “indipendente” viene da questo “contrasto” con certi capitalisti.

E’ un’idea falsa, anche se comune, che votando ogni quattro o cinque anni per eleggere una persona in questa “macchina” centralizzata e burocratica, permettiamo al popolo di controllare lo stato.
Ovviamente, dicendo questo non intendo affermare che non ci sia differenza tra una repubblica democratica ed uno stato monarchico o fascista.
Il voto è stato una vittoria importante (per chi ci crede). Un passo avanti da una schiavitù meno morbida ad una più morbida.
Ma, il voto crea relazioni gerarchiche e una volta eletti, i nostri rappresentanti, possono fare ciò che vogliono, ed in tutte le burocrazie politiche, molte decisioni importanti sono prese da chi non è stato direttamente eletto.
La centralizzazione rende la democrazia senza significato, perché le decisioni sono prese per tutti da politici distanti chilometricamente e mentalmente dalla gente che subisce le loro decisioni.
La mancanza d’autonomia locale isola la gente, che deve obbedire a normative distante anni luce dalla loro realtà geografica, politica e storica.
Quindi, il popolo è intrappolato e “disarmato” proprio dalla strutture che dovrebbero dargli rappresentanza.
Questa non è la mia idea di libertà, e solo pensare di esprimere la propria libertà, votando un uomo sconosciuto in questi termini mi stupisce.
Ascoltando la retorica dei politici sulle virtù della “libertà”, mi cresce vertiginosamente la rabbia. Oltre che regolamentare la mia vita, vivere nel superfluo mentre gente muore di fame, e dettarmi un codice morale di comportamento, vogliono anche prendermi in giro come se fossi un’idiota!

La rabbia è una forza positiva.
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Re: [DOSSIER n. 08] LO STATO SOVRANO NON CONTA UN CAZZO

Messaggioda enricogrosso » 29 lug 2012, 19:48

MauroB ha scritto:si forse hai ragione, il problema e lo stato parassita ,
quindi cambiano no?
aspetto un idea migliore di come "dovrebbe essere" l'attuale repubblica Italiana,se veramente applicati i principi fondamentali della costituzione.

o meglio su quali principi, idee, dovremmo fondare una nuova cosa?

Aiutami a vedre la soluzione


Togli pure il forse, UN problema è anche lo stato parassita.
Non sono un oculista e quindi non posso aiutarti a vedere meglio di quanto tu già non veda e non sono neppure Gesù Cristo che ridava la vista ai ciechi...
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Re: [DOSSIER n. 08] LO STATO SOVRANO NON CONTA UN CAZZO

Messaggioda MauroB » 31 lug 2012, 15:10

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Re: [DOSSIER n. 08] LO STATO SOVRANO NON CONTA UN CAZZO

Messaggioda enricogrosso » 31 lug 2012, 17:47

riservato. Cioè?
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Messaggioda sandropascucci » 28 ott 2012, 13:53

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Draghi: sì al supercommisario europeo
Il presidente della Bce in un'intervista allo 'Spiegel': «Ha ragione il ministro delle Finanze tedesco»

Draghi (Lapresse)
Il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble (Cdu), ha ragione nel chiedere un supercommissario alla valuta, che controlli i conti dei Paesi dell'Eurozona. E su questo ha il pieno appoggio di Mario Draghi. «Sostengo esplicitamente la proposta» ha dichiarato il presidente della Bce in un'intervista allo 'Spiegel', e «sarebbe intelligente se i governi la esaminassero attentamente. Di una cosa sono sicuro, se vogliamo ristabilire la fiducia nell'Eurozona, i Paesi devono cedere a livello europeo una parte della loro sovranità» perché «hanno già adottato delle misure che sarebbero apparse impensabili un anno fa, ma non sono sufficienti», ha spiegato Draghi. E ancora: «Molti governi non hanno ancora capito di aver perso la loro sovranità nazionale da molto tempo perché si sono pesantemente indebitati e sono alla mercé dei mercati finanziari».

BOND E ACQUISTI - La promessa che la Bce acquisterà in maniera illimitata i bond dei Paesi in crisi non significa che lo farà in modo incontrollato ha poi precisato Draghi. «Al contrario - ha sottolineato - acquisteremo bond solo di quei Paesi che accettano rigide condizioni e verificheremo esattamente se le condizioni sono state rispettate». Alla domanda se davvero la Bce bloccherebbe questi acquisti, nel caso in cui un Paese non realizzasse le riforme promesse, il presidente della Bce non ha esitazioni: «Ovviamente, se un Paese non rispetta gli accordi, non riattiveremo il programma (di acquisto di bond, ndr). Abbiamo annunciato che le operazioni verranno sospese, non appena il Paese in questione verrà sottoposto ad un controllo». A quel punto, «chiederemo al Fmi e alla Commissione europea di valutare se quel Paese rispetta gli accordi. Solo in seguito riprenderemmo le operazioni (di acquisto, ndr)». Parlando dello spread, Draghi ha precisato che «i tassi di interesse non devono essere uguali in tutti i Paesi, ma ad essere inaccettabili sono le differenze troppo forti, riconducibili alla distorsione dei mercati dei capitali o al timore che l'Eurozona possa andare in pezzi».«Non vogliamo eliminare del tutto lo spread tra i vari Paesi», conclude Draghi, «ma interverremo quando le differenze tra i tassi sono eccessive».

Redazione Online
28 ottobre 2012 | 13:27
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Messaggioda sandropascucci » 5 nov 2012, 20:34

http://it.finance.yahoo.com/notizie/ing ... blico.html
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L'Inghilterra vuole cancellare il debito pubblico

Nei prossimi anni sia gli Stati Uniti che la Gran Bretagna potrebbero avere un'emergenza debito. E l'annullamento potrebbe essere una svolta epocale per tutta l'Eurozona.
Scritto da Fabrizio Arnhold | Yahoo! Finanza speciali – ven 2 nov 2012 19:22 CET

Una provocazione. Oppure una tentazione. Basta austerity, tasse e aumento dell’Iva. La soluzione per ridurre il debito pubblico è molto più semplice: cancellarlo. L’ipotesi è stata avanzata da Gavyn Davies in un editoriale sul Financial Times, per quanto riguarda il debito inglese.
In effetti potrebbe essere la strada più semplice. Un colpo di spugna e il debito pubblico detenuto dalle Banche Centrali verrebbe cancellato. In altre parole, la politica fiscale in forte deficit del passato è stata finanziata con l’emissione di moneta. Una scelta opinabile e sbagliata per la Bundesbank, e opposta a quella degli inizi degli anni Ottanta, quando fu fatto divieto alla Banca d’Italia di comprare le obbligazioni del Tesoro. Difatti, la suggestiva proposta, per ora, riguarderebbe la sola Gran Bretagna.

Per capire meglio il perché si sia arrivati, addirittura, ad ipotizzare una soluzione così estrema, occorre fare un piccolo passo indietro. Nell’ultimo rapporto del Fondo Monetario Internazionale, si è aperto un dibattito sull’efficacia delle misure di austerità e il loro impatto sull’economia reale. Le politiche dei sacrifici hanno prodotto, questo è innegabile, un effetto indesiderato ed imprevisto, ossia una flessione delle economie più grande di quello che si era preventivato. Tutta colpa, secondo gli analisti, del sottovalutato impatto del “moltiplicatore sociale”.

Le tasse salgono, il reddito si riduce. L’impatto della politica fiscale sul reddito nazionale si chiama, appunto, moltiplicatore sociale. Si hanno, quindi, meno redditi sul lato spesa e un minor reddito netto per le famiglie e le imprese. I conti iniziali, non tornano più. Si era ipotizzato che ad ogni euro di tagli più tasse, corrispondeva una riduzione del redito nazionale di mezzo euro. Si otteneva, semplificando, un deficit ridotto di un euro, da rapportare con un Pil diminuito di mezzo euro. Ma col tempo il moltiplicatore si è rivelato avere un impatto più pesante: per ogni euro più tagli si è avuto un crollo del reddito nazionale che oscilla tra i 90 centesimi fino ad un euro e 70.

Ma l’errore da cosa è dovuto? In condizioni di normalità una politica fiscale recessiva ha come altra faccia della medaglia una politica monetaria espansiva. Una sorta di bilanciamento. Se la politica monetaria, però, è già espansiva - con i tassi della banca centrale negativi, considerando l’inflazione – ecco che non può più agire come contrappeso per potare la bilancia in pareggio e, perciò, il moltiplicatore fiscale aumenta oltre le previsioni.

La Banca Centrale quando compra il debito pubblico, lo acquista per un periodo. Prima o poi lo rivenderà, presumibilmente quando l’economia sarà ripartita. Nel caso del Regno Unito il debito pubblico in mano alla Banca Centrale è circa il 25% del totale. Quando la Banca ha acquistato i titoli di Stato, ha immesso liquidità nel sistema. Ma non appena venderà il debito pubblico, questa liquidità sarà eliminata. Ecco quindi, che potrebbe decidere di non rivenderlo. In questo caso le manovre di austerità potrebbero essere meno severe ed aver un impatto meno gravoso sull’economia. Si ridurrebbero gli oneri da interesse, con un debito minore. La liquidità che resta potrebbe col tempo alimentare l’inflazione, una volta che la disoccupazione sia diminuita.

Il Fincial Times ha ipotizzato, se non la cancellazione completa, almeno la riduzione perché “sarebbe la Banca Centrale che vedrebbe cancellare immediatamente la propria base di capitale. La questione cruciale è capire se questo conta e, in caso affermativo, in che modo”. E’ un’ipotesi, certo. Nei prossimi anni la Gran Bretagna, ma anche gli Usa, dovranno per evitare la crescita smisurata del loro debito statale, tagliare le spese del loro bilancio. Usare la Banca Centrale per ridurre gli oneri del debito è una maniera per ovviare i limiti della politica e la mancanza di riforme. Il ricorso alla sovranità monetaria allenterebbe questi vincoli e sarebbe una svolta epocale per tutta l’Eurozona. Che sia possibile o meno imboccare questa strada è ancora una questione aperta.
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Messaggioda sandropascucci » 5 feb 2013, 12:16

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Bot e Btp non saranno più garantiti dallo Stato?

Scritto da Angela Iannone | Yahoo! Finanza – mar 29 gen 2013 17:11 CET

La notizia risale al dicembre 2012, ma l'attuazione della norma è partita dal 1°gennaio 2013 e riguarda l'introduzione delle clausole collettive (CACs) nei titoli di Stato.
Il comunicato stampa del Ministero dell'Economia - datato 17 dicembre 2012 - riporta che a partire dal nuovo anno le "le nuove emissioni di titoli di Stato aventi scadenza superiore ad un anno saranno soggette alle clausole di azione collettiva".

Cosa sono le CACs? Previste nel Trattato sul Meccanismo Europeo di Stabilità (ESM), ratificato anche dall'italia, sono delle clausole vessatorie e regolano la possibilità, per uno Stato che versa in una condizione di crisi del debito sovrano (come ad esempio è avvenuto in Grecia), di ricontrattare interessi, scadenze e di proporre agli investitori lo scambio con obbligazioni di diversa tipologia. Le CACs quindi rendono obbligatorio lo scambio anche dalla contrparte che non ha acconsentito, a condizione che vengano rispettate determinate soglie: gli accordi europei stabiliscono che l'emissione di titoli di debito pubblico con le CAC non superino il 45% emesso in un anno.
Secondo questo accordo previsto dall'ESM, il mercato dei titoli di Stato dei BOT e BTP non saranno più garantiti dallo Stato stesso, in quanto con le CACs si potranno rinegoziare accordi precedentemente presi e rinegoziare la propria esposizione debitoria con gli investitori.

Alla notizia, gli esperti del settore lanciano i primi timori. Innanzitutto sulla soglia prestabilita: "il limite di emissione del 45% è sicuramente una tutela affinché la maggior parte dei titoli di debito pubblico di nuova emissione resti garantito così come lo sono sempre stati - scrive Pasquale Marinelli, collaboratore del sito di finanza Wall Street Italia - ma [...] quanto tempo passerà affinché tale limite venga modificato e aumentato, fino ad avvicinarsi al 100%? Che grado di affidabilità avrebbero questi titoli nei confronti degli investitori, di cui lo Stato emittente può cambiare le condizioni iniziali di sottoscrizione, quando più conviene ad esso?".

Una nuova norma che, quindi, starebbe ufficialmente decretando il fallimento dello Stato italiano: sebbene il rendimento di questi nuovi titoli pubblici risulterebbe più alto rispetto ai precedenti, perché è insito in esso il rischio di ricontrattazione in negativo dei titoli da parte dello Stato, in caso di rischio del suo default, con queste clausole verrebbe meno il concetto di sicurezza che da sempre è prerogativa dei titoli di Stato. Clausole che, rispetto all'investitore, pongono il soggetto meno avvantaggiato - in questo caso lo Stato - in una situazione contrattuale privilegiata. Non solo: le CACs garantirebbero per legge la ristrutturazione del debito sovrano, che in Italia ha superato la soglia dei 2 mila miliardi, 100 miliardi solo nel 2012.
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Messaggioda sandropascucci » 5 feb 2013, 12:17

siamo nella CACca?
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Re: [DOSSIER n. 08] LO STATO SOVRANO NON CONTA UN CAZZO

Messaggioda mr.spyder » 9 feb 2013, 11:05

ho imparato che il popolino cammina,arranca,nuota nella CACca,ma ha il naso talmente otturato/saturo che si convince di essere in mezzo al cioccolato.

poi,...molto poi... tre sensi si mettono daccordo:l'olfatto,la vista e il tatto decidono che è certamente cacca!
ma,...(c'è sempre un "ma") a quel punto l'udito,che non crede alle sue orecchie, suggerisce al gusto di verificare (perché c'è sempre un negazionista che vuole la prova provata!)

una volta accertato che è inequivocabilmente cacca il sesto senso dovrebbe suggerire che qualcuno ci sta prendendo per/in/con/su/per/tra/fra il culo e che quindi sarebbe ora di affrontare il problema,o no?....NO!...molto meglio convincersi che la cacca in fondo è concime e il concime è buono,giusto,utile,NECESSARIO!

domanda:se non sei un contadino,a cosa ti serve tutta 'sta merda??...vuoi farci forse del met-ano? (questa me l'ha suggerita IGB)
Antonio Prezia, detto spyder... anche se non è importante chi sei,ma cosa vuoi fare per cambiare il mondo.

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Messaggioda sandropascucci » 19 apr 2013, 10:53

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Da Bce munizione speciale a Francia: licenza di stampare denaro

di: WSI Pubblicato il 19 aprile 2013| Ora 07:16

E' quanto riporta il giornale economico tedesco, Deutsche Wirtschafts Nachrichten. Obiettivo ultimo di tale concessione: garantire il salvataggio del sistema bancario francese al riparo dai controlli tedeschi.

NEW YORK (WSI) - La Bce avrebbe concesso alla Francia una licenza per stampare una quantità di denaro illimitata grazie ad uno speciale programma obbligazionario. E’ quanto riporta il giornale online popolare di economia tedesca (euro scettico) Deutsche Wirtschafts Nachrichten, secondo il quale l’obiettivo ultimo di tale concessione sarebbe quello di garantire il salvataggio del sistema bancario francese al riparo dai controlli tedeschi.

In pratica, secondo il giornale tedesco, accanto al flusso di liquidità a 3 anni garantito dal LTRO, le banche francesi hanno a disposizione una fonte di finanziamento praticamente inesauribile, il cosiddetto mercato STEP.

Si tratta di un mercato non regolamentato, sul quale sono negoziate obbligazioni bancarie e corporate. Il valore dei titoli di debito negoziati è pari a circa 440 miliardi di euro.

In pratica, il settore bancario francese si è ulteriormente sviluppato sul mercato STEP (Short Term European Papers), avendo così la possibilità di ricorrere ad un programma alternativo per la concessione di credito, non molto lontano dall'essere una vera licenza per stampare denaro.


>
>
La Francia stampa euro, per gli altri l’austerity
di Mario Grigoletti aprile 19, 2013
A seguito delle vicende della Grecia, di Malta e di Cipro e a fronte delle crisi economiche, sociali ed umane che hanno investito questi Paesi, siamo arrivati al punto di essere convinti almeno di una cosa: la BCE non si sposta di un millimetro dalla sua missione e non attua politiche di favoritismo per nessuno, mantenendo fede alla suo ruolo super partes e alla sua indipendenza.

Siamo davvero sicuri?

Il dubbio ci sale leggendo un articolo del giornale on-line tedesco Deutsche Wirtschafts Nachrichten che sostiene che la BCE, nella figura del suo Governatore Mario Draghi, abbia concesso alle banche francesi, non alla Francia intesa come Paese, il diritto di stampare moneta; arrivando finalmente a ricoprire lo stesso ruolo della FED negli USA.Francia Euro

Ma andiamo con ordine.

Verso la fine del 2011 la BCE, per far fronte alla crisi di liquidità in cui erano finite le banche europee che detenevano molti titoli “tossici” dei Paesi colpiti dalla crisi del debito, ha dato via al piano di rifinanziamento a lungo termine (LTRO). Secondo questo piano le banche potevano ricevere dei finanziamenti a tassi d’interesse relativamente bassi in cambio di obbligazioni governative, titoli di stato, compresi quelli senza valore, come quelli greci ad esempio. Questa operazione è stata effettuata in due tranche:

il 22 dicembre 2011, quando 523 banche hanno partecipato all’asta LTRO richiedendo 489,191 miliardi di euro;
il 29 febbraio 2012, quando 800 banche hanno partecipato all’asta LTRO, richiedendo 529,53 miliardi di euro.
Tra queste banche naturalmente c’erano anche banche francesi che hanno beneficiato di questi prestiti. Come sottolinea il quotidiano tedesco: “Da molto tempo le principali banche francesi come Societe Generale, Credit Agricole e BNP Paribas sono al centro dei mercati obbligazionari. Come riporta Bloomberg, solo il Crédit Agricole ha dovuto svendere l’anno scorso beni per 3,5 miliardi di euro”. Oltre a questa fonte di flusso di liquidità, le banche francesi hanno potuto avvalersi di un mercato parallelo, fonte quasi inesauribile di finanziamento, il cosiddetto mercato STEP (Short Term European Paper). Cos’è il mercato STEP?

Si tratta di: “un mercato commerciale praticamente senza regole, dove vengono immesse obbligazioni societarie e bancarie a breve termine. Qui le obbligazioni negoziate hanno un volume di circa 440 miliardi di euro. Dire che il mondo bancario francese si è ulteriormente sviluppato è estremamente creativo e ora si permette, attraverso il mercato STEP, di ricorrere ad un programma completamente nuovo, sia per la creazione di credito a breve termine, sia per una licenza molto specifica di stampare denaro.”

Questo mercato inoltre è molto pericoloso in quanto è fuori dalla Borsa e quindi con nessuna trasparenza, è orientato solo verso il sistema bancario francese e le banche francesi sono ricche di obbligazioni STEP presso la Banque de France, che a sua volta presenta rischi di default legati alle obbligazioni STEP versate come garanzia presso la BCE.

Ma questi soldi che fine faranno? Verranno iniettati nell’economia reale francese garantendo credito alle imprese e alle famiglie? Non si può che essere scettici al riguardo, è più facile pensare che queste iniezioni di denaro abbiano più a che fare con il trattato di Basilea III e l’obbligo delle banche di aumentare la riserva monetaria al 7% al posto del 2% come avveniva fino a ora, e come avverrà fino al 2019 data d’entrata in regime ufficiale.

Questa anomalia ha portato a delle conseguenze che non sono passate inosservate, almeno fuori dal nostro Paese. Il premio nobel Paul Krugman ha recentemente dedicato un’editoriale sul New York Times, notando come i tassi d’interesse sul debito pubblico francese fossero improvvisamente crollati all’1,72%; praticamente gli stessi degli USA. Krugman sottolinea che:“i mercati hanno concluso che la BCE non vuole, non può, lasciare la Francia a corto di denaro, senza la Francia non vi è più alcun euro-zona. Così per la Francia la BCE è inequivocabilmente disposta a giocare da buon prestatore di ultima istanza, fornendo liquidità. E questo significa che, in termini finanziari, la Francia è entrata nel club dei paesi avanzati che hanno le loro proprie valute e, pertanto, non possono rimanere a corto di soldi – un club i cui membri hanno costi finanziari molto bassi, più o meno indipendenti dai loro debiti e deficit.”

Quindi infine la lezione qual è? La BCE lascia fallire i Paesi periferici e i loro cittadini, condannandoli all’austerità ed ad una preoccupante escalation dal punto di vista sociale, mentre salva le banche dei Paesi “core”, seguendo passo passo le logiche del “too big to fail” che fanno tremare l’economia americana. E l’Italia? In mezzo, nel guado, ignara sul presente e sul suo futuro destino.
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Re: [DOSSIER n. 08] LO STATO SOVRANO NON CONTA UN CAZZO

Messaggioda sandropascucci » 19 apr 2013, 10:54

La Bce avrebbe concesso alla Francia una licenza per stampare una quantità di denaro illimitata grazie ad uno speciale programma obbligazionario

traduzione: ti indebiti per cazzi tuoi, senza chiederci le risme di carta da 30 cents ogni volta a noi..
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